Troppi incidenti, l’Unione Industriali riporta le aziende a scuola guida

I dati dell’ultima rilevazione: a Varese, in un anno, si registrano 1.360 infortuni per incidenti con mezzi di trasporto. Tra le maggiori cause dei sinistri c’è la distrazione alla guida, il mancato rispetto delle precedenze e la velocità

Gli incidenti stradali (foto di repertorio) sono una, se non la, principale causa di incidenti sul lavoro. Per questo l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha voluto riportare le aziende a scuola di guida. Quella andata in scena questa mattina nella Sede di Gallarate dell’associazione datoriale, nell’ambito del ciclo inFORMARSI, corsi di aggiornamento gratuiti per le imprese del territorio. Imprenditori, dipendenti, dirigenti, responsabili e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: una cinquantina i presenti in sala per prendere appunti sui comportamenti al volante, sulle nuove tecniche di apprendimento per una guida più responsabile, per capire come, nella pratica, è possibile ridurre ulteriormente i numeri dei sinistri, già in calo, ma sempre molto alti.
I dati sono stati illustrati da Francesco Bianchi del Gruppo CMB Consulting, società di consulenza e formazione in ambito sicurezza, qualità e ambiente: “Gli infortuni da RCA Auto – ha affermato – costituiscono la quota relativa prevalente degli infortuni complessivi censiti dalla banca dati pubblica: 46,2% nel 2012, contro il 25,5% degli infortuni lavorativi”. Per questo l’Unione Industriali si è data l’obiettivo di arginare il fenomeno: “Sicurezza sul lavoro, è anche sicurezza stradale. A sua volta legata strettamente all’educazione al codice della strada. Come sempre la principale arma che possiamo usare – ha spiega Gabriele Zeppa, responsabile dell’Area Sicurezza dell’Unione Industriali – è quella della formazione. Fronte sul quale opereremo con l’avvio nei prossimi mesi di corsi di guida sicuri che verranno tenuti, anche con il finanziamento del fondo interprofessionale Fondimpresa, dalla nostra società di servizi alle imprese SPI – Servizi e Promozioni Industriali Srl”.
Obiettivo: contribuire, per quanto possibile, a far calare numeri che rimangono da brividi. In Italia gli incidenti stradali sono stati nel 2012 (ultimo dato definitivo disponibile) 186.726, per un totale di 3.653 morti e 264.716 feriti. Il calo, rispetto ai livelli del 2001, è stato del 48,5%. Ma il valore assoluto rimane da bollettino di guerra, con una cifra di 60 decessi sulle strade ogni milione di abitanti.
Le cause principali? Nel 16,6% la guida distratta, nel 16,2% il non rispetto del semaforo o delle precedenze, nell’11,2% la velocità, nel 10,2% il mancato rispetto della distanza di sicurezza, nel 7,7% manovra irregolare.
Incidenti che molto spesso avvengono per gli spostamenti legati al proprio lavoro. In Provincia di Varese, nel 2012, si sono registrati 1.032 infortuni sul lavoro in itinere. Ossia quelli che avvengono sui mezzi di strasporto mentre ci si reca o si ritorna dall’ufficio o dal luogo della propria occupazione. Sinistri che sono stati causa, sempre nello stesso anno, di 946 lesioni temporanee, 80 lesioni permanenti, 6 decessi. Altro fenomeno è quello degli incidenti con mezzi di trasporto usati durante gli orari di lavoro, o per trasferimenti legati alle proprie mansioni, o perché la mansione stessa consiste nella guida, come nel caso dei camionisti. In questo caso nel 2012 si sono registrati nel Varesotto 328 sinistri con 309 conseguenti lesioni temporanee, 19 lesioni permanenti e nessun decesso.

Banche: mercato casa più trasparente con nuove perizie immobiliari

Banche: mercato casa più trasparente con nuove perizie immobiliariTrasparenza e correttezza delle valutazioni immobiliari, oggettive e confrontabili, alla base di una maggiore consapevolezza del valore dell’investimento e, quindi, di una più efficiente attività di erogazione creditizia ai mutuatari.

È questo l’obiettivo primario del Protocollo d’intesa per la raccolta, l’archiviazione e l’utilizzo di dati ed informazioni per le valutazioni immobiliari firmato tra ABI, Tecnoborsa, Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri laureati, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Collegio Nazionale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari laureati, Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali laureati, Consiglio Nazionale dei Geologi.

