Noleggio a lungo termine, scende in campo Rent2Go

Banca Popolare di Sondrio, Gruppo Autotorino e Gruppo Barchetti hanno dato vita alla joint venture

Autotorino

Plinio Vanini, A.D. di Autorino

  Banca Popolare di Sondrio, Gruppo Autotorino e Gruppo Barchetti hanno dato vita alla joint venture Rent2Go Srl con l’obiettivo di entrare nel mercato italiano del noleggio auto a lungo termine. Il capitale sociale è suddiviso in parti uguali fra i tre soci, che hanno complessivamente versato mezzi propri per 5,4 milioni di euro. Rent2Go potrà contare sin da subito, su una rete territoriale di oltre 550 sportelli nelle regioni del nord Italia e a Roma e dintorni: 37 concessionari di Autotorino, 24 del gruppo Barchetti e 500 sportelli di Banca Popolare di Sondrio. L’ambizione è quella di raggiungere entro il 2025 una flotta aziendale di almeno 8.000 autovetture noleggiate a professionisti, aziende di medio-piccole dimensioni e privati.

Il cliente soddisfatto

Rent2Go farà del servizio al cliente finale il proprio fattore distintivo mettendo a fattor comune il know-how industriale di due dei maggiori concessionari auto italiani, Gruppo Autotorino e Gruppo Barchetti, e facendo leva sul supporto strategico e finanziario di Banca Popolare di Sondrio. «Siamo lieti di avviare – insieme a due prestigiosi e consolidati partner industriali – Rent2Go, società che ambisce ad acquisire una posizione rilevante nel mercato del renting» ha detto Mario Alberto Pedranzini, consigliere delegato di Banca Popolare di Sondrio. «Si tratta di una nuova modalità di fruizione di un bene di largo consumo come l’autovettura, già diffusa tra i possessori di partita IVA e che ci attendiamo possa trovare in breve tempo il gradimento anche da parte dei privati».

Competitività

«Con Rent2Go – continua Pedranzini – Banca Popolare di Sondrio si prefigge di diversificare il proprio core business, in coerenza con l’evoluzione dei bisogni della clientela, attraverso lo sviluppo di sinergie con partner primari, ampliando l’offerta con servizi innovativi. Qualità e competenza professionale costituiscono gli elementi basilari dell’iniziativa a favore di una clientela allargata, sempre con l’obiettivo di supportare la crescita economica dei territori serviti e migliorare la competitività delle nostre aziende. La partecipazione nel capitale di rischio di Rent2Go attesta il convincimento della banca nella bontà del progetto. La società si prefigge di poter essere operativa dal prossimo mese di luglio».

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AUTO, INDAGINE: NOLEGGIO A LUNGO TERMINE PIACE ALLA META’ DEGLI ACQUIRENTI ITALIANI

  LUCA MONTAGNER (QUINTEGIA): CRESCITA BOOM, FORMULA RIFLETTE NUOVO APPROCCIO ALL’AUTO.

In attesa degli sviluppi dell’elettrico, il vero driver del mercato delle quattro ruote si chiama noleggio a lungo termine (Ntl). Con la metà degli italiani attratti da un canale che da aziendale si sta orientando anche verso il segmento dei privati. Dato questo che sale addirittura al 70% per chi è in procinto di cambiare l’auto entro un anno. A dirlo, un estratto dell’indagine sul nuovo feeling tra gli italiani e l’auto realizzata da Quintegia su un campione nazionale (circa 1.400 i responsabili di acquisto intervistati), che sarà presentata a Veronafiere nel corso del prossimo Automotive Dealer Day (15-17 maggio). Nel complesso, l’all-inclusive legato all’auto (+23% le immatricolazioni Ntl ad aprile) sarà preso in considerazione al momento dell’acquisto dal 50% del campione, mentre una quota rilevante (44%) non ne esclude l’ipotesi ma ha bisogno di maggiori informazioni e solo il 6% è contrario. In generale, l’identikit del consumatore interessato alla nuova formula alternativa all’acquisto tradizionale di auto con un unico canone mensile in cui sono compresi bollo, assicurazione, manutenzioni e riparazioni, è prevalentemente giovane, maschio, prevede un breve ciclo di vita dell’auto, richiede auto premium e percorre più di 50 km al giorno. Per il partner Quintegia, Luca Montagner: “La nuova forma di ‘possesso soft’, che in termini di mercato è cresciuta in 4 anni del 93%, è per la survey lo specchio di un neo-pragmatismo degli italiani rispetto all’auto, dove il vero lusso si chiama praticità. E sebbene la market share di questo canale di vendita sia lievitata in breve tempo a quasi il 15%, sono ancora ampi i margini di crescita: la sua evoluzione, allo studio di molte case, prevede un’elasticità ancora maggiore di chi privilegia il mezzo al possesso, con la possibilità – compresa nel prezzo – di cambiare auto di volta in volta a seconda delle occasioni”. Per 2 utenti su 3 tra i privati interessati al nuovo approccio, è la semplificazione nel processo di acquisizione (‘tutto compreso, non devo pensare a niente’) il vero plus, prima ancora del vantaggio finanziario di programmare un costo fisso mensile (55%). Ma anche flessibilità (‘possibilità di cambiare l’auto facilmente’) e comodità (‘assistenza, servizi inclusi’) sono sostantivi determinanti rispettivamente per il 44% e il 35% del campione. Tra i freni, oltre alla ‘non conoscenza’ (40%), quelli del costo (‘alla fine andrei a spendere di più’) per il 38%, al concetto di possesso ‘ci tengo che l’auto sia mia’ (33%) e alla durata della proprietà (‘tengo l’auto per un periodo molto lungo’). All’Automotive Dealer Day, il forum di riferimento per il settore automotive in Europa, sotto la lente le dinamiche relative a un settore più fluido che mai, con circa 60 eventi previsti nel corso della 3 giorni e con la presentazione di indagine e ricerca sul settore. Non ultimi la conferenza stampa Unrae dedicata al futuro della mobilità e i focus Quintegia sulle aspettative degli italiani rispetto auto del futuro: connessa, condivisa ed elettrica. L’indagine è stata condotta su un campione stratificato per genere e classi di età, area geografica di provenienza, categoria di marca di auto utilizzate. Il target è quello dei responsabili acquisto auto di età compresa tra 25-65 anni che hanno acquistato un’auto nuova o km 0 presso un concessionario negli ultimi 8 anni. 

