Rivoluzione assicurata

La Mifid delle polizze

(ndb:: La direttiva dell’Unione Europea 2004/39/CE (conosciuta anche come direttiva MiFID, ove MiFID è acronimo di Markets in Financial Instruments Directive)

Stanno per partire le norme Idd sulla distribuzione dei contratti, che mettono al centro la tutela dei clienti. Nel Regno Unito hanno provocato un calo delle commissioni e del numero di intermediari

Il countdown è iniziato. All’avvio della nuova direttiva dell’Unione Europea sulla distribuzione assicurativa (Idd) mancano 14 giorni. Il primo ottobre saranno operative le nuove norme che promettono di cambiare radicalmente l’industria delle polizze, modificando i modelli di business delle imprese. Si va da una stretta sui conflitti d’interesse ad un aumento delle multe comminate dall’Ivass, l’autorità di controllo del settore, in caso di violazioni. Ma non solo. La grande novità delle Idd è il cosiddetto Pog che introdurre un sistema generalizzato di governo e controllo del prodotto, allineando il settore assicurativo a quanto già previsto da Mifid 2 per i fondi comuni e le gestioni patrimoniali.
In pratica le imprese dovranno accertarsi che le polizze siano tagliate su misura per una certa tipologia di consumatore già al momento dell’ideazione del prodotto, e per verificarlo dovranno anche effettuare una sorta di test pre vendita. Ma dovranno anche selezionare attentamente i canali di vendita tenendo conto dei prodotti assicurativi da distribuire e adottare misure per verificare che i distributori agiscano in conformità agli obiettivi del processo di approvazione del prodotto. Una stretta rilevante per l’intero mercato, che non coinvolge solo le reti di agenti ma riguarda allo stesso modo le polizze vendute in banca o alle Poste, o quelle legate al noleggio di un’autovettura o ad un pacchetto viaggi. Un modo nuovo di guardare il business che arriva subito dopo la mega rivoluzione di Solvency II, partita a gennaio 2016, che negli ultimi anni ha già radicalmente cambiato le assicurazione europee. Ma se in quel caso bisognava rivedere le regole sul capitale, e riposizionare asset e investimenti, ora in ballo c’è la relazione con il cliente e in discussione c’è il modello distributivo che le imprese hanno seguito finora.

La sensazione è di essere alla vigilia di grandi cambiamenti come quelli che si sono avuti in altri mercati che hanno già adottato norme simile a quelle contenute nella Idd. Nel Regno Unito, per esempio, dove nel 2102 è stata introdotta la Rdt (la retail distribution review) da un anno all’altro c’e stata una riduzione del 20% del numero di intermediari e broker, con un’evidente pressione sulle commissioni di remunerazione, costantemente calate dal 2012 al 2016, come emerge dalle analisi della società di consulenza Boston Consulting Group (Bcg). Tendenze che ovviamente agitano gli agenti di assicurazioni. «Il grande interrogativo è capire come cambierà il modello di business delle assicurazioni e un valido aiuto può arrivare dalle esperienze di Paesi partiti prima dell’Italia, come Uk, Olanda o Polonia», dice Lorenzo Fantini, Principal di Boston Consulting Group. In quei mercati c’è stata una forte «spinta alla semplificazione dei prodotti e alla creazione di reti di vendita dedicate esclusivamente ai clienti di fascia alta, come il cosiddetto private insurance, mentre gli assicurati mass market hanno iniziato a rivolgersi a canali di vendita più standardizzati», continua il consulente.

Un po’ come sta avvenendo già da tempo nel settore dei fondi comuni e della consulenza finanziaria, sulla spinta di Mifid II. Cambiamenti che provocheranno inevitabilmente una pressione sui margini, provocata dalla maggiore trasparenza prevista dalla Idd sulle commissioni che vengono pagate dai clienti al momento della sottoscrizione di una polizza. Rivoluzione di cui le imprese non sembrano essere ancora pienamente coscienti. Perché se dal punto di vista della documentazione da rilasciare ai clienti le compagnie sembrano già essere perfettamente allineate (almeno le big), visto che tra l’altro la Idd sarebbe dovuta partire già sette mesi fa, se si guarda all’offerta assicurativa il cambiamento è solo alle battute iniziali. «I prodotti assicurativi restano ancora complicati», aggiunge Fantini, «e in pochi hanno iniziato a segmentare i clienti per offrire prodotti maggiormente tagliati su misura». Per capire come cambierà il mercato bisognerà poi verificare le mosse dell’Ivass. La Idd è una normativa che fissa dei principi che puntano alla massima tutela dei clienti ma che andranno poi calati nella realtà e gli interventi dell’autorità di controllo guidata dal direttore della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, saranno determinati per capire quanto intensa sarò la stretta. Dalla sua Ivass ha armi più convincenti visto che con la Idd ha anche inasprito le sanzioni, con la possibilità di interventi più efficaci anche sulle persone fisiche oltre che su quelle giuridiche.

