Rc auto non utilizzate nel lockdown, le assicurazioni rimborsino i clienti di Fabrizio Massaro18 giu 2020

Il 50% in meno degli incidenti stradali: è l’effetto del blocco delle attività economiche per il lockdown. A guadagnarci sono state le compagnie assicurative, che hanno risparmiato in media 36-41 euro per polizza. Ora — sottolinea il presidente dell’Ivass, Daniele Franco (che è direttore generale della Banca d’Italia), «se i dati confermeranno la riduzione dei sinistri e, quindi, dei costi per le imprese, ci attendiamo che le misure di ristoro agli assicurati si estendano».

Cala la Rc Auto ma non per i giovani

Dalla relazione 2019 dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni emerge che nel 2019 è continuata la tendenza alla diminuzione dei prezzi della Rc auto:-2,7% a 404 euro (a dicembre 2019, da 414 euro del 2018); negli ultimi sei anni la flessione complessiva è di circa il 22% e, nel confronto internazionale, il divario è passato da oltre 200 a 90 euro, avvicinandosi a Paesi con strutture dei mercato simile all’Italia. Tuttavia — evidenzia il rapporto — in diverse aree del Paese l’offerta continua a registrare prezzi elevati, soprattutto per i contraenti più giovani. I sinistri sono il 6,4% delle polizze, con un costo medio pari a 4.186 euro.

Per i ciclomotori e motocicli, il premio medio Rc ammonta a 271 euro (+2% rispetto al 2018). I sinistri sono il 3,5% delle polizze, con un costo medio pari a 6.302 euro.

I rischi di sottoassicurazione

La pandemia ha portato all’attenzione i rischi della sottoassicurazione, dice Franco: «L’emersione di bisogni diffusi di protezione deve essere rapidamente accompagnata da un’azione di educazione assicurativa che metta in grado i consumatori di valutare quali prodotti possano rispondere alle proprie specifiche necessità e quali operatori possano legittimamente fornirli». In questo contesto «alle compagnie chiediamo di definire prodotti chiari in ciò che offrono e non offrono, scevri da eccessive complessità e non impoveriti da cavilli e clausole di esclusione» .Servono anche nuovi contratti che tengano conto degli impatti della tecnologia e del cambiamento nelle abitudini sulla mobilità.

Nuove regole

L’Ivass ritiene non più procrastinabile un riordino della normativa del settore ed è pronto a fornire il proprio contributo tecnico al fine di accrescere l’efficienza del mercato e promuovere una riduzione dei prezzi meglio distribuita, una migliore qualità dell’offerta e una maggiore tempestività dei risarcimenti.

L’azione di vigilanza

La vigilanza di condotta fa capo in primis agli operatori del settore. L’intervento dell’Ivass non sostituisce i doveri di diligenza di operatori e intermediari ma interviene per ribadire il principio di centralità del cliente. Abbiamo dato attenzione al modo con cui vengono definiti e gestiti i prodotti delle compagnie di assicurazione e la correttezza dei comportamenti nella fasi di distribuzione. La nostra attenzione si concentrerà nella «fase assuntiva»,cioè il momento in cui un’assicurazione viene sottoscritta, faremo in modo che possa emergere la comparazione tra le polizze ma anche alla correttezza nella fase di liquidazione del sinistro.

Il ruolo dell’Arbitro assicurativo

Proseguono le attività per l’avvio dell’Arbitro assicurativo. «Puntiamo a creare uno strumento agile, rapido ed economico, con accesso online e velocità di accesso per consumatori e operatori». È uno strumento che può portare a una tutela rapida ed economica e allo sviluppo della fiducia verso il sistema assicurativo e a una deflazione dei tribunali, dove oggi sono pendenti oltre 300 mila cause pendenti in materia assicurativa.

Le lezioni della crisi

Nuove esigenze di tutela del consumatore sono emerse in una situazione di pandemia, come il temporaneo mancato godimento del contratto, la scarsa protezione del reddito o l’esclusione degli eventi catastrofali, come appunto le pandemie. Una polizza a copertura del reddito avrebbe per esempio potuto fornire un ampio sostegno e rapido sostegno a una ampia platea di contribuenti, sostiene l’Ivass. Secondo l’Istituto vanno esplorate nuove vie che prevedano la cooperazione pubblico-privato per la protezione contro calamità naturali e fenomeni pandemici. «Oggi in Europa non esiste un mercato in grado di coprire i rischi di sospensione del mercato in una fase di pandemia», spiega Franco. Per questo si può individuare anche un ruolo per le istituzioni pubbliche europee. Un modello del genere potrebbe estendersi dalle pandemie ai rischi cibernetici, che non sono di per sé facilmente assicurabili dal settore assicurativo tradizionale. Una collaborazione pubblico-privato sarebbe utile anche nella sanità integrativa. Le assicurazioni possono giocare un ruolo fondamentale nel «green deal» che l’Europa vuole portare avanti e che può fare leva sulla «capacità di investitore di lungo periodo delle assicurazioni», che investono per 11 mila miliardi di euro in Europa, e di questi 950 miliardi vengono da imprese italiane: «Sono masse enormi di risparmio il cui convogliamento può sostenere lo sviluppo di molte attività».

