Chi giudica le riparazioni a regola d’arte?

Il 22 ottobre c’è stato il primo incontro tra i Carrozzieri di Confartigianato, Ania e Consumatori sulle linee guida delle riparazioni a regola d’arte.

Nell’ambito dell’incontro si è deciso di proseguire il confronto sempre e strettamente trilaterale approfondendo alcuni temi necessari per mettere a punto le regole condivise dai tre schieramenti senza periti, finalizzate a migliorare i servizi di riparazione, tutelare gli utenti e garantire la sicurezza stradale, rimuovere le attuali distorsioni del mercato che penalizzano gli autoriparatori, assicurare la corretta e trasparente informazione dei consumatori su diritti e tutele in materia di qualità del servizio di riparazione dei veicoli. Fregandosene di quanto possano dire i periti, del contributo che dovranno per legge dare su tutto quanto discusso e sulle regole non condivise ancorché condivisibili.

Gli aspetti che saranno oggetto della prossima riunione alla quale ad oggi non mi risulta siano state invitate associazioni di periti è fissata per il 20 novembre.

Si legge nel comunicato di Confartigianato che il prossimo incontro riguarderà le riparazioni a regola d’arte secondo gli standard delle case automobilistiche eseguite solo da aziende abilitate in base alla legge n. 122 del 1992 e successive modifiche, per continuare con gli aspetti dell’innovazione tecnologica dei sistemi e degli strumenti riparativi e con la formazione continua per l’aggiornamento costante delle competenze, in linea con l’evoluzione in campo automobilistico. Di questo ai periti non deve interessare nulla, sono solo dei addetti alle operazioni ausiliarie del traffico che compilano un moduletto di perizia e poi quel che capita non deve interessare loro.

Altri temi che saranno esaminati nel prossimo incontro del 20 novembre riguardano la tracciabilità dell’intervento ripartivo e la carta d’identità dell’automobile e l’uso di componenti, materiali di consumo e ricambi conformi alle normative vigenti.

Chiedo a Confartigianato, Ania ed Associazioni dei Consumatori che partecipano agli incontri di invitare anche le associazioni dei Periti Assicurativi, non per dar loro un contentino, ma per attingere dalla loro professionalità e competenza e per coinvolgerli sin da subito un un’evoluzione che comunque li vedrà coinvolti.

 

 

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Convegno sulla Sicurezza Stradale a Roma (23 novembre 2018)

PROGRAMMA: Apertura dei lavori
Dott. Daniele Zarrillo (Presidente Nazionale ANEIS), Dott.ssa Manuela Caldironi (Vicepresidente ASAIS-EVU Italia), Ing. Pierluigi Perfetti (Biomeccanica Forense)

I dispositivi di sicurezza passiva degli autoveicoli
Ing. Dante Bigi (Esperto di sicurezza passiva)

La sicurezza attiva degli autoveicoli
Ing. Giancarlo Della Valle (Esperto di sicurezza attiva)

La sicurezza attiva e passiva nelle infrastrutture
Ing. Giuseppe Cantisani (Professore Associato Dipartimento Ingegneria Civile Edile e Ambientale Università Sapienza di Roma)

La ricostruzione di un incidente stradale con l’utilizzo dei dati della centralina airbag e della scatola nera
Per. Ric. Marco Alquati (Aris Group), Ing. Alberto Sartori (Biomeccanica Forense)

Il fattore umano negli incidenti stradali
Dott.ssa Chiara di Girolamo (Psicologa).

 

 

Area C MilanoDa ottobre 2019 pagheranno anche le ibride

A partire dal 1° di ottobre del 2019 anche i proprietari di auto ibride dovranno pagare per accedere all’Area C di Milano. Per entrare nella cerchia dei Bastioni con un’auto elettrificata con emissioni di CO2 superiori a 75 g/km bisognerà pagare 5 euro, esattamente come avviene oggi per qualsiasi auto diesel, Euro 5 o 6, e benzina, dall’Euro 1 in poi. La deroga che attualmente consente alle ibride di circolare liberamente in centro, infatti, scadrà il 30 settembre 2019 e, come anticipato, non sarà rinnovata: i prossimi 12 mesi saranno gli ultimi di libera circolazione per le elettrificate. Una beffa, dunque, per coloro che hanno acquistato, con un netto aggravio dei costi, vetture che, fino a poco tempo fa, venivano considerate “green” anche dallo stesso Comune di Milano e che ora vengono equiparate a tutte le altre, diesel comprese.

