INTELLIGENZA NATURALE VS INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’evoluzione tecnologica può e deve rappresentare un supporto fondamentale alle professioni. Potrà mai sostituire l’essenza, il valore e il ruolo del fattore umano?

INTELLIGENZA NATURALE VS INTELLIGENZA ARTIFICIALE hp_vert_img

In un articolo recentemente apparso su La Repubblica, la prof.sa Rita Cucchiara (*), tra i massimi esperti internazionali in materia, affronta il tema dell’intelligenza artificiale, evidenziando le principali differenze di apprendimento fra uomo e macchina.
È un tema certamente attuale e interessante, a volte proclamato senza piena cognizione di causa. E nell’approcciarsi a questo mondo meraviglioso molte sono le curiosità, le aspettative e i dubbi in merito. Soprattutto, ci si chiede se in un futuro non troppo lontano l’intelligenza artificiale intesa nella sua accezione più ampia potrà diventare indipendente da quella umana, o addirittura, a un certo punto dell’evoluzione, ne potrà fare a meno. Così come ci si chiede quanto sia effettivamente determinante la presenza e l’evoluzione della mente umana nella creazione e nello sviluppo di quella artificiale.
Lo sviluppo tecnologico ha da sempre accompagnato quello dell’uomo, non solo mutandone i comportamenti, i bisogni primari e forse persino le emozioni, ma permeandone fortemente anche la sfera professionale.
Le scoperte e il progresso tecnologico hanno radicalmente e definitivamente mutato il mondo del lavoro. Dopo aver rivoluzionato l’idea stessa di industria, gli strumenti offerti dall’innovazione tecnologica ne hanno permeato il tessuto logistico e costruttivo e oggi possiamo dire che l’intera catena produttiva, anche in settori profondamente tradizionali quale quello agricolo, è irreversibilmente condizionata dalla tecnologia.
Allo stesso modo, anche il mondo delle professioni intellettuali è stato supportato e trasformato dalla tecnologia. Con una differenza sostanziale, però: mentre in ambito produttivo il confine tra strumento di lavoro e personale addetto è stato in molti casi ampiamente abbattuto, nelle professioni intellettuali la tecnologia è giunta ad affiancare, quale valido strumento di ottimizzazione ed efficientamento, il lavoro del professionista (sia esso un medico, un ingegnere, un geologo, un agronomo, un perito assicurativo), senza poter mai però sostituire in alcun modo l’opera intellettuale e il valore intrinseco dell’apporto umano nella gestione dei problemi e nell’individuazione e applicazione delle soluzioni.
Ecco dunque l’amletico dubbio: “dietro a una grande macchina c’è sempre un grande uomo?”. O piuttosto potremo un domani trovarci di fronte a un ingegnere robot, un giornalista robot, uno psicologo robot, un perito robot? Probabilmente nessuno ha ancora una risposta, e si osserva il continuo mutare degli eventi con sempre maggiori domande, alla ricerca delle necessarie cognizioni di causa.
LE CAPACITÀ INSOSTITUIBILI DEI PERITI
L’esperienza della professione peritale offre una serie di evidenze che portano a riflettere sull’argomento, nella consapevolezza delle peculiarità che caratterizzano l’operato del perito assicurativo. A chi svolge questa professione appare immediatamente chiaro quanto l’intelligenza naturale sia fondamentale e insostituibile per poter condurre un’istruttoria consapevole ed efficace. Il fattore umano è infatti imprescindibile per il perito sotto molteplici punti di vista: dall’interpretazione di un testo di polizza, all’analisi e valutazione delle possibili soluzioni da intraprendere a seguito di un sinistro per affrontare l’emergenza e disporre il salvataggio di quanto recuperabile, all’impostazione di un piano operativo per le diverse attività. Ma soprattutto il fattore umano è essenziale per una corretta gestione dell’approccio relazionale con i diversi interlocutori (dall’assicurato, agli attori tutti coinvolti nel sinistro, il cui coordinamento è indispensabile per un risultato efficace e di soddisfazione per le parti tutte). È evidente che tali attività non possono (e mai potranno) prescindere dall’uomo né essere delegate a un’intelligenza di tipo artificiale.
Certamente, lo strumento tecnologico può rappresentare un supporto di grande utilità e diviene fondamentale nel momento in cui permette al professionista di ottimizzare il proprio lavoro; ma mai potrà arrivare a sostituire l’uomo per lo svolgimento di mansioni e incombenze che hanno quale parte fondante ed essenziale la componente umana.
Ecco dunque che una coesistenza equilibrata e consapevole fra intelligenza naturale e artificiale (dove la seconda si ponga al servizio della prima, nell’ottica di portarla alla sua massima espressione) può essere la chiave di un sistema armonico all’interno del quale l’innovazione integra e non snatura un nucleo di valori e competenze che sono prima di tutto umani.
Il già citato contributo della professoressa Cucchiara su La Repubblica (per il testo integrale https://www.repubblica.it/venerdi/2021/03/01/news/rita_cucchiara_l_intelligenza_non_e_artificiale-288344729/) conferma con alcuni esempi interessanti e curiosi che il fattore umano ha un quid in più che permette il raggiungimento di risultati più veloci ed efficaci, non ottenibili attraverso la sola intelligenza artificiale, la cui capacità di processare quantità notevoli di dati rappresenta anche un limite, nel momento in cui il processo stesso non viene intermediato dall’intelligenza naturale (che dispone di parametri aggiuntivi ma essenziali, quale è l’intuizione, che la tecnologia non possiede).
Dall’intervista all’esperta:
… “La necessità di pascersi di enormi quantità di dati è uno dei limiti dell’intelligenza artificiale, ed è anche una delle maggiori differenze con l’apprendimento umano. Se mostri un gatto a un bambino, quell’esempio gli basterà per riconoscere ogni altro gatto. Invece, se mostri mille gatti a una rete neurale, probabilmente questo non sarà sufficiente per farle riconoscere un gatto nuovo”.
Dopo questa riflessione, l’autostima del professionista si rafforza e rinvigorisce. Si tratta pur sempre di un vigore cauto, che non può certo colmare l’ampio spazio di incertezza professionale sul futuro (non necessariamente economico, ma anche e soprattutto reputazionale, nella volontà e speranza di poter preservare il valore del professionista in quanto portatore di conoscenza, esperienza e – perché no – anche scienza).
Il dibattito interiore continua, in bilico fra l’attrazione per la tecnologia e le sue infinite potenzialità, e la convinzione che sia fondamentale tutelare un universo professionale antropocentrico, in grado di valorizzare la componente umana beneficiando al contempo con intelligenza degli strumenti che l’innovazione ci offre, anche per poterne sviluppare e creare di migliori.
Il futuro resta incerto ma senz’altro stimolante, in attesa di trovare la risposta alle nostre domande. Nel frattempo, ecco quella della professoressa Cucchiara: Questo grande cervello potrà diventare autocosciente?
“Ne dubito: l’intelligenza artificiale è sviluppata da progettisti umani e per avere l’autocoscienza bisognerebbe che fosse progettata per qualche fine. Il fine di un computer autocosciente lo vedo dubbio, oltre che potenzialmente dannoso”.
(*) Rita Cucchiara: docente di visione artificiale dell’Università di Modena e Reggio Emilia: autrice di oltre 450 lavori scientifici su visione artificiale e machine learning, dirige il laboratorio nazionale di Intelligenza artificiale del Consorzio universitario nazionale per l’informatica.

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FUNERALI DELL’AMICO FABIO TOBIA – GENOVA

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Da: <tex.dom@libero.it>
Date: sab 31 lug 2021 alle ore 17:39
Subject: FUNERALI DELL’AMICO FABIO TOBIA
To: Periti Auto Genova

 

Con una grande tristezza nel cuore vi comunico che è mancato all’affetto di tutti noi l’amico e collega FABIO TOBIA.

Il Santo rosario si terrà domani sera nella Chiesa di S. Marco al Molo in Via Del Molo.

I funerali lunedì alle ore 10,00 sempre nella Chiesa di S. Marco al Molo in Via Del Molo.

Vi sarei grato se fate girare la notizia ai contatti che mi mancano

Domenico Tessadri      

 


 

 

Insurance Trade | Aon-Willis Towers Watson, salta la fusione

Aon-Willis Towers Watson, salta la fusione

Le due società hanno annunciato oggi la rinuncia al progetto di fusione che era stato reso noto lo scorso anno

