Incentivi ed Ecobonus auto 2021: la guida. Tutte le informazioni utili

Approvata in via definitiva la legge di Bilancio, che tra le altre contiene le norme che rimodulano e rifinanziano gli incentivi per l’acquisto di auto nuove.Tutti gli importi e le modalità di erogazione

Nuovi fondi per stimolare l’acquisto di veicoli

Incentivi auto, si riparte. La legge di Bilancio ha ricevuto il via libera definitivo da parte del Senato mettendo a disposizione nuovi fondi per stimolare l’acquisto di veicoli nuovi, purché siano a basso impatto ambientale. Tra i tanti provvedimenti contenuti nel testo economico, quelli dedicati all’automotive ridefiniscono anche la logica dei bonus, che negli ultimi mesi è stata più volte modificata seguendo il corso degli eventi. Una mossa attesa ed invocata a più riprese dalla filiera dell’auto, colpita duramente dalla crisi innescata dal coronavirus. Funzionale invece allo svecchiamento del parco auto circolante, condizione necessaria per poter pensare di ridurre le emissioni, aspirando così agli ambiziosi obiettivi che l’Unione Europea si è data: il 55% entro il 2030 e la neutralità carbonica nel 2050. Ecco perché, oltre all’Ecobonus destinato all’acquisto di auto elettriche ed ibride plug-in, viene concesso un incentivo anche a chi acquista un veicolo benzina, diesel, mild o full hybrid purché con livelli di CO2 inferiori ai 135 grammi ogni chilometro, a patto di rottamare una vecchia auto… Continua su https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/03-01-2021/incentivi-ed-ecobonus-auto-2021-guida-tutto-quello-che-serve-sapere-3902093978428.shtml

 

Andrea Tartaglia@andrea_tarta

Roberto Sticca nominato Chief Executive Officer di Ballsystem

Roberto Sticca è stato nominato Chief Executive Officer (CEO) di Ballsystem S.p.A, dopo aver ricoperto il ruolo di Direttore Operativo nella sua ultima esperienza in Alphabet Italia S.p.A (Gruppo BMW). Dal 1 gennaio succede a Francesco Mottola, che ha fondato e guidato l’azienda per oltre 30 anni, e che mantiene la carica di Presidente del gruppo Ballsystem

Roberto Sticca è stato nominato Chief Executive Officer (CEO) di Ballsystem S.p.A. assumendo la responsabilità dell’azienda dal 1 Gennaio 2021. Roberto, che ha ricoperto il ruolo di Direttore Operativo nella sua ultima esperienza in Alphabet Italia S.p.A (Gruppo BMW), succede a Francesco Mottola, che ha fondato e guidato l’azienda per oltre 30 anni, e che mantiene la carica di Presidente del gruppo Ballsystem.

Crescita ed espansione

Obiettivo chiave della strategia di crescita è confermare l’eccellenza operativa nel mondo dell’autoriparazione conseguendo un’ importante espansione territoriale in Italia e all’estero, rafforzando e sviluppando ulteriormente l’offerta dei servizi e garantendo una sempre maggiore efficienza, competitività e trasparenza a tutti i nostri clienti, consolidando in questo modo una visione Customer Centric che contraddistingue da sempre Ballsystem.

Francesco Mottola “Siamo entusiasti di avere a bordo una figura di spicco come Roberto, la sua expertise e la trasversalità acquisita in oltre 30 anni di esperienza nel settore automotive e non solo, rappresenteranno un ulteriore fattore di successo per Ballsystem”.

Roberto Sticca: “Nel corso della mia vita professionale ho avuto modo d’interfacciarmi ed operare con molte realtà multinazionali del settore automotive, ricoprendo crescenti ruoli di responsabilità e vivendo esperienze significative che mi hanno permesso di conoscere approcci e punti di vista diversi, permettendomi di apprezzare le cose giuste e di riflettere ed imparare da quelle sbagliate. Da tempo ho maturato la voglia di mettere questo mio bagaglio a disposizione di un entusiasmante progetto imprenditoriale e Ballsystem rappresenta ciò che stavo cercando”.

Sorgente: http://www.carrozzeria.it

AM Best: le top 10 compagnie assicurative mondiali

Best

AM Best ha posto il gruppo statunitense UnitedHealth Group e la tedesca Allianz come i maggiori assicuratori al mondo.

UnitedHealth Group ha conquistato il primo posto per il sesto anno consecutivo con 189,7 miliardi di dollari di premi netti sottoscritti nel 2019. Nel frattempo, Allianz SE e Prudential Financial sono balzate davanti ad AXA S.A. nel primo e nel secondo posto nella classifica di AM Best entro il 2019.

Le classifiche si basano sui dati di BestLink e su ulteriori ricerche, ha detto AM Best.