Non tutti pagheranno. Con l’introduzione delle nuove norme per contenere l’inquinamento, dopo aver tolto l’esenzione alle auto bifuel (Gpl e metano), il Comune di Milano ha deciso di dare un nuovo giro di vite contro le emissioni imponendo il pagamento del ticket per l’Area C a gran parte delle vetture con motore elettrificato. Non tutte le ibride, infatti, dovranno pagare. A partire dall’ottobre del 2019 l’accesso gratuito all’Area C sarà consentito unicamente alle vetture elettrificate con emissioni inferiori ai 75 g/km di CO2, mentre dal 2023 potranno circolare liberamente, in deroga fino al 2030, solo le ibride in grado di emettere meno di 50 g/km di CO2. Faranno fede i valori riportati sul libretto di circolazione sotto la voce V.7 e proprio per questo motivo i veicoli di nuova immatricolazione saranno paradossalmente penalizzati rispetto ai modelli targati prima del primo di settembre del 2018. Proprio in questa data, infatti, con l’introduzione del ciclo Wltp i valori di emissioni e consumi di tutte le vetture sono cresciuti rispetto a quelli rilevati con il precedente ciclo Nedc.

Plug-in salve, per ora. Quasi tutte le ibride plug-in oggi presenti sul mercato saranno esentate dal pagamento dell’Area C fino al 2023, contrariamente alle mild hybrid e alle ibride di tipo tradizionale, che invece saranno soggette al ticket, fatta qualche eccezione. Un esempio è la Toyota Prius che, nella sua versione Active, nei dati dichiarati dalla Casa emette 70 g/km di CO2 e, dunque, sarà esentata dal pagamento contrariamente alla più ricca versione Style che, emettendo 76 g/km di CO2, non potrà fruire dell’esenzione.

Mirco Magni Mirco Magni 

CARGLASS, NON SOLO VETRO, ENTRA NEL BUSINESS DELLA CARROZZERIA

Carglass, azienda leader della sotituzione cristalli per auto, entra decisa nel business della Carrozzeria a colpi di acquisizioni e affiliazioni. Un business “in calo”, come ricorda Matteo Rignano, Presidente e Amministratore Delegato di Belron® Italia, (vedi qui il suo intervento al #Forumautomotive di Bonora) ma che vale pur sempre, secondo uno studio fatto commissionare a Bain, “5 miliardi di euro in chiaro, di cui 1,5 dei privati e 3,5 per assicurati e flotte, con oltre 2 miliardi di nero. A fronte di un mercato del vetro da 300 milioni, ,di cui circa la metà appetibile per noi”. Un salto dimesnionale quindi che potrebbe essere importante. E di difficile controllo: “lo ammetto, per la prima volta sono preoccupato per un lancio, che faremo in grande stile su TV, Radio e mezzi digitali, perché non so quanta rispondenza ci sarà”, dice Rignano che, a una nostra precisa domanda su quanto ricaveranno percentualmente dal busines btob e da quello btoc, risponde candidamente “non lo sappiamo realmente, pur avendo messo ovviamente in business plan delle cifre”. Per un settore che conta oltre 13 mila carrozziere, ma nessuan catena veramente organizzata.

CARGLASS, NON SOLO VETRO, ENTRA NEL BUSINESS DELLA CARROZZERIA. I NUMERI E I PIANI DI SVILUPPO DEL NUOVO SOGGETTO NEL MONDO DELLE RIPARAZIONI

Carglass, non solo vetro è un “progetto che conta, in tre anni, di costruire una rete carrozzerie di oltre 500 centri, di cui 100 corporate, 800 in totale, utilizzando i nostri atout, per offrire un servizio a 360° di qualità per la risoluzione dei problemi ai vetri e alla carrozzeria dell’auto ai consumatori finali e agli operatori professionali, quali le Compagnie e le Agenzie di Assicurazione, Società di Noleggio di breve e lungo termine e le Flotte Aziendali”, spiega Rignano che sottolinea come il brand Carglass naturalmente rimarrà, “noi portiamo un brand conoscito, da traghettare nel mondo carrozzeria. E’ conosciuto dal 93% delle persone ed è top of mind nel 59% degli interpellati secondo un sondaggio che abbiamo fatto realizzare, ma cambierà in Carglass, Carrozzeria e vetri auto”.

E, al momento del lancio, accompagnato da una campagna pubblicitaria milionaria, si baserà su una Rete che si avvale dell’acquisizione del marchio Eurocar Point composta da una rete corporate di 180 centri di assistenza (176 vetri e 4 carrozzeria) ed una in franchising di 210 centri (167 carrozzeria, 43 quelli vetri) ai quali vanno ad aggiungersi le 100 unità mobili per il servizio vetri.

“Semplicità di contatto, attraverso il nostro call center, e multicanalità, con il nostro sito (vedi qui dove sono ubicate le carrozzerie), oltre a formazione e controllo del lavoro e del servizio, sono i pilastri su cui basiamo la nostra offerta, che naturalmente proporrà ai nostri affiliati anche contratti quadro con i maggiori fornitori. Spetterà loro la decisione se avvalersene o meno” precisa il numero uno del gruppo multinazionale Belron®, leader mondiale nella riparazione e sostituzione dei cristalli per auto, presente in 34 paesi nei 5 continenti, con circa 2.400 centri di assistenza, 9.900 furgoni per il servizio mobile e più di 26.500 dipendenti, che, attraverso un sito dedicato, gestisce anche totalmente il complesso processo amministrativo relativo ai sinistri (vedilo qui).