Aon-Willis Towers Watson, salta la fusione hp_wide_img
Questa fusione non s’ha da fare. Salta definitivamente il progetto di fusione fra Aon e Willis Towers Watson. Le due società hanno annunciato oggi, in una nota congiunta, di aver rinunciato alla business combination da 30 miliardi di dollari che era stata resa nota nel marzo del 2020. Alla base della decisione c’è soprattutto la causa intentata da dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per bloccare un’operazione che, a detta del governo statunitense, avrebbe messo a rischio la concorrenza di mercato. Nella nota le due società hanno comunicato di aver posto contestualmente fine alla disputa legale, che avrebbe dovuto avere inizio a novembre.
Le parole dei protagonisti
La rinuncia è arrivata a poche settimane dall’ok dell’Unione Europea. La commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager aveva in quell’occasione affermato che il pacchetto di cessioni al broker statunitense Arthur J. Gallagher forniva le dovute garanzie affinché compagnie e clienti potessero continuare ad avere “una buona scelta di soluzioni e servizi adeguati nella selezione di un broker adatto alle loro esigenze”. Aon e Willis Towers Watson avevano commentato la decisione in termini positivi, definendo il disco verde dell’Unione Europea “un passo importante”.
Adesso i toni sono totalmente diversi. “La posizione del dipartimento di Giustizia trascura il fatto che le nostre attività complementari operano in aree economiche vaste e competitive: siamo convinti che la fusione avrebbe accelerato la nostra capacità di innovazione per i clienti, ma l’impossibilità di chiudere rapidamente il contenzioso ci ha portati a questo punto”, ha commentato Greg Case, ceo di Aon, recentemente rinnovato nel ruolo fino al 2026 insieme alla cfo Christa Davies. Negli Stati Uniti, proprio per venire incontro alle preoccupazioni degli organi regolamentari, il broker aveva annunciato una serie di cessioni al fondo di private equity Aquiline e alla tech firm Align.
Le conseguenze dello stop
“La resilienza e l’impegno del nostro team sono motivo di orgoglio e fiducia: hanno continuato ad alimentare l’avvincente proposta di Willis Towers Watson per servire meglio i nostri clienti nei settori delle persone, del rischio e del capitale”, ha affermato John Haley, ceo di Willis Towers Watson. “Apprezziamo e rispettiamo profondamente tutti i colleghi di Aon – ha aggiunto – che abbiamo conosciuto in questo processo”.
A seguito della risoluzione dell’accordo, la nota spiega che Aon pagherà a Willis Towers Watson una compensazione di un miliardo di dollari. “Entrambe le società – conclude la nota – forniranno ulteriori aggiornamenti e prospettive finanziari sugli utili per il secondo trimestre del 2021, in data 30 luglio per Aon e 3 agosto per Willis Towers Watson”.

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TRUFFE ALLE ASSICURAZIONI, NO ALL’ARCHIVIAZIONE PER I 100 INDAGATI ANCHE ECCELLENTI

Tribunale Reggio Calabria

Il gup del Tribunale di Reggio Calabria Domenico Armaleo, ha respinto una richiesta di archiviazione, avanzata nei mesi scorsi dalla Procura reggina per 100 persone indagate, residenti a Barcellona e nei paesi dell’hinterland, tra cui vi sono avvocati, medici, imprenditori, semplici automobilisti, periti assicurativi e persino congiunti di soggetti organici alla criminalità mafiosa di Barcellona, accusati di essere coinvolti a vario titolo nell’organizzazione di presunti falsi sinistri ai danni di compagnie assicuratrici. Lo riporta oggi la Gazzetta del Sud in un articolo di Leonardo Orlando. A seguito del rigetto della richiesta di archiviazione, deciso in quanto lo stesso giudice ritiene che i reati non siano ancora prescritti, è stata fissata l’udienza camerale per il 16 giugno nell’Aula bunker del Tribunale di Reggio Calabria.

In quella udienza dovranno comparire le 100 persone che risultano allo stato indagate per reati fine e per ipotesi associative. L’inchiesta, che a seguito del trasferimento del troncone principale alla Procura di Reggio per la presenza tra gli indagati del figlio dell’allora Procuratore generale di Messina Franco Antonio Cassata e di un giudice onorario in servizio al Tribunale di Patti, ha portato solo nel 2018 all’iscrizione della notizia di reato.

Ecco i nomi dei 100 indagati: Antonino Vito Abbate, Maria Concetta Aliberto, Massimo Alosi, Salvatore Alosi, Roberto Giuseppe Archontiidis, Giuseppe Baglioni, Antonino Barca, Giuseppe Bellinvia, Antonino Bilardo, Giuseppe Bucca (classe ’55), Giuseppe Bucca (classe ’72), Sergio Buonamonte, Domenico Cacace, Antonio Calopresti, Antonino Casdia, Nello Cassata, Santina Catalfamo, Antonio Catanese, Angela Maria Coppolino, Giuseppe Coppolino (classe ’61), Giuseppe Coppolino (classe ’65), Marcella Coppolino, Pietro Coppolino, Madalina Maria Costache, Giuseppe Da Campo, Antonio Domenico Salvatore De Matteo, Alfio De Pasquale, Santo Di Bartola, Erika Ferro, Antonino Ficarra, Caterina Foti, Giuseppe Foti, Antonino Gambino, Filippo Antonino Genovese, Domenico Giunta, Antonina Grasso, Gianluca Innocente, Marco Ieraci, Paolo Cosimo Laquidara, Felice Carmelo La Rosa, Carmelo La Spada, Salvatore Li Cavoli, Giuseppe Oberdan Maisano, Jessica Maisano, Antonino Mavilia, Giuseppe Mazzeo, Graziella Mazzeo, Sebastiano Mazzeo, Cosimo Pietro Paolo Messina, Carmelo Miano, Tindaro Milazzo, Giuseppe Milone, Mariano Mirabile, Ettore Mosca, Ernesto Natalino Munafò, Salvatore Musarra, Nicoletta Muscianisi, Antonino Natale, Carmelo Rosario Natale, Antonino Palmeri, Alberto Perrone, Angelo Perrone, Salvatore Silvio Pino, Fortunato Dino Rao, Giovanni Rao, Giuseppe Rao, Francesco Ricciardi, Bernardino Salamone, Carmelo Rosario Santangelo, Giuseppe Antonio Scarpaci, Angela Scolaro (classe ’51), Angela Scolaro (classe ’72), Antonino Scolaro, Giuseppe Scolaro, Melania Scolaro, Santi Scolaro, Carmelo Sottile, Giovanni Sottile, Maria Rosa Sottile, Carmelo Spadaro, Vito Aliquò, Maria Teresa Catanese, Giuseppe Catanese, Rosa Coppolino, Salvatore De Luca, Alfredo De Matteo (classe ’46), Alfredo Matteo (classe ’92), Giuseppa Di Salvo, Santa Fazio, Giuseppa Foti, Lucia Antonietta Laquidara, Rosario Antonio Laureanti, Giovanni Maccari, Cinzia Maiorana, Vincenzo Materia, Ottavio Valentino Miano, Venera Angela Miano, Domenica Rappazzo, Ugo Manca, Giacomo Lo Re.

 

STORIA DI UNA INCHIESTA NATA MALE E (QUASI) FINITA PEGGIO

A dare il via agli accertamenti sul fenomeno dei falsi incidenti, le relazioni di un investigatore privato incaricato dalle principali compagnie assicurative di capire perché Barcellona sembrasse colpita da una sorta di maledizione degli incidenti a ripetizione. Ecco quello che ha scoperto: meno di 35 famiglie hanno incassato in circa 5 anni liquidazioni e premi di polizze assicurative per un numero elevato di incidenti stradali, la maggior parte dei quali sospetti di falso. Poi: una gestione poco chiara da parte di liquidatori, periti ed avvocati che gestiscono il contenzioso generato dai sinistri, tanto da indurre le compagnie ad assumere decisioni drastiche, dal licenziamento di un liquidatore alla sospensione, poi revocata, di un avvocato. E nomi e cognomi eccellenti, da quelli delle principali famiglie coinvolte nei sinistri sospetti, in odore di mafia, a quella degli avvocati e liquidatori allontanati, addirittura figli di alti magistrati. Molti dirigenti delle principali compagnie, in prima fila l’Unipol, hanno spesso denunciato i troppi incidenti falsi. Salvo fermarsi alla costatazione dei dati, rivendicando l’esigenza di salvaguardare il loro personale sul territorio, esposti alle eventuali ritorsioni di chi mette in piedi il giro. A Barcellona è accaduta una cosa ancora più complessa. Qui il costo delle polizze era di quasi il 60% più alto della media nazionale. Il perché è presto detto: nel 2009, dice la banca dati Isvap, la provincia messinese era a terza in Sicilia per numero di sinistri: 33.365, con 135.944 milioni di importo e oltre 168 milioni di euro di premi pagati. Nel distretto sigle importanti, a cominciare dalla Fondiaria Sai, sono letteralmente fuggite, preferendo mantenere, e non sempre, solo qualche subagenzia. E’ stata la Fondiaria per prima ad avviare gli accertamenti, scoprendo cose incredibili.

IL BUSINESS INCIDENTI E LA MAFIA – A Barcellona Pozzo di Gotto, infatti, un solo nucleo familiare è stato capace di denunciare anche 100 incidenti l’anno: mariti che investono le mogli, che poi tamponano cugini che a loro volta entrano in collisione con i nipoti. Tutti si fanno seriamente male, tanto da ricorrere a cure mediche. Per una sola compagnia assicurativa, l’indagine privata ha segnalato circa 15 mila incidenti quanto meno sospetti in 4 anni, dal 2006 al 2009. In un caso una sola persona è riuscito a collezionare 4 incidenti in pochi giorni, con mezzi assicurati a diverse compagnie: a bordo parenti; e quando non lo erano, erano persone protagoniste di ulteriori incidenti, verificatisi negli stessi mesi nella stessa zona. Risalendo lungo gli intrecci dei nomi di feriti e liquidati, l’investigatore ha enucleato circa 35 famiglie barcellonesi. Che si sono “spartite” un volume d’affari di non meno di 140 milioni di euro. E nei cognomi che ritornano ce ne sono di parecchio noti alle Forze dell’Ordine. Ci sono i parenti di Carmelo Mazza, ad esempio, luogotenente del reggente Carmelo D’Amico, ammazzato nell’aprile di due anni fa dopo l’arresto del boss. Ci sono i parenti del boss Carmelo Giambò. Ci sono tutti i familiari di altri cognomi eccellenti della criminalità organizzata, che fanno parte di almeno sei “clan” familiari e che si sono spartiti, semplici calcoli alla mano in base al numero dei sinistri effettuati, circa 600 milioni di euro di premi liquidati. Tra i pluri incidentati ci sono anche i parenti stretti di Maurizio Bonaceto, controverso pentito barcellonese.