Punto di partenza le Linee Guida ABI per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie finalizzate ad introdurre principi per l’esecuzione di perizie improntate a criteri di massima trasparenza, certezza ed economicità – anche mediante la considerazione delle caratteristiche energetiche e di sicurezza sismica e idrogeologica degli edifici, nonché delle aree verdi di pertinenza degli stessi – per concorrere a modernizzare il mercato italiano del credito ipotecario, rendendolo più efficiente, dinamico ed integrato a livello Europeo.

http://www.prontoconsumatore.it/2013/12/19/banche-mercato-casa-piu-trasparente-con-nuove-perizie-immobiliari/

La vera storia dell’auto elettrica. Quando nel 1900 circolavano a New york in car sharing

Oggi le auto elettriche sono meno dell’1% del mercato. Nulla rispetto agli investimenti che l’industria sta sostenendo in un settore in profonda crisi. Ma è sorprendente sapereche in un passato lontano, nel 1900, il 34% della auto circolanti tra New york, Boston e Chicago erano elettriche! Cosa è successo allora? David Kirsch, professore associato dell’Università del Maryland nel suo libro “The Electric Vehicle and the Burden History” illustra una teoria tanto semplice quanto vera anche nei nostri giorni. Un’industria potente ha “soppresso” la tecnologia elettrica in favore di un’altra (a benzina in questo caso), spostando massicci investimenti in quella direzione e sviluppando i motori a combustione.

Il libro spiega come anche ai nostri giorni, le tecnologie che si diffondono non sono sempre necessariamente le “migliori”, ma sono quelle che hanno dietro maggiori forze (politiche, economiche o culturali), che modellano i comportamenti (o in taluni casi vengono modellati dalle abitudini). Torniamo all’auto elettrica, ai primi del ’900 quel prodotto era più semplice da guidare, non emettevano fumi inquinanti e richiedevano molte meno manutenzione, percorrendo per lo più piccole distanze (ideale per le ridotte

source: electricauto.org

autonomie). Ma le sorprese non finiscono. La compagnia elettrica (The electric vehicle company) dell’epoca era anche il più grosso produttore e possessore di auto degli Stati Uniti. Infatti già allora i veicoli erano per lo più forniti sotto forma di noleggio, a breve (poche ore) o per settimane o mesi. Quindi oltre 100 anni fa il mercato aveva già sviluppato forme di car sharing elettrico. E c’è voluto oltre un secolo per accorgersi che, forse, era un sistema intelligente per la mobilità nelle città. Purtroppo, le lobby industriali di allora (anche le regole non scritte del mercato esistevano già)  in pochi anni hanno portato la compagnia alla bancarotta ed ecco comparse le case automobilistiche che in breve tempo hanno sviluppato prodotti più economici e performanti. E tutti ci siamo semplicemente abituati a questo concetto di automobile.

Questa analisi evidenzia il concetto di Socio-tecnologia, cioè come le innovazioni tecnologiche in realtà siano soggette a diretto influenzamento da parte di variabili sociologiche e culturali, apparentemente irrazionali. L’auto elettrica non è l’unico caso. Lo storico americano Ruth Schwartz Cowan scrisse un saggio dove dimostrò la diffusione di massa dei frigoriferi elettrici in funzione delle enormi somme investite da parte di GE (General Electric), mentre esistevano in commercio anche frigoriferi a gas altrettanto performanti e silenziosi. Anche i sistemi di riciclo dei rifiuti sono soggette a queste dinamiche. Le tecnologie per il riuso del vetro, metalli e carta, esiste dal 1960, ma solo negli ultimi anni la gente realmente fa la raccolta differenziata. E non certo per soldi, ma perchè ha maturato la consapevolezza di un problema ambientale e, lentamente, adatta i propri comportamenti.

Ma ora come si può andare avanti.. o forse meglio dire..tornare indietro? In assenza della macchina del tempo, la via più

source: 20somethingfinance.com

efficace per il prof Kirsch è quella di avvicinare i consumatori alle nuove tecnologie rendendole sempre più simili a quanto di consuetudinario. Sarà difficile fare il “salto” completo verso l’auto elettrica al 100% mentre molto più facilmente si potrà avvicinare il pubblico alle auto ibride, che nell’accezione comune si presentano a tutti gli effetti come auto tradizionali  con qualche tecnologia in più. Forse per questo, in attesa dei numeri di mercato, gli investimenti delle case auto sempre di più si indirizzano verso gli ibridi. A meno che qualche mega lobby di nuove tecnologie (a idrogeno o ad aria compressa ad esempio) non decida di ripetere la storia.

(thanks to Maggie Koerth-Baker – BoingBoing)

La vera storia dell’auto elettrica. Quando nel 1900 circolavano a New york in car sharing.

http://greenvalueblog.wordpress.com/2012/10/03/la-vera-storia-dellauto-elettrica-quando-nel-1900-circolavano-a-new-york-in-car-sharing/