Ruolo dei Periti Assicurativi, rinvio della prova di idoneità 2019

Visto l’art. 1 del decreto-legge n. 44/2021 che ha confermato fino al 30 aprile 2021 il divieto, già più volte stabilito, di svolgimento delle prove scritte delle procedure di abilitazione all’esercizio delle professioni, e considerato il perdurare dell’emergenza sanitaria Covid-19, si comunica che la prova d’idoneità per l’iscrizione al Ruolo dei Periti Assicurativi, fissata per il 13 maggio 2021 presso l’Ergife Palace Hotel di Roma, è rinviata a data da definirsi.

Ulteriori comunicazioni al riguardo saranno pubblicate sul sito Consap successivamente all’entrata in vigore di nuove disposizioni che consentano lo svolgimento della prova.

Si invitano pertanto i candidati a monitorare periodicamente questo sito, per informarsi tempestivamente sulla fissazione della nuova data d’esame e su specifici adempimenti e comportamenti che potrebbero essere eventualmente richiesti per poter partecipare alla prova.

Company Car Drive 2021 8 luglio, Lainate (Milano)

Company Car Drive è l’evento B2B leader nel settore delle flotte aziendali, dedicato alle figure professionali del settore flotte (fleet manager, mobility manager, responsabili acquisti, servizi generali e risorse umane di aziende ed enti pubblici con parchi auto di medie o grandi dimensioni).

L’8 luglio 2021 sarà una giornata all’insegna della driving experience, tra percorsi appositamente pensati per sessioni di test drive, un’area espositiva dedicata alle case automobilistiche e alle altre aziende del settore e momenti di approfondimento su temi di interesse per il mercato dell’auto aziendale mediante workshop e moduli formativi specifici.

Le attività di networking, di formazione e quelle esperienziali alla guida si svolgeranno all’insegna del rispetto delle norme di sicurezza previste per la prevenzione della diffusione di contagi da Covid-19, mediante uno specifico protocollo di sanificazione Covid-free, che Econometrica sta attivando per un appuntamento in cui sarà possibile accogliere partner e visitatori in assoluta sicurezza.

Fonte: https://www.autoaziendalimagazine.it/companycardrive/?utm_source=Nuova%20EA&utm_campaign=d3696529c9-FleetManagerAcademy_ottobre_2019-savethedate_COPY_&utm_medium=email&utm_term=0_706b4bffbc-d3696529c9-53276697 

Periti, la sfida del cambiamento

Il settore dei loss adjuster, come del resto l’intero comparto assicurativo, si trova in un momento di forte cambiamento: innovazione tecnologica, sviluppo normativo ed evoluzione di mercato, senza dimenticare gli effetti della pandemia. Per Carlo Coletta, presidente di Pacta, è necessario un cambio di passo per gestire (e non subire) la trasformazione in corso.

La pandemia di coronavirus ha dato una spinta inaspettata all’evoluzione del settore assicurativo. Il Covid-19 si è rovesciato su un comparto, quello delle polizze, che risultava ormai da anni stretto fra innovazione tecnologica, sviluppo normativo e, non da ultimo, un’evoluzione di mercato resa sempre più veloce dalle nuove abitudini di consumo della clientela. Il risultato è che se prima, per i professionisti del settore, il cambiamento poteva essere visto come una semplice opportunità di sviluppo, adesso è diventato una vera e propria esigenza di business: sarà diffcile restare sul mercato di domani con i modelli e i processi di ieri. Il monito vale per tutti: compagnie, intermediari e, non dimentichiamolo, anche periti assicurativi.
Proprio con questo obiettivo, ossia gestire un cambiamento che offre senza dubbio opportunità ma pone anche nuove sfde, è nata nel 2018 Pacta, associazione di categoria istituita su impulso di quattro fra le principali società di servizi peritali in Italia: AlfaCincotti, Cincotti & Company, Ies e Lercari. “I soci fondatori hanno sentito l’esigenza di una rappresentanza di categoria per gestire al meglio questa peculiare fase di cambiamento”, riflette Carlo Coletta, presidente dell’associazione. “Hanno avvertito – specifca – la necessità di avere un soggetto in grado di intervenire nelle sedi opportune per portare il proprio contributo all’evoluzione delle imprese peritali e dell’intero settore”.
INSIEME PER GESTIRE IL CAMBIAMENTO
Pacta nasce proprio con l’obiettivo di “diventare un punto di riferimento per il mercato assicurativo e peritale, nonché per tutti gli stakeholder che gravitano, in misura diversa, attorno al mondo della protezione del rischio”. Per farlo si è deciso di seguire la strada dell’unione di forze in una logica associativa tra imprese peritali tra loro concorrenti, mettendo insieme “energie, risorse e capacità per affrontare i grandi temi imposti dall’evoluzione in atto: solo così – dice il presidente – sarà possibile rafforzare l’autonomia operativa del comparto e offrire una proposta di valore all’intero settore”.
Il tema dell’unione torna spesso nelle parole di Coletta. “La realtà peritale italiana è piuttosto frammentata, soprattutto se si osserva l’assetto di mercato degli altri Paesi”, afferma. “È importante – prosegue – che ci sia un progressivo consolidamento, una crescita dimensionale delle diverse realtà del settore, che possa favorire anche quello sviluppo organizzativo e imprenditoriale fondamentale per cogliere le opportunità del cambiamento, guidandolo e non semplicemente subendolo”. Ciò consentirà inoltre di adottare modelli gestionali e manageriali adeguati alle sfde del momento, assorbire nuove professionalità e attrarre talenti indispensabili per gestire il mercato di domani.
L’ESPERIENZA DEL CORONAVIRUS
La necessità di un cambio di passo è diventata immediatamente evidente con la spinta tecnologica dettata dal coronavirus. “Il settore – ricorda Coletta – si era già mosso verso un uso più massiccio delle nuove tecnologie, come droni o dispositivi per la perizia a distanza”. Con il Covid-19 non si è dunque inventato nulla, ma si è riscoperto solo qualcosa che c’era già (e che magari non era stato fnora opportunamente sfruttato). La pandemia, a detta di Coletta, “ha soltanto spinto questo processo: le imprese peritali, in particolare quelle più sensibili e strutturate, si erano già mosse in questa direzione
e hanno solamente accelerato il passo con l’esplosione dell’emergenza sanitaria”.
Il semplice ricorso alle nuove tecnologie non è tuttavia sinonimo di cambiamento. L’innovazione dettata da un evento esterno, come è avvenuto appunto con la pandemia, diventa anzi espressione di un cambiamento che viene di fatto imposto, e non di per sé gestito. Per questo, secondo Coletta, è necessario che anche la spinta tecnologica sia guidata dai professionisti del settore. “Le tecnologie non devono essere fni a se stesse, ma devono presupporre alla base una professionalità in grado di muoverle”. Del resto, aggiunge, “un drone che vola non potrà mai rimpiazzare la capacità del perito che sa come usarlo”.
LA QUESTIONE DELLA GIUSTIZIA
L’esperienza della pandemia fa ben comprendere quanto un fattore esterno possa influenzare il settore dei periti. Lo stesso avviene con il mondo della giustizia, tema su cui si sofferma a lungo Coletta. “L’attività peritale si propone l’accertamento tecnico del danno, cosa che avviene per una parte fondamentale attraverso strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico”, dice. “Si parla ora tanto di riforma della giustizia: credo che possa essere un’opportunità importante – aggiunge – per rendere ancora più effcienti anche questi strumenti”.

