Responsabile di Filiale – Carrozzeria – Roma Flaminia – Lavoro Lazio

Back to Search Ruolo Riepilogo Altre opportunità di carriera Aggiornato il 09/01/2023 Importante realtà operante nel mondo della riparazione di carrozzerie Ruolo da Responsabile di Filiale Il nostro cliente Importante realtà operante nel mondo della riparazione di carrozzerie Ruolo La figura ricercata avrà le seguenti responsabilità: – Garantire il raggiungimento dei risultati quali-quantitativi ed economici […]

Sorgente: Responsabile di Filiale – Carrozzeria – Roma Flaminia – Lavoro Lazio

A scuola di carrozzeria, al via il progetto di Cna in collaborazione con il “Corinaldesi- Padovano”

E’ pronto a partire il progetto “A scuola di carrozzeria”, che vedrà coinvolte le classi 3° e 4° dell’Istituto Superiore “Corinaldesi Padovano” e CNA Territoriale di Ancona che hanno sottoscritto una convenzione con l’obiettivo di far conoscere da vicino il mestiere del Carrozziere.

La collaborazione fra la scuola e l’associazione prevede la disponibilità di 4 carrozzerie del territorio a tenere delle vere e proprie lezioni di “carrozzeria”.

Gli artigiani saranno in aula per circa 32 ore totali (2 interventi mensili di 4/5 ore ciascuno) nell’arco del secondo quadrimestre (a partire da febbraio) e parleranno ai ragazzi dei vari aspetti del mestiere: dalla tecnologia alla gestione di impresa. Inoltre gli studenti coinvolti avranno la possibilità di visitare le carrozzerie coinvolte nel progetto, per vedere da vicino il luogo di lavoro attraverso delle visite accompagnate dai docenti.

Il progetto nasce dalla volontà condivisa fra il “Corinaldesi Padovano” e la CNA di accrescere la consapevolezza degli studenti sulle potenzialità del mestiere del carrozziere e quindi sulla possibilità concreta di avviare la propria carriera professionale nell’ambito dell’autoriparazione.

“L’obiettivo è quello di formare i ragazzi all’attività di carrozzeria, anche nella pratica – spiega la Dirigente scolastica Annamaria Nicolosi – con l’augurio di sfruttare le conoscenze quando entreranno nel mondo del lavoro”.

“Si tratta di un’opportunità importante per i ragazzi – aggiunge Gianluca Giacometti, Presidente Carrozzerie CNA Ancona – oltre a formare i ragazzi al lavoro di carrozzeria, il progetto, che doveva partire a settembre, ma è stato rimandato a causa dell’alluvione che ha colpito la città, serve anche a creare un legame più forte tra scuola e imprese del territorio e accompagnare gli studenti nel mondo del lavoro”.

“Gli artigiani investono il loro tempo per il futuro vostro – ha detto il Prof. Simone Ceccacci, vice Preside e Coordinatore progetto, rivolgendosi ai ragazzi – tocca a voi ”sfruttare” questa opportunità che vi viene messa a disposizione”.

Sorgente: A scuola di carrozzeria, al via il progetto di Cna in collaborazione con il “Corinaldesi- Padovano”

Ancora sull’argomento: https://www.senigallianotizie.it/1327569186/a-senigallia-a-scuola-di-carrozzeria-video

 

Falsi incidenti con la complicità dei medici degli ospedali pubblici: 4 arresti e dottori sospesi

La banda del “colpo di frusta”, così medici e periti truffavano le assicurazioni simulando falsi incidenti

Le indagini dei carabinieri hanno accertato una truffa da oltre due milioni di euro. 32 le persone indagate, quattro gli arresti. Sospesi dal servizio i dottori conniventi

Entravano letteralmente in scena dopo aver selezionato attori e figuranti. Una vera e propria associazione a delinquere in grado di simulare alla perfezione falsi incidenti stradali per poi ottenere liquidazioni e risarcimenti che variavano dai 10 ai 20mila euro. Quattro le persone che avevano organizzato la frode a danno delle compagnie assicurative, altrettanti i medici che nei pronto soccorso degli ospedali pubblici firmavano poi falsi referti con lesioni inventate accertando, in alcuni casi, l’invalidità permanente delle persone coinvolte nella truffa: colpi di frusta, danni permanenti per la mobilità, collari cervicali che poi i fantomatici feriti indossavano per non destare sospetti in caso di accertamenti dei periti assicurativi, quelli veri. Trentadue le persone indagate, reclutate dalla banda soprattutto fra i cittadini che avevano bisogno di denaro. A smascherare il sistema i carabinieri che hanno arrestato quattro persone. Quattro i dottori invece sospesi dal servizio.

La banda dell’ex perito assicurativo

A capo del sistema un ex perito assicurativo, molto conosciuto nella Capitale. Una romano di 77 anni residente a Monteverede, riuscito a guadagnare talmente tanto denaro da potersi permettere auto e ville di lusso, oltre ad una vita da nababbo. Assieme a lui un fidato collaboratore, un 50enne romano, ed altre due persone (padre e figlio entrambi romani di 59 e 29 anni). A favorire la frode quattro medici in servizio all’ospedale Sandro Pertini, al Santo Spirito, ed al presidio medico di Fregene. Dottori poi sospesi dal servizio pubblico per un periodo compreso fra i 6 ed i 12 mesi. Una frode assicurativa che dal 2018 al maggio del 2021, come accertato dagli inquirenti, è riuscita a “sfilare” alle compagnie assicurative oltre 2 milioni di euro di risarcimento.

