I dati raccolti da Waze saranno utilizzati da 10 istituzioni

APAID * www.apaid.it

FRANCE-INTERNET-WAZE

Sono al momento dieci le istituzioni in tutto il mondo a voler sfruttare i dati raccolti dagli utenti di Waze, ovvero il programma descritto sull’iTunes Store e sul Play Store quale

applicazione per la navigazione e per evitare il traffico con una delle comunità di utenti più numerose al mondo. Unisci le tue forze a quelle degli altri automobilisti per condividere informazioni in tempo reale sul traffico e le condizioni stradali, in questo modo, risparmierai il tempo e i soldi di tutti, ogni giorno

Il programma denominato Connected Citizens consentirà in questo modo di sfruttare le indicazioni degli automobilisti per migliorare la viabilità e la gestione del traffico cittadino.Connected Citizens sarà attivo prossimamente a Rio de Janeiro…

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Sopraelevata di Genova: tarato sui 70 all’ora Tutor cittadino “Celeritas”

Genova è città di primati ed anche quello dell’unica città con un Tutor in città. Dopo  8 anni dal suo debutto viene alzata la velocità massima consentita da 60 a 70 km/h.
“Celeritas”,il sistema di controllo della velocità sulla Sopraelevata (prodotto da Selex-Elsag), è in funzione dal 2012 e serve per ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza, già a quell’epoca aveva fatto sperare in un innalzamento del limite a 70 all’ora.

Le sanzioni vanno da circa 60 euro, spese di notifica e varie comprese, per le infrazioni meno gravi (quando il limite è superato di meno di 10 chilometri all’ora) a circa 750 euro – con scaglioni progressivi – per chi supera i 120 Km all’ora.

Come comportarsi per evitare sanzioni
È necessario, ovviamente, rispettare la velocità, tenendo conto che:
− Il sistema, rilevando la velocità media, è meno severo di un autovelox, perché non punisce la distrazione di un attimo: se mi accorgo di aver superato il limite, rallento subito dopo, riducendo così la media.
− Il limite di 70 chilometri orari è in realtà, tenendo conto delle tolleranze di legge (5 km/h sotto la velocità di 100 km/h, il 5% della velocità al di sopra), di 75. Chi riceverà una contestazione per una velocità media di 71 Km/h deve sapere che la velocità media rilevata è stata di 76;
− I tachimetri delle auto non sono strumenti di precisione e sono tarati in eccesso; se non si superano i sessanta tachimetrici si può ragionevolmente pensare che anche piccole distrazioni rientrino nella norma.
− La velocità è calcolata sul percorso più breve, cioè quello di chi taglia le curve (commettendo infrazione): chi mantiene la propria corsia risulta perciò leggermente più lento rispetto alla realtà.
− Il Ministero delle Infrastrutture, interpellato dal Comune, ha chiarito che il metodo di calcolo della velocità media è quello qui riportato e che non valgono ulteriori abbattimenti della stima.
È bene, in definitiva, rispettare il limite secondo le indicazioni del tachimetro, che sono prudenziali, rallentare in caso di superamento per distrazione, non tagliare le curve.

L’effetto dissuasivo
All’inizio della sperimentazione del Celeritas nella primavera del 2011, le infrazioni rilevate erano circa 1.200 al giorno (ma bisogna dire che su un campione di 3.700, ad esempio, oltre il 75% era riferito allo sforamento dei 10 Km., cioè della fascia minima); dopo un anno, quando che gli automobilisti si sono abituati a notare, bene in vista sul loro percorso, i misuratori di velocità, si sono ridotte a circa 600-700.
Nel primo anno di sperimentazione, la velocità di picco dei veicoli è calata del 25 per cento; quella media del quindici. Il tasso di mortalità si è più che dimezzato (meno 51%), mentre quello di incidentalità è sceso del 19%. Questi dati, se ci inducono a pensare a una correlazione forte tra la velocità, gli incidenti e i danni connessi, ci portano a ben sperare sulla riduzione del rischio in una vecchia strada a cui la Genova del XXI secolo non riesce a rinunciare.

Itas combatte le frodi con la Procura – Il Sole 24 ORE

A Trento la mutua e la magistratura avviano una collaborazione individuare i furbetti della polizza Rc auto ma non solo. Risparmi per 2 milioni

Compagnie sempre più attente al contrasto delle frodi, secondo i dati emersi dall’ultima relazione annuale Ivass nel periodo 2012-2018 i procedimenti penali avviati dalle imprese sono stati 23.527 di cui il 35% pervenuti a esiti conclusivi (8.157). In particolare, nella fase assuntiva o pre-assuntiva si è registrato un forte incremento (+46%) del numero di denunce e querele intentate dalle compagnie assicurative. Va in questo senso anche l’iniziativa siglato da Itas mutua e la Procura di Trento per contrastare le frodi assicurative, una piaga che affligge a dire il vero soprattutto alcune zone del centro sud. Ma anche nelle metropoli del nord i furbi non mancano. Furbi che spesso sanno di poterla fare franca e quindi non ci pensano due volte. Il peso delle frodi poi si riflette sulle tariffe pagate da tutti i consumatori. Ecco che per contenere i costi della collettività e le perdite delle compagnie la lotta al crimine diventa un fattore determinante.