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http://www.quintegia.it

#RcAuto: L’Assistenza Stragiudiziale ha natura di danno emergente anche nei 30 giorni

Blog di Luigi Mercurio

Riceviamo dal CUPSIT e con piacere pubblichiamo il segue articolo:

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Il Tribunale di Torino in una recente decisione, (Sentenza n. 2096 del 3 maggio 2018) ha confermato che il rimborso delle spese di assistenza stragiudiziale va classificato come danno emergente, danno che si individua nel costo sostenuto per l’attività svolta da un patrocinatore in fase pre-contenziosa.
Secondo i giudici, nell’ambito della responsabilità civile derivate dalla circolazione dei veicoli a motore, il danneggiato ha diritto a farsi assistere da un patrocinatore di sua fiducia.

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Una tavola rotonda per la libera concorrenza in un libero mercato

Blog di Luigi Mercurio

Riceviamo dal #CUPSIT e di seguito pubblichiamo:

Expo

Roma, 11 Maggio 2018 – Auditorium Parco della Musica. Manca poco più di una settimana all’incontro spartiacque che vedrà a confronto per la prima volta le associazioni dei consumatori, quelle dei riparatori, delle vittime della strada, ed ancora i patrocinatori, gli avvocati, i periti e gli agenti, nonché gli organi di controllo come l’IVASS.

Dialogheranno insieme presso l’auditorium Parco della Musica, sul futuro della RC AUTO, alla luce della Legge Concorrenza, che prevede linee guida per le riparazioni a regola d’arte.

L’incontro, inoltre, prevede un confronto di apertura con tutti gli operatori del settore, per estrarre indicatori deontologici, procedurali e tecnici di utilità per identificare il miglior rapporto prezzo/qualità dei prodotti assicurativi, i migliori requisiti per la scelta di un professionista, dell’agente, del tecnico.

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BOLLETTINO SEMESTRALE DI RICHIAMO DEI VEICOLI DIFETTOSI

Ogni sei mesi è reso pubblico il  “Bollettino semestrale di richiamo dei veicoli difettosi” che il Ministero dei Trasporti stampa semestralmente in applicazione degli accordi relativi alle norme di autodisciplina sui difetti degli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori.

In base a tali accordi, i costruttori e concessionari di autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori comunicano al Dipartimento dei trasporti terrestri la notizia dell’avvio di “campagne di richiamo” dei veicoli per i quali siano stati accertati difetti di sicurezza tali – per rilevanza e per il numero delle unità coinvolte – da comportare la necessità di una verifica di stato d’uso e di eventuali interventi di ripristino; si sono inoltre obbligati a rendere noto, trimestralmente e sino al completamento di ogni campagna di richiamo, il tasso di risposta dell’Utenza.

Nel sito INTERNET www.mit.gov.it del Dipartimento vengono di volta in volta pubblicate le schede delle singole campagne, contenenti più dettagliate informazioni, alla cui consultazione si rinvia: avendo l’elencazione carattere meramente riassuntivo e sintetico.

Ogni pubblicazione del BOLLETTINO riporta le precedenti segnalazioni per cui è sufficiente consultare l’ultima che al momento è il 34.

Interessante anche l’albo dei richiami dello stesso Ministero dove, in collaborazione con le case automobilistiche e l’ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), pubblica all’interno di un apposito database le azioni di richiamo relative a veicoli in circolazione affetti da anomalie o difetti di costruzione che metterebbero a rischio l’incolumità dei conducenti.

