LA CERTIFICAZIONE DEL CARROZZIERE BY GENERALI ICAR

certificazione carrozziere

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Morte di un motociclista per condotta imprudente alla guida

Zampino e Giuntini

incidente-moto1   Nella responsabilità ex art. 2051 c.c., è onere del danneggiato provare il fatto dannoso e il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno e, ove la prima sia inerte e priva di intrinseca pericolosità (come in sé una sede stradale), dimostrare, altresì, che lo stato dei luoghi presentava un’obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il verificarsi del secondo, nonché di aver tenuto un comportamento di cautela correlato alla situazione di rischio percepibile con l’ordinaria diligenza, atteso che il caso fortuito può essere integrato anche dal fatto colposo dello stesso danneggiato.

Nel caso oggetto di decisione è stata esclusa la responsabilità dell’Ente per la morte di un motociclista, che aveva perso il controllo del veicolo a causa di una buca del manto stradale, atteso che nel corso di causa era risultata decisiva la valutazione della condotta imprudente alla guida, testimoniata anche…

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Rivoluzione assicurata

La Mifid delle polizze

(ndb:: La direttiva dell’Unione Europea 2004/39/CE (conosciuta anche come direttiva MiFID, ove MiFID è acronimo di Markets in Financial Instruments Directive)

Stanno per partire le norme Idd sulla distribuzione dei contratti, che mettono al centro la tutela dei clienti. Nel Regno Unito hanno provocato un calo delle commissioni e del numero di intermediari

Il countdown è iniziato. All’avvio della nuova direttiva dell’Unione Europea sulla distribuzione assicurativa (Idd) mancano 14 giorni. Il primo ottobre saranno operative le nuove norme che promettono di cambiare radicalmente l’industria delle polizze, modificando i modelli di business delle imprese. Si va da una stretta sui conflitti d’interesse ad un aumento delle multe comminate dall’Ivass, l’autorità di controllo del settore, in caso di violazioni. Ma non solo. La grande novità delle Idd è il cosiddetto Pog che introdurre un sistema generalizzato di governo e controllo del prodotto, allineando il settore assicurativo a quanto già previsto da Mifid 2 per i fondi comuni e le gestioni patrimoniali.
In pratica le imprese dovranno accertarsi che le polizze siano tagliate su misura per una certa tipologia di consumatore già al momento dell’ideazione del prodotto, e per verificarlo dovranno anche effettuare una sorta di test pre vendita. Ma dovranno anche selezionare attentamente i canali di vendita tenendo conto dei prodotti assicurativi da distribuire e adottare misure per verificare che i distributori agiscano in conformità agli obiettivi del processo di approvazione del prodotto. Una stretta rilevante per l’intero mercato, che non coinvolge solo le reti di agenti ma riguarda allo stesso modo le polizze vendute in banca o alle Poste, o quelle legate al noleggio di un’autovettura o ad un pacchetto viaggi. Un modo nuovo di guardare il business che arriva subito dopo la mega rivoluzione di Solvency II, partita a gennaio 2016, che negli ultimi anni ha già radicalmente cambiato le assicurazione europee. Ma se in quel caso bisognava rivedere le regole sul capitale, e riposizionare asset e investimenti, ora in ballo c’è la relazione con il cliente e in discussione c’è il modello distributivo che le imprese hanno seguito finora.

La sensazione è di essere alla vigilia di grandi cambiamenti come quelli che si sono avuti in altri mercati che hanno già adottato norme simile a quelle contenute nella Idd. Nel Regno Unito, per esempio, dove nel 2102 è stata introdotta la Rdt (la retail distribution review) da un anno all’altro c’e stata una riduzione del 20% del numero di intermediari e broker, con un’evidente pressione sulle commissioni di remunerazione, costantemente calate dal 2012 al 2016, come emerge dalle analisi della società di consulenza Boston Consulting Group (Bcg). Tendenze che ovviamente agitano gli agenti di assicurazioni. «Il grande interrogativo è capire come cambierà il modello di business delle assicurazioni e un valido aiuto può arrivare dalle esperienze di Paesi partiti prima dell’Italia, come Uk, Olanda o Polonia», dice Lorenzo Fantini, Principal di Boston Consulting Group. In quei mercati c’è stata una forte «spinta alla semplificazione dei prodotti e alla creazione di reti di vendita dedicate esclusivamente ai clienti di fascia alta, come il cosiddetto private insurance, mentre gli assicurati mass market hanno iniziato a rivolgersi a canali di vendita più standardizzati», continua il consulente.

