UN PRIMO VERO APPROFONDIMENTO GIURIDICO SULLA VIDEO PERIZIA

Nel mese di marzo dello scorso anno, in pieno lockdown, tutti i professionisti del nostro bel Paese e non solo, si son ritrovati ad affrontare oltre agli innumerevoli problemi legati alla estemporaneità dell’evento pandemico, anche una attenta ricerca di soluzioni per il lavoro a distanza. In tanti si sono così avvicinati per la prima volta ad applicazioni del tipo Teamviewer, Skype o Zoom, facendo scorgere dietro alla drammatica disavventura della Covid-19, anche qualche piccola ma interessante, nuova prospettiva di lavoro.

In Italia, nel frattempo, le Imprese assicurative, tramite l’ANIA, ovvero l’associazione che le rappresenta nella quasi totalità, hanno diramato una direttiva che invitava le reti fiduciarie a utilizzare lo strumento della video perizia al fine di limitare i contatti con i danneggiati e quindi i potenziali contagi, adempiendo quanto più possibile alle prescrizioni dei vari DPCM che di lì a poco si andavano susseguendo sotto il Governo Conte 2. La direttiva, invero, invitava a utilizzare tale strumento di perizia in remoto anche al termine dell’emergenza sanitaria, delineando così una prospettiva per il futuro che la vedrebbe preponderante, se non addirittura sostitutiva, rispetto alla classica ispezione diretta dei danni alla quale siamo stati, talvolta anche con intimidazione, abituati a operare per anni.

Il significativo cambiamento di questo paradigma non poteva che portare a una minima riflessione in più rispetto a quanto deliberato sotto la sola spinta emotiva dell’emergenza sanitaria, pertanto con alcuni illustri colleghi della città di Latina, abbiamo deciso di avviare una serie di appuntamenti via Skype. Ne è nato un interessante dibattito che con il prosieguo degli incontri ha fatto emergere numerose criticità. Tra queste, però, ve ne erano alcune che richiedevano assolutamente il supporto di un esperto del settore sotto il profilo giuridico, e quindi, vista la mia conoscenza diretta con l’Avvocato Annunziata Candida Fusco, che è sicuramente la più formata in Italia in materia di Periti assicurativi, abbiamo deciso di commissionare a lei un lavoro di ricerca, il cui risultato viene allegato a questa e-mail. Possiamo definire tale interessantissima relazione tecnica il primo vero punto di partenza di un dibattito finora mai seriamente affrontato, ma assolutamente pertinente e necessario. Al termine della lettura di questo prezioso lavoro vi domanderete anche voi con molte probabilità, quanto la “perizia da remoto” sia per la nostra professione veramente efficace e funzionale oppure, viceversa, pericolosa o, addirittura, non aderente al nostro sistema normativo.

L’obiettivo, tuttavia, è quello di arricchire e completare la ricerca in maniera imparziale, con il contributo di tutti i colleghi, anche di aree geografiche diverse, tramite testimonianze e discussioni, che portino poi l’intero comparto assicurativo a riconfigurare queste nuove procedure di lavoro, in un nuovo quadro operativo, e facendone così un uso più pertinente e conforme alle leggi vigenti.

A tal proposito, quindi, vi invito a partecipare tutti, nessuno escluso, a questo importante dibattito, per arricchirlo oppure solo per informarvi in maniera corretta ed esaustiva.

Confidando in una tua fattiva partecipazione, con il gruppo di Periti che ha dato il via a questa importante ricerca, abbiamo creato una apposita casella di posta elettronica, verso la quale potrai indirizzare le tue testimonianze o solo manifestare il tuo interesse. Ti ricordo che questo confronto tra tutte le parti interessate (invero anche i consumatori lo sono) è assolutamente necessario per evitare che tali procedure vengano adottate erroneamente in maniera definitiva, quindi non perdere l’attimo e partecipa a tutte le iniziative che intraprenderemo su questo delicato tema.

Email per partecipare al dibattito: incontri.videoperizia@gmail.com

Buona lettura
Un cordiale saluto

Massimiliano Panecaldo
Perito Assicurativo e
Consulente Tecnico del Tribunale Civile di Roma

 

 

  Avv. Annunziata Candida Fusco

Avvocato e insegnante di Diritto, la sua sede operativa è a Bergamo. Da anni collabora, oltre ad altre, anche con la rivista giuridica “La Tribuna”, sulla quale sono stati pubblicati molti importanti articoli a sua firma inerenti lo specifico tema della professione del Perito Assicurativo.  avvocatofusco.com

Scarica il pdf: PERIZIA-DA REMOTO-26-feb2021

fonte: https://www.effettivisivistudio.com/video-perizia/home.html?fbclid=IwAR2ymoZXvAMTqyETlMVMYj9vUR0IaZQoAzP2jfYmhCWA9Q0SwpiBBFS9yw4

Come è fatto un sogno?

