Facile.it, arrivano i primi rincari dall’inizio della pandemia

Secondo un’analisi effettuata dal comparatore, le tariffe sarebbero in aumento per Rc auto, mutui, bollette e connessione Internet

Dopo poco più di anno di pandemia, arrivano i primi rin- cari sulle spese familiari. È quanto sostiene Facile.it, che ha recentemente pubblicato un’analisi sull’andamento delle tariffe di Rc auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti corren- ti, telefonia mobile e connessio- ne Internet per la casa.

Nel settore dell’Rc auto, nel
dettaglio, il comparatore rileva
innanzitutto che la diminuzione
delle auto in circolazione du-
rante il lockdown ha determinato un calo dei sinistri e, almeno inizialmente, un conseguente abbassamento delle tariffe assi- curative. Dopo il crollo di marzo e aprile, nonché qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno in occasione delle prime riaperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi e rimangono ancora oggi estremamente favorevoli per la clientela: stando all’osservatorio di Facile.it, lo scorso febbraio il premio medio dell’Rc auto si attestava a 464,09 euro, in calo del 13,5% rispetto a un anno prima.

Tuttavia, stando all’analisi del comparatore, i premi starebbe- ro iniziando a risalire: fra gennaio e febbraio, nello specifico, il mercato ha registrato un rincaro, seppur ancora lieve (+1,44%) della tariffa media. L’andamento futuro del premio medio di- penderà moltissimo dall’andamento della pandemia e dalle eventuali nuove restrizioni alla mobilità. Un aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, in questo senso, potrebbe comportare un aumento delle tariffe e un rapido recupero dei livelli che si registravano prima della pandemia. Viceversa, nuo- vi lockdown e restrizioni alla mobilità potrebbero mantenere il premio assicurativo su livelli bassi. Il comparatore sottolinea tut- tavia che le compagnie potrebbero anche scegliere di assorbire parte dell’eventuale aumento dei sinistri e mantenere basse le tariffe sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.

Non solo Rc auto, tuttavia: secondo Facile.it, si cominciano già a notare rincari nelle tariffe di mutui, bollette e connessione Internet per la casa.

Giacomo Corvi

Il Covid fa calare la raccolta del mercato italiano a 151 miliardi di euro

Secondo i dati Ania, nel 2020 i premi complessivi (danni e vita) delle imprese nazionali ed estere sono diminuiti del 5% rispetto al 2019

Il Covid fa calare la raccolta del mercato italiano a 151 miliardi di euro hp_wide_img
 
Nel 2020 il settore assicurativo nel nostro Paese nella sua totalità, considerando cioè tutte le sedi delle imprese (nazionali ed estere) ed entrambi i comparti (vita e danni), ha raccolto nel 2020 premi per oltre 150 miliardi (più precisamente: 151,3 miliardi),  in calo del 5% rispetto al 2019 (113 miliardi nel vita in riduzione del 5,8% e 38 miliardi nel danni, in diminuzione del 2,3%). A renderlo noto è l’Ania, che sottolinea come questi dati siano fortemente condizionati dalle conseguenze della crisi economica innescata dal Covid-19. “È proprio a causa di questo stato emergenziale – scrive l’associazione in un comunicato – che nel 2020 la raccolta premi si è ridotta fortemente durante i mesi di lockdown (da marzo a maggio) per poi recuperare gradualmente nella seconda metà dell’anno”.

Le sole imprese assicurative nazionali, hanno raccolto complessivamente un volume dei premi contabilizzati (vita e danni) di quasi 135 miliardi, chiudendo l’anno con un calo del 4% rispetto al 2019. Anche le rappresentanze di imprese europee che operano in Italia in regime di stabilimento hanno visto nel 2020 i premi ridursi significativamente e in modo più marcato (-13,9%) delle imprese nazionali; il volume premi raccolto da queste imprese ammonta a circa 7,5 miliardi. Le imprese che operano in libera prestazione di servizi (Lps), che fanno parte di gruppi assicurativi Ivass e che hanno aderito alla rilevazione (la quasi totalità in termini di volume premi), hanno contabilizzato premi per circa 9 miliardi (esclusivamente nel business vita e relativi a solo polizze linked), registrando una contrazione appena inferiore a quella delle rappresentanze europee (-12,3% rispetto al 2019).

Le famiglie italiane hanno destinato oltre 100 miliardi dei loro risparmi per l’acquisto di assicurazioni vita (-4,4% rispetto al 2019), mentre i premi corrisposti da individui e imprese per proteggere i propri beni e i propri patrimoni attraverso l’acquisto di coperture danni contro eventi avversi sono stati pari a 33,5 miliardi (-2,3% rispetto all’anno precedente).
“Si è trattata – afferma Ania – di una riduzione meno allarmante di quella che si era delineata nei primi mesi della pandemia. Nel ramo vita si è avuta un’ulteriore conferma di come le famiglie italiane continuino ad affidarsi alla solidità del comparto assicurativo per investimenti a lungo termine, in un anno caratterizzato da una fortissima crescita della propensione al risparmio delle famiglie”.