IL GIRO DI AVVOCATI E LIQUIDATORI – Avvocati, periti, i liquidatori non si sono accorti di nulla? Anche qui l’indagine privata sembra fornire indicazioni tutte da approfondire. Il dato: a Barcellona lo 0,035% degli assicurati in un solo anno ha generato il 70% di sinistrosità. Nella quasi totalità dei casi si tratta di incidenti che finiscono in contenziosi, civili e penali. Per lo più davanti al giudice di pace. Ad occuparsene sono non più di una ventina di avvocati, compresi quelli ai quali si appoggiano le compagnie. Uno per tutti: Nello Cassata, figlio di Franco Cassata, ex procuratore generale di Messina. L’avvocato Cassata almeno fino al 2008 è stato l’avvocato della Fondiaria Sai, che lo ha sospeso a metà del 2007 sulla scorta dei risultati dell’indagine. Un altro dato: alla Fondiaria nel 2005 erano stati segnalati almeno 326 incidenti sospetti a Barcellona. Nel 2009 erano scesi a poco più di 40. Proprio dallo studio dell’avvocato Cassata, hanno ammesso i dirigenti delle compagnie, ascoltati dalla polizia giudiziaria, partono gli intrecci tra periti, liquidatori avvocati e protagonisti degli incidenti che hanno indotto le compagnie a sospendere lui e licenziare un liquidatore. Nel suo studio, infatti, lavorava un’avvocata sposata col liquidatore di un’altra compagnia, che si “scontrava” davanti al giudice di pace con Cassata quando c’era da definire il contenzioso nato da un sinistro. Quando non si costitutiva come parte e per le assicurazioni, Cassata figurava come avvocato di controparte di un’altra sigla assicurativa. Oppure, lui sempre avvocato di fiducia dell’assicurazione parte, dall’altro lato aveva come avvocato della controparte un altro collega, a sua volta legato al perito di un’altra assicurazione. A rivolgersi alla Procura erano stati gli avvocati Luigi Ragno e Alessandro Talarico, incaricati dalla Fondiaria.

Fonte: https://www.stampalibera.it/2021/06/05/truffe-alle-assicurazioni-no-allarchiviazione-per-i-100-indagati-anche-eccellenti/

Grandinata eccezionale sull’autostrada, vetri delle auto spaccati

Una grandinata eccezionale, con pezzi di ghiaccio di grosse dimensioni, ha causato numerosi danni alle automobili che percorrevano ieri pomeriggio l’autostrada A1 nei pressi di Fidenza, in provincia di Parma. Vetri e carrozzerie spaccate, tamponamenti e molta paura.

Una violentissima grandinata ha colpito ieri pomeriggio la zona di Fidenza, in Emilia-Romagna, ed anche altre aree della provincia di Parma. La grandinata è stata così violenta e con pezzi di ghiaccio così grandi da causare incidenti lungo l’autostrada A1. La grandine, con chicchi di dimensioni enormi, ha sfondato vetri e carrozzeria di decine di automobili. Lo scenario che si presentava pochi minuti dopo la grandinata era davvero impressionante.

VIDEO:

Fonte: https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-eccezionale-autostrada-fidenza-grandine-danneggia-auto-video.html

 

Intelligenza Artificiale vs Esperienza Professionale – IL TEST

  ( SEGUITO DELL’ARTICOLO     IA vs EP: Intelligenza Artificiale vs Esperienza Professionale https://peritiauto.wordpress.com/2021/07/08/ia-vs-ep-intelligenza-artificiale-vs-esperienza-professionale/ del 8/7/2021)

Quando, quasi 40 anni fa, iniziai a occuparmi di perizie, stampavo le foto dal fotografo, redigevo la perizia con la macchina da scrivere e consultavo i listini prezzi ed i tempari utilizzando libroni inviati mensilmente da ANIA. Poi nell’86, a Genova, il primo computer, un dispositivo allora sconosciuto alle carrozzerie e alle compagnie; qualcuno mi disse: “per fare una perizia il PC mi sembra esagerato, se tutti useranno il computer a cosa servirà il perito”.

Non penso che il PC abbia sminuito il ruolo del perito, a differenza di quanto lo abbiano fatto nel corso degli anni Leggi ed Accordi.

Oggi il PC, grazie a tecniche avanzate di computer vision, è in grado di fare una perizia in autonomia utilizzando esclusivamente le immagini dei danni visibili sul veicolo. A partire dalla targa si sceglie l’autovettura corretta per marca, modello, versione, allestimento ed optional e, sulla base delle identificate alterazioni presenti (ammaccature, graffi, incisioni,…), il software effettua una valutazione puntuale dei danni, dettagliando la metodologia di riparazione necessaria in relazione alla gravità della deformazione rilevata.

Dopo 40 anni di attività, nel redigere una perizia, non seleziono più il veicolo, né descrivo le voci di danno e la gravità delle riparazioni; invio le foto all’impiegata che abbozza la perizia inoltrandomela successivamente per le correzioni. La medesima procedura viene effettuata con il software FastTrackAI che, lunedì 19 luglio, è stato testato con il dott. Franco Grieco, responsabile commerciale di DAT Italia e l’ing. Mario Peri per conto di APAID. È verosimile ritenere che, mentre la perizia stilata dall’impiegata è forse più accurata e completa in termini di dati del sinistro e del proprietario, il software FastTrackAI, che impiega al massimo tre minuti per l’elaborazione della stessa, risulta estremamente affidabile nella definizione del modello e della versione del veicolo, in virtù del collegamento incrociato con le banche dati del costruttore e della motorizzazione, e conseguentemente ne deriva una compilazione più precisa per ciò che attiene alla tipologia di ricambi da utilizzare per la riparazione. La differenza sostanziale non sarà quindi la qualità finale della perizia, che coinciderà in entrambi i casi dopo una attenta revisione del professionista, ma la differenza dei costi di processo atteso che il prezzo del software DAT non è ancora stato reso noto.

Come anticipato negli articoli dei giorni scorsi, che abbiamo condiviso sul sito web peritiauto.it, eravamo molto scettici circa la digitalizzazione della gestione dei sinistri, e pertanto abbiamo contattato DAT Italia e reclamato una presentazione del software al fine di valutare la validità del reclamizzato prodotto. Dopo una sintetica ma esauriente introduzione delle funzionalità del software, il Dott. Grieco, ha fatto elaborare alcuni fotogrammi relativi a una autovettura SEAT e l’applicativo ha restituito, in meno di un minuto la perizia completa. Successivamente lo scrivente ha fatto analizzare la documentazione fotografica relativa a una autovettura Mazda e, anche in questo caso, è stata restituita una valutazione da 5.000 euro in 2 minuti; l’elaborato è stato revisionato dal sottoscritto in cinque minuti eliminando qualche ora e qualche componente (il software valuta anche alcuni lievi segni non visibili) e la perizia, dopo l’aggiunta dei dati del sinistro e del proprietario, era completa.

Nonostante il software della DAT restituisca una valutazione puntuale dei danni unitamente al dettaglio completo delle riparazioni necessarie, l’apporto del professionista si rende indispensabile atteso che nelle immagini analizzate dall’applicazione, nonostante non sia richiesta una elevata risoluzione degli scatti, le singolarità presenti sul veicolo potrebbero non essere correttamente valutate qualora venissero effettuate istantanee di dettaglio, nelle quali non sia distinguibile il settore di appartenenza dell’elemento danneggiato. Il medesimo problema, a parere dello scrivente, potrebbe sorgere nel caso di deformazioni di tipo elastico, per le quali le alterazioni a ridosso del componente interessato dall’interazione dinamica sono percepibili esclusivamente da un occhio (umano) esperto.

Il mio giudizio è nettamente positivo, ma personalmente sono sempre stato un precursore della tecnologia ed un innovatore per quanto riguarda modi e sistemi di lavoro. Penso che ci vorrà qualche anno e qualche “facciata” di qualche compagnia che penserà di usare questo strumento a prescindere dalla consulenza del perito. Tutti gli strumenti, da quelli manuali a quelli tecnici, vanno usati da esperti altrimenti c’è il rischio di farsi male.

VIDEO ISTITUZIONALE https://www.youtube.com/watch?v=pZjSMKbSZII

Rifiuti da incidente stradale

Durante un incidente stradale, oltre ai danni causati alle persone e ai veicoli, si producono rifiuti, i quali hanno un impatto ambientale e devono essere gestiti in base al Testo Unico dell’Ambiente il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale “.

Possiamo classificare tali rifiuti in due grandi categorie, la prima composta dai rifiuti solidi, quali elementi di alluminio, lamiere, porzioni in plastica, pezzi di vetro, pneumatici. Tali rifiuti vengono recuperati. La seconda costituita da rifiuti liquidi: oli, carburanti, refrigeranti, lubrificanti, liquidi prodotti dalle batterie in stato d’avaria. A causa del loro stato fisico questi rifiuti vengono abbandonati sul suolo sperando che le precipitazioni atmosferiche e il flusso veicolare ne comporti da dispersione fittizia. Spesso sono gli stessi Agenti di polizia stradale che stendono materiale assorbente (non biodegradabile, quindi anch’esso rifiuto) per facilitare l’assorbimento e non causare un potenziale pericolo per gli altri veicoli, ripristinando le condizioni di sicurezza della strada pregiudicata dalla presenza di rifiuti.

Prescrizioni dettate dal Codice della Strada

Prima di prendere in considerazione il Testo Unico Ambientale, dobbiamo osservare attentamente il Codice della Strada in quanto disciplina i compiti degli enti proprietari della strada e gli atti vietati.