Come è fatto Supercar HD Ferrari FF

sognare un pò, ma anche per  fare un veloce ripasso di tutte le fasi necessarie per costruire una vettura in maniera evoluta ma per lo più a mano da moderni artigianale.

Per vedere il video click sulla foto o sul link seguente:  Come è fatta una Ferrari FF

I 15 lavori senza laurea con stipendio molto alto (anche da casa): la classifica

Ci sono 15 lavori senza laurea, per i quali basta il solo diploma, che hanno uno stipendio molto alto. Dall’analista di intelligence al perito assicurativo, alcuni è possibile svolgerli da casa, in smart working. Vediamo qual è la classifica.

Ci sono 15 lavori senza laurea con uno stipendio molto alto e parte dei quali si possono svolgere da casa. D’altronde con la pandemia di Covid molte abitudini sono cambiate ed è facile trovare lavori da casa anche ben retribuiti.

La classifica dei 15 lavori senza laurea con stipendio alto è stata elaborata negli Stati Uniti dal sito Business Insider che ha tenuto conto dei dati statistici del 2020 del Bureau of Labor Statistics. Una classifica d’oltreoceano ma che trova chiari riscontri anche nel nostro Paesesebbene con le dovute differenze.

Una parte di questi lavori ben pagati e senza laurea possono anche essere svolti in smart working. Il lavoro agile d’altronde ha occupato gran parte del 2020 e continua a essere raccomandato, dato il perdurare della pandemia, anche con il nuovo anno in Italia e nel resto del mondo.

Abbiamo visto quali sono i 20 lavori per Millennial con stipendi a 6 cifre. Vediamo ora quali sono i 15 lavori senza laurea strapagati e da poter fare anche da casa secondo la classifica.

I 15 LAVORI DA CASA SENZA LAUREA E CON STIPENDIO ALTO: LA CLASSIFICA

Tra i 15 lavori da casa senza laurea e che prevedono uno stipendio alto negli Stati Uniti, la classifica pone al primo posto quello del Gestore di trasporti, stoccaggio e distribuzione.

Un lavoro questo che negli Stati Uniti fanno circa 132mila persone e con uno stipendio di 87mila euro l’anno (103mila dollari). Un lavoro tuttavia che non è possibile svolgere da casa, ma che non richiede la laurea e per il quale basta il diploma.

Andando avanti con la classifica troviamo:

  • Responsabile e supervisore degli addetti alle vendite non al dettaglio

Al secondo posto della classifica troviamo chi si occupa di supervisionare e coordinare l’attività degli addetti alle vendite all’ingrosso. Lo stipendio è di 72mila euro (86mila dollari), si può fare senza laurea e sono 249mila le persone che svolgono questo lavoro negli USA.

  • Analista di intelligence

Al terzo posto della classifica dei 15 lavori senza laurea e con stipendio alto troviamo quello di analista di intelligence. Chi fa questo mestiere ricerca minacce per la sicurezza nazionale e lo stipendio è di 72mila euro 86mila dollari.

Diciamo subito che in Italia per fare l’analista di intelligence e lavorare per la sicurezza nazionale è necessario avere la laurea e inoltre si viene assunti non mediante concorso pubblico, come può avvenire per le Forze dell’ordine, ma attraverso un reclutamento mirato. Per fare l’analista di intelligence in Italia vengono richieste anche elevate conoscenze linguistiche.

  • Agente immobiliare

Per l’agente immobiliare lo stipendio negli USA è di 81mila dollari ovvero 68mila euro per 42mila addetti del settore.

Anche in Italia per fare l’agente immobiliare basta avere il diploma. Nel nostro Paese questo lavoro può essere svolto anche senza laurea, ma è necessario in ogni caso aver frequentato un corso di formazione con il superamento di un esame camerale. Quello dell’Agente immobiliare è un mestiere che in Italia può anche essere svolto come libero professionista.

  • Direttore delle Poste

In USA un direttore delle Poste ha uno stipendio di 78mila dollari l’anno ovvero 65mila euro e per diventarlo non serve la laurea.

Diversa è la situazione in Italia dove oggi, sebbene fino a qualche anno fa era un lavoro che si poteva svolgere anche senza laurea, è molto difficile arrivare a ricoprire il ruolo di direttore o direttrice delle Poste con il solo diploma.

Lo stipendio rispetto agli Stati Uniti poi nel nostro Paese è molto più basso. In Italia lo stipendio di un direttore delle Poste va dai 40 ai 43mila euro annui.

  • Gestori di proprietà e di immobili

60mila euro, vale a dire 71mila dollari, è lo stipendio per i gestori di proprietà e immobili che in USA sono 220mila.

