N° 10 2007

ALTERNATIVA SRL

Un progetto alternativo per il mondo dell’automobile. Un nuovo orizzonte per le risorse umane.

Una giostra colorata che gira sulle note di Notti Magiche: è l’immagine scelta da:
Lucia Sergianni, professionista nel set- tore dell’automotive, per raccontare la sua Accademia, un progetto formati- vo maturato durante la sua pluriennale esperienza nel settore e realizzato all’interno di Alternativa srl, la sua azienda da qualche anno attiva nel campo dell’autonoleggio. L’abbiamo incontrata presso la nostra sede di Genova

D: Partiamo con ordine. Perché nasce Alternativa srl?

R:La mia esperienza nel settore dell’auto- motive è incominciata quando avevo poco più di 18 anni e altri progetti per la testa: il mio sogno era di fare l’avvocato e di occuparmi dei cosiddetti ragazzi dif- ficili.. Invece, grazie a mio fratello che già lavorara nel settore ho incominciato anch’io a muovere i primi passi fino a diventare una delle poche donne (o la prima donna?)ai vertici di un azienda lea- der. Successivamente ho lavorato tre anni nell’azienda di famiglia, il Gruppo Sergianni spa, gomito a gomito con mio fratello Pino. Dalla voglia di dare continui- tà alla mia esperienza e di costruire qual- cosa per i miei figli, ma anche per realiz- zare quei sogni che ancora erano rimasti nel cassetto ho preso la decisione di rimettermi in discussione e di dare vita ad un nuovo e ambizioso progetto. Il primo passo è stata la creazione di Alternativa srl, la mia azienda che è già operativa nel settore delle auto usate, che nella sua mission si propone di investire sulla formazione dei giovani, per inserire nel mercato dell’Automotive nuove risorse preparate e competenti, capaci di fare fronte ai cambiamenti in atto nel settore dell’usato.

D: Che evoluzioni presenta il mercato delle automotive?

R:Nell’ottobre 2002 è stata introdotta dal Commissario Monti una nuova regola- mentazione europea che ha stravolto i pilastri su cui poggiava la distribuzione dell’auto nei paesi dell’Unione: ogni con- cessionario aveva una zona delimitata e in esclusiva, entro la quale solo lui dispo- neva dei prodotti della casa.Ua vera forma esclusiva del suo operato verso la casa madre dove nell’organizzazione della distribuzione dominavano i caratte- ri territoriali dell’accordo. Con il nuovo contratto di Monti, cade qualsiasi riferi- mento territoriale e di esclusiva: il nuovo territorio diventa l’Unione Europea. Ciò significa che il mercato sta diventando più competitivo ed elastico dando spa- zio alla libera circolazione dei prodotti prima bloccati dalle esclusive incrociate.

Quei concessionari che ancora non hanno compreso la portata di tale cam- biamento saranno presto esclusi dal mer- cato. Per questo motivo diventa necessa- rio e strategico innovare le proprie struttu- re organizzative attraverso la settorializza- zione e la specializzazione. Il mondo dell’Automotive sarà sempre più caratte- rizzato dalla distinzione tra produttori; concessionari; commercianti; noleggia- tori; produttori e produttori di servizi legati alle automobili.

In questo scenario anche l’usato acqui- sta maggior importanza e diventa necessario preparare persone a vendere l’usato nello stesso modo in cui si vende il nuovo.

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Lucia e Pino Sergianni

D: Che legame c’è tra queste trasfor- mazioni e il Progetto formativo che lei propone?

R:la realtà del mondo lavorativo è in continua evoluzione: flessibilità e prepa- razione dventano le condizioni necessa- rie per essere inseriti nelle aziende del set- tore. Molto spesso i giovani si avvicinano al settore dell’Automotive o perché eredi- tano dai padri l’attività, o per caso, non trovando altri sbocchi lavorativi, oppure per conoscenze nell’ambiente. I cam- biamnti nel mercato a cui ho fatto riferi- mento impongono a questo settore di non potersi più permettere di essere approssimativo nel scegliere le risorse da impiegare nell’attività, soprattutto nel contatto diretto con i clienti. È necessaria una preparazione mirata, che non lasci spazio all’improvvisazione e alle incertez- ze. I giovani che si affacciano al mestie- re devono essere istruiti al meglio, devo- no avere una conoscenza completa del prodotto. Spesso mi è capitato di vedere sul campo che molti venditori si approc- ciano al cliente nel modo sbagliato, non andandogli incontro nel momento in cui si presenta nel parcheggio, non ascol- tando le sue esigenze, non interagendo con lui. Io credo che la cortesia, l’ascolto siano aspetti scontati. Io non voglio inse- gnare ai ragazzi come avvicinarsi ai clienti. Questo deve fare già parte del loro background, altrimenti hanno sba- gliato mestiere. Io voglio dare loro una marcia in più: vorrei che si appassionas- sero al lavoro, pronti ad alzarsi al mattino presto motivati e entusiasti, con la voglia di imparare, di migliorare, di conoscere. Una cosa che ripeto spesso è che per farsi le ossa in questo mestiere sarebbe necessario eliminare le scrivanie e parti- re dalla base, cioè dal vivere il prodotto direttamente facendone esperienza con i sensi: lavare le auto,per esempio per- mette di rapportarsi al prodotto, di sentir- ne la consistenza, assaporarne l’odore…Il mio progetto è finalizzato a preparare giovani motivati alla conoscenza del pro- dotto-l’auto-in tutti i suoi aspetti per esse- re in grado di interagire con il cliente facendosi interpreti delle sue reali esigen- ze. Il cliente prima di tutto.