È possibile raggiungere l’applicativo con il database tramite il link seguente. Per consultare l’elenco delle comunicazioni bisogna prima selezionare la casa costruttrice e, in seguito, effettuare la ricerca per modello e periodo di produzione.

http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=albric 

 

Come guidare per risparmiare carburante?

Come comportarsi al volante per risparmiare carburante: molti automobilisti pensano che osservare le norme dell’ecoguida significhi soltanto procedere più lentamente. Niente di più sbagliato. Guidare in modo più economico e sicuro vuol dire semplicemente accelerare e frenare in modo più intelligente.

È opinione comune che, per risparmiare carburante, occorra accelerare, mantenendo il numero di giri più basso possibile, evitare di scalare marcia o, peggio ancora, mettere il cambio in folle. Le vere regole d’oro dell’ecoguida, da adottare sempre, sono invece ben diverse.

LE REGOLE DA SEGUIRE AL VOLANTE PER RISPARMIARE CARBURANTE

  • Ricorrere alla massima potenza disponibile per il minor tempo possibile (per esempio, solo nelle partenze da fermo, sulle salite e nei sorpassi);
  • raggiungere la velocità desiderata più rapidamente possibile, senza spingere sui rapporti corti ed eventualmente saltando alcune marce;
  • raggiunta la velocità desiderata, utilizzare il rapporto più lungo, così da mantenere il motore in regime di coppia.

Queste indicazioni devono essere osservate soltanto se le condizioni lo consentono, senza mai compromettere la sicurezza di marcia.

LA MASSIMA POTENZA DISPONIBILE

A supporto della bontà di queste semplici regole per risparmiare carburante, ricorriamo a un esempio d’immediata comprensione. Tutti abbiamo provato a pedalare, accorgendoci che il massimo della fatica fisica, salite a parte, lo facciamo quando mettiamo in azione la bicicletta e fino a quando non raggiungiamo una velocità che richiede uno sforzo minimo per l’avanzamento.

Lo stesso vale per il motore. Raggiungendo nel più breve tempo possibile il regime di coppia (che garantisce un consumo minimo in relazione alla velocità), il motore faticherà per un intervallo minore. Questo, però, si ottiene accelerando con decisione.

All’inizio della fase di accelerazione, a un basso numero di giri corrisponde un consumo elevato. Quando il motore raggiunge una certa velocità, quella dove la coppia è massima, il consumo specifico (cioè quello diviso in grammi di combustibile diviso per la potenza erogata e il tempo di funzionamento) diventa minimo. Continuando ad accelerare oltre il regime di coppia massima, il consumo specifico s’impenna.

Sulle auto è impossibile dare un’indicazione universalmente valida del massimo rendimento del motore (con l’ottimizzazione del relativo consumo in termini di chilometri per litro di carburante). Il regime di coppia varia da motore a motore. Occorre quindi scoprirlo all’interno del libretto d’uso e manutenzione che accompagna ogni veicolo.

I VALORI

In genere, quando si è alla guida di un’auto diesel  il regime di coppia massima è compreso tra i 1.500 e i 2.000 giri/minuto, mentre per un turbobenzina si va da 2.000 a 3.000 giri/minuto e per un benzina aspirato da 3.000 a 4.000 giri/minuto.

È necessario, quindi, tenere il più possibile sotto controllo la lancetta del contagiri, in modo da mantenere il motore sempre vicino al regime di coppia massima, dove si ottiene il massimo rendimento e quindi il consumo minimo.

Fondamentale l’utilizzo del cambio, per scegliere la marcia che mantiene il motore entro il regime di funzionamento ottimale. È conveniente, quindi, passare rapidamente alla marcia superiore non appena la lancetta del contagiri segna l’avvenuto ingresso in regime di coppia (nel caso del cambio automatico, da evitare il più possibile la manovra di kick-down, che si attua singendo a fondo il pedale dell’acceleratore per ottenere l’inserimento di una marcia più bassa e una pronta ripresa).

Al contrario, se manteniamo il motore sotto il regime di coppia (ovvero sotto-coppia), la potenza disponibile si riduce. Di conseguenza, il propulsore è poco pronto, quindi poco sicuro nel caso si abbia un improvviso bisogno di potenza (per esempio, in un sorpasso).

Se, viceversa, il motore viene mantenuto sopra il regime di coppia (cioè sovra-coppia), la potenza a disposizione aumenta. Sarà quindi possibile incrementare la velocità, ma il consumo salirà. È bene ricorrere al regime di sovra-coppia solo in fase di sorpasso, quando lo spazio per compiere la manovra è ridotto.

Approfondisci su fonte: Gli altri trucchi da adottare per ridurre i consumi 

CONSAP e le associazioni di categoria contestano l’istanza di cancellazione dei Periti Assicurativi dall’Albo dei CTU pervenuta presso i Tribunali di Napoli e Napoli Nord.