  • Rappresentate

Il rappresentante di vendita è al settimo posto nella classifica dei 15 lavori senza laurea e con stipendio alto. In USA lo stipendio è di 71mila dollari ovvero 60mila euro.

Per fare il rappresentante di vendita in Italia, a seconda sia chiaro del settore, è richiesta la laurea come è evidente dai numerosi annunci che si possono trovare sul web.

  • Perito assicurativo

Il perito assicurativo prende in USA uno stipendio di 69mila dollari che tradotti sono 58mila euro. Il perito assicurativo quantifica i danni per i quali è richiesto un indennizzo. Il lavoro del perito assicurativo può essere svolto senza laurea anche in Italia.

  • Agente assicurativo

L’agente assicurativo invece, come in Italia, vende prodotti e servizi assicurativi. Nella classifica è in nona posizione. Lo stipendio in USA è di 67mila dollari annui che tradotti nel nostro conio sono 56mila euro.

  • Assistente amministrativo

L’assistente amministrativo è colui che fa funzionare l’azienda e si occupa di documenti e scadenze. Lo stipendio è di 62mila dollari medi lordi l’anno che in Italia sono 52mila euro. Un lavoro questo che si può svolgere da casa.

  • Risorse umane per braccianti agricoli

Chi lavora nel campo delle risorse umane per braccianti agricoli si occupa di reclutare operai per i campi. Lo stipendio è di 62mila dollari negli Stati Uniti che in Italia si traduce in 52mila euro.

Quella del reclutatore di braccianti agricoli non è una figura che in Italia sia presente o conosciuta. Nel nostro Paese come sappiamo purtroppo esiste la piaga del caporalato, un sistema criminale di sfruttamento della manodopera, specie di immigrati irregolari, che lavora senza diritti e dignità.

  • Responsabile dipendenti in ufficio

Questa figura coordina i dipendenti in ufficio e funge da tutor. Lo stipendio è in media di 60mila dollari, in euro sono 50mila euro.

  • Responsabile dei lavoratori trasporto merci

Un lavoro senza laurea, per il quale basta il diploma quello del responsabile dei lavoratori del trasporto merci. Negli USA lo stipendio è di 58mila dollari ovvero 49mila euro.

  • Detective

Quello del detective è lavoro che in USA coinvolge 35mila persone con uno stipendio di 57mila dollari ovvero 48mila euro. È difficile trovare in Italia una figura che rispecchi quello che nell’immaginario collettivo è il detective statunitense.

Forse ci si avvicina l’investigatore privato o il commissario di Polizia. In Italia tuttavia per diventare commissario di polizia da civile è richiesta la laurea.

  • Impiegato di agenzie di intermediazione

A chiudere la classifica dei 15 lavori senza laurea, parte dei quali è possibile anche svolgere da casa, è il mestiere dell’Impiegato di agenzie di intermediazione che ha uno stipendio di 55mila dollari, 46mila euro annui.

In Italia lo ricordiamo, tra i lavori senza laurea che si possono svolgere e che sono anche ben pagati con uno stipendio alto, troviamo moltissimi lavori nel campo dell’informatica come il Software Developer. La laurea è preferibile certo e requisito in più, ma non indispensabile.

Teresa Maddonni

Fonte: Money.it

 

 

 

Roma, falsi certificati medico-legali Anche di morte. Sospesi funzionari Asl

I carabinieri del Nas hanno effettuato lunedì mattina 33 perquisizioni domiciliari e in uffici, anche di agenzie funebri. Fino ad ora sequestrata documentazione relativa a oltre 400 posizioni. Il sospetto che alcuni decessi siano stati anche per Covid

Roma, falsi certificati medico-legali Anche di morte. Sospesi funzionari Asl
Oltre 400 certificati per false visite medico legali su cadavere, mai eseguite, per confermare il decesso e anche le cause, consegnati dietro pagamento ai responsabili di alcune agenzie funebri della Capitale. E fra questi anche decessi che si sospetta possano essere avvenuti per Covid, comunque non per cause legate a reati. È solo una parte dell’immensa mole di documentazione contraffatta che il Nas dei carabinieri di Roma ha scoperto nel corso di un’indagine che lunedì mattina ha portato a trentatré perquisizioni di abitazioni e uffici e alla notifica del provvedimento di sospensione dal pubblico servizio per sei mesi nei confronti di due funzionari di una Asl capitolina che lavorano presso il Dipartimento di medicina legale.