L’andamento dei rami danni
 
Nel comparto motor si è registrata una contrazione dei premi per l’Rc auto del 5,7%, una delle più elevate di tutti i rami danni, con un volume di 12,5 miliardi e una crescita dell’1% nel ramo Corpi veicoli terrestri (per un ammontare di 3,1 miliardi).

“Sulla base della rilevazione trimestrale dei premi medi effettuata dall’Ivass per le autovetture a uso privato – evidenzia l’Ania – si può stimare che, per il totale dei veicoli, la riduzione del premio medio della copertura Rc auto nel 2020 sia nell’ordine del -5% / -6%”. Si tratta, per questo ramo, dell’ottava variazione negativa consecutiva del premio medio praticato: dal 2012 al 2020 i premi medi Rc auto sono diminuiti di quasi il 32% Anche nel 2021 i primi dati dell’Istat evidenziano ulteriori riduzioni nel prezzo della copertura. “Le iniziative a favore dei propri assicurati – osserva Ania – non si sono, quindi, esaurite nell’anno più acuto della crisi economica-finanziaria dovuta dal Covid-19 e gli effetti complessivi continueranno a manifestarsi anche nel corso dell’anno corrente”.
 
Nel complesso, il comparto degli altri rami danni non auto è riuscito gradualmente a recuperare i forti cali dei mesi di lockdown raggiungendo a fine anno lo stesso volume premi del 2019. I rami che nonostante le eccezionali difficoltà del periodo dovute alla pandemia, hanno registrato una variazione positiva sono stati i seguenti: Altri danni ai beni (+1,8%), Assistenza e Incendio (+2,0%), Rc generale (+2,3%), Cauzione (+2,4%), Tutela legale (+6,4%), Credito (+6,7%), Corpi veicoli marittimi (+8,8%), Rc aeromobili (+10,5%) e Corpi veicoli aerei (+13,1%). Hanno mostrato, invece, tassi di variazione negativi i rami: Infortuni (-2,2%), Malattia (-2,3%), Corpi veicoli ferroviari (-2,9%), Merci trasportate (-5,7%) e Perdite pecuniarie (-23,9%).
 
L’andamento dei rami vita
 
Un’analisi del business vita per ramo di attività dimostra come l’impatto negativo della crisi pandemica si sia concentrato prevalentemente nelle polizze di tipo tradizionale, a vantaggio delle polizze linked, “favorite da tassi di interesse particolarmente bassi e ancora in una fase discendente”, spiega l’Ania. 
 
Nel 2020 hanno registrato una lieve crescita i prodotti multiramo. Da altre statistiche associative, precisa Ania, “risulta infatti che i premi raccolti per questi prodotti (pari a 37,4 miliardi, il 37% del totale dei premi) sono aumentati nel 2020 dell’1,1%”. Oltre il 90% dei prodotti multiramo complessivi è costituito dai cosiddetti prodotti multiramo puri  (esclusi quelli previdenziali e Pir) che hanno registrato nel 2020 un volume premi pari a 34,2 miliardi: prevale ancora la quota (64%) di premi afferenti al ramo I (21,7 miliardi, il 33% del totale premi di ramo I), mentre la restante quota del 36% è costituita da premi di ramo III (12,5 miliardi, il 42% del totale premi di ramo III).
 
Nel 2020, l’incidenza della raccolta danni sul Prodotto interno lordo italiano è stata pari al 2,0%, in linea con l’anno precedente, mentre quella della raccolta vita è stata pari al 6,2%.
 
👤Autore: B.M.

Fonte: https://www.insurancetrade.it/insurance/contenuti/mercato/11369/il-covid-fa-calare-la-raccolta-del-mercato-italiano-a-151-miliardi-di-euro?https://www.insurancereview.it/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=2021-04-01

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UN PRIMO VERO APPROFONDIMENTO GIURIDICO SULLA VIDEO PERIZIA

Nel mese di marzo dello scorso anno, in pieno lockdown, tutti i professionisti del nostro bel Paese e non solo, si son ritrovati ad affrontare oltre agli innumerevoli problemi legati alla estemporaneità dell’evento pandemico, anche una attenta ricerca di soluzioni per il lavoro a distanza. In tanti si sono così avvicinati per la prima volta ad applicazioni del tipo Teamviewer, Skype o Zoom, facendo scorgere dietro alla drammatica disavventura della Covid-19, anche qualche piccola ma interessante, nuova prospettiva di lavoro.

In Italia, nel frattempo, le Imprese assicurative, tramite l’ANIA, ovvero l’associazione che le rappresenta nella quasi totalità, hanno diramato una direttiva che invitava le reti fiduciarie a utilizzare lo strumento della video perizia al fine di limitare i contatti con i danneggiati e quindi i potenziali contagi, adempiendo quanto più possibile alle prescrizioni dei vari DPCM che di lì a poco si andavano susseguendo sotto il Governo Conte 2. La direttiva, invero, invitava a utilizzare tale strumento di perizia in remoto anche al termine dell’emergenza sanitaria, delineando così una prospettiva per il futuro che la vedrebbe preponderante, se non addirittura sostitutiva, rispetto alla classica ispezione diretta dei danni alla quale siamo stati, talvolta anche con intimidazione, abituati a operare per anni.