Nel marzo scorso, venuti a conoscenza che, presso i due Tribunali di Napoli, si sarebbero tenute delle riunioni su alcuni aspetti legati alla Consulenza Tecnica d’Ufficio esercitata dai Periti Assicurativi, AICIS aveva chiesto udienza ai presidenti dott.ssa Elisabetta Garzo e dott. Ettore Ferrara, cui entrambi hanno dato riscontro, fissandoci un incontro.

Ieri si è svolto il primo dei programmati incontri, al quale ha partecipato, dietro esplicita richiesta di AICIS, anche CONSAP.

In tale contesto, il Comitato per la composizione dell’Albo dei CTU del Tribunale di Napoli Nord ha regolarmente ammesso le istanze di iscrizione pervenute da alcuni colleghi Periti Assicurativi e, con il Presidente Delegato, è stata chiarita e verbalizzata l’iscrivibilità del Perito Assicurativo. 

Presenti anche i rappresentanti di altre organizzazioni peritali con le quali si è verificata l’unità di intenti e di argomentazioni. A tal proposito, si ringraziano i colleghi insieme alla rappresentante CONSAP, alla quale va rivolto un particolare plauso per l’impegno profuso nel corso dell’incontro. 

FONTE: Aicis Notizie

Company Car Drive, 23 e il 24 maggio i fleet manager in pista a Monza

Torna a Monza, nelle giornate del 23 e del 24 maggio 2018Company Car Drive, l’evento B2B leader nel settore delle flotte aziendali, dedicato ai fleet e ai mobility manager e agli operatori del settore flotte (responsabili acquisti, servizi generali e risorse umane di aziende ed enti pubblici con parchi auto di medie o grandi dimensioni).

La location

L’evento, giunto alla settima edizione e organizzato da GL Events in partnership con Econometrica, offre come da tradizione la possibilità ai fleet manager di provare un’ampia gamma di auto messe a disposizione delle Case in un contesto assolutamente suggestivo e idoneo per testare le diverse possibilità di utilizzo. Le prove delle auto, infatti, si svolgeranno senza soluzione di continuità durante tutto l’arco di entrambe le giornate sullo storico circuito dell’autodromo nazionale di Monza.

L’emozione dei test drive 

Diverse sono le possibilità per testare le automobili. A disposizione dei fleet manager, infatti, vi saranno tre percorsi. Il primo, il più stimolante ed esclusivo, è ovviamente il tracciato del Gran Premio di Italia di F1 dell’Autodromo di Monza. Lungo 5,8 km, il percorso è ideale per testare la stabilità di marcia, il rollio nelle curve veloci, la silenziosità e, più in generale, la tenuta e la stabilità di un’autovettura. Il secondo percorso, denominato “City”, si sviluppa invece su un tracciato cittadino di circa 10 km sulle strade interne e circostanti il Parco di Monza e parzialmente anche lungo il perimetro esterno. Questo percorso, che ha un tempo di percorrenza compreso tra i 15 e i 20 minuti, è particolarmente indicato per chi vuole testare le vetture e i veicoli commerciali in quelle che sono – di norma – le loro abituali condizioni di utilizzo, affrontando rotonde, semafori, dossi e curve. C’è poi il terzo percorso, “Cross-Country”, che è un offroad leggeroed è aperto a tutte le tipologie di vetture. Qui è possibile testare in particolare le sospensioni, il comfort di guida e la maneggevolezza di una vettura. Per accedere gratuitamente ai test drive, i fleet manager, oltre ad essere in possesso (ovviamente) della patente di guida, dovranno solamente partecipare ad un safety briefing iniziale per ottenere tutte le informazioni necessarie in merito ai percorsi e alle misure di sicurezza.

Seminari di formazione 

Oltre alla possibilità di effettuare test drive, però, Company Car Drive si presenta anche come un’importante occasione di aggiornamento su alcune delle tematiche di maggiore attualità per il settore dell’auto aziendale. L’evento prevede infatti un fitto programma di appuntamenti tra cui spicca il seminario internazionale “Fleet European best practices and trends 2018”: un’occasione unica per i responsabili delle flotte che potranno ascoltare le testimonianze dirette di fleet manager di importanti aziende francesi, inglesi e spagnole, acquisendo anche conoscenze fondamentali sulle più avanzate tendenze in materia di gestione dei parchi auto. Il programma ufficiale dei seminari, al momento ancora in fase di definizione, sarà annunciato nelle prossime settimane sul sito www.companycardrive.com. Da qui sarà possibile effettuare anche l’iscrizione, che è totalmente gratuita per i fleet manager.