Toccherà ai carabinieri, ora, capire dove possibile le cause esatte dei decessi, anche perché in molti casi le tumulazioni sono già avvenute. E anzi sembra proprio che il giro di falsi certificati, firmati a nome dei medici incaricati (da capire se alcuni di loro fossero consapevoli o ignari che il loro nome era finito su quei documenti), servisse proprio per accelerare pratiche che altrimenti, visto il periodo di emergenza coronavirus, avrebbero avuto un iter più lento. E l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato annuncia: «La vicenda oltre che essere grave, mette in cattiva luce lo sforzo che tutta la sanità regionale sta compiendo nel contrasto alla pandemia. I dipendenti Asl infedeli saranno immediatamente sospesi e avviate le procedure per il licenziamento. Le mele marce vanno allontanate e la Regione si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento».

I militari dell’Arma contestano ai due funzionari di Asl centrali della Capitale e ad altri indagati, a vario titolo, i reati di corruzione, falsità ideologica e materiale, truffa aggravata ai danni dello Stato. In particolare è stata accertata l’esistenza di una vera e propria banda che dietro pagamento di somme di denaro rilasciava anche falsi certificati a persone che volevano ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile oppure un aggravamento di una condizione già presente, con l’aumento delle percentuali, in modo di ottenere le relative pensioni. I certificati in questione riguardavano anche il riconoscimento della 104 per l’assistenza di familiari invalidi o gravemente malati. Ma dopo che le indagini sono cominciate proprio per scoprire il traffico di questo genere di certificati rilasciati nel corso del 2020, ecco che i carabinieri hanno scoperto il secondo filone, quello legato ai decessi.

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Addio 9-5: nell’ufficio del post covid si giocherà con il 3-2-2 | Business Insider Italia

Dal tradizionale schema 9-5 a un più innovativo 3-2-2: non stiamo parlando di calcio e di impostazioni tattiche, ma di lavoro. In particolare, di come potrà cambiare la struttura della settimana lavorativa tipo dopo la pandemia: un evento dirompente, che ha modificato in modo radicale le abitudini di vita di molti di noi. Ora che l’arrivo del vaccino ha reso più concreta l’ipotesi della fine dell’emergenza, si discute di quali cambiamenti resisteranno anche nella “nuova normalità” ridisegnando le sorti della vita in ufficio.

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Tra i trend più innovativi emersi negli ultimi mesi ci sono la possibilità di lavorare da qualsiasi posto, con il conseguente svuotamento delle città più grandi e costose a favore di un ripopolamento delle province e delle aree rurali, e la settimana lavorativa di quattro giorni. Tuttavia, il vero cambiamento destinato a restare nel lungo termine, secondo l’esperta dell’Harvard Business School Ashley Whillans, riguarda proprio i numeri che governano la struttura degli impegni lavorativi. Anche dopo la pandemia in gran parte degli uffici il vecchio schema 9-5, cioè l’orario lavorativo classico per cinque giorni la settimana, potrebbe andare in pensione in favore di un più nuovo 3-2-2: tre giorni in ufficio, due in remoto, due liberi.

Per l’esperta una soluzione del genere sarebbe il perfetto compromesso, in grado di soddisfare le esigenze di chi apprezza i vantaggi del lavoro da remoto e quelle di chi invece non vede l’ora di ritrovare l’interazione personale tra i colleghi. Una struttura 3-2-2 darebbe ai lavoratori una certa sicurezza e linee guida precise da seguire, lasciandoli al contempo liberi di scegliere l’organizzazione che funziona meglio per la loro vita: questa soluzione consentirebbe di conciliare l’ambiente favorevole dell’ufficio con la libertà di gestire il proprio tempo in famiglia, una delle poche eredità favorevoli del 2020.

Nell’anno funestato dal covid, infatti, lavorare da remoto è diventata una possibilità concreta anche per chi non aveva mai provato questa esperienza: secondo l’indagine di Deloitte “The voice of European workforce”, prima del lockdown solo per il 37% degli europei e per il 33% degli italiani era possibile lavorare in maniera agile, mentre per il 41% (sia in Europa che in Italia) il proprio lavoro non poteva essere svolto in alcun modo da remoto. Per gli italiani, i principali cambiamenti portati dalla pandemia nel proprio lavoro sono stati l’incremento di autonomia (43%) e una maggiore flessibilità della giornata lavorativa (45%). Due dipendenti su tre, sia in Europa che In Italia, si aspettano di lavorare da remoto più spesso del solito nella nuova normalità.

“I lavoratori chiederanno più flessibilità e anche le società ne avranno bisogno”, ha precisato Whillans, secondo cui in ogni caso lo schema verrà adattato in maniera differente a seconda dei settori e delle aree geografiche. Secondo i dati del LinkedIn’s Workforce Confidence Index quasi la metà (47%) dei professionisti Usa crede che continuerà a lavorare, anche parzialmente, da remoto anche dopo la fine della pandemia, con punte del 73% e del 67% rispettivamente in settori come il tech e la finanza.  Tra gli effetti positivi generalizzati ci sarà senz’altro la riduzione dell’affollamento nelle ore di punta, visto che non tutti i lavoratori  si sposteranno negli stessi orari.