Ecco le prime dieci società del comparto assicurativo nel 2019 per raccolta premi:

UnitedHealth Group (US)
Ping An Insurance (Group) Company of China Ltd. (China)
AXA S.A. (France)
China Life Insurance (Group) Company (China)
Kaiser Foundation Group of Health Plans (US)
Anthem (US)
Allianz SE (Germany)
People’s Insurance Company (Group) of China Ltd. (China)
Assicurazioni Generali S.p.A. (Italy)
Centene Corporation (US)

I primi 10 assicuratori mondiali classificati 2019 con asset non bancari:

Allianz SE (Germany)
Prudential Financial (US)
AXA S.A. (France)
Berkshire Hathaway (US)
Nippon Life Insurance Company (Japan)
MetLife (US)
Legal & General Group (UK)
Ping An Insurance (Group) Company of China Ltd. (China)
Japan Post Insurance Co. (Japan)
China Life Insurance (Group) Company (China)

Fonte: Assinews.it

Esame Periti Assicurativi, ancora confermata la data del 13 maggio 2021

Ruolo dei Periti Assicurativi: la Prova di Idoneità – Sessione 2019 – avrà luogo il giorno 13 maggio 2021, alle ore 8:30

Confermata ancora oggi la data del previsto esame.
Come si legge dal sito Consap, “La prova di idoneità per l’iscrizione al Ruolo dei periti assicurativi – sessione 2019, indetta con provvedimento Consap n. 16 del 19.12.2019, avrà luogo presso il “Piano B” dell’Ergife Palace Hotel, sito in Roma, Via Aurelia n. 617/619, il giorno 13 maggio 2021, alle ore 8.30.”

Per accedere all’area riservata per candidati alla prova Clicca qui.

Per ottenere informazioni relativamente all’iscrizione al Ruolo e al tirocinio Clicca qui.

FONTE: https://www.consap.it/notizie/2020-11-09-ruolo-dei-periti-assicurativi-la-prova-di-idoneità-sessione-2019-avrà-luogo-il-giorno-13-maggio-2021-alle-ore-830/

Addio 9-5: nell’ufficio del post covid si giocherà con il 3-2-2 | Business Insider Italia

Dal tradizionale schema 9-5 a un più innovativo 3-2-2: non stiamo parlando di calcio e di impostazioni tattiche, ma di lavoro. In particolare, di come potrà cambiare la struttura della settimana lavorativa tipo dopo la pandemia: un evento dirompente, che ha modificato in modo radicale le abitudini di vita di molti di noi. Ora che l’arrivo del vaccino ha reso più concreta l’ipotesi della fine dell’emergenza, si discute di quali cambiamenti resisteranno anche nella “nuova normalità” ridisegnando le sorti della vita in ufficio.

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Tra i trend più innovativi emersi negli ultimi mesi ci sono la possibilità di lavorare da qualsiasi posto, con il conseguente svuotamento delle città più grandi e costose a favore di un ripopolamento delle province e delle aree rurali, e la settimana lavorativa di quattro giorni. Tuttavia, il vero cambiamento destinato a restare nel lungo termine, secondo l’esperta dell’Harvard Business School Ashley Whillans, riguarda proprio i numeri che governano la struttura degli impegni lavorativi. Anche dopo la pandemia in gran parte degli uffici il vecchio schema 9-5, cioè l’orario lavorativo classico per cinque giorni la settimana, potrebbe andare in pensione in favore di un più nuovo 3-2-2: tre giorni in ufficio, due in remoto, due liberi.

Per l’esperta una soluzione del genere sarebbe il perfetto compromesso, in grado di soddisfare le esigenze di chi apprezza i vantaggi del lavoro da remoto e quelle di chi invece non vede l’ora di ritrovare l’interazione personale tra i colleghi. Una struttura 3-2-2 darebbe ai lavoratori una certa sicurezza e linee guida precise da seguire, lasciandoli al contempo liberi di scegliere l’organizzazione che funziona meglio per la loro vita: questa soluzione consentirebbe di conciliare l’ambiente favorevole dell’ufficio con la libertà di gestire il proprio tempo in famiglia, una delle poche eredità favorevoli del 2020.

Nell’anno funestato dal covid, infatti, lavorare da remoto è diventata una possibilità concreta anche per chi non aveva mai provato questa esperienza: secondo l’indagine di Deloitte “The voice of European workforce”, prima del lockdown solo per il 37% degli europei e per il 33% degli italiani era possibile lavorare in maniera agile, mentre per il 41% (sia in Europa che in Italia) il proprio lavoro non poteva essere svolto in alcun modo da remoto. Per gli italiani, i principali cambiamenti portati dalla pandemia nel proprio lavoro sono stati l’incremento di autonomia (43%) e una maggiore flessibilità della giornata lavorativa (45%). Due dipendenti su tre, sia in Europa che In Italia, si aspettano di lavorare da remoto più spesso del solito nella nuova normalità.