L’obiettivo della compagnia assicurativa trentina è agevolare lo scambio di informazioni su episodi e circostanze di rilievo penale e investigativo per intervenire in modo efficace e tempestivo e ottimizzare l’azione di contrasto a fenomeni fraudolenti, rendendo più fluido e veloce lo scambio di informazioni su episodi di rilevanza penale in materia di frodi assicurative favorendone così la prevenzione.

Cultura della legalità e lotta al crimine
L’accordo prevede l’individuazione, all’interno della Procura, di un referente per le attività di Itas, lo scambio di informazioni e la condivisione del processo di presentazione delle querele a cura della compagnia. Inoltre, attraverso la sua unità preposta al contrasto delle frodi assicurative, Itas comunicherà alla procura gli episodi e le circostanze di rilievo investigativo a mezzo di specifica denuncia, presentando le opportune querele in modo tempestivo. «Grazie a questo accordo potremo essere ancora più tempestivi e precisi nel contrasto alle attività fraudolente – ha affermato Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale Itas –. Poter contare sulla fiducia e sulla collaborazione di un’istituzione come la Procura di Trento rappresenta per la nostra Mutua un forte impulso per proseguire la nostra attività di controllo e difesa del patrimonio della compagnia e, soprattutto, per diffondere una vera e propria cultura della legalità che possa stimolare comportamenti virtuosi nei cittadini». Gli fa eco la Procura. «L’accordo firmato oggi con Itas si inserisce in una più ampia azione di lotta a questo tipo di reati ed anche al crimine organizzato ad esso connesso», ha spiegato Sandro Raimondi, procuratore capo della Procura di Trento.Il gruppo ha istituito un’unità aree speciali e antifrode sinistri che ha tra i compiti specifici quelli di presidiare e limitare il fenomeno delle frodi assicurative, supervisionando le segnalazioni dei sinistri evidenziati con indici di anomalie o di frode da liquidatori della rete liquidativa esterna, disponendo gli incarichi per le attività investigative necessarie e nominando i legali fiduciari per iniziative penali.
Questa unità sarà l’interlocutore autorizzato a comunicare alla procura e alla Polizia Giudiziaria delegata le informazioni di interesse investigativo di cui Itas è in possesso.

44 denunce e risparmi per 2 milioni
Lo scorso anno l’attività della compagnia si è concentrata sulla riduzione delle perdite economiche derivanti da tentativi di frode su polizze o sinistri non veritieri o viziati da false dichiarazioni. In ambito penale, l’attività si è concretizzata nel deposito di 44 atti di denunce querele, che ha portato ad un risparmio complessivo di 2 milioni di euro per mancati esborsi sui sinistri oggetto di approfondimento.

di Federica Pezzatti

Sorgente: Itas combatte le frodi con la Procura – Il Sole 24 ORE

VERSO UN CAMBIAMENTO VIRTUOSO

I periti sono depositari di importanti competenze utili al mondo industriale e alle istituzioni. Ma solo in un’ottica di confronto e integrazione culturale sarà possibile trasformare la professionalità, e la capacità di seguire le evoluzioni in atto, in nuove opportunità