Il significativo cambiamento di questo paradigma non poteva che portare a una minima riflessione in più rispetto a quanto deliberato sotto la sola spinta emotiva dell’emergenza sanitaria, pertanto con alcuni illustri colleghi della città di Latina, abbiamo deciso di avviare una serie di appuntamenti via Skype. Ne è nato un interessante dibattito che con il prosieguo degli incontri ha fatto emergere numerose criticità. Tra queste, però, ve ne erano alcune che richiedevano assolutamente il supporto di un esperto del settore sotto il profilo giuridico, e quindi, vista la mia conoscenza diretta con l’Avvocato Annunziata Candida Fusco, che è sicuramente la più formata in Italia in materia di Periti assicurativi, abbiamo deciso di commissionare a lei un lavoro di ricerca, il cui risultato viene allegato a questa e-mail. Possiamo definire tale interessantissima relazione tecnica il primo vero punto di partenza di un dibattito finora mai seriamente affrontato, ma assolutamente pertinente e necessario. Al termine della lettura di questo prezioso lavoro vi domanderete anche voi con molte probabilità, quanto la “perizia da remoto” sia per la nostra professione veramente efficace e funzionale oppure, viceversa, pericolosa o, addirittura, non aderente al nostro sistema normativo.

L’obiettivo, tuttavia, è quello di arricchire e completare la ricerca in maniera imparziale, con il contributo di tutti i colleghi, anche di aree geografiche diverse, tramite testimonianze e discussioni, che portino poi l’intero comparto assicurativo a riconfigurare queste nuove procedure di lavoro, in un nuovo quadro operativo, e facendone così un uso più pertinente e conforme alle leggi vigenti.

A tal proposito, quindi, vi invito a partecipare tutti, nessuno escluso, a questo importante dibattito, per arricchirlo oppure solo per informarvi in maniera corretta ed esaustiva.

Confidando in una tua fattiva partecipazione, con il gruppo di Periti che ha dato il via a questa importante ricerca, abbiamo creato una apposita casella di posta elettronica, verso la quale potrai indirizzare le tue testimonianze o solo manifestare il tuo interesse. Ti ricordo che questo confronto tra tutte le parti interessate (invero anche i consumatori lo sono) è assolutamente necessario per evitare che tali procedure vengano adottate erroneamente in maniera definitiva, quindi non perdere l’attimo e partecipa a tutte le iniziative che intraprenderemo su questo delicato tema.

Email per partecipare al dibattito: incontri.videoperizia@gmail.com

Buona lettura
Un cordiale saluto

Massimiliano Panecaldo
Perito Assicurativo e
Consulente Tecnico del Tribunale Civile di Roma

 

 

  Avv. Annunziata Candida Fusco

Avvocato e insegnante di Diritto, la sua sede operativa è a Bergamo. Da anni collabora, oltre ad altre, anche con la rivista giuridica “La Tribuna”, sulla quale sono stati pubblicati molti importanti articoli a sua firma inerenti lo specifico tema della professione del Perito Assicurativo.  avvocatofusco.com

Scarica il pdf: PERIZIA-DA REMOTO-26-feb2021

fonte: https://www.effettivisivistudio.com/video-perizia/home.html?fbclid=IwAR2ymoZXvAMTqyETlMVMYj9vUR0IaZQoAzP2jfYmhCWA9Q0SwpiBBFS9yw4

Come è fatto un sogno?

Come è fatto Supercar HD Ferrari FF

sognare un pò, ma anche per  fare un veloce ripasso di tutte le fasi necessarie per costruire una vettura in maniera evoluta ma per lo più a mano da moderni artigianale.

Per vedere il video click sulla foto o sul link seguente:  Come è fatta una Ferrari FF

I 15 lavori senza laurea con stipendio molto alto (anche da casa): la classifica

Ci sono 15 lavori senza laurea, per i quali basta il solo diploma, che hanno uno stipendio molto alto. Dall’analista di intelligence al perito assicurativo, alcuni è possibile svolgerli da casa, in smart working. Vediamo qual è la classifica.

Ci sono 15 lavori senza laurea con uno stipendio molto alto e parte dei quali si possono svolgere da casa. D’altronde con la pandemia di Covid molte abitudini sono cambiate ed è facile trovare lavori da casa anche ben retribuiti.

La classifica dei 15 lavori senza laurea con stipendio alto è stata elaborata negli Stati Uniti dal sito Business Insider che ha tenuto conto dei dati statistici del 2020 del Bureau of Labor Statistics. Una classifica d’oltreoceano ma che trova chiari riscontri anche nel nostro Paesesebbene con le dovute differenze.

Una parte di questi lavori ben pagati e senza laurea possono anche essere svolti in smart working. Il lavoro agile d’altronde ha occupato gran parte del 2020 e continua a essere raccomandato, dato il perdurare della pandemia, anche con il nuovo anno in Italia e nel resto del mondo.

Abbiamo visto quali sono i 20 lavori per Millennial con stipendi a 6 cifre. Vediamo ora quali sono i 15 lavori senza laurea strapagati e da poter fare anche da casa secondo la classifica.

