Iscriviti ad ALLYmobile, gratis per te 10 video perizie

 

ALLYmobile è una piattaforma di video perizie online pensata per migliorare alcune dinamiche lavorative in ambito peritale.
In questa fase di emergenza sanitaria che l’Italia si trova ancora ad affrontare, la modalità di video perizie online risulta essere la soluzione migliore per poter continuare a lavorare da casa o dal proprio ufficio senza doversi recare personalmente dal cliente che ha richiesto una vostra perizia.


Con ALLYmobile ci siamo resi conto di quanto fosse importante trovare una soluzione ai problemi più comuni nel settore peritale, soprattutto in questo periodo.
Per questo, con la nostra piattaforma, abbiamo sviluppato un servizio semplice e intuitivo accessibile online da qualsiasi computer o tablet e, attraverso un cloud based, ALLYmobile è facilmente utilizzabile da smartphone, iOS e Android.
I periti che hanno iniziato ad utilizzare allymobile.it, in accordo con le compagnie, hanno potuto verificare come, in alcuni semplici passaggi, è possibile effettuare e concludere una perizia da remoto in soli 10 minuti.


Grazie all’efficienza di ALLYmobile siamo riusciti a coinvolgere, nell’utilizzo della nostra
piattaforma di video perizie, circa 70 studi peritali di tutta Italia, di cui la metà sono studi di periti auto e la restante parte sono studi peritali rami elementari e RCt. Siamo riusciti a dare alla nostra categoria un ottimo prodotto e ci impegneremo ad implementarlo in base alle esigenze dei nostri clienti.


ALLYmobile si basa sulla video chiamata da remoto e per poter effettuare la nostra perizia a distanza abbiamo bisogno semplicemente di uno smartphone e di una connessione ad internet. Il professionista può iscriversi gratuitamente alla piattaforma e offrire così il suo servizio ai clienti attraverso una video perizia online.
Con ALLYmobile potrai, oltre ad acquisire foto e video, acquisire, inviare e scaricare documenti da firmare come ad esempio accettazioni e quietanze, tutto tramite il tuo smartphone.


Grazie alla possibilità di utilizzare tecnologie in grado di geo localizzare il dispositivo del danneggiato con una precisione impeccabile, e grazie al video a supporto della customer service, si possono interfacciare in un’unica piattaforma tutti gli attori del sinistro, dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore velocizzando il processo di assistenza clienti.


Per i periti che si stanno chiedendo se la modalità di video perizia è consentita e regolamentata dal ruolo periti, riportiamo che “ il Regolamento Consap n.1 del 23 ottobre 2015 disciplina le modalità di accesso all’attività peritale e lo svolgimento della stessa non entrando nel merito della perizia che rimane attualmente –sia per il contenuto che per le modalità di estensione- di totale pertinenza del Perito Assicurativo.”

Non ti resta che provare! Iscriviti gratuitamente cliccando su questo link allymobile.it/register.php,
riceverai in omaggio 10 video chiamate per provare il sistema di video perizie online pensato da ALLYmobile.


www.allymobile.it la piattaforma delle VIDEO PERIZIE ONLINE.

Carote in calcestruzzo, norme cogenti, norme volontarie, CTU e CTP, sentenze e regolamenti: che casino

Di recente è stata pubblicata la versione italiana della norma UNI EN 13791:2019 – Valutazione della resistenza a compressione in sito nelle strutture e nei componenti prefabbricati di calcestruzzo. Si tratta di una norma importante, visto che il tema della qualità del calcestruzzo in opera è sempre più oggetto di discussione. È una norma che modifica sostanzialmente la precedente versione del 2008, prevedendo la possibilità di effettuare carote più piccole, fissando (finalmente) un numero minimo di carote, dei criteri di valutazione dell’affidabilità dei risultati … ma in questo articolo non parlo solo di questo !!!

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Cambiano le norme sul calcestruzzo: ma si applicano le nuove norme ?

La norma, di cui abbiamo pubblicato un bell’approfondimento del dott. Roberto Marino (Cambia la valutazione della resistenza in opera di strutture in calcestruzzo: analisi della nuova norma) in cui si spiegano i passaggi più complessi, riguarda un tema importante.

E non è un semplice passaggio di metodo di prova: nell’articolo si dimostra come con il nuovo riferimento normativo la verifica della resistenza in situ diventa più severa. Nell’esempio riportato di circa un 10% delle prestazioni attese. Questo avrebbe conseguenze anche sulla progettazione del calcestruzzo da parte dei fornitori.

C’è però un problema.

La nuova norma (rev. 2019) sulle carote in calcestruzzo non è applicabile

Il problema è che le norme tecniche, le NTC 2018, citano le norme del 2008. Per quanto riguarda la gerarchia delle norme (La L.1086 e la gerarchia delle norme: una guida alla comprensione del valore delle norme) infatti prevale, di fronte a due prescrizioni normative diverse, l’indicazione delle NTC.

Nelle NTC 2018 la resistenza caratteristica del calcestruzzo in situ va calcolata secondo quanto previsto nella norma UNI EN 13791:2008, ai §§ 7.3.2 e 7.3.3, considerando l’approccio B se il numero di carote è minore di 15, oppure l’approccio A se il numero di carote non è minore di 15, in accordo alle Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo elaborate e pubblicate dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Quindi, a norma di legge, continua ad avere efficacia la norma del 2008, ritirata però in sede UNI e CEN.

La nuova norma (rev. 2019) sulle carote in calcestruzzo è applicabile

Non è però del tutto così. Infatti le norme tecniche si applicano per i calcestruzzi strutturali. Ma nel caso di calcestruzzi non strutturali, a quale riferimento normativo mi riferisco?

Il campo di applicazione delle norme tecniche per le costruzioni lo troviamo nell’oggetto stesso del documento “Le presenti Norme tecniche per le costruzioni definiscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, e di durabilità.

Esse forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere.”

Quindi, considerando i requisiti essenziali, se abbiamo un’opera in calcestruzzo che non rientra in questo oggetto delle NTC, ci troviamo in una situazione in cui non vi è la prescrizione cogente alla norma del 2008, e quindi, vale la norma del 2019.

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Quale norma applico ? Prendiamo il caso dei Pavimenti Industriali

Una delle situazioni più complesse e universalmente dibattute è quella delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo. Un caso che ho trattato più volte su INGENIO, e di cui in questo articolo avevamo fatto un quadro piuttosto esaustivo “Lo strano caso dei pavimenti industriali in calcestruzzo” ricordando la genesi dei pareri e delle posizioni ufficiali sull’argomento, fino al parere firmato dal Consiglio Superiore dei LLPP.

Riprendendo dal punto in cui ci lascia l’articolo suddetto e applicandolo a queste riflessioni, … quindi … , se una pavimentazione industriale rientra all’interno delle fattispecie considerate dal parere del Consiglio Superiore dei LLPPallora siamo in un caso di pavimentazione industriale strutturale e … quindi … si applicano le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 e … quindi … in caso di contenzioso, le carote si fanno nel rispetto della UNI EN 13791:2008, mentre nel caso in cui la pavimentazione NON rientri nelle fattispecie di cui allo stesso parere del Consupp e quindi non sia strutturale si applica la UNI EN 13791:2019 con tutte le conseguenze del caso.

Opera strutturale o non strutturale, NTC o non NTC, norme vecchie e norme nuove … un bel casino

Se a qualcuno, per caso, la situazione sembra fino a questo momento di semplice applicazione … vorrei con un esempio spiegare perchè in realtà non lo è.