Un po’ come sta avvenendo già da tempo nel settore dei fondi comuni e della consulenza finanziaria, sulla spinta di Mifid II. Cambiamenti che provocheranno inevitabilmente una pressione sui margini, provocata dalla maggiore trasparenza prevista dalla Idd sulle commissioni che vengono pagate dai clienti al momento della sottoscrizione di una polizza. Rivoluzione di cui le imprese non sembrano essere ancora pienamente coscienti. Perché se dal punto di vista della documentazione da rilasciare ai clienti le compagnie sembrano già essere perfettamente allineate (almeno le big), visto che tra l’altro la Idd sarebbe dovuta partire già sette mesi fa, se si guarda all’offerta assicurativa il cambiamento è solo alle battute iniziali. «I prodotti assicurativi restano ancora complicati», aggiunge Fantini, «e in pochi hanno iniziato a segmentare i clienti per offrire prodotti maggiormente tagliati su misura». Per capire come cambierà il mercato bisognerà poi verificare le mosse dell’Ivass. La Idd è una normativa che fissa dei principi che puntano alla massima tutela dei clienti ma che andranno poi calati nella realtà e gli interventi dell’autorità di controllo guidata dal direttore della Banca d’Italia, Salvatore Rossi, saranno determinati per capire quanto intensa sarò la stretta. Dalla sua Ivass ha armi più convincenti visto che con la Idd ha anche inasprito le sanzioni, con la possibilità di interventi più efficaci anche sulle persone fisiche oltre che su quelle giuridiche.

(riproduzione riservata)

di Anna Messia

Collaudo auto: costi e come funziona

Collaudo auto o revisione del proprio veicolo: ecco una guida utile per capire quando, come e quanto ti costa eseguire il collaudo della tua auto.

Come funziona collaudo auto

Meglio conosciuta come revisione del proprio veicolo, sono tantissimi gli italiani che non sanno quando è il giusto momento per espletare e sottoporre il proprio veicolo ad un check up. Il collaudo previsto per autovetture e motor adibiti al trasporto di persone e/o di cose con massa complessiva non eccedente i 3.500 kg, ha una scadenza fissata dopo quattro anni dalla prima immatricolazione. Tutti i veicoli che hanno circolato in strada per la prima volta a partire dall’anno 2013, devono essere sottoposti obbligatoriamente al dettato normativo sulla procedura di collaudo o revisione auto nel corrente anno. Dunque, se anche tu hai un’auto che ha circolato per la prima volta 4 anni fa, devi affrettarti per fissare l’appuntamento presso un centro di revisione per procedere con il check up del veicolo.

Il collaudo auto 2017 è la procedura attraverso la quale la tua auto viene sottoposta a controlli e monitoraggi che attestino l’idoneità dello stesso veicolo a circolare in modo assolutamente sicuro ed adeguato. Si può sottoporre a collaudo la propria auto presso la motorizzazione, a fronte di un costo abbastanza esiguo da versare mediante il pagamento del bollettino su c/c, oppure, si può prendere un appuntamento e rivolgersi presso il network di officine autorizzate a centri di revisione auto. Ma, non è finita qui, quattro anni devono intercorrere per le auto di prima immatricolazione e, successivamente, ogni due anni. E’ davvero importantissimo fissare e tenere a mente queste scadenze dato che si può incorrere in sanzioni pecuniarie a partire da 168 euro, con contestuale ritiro del libretto di circolazione. Infatti, bisogna davvero stare attenti a non “trasgredire” le regole fissate in materia di collaudo auto dato che con gli attuali sistemi di controllo telematico, come il famoso Targa System, viene verificata e monitorata la regolarità del controllo di revisione sulla propria auto o motor da parte delle Forze dell’Ordine.

Ricordiamo, invece, che per chi è proprietario di taxi, autobus, ambulanze, microcar, city car, rimorchi di peso eccedente i 3.500 Kg, il collaudo deve essere eseguito una volta l’anno. Dunque, la lista dei veicoli da sottoporre a collaudo sono ascrivibili agli autoveicoli, motocicli, motocarrozzette, quadricicli leggeri, autocaravan, autovetture con conducente, filobus, taxi, autobus, ambulanze, tir e via dicendo. Il collaudo di ogni motor sopra indicato può essere espletato presso la Motorizzazione o fissando un appuntamento presso un Centro Revisione Auto. Solitamente la fase di controllo e di check up del veicolo richiede circa trenta minuti e deve essere presentato il Libretto originale. Se l’auto, o altro motor, supera il collaudo ed è ritenuto idoneo a circolare nel rispetto delle norme di sicurezza, ti viene rilasciata un’etichetta autoadesiva da incollare sul Libretto di circolazione stesso, che attesta la data di esecuzione e superamento della revisione auto. Questa etichetta apposta sul Libretto di circolazione consente di attestare l’avvenuto collaudo e revisione auto e permette di circolare e transitare in stradacon tranquillità. Rimane valido fino alla prossima nuova scadenza fissata per sottoporre nuovamente a collaudo la propria auto.