Come funzionava la frode

Ma come funzionava il sistema dell’associazione per delinquere? In maniera oliata, quasi perfetta, organizzata nel dettaglio in varie fasi: la pianificazione del falso incidente, che prendeva avvio dalla conoscenza dei turni dei medici del pronto soccorso. Seguiva poi l’individuazione degli attori e dei veicoli da coinvolgere. Quindi una terza fase, quella della messa in scena. Poi la denuncia del sinistro (tramite Cid), la perizia del veicolo, le visite ortopediche e gli esami radiologici. Infine le visite medico legali, i falsi testimoni e la fase finale della liquidazione.

Il sistema dell’associazione a delinquere

A smascherare il sistema i carabinieri del nucleo operativo della compagnia Roma Centro che in un periodo di circa tre anni hanno accertato, tramite intercettazioni telefoniche, immagini video e fotografiche ed investigazioni vecchia maniera, una sessantina di falsi incidenti. Un sistema che iniziava con un incontro fra uno dei quattro membri del sodalizio con “l’attore di turno” in un bar della zona di Piazza Bologna. Qui gli indagati venivano letteralmente istruiti sul da farsi.

L’indagine dei carabinieri

Le indagini degli investigatori dell’arma, che si sono avvalse dello strumento delle intercettazioni telefoniche, ha consentito di raccogliere gravi indizi a carico di alcuni avvocati e medici di pronto soccorso in servizio presso gli ospedali della Capitale – con le aziende sanitarie completamente estranee ai fatti, che sarebbero stati disposti a certificare falsamente gravi lesioni patite dalle persone coinvolte, su cui l’organizzazione poteva contare.

Attori e tariffario

La consistenza dei proventi derivanti dagli incidenti stradali, generata in massima parte dai risarcimenti delle lesioni riportate dagli infortunati, dava luogo a liquidazioni comprese tra i 10.000 ed i 20.000 Euro. I vari membri del sodalizio, inclusi medici e “attori”, venivano remunerati, anche in base a un “tariffario” con compensi variabili dai 300 ai 500 euro per sinistro.

Una frode da 2 milioni di euro

L’indagine ha consentito di raccogliere elementi indiziari circa la falsità di oltre 50 incidenti stradali, ai quali avrebbero preso parte, anche occasionalmente, più di 250 soggetti. Il danno economico che si stima sia stato arrecato alle Compagnie assicurative, che hanno fornito piena collaborazione nell’indagine per le truffe ai loro danni, è quantificabile, per difetto, in oltre 2 milioni di euro.

Un’attività lavorativa

Come evidenziato dal pm, le indagini hanno portato ad accertare la falsità di una sessantina, – fra cui 20 di essi – ritenuti più significativi anche per tipo e quantità di prove raccolte. Dalla disamina delle indagini svolte è emerso un collaudato modus operandi che si articolava in varie fasi. In tale contesto la banda “con notevole spregiudicatezza e scaltrezza” ha “promosso ed organizzato l’associazione oggetto di indagine dedicandosi quotidianamente alla pianificazione di falsi sinistri stradali ponendosi alla ricerca di “attori” e messi da coinvolgere nei falsi sinistri”. “La loro è una vera e propria attività lavorativa che necessariamente prosegue nel tempo visto che è l’unica fonte di reddito. Il numero di sinistri contestati ed emersi consente di affermare con certezza che non si tratta di una attività occasionale”.

Quattro arresti e medici sospesi

Concluse le indagini, stamattina, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Roma Centro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, su richiesta della procura della Repubblica, per i reati di associazione per delinquere, frodi ai danni di assicurazioni, corruzione. L’ordinanza dispone la misura degli arresti domiciliari per 4 persone e per quattro medici di pronto soccorso la misura della sospensione dal pubblico servizio per periodi di 6 e 12 mesi.

Sorgente: Falsi incidenti con la complicità dei medici degli ospedali pubblici: 4 arresti e dottori sospesi

Avviso Pubblico per la costituzione di un elenco di periti assicurativi per le cause di risarcimento danni da incidenti stradali causati da fauna selvatica

Regione Puglia
Si rende noto che con Determinazione Dirigenziale n. 7 del 19/01/2023 è stato approvato l’Avviso pubblico per la formazione di un elenco di periti assicurativi a cui affidare il servizio di consulenze attinenti le richieste di risarcimento danni in materia di incidenti stradali causati da fauna selvatica.

Per ulteriori informazioni contattare il Responsabile del Procedimento:
Avv. Daniele Clemente
email: d.clemente@regione.puglia.it
tel: 0805409821

Federcarrozzieri: costo manodopera, periti smentiti dalle Assicurazioni

Le Compagnie riconoscono l’indipendenza dei periti assicurativi: sarebbero loro a decidere il costo di manodopera liquidato alle officine

FEDERCARROZZIERI SULLA LIQUIDAZIONE DELLA MANODOPERA

Il problema riportato dal magazine della Federazione Italiana Carrozzieri Indipendenti aiuta anche a rispondere a una domanda molto frequente tra i carrozzieri. “Perché la compagnia liquida i danni a un costo orario inferiore? Non lo sa e comunque non è tenuta a dirlo. Anzi il costo orario lo decide il perito che è autonomo e indipendente”. E’ in estrema sintesi la risposta di una nota compagnia di assicurazioni. Federcarrozzieri scrive che “la compagnia non è tenuta a spiegare a nessuno quello che fa”.