(riproduzione riservata)

di Anna Messia

Annunci

Le imprese a meno di tre mesi dal GDPR

   La scadenza del 25 maggio è ancora sottovalutata da quasi la metà delle aziende. Eppure i cambiamenti richiesti sono importanti, e pesanti le conseguenze del mancato adeguamento

Si tratta di una norma che, a poche settimane dall’entrata in vigore prevista per il 25 maggio prossimo, viene ancora considerata tema per addetti ai lavori e da molte aziende un obbligo in più da mettere in pratica, con relativi costi aggiuntivi. Ma il Gdpr (General data protection regulation), Regolamento Ue 2016/679 con il quale la Commissione europea vuole rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini dell’Unione, può rappresentare per le aziende un’opportunità di crescita attraverso l’uso consapevole e normato del patrimonio di informazioni che detengono. La nuova norma avrà influenza anche nel mercato italiano della cybersecurity, che vale oggi circa un miliardo di euro. “Il Gdpr introduce un approccio di data protection viva, in continuo movimento, condivisa tra le unità organizzative e spostata verso i diritti fondamentali degli individui: dal diritto di accesso a quello di rettifica, dal diritto alla cancellazione/oblio a quello di limitare il trattamento, dal diritto alla portabilità dei dati a quello di opposizione”, ha detto Paola Guerra Anfossi, fondatrice e direttrice della Scuola internazionale etica & sicurezza in occasione della presentazione del corso Data protection: il professionista del trattamento e della protezione dei dati personali. Guerra ha poi precisato che “con questa norma il legislatore vuole una vera svolta, considerate anche le sanzioni previste che possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo mondiale dell’azienda”.

La metà si adegua, ma molte aziende sono ancora lontane È indubbio che l’entrata in vigore del regolamento avrà un impatto notevole su tutte le imprese e gli enti che acquisiscono, trattano ed elaborano i dati personali, i quali dovranno non solo soddisfare tutti i requisiti richiesti dalla nuova norma ma anche essere in grado di produrre documenti che dimostrino la compliance in modo da giustificare le scelte intraprese. Secondo i dati presentati recentemente dall’Osservatorio information security & privacy del Politecnico di Milano, nel 51% delle imprese italiane è già in corso un progetto strutturato di adeguamento alla nuova regolamentazione Ue, di contro ad appena il 9% di un anno fa, mentre il 34% sta analizzando nel dettaglio requisiti e piani di attuazione. Contemporaneamente, sono il 58% le aziende che hanno già un budget dedicato all’adeguamento al Gdpr, in netta crescita rispetto al 15% dello scorso anno. Questi dati sono in linea con la survey qualitativa condotta dalla Scuola internazionale etica & sicurezza. “Dalle aziende di grandi dimensioni che abbiamo interpellato direttamente risulta che i settori su cui si ritiene che il Gdpr avrà maggior peso sono Telecomunicazioni e Sanità. La metà delle aziende ha iniziato il processo di adeguamento, un quarto non era a conoscenza della norma Uni 11697:2017, un quinto ritiene che il nuovo regolamento non sia utile”.

Le competenze trasversali del Dpo In questo contesto di valorizzazione e regolamentazione del patrimonio informativo delle imprese, un ruolo di primo piano è dato alla figura del Data protection officer (Dpo), un professionista che deve compendiare competenze giuridiche, normative, organizzative, gestionali e tecnologiche. “Il Dpo – ha precisato Guerra – può essere figura interna o esterna all’azienda. Esso ha il compito di agire da supervisore indipendente per garantire che la struttura sia conforme al Gdpr, coprendo un ruolo simile a quello dell’organismo di vigilanza, ex d.lgs. 231/01”. Secondo Guerra, per la definizione del profilo del Dpo, le aziende possono avere come riferimento la norma Uni 11697:2017, che delinea le qualifiche e i requisiti di studio e professionali; ulteriore garanzia potrà essere la certificazione volontaria del professionista. Il percorso di adeguamento non è breve, e comporta l’impegno di tutta la struttura. Lo sforzo maggiore, come per ogni norma, sarà cogliere le opportunità di miglioramento operativo e strategico che ogni novità porta con sé.

Maria Moro

Ddl concorrenza e assicurazioni, ecco cosa cambia per gli automobilisti italiani

  Dai premi assicurativi più vantaggiosi per chi accetta di equipaggiare la propria auto con la “scatola nera” e con dispositivi che impediscano l’avvio del motore quando il guidatore abbia un tasso alcolemico elevato, fino alla stretta sui testimoni di “professione”. Passando dai nuovi metodi di verifica della validità dell’RC Auto. Tutte le novità della nuova legge

Dopo il via libera del Senato, il ddl sulla concorrenza diventa legge. Le novità più interessanti per gli automobilisti riguardano lemodifiche introdotte al Codice delle assicurazioni private, che permetterà di avere premi assicurativi più leggeri: con l’articolo 132 ter, saranno previsti sconti molto sostanziosi a chi accetterà di far controllare preventivamente la propria auto all’assicuratore prima di stipulare la polizza.

