Come contestare rimborso assicurazione auto se si è stati pagati meno di quanto desiderato. Procedura e leggi 2021

Spetta al perito assicurativo determina la responsabilità dopo aver esaminato le prove disponibili. Ma il conducente può contestare l’importo proposto.

Come contestare rimborso assicurazione a

Rimborso assicurazione auto, come sottoscriverlo se è basso?

Se il rimborso proposto dalla compagnia di assicurazione è insoddisfacente, l’automobilista può procedere per via civile ovvero rivolgendosi a un tribunale e opporsi al calcolo dell’offerta di risarcimento.

Capire come funziona l’assicurazione auto in caso di incidente stradale aiuta a prendere decisioni consapevoli in caso di risarcimento dei danni ovvero del rimborso assicurazione auto. Spetta infatti a un perito assicurativo procedere con la stima, ma l’automobilista può contestare il rimborso se pensa che sia stato pagato meno di quanto dovuto. La valutazione tiene sostanzialmente conto di 3 elementi: l’effettività del sinistro, i danni riportati dall’assicurato e l’entità dei danni.

Novelodge: Place A Bag On Your Car Mirror When Traveling (Ad)A quel punto l’assicurazione formula una proposta di risarcimento danni entro 60 giorni in caso di danni solo alle cose entro entro 90 giorni in caso di danni a persone. Approfondiamo adesso:
  • Rimborso assicurazione auto, come contestarlo se è basso
  • Il ruolo del perito assicurativo secondo procedura e leggi 2021

Rimborso assicurazione auto, come contestarlo se è basso

Quando si sottoscrive una Rc auto, l’intestatario stipula un contratto con la compagnia. Quest’ultima accetta di proteggere finanziariamente i danni involontariamente causati agli altri quando si usa l’auto in cambio del pagamento del premio. La polizza è obbligatoria e copre un veicolo anche quando è in sosta o senza il conducente. Come anticipato, nel caso in cui il rimborso proposto dalla compagnia di assicurazione non sia soddisfacente, l’automobilista può avviare una formale contestazione.

Per farlo deve procedere per via civile ovvero rivolgendosi a un tribunale e opporsi al calcolo dell’offerta di risarcimento. L’esito è incerto e i tempi sono lunghi, ben sapendo che la stessa impresa di assicurazione difenderà le proprie posizioni anche con l’esperienza di situazioni simili affrontate in passato. Di conseguenza è certamente consigliabile prevedere le mosse e dunque un tentativo della società assicurativa di limitare l’esborso economico. Cosa fare? Presenziare alle operazioni del perito assicurativo, magari facendosi affiancare da un tecnico di fiducia di parte per la verifica dell’esistenza, della natura e dell’entità del danno.

Novelodge: Place A Bag On Your Car Mirror When Traveling (Ad)In merito alla procedura di risarcimento, secondo il Codice delle assicurazioni, l’obbligo di proporre al danneggiato congrua e motivata offerta per il risarcimento del danno, ovvero di comunicare i motivi per cui non si ritiene di fare offerta, sussiste anche per i sinistri che abbiano causato lesioni personali o il decesso.

E ancora: la richiesta di risarcimento deve contenere l’indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e la descrizione delle circostanze nelle quali si è verificato il sinistro ed essere accompagnata, ai fini dell’accertamento e della valutazione del danno da parte dell’impresa, dai dati relativi all’età, all’attività del danneggiato, al suo reddito, all’entità delle lesioni subite, da attestazione medica comprovante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti.

Il ruolo del perito assicurativo secondo procedura e leggi 2021

Quando si verifica un incidente automobilistico, occorre agire sempre con cautela. Innanzitutto bisogna verificare le condizioni di salute di tutte le persone a bordo delle auto interessate dal sinistro. Quindi chiamare l’assistenza medica in caso di necessità e le forze dell’ordine per fare un rapporto sull’incidente. La compagnia assicurativa esamina attentamente la relazione durante le indagini.

Ecco perché è importante per gli automobilisti prendere appunti che coprano tutti i dettagli dell’incidente, annotare i nomi, le informazioni di contatto e i dati sull’assicurazione dell’altro conducente e le informazioni di eventuali testimoni dell’incidente. Queste informazioni saranno utili in sede di presentazione di una richiesta di risarcimento.

Spetta al perito assicurativo determinare la responsabilità dopo aver esaminato le prove disponibili. Non solo, ma guarda e scatta foto dei danni alla tua auto, visita la scena dell’incidente, parla con i guidatori coinvolti e i testimoni della collisione, esamina il rapporto della polizia sull’incidente, le cartelle cliniche. Quindi propone un importo per la liquidazione dei danni.