CHI E COME STABILISCE IL COSTO ORARIO DI MANODOPERA LIQUIDATO?

La Federazione degli artigiani, sottolinea che se un carrozziere chiede chiarimenti sulle modalità con cui la Compagnia di Assicurazioni definisce gli importi della manodopera liquidati riceve questa risposta:

“La Sua richiesta di dettagliare ulteriormente gli importi indicati in perizia appare pertanto irragionevole e pretestuosa in quanto i) del tutto ingiustificata alla luce della corretta interpretazione e applicazione dell’art. 148 del CAP, che non richiede alcun dovere specifico di motivazione in tal senso” e… “in quanto ii) riferita, in ogni caso, a dei valori che sono stati oggetto di valutazione tecnica autonoma ed indipendente da parte del perito”.

PERITI ASSICURAZIONI: TERZI E INDIPENDENTI DAL VOLERE DELLE COMPAGNIE

Federcarrozzieri fa quindi una considerazione rivolta a tutti i suoi associati e agli operatori in generale: “i carrozzieri ora sanno che tutti i periti che vengono in carrozzeria a dire che sono le compagnie a imporre i costi orari da inserire in perizia si sbagliano.  Inoltre viene riportato sulla pagina web de Il Carrozziere“siamo lieti che le imprese riconoscano finalmente un ruolo terzo ai propri fiduciari che, dal canto loro, saranno certamente lieti di potersi confrontare senza condizionamenti extra tecnici con i carrozzieri. Assumendosi in ogni sede le responsabilità delle proprie valutazioni, responsabilità che fino ad ora gravava sulle compagnie mandanti”.

Sorgente: Federcarrozzieri: costo manodopera, periti smentiti dalle Assicurazioni – SicurAUTO.it

Perizie assicurative in cambio di soldi Ma per il pm non ci sono prove

Chiesta l’assoluzione per Italo Pellegrini e il perito Luca Rossi. La sentenza a gennaio

Il comandante della municipale di Altopascio a giudizio per corruzione (repertorio)

Assoluzione per assenza di prove sufficienti a reggere le accuse. È questa la richiesta del pm nel processo per corruzione che vede indagato il comandante della polizia municipale Italo Pellegrini, insieme al perito assicurativo Luca Rossi, professionista sempre di Altopascio. Entrambi erano finiti nel mirino della Procura per una serie di pratiche di infortuni stradali, aperte tra il 2017 e il 2018, per le quali il comandante avrebbe favorito il consulente assicurativo di cui sopra, in cambio di denaro. Queste le accuse su cui è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio dal pm titolare del fascicolo, Salvatore Giannino, nei confronti di entrambi gli imputati. Pellegrini, inoltre, è accusato anche di aver indotto il titolare di una carrozzeria di Altopascio a effettuare riparazioni gratuite su mezzi di sua proprietà, facendo leva sul suo ruolo e sul fatto che avrebbe avuto varie occasioni di rivolgersi a quella carrozzeria per le attività di soccorso in caso di incidenti, nonché per il recupero dei veicoli coinvolti.

Per Pellegrini e Rossi si sono aperte le porte del rito abbreviato, come richiesto dalle difese, che vede parte civile il Comune di Altopascio, che nel frattempo non ha preso provvedimenti nei confronti del comandante. Ieri, nell’udienza di fronte al gup Simone Silvestri, lo stesso Pellegrini è stato interrogato per circa un’ora sulla presunta gestione illecita delle pratiche. Alla fine, però, il pm in aula Antonio Mariotti ha stabilito che non ci fossero prove certe della corruzione, ovvero dimostrazioni dello scambio di denaro. E ha per questo chiesto l’assoluzione con formula dubitativa, a fronte dell’assoluzione con formula piena che avrebbe voluto la difesa del comandante, rappresentata dall’avvocato Florenzo Storelli. Si tornerà in aula il 18 gennaio per ascoltare le eventuali repliche e, alla fine, la sentenza.

Teresa Scarcella

Fonte: https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/perizie-assicurative-in-cambio-di-soldi-ma-per-il-pm-non-ci-sono-prove-1.8386887

ADOC ed APAID per tutelare i consumatori

B U O N   A N N O ! ! !

In questo inizio di anno, APAID e ADOC, l’Associazione Nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori promossa dalla UIL, si uniscono per offrire un servizio unico nel suo genere ai consumatori.

ADOC, infatti, assiste gli iscritti attraverso operatori volontari esperti sui diritti del consumatore, in grado di fornire informazioni e supporto nei procedimenti di conciliazione. Grazie alla collaborazione con avvocati e volontari del servizio civile, ADOC offre inoltre una consulenza legale specialistica.

APAID, dal canto suo, è una delle principali associazioni di Periti Assicurativi, iscritti al Ruolo Nazionale tenuto da CONSAP. Nel 2023, l’associazione si impegnerà sia a livello sindacale che politico per la difesa e la promozione della categoria, oltre a continuare a offrire formazione ed informazione, come ha fatto sin dalla sua fondazione nel 2012.

Unendo le forze, le competenze e le strutture, APAID e ADOC saranno in grado di offrire un servizio completo all’utenza, che comprende la gestione del sinistro e delle riparazioni sia per auto che per immobili, oltre alla gestione dei danni alla persona e dei casi di medical malpractice.