Polizza più vantaggiosa anche per chi installerà la cosiddetta “scatola nera” (o l’abbia già montata precedentemente sul proprio veicolo; procedura a carico dell’assicuratore, specifica la legge) e a chi consentirà di equipaggiare la propria auto con “meccanismi elettronici che impediscono l’avvio del motorequalora sia riscontrato nel guidatore un tasso alcolemicosuperiore ai limiti stabiliti dalla legge”. Sarà l’Ivass, l’Autorità che vigila sulle assicurazioni, a stabilire i parametri della sopracitata scontistica.

Quest’ultima sarà superiore per gli automobilisti con la “fedina assicurativa” pulita (che non abbiano provocato sinistri nei precedenti 4 anni) residenti nelle province dove si verifica un numero maggiore di incidenti. Sconto significativo anche per chi assicura più veicoli di proprietà per cui sia sottoscritta una clausola di guida esclusiva.

In caso di incidente, il contraente potrà rivolgersi alla propria impresa di autoriparazione di fiducia, purché quest’ultima certifichi fiscalmente gli interventi effettuati e garantisca per 2 anni le parti ripristinate non soggette a usura ordinaria. Inoltre se, dopo l’incidente, il contraente dell’assicurazione opta per la scatola nera, il premio crescerà di un importo proporzionalmente inferiore.

Tempi duri anche per i testimoni “di professione”: la loro identificazione sul luogo dell’incidente dovrà essere effettuata al momento della denuncia del sinistro. Quelli non identificati saranno ammessi dal giudice solo se verrà dimostrata l’impossibilità della loro identificazione al momento del sinistro: saranno tuttavia escludibili dal giudice i testimoni i cui nominativi risultassero presenti in più di tre procedimenti per sinistri negli ultimi cinque anni.

Finalmente poi a controllare la validità delle Rc auto potranno provvedere anche i dispositivi “approvati per il funzionamento in modo completamente automatico”, come tutor e telecameredelle Ztl: in caso di irregolarità sono previsti 849 euro di multa e sequestro del veicolo ai fini della confisca. Tuttavia le apparecchiature preposte anche ai controlli assicurativi dovranno prima essere omologate (attualmente nessuna lo è).

FONTE

DDL CONCORRENZA E RC AUTO : IL DANNEGGIATO HA DIRITTO ALL’INTEGRALE RISARCIMENTO

BOLOGNA, 2 AGOSTO 2017 – Il ddl Concorrenza è legge, a due anni e mezzo dalla sua nascita: il provvedimento interessa diversi settori, inclusa la Rc auto.

“Nel complesso, il giudizio è positivo”, commentano gli esponenti della Carta di Bologna, gruppo che riunisce diverse associazioni in difesa dei danneggiati, degli automobilisti e del libero mercato.

“Per iniziare, la legge Concorrenza ribadisce con forza la libertà dell’assicurato danneggiato che abbia subito un incidente di rivolgersi al carrozziere indipendente”. Resta ferma, dice la normativa approvata definitivamente oggi, la facoltà di ottenere l’integrale risarcimento per la riparazione a regola d’arte del veicolo danneggiato, avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia.

“Una vittoria – evidenzia Federcarrozzieri che della Carta di Bologna fa parte – per i consumatori e gli automobilisti e una sconfitta per chi da anni spinge verso logiche di convenzionamento al risparmio senza riguardo per sicurezza e qualità”. Inoltre, una eventuale norma che obbliga il danneggiato a far riparare il mezzo dall’artigiano imposto dall’assicuratore “sarebbe anticoncorrenziale e illiberale, e avrebbe dato il totale controllo del mercato della riparazione ai gruppi assicurativi”.

Le nuove regole, sottolineano le associazioni della Carta di Bologna, “rappresentano un propellente straordinario per i carrozzieri indipendenti: per loro, la legge Concorrenza è un’opportunità da cogliere, un seme prezioso da coltivare e far crescere, a tutela degli interessi del consumatore e del libero mercato”. Infatti, prosegue la Carta di Bologna, “l’articolo che tutela la libera scelta è una pietra tombale sulle aspirazioni delle lobby che volevano monopolizzare il mercato”.
Con la legge Concorrenza, “viene inoltre garantito il sacrosanto diritto a un pieno ed equo risarcimento delle vittime della strada e dei loro familiari: il danno biologico va rimborsato in pieno, seguendo i corretti parametri imposti dalle tabelle del Tribunale di Milano, e fallisce il tentativo di eliminare il danno morale. Una seconda sconfitta delle lobby, che volevano (e vogliono) dimezzare i risarcimenti solo per incrementare i loro già giganteschi profitti”, spiega la Carta di Bologna.

Non mancano “punti i oscuri nella legge Concorrenza: riguardano i testimoni, la possibilità di fare causa, i presunti sconti per chi ha la scatola nera e per i guidatori virtuosi del Sud Italia – fa notare la Carta di Bologna -. Ma ci sarà tempo e modo per parlare con la buona politica per arrivare a soluzioni favorevoli per il consumatore”.