La tenuta del sistema assicurativo e gli effetti della pandemia

Il sistema assicurativo ha comunque tenuto anche in una situazione di pandemia. A fine 2019 l’industria assicurativa italiana si presentava in buona salute: la raccolta premi superava i 140 miliardi (+4% sul 2018) raggiungendo il 7,8% del Pil, soprattutto con attenzione alle polizze di Ramo 1, ma anche una crescita delle assicurazioni danni e vita. Per quanto riguarda gli indicatori di redditività, il Roe ha raggiunto un livello molto elevato, di poco superiore al 12% (in forte crescita rispetto al 6,4% del 2018); i fondi propri – cioè il requisito patrimoniale — erano circa 2,4 volte il requisito minimo di capitale (ovvero un media al 240%). In questo scenario è intervenuto lo shock della pandemia e la recessione, che hanno fatto calare di 25 punti percentuali i patrimoni delle polizze, scesi a fine marzo di 25 punti percentuali rispetto a fine dicembre (dal 235 al 210%).

Il monitoraggio sul patrimonio delle compagnie

Da metà marzo l’Ivass a avviato un monitoraggio periodico – settimanale per i principali operatori – della situazione di solvibilità e di recente lo ha esteso alla posizione di liquidità; sono stati effettuati interventi nei confronti delle imprese che hanno evidenziato coefficiente di solvibilità inferiore al 130% (è il caso di Cattolica Assicurazioni cui l’Ivass ha chiesto un aumento di capitale da mezzo miliardo, ndr). Seguendo le raccomandazioni dell’Ivass, le compagnie non hanno distribuito o hanno rinviato o sospeso dividendi per circa 4,4 miliardi di euro.

Modernizzare la governance

Per assicurare innovazione, solidità ed efficienza nel settore assicurativo — spiega Franco — non bastano le norme ma in ciascuna compagnia sono fondamentali chiarezza strategica, forza finanziaria, robusti sistemi di governance. «Particolare rilevanza assume un assetto azionario forte e trasparente, con un’orizzonte di medio-lungo periodo, consapevole dell’esigenza di dotare le compagnie di solidi processi di governo e controllo, di consiglieri e manager dotati di adeguate professionalità, attenti all’innovazione e alla sostenibilità degli indirizzi strategici e operativi. Negli ultimi anni le compagnie hanno avviato un importante processo di rafforzamento degli assetti di governo ma restano ancora lacune nei processi di governo dei rischi».

La necessità di una riforma a livello europeo

L’Ivass è favorevole a definire in sede europea, in collaborazione con l’Eiopa (l’autorità europea del settore), un pacchetto di misure attivabili in caso di crisi generalizzata e in grado di mitigare in via transitoria i fattori di volatilità e automatismo insiti nella regolamentazione. La crisi ha infatti messo in evidenza l’inadeguato funzionamento del meccanismo di «volatility adjustment» e l’assenza di strumenti nel quadro di Solvency II in grado di fronteggiare le situazioni di emergenza in modo rapido e incisivo.

di Fabrizio Massaro

Rivoluzione assicurata

La Mifid delle polizze

(ndb:: La direttiva dell’Unione Europea 2004/39/CE (conosciuta anche come direttiva MiFID, ove MiFID è acronimo di Markets in Financial Instruments Directive)

Stanno per partire le norme Idd sulla distribuzione dei contratti, che mettono al centro la tutela dei clienti. Nel Regno Unito hanno provocato un calo delle commissioni e del numero di intermediari

Il countdown è iniziato. All’avvio della nuova direttiva dell’Unione Europea sulla distribuzione assicurativa (Idd) mancano 14 giorni. Il primo ottobre saranno operative le nuove norme che promettono di cambiare radicalmente l’industria delle polizze, modificando i modelli di business delle imprese. Si va da una stretta sui conflitti d’interesse ad un aumento delle multe comminate dall’Ivass, l’autorità di controllo del settore, in caso di violazioni. Ma non solo. La grande novità delle Idd è il cosiddetto Pog che introdurre un sistema generalizzato di governo e controllo del prodotto, allineando il settore assicurativo a quanto già previsto da Mifid 2 per i fondi comuni e le gestioni patrimoniali.
In pratica le imprese dovranno accertarsi che le polizze siano tagliate su misura per una certa tipologia di consumatore già al momento dell’ideazione del prodotto, e per verificarlo dovranno anche effettuare una sorta di test pre vendita. Ma dovranno anche selezionare attentamente i canali di vendita tenendo conto dei prodotti assicurativi da distribuire e adottare misure per verificare che i distributori agiscano in conformità agli obiettivi del processo di approvazione del prodotto. Una stretta rilevante per l’intero mercato, che non coinvolge solo le reti di agenti ma riguarda allo stesso modo le polizze vendute in banca o alle Poste, o quelle legate al noleggio di un’autovettura o ad un pacchetto viaggi. Un modo nuovo di guardare il business che arriva subito dopo la mega rivoluzione di Solvency II, partita a gennaio 2016, che negli ultimi anni ha già radicalmente cambiato le assicurazione europee. Ma se in quel caso bisognava rivedere le regole sul capitale, e riposizionare asset e investimenti, ora in ballo c’è la relazione con il cliente e in discussione c’è il modello distributivo che le imprese hanno seguito finora.