Durante la fase di check up e di collaudo dell’auto, sono eseguiti tutti i controlli utili per verificare freni, sospensioni ed ogni altro componente fondamentale, incluse le emissioni di scarico del proprio veicolo. Tutti i controlli che vengono espletati sul motor durante il collaudo hanno come finalità quella di attestare l’idoneità e l’ordine di tutte le parti dell’auto.

A partire dallo scorso anno, c’è una novità in materia di revisione dell’auto: durante tutta la fase di controlli eseguiti durante la revisione è necessario procedere alla videoregistrazione del veicolo, in modo tale da costituire la prova evidente dell’avvenuta revisione da parte dell’Officina. L’esito dell’avvenuta revisione viene poi comunicato alla Motorizzazione che procede ad archiviarlo in banca dati. Infine, a partire dal mese di aprile 2017, è stata introdotta un’ulteriore novità in materia di collaudo motor: chi certifica il collaudo auto deve inserire i chilometri percorsi dal veicolo nel database in modo tale da evitare e combattere una possibile “manomissione” del chilometraggio da parte del guidatore e proprietario dell’auto.

Quando e ogni quanto fare collaudo auto

Come già messo in evidenza in precedenza, la revisione dell’auto è fondamentale per evitare sanzioni ed il ritiro del Libretto della circolazione auto. In sintesi, la revisione dell’auto deve essere eseguita:

  • al quarto anno successivo alla prima immatricolazione dell’auto;
  • con cadenza biennale successivamente;
  • ogni anno, in casistiche specificate: taxi, autobus, autoambulanze, city car, micro car, rimorchi di peso superiore ai 3.500 Kg.

Chiariti i lassi temporali e le scadenze da rispettare per fare il collaudo auto, occorre appuntarseli, onde evitare di incorrere in sanzioni, multe e ritiro del libretto di circolazione auto. In caso di mancato rispetto delle regole e prescrizioni dettate in materia di collaudo, il guidatore e proprietario dell’auto incorre nel rischio di ricevere una sanzione di 168 euro. Il ritiro del Libretto di circolazione verrà comunicata alla Motorizzazione e sarà restituito il libretto non appena la revisione sarà espletata e superata con esito positivo. Se vieni fermato dalle Forze dell’Ordine a bordo di un veicolo sospeso dalla circolazione, incorri in una sanzione di 1,941 euro con fermo amministrativo del mezzo per 3 mesi.

Costo

Quanto costa il collaudo auto? Capite ed appuntate le scadenze per espletare la revisione della propria auto, occorre prendere in considerazione e capire che oneri abbia.

Ci sono due alternative, come già anticipato, ci si può rivolgere alla Motorizzazione (soluzione da privilegiare e meno onerosa). In questo caso, rivolgendosi direttamente alla Motorizzazione, è possibile risparmiare qualche soldino e versare 45 euro mediante bollettino postale sul corrente 9001. Occorre fissare l’appuntamento anche se ci si rivolge alla Motorizzazione e rimane l’obbligo di presentare il Libretto di circolazione del veicolo.

In alternativa alla Motorizzazione, ci si può rivolgere ad un Centro revisione auto: in tale caso si deve corrispondere un importo di 66,88 euro, di cui 45 euro sono il costo della revisione effettiva, quella che si pagherebbe se ci si rivolgesse direttamente alla Motorizzazione, 9,90 euro di IVA al 22% e 10,20 euro di diritti da versare alla motorizzazione più 1,78 euro per spese postali.

FONTE

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Il 25 ottobre a Fleet Manager Academy Bologna
Gestione della flotta: dalle piattaforme digitali
alla intelligenza artificiale