Prendiamo il caso di un’immobiliare che decide di realizzare un pavimento industriale, scollegato da strutture e fondazioni, in cui non è prevista l’installazione di scaffalature o impianti che possano portare a situazioni di pericolo. Il professionista chiamato a valutare – come il parere del CONSUPP prevede – se l’opera ricade nel concetto di struttura o meno, decide di non caratterizzarla come struttura. Si procede quindi alla realizzazione nel rispetto del DPR 380/2001 e successive integrazioni senza l’onere del progetto, della direzione lavori e collaudo. Il capannone viene acquistato dall’azienda Rossi che decide di realizzarci delle scaffalature di modesta entità. Chiede al progettista delle scaffalature di valutare se l’installazione delle stesse possa creare dei problemi in merito al requisito sulla sicurezza (Requisito 1 Allegato I del Regolamento (UE) n. 305/2011) il quale dichiara che vista la modesta entità delle scaffalature non vi è questo problema. Dopo l’installazione delle stesse, e un certo periodo di utilizzo del capanno, si creano delle fessure alla pavimentazione. Nasce un contenzioso legale, il giudice nomina un CTU il quale ritiene che il problema sia strutturale e, di conseguenza, che la pavimentazione debba intendersi come struttura. Per saggiare la qualità del calcestruzzo fa quindi delle carote.

Semplice? Provate a rispondere alle seguenti domande:

  • Quale giudizio prevale, quello del professionista iniziale, quello che ha dato l’avvallo per l’installazione delle scaffalature o quello del CTU ?
  • Le NTC si applicano?
  • Con quale norma si faranno le prove di carotatura? Quelle del 2008 o del 2019?

Faccio notare che nell’esempio ho considerato la presenza di una serie di pareri scritti dei professionisti che nella realtà quasi mai abbiamo. Quindi stiamo parlando di un esempio virtuoso, virtuosissimo. Inoltre, possiamo aggiungerne altre di domande:

  • il committente che aveva commissionato l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?
  • i professionisti che sono stati chiamati a esprimere dei pareri tecnici giudicando l’opera come non strutturale hanno delle responsabilità?
  • l’impresa che aveva realizzato l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?
  • il fornitore di calcestruzzo per l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?

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Serve chiarezza e semplificazione

Il DPR 380 dopo vent’anni di onesta vita in servizio andrebbe aggiornato. E sappiamo che è in fase di aggiornamento. Speriamo che si operi una grande azione di semplificazione e razionalizzazione.

Occorre superare il tema del non strutturale e strutturale

Una balaustra di un terrazzo, strutturale o meno, deve essere progettata, la sua costruzione deve essere verificata da un direttore dei lavori, e compresa nel collaudo. Un controsoffitto fa male se cade sulla testa delle persone a prescindere che qualcuno lo abbia catalogato struttura o non struttura. Quando attacco una libreria – in sospensione – a un muro non dovrebbe bastare una valutazione sul costo delle viti e dei tasselli per comprendere se è un pericolo o meno per i figli che ci dovranno studiare a fianco. Occorrono norme basate sui principi, e quindi semplici, con poche differenziazioni.

Più tecnicismi inseriamo nelle norme – come ci insegnava Pozzati – e più rendiamo difficile l’applicazione della legge e la qualificazione delle costruzioni.

Il nuovo testo unico delle costruzioni (già un passaggio importante, non più testo unico della sola edilizia) dovrebbe essere davvero unico, e riguardare tutte le opere, prevedendo sempre la figura del progettista, del direttore lavori e del collaudatore in ogni costruzione, e la presenza di uno strutturista in ogni intervento di ristrutturazione.

Oggi ci sono norme e prassi, riconosciute da Accredia, che affidano il compito di verifica della sicurezza e della progettazione di un serramento a un installatore !!! Ho un caro amico che è stato fermo per tre mesi – miracolato – perchè gli è caduto un infisso in testa mentre passava sotto una palazzina.

E per quanto riguarda la normativa tecnica occorre al più presto arrivare a un riordinamento e a una semplificazione. Valore universale delle NTC, passaggio istituzionale per qualsiasi modifica di una norma richiamata, che deve essere sempre gratuita, visto che è obbligatoria.

Non è possibile che oggi un operatore del settore delle costruzioni – dal professionista all’impresario, dal tecnico all’applicatore – debba sapersi muovere in un marasma di Norme di legge, Istruzioni CNR, Linee Guida CONSUPP, Ordinanze Protezione Civile e Commissari, documenti ENEA, Circolari dell’Agenzia delle Entrate, Marcature CE europee, certificazioni volontarie, CAM EPD CVT, sentenze della Cassazione, sentenze del TAR, sentenze della Corte dei Conti, ANAC, regolamenti edilizi che cambiano all’interno dei 7.982 comuni italiani … 

Per chi in questi mesi si è incazzato solo perchè doveva cambiare l’autocertificazione ogni 20 giorni provi a pensare per un momento a povero tecnico delle costruzioni che a seconda che si chiami pergolato, pergotenda o tenda cambiano le leggi di comune in comune.

Non possiamo pensare di lavorare in un sistema delle costruzioni in cui è la rincorsa alla sentenza più favorevole, allo spostamento della responsabilità tramite asseverazione, alla gigliottina del silenzio assenso che viene affidata la gestione delle regole del buon costruire.

Occorre tirare fuori la testa dalla sabbia, e per una volta affrontare con serietà il problema. Sono partito da un semplice caso, quelle delle carote in calcestruzzo, per arrivare a un problema molto più ampio, quello della normazione del settore delle costruzioni.

Serve una grande opera di semplificazione

La legge non ammette ignoranza! Sì, ma non solo di chi le deve applicare, ma anche di chi le scrive.

Sorgente: https://www.ingenio-web.it/27149-carote-in-calcestruzzo-norme-cogenti-norme-volontarie-ctu-e-ctp-sentenze-e-regolamenti-che-casino

Progetto Asseverazione Carrozzeria

Direzione Standard & Testing <direzione@standardetesting.it>21 maggio 2020 10:12
A: direzione@standardetesting.it
Gent.mi Tutti,

consapevoli della situazione, non brillante ma in graduale ripresa per tutta la filiera dell’autoriparazione, ci fa piacere informarVi che l’attività di Asseverazione è partita con le prime Carrozzerie che hanno superato la prima fase e stanno lavorando sulla seconda (propedeutica all’Asseverazione). La prima fase è per cominciare a mettere le basi e chiederei a Tutti gli interessati di contattarci in modo da poter procedere operativamente. Ci faremo parte attiva anche noi nel contattarVi nei prossimi giorni.
 
Buona giornata e buon lavoro.


Silvano Guelfi 
Paolo Saluto 
380-3029957 

VIDEO PERIZIE ONLINE? SCEGLI ALLYmobile

Il mercato delle video perizie online è un mercato in forte crescita negli ultimi anni, infatti, secondo un’analisi condotta dal nostro responsabile CMO e CDO, il futuro dei periti assicurativi che utilizzano le video perizie è in continua espansione. Il settore delle perizie assicurative è rimasto invariato per anni ma, la trasformazione digitale e la conseguente rivoluzione del settore assicurativo del mondo di oggi, non può che coinvolgere positivamente anche il campo peritale auto e rami elementari. Da ideatori e creatori di allymobile.it, la piattaforma delle video perizie online, abbiamo constatato come, con l’ausilio del video a supporto del perito, si possa offrire una perizia real-time a 360° completamente diversa dalla classica perizia.