L’articolo 14 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285 sancisce che tra i compiti degli enti proprietari delle strade rientra la manutenzione e la pulizia delle stesse. Infatti al comma 1 lettera a) si legge: “1. Gli enti proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi (..)”

L’ art. 15 del Codice della Strada sanziona il getto o deposito di rifiuti e l’ insudiciare e l’ imbrattare la strada. L’art. 15 sancisce al comma 1 lettera f) “1. Su tutte le strade e loro pertinenze è vietato: (…) f) gettare o depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie, insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze (…).”. Altresì consegue la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo per l’autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese, indicato dal comma 4 del medesimo articolo.

Altro importante articolo è il 161 del C.d.S. che sanziona chiunque non abbia potuto evitare la caduta o lo spargimento di materie viscide, infiammabili o comunque atte a creare pericolo o intralcio alla circolazione deve provvedere immediatamente ad adottare le cautele necessarie per rendere sicura la circolazione e libero il transito. Al terzo comma sancisce che l’utente deve provvedere a segnalare il pericolo o l’intralcio agli utenti mediante il triangolo o in mancanza con altri mezzi idonei, nonché informare l’ente proprietario della strada od un organo di polizia. Letteralmente l’art. 161 stabilisce ai commi 2 e 3: “(…) 2. Chiunque non abbia potuto evitare la caduta o lo spargimento di materie viscide, infiammabili o comunque atte a creare pericolo o intralcio alla circolazione deve provvedere immediatamente ad adottare le cautele necessarie per rendere sicura la circolazione e libero il transito.  3. Nei casi previsti dal presente articolo, l’utente deve provvedere a segnalare il pericolo o l’intralcio agli utenti mediante il segnale di cui all’art. 162 o in mancanza con altri mezzi idonei, nonché informare l’ente proprietario della strada od un organo di polizia. (…)”

L’art. 211 del Codice della Strada rubricato “Sanzione accessoria dell’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi o di rimozione di opere abusive” chiarisce quale sia il soggetto tenuto a gravarsi degli gli oneri derivanti dalla pulizia della strada successiva all’incidente e il ripristino delle condizioni di sicurezza della strada. L’ art. 211 comma 1 del C.d.S. determina il procedimento sanzionatorio che deve essere attivato dall’ agente accertatore nel caso di una violazione, come nella fattispecie prevista dall’ art. 15 del C.d.S., da cui deriva la sanzione accessoria dell’ obbligo di ripristino dei luoghi. In particolare: “1. Nel caso in cui le norme del presente codice dispongono che da una violazione consegua la sanzione accessoria dell’obbligo di ripristino dei luoghi, ovvero l’obbligo di rimozione di opere abusive, l’agente accertatore ne fa menzione nel verbale di contestazione da redigere ai sensi dell’art. 200 o, in mancanza, nella notificazione prescritta dall’art. 201. Il verbale così redatto costituisce titolo anche per l’applicazione della sanzione accessoria. (..) 6. Nei casi di immediato pericolo per la circolazione e nella ipotesi di impossibilità a provvedere da parte del trasgressore, l’agente accertatore trasmette, senza indugio, al prefetto il verbale di contestazione. In tal caso il prefetto può disporre l’esecuzione degli interventi necessari a cura dell’ente proprietario, con le modalità di cui al comma 4(…).” Importante è il comma 6 nel quale rientra specificatamente la fattispecie in esame in quanto il conducente/trasgressore sarà impossibilitato alla rimozione dei rifiuti in quanto sarà in uno stato d’animo non tranquillo dopo l’incidente.

Obblighi del risarcimento a carico delle compagnie assicurative

Per quanto riguarda il sistema di copertura assicurativa successiva ad incidente stradale, ricomprende anche le spese sostenute al ripristino delle condizioni di sicurezza della strada. Anche se i costi versati dall’ assicurazione R.C.A. eccezionalmente liquidano tali spese, in quanto raramente, infatti i rifiuti solidi li ritroviamo lungo le banchine delle strade e quelli liquidi rimangono sul manto stradale, aumentando le possibilità di altri incidenti causati dalla scarsa sicurezza della strada.

Prescrizioni dettate dal Testo Unico Ambientale

Per quanto riguarda il Testo Unico dell’Ambiente il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si deve osservare che sanziona chiunque (anche il conducente del veicolo interessato dal sinistro) abbandona i rifiuti, e quindi anche quelli derivanti da incidente stradale, sia solidi che liquidi, che vengono collocati a lato della strada.

Bisogna diversificare la trattazione in base al grado dell’evento dannoso incidente stradale.

Nel caso in cui non sussiste l’esigenza e il dovere di far intervenire un  mezzo di soccorso o una forza di polizia, si pensi ai classici tamponamenti, dove vengono prodotti solo danni alle cose e i conducenti compilano la “constatazione amichevolmente”, e non vi sia stata la perdita o versamento al suolo di liquidi pericolosi o infiammabili. In tal caso non vi è pericolo o intralcio per la circolazione però è possibile che siano presenti resti di parti di veicoli  o della merce trasportata e che tali generino pericolo per la circolazione. Successivamente la compilazione del C.I.D., i conducenti si devono attivare a rimuovere tali materiali.

Non è sempre detto che tali materiali si configurino come rifiuto in quanto il conducente potrebbe riutilizzarli, se funzionanti o interessanti per altre attività. In tal caso non devono essere considerati come rifiuto, ma sussiste comunque l’obbligo di rimuoverli dalla sede stradale in base al Codice della Strada.

In caso contrario se il conducente se ne vuole disfare, il materiale sarà considerato rifiuto e come tale deve essere gestito.

L’art. 255 D.lgs 152 del 2006 rubricato “Abbandono di rifiuti”, aggiornato al Decreto Legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, sancisce che “(…) chiunque, (….), abbandona o deposita rifiuti ovvero li immette nelle acque superficiali o sotterranee è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da trecento euro a tremila euro. Se l’abbandono riguarda rifiuti pericolosi, la sanzione amministrativa e’ aumentata fino al doppio. (…)”.

Con la diretta conseguenza che se l’agente accertatore riesce a risalire al nominativo del conducente/trasgressore, quest’ultimo, può essere sanzionato per abbandono di rifiuti al suolo con la conseguente sanzione pecuniaria.

Nel caso dell’incidente stradale in cui è intervenuta una forza di polizia ad accertare la dinamica del sinistro, un mezzo di soccorso per i feriti e si è in presenza di produzione di materiali solidi e liquidi di risulta dell’incidente stesso, la disciplina non è quella sopra indicata. In tale circostanza si rientra nel caso dell’urgenza, in quanto sono presenti difficoltà di rimozione del materiale. Come sopra indicato spetta all’ente proprietario della strada e non direttamente ai conducenti il ripristino della sicurezza della strada e la rimozione dei rifiuti.

Altra questione è la liquidazione successiva degli oneri successivi a tali attività, soggette al Codice Civile e alla normativa in materia di assicurazione obbligatoria contro terzi.

Tornando alla disamina della seconda ipotesi, l’ente proprietario della strada provvede direttamente o concede in appalto i lavori di recupero dei rifiuti dalla strada ditte esterne specializzate. Queste imprese sono considerate detentori di rifiuti e non come produttori, in quanto recuperano i rifiuti prodotti da terzi successivamente l’incidente. Proprio per tale questione ai conducenti potrà essere addebitata gli oneri per il ripristino della strada e il recupero dei rifiuti.

Conseguentemente, una volta preso in carico il rifiuto, la ditta deve adempiere alla regole del Testo Unico Ambientale, sia per quanto concerne il trasporto, smaltimento e il recupero dei rifiuti derivanti da incidenti stradali.

Troppe volte il personale degli enti pubblici o di aziende private appaltanti con troppa semplicità provvedono ad eliminare i materiali solidi e liquidi nelle cunette laterali o spargerli vicino ai campi adiacenti alla strada, dimenticandosi di essere enti o aziende e potranno essere accusati del reato di smaltimento abusivo di rifiuti.

Tali rifiuti possono essere classificati come rifiuti urbani in quanto possono rientrare nella classificazione dell’art. 183 lettera c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade o d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua. In quanto a posteriori sussiste l’obbligo imposto dall’art. 14 del Codice della Strada degli enti proprietari delle strade della manutenzione e la pulizia delle stesse o un contratto d’appalto del ente proprietario della strada con un impresa terza per adempiere alla pulizia e ma nutazione della stessa.

Ora che i rifiuti da incidente stradale sono stati classificati bisogna prendere in considerazione il trasporto e lo smaltimento dello stesso rifiuto.

In base alle regole generali sul trasporto di rifiuti di cui all’art. 193 del D.Lgs. n. 152/2006, ogni trasporto di rifiuti deve essere accompagnato dal formulario di identificazione del rifiuto, e dal momento dell’entrata in vigore del sistri, ad oggi il primo giugno 2011, deve essere accompagnato dalla Scheda movimentazione rifiuto.  Unica esenzione sono le ipotesi di cui al comma 4 del sopra citato articolo: il trasporto di rifiuti urbani effettuato dal soggetto che gestisce il servizio pubblico.

Una volta giunto al centro di raccolta il rifiuto sarà gestito in base alle diverse autorizzazioni dell’impianto stesso e avviato alla smaltimento, recupero o riciclaggio.