FONTE

Con Van Ameyde una gestione sinistri flotte più efficiente

Sessantuno sedi distribuite in 43 paesi tra Europa, Africa, Asia e Australia con un proprio network o con fiduciarie, 2.500 compagnie clienti nel mondo750mila sinistri gestiti all’anno e 2,5 miliardi euro liquidati annualmente: i numeri fanno capire immediatamente le considerevoli dimensioni del Gruppo Van Ameyde a livello globale.

La multinazionale (vai al sito), specializzata nel fornire soluzioni innovative per la gestione dei rischi e dei sinistri per tutte le linee aziendali non relative al ramo vita, è presente anche in Italia e si rivolge al mondo B2B per la gestione sinistri delle flotte auto in outsourcing (tra i principali clienti del settore noleggio possiamo citare Leasys e altri importanti player del Rac).

I SERVIZI DI VAN AMEYDE

Nella rosa dei servizi offerti da Van Ameyde, c’è la gestione dell’RC Auto (leggi il nostro approfondimento sul tema delle assicurazioni), la gestione CVT e RCT e la gestione sinistri flotte. L’obiettivo dell’azienda, però, è quello di rivolgersi ai clienti corporate in maniera sempre più strutturata, attraverso l’aggiunta di servizi di Fleet Management a 360 gradi.

Nel gennaio 2018, infatti, l’azienda ha avviato una partnership strategica con Dragintra Fleet Services, noto player del nord Europa specializzato proprio nella gestione flotte. Per questo motivo, la multinazionale ha acquisito le quote di Dragintra, che però rimarrà un soggetto indipendente con un proprio brand, destinato a sbarcare anche in Italia nei prossimi mesi.

Quello presidiato da Van Ameyde, dunque, è un settore cruciale: i Fleet Manager, infatti, hanno sempre più necessità di usufruire, attraverso un’unica interfaccia tecnologica, di tutti i servizi legati alla gestione dell’auto. E, in questo contesto, una gestione efficace dei sinistri consente un notevole risparmio in termini di tempo e soprattutto costi.

IL NETWORK E LA PIATTAFORMA

Van Ameyde può contare su una collaborazione ormai consolidata con una rete di fiduciari presente su tutto il territorio nazionale (e in tutto il mondo): avvocati, medici, periti e investigatori. Si tratta di una rete ad hoc selezionata in base alle esigenze del cliente.

Un altro valore aggiunto è costituito dall’offerta di un’unica interfaccia operativa sviluppata “in house”: il sistema operativo Echo e la piattaforma Extranet. Quest’ultima offre la visibilità – in piena trasparenza e in tempo reale – dell’andamento del sinistro, il controllo costante dei dati finanziari e operativi, un report completo sui vari KPI, l’audit sui sinistri stessi e attività integrate anti-frode.

Morte di un motociclista per condotta imprudente alla guida

Zampino e Giuntini

incidente-moto1   Nella responsabilità ex art. 2051 c.c., è onere del danneggiato provare il fatto dannoso e il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno e, ove la prima sia inerte e priva di intrinseca pericolosità (come in sé una sede stradale), dimostrare, altresì, che lo stato dei luoghi presentava un’obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il verificarsi del secondo, nonché di aver tenuto un comportamento di cautela correlato alla situazione di rischio percepibile con l’ordinaria diligenza, atteso che il caso fortuito può essere integrato anche dal fatto colposo dello stesso danneggiato.

Nel caso oggetto di decisione è stata esclusa la responsabilità dell’Ente per la morte di un motociclista, che aveva perso il controllo del veicolo a causa di una buca del manto stradale, atteso che nel corso di causa era risultata decisiva la valutazione della condotta imprudente alla guida, testimoniata anche…

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Carrozzieri: ”Sono quelli indipendenti i fiduciari dei propri clienti”

Le auto sono sempre più complesse, come per i componenti in acciaio alto-resistenziali: spesso impossibili da riparare e difficilissimi da sostituire. Il movimento Mio Carrozziere del Trentino: “Molti assicurati, male informati, ancora non sanno che è loro diritto scegliere liberamente da chi far riparare la propria vettura”

TRENTO. “La riparazione è un’arteche richiede tecnicamanualitàesperienza. Qualità che necessariamente prevalgono sulla creatività dell’artigiano”, queste le parole di Tullio Tessadri, titolare dell’omonima ditta e tra i promotori del movimento Mio carrozziere Trentino.