Sarà Luciano Bononi, Professore Associato di Reti di Calcolatori, Internet of Things, Wireless and Mobile System e Applicazioni Mobili all’Università di Bologna, a tenere la Lectio Magistralis che aprirà il 25 ottobre la XII edizione della Fleet Manager Academy nel quartiere fieristico di Bologna.
Il tema che verrà sviluppato dal Prof. Bononi è di grande interesse: le prospettive di gestione delle flotte che si aprono con l’intelligenza artificiale. Il crescente utilizzo di dispositivi mobili come Ipad e smartphone per l’attivazione di piattaforme di gestione digitale della flotta rappresenta la dotazione strumentale indispensabile dei professionisti della gestione dei parchi auto aziendali. Le potenzialità di questi sistemi digitali hanno importanti implicazioni nello sviluppo delle strategie delle aziende sia in termini di innovazione di gestione della flotta, sia nella interazione con i sistemi on board dei veicoli in relazione alle funzioni di guida connessa e assistita, tracciabilità e controllo remoto, monitoraggio dei percorsi, degli stili di guida e dei consumi.
L’ulteriore prospettiva di sviluppo futuro è legata alle inedite frontiere delle tecnologie dell’intelligenza artificiale e delle funzioni cognitive applicate alla mobilità veicolare ed alla gestione del parco auto che faciliteranno i compiti dei fleet manager e renderanno accessibili nuovi traguardi sia in termini di efficienza sia in termini di sicurezza.
L’appuntamento con il Prof. Bononi e con la Fleet Manager Academy del 25 ottobre a Bologna è quindi più che mai ineludibile.
La partecipazione dei fleet manager è come sempre gratuita previa registrazione.

XIX GIORNATE EUROPEE DEL DIRITTO DEL TRAFFICO 2018

Le Giornate europee del diritto del traffico di quest’anno saranno a Napoli.

Segnaliamo i temi principali della conferenza:
• Legge comparativa di mitigazione delle perdite nelle richieste di lesioni personali
• Sviluppi significativi nella legislazione stradale europea / Brexit
• Requisiti per i rapporti medico-legali nelle richieste di risarcimento per incidenti stradali transfrontalieri
• Modifica della convenzione di Vienna del 1968 relativa ai requisiti per i veicoli autonomi (controllo del veicolo)
• Indennizzo per lesioni personali in Italia e le sue conseguenze per la vita di tutti i giorni
• Nuove risorse per combattere le frodi assicurative sulla responsabilità civile dei veicoli in Italia e le attività transfrontaliere / Black Box
Nomi noti quali speaker saranno i protagonisti dell’ evento.

Per info ed iscrizioni: http://idec.lu/news/the-program-of-the-xvii-european-traffic-law-days-2016-has-just-been-published/

 

 

Carrozzieri: ”Sono quelli indipendenti i fiduciari dei propri clienti”

Le auto sono sempre più complesse, come per i componenti in acciaio alto-resistenziali: spesso impossibili da riparare e difficilissimi da sostituire. Il movimento Mio Carrozziere del Trentino: “Molti assicurati, male informati, ancora non sanno che è loro diritto scegliere liberamente da chi far riparare la propria vettura”

TRENTO. “La riparazione è un’arteche richiede tecnicamanualitàesperienza. Qualità che necessariamente prevalgono sulla creatività dell’artigiano”, queste le parole di Tullio Tessadri, titolare dell’omonima ditta e tra i promotori del movimento Mio carrozziere Trentino.

Il ruolo del carrozziere, non solo nella filiera assicurativa acquista sempre maggiore importanza, soprattutto dopo il via libera alla nuova legge annuale per il mercato e la concorrenza.

La ‘rivoluzione dei carrozzieri‘ è cominciata qualche anno fa, per l’esattezza nel 2012, quando alcuni imprenditori hanno deciso di non farsi sottomettere al volere dalle grandi aziende di assicurazioni.

Un’associazione che anche in Trentino ha provocato un piccolo grande terremoto visto che nell’arco di due anni ha portato sulle ‘barricate’ già una settantina di carrozzieri che da soli, in provincia, rappresentano un valore di mercato superiore al 60%.

“Le carrozzerie italiane – prosegue Tessadri – sono note in tutto il mondo per la capacità di realizzare vetture uniche nel loro design. Gli artigiani, carrozzieri, caratterizzati da una professionalità e da una manualità di livello superiore alla media per un’esperienza tramandata tra le generazioni, hanno affiancato alla creatività la capacità di riparare”.

Le vetture ormai sono diventate sempre più complesse, come per i componenti in acciaio alto-resistenziali: spesso impossibili da riparare e difficilissimi da sostituire, questi mettono a dura prova la competenza dei carrozzieri impegnati nel ripristino badando alla forma estetica, ma soprattutto alla sicurezza del proprietario della vettura.

Per questo nella legge Concorrenza 2017 è stato previsto l’istituzione di un tavolo per la definizione delle linee guida per le riparazioni a regola d’arte (ex art. 1 comma 10 L. 124/2017).

“Una ricerca di Federcarrozzieri – prosegue Tessadri – ha evidenziato un numero sempre maggiore di riparazioni non eseguite a regola d’arte e quindi potenzialmente non sicure”.