Gli studi peritali che utilizzano la video perizia a supporto quotidiano nelle operazioni di verifica sinistri testimoniano, infatti, l’importanza dell’uso della videoperizia perché, oltre ad offrire una panoramica generale e dettagliata allo stesso tempo della perizia, offre una più semplificata gestione del lavoro e una migliorata customer experience del danneggiato. Ovviamente si tratta di un fenomeno che mostra i suoi maggiori utilizzatori nei paesi dove l’ “insurtech”, la “digital insurance” e la risoluzione digitale sono avvenute diversi anni fa, prima in altri settori e poi nel nostro di riferimento e, oggi, prende piede anche nel resto del mondo grazie ad un trend che da poco è arrivato anche nell’industria assicurativa ed in particolare in quello che è il settore peritale: il video.

Oggi vi è la possibilità di utilizzare tecnologie in grado di geo localizzare il dispositivo con una precisione impeccabile e, grazie al video a supporto della customer service, si possono interfacciare in un’unica piattaforma tutti gli attori del sinistro dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore. Questo è ciò che stiamo facendo con la piattaforma di video perizie online ALLYmobile.

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CTU Tribunale: quali sono i criteri per la nomina?

Come risaputo il giudice, per dirimere questioni tecniche complesse, ai sensi dell’art. 61 c.p.c., può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti tecnici.

Il CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) è una delle figure professionali centrali nell’ambito di un procedimento, tanto che ogni giudice, per confezionare il proprio giudizio si avvale di questi professionisti, i cui nominativi sono contenuti in appositi Albi professionali, tenuti presso tutti i Tribunali. Si tratta di un vero rapporto fiduciario che si stabilisce con il giudice, tenuto a scegliere da albi le cui categorie sono imposte dalla legge, ed il professionista nominato.

Sommario:
1. CTU: cos’è e qual è il ruolo del consulente
2. Nomina CTU: i criteri di scelta
3. Il conferimento di incarichi nella prassi giudiziaria

CTU: significato e qual è il ruolo del consulente

La CTU è una consulenza disposta da un Giudice nell’ambito di un procedimento giuridico (civile o penale), la cui finalità è quella di consentire l’acquisizione di informazioni utili a una decisione finale equa e precisa. Capita spesso che i temi sui quali il Giudice è chiamato ad intervenire rientrano in aree specifiche (come ad esempio la medicina, la psicologia, l’ingegneria, la biologia ecc.) per cui si rende necessario l’intervento di un profilo in possesso di competenze tecniche specifiche.

Il ruolo del CTU è quello di supportate il Giudice fornendogli i chiarimenti e le risposte tecniche necessarie per arrivare più agevolmente al giudizio finale. Si tratta in altre parole di un ausiliario del Giudice che non esercita attività decisoria ma opera in un rapporto strettamente fiduciario.

Nomina CTU: i criteri di scelta

Per avere omogeneità e correttezza nelle nomine è sceso in campo il Consiglio Superiore della Magistratura, la cui settima commissione ha adottato una delibera che spiega a tutti i Tribunali come scegliere i CTU. La commissione sottolinea come l’affiancamento nelle perizie del medico legale allo specialista dà garanzia di un collegamento tra sapere giuridico e sapere scientifico, necessario per consentire al giudice di espletare in modo ottimale la funzione di controllo logico razionale dell’accertamento peritale.

La recente legge 24/2017 (legge Gelli – Bianco) ha previsto tra le altre novità che in tutti i procedimenti, sia penali che civili, con oggetto la responsabilità sanitaria, in caso di conferimento di incarico peritale o consulenziale (CTU), vi sia un necessario affiancamento di almeno due professionalità.

Il “collegio” deve comprendere il medico legale e almeno uno specialista nella materia di cui si discute nel procedimento. Inoltre, questi specialisti devono avere una specifica e pratica conoscenza dell’oggetto del procedimento e devono essere scelti tra gli iscritti negli albi come prevedono le disposizioni di attuazione del c.p.c. e del c.p.p. La legge stabilisce che negli albi devono essere indicate e documentate le specializzazioni degli iscritti esperti in medicina e che in sede di revisione degli albi sia indicata l’esperienza professionale maturata, con particolare riferimento al numero e alla tipologia degli incarichi conferiti e di quelli revocati ed ancora che gli albi devono essere aggiornati almeno ogni cinque anni per garantire, oltre a quella medico-legale, un’ adeguata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche riferite a tutte le professioni sanitarie, tra i quali scegliere per la nomina.

Il conferimento di incarichi nella prassi giudiziaria

In questa sede, ciò che preme evidenziare è che purtroppo nell’ambito delle consulenze tecniche d’ufficio ed in particolare in quelle mediche, gli incarichi vengano assegnati non a specialisti della medicina legale, ma a medici privi di qualsivoglia specializzazione (medici di base) o ad “esperti” di branche che poco hanno a che vedere con il tipo di patologia da accertare. Così non è infrequente, specie nei giudizi di risarcimento del danno conseguente a sinistro stradale, che, ad esempio, lesioni ortopediche debbano essere valutate da un cardiologo o da un neurologo, con grave pregiudizio per coloro che si rivolgono alla Giustizia per la legittima tutela dei loro diritti ed interessi.

Tale modus procedendi, infatti, da una parte non consente l’adeguato dispendio delle tecniche della propria scienza, dovendo il consulente valutare casistiche non affini all’area medica di sua competenza e rischiando pericolose improvvisazioni e dall’altra comporta la produzione di CTU nulle perché elaborate senza l’adeguata conoscenza della dottrina e delle regole giuridiche che governano il processo.

Violazioni del genere, purtroppo, si registrano anche per quanto concerne la Ctu tecnica, nell’ambito dei processi, prevalentemente in materia di infortunistica stradale, dove la scelta ricade, anche in questi casi, su soggetti privi dei requisiti normativamente previsti, laddove è indiscutibile che il danno tecnico possa essere stimato solo ed esclusivamente da periti assicurativi iscritti all’albo nazionale gestito dalla Consap.

Ecco perché è doveroso sollecitare un più attento controllo sugli incarichi conferiti affinché, come normativamente previsto e recepito dalla giurisprudenza della Suprema Corte (Cass n. 18773 del 26.09.2016), si assuma davvero la centralità del medico legale (che, oltre ad essere esperto della materia scientifica di cui si parla, conosca il nesso di causa materiale e giuridica, sappia distinguere il concetto di rapporto contrattuale o extracontrattuale, l’onere della prova e così via) a cui, a seconda dei casi concreti, dovranno essere affiancati specialisti della branche concernenti la lesione oggetto della consulenza.

Il vuoto regolamentare riguardante la nomina dei periti per categoria tecnica e specializzazione fa dunque sì che vi siano delle irregolarità nelle consulenze, oltre che una violazione del principio processuale che fa da sfondo ad ogni aula di tribunale: la verità processuale.

Nel silenzio della legge, però, è il Presidente di ogni Tribunale che deve intervenire, vigilando sulle iscrizioni agli albi e sulle modalità di reclutamento dei Consulenti Tecnici di Ufficio investiti del delicato compito di accertare la realtà dei fatti in ottemperanza alla normativa vigente.

È dunque doveroso, a garanzia del corretto funzionamento dell’intero apparato giurisdizionale, sollecitare un opportuno e quantomeno celere intervento normativo che disciplini particolari forme di incompatibilità per i Consulenti iscritti o che vogliano iscriversi agli albi presso i Tribunali.

 

Sorgente: CTU Tribunale: quali sono i criteri per la nomina?