Carta di Bologna

Ddl Concorrenza, Carta di Bologna: “Norme di buon senso che migliorano il settore Rc auto”

 IMG_6295 L’approvazione alla Camera del disegno legge di concorrenza trova soddisfatte le sigle della lobby che riunisce rappresentanti dei consumatori, dei danneggiati, dei carrozzieri, dei patrocinatori stragiudiziali, degli avvocati, dei medici e dei periti: “Dopo il sì della Camera, si aspetta il via libera del Senato. La politica ha recepito le istanze delle parti coinvolte: le regole favoriscono i consumatori e i danneggiati”. La lobby non risparmia critiche soprattutto ad ANIA (ed UnipolSai, per quanto non citata direttamente), ma non mancano appunti anche verso IVASS ed Antitrust.

Le realtà riconducibili alla lobby Carta di Bologna – che riunisce rappresentanti dei consumatori, dei danneggiati, dei carrozzieri, dei patrocinatori stragiudiziali, degli avvocati, dei medici e dei periti confluiti sabato scorso – commenta con soddisfazione l’approvazione del Ddl concorrenza: “Il disegno legge concorrenza è stato approvato alla Camera. E adesso è all’esame del Senato. Il provvedimento ha avuto un lungo iter, durante il quale la buona politica ha ascoltato le istanze di tutte le parti sociali coinvolte. Così, si può provare a cambiare in meglio il settore Rc auto. Nel corso del cammino parlamentare del provvedimento, sono stati ascoltati consumatori, vittime della strada, giuristi, artigiani e numerosi altri soggetti, inclusi i carrozzieri indipendenti”.

Per la lobby c’è però una nota stonata: “Gli unici contrari al ddl concorrenza sono stati gli esponenti di ANIA, l’associazione che rappresenta quasi tutte le assicurazioni, e dell’altro gruppo assicurativo non rappresentato in ANIA (UnipolSai, ndIMC); ma anche, paradossalmente, l’IVASS e l’Antitrust, che hanno sposato integralmente le tesi dell’oligopolio assicurativo. Tocca ricordare che il ramo Rc auto ha fatto utili per 6 miliardi di euro negli ultimi 3 anni. Nonostante prezzi Rca record in Europa e profitti stellari, l’Ania chiede al Senato modifiche al ddl concorrenza: cambiamenti che andrebbero nettamente contro i danneggiati. L’Ania punta a ridurre i risarcimenti per i danneggiati e a distruggere la concorrenza nelle riparazioni”.

“Il mercato Rca è in mano a 3 gruppi assicurativi che gestiscono il 70% del mercato – chiosa la Carta di Bologna – In un contesto simile, la concorrenza evidentemente va incentivata con ben altre scelte e con un serrato controllo da parte di IVASS e Antitrust: queste autorità continuano a non vedere quello che non è altro che un macroscopico cartello anticoncorrenziale”.

“È ora di riformare da capo a piedi tali istituzioni perché le leggi possono essere facilmente aggirate se le autorità non esercitano il loro potere di moral suasion – insiste la realtà nella quale figurano, tra gli altri, Associazione Mo’Bast!, Associazione Vittime della Strada (AIFVS), Assoutenti, Associazione Valore Uomo, Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), Federcarrozzieri, Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), la Commissione RC dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA) e Sportello dei Diritti. Non solo: ormai circolano clausole contrattuali che vogliono far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, ovvero decurtare i risarcimenti dove il diritto pone un argine tramite vessazioni imposte al cliente. Si svegli l’IVASS a vigilare in merito oppure il legislatore chiuda questa istituzione che, nata sulle ceneri della defunta ISVAP, non dimostra, immersa in una strana commistione di conflitti di interesse, di avere la schiena dritta per dettare alle compagnie comportamenti volti alla trasparenza, e alla chiarezza dei contratti assicurativi”.

Intermedia Channel

Periti Assicurativi: In Gazzetta Ufficiale il contributo di vigilanza dovuto a CONSAP per il 2015

schermata-06-2456464-alle-23-19-23   Sono state stabilite con decreto 20 luglio 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2015 misura e modalità di versamento alla CONSAP del contributo dovuto per l’anno 2015 da parte dai periti assicurativi iscritti nel relativo ruolo.

Il contributo di vigilanza dovuto per l’anno 2015 dovuto alla società CONSAP, dai periti assicurativi iscritti nel relativo ruolo è determinato nella misura di euro cinquanta.

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 20 luglio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2015, stabilisce che sono tenuti al pagamento del contributo di vigilanza i soggetti che risultano iscritti nel ruolo alla data del 30 maggio 2015.

La CONSAP a breve emanerà apposito provvedimento concernente le modalità ed i termini di versamento del contributo stesso, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 337, comma 3, del decreto legislativo n. 209/2005.

vedi decreto: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=mkPFmQhIvUVo8tXFQlePeA__.ntc-as5-guri2a?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-07-31&atto.codiceRedazionale=15A05929&elenco30giorni=true

more at: http://esameperito.altervista.org/periti-assicurativi-in-gazzetta-ufficiale-il-contributo-di-vigilanza-dovuto-a-consap-per-il-2015/

QUANTO VALE LA PARCELLA DEL CTU

gazzetta      Decreto 30 maggio 2002 – Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale.