GLI OBBLIGHI DEI CENTRI DI SOCCORSO STRADALE

Il carro-attrezzi di una impresa adibita al Soccorso Stradale non è abilitato a trasportare rifiuti, in quanto tale veicolo non è iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Pertanto , al fine della rimozione di eventuali oli, vetri e/o parti di veicolo che al momento sono da classificare rifiuto, non possono essere trasportati da tali veicoli. Attualmente sono in essere centinaia di veicoli/furgoni attrezzati alla rimozione dei rifiuti, con lo specifico allestimento all’interno dello stesso  . Tali  furgoni, spesso, sono in dotazione ai Centri di Soccorso Stradale, anche se di proprietà/gestione di una ditta che esercita nello specifico tale attività. In questo caso specifico il furgone è iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, trasporta i rifiuti con tutti gli adempimenti necessari per il trasporto di rifiuti, che ad oggi, maggio 2011, è il Formulario di Identificazione de Rifiuto, e domani sarà la Scheda movimentazione rifiuto, con il collegamento satellitare Sistri.

Solo in questo modo il Centro di Soccorso Stradale non rischia eventuali sanzioni amministrative o denunce penali in quanto trasporta rifiuti sul carro attrezzi, veicolo non autorizzato a ciò.

COME PUO’ UN SOCCORSO STRADALE GESTIRE TALI RIFIUTI PRESSO LA PROPRIA AZIENDA ?

Il Centro di soccorso stradale si trova, pertanto, negli obblighi della gestione dei rifiuti presso la propria azienda, entro i limiti quantitativi, temporali e in base alla tipologia degli stessi, il relativo contenimento secondo i dettami del deposito temporaneo ( a seguito la manutenzione fatta sulla strada  – di ripristino da incidente –  si può attuare tale forma di deposito  in quanto conseguenza dell’art. 230 / 152 “ Rifiuti derivanti da manutenzione alle infrastrutture ) .

Per quanto riguarda il deposito temporaneo di rifiuti ex art. 183, comma 1, lett. bb) (antecedentemente alDecreto Legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, disciplinato dall’art. 183 comma 1 lettera m) ), si vede sottolineare che tale raggruppamento è effettuato, prima della raccolta, nel sito in cui sono prodotti, alle seguenti limitazioni:

bb) definizione: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle seguenti condizioni:

1) i rifiuti contenenti gli inquinanti organici persistenti di cui al regolamento (CE) 850/2004, e successive modificazioni, devono essere depositati nel rispetto delle norme tecniche che regolano lo stoccaggio e l’imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose e gestiti conformemente al suddetto regolamento;

2) i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalita’ alternative, a scelta del produttore dei rifiuti:con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantita’ in deposito, quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorche’ il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non puo’ avere durata superiore ad un anno;

3) il “deposito temporaneo” deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonche’, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute;

4) devono essere rispettate le norme che disciplinano l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze pericolose;

5) per alcune categorie di rifiuto, individuate con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per lo sviluppo economico, sono fissate le modalità’ di gestione del deposito temporaneo.

Avv. Rosa Bertuzzi

Sorgente: Rifiuti. Rifiuti da incidente stradale

Listino prezzi ANAS:

Grande successo per Company Car Drive 2021


Grande successo per Company Car Drive 2021, la manifestazione dedicata al mondo delle flotte aziendali che si è svolta al Centro di Guida Sicura Aci-Sara di Lainate (Mi). Infatti, nonostante le restrizioni aziendali ancora in vigore per ciò che riguarda la possibilità di effettuare trasferte per lavoro, l’evento ha fatto registrare 263 presenze con 792 test drive.
Company Car Drive 2021 è stato organizzato da Econometrica e dalla piattaforma di Auto Aziendali Magazine (in collaborazione con il Centro Studi Promotor e con Kamel Film), con il patrocinio di Aci, Aiaga, Anfia, Aniasa e Unrae. L’organizzazione dell’evento ha rispettato scrupolosamente le misure di distanziamento e di sicurezza legate all’emergenza Coronavirus.
L’alta partecipazione che ha caratterizzato questa manifestazione dimostra che nel settore della mobilità aziendale è forte la voglia di ripartire dopo l’emergenza sanitaria e di recuperare il terreno perduto con una completa informazione sulle novità (in termini di sicurezza, di tecnologie, di servizi e di prodotti) che continuano a essere sviluppate e lanciate nonostante la pandemia.  

Lynk & Co 01: in Italia da gennaio 2021

La Lynk&Co, marchio della cinese Geely, proprietaria anche della Volvo, è pronta a sbarcare sui principali mercati europei, Italia inclusa, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Prima città a ospitare uno store della Casa, da dicembre, sarà Amsterdam, scelta – paradossalmente – per la sua “alternatività” all’auto nei sistemi di trasporto prediletti dagli abitanti e per il suo spirito d’innovazione. “Proprio perché non siamo un marchio di automobili tradizionale, vogliamo cominciare da lì”, dice con il sorriso Alain Visser, ceo della Casa, confermando la strategia commerciale che aveva anticipato in una chiacchierata esclusiva con Quattroruote esattamente un anno fa (numero di giugno 2019, pagina 182), fatta di rapporto diretto con i clienti senza la mediazione delle concessionarie, semplificazione dei listini, noleggio con il taglio minimo di un mese, possibilità di subaffitare l’auto ad altri membri della community Lynk&Co. “Vorremmo avere nel mondo dell’auto lo stesso ruolo di disruption che hanno avuto Airbnb nel mercato immobiliare, Netflix in quello televisivo e Spotify in quello musicale. Come questi ultimi non vendono CD ma musica, noi non vediamo automobili, ma mobilità”, aggiunge Visser.

Continua la lettura dalla sorgente…

Sorgente: Lynk & Co 01: in Italia da gennaio 2021 – Quattroruote.it

IA vs EP: Intelligenza Artificiale vs Esperienza Professionale

Come anticipato nell’articolo

Auto: l’intelligenza artificiale per la gestione dei sinistri

di qualche giorno fa abbiamo chiesto a DAT un confronto sul loro prodotto di estimo peritale basato sull’intelligenza artificiale.

Dopo la nostra richiesta mi ha contattato il funzionario commerciale dott. Franco Grieco che mi ha proposto una conference call per il giorno lunedì 19 luglio alle ore 16:00. 

Sarà un confronto senza pregiudizi con la consapevolezza che anche tra un perito ed un carrozziere o anche tra due periti le valutazioni sono diverse. Quando partecipavo ai confronti tra periti al CESTAR c’erano sempre differenza che a volte andavano dalla metà al doppio tra la perizia più alta e quella più bassa. A volte basta riconoscere un ricambio o una riparazione per fare una differenza sostanziale. Anche Quattroruote  più volte ha fatto fare un giro delle carrozzerie con lo stesso danno ed ha ottenuto preventivi molto diversi tra loro.

Quello che vogliamo verificare è che la sostanza del calcolo sia logica e che si tratti veramente di “intelligenza” e non come a volte si trova (vedi assistenti telefonici) stupidità artificiale.

I periti che vorranno partecipare sono graditi.  Vi invito a inserire la vostra email tra i commenti a questo post, al sito principale https://peritiauto.wordpress.com/?p=13228&preview=true non ai vari rimandi su Linkedin, Facebook, Twitter ed altre condivisioni. Oppure alla email info@apaid.it

Rivalutazione veicoli dell’impresa. La migliore consulenza nelle perizie tecniche di valutazione

L’articolo 110 del decreto legge 104/2020 da alle aziende la possibilità di rivalutare i propri asset ai fini patrimoniali, fiscali e bilancistici.

La settimana scorsa mi chiama il commercialista e mi dice: c’è la possibilità di alzare il valore a bilancio dell’immobile della società. Basta solo una perizia giurata, il resto è senza spese. Chiamo il geometra e mi conferma che è la moda del momento, ne sta facendo un sacco. Sono da fare prima della chiusura del bilancio 2020. Danno la possibilità alle aziende di rivalutare tutti i beni aziendali, quindi anche i macchinari, gli impianti e tutte le attrezzatture.

Ieri mi chiama l’amministratore di una grossa società di noleggio e mi dice: devo fare la rivalutazione del parco veicoli, mi ha detto il commercialista di chiamare un perito del tribunale, tu le puoi fare?

Si è aperto un mondo, noi periti assicurativi, iscritti tra i consulenti del tribunale, per la prima volta a memoria d’uomo siamo chiamati a svolgere un servizio pubblico facile, comodo e ben remunerato.

Scrivo questo breve articolo solo per consigliarvi di contattare velocemente tutte le aziende che conoscete che gestiscono parchi veicolari di camion, bus, auto, furgoni, moto, veicoli attrezzati, macchine edili, movimento terra e di tutto quanto si muove per fare le perizie di stima che andranno riferite al valore del 31/12/2020 ed asseverate in cancelleria.

Buon lavoro!