Opportunità di networking 

A Company Car Drive, inoltre, i fleet manager avranno l’opportunità di fare networking con colleghi operanti in tutte le più interessanti realtà italiane nel mondo delle flotte aziendali. Di più, i fleet manager potranno incontrare direttamente sia il personale tecnico e commerciale delle Case automobilistiche, potendo quindi effettuare confronti in prima persona tra le diverse proposte e le novità per le flotte, sia gli altri operatori di alcune importanti aziende della filiera dell’auto aziendale (società fornitrici di beni e servizi per le flotte, società di noleggio, eccetera). Company Car Drive è, in sintesi, un evento imperdibile per tutto il settore, grazie alla sua collaudata formula che “mixa” sapientemente emozioni su pista, informazione e formazione professionale.

Nel 2017 oltre 4mila test drive 

Rispetto alla prima edizione della manifestazione, andata in scena nel 2012, i numeri di Company Car Drive sono cresciuti in maniera costante. L’anno scorso, complessivamente nella due giorni, i fleet manager partecipanti sono stati circa 600. Le case auto presenti erano ben 28, mentre 8 erano le aziende di servizi e soluzioni per le flotte. I test drive effettuati nel 2017 sono stati più di 4.000, con 284 autovetture a disposizione che hanno percorso circa 24.000 chilometri.

Guarda il video dell’edizione 2017

Fleet Motor Day 2018: numeri record per la quarta edizione

Circa 700 partecipanti, dei quali quasi 300 fleet e mobility Manager, per il Fleet Motor Day 2018. L’evento annuale dedicato ai gestori delle flotte aziendali è andato in scena ieri all’autodromo di Vallelunga, a 30 km a nord di Roma, in una giornata che, nonostante alcuni isolati episodi di pioggia, ha regalato anche assaggi di una soleggiata primavera.

https://player.vimeo.com/video/264250649?app_id=122963

L’appuntamento, organizzato da Fleet Magazine, sin dalla prima edizione gode del patrocinio e della partecipazione di Aniasa e dell’Osservatorio Top Thousand.

A dare inizio alla giornata, come di consueto, sono stati gli interventi dei rispettivi neo-presidenti: Gianfranco Martorelli, che da qualche mese ha preso il posto di Riccardo Vitelli in capo all’Osservatorio delle grandi aziende, e Massimiliano Archiapatti, alla guida dell’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici di Confindustria.

Leggi Anche: le sfide che attendono Aniasa e il noleggio auto secondo Massimiliano Archiapatti, neo-presidente di Aniasa

FLEET MOTOR DAY 2018: I NUMERI DELLA QUARTA EDIZIONE

Giusto il tempo di un breve focus sulle funzionalità dei sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), che con la sicurezza alla guida hanno fatto da sfondo alla giornata, e poi sono cominciate le prove in pista.

Fleet Motor Day 2018

Cinque i percorsi nei quali i partecipanti hanno potuto cimentarsi: circuito, percorso stradale, off road light (rally) ed experience e “Guida Sicura”, dedicato ai veicoli elettrici e agli LCV.

Del tutto positivo, come dicevamo, il bilancio finale del Fleet Motor Day 2018: 285 fleet e mobility manager presenti, per un totale di circa 700 partecipanti, 31 brand automobilistici protagonisti con 8 anteprime nazionali (Jeep Cherokee, Volvo V60 e XC40, Lexus LS, Jaguar I-Pace, Ford Fiesta Active, Volvo XC40, Honda Civic diesel e Citroen C4 Cactus).

Fleet Motor Day 2018

E ancora, oltre 1.800 test drive effettuati (contro i 1.600 dello scorso anno) e oltre 140 test ADAScon prove di frenata sul bagnato. Numeri in decisa crescita rispetto alle passate edizioni, che confermano l’importanza di questo evento per i gestori delle flotte aziendali.

LA SICUREZZA AL CENTRO

Il leit motiv della quarta edizione del Fleet Motor Day 2018 è stato la sicurezza. Un tema, in verità, da tempo in cima alle priorità dei fleet manager, i quali perseguono l’obiettivo di limitare il numero di incidenti aumentando, al contempo, il comfort per i propri driver.

“Oggi registriamo una crescente attenzione da parte delle grandi aziende verso questi temi e le contromisure da mettere in campo per aumentare la sicurezza dei driver di vetture aziendali. I sistemi di guida assistita presenti su gran parte dei veicoli in flotta rappresentano per i fleet manager oggi un prezioso supporto per migliorare la consapevolezza del driver e ridurre concretamente i sinistri”.

Gianfranco Martorelli, presidente dell’Osservatorio Top Thousand

LA PAROLA AI FLEET MANAGER 

Veri e propri protagonisti, anche quest’anno, sono stati loro: i fleet e mobility manager. Oltre ad aver visionato in prima persona decine di modelli che presto potrebbero entrare a far parte delle loro car list, hanno potuto approfondire anche il discorso della sicurezza.

Tanti i sistemi di guida assistita testati a Vallelunga: dall’Adaptive Cruise Control al Traffic Sign Recognition, dall’Intelligent Speed Assist al Forward Collision Warning, dal Collision Avoidance System all’Automatic parking: parking sensor + Surround View.