I 15 LAVORI DA CASA SENZA LAUREA E CON STIPENDIO ALTO: LA CLASSIFICA

Tra i 15 lavori da casa senza laurea e che prevedono uno stipendio alto negli Stati Uniti, la classifica pone al primo posto quello del Gestore di trasporti, stoccaggio e distribuzione.

Un lavoro questo che negli Stati Uniti fanno circa 132mila persone e con uno stipendio di 87mila euro l’anno (103mila dollari). Un lavoro tuttavia che non è possibile svolgere da casa, ma che non richiede la laurea e per il quale basta il diploma.

Andando avanti con la classifica troviamo:

  • Responsabile e supervisore degli addetti alle vendite non al dettaglio

Al secondo posto della classifica troviamo chi si occupa di supervisionare e coordinare l’attività degli addetti alle vendite all’ingrosso. Lo stipendio è di 72mila euro (86mila dollari), si può fare senza laurea e sono 249mila le persone che svolgono questo lavoro negli USA.

  • Analista di intelligence

Al terzo posto della classifica dei 15 lavori senza laurea e con stipendio alto troviamo quello di analista di intelligence. Chi fa questo mestiere ricerca minacce per la sicurezza nazionale e lo stipendio è di 72mila euro 86mila dollari.

Diciamo subito che in Italia per fare l’analista di intelligence e lavorare per la sicurezza nazionale è necessario avere la laurea e inoltre si viene assunti non mediante concorso pubblico, come può avvenire per le Forze dell’ordine, ma attraverso un reclutamento mirato. Per fare l’analista di intelligence in Italia vengono richieste anche elevate conoscenze linguistiche.

  • Agente immobiliare

Per l’agente immobiliare lo stipendio negli USA è di 81mila dollari ovvero 68mila euro per 42mila addetti del settore.

Anche in Italia per fare l’agente immobiliare basta avere il diploma. Nel nostro Paese questo lavoro può essere svolto anche senza laurea, ma è necessario in ogni caso aver frequentato un corso di formazione con il superamento di un esame camerale. Quello dell’Agente immobiliare è un mestiere che in Italia può anche essere svolto come libero professionista.

  • Direttore delle Poste

In USA un direttore delle Poste ha uno stipendio di 78mila dollari l’anno ovvero 65mila euro e per diventarlo non serve la laurea.

Diversa è la situazione in Italia dove oggi, sebbene fino a qualche anno fa era un lavoro che si poteva svolgere anche senza laurea, è molto difficile arrivare a ricoprire il ruolo di direttore o direttrice delle Poste con il solo diploma.

Lo stipendio rispetto agli Stati Uniti poi nel nostro Paese è molto più basso. In Italia lo stipendio di un direttore delle Poste va dai 40 ai 43mila euro annui.

  • Gestori di proprietà e di immobili

60mila euro, vale a dire 71mila dollari, è lo stipendio per i gestori di proprietà e immobili che in USA sono 220mila.

  • Rappresentate

Il rappresentante di vendita è al settimo posto nella classifica dei 15 lavori senza laurea e con stipendio alto. In USA lo stipendio è di 71mila dollari ovvero 60mila euro.

Per fare il rappresentante di vendita in Italia, a seconda sia chiaro del settore, è richiesta la laurea come è evidente dai numerosi annunci che si possono trovare sul web.

  • Perito assicurativo

Il perito assicurativo prende in USA uno stipendio di 69mila dollari che tradotti sono 58mila euro. Il perito assicurativo quantifica i danni per i quali è richiesto un indennizzo. Il lavoro del perito assicurativo può essere svolto senza laurea anche in Italia.

  • Agente assicurativo

L’agente assicurativo invece, come in Italia, vende prodotti e servizi assicurativi. Nella classifica è in nona posizione. Lo stipendio in USA è di 67mila dollari annui che tradotti nel nostro conio sono 56mila euro.

  • Assistente amministrativo

L’assistente amministrativo è colui che fa funzionare l’azienda e si occupa di documenti e scadenze. Lo stipendio è di 62mila dollari medi lordi l’anno che in Italia sono 52mila euro. Un lavoro questo che si può svolgere da casa.

  • Risorse umane per braccianti agricoli

Chi lavora nel campo delle risorse umane per braccianti agricoli si occupa di reclutare operai per i campi. Lo stipendio è di 62mila dollari negli Stati Uniti che in Italia si traduce in 52mila euro.

Quella del reclutatore di braccianti agricoli non è una figura che in Italia sia presente o conosciuta. Nel nostro Paese come sappiamo purtroppo esiste la piaga del caporalato, un sistema criminale di sfruttamento della manodopera, specie di immigrati irregolari, che lavora senza diritti e dignità.

  • Responsabile dipendenti in ufficio

Questa figura coordina i dipendenti in ufficio e funge da tutor. Lo stipendio è in media di 60mila dollari, in euro sono 50mila euro.

  • Responsabile dei lavoratori trasporto merci

Un lavoro senza laurea, per il quale basta il diploma quello del responsabile dei lavoratori del trasporto merci. Negli USA lo stipendio è di 58mila dollari ovvero 49mila euro.

