Perizie assicurative in cambio di soldi Ma per il pm non ci sono prove

Chiesta l’assoluzione per Italo Pellegrini e il perito Luca Rossi. La sentenza a gennaio

Il comandante della municipale di Altopascio a giudizio per corruzione (repertorio)

Assoluzione per assenza di prove sufficienti a reggere le accuse. È questa la richiesta del pm nel processo per corruzione che vede indagato il comandante della polizia municipale Italo Pellegrini, insieme al perito assicurativo Luca Rossi, professionista sempre di Altopascio. Entrambi erano finiti nel mirino della Procura per una serie di pratiche di infortuni stradali, aperte tra il 2017 e il 2018, per le quali il comandante avrebbe favorito il consulente assicurativo di cui sopra, in cambio di denaro. Queste le accuse su cui è stata formulata la richiesta di rinvio a giudizio dal pm titolare del fascicolo, Salvatore Giannino, nei confronti di entrambi gli imputati. Pellegrini, inoltre, è accusato anche di aver indotto il titolare di una carrozzeria di Altopascio a effettuare riparazioni gratuite su mezzi di sua proprietà, facendo leva sul suo ruolo e sul fatto che avrebbe avuto varie occasioni di rivolgersi a quella carrozzeria per le attività di soccorso in caso di incidenti, nonché per il recupero dei veicoli coinvolti.

Per Pellegrini e Rossi si sono aperte le porte del rito abbreviato, come richiesto dalle difese, che vede parte civile il Comune di Altopascio, che nel frattempo non ha preso provvedimenti nei confronti del comandante. Ieri, nell’udienza di fronte al gup Simone Silvestri, lo stesso Pellegrini è stato interrogato per circa un’ora sulla presunta gestione illecita delle pratiche. Alla fine, però, il pm in aula Antonio Mariotti ha stabilito che non ci fossero prove certe della corruzione, ovvero dimostrazioni dello scambio di denaro. E ha per questo chiesto l’assoluzione con formula dubitativa, a fronte dell’assoluzione con formula piena che avrebbe voluto la difesa del comandante, rappresentata dall’avvocato Florenzo Storelli. Si tornerà in aula il 18 gennaio per ascoltare le eventuali repliche e, alla fine, la sentenza.

Teresa Scarcella

Fonte: https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/perizie-assicurative-in-cambio-di-soldi-ma-per-il-pm-non-ci-sono-prove-1.8386887

ADOC ed APAID per tutelare i consumatori

B U O N   A N N O ! ! !

In questo inizio di anno, APAID e ADOC, l’Associazione Nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori promossa dalla UIL, si uniscono per offrire un servizio unico nel suo genere ai consumatori.

ADOC, infatti, assiste gli iscritti attraverso operatori volontari esperti sui diritti del consumatore, in grado di fornire informazioni e supporto nei procedimenti di conciliazione. Grazie alla collaborazione con avvocati e volontari del servizio civile, ADOC offre inoltre una consulenza legale specialistica.

APAID, dal canto suo, è una delle principali associazioni di Periti Assicurativi, iscritti al Ruolo Nazionale tenuto da CONSAP. Nel 2023, l’associazione si impegnerà sia a livello sindacale che politico per la difesa e la promozione della categoria, oltre a continuare a offrire formazione ed informazione, come ha fatto sin dalla sua fondazione nel 2012.

Unendo le forze, le competenze e le strutture, APAID e ADOC saranno in grado di offrire un servizio completo all’utenza, che comprende la gestione del sinistro e delle riparazioni sia per auto che per immobili, oltre alla gestione dei danni alla persona e dei casi di medical malpractice.

Per richiedere il nostro intervento, basta compilare il modulo disponibile sul sito. Gli operatori saranno a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie e supportare nella gestione del sinistro in tutte le sue fasi.

Per richiedere il nostri intervento compila il modulo seguente. Sarai contattato a breve.

 

Insurance Trade | Tecnologia, punto di svolta per l’evoluzione del perito

Il cambiamento che coinvolge la professione del perito rami elementari procede a una velocità molto più sostenuta rispetto al passato. Sapersi rinnovare, innovando, è diventato ormai un obiettivo imprescindibile per stare al passo di un’evoluzione di un mercato che chiede sempre di più al loss adjuster: saper creare valore ma anche contenere i costi, usare sapientemente la tecnologia ma anche instaurare un alto livello di empatia con l’assicurato. Siamo quindi arrivati a un punto di svolta complesso, che Cineas e Anpre (Associazione nazionale periti rami elementari) hanno deciso di approfondire attraverso un convegno dal titolo Scenari Insurtech: come evolverà la figura del perito?, appuntamento che si è tenuto il 15 novembre a Milano e che è stato interamente moderato da Maria Rosa Alaggio, direttore di Insurance Trade.