“I lavoratori chiederanno più flessibilità e anche le società ne avranno bisogno”, ha precisato Whillans, secondo cui in ogni caso lo schema verrà adattato in maniera differente a seconda dei settori e delle aree geografiche. Secondo i dati del LinkedIn’s Workforce Confidence Index quasi la metà (47%) dei professionisti Usa crede che continuerà a lavorare, anche parzialmente, da remoto anche dopo la fine della pandemia, con punte del 73% e del 67% rispettivamente in settori come il tech e la finanza.  Tra gli effetti positivi generalizzati ci sarà senz’altro la riduzione dell’affollamento nelle ore di punta, visto che non tutti i lavoratori  si sposteranno negli stessi orari.

In generale, il passaggio a un approccio misto tra il lavoro da remoto e la presenza porterà a vantaggi come una maggiore produttività, una riduzione dell’assenteismo e un aumento della felicità dei dipendenti,  come già avevano dimostrato le esperienze delle società che avevano sperimentato soluzioni simili anche prima della pandemia.  Per questi motivi il passaggio dal vecchio schema 9-5 al nuovo 3-2-2 può essere considerato molto più che un semplice modo per placare le pressanti richieste dei dipendenti di maggiore flessibilità. Di fatto, per gli esperti una soluzione del genere può rappresentare l’arma vincente per garantire allo stesso tempo la serenità dei dipendenti e il successo delle aziende.

Sorgente: Addio 9-5: nell’ufficio del post covid si giocherà con il 3-2-2 | Business Insider Italia

IL PERITO ASSICURATIVO INCENDIO

———- Forwarded message ———
Da: <info@collegioligureperiti.it>
Date: mar 29 dic 2020 alle ore 16:31
Subject: info libro Learte Manfredi

Buon giorno gentili colleghi,  con la presente vi presento la pubblicazione del nostro associato Learte Manfredi,  Perito Assicurativo Incendio e Danni Complessi,  www.rischiperizie.it   il libro è rivolto ad aziende e  compagnie assicurative  e tecnici del settore, tutte le informazioni le potrete trovare sulla pagina del nostro collega  del nostro sito    https://www.collegioligureperiti.it/portfolio-articoli/laerte-manfredi/

Cordiali saluti

Gai

 

 

Auto, mercato europeo in picchiata e rallentano anche suv crossover

Secondo l’analisi di Jato Dynamic l’effetto del coronavirus sull’auto si fa ancora sentire nell’11o mese dell’anno. In diminuzione le vendite dei suv-crossover nel 2020

Un nuovo calo in doppia cifra a novembre per il mercato dell’auto in Europa che infatti risente sempre dell’impatto negativo della pandemia. Nell’undicesimo mese dell’anno il mercato ha registrato 1.045.129 nuove auto vendute, il 13% in meno dello stesso mese del 2019. Si tratta del novembre con un volume di vendite più basso dal 2014, quando erano state immatricolate 989.500 unità. Negativi anche i dati dall’inizio dell’anno con un calo del 26%, con 10,71 milioni di vendite tra gennaio e novembre la cifre più bassa dall’inizio di questo secolo.

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I844 – Aperta istruttoria nei confronti di ANIA in merito al “progetto antifrode” nei rami danni e vita

immagine allegata

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato nei confronti dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) una istruttoria che  trae origine da una comunicazione inviata dalla stessa ANIA all’Autorità e relativa a un “progetto antifrode” nei rami vita (puro rischio) e danni, che prevede, tra l’altro, la realizzazione di banche dati e lo sviluppo di algoritmi comuni per determinare indicatori del rischio frode che le compagnie di assicurazioni potrebbero utilizzare sia nella fase liquidativa sia nella fase assuntiva. Nella piena consapevolezza che il fenomeno delle frodi può causare costi per l’industria del settore e per gli assicurati, l’Antitrust ritiene che così come attualmente disegnato il “progetto antifrode” dell’ANIA presenti alcune criticità concorrenziali che nell’ambito del procedimento saranno valutate con attenzione al fine di verificare l’esistenza di soluzioni coerenti con i principi della concorrenza.

In particolare, ad una prima analisi emergerebbe il rischio che – trattandosi di un progetto sviluppato da un’associazione che rappresenta gli interessi delle imprese di assicurazione – non sussistano sufficienti garanzie di terzietà tali per cui l’attività antifrode, sicuramente meritevole, possa essere effettivamente svolta a beneficio di tutti gli stakeholder. L’Autorità valuterà inoltre se e in che misura lo scambio di informazioni connaturato al progetto e utile alla sua riuscita possa causare un aumento artificiale della trasparenza nei mercati interessati, agevolando la collusione tra concorrenti. Lo sviluppo di algoritmi comuni e la condivisione di una ampia mole di dati potrebbe influenzare, uniformandole, le scelte delle compagnie, in fasi importanti dell’attività assicurativa.