  • Detective

Quello del detective è lavoro che in USA coinvolge 35mila persone con uno stipendio di 57mila dollari ovvero 48mila euro. È difficile trovare in Italia una figura che rispecchi quello che nell’immaginario collettivo è il detective statunitense.

Forse ci si avvicina l’investigatore privato o il commissario di Polizia. In Italia tuttavia per diventare commissario di polizia da civile è richiesta la laurea.

  • Impiegato di agenzie di intermediazione

A chiudere la classifica dei 15 lavori senza laurea, parte dei quali è possibile anche svolgere da casa, è il mestiere dell’Impiegato di agenzie di intermediazione che ha uno stipendio di 55mila dollari, 46mila euro annui.

In Italia lo ricordiamo, tra i lavori senza laurea che si possono svolgere e che sono anche ben pagati con uno stipendio alto, troviamo moltissimi lavori nel campo dell’informatica come il Software Developer. La laurea è preferibile certo e requisito in più, ma non indispensabile.

Teresa Maddonni

Fonte: Money.it

 

 

 

Roma, falsi certificati medico-legali Anche di morte. Sospesi funzionari Asl

I carabinieri del Nas hanno effettuato lunedì mattina 33 perquisizioni domiciliari e in uffici, anche di agenzie funebri. Fino ad ora sequestrata documentazione relativa a oltre 400 posizioni. Il sospetto che alcuni decessi siano stati anche per Covid

Roma, falsi certificati medico-legali Anche di morte. Sospesi funzionari Asl
Oltre 400 certificati per false visite medico legali su cadavere, mai eseguite, per confermare il decesso e anche le cause, consegnati dietro pagamento ai responsabili di alcune agenzie funebri della Capitale. E fra questi anche decessi che si sospetta possano essere avvenuti per Covid, comunque non per cause legate a reati. È solo una parte dell’immensa mole di documentazione contraffatta che il Nas dei carabinieri di Roma ha scoperto nel corso di un’indagine che lunedì mattina ha portato a trentatré perquisizioni di abitazioni e uffici e alla notifica del provvedimento di sospensione dal pubblico servizio per sei mesi nei confronti di due funzionari di una Asl capitolina che lavorano presso il Dipartimento di medicina legale.

Toccherà ai carabinieri, ora, capire dove possibile le cause esatte dei decessi, anche perché in molti casi le tumulazioni sono già avvenute. E anzi sembra proprio che il giro di falsi certificati, firmati a nome dei medici incaricati (da capire se alcuni di loro fossero consapevoli o ignari che il loro nome era finito su quei documenti), servisse proprio per accelerare pratiche che altrimenti, visto il periodo di emergenza coronavirus, avrebbero avuto un iter più lento. E l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato annuncia: «La vicenda oltre che essere grave, mette in cattiva luce lo sforzo che tutta la sanità regionale sta compiendo nel contrasto alla pandemia. I dipendenti Asl infedeli saranno immediatamente sospesi e avviate le procedure per il licenziamento. Le mele marce vanno allontanate e la Regione si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento».

I militari dell’Arma contestano ai due funzionari di Asl centrali della Capitale e ad altri indagati, a vario titolo, i reati di corruzione, falsità ideologica e materiale, truffa aggravata ai danni dello Stato. In particolare è stata accertata l’esistenza di una vera e propria banda che dietro pagamento di somme di denaro rilasciava anche falsi certificati a persone che volevano ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile oppure un aggravamento di una condizione già presente, con l’aumento delle percentuali, in modo di ottenere le relative pensioni. I certificati in questione riguardavano anche il riconoscimento della 104 per l’assistenza di familiari invalidi o gravemente malati. Ma dopo che le indagini sono cominciate proprio per scoprire il traffico di questo genere di certificati rilasciati nel corso del 2020, ecco che i carabinieri hanno scoperto il secondo filone, quello legato ai decessi.

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Frodi assicurative in penisola sorrentina e Rolex da 100mila euro: la vicenda su “Metropolis” e “Il Mattino” – Positanonews