Nelle battute iniziali, il presidente di Anpre, Daniele Barini, ha citato, tra le direttrici attorno a cui sta cambiando la professione del perito, la tecnologia e i nuovi servizi gestiti dagli studi peritali, in primis l’indennizzo in forma specifica, “che necessita di una nuova formazione per gli attori coinvolti, e di una professionalità maggiore per creare un rapporto empatico del cliente anche a distanza. Ci dobbiamo chiedere – ha aggiunto – come può contribuire il mondo peritale a questo cambiamento, come evolverà la figura del perito, e come questa trasformazione può avvenire in modo sostenibile”.
Esperienze di innovazione nel settore assicurativo
Tra le nuove tecnologie che stanno sempre più trovando spazio nella professione peritale ci sono le immagini satellitari, che permettono osservazioni su larga scala e al tempo stesso forniscono dettagli precisi sullo stato del terreno o sulla composizione dei materiali degli edifici, avendo una granularità e una precisione dei dati senza precedenti, ma soprattutto con tempi di risposta di pochi secondi. Ne ha parlato Gianni Cristian Iannelli, ceo di Ticinium Aerospace, sottolineando che i servizi satellitari sono “un ingranaggio di innovazione che deve essere condiviso con altri specialisti: noi non portiamo la soluzione – ha detto – ma aiutiamo a capire il problema”.
Il tema del coinvolgimento di molteplici attori nel processo peritale è stato poi discusso all’interno di una successiva tavola rotonda a cui hanno partecipato Andrea Agazzani, consigliere di Anpre; Aldo Capurro, co-chair Rigi Ruschlikon Italia; Pierangelo Colombo, presidente del gruppo agenti Allianz Viva; Emanuele Costa, partner and director in Boston Consulting Group; Omar El Idrissi, direzione sinistri responsabile liquidazione property di UnipolSai.
In prima battuta, Costa ha inquadrato i principali trend di cambiamento per la professione peritale: una maggior diversificazione dei processi liquidativi in base alla complessità del sinistro, la riparazione in forma specifica (ancora poco diffusa in Italia rispetto all’estero), e l’utilizzo dei dati per contenere il valore della liquidazione e la compressione sui margini. Sullo sfondo c’è la corsa dell’inflazione, che sui sinistri property ha avuto andamenti eterogenei, con un’accelerazione nei danni fenomeno elettrico, mentre sulle acque condotte l’aumento, inizialmente più contenuto, ha avuto un’accelerazione nei mesi successivi. Tenendo conto di questo scenario, El Idrissi ha spiegato che “sui sinistri di massa è imprescindibile un rigore tecnico importante, prestando molta attenzione a quanto riportato dai contratti, ed essere precisi a valutare le pre-esistenze; e anche nella parte assuntiva, nell’andare a verificare le somme assicurate”. Risulta pertanto fondamentale il ruolo degli intermediari, come ha ricordato Colombo, sottolineando che “l’agente è al centro di queste attività, perché a monte del sinistro c’è l’assunzione, la stipula del contratto”, pertanto “il sistema deve essere più collegato: agente e perito non devono essere due realtà distoniche, ma lavorare in sintonia”. Secondo Agazzani, tuttavia, sebbene il rapporto con l’intermediario sia “decisivo nella fase istruttoria e in quella di approccio”, nella valutazione del danno “credo si debba restare nell’alveo della competenza del perito, anche se concordo sull’importanza dello scambio di informazione tra le parti”. Una sottolineatura che trova conferme anche dal punto di vista del riassicuratore, come ha osservato Capurro, secondo cui la qualità dei dati che possono arrivare dalle reti peritali e da quelle agenziali possono offrire “un supporto agli assicuratori nell’aiutarle a collezionare i sinistri catastrofali che devono essere riportati alla riassicurazione”.
Ma un contributo all’evoluzione delle perizie nei rami elementari può arrivare anche dall’analisi delle buone pratiche messe in atto nel settore auto, tema di cui ha parlato  Giovanni Pascone, dirigente responsabile servizio Card di Ania, che ha parlato di qualità dei dati, con particolare riferimento a quelli provenienti dai dispositivi di sensoristica “che possono fornire strumenti molto utili all’impresa”; ma un’altra best practice a cui guardare riguarda l’ambito antifrode, in cui le compagnie vogliono replicare anche nei rami elementari i buoni risultati ottenuti nell’Rca.
Modelli di gestione dei sinistri tra competenze e tecnologia
Nel pomeriggio i lavori sono ripresi analizzando il ruolo del capitale umano e la funzione del perito assicurativo. Intervistato da Maria Rosa Alaggio, il presidente di Cineas, Massimo Michaud, ha ribadito la centralità della persona in un contesto in cui la tecnologia è sempre più imprescindibile. “Viviamo in un contesto in cui si sottolinea l’importanza dei dati. Ma i dati diventano interessanti solo quando diventano informazione, quando sono conoscenza, quando ci mettono in grado di formare un expertise”. Secondo Michaud, l’intelligenza artificiale è un trend interessante, “ma occorre comprendere se le informazioni a disposizioni abbiano un effettivo valore. E a valutarle non può che essere l’uomo. Io sono convinto – ha aggiunto – che così come nessuno andrebbe da un medico-computer per una diagnosi, allo stesso modo nessuno si affiderebbe totalmente a un sistema di AI”. La tecnologia non è quindi la soluzione unica per rispondere alla fonte di pressione sui periti rappresentata dalla richiesta di velocità da parte delle compagnie. Secondo Michaud, i periti devono imparare a guardare ai sinistri “tagliandoli in maniera diversa: in funzione della loro caratteristica l’approccio è diverso”.
Spunti di sicuro interesse per la platea, e da cui ha preso il via una seconda tavola rotonda in cui sono intervenuti Leandro Giacobbi, non life technical excellence, direzione danni, Gruppo Helvetia Italia; Massimiliano Maggioni, professional affiliate in management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Barbara Pepponi, non life director di Groupama Assicurazioni; Luca Tavecchia, responsabile claims non motor di Generali Italia; Giorgio Zappa, vicepresidente di Anpre.

Una fotografia dei principali trend nella gestione dei sinistri l’ha fornita Maggioni, a partire dalla riparazione diretta, che si sta spostando verso il segmento retail, con percentuali che vanno dal 7 al 13% di sinistri liquidati tramite questa modalità. Un secondo trend riguarda la tecnologia, e in particolare l’impiego dell’AI, chiamata a essere in grado di aiutare il perito nella valutazione del danno”. Infine, il tema dei processi: oggi in Italia tre compagnie su 10 hanno investito in ricerca e sviluppo su processi automatizzati (robotics) o sull’automatizzazione della fase istruttoria; “ciò significa che la relazione tra perito e mandante deve essere sempre più integrata”, ha detto Maggioni. Del resto “l’ambito claims è uno di quelli da cui deriva una buona parte della redditività della compagnia”, ha affermato Tavecchia, che ha parlato di come questa necessità debba conciliarsi con il concetto di servizio e con la relazione con il cliente. L’equilibrio tra questi aspetti si può raggiungere attraverso la tecnologia, sebbene “l’automazione però non è l’unico processo differenziante che possiamo mettere in campo”, perché sinistri molto complessi necessitano sempre di più di un approccio personalizzato. Anche Pepponi ha sottolineato l’importanza di condividere le informazioni, collegando le decisioni prese in sede di assunzione con quelle prese in fase liquidativa, osservando come però “ciò che oggi ci manca un po’ nei rami elementari è una raccolta di dettaglio di informazioni sul sinistro su ambienti strutturati che ci permetta di utilizzare le informazioni non solo in chiave liquidativa ma anche in fase di strutturazione del prodotto”. E se su questo punto Giacobbi ha messo l’accetto sulla necessità di “adeguare il working delle polizze”, richiamando il ruolo dell’intermediario nell’andare a rinnovare i contratti, Zappa ha messo l’accento sulle modalità di concepire l’innovazione: “fare le cose che noi facevamo già, ma in modo diverso, oppure iniziare a fare cose nuove”. In entrambi i casi “l’essere umano è sempre l’elemento al centro dell’attività, quindi vanno selezionate le persone migliori, facendo in modo di attrarre e trattenere i talenti più brillanti”

La giornata di lavori si è poi conclusa con l’ntervista di Maria Rosa Alaggio a Francesca Belinghieri, della direzione centrale tecnico scientifica responsabile area logistica di Federchimica. Portando il punto di vista delle aziende clienti del settore assicurativo, Belinghieri ha fatto il punto sulle principali problematiche legate al trasporto delle merci pericolose: un settore che solo lo 0,5% circa degli incidenti stradali che si verificano ogni anno in Italia, ma i cui sinistri possono avere una magnitudo molto elevata, per la cui gestione sono necessarie elevate competenze da parte di una molteplice platea di attori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sorgente: Insurance Trade | Tecnologia, punto di svolta per l’evoluzione del perito

Carta dei Diritti delle Vittime della Strada approvata dall’ONU

In occasione delle “Giornate europee del diritto della circolazione” organizzate dall’Istituto del Diritto della Circolazione Europea (IETL) è stata presentata la Carta dei Diritti delle Vittime della Strada approvata dall’ONU.

Consap, quale membro del Board dello IETL e del Consiglio dei Bureaux (COB) ha partecipato con il dr. Fabrice Lazari – Responsabile del Servizio “Centro di informazione italiano e Accordi internazionali” – alla redazione della Carta dei Diritti valorizzando l’esperienza del sistema italiano della r.c. auto.

La Carta dei Diritti nasce dall’auspicio del Segretariato UNECE, l’IETL e il COB di migliorare la situazione post-incidente delle vittime alleviando il danno e il dolore subito mediante l’applicazione di dieci principi riguardanti i diritti delle vittime della strada.