Sorgente: https://www.businessonline.it/articoli/come-contestare-rimborso-assicurazione-auto-se-si-e-stati-pagati-meno-di-quanto-desiderato-procedura-e-leggi-.html

Finalmente chiarezza sulla Targa Prova

  1. Sulla G.U. 217 dello scorso venerdì 10/9 è stato pubblicato il Decreto Legge 121 di pari data, cosiddetto “Infrastrutture”, in vigore da sabato 11/9 e allegato in stralcio (del quale alcuni contenuti sono stati anticipati con il comunicato associativo prot. 675/SNS del 6/9 u.s.) che, per quanto di interesse immediato, contiene

  • al comma 3 la conferma legislativa dell’utilizzo della targa prova, e della relativa assicurazione, ai veicoli targati, anche in deroga all’art. 80 del Codice della Strada (cioè in assenza di revisione), e il testo della disposizione è il seguente 3. L’autorizzazione alla circolazione di prova di cui  all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24  novembre  2001,  n. 474, può essere utilizzata per la circolazione su strada dei veicoli non immatricolati e di quelli gia’ muniti della carta di circolazione di cui agli articoli 93, 110 e 114 del decreto legislativo 30  aprile 1992, n. 285 o del certificato di circolazione di cui all’articolo 97 del predetto decreto  legislativo,  anche  in  deroga  agli  obblighi previsti dall’articolo 80 del decreto legislativo n.  285 del 1992, qualora detti veicoli circolino su strada per esigenze connesse a prove tecniche,  sperimentali   o   costruttive,   dimostrazioni   o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento.  Ai fini della circolazione di cui al primo periodo, resta comunque fermo l’obbligo di copertura   assicurativa   da   parte   del   titolare dell’autorizzazione alla circolazione di prova,  ai  sensi delle vigenti disposizioni in materia di responsabilità civile verso terzi. Dei danni cagionati dal veicolo in circolazione di prova, anche se munito della carta o del certificato di circolazione, risponde,   ove   ne   ricorrono   i   presupposti,    l’assicuratore dell’autorizzazione alla circolazione di prova.”

Guiovanni Barattucci Perito Industriale e Perito Assicurativo in Genova

[16:14, 11/9/2021] Domenico Tessadri: E’ con grande dolore che vi comunico l’improvvisa scomparsa dell’amico Giovanni BARATTICCI.
[14:33, 12/9/2021] Domenico Tessadri: Buongiorno, la famiglia Barattucci comunica che lunedì 13 settembre ore 18 si terrà il rosario presso la chiesa Santa Maria della Vittoria (via San Bartolomeo del Fossato 135) e martedì 14 settembre ore 11.30 si terrà il funerale nella stessa chiesa. Grazie

Probabili modifiche argomento ” targhe prova” DECRETTO LEGGE INFRASTRUTTURE

Il tanto atteso “Decreto Legge Trasporti Omnibus” è approdato in Consiglio dei Ministri la scorsa settimana con un cambio di denominazione in “DECRETO INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ SOSTENIBILI” che contiene disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale, per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali.

Di seguito stralcio di ns interesse

Nel Decreto Legge si parla anche di “targa prova”, specificando che l’autorizzazione alla circolazione in prova è consentita per veicoli immatricolati e anche in deroga agli obblighi di revisione periodica previsti dall’art. 80, fermo l’obbligo di copertura assicurativa da parte del titolare della targa prova.  

Il Decreto, che entrerà in vigore con la pubblicazione in GU, dovrà seguire l’iter di conversione nei 60 giorni seguenti. 

Si aprirà quindi la “partita” nelle due Camere con gli eventuali emendamenti con relative proposte di modifica. Come sempre seguiremo i lavori parlamentari e vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Giulio Cella

Perito Assicurativo a Novara

MANSIONI: la risorsa si occuperà di indagini ed accertamenti per conto delle compagnie assicurative in merito a sinistri RC ed RCA. Si occuperà di indagini per conto di clienti privati (ambito lavorativo, infedeltà coniugale, commerciale ed in materia di sicurezza)

REQUISITI: titolo preferenziale esperienza pregressa nel settore assicurazione auto ed iscrizione a ruolo Periti Assicurativi Consap e utilizzo sistemi di quantificazione. Ottima capacità organizzativa, buona capacità di comunicazione scritta e verbale, propensione al problem solving.