Testo del provvedimento: https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2020/11/I844

IVASS fissa aliquota degli oneri di gestione da dedursi dai premi incassati nel 2021

Con il Provvedimento 104 del 2020 l’Ivass ha fissato l’aliquota per il calcolo degli oneri di gestione da dedursi dai premi assicurativi incassati nell’esercizio 2021 ai fini della determinazione del contributo di vigilanza sull’attività di assicurazione e riassicurazione.

Ai fini della determinazione del contributo di vigilanza sull’attività di assicurazione e
riassicurazione di cui all’articolo 335, comma 2, del decreto legislativo 7 settembre 2005,
n. 209, per l’esercizio 2021 l’aliquota per gli oneri di gestione da dedurre dai premi
incassati è fissata nella misura del 4,07% dei predetti premi.

PROVVEDIMENTO_N_104_2020.PDF (ivass.it)

RCA: nel 2019 margine tecnico lordo a 2.857 mln € (-0,9%)

L’Ivass, nel suo bollettino statistico sulla RCA ha analizzato i sinistri gestiti e il margine tecnico lordo per settore nel 2019.

Nella tavola seguente è sintetizzata per il 2019 la ripartizione della raccolta premi, delle spese per sinistri gestiti e del margine tecnico atteso (al lordo delle spese di gestione dei contratti e al netto dei proventi finanziari e degli oneri fiscali e parafiscali) suddivisi per settore tariffario.

Nel 2019 il margine tecnico lordo per il complesso delle imprese operanti nel mercato r.c. auto italiano è stato di 2.857 milioni di euro (-0,9%), pari al 20,2% dei premi contabilizzati. In dettaglio, il segmento delle Autovetture ha concorso alla formazione del margine tecnico per il 68,0% seguito dagli Autocarri per il 26,7%, quest’ultimo a fronte di un peso del 14,9% nella raccolta premi. Nel settore delle due ruote, i motocicli hanno registrato un margine tecnico negativo per quasi 32 milioni, pari a un’incidenza netta
negativa del 1,1% sul margine complessivo, peggiorato del 1,8% rispetto allo scorso anno.

Il contributo fornito al margine tecnico complessivo dai ciclomotori nel 2019 è di 13 milioni di euro, contro i 20 milioni del 2018. Le Macchine Agricole e gli altri veicoli contribuiscono alla raccolta premi per il 2,1% con 302 milioni, ma incrementano il margine tecnico complessivo di 158 milioni, pari al 5,5% del totale.

Autovetture
Premi contabilizzati
Nel settore delle autovetture il totale dei premi lordi r. c. auto contabilizzati nel 2019 è stato di 10.530 milioni di euro, pari al 74,6% della raccolta totale nel ramo, con una diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al 2018. Tale decremento è interamente ascrivibile alla diminuzione del prezzo medio pagato (-1,3%) la quale ha più che compensato l’incremento nel numero degli assicurati. Nonostante la sostanziale
tenuta della raccolta premi, il consistente aumento dei sinistri ha portato il margine tecnico lordo atteso a decrescere del 12,3%, dopo l’incremento pari al 16,6% fatto registrare nello scorso anno5. Infatti, il margine complessivo, dai 1.901 milioni di euro del 2017, era passato nel 2018 a 2.215 milioni, ritornando nel 2019 a un importo di 1.943 milioni di euro.

Costo complessivo dei sinistri
Nel 2019 sono stati gestiti sinistri per un importo (pagato e riservato) pari a 8,587 milioni di euro, inclusa la stima a riserva per i sinistri I.B.N.R. (898 milioni circa). L’importo complessivo dei sinistri gestiti risulta in aumento rispetto al 2018 di 191 milioni (+2,3%), 57 dei quali dovuti all’incremento della stima per sinistri tardivi (+6,8%).

Margine tecnico lordo
Il decremento del margine tecnico complessivo registrato nel 2019, non ha interessato in maniera uniforme tutte le province italiane. Al Sud si osservano, infatti, margini tecnici per polizza più elevati in forza di premi medi altrettanto elevati. Nel 2019 il margine tecnico per le autovetture è pari al 18,5% (2018: 20,9%) dei premi lordi contabilizzati. Tale margine lordo non comprende, da un lato, le spese di gestione dei contratti, (che lo renderebbero una proxy del c.d. caricamento di sicurezza / utile industriale), dall’altro, il margine finanziario e di quei sinistri che, accantonati nelle riserve di fine esercizio, saranno
progressivamente posti senza seguito.

Ciclomotori
Premi contabilizzati
Per il settore dei ciclomotori, sono stati raccolti, nel 2019, 139 milioni di euro, pari al’1,0% della raccolta totale nel ramo r. c. auto, con un incremento del 0,8% rispetto al 2018. Dato interamente imputabile a un aumento del premio mediamente pagato a fronte di una diminuzione dei veicoli – anno (-1,6%).
Costo complessivo dei sinistri
Nel 2019 si è assistito a un aumentato nell’importo complessivo dei sinistri gestiti (pagati, riservati e stimati I.B.N.R.) che ha totalizzato 126 milioni di euro, con un aumento pari al 6,9% rispetto al 20187, anno in cui, invece, se ne era registrato un decremento del 8,9%.
Margine tecnico lordo
Il margine tecnico complessivo nazionale per il segmento dei ciclomotori è positivo per 13 milioni di euro, pari al 9,2% dei premi contabilizzati nel settore, a fronte dei 20 milioni di euro fatti registrare nel 2018.