30 maggio 2002

( pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 182 de 5 agosto 2002 )

Il Ministro della Giustizia

di concerto con Il Ministro dell’Economia e delle Finanze

(Art. 1 /16 altre merceologie)

Art. 17.

Per la consulenza tecnica in materia di infortunistica del traffico e della circolazione spetta al consulente tecnico un onorario a percentuale calcolato per scaglioni:

fino a euro 258,23, dal 7,5160% al 15,0321%;

da euro 258,24 e fino a euro 516,46, dal 5,6370% all’11,2741%;

da euro 516,47 e fino a euro 2.582,28, dal 3,7580% al 7,5160%;

da euro 2.582,29 e fino a euro 25.822,84, dall’1,4053% al 2,8106%;

da euro 25.822,85 fino e non oltre euro 51.645,69, dallo 0,9316% all’1,8790%.

E’ in ogni caso dovuto un compenso non inferiore a euro 38,73.

Il valore è determinato in base all’entità del danno cagionato alla cosa. Nel caso di più cose danneggiate si ha riguardo al danno di maggiore entità. Per la perizia nella materia di cui al primo comma l’onorario è commisurato al tempo ritenuto necessario allo svolgimento dell’incarico ed è determinato in base alle vacazioni.

Riteniamo che tali importi debbano essere adeguati secondo l’indice ISTAT dalla data del decreto sino a quella della liquidazione. Pertanto dall’importo emergente dalle tabelle presenti nel decreto (una per attività) vanno adeguati così:  http://rivaluta.istat.it/Rivaluta/ (sempre al mese precedente)

Oltre a quanto sopra possono essere richieste le spese e le prestazioni di terzi.

APP per calcolare le parcelle: http://www.avvocatoandreani.it/servizi/utility.php?ut=calcolo-compenso-onorario-ctu-liquidazione-tariffe&palette=celeste

Riforma Rca: per il risarcimento servirà la fattura del carrozziere

CARROZZIERE FEDERCARROZZIERI    Tra le novità del Ddl Concorrenza, che in questi giorni inzia il suo iter alla Camera, sbuca l’obbligo di mostrare la fattura del carrozziere per ottenere il risarcimento. L’automobilista viene spinto ad affidarsi al “risarcimento per equivalente”

Tra le norme del Ddl Concorrenza, che in questi giorni sta per iniziare il suo iter alla Camera, sbuca l’obbligo di mostrare la fattura del carrozziere per ottenere il risarcimento dell’incidente stradale.
In pratica le compagnie assicurative, per evitare che un automobilista incidentato presenti preventivi gonfiati, subordineranno il pagamento del danno alla presentazione del relativo documento fiscale.I preventivi, da quanto sembra di capire, sarebbero quindi “banditi”, con le conseguenze che ciò comporta. Nel caso (legittimo) in cui il carrozziere non voglia rilasciare la fattura prima di aver ricevuto il pagamento per la riparazione effettuata, il danneggiato sarà infatti costretto ad anticipare l’esborso ancor prima di ottenere il risarcimento dell’assicurazione, con il rischio tra l’altro di non vedersi risarcita tutta la somma versata

La normativa stabilisce inoltre che anche in caso di cessione del credito per l’importo dovuto per la riparazione del mezzo incidentato, la liquidazione del danno sarà comunque condizionata dalla presentazione della fattura emessa dal riparatore. Il che mette dunque forti ostacoli allo strumento della cessione del credito al carrozzerie.

L’automobilista viene invece spinto a sottoscrivere una polizza aggiuntiva che contenga l’obbligo, in caso di incidente, di affidarsi al cosiddetto “risarcimento per equivalente”, che viene effettuato da tecnici fiduciari della compagnia qualora il costo di riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del bene danneggiato. Lo sottoscrizione di tale polizza determina uno sconto sul premio annuale.

ww.carrozzeria.it

Un grande “ritorno”: la negoziazione assistita

Il Broker

A partire dal 09 febbraio 2015 torna, sotto altra forma, l’obbligo di tentare una soluzione stragiudiziale con la controparte per i sinistri di veicoli e natanti.

Infatti, con l’entrata in vigore con il D.L. n.132/2014 convertito con alcune modifiche nella legge n.162/2014, gli avvocati, prima di instaurare una causa innanzi al giudice, dovranno siglare un accordo con il quale dichiarano di operare in buona fede e con lealtà per risolvere “amichevolmente” la lite, la c.d. negoziazione assistita.

In questa sede un collegio composto da legali, che dovranno tenere un comportamento leale ed osservare l’obbligo di riservatezza, dovrà valutare la fattispecie e tentare di far accordare le parti vestendo il ruolo di arbitro.

Questo procedimento si affianca alla mediazione già in essere, approvata con del D.Lgs. n.28/2010, e con gli altri strumenti già operanti nel settore e volti a ridurre l’ormai incontrollabile numero delle cause civili in merito.