 

Art. 110 

 
Rivalutazione generale dei beni d'impresa e delle partecipazioni 2020 
 
  1. I soggetti indicati nell'articolo 73, comma 1, lettere a) e  b),
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  che  non
adottano i principi  contabili  internazionali  nella  redazione  del
bilancio, possono, anche  in  deroga  all'articolo  2426  del  codice
civile e ad ogni altra disposizione  di  legge  vigente  in  materia,
rivalutare i beni d'impresa e le partecipazioni di cui  alla  sezione
II del capo I della legge 21 novembre 2000,  n.  342,  ad  esclusione
degli immobili alla cui  produzione  o  al  cui  scambio  e'  diretta
l'attivita' di impresa, risultanti  dal  bilancio  dell'esercizio  in
corso al 31 dicembre 2019. 
  2. La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o  rendiconto
dell'esercizio successivo a quello di cui al  comma  1,  puo'  essere
effettuata distintamente per ciascun bene e deve essere annotata  nel
relativo inventario e nella nota integrativa. 
  3. Il saldo attivo della rivalutazione puo' essere  affrancato,  in
tutto o in  parte,  con  l'applicazione  in  capo  alla  societa'  di
un'imposta  sostitutiva  delle  imposte  sui  redditi,   dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive e di eventuali addizionali nella
misura del 10 per cento, da versare  con  le  modalita'  indicate  al
comma 6. 
  4. Il maggior valore attribuito ai beni in  sede  di  rivalutazione
puo'  essere  riconosciuto  ai  fini  delle  imposte  sui  redditi  e
dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive   a   decorrere
dall'esercizio successivo  a  quello  con  riferimento  al  quale  la
rivalutazione e' stata eseguita, mediante il versamento di un'imposta
sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale  sulle
attivita' produttive e di eventuali addizionali nella  misura  del  3
per cento per i beni ammortizzabili e non ammortizzabili. 
  5. Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o
di  destinazione  a  finalita'  estranee  all'esercizio  dell'impresa
ovvero al consumo personale o familiare  dell'imprenditore  dei  beni
rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto  esercizio
successivo a quello  nel  cui  bilancio  la  rivalutazione  e'  stata
eseguita,  ai  fini  della   determinazione   delle   plusvalenze   o
minusvalenze  si  ha  riguardo  al  costo  del   bene   prima   della
rivalutazione. 
  6. Le imposte sostitutive di cui ai commi 3 e 4 sono versate in  un
massimo di tre rate di pari importo di  cui  la  prima  con  scadenza
entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui
redditi relative al periodo d'imposta con  riferimento  al  quale  la
rivalutazione e' eseguita, e le altre con scadenza entro  il  termine
rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte  sui
redditi relative ai periodi  d'imposta  successivi.  Gli  importi  da
versare possono essere compensati ai sensi della sezione I  del  capo
III del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. 
  7. Si applicano,  in  quanto  compatibili,  le  disposizioni  degli
articoli 11, 13, 14 e 15 della legge 21 novembre 2000, n. 342, quelle
del regolamento di cui al  decreto  del  Ministro  delle  finanze  13
aprile 2001, n. 162, nonche' quelle del regolamento di cui al decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze 19 aprile 2002, n.  86,  e
dei commi 475, 477 e 478 dell'articolo  1  della  legge  30  dicembre
2004, n. 311. 
  8. Le previsioni di cui all'articolo 14, comma 1,  della  legge  21
novembre 2000, n. 342, si applicano anche ai soggetti che redigono il
bilancio in base ai  principi  contabili  internazionali  di  cui  al
regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 19 luglio 2002, anche con  riferimento  alle  partecipazioni,  in
societa' ed enti, costituenti immobilizzazioni finanziarie  ai  sensi
dell'articolo 85, comma 3-bis, del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre  1986,  n.   917.   Per   tali   soggetti,   per   l'importo
corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto
dell'imposta sostitutiva di cui al comma 4, e' vincolata una  riserva
in sospensione d'imposta ai fini fiscali che puo'  essere  affrancata
ai sensi del comma 3. 
  9. Agli oneri derivanti dal  presente  articolo  valutati  in  74,8
milioni di euro per l'anno 2022, 254,3 milioni  di  euro  per  l'anno
2023, 172 milioni di euro per l'anno 2024 e 176,9 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2025 e 2026, si provvede ai  sensi  dell'articolo
114.

Genova, al Gaslini comprata una tac da 750 mila euro con i soldi confiscati ai truffatori

Garrone: “Un’apparecchiatura all’avanguardia che migliorerà l’accuratezza nelle diagnosi”. Cozzi: “Grati per l’attività che il Gaslini svolge per tutti noi”

Una tac ultra moderna, la più avanzata in Europa, comprata dal Gaslini con i soldi confiscati a una banda di truffatori di assicurazioni. La donazione, tra le prime in Italia per consistenza da una procura a un ospedale, ammonta a 750 mila euro, mentre 100 mila sono stati donati all’istituto San Marcellino. “Siamo felici di questa donazione veramente importante – hanno sottolineato Edoardo Garrone e Renato Botti,rispettivamente presidente e direttore generale dell’istituto pediatrico – che ci consente di acquisire una nuova tomografia specificamente dedicata alle attività diagnostiche sui piccoli pazienti. Siamo riusciti a dotarci di una apparecchiatura all’avanguardia che migliorerà l’accuratezza nelle diagnosi. Genova può contare su uomini dello Stato che sanno andare al di là dell’espletamento del proprio dovere”.

L’inchiesta, nata tre anni fa, era stata coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Arena, che aveva portato avanti il lavoro di polizia locale, guardia di finanza e polizia di Stato. Erano stati sequestrati beni e soldi per circa sei milioni di euro. Dalle indagini era emersa una vera e propria associazione a delinquere capeggiata da Giuseppe Tacchella che, attraverso carrozzieri compiacenti e falsi testimoni, aveva frodato diverse assicurazioni. Nei giorni scorsi ci sono stati 17 patteggiamenti, tra cui quello di Tacchella a una pena di quattro anni e otto mesi e una confisca di quattro milioni e 300 mila euro, 20 rinvii a giudizio e 20 archiviazioni.

“Come cittadini – ha sottolineato il procuratore capo Francesco Cozzi siamo grati per l’attività che il Gaslini svolge per tutti noi. E questa vicenda, con la donazione, dimostra come la giustizia a volte raggiunge risultati più che apprezzabili”

di Alessandro Bacci

Sorgente: https://telenord.it/genova-al-gaslini-comprata-una-tac-da-750-mila-euro-con-i-soldi-confiscati-ai-truffatori

Approfondimento: https://www.genovatoday.it/cronaca/gaslini-tac-donazione-tacchella.html

I nomi: https://genovaquotidiana.com/2020/06/30/truffe-alle-assicurazioni-ecco-come-operava-la-banda-del-carrozziere/

I difetti della vernice: come riconoscerli

La vernice delle auto di recente produzione ha ormai raggiunto un eccellente livello qualitativo e di durata nel tempo. Questo risultato è stato ottenuto grazie ai continui miglioramenti di vernici, processi e trattamenti anticorrosione della carrozzeria. Non bisogna infatti dimenticare che parte delle anomalie si possono manifestare sulla superficie verniciata, derivano da carenze nella preparazione della lamiera sottostante. Vediamo nel dettaglio i difetti della vernice e le cause da cui derivano.

EVOLUZIONE TECNOLOGICA VERNICE AUTO

Fino agli anni ’80 per le vetture di gamma medio-bassa la qualità della vernice auto era assai inferiore di quella attuale. Mentre sulle auto di gamma alta era riscontrabile una qualità della verniciatura e protezione scocca nettamente superiori. Oggi tale divario è diminuito in modo considerevole, grazie all’introduzione, anche su vetture di gamma più economica, delle vernici acriliche a doppio strato (con trasparente finale). Inoltre, si sono diffusi efficaci trattamenti anticorrosione della scocca : elettroforesi catodica, zincatura, iniezione di cera negli scatolati, pannelli in materiali plastici, ecc.

DIFETTI ALLA VERNICE, QUANDO RARI

Si può quindi affermare che i difetti alla vernice o di corrosione della scocca derivano da carenze in produzione su vetture nuove, anche se abbastanza rari. E’ pur sempre possibile l’eventualità che il veicolo sia stato riparato e parzialmente riverniciato per vizio o per danno di trasporto. In questi casi la riparazione è inevitabile per rendere presentabile un’auto nuova di fabbrica. Ma se l’entità della riverniciatura deprezza il valore del veicolo nuovo, questa andrebbe di regola dichiarata al compratore che potrà decidere se accettare o chiedere una riduzione del prezzo. C’è da dire che in tutte le fabbriche esiste un apposito reparto a fine ciclo di verniciatura e montaggio in cui si eliminano lievi difetti estetici della vernice con ritocchi localizzati che vanno dalla semplice carteggiatura e lucidatura, alla riverniciatura di uno o più pannelli. Ovviamente non tutte le riparazioni fanno perdere di valore il veicolo.

IL VIAGGIO DELLE AUTO DALLA FABBRICA ALLE CONCESSIONARIE

Per esperienza, sappiamo che il venditore quasi mai dichiara un’avvenuta riparazione di carrozzeria prima della consegna del veicolo. Nonostante sia economicamente sollevato dagli oneri di riparazione, sia dalla copertura assicurativa per danni da trasporto, sia dalla Casa costruttrice nel caso di riparazione in fabbrica. In ambedue i casi esiste sempre relativa documentazione che accompagna la “storia” della vettura. Per le vetture prodotte all’estero, le fasi del trasporto possono essere più complesse in base alla distanza: caricamento su camion in fabbrica e scarico su piazzali di 1° stoccaggio in attesa di imbarco su nave o trasporto via treno. All’arrivo, altro scarico delle vetture e parcheggio sui piazzali di stoccaggio nel Paese di destinazione ove troviamo stoccate anche le auto fabbricate in loco. Da qui, quando arriva il momento (ma possono passare anche diversi mesi), ultimo caricamento su camion con destinazione concessionario. Come si vede, i passaggi sono tanti e le possibilità di danni alla carrozzeria sono sempre in agguato.

DIFETTI VERNICE AUTO NUOVA: COSA FARE

In caso di contestazione tra venditore e cliente per possibili riparazioni di carrozzeria non dichiarate, oltre al consueto parere di un carrozziere esperto esiste un metodo infallibile per scoprire la parte riverniciata. La misurazione con spessimetro digitale o magnetico degli strati di vernice sulla carrozzeria incriminata e, per confronto, del resto della vettura. Sicuramente la zona riparata e riverniciata presenterà uno spessore dello strato di vernice + sottofondo (espresso in millesimi di mm), superiore a quello originale. Normalmente lo spessore della verniciatura originale con trasparente di una vettura moderna varia da 90 a 130 micron. Mentre può arrivare a 150- 200 micron su vetture di alto costo. Le oscillazioni si possono riscontrare anche su una stessa vettura, su pannelli diversi ma ciò non costituisce anomalia. Sulle parti riverniciate in post-produzione si potranno rilevare, su vetture di classe medio-bassa, spessori da 190- 230 micron un su (in presenza di molto stucco, si superano anche i 500 – 600 micron). Per le auto di classe superiore, la soglia parte da valori minimi superiori. Oggi lo spessimetro per vernici è uno strumento indispensabile per gli ispettori tecnici delle Case automobilistiche, per i periti assicurativi ed anche per i carrozzieri.