La Carta dei Diritti era attesa in particolare da vari Paesi in cui il sistema dell’assicurazione obbligatoria per il risarcimento dei danni causati dai sinistri stradali è ancora in stato embrionale o di recente istituzione al fine di poter disporre di un modello di riferimento a cui inspirarsi per far progredire la propria legislazione nazionale in materia.

I principi non sono un codice di condotta esaustivo, ma piuttosto un appello a fornire la migliore assistenza possibile alle vittime di incidenti stradali nella loro situazione post-incidente e a dare loro – o, in caso di morte, ai loro familiari – rapidamente ed equamente ciò che meritano: un modo dignitoso e rispettoso di rapportarsi negli incontri e un percorso comune di negoziazione del risarcimento.

Un risarcimento equo e, sotto tutti i punti di vista, adeguato dovrebbe essere l’obiettivo di questo approccio, per dare conforto all’ingiustizia subita dalla vittima o dai suoi familiari.

Sorgente: Carta dei Diritti delle Vittime della Strada approvata dall’ONU

Definito il Comitato Scientifico, 4 i Periti Assicurativi ~ Basta Vittime Sulla S.S.106

Pugliese: «Definito il Comitato Scientifico – Centro Studi Alisi e Ricerca»

34 tecnici: ingegneri civili, edili e trasportisti, architetti, geometri, statistici, matematici e periti

PUGLIESE: «DEFINITO IL COMITATO SCIENTIFICO – CENTRO STUDI ANALISI E RICERCA»

CALIGIURI: «RAPPRESENTEREMO NELLA SUA COMPLESSA DRAMMATICITÀ LE PROBLEMATICHE ESISTENTI AL NUOVO GOVERNO CON CUI AUSPICHIAMO DI COLLABORARE»

Il Responsabile del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Fabio Pugliese ha comunicato che è stato definito l’organigramma di questa importante e nevralgica area del sodalizio che da anni si batte per la messa in sicurezza e l’ammodernamento della famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria così come richiesto dal Presidente Leonardo Caligiuri.

Faranno parte del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca il Prof. Francesco Russo, professore ordinario dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, considerato uno dei migliori ingegneri trasportisti d’Europa; l’Avv. Rocco Lombardi Ph.D. di Diritto ed Economia dell’Ambiente e cultore di Diritto Privato presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Si tratta di un allievo del Prof. Giuseppe Tucci, compianto Presidente del Comitato Scientifico dell’O.d.V. “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, con il quale l’Avv. Rocco Lombardi ha condiviso diverse pubblicazioni scientifiche come coautore; il Dott. Vanni Caragnano, laureato in Economia Aziendale nel 2003 con indirizzo statistico e componente del Tavolo Tecnico Permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (ora MIMS), sulla statistica relativa all’incidentalità stradale.

Sono, inoltre, 34 i tecnici volontari che fanno parte del Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerca: 6 ingegneri civili, 3 ingegneri edili, 8 ingegneri trasportisti, 2 architetti, 4 geometri, 3 economi, 2 matematici, 2 economi esperti in statistica e 4 periti assicurativi.

«Intendo ringraziare – dichiara Fabio Pugliese – quanti hanno deciso di dedicare gratuitamente parte del loro tempo al Comitato Scientifico – Centro Studi Analisi e Ricerche. Così come voglio ricordare che non è necessario essere iscritti all’organizzazione di volontariato per farne parte e, quindi, chiunque volesse farne parte può certamente farsi avanti perché più siamo e meglio lavoreremo».

«Sono molto soddisfatto – dichiara il Presidente Leonardo Caligiuri – della nostra squadra e spero che già da subito riusciremo a rappresentare nella sua complessa drammaticità le problematiche oggi esistenti sulla Statale 106 in Calabria. Sulla famigerata “strada della morte” aumentano sempre di più i problemi piccoli e grandi che meritano di essere affrontati e risolti definitivamente ma affinché ciò accada debbono essere prima compresi. Noi faremo di tutto per dare il nostro contributo in tal senso, esattamente come abbiamo sempre fatto da quando siamo nati, cercando di far comprendere al Governo, con cui auspichiamo di collaborare, ogni problema oggi presente sulla “strada della morte” in Calabria».

Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”- 30 Novembre 2022

Sorgente: Pugliese: «Definito il Comitato Scientifico – Centro Studi Alisi e Ricerca» ~ Basta Vittime Sulla S.S.106

Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada – Il ruolo dell’assicuratore pubblico

L’AD Sanasi d’Arpe sul Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada

Logo WDR IT

In occasione della Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada, l’Amministratore Delegato di Consap ha voluto ricordare il ruolo ricoperto dalla società attraverso il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

“Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada – ha sottolineato il Prof. Sanasi d’Arpe – adempie ad un’importante funzione sociale. Ove non fosse stato istituito (con legge n. 990/1969) moltissime vittime di sinistri stradali non otterrebbero il giusto risarcimento.

Come noto, infatti, il Fondo tutela le vittime della strada dai danni non risarcibili con i normali meccanismi contrattuali. Si occupa, in particolare, del risarcimento dei danni conseguenti ad incidenti stradali in cui, per una serie di motivi (veicoli non identificati, non assicurati, posti in circolazione contro la volontà del proprietario o assicurati con imprese poste in liquidazione coatta), non è possibile la rivalsa nei confronti della compagnia assicurativa del responsabile.

Il ruolo sociale ricoperto da Consap – Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada – si fonda sul presupposto che tutti i danneggiati di un sinistro hanno diritto, in ogni caso, a un giusto risarcimento. Per tale motivo, l’evento indetto dall’ONU si rivela, oltre che meritorio, di grande importanza, richiamando l’attenzione ai diritti di tutte le vittime”.

La Giornata Mondiale del ricordo delle Vittime della Strada si celebra la terza domenica di novembre di ogni anno. È un evento indetto dalla Nazioni Unite istituito al fine di ricordare tutte le persone che sono state uccise e gravemente ferite sulle strade del mondo e per riconoscere la sofferenza di tutte le vittime: famiglie e comunità comprese.

Questa giornata offre l’opportunità di dimostrare l’enorme portata e l’impatto delle morti e dei feriti sulla strada, chiedendo ai governi e alle istituzioni coinvolte azioni concrete e urgenti per fermare le stragi sulle strade.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare: https://worlddayofremembrance.org/

Sorgente: Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada – Il ruolo dell’assicuratore pubblico

Comandante della municipale nei guai Pratiche al perito in cambio di soldi – Cronaca

La Procura chiede il processo per corruzione e induzione indebita per il capo dei vigili di Altopascio. Nel mirino dell’inchiesta le perizie per gli incidenti stradali. Accusato anche il consulente assicurativo

Dovrà rispondere delle accuse di corruzione e induzione indebita Italo Pellegrini, il comandante della polizia municipale di Altopascio. Reati per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nei suoi confronti e l’imputato, dal canto suo, ha chiesto di poter procedere per rito alternativo. Secondo la Procura, dal 2017 al 2018, Pellegrini avrebbe monopolizzato la gestione delle pratiche sugli infortuni stradali facendole arrivare sul tavolo sempre del solito perito, dietro compenso. Si tratta del professionista, senese di nascita, Luca Rossi con studio ad Altopascio. Anche per lui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione.

