N° 06 2009

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STIMA S.R.L. – Piazza Dante 8/7 – 16021 GENOVA – tel 0107583080 – ALTA GROUP S.P.A. – Via Iris Versari, 36 – 00121 ROMA ANNO 4 N° 7 RISPARMIARE IN AZIENDA CON GLI “ECONOMY MANAGER” il dr. Alessandro Matarozzo fiducia, in ambito di economy management. Al cliente viene infatti assegnato un Consulente personale il quale avrà il compito di seguirlo in tutti i passaggi e di fornirgli informazioni sui prodotti su base costante e continuativa. Periodicamente aggiornerà il cliente su tutte le nuove proposte e servizi costituendo così una vera risorsa per l’azienda. Qualora il prodotto necessiti di competenze tecniche specialistiche lo stesso verrà affiancato da figure altamente qualificate e specializzate dando al cliente tutto il supporto necessario. Come opera Easycom Group sul territorio? Easycom Group gestisce, forma e coordina i Consulenti nelle diverse aree territoriali. Si occupa inoltre di stipulare accordi e convenzioni, mantenere i rapporti con i fornitori, di gestire il back office dell’intera rete, di formare e coordinare il personale e di fornire il servizio di assistenza post vendita. Nell’area territoriale saranno presenti degli Area Manager il cui compito sarà sia di svolgere vendita diretta che di affiancare e coordinare i Consulenti sotto la guida costante di Easycom Group. Gli stessi avranno mansione di vendita ma dovranno anche seguire costantemente il cliente che gli viene assegnato dal call center fornendogli un servizio continuativo nel tempo. Sarà compito del Consulente mantenere i rapporti con il cliente: prima, durante e dopo la vendita. Quali sono i vostri obbiettivi? Lo scopo di EasycomGroup è quello di creare in tre anni una rete completa ed affidabile di consulenti professionalmente qualificati e formati, in tutto il territorio nazionale; stipulare accordi di fornitura garantendo ai propri clienti prodotti sempre aggiornati, innovativi e competitivi; studiare insieme ai fornitori prodotti o servizi di sicura efficacia in base alle esperienze maturate sul campo; sviluppare con il CALL CENTER un metodo di lavoro in grado di rispondere ai più alti standard qualitativi e garantire 3/4 appuntamenti al giorno per ogni venditore; Arrivare in tre anni a contattare oltre 300.000 nuovi clienti; Costruire un sostanziale portafoglio clienti che costituisca un importante patrimonio per Easycom Group e per tutte le aziende che collaborano alla realizzazione del progetto; Pubblicare un portale WEB di accesso ai servizi; Pubblicare un catalogo dei servizi da distribuire a tutti i clienti. Affidati a dei professionisti per ridurre i tuoi costi e sarai finalmente libero di pensare solo ai tuoi ricavi Questo è lo slogan con il quale Easycom Group si presenta ai suoi potenziali clienti proponendo il servizio EasyService. Intervistiamo Il Presidente della Società, Dott. Alessandro Matarozzo, per farci illustrare questo interessante progetto che si sta delineando: Buongiorno Dott. Matarozzo, può spiegarci perché Easycom Group? Easycom Group nasce dalla collaborazione tra due importanti realtà imprenditoriali: “Easycom”, azienda leader nella gestione di reti commerciali in ambito telecomunicazioni, ed “Icall”, call center che utilizza tecniche operative altamente specializzate e di comprovato successo Cos’è EasyService? EasyService è un servizio di consulenza offerto alle imprese in ambito di Facility Management. Lo scopo primario è quello di gestire una rete vendita a livello nazionale. EasyService promuove convenzioni ed accordi talvolta a livello locale, altre a livello nazionale, per la fornitura di servizi alle imprese. Data la pressante necessità da parte delle aziende di razionalizzare il proprio budget di spesa noi ci prefiggiamo il preciso obiettivo di contribuire alla riduzione dei costi gestionali dei nostri clienti offrendo pacchetti di servizi a prezzi altamente competitivi e sempre di più all’avanguardia ed efficienti. Per questo scopo EasyService si avvale della collaborazione di circa 200 Consulenti formati con le tecniche più moderne ed efficaci. Come Funziona? I clienti vengono contattati attraverso un call center