La grafica proposta…

View original post 9 altre parole

NEGOZIAZIONE ASSISTITA – fonte DIRITTO 24

assopec

circolazione_negoziazione_assistitaA partire dal prossimo 9 febbraio 2015, chiunque intenda agire in giudizio per chiedere il risarcimento dei danni cagionati da circolazione di veicoli e natanti, avrà l’obbligo di invitare, preventivamente, la controparte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita da avvocati, per tentare di dirimere la controversia amichevolmente, in sede stragiudiziale, a pena di improcedibilità della domanda giudiziale.

CONTINUA A LEGGERE………………………..

View original post

Renzi vuole riformare l’ Rc Auto come prova da tempo la senatrice Vicari

matteo renzi

Così Renzi vuole riformare la RcAuto

Queste le prime indicazioni contenute nel ddl Concorrenza

In rampa di lancio la riforma della Rc Auto, che riprende le novità che già l’esecutivo Letta aveva tentato di introdurre nel dicembre 2013 e stralciate a sorpresa all’ultimo minuto. Dopo poco più di un anno il governo di Matteo Renzi (nella foto) è pronto a riaprire la questione, con il chiaro obiettivo di ridurre le tariffe italiane, che restano le più care d’Europa. Nelle bozze del disegno di legge sulla Concorrenza, consultate da MF-MilanoFinanza, c’è un intero capitolo dedicato alle assicurazioni. Il provvedimento cerca di premiare con prezzi più bassi gli automobilisti più trasparenti, ma anche di soddisfare le ripetute richieste degli assicuratori, che da tempo imputano alle numerose truffe gli alti prezzi delle polizze italiane.

Tra le novità contenute nella bozza c’è la previsione di una serie di sconti obbligatori, che le imprese si impegnano a riconoscere ai clienti in determinati casi. Per esempio, quando l’automobilista rinuncia in partenza alla cedibilità del diritto al risarcimento dei danni di eventuali sinistri subiti, senza il consenso dell’assicuratore. Lo scopo è frenare l’espansione del mercato dei sinistri Rc Auto, che ha fatto lievitare i costi dei risarcimenti facendo aumentare quelli delle spese legali. Inoltre, la bozza di ddl prevede che lo stesso sconto sia riconosciuto anche a chi accetta di sottoporre il veicolo a ispezione e a quanti siano favorevoli all’installazione a bordo di scatole nere o similari. Il nuovo testo prevede che i costi di installazione siano a carico del cliente e non più della compagnia, ma anche che la riduzione di premio praticata al cliente sia superiore agli eventuali costi di installazione, funzionamento o portabilità. Insomma, alla fine, il saldo tra costi e risparmi dovrà essere favorevole all’assicurato, e la scatola nera avrà valore probatorio. Ma c’è di più.

La grande novità prevista in bozza è che lo sconto dovrà essere riconosciuto anche ai clienti che accettino il risarcimento in forma specifica, ovvero la possibilità, in caso di danno subito, di riparare l’automobile in una carrozzeria convenzionata con la compagnia. Riparazione su cui le assicurazioni dovranno riconoscere non meno di due anni di garanzia. E una riduzione di prezzo dovrà essere riconosciuta ai clienti che si impegnino a fornire, in caso di sinistro, informazioni relative al soggetto che procede alla riparazione, «stabilendo un termine massimo per consentire all’assicurazione di effettuare le opportune verifiche finalizzate alla stima del danno prima che le riparazioni siano effettuate».

Il documento prevede anche un’altra novità a lungo attesa dalle compagnie: entro tre mesi dall’approvazione del ddl Concorrenza dovrà arrivare anche la firma del presidente della Repubblica sulla nuova tabella unica nazionale per i risarcimenti delle macrolesioni. Novità attesa da anni e la cui applicazione, secondo l’Ania, porterebbe a una riduzione media del prezzo delle polizze di almeno il 3%. Nella bozza è contenuta infine la revisione dell’obbligo per gli intermediari di presentare ai clienti almeno tre preventivi Rc Auto, accusato di aver fatto lievitare i costi senza dare benefici ai clienti. Secondo quanto previsto nella bozza gli intermediari dovranno mostrare ai clienti i prezzi di mercato collegandosi al sito web dell’Ivass che confronta le offerte, ma non ci sarà più obbligo di rilasciare documentazione scritta, con risparmio di costi.