Stando alle accuse il meccanismo incriminato sarebbe stato il seguente: in caso di incidenti stradali il comandante Pellegrini si sarebbe occupato di fare da intermediario tra i conducenti dei mezzi coinvolti nei sinistri e il consulente assicurativo Rossi, fornendogli i contatti necessari e indicandolo come professionista al quale rivolgersi. In questo modo lo avrebbe aiutato a ottenere la gestione delle pratiche, sulle quali il perito aveva ovviamente un guadagno, e in cambio il comandante avrebbe ricevuto una parte della somma incassata. Ma non è tutto.

Sempre secondo la Procura, nello stesso periodo Pellegrini, forte del suo ruolo, avrebbe indotto il titolare di una carrozzeria di Altopascio a effettuare riparazioni su mezzi di sua proprietà senza poi pagare il costo del lavoro svolto, facendo leva sul fatto che, in qualità di comandante di polizia municipale, avrebbe avuto varie occasioni di rivolgersi a quella carrozzeria, piuttosto che ad altre, per le attività di soccorso in caso di incidenti stradali, nonché per il recupero dei veicoli coinvolti. Attività che, per il titolare della carrozzeria, sarebbero state appunto fonti di guadagno.

L’accusa, in questo caso, è quella di induzione indebita a dare o promettere utilità che va quindi ad aggiungersi a quella di corruzione. Per entrambi i capi di imputazione il pm titolare del fascicolo, Salvatore Giannino, ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti del comandande della polizia municipale. La difesa, rappresentata dall’avvocato Florenzo Storelli, ha risposto chiedendo di procedere con un rito abbreviato. L’imputato sarà in aula, di fronte al gup Simone Silvestri. Rito alternativo che sarebbe stato chiesto anche per il perito assicurativo Luca Rossi, accusato di corruzione per aver elargito denaro in cambio delle pratiche da gestire.

Nel frattempo il comandante Pellegrini rimane a tutti gli effetti in servizio. Il Comune di Altopascio fa sapere, infatti, che eventuali provvedimenti, se ritenuti necessari, saranno presi dopo l’udienza. Ma intanto, nell’ottica di tutelare anche se stesso, ha deciso di costituirsi parte civile.

Teresa Scarcella

Sorgente: Comandante della municipale nei guai Pratiche al perito in cambio di soldi – Cronaca

Assicurazione auto: come diventare un perito

Per diventare un perito di una compagnia di assicurazione auto è indispensabile il possesso di requisiti ben precisi. Ecco cosa c’è da sapere

Incidenti stradali, danni causati dagli agenti atmosferici e incendi. Spetta alla compagnia di assicurazione auto calcolare la stima dei danni e formulare una proposta di risarcimento. Per farlo si avvalgono della figura del perito assicurativo, chiamato a valutare l’entità del danno subito. Questo specialista può essere incaricato dalla propria società di assicurazione o dallo stesso assicurato. Si tratta insomma di una figura centrale in questo settore. Il perito assicurativo lavora per la maggior parte del tempo in modo indipendente ma può anche essere integrato in una compagnia di assicurazioni o in una società di perizie. Già, ma come diventare un perito assicurativo? Quali sono i requisiti richiesti? Al contrario a quanto si possa frettolosamente immaginare, per diventare un perito di una compagnia di assicurazione auto è infatti indispensabile il possesso di requisiti ben precisi. Anticipiamo subito che bisogna aver seguito un tirocinio biennale e quindi iscriversi nell’apposito albo dei professionisti. Ma entriamo nei dettagli normativi.
Verifica assicurazione auto estera

Risarcimento passeggeri assicurazione auto: quanto gli spetta?

Assicurazione chiavi auto: come funziona?

COSA FA IL PERITO DI UNA ASSICURAZIONE AUTO

Il perito assicurativo è uno specialista incaricato di intervenire nella liquidazione dei sinistri. Esperto del suo campo, osserva i danni, stima le cause dell’incidente stradale e valuta i costi di riparazione. Presta attenzione a ogni dettaglio con l’obiettivo di essere quanto più preciso ed equo possibile. In qualche modo è all’origine dell’importo del risarcimento ricevuto dall’assicurato, perché la compagnia di assicurazione si basa sulla sua perizia. Nello svolgimento della propria mansione deve agire in modo imparziale tra le parti. Dovrebbe quindi essere neutrale. Va comunque tenuto presente che il primo perito assicurativo a intervenire per la stima dei danni è incaricato dall’assicuratore. In caso di disaccordo con il proprio assicuratore ovvero con la perizia, l’automobilista può rivolgersi a un proprio perito assicurativo per effettuare una nuova valutazione. Tutte le conclusioni del perito dell’assicurazione auto sono riassunte in una relazione presentata all’automobilista. A partire da questo documento di valutazione che la compagnia di assicurazione formula la propria offerta di risarcimento.

COME DIVENTARE PERITO DI UNA ASSICURAZIONE AUTO

Punto di partenza per sapere come diventare perito di un’assicurazione auto è il Codice delle assicurazioni. Qui si legge che solo i professionisti iscritti nel ruolo specifico possono svolgere l’attività di accertamento e la stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore. Il primo step da superare è il possesso dei requisiti richiesti. Sono:

– il godimento dei diritti civili;

– la maturazione dei requisiti di onorabilità;

– il conseguimento di un diploma di scuola media secondaria superiore o di laurea triennale;

– lo svolgimento di un tirocinio biennale con tanto di superamento della prova d’idoneità;

– la mancata iscrizione nel registro degli intermediari di assicurazione e di riassicurazione;

– la non assunzione da dipendente pubblico;

– il divieto di esercitare l’attività di riparatore di veicoli o di natanti.

Il passaggio successivo è l’iscrizione vera e propria al ruolo dei periti delle assicurazioni auto. Il professionista può farlo solo dopo aver effettuato l’esame di idoneità. In termini concreti, deve presentare la domanda di iscrizione alla Concessionaria servizi assicurativi pubblici (Consap). Tutti gli anni deve quindi pagare il contributo annuale di vigilanza. Si tratta di un passaggio da non sottovalutare. Nel caso di mancato pagamento del contributo di vigilanza scatta infatti la procedura di riscossione coattiva delle somme dovute e l’avvio della procedura di cancellazione dal ruolo. Un decreto ministeriale stabilisce ogni anno l’importo da corrispondere.

 

ASSICURAZIONE AUTO: TIROCINIO ED ESAME PER PERITO, COME SI SVOLGONO

L’aspirante perito di un’assicurazione auto svolge il proprio tirocinio da un altro perito assicurativo iscritto all’albo. Dura due anni, dopodiché riceve in duplice copia l’attestazione di compiuta pratica. L’esame di idoneità è invece articolato in due prove scritte. La prima è la risoluzione di quesiti a risposta multipla relativi alle materie oggetto del programma d’esame ovvero al Codice delle assicurazioni private. La seconda è la redazione di una perizia, con tanto di illustrazione delle valutazioni e dei principi seguiti.

Sorgente: Assicurazione auto: come diventare un perito

Guardia di finanza sequestra falsa Ferrari F430 [VIDEO]

Fermato un ventiseienne astigiano. L’auto sequestrata era una Toyota Coupè trasformata

Guardia di finanza sequestra falsa Ferrari F430 [VIDEO]

Un ventiseienne astigiano è stato fermato dalla Guardia di finanza di Asti.