Motocicli
Premi contabilizzati
I motocicli fanno contabilizzare nel 2019 premi lordi per 735 milioni di euro, con un’incidenza del 5,2% sul totale del ramo, in crescita del 0,7% dall’anno precedente. Tale incremento, essendosi verificato in corrispondenza di più sensibile aumento nel numero dei veicoli / anno (+2,3%), evidenzia un ribasso nel prezzo medio effettivamente pagato dagli assicurati.
Costo complessivo dei sinistri
Nel 2019, l’importo totale dei sinistri occorsi nel settore dei motocicli (766 milioni), è in lieve aumento da quello rilevato nell’anno precedente, facendo registrare una variazione del +0,7%.9 Come in altri casi, la variabilità di questo dato nelle singole province è molto accentuata, ma trova compensazione a livello nazionale.
Margine tecnico
In questo settore, nel 2019 il margine tecnico risulta complessivamente negativo per 32 milioni di euro, pari al 4,3% dei premi contabilizzati. Nel triennio 2015-2017 questo settore aveva fatto registrare dati fortemente negativi. Il 2019, confermando il dato del 2018, consolida, quindi, un’inversione di tendenza nell’andamento del margine in questo settore.

Autocarri
Premi contabilizzati
Nel settore degli autocarri il totale dei premi lordi r. c. auto contabilizzati nel 2019 è stato di 2.100 milioni di euro, pari al 14,9% della raccolta totale nel ramo, che lo rende, dopo le autovetture, il settore maggiormente rilevante nel ramo.
Costo complessivo dei sinistri
Nel 2019 sono stati gestiti sinistri per un importo complessivamente pari a 1.337 milioni di euro, inclusa la stima a riserva per i sinistri I.B.N.R. (169 milioni circa).
Margine tecnico lordo
Il margine tecnico per il comparto degli autocarri nel 2019 è stato pari al 36,3% dei premi raccolti, contribuendo al margine tecnico totale del ramo nella misura del 26,7%. Tranne poche eccezioni, esso si è mantenuto su valori relativamente elevati in tutte le province.

Fonte: https://www.assinews.it/12/2020/rca-nel-2019-margine-tecnico-lordo-2-857-mln-09/660081264/

I costi medi di carrozzeria

Ogni anno le varie Camere di Commercio registrano le variazioni dei prezzi di tutti i parametri che compongono la perizia. Il costo medio della manodopera, il materiale di consumo, lo smaltimento rifiuti, le dime. Questi ad esempio sono quelli di Genova ma anche le altre camere di commercio, in ottemperanza alla loro funzione di terzietà e trasparenza che il legislatore, in una logica di  volontà di regolazione dei mercati, ha ribadito essere in capo agli enti camerali (D.Lgs.219/16).

Tra i compiti che qualificano il ruolo delle Camere di commercio per la regolazione del mercato rientrano storicamente l’insieme di attività di monitoraggio e informazione economica relative alla dinamica dei prezzi di rilevante interesse per imprese e operatori economici.

Questa competenza ha trovato ulteriore e definitiva conferma nel D.lgs 219/2016 che, oltre alla rilevazione delle dinamiche dei prezzi, affida alle Camere di commercio anche il compito, più innovativo, di rilevazione delle tariffe.

Per mettere a disposizione degli operatori economici e delle istituzioni analisi periodiche a carattere nazionale sull’andamento dei prezzi all’ingrosso e delle tariffe, Unioncamere si avvale della sua società in house Borsa merci telematica (BMTI), che gestisce l’infrastruttura del mercato telematico regolamentato dei prodotti agricoli, agroenergetici, agroalimentari, ittici e dei servizi logistici, ed ha inoltre ampia conoscenza del patrimonio informativo sui prezzi rilevati dalle Camere di commercio.

Scarica: https://peritiauto.files.wordpress.com/2020/11/tabellacarozzerie.pdf

https://www.ge.camcom.gov.it/it/tutela/prezzi-e-tariffe/tariffe-medie-del-costo-orario-della-manodopera-per-le-imprese-di-carrozzeria-1/tabellacarozzerie.pdf

I dati raccolti da Waze saranno utilizzati da 10 istituzioni

APAID * www.apaid.it

FRANCE-INTERNET-WAZE

Sono al momento dieci le istituzioni in tutto il mondo a voler sfruttare i dati raccolti dagli utenti di Waze, ovvero il programma descritto sull’iTunes Store e sul Play Store quale

applicazione per la navigazione e per evitare il traffico con una delle comunità di utenti più numerose al mondo. Unisci le tue forze a quelle degli altri automobilisti per condividere informazioni in tempo reale sul traffico e le condizioni stradali, in questo modo, risparmierai il tempo e i soldi di tutti, ogni giorno