Per richiedere il nostro intervento, basta compilare il modulo disponibile sul sito. Gli operatori saranno a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie e supportare nella gestione del sinistro in tutte le sue fasi.

Per richiedere il nostri intervento compila il modulo seguente. Sarai contattato a breve.

 

Congresso SIPA UGL HOLIDAY INN NAPOLI 11 MARZO 2023 ORE 09.30

da: luigi giugliano giugliano.sipa@gmail.com
a: snapis@pec.it,
aneis@pec.it,
associazione.aiped@pec.it,
segreteria.aicis@aicispec.it,
info@apaid.it,
UPIS <upis.web@gmail.com>,
Giuseppe Vetrano <vetrano.sipa@gmail.com> 

7 gen 2023, 12:16

Egregi Colleghi

Vi informo che l’11 Marzo 2023  alle 09:30 presso l’hotel Holiday Inn – centro direzionale di Napoli, si terrà il prossimo Congresso Nazionale del Sipa – Ugl.

Sarei felice di registrare la vostra partecipazione, in uno spirito di comunione, ovviamente nel rispetto delle reciproche identità e autonomie, per incominciare un nuovo anno lavorativo, all’insegna della lealtà, fautrice di future e costruttive collaborazioni, per il bene esclusivo della categoria.

Avervi con noi sarà un piacere e soprattutto un messaggio di unità che i
colleghi non potranno che apprezzare.

Vi attendo

Cordialmente

Luigi Giugliano


Luigi Giugliano
Segretario Nazionale SIPA
Sindacato Italiano Periti Assicurativi
Piazza Nazionale 50
80143 – Napoli
Mob. 3387034385

 

Insurance Trade | Tecnologia, punto di svolta per l’evoluzione del perito

Il cambiamento che coinvolge la professione del perito rami elementari procede a una velocità molto più sostenuta rispetto al passato. Sapersi rinnovare, innovando, è diventato ormai un obiettivo imprescindibile per stare al passo di un’evoluzione di un mercato che chiede sempre di più al loss adjuster: saper creare valore ma anche contenere i costi, usare sapientemente la tecnologia ma anche instaurare un alto livello di empatia con l’assicurato. Siamo quindi arrivati a un punto di svolta complesso, che Cineas e Anpre (Associazione nazionale periti rami elementari) hanno deciso di approfondire attraverso un convegno dal titolo Scenari Insurtech: come evolverà la figura del perito?, appuntamento che si è tenuto il 15 novembre a Milano e che è stato interamente moderato da Maria Rosa Alaggio, direttore di Insurance Trade.