Era alla guida di una ‘falsa’ Ferrari F430, costruita ‘artigianalmente’.

L’autovettura, a seguito degli accertamenti svolti, è risultata essere una Toyota MR” Coupè, trasformata nella carrozzeria e negli accessori esterni per renderla del tutto somigliante a una Ferrari F430: stemmi, loghi e parti meccaniche originali della casa di costruzione, come cerchi, pinze freno, cofano anteriore e posteriore, passaruota e volante, infatti, sono stati sostituiti con prodotti apparentemente del tutto uguali a quelli del noto modello sportivo del Cavallino Rampante prodotto dal 2004 al 2009 con design “Pininfarina” dalla prestigiosa fabbrica di auto di lusso di Maranello (MO).

La contraffazione è stata confermata anche dai periti intervenuti dopo il fermo dell’autovettura.

L’auto è quindi stata sequestrata dalle fiamme gialle e il proprietario denunciato alla Procura della Repubblica di Asti per l’utilizzo, senza autorizzazione, di marchi di fabbrica registrati.

Un’importante operazione di tutela del Made in Italy, come rimarca la Guardia di finanza: “L’azione di servizio, coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti, assume valore strategico e mira alla tutela delle produzioni nazionali, specie come in questo caso quando si contraddistinguono per l’alta qualità e per essere uno dei simboli più conosciuti ed apprezzati dell’italian style nel mondo”.

Il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo nel caso dell’emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.

Sorgente: Guardia di finanza sequestra falsa Ferrari F430 [VIDEO] – Valledaostaglocal.it

Tecnologia, punto di svolta per l’evoluzione del perito

La capacità di innovare è diventato ormai un obiettivo imprescindibile per stare al passo con l’evoluzione di un mercato che chiede sempre di più al loss adjuster: creare valore ma anche contenere i costi, usare la tecnologia ma anche avere empatia con l’assicurato. Per indagare da che parte sta andando il percorso di rinnovamento della professione, Cineas e Anpre hanno organizzato un convegno che si è svolto ieri a Milano

Leggi l’articolo su Insurance daily https://peritiauto.files.wordpress.com/2022/11/insurance_2261_mercoledi16novembre.pdf

 

Periti assicurativi: una professione da far conoscere ai giovani

Periti assicurativi: una professione da far conoscere ai giovani

Il gruppo A&A promuove la figura del perito con l’obiettivo di far conoscere una professione pressoché ignota alle nuove generazioni. Per questo abbiamo voluto incontrare 60 studenti dei corsi post-diploma ITS della Fondazione Green di Vimercate (Mb), che propone percorsi dedicati all’innovazione nel campo dell’energia e della sostenibilità.

In tale occasione Valeria Motti ha spiegato il suo lavoro di perito agli studenti, entrando nel dettaglio dell’attività quotidiana e della tipologia di danni trattati: “Un aspetto affascinante della mia professione è indagare per determinare la causa e gli effetti del danno” ha affermato Valeria. Nel gruppo A&A questo lavoro viene supportato dall’utilizzo di tecnologie particolarmente avanzate come. ad esempio, la perizia da remoto. “In generale apprezzo ogni sfaccettatura del mio lavoro” ogni giorno nuovo e sfidante, ha concluso Valeria Motti.

Chiara Falzone, responsabile Sviluppo risorse umane del gruppo A&A, ritiene che “andare nelle scuole per parlare direttamente con i giovani, portare loro delle testimonianze di periti, come Valeria, appassionati del loro lavoro, è il modo migliore per far conoscere questa professione ricca di sbocchi e di possibilità. I ragazzi erano attenti e ricettivi, con tanta voglia di entrare nel mondo del lavoro. Le persone giuste per diventare periti!”.

Chi può fare il perito? Non ci sono caratteristiche che precludano questo lavoro a chicchessia, ma un orientamento formativo certo aiuta. Stiamo parlando di laureati in Giurisprudenza, ingegneri, geometri, architetti. Ma per tutti il requisito indispensabile è quello di non spaventarsi davanti a una professione che ancora non si conosce… per il resto il vero lavoro del perito si impara sul campo. Perciò nessuno si senta escluso!” conclude Chiara Falzone. Tre studenti dell’ITS iniziano ora un interessante periodo di stage per apprendere la professione del perito.

Sorgente: Periti assicurativi: una professione da far conoscere ai giovani | Experta

CONVEGNO: I nuovi percorsi di sviluppo dell’Rc auto

oznorTO

Milano 9/11/2022, Palazzo delle Stelline.

Il tradizionale evento organizzato da Insurance Connect, e condotto dal direttore Maria Rosa Alaggio, ha analizzato tutti i risvolti del mercato motor, grazie alla presenza degli stakeholder del settore: dalle compagnie al regolatore, dalle banche alle piattaforme tecnologiche, dagli abilitatori di servizi agli intermediari