SEDE DI LAVORO: provincia di Novara

TIPOLOGIA D’INSERIMENTO: Tempo determinato 6/12 con possibilità di successiva trasformazione)

MODALITA’ DI CANDIDATURA: INVIARE CV A : selezione@overlandinvestigazioni.it per informazioni tel. 02 95067660 (ufficio risorse umane)

Gruppo Lercari ricerca periti assicurativi | Collegio Provinciale Geometri Genova

Gruppo Lercari ricerca periti assicurativi

GRUPPO LERCARI – www.gruppolercari.com – società int.le leader nei servizi peritali assicurativi, ricerca:

  • JOB DESCRIPTION:             PERITO ASSICURATIVO
  • Ruolo e Mansione:
    • Area/settore:  Assicurativo peritale per Compagnie di Assicurazioni e Banche
    • Ruolo: Professionisti Periti assicurativi (per tutte le garanzie di polizza)
    • Incarico: Collaboratore a P. IVA – libero professionista
  • Attività:
    • Perizie su danni / sinistri di tipo assicurativo con redazione di relazione peritale e stima del danno
    • Tipologie di sinistri tipici: sinistri per danni da acqua condotta (polizza globale fabbricati) – sinistri per danni furto – sinistri per danni incendio – sinistri per danni da responsabilità civile (tutte le tipologie) – fenomeni elettrici – eventi atmosferici – atti vandalici
    • Importi dei sinistri da periziare: da Euro 100 fino a Euro 15.000 sinistri di “frequenza”, da Euro 15.000 a Euro 100.000 sinistri “complessi”, oltre Euro 100.000 sinistri “rari”
    • Localizzazione dell’attività: città di residenza/domicilio, comprensivo della Provincia; eventuale disponibilità per trasferte nazionali o internazionali per sinistri complessi e rari
    • Aree/zone di interesse: Centro / Nord Italia – oltre per sinistri rari
  • Competenze/Esperienze:
    • Titolo di studio: Laurea o Diploma in Architettura, Ingegneria, Geometra, Perito Industriale, Perito Agrario
    • Esperienza professionale: almeno 2/3 anni quale tecnico
    • Conoscenza più che buona dei normali pacchetti informatici (Office)
    • In possesso di patente B con utilizzo di auto
    • Conoscenza lingua inglese: gradita
  • Inquadramento:
    • Tipologia contrattuale: Contratto quadro di Collaborazione Professionale a P. IVA a tempo indeterminato
    • Disponibilità preferita: “full time” in gestione autonoma ovvero numero max pratiche mese
    • Esclusiva sul settore assicurativo e sulla mansione di perito assicurativo
  • Formazione Professionale offerta:
    • Formazione costante:  gratuita: d’aula, “on the job”, on-line, in affiancamento a Istruttore e tutor senior
  • Modalità compenso / fatturato:
    • Percentuali fissate da contratto sulle singole pratiche di sinistro
    • Fatturazione mensile delle competenze maturate

Qualora di interesse si prega di inoltrare il CV – profilo professionale, al seguente indirizzo mail: job@gruppolercari.com

Sorgente: Gruppo Lercari ricerca periti assicurativi | Collegio Provinciale Geometri Genova

(CONSAP) Contributo dovuto per l’anno 2021 dai periti assicurativi

MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 13 agosto 2021 – Misura e modalità di versamento alla Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.a. (CONSAP) del contributo dovuto per l’anno 2021 dai periti assicurativi

Ruolo dei Periti Assicurativi, rinvio della prova di idoneità 2019

Dal sito della Consap:

Si comunica che la prova d’idoneità per l’iscrizione al Ruolo dei Periti Assicurativi si svolgerà presumibilmente nella seconda metà del mese di novembre 2021, presso l’Ergife Palace Hotel di Roma.

Ulteriori comunicazioni al riguardo saranno pubblicate sul sito Consap.

Si invitano pertanto i candidati a monitorare periodicamente questo sito, per informarsi tempestivamente sulla fissazione dell’effettiva data d’esame e sugli specifici adempimenti e comportamenti che potrebbero essere eventualmente richiesti per poter partecipare alla prova.

Incidenti stradali falsi ad Eboli. Indagano la Polizia Municipale e le compagnie assicurative

La Polizia Municipale di Eboli, diretta dal Comandante Sigismondo Lettieri, da ieri mattina sta indagando su alcuni incidenti stradali ritenuti falsi. Si tratta di quei casi in cui non viene chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Come si legge su “La Città di Salerno“, in base ad un primo dossier dei caschi bianchi nell’ultimo mese nei 27 incidenti rilevati sono stati elevati 68 verbali per violazioni al Codice della strada. Tra queste la guida senza patente o senza copertura assicurativa.

Però circa la metà degli incidenti sulle strade di Eboli sono stati segnalati dalla Polizia Municipale alle compagnie assicurative come probabili truffe. Ora i periti assicurativi dovranno completare le indagini per chiarire se quanto denunciato alle assicurazioni sia vero o meno.