Il ruolo del carrozziere, non solo nella filiera assicurativa acquista sempre maggiore importanza, soprattutto dopo il via libera alla nuova legge annuale per il mercato e la concorrenza.

La ‘rivoluzione dei carrozzieri‘ è cominciata qualche anno fa, per l’esattezza nel 2012, quando alcuni imprenditori hanno deciso di non farsi sottomettere al volere dalle grandi aziende di assicurazioni.

Un’associazione che anche in Trentino ha provocato un piccolo grande terremoto visto che nell’arco di due anni ha portato sulle ‘barricate’ già una settantina di carrozzieri che da soli, in provincia, rappresentano un valore di mercato superiore al 60%.

“Le carrozzerie italiane – prosegue Tessadri – sono note in tutto il mondo per la capacità di realizzare vetture uniche nel loro design. Gli artigiani, carrozzieri, caratterizzati da una professionalità e da una manualità di livello superiore alla media per un’esperienza tramandata tra le generazioni, hanno affiancato alla creatività la capacità di riparare”.

Le vetture ormai sono diventate sempre più complesse, come per i componenti in acciaio alto-resistenziali: spesso impossibili da riparare e difficilissimi da sostituire, questi mettono a dura prova la competenza dei carrozzieri impegnati nel ripristino badando alla forma estetica, ma soprattutto alla sicurezza del proprietario della vettura.

Per questo nella legge Concorrenza 2017 è stato previsto l’istituzione di un tavolo per la definizione delle linee guida per le riparazioni a regola d’arte (ex art. 1 comma 10 L. 124/2017).

“Una ricerca di Federcarrozzieri – prosegue Tessadri – ha evidenziato un numero sempre maggiore di riparazioni non eseguite a regola d’arte e quindi potenzialmente non sicure”.

E Federcarrozzieri, presente al tavolo del ministero dello sviluppo economico per la definizione delle linee guida per le riparazioni a regola d’arte, vuole evidenziare le criticità nelle riparazioni per informare i consumatori sui rischi collegati.

“Nel merito – continua – si rileva come sia necessario distinguere due tipologie di riparazioni, quelle estetiche e quelle strutturali. Le prime presentano criticità che possono riguardare la colorimetria, con differenze di tono nella verniciatura oppure problematiche relative a ricambi non conformi o addirittura non sostituiti”.

Le riparazioni strutturali, oltre a quanto già evidenziato, possono presentare casistiche nelle quali i danni, che magari coinvolgono il telaio, potrebbero compromettere la sicurezza stessa del veicolo, se mal riparato. In questi casi le vetture non riparate adeguatamente costituiscono un pericolo per la sicurezza di tutti.

Ma i consumatori automobilisti danneggiati sono da soli in grado di comprendere quando una riparazione è stata effettuata realmente a regola d’arte? Le carrozzerie sono in grado di dimostrare e di certificare che la riparazione sia stata effettivamente eseguita a regola d’arte? A queste domande cerca di rispondere il movimento Mio Carrozziere del Trentino.

“La riparazione dei danni da sinistro stradale – dice Tessadri – da qualche anno, prevede alcune limitazioni nel normale andamento del mercato, fuorviando la libera concorrenza attraverso polizze che contengono previsioni illecite che obbligherebbero gli automobilista far riparare il proprio veicolo da carrozzerie scelte e pagate dall’assicuratore. Molti assicurati, male informati o piuttosto disinformati e in alcuni casi indirizzati impropriamente dai call-center e da qualche intermediario, si vedono costretti a riparare i mezzi presso centri convenzionati, ancora non sanno che è loro diritto scegliere liberamente da chi far riparare la propria vettura“.

“Le carrozzerie indipendenti – conclude Tessadri – sono le sole a poter esercitare la propria attività senza subire vincoli o condizionamenti dovuti a convenzioni con la committenza assicurativa, sono fiduciarie dei propri clienti e lavorano, senza vincoli economici, potendo effettuare riparazioni a regola d’arte nell’esclusivo interesse del proprietario della vettura per ripristinarla nello stato in cui era prima del danneggiamento”.

FONTE

Una batosta incredibile dell’INPS ai Periti Assicurativi

——– Messaggio inoltrato ——–

Da: <studio-maffei@libero.it>
A: APAID<info@apaid.it>
Data: venerdì 10 agosto 2018, 21:21 +0200
Oggetto: Informazioni

Buonasera Roberto,

sono Angelo Maffei da Bari, ………… Ti disturbo affinché attraverso il tuo sito è possibile chiedere ai vari colleghi se hanno ricevuto dall’INPS la notifica di pagamento del famoso Contributo Integrativo da parte di coloro, che seppur aver rinunciato a qualsiasi forma di assistenza da parte dell’Ente e quindi non riportando la percentuale del 4% in fattura, si ritrova a pagare in maniera retroattiva (2012) l’importo a gestione separata quindi nella misura del 18% sino ad oggi con importo in media di circa €. 20.000,00 per ogni anno, per cui una batosta incredibile. Inoltre, chiedere se vi sono precedenti oppure NO e se è possibile fare una azione su tutto il territorio nazionale o altro.