Sono tanti i possibili ambiti di intervento: dalla professionalità dei consulenti tecnici di uffcio alla tempestività e all’effcienza degli accertamenti tecnici preventivi dei danni, senza dimenticare il contributo di competenze professionali che il mondo peritale può portare a un’applicazione più estesa degli strumenti di conciliazione e mediazione. Tutti temi su cui, secondo Coletta, “è necessario intervenire per accentuare il proflo professionale degli operatori del settore, ringiovanire modalità operative vecchie di anni e incrementare l’effcienza del sistema”. Pacta ha promosso una serie di iniziative su questi temi, in collaborazione con gli stakeholder istituzionali, già peraltro impegnati sulla materia più generale della giustizia, con l’obiettivo dichiarato di dare un contributo specifco e concreto allo sviluppo del settore e alla ripresa del Paese. Riuscire a farlo, nelle parole di Coletta, signifcherebbe “agevolare anche lo sviluppo del tessuto produttivo più generale, perché sappiamo quanto una accentuata effcienza di alcuni aspetti del sistema giudiziario, come quelli menzionati, possa riflettersi positivamente sull’attività economica nazionale”.
CRESCITA PER LA COMPETITIVITÀ
Tornando al più ristretto ambito delle polizze, Coletta si sofferma in chiusura sui rapporti con le compagnie assicurative. “Ci troviamo spesso a confrontarci con grandi aziende o con grandi gruppi internazionali che hanno attività e interessi in tutto il mondo”, osserva il presidente di Pacta. La differenza di dimensioni può essere avvertita e può portare a inquadrare il rapporto, comunque sempre collaborativo e di mutuo apprezzamento, in termini di grande azienda e piccolo fornitore. Secondo Coletta, è bene invece, proprio per affrontare insieme le sfde comuni all’intera industria assicurativa, che si ponga l’accento sull’elevato apporto tecnico e professionali e delle imprese peritali “stimolando e accentuando quel dialogo paritario fra gli operatori del settore che favorisce un armonico sviluppo del mercato”. Per agevolare questa dinamica, a detta sua, sarà fondamentale incoraggiare quella crescita dimensionale a cui aveva accennato all’inizio.
Secondo Coletta, un consolidamento del mercato sarà inevitabile. “La necessità di una crescita dimensionale, manageriale e organizzativa è strettamente connessa all’evoluzione in corso”, afferma. “I network e le associazioni
di attività peritali sono importanti, ma è necessario che anche i singoli operatori siano nelle condizioni di affrontare autonomamente le sfde del settore”.
Del resto, il settore ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per affrontare un mercato sempre più complesso. “Credo – dice – che il nostro settore abbia professionalità e capacità uniche nel suo genere, indispensabili per favorire la crescita del più generale mercato assicurativo e, di conseguenza, anche del sistema economico nazionale. Si pensi, tra l’altro, al contributo crescente che il mondo peritale può apportare all’industria assicurativa, in modo strutturato e manageriale, dalla fase assuntiva, preventiva o di monitoraggio del rischio sino a quella più propriamente liquidativa o al contributo di know-how rispetto ai rischi emergenti o anche a rischi meno nuovi ma ancora a grande potenziale di sviluppo, come quelli delle catastrof naturali”. Insomma, le qualità ci sono, adesso non bisogna far altro che metterle in moto. “Se anche le piccole società peritali imboccheranno la strada della crescita – conclude Coletta – allora credo che potrà esserci un futuro anche per loro”.
Giacomo Corvi

Avvocati, Vizzino: Via all’Osservatorio per il monitoraggio delle truffe assicurative