D: Ci spieghi meglio come intende rea- lizzare il progetto dell’Accademia.

R:Il progetto dell’Accademia nasce per preparare e “costruire”risorse umane da avvicinare al mondo dell’automotive in maniera consapevole e coerente con le necessità delle aziende moderne. Le risorse sono al centro di questo progetto per contribuire alla loro crescita professio- nale. Il punto di partenza è permettere a

ciascuno di acquisire conoscenze e sperimentarle in prima persona: coordi- nare la consulenza,la formazione, l’espe- rienza pratica sul campo con quella teo- rica sono le chiavi er fare emergere le potenzialità dei singoli e coadiuvare le aziende ei clienti nella scelta delle risorse umane più valide. La conoscenza e il rispetto per la cultura aziendale del setto- re permetteranno di seguire le persone in tutte le fasi previste dalla formazione (seminari e workshop; discussioni in aula e lavori di gruppo; esercitazioni e simulazio- ni di vendita; esperienze pratiche e verifi- ca sul campo; stage presso Aziende concessionarie e operatori del settore) accompagnando i ragazzi in un vero percorso di crescita e cambiamento. I ragazzi parteciperanno a dei colloqui di selezione e a degli assessment di grup- po; solo in un secondo momento potran- no seguire corsi di approfondimento su misura e altre opportunità alternative messe a disposizione dalla nostra rete di professionisti. La valutazione delle com- petenze e delle conoscenze attese verrà infine effettuata per garantire a tutti i par- tecipanti l’efficacia e le coerenza del percorso intrapreso con le reali necessità delle aziende. Al termine sarà previsto un coaching per coloro che saranno di fatto inseriti in azienda ed eventualmente degli stage.

D: Ha già predisposto una team di col- laboratori che si occuperanno della Formazione?

R:Sono sincera nel dire che io non ho il carattere giusto per sedermi dietro ad un tavolo e fare da mentore ai ragazzi. Ho ritenuto importante scegliere un team di professionisti già inseriti da tempo in diversi settori del mondo automobilistico nella vendita, nel noleggio nella forma- zione, nella consulenza organizzativa e tecnica. Ma oltre alle loro doti professio- nali riconosciute ed indiscusse ho punta- to sulla loro capacità di trasferire ai gio- vani le loro conoscenze e la loro passio- ne per il mestiere. Alcuni nomi? Renata Albergotti, donna elegante e di classe laureata alla Bocconi e con esperienza maturata nell’azienda di famiglia nel campo amministrativo. Aurora Di Pietro, una altra donna di classe esperta in for- mazione, cresciuta professionalmente in una casa automobilistica di alto livello. Poi Mario Artale, oggi in pensione, ma a mio avviso una delle persone più prepa- rate nel settore. E infine persone scelte all’interno di STIMA S.r.l., una società conosciuta nel campo delle perizie e della gestione dei sinistri e dei guasti che tiene da anni corsi presso le aziende per

formare il personale tecnico amministra- tivo. Intendo anche avvalermi della par- tecipazione di Testimonial d’eccezione che hanno già dato la loro disponibilità ad incontrare i ragazzi e raccontare loro la loro storia professionale.

D: Un sogno che si realizza allora?