Il programma denominato Connected Citizens consentirà in questo modo di sfruttare le indicazioni degli automobilisti per migliorare la viabilità e la gestione del traffico cittadino.Connected Citizens sarà attivo prossimamente a Rio de Janeiro…

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Sopraelevata di Genova: tarato sui 70 all’ora Tutor cittadino “Celeritas”

Genova è città di primati ed anche quello dell’unica città con un Tutor in città. Dopo  8 anni dal suo debutto viene alzata la velocità massima consentita da 60 a 70 km/h.
“Celeritas”,il sistema di controllo della velocità sulla Sopraelevata (prodotto da Selex-Elsag), è in funzione dal 2012 e serve per ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza, già a quell’epoca aveva fatto sperare in un innalzamento del limite a 70 all’ora.

Le sanzioni vanno da circa 60 euro, spese di notifica e varie comprese, per le infrazioni meno gravi (quando il limite è superato di meno di 10 chilometri all’ora) a circa 750 euro – con scaglioni progressivi – per chi supera i 120 Km all’ora.

Come comportarsi per evitare sanzioni
È necessario, ovviamente, rispettare la velocità, tenendo conto che:
− Il sistema, rilevando la velocità media, è meno severo di un autovelox, perché non punisce la distrazione di un attimo: se mi accorgo di aver superato il limite, rallento subito dopo, riducendo così la media.
− Il limite di 70 chilometri orari è in realtà, tenendo conto delle tolleranze di legge (5 km/h sotto la velocità di 100 km/h, il 5% della velocità al di sopra), di 75. Chi riceverà una contestazione per una velocità media di 71 Km/h deve sapere che la velocità media rilevata è stata di 76;
− I tachimetri delle auto non sono strumenti di precisione e sono tarati in eccesso; se non si superano i sessanta tachimetrici si può ragionevolmente pensare che anche piccole distrazioni rientrino nella norma.
− La velocità è calcolata sul percorso più breve, cioè quello di chi taglia le curve (commettendo infrazione): chi mantiene la propria corsia risulta perciò leggermente più lento rispetto alla realtà.
− Il Ministero delle Infrastrutture, interpellato dal Comune, ha chiarito che il metodo di calcolo della velocità media è quello qui riportato e che non valgono ulteriori abbattimenti della stima.
È bene, in definitiva, rispettare il limite secondo le indicazioni del tachimetro, che sono prudenziali, rallentare in caso di superamento per distrazione, non tagliare le curve.

L’effetto dissuasivo
All’inizio della sperimentazione del Celeritas nella primavera del 2011, le infrazioni rilevate erano circa 1.200 al giorno (ma bisogna dire che su un campione di 3.700, ad esempio, oltre il 75% era riferito allo sforamento dei 10 Km., cioè della fascia minima); dopo un anno, quando che gli automobilisti si sono abituati a notare, bene in vista sul loro percorso, i misuratori di velocità, si sono ridotte a circa 600-700.
Nel primo anno di sperimentazione, la velocità di picco dei veicoli è calata del 25 per cento; quella media del quindici. Il tasso di mortalità si è più che dimezzato (meno 51%), mentre quello di incidentalità è sceso del 19%. Questi dati, se ci inducono a pensare a una correlazione forte tra la velocità, gli incidenti e i danni connessi, ci portano a ben sperare sulla riduzione del rischio in una vecchia strada a cui la Genova del XXI secolo non riesce a rinunciare.

Itas combatte le frodi con la Procura – Il Sole 24 ORE

A Trento la mutua e la magistratura avviano una collaborazione individuare i furbetti della polizza Rc auto ma non solo. Risparmi per 2 milioni

Compagnie sempre più attente al contrasto delle frodi, secondo i dati emersi dall’ultima relazione annuale Ivass nel periodo 2012-2018 i procedimenti penali avviati dalle imprese sono stati 23.527 di cui il 35% pervenuti a esiti conclusivi (8.157). In particolare, nella fase assuntiva o pre-assuntiva si è registrato un forte incremento (+46%) del numero di denunce e querele intentate dalle compagnie assicurative. Va in questo senso anche l’iniziativa siglato da Itas mutua e la Procura di Trento per contrastare le frodi assicurative, una piaga che affligge a dire il vero soprattutto alcune zone del centro sud. Ma anche nelle metropoli del nord i furbi non mancano. Furbi che spesso sanno di poterla fare franca e quindi non ci pensano due volte. Il peso delle frodi poi si riflette sulle tariffe pagate da tutti i consumatori. Ecco che per contenere i costi della collettività e le perdite delle compagnie la lotta al crimine diventa un fattore determinante.