Perito assicurativo Brescia, Lombardia

Adecco spa, Filiale di Brescia Office, ricerca per Studio Peritale di Brescia, un/a Perito assicurativo senior.

DESCRIZIONE DELL’ATTIVITA’:

  • sopralluoghi presso sedi edifici danneggiati
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REQUISITI: Il candidato ricercato è in possesso dei seguenti requisiti:

  • diploma di geometra
  • abilità informatiche (office, Outlook ed Excel)

SEDE: Brescia

ORARIO DI LAVORO: Full time 09:00-13:00 e 14:00-18:00

L’AZIENDA OFFRE: Inserimento diretto

Disponibilità oraria: Full Time

Mezzo di trasporto: Auto

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Cara #CONSAP ti scrivo un pò..

Blog di Luigi Mercurio

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Buongiorno.

Tempo fa mi è venuta la strana voglia di scrivere alla CONSAP (Ruolo Periti Assicurativi) per avere alcuni chiarimenti in merito al Ruolo dei Periti evidenziando alcuni aspetti problematici legati sia alla gestione degli incarichi peritali che ai parametri di affidamento degli incarichi peritali.

Per chi non la conoscesse, Consap detiene il ruolo dei Periti Assicurativi abilitati a svolgere, in proprio, l’attività professionale volta all’accertamento e alla stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore o dei natanti soggetti alla disciplina relativa all’assicurazione obbligatoria.

Sulla base delle comunicazioni effettuate dai Periti, Consap assicura l’aggiornamento dei dati (nome e cognome, data di nascita, numero e data di iscrizione, codice fiscale, sedi operative) contenuti nel Ruolo, attraverso un’applicazione web presente sul sito aziendale. Il Ruolo (già Ruolo Nazionale dei Periti Assicurativi ex legge 17.2.1992 n. 166) è stato istituito con Decreto legislativo 7 settembre…

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perito assicurativo a sondrio

Randstad Italia Spa, seleziona per rinomato studio peritale, un perito assicurativo.

responsabilità

La risorsa verrà inserita all’interno di uno studio tecnico e verrà formata al fine di raggiungere una conoscenza atta alla valutazione dei danni derivanti dal furto, dall’incendio e dalla circolazione di mezzi soggetti ad assicurazione obbligatoria, per poter sostenere in seguito la prova d’idoneità all’iscrizione al Ruolo nazionale dei periti assicurativi.

competenze

Il candidato ideale è un ragazzo junior, con una formazione tecnica e voglia di imparare. E’ richiesto il domicilio in Valtellina e patente B. Si offre inserimento in tirocinio con l’obiettivo ultimo dell’iscrizione al ruolo nazionale.

Sconti obbligatori Rca, ecco le regole dell’Ivass

L’Autorità ha pubblicato il Regolamento n.37, facendo seguito a quanto previsto dalla legge sulla Concorrenza

Sul controverso fronte degli sconti obbligatori Rca, introdotto con la recente legge Concorrenza (legge 4 agosto 2017 n.124), sono finalmente arrivati i paletti dell’Ivass. L’autorità ha infatti emanato il Regolamento n.37 con cui si stabiliscono i criteri e le modalità per la determinazione della scontistica da parte delle compagnie. Il testo si compone di 14 articoli, suddivisi in 4 capi, e di un allegato.
La legge n.124/2017 aveva attribuito all’Ivass il potere di adottare un regolamento attuativo “entro 90 giorni dall’entrata in vigore”, identificando la lista delle province a maggiore tasso di sinistrosità e premio medio più elevato. Il Regolamento n. 37 pone anche le premesse per lo svolgimento delle future attività di monitoraggio “sul rispetto dei criteri e delle modalità di applicazione degli sconti, prevedendo, a tale fine, specifici adempimenti a carico dell’impresa, avuto riguardo, in particolare, alla funzione attuariale e alla funzione di verifica della conformità”.Due tipologie di sconto

La legge Concorrenza aveva previsto, in particolare, due tipologie di sconto obbligatorio. Il primo deve essere disposto, su proposta dell’impresa e previa accettazione degli assicurati, nel caso in cui ricorra almeno una delle tre seguenti condizioni: ispezione preventiva del veicolo, a spese dell’assicuratore; installazione o presenza sul veicolo (se portabili) di meccanismi elettronici che ne registrano l’attività, quali la scatola nera o equivalenti; installazione o presenza sul veicolo di meccanismi elettronici che impediscono l’avvio del motore in caso di tasso alcolemico del guidatore superiore ai limiti di legge per la conduzione di veicoli a motore (il cosiddetto alcolock). Il secondo tipo di sconto, definito come “aggiuntivo”, deve essere applicabile ai soggetti che negli ultimi quattro anni non abbiano provocato sinistri con responsabilità esclusiva, principale o paritaria, purché accettino di installare “meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, quali la scatola nera o equivalenti”, e risiedano nelle province a maggiore tasso di sinistrosità e con premio medio più elevato, individuate dall’Ivass.