Ho scelto un’immagine precisa per sim- boleggiare questa mia avventura: una giostra colorata. È un immagine legata all’infanzia, alla voglia di giocare, di esse- re spensierati. È così che io vivo il lavoro: come un gioco, un occasione per met- tersi continuamente alla prova, per imparare. Io vorrei trasferire questa mia visione ai giovani: la vita ci pone conti- nuamente delle sfide che dobbiamo essere pronti a raccogliere. Ma per farlo dobbiamo essere preparati, dobbiamo metterci il cuore. Ecco perché la colon- na sonora dell’Accademia è Notti magi- che, la canzone che ha accompagnato i mondiali di calcio. I ragazzi devono essere pronti ad entrare in campo, a gio- carsi la loro partita con grinta, passione ed energia, consapevoli di fare parte di una squadra che saprà sostenerli sem- pre. Ma per fare questo devono prepa- rarsi, con serietà ed impegno.

D: Il sogno finisce qua?

R: Mi ritengo una persona vulcanica, incapace di fermarmi: quello della for- mazione è un progetto che si sta concre- tizzando per dare ai giovani, anche ai molti stranieri che oramai si sono radicati nel nostro paese una concreta possibili- tà. Però il mio sguardo si allarga anche alla realtà delle aziende italiane del nostro settore, per lo più famigliari. La glo- balizzazione e le trasformazioni del mer- cato sono fattori critici per queste realtà che rischiano di scomparire. Il mio sogno è che partendo dalla formazione si crei- no le condizioni ideali per poter far cre- scere anche queste aziende, mantenen- do un forte radicamento nella tradizione, ma con un occhio avanti capace di interpretare le nuove esigenze. Auspico la possibilità concreta di creare una sorta di marchio Italia, che aggreghi queste aziende, sul modello di quello che ha fatto la Renault in Francia, per organizza- re il settore in senso manageriale.

La sfida è stata lanciata.

L’ AUTO CHE VERRA’

Gennaio 08

Suzuki Splash

Febbraio 08

BMW Serie 1 coupè

Marzo 08

Audi A3

Aprile 08

Kia Picanto

Con un aspetto giovanile, ed un nome che lascia il segno, al prossimo Salone di Francoforte debutterà l’inedita compatta dal design europeo, disponibile in 3 motoriz- zazioni benzina e turbodiesel con emissioni CO2 inferiori ai 140 gr/km. Suzuki Splash, così si chiamerà la nuova “compatta”, fresca ed eccitante di Suzuki Motor Corporation. Con una lunghezza totale di 3,7 metri ed una larghezza di 1,7 metri, offre un’ampia e con- fortevole abitabilità interna con sufficiente spazio per gli adulti. Il suo design moderno è stato concepito per conseguire un’aerodinamica molto efficace per raggiungere emis- sioni di CO2 ridotte. Sarà disponibile con due differenti motori a benzina: un 1.0 12V in configurazione 3 cilindri, con una potenza massima di 65 CV (48kW) seguito dal 4 cilin- dri 1.2 – 16 valvole, con una potenza massima di 86 Cv (63kW).

Con queste motorizzazioni, un basso coefficiente di attrito ed un livello di coppia sostan- zialmente costante a basse e medie velocità, aiutano ad assicurare buona guidabilità ad ogni regime di giri del motore, promuovendo l’economicità di consumi e livelli di emissioni limitati.

I clienti che preferiranno cono ogni probabilità una motorizzazione diesel, potranno sce- gliere un collaudato 1.3 DDiS common-rail, 16 valvole, a cui aggiungere in optional il fil- tro anti-particolato, in grado di erogare una potenza massima di 75 CV (55kW).

Nell’ottica delle crescenti esigenze ambientali, le emissioni di tutti i tre modelli con cam- bio manuale a 5 marce si attestano tra i 120 gr/km ed i 140 gr/km.
I motori a benzina sono entrambi propulsori di nuova generazione sviluppati ex novo da Suzuki Motor Corporation. Il motore diesel verrà prodotto nello stabilimento Suzuki sotto la licenza di Fiat Group Automobiles S.p.A.

In Europa, Suzuki mira ad un obbiettivo annuale di vendita pari a 60.000 unità di Splash. Il nuovo modello è stato sviluppato da Suzuki Motor Corporation e verrà prodotto nello Il Paddock

domande e risposte su argomenti tecnici proposti dai lettori

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Cosa ne pensate della modifica della centralina della dell’auto per aumen- tarne le prestazioni? È una pratica legale? È un’operazione consigliabile?

parte seconda

I modi per riprogrammare?