E Federcarrozzieri, presente al tavolo del ministero dello sviluppo economico per la definizione delle linee guida per le riparazioni a regola d’arte, vuole evidenziare le criticità nelle riparazioni per informare i consumatori sui rischi collegati.

“Nel merito – continua – si rileva come sia necessario distinguere due tipologie di riparazioni, quelle estetiche e quelle strutturali. Le prime presentano criticità che possono riguardare la colorimetria, con differenze di tono nella verniciatura oppure problematiche relative a ricambi non conformi o addirittura non sostituiti”.

Le riparazioni strutturali, oltre a quanto già evidenziato, possono presentare casistiche nelle quali i danni, che magari coinvolgono il telaio, potrebbero compromettere la sicurezza stessa del veicolo, se mal riparato. In questi casi le vetture non riparate adeguatamente costituiscono un pericolo per la sicurezza di tutti.

Ma i consumatori automobilisti danneggiati sono da soli in grado di comprendere quando una riparazione è stata effettuata realmente a regola d’arte? Le carrozzerie sono in grado di dimostrare e di certificare che la riparazione sia stata effettivamente eseguita a regola d’arte? A queste domande cerca di rispondere il movimento Mio Carrozziere del Trentino.

“La riparazione dei danni da sinistro stradale – dice Tessadri – da qualche anno, prevede alcune limitazioni nel normale andamento del mercato, fuorviando la libera concorrenza attraverso polizze che contengono previsioni illecite che obbligherebbero gli automobilista far riparare il proprio veicolo da carrozzerie scelte e pagate dall’assicuratore. Molti assicurati, male informati o piuttosto disinformati e in alcuni casi indirizzati impropriamente dai call-center e da qualche intermediario, si vedono costretti a riparare i mezzi presso centri convenzionati, ancora non sanno che è loro diritto scegliere liberamente da chi far riparare la propria vettura“.

“Le carrozzerie indipendenti – conclude Tessadri – sono le sole a poter esercitare la propria attività senza subire vincoli o condizionamenti dovuti a convenzioni con la committenza assicurativa, sono fiduciarie dei propri clienti e lavorano, senza vincoli economici, potendo effettuare riparazioni a regola d’arte nell’esclusivo interesse del proprietario della vettura per ripristinarla nello stato in cui era prima del danneggiamento”.

FONTE

Una batosta incredibile dell’INPS ai Periti Assicurativi

——– Messaggio inoltrato ——–

Da: <studio-maffei@libero.it>
A: APAID<info@apaid.it>
Data: venerdì 10 agosto 2018, 21:21 +0200
Oggetto: Informazioni

Buonasera Roberto,

sono Angelo Maffei da Bari, ………… Ti disturbo affinché attraverso il tuo sito è possibile chiedere ai vari colleghi se hanno ricevuto dall’INPS la notifica di pagamento del famoso Contributo Integrativo da parte di coloro, che seppur aver rinunciato a qualsiasi forma di assistenza da parte dell’Ente e quindi non riportando la percentuale del 4% in fattura, si ritrova a pagare in maniera retroattiva (2012) l’importo a gestione separata quindi nella misura del 18% sino ad oggi con importo in media di circa €. 20.000,00 per ogni anno, per cui una batosta incredibile. Inoltre, chiedere se vi sono precedenti oppure NO e se è possibile fare una azione su tutto il territorio nazionale o altro.

………………….  Saluto Cordialmente

Angelo Maffei

Sono gradite le risposte nei commenti.

Frodi assicurative, operazione Tantalo: i nomi delle undici persone fermate

Nel mirino della polizia sono finiti anche un’infermiera del Civico. Provocavano lesioni e fratture a “vittime” compiacenti per ottenere risarcimenti fino a 150 mila euro

Due organizzazioni spietate che procuravano fratture e lesioni a vittime compiacenti per chiedere rimborsi alle compagnie assicurative. Undici le persone fermate, tra cui l’infermiera del reparto di Neurologia del Civico Antonia Conte.

Ecco la lista completa:

Giuseppe Burrafato, nato a Termini Imerese, 27 anni;
Michele Caltabellotta, nato a Palermo, 45 anni;
Antonia Conte, nata a Palermo, 51 anni;
Michele Di Lorenzo, nato a Palermo, 36 anni;
Francesco Faija, nato a Palermo, 37 anni;
Isidoro Faija, nato a Palermo, 35 anni;
Salvatore La Piana, nato a Palermo, 49 anni;
Francesco Mocciaro, nato a Palermo, 50 anni;
Giuseppe Portanova, nato a Palermo, 41 anni;
Antonino Santono, nato a Palermo, 47 anni;
Massimiliano Vultaggio, nato a Palermo, 48 anni.