qualificato e specializzato. I consulenti faranno visita ai clienti illustrando le possibilità di notevole risparmio derivanti da una collaborazione. Lo scopo non è quello di una vendita diretta emozionale ma di stabilire un rapporto continuativo di consulenza professionale, basato sulla Questo mese trattiamo alcune domande sulle polizze auto: Sono proprietario di un’autovettura assicurata con polizza in tariffa ‘bonus/malus’. Sulla polizza vedo indicate due classi di merito: una classe detta “CU” e una classe “contrattuale”. Di che si tratta? Per rendere più chiare e più facilmente confrontabili le proposte assicurative r.c.auto, l’ISVAP (l’Istituto che vigila sul settore assicurativo) ha elaborato una tabella di classi di merito di Conversione Universale “CU”, uniforme per tutto il settore assicurativo, nonchè apposite regole evolutive di tali classi CU. Oggi ogni impresa deve indicare obbligatoriamente, nel rispetto delle istruzioni dettate dall’ISVAP, la classe CU su ogni contratto r.c.auto e su ogni attestato di rischio relativo ad autovetture, ciclomotori e motocicli e assicurati in ‘bonus/malus’. Le imprese devono anche predisporre e pubblicare nei propri siti internet una tabella che indichi la corrispondenza delle proprie classi di merito ‘bonus/malus’- contrattuali o’interne’ – liberamente predisposte, con la tabella delle classi di merito CU stabilita dall’ISVAP e riportare nei propri contratti e negli attestati di rischio suindicati accanto alla classe CU la corrispondente classe contrattuale o ‘interna’. Sono contraente di una polizza RCA per un veicolo del quale sono anche proprietario. Ho venduto tale veicolo e vorrei trasferire la polizza ad un veicolo di proprietà di mio figlio. E’ possibile? L’eventuale “trasferimento” del contratto, a seguito di vendita del veicolo assicurato, su di un veicolo di proprietà di figli conviventi, non è un diritto “automatico” previsto dalla legge. L’articolo 171 del Codice delle assicurazioni, infatti, prevede esclusivamente che l’assicurato possa trasferire il contratto r.c.auto su un altro veicolo di sua proprietà (o di proprietà del coniuge in comunione di beni, situazione del tutto equiparabile a quella prevista dal Codice). Non è tuttavia da escludere che alcune imprese possano prevedere nel contratto anche tale possibilità, nel rispetto delle istruzioni e dei limiti fissati dall’ISVAP, l’Istituto che vigila sul settore assicurativo, in materia di classe di merito ‘bonus/malus’ CU (di Conversione Universale). In particolare, secondo l’Istituto, la classe CU – che è quella uniforme per tutte le imprese assicuratrici – non può essere mantenuta nell’eventuale “trasferimento” da padre a figlio, poiché cambia il soggetto proprietario, ma in questi casi ogni impresa può liberamente prevedere nelle proprie condizioni generali di assicurazione che sia mantenuta la classe “interna” o contrattuale, o che sia assegnata al contratto “trasferito” una classe interna più favorevole di quella stabilita per l’ipotesi di cambiamento della proprietà del veicolo nel caso di soggetti non appartenenti allo stesso nucleo familiare. Sono proprietario di un veicolo che non intendo né vendere né demolire. Ho acquistato un nuovo veicolo sempre di mia proprietà. Posso trasferire il contratto stipulato per il primo veicolo al secondo? No. Le disposizioni vigenti di legge e le istruzioni impartite dall’Istituto di Vigilanza consentono il trasferimento del contratto solo a seguito di vendita o documentata consegna in conto/vendita del veicolo, oppure di demolizione, di esportazione definitiva all’estero e di cessazione definitiva della circolazione con restituzione delle targhe al P.R.A. Fonte I.S.V.A.P. PROMOZIONE 10+10+10 CARTA SERVIZI “10” STIMA + 10 N° DIARIO DI BORDO + 10 N° ALTA & STIMA Acquistando la Carta Servizi CARTA 10 di Stima Riceverai compresi nel prezzo DIARIO di BORDO e ALTA & STIMA (10 numeri) un abbonamento di… convenienza !!! SOCCORSO PREVENTIVI E PERIZIE GESTIONE SINISTRI AUTHORITY SULLE RIPARAZIONI AUTO SOSTITUTIVA CRISTALLI GESTIONE GUASTI MECCANICI CONSULENZA ASSICURATIVA CONSULENZA PNEUMATICI CONSULENZA PERMUTA AUTO NON FARTELA SFUGGIRE Inoltrare la richiesta