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Van Ameyde

Securing stories every day

La nostra storia parla di voi, dei nostri clienti. Racconta chi siete, cosa fate e ciò che possiamo fare noi per voi. Come società di servizi professionali attiva a livello mondiale, dedichiamo tutti i nostri sforzi al vostro successo quotidiano. All’obiettivo di “securing the unique the stories” di oltre 1.000 clienti aziendali che operano nei mercati globali delle assicurazioni e della gestione dei rischi. Continua a leggere chi siamo

Securing the story of… Darag: ‘the origin of value’
Services:

Solutions|Systems

Il grande gruppo assicurativo e riassicurativo internazionale Darag è specializzato nell’acquisizione di portafogli sinistri da attività dismesse e nella fornitura di soluzioni per l’alleggerimento dei requisiti patrimoniali. In qualità di partner di Darag, Van Ameyde è orgogliosa di contribuire al successo del suo cliente con una gestione proattiva ed efficace dei sinistri in run off.

GUARDA LA STORIA

Sorgente: Van Ameyde

Sinistro da turbativa: cosa fare e chi paga

Incidenti stradali: come definire il torto e la ragione se le auto non si sono scontrate e una di queste sbanda e va a sbattere contro un ostacolo.

È frequente chiedersi, nell’ipotesi in cui si realizzi un sinistro da turbativacosa fare e chi paga. Prima di rispondere a questo interessante quesito dobbiamo spiegare di cosa si tratta: cos’è e quando si verifica un “sinistro da turbativa”? Premesso che si tratta di un termine di uso comune, che non trova alcuna definizione nel linguaggio giuridico, dobbiamo entrare nel significato che dà ad esso la convenzione. 

Quando parliamo di incidenti stradali siamo abituati a pensare al classico urto tra due o più automobili, verosimilmente a un incrocio o in una strada stretta, dove le carrozzerie si accartocciano e sull’asfalto restano i segni tangibili delle frenate. 

Ma un incidente potrebbe anche non avere questo tradizionale aspetto. Immaginiamo allora una stradina che si incanali su un’arteria più grande. Sulla prima, avanza un’auto che, incurante dello stop, si immette velocemente sulla carreggiata principale. Nel compiere questa manovra imprudente non si avvede di un’altra macchina che, invece, col diritto di precedenza, sta transitando a velocità sostenuta ma regolamentare. Il conducente di quest’ultima, realizzando il pericolo alla sua destra, per evitare una collisione, fa una repentina sterzata. A seguito della manovra, perde il controllo del mezzo e, dopo aver sbandato, va a sbattere contro il muro di contenimento posto sul lato opposto della strada. 

Siamo in presenza di un sinistro senza un effettivo scontro: non ci sono punti di contatto tra le due auto. 

Ecco allora cos’è un sinistro da turbativa: un incidente senza scontri, tipico quando un’auto o un motorino taglia la strada a un altro veicolo facendolo sbandare e urtare contro un altro ostacolo. Bene, in caso di sinistro da turbativa, cosa fare e chi paga? Cerchiamo di chiarirlo qui di seguito.

Sinistro da turbativa: è un incidente stradale?

Nella nozione di incidente stradale in senso stretto rientrano anche quelle situazioni in cui i conducenti delle auto non si scontrano tra loro. I sinistri sono tutti quei fatti che creano una “turbativa” nella normale circolazione e non v’è dubbio che sbandare o frenare all’improvviso possa definirsi tale. 

Dunque, un sinistro da turbativa è un incidente stradale vero e proprio per il quale opera la copertura dell’assicurazione. Ed allora spetterà proprio a quest’ultima decidere a chi liquidare il risarcimento sulla base della ricostruzione della dinamica. 

Il punto però è che, se già è difficile definire il torto e la ragione in un comune tamponamento, figuriamoci come possa divenirlo nel caso in cui tra i veicoli non vi siano punti di contatto. Punti che, di norma, servono proprio per ricostruire la dinamica dello scontro e, quindi, le rispettive ragioni. È anche sulla base dei danni riportati dallo scontro, dalla capacità di un paraurti di penetrare la carrozzeria di un’altra macchina che si può comprendere la velocità dei veicoli. 

Come si stabilisce il torto e la ragione negli incidenti stradali?

Le norme sull’infortunistica stradale sono sempre le stesse, sia con uno scontro che in sua assenza. 

La disposizione che presiede su tutto il meccanismo di indennizzo è l’articolo 2054 del Codice civile in forza della quale vengono stabilite due regole fondamentali:

  • la prima: il conducente di un veicolo è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo stesso, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno;
  • la seconda: nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.

Le vedremo meglio qui di seguito.

La doppia prova per ottenere il risarcimento del danno

La prima regola, come visto, non parla necessariamente di scontro tra veicoli. Per cui, il risarcimento è dovuto anche nel caso di sinistri da turbativa. Per avere però il risarcimento – si deduce dalla norma – non basta dimostrare che l’altro conducente ha violato il Codice della strada, ma bisogna anche dimostrare di aver fatto di tutto per impedire l’urto. Il che significa che chi guida deve poter prevedere anche le imprudenze altrui. E se non lo fa, non può reclamare alcun indennizzo. Un esempio chiarirà meglio la situazione. 

Tullio procede in direzione di un incrocio. Ha la precedenza e, quindi, si avvia verso il centro del quadrivio con una certa disinvoltura e noncuranza per ciò che succede attorno a lui. Tuttavia, alla sua sinistra, c’è un’auto che, a velocità sostenuta, sta facendo di tutto per arrivare prima di lui al centro e passare prima. Tullio, se solo fosse più attento, si accorgerebbe dell’ostacolo e potrebbe fermarsi. Invece, non lo fa, un po’ perché distratto, un po’ perché, con prepotenza, ritiene di dover passare a tutti i costi per primo. Così Tullio va a sbattere contro la macchina che, seppur avente l’obbligo di dare la precedenza, aveva già occupato buona parte dell’incrocio.

La sostanza è semplice: bisogna fare di tutto per evitare gli incidenti, bisogna guidare con attenzione e prudenza, avendo sempre gli occhi puntati sulla strada e prevedendo anche le imprudenze degli altri. 

Sottolineando ancora una volta questo concetto, ciò significa che, per farsi risarcire dall’assicurazione è necessario fornire due prove:

  • quella della violazione del Codice della strada da parte dell’altro conducente;
  • quella di non aver potuto impedire lo scontro pur usando un comportamento diligente.

In assenza di prove opera il concorso di colpa

La seconda regola sull’infortunistica stradale stabilisce invece che, nell’ipotesi in cui nessuno dei due conducenti riesca a fornire la prova delle proprie ragioni per come sopra appena illustrato, si applica un concorso di colpa.

Con il concorso di colpa, ciascuna assicurazione risarcisce solo in percentuale il proprio assicurato. Se il giudice non stabilisce diversamente, la percentuale è del 50% a testa. Così, ad esempio, chi ha riportato un danno da 1.000 euro otterrà solo 500 euro di indennizzo. 

L’aumento della classe di merito assicurativa scatta, però, solo con una percentuale di colpa pari almeno al 51%.

Come definire gli incidenti da turbativa

Per definire il torto e la ragione negli incidenti da turbativa, bisogna raccogliere le poche prove che possono essere reperite come ad esempio:

  • segnaletica stradale (eventuali stop, obblighi di precedenza) dalla quale ricostruire se vi sono state violazioni del Codice della strada;
  • testimonianze dei presenti che abbiano assistito al sinistro o di eventuali passeggeri trasportati nelle auto (non sono ammesse le testimonianze delle parti in causa, ossia dei danneggiati);
  • frenate sull’asfalto;
  • entità dell’impatto dei veicoli contro eventuali ostacoli esterni;
  • verbale della polizia eventualmente intervenuta sul luogo e relative rilevazioni;
  • perizie balistiche.