L’obiettivo della compagnia assicurativa trentina è agevolare lo scambio di informazioni su episodi e circostanze di rilievo penale e investigativo per intervenire in modo efficace e tempestivo e ottimizzare l’azione di contrasto a fenomeni fraudolenti, rendendo più fluido e veloce lo scambio di informazioni su episodi di rilevanza penale in materia di frodi assicurative favorendone così la prevenzione.

Cultura della legalità e lotta al crimine
L’accordo prevede l’individuazione, all’interno della Procura, di un referente per le attività di Itas, lo scambio di informazioni e la condivisione del processo di presentazione delle querele a cura della compagnia. Inoltre, attraverso la sua unità preposta al contrasto delle frodi assicurative, Itas comunicherà alla procura gli episodi e le circostanze di rilievo investigativo a mezzo di specifica denuncia, presentando le opportune querele in modo tempestivo. «Grazie a questo accordo potremo essere ancora più tempestivi e precisi nel contrasto alle attività fraudolente – ha affermato Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale Itas –. Poter contare sulla fiducia e sulla collaborazione di un’istituzione come la Procura di Trento rappresenta per la nostra Mutua un forte impulso per proseguire la nostra attività di controllo e difesa del patrimonio della compagnia e, soprattutto, per diffondere una vera e propria cultura della legalità che possa stimolare comportamenti virtuosi nei cittadini». Gli fa eco la Procura. «L’accordo firmato oggi con Itas si inserisce in una più ampia azione di lotta a questo tipo di reati ed anche al crimine organizzato ad esso connesso», ha spiegato Sandro Raimondi, procuratore capo della Procura di Trento.Il gruppo ha istituito un’unità aree speciali e antifrode sinistri che ha tra i compiti specifici quelli di presidiare e limitare il fenomeno delle frodi assicurative, supervisionando le segnalazioni dei sinistri evidenziati con indici di anomalie o di frode da liquidatori della rete liquidativa esterna, disponendo gli incarichi per le attività investigative necessarie e nominando i legali fiduciari per iniziative penali.
Questa unità sarà l’interlocutore autorizzato a comunicare alla procura e alla Polizia Giudiziaria delegata le informazioni di interesse investigativo di cui Itas è in possesso.

44 denunce e risparmi per 2 milioni
Lo scorso anno l’attività della compagnia si è concentrata sulla riduzione delle perdite economiche derivanti da tentativi di frode su polizze o sinistri non veritieri o viziati da false dichiarazioni. In ambito penale, l’attività si è concretizzata nel deposito di 44 atti di denunce querele, che ha portato ad un risparmio complessivo di 2 milioni di euro per mancati esborsi sui sinistri oggetto di approfondimento.

di Federica Pezzatti

Sorgente: Itas combatte le frodi con la Procura – Il Sole 24 ORE

VERSO UN CAMBIAMENTO VIRTUOSO

I periti sono depositari di importanti competenze utili al mondo industriale e alle istituzioni. Ma solo in un’ottica di confronto e integrazione culturale sarà possibile trasformare la professionalità, e la capacità di seguire le evoluzioni in atto, in nuove opportunità