LO SPESSORE DELLA VERNICE E DEI TRATTAMENTI SULLE AUTO NUOVE

Purtroppo pochi carrozzieri conoscono ed usano lo spessimetro poiché viene considerato uno strumento di indagine “scomodo” che potrebbe danneggiare la loro immagine professionale e quella dei concorrenti. A titolo informativo, riportiamo di seguito i valori medi in micron dei vari strati originali, facenti parte del processo protettivo anticorrosione e di verniciatura in fabbrica. I valori più alti si riferiscono alle vetture di classe superiore:

– Fosfatazione- zincatura : 0,6- 0,8 micron;

– Cataforesi : 20 – 30 micron;

– 1° strato di sottofondo: 30 – 50 micron;

– 2° strato sottofondo in tinta (facolt.) : 20 – 35 micron;

– Colori pastello : 10 -20 micron;

– Vernice metallizzata : 10 -15 micron;

– Vernice trasparente : 40- 50 micron.

Si può notare che lo spessore della vernice in tinta è notevolmente inferiore allo spessore del trasparente finale che deve proteggere il colore sottostante e garantire ottima brillantezza nel tempo.

DIFETTI VERNICE AUTO: TIPI E DIFFERENZE

difetti di verniciatura che si possono manifestare sono svariati ed è utile saperli riconoscere per poter risalire alla causa, quindi ai responsabili. Oggi è più frequente che si verifichino a seguito di riparazioni eseguite non correttamente da parte di carrozzerie. Per una più agevole identificazione, è sempre utile disporre di una buona lente di ingrandimento. Di seguito esporremo un campionario dei difetti più noti con le relative cause. Ovviamente, quando il danno è ascrivibile ad accertate cause esterne, come ad esempio resine di alberi, escrementi di uccelli, ecc., non vi sono i presupposti per ottenere l’applicazione della garanzia. I lunghi stoccaggi delle auto nuove nei piazzali all’aperto, favoriscono l’insorgere di eventuali problemi alla vernice per cause esterne.

SFALDATURA DELLA VERNICE (FLAKING)

Il difetto si può verificare su superfici grandi o piccole e consiste nel distacco della vernice dalla lamiera o dal sottofondo. In corrispondenza della sfaldatura, i bordi della vernice possono essere sollevati e si staccano.

Cause:

– Improprio procedimento nell’applicazione della mano di fondo;

– Incorretto trattamento della lamiera, sia di acciaio che di alluminio;

– Superficie contaminata prima della verniciatura (grasso, olio, prodotti siliconici, acqua, ecc.);

– Applicazione della vernice prima che il sottofondo sia totalmente essiccato;

– Lamiera da verniciare troppo calda o troppo fredda.

Il difetto di sfaldatura della vernice, sebbene raro su vetture nuove, si può verificare più facilmente su lamierati di alluminio, in assenza di adatto trattamento o su pannelli in vetroresina, PVC o simili.

CONTAMINAZIONE DI VARIA NATURA

Macchie di varie dimensioni (a secondo della causa) dovute a sostanze contaminanti che aderiscono alla superficie della vernice o penetrano in seguito a reazione chimica o esposizione eccessiva. La contaminazione si può presentare sotto forma di punti, macchie o chiazze.

Cause:

– Resine e foglie di alberi;

– Inquinamento atmosferico;

– Macchie di catrame o cemento;

– Micro-particelle ferrose vaganti in ambienti industriali;

– Escrementi di uccelli;

– Forno o locali di essiccamento difettosi.

La contaminazione della vernice a causa di schizzi o colature di olio freni si manifesta sotto forma di macchia rialzata di forma irregolare, con vernice a volte rammollita. In pratica la zona contaminata può riprodurre, almeno in parte, la forma dello schizzo d’olio sulla vernice. Sulle vetture nuove di fabbrica il danno può verificarsi durante il trasporto via camion a causa di olio freni colato da una vettura stipata sopra quella danneggiata. Su auto già in circolazione può accadere un’involontaria contaminazione della vernice in officina, durante un intervento ai freni (spurgo circuito, sostituzione liquido freni, ecc.). In questi casi è necessario riverniciare la zona interessata dopo aver eliminato con solvente e carta abrasiva ogni traccia di contaminazione.

BLISTERING VERNICE AUTO

“Blistering” è il termine inglese generalmente usato per indicare la formazione di piccole bolle di vernice di diametro variabile comunque superiore a 1,5 mm. Possono essere isolate o più frequentemente in gruppi. Il fenomeno è abbastanza grave se interessa gran parte della carrozzeria. Prima della introduzione della cataforesi e della zincatura dei lamierati, il blistering con ruggine poteva manifestarsi dopo pochi anni in zone circoscritte. Oggi è molto più raro ed interessa di più le riparazioni eseguite non correttamente.

Cause:

– Inclusione di umidità tra lamiera e sottofondo o tra i vari strati di vernice;

– Contaminazione esterna da escrementi di uccelli, piogge acide, olio freni, ecc;

– Diluenti scadenti o troppo volatili;

– Tempi di essiccazione insufficienti e mani pesanti di sottofondo (il diluente resta inglobato e poi crea bolle.

SCHEGGIATURA DELLA VERNICE

Il fenomeno si manifesta maggiormente nella parte frontale della vettura (parauti verniciati e cofano) a causa del pietrisco stradale proiettato da altri veicoli. Nella zona d’urto la vernice si scrosta in più punti lasciando apparire il sottofondo o la lamiera. Di norma il danno, molto frequente, non è riconosciuto in garanzia essendo connesso all’uso del veicolo. Tuttavia, le vernici con diluenti ad acqua, introdotte in produzione dagli anni ’90 ed ora obbligatorie, in certi casi risultano più sensibili all’azione scheggiante dei sassi. Quindi, per le vetture coperte da garanzia contrattuale, si può ravvisare, nei casi più evidenti, la responsabilità oggettiva del fabbricante o del riparatore.

VERNICE AUTO A BUCCIA D’ARANCIA

La vernice presenta una superficie irregolare simile alla buccia d’arancia. Fino agli anni ’70 era tipica di certe utilitarie italiane e non era considerato un difetto riconoscibile in garanzia. Oggi sarebbe inaccettabile per qualsiasi vettura. In produzione la vernice “a buccia d’arancia” è assai rara mentre possiamo riscontrarla talvolta a livello di riverniciatura riparativa.

Cause:

– Pressione dell’aria di spruzzo troppo elevata;

– Pistola tenuta troppo vicina o troppo lontana alla superficie da verniciare;

– Insufficiente diluizione della vernice o diluente inadatto;

– Temperatura dell’aria o della lamiera troppo bassa;

– Superficie da verniciare contaminata.

DIFETTI ALLA VERNICE AUTO PER FINITURA DEL LAMIERATO 

Gli strati di sottofondo e vernice riproducono in superficie le rigature di smerigliatrice della lamiera. Oggi è molto raro riscontrare tale difetto in produzione mentre è più facile che si verifichi in fase di riparazione di lamierati danneggiati.

Cause:

– Impiego dischi abrasivi a grana troppo grossa;

– Insufficiente carteggiatura del sottofondo o delle zone stuccate;

– Applicazione vernice su stucco o sottofondo non completamente induriti;

– Insufficiente strato di sottofondo o stucco.

ECCESSO DI VERNICE

Vernice applicata in quantità eccessiva che si accumula formando colature o linee di insaccamento. Con l’introduzione in fabbrica, delle pistole di verniciatura robotizzate, le possibilità di colature sono assai rare. Tuttavia, le zone meno accessibili della carrozzeria sono ancora verniciate con pistole maneggiate dall’uomo e quì la colatura è sempre in agguato. Se ciò si verifica in zone visibili, è necessario eliminarla prima che la vettura lasci la linea di produzione. Anche in sede di riparazione post-vendita, la colatura non è accettabile.

Cause:

– Applicazione vernice in quantità eccessiva;

– Pressione di spruzzo troppo bassa o variabile;

– Tecnica di spruzzo inadatta;

– Temperatura ambiente troppo bassa;

– Diluente a bassa volatilità.

BOLLICINE FORATE SULLA VERNICE AUTO (PIN-HOLING)

Piccole bolle emisferiche del diametro di circa 0,5 – 1,5 mm con un forellino nella parte superiore. Allargando il forellino con una punta, con una lente di ingrandimento si può valutare la profondità del difetto. In genere il fenomeno è dovuto al diluente non evaporato che resta inglobato sotto la vernice per il mancato rispetto dei tempi di essiccazione tra una mano e l’altra.

Cause:

– Strato di sottofondo non pulito e sgrassato;

– Inclusione di umidità tra le varie mani di vernice oppure tra la vernice e il sottofondo. L’umidità può essere dovuta alla condensa presente nell’aria compressa usata per verniciare;

– Vernice applicata in quantità eccessiva.