………………….  Saluto Cordialmente

Angelo Maffei

Sono gradite le risposte nei commenti.

Frodi assicurative, operazione Tantalo: i nomi delle undici persone fermate

Nel mirino della polizia sono finiti anche un’infermiera del Civico. Provocavano lesioni e fratture a “vittime” compiacenti per ottenere risarcimenti fino a 150 mila euro

Due organizzazioni spietate che procuravano fratture e lesioni a vittime compiacenti per chiedere rimborsi alle compagnie assicurative. Undici le persone fermate, tra cui l’infermiera del reparto di Neurologia del Civico Antonia Conte.

Ecco la lista completa:

Giuseppe Burrafato, nato a Termini Imerese, 27 anni;
Michele Caltabellotta, nato a Palermo, 45 anni;
Antonia Conte, nata a Palermo, 51 anni;
Michele Di Lorenzo, nato a Palermo, 36 anni;
Francesco Faija, nato a Palermo, 37 anni;
Isidoro Faija, nato a Palermo, 35 anni;
Salvatore La Piana, nato a Palermo, 49 anni;
Francesco Mocciaro, nato a Palermo, 50 anni;
Giuseppe Portanova, nato a Palermo, 41 anni;
Antonino Santono, nato a Palermo, 47 anni;
Massimiliano Vultaggio, nato a Palermo, 48 anni.

Undici fermi per truffe alle assicurazioni, l’Aicis: “Caltabellotta non è un iscritto”

Con una nota l’Associazione italiana consulenti infortunistica stradale chiarisce che il signor Michele Caltabellotta, fermato nell’ambito dell’operazione Tantalo condotta dalla polizia, non è un consulente di infortunistica né un perito assicurativo in quanto non iscritto all’apposito ruolo

Undici fermi per truffe alle assicurazioni, l’Aicis: “Caltabellotta non è un iscritto”
„In merito al servizio pubblicato lo scorso 8 agosto dal titolo Operazione tantalo, i nomi delle undici persone fermate per frodi l’Aicis, l’Associazione italiana consulenti infortunistica stradale – ci segnala che “il signor Michele Caltabellotta non è né un consulente di infortunistica stradale né un perito assicurativo in quanto non iscritto all’apposito ruolo. Tale figura professionale che è, invece, ben regolamentata nel nostro ordinamento legislativo, prevede per l’abilitazione, un tirocinio formativo biennale obbligatorio, un complesso esame di Stato e precisi requisiti di alta moralità. A difesa dei propri associati, quindi, l’Aicis intende far presente che nonostante il frequente uso improprio che si fa di tale titolo, il perito assicurativo è un professionista molto preparato che opera in proprio con diligenza, correttezza e trasparenza, anche contribuendo in maniera significativa e a rischio della propria incolumità personale, allo smascheramento delle vere frodi assicurative negli incidenti stradali e nautici. Si ribadisce, quindi, che il signor Michele Caltabellotta non è né un consulente di infortunistica stradale né un perito assicurativo”.

FONTE: PALERMO TODAY

Dilaga il “phishing” assicurativo, sempre più polizze false online

Massima attenzione alle polizze online, in particolare quelle proposte a prezzi stracciati o con grosse differenze rispetto alla concorrenza. I casi di automobilisti “truffati” online si susseguono. L’ultimo di questi riguarda 40 automobilisti, che hanno comprato online una polizza fasulla per circa 300 euro annui. Una tariffa che faceva gola soprattutto ad automobilisti con classi di merito penalizzanti, e che li ha indotti a cercare l’offerta – in questo caso il “bidone” – online. La base della banda criminale era a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), dove venivano creati dal nulla i falsi certificati assicurativi. L’esca, come nella maggior parte dei casi, era un sito Internet accattivante che proponeva prezzi vantaggiosi. Va ricordato che, in caso di incidente, la falsa assicurazione costringe pagare i danni di tasca propria.

l fenomeno delle Rca false vendute online, come rileva l’Ivass, continua a crescere e a diventare sempre più allarmante, con numerosi siti di “phishing” assicurativi che, anche se bloccati, “risorgono” con altri nomi e recapiti. L’IVASS segnala tutti questi siti all’autorità giudiziaria, e nella maggior parte dei casi riesci a farli eliminare dai motori di ricerca. Ma la battaglia è senza fine, perchè in men che non si dica ne ricompaiono di nuovi.

Gli ultimi casi di false assicurazioni segnalati dall’IVASS sono www.assidiamante.com e www.gioiassicurazioni.com

FONTE

Perito liquidatore CVT

Prima è alla ricerca di talenti da inserire all’interno del team Claims Management con il ruolo di Perito Liquidatore CVT.