Sorgente: Incidenti stradali falsi ad Eboli. Indagano la Polizia Municipale e le compagnie assicurative | Ondanews.it

Per vivere bene ci serve una “igiene della decisione”

I pareri degli esperti, l’emotività, il caso, l’umore. Troppi fattori concorrono a farci sbagliare le scelte

Divergenze, anzi, pareri opposti: nelle previsioni meteo, o in quelle pandemiche; nel rimpatrio di un rifugiato (negli Stati Uniti uno degli studi sulle decisioni dei giudici in tema di concessione di asilo si chiama «Refugee Roulette»), ma anche nella concessione di un mutuo; nell’assunzione di uno stagista o di un manager, ma anche nell’interpretazione di una ecografia. Di chi è la colpa, o meglio di che cosa? Il titolo, Rumore (in uscita il 7 settembre per UTET, pagg. 496, euro 24, traduzione di Eleonora Gallitelli) non rende giustizia a questo saggio a sei mani firmato dallo psicologo israeliano Nobel 2002 per l’Economia Daniel Kahneman (quello di Pensieri lenti e veloci, Mondadori), dal giurista di Harvard Cass R. Sunstein (quello di La spinta gentile, Feltrinelli), e dal guru della consulenza strategico-decisionale Olivier Sibony. Non fosse per il sottotitolo, Un difetto del ragionamento umano, si potrebbe pensare a un trattato sull’inquinamento acustico o sui disturbi dell’udito. Eppure la colpa di tutte queste «deficienze» è proprio del «rumore». Quello percepito non dalle orecchie, bensì dal cervello: le situazioni rumorose rendono la nostra vita una sgradita e inaspettata lotteria.

Il rumore non è questione di gusto: se cinque critici letterari ci danno pareri diversi su un romanzo non ne siamo sorpresi, mentre i capi dell’assicurazione di cui sopra scoprirono all’apparenza per la prima volta il sapore amaro di quella che gli autori chiamano l’«illusione dell’accordo». Ovvero una nebbiolina che copre, giorno dopo giorno, le nostre decisioni, inguaiandoci sempre più. Secondo i tre autori, sono soprattutto i gruppi a favorirla e questa nebbiolina crea terreno fertile per le occasioni di rumore: il buono o cattivo umore in primis; la «ricettività alle stronzate» (come ben spiega il volume, «stronzate» è diventato un termine tecnico da quando un filosofo di Princeton, Harry Frankfurt, ci ha intitolato un saggio); l’ordine in cui il caso, i candidati, il reperto vengono presentati; il livello di fatica richiesto; il fatto, ebbene sì, che piova o ci sia il sole. C’è poco da scherzare, come ben sanno gli scommettitori: tutti questi fattori e altri sono rumore che influenza il ragionamento umano e lo influenza in modo diverso ogni volta. Perché in ogni momento siamo diversi, non solo dagli altri, sottolinea a ogni passo il volume, ma anche da noi stessi.

Ci tortura il mal di schiena, non ci teniamo più né in piedi né seduti, una diagnosi diventa urgente e sentiamo tre specialisti sulla base degli stessi esami. Il primo dice che dobbiamo operarci immediatamente. Il secondo crede fermamente nella possibilità di un recupero grazie a un costante esercizio fisioterapico per poi, tra qualche mese, rivalutare la situazione. Il terzo consiglia farmaci per un mese e, se non miglioriamo, l’operazione. Com’è possibile che tre voci «scientifiche» divergano in tal modo, nonostante le premesse oggettive? Il vero problema con il rumore è che è umano. Si mimetizza nella sua stessa spontaneità. Incoerenza, incostanza, supponenza, superficialità, tendenza a generalizzare e altre malformazioni dell’ingranaggio decisionale riconducibili al rumore non sono prevedibili, perché, a differenza del pregiudizio o della malafede, non sono sistematiche, ma generate in modo casuale. Dunque non solo non vi prestiamo attenzione, ma anche quando ce le fanno notare, ce ne dimentichiamo.

Sorgente: Per vivere bene ci serve una “igiene della decisione” – ilGiornale.it

Aziende clonate per rubare il carico

Nel 2020 sono stati rubati 2435 carichi di veicoli industriali. La maggior parte degli eventi avviene tramite asportazione a camion fermo o rapina, ma stanno aumentando i casi di truffe attuate tramite il furto d’identità di un’azienda di autotrasporto. I criminali clonano la documentazione dell’impresa e si presentano a un committente con tariffe molto competitive. Una volta ottenuta la commessa, caricano il camion e spariscono. E spesso l’autotrasportatore clonato deve risarcire il danno. Come avviene questo furto di identità aziendale? Perché il trasportatore, seppure ignaro, è quello che subisce le più pesanti conseguenze? Come tutelarsi da una tale eventualità? Rispondono alle domande in questo videocast di K44 il perito assicurativo Luca Zaratin, l’avvocato Barbara Michini e il responsabile per il mercato Italia di Timocom Tommaso Magistrali.