(Autore: Anna Messia – Milano Finanza)

NUOVA TASSA DI CIRCOLAZIONE

BOLLO AUTO Tra le nuove disposizioni di legge attese per il 2015 ci sono diversi accorgimenti riguardanti il bollo auto e moto, che andrà incontro ad aumenti sensibili. Le cifre precise contenute nella Legge di Stabilità non sono ancora note, tuttavia ogni regione sarà lasciata libera di aumentare l’ammontare della tassa fino al 12%. Rimangono invariate le esenzioni per gli invalidi e i portatori di handicap (valide per una macchina soltanto), mentre le vetture elettriche godono di un’esenzione lunga cinque anni dall’immatricolazione. Per quanto riguarda le ibride le leggi cambiano per regione, mentre Metano e GPL mantengono una tassazione agevolata ma anch’essa variabile. A rischio invece gli incentivi riguardanti l’acquisto di motoveicoli elettrici ed ibridi. Se prima si poteva favorire di un’agevolazione pari al 15% del prezzo di listino (fino ad un massimo di 3.500 euro), adesso la Legge di Stabilità ha rimosso tale privilegio. Pubblicati i numeri effettivi sarà possibile calcolare il proprio bollo con estrema semplicità. L’Agenzia delle entrate infatti ha messo a disposizione degli appositi calcolatori online. Sulle stesse pagine sono presenti inoltre gli aspetti che determinano il pagamento del Superbollo, ovvero quella tassa aggiuntiva a carico dei possessori di vetture di potenza superiore ai 225 kW. Altro aspetto caldo della riforma è quello riguardante le vetture storiche. Tutte quelle comprese tra 20 e 30 anni di età potrebbero infatti non godere più dell’agevolazione del bollo, che rimane esentato per auto e moto più vecchi di 30 anni.

La fine dell’anno tuttavia non segna soltanto l’introduzione di nuove norme ma anche l’arrivo delle scadenze. Tra queste spetta un posto di rilievo all’assicurazione auto o moto, la quale di fatto ci permette di spostarci con la nostra vettura. A riguardo bisogna confermare la buona notizia secondo la quale una norma stabilisce l’usabilità dell’assicurazione per 15 giorni oltre la sua data di scadenza, anche se in tale lasso di tempo il cliente dovesse sottoscrivere un contratto con un’altra compagnia. Questo vantaggio non è cosa da poco, specie se consideriamo il trend dei prezzi riguardanti le coperture assicurative. Secondo gli esperti infatti il 2015 segnerà un forte aumento del costo delle polizze, un aumento iniziato agli inizi del Duemila e arrestatosi solo con la crisi del 2010. Passati i momenti peggiori infatti gli italiani hanno ripreso ad utilizzare le proprie vetture, facendo così aumentare il numero di sinistri e le conseguenti tariffe. I prossimi mesi allora saranno l’ultimo periodo utile per strappare condizioni particolarmente vantaggiose. Uno dei migliori modi per farlo è navigare per la rete, popolata da siti dedicati al confronto e allo studio delle offerte. Ad esempio per chi volesse verificare il costo per l’assicurazione di uno scooter 50 sarebbe sufficiente ricorrere ad AssicurazionieScooter.com.

Nuovo codice della strada: le novità

traffico  Il nuovo codice della strada prevede il ritiro a vita della patente in caso di incidente grave sotto l’effetto di alcol o di droghe

Entro il 2015, come ha confermato il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini, dovrebbe essere approvato il nuovo codice della strada. La principale novità riguarda il ritiro a vita della patente in caso di incidente sotto l’effetto di alcol o di droghe, da non confondersi con la revoca della patente, ovvero il ritiro della licenza di guida per un certo periodo di tempo. In seguito a un grave sinistro dovuto ad alcol o stupefacenti, l’automobilista non potrà infatti mai più guidare.

Attualmente le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, e la revoca della patente. Per il nuovo reato di omicidio stradale  si potrebbe arrivare ad una pena da 8 a 18 anni, unita al cosiddetto “ergastolo” della patente, cioè il ritiro a vita della patente.
Il nuovo Codice della strada prevede inoltre che una quota non inferiore al 15% dei proventi delle multe riscosse da organi dello Stato vadano a un fondo per l‘intensificazione dei controlli su strada e a un fondo per il finanziamento del piano nazionale di sicurezza stradale.
È prevista inoltre l’applicabilità della decurtazione di punteggio, del ritiro, della sospensione e della revoca della patente di guida nei confronti dei conducenti minorenni (che guidano i motorini).
Novità anche per i neopatentati, che potranno guidare un veicolo con potenza superiore a 55 KW/t se accompagnati da un adulto patentato.

Mancano 12 giorni alla scadenza del pagamento del contributo CONSAP.

consap AICIS ci ricorda che mancano 12 giorni alla scadenza del termine per il pagamento del contributo per i periti assicurativi iscritti al Ruolo.
Il mancato pagamento può portare all’avvio della procedura di cancellazione dal Ruolo.
Anno 2014 – Si ricorda che il contributo è riferito all’anno 2014 e che quanto versato entro lo scorso 17 marzo di questo medesimo era riferito all’anno 2013.
Pagamento unico per più soggetti – Nel caso venga effettuato un unico versamento per più iscritti RPA, è necessario trasmettere i riferimenti del pagamento effettuato, specificando il nominativo ed il numero di ruolo ad essi imputabile all’indirizzo email ruoloperitiassicurativi@consap.it oppure via fax al numEro 06.85796568.
 
Arretrati – per il pagamento di eventuali contributi arretrati, è possibile contattare il numero 06.85796415 oppure scrivere a ruoloperitiassicurativi@consap.it .
 