La notizia ripresa anche da quotidiani regionali e locali, tra cui Il Mattino con Dario Sautto e Metropolis, che parlano di un Rolex da 100mila euro nella mega collezione che i finanzieri hanno sequestrato all’imprenditore Gianluca Izzo, accusato di una serie di truffe assicurative portate avanti anche con falsi incidenti utilizzando la sua Ferrari California bianca. Ieri mattina i finanzieri del gruppo di Torre Annunziata, a chiusura di indagini condotte dalla tenenza di Massa Lubrense e coordinate dalla Procura oplontina, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, emesso dal gip proprio su richiesta degli uffici inquirenti. Lo scorso 6 ottobre Izzo era finito ai domiciliari insieme a Giovanni Pane, 45enne avvocato civilista con studio a Meta, Vincenzo Polito, 52enne perito di Castellammare residente a Casola e il medico legale Giuseppe Luigi Arpaia, 70enne di Pompei. Durante la perquisizione nell’abitazione del 45enne di Vico Equense, frequentatore degli ambienti della Sorrento «bene», era spuntata l’incredibile collezione di orologi: in totale 33 (di cui 32 Rolex), tra cui un modello da 100mila euro. In garage, poi, accanto alla Ferrari California intestata a un trust straniero erano parcheggiati altri otto veicoli d’epoca (un’auto e sette moto), mentre sempre in casa sono stati sequestrati 10mila euro in contanti. Dopo una perizia accurata, è stato stabilito il valore totale del sequestro eseguito ieri che ammonta a 585mila euro, di cui 537mila euro solo in orologi.
Il sequestro chiude la prima parte dell’inchiesta che ha scosso la penisola sorrentina. La maxi truffa si è concretizzata all’interno dell’ufficio del giudice di pace di Sorrento grazie a due cause di risarcimento per incidenti mai avvenuti, una delle quali proprio utilizzando la Ferrari. I quattro arrestati, insieme ad altre 6 persone indagate a piede libero, sono accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari, falsa perizia, falsa testimonianza e frode alle assicurazioni. Dopo i ricorsi al Riesame, le accuse hanno retto e i quattro restano tuttora ai domiciliari. Le successive indagini patrimoniali hanno permesso ai finanzieri anche di ricostruire la sproporzione tra i redditi dichiarati da Izzo e la reale disponibilità di beni. I racconti sorrentini parlano del 45enne che, tutti i giorni, sfoggiava due Rolex ai polsi. Le indagini hanno fatto emergere un inquietante quadro di connivenza da tra alcuni professionisti della penisola sorrentina e una serie di consulenti, nominati di volta in volta dai giudici di pace a cui venivano assegnate le cause per i falsi incidenti. Se il medico legale aveva attestato una finta lesione permanente facendosi pagare un certificato appena 200 euro, il perito assicurativo – intercettato – avrebbe anche dato consigli a Izzo e Pane su come far salire il risarcimento per il finto incidente della Ferrari, incassando 1500 euro per la perizia fasulla. Gli stessi Izzo e Pane avrebbero commentato la nomina del dottor Arpaia «che una volta, per un colpo di frusta, mi ha fatto prendere 18mila euro».

Sorgente: Frodi assicurative in penisola sorrentina e Rolex da 100mila euro: la vicenda su “Metropolis” e “Il Mattino” – Positanonews

Falsi incidenti stradali: cade l’associazione a delinquere. Condannati in 19

Falsi incidenti stradali: cade l’associazione a delinquere. Condannati in 19

Si chiude il processo scaturito dalla clamorosa inchiesta che nel 2014 sfociò in tredici ordinanze di custodia cautelare. Non ha retto l’accusa di associazione a delinquere e in molti casi è intervenuta la prescrizione

L’ingresso dell’aula bunker del carcere di Lecce dove si è celebrato il processo

LECCE – E’ arrivato il verdetto nel processo scaturito dall’operazione “Micosca” su una serie di incidenti stradali organizzati a tavolino per ottenere i premi assicurativi. Dei 62 imputati (due dei quali nel frattempo deceduti), tra automobilisti, titolari di autocarrozzerie, medici e avvocati del foro di Lecce, coinvolti otto anni fa nell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Antonio Negro (oggi aggiunto a Brindisi), sono stati condannati in 19.

La Corte composta dal presidente Fabrizio Malagnino e dai giudici Annalisa De Benedictis e Marcello Rizzo ha preso atto che per la maggior parte degli imputati fosse intervenuta la prescrizione e ha disposto così il non doversi procedere. E’ caduto, inoltre, su richiesta della stessa pubblica accusa, l’addebito più grave, di associazione a delinquere, mosso inizialmente nell’inchiesta che, partita dalla denuncia di “Unipol Assicurazioni” riguardo a episodi avvenuti tra il 2008 e il 2010, nel 2014 sfociò in tredici ordinanze di custodia cautelare.

Le condanne

La pena più alta, a quattro anni e mezzo di reclusione, ha colpito sia l’avvocato Donato Maruccia, 44 anni, di Corigliano d’Otranto, sia il medico Claudio Girasoli, 50 anni, originario di Roma ma residente a Lecce. Raggiunge i quattro anni tondi invece la condanna inflitta a Lorenzo Micocci (già dipendente come liquidatore di Unipol Assicurazioni spa), 46, residente a Botrugno; un anno col beneficio della pena sospesa per gli altri 16 imputati: Leonardo Impero Delle Donne, 56, di Martignano; Alessandro Leucci, 31, di Botrugno; Carmelo Basile, 61, di Maglie; Luigi Campanile, 68,  a Maglie; Antonio Miccoli, 66, di Soleto; Tommaso Miccoli, 33, di Galatina; Angela Leone, 47, di Botrugno; Maria Grazia Leucci, 26, di Botrugno; Grazia Miggiano, 81, di Botrugno; Aleandro Moretti, 33, di Melpignano; Sara Moretti, 31, di Melpignano; Gianluca Toma, 43, di Cursi; Simonetta Toma, 47, di Cursi; Anna Della Stella, 34, di Maglie; Sergio De Blasi (titolare dell’omonima ditta), 39, di Martano; Salvatore De Blasi, 80, di Martano.