In assenza di prove sufficienti a definire, in modo netto, la responsabilità di uno dei conducenti, si applicherà il concorso di colpa.

Sorgente: Sinistro da turbativa: cosa fare e chi paga

ALLYmobile, un servizio di video perizie online a portata di smartphone

Quando abbiamo pensato allo sviluppo di un servizio che potesse aiutare concretamente noi periti nelle operazioni di verifica sinistri, velocizzando la gestione delle pratiche, avevamo in mente proprio i servizi offerti dalla nostra piattaforma di video perizie online ALLYmobile.

Con la nostra piattaforma abbiamo sviluppato un servizio semplice e intuitivo accessibile online da qualsiasi computer o tablet, e attraverso un cloud based ALLYmobile è facilmente utilizzabile da smartphone, iOS e Android.

Infatti, i periti che hanno iniziato a svolgere le loro video perizie con  ALLYmobile, in accordo con le compagnie assicurative, hanno potuto verificare come, in alcuni semplici passaggi, è possibile effettuare e concludere una perizia da remoto.

La nostra piattaforma di video perizie online in pochi semplici passaggi può significativamente contribuire al miglioramento di alcune dinamiche lavorative in ambito peritale.

Con la piattaforma di video perizie ALLYmobile avrai la possibilità di utilizzare una tecnologia in grado di geo localizzare il dispositivo del tuo cliente con una precisione impeccabile e, grazie al video a supporto della customer service, si potranno interfacciare in un’unica piattaforma tutti gli attori del sinistro, dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore.

ALLYmobile basandosi sull’uso della video chiamata da smartphone, iOS e Android, permette di effettuare una video perizia dettagliata a distanza geo localizzata e, oltre ad acquisire foto e video, consente all’operatore di ottenere, inviare e scaricare documenti firmati come ad esempio accettazioni e quietanze; tutto nel rispetto del Regolamento Consap n.1 del 23 ottobre 2015 che disciplina le modalità di accesso all’attività peritale e lo svolgimento della stessa.

Non è mai stato così facile definire una perizia in soli 10 minuti!

L’ iscrizione alla piattaforma allymobile.it è totalmente gratuita e, per far provare il nostro servizio, verrà offerto subito un pacchetto di benvenuto di 10 video chiamate a ogni perito che si iscriverà.

Per ogni altra informazione e curiosità puoi contattarci al 3894819688, saremo lieti di seguirti in ogni passaggio e spiegarti come funziona ALLYmobile.

www.allymobile.it la piattaforma delle VIDEO PERIZIE ONLINE.

Non ti resta che provare!

 

 

Hertz a un passo dal fallimento – MilanoFinanza.it

  Hertz Global Holdings si sta preparando a una possibile istanza fallimentare, a seguito del mancato pagamento dei canoni di leasing per preservare liquidità e far fronte all’impatto della pandemia di Covid-19. Lo ha scritto il Wall Street Journal, precisando che la società di autonoleggio e i suoi consulenti starebbero negoziando con gli istituti di credito senior e alcuni detentori dei notes della società allo scopo di ridurre temporaneamente i pagamenti.

La situazione non è chiara, hanno riferito le fonti, aggiungendo che Hertz è in trattative con i creditori riguardo un accordo di tolleranza per rinunciare a un default e evitare potenzialmente il fallimento. Lunedì scorso Hertz non ha effettuato i pagamenti dei canoni di leasing attualmente operativi, dando il via a un periodo di proroga che scadrà il 4 maggio. Se un numero sufficiente di creditori non accetterà di rinunciare a qualsiasi inadempienza della società entro la fine del periodo di proroga, “Hertz potrebbe subirne un impatto negativo materiale”, ha riferito la società. Di recente Hertz ha assunto dei consulenti per elaborare un piano di ristrutturazione del proprio debito pari a 17 miliardi di dollari, che comprende 3,7 miliardi usd in obbligazioni e prestiti societari e 13,4 miliardi usd di titoli garantiti da veicoli. (riproduzione riservata)

Sorgente: Hertz a un passo dal fallimento – MilanoFinanza.it

Cassazione: paga i danni il consulente che fa sarcasmo contro il Ctu

Il consulente di parte è tenuto a risarcire il Ctu se con le sue osservazioni travalica i limiti della continenza, usando toni sarcastici e denigratori

La Cassazione con la sentenza n. 12490/2020 (sotto allegata) respinge il ricorso di un consulente di parte condannato in primo e secondo grado alla pena di giustizia e a risarcire il Ctu, per averlo diffamato in una relazione redatta per una causa civile. La Corte ribadisce nella motivazione che il diritto di critica trova un preciso limite nella continenza. Per cui se i toni impiegati sono eccessivamente aspri, offensivi e denigratori rispetto a ciò che si deve esprimere si incorre nel reato di diffamazione.

Sorgente: Cassazione: paga i danni il consulente che fa sarcasmo contro il Ctu

Riapertura degli studi professionali | C.U.P.S.I.T. – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani

Studi professionali, fase 2.

Punto interrogativo su come riapriranno gli studi professionali. Un settore, il nostro, poco considerato ma che ha risentito molto del lockdown: spesso e volentieri, infatti, i liberi professionisti tra i quali anche noi patrocinatori stragiudiziali operiamo nel mercato della concorrenza a partita Iva e senza alcuna tutela remunerativa in quanto non previsto un compenso fisso.

Procedura riapertura anticipata

Gli studi di infortunistica, in quanto attività correlate al settore assicurativo, potranno chiedere alla Prefettura della provincia o dell’area metropolitana di appartenenza, la riapertura anticipata della propria attività al fine di poter assicurare, in un momento di forte crisi economica, la ripresa delle attività a tutela del ristoro dei danni dovuti agli assistiti.
A tal fine, le domande dovranno essere inviate alla casella di posta elettronica certificata della Prefettura dal legale rappresentante della azienda interessata, indicando nell’oggetto “DPCM 10 aprile 2020 – Comunicazione attività funzionale alla filiera ai sensi dell’art. 2, comma 3” , complete delle seguenti informazioni:

  • sede dello studio;
  • tipologia di attività;
  • auto dichiarazione del titolare della ditta attestante la fornitura o somministrazione di prodotti o servizi a favore delle imprese che svolgono le attività consentite di cui all’art. 2, comma 3 del D.P.C.M. in parola, indicando i beneficiari dell’attività e il relativo codice ATECO.

Sorgente: Riapertura degli studi professionali | C.U.P.S.I.T. – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani

Perizie sugli incendi dei veicoli

Già nel 2014 vi abbiamo parlato di incendi di veicoli. In quell’articolo parlavamo dei motivi per i quali un’auto brucia. In questi anni ci sono capitati molti altri casi di perizie su auto incendiate più o meno completamente, tese ad accertare le cause dell’innesco.  Auto, moto, camion, rimorchi e barche. Tanti veicoli che in Italia bruciano. Sono circa 50 al giorno. Ma la domanda è sempre la stessa. Perchè?

Se esaminiamo il bollettino semestrale messo a disposizione dal Ministero dei Trasporti (sotto) vediamo che le case costruttrrici riconoscono almento una cinquantina di cause.

Oltre queste bisogna considerare quella dolosa, quella da cattiva manutenzione o manomissione involontaria dell’impianto elettrico o di alimentazione e quella per cattivo utilizzo del mezzo con sgommate continuate o testa coda ripetuti o il bloccaggio delle ruote.