In generale, il passaggio a un approccio misto tra il lavoro da remoto e la presenza porterà a vantaggi come una maggiore produttività, una riduzione dell’assenteismo e un aumento della felicità dei dipendenti,  come già avevano dimostrato le esperienze delle società che avevano sperimentato soluzioni simili anche prima della pandemia.  Per questi motivi il passaggio dal vecchio schema 9-5 al nuovo 3-2-2 può essere considerato molto più che un semplice modo per placare le pressanti richieste dei dipendenti di maggiore flessibilità. Di fatto, per gli esperti una soluzione del genere può rappresentare l’arma vincente per garantire allo stesso tempo la serenità dei dipendenti e il successo delle aziende.

Sorgente: Addio 9-5: nell’ufficio del post covid si giocherà con il 3-2-2 | Business Insider Italia

IL PERITO ASSICURATIVO INCENDIO

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Da: <info@collegioligureperiti.it>
Date: mar 29 dic 2020 alle ore 16:31
Subject: info libro Learte Manfredi

Buon giorno gentili colleghi,  con la presente vi presento la pubblicazione del nostro associato Learte Manfredi,  Perito Assicurativo Incendio e Danni Complessi,  www.rischiperizie.it   il libro è rivolto ad aziende e  compagnie assicurative  e tecnici del settore, tutte le informazioni le potrete trovare sulla pagina del nostro collega  del nostro sito    https://www.collegioligureperiti.it/portfolio-articoli/laerte-manfredi/

Cordiali saluti

Gai

 

 

Auto, mercato europeo in picchiata e rallentano anche suv crossover

Secondo l’analisi di Jato Dynamic l’effetto del coronavirus sull’auto si fa ancora sentire nell’11o mese dell’anno. In diminuzione le vendite dei suv-crossover nel 2020

Un nuovo calo in doppia cifra a novembre per il mercato dell’auto in Europa che infatti risente sempre dell’impatto negativo della pandemia. Nell’undicesimo mese dell’anno il mercato ha registrato 1.045.129 nuove auto vendute, il 13% in meno dello stesso mese del 2019. Si tratta del novembre con un volume di vendite più basso dal 2014, quando erano state immatricolate 989.500 unità. Negativi anche i dati dall’inizio dell’anno con un calo del 26%, con 10,71 milioni di vendite tra gennaio e novembre la cifre più bassa dall’inizio di questo secolo.

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Le moto possono circolare nelle Ztl?

Molti utenti ci chiedono se le moto possano circolare nelle Ztl senza particolari restrizioni. La risposta non è univoca perché ogni Comune può permettere che ciclomotori e motocicli entrino liberamente nelle zone a traffico limitato, oppure può vietarlo (o limitarlo a determinati giorni e orari), in base al proprio regolamento. Pertanto non c’è una regola fissa, per esempio del Codice della Strada e quindi valida in tutta Italia, che preveda l’ingresso o meno delle moto in Ztl. L’articolo 7 comma 9 CdS si limita infatti a stabilire che “i Comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio”. Senza fare nessuna distinzione tra auto e moto.

CIRCOLAZIONE DELLE MOTO NELLE ZTL

Comunque dobbiamo dire che le moto sono di solito trattate piuttosto bene quando si tratta di decidere quali veicoli possano o no entrare in una zona a traffico limitato. Infatti in un’indagine di qualche tempo fa sulla mobilità a due ruote nelle principali città italiane, per cui sono state interpellate 104 città capoluogo di provincia, il 63% ha dichiarato di consentire il libero accesso di ciclomotori e motocicli all’interno delle Ztl, ritenendole soluzioni al traffico e all’inquinamento. Insomma, non c’è proprio da lamentarsi, anche se la percentuale potrebbe essere addirittura maggiore.

IN QUALI CITTÀ LE MOTO POSSONO CIRCOLARE NELLE ZTL?

Detto questo, vediamo adesso quali sono le principali città italiane che consentono alle moto di circolare nelle Ztl, tenendo conto che i regolamenti cambiano molto spesso (quindi meglio informarsi bene prima di accedervi, specie se si circola in una città diversa dalla propria) e che in alcuni Comuni sono ancora in vigore misure straordinarie per l’emergenza Coronavirus.

Torino: motocicli e ciclomotori entrano liberamente nella Ztl Centrale.

Genova: possono liberamente accedere alle varie Ztl della città solo i ciclomotori e i motocicli dei residenti (e soggetti assimilati) di ciascuna zona. Previa richiesta di un’autorizzazione.

Milano: motocicli e ciclomotori entrano liberamente in Area C; in Area B sono esclusi modelli a due tempi Euro 0 e 1 e a gasolio Euro 0 e 1.