a: autostima@gruppostima.it o fax al 06/23326301 Invia le tue domande all’indirizzo redazione@agmail.eu PER LA TUA PUBBLICITA’ SU DIARIO DI BORDO e Alta & STIMA CONTATTA LA REDAZIONE redazione@agmail.eu scopri le nostre interessanti proposte di pubblicità “mirata” alle tue liste di spedizione personalizza la rivista con il tuo logo ! NUOVE TECNICHE Porsche Panamera, un contenitore di novità La nuova punta di diamante del Costruttore tedesco si è da poco svelata al mondo in maniera ufficiale in occasione del Salone di Shanghai. Le soluzioni tecniche presentate con questo modello sono molteplici e interessantissime e, a nostro avviso, meritano approfondimenti specifici. SOLUZIONI TECNICHE INEDITE la Porsche Panamera fa già parlare di sè per le innovazioni tecniche che la contraddistinguono, contenuti inediti su una vettura di questo genere, pensati per migliorare l’efficienza e il piacere di guida. Per garantirle il confort di una quattro porte premium e la dinamica di marcia tipica delle auto di Stoccarda, la Porsche ha equipaggiato la Panamera con sospensioni pneumatiche adattive (di serie sulla Turbo e optional nelle altre versioni). Grazie alla regolazione del volume dell’aria di espansione offrono una gestione ancora più dinamica tra il programma di guida sportivo e quello confortevole. Il piacere di guida e la sicurezza possono essere ulteriormente aumentati grazie alla regolazione attiva dei movimenti di rollio PDCC, disponibile su tutti i modelli in combinazione con il differenziale posteriore a controllo elettronico. Per i più sportivi inotre, è disponibile il pacchetto opzionale Sports Chrono che agisce anche sul controllo della trazione PTM (Porsche Traction Management). Tra le novità presenti sotto la carrozzeria della nuova Porsche troviamo il sistema Start/Stop che, per la prima volta, è abbinato ad un cambio a doppia frizione. Grazie a questa soluzione tecnica, la versione S, da ben 400 CV, si accontenta di 10,8 litri di benzina per percorrere 100 km nel ciclo combinato, un risultato che si ottiene se la vettura è equipaggiata con pneumatici a bassa resistenza al rotolamento. Altre soluzioni progettate per ridurre i consumi e migliorare le performance dinamiche della Panamera sono rappresentate dal fondo carenato e dallo spoiler posteriore (montato sulla Turbo).Il primo si estende dalla parte anteriore del sottoscocca per arrivare all’altezza dell’impianto di scarico, mentre il secondo si regola su 4 posizioni in base alle differenti situazioni di guida. Da quest’alchimia aerodinamica si ottiene una migliore penetrazione dell’aria e un maggior controllo della vettura scaturito dalla riduzione della portanza. MOTORE E TRASMISSIONE I propulsori della Porsche Panamera derivano da quelli della Cayenne e sono tutti V8 in alluminio con misure nettamente superquadre (alesaggio per corsa 96×83 mm), angolo tra le bancate di 90° e distribuzione a 4 alberi a camme in testa con sistema VarioCam Plus di fasatura e alzata variabile delle valvole dotato di regolatori in alluminio; inoltre i coperchi per la testata, la parte anteriore e la pompa dell’olio sono in magnesio, soluzioni che consentono di avere un risparmio di peso rispettivamente di 1,7 kg e 5,4 kg. Ulteriori 2,3 kg sono stati risparmiati sul manovellismo mentre le masse rotanti sono state alleggerite del 16,5%, particolare che favorisce non solo i consumi, ma anche la prontezza di risposta. L’alimentazione è a iniezione diretta del tipo common-rail a 150 bar con iniettori laterali e il rapporto di compressione è molto elevato, sia sull’unità aspirata (12,5:1) sia sulla Turbo (10,5:1) dove troviamo naturalmente due intercooler, uno per ogni turbocompressore che soffia a 1,2 bar e aggiunge due decimi di pressione in overboost. Particolare interessante è anche la particolare gestione termica del motore attraverso termometri posizionati sulla testata, il più vicino possibile alle camere di combustione, e un termostato con valvola ad anelli che esclude la circolazione del liquido refrigerante dai radiatori a freddo per accelerare il riscaldamento del propulsore e ne fa innalzare la temperatura fino a 110 °C, un valore elevatissimo che