Dalla nostra esperienza abbiamo verificato anche errori di rifonimento benzina/gasolio che ha dato luogo a ritorni di fiamma dal circuito di aspirazione con conseguenza bruciatura dell’elemento filtrante del filtro aria. Tubi di benzina o gasolio allentati con fuoriuscita del carburante, riparazioni mal fatte che hanno visto impianti non ripristinati come in origine, motorini di avviamento o alternatori bloccati che avevano cominciato a bruciare.

In ogni caso la buona analisi parte dal’esame completo del veicolo, sopra e sotto lo stesso, analizzando ogni parte ed in base alle parti bruciate capire le temperature raggiunte ed il punto di maggior applicazione della forza del fuoco e soprattutto il punto di innesco.

Quelle che seguono sono le cause di incendio riconosciute dalle case automobilistiche. Se non trovate una specifica vettura che si è incendiata non vuol dire che non tema gli stessi pericoli, ma solo che la casa automobilistica non li ha ancora individuati. Le cause evidenziate possono essere riscontrate su tutte le vetture in cirolazione, oltre a quelle sopra citate.

CAUSE DI INCENDIO DI AUTOVETTURE

Dal 38° BOLLETTINO SEMESTRALE DI RICHIAMO DEI VEICOLI DIFETTOSI a cura del  Ministero dei Trasporti

ADAM OPEL

35 OPEL ASTRA H/ASTRA G Periodo di produzione: anni 2003/2005 Numero veicoli da richiamare: 5126 Difetto: possibile non conformità interruttore pressione olio, con pericolo di incendio: luglio 2008

95 OPEL ASTRA J Periodo di produzione: anni 2010/2012 Numero veicoli da richiamare: 9812 Difetto: possibile malfunzionamento ventola radiatore e conseguente incendio: febbraio 2016

99 OPEL MOKKA Periodo di produzione: anni 2015/2016 Numero veicoli da richiamare: 4739 Difetto: possibile infiltrazione acqua centralina freni (EBCM) e rischio incendio: giugno 2016

114 OPEL ZAFIRA B Periodo di produzione: anni 2005/2014 Numero veicoli da richiamare: non indicato Difetto: possibile malfunzionamento ventola riscaldamento abitacolo e rischio incendio: febbraio 2017

120 OPEL INSIGNIA A Periodo di produzione: anni 2009/2010/2011/2012 Numero veicoli da richiamare: 1096 Difetto: possibile ingresso acqua centralina portellone posteriore e rischio incendio: luglio 2017

143 OPEL INSIGNIA B Periodo di produzione: anno 2018 Numero veicoli da richiamare: 699 Difetto: possibile rottura condotto carburante a rischio di incendio : settembre 2018

BMW

11 SERIE 1; SERIE 5; SERIE 7; X3/X5/E60; E61; E70; E71; E81: E82; E83; E87; E88; F01; F02 con motore diesel Periodo di produzione: agosto 2008/giugno 2009 Numero veicoli da richiamare: 19428 Difetto: possibile penetrazione umidità contatti elettrici filtro carburante, con corto circuito ed eventuale incendio: settembre 2011

13 SERIE 5 E60/E61; M5 E60/E61; SERIE 6 E63/E64; M6 E63/E64 Periodo di produzione: anni 2003/2010 Numero veicoli da richiamare: 74641 Difetto: possibile allentamento vite connessione cavi batteria con probabile surriscaldamento ed eventuale incendio bagagliaio: giugno 2012

30 SERIE – E9X Periodo di produzione: anni 2004/2011 Numero veicoli da richiamare: 116677 Difetto: possibile deterioramento connettore ventola climatizzazione e rischio di incendio: dicembre 2018

45 F1x/F2x/F3x/F4x/G0x/G1x/G3x con motore B47 Periodo di produzione: anni 2014/2017 Numero veicoli da richiamare: 39025 Difetto: possibile malfunzionamento radiatore AGR con perdita di glicole ed eventuale incendio collettore aspirazione: novembre 2019

 CHEVROLET/CADILLAC/HUMMER

46 Cadillac ATS Sedan Periodo di produzione: aprile 2012/agosto 2015 Numero veicoli da richiamare: non indicato Difetto: possibile surriscaldamento sistema sbrinamento anteriore e rischio incendio: ottobre 2015

 DAIMLER MERCEDES BENZ/DODGE/JEEP/CHRYSLER/SMART

360 MERCEDES 166/292 Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 412 Difetto: possibile fuoriuscita olio ACV e conseguente incendio: agosto 2018

 

F.C.A. CHRYSLER

15 JEEP Wrangler Periodo di produzione: febbraio 2010/luglio 2013 Numero veicoli da richiamare: 4772 Difetto: possibile sviluppo incendio per infiltrazione acqua specchietti: marzo 2015

33 JEEP Cherokee Periodo di produzione: gennaio 2013/febbraio 2015 Numero veicoli da richiamare: 3110 Difetto: possibile malfunzionamento modulo comando portellone elettrico e conseguente incendio: novembre 2015

38 JEEP Cherokee Periodo di produzione: febbraio 2015/settembre 2015 Numero veicoli da richiamare: 1454 Difetto: possibile cortocircuito modulo telecomando portellone elettrico e conseguente incendio: febbraio 2016

45 DODGE Journey Periodo di produzione: giugno 2010/aprile 2015 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile distacco coperchio motore e conseguente incendio.

48 JEEP Compass/Patriot Periodo di produzione: gennaio 2015/maggio 2015 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile distacco tubazione servosterzo e conseguente incendio.

51 JEEP Cherokee Periodo di produzione: ottobre 2014/giugno 2015 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile non corretto posizionamento tubo condizionatore e conseguente incendio vano motore.

93 JEEP Grand Cherokee Periodo di produzione: gennaio 2010/settembre 2012 Numero veicoli da richiamare: 3854 Difetto: possibile corto circuito cablaggio luce di cortesia e conseguente rischio incendio: settembre 2016

94 DODGE Durango Periodo di produzione: gennaio 2010/settembre 2012 Numero veicoli da richiamare: non indicato Difetto: possibile corto circuito cablaggio luce di cortesia e conseguente rischio incendio: settembre 2016

105 JEEP Grand Cherokee Periodo di produzione: febbraio 2016/aprile 2016 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile perdita carburante tubo crossover e conseguente incendio motore: gennaio 2017

113 JEEP Wrangler Periodo di produzione: novembre 2016 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: mancata conformità valvola controllo serbatoio carburante ed eventuale incendio.

144 JEEP Compass Periodo di produzione: settembre 2016/febbraio 2017 Numero veicoli da richiamare : non accertato Difetto: cavo di terra assemblato in modo errato con possibile innesco di bruciatura

147 DODGE Ram Periodo di produzione: maggio 2017 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile perdita carburante serbatoio e rischio di incendio.

149 DODGE Challenger/Charger Periodo di produzione: febbraio 2017/maggio 2017 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile perdita olio motore e conseguente incendio.

160 JEEP Grand Cherokee Periodo di produzione: gennaio 2014/febbraio 2014 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: malfunzionamento alternatore e rischio di incendio.

161 CHRYSLER 300 Periodo di produzione: gennaio 2014/febbraio 2014 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: malfunzionamento alternatore e rischio di incendio.

162 DODGE Challenger/Changer/Durango Periodo di produzione: gennaio 2014/febbraio 2014 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: malfunzionamento alternatore e rischio di incendio.

164 JEEP Grand Cherokee Periodo di produzione: ottobre 2017/dicembre 2017 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile rottura condotto carburante e rischio di incendio.