Verona: possono entrare liberamente in Ztl ciclomotori e motocicli a due ruote.

Padova: il libero accesso di ciclomotori e motocicli nella Ztl di Padova è sempre consentito, salvo dove diversamente specificato e nel rispetto della segnaletica.

Bologna: la Ztl di Bologna del Centro Storico è aperta a ciclomotori e motocicli. Ci sono invece limitazioni per le altre Ztl Zona T, Università e San Francesco.

Firenze: ciclomotori a due ruote e motocicli possono accedere in Ztl previo inserimento nella ‘Lista bianca’.

Perugia: motocicli e ciclomotori per accedere nelle Ztl hanno bisogno di un apposito permesso.

Roma: motocicli e ciclomotori entrano liberamente in tutte le Ztl della Capitale;

Napoli: motocicli e ciclomotori possono accedere nella Ztl Tarsia – Pignasecca – Dante (tranne in via Brombeis), nella Ztl Belledonne – Martiri – Poerio e nella Ztl Mezzocannone. Nella Ztl Centro Antico è consentito l’ingresso soltanto ai ciclomotori, mentre nella Ztl Piazza del Gesù non possono accedere né motocicli né ciclomotori. Anche nella Ztl Marechiaro ciclomotori e motocicli non possono accedere se non espressamente autorizzati.

Bari: la libera circolazione di ciclomotori e motocicli nella Ztl della Città Vecchia è consentita solo nel settore Strada Verde; mentre nelle aree pedonali possono accedervi soltanto nei giorni feriali dalle 9:00 alle 10:00 e dalle 15:00 alle 16:00.

Palermo: ciclomotori e motocicli possono accedere nella Ztl di Palermo senza bisogno di pass.

Catania: per entrare in Ztl le moto hanno bisogno dello specifico contrassegno.

Cagliari: l’accesso e la sosta nelle Ztl di Cagliari è consentita senza nessuna formalità solo ai ciclomotori. Per i motocicli è richiesto invece un pass a pagamento.

SANZIONI PER LE MOTO CHE ENTRANO ABUSIVAMENTE IN ZTL

Quando non è previsto il libero accesso delle moto in Ztl, in caso di infrazione scattano le sanzioni previste dall’articolo 7 comma 13 del Codice della Strada: “Chiunque non ottempera ai provvedimenti di sospensione o divieto della circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 87 a 345 euro“. Ricordiamo alla fine che in base al comma 9-bis dello stesso articolo, nel delimitare le Ztl “i Comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida”. Quindi di norma moto elettriche e ibride entrano gratis nelle Ztl, ma attenzione che potrebbero esserci delle eccezioni.

Sorgente: Le moto possono circolare nelle Ztl?

L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA A SUPPORTO DELLE ATTIVITÀ PERITALI

SCEGLI ALLYmobile PER LE TUE VIDEOPERIZIE ONLINE

Da ideatori e creatori di ALLYmobile, la piattaforma delle video perizie online, teniamo a ribadire e sottolineare l’importanza della tecnologia a supporto del processo assicurativo e delle attività peritali.

La video perizia, usata correttamente dai professionisti in ambito peritale, può offrire un valido contributo nel gestire le pratiche da remoto. La stessa associazione Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici), sostiene che l’uso della video perizia sarà una tecnica operativa da poter utilizzare anche al termine del periodo di emergenza epidemiologica che stiamo affrontando.

Con ALLYmobile, ogni perito avrà la possibilità di utilizzare una tecnologia in grado di geo localizzare il dispositivo del danneggiato con una precisione impeccabile e, grazie al video a supporto della customer service, si potranno interfacciare in un’unica piattaforma tutti gli attori del sinistro, dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore.

Noi di ALLYmobile abbiamo elaborato con la nostra piattaforma un sistema di video perizia online semplice, intuitivo e allo stesso tempo completo.

Infatti, il sistema sviluppato permette di garantire un processo di gestione del sinistro mediante un’indagine preliminare attenta, anche se la pratica viene gestita tramite smartphone, poiché vengono registrate e inviate le informazioni necessarie per la pratica.

ALLYmobile basandosi sull’uso della video chiamata da smartphone, iOS e Android, permette di effettuare una video perizia dettagliata a distanza geo localizzata e, oltre ad acquisire foto e video, consente all’operatore di ottenere, inviare e scaricare documenti firmati come ad esempio accettazioni e quietanze; tutto nel rispetto del Regolamento Consap n.1 del 23 ottobre 2015 che disciplina le modalità di accesso all’attività peritale e lo svolgimento della stessa.

Grazie all’utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione la video perizia avviene in condizioni controllate attraverso una video chiamata tra il danneggiato e la supervisione del perito che, può valutare da remoto, la consistenza del danno ed elaborare una stima di esso in tempo reale.