Il lockdown dei mesi scorsi ha dato silenzio e tempo a ciascuno per pensare, riflettere, fare bilanci, formulare propositi e molto altro: un viaggio intorno all’essere.
Mi è venuto in mente un verso imparato a scuola del fante Giuseppe Ungaretti scritto nel luglio del 1918 in Francia, nel bosco di Courton, sotto l’incalzare delle truppe tedesche, che avevano sfondato il fronte: “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.
Ad altri saranno venuti in mente i salmi o le frasi dei molti filosofi che hanno riflettuto sulla condizione umana. Riflessioni e cronache.
La figura del perito assicurativo condivide le mutazioni di altre professioni per gli effetti socio economici della globalizzazione.
Il Governo ha autorizzato solo pochi cittadini a muoversi nel Paese per svolgere le attività necessarie. Tra questi, i periti assicurativi. Molti di noi, ma non certo le nostre aziende, stanno vivendo il loro tempo supplementare tra un cupo pessimismo e un attivismo poco meditato per scarsa progettazione. Pertanto, essere definiti per decreto necessari, in base al codice di attività 6621, è un riconoscimento tangibile, rilevante e di buon auspicio.
Il lockdown ha cambiato profondamente il modo di lavorare e ha inciso nei rapporti tra le persone. Ad esempio, la video perizia e la riparazione in forma specifica che le compagnie offrivano al mercato quali soluzioni alternative alla liquidazione canonica, durante il periodo di fermo sono state richieste tout-court per necessità. I provider, mai sufficientemente definiti e definitisi con adeguata chiarezza, hanno trovato nel mercato riconoscimento e limiti.
La certificazione dei periti ai sensi della Uni 11628:2016 vive; il mercato può dar vita nova per impulso dell’utenza o di nuove norme sulla maggior chiarezza e linearità dei soggetti attivi nei processi liquidativi; la stampa dà cronaca dell’equo compenso, dell’arbitrato assicurativo, ecc., anticipando un quadro positivo per le attività professionali non regolamentate.
IL VALORE DELL’ESPERIENZA E DELLE COMPETENZE
Per quanto riguarda l’evoluzione della politica liquidativa delle compagnie nei sinistri complessi o critici, sempre più queste e gli stessi assicurati vogliono capire in diretta e in profondità la causa di un evento e la sua magnitudo.
Le compagnie hanno individuato figure terze competenti per affiancare il perito nel determinare la causa di un evento e per fornire supporti ad alta tecnologia. I periti restano dominus del processo liquidativo in forza del mandato. Il mondo accademico ha sicuramente queste eccellenze necessarie, ma non sono né facilmente individuabili, né disponibili all’istante; né hanno competenza assicurativa, di non facile acquisizione; capacità e caratteristiche possedute invece dal perito assicurativo molto esperto. Ciò sta particolarmente a cuore anche agli assicurati tanto che cercano, anch’essi, figure esperte in grado di dialogare con le strutture aziendali per comprendere le cause dei sinistri sia al fine di evitare il loro ripetersi che per la valutazione del recupero di macchine e fabbricati per la ripresa a seguito di un evento dannoso.
L’assenza (salvo eccezioni) di polizze industriali a copertura dei danni indiretti conseguenti alla pandemia e il depauperamento già in atto non giovano al mantenimento del quadro industriale e commerciale del Paese.
MOMENTI DI CONFRONTO PER L’EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE
I periti Aipai hanno le carte in regola sia per la descrizione del processo, sia per la valutazione dei danni, qualora mercato e Stato (o solo il primo) progettassero un’azione nazionale tanto meditata quanto decisiva per mantenere in vita le aziende sane.
In recenti convegni a Roma e Lazise nel 2018, era stata valutata la possibilità di incardinare  la figura del perito assicurativo rami elementari nell’attività degli  attori del processo post-sinistro per valorizzare le sue competenze tra quelle degli industriali, Vigili del fuoco, Carabinieri, Usl, Procure della Repubblica e organi tecnici dei diversi ministeri dello Stato come ad esempio Ispra, Commissione Parlamentare Ecomafie, ecc.
Ciascuno, nel rispetto del suo ruolo e del suo mandato, potrebbe collaborare con pari dignità per la miglior comprensione dei fenomeni, come già acclarato nel famoso convegno Ania di Roma del 1995.
A Lazise erano intervenuti la senatrice Laura Puppato, relatrice di maggioranza della commissione parlamentare Ecomafie ed il loro consulente prof. Gianfranco Amendola, già Procuratore della Repubblica di Civitavecchia, che ha indagato sull’incendio dell’aeroporto di Roma Fiumicino, nonché il comandante dei Vigili del fuoco di Venezia; in tale sede era stata ribadita questa opportunità.
Le idee di questi convegni hanno contribuito a generare in Cineas l’Osservatorio sinistri, un tavolo terzo di eccellenza del mondo assicurativo e degli attori del processo post-sinistro e della valutazione dei rischi.
Come primo atto si è proseguito sul tema già abbozzato degli incendi di rifiuti, aprendo un dialogo fattivo con le associazioni industriali di settore, Ispra, Vigili del fuoco, Carabinieri e l’apprezzamento della Procura milanese, predisponendo un criterio sistematico di raccolta dei dati di sinistri passati e presenti per lo studio delle correlazioni della frequenza degli eventi con i parametri gestionali dei processi produttivi, le caratteristiche degli impianti e degli operatori, nonché gli effetti dannosi, sia in termini prettamente economici che ambientali. L’obiettivo è di predisporre protocolli utili alla liquidazione dei sinistri, alla gestione delle emergenze post-sinistro e all’individuazione delle linee guida per la valutazione dei rischi, sia entro il recinto aziendale che fuori.
DISPONIBILI AL DIALOGO
La valutazione del rischio, anche per l’evento intenzionale, troverà così maggior consapevolezza e criteri applicativi, allo stato noti solo sul piano qualitativo. Gli operatori del settore rispettosi della legge sono in seria difficoltà nel reperire coperture assicurative idonee; una grossa fetta di premi, di decine di milioni di euro, non trova collocamento, forse anche per carenza di strumenti affidabili di valutazione del rischio.
In conclusione: le prospettive della figura del perito cambiano; si trasformeranno secondo le opportunità del mercato; se i professionisti accresceranno le proprie competenze, se ne darà prova concreta agli attori istituzionali, con cui si auspica un’integrazione culturale. I periti assicurativi no motor sono disponibili collaborare con associazioni industriali e di categoria, Accredia, Uni, commissioni tecniche   ministeriali e regionali e della Presidenza della Repubblica, Tribunali civili e penali. Il tema sarà quello dei sinistri, della progettazione dei processi post-sinistro e della valutazione dei rischi.

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