Martedì 13 aprile 2021, si è tenuto via web un convegno avente ad oggetto “Il contenzioso e le frodi assicurative (anche) in tempo di pandemia: dati, riflessioni e proposte. Atto III” promosso dal Movimento Forense – Sezioni di Napoli, Napoli Nord e Santa Maria Capua Vetere con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord e col coordinamento organizzativo dello Studio legale Vizzino, che ha visto la partecipazione di rappresentanti della Procura della Repubblica di Napoli Nord e delle Compagnie assicurative e ha registrato numero importante di partecipanti: oltre 300.
Anche quest’anno, in un contesto estremamente critico, si sono cimentati, in un confronto costruttivo, i maggiori esponenti degli organi, delle autorità e delle diverse figure professionali che operano nel settore assicurativo, contribuendo, ciascuno dal proprio punto di vista, a focalizzare le problematiche ed a richiamare al senso di responsabilità per la individuazione di azioni tese a contribuire alla deflazione del contenzioso pendente e ad arginare il dilagante fenomeno delle truffe assicurative.
Dagli interventi dei partecipanti, subito si sono registrate preoccupazioni scaturenti dalle inefficienze degli Uffici giudiziari, dalla inadeguatezza del Sistema, in piena crisi pandemica, a gestire il contenzioso e smaltire l’arretrato, nonché si è lamentata una inadeguata gestione e circolazione delle informazioni per contrastare le frodi.
Sono state attentamente analizzate fattispecie concretizzanti “le nuove truffe assicurative” e si è costatata, col supporto dei dati statistici, una certa riduzione delle richieste di risarcimento delle lesioni- a ragione della meno agevole accessibilità della strutture di PS in vigenza della misure di contenimento covid 19- e contemperamento un costante aumento di vertenze aventi ad oggetto sinistri multipli, coinvolgenti per lo più motoveicoli di significativo valore economico, di fattispecie dannose coinvolgenti biciclette e velocipedi o ancora di eventi dubbi di furti parziali o di sinistri tra natanti, o ancora di incidenti con veicoli circolanti in modo illegittimo, perché privi di copertura assicurativa rca o con targa estera o con targa prova in assenza dei requisiti di legge.
Su tale evidenze, è stato significativo l’intervento dell’avv. Riccardo Vizzino, esponente dei fiduciari delle imprese assicurative ed impegnato principalmente nell’ambito dei procedimenti “antifrode” che, dopo aver proceduto all’analisi dei fenomeni offrendo dati empirici, si è fatto promotore di importanti iniziative, sostenendo l’opportunità che le compagnie assicurative assumano l’iniziativa processuale in via preventiva facendo ricorso, in particolare, a due tipologie di azioni contemplate nel codice di rito e cioè all’accertamento negativo del credito ed all’accertamento tecnico preventivo, al fine di evitare la dispersione della prova.
Ha inoltre presentato, con il favore dei partecipanti, la costituzione di un Osservatorio per il monitoraggio delle truffe assicurative, i cui obiettivi sono: tracciare un quadro più accurato della situazione delle frodi; trattare questioni relative sia all’offerta sia alla domanda (individuando la ricorrenza di soggetti noti alla base della creazione di finti sinistri); individuare le tendenze emergenti in una fase precoce; condividere informazioni oggettive sulle migliori prassi per la pianificazione e l’organizzazione di interventi; fornire a chi ha potere decisionale l’evidenza necessaria a supportare il progetto e la valutazione di strategie ad hoc.
In tale prospettiva, l’avvocato Riccardo Vizzino ha sollecito l’IVASS ad aggiornare le proprie banche dati sinistri con i dati del contenzioso ed elaborare soluzioni per contrastare il fenomeno di attribuzione dei premi ad altre regioni per veicoli circolanti in Campania, in cui è contabilizzato il sinistro.
Con attinenza a ciò si è anche discusso del malcostume che afferisce al fenomeno dello Shopping del foro: il dott. Iannuzzi, Giudice di Pace del mandamento di Marano, ha sottolineato che la maggior parte del contenzioso che alimenta gli uffici giudiziari campani è rappresentato da falsi sinistri.
E con specifico riferimento ai finti sinistri con lesioni, si è palesata l’urgenza di verificare la genuinità della documentazione medica, respingendo quella non corredata da idonea documentazione fiscale inerente alle prestazioni professionali eseguite per i presunti danneggiati.
Al contempo, si è discusso in ordine alla possibilità evitare la migrazione dei processi penali a migliaia di chilometri dai luoghi in cui vengono perpetrati i reati. La Procura di Treviso è, infatti, paralizzata da querele e cause penali provenienti da Napoli.
Altresì si è riflettuto sulla necessità di potenziare l’attività antifrode sul FGVS, incrementando la remunerazione dei fiduciari.
Il dott. Capuano di Generali Italia ha invitato ad investire nella prevenzione delle frodi che impattano sulla fiducia dei clienti sani e per accelerare la trasformazione digitale. Si è dunque rimarcata l’esigenza di contrastare sia il fenomeno della speculazione per l’aggravamento del danno che quello fraudolento.
L’avvocato Cipolloni, responsabile della Stanza di Compensazione e del Ruolo Periti Assicurativi di Consap, ha condiviso la necessità di interventi mirati ad eliminare ogni possibile appiglio volto a generare frodi o speculazioni che provochino danni non solo a chi li subisce ma a tutta la collettività.
Inoltre, ha evidenziato come la Legge n° 27 del 24 marzo 2012 , che ha modificato l’art.139 del C.a.p., – introdotta con l’obiettivo di contrastare le speculazioni sulle microlesioni ed in particolare sui colpi di frusta – ha avuto come risultato quello di ridurre la frequenza dei sinistri con danni lievi alla persona. A livello complessivo, nel periodo dal 2012 ad oggi, i sinistri Card con danno a persona entrati in stanza di Compensazione hanno avuto una flessione del 39,3% .
Ha altresì posto l’attenzione sul fenomeno dei cd.“ sinistri fantasmi”, quei sinistri disconosciuti dai responsabili ed effettuati da personaggi senza scrupoli che si sono adeguati anche alla pandemia da Sars-19 per i quali si potrebbe intervenire interrompendo, per esempio, la procedura di liquidazione.
L’Avvocato Cipolloni ha poi ricordato l’importanza della funzione dei periti assicurativi nell’ambito della lotta alle frodi assicurative sottolineando come solo i periti iscritti al Ruolo , gestito da Consap, abbiano per specifica previsione di Legge, quella competenza e professionalità all’accertamento e stima dei danni derivanti da circolazione necessarie sia per combattere i sinistri fraudolenti sia per contenere i costi medi dei sinistri al fine di evitare l’aumento delle polizze assicurative che interessano tutti i consumatori.
Il dott. Carmine D’Antonio, intervenuto quale relatore per l’IVASS ha dichiarato che l’Istituto svolge un sistematico monitoraggio del contenzioso assicurativo r.c.auto e natanti sensibilizzando il mercato verso l’impegno ad una politica di deflazione delle cause pendenti.
Inoltre, ha presentato i numeri del contenzioso in Campania e il confronto con i dati nazionali, richiamato i positivi risultati ottenuti nel triennio 2017-2019 ed evidenziato quali positivi potenziali vantaggi possono derivare dalla ricerca di efficienza della Giustizia per gli assicurati virtuosi.
Gli esponenti dell’avvocatura, nell’esprimere l’esigenza di riaffermare l’educazione alla legalità, sono stati concordi anche sull’importanza di intervenire sui propri iscritti quando deviano dalla condotta lecita ed esaminare fatti distorsivi. Le frodi, dal loro punto di vista, alterano il mercato, incidono sulle aspettative dei cittadini, sono un danno per la collettività virtuosa, danneggiano chi il sinistro lo ha subito realmente e rallentano il contenzioso lecito.
Un espresso invito a tutti è stato quello di agire durante la pandemia con grande responsabilità sociale, creando sinergie per superare le incertezze, cooperando per gli auspicati interventi normativi e organizzativi.

Sorgente: Avvocati, Vizzino: Via all’Osservatorio per il monitoraggio delle truffe assicurative – Ildenaro.it

Manodopera quanto mi costi! Le differenze tra generalisti e concessionari.