Nelle battute iniziali, il presidente di Anpre, Daniele Barini, ha citato, tra le direttrici attorno a cui sta cambiando la professione del perito, la tecnologia e i nuovi servizi gestiti dagli studi peritali, in primis l’indennizzo in forma specifica, “che necessita di una nuova formazione per gli attori coinvolti, e di una professionalità maggiore per creare un rapporto empatico del cliente anche a distanza. Ci dobbiamo chiedere – ha aggiunto – come può contribuire il mondo peritale a questo cambiamento, come evolverà la figura del perito, e come questa trasformazione può avvenire in modo sostenibile”.
Esperienze di innovazione nel settore assicurativo
Tra le nuove tecnologie che stanno sempre più trovando spazio nella professione peritale ci sono le immagini satellitari, che permettono osservazioni su larga scala e al tempo stesso forniscono dettagli precisi sullo stato del terreno o sulla composizione dei materiali degli edifici, avendo una granularità e una precisione dei dati senza precedenti, ma soprattutto con tempi di risposta di pochi secondi. Ne ha parlato Gianni Cristian Iannelli, ceo di Ticinium Aerospace, sottolineando che i servizi satellitari sono “un ingranaggio di innovazione che deve essere condiviso con altri specialisti: noi non portiamo la soluzione – ha detto – ma aiutiamo a capire il problema”.
Il tema del coinvolgimento di molteplici attori nel processo peritale è stato poi discusso all’interno di una successiva tavola rotonda a cui hanno partecipato Andrea Agazzani, consigliere di Anpre; Aldo Capurro, co-chair Rigi Ruschlikon Italia; Pierangelo Colombo, presidente del gruppo agenti Allianz Viva; Emanuele Costa, partner and director in Boston Consulting Group; Omar El Idrissi, direzione sinistri responsabile liquidazione property di UnipolSai.
In prima battuta, Costa ha inquadrato i principali trend di cambiamento per la professione peritale: una maggior diversificazione dei processi liquidativi in base alla complessità del sinistro, la riparazione in forma specifica (ancora poco diffusa in Italia rispetto all’estero), e l’utilizzo dei dati per contenere il valore della liquidazione e la compressione sui margini. Sullo sfondo c’è la corsa dell’inflazione, che sui sinistri property ha avuto andamenti eterogenei, con un’accelerazione nei danni fenomeno elettrico, mentre sulle acque condotte l’aumento, inizialmente più contenuto, ha avuto un’accelerazione nei mesi successivi. Tenendo conto di questo scenario, El Idrissi ha spiegato che “sui sinistri di massa è imprescindibile un rigore tecnico importante, prestando molta attenzione a quanto riportato dai contratti, ed essere precisi a valutare le pre-esistenze; e anche nella parte assuntiva, nell’andare a verificare le somme assicurate”. Risulta pertanto fondamentale il ruolo degli intermediari, come ha ricordato Colombo, sottolineando che “l’agente è al centro di queste attività, perché a monte del sinistro c’è l’assunzione, la stipula del contratto”, pertanto “il sistema deve essere più collegato: agente e perito non devono essere due realtà distoniche, ma lavorare in sintonia”. Secondo Agazzani, tuttavia, sebbene il rapporto con l’intermediario sia “decisivo nella fase istruttoria e in quella di approccio”, nella valutazione del danno “credo si debba restare nell’alveo della competenza del perito, anche se concordo sull’importanza dello scambio di informazione tra le parti”. Una sottolineatura che trova conferme anche dal punto di vista del riassicuratore, come ha osservato Capurro, secondo cui la qualità dei dati che possono arrivare dalle reti peritali e da quelle agenziali possono offrire “un supporto agli assicuratori nell’aiutarle a collezionare i sinistri catastrofali che devono essere riportati alla riassicurazione”.
Ma un contributo all’evoluzione delle perizie nei rami elementari può arrivare anche dall’analisi delle buone pratiche messe in atto nel settore auto, tema di cui ha parlato  Giovanni Pascone, dirigente responsabile servizio Card di Ania, che ha parlato di qualità dei dati, con particolare riferimento a quelli provenienti dai dispositivi di sensoristica “che possono fornire strumenti molto utili all’impresa”; ma un’altra best practice a cui guardare riguarda l’ambito antifrode, in cui le compagnie vogliono replicare anche nei rami elementari i buoni risultati ottenuti nell’Rca.
Modelli di gestione dei sinistri tra competenze e tecnologia
Nel pomeriggio i lavori sono ripresi analizzando il ruolo del capitale umano e la funzione del perito assicurativo. Intervistato da Maria Rosa Alaggio, il presidente di Cineas, Massimo Michaud, ha ribadito la centralità della persona in un contesto in cui la tecnologia è sempre più imprescindibile. “Viviamo in un contesto in cui si sottolinea l’importanza dei dati. Ma i dati diventano interessanti solo quando diventano informazione, quando sono conoscenza, quando ci mettono in grado di formare un expertise”. Secondo Michaud, l’intelligenza artificiale è un trend interessante, “ma occorre comprendere se le informazioni a disposizioni abbiano un effettivo valore. E a valutarle non può che essere l’uomo. Io sono convinto – ha aggiunto – che così come nessuno andrebbe da un medico-computer per una diagnosi, allo stesso modo nessuno si affiderebbe totalmente a un sistema di AI”. La tecnologia non è quindi la soluzione unica per rispondere alla fonte di pressione sui periti rappresentata dalla richiesta di velocità da parte delle compagnie. Secondo Michaud, i periti devono imparare a guardare ai sinistri “tagliandoli in maniera diversa: in funzione della loro caratteristica l’approccio è diverso”.
Spunti di sicuro interesse per la platea, e da cui ha preso il via una seconda tavola rotonda in cui sono intervenuti Leandro Giacobbi, non life technical excellence, direzione danni, Gruppo Helvetia Italia; Massimiliano Maggioni, professional affiliate in management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Barbara Pepponi, non life director di Groupama Assicurazioni; Luca Tavecchia, responsabile claims non motor di Generali Italia; Giorgio Zappa, vicepresidente di Anpre.

Una fotografia dei principali trend nella gestione dei sinistri l’ha fornita Maggioni, a partire dalla riparazione diretta, che si sta spostando verso il segmento retail, con percentuali che vanno dal 7 al 13% di sinistri liquidati tramite questa modalità. Un secondo trend riguarda la tecnologia, e in particolare l’impiego dell’AI, chiamata a essere in grado di aiutare il perito nella valutazione del danno”. Infine, il tema dei processi: oggi in Italia tre compagnie su 10 hanno investito in ricerca e sviluppo su processi automatizzati (robotics) o sull’automatizzazione della fase istruttoria; “ciò significa che la relazione tra perito e mandante deve essere sempre più integrata”, ha detto Maggioni. Del resto “l’ambito claims è uno di quelli da cui deriva una buona parte della redditività della compagnia”, ha affermato Tavecchia, che ha parlato di come questa necessità debba conciliarsi con il concetto di servizio e con la relazione con il cliente. L’equilibrio tra questi aspetti si può raggiungere attraverso la tecnologia, sebbene “l’automazione però non è l’unico processo differenziante che possiamo mettere in campo”, perché sinistri molto complessi necessitano sempre di più di un approccio personalizzato. Anche Pepponi ha sottolineato l’importanza di condividere le informazioni, collegando le decisioni prese in sede di assunzione con quelle prese in fase liquidativa, osservando come però “ciò che oggi ci manca un po’ nei rami elementari è una raccolta di dettaglio di informazioni sul sinistro su ambienti strutturati che ci permetta di utilizzare le informazioni non solo in chiave liquidativa ma anche in fase di strutturazione del prodotto”. E se su questo punto Giacobbi ha messo l’accetto sulla necessità di “adeguare il working delle polizze”, richiamando il ruolo dell’intermediario nell’andare a rinnovare i contratti, Zappa ha messo l’accento sulle modalità di concepire l’innovazione: “fare le cose che noi facevamo già, ma in modo diverso, oppure iniziare a fare cose nuove”. In entrambi i casi “l’essere umano è sempre l’elemento al centro dell’attività, quindi vanno selezionate le persone migliori, facendo in modo di attrarre e trattenere i talenti più brillanti”