Sarà il perito a valutare se integrare la video perizia con un sopralluogo tradizionale presso il danneggiato.

Il sistema di video perizia ALLYmobile rende agevole tutta la procedura attraverso un’interfaccia semplice, pensata appositamente per il mercato assicurativo.

Dunque, perché non provare a sfruttare i progressi tecnologici anche nel proprio lavoro?

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Oltre Grugliasco: 200 assunzioni, nuovo Stabilimento – TiConsiglio

Nuove assunzioni a Grugliasco (Torino) con Oltre s.r.l.. L’azienda aprirà un nuovo stabilimento e creerà 200 posti di lavoro entro l’anno. Ecco cosa sapere……… (leggi l’articolo)…… …… Si può facilmente ipotizzare, quindi, che si procederà a nuove assunzioni per carrozzieriverniciatorimeccanici e altre figure esperte nella riparazione degli autoveicoli. Per l’azienda sono di interesse non solo profili tecnici qualificati, ma anche persone disposte ad imparare un mestiere nuovo. Non è, inoltre, da escludere che saranno creati anche posti di lavoro per profili amministrativi ed altre mansioni.

Sorgente: Oltre Grugliasco: 200 assunzioni, nuovo Stabilimento – TiConsiglio

Professioni tecniche: verifiche su equo compenso – PMI.it

L’accordo prevede l’istituzione del nucleo di controlloche possa monitorare la corretta applicazione della disciplina in materia di equo compenso per i professionisti in ambito tecnico, con riferimento agli Ordini aderenti alla rete soggetti alla vigilanza del Ministero della Giustizia.

Un compenso che non sia equo lede la dignità del professionista e, inoltre, genera pericolose ricadute sul mercato e in termini di concorrenza – ha affermato il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede -. Oggi con la nascita del ‘Nucleo centrale di monitoraggio’ facciamo un importante passo in avanti perché sia assicurata la qualità dell’attività del professionista e di conseguenza aumenti la tutela dei cittadini e degli utenti.

Come ha sottolineato Armando Zambrano, l’equo compenso per i professionisti è un diritto ed è fondamentale estenderne l’applicazione a tutti i committenti e alla PA. Saranno i nuclei territoriali ad acquisire tutte le informazioni su convenzioni, bandi e altri atti di interesse, segnalando al nucleo centrale eventuali anomalie o violazioni.

Sorgente: Professioni tecniche: verifiche su equo compenso – PMI.it

Come si diventa liquidatore sinistri?

Il giorno gio 2 lug 2020 alle ore 16:55 <miriam.xxxxxx93@libero.it> ha scritto:

Buonasera,

mi chiamo Miriam xxxxxx, ho 26 anni e ho da poco conseguito una laurea in Giurisprudenza. Attualmente svolgo la pratica forense presso uno studio legale a Roma, e sono interessata al mondo delle assicurazioni. Sto seguendo delle lezioni on line di diritto delle assicurazioni. Vorrei avere delle informazioni più specifiche in merito al percorso formativo per acquisire l’abilitazione da liquidatore assicurativo.

Spero possiate aiutarmi.

cordiali saluti

Miriam

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Da: Roberto Marino <r.marino@apaid.it>
Date: ven 3 lug 2020 alle ore 18:29
Subject: Re: informazioni
To: <miriam.barbuto93@libero.it>

Buongiorno, i suoi studi sono una buona base per diventare liquidatore sinistri di una compagnia di assicurazione. Quando ho iniziato io, negli anni 80 era indispensabile una laurea in giurisprudenza. Non c’era Google e le cose bisognava saperle. Poi con l’avvento di internet e la tuttologia diffusa anche quelli che erano gli aministrativi sono diventati liquidatori ed il “mestiere” è diventato di dominio pubblico.

Questo per dirle che non c’è nessuna abilitazione alla professione di liquidatore. La formazione è fatta dall’affiancamento con un liquidatore esperto dopo l’assunzione. Comunque, se controlla le inserzioni per la ricerca di personale di quel tipo troverà con piacere che la laurea in giurisprudenza è un titolo preferenziale.
Ciò non toglie che ci siano scuole e corsi di liquidatori sinistri. Quella che conosco è il CINEAS https://www.cineas.it/ ma è di Milano. Sicuramente ci sarà qualcosa di simile anche a Roma. Anzi ho visto alcune inserzioni di Groupama che a Roma ha la direzione https://it.indeed.com/offerte-lavoro?q=Liquidatore%20Sinistri&vjk=7c6230b961b6b46b provi e..In bocca al lupo.
  

Cordiali saluti.