Il lockdown dei mesi scorsi ha dato silenzio e tempo a ciascuno per pensare, riflettere, fare bilanci, formulare propositi e molto altro: un viaggio intorno all’essere.
Mi è venuto in mente un verso imparato a scuola del fante Giuseppe Ungaretti scritto nel luglio del 1918 in Francia, nel bosco di Courton, sotto l’incalzare delle truppe tedesche, che avevano sfondato il fronte: “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.
Ad altri saranno venuti in mente i salmi o le frasi dei molti filosofi che hanno riflettuto sulla condizione umana. Riflessioni e cronache.
La figura del perito assicurativo condivide le mutazioni di altre professioni per gli effetti socio economici della globalizzazione.
Il Governo ha autorizzato solo pochi cittadini a muoversi nel Paese per svolgere le attività necessarie. Tra questi, i periti assicurativi. Molti di noi, ma non certo le nostre aziende, stanno vivendo il loro tempo supplementare tra un cupo pessimismo e un attivismo poco meditato per scarsa progettazione. Pertanto, essere definiti per decreto necessari, in base al codice di attività 6621, è un riconoscimento tangibile, rilevante e di buon auspicio.
Il lockdown ha cambiato profondamente il modo di lavorare e ha inciso nei rapporti tra le persone. Ad esempio, la video perizia e la riparazione in forma specifica che le compagnie offrivano al mercato quali soluzioni alternative alla liquidazione canonica, durante il periodo di fermo sono state richieste tout-court per necessità. I provider, mai sufficientemente definiti e definitisi con adeguata chiarezza, hanno trovato nel mercato riconoscimento e limiti.
La certificazione dei periti ai sensi della Uni 11628:2016 vive; il mercato può dar vita nova per impulso dell’utenza o di nuove norme sulla maggior chiarezza e linearità dei soggetti attivi nei processi liquidativi; la stampa dà cronaca dell’equo compenso, dell’arbitrato assicurativo, ecc., anticipando un quadro positivo per le attività professionali non regolamentate.
IL VALORE DELL’ESPERIENZA E DELLE COMPETENZE
Per quanto riguarda l’evoluzione della politica liquidativa delle compagnie nei sinistri complessi o critici, sempre più queste e gli stessi assicurati vogliono capire in diretta e in profondità la causa di un evento e la sua magnitudo.
Le compagnie hanno individuato figure terze competenti per affiancare il perito nel determinare la causa di un evento e per fornire supporti ad alta tecnologia. I periti restano dominus del processo liquidativo in forza del mandato. Il mondo accademico ha sicuramente queste eccellenze necessarie, ma non sono né facilmente individuabili, né disponibili all’istante; né hanno competenza assicurativa, di non facile acquisizione; capacità e caratteristiche possedute invece dal perito assicurativo molto esperto. Ciò sta particolarmente a cuore anche agli assicurati tanto che cercano, anch’essi, figure esperte in grado di dialogare con le strutture aziendali per comprendere le cause dei sinistri sia al fine di evitare il loro ripetersi che per la valutazione del recupero di macchine e fabbricati per la ripresa a seguito di un evento dannoso.
L’assenza (salvo eccezioni) di polizze industriali a copertura dei danni indiretti conseguenti alla pandemia e il depauperamento già in atto non giovano al mantenimento del quadro industriale e commerciale del Paese.
MOMENTI DI CONFRONTO PER L’EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE
I periti Aipai hanno le carte in regola sia per la descrizione del processo, sia per la valutazione dei danni, qualora mercato e Stato (o solo il primo) progettassero un’azione nazionale tanto meditata quanto decisiva per mantenere in vita le aziende sane.
In recenti convegni a Roma e Lazise nel 2018, era stata valutata la possibilità di incardinare  la figura del perito assicurativo rami elementari nell’attività degli  attori del processo post-sinistro per valorizzare le sue competenze tra quelle degli industriali, Vigili del fuoco, Carabinieri, Usl, Procure della Repubblica e organi tecnici dei diversi ministeri dello Stato come ad esempio Ispra, Commissione Parlamentare Ecomafie, ecc.
Ciascuno, nel rispetto del suo ruolo e del suo mandato, potrebbe collaborare con pari dignità per la miglior comprensione dei fenomeni, come già acclarato nel famoso convegno Ania di Roma del 1995.
A Lazise erano intervenuti la senatrice Laura Puppato, relatrice di maggioranza della commissione parlamentare Ecomafie ed il loro consulente prof. Gianfranco Amendola, già Procuratore della Repubblica di Civitavecchia, che ha indagato sull’incendio dell’aeroporto di Roma Fiumicino, nonché il comandante dei Vigili del fuoco di Venezia; in tale sede era stata ribadita questa opportunità.
Le idee di questi convegni hanno contribuito a generare in Cineas l’Osservatorio sinistri, un tavolo terzo di eccellenza del mondo assicurativo e degli attori del processo post-sinistro e della valutazione dei rischi.
Come primo atto si è proseguito sul tema già abbozzato degli incendi di rifiuti, aprendo un dialogo fattivo con le associazioni industriali di settore, Ispra, Vigili del fuoco, Carabinieri e l’apprezzamento della Procura milanese, predisponendo un criterio sistematico di raccolta dei dati di sinistri passati e presenti per lo studio delle correlazioni della frequenza degli eventi con i parametri gestionali dei processi produttivi, le caratteristiche degli impianti e degli operatori, nonché gli effetti dannosi, sia in termini prettamente economici che ambientali. L’obiettivo è di predisporre protocolli utili alla liquidazione dei sinistri, alla gestione delle emergenze post-sinistro e all’individuazione delle linee guida per la valutazione dei rischi, sia entro il recinto aziendale che fuori.
DISPONIBILI AL DIALOGO
La valutazione del rischio, anche per l’evento intenzionale, troverà così maggior consapevolezza e criteri applicativi, allo stato noti solo sul piano qualitativo. Gli operatori del settore rispettosi della legge sono in seria difficoltà nel reperire coperture assicurative idonee; una grossa fetta di premi, di decine di milioni di euro, non trova collocamento, forse anche per carenza di strumenti affidabili di valutazione del rischio.
In conclusione: le prospettive della figura del perito cambiano; si trasformeranno secondo le opportunità del mercato; se i professionisti accresceranno le proprie competenze, se ne darà prova concreta agli attori istituzionali, con cui si auspica un’integrazione culturale. I periti assicurativi no motor sono disponibili collaborare con associazioni industriali e di categoria, Accredia, Uni, commissioni tecniche   ministeriali e regionali e della Presidenza della Repubblica, Tribunali civili e penali. Il tema sarà quello dei sinistri, della progettazione dei processi post-sinistro e della valutazione dei rischi.

Sorgente: Insurance Review | VERSO UN CAMBIAMENTO VIRTUOSO

Costo orario della manodopera e dei materiali di consumo Carrozzerie Genova: tariffe medie

L’Associazione degli Autoriparatori facente parte di CNA Servizi alla Comunità di Genova, l’Associazione degli Autoriparatori facente parte dell’Associazione Artigiani della Provincia di Genova Confartigianato e l’Associazione fra Carrozzieri della Provincia di Genova comunicno, ai fini del deposito, che la tariffa media indicativa del costo orario della manodopera applicata dalle imprese di Carrozzeria è variata, rispetto all’anno 2018, di una media dei costi di produzione pari all’1,5%.
Le stesse chiedono quindi di ggiornre la tariffa oraria media, portandola a €60,00.
La nuova tariffa entrerà in vigore alla data che verrà protocollata dalla camera di commercio; sarà facoltà di ogni impresa di carrozzeria la variazione sino al 15% in più o in meno, a seconda delle caratteristiche strutturali e organizzative dell’impresa stessa (fermo restando il diritto di ogni impresa a eventualmente calcolare il proprio costo orario e sostenerlo nelle sedi opportune).