Per rimappare la ECU si possono seguire strade diverse. Quella più classica preve- de la rimozione della memoria. La si riscri- ve nella stazione di lavoro, si risalda e poi si va a provare su strada (o al banco prova motore) verificando i risultati otte- nuti di solito si impiegano anche strumen- ti di misura, come il rilevatore del valore lambda (la Sonda Lambda è un Sensore di ossigeno, adottato quasi esclusiva- mente sui motori benzina. È il sensore principale per il funzionamento del siste- ma di gestione. Permette adeguamenti della carburazione in tempi rapidissimi). Se qualcosa non va si smonta tutto di nuovo e si ricomincia l’intera procedura. La prassi, come si può intuire, è lunga, anche perché il preparatore ritocca più di una mappa. A conti fatti si riscrivono un centinaio di “caselle” ma si può arrivare anche ad un migliaio, se le mappe da ritoccare sono molte. Un altro modo per rimappare è quello “dell’emulazione in tempo reale”, metodo più preciso, per- ché si riesce a “vedere”, istante per istan- te, dove va a leggere la centralina. Le caselle “attivate” durante il funzionamen- to vengono “evidenziate” con un colore particolare dal software di modifica e quindi risultano facilmente individuabili. Per usare questo metodo si deve togliere la Eprom dalla centralina e collegare un computer portatile al suo posto. L’Eprom è la memoria non volatile a programma- zione singola e cancellazione con lam- pada a raggi UVC. I software di elabora- zione permettono al PC di simulare la memoria, mentre sul video si possono leggere le varie mappe durante il funzio- namento del motore. Tutto ciò si modifi- ca nel corso di una prova su strada (più raramente al banco prova motore). È intuitivo che questo metodo risulti più rapido e preciso, perché si procede ad oltranza finché non si è soddisfatti dei risultati ottenuti. Dopo avere individuato e riscritto le zone da modificare (mentre il propulsore continua a “girare” normal- mente), il nuovo programma di rimappa- tura viene salvato sul PC e poi riscritto nel-

l’eprom prima di rimontarla al suo posto. Il vantaggio della rimappatura “in tempo reale” risiede nella possibilità di operare mentre il veicolo viaggia, sperimentando “all’istante” la bontà delle modifiche apportate. L’ultimo metodo di riprogra- mazione è quello per “via seriale”, con cui si modifica il software delle centraline microibride. In questo caso si può solo “scaricare e caricare” il programma attraverso la presa diagnosi, ma non si può intervenire in “tempo reale”. La pro- cedura ricalca quella per tentativi, espo- sta nel primo metodo. A tutt’oggi non è possibile lavorare con il motore in moto quando si dialoga per via seriale con la centralina (solo il quadro strumenti viene acceso). L’unico vantaggio di questo metodo consiste nel “non dover violare fisicamente la centralina elettronica”, cioè l’hardware: dunque, niente saldato- re e giravite!

Le ECU più evolute.

Alcune centraline non possono essere rimappate. Un po’ a causa delle norma- tive, ad esempio la “Euro 4”, anche per- ché sono spesso corredate di mappe criptate, praticamente inviolabili. Esse riconoscono se sono state modificate anche verificando i codici una volta al secondo. Ma non è tutto. Nascono nuove famiglie di centraline che hanno solo alcune zone del programma modifi- cabile ed altre no. In questo caso non si riesce ad intervenire nelle zone utili. Alcune centraline elettroniche dunque sono reputate “inviolabili”, magari perché ancora non si conoscono i loro protocol- li. In questo caso (se il modello è poco diffuso o se di recentissima produzione) si può tentare di sostituire la scheda elettro- nica all’interno con una che abbia una eprom mappabile, il problema è trovar- ne una con “l’attacco compatibile”. Ammesso che ciò sia fattibile (è come sostituire l’intera centralina, o quasi), il prezzo della modifica diventa davvero elevato. Esistono poi vari tipi di centraline aggiuntive, alcune delle quali offrono il vantaggio di poter sfruttare le mappe elaborate solo quando si interviene su un interruttore dall’abitacolo. In ogni caso tali dispositivi si basano sul metodo di “inter- cettazione” dei segnali e dunque risulta- no “poco invasive”. Sulle reali potenzialità di intervento è opportuno esaminare, caso per caso, la via più vantaggiosa da seguire per ottenere i risultati sperati.

Per concludere

rispondendo alle domande iniziali: Cosa ne pensate della modifica della centrali- na per aumentare le prestazioni? Pensiamo che nessuno meglio degli ingegneri progettisti possa trovare il giusto compromesso tra consumo, prestazioni, usura, emissioni, affidabilità, durata ed economia di gestione di un motore. Qualcun altro potrà modificare un para- metro (solitamente la potenza) ma sicu- ramente a scapito di uno o più degli altri. È una pratica legale? No. Qualsiasi modi- fica dei dati caratteristici di un veicolo comporta una difformità dalla omologa- zione, vietata dal Codice della Strada. È una operazione consigliabile? Non pos- siamo consigliare una pratica illegale.

 

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