APAID

Associazione Periti Auto
ed Ispettori Danni
Presidente
Roberto Marino
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ALLYmobile: la soluzione a portata di smartphone per le tue video perizie online

ALLYmobile è una piattaforma di video perizie online pensata per migliorare alcune dinamiche lavorative in ambito peritale.

La modalità di video perizie online risulta essere la soluzione più pratica e veloce per gestire le attività peritali tramite smartphone comodamente da casa, senza recarsi personalmente dal cliente.

Riscontrando in prima persona i problemi legati al settore peritale, noi di ALLYmobile ci siamo resi conto di quanto fosse importante trovare una soluzione immediata ai problemi più comuni che i periti affrontano durante una perizia. 

Per questo, con la nostra piattaforma, abbiamo sviluppato un servizio semplice e intuitivo accessibile online da qualsiasi computer o tablet e, attraverso un cloud based, ALLYmobile è facilmente utilizzabile da smartphone, iOS e Android. 

I periti che hanno iniziato ad utilizzare allymobile.it, in accordo con le compagnie, hanno potuto verificare come, in alcuni semplici passaggi, è possibile effettuare e concludere una perizia da remoto in soli 10 minuti.

Grazie all’efficienza di ALLYmobile siamo riusciti a coinvolgere, nell’utilizzo della nostra piattaforma di video perizie, circa 70 studi peritali di tutta Italia, di cui la metà sono studi di periti auto e la restante parte sono studi peritali rami elementari e RCt. Siamo riusciti a dare alla nostra categoria un ottimo prodotto e ci impegneremo ad implementarlo in base alle esigenze dei nostri clienti.

ALLYmobile si basa sulla video chiamata da remoto e per poter effettuare la perizia a distanza abbiamo bisogno semplicemente di uno smartphone e di una connessione ad internet. 

Con ALLYmobile potrai, oltre ad acquisire foto e video, acquisire, inviare e scaricare documenti da firmare come ad esempio accettazioni e quietanze, tutto tramite il tuo smartphone. 

Grazie alla possibilità di utilizzare tecnologie in grado di geo localizzare il dispositivo del danneggiato con una precisione impeccabile, e grazie al video a supporto della customer service, si possono interfacciare in un’unica piattaforma tutti gli attori del sinistro, dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore velocizzando il processo di assistenza clienti.

Il professionista può iscriversi gratuitamente alla piattaforma e offrire così il suo servizio ai clienti attraverso una video perizia online.

Iscriviti gratuitamente cliccando su questo link allymobile.it/register.php, riceverai in omaggio 10 video chiamate per provare il sistema di video perizie online pensato da ALLYmobile.

Non ti resta che provare!

www.allymobile.it la piattaforma delle VIDEO PERIZIE ONLINE.

ALLYmobile per le tue video perizie online

Negli ultimi mesi è aumentato l’uso della video perizia negli studi peritali. Questo valido strumento, a supporto quotidiano e costante nelle operazioni di verifica sinistri, permette di offrire una perizia real time dettagliata a 360°. 

Grazie alla possibilità di utilizzare tecnologie in grado di geo localizzare il dispositivo con una precisione impeccabile, e grazie al video a supporto della customer service, si possono interfacciare con ALLYmobile in un’unica piattaforma tutti gli attori del sinistro, dall’assicurato al perito, dal riparatore al liquidatore.

ALLYmobile basandosi sull’uso della video chiamata da smartphone, iOS e Android, permette di effettuare una video perizia dettagliata a distanza geo localizzata e, oltre ad acquisire foto e video, consente all’operatore di ottenere, inviare e scaricare documenti firmati come ad esempio accettazioni e quietanze.

Per i periti che si stanno chiedendo se la modalità di video perizia è  consentita e regolamentata dal ruolo periti, riportiamo che  “ il Regolamento Consap n.1 del 23 ottobre 2015 disciplina le modalità di accesso all’attività peritale e lo svolgimento della stessa non entrando nel merito della perizia che rimane attualmente –sia per il contenuto che per le modalità di estensione- di totale pertinenza del Perito Assicurativo.”

ALLYmobile si basa sulla video chiamata da remoto e per poter effettuare la nostra consulenza a distanza abbiamo bisogno semplicemente di uno smartphone e di una connessione ad internet. 

Il perito può iscriversi gratuitamente alla piattaforma e offrire così il suo servizio ai clienti attraverso una video perizia online. Egli potrà scattare foto, registrare video, acquisire, inviare e scaricare documenti da firmare come ad esempio accettazioni e quietanze, tutto dal proprio smartphone. 

Iscrivendoti gratuitamente su www.allymobile.it/register.php riceverai in omaggio 10 video perizie per effettuare le tue perizie online comodamente dal tuo smartphone.  

Non ti resta che provare!

Flavia Adamo

www.allymobile.it la piattaforma delle VIDEO PERIZIE ONLINE.