171 DODGE Ram Periodo di produzione: ottobre 2012/febbraio 2017 Numero veicoli da richiamare. Difetto: possibile incendio vano motore causa guasto pompa acqua: marzo 2018

175 JEEP Cherokee Periodo di produzione: settembre 2017/gennaio 2018 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile difettosità tubo alimentazione carburante ed eventuale incendio.

223 DODGE Dakota Periodo di produzione: maggio 2004/giugno 2005 Numero veicoli da richiamare : non indicato Difetto: possibile malfunzionamento piastra riscaldante sedili e conseguenti bruciature: gennaio 2019

233 DODGE Ram 1500 Periodo di produzione: agosto 2018/dicembre 2018 Numero veicoli da richiamare: non accertato Difetto: possibile surriscaldamento cavo terminale batteria ausiliaria e rischio di incendio.

 FORD

55 FIESTA Diesel Periodo di produzione: gennaio 2012/agosto 2013 Numero veicoli da richiamare: 21389 Difetto: possibile infiltrazione acqua centralina candelette e conseguente incendio: settembre 2016

63 KUGA Periodo di produzione: luglio 2012/giugno 2014 Numero veicoli da richiamare: 11743 Difetto: possibile incendio materiale isolante montanti centrali: settembre 2017

66 KUGA/FOCUS/C-MAX/TRANSIT Connect/FIESTA ST Periodo di produzione: giugno 2010/dicembre 2014 Numero veicoli da richiamare: 4668 Difetto: possibile incendio vano motore causa surriscaldamento testata: gennaio 2018

78 Vari modelli con sistema start/stop Periodo di produzione: giugno 2016/maggio 2018 Numero veicoli da richiamare: 4611 Difetto: possibile riscaldamento frizione e rottura spingidisco, con rischio di incendio: marzo 2019

81 FIGO/KA Periodo di produzione: settembre 2017/maggio 2019 Numero veicoli da richiamare: 9611 Difetto: possibile non corretta installazione cablaggio vano motore e rischio incendio: agosto 2019

FUJI HEAVY INDUSTRIES

37 SUBARU Legacy/Outback/Impreza/Forester Periodo di produzione: anni 2006/2013 Numero veicoli da richiamare: 1540 Difetto: possibilità avaria pompa aria e rischio di incendio: maggio 2017

41 SUBARU Legacy/Outback Periodo di produzione: anni 2010/2014 Numero veicoli da richiamare: 361 Difetto: possibile avaria pompa aria secondaria e conseguente surriscaldamento ed incendio: marzo 2018

 GRUPPO VOLKSWAGEN

70 VOLKSWAGEN Golf/Golf Plus Periodo di produzione: novembre 2006/gennaio 2007 Numero veicoli da richiamare: 3841 Difetto: probabile imperfetto posizionamento cavo massa riscaldamento, e possibile incendio: marzo 2007

80 VOLKSWAGEN Tiguan Periodo di produzione: luglio 2007/febbraio 2008 Numero veicoli da richiamare: 2449 Difetto: possibile non corretto avvitamento cavo massa, con surriscaldamento ed incendio: luglio 2008

81 VOLKSWAGEN Polo, con riscaldamento sedile Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 32 Difetto: possibile corto circuito stuoia riscaldamento sedile, e conseguente incendio: marzo 2007

83 VOLKSWAGEN Polo/Variant/Jetta Periodo di produzione: gennaio 2007/gennaio 2008 Numero veicoli da richiamare: 2138 Difetto: non corretto collegamento cavo massa, e conseguente possibile incendio: gennaio 2008

194 AUDI A4/A5/Q5 Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 4445/23659/53448/4800 Difetto: possibile avaria impianto climatizzazione e rischio di incendio: novembre 2017/febbario 2018

199 VOLKSWAGEN Scirocco/Jetta/Eos/Passat/Golf/Tiguan/Polo/Sharan/Beetle con motore diesel start/stop Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 4852 Difetto: possibile malfunzionamento motorino avviamento e rischio incendio: maggio 2018

208 SEAT Altea/Leon/Ibiza/Alhambra con start/stop Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 201 Difetto: possibile malfunzionamento sistema start/stop e rischio di incendio: marzo 2018

215 AUDI A4/A5/A6/Q5 Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 19 Difetto: possibile surriscaldamento pompa liquido raffreddamento e rischio di incendio: giugno 2018

225 AUDI R8 Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 84 Difetto: possibile perdita olio cambio velocità e conseguente incendio: ottobre 2018

230 VOLKSWAGEN Tiguan/Touran con tetto panoramico Periodo di produzione: aprile 2015/luglio 2018 Numero veicoli da richiamare: 7207 Difetto: possibile innesco bruciatura modulo illuminazione tetto panoramico: novembre 2018

253 AUDI A6/A7 Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 800 Difetto: possibile avaria impianto climatizzazione e rischio di incendio: febbraio 2019

285 AUDI Q7 Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 289 Difetto: possibile surriscaldamento telecamera centrale e rischio di incendio: novembre 2019

286 AUDI e-tron Periodo di produzione: non indicato Numero veicoli da richiamare: 87 Difetto: possibile infiltrazione acqua nella batteria, segnalazione “disturbo” con accensione spia e rischio di incendio: giugno 2019

HONDA MOTOR CO. LTD

31 LEGEND (KB1) Periodo di produzione: anni 2007/2008 Numero veicoli da richiamare: 155 Difetto: possibile rottura tubo servosterzo e conseguente probabile incendio: maggio 2008

50 CR-V Periodo di produzione: novembre 2001/ottobre 2006 Numero veicoli da richiamare: 9730 Difetto: possibile infiltrazione acqua interruttore alzacristalli lato conducente, e conseguente eventuale incendio: dicembre 2012

 KIA MOTORS CORPORATION

39 NIRO DE HEV/DE PHEV Periodo di produzione: inizio/settembre 2017 Numero veicoli da richiamare: 2575 Difetto: possibile surriscaldamento PRA e rischio di incendio: giugno 2019

 MAZDA MOTOR CORPORATION

33 MAZDA 5 Periodo di produzione: ottobre 2010/novembre 2012 Numero veicoli da richiamare: 755 Difetto: possibile infiltrazione acqua candelette e conseguente incendio: aprile 2013

36 MAZDA 6 Periodo di produzione: luglio 2012/marzo 2013 Numero veicoli da richiamare: 755 Difetto: possibile infiltrazione acqua candelette e conseguente incendio: aprile 2013

40 MAZDA 323/626/121/Demio/MX-3-MPV Periodo di produzione: luglio 1989/novembre 2002 Numero veicoli da richiamare: 8403 Difetto: possibile insufficiente isolamento elettrico commutatore avviamento, e conseguente incendio: ottobre 2016

42 MAZDA 3 (BM) Periodo di produzione: settembre 2015/ottobre 2015 Numero veicoli da richiamare: 16 Difetto: possibile non corretta saldatura tubo carburante, con fuoriuscita e pericolo incendio: febbraio 2017

43 MAZDA 3 (BM) Periodo di produzione: luglio 2015/settembre 2015 Numero veicoli da richiamare: 70 Difetto: possibile non corretta saldatura valvola ritorno carburante e rischio incendio: maggio 2017

50 MAZDA RX-8 (SE) Periodo di produzione: luglio 2003/febbraio 2008 Numero veicoli da richiamare: 989 Difetto: possibile deterioramento tubo pompa carburante e rischio di incendio: febbraio 2018

51 MAZDA RX-8 (SE) Periodo di produzione: luglio 2003/febbraio 2008 Numero veicoli da richiamare: 989 Difetto: possibile deterioramento tubo pompa carburante e rischio di incendio: febbraio 2018

 NISSAN S.A.