Mancato pagamento – “Art. 4. In caso di mancato pagamento del contributo di vigilanza, decorsi 60 giorni dal termine di pagamento di cui all’art. 3, CONSAP avvia, previa apposita diffida, la procedura di cancellazione dal Ruolo dei periti assicurativi, ai sensi dell’art. 159, comma 1, lettera e) del D.Lgs. 209/2005.” 
 
 

PROMEMORIA

___________________________________

Soggetti tenuti al pagamento

Periti assicurativi iscritti nel ruolo alla data del 30.05.2014

Oneri da versare

50,00 Euro

Scadenza

20.12.2014 (scadenziario sulla colonna di sinistra)

Modalità di pagamento

Bonifico bancario c/o BNL – Gruppo BNP Pariba

Intestazione

CONSAP S.P.A. – Ruolo Periti Assicurativi

IBAN

IT 76 W 01005 03239 000000001002

Swift Code

BNL II TRR

Causale da indicare

numero di matricola, cognome nome, anno cui si riferisce il versamento.

Esempio

P000009999, Mario Rossi, 2014
APPROFONDIMENTI
___________________________________
Per verificare la propria matricola RPA, consulta il database Ruolo Periti Assicurativi 

Pagina Periti Assicurativi sito Consap

Il senatore Matteoli difende i carrozzieri

Matteoli prende posizione contro la riforma Rc auto e si schiera dalla parte dei carrozzieri, difendendo la libera scelta del carrozziere di fiducia ed evidenziando i rischi del risarcimento in forma specifica

matteoli

Il senatore Altero Matteoli (Forza Italia), presidente della Commissione lavori pubblici di Palazzo Madama, critica la riforma RC Auto voluta dalla senatrice Simona Vicari e si schiera dalla parte dei carrozzieri:

“Non vorremmo che dietro le modifiche allo studio del Governo sul regime Rc Auto si nascondessero nuove penalizzazioni per gli assicurati e per i carrozzieri.
Il cosiddetto risarcimento in forma specifica, cui pare si vorrebbe puntare per debellare il fenomeno delle frodi, da attuare attraverso convenzioni fra le Compagnie di assicurazione e le imprese di autoriparazione, determinerebbe un indebito controllo delle prime sull’intero comparto dei carrozzieri, e il pericolo di formazione di cartelli. Gli effetti sarebbero inaccettabili per la competitività, per la libertà di impresa e per le tasche degli assicurati”

Il senatore prosegue difendendo la libera scelta del carrozziere di fiducia:
“Altrettanto inaccettabile sarebbe la ventilata possibilità di impedire agli assicurati la scelta del carrozziere di fiducia. Vigileremo con la dovuta attenzione e già ora dichiariamo la nostra netta contrarietà a un eventuale intervento per decreto legge, che di fatto impedirebbe al Parlamento una discussione approfondita su una materia delicata, che deve essere affrontata con assoluta trasparenza ed equilibrio”.
Anziché con disegno legge, la riforma RCA potrebbe infatti arrivare in tempi stretti mediante decreto del Governo, scavalcando in tal modo il Parlamento.

da car carrozzeria

Riforma Rc auto: i punti principali

PRIMA SEDUTA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI La riforma rc auto è in arrivo e cominciano ad emergere i punti principali su cui verterà l’impianto della riforma, che potrebbe essere approvata come parte del disegno di legge sulla concorrenza

La riforma rc auto è in arrivo e cominciano a trapelare i principali punti su cui verterà. Tutto è ancora da discutere, ma nelle ultime settimane sta emergendo quello che dovrebbe essere l’impianto generale del nuovo ddl contenente la riforma. Elenchiamo i punti salienti:

– possibilità, in sede di stipula di contratto, di introdurre il divieto di cessione del diritto di risarcimento con conseguente riduzione del premio.
– decadenza del diritto di risarcimento in caso di richiesta presentata oltre 90 giorni dal fatto.
– non sarà più possibile chiedere il rimborso del danno alla compagnia con cui si è sottoscritto il contratto assicurativo, con questa che poi andrà a rivalersi su quella adottata dal responsabile del sinistro.
– obbligo vincolante di riparare l’auto danneggiata entro un limite massimo di 60 giorni
– la compagnia non avrà nessun potere di imposizione sull’officina o il centro a cui il conducente potrà rivolgersi per la sistemazione del veicolo.
– Nel caso in cui l’automobilista dovesse dare il suo assenso all’ispezione dell’automobile, spetta allo stesso da parte della compagnia assicurativa una forma di sconto.
Possibilità di installare delle “scatole nere” a carico proprio, con riduzione del premio in misura minima prefissata.
Abolizione dell’obbligo di proporre clausole contrattuali che vadano ad alleggerire i costi solo se siano parallelamente sottoscritte prestazioni medico-sanitarie o polizze aggiuntive

L’esecutivo Renzi potrebbe varare nel prossimo Consiglio dei ministri la nuova disciplina che è stata curata dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari (Ncd), come decreto o più probabilmente come parte del disegno di legge sulla Concorrenza.
Da Car Carrozzeria

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: