XXXI CONVEGNO NAZIONALE ASAIS – EVU Italia

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FORUM AutoMotive – Milano 18 marzo 2019

Segreteria Organizzativa . Stella Betto . mob. (+39) 335 6194355 . segreteria@forumautomotive.eu .www.forumautomotive.eu

 

CONVEGNO A ROMA SULLE METODOLOGIE DI INDAGINE DELLE CENTRALINE AIRBAG PER LA RICOSTRUZIONE DEGLI INCIDENTI STRADALI

Alla luce di un settore sempre più indirizzato verso l’automazione dei veicoli, le informazioni contenute all’interno delle centraline degli airbag rappresentano il futuro della ricostruzione degli incidenti stradali. Lo stato dell’arte per l’acquisizione di questi dati è ad oggi il sistema CDR Bosch (Crash Data Retrieval). E come tutte le nuove tecnologie, l’evoluzione del CDR è rapida e costante, rappresentando ogni giorno una nuova sfida per i suoi utilizzatori.
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ELENCO INTERVENTI:

– Introduzione al CDR Bosch e all’utilizzo delle centraline airbag per la ricostruzione degli incidenti stradali;
– L’accertamento delle frodi assicurative con il sistema CDR Bosch;
– La ricostruzione di un sinistro stradale tra due autoveicoli utilizzando i dati delle rispettive centraline airbag;
– Le novità del CDR Bosch dal Convegno Europeo di Francoforte.

​​RELATORI:
Ing. Massimo Dalessi, Ing. Francesco Del Cesta, Ing. Alberto Sartori, Ing. Mattia Sillo

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Ing. Alberto Sartori
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​P.Iva 02335400699

 

Carglass, dai vetri auto alle riparazioni in casa

La società diversifica e farà l’idraulico il fabbro e il muratore.

Dopo l’auto, ora Carglass entra nelle case. La società di riparazione dei parabrezza delle auto ha deciso di diversificare la propria attività con il lancio, in Francia, di Carglass Maison, la società che entra sul mercato dei servizi di assistenza guasti e riparazioni domestiche da parte di fabbri e idraulici, secondo quanto ha riportato Le Figaro. Il processo di sviluppo è iniziato nel 2016. Il mercato delle riparazione auto è in declino da diversi anni a causa del miglioramento delle strade, della riduzione delle percorrenze e degli aiuti alla guida. Dal 2011 il mercato è sceso del 30% in volume, ha detto a Le Figaro, il direttore generale di Carglass, Éric Girard. Un calo strutturale, non congiunturale. La società ha deciso di reagire scegliendo di portare nelle case il proprio Dna aziendale che è quello di risolvere i problemi dei consumatori.

Il potenziale è enorme: l’assistenza guasti, la ristrutturazione e la manutenzione sono un mercato di 12 miliardi di euro l’anno, contro 1,2 miliardi dei parabrezza. Il settore delle riparazioni domestiche è molto frammentato e non ci sono marchi e per questo il direttore generale Girard ritiene di poter apportare chiarezza sui prezzi e qualità dei servizi, secondo quanto ha spiegato a Le Figaro. Inoltre, anche in questo mercato c’è una presenza importante delle assicurazioni, seppure inferiore rispetto al segmento auto.
Carglass ha delle grandi ambizioni. Un primo passo è stato fatto l’anno scorso con l’acquisizione della società Maisoning, ribattezzata Carglass Maison, che conta 42 milioni di euro di fatturato, 400 collaboratori e 26 agenzie in Francia. Il prossimo step è ottenere una qualità di servizio sufficiente e omogenea. L’espansione geografica è ambiziosa e verrà attuata creando delle agenzie e attraverso acquisizioni. L’obiettivo di qui al 2025 è arrivare ad un fatturato di 250-300 milioni di euro e una rete di un centinaio di agenzie in Francia.

Carglass conta oggi un fatturato di 400 milioni di euro nella riparazione dei parabrezza, dà lavoro a 3 mila dipendenti e conta 450 centri di riparazione. Duecento assunzioni sono previste quest’anno. Carglass Maison ricorrerà a subappaltatori per le ristrutturazioni e il miglioramento energetico, attività programmabili garantendo sempre uh alto standard di qualità. Le attivtà di assistenza per i guasti, 24 ore su 24 saranno effettuate dai dipendenti, secondo quanto ha spiegato Le Figaro.

Questa diversificazione di Carglass richiede dei capitali. Sono già stati investiti più di una decina di milioni di euro. Carglass ha il sostegno del proprio azionista, il gruppo di origine sudafricana Belron, specialista nella riparazione dei parabrezza con differenti insegne in una trentina di paesi.

di Angelica Ratti

© Riproduzione riservata

Fonte: 

PERCHÉ UN’AUTO BRUCIA?

APAID * www.apaid.it

Stabilire le cause di un incendio di un’auto non è una cosa facile. Specialmente se l’incendio è totale, se l’auto è stata rimossa dal luogo del rogo e se passa tanto tempo tra evento e rilevamento.

Innanzi tutto bisogna differenziare l’indagine tra auto a benzina o diesel.

Nel caso dell’alimentazione a benzina l’incendio dei vapori di carburante può essere una probabile causa, specialmente in caso di incidente stradale e nelle vetture di vecchia generazione senza cut-off. Il gasolio non ha questa particolarità. Il rifornimento con benzina fatto su vetture a gasolio può portare ad un pericoloso innalzamento delle temperature di motore e della linea di scarico con possibili principi di incendio. Oltre a queste eventualità e soprattutto in caso di incendio di auto in sosta, le altre cause sono comuni ai due tipi di alimentazione. Una causa potrebbe essere un difetto del tappo di tenuta olio lubrificante. A causa di…

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Maxi truffa delle auto di lusso col trucco del finto ufficio postale

La scoperta dei carabinieri di Genova, giro d’affari da un milione di euro

Falsi siti internet per finti uffici postali con tanto di numero e indicazioni su Google e Pagine Bianche. Era grazie a questi accorgimenti, messi insieme da un esperto informatico, che un’organizzazione criminale è riuscita a compiere 12 truffe legate all’acquisto di auto di lusso, per un giro di affari di circa un milione di euro.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Genova, che hanno smantellato l’organizzazione, il gruppo individuava le inserzioni di auto di lusso sui siti di vendite on line. Contattava il venditore dicendo di poter pagare con assegno circolare postale. Una volta consegnato l’assegno falso, per evitare di essere scoperti, veniva creato un sito del falso ufficio postale, tramite il sistema Voip veniva creato un numero di telefono a cui rispondeva un complice che si fingeva direttore della filiale postale e l’ufficio veniva anche indicizzato su Google e inserito sul sito delle Pagine Bianche.

Una volta fatto il passaggio di proprietà, l’auto veniva “ripulita”, tramite la cancellazione dal registro auto e veniva trasportata in Germania o nei Paesi Bassi dove poi veniva rivenduta a ignari clienti. Sono 12 le truffe accertate: le auto rivendute dovevano essere tutte diesel e di lusso: Porsche, Range Rover e Maserati. Le indagini sono partite nel 2018 da Serra Riccò dopo il tentativo di truffa scoperto dai carabinieri della locale stazione. Due degli arrestati erano stati trovati in possesso di falsi documenti di identità e codici fiscali: da quello spunto, gli investigatori hanno capito che i falsi documenti servivano in realtà per mettere in piedi le truffe.

In manette sono finiti Zorane Hudorovich, 43 anni residente a Dalmine (Bergamo); Fardi Hudorovich, 23 anni residente a Cologno al Serio (Bergamo); Giacomo Fabio Castellano, 49 anni residente ad Arcene (Bergamo); Francesco Bernunzo, 50 anni, residente in Germania; Giovanni Tropea, 47 anni residente a Cesano Maderno (Monza Brianza); Dario Nicolini, 47 anni residente a Nova Milanese (Monza Brianza); Rosario Luca, 25 anni residente a Saronno (Varese). Ai domiciliari sono finiti Domenico Caravello, 48 anni residente a Ciserano (Bergamo); Antonio Mastromauro, 50 anni residente a Rignano Garganico (Foggia) e Walter Piazzoni, 66 anni residente a Ponteranica (Bergamo).

MERCATO AUTO A GENNAIO -7,5% 

La decrescita del mercato auto rievoca lo spettro della crisi 
Reagire subito è un dovere

Inizia in affanno il mercato auto 2019, infatti, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti le autovetture immatricolate a gennaio sono state 164.864, con una diminuzione del -7,5% rispetto alle 178.326 di gennaio 2018. Guardando ai canali di vendita, si assiste ad un incremento delle immatricolazioni a privati (+4,1%), ad una flessione consistente delle immatricolazioni a società (-29,5%) e ad un più contenuto calo delle immatricolazioni a società di noleggio (-17,8%). Relativamente alle motorizzazioni, continua l’inesorabile erosione delle vendite di auto diesel che scendono del -30,9% e una quota di rappresentatività sul totale che arriva al 41,09%; in forte flessione anche le vendite di auto a metano (-46,1%) mentre crescono quelle alimentate a benzina (+27,4%), GPL (+8%), ibride (+18,8%) ed elettriche (+26,6%). Negli ultimi tre giorni del mese è stato immatricolato il 40,8% del totale mercato, mentre le auto-immatricolazioni di case e concessionari, secondo le stime Dataforce, hanno inciso per il 10,2% sui volumi di vendita mensili. In particolare, le auto-immatricolazioni dei dealer sono diminuite del 13%, attestandosi a 16.114 vetture (2.407 in meno rispetto a gennaio 2018), mentre si sono pressoché azzerate le Kilometri zero delle case auto (-91,7%).

“L’anno parte in decrescita – ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto – e questa per noi non rappresenta una prospettiva felice. Fisiologicamente gennaio è un mese positivo, tranne che negli anni di crisi. E noi di crisi ne abbiamo abbastanza, avendone alle spalle una piuttosto lunga, che ha lasciato sul terreno il 48% delle concessionarie. Oggi il rallentamento del mercato automobilistico può essere espressione del dato generale di flessione economica del Paese, ma temiamo che a breve possa essere ulteriormente aggravato da fattori specifici imputabili alle scelte politiche del Governo. Per terminare l’analisi di quanto accaduto a gennaio, va comunque detto che le immatricolazioni avrebbero potuto presentare un consuntivo ben più pesante, dal momento che esse comprendono una quota non trascurabile di vetture a Kilometri zero e demo, in misura quasi totalitaria a carico delle concessionarie”.

Aggiunge il Presidente di Federauto: “La recessione non è un meteorite che precipita dallo spazio e necessita, a nostro avviso, di reazioni immediate da parte di chi ha il controllo della politica economica di un paese. Ci chiediamo quanto potrà incidere sulla crescita dell’economia italiana un settore auto che segna il passo, con pesanti conseguenze determinate dal calo della domanda e, conseguentemente, sull’assetto delle imprese della filiera commerciale ed industriale”.

“Reagire subito significa, anzitutto, chiedere al Governo di riflettere con urgenza sul provvedimento contenuto nella legge di bilancio relativo al bonus/malus in vigore dal prossimo marzo, che oggi sembra poter ulteriormente danneggiare il mercato, ingenerare nel cliente l’errata convinzione che il motore endotermico possa avere vita breve. Crediamo che il Ministro Di Maio abbia il dovere di ascoltare la voce del settore: abbiamo un mese di tempo, non di più”.

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Il dettaglio delle immatricolazioni rese note dal Ministero dei Trasporti è disponibile cliccando qui di seguito:

Nuovo – Gennaio 2019

Usato – Gennaio 2019

ARVAL: 200.000 veicoli noleggiati in Italia

200.000: è questo il numero di veicoli in flotta che Arval Italia, da oltre 20 anni leader nel noleggio a lungo termine e nei servizi di mobilità, annuncia di avere appena raggiunto.

È la prima volta che, nel nostro Paese, una società di noleggio a lungo termineregistra un risultato di questo tipo, frutto anche dell’accelerata diversificazione del modello di business dell’azienda.

Grégoire Chové, Direttore Generale di Arval Italia, si dice soddisfatto ed emozionato: “Sono veramente orgoglioso di questo successo, ottenuto grazie ai nostri collaboratori, che giorno dopo giorno, lavorano con energia e passione, al servizio di tutti nostri clienti, che così continuano a sceglierci, confermandoci la loro fiducia.

Ora, forti di quest’ultimo successo, affrontiamo il 2019 ancora più fiduciosi, concentrandoci sui nostri principali obiettivi: consolidare la presenza sul mercato business e accrescere l’impegno nel mercato dei privati.

Falsi incidenti stradali, prescrizioni e assoluzioni

Il tribunale di Verona ha chiuso la vicenda che vedeva imputati avvocati di Napoli e Avellino

falsi incidenti stradali prescrizioni e assoluzioni

Si è conclusa nel tardo pomeriggio di giovedi scorso con prescrizioni e assoluzioni stabilite dal Tribunale di Verona, la lunga vicenda processuale che ha visto coinvolti una trentina di imputati, tra cui una decina di avvocati del Foro di Napoli e di Avellino, accusati, a vario titolo, di aver messo in piedi una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe ai danni della Cattolica Assicurazioni.
In particolare, una dozzina i sinistri stradali “sospetti” che erano finiti sotto la lente di ingrandimento della Procura di Verona che aveva chiesto, a giugno 2009 con l’allora Procuratore Giovanni Pascucci, il rinvio a giudizio per una trentina di persone, tutte campane, coinvolte secondo l’accusa in una serie di incidenti falsi con conseguenti richieste risarcitorie avanzate alla Cattolica Assicurazioni. I sinistri, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati organizzati a tavolino da alcuni avvocati i quali, spesso anche all’insaputa dei loro ignari clienti, avrebbero utilizzato i dati in loro possesso (fotocopie di carte di identità, codici fiscali, certificazioni mediche, copie di libretti di circolazione e quant’altro) per avanzare richieste risarcitorie in nome e per conto dei loro assistiti, spesso del tutto all’oscuro.
Dopo 8 anni di processo e circa 20 udienze, con l’escussione di decine di persone tra testimoni e periti, il tribunale di Verona, presieduto dalla dottoressa Isidori, ha dovuto dare atto della intervenuta prescrizione per quasi tutti i capi di imputazione aventi ad oggetto fatti risalenti agli anni 2006 e 2007.
Soltanto per un capo di imputazione, relativo alla posizione di due avvocati, uno di Napoli (A.S.) ed uno di Avellino (B.S.), il tribunale scaligero ha dovuto sentenziare nel merito non essendo ancora maturata la prescrizione.
I due professionisti, difesi dall’avvocato Rolando Iorio, sono stati assolti per non aver commesso il fatto.

Paola Iandolo

Massa, truffe a enti pubblici e assicurazioni: 17 arresti e 130 indagati

Tra le persone finite in manette ci sarebbero liberi professionisti, lavoratori dipendenti e operatori sanitari

Sono 17 le ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 in carcere e 13 agli arresti domiciliari, in corso di esecuzione con un’operazione condotta dai carabinieri e dalla questura di Massa e coordinata dalla procura, nei confronti di due associazioni per delinquere operanti nel territorio apuano e nelle province di La Spezia, Lucca e Pistoia. Secondo l’accusa i due gruppi criminali avrebbero messo in piedi un vasto giro di truffe ai danni di Enti pubblici locali e compagnie di assicurazione. Tra le accuse anche episodi estorsivi e di corruzione. Le forze dell’ordine stanno effettuando anche alcune perquisizioni. Gli arresti sono stati eseguiti nel territorio apuano, a Lucca e a Milano e, secondo quanto appreso riguardano una serie di soggetti tra cui liberi professionisti, lavoratori dipendenti e operatori sanitari.

Nell’operazione, coordinata dalla procura di Massa, le persone indagate sono 130 con ben 159 capi d’accusa. Tra i diciassette finiti in carcere o ai domiciliari vi sarebbero, secondo quanto appreso, avvocati di Massa, medici legali delle assicurazioni e medici specialistici che lavorano in strutture sanitarie del capoluogo apuano, un appartenente alla polizia municipale. Arrestati anche un investigatore privato con agenzia a Milano, specializzato nel ramo dell’infortunistica stradale, un Pr di un noto locale del litorale versiliese, operai e titolari di stabilimenti balneari. Tra i reati contestati anche quello di associazione per delinquere finalizzata al fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale e da privato, estorsione ed abuso d’ufficio.

Durante l’inchiesta, denominata “Il botto” e iniziata nel 2015, sono stati contati 100 falsi incidenti e si stimano danni per 3 milioni di euro, tutti accertati, a carico delle compagnie assicuratrici.  Nel blitz di questa mattina sono state coinvolte 80 unità delle forze dell’ordine per far eseguire 17 ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere e 13 agli arresti domiciliari. Inoltre risultano 130 denunciati, tra cui anche vere e proprie comparse per simulare i falsi incidenti in strada con una specie di set cinematografici.

La procura ha fornito un filmato realizzato dagli investigatori in cui si vedono i conducenti di due mezzi mettersi d’accordo per simulare l’incidente, l’arrivo dell’ambulanza e il trasporto dei finti feriti all’ospedale, dove, dice l’accusa, medici compiacenti firmavano falsi certificati che poi venivano utilizzati per chiedere i risarcimenti. Il sostituto procuratore Alessandra Conforti, che ha coordinato le indagini, ha descritto due associazioni per delinquere, che avrebbero lavorato insieme per creare ad arte un sistema di cui “questa indagine è solo la punta dell’iceberg”.

FONTE

I sinistri RCA nel 2017: numeri, costi e indici

Nel settore delle autovetture, la frequenza dei sinistri r.c. auto assicurati durante il 2017 è stata complessivamente pari al 6,6%, in diminuzione dello 0,1% circa rispetto al 2016.

La distribuzione provinciale di queste frequenze, pur presentando notevole variabilità sul territorio, non sembra evidenziare particolari correlazioni con aree specifiche, ma piuttosto appare più elevata in alcune zone a maggiore densità abitativa e nella provincia di Prato.

Nel 2017, la totalità delle imprese operanti sul mercato italiano ha fatto registrare un costo medio dei sinistri pagati e riservati pari a 4.163 euro, in diminuzione dello 0,7% rispetto al 2016.

Il Loss Ratio (proxy) medio nazionale è cresciuto all’82,0%, in aumento rispetto al 2016 (81,1%).

Per i ciclomotori, la frequenza dei sinistri è mediamente del 2,8%, stabile rispetto a quanto fatto registrare nel settore l’anno precedente.

Al dato sostanzialmente stabile della frequenza dei sinistri, si accompagna una forte riduzione nel loro costo medio totale. Nel settore dei ciclomotori il costo medio totale dei sinistri gestiti nel 2017 è stato pari a 5.136 euro contro i 5.609 euro del 2016 (-8,3%).

Per i ciclomotori si è registrata una rilevante diminuzione nel Loss Ratio medio nazionale che, dopo essere aumentato considerevolmente nel 2016 (101,5%) ritorna a 91,4%. Molto ampia è il range di variazione sul territorio di questo indicatore, con province che raggiungo valori anche 8 volte superiori a quelli riscontrabili in altre località.

La frequenza dei sinistri per i motocicli si attesta al 4,0% a livello nazionale, quindi immutata rispetto al dato registrato nel 2016.

Alla stabilità nella frequenza dei sinistri corrisponde un costo medio complessivo dei sinistri, pari a 6.704 euro, in aumento dello 0,7% rispetto al 2016.

In Italia, il Loss Ratio vale mediamente il 117,5% per i motocicli, con un incremento di oltre 3 punti percentuali rispetto al valore del 2016.13 Anche per questo settore, come già notato per i ciclomotori, il campo di variazione del Loss Ratio si mantiene ampio.

Nel settore degli autocarri la frequenza dei sinistri r.c. auto assicurati durante il 2017 è stata complessivamente pari al 7,0%, in lieve aumento rispetto al 6,9% dell’anno precedente. La distribuzione provinciale di queste frequenze presenta notevole variabilità sul territorio con picchi, tanto al Nord, quanto nel Mezzogiorno.

Nel 2017, la totalità delle imprese operanti sul mercato italiano ha fatto registrare un costo medio dei sinistri pagati e riservati pari a 5.318 euro (-0,7%). Nonostante i maggiori rischi connessi a questa tipologia di veicoli, l’ammontare medio dei sinistri non eccede quello riscontrato in altri settori di tariffazione.

Nel 2017 il segmento degli autocarri ha un Loss Ratio (proxy) medio nazionale del 65,0%, il dato migliore tra le differenti tipologie di veicoli.

Fonte: IVASS

QUANDO L’OFFERTA È BASSA

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Benché le flotte spendano meno della media per riparare le auto danneggiate alcune volte le  compagnie assicuratrici offrono  ancora meno  di  quanto la  flotta  abbia speso. Che fare? Accettare, citare in giudizio o chiedere un parere ad un Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) da presentare al liquidatore. Questa a volte è la via migliore.

Oggetto: Parere su  pratica  di sinistro attivo per risarcimento danni su auto targa XX904XX

Vs. rif. RCA 32050/02 (Ns.rif. 65/03)

Come da Vostro gradito incarico abbiamo esaminato la pratica in oggetto e l’abbiamo completata eseguendo una nuova perizia sulla vettura, che si allega.

Allo scrivente Perito Assicurativo Roberto Marino, iscritto all’albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio del Tribunale di Genova, liquidatore libero professionista di alcune Compagnie di Assicurazioni, veniva posto il seguente quesito:

Considerato che la Soc.NLT, relativamente al sinistro in oggetto, ha pagato la/le fattura/e di riparazione dell’auto coinvolta per un totale di €. 2.325,00 + IVA ed ha ricevuto dalla Compagnia Assicuratrice del civilmente responsabile, direttamente o per interposizione della Compagnia Mandataria nel caso della C.I.D. €. 2.000,00 dica il consulente se si è trattato di un errore di valutazione della Compagnia che ha effettuato l’offerta o se si è trattato di una fatturazione eccessiva da parte della Carrozzeria per un danno che invece era di più modesta entità.

Premesso che il danno emergente che il liquidatore della Compagnia Assicuratrice deve risarcire non è relegato al solo pagamento delle fatture relative che il danneggiato ha ricevuto, ma a tutta una serie di danni diretti ed indiretti che per brevità si riassumono in: danni materiali alla vettura, danni da fermo tecnico, danni da svalutazione commerciale della vettura, danni da interruzione  di un servizio, danni dati dal costo della gestione della pratica all’interno della struttura del danneggiato inteso come proprietario, danni dati dal costo della gestione della pratica all’interno della struttura del danneggiato inteso come utilizzatore, danni da trasporto del veicolo dalla sede dell’utilizzatore alla Carrozzeria che ripara il mezzo e viceversa, costo dell’auto sostitutiva e di ogni altro danno dato dalla perdita di tempo e dai costi che chi gestisce il bene danneggiato deve sostenere. Questo è alla base di ogni testo riguardante l’estimo ed è normalmente riconosciuto da ogni sede di Tribunale e Giudice di Pace sul territorio nazionale. Questo fa anche parte del quesito d’uso che viene posto al Consulente Tecnico d’Ufficio dal Giudice.

Come detto si è provveduto a far eseguire la  perizia  allegata. Questa è fatta a titolo indicativo essendo compilata usando un valore di costo orario ed una scontistica sui ricambi riservati dalla Carrozzeria e dal Ricambista alla Soc.NLT e a fronte di un’assicurazione di volumi ed un impegno di continuità di lavoro della quale deve beneficiare solo la Soc.NLTe non la Compagnia che deve risarcire. Questo perché la scontistica ottenuta fa parte di budget e voci di bilancio che vanno ripartite su tutta l’attività di SOC.NLT e non sui singoli sinistri. Il quesito eventualmente posto dal Giudice in un’ipotetica Causa sarebbe “ Quale le riparazioni ed il loro valore considerando i prezzi di listino della casa costruttrice il veicolo in oggetto ed il costo medio della manodopera sulla piazza ( dove si radica la causa, quindi la residenza del debitore/Compagnia o quella della zona del sinistro)”

Nello specifico si ritiene che:

in  via  stragiudiziale, senza considerare nemmeno fermo tecnico  e  svalutazione commerciale della vettura, l’offerta fatta  dalla  Compagnia è da ritenere inferiore ad un valore di normale correntezza. La richiesta del Carrozziere è inferiore ad una normale valutazione anche se si usa  il  costo  orario  riservato  alla SOC.NLTe lo sconto sui ricambi a cui  la  SOC.NLT ha  diritto  viene girato alla Compagnia.  Se si usa invece il  costo   orario   medio dettato dall’’ANIA per   una Carrozzeria  come  quella  che  ha fatturato (che è una 3° S secondo il  parametro  ANIA)  di  28,28  €/h per MILANO dove l’auto è stata riparata, e se lo sconto fatto alla SOC.NLT sui ricambi viene acquisito giustamente dalla SOC.NLT l’offerta fatta è insufficiente. Un’offerta accettabile in questa situazione è di almeno    2.814,00    €.

In    via Giudiziale la cifra di risarcimento al quale SOC.NLT ha diritto è molto superiore alla cifra richiesta. In questo caso la manodopera sarebbe da considerare almeno a 36  €/h  e bisognerebbe  aggiungere tutte le voci accessorie, come sopra ampiamente esposto.

 

Corso: I veicoli elettrici e ibridi

Coming Soon in programma a breve hashtagGeneraliJeniotAcademy per i periti e i tecnici per informazioni ed iscrizioni info@generalicar.com “Generali Jeniot Academy: imparare è un’esperienza, tutto il resto è informazione”

Sara Assicurazioni riduce il costo dell’RCA per i veicoli dotati del sistema anticollisione retrofit Mobileye

Esclusivi vantaggi tariffari (20% di sconto) sull’assicurazione RC Auto saranno riconosciuti da Sara Assicurazioni a chi possiede veicoli privati o aziendali dotati dei più efficaci e innovativi sistemi di sicurezza Mobileye.
Sara Assicurazioni, Assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, è da sempre particolarmente sensibile al tema della sicurezza stradale. Questa iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza dei sistemi ADAS installati sul veicolo, premiando con un sostanzioso risparmio sul costo della polizza chi sceglie di avvalersene pur non avendo un’auto nuova. In caso di incidente, questi sistemi posso davvero fare la differenza a vantaggio del guidatore, dei passeggeri del veicolo e anche degli utenti stradali più vulnerabili (pedoni e ciclisti).
Mobileye è un dispositivo aftermarket che, installato sulle autovetture, consente di rilevare ben 6 diversi tipi di comportamenti pericolosi legati alla guida. Mobileye, attraverso un semplice allarme sonoro e video al verificarsi dell’evento critico, riesce ad allertare il guidatore con un anticipo fino a 2.7 secondi rispetto al possibile impatto, dandogli la possibilità di rimediare o attenuare le conseguenze dell’evento.
Secondo una recente ricerca, 8 incidenti su 10 sono infatti causati da episodi di distrazione della durata di soli 3 secondi. Un importante studio internazionale in ambito assicurativo ha dimostrato che grazie ai sistemi ADAS è possibile ridurre o mitigare gli effetti del 75% circa degli eventi di distrazione che sono causa di incidente stradale.
Queste le principali funzioni dei sistemi ADAS (Advance Driver Assistance Systems, in italiano sistemi di assistenza avanzata alla guida) Mobileye: Avviso di collisione frontale, avviso di collisione con pedone o ciclista, cambio involontario di corsia, avviso di ridotta distanza di sicurezza, segnalazione sul display del limite di velocità, controllo automatico fari abbaglianti.
E’ noto che il parco veicoli in Italia è tra i più vecchi d’Europa. Il sistema anticollisione Mobileye, oggetto dell’accordo con SARA Assicurazioni rende tutte le auto più “intelligenti” e più sicure, anche quelle non di ultima generazione, garantendo l’adozione di tecnologie di intelligenza artificiale su veicoli di ogni età, perfino quelli storici.
“La sicurezza stradale è sempre stato per noi tema particolarmente importante – ha commentato Alberto Tosti, Direttore Generale di Sara Assicurazioni, per questo abbiamo deciso di premiare gli automobilisti che scelgono di dotare la propria vettura dei sistemi di sicurezza più avanzati tecnologicamente con uno sconto del 20% sul premio dell’assicurazione RCA. Questi strumenti possono realmente contribuire a ridurre gli incidenti stradali e a migliorare la sicurezza sulle strade.”

AUTO: MODESTO SPRINT IN DICEMBRE (+1,96%), MA BILANCIO 2018 IN ROSSO (-3,11%)

Ombra cupa sul 2019 dell’auto da congiuntura e manovra del Governo

Dopo tre mesi in calo il mercato italiano delle autovetture tenta in dicembre un modesto sprint, che non modifica però il risultato complessivo del 2018. In dicembre le immatricolazioni sono cresciute dell’1,96% sullo stesso mese dell’anno scorso, ma il bilancio dell’intero 2018 chiude a quota 1.910.025 immatricolazioni contro il 1.971.345 del 2017 e quindi con un calo del 3,11%. Quello sul mercato automobilistico è il primo dato sull’economia italiana nell’intero 2018 che viene reso noto e – secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – non è un dato di buon auspicio. Nel 2018 si è interrotta la robusta ripresa della domanda di autovetture dopo il drastico calo che aveva portato le immatricolazioni nel 2013 a quota 1.304.648, cioè al di sotto del 47,7% rispetto al livello ante-crisi (2007). Da questo minimo assoluto, dopo un fase di stabilizzazione nel 2014, è iniziata una robusta ripresa con tassi di crescita del 16% nel 2015 e nel 2016 e dell’8% nel 2017. Nel 2018 il recupero si è interrotto nonostante che fosse ancora ben lontano il livello fisiologico delle immatricolazioni per un Paese che dispone di un parco circolante di autovetture di 39 milioni di unità ed ha quindi una forte domanda di sostituzione.

La battuta d’arresto del 2018 è dovuta a diverse cause: in particolare al fatto che alcune case auto hanno rallentato nella pratica dei chilometri zero, all’introduzione dal 1° settembre del nuovo sistema europeo di omologazione WLTP ed anche, e soprattutto, al progressivo rallentamento dell’economia italiana. La crescita del Pil, che nell’ultimo trimestre del 2016 e nel primo del 2017 aveva fatto registrare incrementi congiunturali dello 0,5%, si è progressivamente ridotta fino a portare ad un calo dello 0,1% nel terzo trimestre 2018. La frenata dell’economia italiana è dunque particolarmente evidente ed è molto probabile che anche nel quarto trimestre 2018 il Pil abbia fatto registrare un ulteriore calo. Se così fosse, vi sarebbero state due variazioni congiunturali negative consecutive che, secondo le convenzioni degli economisti, segnano l’entrata di un sistema economico in recessione.

La situazione dell’economia getta un’ombra cupa sulle prospettive del mercato automobilistico italiano. A ciò si aggiunge che anche altri elementi inducono a valutare con grande cautela l’andamento della domanda di automobili nel 2019. Dall’inchiesta congiunturale mensile di dicembre del Centro Studi Promotor emerge che soltanto l’11% degli operatori auto interpellati si attende una crescita della domanda, mentre il 52% ipotizza stabilità e ben il 37% si attende una frenata delle immatricolazioni. Occorre poi considerare l’effetto dei provvedimenti sull’automobile introdotti dal Governo con la Legge di Bilancio recentemente approvata, provvedimenti che prevedono, come è noto, bonus per l’acquisto di vetture ecologiche e penalizzazioni per l’acquisto di altre vetture con emissioni di CO2 medio-alte o alte. Secondo il Centro Studi Promotor il saldo tra maggiori acquisti di vetture ecologiche e i minori acquisti di altre vetture dovrebbe essere negativo di 100.000 unità.

La nostra intervista a Grégoire Chové

 Fondata nel 1989, Arval è la società specializzata nel noleggio di flotte aziendali internamente di proprietà della BNP Paribas, banca europea attiva in 74 Paesi con oltre 192 mila dipendenti. Arval, invece, opera in 29 nazioni grazie a 6.500 collaboratori, per una flotta totale a noleggio che supera 1,1 milioni di veicoli nel mondo; fa anche parte di Element-Arval Global Alliance, alleanza strategica nel settore del noleggio e delle flotte con 3 milioni di veicoli in 50 Paesi. Ecco la nostra intervista a Grégoire Chové, direttore generale di Arval Italia.

Che bilancio del 2018 potete tracciare per la vostra azienda?
Dopo la crescita a doppia cifra della nostra flotta registrata nel 2017, anche quest’anno confidiamo in un bilancio positivo che ci porterà a chiudere con 200.000 veicoli in flotta. Soprattutto, il 2018 ha visto concretizzarsi ulteriormente la strategia, avviata già un paio di anni fa, di progressiva diversificazione del nostro business e del nostro target sul mercato. Abbiamo, infatti, definitivamente approcciato i clienti privati con un prodotto di noleggio a lungo termine dedicato e lanciato su Arval for me un portale con il quale è possibile ottenere preventivi e prenotare un intervento di manutenzione o assistenza per il proprio veicolo privato in uno dei centri di riparazione convenzionati con Arval, mettendo così a disposizione di tutte le persone con auto di proprietà la nostra ventennale esperienza nel mercato dell’auto e in quello della riparazione, affidandoci alle strutture del network su cui tanto è stato investito negli ultimi anni. Abbiamo portato avanti tutti i nuovi progetti all’insegna della qualità, pilastro dell’intera offerta Arval, e iniziato a proporre servizi aggiuntivi, come le Officine mobili, con l’obiettivo di garantire la massima vicinanza al cliente con servizi ad alto valore aggiunto.

Registrate una crescita della domanda da parte dei privati?
L’interesse è sempre crescente e, per rispondere nel modo più adatto alla richiesta, ci siamo presi del tempo per studiare il mercato, che ha logiche e dinamiche diverse da quelle del segmento business. Questo ci ha portato a costruire un prodotto studiato specificamente per le necessità del cliente privato e caratterizzato da un’offerta semplice e completa, pensata proprio per chi si avvicina per la prima volta al mondo del noleggio. Ci rivolgiamo ai consumatori privati, ma anche a tutti i collaboratori delle nostre aziende clienti che, solo in minima parte, sono assegnatari di un’auto aziendale. Grazie ad Arval For Employee, offriamo a condizioni vantaggiose a tutti i collaboratori delle nostre aziende clienti i nostri servizi e prodotti, tra cui ovviamente il noleggio a lungo termine e Arval For Me.

Quali sono i servizi più richiesti? E quali, invece, sembrano in calo?
Partendo dal presupposto che il vantaggio di sottoscrivere un contratto di noleggio a lungo termine è proprio la possibilità di usufruire di tutti i servizi inclusi nel canone, quelli più richiesti e apprezzati sono la manutenzione, l’assicurazione e i pneumatici. Non registriamo un calo di nessun servizio; piuttosto, il noleggio si sta sempre più consolidando, non solo per la disponibilità dei veicoli, ma come soluzione che include le principali prestazioni legate alla gestione dell’auto. E in virtù di un ruolo sempre più strategico assunto dai fleet manager (secondo i risultati dell’edizione 2018 del Barometro delle flotte aziendali, la consueta indagine europea condotta dal Corporate vehicle observatory Arval, aumenta il numero di persone dedicate alla gestione della flotta ed evolve il loro ruolo), registriamo un incremento del ricorso ai servizi di outsourcing, che permette loro di liberarsi dalle attività più operative legate alla gestione della flotta per concentrarsi sull’analisi e sulle possibilità di ottimizzazione della stessa, possibile grazie ai dati forniti dalle soluzioni di telematica, anche queste sempre più richieste dalle aziende.  

È cresciuta la richiesta di sistemi automatici di ausilio alla guida (Adas)?
L’apprezzamento da parte degli automobilisti e l’utilità dei sistemi di ausilio alla guida soprattutto per la sicurezza dei driver hanno portato a una loro sempre maggiore diffusione. Più che parlare di accresciuta richiesta, possiamo dire che è aumentata l’offerta da parte delle case auto, che hanno integrato questi accessori nell’ambito di un sempre maggior numero di allestimenti.

La richiesta del diesel è ancora alta? E quella di auto ad alimentazione alternativa (ibride, elettriche) è in crescita? Se sì, in quale misura?
Sicuramente una delle sfide che dovremo affrontare nel prossimo periodo è la transizione energetica delle flotte, che non significa l’abbandono della motorizzazione diesel. Il nostro ruolo, infatti, è quello di supportare i clienti nella scelta delle alimentazioni più adatte in relazione al business delle aziende e agli obiettivi di sostenibilità da queste stabiliti. Per farlo, abbiamo lanciato una nuova metodologia, l’approccio SMaRT (Sustainable Mobility and Responsibility Targets), che prevede un percorso evolutivo suddiviso in cinque fasi: la definizione degli obiettivi di mobilità e di flotta, l’analisi della flotta stessa sulla base di indicatori di prestazione orientati alla corporate social responsibility, l’individuazione dell’alimentazione più idonea per ogni tipologia di driver e, quindi, lo studio delle diverse opzioni di mobilità funzionali al cliente e la misurazione degli obiettivi raggiunti. E, per supportare concretamente i clienti, abbiamo sottoscritto delle partnership con alcuni dei principali provider di energia in Italia, così da offrire un prodotto di mobilità elettrica che, oltre al veicolo, comprenda anche l’installazione delle colonnine di ricarica e la fornitura di energia elettrica. 

Quanto incide la maggiore o minore rivendibilità di un modello (insieme alla sua diffusione o la scelta di versioni o allestimenti particolari) sui canoni di noleggio?
Ovviamente nella definizione di un canone di noleggio si tiene conto anche della rivendibilità dello stesso una volta terminato il periodo di noleggio del veicolo. La maggior rivendibilità del modello influisce sul canone di noleggio, riducendolo.

Proponete ai vostri clienti anche il noleggio di usato, soprattutto se proveniente dalla fine di vostri noleggi precedenti?
Per quanto concerne i nostri veicoli usati, abbiamo scelto di seguire una diversa strategia. Nel corso nel 2018, abbiamo rinforzato i nostri mezzi tradizionali di rivendita puntando, al contempo, allo sviluppo di nuovi canali, dedicati in particolare alla clientela privata. Siamo convinti che, così come sta accadendo in tutti i settori, anche per l’acquisto di veicoli usati sarà sempre più frequente il ricorso ai canali di e-commerce. Per questo, il nostro obiettivo è stato quello di accorciare la catena di vendita verso i privati: lo abbiamo fatto grazie alla partnership con Brumbrum, il primo rivenditore diretto di auto online in Italia che offrirà ai propri utenti veicoli selezionati con rigorosi criteri di certificazione: nessun sinistro, manutenzione regolare, chilometraggio certificato, unico proprietario e fino a 3 anni di garanzia. Questo garantirà ai clienti una proposta che coniuga comodità, qualità, convenienza e trasparenza, con l’obiettivo di ottenere la completa e totale fiducia del consumatore nel processo di acquisto di un’auto che parte e si risolve interamente ed esclusivamente online.

Dieci anni dopo la grande crisi del 2008, si è invertita la tendenza al downsizing e downgrading dei modelli scelti dalle aziende clienti?
Notiamo in realtà un’evoluzione nell’offerta dei costruttori che, grazie alle nuove tecnologie, stanno sviluppando motorizzazioni con cilindrate inferiori, ma con valori di potenza e coppia confrontabili, se non addirittura superiori, alla generazione precedente. Si tratta quindi di soluzioni che consentono prestazioni ottimali garantendo al contempo un minore consumo di carburante. A ciò, si deve aggiungere la crescente attenzione delle aziende ai temi della sostenibilità, che spinge le aziende a ridefinire la loro car policy tenendo conto delle emissioni e dei consumi dei veicoli. 

Proponete ai clienti anche formule di noleggio a medio termine?
Il noleggio a medio termine è un prodotto ormai consolidato nell’offerta di Arval. Abbiamo lanciato Arval Mid Term, il noleggio da uno a 24 mesi, ormai più di due anni fa e abbiamo registrato una crescita progressiva e costante che ci farà chiudere l’anno con quasi 5.000 veicoli con contratti a medio termine. Arval Mid Term si posiziona come una soluzione complementare al noleggio a lungo termine, pensata per offrire alle aziende una mobilità completa e flessibile anche quando il bisogno è temporaneo: ad esempio, per personale ad interim coinvolto in progetti stagionali o picchi di lavoro, per periodi di prova di nuovi dipendenti o per le esigenze di un’attività in start-up, per trasferte personali o in attesa dei veicoli in a lungo termine.

Emilio Deleidi FONTE Quattroruote

BEI finanzia MotorK con 30 milioni di Euro

Riceviamo e pubblichiamo con piacere il comunicato dall’amico Marco Marlia, fondatore di MotorK, che qui vediamo (a sinistra) con un funzionario della Banca Europea degli Investimenti che ha erogato alla sua azienda un finanziamento multimilionario.

A lui i più sinceri complimenti e congratulazioni per il grande successo, chiaro riconoscimento del suo lavoro innovativo ed altamente professionale nel quale è stato pioniere agli inizi del secolo e del quale ora può essere orgoglioso ed apprezzato a livello globale.

Milano, dicembre 2018 – MotorK (https://www.motork.io/it), la scaleup italiana che sta innovando a livello europeo l’intero comparto digitale automotive, annuncia oggi di aver ricevuto un finanziamento di 30 milioni di Euro dalla Bei, Banca europea per gli investimenti. L’istituto si è impegnato a sostenere l’attività dell’azienda, considerata realtà chiave nel panorama dell’innovazione del Paese, oltre che punto di riferimento per le imprese automobilistiche operanti in Europa.

Il finanziamento della Banca europea per gli investimenti è rivolto in primis alle attività della sede italiana di MotorK e sarà destinato alle attività di Ricerca e Sviluppo: l’azienda, che attualmente tra gli uffici di Milano Agrigento ha già sviluppato uno dei dipartimenti R&D più grandi in Italia, con circa 100 componenti, punta a rafforzare lo staff e ad accrescere l’offerta tecnologica per i suoi partner, tra i quali case produttrici, dealer e altri operatori del settore auto.

Il contratto di finanziamento è legato a doppio filo al progetto di crescita tecnologica: i 30 milioni rappresentano un’alta percentuale della somma che MotorK è pronta ad impiegare nei prossimi cinque anni in progetti di sviluppo digitale per il mercato automotive. La scaleup ha infatti programmato di investire quasi 75 milioni di euro nella sua divisione Ricerca & Sviluppo che, in primis dall’Italia, produce innovazione per tutta l’Europa.

Fondata nel 2010, MotorK si è imposta nel mercato come partner di oltre il 90% delle case automobilistiche (continua a leggere…)

 

Mobilità sostenibile. Diesel avviato verso il declino in tutta Europa. Elettrico al 20% entro il 2025

“Auto elettrica e autonoma. La grande scommessa dell’industria dell’automobile”. Lo Studio 2018 di AlixPartners presentato alla filiera della mobilità in occasione di #FORUMAutoMotive.

Mobilità sostenibile. Diesel avviato verso il declino in tutta Europa. Elettrico al 20% entro il 2025
Mobilità sostenibile. Diesel avviato verso il declino in tutta Europa. Elettrico al 20% entro il 2025
Mobilità sostenibile. Diesel avviato verso il declino in tutta Europa. Elettrico al 20% entro il 2025

“Auto elettrica e autonoma. La grande scommessa dell’industria dell’automobile”. Lo Studio 2018 di AlixPartners presentato alla filiera della mobilità in occasione di #FORUMAutoMotive.

  • Diesel avviato verso il declino in tutta Europa. In Italia discesa più lenta.
  • Le immatricolazioni di veicoli elettrici toccheranno quota 20% entro il 2025.
  • Automobilisti poco interessati alla guida autonoma.

Il declino delle motorizzazioni tradizionali e, in particolare del diesel, è iniziato in tutta Europa. Entro il 2030 il gasolio rappresenterà una soluzione residuale riservata solo a elevati chilometraggi e a grandi veicoli premium. Nonostante l’attuale gap infrastrutturale (solo 424.000 i punti di ricarica pubblici in tutto il Vecchio Continente), le immatricolazioni di veicoli elettrici raggiungeranno quota 20% entro il 2025, anche sull’onda dei cospicui investimenti delle Case automobilistiche (255 miliardi di dollari nei prossimi 8 anni e oltre 200 nuovi modelli in rampa di lancio nei prossimi 3 anni), alle prese anche con la sfida dei veicoli a guida autonoma e con la diffidenza dei consumatori: il 57% si dichiara non interessato all’acquisto degli autonomous vehicle e, comunque, è disponibile a pagare solo 2.000 dei 21.000 dollari necessari per mettere le mani su un’auto autonoma di livello 4 (alta automazione).

Sono questi i principali trend emersi dall’analisi della società globale di consulenza aziendale AlixPartners dal titolo “Auto elettrica e autonoma. La grande scommessa dell’industria dell’automobile”, illustrata da Giacomo Mori, Managing Director, nel corso della tradizionale tavola rotonda con la filiera della mobilità organizzata alla vigilia di #FORUMAutoMotive, il movimento di opinione sui temi legati alla mobilità a motore promosso dal giornalista Pierluigi Bonora. 

L’analisi parte dalla fotografia dei principali trend in atto nel mercato automotive mondiale e dalla previsione delle sue linee di sviluppo: di qui al 2025 il mercato globale crescerà del 2,2% annuo, sotto la forte spinta della Cina (4% di crescita annuale e 10 milioni di veicoli in più tra il 2017 e il 2025) e con il sostegno più contenuto dell’Europa (+1,6% annuo), a sua volta trainata dallo sviluppo dei Paesi dell’Est. Protagonista dei prossimi anni di crescita sarà l’evoluzione verso l’elettrificazione e la guida autonoma.

La svolta storica delle motorizzazioni.
Nel 2025 la penetrazione di veicoli elettrici e ibridi plug-in raggiungerà il 20%, sottraendo quote di mercato alle alimentazioni tradizionali a benzinae soprattutto diesel. La svolta verso alimentazioni alternative riguarderà non solo le vetture, ma anche i veicoli commerciali leggeri e pesanti, per i quali le alimentazioni a gas, gas e diesel (su cui l’Italia ha una posizione di leadership tecnologica) ed elettriche a fuel cell arriveranno al 10% già nel 2025. 

Primi segnali del declino delle motorizzazioni tradizionali appaiono già evidenti in Europa, dove tra il 2015 e il 2017 la market share del diesel è scesa dal 52% al 45%, con la sola Italia che ha visto crescere questa motorizzazione del 2%; nei primi 9 mesi del 2018 la contrazione delle vendite di vetture diesel si è palesata anche nel nostro Paese (dal 56% al 48% del mercato). A beneficiarne sono stati i modelli a benzina (+7 punti percentuali di quota) e, seppure in valori assoluti ancora non rilevanti, le ibride plug-in e le elettriche (+105% rispetto al 2017).

Le strategie delle Case sull’elettrico (investimenti per 255 miliardi di dollari): 200 nuovi modelli nei prossimi 3 anni. Il cronico ritardo infrastrutturale.
Anche sull’onda delle recenti, ma sempre più diffuse in tutto il Continente, limitazioni alla circolazione dei veicoli a gasolio, le Case costruttrici stanno riducendo la produzione e gli investimenti sui modelli diesel che entro il 2030 rappresenteranno una soluzione residuale riservata a elevati chilometraggi e a grandi veicoli premium in grado di assorbire costi aggiuntivi di tecnologie di post-trattamento. 

Per gestire l’elettrificazione del settore, l’industria automobilistica sarà costretta a investire 255 miliardi di dollari nei prossimi 8 anni in tutto il mondo, 10 volte in più di quanto non abbia fatto negli ultimi 8 anni, con il mercato cinese che ne riceverà direttamente 50 miliardi. I costruttori globali dovranno contribuire per il 72% a questi investimenti e questo comprimerà i margini di profitto.

Le vendite delle EV (zero emissioni) a livello globale passeranno necessariamente dalla diffusione di adeguate infrastrutture di ricarica, che oggi, a causa di una crescita lenta e a macchia di leopardo in Europa, ne sta ritardando l’avvento: al mondo sono 424.000 i punti di ricarica pubblici (132.000 in Europa e 214.000 in Cina). Lo sviluppo delle infrastrutture in Europa richiederà capitali privati, che a loro volta richiederanno ritorni sugli investimenti, e la necessità di un maggiore utilizzo delle colonnine di ricarica già esistenti, per evitare l’aumento del prezzo dell’energia alla colonnina, che renderebbe poco competitivo l’elettrico. 

Nonostante queste sfide, i costruttori hanno annunciato una massiccia campagna di nuovi lanci di vetture elettriche e ibride plug in: più di 200 nei prossimi 3 anni, in buona parte provenienti dai costruttori cinesi (circa 1 lancio su 3). 

Gli effetti perversi del declino del diesel. La soluzione gas.
La generalizzata riduzione della quota dei veicoli diesel (strutturalmente più efficiente del motore a benzina), accompagnata dalle nuove procedure di test post “Dieselgate” e allo spostamento delle preferenze dei consumatori verso i Suv, rende oggi difficilmente raggiungibile l’obiettivo di limitare le emissioni di CO2 a 95 gr/km entro il 2021; soprattutto se si pensa che lo scorso anno i livelli medi di emissioni sono addirittura aumentati di 0,3 gr/Km. Oggi, quindi per raggiungere l’ambizioso obiettivo fissato per i prossimi 3 anni, i veicoli Ue dovrebbero registrare ogni anno una contrazione del 4,6% di queste emissioni.

In questo contesto, in attesa che l’elettrico diventi un’alternativa solida e concreta, il gas rappresenta una soluzione che garantisce un miglioramento delle emissioni di CO2 attraverso una tecnologia disponibile ed economica, che richiede minori investimenti infrastrutturali. L’Italia, pur in ritardo sull’elettrificazione, è leader nelle infrastrutture e nella tecnologia del gas.

Le incognite sulla guida autonoma.
L’analisi di AlixPartners evidenzia come il secondo fronte di sviluppo strategico per il mercato è rappresentato dalla guida autonoma, che richiederà anch’essa crescenti investimenti (56 miliardi di euro già spesi nel 2018, erano 36 nel 2016) non solo da parte dei costruttori, ma anche dei player tecnologici che vorranno giocare un ruolo importante nell’industria. Oggi la sfida sta soprattutto nell’accettazione del cliente e nella sua propensione a spendere: il 57% dei consumatori, infatti, non acquisterebbe un veicolo a guida autonoma se fosse disponibile oggi.

Il consumatore è oggi disponibile a pagare solo 2.000 dei 21.000 dollari necessari per mettere le mani su un’auto autonoma di livello 4 e questo evidenzia come i sistemi di produzione previsti dovranno ridurre i costi dell’80-90% prima di incontrare in maniera significativa la domanda.

“L’insulsa e indiscriminata guerra al diesel ha portato, come primo risultato tangibile, all’aumento delle emissioni di anidride carbonica” evidenzia Pierluigi Bonora – Promotore di #FORUMAutoMotive, “ed è particolarmente grave che gli stessi accusatori, alla luce di quanto sta accadendo, non dicano una parola. Insomma, si combatte chi, grazie ai progressi fatti in questi anni, può contribuire invece a risolvere i problemi. C’è ancora troppa demagogia all’interno dei centri di poteri, legata a doppio filo con gli immancabili business, in questo caso di matrice green. E persiste tanta ignoranza tra chi è preposto, ahinoi, a decidere su quale tecnologia sia necessario puntare, entrando a gamba tessa sulle strategie dei gruppi del settore. Intanto, anche le Case automobilistiche cominciano ad avvertire i primi malesseri dovuti ai nuovi pesanti investimenti richiesti. A rischio, in proposito, è il raggiungimento degli obiettivi finanziari. Ma anche l’occupazione vede addensarsi le nubi all’orizzonte. La puntuale analisi degli amici di AlixPartners, che ci seguono da tanti anni e che ringrazio, delinea lo stato dell’arte della situazione. E fa riflettere”.

“La transizione verso l’elettrificazione è ormai una tappa obbligatoria, dati gli obiettivi a lungo termine per la riduzione di CO2” afferma Giacomo Mori, managing director di AlixPartners, che sottolinea “la velocità del passaggio deve però essere gestita con attenzione dalle istituzioni centrali della UE, per garantire il graduale adeguamento di capacità produttiva e di competenze della filiera automotive alle nuove tecnologie dell’elettrico’.

“Non bisogna neanche sottovalutare i problemi in termini di costo che possono rallentare il processo di elettrificazione del settore, come quelli legati alla disponibilità delle materie prime per le batterie o la carenza di infrastrutture per la ricarica” aggiunge Dario Duse, managing director di AlixPartners che conclude “Il gas naturale compresso (CNG) è una potenziale tecnologia ponte da sfruttare anche per una transizione graduale verso l’elettrificazione, in particolare in Italia, dove le infrastrutture sono già sviluppate”.

FONTE

Alla ricerca disperata della stima e delle verità perdute.

Blog di Luigi Mercurio

1. Foto Perito_JonesL’informazione è la strada maestra per giungere alla  verità.

Ma per essere realmente informati, acriticamente edotti, e correttamente accompagnati lungo il percorso che conduce alla conoscenza è necessario analizzare tante notizie contrastanti.

Notizie che sembrano andare in direzioni differenti e possono, al contrario di quel che vorremmo, creare maggior confusione…o annebbiare la vista.

Ecco un esempio.

Da una parte l’annunciata nascita di una joint venture, chiamata “LC Servizi S.r.l.” che si pone l’obiettivo di creare una rete di centri tecnici per la stima dei danni e la gestione dei sinistri per conto di compagnie assicurative e flotte di noleggio.

Tra i servizi si parla della gestione delle perizie da remoto, la cosiddetta “Videoperizia”, e “Info Sinistri”.

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