Undici fermi per truffe alle assicurazioni, l’Aicis: “Caltabellotta non è un iscritto”

Con una nota l’Associazione italiana consulenti infortunistica stradale chiarisce che il signor Michele Caltabellotta, fermato nell’ambito dell’operazione Tantalo condotta dalla polizia, non è un consulente di infortunistica né un perito assicurativo in quanto non iscritto all’apposito ruolo

Undici fermi per truffe alle assicurazioni, l’Aicis: “Caltabellotta non è un iscritto”
„In merito al servizio pubblicato lo scorso 8 agosto dal titolo Operazione tantalo, i nomi delle undici persone fermate per frodi l’Aicis, l’Associazione italiana consulenti infortunistica stradale – ci segnala che “il signor Michele Caltabellotta non è né un consulente di infortunistica stradale né un perito assicurativo in quanto non iscritto all’apposito ruolo. Tale figura professionale che è, invece, ben regolamentata nel nostro ordinamento legislativo, prevede per l’abilitazione, un tirocinio formativo biennale obbligatorio, un complesso esame di Stato e precisi requisiti di alta moralità. A difesa dei propri associati, quindi, l’Aicis intende far presente che nonostante il frequente uso improprio che si fa di tale titolo, il perito assicurativo è un professionista molto preparato che opera in proprio con diligenza, correttezza e trasparenza, anche contribuendo in maniera significativa e a rischio della propria incolumità personale, allo smascheramento delle vere frodi assicurative negli incidenti stradali e nautici. Si ribadisce, quindi, che il signor Michele Caltabellotta non è né un consulente di infortunistica stradale né un perito assicurativo”.

FONTE: PALERMO TODAY

Dilaga il “phishing” assicurativo, sempre più polizze false online

Massima attenzione alle polizze online, in particolare quelle proposte a prezzi stracciati o con grosse differenze rispetto alla concorrenza. I casi di automobilisti “truffati” online si susseguono. L’ultimo di questi riguarda 40 automobilisti, che hanno comprato online una polizza fasulla per circa 300 euro annui. Una tariffa che faceva gola soprattutto ad automobilisti con classi di merito penalizzanti, e che li ha indotti a cercare l’offerta – in questo caso il “bidone” – online. La base della banda criminale era a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), dove venivano creati dal nulla i falsi certificati assicurativi. L’esca, come nella maggior parte dei casi, era un sito Internet accattivante che proponeva prezzi vantaggiosi. Va ricordato che, in caso di incidente, la falsa assicurazione costringe pagare i danni di tasca propria.

l fenomeno delle Rca false vendute online, come rileva l’Ivass, continua a crescere e a diventare sempre più allarmante, con numerosi siti di “phishing” assicurativi che, anche se bloccati, “risorgono” con altri nomi e recapiti. L’IVASS segnala tutti questi siti all’autorità giudiziaria, e nella maggior parte dei casi riesci a farli eliminare dai motori di ricerca. Ma la battaglia è senza fine, perchè in men che non si dica ne ricompaiono di nuovi.

Gli ultimi casi di false assicurazioni segnalati dall’IVASS sono www.assidiamante.com e www.gioiassicurazioni.com

FONTE

Perito liquidatore CVT

Prima è alla ricerca di talenti da inserire all’interno del team Claims Management con il ruolo di Perito Liquidatore CVT.

Il/la candidato/a avrà la responsabilità di valutare, negoziare e liquidare i sinistri CVT e ARD, adottando un approccio fortemente imprenditoriale per aumentare efficacia ed efficienza della gestione sinistri. Il/la candidato/a avrà l’opportunità di crescere rapidamente all’interno di un team giovane, in forte espansione ed orientato ai risultati.

Il candidato svolgerà le seguenti attività:

  • Rilevazione, valutazione e liquidazione dei danni
  • Perizia su materiale fotografico
  • Contatto con clienti / carrozzerie e negoziazione dell’indennizzo
  • Audit periti esterni

I requisiti per far parte del nostro team:

  • Conoscenza tecnica della valutazione dei danni alla carrozzeria e alla meccanica dei veicoli
  • Spiccate e comprovate capacità negoziali
  • Conoscenza degli applicativi/software tipici del settore
  • Capacità di lavorare in un team
  • Ogni forma di successo personale (es.: accademico, imprenditoriale, sportivo, artistico)

Saranno considerati dei plus:

  • Esperienza di lavoro diretta in carrozzerie/autofficine
  • Iscrizione all’Albo dei Periti Assicurativi costituisce titolo preferenziale
  • Diploma Tecnico

L’orario di lavoro è Full Time. La sede di lavoro è Milano, a pochi passi dalla metro Duomo.