Sorgente: K44 videocast: aziende clonate per rubare il carico – TrasportoEuropa

INTELLIGENZA NATURALE VS INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’evoluzione tecnologica può e deve rappresentare un supporto fondamentale alle professioni. Potrà mai sostituire l’essenza, il valore e il ruolo del fattore umano?

INTELLIGENZA NATURALE VS INTELLIGENZA ARTIFICIALE hp_vert_img

In un articolo recentemente apparso su La Repubblica, la prof.sa Rita Cucchiara (*), tra i massimi esperti internazionali in materia, affronta il tema dell’intelligenza artificiale, evidenziando le principali differenze di apprendimento fra uomo e macchina.
È un tema certamente attuale e interessante, a volte proclamato senza piena cognizione di causa. E nell’approcciarsi a questo mondo meraviglioso molte sono le curiosità, le aspettative e i dubbi in merito. Soprattutto, ci si chiede se in un futuro non troppo lontano l’intelligenza artificiale intesa nella sua accezione più ampia potrà diventare indipendente da quella umana, o addirittura, a un certo punto dell’evoluzione, ne potrà fare a meno. Così come ci si chiede quanto sia effettivamente determinante la presenza e l’evoluzione della mente umana nella creazione e nello sviluppo di quella artificiale.
Lo sviluppo tecnologico ha da sempre accompagnato quello dell’uomo, non solo mutandone i comportamenti, i bisogni primari e forse persino le emozioni, ma permeandone fortemente anche la sfera professionale.
Le scoperte e il progresso tecnologico hanno radicalmente e definitivamente mutato il mondo del lavoro. Dopo aver rivoluzionato l’idea stessa di industria, gli strumenti offerti dall’innovazione tecnologica ne hanno permeato il tessuto logistico e costruttivo e oggi possiamo dire che l’intera catena produttiva, anche in settori profondamente tradizionali quale quello agricolo, è irreversibilmente condizionata dalla tecnologia.
Allo stesso modo, anche il mondo delle professioni intellettuali è stato supportato e trasformato dalla tecnologia. Con una differenza sostanziale, però: mentre in ambito produttivo il confine tra strumento di lavoro e personale addetto è stato in molti casi ampiamente abbattuto, nelle professioni intellettuali la tecnologia è giunta ad affiancare, quale valido strumento di ottimizzazione ed efficientamento, il lavoro del professionista (sia esso un medico, un ingegnere, un geologo, un agronomo, un perito assicurativo), senza poter mai però sostituire in alcun modo l’opera intellettuale e il valore intrinseco dell’apporto umano nella gestione dei problemi e nell’individuazione e applicazione delle soluzioni.
Ecco dunque l’amletico dubbio: “dietro a una grande macchina c’è sempre un grande uomo?”. O piuttosto potremo un domani trovarci di fronte a un ingegnere robot, un giornalista robot, uno psicologo robot, un perito robot? Probabilmente nessuno ha ancora una risposta, e si osserva il continuo mutare degli eventi con sempre maggiori domande, alla ricerca delle necessarie cognizioni di causa.
LE CAPACITÀ INSOSTITUIBILI DEI PERITI
L’esperienza della professione peritale offre una serie di evidenze che portano a riflettere sull’argomento, nella consapevolezza delle peculiarità che caratterizzano l’operato del perito assicurativo. A chi svolge questa professione appare immediatamente chiaro quanto l’intelligenza naturale sia fondamentale e insostituibile per poter condurre un’istruttoria consapevole ed efficace. Il fattore umano è infatti imprescindibile per il perito sotto molteplici punti di vista: dall’interpretazione di un testo di polizza, all’analisi e valutazione delle possibili soluzioni da intraprendere a seguito di un sinistro per affrontare l’emergenza e disporre il salvataggio di quanto recuperabile, all’impostazione di un piano operativo per le diverse attività. Ma soprattutto il fattore umano è essenziale per una corretta gestione dell’approccio relazionale con i diversi interlocutori (dall’assicurato, agli attori tutti coinvolti nel sinistro, il cui coordinamento è indispensabile per un risultato efficace e di soddisfazione per le parti tutte). È evidente che tali attività non possono (e mai potranno) prescindere dall’uomo né essere delegate a un’intelligenza di tipo artificiale.