Criteri e parametri

Per individuare i parametri necessari all’applicazione degli sconti, l’Autorità ha utilizzato i dati in suo possesso relativi al portafoglio diretto Rca italiano, unitamente a quelli forniti “da un campione di imprese ampiamente rappresentativo del mercato Rc auto in riscontro a una specifica richiesta dell’Istituto”. Nel concreto, i criteri e le modalità per determinare gli sconti partono da una preliminare attività di verifica che l’impresa deve effettuare, in sede di stipula o di rinnovo di un contratto Rca, in merito alla sussistenza di almeno una delle condizioni prima elencate (ispezione preventiva del veicolo, presenza della scatola nera e di dispositivi alcolock). Le modalità di applicazione e di calcolo si basano sull’applicazione di un criterio comune alle tre condizioni e a ciascun settore tariffario. In particolare, la percentuale di sconto dovrà risultare “in linea con la diminuzione del premio puro riferito agli ultimi tre anni, verificata dall’impresa sull’insieme dei contratti che prevedono l’installazione dei suddetti meccanismi elettronici o l’ispezione preventiva del veicolo”. In assenza di dati statisticamente significativi per effettuare le verifiche, l’impresa dovrà utilizzare dati e statistiche di mercato. Ai fini della determinazione della percentuale di sconto “in linea con la diminuzione percentuale media dei premi puri registrata negli ultimi tre anni”, l’Istituto ritiene che l’impresa debba applicare sconti “strettamente coerenti con i dati aziendali (o di mercato)”.

Gli sconti aggiuntivi

Per quanto riguarda gli “sconti aggiuntivi”, la percentuale di riduzione ulteriore del premio dovrà risultare in linea con la differenza percentuale media rilevata tra ciascun premio puro riferito agli ultimi tre anni e registrato in una delle province identificate dall’Ivass nell’allegato 1 rispetto a quello calcolato con riferimento al complesso delle province non incluse nel predetto allegato. L’impresa dovrà applicare tale percentuale di sconto in modo che eventuali differenziali di premio siano giustificate solo dalla effettiva sussistenza di differenziali di rischio, “avuto riguardo ad assicurati collocati nella medesima classe di merito e aventi le stesse caratteristiche soggettive”, precisa l’Autorità. Anche in questo caso, l’Istituto ritiene che la percentuale di sconto, debba essere in linea con i dati aziendali (o di mercato), tenuto anche conto di quanto previsto dalla norma primaria in relazione alla significatività degli sconti.

Gli adempimenti dell’impresa

Il Regolamento, come già accennato, disciplina alcuni obblighi a carico dell’impresa, volti da un lato a garantire forme di trasparenza a favore degli assicurati, e dall’altro a favorire la futura attività di monitoraggio che l’Ivass dovrà svolgere sul rispetto dei criteri e delle modalità di applicazione individuati. In particolare, le compagnie dovranno raccogliere in via sistematica informazioni analitiche (da conservare in luoghi espressamente specificati e da trasmettere alla funzione attuariale). Questa attività riguarderà i contratti sui quali sono state applicate le due tipologie di sconti obbligatori e gli sconti praticati rispetto al prezzo della polizza altrimenti applicato. Il testo dell’Ivass introduce anche specifici adempimenti a carico della funzione attuariale e della funzione di verifica della conformità. In particolare, la funzione attuariale è tenuta a verificare l’impatto sulla politica di sottoscrizione dell’impresa, ma anche a valutare l’adeguatezza dell’entità degli sconti obbligatori. L’attuariato, inoltre, dovrà redigere a ogni variazione della tariffa (o delle percentuali di sconto) una relazione sulle attività svolte per adempiere agli obblighi, e le motivazioni sottostanti alle scelte dell’impresa. La funzione di verifica della conformità, invece, avrà l’obbligo di verificare la corrispondenza del processo di determinazione dell’impresa per la definizione degli sconti, di valutare l’adeguatezza e l’efficacia delle misure organizzative adottate per garantire la correttezza del processo, e infine di conservare “opportuna evidenza delle predette attività”.
Infine, andando incontro alla necessità di garantire trasparenza verso la clientela, il Regolamento prevede che nelle polizze Rca sia data separata indicazione degli sconti obbligatori.

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Rapporto Allianz sull’intelligenza artificiale: l’aumento della tecnologia porta grandi vantaggi ma anche rischi per le aziende

Il Broker

• Le applicazioni basate sull’IA aumenteranno la vulnerabilità delle aziende agli attacchi informatici e ai guasti tecnici, provocando scenari di interruzione attività e perdite su vasta scala

• Le aziende si trovano ad affrontare sfide importanti, in quanto la responsabilità passa dall’uomo alla macchina e al produttore. E’ necessario un nuovo approccio per gestire l’aumento dei danni causati dall’IA

• La gestione del rischio può aiutare a massimizzare i benefici dell’IA. Sono cinque le aree fondamentali per individuare le minacce: accessibilità del software, sicurezza, “accountability”, responsabilità ed etica.