Candidati 

Sara, liquidazione sinistri in meno di 24 ore

L’impresa annuncia un accordo con Whoosnap, start up lanciata da LVenture: nel mirino, efficientamento dei tempi e contrasto alle frodi nell’Rc auto

    Per liquidare un sinistro ci vogliono in media 20 giorni. In futuro si spera che i tempi possano ridursi, magari con il contributo delle nuove tecnologie. È quello che si impegna a fare Sara Assicurazioni con l’accordo, in fase di fnalizzazione, che ha siglato con Whoosnap, start up lanciata da LVenture, per l’utilizzo di Insoore nel segmento dell’Rc auto: si tratterebbe di una prima volta in Italia. Secondo quanto riporta un comunicato stampa, la soluzione potrebbe consentire di portare i tempi di gestione sinistri a meno di 24 ore.
“La tecnologia è un formidabile abilitatore e la relazione privilegiata avviata con LVenture ci permette di osservare e sfruttare le opportunità che il mondo delle start up ci offre per migliorare il servizio e la customer
experience dei nostri assicurati”, ha commentato Alberto Tosti, direttore
generale di Sara Assicurazioni. l’obiettivo dell’intesa è duplice: velocizzare i tempi di liquidazione sinistri e, allo stesso tempo, ridurre il rischio di frodi assicurative. La soluzione consente di effettuare, in
real time e on demand, l’ispezione fotografca nelle fasi pre-assuntive, permettendo così di certifcare lo stato del veicolo in chiave antifrode e di monitorare le condizioni del mezzo nel corso del tempo. Gli assicurati che decideranno di far ispezionare il veicolo, inoltre, potranno benefciare dello sconto sulla polizza previsto dalla legge sulla Concorrenza.
“L’obiettivo di questa partnership – ha osservato Enrico Scianaro, ceo di Whoosnap – è quello di incentivare la trasparenza tra Sara e i propri assicurati, intervenendo su due fronti: da un lato riducendo il rischio da frode e dall’altro abbassando il costo della polizza per gli assicurati”.
La soluzione offre poi altri servizi, come la compilazione del modulo Cai in fase di sinistro e una quantifcazione del premio commisurata al reale stato del veicolo. La novità, una volta partita, sarà operativa in 40 agenzie distribuite nelle città di Roma, Milano, Bologna, Firenze e Torino.
G.C.

COME TI VALUTO UN PERITO

SCHEDA DI VALUTAZIONE PERITO

Ogni Compagnia o struttura liquidativa ha un suo modo di valutare le prestazioni professionali dei periti auto.

Quella allegata, scaricabile cliccando sull’immagine o qui è un esempio. Un foglio excel dove i parametri di valutazione sono considerati con “pesi” diversi. Quindi vedremo che i tempi di consegna influiscono per il 15% sul giudizio mentre l’aver concordato solo per il 5%. Ovviamente la tecnica valutativa è il parametro più alto, 35%, ma il resto pesa il 65%.

Questo può servire ai periti per capire che è meglio fare delle belle foto che applicare correttamente i tempi o i prezzi dei ricambi o che perdere giorni sui tempi di consegna per cercare di concordare non è premiante.

Per i valutatori un confronto con il loro metodo.

scheda-di-valutazione-perito

Furti di autoveicoli, ladri sempre più evoluti

  Cala il numero di vetture rubate, ma è allarme per la diffusione di dispositivi hi-tech per sottrarre veicoli

La tecnologia non spaventa i ladri. Se da lato i nuovi dispositivi di sicurezza nel settore automotive rendono più complicato il furto, dall’altro ciò sembra spingere i criminali a una maggiore specializzazione verso i veicoli di fascia medio-alta, molto apprezzati nel mercato nero dell’est Europa. Ogni giorno in Italia vengono rubate 274 vetture, e di queste ben 164 spariscono nel nulla. Nel 2017 i furti sono diminuiti sotto la soglia dei 100mila (da 108.000 a 99.987, cono un calo del 7,6% sull’anno precedente), ma sono calati ancor più signifcativamente i recuperi: -15,08% (solo 4 vetture su 10 vengono recuperate). Secondo quanto emerge dal dossier L’evoluzione dei furti d’auto: emergenza Suv, elaborato da LoJack Italia, i criminali fanno sempre più uso di dispositivi hi-tech.
Il target si sta spostando verso i Suv, i cui furti, in controtendenza con il dato generale, sono cresciuti dell’8,2% rispetto al 2016, con ben 4.623 episodi.
A rendere ancora più allarmante il dato, è la percentuale di recupero
spontaneo ferma al 31% e inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto a quella delle autovetture: su 10 Suv rubati, 7 non vengono più recuperati. Le pratiche tradizionali (rottura del fnestrino, forzatura della serratura di portiere o bagagliaio, furto delle chiavi in ristoranti e appartamenti) resistono, ma stanno cedendo il passo a nuove modalità hi-tech. Lo studio di Lojack mette in evidenza due pericoli: il sistema di riprogrammazione della chiave e il relay attack. Il primo si serve della connessione alle porte Obd del veicolo e consente al ladro di accedere all’unità di controllo elettronico della vettura, per ottenere facilmente una nuova chiave anche in meno di 15 secondi. Il relay attack sfrutta le debolezze dei software delle case costruttrici e può essere applicato alla maggioranza dei veicoli dotati di smart key: attraverso l’uso di due ripetitori in radiofrequenza, si fa rimbalzare la comunicazione tra l’auto e la sua chiave anche quando questa è a distanza.
A.G.P.