Certamente, lo strumento tecnologico può rappresentare un supporto di grande utilità e diviene fondamentale nel momento in cui permette al professionista di ottimizzare il proprio lavoro; ma mai potrà arrivare a sostituire l’uomo per lo svolgimento di mansioni e incombenze che hanno quale parte fondante ed essenziale la componente umana.
Ecco dunque che una coesistenza equilibrata e consapevole fra intelligenza naturale e artificiale (dove la seconda si ponga al servizio della prima, nell’ottica di portarla alla sua massima espressione) può essere la chiave di un sistema armonico all’interno del quale l’innovazione integra e non snatura un nucleo di valori e competenze che sono prima di tutto umani.
Il già citato contributo della professoressa Cucchiara su La Repubblica (per il testo integrale https://www.repubblica.it/venerdi/2021/03/01/news/rita_cucchiara_l_intelligenza_non_e_artificiale-288344729/) conferma con alcuni esempi interessanti e curiosi che il fattore umano ha un quid in più che permette il raggiungimento di risultati più veloci ed efficaci, non ottenibili attraverso la sola intelligenza artificiale, la cui capacità di processare quantità notevoli di dati rappresenta anche un limite, nel momento in cui il processo stesso non viene intermediato dall’intelligenza naturale (che dispone di parametri aggiuntivi ma essenziali, quale è l’intuizione, che la tecnologia non possiede).
Dall’intervista all’esperta:
… “La necessità di pascersi di enormi quantità di dati è uno dei limiti dell’intelligenza artificiale, ed è anche una delle maggiori differenze con l’apprendimento umano. Se mostri un gatto a un bambino, quell’esempio gli basterà per riconoscere ogni altro gatto. Invece, se mostri mille gatti a una rete neurale, probabilmente questo non sarà sufficiente per farle riconoscere un gatto nuovo”.
Dopo questa riflessione, l’autostima del professionista si rafforza e rinvigorisce. Si tratta pur sempre di un vigore cauto, che non può certo colmare l’ampio spazio di incertezza professionale sul futuro (non necessariamente economico, ma anche e soprattutto reputazionale, nella volontà e speranza di poter preservare il valore del professionista in quanto portatore di conoscenza, esperienza e – perché no – anche scienza).
Il dibattito interiore continua, in bilico fra l’attrazione per la tecnologia e le sue infinite potenzialità, e la convinzione che sia fondamentale tutelare un universo professionale antropocentrico, in grado di valorizzare la componente umana beneficiando al contempo con intelligenza degli strumenti che l’innovazione ci offre, anche per poterne sviluppare e creare di migliori.
Il futuro resta incerto ma senz’altro stimolante, in attesa di trovare la risposta alle nostre domande. Nel frattempo, ecco quella della professoressa Cucchiara: Questo grande cervello potrà diventare autocosciente?
“Ne dubito: l’intelligenza artificiale è sviluppata da progettisti umani e per avere l’autocoscienza bisognerebbe che fosse progettata per qualche fine. Il fine di un computer autocosciente lo vedo dubbio, oltre che potenzialmente dannoso”.
(*) Rita Cucchiara: docente di visione artificiale dell’Università di Modena e Reggio Emilia: autrice di oltre 450 lavori scientifici su visione artificiale e machine learning, dirige il laboratorio nazionale di Intelligenza artificiale del Consorzio universitario nazionale per l’informatica.