135 QASHQAI (J11) con motore 1.5 d Euro 6b Periodo di produzione: giugno 2018/novembre 2018 Numero veicoli da richiamare: 8227 Difetto: possibile corto circuito gruppo ventola e conseguente probabile incendio: aprile 2019

 ROLLS-ROYCE LAGONDA/ASTON MARTIN/BENTLEY

11 ASTON MARTIN vari modelli Periodo di produzione: luglio 2006/novembre 2014 Numero veicoli da richiamare: 400 Difetto: possibile anomalo cablaggio riscaldatore sedile e conseguente surriscaldamento e bruciatura: dicembre 2014

13 BENTLEY CONTINENTAL GT/GTC/FLYING SPUR Periodo di produzione: febbraio 2011/giugno 2014 Numero veicoli da richiamare: 67 Difetto: possibile surriscaldamento cavo batteria allentato e conseguente incendio: novembre 2015

TOYOTA MOTOR EUROPE MARKETING & ENGINEERING S.A.

35 YARIS Periodo di produzione: giugno 2005/aprile 2007 Numero veicoli da richiamare: 99391 Difetto: possibile danneggiamento isolante acustico causa gas pretensionatore cinture, e principio di incendio: febbraio 2009

60 YARIS/COROLLA/AVENSIS/AVENSIS-VERSO/SC 340 Periodo di produzione: novembre 2000/marzo 2004 Numero veicoli da richiamare: 105362 Difetto: possibile installazione airbag passeggero non a norma, ed eventuale principio di incendio: aprile 2013

82 YARIS/AURIS/VERSO S URBAN CRUISER/iQ Periodo di produzione: aprile 2008/novembre 2014 Numero veicoli da richiamare: 44782 Difetto: possibile accumulo vapori olio nell’intercooler con danneggiamento del motore e rischio di incendio: dicembre 2014

87 AURIS/COROLLA/RAV4/URBAN CRUISER/YARIS Periodo di produzione: agosto 2005/dicembre 2010 Numero veicoli da richiamare: 171099 Difetto: possibile malfunzionamento interruttore alzacristalli principale e rischio di incendio, causa lubrificante non idoneo: ottobre 2015

91 LEXUS/GS 300 Periodo di produzione: settembre 2004/settembre 2007 Numero veicoli da richiamare: 361 Difetto: sensore pressione carburante non sufficientemente serrato, e rischio di incendio: aprile 2016

96 AURIS/PRIUS/PRIUS PLUG in/PRIUS+ Periodo di produzione: giugno 2006/febbraio 2015 Numero veicoli da richiamare: 10615 Difetto: possibile fessurazione condotto emissioni di vapore nel serbatoio carburante, perdita di carburante e rischio di incendio: luglio 2016

99 LEXUS CT 200h Periodo di produzione: agosto 2010/febbraio 2015 Numero veicoli da richiamare: 3252 Difetto: possibile fessurazione condotto emissioni di vapore nel serbatoio carburante, perdita di carburante e rischio incendio: luglio 2016

114 C-HR Periodo di produzione: settembre 2016/aprile 2017 Numero veicoli da richiamare: 6603 Difetto: possibile installazione serbatoio carburante non a norma e rischio di incendio: agosto 2017

125 LEXUS RCF/LC 500 con motore 5.0 L V8 (2UR – GSE) Periodo di produzione: giugno 21014/novembre 2017 Numero veicoli da richiamare: 14 Difetto: possibile malfunzionamento pompe carburante e rischio incendio: febbraio 2018

131 C-HR/PRIUS Periodo di produzione: giugno 2015/maggio 2018 Numero veicoli da richiamare: 26384 Difetto: possibile contatto cablaggio/copertura collegamento unità controllo potenza veicolo ibrido, e rischio di incendio: settembre 2018

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La perizia automatica basata sull’intelligenza artificiale IA

Sui nostri social-network o per email  riceviamo spesso domande alle è sufficiente rispondere con poche righe, le più interessanti le abbiamo raccolte qui.   A volte però i quesiti sono particolari o non hanno mai avuto una risposta chiara in precedenza. Quindi quella che segue è una mia personale opinione che può benissimo essere contestata nei commenti di questo post.

Il legittimo dubbio è quello del nostro collega Antonio: ...sono un neo perito , e volevo sapere se avevate sentito parlare di queste nuove piattaforme come Tractable e IDE, in realtà non capisco se sono un supporto per noi oppure vogliono scavalcarci.

Sinceramente avevo sentito parlare di sistemi di valutazione del danno e servizi di liquidazione basati su intelligenza artificiale, ma erano notizie arrivate dal Giappone. So che in Italia alcune parti del processo di liquidazione sono basati su IA, ma non pensavo che fossero già così avanti nel processo di alleggerimento dei carichi dei periti in carne ed ossa. Si di questo si tratta, si è passati dalla perizia analogica alla perizia digitale, dalla perizia telematica, alla perizia telepatica ed ora siamo nell’era della perizia automatica.

Ho approfondito la conoscenza delle due piattaforme citate dal collega: Tractable e IDE.

La prima è di una multinazionale inglese che vende anche in America ma  per ora non è presente in Italia. Propone due soluzioni:  una di revisione automatica della perizia ed una di stima del danno partendo da “un paio” di foto inviate dal danneggiato.

La seconda, della quale non ho trovato neanche il sito ma solo qualche articolo, tra i quali qui c’è quello della presentazione del 29/10/2019 è frutto di una collaborazione tra Generali, IBM e Quattroruote. Generali già nel 2009 stava cercando altri modi di valutare i danni passando dal sistema analitico attuale dove per ogni lamierato si indicano i vari tempi SR/LA/VE ad un sistema simile a quello della Germania dove 10 cm² di lamiera deformata hanno lo stesso danno in qualsiasi zona ed in qualsiasi auto. Questo probabilmente è alla base di una valutazione sommaria e automatica fatta dall’IA. Non può essere altrimenti.

Il perito umano valuta innanzitutto l’allestimento della vettura, dato non riscontrabile neanche dal libretto ( questo potrebbe essere superato risalendo dalla targa al telaio ed alla banca dati costruttore), poi valuta i danni esterni (cosa riscontrabile anche da una IA) ma poi valuta alcuni danni non visibili nelle foto o si accerta che alcuni danni apparenti non siano dei camuffamenti, ma soprattutto valuta lo stato d’uso  della macchina, la corrispondenza tra targa e telaio ed i danni alla meccanica o ai lamierati interni non verificabili se non di persona.

Entrambe le soluzioni in esame negano l’intervento umano ma, pensando soprattutto che buona parte dei sinistri nasconde tentativi di truffa più o meno marcati, non  è pensabile che i computer in questo campo possano sostituirci completamente.

Certo ci dobbiamo scordare di periziare tutto come una volta dove tanti incarichi erano sotto le 500.000 lire. Specchietti, fanalini, vetri, righette sono solo un ricordo per noi periti. Ma penso che ancora per molti anni le compagnie non potranno fare a meno di noi.

Ma voi cosa ne pensate?

Cosè il ciclo UV in carrozzeria? Lampade UV per ciclo Spot-Repair, settore automotive: come si usano

Nell’ambito della ricerca di nuove metodologie di riparazione per abbattere i costi di verniciatura viene impiegato il metodo Spot-Repair UV, particolarmente indicato per danni di piccola e media estensione con superfici di area inferiore a 0,04 mq.

Sorgente: Lampade UV per ciclo Spot-Repair, settore automotive: come si usano