La sentenza, le cui motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, contempla il risarcimento del danno, in separata sede, alle parti civili: Italiana Assicurazione Spa, rappresentata dall’avvocato Andrea Starace, e Unipol Assicurazioni spa, con l’avvocato Maurizio Merlini (del foro di Bologna), nei confronti delle quali sono state disposte anche provvisionali che vanno da 2mila a 15mila euro.

Le assoluzioni

La sentenza ha accolto in buona sostanza le richieste formulate dal procuratore Negro che, il 27 gennaio scorso, al termine della requisitoria, aveva chiesto per molti degli imputati il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, ma anche che venisse “depennato” il reato associativo, “non essendo stata raggiunta la prova, al di là di ogni ragionevole dubbio, dell’esistenza del vincolo associativo dell’organizzazione imputata, tale da integrare la fattispecie di cui all’articolo 416, caratterizzata appunto dal preventivo accordo a carattere generale e continuativo tra gli imputati”.

Ci sono state anche delle assoluzioni per “non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste” e hanno riguardato, a vario titolo: Leonardo Corlianò (titolare dell’omonima ditta di autocarrozzeria), 62 anni, di Zollino; Luigi Gabriele De Giorgi, 65, di Lecce; Osvaldo Dell’Onze (perito assicurativo), 72, di Lecce; Antonio Martella (titolare dell’omonima carrozzeria), 56, di Surbo; Donatella Russo, 46, di Scorrano; Alessandro Sbocchi (titolare della Sbocchi sas), 47, di Castrignano dei Greci; Nicola Scardino (già dipendente, come liquidatore, della Unipol Assicurazioni spa); Giorgio Stomeo (perito assicurativo), 68, di Lecce; Monica Francesca Vinci (avvocato), 46 anni, residente a Lecce; Cosimo Amatulli, 41, di San Pietro Vernotico; Flavio Carrozzo (fisioterapista), 48, di Galatina; Lidia De Riccardis, 36, residente a Corigliano d’Otranto; Alessandro Bongiorno, 33 anni, di Lecce; Alessandro Gemma, 45, di Maglie; Piero Mancarella, 31, di San Donato Lecce; Carmen Maniglio, 40, di Lecce; Andrea Maniglio, 43, di Lecce; Brizio Pantaleo Mercuri, 48, di Lecce; Vincenzo Micocci, 48, di Botrugno; Francesca Plevi, 47, di Lecce; Maurizio Spedicato (avvocato del Foro di Lecce), 42, di Monteroni e Furio Rubino (medico), 60, residente a Lecce.

Ecco tutti i nomi degli altri imputati per i quali è stata disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione: Rosanna Mangia, 61, di Soleto; Vincenzo Angelini, 46, di Surbo; Fabrizio Brindisino (fisioterapista), 36, di Lequile; Fabio Coluccia, 30, residente a Bagnolo del Salento; Anna Francesca De Giuseppe, 50, di Uggiano La Chiesa; Francesco Luigi Dell’Anna, 42, di Martignano; Giovanni De Matteis, 37, di Surbo; Juan Pablo Ferrari, 41 anni, residente a Roma; Pietro Mancarella, 64, di Lecce; Raffaele Mancarella, 36, di Surbo; Ivano Marchello (medico specialista in medicina legale), 63, residente a Lecce; Giuseppe Mele, 65, di Castrignano dei Greci; Matteo Micocci, 42 anni, di Botrugno; Simone Moschettini, 27, di Martano; Rosaria Margherita Placì, 95, di Lecce; Gaetano Rubrichi, 55, di Uggiano La Chiesa; Anastasia Schito, 35, di Lecce; Sofia Zecca, 62, di Lecce; Vincenza Zecca, 66, residente a Lecce;

La sentenza è stata di non doversi procedere anche nei riguardi di Alfonso Giulio De Carlo (medico specialista in ortopedia e traumatologia), di Monteroni, e Giuseppe Calogiuri (medico specialista in ortopedia e traumatologia), di Lizzanello, che nel frattempo sono deceduti.

Tra gli avvocati che hanno sostenuto la difesa: Giuseppe Corleto, Stefano Pati, Roberto Rella, Giancarlo Dei Lazzaretti, Luigi Corvaglia, Giampiero Tramacere, Vincenzo Blandolino.

Sorgente: Falsi incidenti stradali: cade l’associazione a delinquere. Condannati in 19

Videoperizia dei danni all’auto: è polemica

I periti sollevano qualche dubbio sull’utilità della videoperizia assicurativa: le parti danneggiate della vettura che sono visibili vengono fotografate tramite automobilista e perito.

CHE COSA STA CAMBIANDO –  Videoperizia assicurativa: ecco una delle tante eredità che la pandemia ha lasciato agli automobilisti. Numerose compagnie, per evitare che il perito si sposti e in nome del distanziamento sociale, si fanno mandare le foto delle parti danneggiate della macchina che sono visibili. A immortalare il veicolo è l’assicurato o il riparatore con uno smartphone comune, guidati dal perito o da un operatore. Dopodiché, la compagnia formula l’offerta di risarcimento. Ma Luigi Mercurio, presidente dell’Aiped (l’Associazione italiana periti estimatori danni), solleva perplessità sulla validità della videoperizia. Manca una verifica diretta delle parti danneggiate.