La mobilità è una componente essenziale di una società in costante evoluzione. I grandi cambiamenti del nostro tessuto sociale e produttivo, a cominciare dalla digitalizzazione e dalla sempre più elevata attenzione alla sostenibilità, si riflettono inevitabilmente anche sui tradizionali modelli di trasporto di merci e persone. E arrivano a toccare pure il settore dell’Rc auto, chiamato oggi a un cambio di passo per l’individuazione di nuovi modelli di sviluppo e di un quadro regolamentare in linea con l’evoluzione della nostra società. Tutti temi che sono stati al centro del convegno L’Rc auto verso nuovi percorsi di sviluppo, il tradizionale appuntamento di Insurance Connect con il mondo della mobilità.
Interamente moderato e condotto dal direttore di Insurance Daily, Maria Rosa Alaggio, l’evento si è svolto ieri al Palazzo delle Stelline di Milano. E come ogni anno, di fronte a una platea di circa 200 spettatori, ha messo a confronto esperti del settore, compagnie, intermediari e fornitori di servizi per analizzare insieme la dinamica di mercato e approfondire le possibili linee di sviluppo del comparto delle quattro ruote.
CHE COS’È, DAVVERO, LA MOBILITÀ?
La giornata si è aperta con un interessante di dibattito fra Sergio Savaresi, professore di automazione del Politecnico di Milano, e Lorenzo Tavazzi, partner di The European House – Ambrosetti, sull’evoluzione del paradigma della mobilità. Il confronto si è subito concentrato su opportunità e criticità di dinamiche come la digitalizzazione delle vetture, l’elettrificazione dei sistemi di alimentazione e la prospettiva dell’auto a guida autonoma. È difficile prevedere come potrà evolvere il paradigma della mobilità dei prossimi anni. Certo è che qualche cambiamento ci sarà. E toccherà anche il settore delle polizze auto. I temi trattati nell’intervento di apertura sono stati ripresi da Giuseppe Barbati, direttore generale di Double S Insurance Broker, che ha sottolineato il ruolo che possono avere i broker nella definizione di un nuovo sistema di tariffazione e di costruzione delle polizze. Essi infatti, analizzando le esigenze dei propri clienti, riscontrano già oggi una svolta nei comportamenti che rispecchia il nuovo concetto di mobilità; la via suggerita da Barbati è di costruire il premio conoscendo le scelte negli spostamenti e la rischiosità della singola tipologia di veicolo.
LA SFIDA DELL’ADOPTION
Nella prima tavola rotonda della mattinata, si sono confrontati Matteo Bevilacqua, ceo di Wefox Italia; Roberto Lecciso, ceo del Gruppo Helvetia Italia; e Alberto Tosti, direttore generale di Sara Assicurazioni. Nel dibattito moderato dal direttore Maria Rosa Alaggio sulle strategie, le tecnologie e le iniziative per lo sviluppo in campo Rc auto, i relatori hanno portato punti di vista diversi di realtà con caratteristiche peculiari: da un lato una compagnia tradizionale italiana con una vocazione storica per il mercato auto, dall’altro un’impresa internazionale e generalista con una rete plurimandataria, e in mezzo un’insurtech che mette la tecnologia al servizio dell’assicurazione, da poco entrata nel mercato italiano e che si definisce abilitatrice di business sia per le compagnie sia per gli intermediari. I tre top manager hanno comunque concordato sul fatto che dopo la trasformazione digitale, la sfida è l’adoption, per fare ricavi e non solo aumentare l’efficienza.
Accanto al concetto di personalizzazione basata sulla mobilità reale, le compagnie possono utilizzare dei parametri per mi surare il rischio legato alla singola polizza. In questo senso, Crif propone l’uso di quattro score in fase di assunzione: come ha spiegato Giuseppe Dosi, head of insurance market della società, l’utilizzo degli advanced analytics permette di ricavare dettagli relativamente al rischio traffico, ai comportamenti o ai profili affini a tentativi di frode (utile anche l’analisi del testo delle email del cliente) e all’esposizione agli eventi naturali.
DUE DIVERSI APPROCCI AGLI ECOSISTEMI
La discussione si è poi spostata sugli ecosistemi della mobilità, e in particolare su come è possibile declinare questa strategia a seconda dei proprio obiettivi. Il confronto ha visto protagonisti da un lato Alberto Busetto, amministratore delegato e general manager di Generali Jeniot, e dall’altro Giacomo Lovati, chief beyond insurance officer di UnipolSai.
Se il modello seguito dal gruppo Generali è quello di stringere partnership con operatori esterni al mondo assicurativo (l’esempio più citato da Busetto è stato l’alleanza con Telepass per il prodotto Next), diverso è l’approccio del gruppo Unipol, che gestisce internamente tutte le attività dell’ecosistema attraverso diverse società del gruppo (dai ricambi auto al noleggio a lungo termine, fino al nuovo UnipolMove nel telepedaggio) che, come ha spiegato Lovati, sono in grado di generare marginalità.
RCA A CACCIA DI UNA RIFORMA
A chiusura della mattinata, l’attesa tavola rotonda animata da Ania, Ivass, Consap e Confconsumatori. Al centro del dibattito, soprattutto da parte di Umberto Guidoni, co-dg di Ania, è emersa la richiesta di discontinuità, di interventi strutturali da parte del legislatore. La revisione del sistema Card, le criticità del bonus/malus, ma anche le nuove opportunità per l’antifrode e la gestione sinistri: tutte innovazioni di cui, accanto a quelle tecnologiche e digitali, il Paese ha bisogno.
Su questi temi il confronto si è animato, soprattutto tra Guidoni e Antonio De Pascalis, capo del servizio studi e gestione dati di Ivass, anche grazie agli interessanti spunti di Fabiola Cipolloni, titolare del servizio stanza di compensazione e ruolo periti assicurativi di Consap, che ha alimentato il dibattito con il punto di vista dell’istituzione che gestisce la camera di compensazione e che regola l’indennizzo diretto. Proprio quest’ultimo strumento è stato aspramente contestato da Marco Festelli, vice presidente nazionale di Confconsumatori, che ha auspicato una sua prossima abolizione.
SERVIZI INTEGRATI E ASSISTENZA MIRATA
Dopo la pausa pranzo, a Giovanni Campus, ceo di Msa Mizar è stato affidato il compito di riprendere i lavori del convegno. Il suo intervento si è concentrato sul valore per la gestione dei sinistri auto rappresentato da un’offerta di servizi integrati e diversificati. In questa direzione va l’evoluzione del gruppo Msa Mizar, che attraverso il coordinamento dell’attività delle proprie società e reti di assistenza copre l’intera gamma di servizi nella gestione sinistri utili alle diverse tipologie di player del settore assicurativo; un progetto strutturato per raccogliere l’interesse anche dei mercati di altri paesi europei a cui il gruppo sta guardando.
Secondo l’analisi fornita da Marco Morello, sales manager Italia di Glassdrive (gruppo Saint-Gobain), l’evoluzione del parco auto italiano verso le auto ibride o elettriche richiederà molto tempo, a causa della mancanza di infrastrutture a supporto e per le difficoltà economiche delle famiglie, ragione questa che ha portato a una forte crescita dell’età media dei veicoli circolanti. Tale dicotomia richiede da un lato un’assistenza di tipo tradizionale e capillare, dall’altro una elevata professionalità nella calibrazione dei parabrezza nei mezzi dotati di Adas.
DISTRIBUZIONE AGENZIALE VS BANCA
Il confronto tra due modelli distributivi diametralmente opposti, quello degli agenti tradizionali da un lato, e quello della banca dall’altro, è stato il protagonista del dialogo tra Nicola Bellome, direttore commerciale rete agenti di Axa Assicurazioni, e Mauro Palonta, responsabile commerciale di Intesa Sanpaolo Assicura. In Axa, compagnia che può contare non solo sulla rete agenti, ma anche su quella bancaria con Mps e sulla vendita diretta tramite Quixa, la differenza principale tra i canali, ha detto Bellome, consiste in una diversa capacità di personalizzazione del prodotto, che con gli agenti trova la sua massima possibilità di venire incontro a esigenze specifiche. In Intesa Sanpaolo, invece, l’accento viene messo sulla consulenza al momento della sottoscrizione, mentre per quanto riguarda la gestione della polizza l’obiettivo è quello di rendere più fluida possibile la gestione in autonomia da parte del cliente, attraverso il proprio home-banking.
Trait d’union tra questi mondi è la tecnologia, laddove assistiamo a un crescente proliferare di soluzioni insurtech che stanno guidando l’evoluzione del segmento Rca. Mario Carnevale, director di Deloitte Consulting, ha tracciato un quadro di come sta evolvendo l’offerta, seguendo il cambiamento degli stili di vita e delle abitudini, spiegando in che modo le soluzioni tecnologiche di open e embedded insurance potranno accelerare in futuro l’evoluzione del mercato Rc auto.
QUALE FUTURO PER IL RISARCIMENTO
Il risarcimento in forma di rendita e in forma specifica sono stati i due strumenti legislativi di cui ha parlato Maurizio Hazan, managing partner dello studio legale Thmr e storico collaboratore di Insurance Connect. Un intervento estremamente stimolante, in cui il giurista, attraverso il commento di alcune importanti e recenti sentenze ha condotto un ragionamento sulla natura e sulle pratiche risarcitorie sia sotto il profilo patrimoniale sia nella parte del danno alla persona.
Anche attraverso confronti internazionali, Hazan ha mostrato come la giurisprudenza stia sempre più indicando il risarcimento in forma di rendita e in forma specifica (servizi di assistenza alla persona) quali migliori pratiche risarcitorie, preferibili al conferimento immediato del capitale.
GESTIONE SINISTRI AI TEMPI DELL’INFLAZIONE
L’ultima tavola rotonda della giornata è stata introdotta dal keynote speech di Massimiliano Caradonna, head of sales & marketing, Region Central East Europe & Middle East senior vice president di Dekra Group, che ha introdotto la riflessione sulla sfida alla protezione assicurativa in una prospettiva di mobilità intermodale, che già si concretizza nella pianificazione della Città in 15 minuti che si sta iniziando ad applicare a Parigi. La chiave è nella gestione del sinistro in un contesto che vede coinvolti molti player, aspetto su cui Dekra sta portando avanti il progetto di una piattaforma informatica trasversale.
Il convegno si è chiuso con l’ormai tradizionale tavola rotonda sulla gestione sinistri, che ha visto protagonisti, oltre al già citato Caradonna, anche Luigi Baccaro, direttore sinistri di Sara Assicurazioni, Nicola Bajona, head express & direct claims di Zurich Italia, Luigi Barone, direttore sinistri di Reale Mutua, Norberto Odorico, chief claims officer di UnipolSai, e Maurizio Rainò, direttore claims & customer operation di Axa Italia. I relatori sono partiti dalla stretta attualità, e in particolare dall’impennata dell’inflazione, per illustrare le strategie adottate dalle compagnie per ridurre il costo del sinistro. Un percorso, quest’ultimo, che si intreccia inevitabilmente con l’adozione di sempre nuovi strumenti tecnologici e con il proposito di garantire la miglior customer experience possibile al cliente. Il tutto senza dimenticare la fondamentale attività antifrode per limitare i costi per le compagnie e, allo stessotempo, assicurare un servizio adeguato alle aspettative del cliente.
UN RINGRAZIAMENTO DA INSURANCE CONNECT
L’organizzazione del convegno, come sempre, è stata possibile grazie al contributo degli sponsor, alcuni dei quali hanno avuto la possibilità di presentare le proprie case history durante l’evento. Un sentito ringraziamento va quindi a Crif, Dekra, Double S Insurance Broker, Glassdrive, Msa Mizar, Ania Safe, HiT – Internet Technologies, Sogesa e Solera.
Tutti i video del convegno, gli interventi dei relatori e le tavole rotonde saranno disponibili nei prossimi giorni su www.insuranceconnect.tv. Un ampio resoconto dell’evento sarà inoltre pubblicato sul numero di dicembre del nostro mensile cartaceo, Insurance Review.