• Il settore assicurativo è uno dei primi utilizzatori delle applicazioni IA per automatizzare i processi ripetitivi, potenziare l’analisi dei rischi e migliorare l’interazione con il cliente.

Chatbot, veicoli autonomi e macchine connesse in fabbriche digitali anticipano ciò che sarà il futuro: l’implementazione diffusa di applicazioni di Intelligenza Artificiale (IA) porta molti vantaggi per le aziende, come maggiore efficienza, meno attività ripetitive…

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LE TABELLE PER IL CALCOLO DEL DANNO BIOLOGICO PER IL 2018

Milano. Il 14 marzo 2018 l’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano ha pubblicato le nuove tabelle relative al calcolo del danno biologico. Le Tabelle del Tribunale di Milano, sebbene l’attacco portato nel corso dell’approvazione del #DDLConcorrenza introducendo minime modifiche (#RcAuto, #DannoBiologico: via libera ai tagli dei risarcimenti, sono ormai considerate lo strumento fondamentale per quantificare il valore economico […]

via DANNO BIOLOGICO: LE TABELLE DI MILANO AGGIORNATE AL 2018 — Blog di Luigi Mercurio

L’AUTO AUTONOMA E IL PRIMO INVESTIMENTO DI UNA CICLISTA

Arizona, uno dei tanti stati meno conosciuti degli USA. Spostiamoci nella ancora meno conosciuta Tempe, dove,Elaine Herzberg passa alla storia per essere vittima del primo incidente stradale che coinvolge una vettura a guida autonoma. Cosa è successo? La cronaca è fredda. Una Volvo di Uber (partner della Casa) che sperimenta su strada la guida autonoma si avvicina a un incrocio, rispettando i limiti. Siamo intorno alle 22.00 di domenica 18 marzo. Una donna attraversa la strada di fronte alla vettura di Uber: non è sulle strisce, avviene l’impatto.

COSA E’ SUCCESSO

La donna cade sull’asfalto in gravi condizioni e muore pochi minuti dopo in ospedale. A bordo della Volvo c’è un collaudatore che non ha potuto fare nulla. Ora è presto per dire se l’incidente era evitabile, inevitabile se il collaudatore era attento o non attento. Sono domande a cui solo chi svolge le indagini potrà dare una risposta. A noi cosa interessa al momento? Quello che questo comporta anche in Italia, perché il recente decreto “Smart Road” consente test in strada anche da noi.
In Italia dove il pirata che falcia il pedone, a volte, non fa più notizia. Perché accade troppo spesso e per questo l’auto autonoma potrebbe essere un grande progresso. E troppo spesso alcol, distrazione e droga sono l’inizio, il presupposto, il primo atto dell’incidente. Parliamo di una tragedia a cui finora sapevamo sempre attribuire una responsabilità. Ora? Che succede? La tanto sbandierata sicurezza della guida autonoma vacilla. Forse l’incidente era inevitabile anche con un guidatore molto attento e prudente al volante. Forse. Intanto, però, questa tragedia ci deve far riflettere su una cosa.

DI CHI SONO LE COLPE?

Oggi la responsabilità ricade sempre sul guidatore, l’uomo. Del resto, quando si stipula una assicurazione RC Auto, le linee guida della determinazione del premio sono legate più all’uomo (età, residenza, punti patente, precedenti sinistri) che all’auto (di cui si analizzano potenza e alimentazione). Con la guida assistita e poi quella autonoma tutto dovrebbe progressivamente spostarsi sull’auto e i suoi dispositivi. Dunque, chi sarà responsabile delle azioni dell’auto? Il costruttore, il fornitore dei servizi di guida assistita o ancora il proprietario (privato o noleggiatore)? E le riparazioni? Quali protocolli? Chi sarà autorizzato ad agire sulle parti meccaniche? E sul software? Quali competenze, autorizzazioni e certificazioni? Tanta roba. Aspettiamo di veddere cosa succederà negli USA, a chi verranno imputate le responsabilità. E intanto? Intanto forse è il caso di concentraci sulle tappe. Oggi la società corre troppo, il consumismo divora i prodotti. L’auto non è un telefonino. Che il progresso faccia il suo corso, ma con i giusti tempi. Nel rispetto della sicurezza. E che l’auto autonoma arrivi quando deve arrivare, non prima. Che non sia solo uno strumento di vendita.

INTANTO IN ITALIA…

Intanto magari concentriamoci sugli ausili di guida e sul problema inquinamento che non sono poca cosa. E ai carrozzieri ricordiamo che devono fare formazione: sugli ADAS ma anche sull’ibrido. Queste saranno due tematiche sicure nei prossimi anni. Su cui bisogna investire anche in sicurezza.

E prima di attraversare la strada, meglio guardare bene se arriva un’auto, che sia autonoma o guidata (con prudenza o imprudenza).

Fonte wwwwcarrozzeria.it