La giornata di lavori si è poi conclusa con l’ntervista di Maria Rosa Alaggio a Francesca Belinghieri, della direzione centrale tecnico scientifica responsabile area logistica di Federchimica. Portando il punto di vista delle aziende clienti del settore assicurativo, Belinghieri ha fatto il punto sulle principali problematiche legate al trasporto delle merci pericolose: un settore che solo lo 0,5% circa degli incidenti stradali che si verificano ogni anno in Italia, ma i cui sinistri possono avere una magnitudo molto elevata, per la cui gestione sono necessarie elevate competenze da parte di una molteplice platea di attori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sorgente: Insurance Trade | Tecnologia, punto di svolta per l’evoluzione del perito

Carta dei Diritti delle Vittime della Strada approvata dall’ONU

In occasione delle “Giornate europee del diritto della circolazione” organizzate dall’Istituto del Diritto della Circolazione Europea (IETL) è stata presentata la Carta dei Diritti delle Vittime della Strada approvata dall’ONU.

Consap, quale membro del Board dello IETL e del Consiglio dei Bureaux (COB) ha partecipato con il dr. Fabrice Lazari – Responsabile del Servizio “Centro di informazione italiano e Accordi internazionali” – alla redazione della Carta dei Diritti valorizzando l’esperienza del sistema italiano della r.c. auto.

La Carta dei Diritti nasce dall’auspicio del Segretariato UNECE, l’IETL e il COB di migliorare la situazione post-incidente delle vittime alleviando il danno e il dolore subito mediante l’applicazione di dieci principi riguardanti i diritti delle vittime della strada.

La Carta dei Diritti era attesa in particolare da vari Paesi in cui il sistema dell’assicurazione obbligatoria per il risarcimento dei danni causati dai sinistri stradali è ancora in stato embrionale o di recente istituzione al fine di poter disporre di un modello di riferimento a cui inspirarsi per far progredire la propria legislazione nazionale in materia.

I principi non sono un codice di condotta esaustivo, ma piuttosto un appello a fornire la migliore assistenza possibile alle vittime di incidenti stradali nella loro situazione post-incidente e a dare loro – o, in caso di morte, ai loro familiari – rapidamente ed equamente ciò che meritano: un modo dignitoso e rispettoso di rapportarsi negli incontri e un percorso comune di negoziazione del risarcimento.

Un risarcimento equo e, sotto tutti i punti di vista, adeguato dovrebbe essere l’obiettivo di questo approccio, per dare conforto all’ingiustizia subita dalla vittima o dai suoi familiari.

Sorgente: Carta dei Diritti delle Vittime della Strada approvata dall’ONU

Definito il Comitato Scientifico, 4 i Periti Assicurativi ~ Basta Vittime Sulla S.S.106

Pugliese: «Definito il Comitato Scientifico – Centro Studi Alisi e Ricerca»

34 tecnici: ingegneri civili, edili e trasportisti, architetti, geometri, statistici, matematici e periti

PUGLIESE: «DEFINITO IL COMITATO SCIENTIFICO – CENTRO STUDI ANALISI E RICERCA»

CALIGIURI: «RAPPRESENTEREMO NELLA SUA COMPLESSA DRAMMATICITÀ LE PROBLEMATICHE ESISTENTI AL NUOVO GOVERNO CON CUI AUSPICHIAMO DI COLLABORARE»

Il Responsabile del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Fabio Pugliese ha comunicato che è stato definito l’organigramma di questa importante e nevralgica area del sodalizio che da anni si batte per la messa in sicurezza e l’ammodernamento della famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria così come richiesto dal Presidente Leonardo Caligiuri.

Faranno parte del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca il Prof. Francesco Russo, professore ordinario dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, considerato uno dei migliori ingegneri trasportisti d’Europa; l’Avv. Rocco Lombardi Ph.D. di Diritto ed Economia dell’Ambiente e cultore di Diritto Privato presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Si tratta di un allievo del Prof. Giuseppe Tucci, compianto Presidente del Comitato Scientifico dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, con il quale l’Avv. Rocco Lombardi ha condiviso diverse pubblicazioni scientifiche come coautore; il Dott. Vanni Caragnano, laureato in Economia Aziendale nel 2003 con indirizzo statistico e componente del Tavolo Tecnico Permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (ora MIMS), sulla statistica relativa all’incidentalità stradale.

Sono, inoltre, 34 i tecnici volontari che fanno parte del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca: 6 ingegneri civili, 3 ingegneri edili, 8 ingegneri trasportisti, 2 architetti, 4 geometri, 3 economi, 2 matematici, 2 economi esperti in statistica e 4 periti assicurativi.

«Intendo ringraziare – dichiara Fabio Pugliese – quanti hanno deciso di dedicare gratuitamente parte del loro tempo al Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerche. Così come voglio ricordare che non è necessario essere iscritti all’organizzazione di volontariato per farne parte e, quindi, chiunque volesse farne parte può certamente farsi avanti perché più siamo e meglio lavoreremo».