Fabrizio Aurilia, Giacomo Corvi, Maria Moro, Beniamino Musto

SORGENTE: https://peritiauto.files.wordpress.com/2022/11/2257_giovedi10novembre.pdf

Ndr: Segnaliamo l’intervento dell’avv. Fabiola Cipolloni di Consap che ha parlato dell’importanza del ruolo dei Periti Assicurativi a favore del corretto flusso della filiera della liquidazione del danno in contraddittorio del dott. Tosti di Sara Assicurazioni che ha espresso la sua idea di “inutilità delle persone” nel 5% dei casi di sinistro, con la presunzione di lasciare campo libero a insurtech e intelligenza artificiale.

Ad Eicma 2022 trionfa la mobilità urbana (elettrica) 

Ducati, Kawasaki, Zero Motorcycles, Honda, Suzuki, Triumph: i grandi marchi ci sono (quasi) tutti, e giocano ancora un ruolo importante. Ma ad Eicma 2022, l’edizione del metaverso, si fa sempre più spazio il motore elettrico, accompagnato dalla mobilità urbana con scooter elettrici sempre più sicuri, monopattini e bici.

IN QUESTO ARTICOLO

Ha aperto i battenti Eicma 2022, la 79esima edizione della Fiera del Ciclo e del Motociclo che come di consueto si tiene a Rho Fiera Milano.

Guarda 12 foto

I primi due giorni (8-9 novembre) sono dedicati a stampa e operatori del settore, mentre il pubblico potrà andare a visitare i 6 padiglioni dell’evento dal 10 al 13 novembre, con prezzi a partire da 19 € e apertura dalle 9.00 alle 18.30.

Leggi Anche: Tutti gli scooter da comprare con l’ecobonus moto

EICMA 2022: L’ELETTRICO COLPISCE ANCHE LE MOTO

Le moto sono ovviamente una parte fondamentale della fiera internazionale milanese, e non mancano i player principali. In particolare, quest’anno ha visto il ritorno di Ducati, grande assente del 2021, e che nel 2022 oltre a portare tutti i suoi prodotti (comprese bici e bici elettriche), coglie l’occasione per presentare al mondo la sua nuova Scrambler, definita “Land of joy” e in realtà una delle pochissime moto ancora endotermiche presentate all’evento.

Oltre a lei, fondamentalmente solo Suzuki e Honda hanno presentato una moto a motore a combustione. La prima ha lanciato la V-Strom 800DE, moto per i viaggi lunghi dai colori particolarmente vistosi. Honda invece ha lanciato la Transalp, per l’offroad. L’altra giapponese iconica, Kawasaki, punta sull’idrogeno e sull’elettrico, con la Kawasaki Z BEV e la Ninja a doppia batteria (in foto).

Presente anche la “Tesla delle moto”, Zero Motorcycles: la californiana che produce solo moto elettriche ad Eicma ha portato la nuova DSR/X, punta di diamante di una gamma che per il 2023 ha visto aggiornamenti tecnici e stilistici. La DSR/X è una moto di tutto rispetto, con motore elettrico da 100 CV e coppia di 225 N/m che assicura prestazioni davvero al top.

I cinesi non mancano, e come ormai sono entrati a gamba tesa nelle auto, da più tempo sono entrati nelle due ruote. Presente Voge con il suo grande stand e le sue moto endotermiche da viaggio.

Ma anche Horwin con la nuova gamma Senmenti (O e X), dall’azienda definita la prima “bio-macchina intelligente ad alte prestazioni”, con un inedito telaio integrato sviluppato internamente, che le permette sia di ottimizzare autonomia e prestazioni, sia anch di avere oltre 30 sensori e una tecnologia ADAS paragonabile a quella di un’automobile.

Anche CFMoto, sempre cinese, guarda alle emissioni zero, e ad Eicma presenta il suo nuovo marchio Zeeho, che ad Eicma lancia il suo scooter elettrico AE8+ dal design particolare, sportivo e con dotazione di alta qualità, tra cui l’impianto frenante firmato Bosch con ABS, luci full LED e tre modalità di guida selezionabili dall’interfaccia più moderna mai vista su un mezzo di questo tipo.

Leggi Anche: Arrivano le prime moto volanti di serie!

L’IMPORTANZA DELLA MICROMOBILITÀ

Ma se questa edizione di Eicma viene considerata quella del “Metaverso” un motivo c’è. E questo non solo perché c’è sempre più spazio per monopattini e scooter (questa era già una prerogativa di Eicma 2021, la prima edizione del cambiamento); ma anche perché sono presenti dei player insoliti: per esempio Aston Martin che porta una sua bici elettrica, ma coglie occasione per mostrare la splendida Valkyrie; o Stellantis, che partecipa con 2 marchi.