PARTICELLE SOLIDE NELLA VERNICE 

Il difetto è abbastanza frequente, specie su pannelli riverniciati in carrozzeria e non in fabbrica. In produzione vi sono specialisti in grado di eliminare lo sporco sotto vernice con appositi dischetti abrasivi a grana fine, pasta abrasiva e polish. Lo sporco potrà trovarsi tra lo strato di trasparente e la vernice di base, oppure tra la vernice e lo strato di sottofondo o all’interno di quest’ultimo. L’ultima possibilità è la più sfavorevole. Anche in post- vendita è consigliabile evitare di riverniciare la parte interessata adottando la tecnica abrasivi leggeri+polish.

Cause:

– Particelle di sporcizia rimossa durante la spruzzatura da sotto le modanature, dai vani porte ecc;

– Filtraggio della vernice inadeguato;

– Residui di carteggiatura presenti nell’ambiente della carrozzeria o negli abiti dell’operatore, che si depositano sulla vernice ancora umida;

– E’ quindi fondamentale disporre di cabina di verniciatura sigillata e separata dalle altre zone di lavoro, possibilmente con acqua nel pavimento e sulle pareti.

DIFETTI ALLA VERNICE PER ATTACCO DI ACIDI

Irruvidimento superficiale della vernice su zone piccole di forma irregolare, con lievi rigonfiamenti o asportazione di vernice. In alcuni casi la vernice attaccata potrà mostrare piccole crepe all’interno della zona interessata.

Cause:

– Escrementi di uccelli (molto frequente). Il tempo di esposizione ed il calore solare in combinazione, aumentano la gravità del danno. E’ importante eliminare rapidamente ogni traccia di escremento e lavare la parte con acqua;

– Contatto accidentale con sostanze chimiche corrosive;

– Vernice ancora morbida esposta all’azione di sostanze chimiche aggressive (fall-out industriale, liquido lavavetro,ecc.).

Prevenzione: Evitare, per quanto possibile, di parcheggiare l’auto sotto gli alberi frequentati da uccelli. Proteggere i veicoli nuovi già decerati e senza le coperture adesive applicate in fabbrica. Non esporre all’aperto veicoli riverniciati da poco tempo. Le corrosioni più lievi e di piccole dimensioni possono essere eliminate mediante carteggiatura e lucidatura. Nei casi più gravi occorre riverniciare la zona interessata.

CORROSIONE DELLA LAMIERA SOTTOSTANTE

Difetto dovuto ad insufficiente protezione della lamiera. Si manifesta sotto forma di rigonfiamenti con distacco della vernice oppure con macchie rugginose affioranti attorno ad elementi accessori della carrozzeria fissati ad essa (es. specchietti, modanature, ecc.).

Cause:

– Scheggiatura della verniciatura con esposizione della lamiera;

– Ammaccature, rigature, ecc. trascurate;

– Inadeguato trattamento della lamiera (fosfatazione, cataforesi, ecc,) prima della verniciatura;

– Presenza di sostanze contaminanti sulla lamiera;

– Montaggio di accessori sulla carrozzeria senza trattare e riverniciare i bordi dei fori.

VERNICE AUTO A “PELLE DI COCCODRILLO”

Queste micro-crepe, ad occhio nudo possono essere scambiate con la perdita di lucentezza. Invece, ad un esame con lente d’ingrandimento, si vedono piccole crepe superficiali sulla vernice.

Cause:

– Mani di vernice di spessore eccessivo;

– Addivi non idonei nella vernice;

– Vernice applicata su sottofondo non completamente essiccato o di spessore eccessivo;

– Impiego di diluenti inadatti.

 

Sorgente: I difetti della vernice: come riconoscerli

Auto: l’intelligenza artificiale per la gestione dei sinistri

RIPORTIAMO PER PURO DOVERE DI CRONACA QUESTI ARTICOLI SULLE PERIZIE AUTOMATICHE ANCHE SE NON SIAMO DACCORDO SUL LORO UTILIZZO E SIAMO SCETTICI SUL FUNZIONAMENTO. ABBIAMO RICHIESTO ALLE VARIE SOCIETA’ CHE LE PROPONGONO UNA DIMOSTRAZIONE PRATICA MA NON ABBIAMO ANCORA OTTENUTO RISPOSTA. ORA CHIEDEREMO ANCHE A DAT

Il perito assicurativo diventa virtuale: Prometeia e la tedesca DAT presentano FastTrackAI, software per la gestione automatizzata degli incidenti stradali basato sull’intelligenza artificiale. Il sistema abbatterà i tempi del trattamento del sinistro e i costi di tutti le parti coinvolte.
L’intelligenza artificiale fa passi da gigante nella mobility in campo assicurativo.
L’intelligenza artificiale è sempre più pervasiva nella mobility e, in particolare, nel segmento delle assicurazioni. Anche qui, infatti, è in atto una vera rivoluzione dei tradizionali modelli di business grazie dal potenziale (ancora inespresso) del web. L’interconnettività oggi non solo ci permette di scegliere la polizza più conveniente  e di informarci in maniera veloce sulle alternative disponibili, ma è in grado di velocizzare anche i processi di scelta di un’auto e il tipo di finanziamento da scegliere, e – per rimanere nel campo assicurativo – riesce ad analizzare in modo più preciso sia i fenomeni della circolazione, sia i rischi cui è esposto un automobilista.

La tecnologia sempre più pervasiva nella mobility

Nel mondo dell’RC Auto il cambio di passo, verso l’high tech, è iniziato già da tempo: dalla black box che monitorizza l’uso del veicolo (velocità e guida notturna, per esempio) ai sistemi che valutano il comportamento del singolo automobilista. Ed è solo l’inizio. Infatti, le auto che stanno per sbarcare sul mercato saranno ancora più tecnologiche di quelle conosciute finora, dotate di applicazioni che agevoleranno lo scambio, online, di molti più dati: sistemi che permetteranno agli assicuratori di valutare il rischio in modo più accurato e, di riflesso, agli automobilisti virtuosi di risparmiare sulle assicurazioni RC Auto

Tempi più corti e costi ridotti

L’ultima novità per il mercato della mobility arriva dall’unione delle competenze tra la tedesca DAT (leader nei servizi per l’industria automotive) e l’italiana Prometeia (società di consulenza): FastTrackAI, un prodotto specifico per la gestione automatizzata dei sinistri di auto. Il software, sviluppato in per compagnie di assicurazioni, autisti, periti, flotte e noleggi auto a breve termine, secondo Alessandro Serra, head of sales and marketing di DAT Italia, permetterà un sostanziale abbattimento del ciclo di vita del sinistro, con benefici in termini di tempi e costi per tutti gli operatori coinvolti.

Con lo smartphone perizia immediata

Il nome che porta sintetizza perfettamente le sue qualità. ‘FastTrack’ perché permette di creare una perizia o un preventivo del danno in real-time (dai 30 secondi ai 3 minuti) e ‘AI’ perché il pilastro della piattaforma è rappresentato dall’Artificial Intelligence: l’analisi delle immagini tramite tecnologie avanzate consente all’utente di ottenere un elaborato finale completo e immediato in modo intuitivo. Il funzionamento è semplice: l’utente carica le immagini del danno direttamente da smartphone. Grazie a tecniche avanzate di Computer Vision, il software in automatico analizza la documentazione fotografica, identifica le componenti danneggiate e il livello di severità, per arrivare a una valutazione puntuale dei danni e al dettaglio completo delle riparazioni necessarie, ricambio per ricambio.

Il perito assicurativo diventa ‘digital’

Il software, che agisce quindi come un perito assicurativo, crea una perizia o stima del danno in modo oggettivo, completa e certificata secondo gli standard riparativi assicurativi e del costruttore dell’auto incidentata. L’accertamento puntuale è completato grazie al contributo del collegamento alla banca dati DAT che permette di risalire all’esatta configurazione di tutte le varianti di allestimento, optional e accessori del veicolo.

A cura di: Fernando Mancini

Sorgente: Auto: l’intelligenza artificiale per la gestione dei sinistri | Segugio.it

VEDI IL SEGUITO SU: https://peritiauto.wordpress.com/2021/07/08/ia-vs-ep-intelligenza-artificiale-vs-esperienza-professionale/

HDI Assicurazioni annuncia i risultati della sperimentazione su IDE, il servizio di GFT Italia per il riconoscimento e la valutazione automatica dei danni auto basato sull’Intelligenza Artificiale

HDI Assicurazioni annuncia i risultati della sperimentazione su IDE, il servizio di GFT Italia per il riconoscimento e la valutazione automatica dei danni auto basato sull’Intelligenza Artificiale

  • Partiti a fine 2020, i test svolti dalla compagnia assicurativa sul sistema IDE hanno elaborato migliaia di immagini di parti danneggiate
  • Grazie agli algoritmi efficienti sviluppati da GFT, HDI Assicurazioni è stata in grado di riconoscere e quantificare l’entità del sinistro con risposte coincidenti con le valutazioni svolte da periti qualificati
  • IDE si avvale di banca dati, perizie storiche e preventivatore di Quattroruote Professional, certificato da ANIA e IVASS, insieme alle tecnologie di Intelligenza Artificiale di IBM per l’analisi dell’immagine e di Machine Learning
  • Il servizio di GFT offre un approccio innovativo all’analisi del danno con l’obiettivo di accelerare le attività tipiche dell’ufficio liquidativo di compagnie assicurative o di perizia per le valutazioni dello stato dell’auto

Sorgente: HDI Assicurazioni annuncia i risultati della sperimentazione su IDE, il servizio di GFT Italia per il riconoscimento e la valutazione automatica dei danni auto basato sull’Intelligenza Artificiale | GFT Italy

Abbiamo chiesto a GFT una demo per valutare questo sistema che non crediamo possa sostituire la visione diretta di un danno da parte di un perito, tantomeno di un robot.