Quando andiamo dal meccanico o dal carrozziere per una qualunque riparazione riceviamo una fattura che elenca le lavorazioni eseguite, le ore di manodopera impiegate, i ricambi e i materiali impiegati. Quel che appare evidente è specialmente il costo della manodopera, spesso molto caro. Tuttavia dietro questo costo sono presenti una serie di spese, anche se non si possono percepire.
Il meccanico o il carrozziere si è trovato a diventare un vero e proprio manager che deve curare molti altri aspetti organizzativi oltre a quelli strettamente inerenti alla sua attività. L’ evoluzione dei mezzi obbliga l’autoriparatore ad una formazione continua sua personale e dei dipendenti e a un rinnovamento e aggiornamento costanti delle attrezzature diagnostiche d’officina, alla sostituzione o perlomento una taratura periodica. Un peso notevole è poi il costo del personale che a causa degli oneri fiscali detti “cuneo fiscale” impongono un esborso notevole per l’azienda a fronte di uno stipendio che spesso deve essere addolcito con “premi” fuori busta per fidelizzare il dipendente.
Tutto questo porta, sempre più spesso, al non riuscire a contenere queste voci in una tariffa di manodopera adeguata. Possiamo stimare il costo orario della manodopera delle officine generaliste in circa 50 euro al nord, 40 al centro e 30 al sud.
Ci sono comunque dei fattori che possono portare a differenze anche sostanziali pur nella stessa area geografica. Incide l’aspetto esterno dei locali che hanno un costo di locazione proporzionato alla zona, alle dimensioni, alla pulizia, l’ordine, l’aspetto e lo stato generale dei locali. Il livello formativo del personale e la capacità di eseguire interventi complessi e altro ancora.
Confartigianato e le altre organizzazioni o le associazioni locali di categoria fissano annualmente le tariffe di riferimento ma il professionista in genere si tiene più basso. Le tariffe depositate per esempio a Genova per il 2019 sono 59,50 euro/ora + IVA per la manodopera con la possibilità di variarle di un più o meno 15%. Lo smaltimento dei rifiuti vale il 3% sull’imponibile (fino ad un massimo di 60 euro) + IVA. Per confronto citiamo i costi orari del Gruppo Mercedes: si va da 66 Euro + IVA, per le Smart mentre le Mercedes vengono riparate a 72 Euro l’ora. Le flotte però possono beneficiare di convenzioni che prevedono sconti sia sulla manodopera che sui ricambi dal 20% fino ad arrivare al 50%.
Sono pesanti gli oneri bancari e gli adempimenti continui.
Le voci sono molteplici e fra le più impegnative ci sono adempimenti a scadenze quasi giornaliere. Nel 2018 le imprese ne hanno espletate 279 e uno studio di Confartigianato Lombardia le ha stimate equivalere a 238 ore/anno di incombenze, 20 in più della Germania, 86 in più della Spagna e 99 di più della Francia. Queste ore, considerando un costo medio per gli impiegati di 30 euro/ora, portano il totale a circa 7.000€. Anche la voce smaltimento rifiuti ha il suo costo e i suoi oneri dati dalla compilazione di formulari e registi che implicano anche una responsabilità penale e che, se non compiuta dal titolare implica costi del personale, materiali e così via.
Si registrano 11 tipologie diverse di rifiuti (oli, vetri, solventi, plastiche ecc.) e, a parte gli pneumatici il cui costo di smaltimento è incluso in quello di acquisto, per tutti gli altri ci sono ulteriori costi che per le officine valgono mediamente 700/800 euro l’anno più il MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale), che costa circa 200 euro/anno.
Bisogna inoltre pensare che a queste voci, piuttosto prevedibili, se ne aggiungono molte altre, a volte impensabili. Partendo da quelle evidenti quali l’eventuale affiliazione a qualche Rete (A Posto, Car Clinic, Punto Pro, Bosch, Rhiag e simili), per circa 1.000 euro/anno, per finire all’iscrizione a Confartigianato o a qualche altra associazione. Occorre poi pensare alla contabilità, la gestione delle buste paga e dei Cud, che assommano a circa 6.000 euro + IVA all’anno per un’officina/carrozzeria con circa 10 addetti.
Ai costi citati bisogna aggiungere quelli imposti dal marchio della casa automobilistica di cui si è concessionario o licenziatario che incidono per oltre 40.000 euro come start up, attrezzature, insegne, impianti e base di ricambi e materiali di consumo per finire ogni anno con costi dati dalla formazione obbligatoria, dalla pubblicità e delle royalty che si aggirano sui 8.000 euro l’anno.
Quest’ultima voce oltre a quella dei locali spesso più prestigiosi, è quella che definisce anche la differenza tra costo medio dei generalisti e quelli delle officine e carrozzerie dei concessionari.

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When we go to the mechanic or body shop for any repairs we receive an invoice that lists the work performed, the hours of labor used, the spare parts and the materials used. What is evident is especially the cost of labor, which is often very expensive. However, behind this cost there are a series of expenses, even if they cannot be perceived.
The mechanic or the coachbuilder has found himself becoming a real manager who must take care of many other organizational aspects in addition to those strictly related to his activity. The evolution of the vehicles obliges the repairer to carry out continuous training of his staff and to constantly renew and update the workshop diagnostic equipment, to replace or perhaps periodically calibrate. A considerable weight is also the cost of personnel which, due to the tax burdens called “tax wedge”, impose a considerable outlay for the company in the face of a salary that often has to be sweetened with “prizes” outside the envelope for retain the employee.
All this leads, more and more often, to not being able to contain these items in an adequate labor rate. We can estimate the hourly cost of labor for generalist workshops to be around 50 euros in the north, 40 in the center and 30 in the south.
However, there are factors that can lead to even substantial differences even in the same geographical area. It affects the external appearance of the premises which have a rental cost in proportion to the area, size, cleanliness, order, appearance and general condition of the premises. The training level of the staff and the ability to perform complex interventions and more.
Confartigianato and other organizations or local trade associations set the reference rates annually, but the professional generally stays lower. The rates filed for example in Genoa for 2019 are 59.50 euros / hour + VAT for labor with the possibility of varying them by more or less 15%. Waste disposal is worth 3% of the taxable amount (up to a maximum of 60 euros) + VAT. For comparison, we mention the hourly costs of the Mercedes Group a Genova: they range from 66 Euros + VAT, for Smart cars while Mercedes are repaired at 70 Euros per hour. However, fleets can benefit from agreements that provide discounts on both labor and spare parts from 20% up to 50%.
Also Bank charges and ongoing obligations are heavy. The items are many and among the most demanding there are fulfilments at almost daily deadlines. In 2018, completed 279 and a study by Confartigianato Lombardia estimated them to be equivalent to 238 hours / year of tasks, 20 more than Germany, 86 more than Spain and 99 more than France. These hours, considering an average cost for employees of € 30 / hour, bring the total to about € 7,000. The waste disposal item also has its cost and its charges given by the compilation of forms and directors which also imply criminal responsibility and which, if not carried out by the owner, implies costs for personnel, materials and so on.
There are 11 different types of waste (oils, glass, solvents, plastics, etc.) and, apart from tires whose disposal cost is included in the purchase cost, for all the others there are additional costs that are worth on average for workshops, 700/800 euros a year plus the MUD (Single Environmental Declaration Model), which costs around 200 euros / year.
We must also think that to these rather predictable rumors, there are many others, sometimes unthinkable. Starting from the obvious ones such as the possible affiliation to some Network (A Posto, Car Clinic, Punto Pro, Bosch, Rhiag and the like), for about 1,000 euros / year, and to end up registering with Confartigianato or some other association. It is then necessary to think about accounting, the management of payrolls and Cud (tax declaration) , which amount to about 8,000 euros + VAT per year for a workshop / body shop with about 10 employees.
To the costs mentioned must be added those imposed by the brand of the car manufacturer of which you are the concessionaire or licensee which affect for over 40,000 euros such as start-ups, equipment, signs, systems and spare parts and consumables base, to end every year with costs given by the compulsory training, advertising and royalties that are around 12,000 euros a year.
This last item, in addition to that of the often more prestigious premises, is the one that also defines the difference between the average cost of generalists and those of the workshops and body shops of dealers.