La sensazione è di essere alla vigilia di grandi cambiamenti come quelli che si sono avuti in altri mercati che hanno già adottato norme simile a quelle contenute nella Idd. Nel Regno Unito, per esempio, dove nel 2102 è stata introdotta la Rdt (la retail distribution review) da un anno all’altro c’e stata una riduzione del 20% del numero di intermediari e broker, con un’evidente pressione sulle commissioni di remunerazione, costantemente calate dal 2012 al 2016, come emerge dalle analisi della società di consulenza Boston Consulting Group (Bcg). Tendenze che ovviamente agitano gli agenti di assicurazioni. «Il grande interrogativo è capire come cambierà il modello di business delle assicurazioni e un valido aiuto può arrivare dalle esperienze di Paesi partiti prima dell’Italia, come Uk, Olanda o Polonia», dice Lorenzo Fantini, Principal di Boston Consulting Group. In quei mercati c’è stata una forte «spinta alla semplificazione dei prodotti e alla creazione di reti di vendita dedicate esclusivamente ai clienti di fascia alta, come il cosiddetto private insurance, mentre gli assicurati mass market hanno iniziato a rivolgersi a canali di vendita più standardizzati», continua il consulente.

Un po’ come sta avvenendo già da tempo nel settore dei fondi comuni e della consulenza finanziaria, sulla spinta di Mifid II. Cambiamenti che provocheranno inevitabilmente una pressione sui margini, provocata dalla maggiore trasparenza prevista dalla Idd sulle commissioni che vengono pagate dai clienti al momento della sottoscrizione di una polizza. Rivoluzione di cui le imprese non sembrano essere ancora pienamente coscienti. Perché se dal punto di vista della documentazione da rilasciare ai clienti le compagnie sembrano già essere perfettamente allineate (almeno le big), visto che tra l’altro la Idd sarebbe dovuta partire già sette mesi fa, se si guarda all’offerta assicurativa il cambiamento è solo alle battute iniziali. «I prodotti assicurativi restano ancora complicati», aggiunge Fantini, «e in pochi hanno iniziato a segmentare i clienti per offrire prodotti maggiormente tagliati su misura». Per capire come cambierà il mercato bisognerà poi verificare le mosse dell’Ivass. La Idd è una normativa che fissa dei principi che puntano alla massima tutela dei clienti ma che andranno poi calati nella realtà e gli interventi dell’autorità di controllo guidata dal direttore della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, saranno determinati per capire quanto intensa sarò la stretta. Dalla sua Ivass ha armi più convincenti visto che con la Idd ha anche inasprito le sanzioni, con la possibilità di interventi più efficaci anche sulle persone fisiche oltre che su quelle giuridiche.

(riproduzione riservata)

di Anna Messia

Dilaga il “phishing” assicurativo, sempre più polizze false online

Massima attenzione alle polizze online, in particolare quelle proposte a prezzi stracciati o con grosse differenze rispetto alla concorrenza. I casi di automobilisti “truffati” online si susseguono. L’ultimo di questi riguarda 40 automobilisti, che hanno comprato online una polizza fasulla per circa 300 euro annui. Una tariffa che faceva gola soprattutto ad automobilisti con classi di merito penalizzanti, e che li ha indotti a cercare l’offerta – in questo caso il “bidone” – online. La base della banda criminale era a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), dove venivano creati dal nulla i falsi certificati assicurativi. L’esca, come nella maggior parte dei casi, era un sito Internet accattivante che proponeva prezzi vantaggiosi. Va ricordato che, in caso di incidente, la falsa assicurazione costringe pagare i danni di tasca propria.

l fenomeno delle Rca false vendute online, come rileva l’Ivass, continua a crescere e a diventare sempre più allarmante, con numerosi siti di “phishing” assicurativi che, anche se bloccati, “risorgono” con altri nomi e recapiti. L’IVASS segnala tutti questi siti all’autorità giudiziaria, e nella maggior parte dei casi riesci a farli eliminare dai motori di ricerca. Ma la battaglia è senza fine, perchè in men che non si dica ne ricompaiono di nuovi.

Gli ultimi casi di false assicurazioni segnalati dall’IVASS sono www.assidiamante.com e www.gioiassicurazioni.com

FONTE

Sequestrate 13.000 polizze false tra Napoli e Caserta

polizzeI carabinieri hanno scoperto e sequestrato 13 mila tagliandi RCA falsi, che venivano venduti a 100 euro l’uno. E’ una delle operazioni più importanti degli ultimi 10 anni

Tredicimila polizze assicurative falsificate sono state sequestrate dai carabinieri in un blitz effettuato due giorni fa tra le province di Napoli e Caserta.

Secondo le indagini dei carabinieri le false polizze, recanti i loghi delle più importanti compagnie assicurative italiane e straniere, venivano vendute ad almeno 100 euro l’una, con guadagni illeciti stimati in quasi un milione e mezzo di euro.

L’operazione è stata effettuata dai carabinieri della compagnia di Marcianise che hanno anche sequestrato duemila tra certificati di proprietà e carte di circolazione: i documenti avrebbero consentito la immatricolazione di almeno mille autovetture. I certificati sarebbero falsificati, mentre le carte di circolazione sarebbero state rubate in Sicilia. Durante il blitz sono state fermate tre persone, sul cui conto sono in corso accertamenti.
L’operazione è tra le più importanti degli ultimi dieci anni per la quantità del materiale sequestrato. Si ipotizza che le false polizze non fossero destinate solo al mercato campano e che non tutti gli acquirenti fossero a conoscenza della falsificazione.

Car Carrozzeria

L’Ikea adesso vende anche polizze assicurative

corrieresera

Dai mobili low cost alle assicurazioni a buon mercato. Ikea, il gruppo svedese che ha aiutato milioni di persone in tutto il mondo ad arredare la casa a basso prezzo, si prepara a sfidare i giganti delle polizze.
All’inizio di ottobre il gruppo fondato da Ingvar Kamprad ha cominciato a vendere in alcuni mega store di Stoccolma Omnifall, un’assicurazione su maternità e neonati. Poi, nelle prossime settimane, sarà la volta di una polizza sulla casa.
Per ora è solo un test, e inizialmente sarà rivolto ai 2,5 milioni di membri svedesi del Club Ikea, il programma fedeltà dell’insegna, anticipa una fonte al Wall Street Journal . Ma l’obiettivo è di espandere la vendita dei prodotti assicurativi anche all’estero, dove il Club Ikea conta 59 milioni di iscritti. La strategia ricalca il percorso dei televisori, che Ikea ha cominciato a vendere nei negozi svedesi nel 2012 prima del lancio internazionale.
Sia la polizza per proteggere la gravidanza che quella sulla casa sono vendute da Ikano Group, la società finanziaria controllata da Peter, Mathias e Jonas Kamprad, i tre figli del fondatore di Ikea, Ingvar Kamprad, 88 anni. Kamprad finora aveva sempre chiuso la porta dell’impero ai propri eredi, ma già nel 2013 il gruppo ha annunciato che Kamprad, miliardario grazie ai mobili a basso costo, lascerà la presidenza di Inter Ikea Holding al figlio maggiore Mathias.
@16febbraio

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Il mercato unico assicurazioni? Un miraggio secondo la commissione UE

Il mercato unico assicurazioni? Un miraggio secondo la commissione UE   Le differenze tra le diverse normative in materia di contratti di assicurazione ostacolano il commercio transfrontaliero delle polizze assicurative, rc auto compresa

L’Europa è ancora lontana dall’essere unita, anche per quanto riguarda le assicurazioni. L’auspicato mercato unico delle assicurazioni, dove le polizze possono essere sottoscritte anche in paesi diversi da quello di residenza, resta infatti un miraggio. Ad affermarlo è il gruppo di esperti incaricato dalla Commissione europea di analizzare gli impedimenti al commercio transfrontaliero in materia di diritto dei contratti di assicurazione tra Stati membri. Il gruppo ha presentato la sua relazione finale dove si conclude, secondo quanto riporta un comunicato della Commissione, che le differenze esistenti tra le diverse normative in materia di contratti di assicurazione ostacolano il commercio transfrontaliero di prodotti assicurativi, a causa dei costi elevati e della mancanza di certezza giuridica, con la conseguenza che per i consumatori e le imprese risulta svantaggioso sottoscrivere contratti assicurativi in altri Stati membri.

Attualmente, un cittadino che si trasferisce in un altro paese dell’Ue per motivi di lavoro potrebbe essere costretto a stipulare una nuova assicurazione auto. Analogamente le imprese con succursali in diversi paesi dell’Ue devono sottoscrivere polizze distinte a condizioni diverse in ogni paese, invece di una polizza unica valida per tutta l’Unione. La Commissione europea darà un seguito alla relazione, consultando i consumatori, le imprese e il settore assicurativo alla ricerca di possibili soluzioni.
“Sebbene siano trascorsi più di venti anni dal completamento del nostro Mercato unico, il commercio transfrontaliero nel settore delle assicurazioni è tutt’altro che agevole”, ha dichiarato Viviane Reding, vicepresidente e Commissario responsabile della Giustizia. “I dati parlano chiaro. Soltanto pochissimi clienti possono comprare prodotti assicurativi in altri paesi: nell’Ue appena lo 0,6 per cento dei premi delle assicurazioni sugli autoveicoli vengono pagati oltrefrontiera”.

 
 

Libera circolazione delle polizze e Perito Terzo

Unione-europea Libera circolazione delle polizze e perito terzo. E’ quello che chiedono i Periti Auto che si sono incontrati ieri a Genova, durante la Manifestazione organizzata dall’Associazione Carrozzieri della Provincia di Genova alla quale hanno aderito diverse altre Associazioni.

Possibile che in Europa possano circolare liberamente le merci e le persone, ma non le polizze. La liberizzazione del mercato assicurativo è l’unica cosa che servirebbe a calmierarne il costo. Avrebbero voglia le Compagnie Italiane di continuare a dire che non riescono ad abbassare i prezzi quando e se si ritrovassero a convivere con una libera concorrenza straniera. Lo sanno tutti che nel resto d’Europa le polizze auto costano molto meno e l’Italia non è la più cara per quanto riguarda i costi dei sinistri, né per la frequenza. Il primato delle truffe è dell’Inghilterra ma anche qui le polizze sono meno care.

Ci sono gli uffici specializzati in sinistri internazionali e funzionano bene, per cui problemi per l’utenza non ce ne sarebbero.

C’è poi la figura del perito che in Italia è una figura di secondo piano, mentre nel resto d’Europa è un serio e ben pagato professionista. In Germania ad esempio, a fronte di una perizia normale, tra i 2 ed i 3 mila euro, il perito auto, non si chiama perito assicurativo, stacca una parcella intorno ai 400 euro, contro le nostre che non sempre arrivano al 10 %, della parcella tedesca, non del danno. E poi viene pagato direttamente da chi lo ha incaricato, compagnia, danneggiato o carrozziere anche. Il danneggiato allega la parcella alla perizia e si fa dare dalla compagnia la somma dei due totali.

E le polizze costano meno!

RM

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ANIA e PD tagliano il danno da morte e alla persona

danno da morte

A pagare i profitti delle compagnie assicurative saranno le vittime della strada e gli artigiani carrozzieri, costretti a stringere patti con le compagnie per sopravvivere.

Continua il dibattito sulla riforma delle RC Auto e sull’introduzione di nuovi parametri di riferimento per il calcolo del risarcimento in caso di sinistro stradale. Unica costante nella vicenda, però, sembra essere il tentativo di favorire la lobby delle compagnie assicurative a spese dei contribuenti e delle vittime.Il Gruppo Pd, infatti, anziché concentrarsi sui punti contenuti nella Carta di Bologna, sostenuta da oltre 30 associazioni del settore, ha deciso di sposare l’emendamento presentato in Parlamento da CNA e le Confederazioni, tramite rete Imprese Italia che obbligherà i riparatori a concordare preventivamente il costo della riparazione con il perito assicurativo.E’ stata inoltre manifestata la volontà di intervenire sulle lesioni gravi e gravissime e sul danno da morte.

“Questi emendamenti uccideranno un’intera categoria di artigiani, i carrozzieri, e il diritto delle vittime ad essere risarcite. – Ha commentato Stefano Mannacio, membro CUPSIT – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani. – Ora succederà ciò che è già successo per i colpi di frusta: i periti saranno istruiti dalle direzioni generali a risarcire sulla base di parametri rigorosamente stabiliti dalle compagnie. Le trattative stragiudiziali si bloccheranno. Per ottenere un risarcimento integrale bisognerà fare cause defatiganti. E, come se questo non fosse un quadro già abbastanza tragico, ben presto le compagnie avranno in pugno anche gli artigiani carrozzieri, costretti a piegarsi alle loro richieste per mantenere in vita la propria officina.”

“Stanno cercando di svendere il nostro lavoro al miglior offerente, ma Federcarrozzieri venderà cara la pelle dei propri associati! – Ha dichiarato Davide Galli, Presidente di Federcarrozzieri. – Il settore degli artigiani carrozzieri si trova in un momento di profonda difficoltà, con la più alta pressione fiscale d’Europa, che uccide ogni giorno decine di officine e limita la concorrenza, favorendo il lavoro sommerso, ingrassando le tasche di artigiani abusivi e favorendo le aziende che hanno personale a nero. Con i nuovi emendamenti saranno le Compagnie a stabilire il costo del nostro lavoro. Abbiamo incontrato tutti, dalla commissione finanza alla senatrice Vicari, ora è rimasto sola una persona da incontrare, appuntamento confermato.

Consegneremo le chiavi delle carrozzerie associate e i documenti dei consorzi che insieme a Federcarrozzieri prendono le distanze dalle confederazioni invitando i propri iscritti ad abbandonare la nave non rinnovando le
tessere confederali.”

Indignato il commento alla vicenda da parte dell’Associazione Italiana Familiari delle Vittime della Strada Onlus, che ha deciso di inviare una lettera aperta ai rappresentanti delle Istituzioni e dei Partiti presenti in parlamento. “Siete ancora in tempo per riaffermare agli occhi dei cittadini la Vostra dignità e il vostro ruolo di rappresentanza sociale, impedendo che si compia un vergognoso colpo di mano nella definizione del decreto “Destinazione Italia”, a danno delle vittime. – Scrive il Presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni. – Non possiamo accettare che addirittura la sinistra sia a favore della diminuzione dei risarcimenti alle vittime. Smettetela di raccontare la favola dei risarcimenti e delle tariffe più basse in Europa rispetto all’Italia.”

Di seguito l’elenco completo dei punti contenuti all’interno della Carta di Bologna:

1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )

2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici

3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust

4. Rottamazione risarcimento diretto

5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )

6. Libera circolazione dei diritti di credito

7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti

8. Libertà di scelta nelle cure

9. Libertà di valutazione del medico legale

10. Pene certe per i pirati della strada

11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva

12. Agenzia antifrode in campo assicurativo

La Carta di Bologna è stata promossa da: Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada

(AIFVS), il Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Assoutenti, il

Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), la Commissione RC dell’Organismo Unitario

dell’Avvocatura (OUA), l’Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), l’Associazione

Culturale Mo Bast!, l’Associazione Valore Uomo e lo Sportello dei Diritti.

Oltre alle associazioni promotrici, hanno sostenuto l’iniziativa Associazioni Carrozzieri Sardegna, Banca del

Veicolo, Consorzio Carrozzerie Artigiane, Consorzio Carrozzieri Artigiani, Consorzio Carrozzieri Bresciani,

Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio In Rete Car, Rete Amica Carrozzeria della Val d’Aosta,

Associazione Periti Campani, Consorzio Carrozzieri Trentini, Consorzio TUO Torino, Carrozzeria Aperta,

Centro Tutela Consumatori Risparmiatori, Consorzio Gruppo Carrozzieri, Evolgo! Rete Impresa Carrozzeria

Italiane, Rete Carrozzeria Trasparente, SISCESA CISL – Sindacato Italiano Consulenti ed Esperti del Settore

Assicurativo, SISPA UGL – Sindacato Italiano Periti Assicurativi, UNILPI – Unione Nazionale Italiana Liberi

Professionisti e Infortunistiche, Consorzio Carrozzerie Riunite, Associazioni Carrozzieri della Provincia di

Genova, Centro Artigiano di Revisione, Gruppo Autoriparatori Uniti e SicurAUTO.it.

Home insurance pronta al via

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Pagina a cura di Cinzia De Stefanis

Dal 1° settembre le imprese di assicurazioni dovranno obbligatoriamente attivare l’home insurance. Infatti da quella data, i consumatori che stipulano una polizza di assicurazione potranno chiedere l’attivazione, nel sito internet della compagnia, di un’area riservata a cui accedere con modalità protetta per consultare in tempo reale la propria posizione assicurativa, verificare le coperture in corso e le relative scadenze dei premi.

Conoscere il valore di riscatto della propria polizza vita o il valore delle prestazioni nel caso di prodotti assicurativi a contenuto finanziario, consultare e scaricare l’attestazione sullo stato del rischio per la polizza Rc auto e ricevere alcune comunicazioni periodiche da parte dell’assicuratore. Lo ha stabilito l’Ivass, l’Authority sulle assicurazioni, con il provvedimento del 16 luglio 2013 n. 7 sull’home insurance (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale del 25 luglio 2013 n. 173).

Il provvedimento dell’Ivass dà attuazione all’articolo 22, comma 8, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 e «mira a semplificare e velocizzare, mediante il ricorso allo strumento tecnologico, il rapporto con l’impresa di assicurazioni che diventa più immediato e trasparente, grazie anche alla possibilità di accedere alle informazioni in qualsiasi momento». La finalità della norma è quella è favorire una più efficace gestione dei rapporti assicurativi valorizzando il canale di comunicazione telematico quale strumento per accrescere la trasparenza e semplificare il rapporto impresa-assicurato.

 

Aree riservate per i clienti. Le imprese di assicurazione prevedono nei propri siti internet apposite aree riservate attraverso le quali ciascun contraente può consultare almeno:

– le coperture assicurative in essere;

– le condizioni contrattuali sottoscritte;

– lo stato dei pagamenti dei premi e le relative scadenze, per le polizze incluse le polizze unit linked e index linkede;

– per i contratti di responsabilità civile e per la circolazione dei veicoli a motore anche l’attestazione sullo stato del rischio.

Per quanto riguarda il riferimento alle condizioni contrattuali «sottoscritte», potrà essere resa disponibile l’immagine del contratto firmato dal cliente, ovvero, in alternativa, il testo delle condizioni di polizza corrispondenti a quelle che regolano il contratto sottoscritto. Per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore del provvedimento una rappresentazione sintetica delle condizioni contrattuali sottoscritte l’evidenza delle garanzie, delle esclusioni e limitazioni.

L’informativa comprende l’indicazione dei massimali, del valore del bene oggetto di copertura, la data e l’importo dei premi in scadenza, oltre ad ogni altro elemento utile a fornire al contraente un’informativa completa e personalizzata con riguardo alla sua specifica posizione assicurativa. Il contraente può in ogni caso richiedere la pubblicazione integrale delle condizioni contrattuali sottoscritte.

Le imprese di assicurazione aggiornano le informazioni contenute nelle aree riservate con una tempistica coerente con le caratteristiche della copertura assicurativa a cui si riferiscono e indicano chiaramente la data di aggiornamento. Le imprese garantiscono la correttezza, la chiarezza e la trasparenza delle informazioni contenute nelle aree riservate, mediante l’uso di un linguaggio semplice e facilmente comprensibile.

Le informazioni dovranno essere adeguatamente personalizzate, in modo da consentire al contraente di conoscere lo stato della sua posizione assicurativa, mediante l’indicazione dei massimali garantiti, del valore del bene oggetto di copertura, oltre ad ogni altro elemento utile per un’informativa calibrata sulla specifica posizione assicurativa.

Rischi particolari. Le imprese di assicurazione possono non attivare le aree riservate per le coperture relative a:

– rischi relativi a flotte di veicoli a motore o di natanti;

– grandi rischi;

– rischi agricoli stipulati ai sensi del dlgs 29 marzo 2004 n. 102 e ai relativi contratti integrativi;

– rischi connessi ad eventi specifici circoscritti in un limitato arco temporale;

– rischi accessori a un prodotto o servizio in cui l’importo dei premi complessivamente dovuti per la copertura, indipendentemente dalle modalità di rateazione, non sia superiore ai 100 euro.

– rischi assicurati con contratti collettivi stipulati «per conto di chi spetta» ai sensi dell’articolo 1891 c.c.

 

Informativa sull’attivazione del servizio. Le imprese di assicurazione rendono nota la possibilità di richiedere le credenziali di accesso all’area riservata, specificandone le modalità, mediante pubblicazione di una apposita informativa sulla home page del sito internet. L’informativa è altresì resa per iscritto in occasione della sottoscrizione del contratto di assicurazione. Per i contratti stipulati prima del 1° settembre 2013 l’informativa relativa alle aree riservate è resa in occasione della prima comunicazione da inviare in adempimento degli obblighi di informativa previsti dalla legislazione vigente o da disposizioni contrattuali.

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Rc professionale obbligatoria: La recita è ancora a soggetto

Mancano due mesi all’obbligo, ma il mercato non si muove. Dal 15 agosto necessaria la polizza a tutela dei clienti Medici e notai già coperti, ingegneri e architetti «freddi»

Nel testo di riforma delle professioni ordinistiche, un punto chiave era dedicato all’istituzione dell’assicurazione professionale obbligatoria. Per rendere il vincolo ancora più stretto si pensò di far sì che, in caso di richiesta di preventivo, non si potessero rilasciare documenti senza indicare il numero della propria polizza professionale.

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I vecchi e nuovi clienti

L’obbligatorietà è stata poi procrastinata e oggi siamo di nuovo alla vigilia dell’entrata in vigore. Dal prossimo 15 agosto, infatti, tutti i professionisti appartenenti a un Ordine dovranno dotarsi di una polizza di responsabilità civile che li metta al riparo contro danni arrecati a terzi nell’esercizio delle proprie funzioni.

Malgrado l’entrata in vigore della copertura obbligatoria sia ormai alle porte, risulta essere davvero ridotta la percentuale di professionisti che hanno sottoscritta una copertura assicurativa. «Sul tema però andrebbero fatti alcuni distinguo — spiega Gianni Turci, presidente diMarsh, società di intermediazione assicurativa e consulenza sui rischi —. I dati raccolti dicono che ci sono alcune categorie che da sempre sono sensibili alla copertura assicurativa: è il caso di medici, notai e commercialisti. I medici per l’alto rischio delle loro attività, i notai perché è prassi ormai consolidata e i commercialisti perché sono sempre maggiori i rischi di errori in tema di fisco che permettono ai clienti di rifarsi sul professionista».

Molto meno propense altre categorie che pure corrono rischi legati alla loro attività: è il caso di avvocati, geometri, architetti. «Si tratta di categorie — continua Turci — nelle quali non abbiamo rilevato alcun aumento delle polizze dopo l’entrata in vigore della legge e l’avvicinarsi della scadenza. Non bisogna dimenticare, infatti, che l’assicurazione obbligatoria di responsabilità civile nasce per tutelare il professionista da eventuali azioni legali contro di lui, ma anche per offrire una strada di rimborso ai clienti che risultassero danneggiati da errori dovuti a colpa o colpa grave del proprio professionista. Giusto per dare un’idea, tra i geometri risulta assicurato appena il 10/15 per cento, stessa quota vale per gli architetti e appena il 22 per cento per gli ingegneri».

Avvocati e scadenze

Discorso a parte meritano gli avvocati: una buona metà è già coperta. «Si tratta di un numero accettabile — conferma il presidente di Marsh — perché molti di loro non svolgono la professione a tempo pieno e molti altri lavorano presso grandi studi legali che si dotano di un’assicurazione per tutti i componenti dello staff. Per tutti però si avvicina il momento dell’obbligatorietà della copertura e solo allora potremo avere un quadro davvero completo». Probabilmente dopo l’entrata in vigore della norma si potrà sapere anche l’esatta diffusione delle polizze professionali e magari pensare a formule mirate.

«Sicuramente — concorda Turci — quando potremo avere uno screening completo della nuova platea sarà possibile pensare a coperture adeguate in base al rischio. Un meccanismo che già oggi accade con le categorie più esposte, quelle dell’area sanitaria: l’ortopedia, la ginecologia e la chirurgia. Naturalmente l’attuale ritrosia dei professionisti si spiega con i costi che le polizze comportano, ma siamo convinti che la creazione dei prodotti nati per coprire i rischi più specifici di ciascuna categoria potrà portare a soluzioni davvero su misura».

Autore: Isidoro Trovato – CorrierEconomia

Polizia Stradale: A CACCIA DI ASSICURAZIONI FALSE

Polizia stradale

La Polizia stradale ha portato a termine in tutta Italia un’operazione mirata a contrastare il fenomeno delle polizze false e dei veicoli che circolano privi di copertura assicurativa. Su 6.790 veicoli controllati, il 6% non è risultato in regola: fatto che ha portato alla denuncia di 22 persone e al sequestro di 227 automezzi.

Multa e sequestro del mezzo. In 16 casi, inoltre, sono state avviate indagini giudiziarie a fronte di conducenti che utilizzavano polizze falsificate. La sanzione prevista per chi circola senza copertura va da 841 a 3.366 euro; se i documenti assicurativi sono alterati o contraffatti, si aggiunge il sequestro del veicolo che, alla chiusura delle indagini, viene poi confiscato e messo all’asta. L’operazione della Stradale si è avvalsa della collaborazione dell’Ania, l’associazione delle assicurazioni, e, in particolare, dell’Ufficio antifrode che ha provveduto a riscontri immediati utilizzando la propria banca dati.E.D.

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Atti vandalici: il 14% degli italiani ha danneggiato volontariamente un’auto (ovviamente di altri)

atti vandalici fiancata strisciata   10/04/2013 | Da un’indagine di Direct Line emerge che un italiano su sette ammette di aver commesso atti vandalici su auto, nella maggior parte dei casi strisciando la carrozzeria o spaccando uno specchietto. E in pochi hanno polizze che coprono questi danni

Rabbia e frustrazione si sfogano molto spesso sull’auto. Non sulla propria, ovviamente, ma su quella degli altri, nella maggior parte dei casi come piccole vendette private, sotto forma di strisci alla carrozzeria, rottura specchietti e finestrini, gomme bucate. Da un’inchiesta di Direct Line emerge che il 14% degli italiani dichiara di averlo fatto, ovvero un italiano su sette. il 7% degli intervistati confessa di aver rigato la carrozzeria, ma c’è anche chi ha colpito lo specchietto (3%) o chi ha rotto il tergicristalli (2%). Altri bersagli sono i vetri e le gomme dell’auto (entrambi con l’1%).
Non è una consolazione, ma anche in un paese come il Regno Unito simili atti sono piuttosto diffusi. Secondo lo studio realizzato da Direct Line UK, 8 milioni di guidatori sono state vittime di atti vandalici contro la propria auto. In Gran Bretagna come in Italia, la pratica più diffusa da chi vuole arrecare un danno è la rigatura della vernice, tipicamente sulle portiere (45%), segue la rottura dello specchietto (27%), del vetro (25%) o dell’antenna (14%).
Più della metà di chi ha compiuto tali atti ha ammesso di conoscere il proprietario della vettura colpita, e i più presi di mira, secondo lo studio, sono soprattutto gli ex fidanzati, il capo di lavoro, i vicini di casa, gli insegnanti.
Il problema, per i malcapitati, è che quasi sempre non sono assicurati per questo genere di danno, visto che la copertura “atti vandalici” rientrano spesso nelle polizze furto o hanno comunque franchigie molto alte. Per il carrozziere è lavoro in più, è vero, ma spesso si tratta di riparazioni di lieve entità e ad entrare in carrozziera è un cliente “incazzato” in partenza per aver subito un atto di vandalismo.

il Governo si prepara a varare il decreto “taglia-risarcimenti”

il Governo si prepara a varare il decreto

04/04/2013 | Se verrà adottata la tabella unica nazionale i risarcimenti dei danni fisici più gravi verranno abbattutti mediamente del 60%. Ma l’Associazione vittime della strada e il Cupsit si oppongono. 

Presto il Governo potrebbe varare il decreto di attuazione della tabella unica nazionale (articolo 138 del Codice delle assicurazioni private) con cui i risarcimenti per i danni più gravi, vale a dire quelli ricompresi nella fascia dal 10% al 100%, verranno abbattuti mediamente del 60%. Contro tale azione del Governo si sono schierati sia l’ Associazione vittime della strada che il Cupsit (Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali), secondo il quale occorre anteporre il diritto alla salute e il suo integrale risarcimento all’utile di bilancio delle Compagnie assicuratrici. La tabella, infatti, viene reputata dal Cupsit non corrispondente alla realtà biologica: il valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità è del tutto inadeguato a risarcire equamente il danno ad un bene prezioso quale il bene salute. Anche l’Associazione vittime della strada è sul piede di guerra, sostenendo che tale iniziativa si connota di palese illegittimità in quanto l’Esecutivo, che oltretutto dovrebbe circoscrivere la propria azione governativa agli affari correnti di ordinaria amministrazione, non ha più il potere di intervenire sulla questione essendo scaduta la delega di ventiquattro mesi fissata dal Codice delle assicurazioni.

Le nuove tabelle, una volta operative, dovrebbero portare ad un abbassamento del costo delle polizze, o almeno questo dovrebbe essere l’obiettivo, visto che i costi a carico delle Compagnie si abbasserebbero. Sarà così?

MELINA ASSICURAZIONI SWS

segnalata la commercializzazione di polizze r.c. auto false

 assicurazionercafalsa

L’IVASS rende noto che è stata segnalata la commercializzazione di polizze r.c. auto false  intestate

“MELINA ASSICURAZIONI SWS” società che non rientra fra le compagnie autorizzate o, comunque, abilitate all’esercizio dell’attività assicurativa sul territorio italiano.

L’eventuale stipulazione di polizze r.c.auto recanti l’intestazione “MELINA ASSICURAZIONI SWS”, comporta per i contraenti l’insussistenza della copertura assicurativa e per gli intermediari lo svolgimento  di un’attività non consentita dalle vigenti disposizioni normative.

Bollettino Antifrode n. 2

Ecco il secondo numero del Bollettino Antifrode.

Bollettino_ Antifrode2

Con questo numero vogliamo augurarci che il 2013 sia finalmente un anno di inversione di tendenza per le frodi assicurative.

Giovanni Romito