Il/la candidato/a avrà la responsabilità di valutare, negoziare e liquidare i sinistri CVT e ARD, adottando un approccio fortemente imprenditoriale per aumentare efficacia ed efficienza della gestione sinistri. Il/la candidato/a avrà l’opportunità di crescere rapidamente all’interno di un team giovane, in forte espansione ed orientato ai risultati.

Il candidato svolgerà le seguenti attività:

  • Rilevazione, valutazione e liquidazione dei danni
  • Perizia su materiale fotografico
  • Contatto con clienti / carrozzerie e negoziazione dell’indennizzo
  • Audit periti esterni

I requisiti per far parte del nostro team:

  • Conoscenza tecnica della valutazione dei danni alla carrozzeria e alla meccanica dei veicoli
  • Spiccate e comprovate capacità negoziali
  • Conoscenza degli applicativi/software tipici del settore
  • Capacità di lavorare in un team
  • Ogni forma di successo personale (es.: accademico, imprenditoriale, sportivo, artistico)

Saranno considerati dei plus:

  • Esperienza di lavoro diretta in carrozzerie/autofficine
  • Iscrizione all’Albo dei Periti Assicurativi costituisce titolo preferenziale
  • Diploma Tecnico

L’orario di lavoro è Full Time. La sede di lavoro è Milano, a pochi passi dalla metro Duomo.

Candidati 

Sara, liquidazione sinistri in meno di 24 ore

L’impresa annuncia un accordo con Whoosnap, start up lanciata da LVenture: nel mirino, efficientamento dei tempi e contrasto alle frodi nell’Rc auto

    Per liquidare un sinistro ci vogliono in media 20 giorni. In futuro si spera che i tempi possano ridursi, magari con il contributo delle nuove tecnologie. È quello che si impegna a fare Sara Assicurazioni con l’accordo, in fase di fnalizzazione, che ha siglato con Whoosnap, start up lanciata da LVenture, per l’utilizzo di Insoore nel segmento dell’Rc auto: si tratterebbe di una prima volta in Italia. Secondo quanto riporta un comunicato stampa, la soluzione potrebbe consentire di portare i tempi di gestione sinistri a meno di 24 ore.
“La tecnologia è un formidabile abilitatore e la relazione privilegiata avviata con LVenture ci permette di osservare e sfruttare le opportunità che il mondo delle start up ci offre per migliorare il servizio e la customer
experience dei nostri assicurati”, ha commentato Alberto Tosti, direttore
generale di Sara Assicurazioni. l’obiettivo dell’intesa è duplice: velocizzare i tempi di liquidazione sinistri e, allo stesso tempo, ridurre il rischio di frodi assicurative. La soluzione consente di effettuare, in
real time e on demand, l’ispezione fotografca nelle fasi pre-assuntive, permettendo così di certifcare lo stato del veicolo in chiave antifrode e di monitorare le condizioni del mezzo nel corso del tempo. Gli assicurati che decideranno di far ispezionare il veicolo, inoltre, potranno benefciare dello sconto sulla polizza previsto dalla legge sulla Concorrenza.
“L’obiettivo di questa partnership – ha osservato Enrico Scianaro, ceo di Whoosnap – è quello di incentivare la trasparenza tra Sara e i propri assicurati, intervenendo su due fronti: da un lato riducendo il rischio da frode e dall’altro abbassando il costo della polizza per gli assicurati”.
La soluzione offre poi altri servizi, come la compilazione del modulo Cai in fase di sinistro e una quantifcazione del premio commisurata al reale stato del veicolo. La novità, una volta partita, sarà operativa in 40 agenzie distribuite nelle città di Roma, Milano, Bologna, Firenze e Torino.
G.C.

Furti di autoveicoli, ladri sempre più evoluti

  Cala il numero di vetture rubate, ma è allarme per la diffusione di dispositivi hi-tech per sottrarre veicoli