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Sorgente: Insurance Review | INTELLIGENZA NATURALE VS INTELLIGENZA ARTIFICIALE

TRUFFE ALLE ASSICURAZIONI, NO ALL’ARCHIVIAZIONE PER I 100 INDAGATI ANCHE ECCELLENTI

Tribunale Reggio Calabria

Il gup del Tribunale di Reggio Calabria Domenico Armaleo, ha respinto una richiesta di archiviazione, avanzata nei mesi scorsi dalla Procura reggina per 100 persone indagate, residenti a Barcellona e nei paesi dell’hinterland, tra cui vi sono avvocati, medici, imprenditori, semplici automobilisti, periti assicurativi e persino congiunti di soggetti organici alla criminalità mafiosa di Barcellona, accusati di essere coinvolti a vario titolo nell’organizzazione di presunti falsi sinistri ai danni di compagnie assicuratrici. Lo riporta oggi la Gazzetta del Sud in un articolo di Leonardo Orlando. A seguito del rigetto della richiesta di archiviazione, deciso in quanto lo stesso giudice ritiene che i reati non siano ancora prescritti, è stata fissata l’udienza camerale per il 16 giugno nell’Aula bunker del Tribunale di Reggio Calabria.

In quella udienza dovranno comparire le 100 persone che risultano allo stato indagate per reati fine e per ipotesi associative. L’inchiesta, che a seguito del trasferimento del troncone principale alla Procura di Reggio per la presenza tra gli indagati del figlio dell’allora Procuratore generale di Messina Franco Antonio Cassata e di un giudice onorario in servizio al Tribunale di Patti, ha portato solo nel 2018 all’iscrizione della notizia di reato.

Ecco i nomi dei 100 indagati: Antonino Vito Abbate, Maria Concetta Aliberto, Massimo Alosi, Salvatore Alosi, Roberto Giuseppe Archontiidis, Giuseppe Baglioni, Antonino Barca, Giuseppe Bellinvia, Antonino Bilardo, Giuseppe Bucca (classe ’55), Giuseppe Bucca (classe ’72), Sergio Buonamonte, Domenico Cacace, Antonio Calopresti, Antonino Casdia, Nello Cassata, Santina Catalfamo, Antonio Catanese, Angela Maria Coppolino, Giuseppe Coppolino (classe ’61), Giuseppe Coppolino (classe ’65), Marcella Coppolino, Pietro Coppolino, Madalina Maria Costache, Giuseppe Da Campo, Antonio Domenico Salvatore De Matteo, Alfio De Pasquale, Santo Di Bartola, Erika Ferro, Antonino Ficarra, Caterina Foti, Giuseppe Foti, Antonino Gambino, Filippo Antonino Genovese, Domenico Giunta, Antonina Grasso, Gianluca Innocente, Marco Ieraci, Paolo Cosimo Laquidara, Felice Carmelo La Rosa, Carmelo La Spada, Salvatore Li Cavoli, Giuseppe Oberdan Maisano, Jessica Maisano, Antonino Mavilia, Giuseppe Mazzeo, Graziella Mazzeo, Sebastiano Mazzeo, Cosimo Pietro Paolo Messina, Carmelo Miano, Tindaro Milazzo, Giuseppe Milone, Mariano Mirabile, Ettore Mosca, Ernesto Natalino Munafò, Salvatore Musarra, Nicoletta Muscianisi, Antonino Natale, Carmelo Rosario Natale, Antonino Palmeri, Alberto Perrone, Angelo Perrone, Salvatore Silvio Pino, Fortunato Dino Rao, Giovanni Rao, Giuseppe Rao, Francesco Ricciardi, Bernardino Salamone, Carmelo Rosario Santangelo, Giuseppe Antonio Scarpaci, Angela Scolaro (classe ’51), Angela Scolaro (classe ’72), Antonino Scolaro, Giuseppe Scolaro, Melania Scolaro, Santi Scolaro, Carmelo Sottile, Giovanni Sottile, Maria Rosa Sottile, Carmelo Spadaro, Vito Aliquò, Maria Teresa Catanese, Giuseppe Catanese, Rosa Coppolino, Salvatore De Luca, Alfredo De Matteo (classe ’46), Alfredo Matteo (classe ’92), Giuseppa Di Salvo, Santa Fazio, Giuseppa Foti, Lucia Antonietta Laquidara, Rosario Antonio Laureanti, Giovanni Maccari, Cinzia Maiorana, Vincenzo Materia, Ottavio Valentino Miano, Venera Angela Miano, Domenica Rappazzo, Ugo Manca, Giacomo Lo Re.

 

STORIA DI UNA INCHIESTA NATA MALE E (QUASI) FINITA PEGGIO

A dare il via agli accertamenti sul fenomeno dei falsi incidenti, le relazioni di un investigatore privato incaricato dalle principali compagnie assicurative di capire perché Barcellona sembrasse colpita da una sorta di maledizione degli incidenti a ripetizione. Ecco quello che ha scoperto: meno di 35 famiglie hanno incassato in circa 5 anni liquidazioni e premi di polizze assicurative per un numero elevato di incidenti stradali, la maggior parte dei quali sospetti di falso. Poi: una gestione poco chiara da parte di liquidatori, periti ed avvocati che gestiscono il contenzioso generato dai sinistri, tanto da indurre le compagnie ad assumere decisioni drastiche, dal licenziamento di un liquidatore alla sospensione, poi revocata, di un avvocato. E nomi e cognomi eccellenti, da quelli delle principali famiglie coinvolte nei sinistri sospetti, in odore di mafia, a quella degli avvocati e liquidatori allontanati, addirittura figli di alti magistrati. Molti dirigenti delle principali compagnie, in prima fila l’Unipol, hanno spesso denunciato i troppi incidenti falsi. Salvo fermarsi alla costatazione dei dati, rivendicando l’esigenza di salvaguardare il loro personale sul territorio, esposti alle eventuali ritorsioni di chi mette in piedi il giro. A Barcellona è accaduta una cosa ancora più complessa. Qui il costo delle polizze era di quasi il 60% più alto della media nazionale. Il perché è presto detto: nel 2009, dice la banca dati Isvap, la provincia messinese era a terza in Sicilia per numero di sinistri: 33.365, con 135.944 milioni di importo e oltre 168 milioni di euro di premi pagati. Nel distretto sigle importanti, a cominciare dalla Fondiaria Sai, sono letteralmente fuggite, preferendo mantenere, e non sempre, solo qualche subagenzia. E’ stata la Fondiaria per prima ad avviare gli accertamenti, scoprendo cose incredibili.