SOLO INDICATIVO – In realtà, secondo Mercurio, una stima del genere dovrebbe avere un valore puramente presuntivo e non dovrebbe diventare in futuro la regola per tutte le compagnie assicurative. Invece l’Ania (l’Associazione nazionale imprese assicuratrici) sostiene che questa tecnica investigativa sarà operativa anche al termine dell’emergenza sanitaria. Non è una tecnica professionale ed esaustiva, sostiene Mercurio, perché non consente analisi complete e documentate: non permette un accertamento reale. Senza considerare che possono sfuggire tutte le parti danneggiate non visibili.

QUAL È IL VERO OBIETTIVO? – Tutto questo, attacca Mercurio, avrebbe l’unico obiettivo di far risparmiare le compagnie: zero spese riferite ai consulenti. A tutto svantaggio degli automobilisti. L’Aiped denuncerà, alle varie autorità di controllo, l’utilizzo generalizzato della videoperizia.

Sorgente: Videoperizia dei danni all’auto: è polemica

Nuove opportunità di lavoro in ATM con diploma e laurea 

L’azienda di trasporto ATM ha nuove opportunità di lavoro. I profili ricercati prevedono come titolo di studio il diploma o la laurea. Il Gruppo offre periodicamente opportunità lavorative per giovani alla prima esperienza, con assunzioni e stage, e per coloro che intendono fare carriera. Le figure che supereranno la selezione dovranno lavorare nel territorio di Milano e provincia. Ecco le nuove opportunità di lavoro in ATM con diploma e laurea.

Posizioni aperte

Le figure ricercate attualmente con il diploma sono:

  • macchinisti metropolitana: richiesta la patente di categoria B e il diploma con indirizzo tecnico;
  • perito assicurativo iscritto al ruolo dei periti CONSAP: diploma con indirizzo scientifico e almeno due anni di pratica;
  • conducenti di linea: richiesto il diploma e la patente di categoria DE e il CQC – Carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone. Esperienza pluriennale maturata in società del Gran Turismo o TPL. I candidati devono essere disponibili a lavorare su turni rotativi, che comprendono i notturni e festivi. Inoltre, è richiesta la conoscenza della lingua inglese;
  • tecnici per impianti di segnalamento ferroviario: richiesto il diploma di perito elettrico o elettromeccanico. I candidati hanno una buona conoscenza dell’utilizzo delle strumentazioni dei sistemi digitali e analogici. Conoscono la lingua inglese e sono disponibili  a lavorare a turni (compresi notturni e festivi). Inoltre, devono essere in possesso della patente B e preferibile la categoria C;
  • saldatore e operatore di armamento tranviario: richiesto diploma con indirizzo meccanico, il candidato deve essere in possesso della patente C. È richiesta esperienza di tre anni come saldatore in aziende metalmeccaniche. Inoltre, il candidato deve essere in possesso del patentino di saldatura elettrica.

Nuove opportunità di lavoro ATM con diploma e laurea

Figure ricercate attualmente con la laurea:

  • stagista area ingegneria rotabili: nei requisiti richiesta la laurea di Ingegneria Elettrica. Inoltre, è richiesta una specializzazione sistemi di trasporti elettrici;
  • praticante avvocato: richiesta laurea magistrale in Giurisprudenza, e master di diritto societario. Inoltre, è preferibile che il candidato sia iscritto al registro praticanti abilitati.

Il Gruppo ATM è sempre alla ricerca di laureati in ambito scientifico, giuridico ed economico. Un requisito fondamentale è la conoscenza della lingua inglese e dei principali pacchetti Office.

Queste sono solo alcune delle nuove opportunità di lavoro in ATM con diploma e laurea, sono circa 120 le figure ricercate. È possibile consultare nella sezione ATM tutte le offerte attive e inviare il curriculum vitae.

 

L’insurtech Vts ottiene un investimento dal gruppo Vlasic & Roth

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L’insurtech Vts ottiene un investimento dal gruppo Vlasic & Roth.

La società di consulenza Vlasic & Roth ha condotto un investimento nell’insurtech Vts. La società, con sede ad Hamburg in Michigan, fornisce una suite di servizi che sfruttano la modelizzazione 3D e la tecnologia di visual capture per semplificare e ottimizzare la gestione dei sinistri ed aiutare i periti assicurativi nella stima dei danni. Il supporto di V&R consentirà a Vts di espandersi in nuovi mercati e di effettuare investimenti in in 360Consultant, le soluzioni tecnologiche di Vts per il settore assicurativo. “I dati che raccogliamo consentono agli assicuratori e ai gestori del rischio di visitare virtualmente una proprietà”, ha affermato John Chwalibog, Ceo di Vts. “L’acquisizione di dati 3D e l’accuratezza dei dati semplificano e ottimizzano il tempo di processo di un sinistro e la stima dei danni del 50% – 70%”.