Le Associazioni sopracitate comunicano, inoltre, i seguenti importi per l’anno 2019, riferiti ai materiali di consumo utilizzati dalle stesse imprese di carrozzeria:

– Vernici pastello doppio strato e metalizzati: €29,00 per ora di verniciatura
– Vernici ad effetto perlato o micalizzato: €32,50 per ora di verniciatura
– Uso dime: invariato (€260,00)
– Smaltimento rifiuti: 3% sul totale imponibile della fattura (con un massimo di €60,00).

In considerazione dell’ampia rappresentatività delle scriventi Organizzazioni, si richiede alla spettabile C.C.I.A.A. di Genova, per il tramite dell’Ufficio in indirizzo, di poter rendere note le rilevazioni indicate al fine di fornire un valido parametro in caso di controversie.

Sorgente:https://www.associazionecarrozzieriprovinciagenova.it/blog/costo-orario-manodopera-carrozzerie-genova-tariffe/

Incendio nel cantiere della terza corsia: 21 dipendenti da oltre due anni in attesa dei risarcimenti

Un 65enne  dipendente di Autovie Venete con altri venti colleghi aspetta ancora di essere risarcito per l’incendio successo a Ronchis nell’agosto 2018. Anche il secondo anno è passato invano. .

LA VICENDA 
Non hanno ancora visto un centesimo  dalla società per la quale lavorano i 21 dipendenti di Autovie Venete che il 23 agosto 2018 si sono ritrovati con l’auto e altri beni distrutti da un incendio divampato – per fortuna durante la pausa pranzo – a Ronchis (Udine), nei pressi di via Beccia e del vecchio casello della A4 di Latisana, nei container adibiti a uffici e “campo base” dei cantieri per la realizzazione della terza corsia. E se per alcuni di loro il danno, già quantificato dai periti dell’assicurazione, ammonta ad alcune centinaia di euro, per altri si parla di alcune migliaia, come nel caso di un sessantacinquenne di Musile di Piave che si è affidato a Studio3A e che attende ben 7.500 euro, non proprio una sommetta. Le fiamme, originatesi con ogni probabilità a causa di un corto circuito, fortunatamente non hanno causato feriti, ma i danni materiali sono stati rilevanti.

L’impiegato, in particolare, ha perduto alcuni oggetti e strumenti di lavoro, andati completamente distrutti all’interno dei container – un tablet, un paio di occhiali da vista e un orologio, ma, soprattutto, è stata coinvolta nell’incendio anche la sua Lexus, che era parcheggiata nel piazzale antistante gli uffici, così come un’altra decina di vetture, e che pure è stata irrimediabilmente danneggiata con altri oggetti che c’erano dentro.

Il sessantacinquenne ha sporto subito denuncia presso la stazione dei carabinieri di San Donà di Piave e seguito  le indicazioni ricevute da Tiliaventum, l’impresa di Pozzuolo del Friuli contraente generale dei lavori per la terza corsia, che ha aperto due sinistri (uno per i veicoli e uno per gli altri oggetti) con le proprie compagnie assicurative per gli eventi in questione  fornendo i nominativi dei periti assicurativi a cui fare riferimento. Il dipendente ha anche prodotto una propria perizia, affidata a un esperto, del danno, indicando per la vettura il valore di mercato al momento dell’incendio, i costi radiazione e smaltimento, il passaggio di proprietà per un nuovo veicolo, eccetera: ripararla era del tutto anti-economico. E ha inviato tutti i documenti richiesti, ma senza risultato. A quel punto il danneggiato, per essere assistito nell’iter risarcitorio che si stava rivelando molto più complesso del previsto e del dovuto, attraverso l’area manager  Riccardo Vizzidi di Studio3A, società specializzata, e dopo mesi di “pressing” si è arrivati da parte delle compagnie di assicurazione alla definitiva quantificazione del danno, per l’appunto 7.500 euro: in totale ai dipendenti, per dare un’idea della devastazione prodotta dalle fiamme, devono essere risarciti tra auto e oggetti di circa 50mila euro a cui andranno aggiunti quelli che riceverà dalla sue assicurazioni Tiliaventum e quelli che spettano all’azienda che ha noleggiato le strutture prefabbricate. Per un ammontare complessivo di oltre 410mila euro. Il tutto sancito nero su bianco con nota del 14 febbraio 2020.

Nell’accordo era previsto che fosse Autovie Venete a dover poi liquidare a ciascuno dei propri dipendenti la somma stabilita ricevuta dalle assicurazioni, ma ormai da mesi ogni sollecito che Studio3A presenta alla società autostradale cade nel vuoto; una condotta incomprensibile, e peraltro del tutto insensibile nei confronti dei propri stessi lavoratori che, a causa dell’accaduto di cui non hanno colpa alcuna, oltre a i tanti disagi hanno anche dovuto sopportare sacrifici economici non di poco conto: il 65enne nel frattempo è stato costretto ad acquistare a sue spese, anche per recarsi al lavoro, un’altra vettura. Al punto che si sta seriamente valutando di procedere con una  citazione in causa dei soggetti che devono rispondere del danno.