La tecnologia non spaventa i ladri. Se da lato i nuovi dispositivi di sicurezza nel settore automotive rendono più complicato il furto, dall’altro ciò sembra spingere i criminali a una maggiore specializzazione verso i veicoli di fascia medio-alta, molto apprezzati nel mercato nero dell’est Europa. Ogni giorno in Italia vengono rubate 274 vetture, e di queste ben 164 spariscono nel nulla. Nel 2017 i furti sono diminuiti sotto la soglia dei 100mila (da 108.000 a 99.987, cono un calo del 7,6% sull’anno precedente), ma sono calati ancor più signifcativamente i recuperi: -15,08% (solo 4 vetture su 10 vengono recuperate). Secondo quanto emerge dal dossier L’evoluzione dei furti d’auto: emergenza Suv, elaborato da LoJack Italia, i criminali fanno sempre più uso di dispositivi hi-tech.
Il target si sta spostando verso i Suv, i cui furti, in controtendenza con il dato generale, sono cresciuti dell’8,2% rispetto al 2016, con ben 4.623 episodi.
A rendere ancora più allarmante il dato, è la percentuale di recupero
spontaneo ferma al 31% e inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto a quella delle autovetture: su 10 Suv rubati, 7 non vengono più recuperati. Le pratiche tradizionali (rottura del fnestrino, forzatura della serratura di portiere o bagagliaio, furto delle chiavi in ristoranti e appartamenti) resistono, ma stanno cedendo il passo a nuove modalità hi-tech. Lo studio di Lojack mette in evidenza due pericoli: il sistema di riprogrammazione della chiave e il relay attack. Il primo si serve della connessione alle porte Obd del veicolo e consente al ladro di accedere all’unità di controllo elettronico della vettura, per ottenere facilmente una nuova chiave anche in meno di 15 secondi. Il relay attack sfrutta le debolezze dei software delle case costruttrici e può essere applicato alla maggioranza dei veicoli dotati di smart key: attraverso l’uso di due ripetitori in radiofrequenza, si fa rimbalzare la comunicazione tra l’auto e la sua chiave anche quando questa è a distanza.
A.G.P.

Come ti frego se mi freghi il freon

Freon è il nome del primo gas usato per i frigoriferi e per i condizionatori. Secondo la legge di Charles un gas che viene compresso si riscalda ed un gas compresso che viene liberato si raffredda. Alcuni gas sono più volubili di altri ed il freon è uno dei più adatti. Peccato che le vecchie miscele siano inquinanti ed indicate come principali responsabile del famigerato buco dell’ozono.

Quindi sono state messe a punto diverse miscele più performanti e meno inquinanti con varie sigle tipo r22, r32, r134 e cosi via che si decompongono in atmosfera nel giro di qualche mese, sino ai giorni nostri in cui vengono usate miscele tipo la r404 che se liberate nell’atmosfere si estinguono in poche ore.

Bene direte, ma il rovescio della medaglia è che queste miscele hanno raggiunto prezzi impensabili qualche anno fa. Siamo passati da bombole di ricarica da 20 litri del costo di qualche decina di euro a bombole  da 5 litri che costano 500 euro.

Quindi quando portiamo la nostra auto in inverno da un riparatore disonesto gli diamo accesso al nostro impianto di condizionamento ed alla nostra riserva di gas che mediamente vale 50 euro. E se ce lo “succhia” non ce ne accorgeremo prima dell’estate successiva ed essendo un gas penseremo più ad una perdita che ad un furto.

Questa è la storia che mi ha raccontato un riparatore che si è trovato a dover ricaricare l’impianto dell’auto di un suo cliente che aveva 2 anni, 17.000 km ed un solo intervento in officina per il primo tagliando.

A quale contromisura abbiamo allora pensato? Il prossimo inverno porteremo tre auto con gli impianti di condizionamento dei quali abbiamo verificato prima l’integrità, al riparatore del quale abbiamo sospettato la scorrettezza e dopo i tagliandi andremo a verificare gli impianti alla presenza di 2 periti che potranno testimoniare. Dopodiché, se il sospetto trova riscontro, si procederà alla querela.

Questo per dirvi che, se fate un tagliando in inverno, l’impianto di condizionamento non deve essere toccato. Basterà dire questo al riparatore? O forse sarà meglio studiarsi altre precauzioni, tipo sigilli o punti di smalto sulle valvole.

Aspettiamo i vostri commenti sull’argomento.

 

 

Avanza la sharing mobility: quasi 1 milione i veicoli “condivisi” sulle nostre strade

Presentato ieri il 17′ Rapporto ANIASA: dati, scenari e trend sullo sviluppo della New Mobility in Italia. Nel 2018 un’auto su quattro è a noleggio.

“Prosegue senza sosta l’evoluzione della mobilità nazionale dalla proprietà all’uso del veicolo. Oggi la flotta di veicoli a noleggio o in sharing sulle strade italiane ha quasi raggiunto quota 1 milione: ogni giorno per ragioni di business e turismo oltre 790.000 persone utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine, 94.000 quelli del noleggio a breve termine e oltre 19.000 il car sharing. Il prossimo Governo è chiamato ad adeguare un quadro normativo ormai inadeguato alle mutate condizioni di mercato, con positive ricadute per lo sviluppo economico e turistico del nostro Paese”.

Lo scenario emerge dalla presentazione della 17esima edizione del Rapporto ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità (noleggio veicoli a lungo termine, rent-a-car, car sharing, fleet management e servizi di infomobilità e assistenza nell’automotive).