 

Aiped propone periti assicurativi indipendenti con disegno legge

“Periti assicurativi, una storia da riscrivere”. Così racconta a ClubAlfa Luigi Mercurio, presidente  dell’Associazione italiana periti estimatori danni (Aiped). Che propone periti assicurativi indipendenti con disegno legge. Una normativa snella, chiara, uniforme può, per certi versi, risultare maggiormente auspicabile proprio per non dar luogo a confusioni ed errori interpretativi.

La disciplina dell’area professionale dei periti assicurativi è invece ancora ricca di lacune, dice Mercurio. Vuoti che prestano il fianco a sgradevoli deformazioni alle quali occorre porre pronto rimedio.

Norma sui periti assicurativi indipendenti: obiettivi

Target numero uno: l’imparzialità del professionista quando fa la stima dei danni all’auto. Un’indipendenza totale.

Invece, nel 2004, l’allora Isvap (Ivass, il vigilante sulle assicurazioni) invia al Garante della concorrenza, l’accordo, datato 2003, tra Ania (Assicurazioni) e alcune associazioni di periti. Oggetto: le tariffe dei periti assicurativi stessi.

Cosa diceva la normativa in merito? Che le tariffe in questione fossero determinate con decreto del ministro dell’Industria, del commercio e dell’artigianato, sentite la commissione nazionale e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, nonché l’associazione rappresentativa delle imprese di assicurazione. Ma il decreto (di cui poi doveva occuparsi l’Ivass) non è mai arrivato.

L’accordo in esame si configura quale intesa realizzata dalle imprese di assicurazione aderenti all’Ania e dai periti aderenti alla maggioranza delle organizzazioni peritali. Target: determinare non solo le tariffe dei servizi rese dai periti alle imprese di assicurazione, ma anche ulteriori aspetti di rilievo dell’attività di perizia.

Ecco i risultati delle regole sui periti di oggi, denuncia Mercurio

  • Le imprese di assicurazione attive nei rami auto, attraverso l’Ania, hanno concordato di remunerare in maniera analoga i servizi resi dai periti assicurativi. Omogeneizzando un’importante voce dei costi di liquidazione delle imprese di assicurazione.
  • I periti, attraverso la maggioranza delle organizzazioni peritali, hanno concordato di ricevere i medesimi corrispettivi dalle imprese di assicurazione a fronte dei servizi a esse resi.
  • Occhio. L’accordo regolamenta le modalità e l’entità degli accertamenti del danno, richiamando allo scopo i tempari, i costi di manodopera ed i prezzari delle parti di ricambio.
  • Così, si va a incidere sul mercato delle perizie, e sulle condizioni di concorrenza nel settore dell’assicurazione auto.
  • Alla fine, ecco un’intesa volta alla definizione delle tariffe delle prestazioni peritali. Con uniformi parametri di costo per la determinazione dell’entità dei risarcimenti per danni a cose. Con violazione, secondo Mercurio, dei princìpi della libera concorrenza. Ecco perché l’Aiped mira a un disegno legge affinché ci siano periti assicurativi indipendenti. La palla passa alla politica.

Sorgente: Aiped propone periti assicurativi indipendenti con disegno legge – ClubAlfa.it

NON TUTTI CONOSCONO LA FACOLTA’ DEGLI ASSICURATI DI AVVALERSI DI UN CONSULENTE TECNICO DI PARTE, TALORA ANCHE GRATUITAMENTE 

In caso di sinistro non tutti sanno dell’opportunità di avvalersi di una consulenza peritale di parte, implicitamente prevista da molte polizze assicurative, di cui l’assicurato ha dunque facoltà di beneficiare talora anche gratuitamente.

Il Consulente Peritale di Parte è una figura professionale che gestisce e tutela l’assicurato in fase di contrattazione di danno dallo stesso sofferto, al fine di ottenere un indennizzo congruo al danno originatosi.

Il perito assicurativo di parte, quindi, opera nell’interesse dell’assicurato, interagendo con il fiduciario della Compagnia di Assicurazioni al fine di ottenere un congruo indennizzo per il danno patito dal titolare della polizza assicurativa su cui è stata aperta una posizione di sinistro.

I servizi di consulenza peritale assicurativa di parte a privati, aziende, istituti ed amministrazioni, che hanno subito danni materiali al proprio patrimonio assicurato, possono essere a costo zero per l’assicurato se nella polizza è prevista la clausola “Oneri peritali”.

L’opportunità di avvalersi di una consulenza tecnica di parte (C.T.P.), come detto, è una possibilità esplicitamente prevista da molte polizze assicurative, di cui l’assicurato ha dunque facoltà di beneficiare gratuitamente al fine di ottenere un congruo risarcimento per il danno patito.

Per questo esperienza specifica e professionalità nel campo sono fondamentali. Non è consigliabile dunque avvalersi di un semplice tecnico, magari specializzato in progettazione o altro, bensì assicurarsi che abbia esperienza nel campo peritale del risarcimento di danni assicurati, inoltre sarebbe raccomandabile poter scegliere tra i Periti che normalmente non lavorino per le Assicurazioni, altrimenti si potrebbe configurare un possibile conflitto d’interessi poco adatto a garantire la serenità operativa necessaria per la miglior tutela degli interessi dell’assicurato.

Sorgente: NON TUTTI CONOSCONO LA FACOLTA’ DEGLI ASSICURATI DI AVVALERSI DI UN CONSULENTE TECNICO DI PARTE, TALORA ANCHE GRATUITAMENTE – Leggi Euroroma.net

Facile.it, arrivano i primi rincari dall’inizio della pandemia

Secondo un’analisi effettuata dal comparatore, le tariffe sarebbero in aumento per Rc auto, mutui, bollette e connessione Internet

Dopo poco più di anno di pandemia, arrivano i primi rin- cari sulle spese familiari. È quanto sostiene Facile.it, che ha recentemente pubblicato un’analisi sull’andamento delle tariffe di Rc auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti corren- ti, telefonia mobile e connessio- ne Internet per la casa.

Nel settore dell’Rc auto, nel
dettaglio, il comparatore rileva
innanzitutto che la diminuzione
delle auto in circolazione du-
rante il lockdown ha determinato un calo dei sinistri e, almeno inizialmente, un conseguente abbassamento delle tariffe assi- curative. Dopo il crollo di marzo e aprile, nonché qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno in occasione delle prime riaperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi e rimangono ancora oggi estremamente favorevoli per la clientela: stando all’osservatorio di Facile.it, lo scorso febbraio il premio medio dell’Rc auto si attestava a 464,09 euro, in calo del 13,5% rispetto a un anno prima.