Sorgente: Incendio nel cantiere della terza corsia: 21 dipendenti da oltre due anni in attesa dei risarcimenti

Maxi truffa “Micosca” con i falsi incidenti, ai danni delle assicurazioni: arrivano 19 condanne – Leccenews24

Il processo si conclude con numerose assoluzioni e con la prescrizione di molti reati. Sul banco degli imputati comparivano anche medici, avvocati, periti assicurativi e carrozzieri.

Si conclude con 19 condanne e numerose assoluzioni, il processo sulla maxi truffa a danno di alcune “società di assicurazione“, attraverso la denuncia di incidenti stradali mai avvenuti o aggravati nelle conseguenze.

La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda seconda sezione collegiale (presidente Fabrizio Malagnino), presso l’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola.

Sul banco degli imputati comparivano anche medici, avvocati, periti assicurativi e carrozzieri.

Nello specifico, i giudici hanno inflitto: 4 anni e 6 mesi per Donato Maruccia, 44 anni, di Corigliano dOtranto, avvocato ( chiesti 4 anni) e Claudio Girasoli, chirurgo presso lospedale di Galatina, 50 anni, di Lecce (6 anni); 4 anni a Lorenzo Micocci, ex liquidatore Unipol, 47 anni, di Botrugno (4 anni e 6 mesi).

E poi, 1 anno a Alessandro Leucci, 31 anni, di Botrugno (2 anni); Leonardo Impero Delle Donne, 56 anni di Caprarica (2 anni); Carmelo Basile, 61 anni, di Maglie (2 anni); Luigi Campanile, 68 anni, di Maglie (2 anni ); Antonio Miccoli, 66 anni, di Soleto (2 anni); Tommaso Miccoli, 33 anni, di Galatina (2 anni) ; Angela Leone, 47enne di Botrugno; Maria Grazia Leucci, 27 anni, di Botrugno; Grazia Miggiano, 81 anni, di Botrugno; Gianluca Toma, 43 anni, di Cursi; Simonetta Toma, 47 anni, di Cursi; Aleandro Moretti, 33 anni, di Melpignano; Sara Moretti, 29 anni, di Melpignano; Anna Della Stella, 34 anni, di Maglie; Sergio De Blasi, rispettivamente 37 anni, entrambi di Martano; Salvatore De Blasi, 79 anni di Martano.

I giudici hanno inoltre condannato alcuni imputati al risarcimento delle parti civili, attraverso una provvisionale e in separata sede, tra cui comparivano varie agenzie assicurative, assistite tra gli altri, dagli avvocati Silvio Caroli e Vincenzo Del Prete.

Assolti per non avere commesso o perché il fatto non sussiste: Leonardo Corlianò, carrozziere, 62 anni, di Zollino (3 anni e 2 mesi); Luigi Gabriele De Giorgi, collaboratore di unagenzia privata di investigazioni, 65 anni, di Lecce; Osvaldo DellOnze, perito assicurativo, 72 anni; Alessandro Sbocchi, imprenditore, 48 anni, di Castrignano dei Greci; Antonio Martella, carrozziere, 56 anni, di Surbo (4 anni); Donatella Russo, chirurgo, 46 anni, di Scorrano; Nicola Scardino, ex liquidatore, 47 anni, di Grottaglie; Giorgio Stomeo, perito, 68 anni, di Lecce; Monica Vinci, avvocato, 46 anni, di Parabita; Cosimo Amatulli, 41 anni, di San Pietro Vernotico; Flavio Carrozzo, 44 anni, di Galatina;

Lidia De Riccardis, 36 anni di Corigliano d’Otranto; Alessandro Bongiorno, 33 anni, di Lecce; Piero Mancarella, 31 anni, di San Donato; Alessandro Gemma, 35 anni, di Modena (3 anni e 2 mesi); Maurizio Spedicato, avvocato, 45 anni, di Monteroni (3 anni e 2 mesi); Furio Rubino, 56 anni, di Lecce (3 anni); Carmen Maniglio, 40 anni, di Lecce; Andrea Maniglio; Brizio Pantaleo Mercuri, 48 anni, di Lecce (2 anni); Vincenzo Micocci, 48, di Botrugno; Francesca Plevi, 47 anni, di Lecce;

Invece, il collegio ha dichiarato il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione” per: Vincenzo Angelini, 46 anni, di Surbo; Fabrizio Brindisino, 35 anni, di Lequile; Fabio Coluccia, 25 anni, di Bagnolo del Salento; Anna Francesca De Giuseppe, 50 anni, di Uggiano La Chiesa; Francesco Luigi DellAnna, 42 anni, di Martignano; Juan Pablo Ferrari, 41 anni, di Roma; Pietro Mancarella, 64 anni, di Surbo; Raffaele Mancarella, 36 anni, di Surbo; Andrea Maniglio, 43, di Lecce; Ivano Marchello (medico specialista in medicina legale), 63, residente a Lecce; Giuseppe Mele, 65, di Castrignano dei Greci; Matteo Micocci, 42 anni, di Botrugno; Simone Moschettini, 27 anni, di Martano; Rosaria Margherita Placì, 95, di Lecce; Gaetano Rubrichi, 55, di Uggiano La Chiesa; Anastasia Schito, 35, di Lecce; Sofia Zecca, 62, di Lecce; Vincenza Zecca, 66, residente a Lecce; Rossana Mangia, 62 anni, di Soleto;

Invece, nei mesi scorsi, il pm Antonio Negro (ora Procuratore Aggiunto a Brindisi) ha invocato dinanzi ai giudici in composizione collegiale, presso laula bunker di Borgo San Nicola, svariate condanne e numerose assoluzioni.