Nel 2017 il settore del noleggio veicoli ha registrato un fatturato in aumento del 7,7% (oltrepassati di slancio i 6 miliardi di euro), una flotta che si è avvicinata prepotentemente a quota 1 milione di veicoli e un volume di immatricolazioni che ha raggiunto l’incidenza del 22% sul mercato nazionale. Il trend in ascesa dello scorso anno evidenzia la graduale affermazione del concetto di utilizzo su quello di proprietà.

Anche i dati relativi al primo trimestre del 2018 confermano la forte crescita del settore, con un aumento del 16% del giro d’affari, una flotta salita a 936 mila unità e il nuovo boom delle immatricolazioni, balzate da 154.000 a 172.000 unità.

Nel cumulato trimestrale per la prima volta il settore è arrivato al 27,5% dell’intero mercato nazionale: oltre 1 auto su 4 è immatricolata a noleggio.

Il 2017, grazie anche al volano del super-ammortamento, ha visto protagonista tutta l’auto aziendale, che purtroppo ritorna da quest’anno ad un regime di tassazione penalizzante rispetto agli altri paesi europei. Il super-ammortamento non è stato però il solo fattore determinante della crescita del noleggio: domanda turistica e di mobilità business, rinnovo ed ampliamento delle flotte per le aziende, nuova clientela nell’area delle micro imprese e dei professionisti, senza dimenticare il cosiddetto noleggio mid-term (la disponibilità di veicoli da un paio di mesi ad un anno).

Grazie alla tipologia dei servizi, ai risparmi economici e ai vantaggi gestionali, il noleggio a lungo termine sta oggi sostituendo nelle policy aziendali più evolute l’acquisto e il leasing finanziario, prospettandosi come formula più efficace per soddisfare le specifiche esigenze di mobilità.

E poi i privati. Avvalendosi di grandi economie di scala, gli operatori del noleggio offrono oggi servizi di mobilità a costi contenuti anche per le famiglie, che non godono delle agevolazioni fiscali previste per le aziende. Secondo un’analisi condotta dall’Associazione insieme alla società di consulenza globale Bain & Company sono oltre 30.000 i privati che hanno già scelto di rinunciare all’auto in proprietà, affidandosi al noleggio.

La crescita del car sharing

Nel 2017 le attività di car sharing hanno registrato una crescita decisamente rilevante del numero di utenti. L’aumento ha riguardato sia il numero di utenti iscritti ai servizi offerti dai singoli operatori (1.300.000, +21% vs 2016), sia gli utenti realmente attivi (820.000 con almeno 1 noleggio negli ultimi 6 mesi), che sono saliti del 38% rispetto al 2016. Milano e Roma si confermano le città in cui l’auto condivisa è maggiormente diffusa, rispettivamente, con 3.100 e 2.100 vetture in flotta, seguite a ruota da Torino e Firenze.

Complessivamente il parco veicoli dei principali operatori di free floating (flusso libero) è cresciuto del 9%, circa 500 auto in più, mentre il numero dei noleggi è salito del 7%, superando i 7 milioni e confermando che il fenomeno del “multi-tessera” (ogni utente possiede quasi tre tessere) continua a diffondersi.

Uomo, 36 anni, utilizza omogeneamente il servizio durante la settimana e nelle diverse fasce orarie della giornata, per una durata media di 31 minuti, per percorrere 7 km.

Questo è il profilo medio del cliente.

La significativa crescita della flotta di veicoli a noleggio sta generando evidenti benefici per la sicurezza sulle nostre strade grazie a veicoli di ultima generazione, correttamente manutenuti e spesso dotati di avanzati sistemi di assistenza alla guida, e un impatto concreto in termini di sostenibilità ambientale.

Secondo uno studio condotto da ANIASA con il Centro Studi Fleet&Mobility, illustrato ieri, le vetture in locazione oggi possono contare su emissioni decisamente ridotte rispetto a quelle del parco circolante nazionale, tra i più anziani d’Europa: meno della metà (se a benzina) e due terzi (se diesel) in meno di monossido di carbonio, il 50% in meno di ossido di azoto e -70% di emissioni di idrocarburi incombusti.

“Stiamo vivendo un cambiamento epocale negli scenari di mobilità cittadina, turistica e business del nostro Paese, guidato da tre elementi chiave: condivisione, connettività e sostenibilità”, dichiara il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “Una graduale evoluzione che testimonia il nostro nuovo modo di muoverci e che sta accompagnando gli italiani verso un utilizzo più intelligente dell’auto, verso forme di mobilità a consumo.

Il prossimo Governo può accelerare il progresso in atto, rimettendo in agenda la revisione del Codice della Strada, ancorato ad una mobilità anni ’80 che, non contemplando la sharing mobility, rischia di frenarne la diffusione. È fondamentale un cambio di marcia, anche promuovendo motorizzazioni più ecologiche e reti infrastrutturali di connessione, che facilitino spostamenti e trasporti a beneficio del sistema Paese”.

Rapporto Aniasa 2017

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