«Sono molto soddisfatto – dichiara il Presidente Leonardo Caligiuri – della nostra squadra e spero che già da subito riusciremo a rappresentare nella sua complessa drammaticità le problematiche oggi esistenti sulla Statale 106 in Calabria. Sulla famigerata “strada della morte” aumentano sempre di più i problemi piccoli e grandi che meritano di essere affrontati e risolti definitivamente ma affinché ciò accada debbono essere prima compresi. Noi faremo di tutto per dare il nostro contributo in tal senso, esattamente come abbiamo sempre fatto da quando siamo nati, cercando di far comprendere al Governo, con cui auspichiamo di collaborare, ogni problema oggi presente sulla “strada della morte” in Calabria».

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”- 30 Novembre 2022

Sorgente: Pugliese: «Definito il Comitato Scientifico – Centro Studi Alisi e Ricerca» ~ Basta Vittime Sulla S.S.106

Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada – Il ruolo dell’assicuratore pubblico

L’AD Sanasi d’Arpe sul Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada

Logo WDR IT

In occasione della Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada, l’Amministratore Delegato di Consap ha voluto ricordare il ruolo ricoperto dalla società attraverso il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

“Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada – ha sottolineato il Prof. Sanasi d’Arpe – adempie ad un’importante funzione sociale. Ove non fosse stato istituito (con legge n. 990/1969) moltissime vittime di sinistri stradali non otterrebbero il giusto risarcimento.

Come noto, infatti, il Fondo tutela le vittime della strada dai danni non risarcibili con i normali meccanismi contrattuali. Si occupa, in particolare, del risarcimento dei danni conseguenti ad incidenti stradali in cui, per una serie di motivi (veicoli non identificati, non assicurati, posti in circolazione contro la volontà del proprietario o assicurati con imprese poste in liquidazione coatta), non è possibile la rivalsa nei confronti della compagnia assicurativa del responsabile.

Il ruolo sociale ricoperto da Consap – Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada – si fonda sul presupposto che tutti i danneggiati di un sinistro hanno diritto, in ogni caso, a un giusto risarcimento. Per tale motivo, l’evento indetto dall’ONU si rivela, oltre che meritorio, di grande importanza, richiamando l’attenzione ai diritti di tutte le vittime”.

La Giornata Mondiale del ricordo delle Vittime della Strada si celebra la terza domenica di novembre di ogni anno. È un evento indetto dalla Nazioni Unite istituito al fine di ricordare tutte le persone che sono state uccise e gravemente ferite sulle strade del mondo e per riconoscere la sofferenza di tutte le vittime: famiglie e comunità comprese.

Questa giornata offre l’opportunità di dimostrare l’enorme portata e l’impatto delle morti e dei feriti sulla strada, chiedendo ai governi e alle istituzioni coinvolte azioni concrete e urgenti per fermare le stragi sulle strade.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare: https://worlddayofremembrance.org/

Sorgente: Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada – Il ruolo dell’assicuratore pubblico

Comandante della municipale nei guai Pratiche al perito in cambio di soldi – Cronaca

La Procura chiede il processo per corruzione e induzione indebita per il capo dei vigili di Altopascio. Nel mirino dell’inchiesta le perizie per gli incidenti stradali. Accusato anche il consulente assicurativo

Dovrà rispondere delle accuse di corruzione e induzione indebita Italo Pellegrini, il comandante della polizia municipale di Altopascio. Reati per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nei suoi confronti e l’imputato, dal canto suo, ha chiesto di poter procedere per rito alternativo. Secondo la Procura, dal 2017 al 2018, Pellegrini avrebbe monopolizzato la gestione delle pratiche sugli infortuni stradali facendole arrivare sul tavolo sempre del solito perito, dietro compenso. Si tratta del professionista, senese di nascita, Luca Rossi con studio ad Altopascio. Anche per lui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione.

Stando alle accuse il meccanismo incriminato sarebbe stato il seguente: in caso di incidenti stradali il comandante Pellegrini si sarebbe occupato di fare da intermediario tra i conducenti dei mezzi coinvolti nei sinistri e il consulente assicurativo Rossi, fornendogli i contatti necessari e indicandolo come professionista al quale rivolgersi. In questo modo lo avrebbe aiutato a ottenere la gestione delle pratiche, sulle quali il perito aveva ovviamente un guadagno, e in cambio il comandante avrebbe ricevuto una parte della somma incassata. Ma non è tutto.

Sempre secondo la Procura, nello stesso periodo Pellegrini, forte del suo ruolo, avrebbe indotto il titolare di una carrozzeria di Altopascio a effettuare riparazioni su mezzi di sua proprietà senza poi pagare il costo del lavoro svolto, facendo leva sul fatto che, in qualità di comandante di polizia municipale, avrebbe avuto varie occasioni di rivolgersi a quella carrozzeria, piuttosto che ad altre, per le attività di soccorso in caso di incidenti stradali, nonché per il recupero dei veicoli coinvolti. Attività che, per il titolare della carrozzeria, sarebbero state appunto fonti di guadagno.

L’accusa, in questo caso, è quella di induzione indebita a dare o promettere utilità che va quindi ad aggiungersi a quella di corruzione. Per entrambi i capi di imputazione il pm titolare del fascicolo, Salvatore Giannino, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del comandande della polizia municipale. La difesa, rappresentata dall’avvocato Florenzo Storelli, ha risposto chiedendo di procedere con un rito abbreviato. L’imputato sarà in aula, di fronte al gup Simone Silvestri. Rito alternativo che sarebbe stato chiesto anche per il perito assicurativo Luca Rossi, accusato di corruzione per aver elargito denaro in cambio delle pratiche da gestire.