Ricordiamo che 12 persone finirono in manette nel dicembre del 2014 nelloperazione Micosca, con laccusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed al falso.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Covella, Anacleto Chittano, Giancarlo Dei Lazzaretti, Vincenzo Blandolino, Luigi Rella, Viola Messa, Giuseppe Corleto, Alberto Paperi, Vincenzo Magi, Luigi e Arcangelo Corvaglia, Francesca Conte, Andrea Sambati, Giovanni Battista Cervo, Riccardo Giannuzzi, Ubaldo Macrì, Enrico Chirivì, Americo Barba, Gianni Gemma, Giuseppe Gennaccari, Donato Sabetta, Antonio Bovino, Giuseppe Rampino.

Sorgente: Maxi truffa “Micosca” con i falsi incidenti, ai danni delle assicurazioni: arrivano 19 condanne  – Leccenews24

Il mercato auto si ferma di nuovo ad ottobre – Carrozzeria

A fine anno si prevede un -27% con oltre mezzo milione di auto vendute in meno

“Al di là dei dati contingenti del mercato, l’esperienza degli ultimi mesi mostra chiaramente
l’insufficienza di una politica incentrata su incentivi “mordi e fuggi”. Appare oltretutto evidente,
nell’attuale fase di emergenza economica, che la scelta di NON rifinanziare i fondi legati alla fascia
di CO2 più importante dal punto di vista dei volumi ha immediatamente rifermato il mercato. A
questo punto è chiarissima la necessità di dare maggiore continuità al sostegno del settore
automotive, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio. In parallelo sarà necessario avviare un
approccio strategico verso soluzioni strutturali che accompagnino la transizione tecnologica verso
la mobilità a zero emissioni, includendo tutta la filiera produttiva e commerciale. Da una visione
strategica sulle infrastrutture di ricarica per le nuove motorizzazioni ad un approccio fiscale sulle
auto aziendali non più in deroga e finalmente allineato agli altri paesi europei”.

Con questa considerazione Michele Crisci – Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case
automobilistiche estere, ha commentato i dati mensili sulle immatricolazioni di ottobre.
Il mercato delle autovetture, secondo quanto diffuso oggi dal Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti, nel mese ha immatricolato 156.978 unità, in linea con le 157.262 dello stesso periodo
dello scorso anno (-0,2%). Oltre 500.000 sono le vetture perse nei 10 mesi dell’anno che segnano
un pesante calo del 31% con 1.123.194 unità che si confrontano con le 1.625.500 del gennaio ottobre 2019.

“Le previsioni per fine anno – prosegue Michele Crisci – proiettano un livello di
immatricolazioni che dovrebbe attestarsi probabilmente al di sotto di 1.400.000 unità, in calo di
oltre il 27% rispetto al 2019, una riduzione drammatica che ha un solo precedente nella storia
moderna. Senza contare poi un eventuale e possibile nuovo lockdown generalizzato che
peggiorerebbe ulteriormente la già pesante situazione”. “È indispensabile – ribadisce il Presidente
dell’UNRAE – che nella prossima Legge di Bilancio, attualmente in fase di elaborazione, il
Governo tenga conto di questa realtà, dando seguito a quanto dichiarato nelle scorse settimane di
stanziare altri 400 milioni in aggiunta all’ ecobonus. Non deve essere poi trascurato il fatto che
ogni euro destinato al rinnovo del parco auto non è un regalo al settore ma piuttosto un
investimento, che finora ha dato frutti positivi: sia in termini ambientali, con la rottamazione dei
veicoli più inquinanti, sia come ritorno per le casse dello Stato in termini di gettito fiscale
superiore allo stanziamento dedicato. Non trascurando, inoltre, che una ripresa del settore
automotive comporterebbe anche minori aggravi sulla previdenza sociale ”.

L’andamento del mese di ottobre, analizzato sotto il profilo degli utilizzatori, mostra ancora una
buona performance a doppia cifra per gli acquisti dei privati, grazie al sostegno degli incentivi
governativi, anche se a tassi inferiori rispetto a settembre. Con un +11,4% la quota di mercato sale
di oltre 7 punti, raggiungendo il 67,8%. Nel cumulato dei primi 10 mesi la flessione è ancora pesante:
-23,4% rispetto al gennaio-ottobre 2019. Inarrestabile, invece, la performance negativa delle società
che archiviano un calo del 30,6% dovuto a una frenata delle auto immatricolazioni (-38%) a cui si
affianca una riduzione del 10,4% delle altre società. La quota di mercato scende così nel mese al
14,4% (-6,2 punti) e nel cumulato il drammatico calo dei volumi si attesta a -45%. Tornano in
territorio negativo in ottobre le immatricolazioni del noleggio, che perdono il 4,8% dei volumi (al
17,9% di quota), per una flessione del 7,1% del lungo termine (determinato dalla contrazione degli
acquisti delle principali società Top), mentre il breve termine segna un sostenuto +19,1%. Nei primi
10 mesi la flessione è del 37,5%, con il breve termine che perde oltre la metà dei volumi e il 28%
delle immatricolazioni viene ceduto dal lungo termine.