Tuttavia, stando all’analisi del comparatore, i premi starebbe- ro iniziando a risalire: fra gennaio e febbraio, nello specifico, il mercato ha registrato un rincaro, seppur ancora lieve (+1,44%) della tariffa media. L’andamento futuro del premio medio di- penderà moltissimo dall’andamento della pandemia e dalle eventuali nuove restrizioni alla mobilità. Un aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, in questo senso, potrebbe comportare un aumento delle tariffe e un rapido recupero dei livelli che si registravano prima della pandemia. Viceversa, nuo- vi lockdown e restrizioni alla mobilità potrebbero mantenere il premio assicurativo su livelli bassi. Il comparatore sottolinea tut- tavia che le compagnie potrebbero anche scegliere di assorbire parte dell’eventuale aumento dei sinistri e mantenere basse le tariffe sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.

Non solo Rc auto, tuttavia: secondo Facile.it, si cominciano già a notare rincari nelle tariffe di mutui, bollette e connessione Internet per la casa.

Giacomo Corvi

Il Covid fa calare la raccolta del mercato italiano a 151 miliardi di euro

Secondo i dati Ania, nel 2020 i premi complessivi (danni e vita) delle imprese nazionali ed estere sono diminuiti del 5% rispetto al 2019

Il Covid fa calare la raccolta del mercato italiano a 151 miliardi di euro hp_wide_img
 
Nel 2020 il settore assicurativo nel nostro Paese nella sua totalità, considerando cioè tutte le sedi delle imprese (nazionali ed estere) ed entrambi i comparti (vita e danni), ha raccolto nel 2020 premi per oltre 150 miliardi (più precisamente: 151,3 miliardi),  in calo del 5% rispetto al 2019 (113 miliardi nel vita in riduzione del 5,8% e 38 miliardi nel danni, in diminuzione del 2,3%). A renderlo noto è l’Ania, che sottolinea come questi dati siano fortemente condizionati dalle conseguenze della crisi economica innescata dal Covid-19. “È proprio a causa di questo stato emergenziale – scrive l’associazione in un comunicato – che nel 2020 la raccolta premi si è ridotta fortemente durante i mesi di lockdown (da marzo a maggio) per poi recuperare gradualmente nella seconda metà dell’anno”.

Le sole imprese assicurative nazionali, hanno raccolto complessivamente un volume dei premi contabilizzati (vita e danni) di quasi 135 miliardi, chiudendo l’anno con un calo del 4% rispetto al 2019. Anche le rappresentanze di imprese europee che operano in Italia in regime di stabilimento hanno visto nel 2020 i premi ridursi significativamente e in modo più marcato (-13,9%) delle imprese nazionali; il volume premi raccolto da queste imprese ammonta a circa 7,5 miliardi. Le imprese che operano in libera prestazione di servizi (Lps), che fanno parte di gruppi assicurativi Ivass e che hanno aderito alla rilevazione (la quasi totalità in termini di volume premi), hanno contabilizzato premi per circa 9 miliardi (esclusivamente nel business vita e relativi a solo polizze linked), registrando una contrazione appena inferiore a quella delle rappresentanze europee (-12,3% rispetto al 2019).

Le famiglie italiane hanno destinato oltre 100 miliardi dei loro risparmi per l’acquisto di assicurazioni vita (-4,4% rispetto al 2019), mentre i premi corrisposti da individui e imprese per proteggere i propri beni e i propri patrimoni attraverso l’acquisto di coperture danni contro eventi avversi sono stati pari a 33,5 miliardi (-2,3% rispetto all’anno precedente).
“Si è trattata – afferma Ania – di una riduzione meno allarmante di quella che si era delineata nei primi mesi della pandemia. Nel ramo vita si è avuta un’ulteriore conferma di come le famiglie italiane continuino ad affidarsi alla solidità del comparto assicurativo per investimenti a lungo termine, in un anno caratterizzato da una fortissima crescita della propensione al risparmio delle famiglie”.

L’andamento dei rami danni
 
Nel comparto motor si è registrata una contrazione dei premi per l’Rc auto del 5,7%, una delle più elevate di tutti i rami danni, con un volume di 12,5 miliardi e una crescita dell’1% nel ramo Corpi veicoli terrestri (per un ammontare di 3,1 miliardi).

“Sulla base della rilevazione trimestrale dei premi medi effettuata dall’Ivass per le autovetture a uso privato – evidenzia l’Ania – si può stimare che, per il totale dei veicoli, la riduzione del premio medio della copertura Rc auto nel 2020 sia nell’ordine del -5% / -6%”. Si tratta, per questo ramo, dell’ottava variazione negativa consecutiva del premio medio praticato: dal 2012 al 2020 i premi medi Rc auto sono diminuiti di quasi il 32% Anche nel 2021 i primi dati dell’Istat evidenziano ulteriori riduzioni nel prezzo della copertura. “Le iniziative a favore dei propri assicurati – osserva Ania – non si sono, quindi, esaurite nell’anno più acuto della crisi economica-finanziaria dovuta dal Covid-19 e gli effetti complessivi continueranno a manifestarsi anche nel corso dell’anno corrente”.
 
Nel complesso, il comparto degli altri rami danni non auto è riuscito gradualmente a recuperare i forti cali dei mesi di lockdown raggiungendo a fine anno lo stesso volume premi del 2019. I rami che nonostante le eccezionali difficoltà del periodo dovute alla pandemia, hanno registrato una variazione positiva sono stati i seguenti: Altri danni ai beni (+1,8%), Assistenza e Incendio (+2,0%), Rc generale (+2,3%), Cauzione (+2,4%), Tutela legale (+6,4%), Credito (+6,7%), Corpi veicoli marittimi (+8,8%), Rc aeromobili (+10,5%) e Corpi veicoli aerei (+13,1%). Hanno mostrato, invece, tassi di variazione negativi i rami: Infortuni (-2,2%), Malattia (-2,3%), Corpi veicoli ferroviari (-2,9%), Merci trasportate (-5,7%) e Perdite pecuniarie (-23,9%).
 
L’andamento dei rami vita
 
Un’analisi del business vita per ramo di attività dimostra come l’impatto negativo della crisi pandemica si sia concentrato prevalentemente nelle polizze di tipo tradizionale, a vantaggio delle polizze linked, “favorite da tassi di interesse particolarmente bassi e ancora in una fase discendente”, spiega l’Ania. 
 