Nel frattempo il comandante Pellegrini rimane a tutti gli effetti in servizio. Il Comune di Altopascio fa sapere, infatti, che eventuali provvedimenti, se ritenuti necessari, saranno presi dopo l’udienza. Ma intanto, nell’ottica di tutelare anche se stesso, ha deciso di costituirsi parte civile.

Teresa Scarcella

Sorgente: Comandante della municipale nei guai Pratiche al perito in cambio di soldi – Cronaca

Assicurazione auto: come diventare un perito

Per diventare un perito di una compagnia di assicurazione auto è indispensabile il possesso di requisiti ben precisi. Ecco cosa c’è da sapere

Incidenti stradali, danni causati dagli agenti atmosferici e incendi. Spetta alla compagnia di assicurazione auto calcolare la stima dei danni e formulare una proposta di risarcimento. Per farlo si avvalgono della figura del perito assicurativo, chiamato a valutare l’entità del danno subito. Questo specialista può essere incaricato dalla propria società di assicurazione o dallo stesso assicurato. Si tratta insomma di una figura centrale in questo settore. Il perito assicurativo lavora per la maggior parte del tempo in modo indipendente ma può anche essere integrato in una compagnia di assicurazioni o in una società di perizie. Già, ma come diventare un perito assicurativo? Quali sono i requisiti richiesti? Al contrario a quanto si possa frettolosamente immaginare, per diventare un perito di una compagnia di assicurazione auto è infatti indispensabile il possesso di requisiti ben precisi. Anticipiamo subito che bisogna aver seguito un tirocinio biennale e quindi iscriversi nell’apposito albo dei professionisti. Ma entriamo nei dettagli normativi.
Verifica assicurazione auto estera

Risarcimento passeggeri assicurazione auto: quanto gli spetta?

Assicurazione chiavi auto: come funziona?

COSA FA IL PERITO DI UNA ASSICURAZIONE AUTO

Il perito assicurativo è uno specialista incaricato di intervenire nella liquidazione dei sinistri. Esperto del suo campo, osserva i danni, stima le cause dell’incidente stradale e valuta i costi di riparazione. Presta attenzione a ogni dettaglio con l’obiettivo di essere quanto più preciso ed equo possibile. In qualche modo è all’origine dell’importo del risarcimento ricevuto dall’assicurato, perché la compagnia di assicurazione si basa sulla sua perizia. Nello svolgimento della propria mansione deve agire in modo imparziale tra le parti. Dovrebbe quindi essere neutrale. Va comunque tenuto presente che il primo perito assicurativo a intervenire per la stima dei danni è incaricato dall’assicuratore. In caso di disaccordo con il proprio assicuratore ovvero con la perizia, l’automobilista può rivolgersi a un proprio perito assicurativo per effettuare una nuova valutazione. Tutte le conclusioni del perito dell’assicurazione auto sono riassunte in una relazione presentata all’automobilista. A partire da questo documento di valutazione che la compagnia di assicurazione formula la propria offerta di risarcimento.

COME DIVENTARE PERITO DI UNA ASSICURAZIONE AUTO

Punto di partenza per sapere come diventare perito di un’assicurazione auto è il Codice delle assicurazioni. Qui si legge che solo i professionisti iscritti nel ruolo specifico possono svolgere l’attività di accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore. Il primo step da superare è il possesso dei requisiti richiesti. Sono:

– il godimento dei diritti civili;

– la maturazione dei requisiti di onorabilità;

– il conseguimento di un diploma di scuola media secondaria superiore o di laurea triennale;

– lo svolgimento di un tirocinio biennale con tanto di superamento della prova d’idoneità;

– la mancata iscrizione nel registro degli intermediari di assicurazione e di riassicurazione;

– la non assunzione da dipendente pubblico;

– il divieto di esercitare l’attività di riparatore di veicoli o di natanti.

Il passaggio successivo è l’iscrizione vera e propria al ruolo dei periti delle assicurazioni auto. Il professionista può farlo solo dopo aver effettuato l’esame di idoneità. In termini concreti, deve presentare la domanda di iscrizione alla Concessionaria servizi assicurativi pubblici (Consap). Tutti gli anni deve quindi pagare il contributo annuale di vigilanza. Si tratta di un passaggio da non sottovalutare. Nel caso di mancato pagamento del contributo di vigilanza scatta infatti la procedura di riscossione coattiva delle somme dovute e l’avvio della procedura di cancellazione dal ruolo. Un decreto ministeriale stabilisce ogni anno l’importo da corrispondere.

 

ASSICURAZIONE AUTO: TIROCINIO ED ESAME PER PERITO, COME SI SVOLGONO

L’aspirante perito di un’assicurazione auto svolge il proprio tirocinio da un altro perito assicurativo iscritto all’albo. Dura due anni, dopodiché riceve in duplice copia l’attestazione di compiuta pratica. L’esame di idoneità è invece articolato in due prove scritte. La prima è la risoluzione di quesiti a risposta multipla relativi alle materie oggetto del programma d’esame ovvero al Codice delle assicurazioni private. La seconda è la redazione di una perizia, con tanto di illustrazione delle valutazioni e dei principi seguiti.

Sorgente: Assicurazione auto: come diventare un perito