Sotto il profilo delle alimentazioni il mese di ottobre registra una riduzione del 31,5% per il
benzina che perde ben 14,3 punti, fermandosi al 31,5% di quota, a ridosso del 30,8% di quota del
diesel che perde 5 punti di rappresentatività, per una flessione delle immatricolazioni del 14,6%. Il
metano perde il 45% fermandosi all’1,6% di quota, mentre crescono le vendite del Gpl, al 7,3% del
totale mercato. Crescita esponenziale a tre cifre per ibride, plug-in ed elettriche che salgono
rispettivamente al 24,7% di quota (+17,3 punti), al 2,3% (dallo 0,5% di un anno fa), all’1,8% del
totale, triplicando la quota di mercato.

Le vetture dei segmenti di ingresso del mercato (city car e utilitarie) segnano in ottobre un buon
andamento, insieme all’alto di gamma (soprattutto grazie agli acquisti del noleggio). Stabile il
segmento D, mentre perdite a doppia cifra interessano le medie del segmento C e ancor più quelle
del segmento E.

Tra le carrozzerie, grazie all’incremento delle immatricolazioni, le berline acquisiscono quota di
mercato, raggiungendo il 48,4% del totale, insieme alla crescita dei coupé. Leggera flessione per i
crossover (ma che rimarrebbero in territorio positivo nell’analisi al netto del noleggio), per
fuoristrada, monovolume grandi e station wagon, che cedono qualche decimale. Drastici cali, invece,
interessano monovolume piccoli e compatti, multispazio e sportive.

A livello di aree geografiche il Nord Ovest perde in volume e in quota; leggera flessione anche
per il Nord Est, mentre segnano risultati positivi tutte le altre.
Altro risultato positivo nel mese di ottobre per la riduzione della CO2 media delle nuove
immatricolazioni: -9,8% a 105,3 g/Km rispetto ai 116,7 di ottobre 2019. Nel cumulato gennaioottobre la CO2 si attesta a 110 g/Km (-7,8%).

Il mercato dell’ usato in ottobre perde il 9,8% dei trasferimenti di proprietà, al lordo delle
minivolture, che ammontano a 357.958 rispetto ai 396.981 dell’ottobre 2019. Nei primi 10 mesi la
pesante flessione è allineata a quella del mercato del nuovo: -30,7% con 2.446.090 unità rispetto alle
3.528.619 del gennaio-ottobre 2019.

Sorgente: Il mercato auto si ferma di nuovo ad ottobre – Carrozzeria

Covid: Torino, parcheggio strisce blu gratis fino al 21/11 – Attualità – ANSA.it

Sosta a pagamento sospesa da domani a sabato 21 novembre compreso nelle strisce blu a Torino. Il provvedimento è stato deciso con un’ordinanza della sindaca Chiara Appendino a fronte delle nuove misure imposte dall’emergenza Covid-19 Dal provvedimento sono esclusi i parcheggi automatizzati a barriera e quelli in struttura. Fino a martedì 24 novembre resta inoltre libero l’accesso in Ztl, ad esclusione delle aree destinate al trasporto pubblico, quelle pedonali, del Valentino e dell’Area Romana.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Sorgente: Covid: Torino, parcheggio strisce blu gratis fino al 21/11 – Attualità – ANSA.it

Tre incidenti con le stesse auto: condanna per truffa ai danni dell’assicurazione – La Guida – La Guida

Mondovì – In sette mesi erano stati protagonisti di tre incidenti e per di più con le stesse auto. Non era una sfortunata coincidenza ma il concorso in una truffa continuata ai danni dell’assicurazione. Questa l’accusa nei confronti di P.V. e V.V., due cittadini rumeni residenti a Mondovì, che questa mattina a conclusione del processo in cui erano imputati, sono stati condannati rispettivamente a 1 anno e due mesi e 1 anno e quattro mesi di reclusione. La strana coincidenza era saltata agli occhi del perito assicurativo dell’Axa che nel 2015, esaminando le documentazioni dei sinistri in cui erano sempre coinvolte una Ford Focus e una Polo Wolkswagen e una Mercedes,  aveva anche impiegato un investigatore privato per indagare sul fatto. Il perito assicurativo scoprì che solo uno dei tre incidenti era realmente accaduto, ma anche in questo caso i danni riportati nei documenti non corrispondevano alle ammaccature sulle auto. Invece di farsi riparare il danno, i due si recavano presso le carrozzerie per riscuotere i soldi affermando di voler rinunciare alla riparazione. In questo modo avrebbero ottenuto 1400 euro in un caso e 700 euro una seconda volta. I due uomini sono anche stati condannati al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 5000 euro nei confronti dell’agenzia assicurativa.

Sorgente: Tre incidenti con le stesse auto: condanna per truffa ai danni dell’assicurazione – La Guida – La Guida

ALLYmobile per le tue video perizie online

APAID * www.apaid.it

Negli ultimi mesi è aumentato l’uso della video perizia negli studi peritali. Questo valido strumento, a supporto quotidiano e costante nelle operazioni di verifica sinistri, permette di offrire una perizia real time dettagliata a 360°. 