Nel 2020 hanno registrato una lieve crescita i prodotti multiramo. Da altre statistiche associative, precisa Ania, “risulta infatti che i premi raccolti per questi prodotti (pari a 37,4 miliardi, il 37% del totale dei premi) sono aumentati nel 2020 dell’1,1%”. Oltre il 90% dei prodotti multiramo complessivi è costituito dai cosiddetti prodotti multiramo puri  (esclusi quelli previdenziali e Pir) che hanno registrato nel 2020 un volume premi pari a 34,2 miliardi: prevale ancora la quota (64%) di premi afferenti al ramo I (21,7 miliardi, il 33% del totale premi di ramo I), mentre la restante quota del 36% è costituita da premi di ramo III (12,5 miliardi, il 42% del totale premi di ramo III).
 
Nel 2020, l’incidenza della raccolta danni sul Prodotto interno lordo italiano è stata pari al 2,0%, in linea con l’anno precedente, mentre quella della raccolta vita è stata pari al 6,2%.
 
👤Autore: B.M.

Fonte: https://www.insurancetrade.it/insurance/contenuti/mercato/11369/il-covid-fa-calare-la-raccolta-del-mercato-italiano-a-151-miliardi-di-euro?https://www.insurancereview.it/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=2021-04-01

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UN PRIMO VERO APPROFONDIMENTO GIURIDICO SULLA VIDEO PERIZIA

Nel mese di marzo dello scorso anno, in pieno lockdown, tutti i professionisti del nostro bel Paese e non solo, si son ritrovati ad affrontare oltre agli innumerevoli problemi legati alla estemporaneità dell’evento pandemico, anche una attenta ricerca di soluzioni per il lavoro a distanza. In tanti si sono così avvicinati per la prima volta ad applicazioni del tipo Teamviewer, Skype o Zoom, facendo scorgere dietro alla drammatica disavventura della Covid-19, anche qualche piccola ma interessante, nuova prospettiva di lavoro.

In Italia, nel frattempo, le Imprese assicurative, tramite l’ANIA, ovvero l’associazione che le rappresenta nella quasi totalità, hanno diramato una direttiva che invitava le reti fiduciarie a utilizzare lo strumento della video perizia al fine di limitare i contatti con i danneggiati e quindi i potenziali contagi, adempiendo quanto più possibile alle prescrizioni dei vari DPCM che di lì a poco si andavano susseguendo sotto il Governo Conte 2. La direttiva, invero, invitava a utilizzare tale strumento di perizia in remoto anche al termine dell’emergenza sanitaria, delineando così una prospettiva per il futuro che la vedrebbe preponderante, se non addirittura sostitutiva, rispetto alla classica ispezione diretta dei danni alla quale siamo stati, talvolta anche con intimidazione, abituati a operare per anni.

Il significativo cambiamento di questo paradigma non poteva che portare a una minima riflessione in più rispetto a quanto deliberato sotto la sola spinta emotiva dell’emergenza sanitaria, pertanto con alcuni illustri colleghi della città di Latina, abbiamo deciso di avviare una serie di appuntamenti via Skype. Ne è nato un interessante dibattito che con il prosieguo degli incontri ha fatto emergere numerose criticità. Tra queste, però, ve ne erano alcune che richiedevano assolutamente il supporto di un esperto del settore sotto il profilo giuridico, e quindi, vista la mia conoscenza diretta con l’Avvocato Annunziata Candida Fusco, che è sicuramente la più formata in Italia in materia di Periti assicurativi, abbiamo deciso di commissionare a lei un lavoro di ricerca, il cui risultato viene allegato a questa e-mail. Possiamo definire tale interessantissima relazione tecnica il primo vero punto di partenza di un dibattito finora mai seriamente affrontato, ma assolutamente pertinente e necessario. Al termine della lettura di questo prezioso lavoro vi domanderete anche voi con molte probabilità, quanto la “perizia da remoto” sia per la nostra professione veramente efficace e funzionale oppure, viceversa, pericolosa o, addirittura, non aderente al nostro sistema normativo.

L’obiettivo, tuttavia, è quello di arricchire e completare la ricerca in maniera imparziale, con il contributo di tutti i colleghi, anche di aree geografiche diverse, tramite testimonianze e discussioni, che portino poi l’intero comparto assicurativo a riconfigurare queste nuove procedure di lavoro, in un nuovo quadro operativo, e facendone così un uso più pertinente e conforme alle leggi vigenti.

A tal proposito, quindi, vi invito a partecipare tutti, nessuno escluso, a questo importante dibattito, per arricchirlo oppure solo per informarvi in maniera corretta ed esaustiva.

Confidando in una tua fattiva partecipazione, con il gruppo di Periti che ha dato il via a questa importante ricerca, abbiamo creato una apposita casella di posta elettronica, verso la quale potrai indirizzare le tue testimonianze o solo manifestare il tuo interesse. Ti ricordo che questo confronto tra tutte le parti interessate (invero anche i consumatori lo sono) è assolutamente necessario per evitare che tali procedure vengano adottate erroneamente in maniera definitiva, quindi non perdere l’attimo e partecipa a tutte le iniziative che intraprenderemo su questo delicato tema.

Email per partecipare al dibattito: incontri.videoperizia@gmail.com

Buona lettura
Un cordiale saluto

Massimiliano Panecaldo
Perito Assicurativo e
Consulente Tecnico del Tribunale Civile di Roma

 

 

  Avv. Annunziata Candida Fusco

Avvocato e insegnante di Diritto, la sua sede operativa è a Bergamo. Da anni collabora, oltre ad altre, anche con la rivista giuridica “La Tribuna”, sulla quale sono stati pubblicati molti importanti articoli a sua firma inerenti lo specifico tema della professione del Perito Assicurativo.  avvocatofusco.com

Scarica il pdf: PERIZIA-DA REMOTO-26-feb2021

fonte: https://www.effettivisivistudio.com/video-perizia/home.html?fbclid=IwAR2ymoZXvAMTqyETlMVMYj9vUR0IaZQoAzP2jfYmhCWA9Q0SwpiBBFS9yw4

Come è fatto un sogno?

Come è fatto Supercar HD Ferrari FF

sognare un pò, ma anche per  fare un veloce ripasso di tutte le fasi necessarie per costruire una vettura in maniera evoluta ma per lo più a mano da moderni artigianale.

Per vedere il video click sulla foto o sul link seguente:  Come è fatta una Ferrari FF

I 15 lavori senza laurea con stipendio molto alto (anche da casa): la classifica

Ci sono 15 lavori senza laurea, per i quali basta il solo diploma, che hanno uno stipendio molto alto. Dall’analista di intelligence al perito assicurativo, alcuni è possibile svolgerli da casa, in smart working. Vediamo qual è la classifica.

Ci sono 15 lavori senza laurea con uno stipendio molto alto e parte dei quali si possono svolgere da casa. D’altronde con la pandemia di Covid molte abitudini sono cambiate ed è facile trovare lavori da casa anche ben retribuiti.