SMART REPAIR (CESTAR)

APAID * www.apaid.it

smart repair

Introduzione

Nell’ambito della ricerca di nuove metodologie di riparazione per abbattere i costi di verniciatura

abbiamo testato il metodo Smart Repair, particolarmente indicato per danni di piccola e media

estensione con superfici di area inferiore a 0,4mq.

https://peritiauto.wordpress.com/2012/09/12/i-autorizzazione

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VIAGGIO NEL FUTURO

APAID * www.apaid.it

Girare il mondo mi piace per questo. Il più delle volte sembra di viaggiare nel tempo, tanta è la differenza tra il nostro paese e quello che si incontra. A volte si va nel passato, visitando paesi dell’Africa o del sud America. Altre volte si va nel futuro andando in certe città dove sono già stati risolti problemi che invece a noi ancora ci impegnano.

Qui siamo a Miami. Potremmo dire Italia del nord 2040?

Non un’auto in sosta per strada. Tutte in silos che sembrano palazzi. Poco traffico. Poche auto in centro. Come mai? Il trasporto pubblico funziona!

Gratuito, frequente, comodo, bello ed ecologico.

Gratuito: non si paga. È a carico della collettività, anche di quelli che usano la macchina. Comunque la spesa più grossa, quella del personale, non c’è. Si guida da solo come un ascensore.

Frequente ne passa uno ogni 5 minuti.

Comodo, ci sono tante fermate…

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Come ti frego se mi freghi il freon

Freon è il nome del primo gas usato per i frigoriferi e per i condizionatori. Secondo la legge di Charles un gas che viene compresso si riscalda ed un gas compresso che viene liberato si raffredda. Alcuni gas sono più volubili di altri ed il freon è uno dei più adatti. Peccato che le vecchie miscele siano inquinanti ed indicate come principali responsabile del famigerato buco dell’ozono.

Quindi sono state messe a punto diverse miscele più performanti e meno inquinanti con varie sigle tipo r22, r32, r134 e cosi via che si decompongono in atmosfera nel giro di qualche mese, sino ai giorni nostri in cui vengono usate miscele tipo la r404 che se liberate nell’atmosfere si estinguono in poche ore.

Bene direte, ma il rovescio della medaglia è che queste miscele hanno raggiunto prezzi impensabili qualche anno fa. Siamo passati da bombole di ricarica da 20 litri del costo di qualche decina di euro a bombole  da 5 litri che costano 500 euro.

Quindi quando portiamo la nostra auto in inverno da un riparatore disonesto gli diamo accesso al nostro impianto di condizionamento ed alla nostra riserva di gas che mediamente vale 50 euro. E se ce lo “succhia” non ce ne accorgeremo prima dell’estate successiva ed essendo un gas penseremo più ad una perdita che ad un furto.

Questa è la storia che mi ha raccontato un riparatore che si è trovato a dover ricaricare l’impianto dell’auto di un suo cliente che aveva 2 anni, 17.000 km ed un solo intervento in officina per il primo tagliando.

A quale contromisura abbiamo allora pensato? Il prossimo inverno porteremo tre auto con gli impianti di condizionamento dei quali abbiamo verificato prima l’integrità, al riparatore del quale abbiamo sospettato la scorrettezza e dopo i tagliandi andremo a verificare gli impianti alla presenza di 2 periti che potranno testimoniare. Dopodiché, se il sospetto trova riscontro, si procederà alla querela.

Questo per dirvi che, se fate un tagliando in inverno, l’impianto di condizionamento non deve essere toccato. Basterà dire questo al riparatore? O forse sarà meglio studiarsi altre precauzioni, tipo sigilli o punti di smalto sulle valvole.

Aspettiamo i vostri commenti sull’argomento.