Grazie alla possibilità di utilizzare tecnologie in grado di geo localizzare il dispositivo con una precisione impeccabile, e grazie al video a supporto della customer service, si possono interfacciare con ALLYmobile in un’unica piattaforma tutti gli attori del sinistro, dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore.

ALLYmobile basandosi sull’uso della video chiamata da smartphone, iOS e Android, permette di effettuare una video perizia dettagliata a distanza geo localizzata e, oltre ad acquisire foto e video, consente all’operatore di ottenere, inviare e scaricare documenti firmati come ad esempio accettazioni e quietanze.

Per i periti che si stanno chiedendo se la modalità di video perizia è  consentita e regolamentata dal ruolo periti, riportiamo che  “ il Regolamento…

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L’IVASS SEGNALA 10 SITI INTERNET IRREGOLARI – Il Broker.it

La distribuzione di polizze assicurative tramite i seguenti siti è irregolare. Le polizze ricevute dai clienti sono false e i relativi veicoli non sono assicurati.

 

1 http://www.acm-insurance.com 6 http://www.bl-broker.com
2 http://www.aiss-insurance.com 7 http://www.geniodirect.com
3 http://www.assicuraorarca.com 8 http://www.iltuoassicuratoreonline.com
4 http://www.assicurazioneperte.com 9 http://www.mansuttibroker.cloud
5 http://www.assicurazioniconnoi.com 10 http://www.mister-broker.it

 

L’IVASS raccomanda di adottare le opportune cautele nella valutazione di offerte assicurative via internet o telefono (anche via WhatsApp), soprattutto se di durata temporanea.

In particolare, l’IVASS consiglia ai consumatori di controllare, prima del pagamento del premio, che i preventivi e i contratti siano riferibili a imprese e intermediari regolarmente autorizzati e di consultare sul sito www.ivass.it:

L’IVASS sottolinea, in particolare, che i pagamenti dei premi effettuati a favore di carte di credito ricaricabili o prepagate sono irregolari e che sono irregolari anche i pagamenti effettuati a favore di persone o società, non iscritte negli elenchi sopra indicati.

I consumatori possono chiedere chiarimenti ed informazioni al Contact Center Consumatori dell’IVASS al numero verde 800-486661 dal lunedì al venerdì h. 8.30 – 14.30.

Sorgente: L’IVASS SEGNALA 10 SITI INTERNET IRREGOLARI – Il Broker.it

Perito assicurativo condannato per tentata estorsione a un collega

Aveva bruciato l’auto al cugino del liquidatore di un sinistro che l’imputato pretendeva di incassare. Pena di 2 anni e 8 mesi

Il processo è nato per un contenzioso legato al mancato risarcimento di un sinistro stradale

CASCINA. Pretendeva il pagamento di un danno dopo un incidente stradale, ma al no dell’assicurazione che riteneva i danni fasulli aveva reagito con minacce e intimidazioni verso il liquidatore del

Sorgente: Perito assicurativo condannato per tentata estorsione a un collega – Il Tirreno Pontedera

INNOVAZIONE SMART PER LE TUE VIDEO PERIZIE DA REMOTO CON ALLYmobile

È tempo di innovazione tecnologica anche in ambito peritale e assicurativo.
Se sei alla ricerca di un strumento smart per le tue perizie da remoto, devi iscriverti subito alla
piattaforma di video perizie online ALLYmobile.
L’iscrizione è gratuita, riceverai un pacchetto di benvenuto di 10 video chiamate per provare a
svolgere le tue perizie online.
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grado di geo localizzare il dispositivo del tuo cliente con una precisione impeccabile e, grazie al
video a supporto della customer service, si potranno interfacciare in un’unica piattaforma tutti gli
attori del sinistro, dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore.
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Permette di effettuare una video perizia dettagliata a distanza geo localizzata e, oltre ad acquisire
foto e video, consente all’operatore di ottenere, inviare e scaricare documenti firmati come ad
esempio accettazioni e quietanze.
Tutto questo nel rispetto del Regolamento Consap n.1 del 23 ottobre 2015 che disciplina le modalità
di accesso all’attività peritale e lo svolgimento della stessa.
La modalità di video perizie online risulta essere la soluzione più pratica e veloce per gestire le
attività peritali tramite smartphone comodamente da casa, senza recarsi personalmente dal cliente.
I periti che hanno iniziato ad utilizzare allymobile.it, in accordo con le compagnie, hanno potuto
verificare come, in alcuni semplici passaggi, è possibile effettuare e concludere una perizia da
remoto in pochissimo tempo.
Non è mai stato così facile definire una perizia in soli 10 minuti! Iscriviti al seguente link
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Il 31 ottobre scade il termine per il versamento del contributo annuale dei Periti Assicurativi alla Consap

  Sono tenuti al pagamento i soggetti che risultano iscritti nel Ruolo alla data del 30 maggio 2020, secondo le modalità e i termini di cui al provvedimento Consap n.17 del 31 agosto 2020, di seguito riepilogati:

  • Versamento: bonifico bancario
  • Banca: BNL – Gruppo BNP Paribas
  • Beneficiario: CONSAP S.p.A. – Ruolo Periti Assicurativi
  • IBAN: IT 76 W 01005 03239 000000001002
  • Swift Code: BNL II TRR
  • Causale (obbligatoria): matricola, cognome e nome perito, anno del contributo (esempio: P000009999, Rossi Mario, 2020)
  • Scadenza: 31 ottobre 2020