IL BUSINESS INCIDENTI E LA MAFIA – A Barcellona Pozzo di Gotto, infatti, un solo nucleo familiare è stato capace di denunciare anche 100 incidenti l’anno: mariti che investono le mogli, che poi tamponano cugini che a loro volta entrano in collisione con i nipoti. Tutti si fanno seriamente male, tanto da ricorrere a cure mediche. Per una sola compagnia assicurativa, l’indagine privata ha segnalato circa 15 mila incidenti quanto meno sospetti in 4 anni, dal 2006 al 2009. In un caso una sola persona è riuscito a collezionare 4 incidenti in pochi giorni, con mezzi assicurati a diverse compagnie: a bordo parenti; e quando non lo erano, erano persone protagoniste di ulteriori incidenti, verificatisi negli stessi mesi nella stessa zona. Risalendo lungo gli intrecci dei nomi di feriti e liquidati, l’investigatore ha enucleato circa 35 famiglie barcellonesi. Che si sono “spartite” un volume d’affari di non meno di 140 milioni di euro. E nei cognomi che ritornano ce ne sono di parecchio noti alle Forze dell’Ordine. Ci sono i parenti di Carmelo Mazza, ad esempio, luogotenente del reggente Carmelo D’Amico, ammazzato nell’aprile di due anni fa dopo l’arresto del boss. Ci sono i parenti del boss Carmelo Giambò. Ci sono tutti i familiari di altri cognomi eccellenti della criminalità organizzata, che fanno parte di almeno sei “clan” familiari e che si sono spartiti, semplici calcoli alla mano in base al numero dei sinistri effettuati, circa 600 milioni di euro di premi liquidati. Tra i pluri incidentati ci sono anche i parenti stretti di Maurizio Bonaceto, controverso pentito barcellonese.

IL GIRO DI AVVOCATI E LIQUIDATORI – Avvocati, periti, i liquidatori non si sono accorti di nulla? Anche qui l’indagine privata sembra fornire indicazioni tutte da approfondire. Il dato: a Barcellona lo 0,035% degli assicurati in un solo anno ha generato il 70% di sinistrosità. Nella quasi totalità dei casi si tratta di incidenti che finiscono in contenziosi, civili e penali. Per lo più davanti al giudice di pace. Ad occuparsene sono non più di una ventina di avvocati, compresi quelli ai quali si appoggiano le compagnie. Uno per tutti: Nello Cassata, figlio di Franco Cassata, ex procuratore generale di Messina. L’avvocato Cassata almeno fino al 2008 è stato l’avvocato della Fondiaria Sai, che lo ha sospeso a metà del 2007 sulla scorta dei risultati dell’indagine. Un altro dato: alla Fondiaria nel 2005 erano stati segnalati almeno 326 incidenti sospetti a Barcellona. Nel 2009 erano scesi a poco più di 40. Proprio dallo studio dell’avvocato Cassata, hanno ammesso i dirigenti delle compagnie, ascoltati dalla polizia giudiziaria, partono gli intrecci tra periti, liquidatori avvocati e protagonisti degli incidenti che hanno indotto le compagnie a sospendere lui e licenziare un liquidatore. Nel suo studio, infatti, lavorava un’avvocata sposata col liquidatore di un’altra compagnia, che si “scontrava” davanti al giudice di pace con Cassata quando c’era da definire il contenzioso nato da un sinistro. Quando non si costitutiva come parte e per le assicurazioni, Cassata figurava come avvocato di controparte di un’altra sigla assicurativa. Oppure, lui sempre avvocato di fiducia dell’assicurazione parte, dall’altro lato aveva come avvocato della controparte un altro collega, a sua volta legato al perito di un’altra assicurazione. A rivolgersi alla Procura erano stati gli avvocati Luigi Ragno e Alessandro Talarico, incaricati dalla Fondiaria.

Fonte: https://www.stampalibera.it/2021/06/05/truffe-alle-assicurazioni-no-allarchiviazione-per-i-100-indagati-anche-eccellenti/