Citroën, infatti, ha portato ad Eicma la My Ami Buggy, nuova versione della sua microcar di successo che guarda all’adventure con un design ispirato ai fuori strada, con tetto in tela apribile, assenza di portiere e pneumatici dedicati. Fiat Professional, invece, mostra i suoi LCV elettrici, per dare il segnale che anche il trasporto logistico deve diventare green.

C’è poi il gruppo Piaggio che porta tutti i suoi marchi, da Moto Guzzi al marchio omonimo, con due edizioni speciali della Vespa, sia elettrica che a benzina. La prima, tutta bianca con fiamme aerografate, realizzata in collaborazione con Justin Bieber, il cantante pop ancora molto popolare tra i giovani (non dimentichiamoci che Piaggio è un brand che regna su TikTok); e poi, su un trono gigante, l’edizione che celebra l’anniversario dello scooter che ha creato gli scooter.

La svedese Cake, invece, torna dopo il suo debutto del 2021 con la sua idea innovativa di scooter sostenibili al 100 %, non solo perché elettrici, ma anche per l’uso di materiali riciclati e riciclabili. Ad Eicma, Cake porta tutta la sua gamma, dall’Osa al Makka, fino agli allestimenti specifici dedicati al B2B, per il delivery o per i piccoli artigiani.

Ancora, Wow, che amplia la sua gamma con il 778S, che si posiziona al di sopra dei 774 e 775. Sempre design squadrato, sempre batterie “a valigetta” con insolita posizione al posteriore, ed estraibili, ma si distingue per essere fondamentalmente il primo scooter elettrico che si può ricaricare alle colonnine pubbliche come le moto e le auto elettriche.

Infine, l’italianità che innova il settore dei monopattini, sempre più sicuri per andare anche oltre le nuove norme legati a questi mezzi. La prima viene dal Trentino, si chiama Linkable e ad Eicma presentaElisa, un monopattino che si fa notare per la sua pedana larga 25 centimetri che premette di tenere i piedi paralleli durante la guida, bilanciando meglio il peso. Si tratta anche di uno dei rari monopattini con manubrio ad altezza regolabile.

L’altro, invece, è il To.Tem Lynx, veicolo della start up torinese collegata al Politecnico di Torino, che punta tutto sulla sicurezza e la praticità. Ha infatti tre ruote, design solido e robusto, batteria estraibile integrata nel piantone e un’inedita retrocamera collegata allo smartphone, il quale si pone in un apposito alloggiamento e permette di vedere chi arriva da dietro limitando il rischio di incidenti anche gravi.

Roberto Mazza

Leggi Anche: 17 scooter elettrici per essere green

Sorgente: Ad Eicma 2022 trionfa la mobilità urbana (elettrica) | Fleet Magazine

 

Convegno “L’RC Auto verso nuovi percorsi di sviluppo”

Tavola Rotonda: “I cittadini e la riforma dell’rc auto – quali urgenze per la tenuta del sistema?”

Consap parteciperà all’evento “L’RC Auto verso nuovi percorsi di sviluppo” organizzato da Insurance Connect per il 9 novembre 2022 a Milano.

Alla Tavola Rotonda dal titolo “I cittadini e la Riforma dell’Rc auto: quali urgenze per la tenuta del sistema?” interverrà, per Conto di Consap, l’Avv. Fabiola Cipolloni, responsabile del Servizio Stanza di Compensazione e del Servizio Ruolo dei Periti Assicurativi, per chiarire il ruolo della società e il contributo che è possibile fornire in tale momento di riflessione sul sistema Rc auto.

Sono previsti contributi anche di esponenti di Ivass, Ania e Confconsumatori.

Sorgente: Convegno “L’RC Auto verso nuovi percorsi di sviluppo”

AGENDA:

Per scaricare il PDF del programma, clicca a sinistra sull’icona del download.
09.00 – 09.30 – Registrazione
09.30 – 09.50 – La nuova mobilità per la trasformazione del paese
– Sergio Savaresi, professore di automazione del Politecnico di Milano
– Lorenzo Tavazzi, partner di The European House Ambrosetti
09.50 – 10.10 – Automotive: modelli di business e partnership, soluzioni assicurative per la nuova mobilità
– Giuseppe Barbati, direttore generale di Double S Insurance Broker
10.10 – 10.40 – TAVOLA ROTONDA – Strategie, tecnologie e iniziative per lo sviluppo dell’Rc Auto
– Matteo Bevilacqua, ceo di wefox Italia
– Roberto Lecciso, ceo del Gruppo Helvetia Italia
– Alberto Tosti, direttore generale di Sara Assicurazioni
10.40 – 11.00 – Business Motor Evolution: a guidare sono i metadati
– Giuseppe Dosi, head of insurance market di Crif
11.00 – 11.20 – Così cambia l’ecosistema della mobilità
– Alberto Busetto, amministratore delegato e general manager di Generali Jeniot
– Giacomo Lovati, chief beyond insurance officer di UnipolSai
11.20 – 11.45 – Coffee break
11.45 – 13.00 – TAVOLA ROTONDA – I cittadini e la Riforma dell’Rc auto: quali urgenze per la tenuta del sistema?
– Fabiola Cipolloni, titolare del servizio stanza di compensazione e ruolo periti assicurativi di Consap
– Antonio De Pascalis, capo del servizio studi e gestione dati di Ivass
– Marco Festelli, vice presidente nazionale di Confconsumatori
– Umberto Guidoni, co-direttore generale di Ania
13.00 – 14.00 – Pausa pranzo
14.00 – 14.20 – Il valore di una offerta integrata e diversificata della gestione sinistri
– Giovanni Campus, ceo di Msa Mizar
14.20 – 14.40 – Presente e futuro dell’auto: opportunità e soluzioni
– Marco Morello, sales manager Italia di Glassdrive (Gruppo Saint-Gobain)
14.40 – 15.00 – Modelli distributivi per il mondo auto
– Nicola Bellome, direttore commerciale rete agenti di Axa Assicurazioni
– Mauro Palonta, responsabile commerciale di Intesa Sanpaolo Assicura
15.00 – 15.20 – Il risarcimento in forma di rendita e in forma specifica
– Maurizio Hazan, studio legale THMR
15.20 – 15.40 – Insurtech: tecnologie e soluzioni per l’evoluzione dell’Rc auto
– Mario Carnevale, director di Deloitte Consulting
15.40 – 15.50 – Keynote speech
– Massimiliano Caradonna, head of sales & marketing – Region Central East Europe & Middle East senior vice president di Dekra Group
15.50 – 16.50 – TAVOLA ROTONDA – La gestione dei sinistri verso modelli di servizio al passo con i tempi
– Luigi Baccaro, direttore sinistri di Sara Assicurazioni
– Nicola Bajona, head express & direct claims di Zurich Italia
– Luigi Barone, direttore sinistri di Reale Mutua
– Giuliano Basile, responsabile claims di Generali
– Massimiliano Caradonna, head of sales & marketing – Region Central East Europe & Middle East senior vice president di Dekra Group
– Norberto Odorico, chief claims officer di UnipolSai
– Maurizio Rainò, direttore claims & customer operation di Axa Italia
16.50 – 17.00 – Chiusura lavori