La classifica dei 15 lavori senza laurea con stipendio alto è stata elaborata negli Stati Uniti dal sito Business Insider che ha tenuto conto dei dati statistici del 2020 del Bureau of Labor Statistics. Una classifica d’oltreoceano ma che trova chiari riscontri anche nel nostro Paesesebbene con le dovute differenze.

Una parte di questi lavori ben pagati e senza laurea possono anche essere svolti in smart working. Il lavoro agile d’altronde ha occupato gran parte del 2020 e continua a essere raccomandato, dato il perdurare della pandemia, anche con il nuovo anno in Italia e nel resto del mondo.

Abbiamo visto quali sono i 20 lavori per Millennial con stipendi a 6 cifre. Vediamo ora quali sono i 15 lavori senza laurea strapagati e da poter fare anche da casa secondo la classifica.

I 15 LAVORI DA CASA SENZA LAUREA E CON STIPENDIO ALTO: LA CLASSIFICA

Tra i 15 lavori da casa senza laurea e che prevedono uno stipendio alto negli Stati Uniti, la classifica pone al primo posto quello del Gestore di trasporti, stoccaggio e distribuzione.

Un lavoro questo che negli Stati Uniti fanno circa 132mila persone e con uno stipendio di 87mila euro l’anno (103mila dollari). Un lavoro tuttavia che non è possibile svolgere da casa, ma che non richiede la laurea e per il quale basta il diploma.

Andando avanti con la classifica troviamo:

  • Responsabile e supervisore degli addetti alle vendite non al dettaglio

Al secondo posto della classifica troviamo chi si occupa di supervisionare e coordinare l’attività degli addetti alle vendite all’ingrosso. Lo stipendio è di 72mila euro (86mila dollari), si può fare senza laurea e sono 249mila le persone che svolgono questo lavoro negli USA.

  • Analista di intelligence

Al terzo posto della classifica dei 15 lavori senza laurea e con stipendio alto troviamo quello di analista di intelligence. Chi fa questo mestiere ricerca minacce per la sicurezza nazionale e lo stipendio è di 72mila euro 86mila dollari.

Diciamo subito che in Italia per fare l’analista di intelligence e lavorare per la sicurezza nazionale è necessario avere la laurea e inoltre si viene assunti non mediante concorso pubblico, come può avvenire per le Forze dell’ordine, ma attraverso un reclutamento mirato. Per fare l’analista di intelligence in Italia vengono richieste anche elevate conoscenze linguistiche.

  • Agente immobiliare

Per l’agente immobiliare lo stipendio negli USA è di 81mila dollari ovvero 68mila euro per 42mila addetti del settore.

Anche in Italia per fare l’agente immobiliare basta avere il diploma. Nel nostro Paese questo lavoro può essere svolto anche senza laurea, ma è necessario in ogni caso aver frequentato un corso di formazione con il superamento di un esame camerale. Quello dell’Agente immobiliare è un mestiere che in Italia può anche essere svolto come libero professionista.

  • Direttore delle Poste

In USA un direttore delle Poste ha uno stipendio di 78mila dollari l’anno ovvero 65mila euro e per diventarlo non serve la laurea.

Diversa è la situazione in Italia dove oggi, sebbene fino a qualche anno fa era un lavoro che si poteva svolgere anche senza laurea, è molto difficile arrivare a ricoprire il ruolo di direttore o direttrice delle Poste con il solo diploma.

Lo stipendio rispetto agli Stati Uniti poi nel nostro Paese è molto più basso. In Italia lo stipendio di un direttore delle Poste va dai 40 ai 43mila euro annui.

  • Gestori di proprietà e di immobili

60mila euro, vale a dire 71mila dollari, è lo stipendio per i gestori di proprietà e immobili che in USA sono 220mila.

  • Rappresentate

Il rappresentante di vendita è al settimo posto nella classifica dei 15 lavori senza laurea e con stipendio alto. In USA lo stipendio è di 71mila dollari ovvero 60mila euro.

Per fare il rappresentante di vendita in Italia, a seconda sia chiaro del settore, è richiesta la laurea come è evidente dai numerosi annunci che si possono trovare sul web.

  • Perito assicurativo

Il perito assicurativo prende in USA uno stipendio di 69mila dollari che tradotti sono 58mila euro. Il perito assicurativo quantifica i danni per i quali è richiesto un indennizzo. Il lavoro del perito assicurativo può essere svolto senza laurea anche in Italia.

  • Agente assicurativo

L’agente assicurativo invece, come in Italia, vende prodotti e servizi assicurativi. Nella classifica è in nona posizione. Lo stipendio in USA è di 67mila dollari annui che tradotti nel nostro conio sono 56mila euro.

  • Assistente amministrativo

L’assistente amministrativo è colui che fa funzionare l’azienda e si occupa di documenti e scadenze. Lo stipendio è di 62mila dollari medi lordi l’anno che in Italia sono 52mila euro. Un lavoro questo che si può svolgere da casa.

  • Risorse umane per braccianti agricoli

Chi lavora nel campo delle risorse umane per braccianti agricoli si occupa di reclutare operai per i campi. Lo stipendio è di 62mila dollari negli Stati Uniti che in Italia si traduce in 52mila euro.

Quella del reclutatore di braccianti agricoli non è una figura che in Italia sia presente o conosciuta. Nel nostro Paese come sappiamo purtroppo esiste la piaga del caporalato, un sistema criminale di sfruttamento della manodopera, specie di immigrati irregolari, che lavora senza diritti e dignità.

  • Responsabile dipendenti in ufficio

Questa figura coordina i dipendenti in ufficio e funge da tutor. Lo stipendio è in media di 60mila dollari, in euro sono 50mila euro.

  • Responsabile dei lavoratori trasporto merci

Un lavoro senza laurea, per il quale basta il diploma quello del responsabile dei lavoratori del trasporto merci. Negli USA lo stipendio è di 58mila dollari ovvero 49mila euro.

  • Detective

Quello del detective è lavoro che in USA coinvolge 35mila persone con uno stipendio di 57mila dollari ovvero 48mila euro. È difficile trovare in Italia una figura che rispecchi quello che nell’immaginario collettivo è il detective statunitense.

Forse ci si avvicina l’investigatore privato o il commissario di Polizia. In Italia tuttavia per diventare commissario di polizia da civile è richiesta la laurea.

  • Impiegato di agenzie di intermediazione

A chiudere la classifica dei 15 lavori senza laurea, parte dei quali è possibile anche svolgere da casa, è il mestiere dell’Impiegato di agenzie di intermediazione che ha uno stipendio di 55mila dollari, 46mila euro annui.

In Italia lo ricordiamo, tra i lavori senza laurea che si possono svolgere e che sono anche ben pagati con uno stipendio alto, troviamo moltissimi lavori nel campo dell’informatica come il Software Developer. La laurea è preferibile certo e requisito in più, ma non indispensabile.

Teresa Maddonni

Fonte: Money.it