garantisce alto rendimento termodinamico, ma richiede un attento studio dei materiali. La gestione termica del motore tiene conto inoltre dei diversi coefficienti di attrito offerti a temperature diverse e si regola di conseguenza, in base a quello è lo stile di guida adattando le portate della pompa dell’acqua e quella dell’olio. Entrambi i motori sono Euro 5 e ULEV II con valori di consumo e CO2 davvero contenuti in rapporto alle prestazioni con intervalli di manutenzione fissati a 30mila km. Per entrambi il regime massimo è di 6.700 giri/min mentre è impressionante il regime minimo: solo 525 giri/min per la versione aspirata e 560 giri/min per la Turbo. Attento anche lo studio dell’acustica per minimizzare il rumore ed esaltarne la parte che crea emozione agendo sia sull’aspirazione sia sull’impianto di scarico, privilegiando i toni bassi nella guida normale e quelli alti nella guida sportiva. La cosa non è facile perché, a livello di decibel, le leggi consentono oggi alla Panamera di emettere un decimo del rumore prodotto da una 911 Carrera 40 anni fa. IL CAMBIO Il cambio è manuale a 6 rapporti sulla Panamera S mentre sulla 4S e sulla Turbo c’è di serie il PDK a 7 rapporti con doppia frizione in bagno d’olio che ha già debuttato su Boxster e Cayman. . Progettato dalla ZF, questo cambio pesa 15 kg meno di un automatico a 6 rapporti (ma 30 kg in più del manuale) segue Segue, Porsche Panamera con convertitore di coppia comparabile e le frizioni interna ed esterna hanno rispettivamente diametri di 202 mm e 153 mm mentre per la Turbo sono da 220 mm e 163,5 mm arrivando così a sopportare fino a 750 Nm (un record per cambi a doppia frizione). Tra le sue particolarità c’è l’estensione estrema tra il primo e l’ultimo rapporto pari a ben 10,1:1 con la prima molto corta, la settima molto lunga e i 5 rapporti intermedi ravvicinati. La logica di gestione in posizione normale mira all’innesto del rapporto superiore il prima possibile a partire dalla prima, anzi innesta la seconda quando la frizione è ancora in caso di slittamento. Al PDK è abbinata la presenza del sistema stop/start, per la prima volta su una Porsche e su una vettura dotata di cambio automatico. TRAZIONE INTEGRALE EFFICACE Questo cambio ha una struttura modulare, infatti all’interno della scatola ospita il pacco della frizione a lamelle elettroidraulica a controllo elettronico che costituisce il giunto centrale del sistema di trazione integrale, anch’esso progettato dalla ZF, che solitamente trasmette il 100% della coppia all’assale posteriore, ma la centralina elettronica regola continuamente la ripartizione con l’avantreno ed è capace di rovesciare in pochi istanti tali proporzioni. Concettualmente simile all’xDrive di BMW, questo sistema è diverso sia da quello a giunto centrale viscoso della Cayenne sia da quello elettromagnetico della 911. La compattezza del giunto centrale e il fatto che sia alloggiato all’interno della scatola del cambio consente l’adozione di un albero di rinvio molto corto e obliquo che prende la forza all’uscita del cambio con un ingranaggio di tipo Beveloid e la porta sul differenziale anteriore che è posizionato lateralmente al motore. Quest’ultimo può quindi essere posizionato più in basso a vantaggio del baricentro e della ripartizione dei pesi che sulla S vede le masse per un 47-48% sull’assale posteriore dove, inoltre, può essere montato anche un differenziale di tipo attivo (anche questo sviluppato dalla ZF) che, grazie a una cascata di ingranaggi epicicloidali e a frizioni multidisco a innesto magnetico, gestisce il trasferimento della coppia tra le due ruote riducendolo in caso di slittamento di quella interna per mantenere elevata la spinta su quella esterna e gestire quindi l’imbardata della vettura meglio del controllo elettronico di stabilità che agisce sui freni rallentando la vettura. PRESTAZIONI E CONSUMI La Panamera S con motore aspirato eroga 400 CV a 6.500 giri/min e 500 Nm tra 3.500 e 5.000 giri/min, ha il cambio manuale a 6 rapporti e la trazione posteriore, accelera da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi e raggiunge 285 km/h consumando 12,5 litri/100 km con emissioni di CO2 di 293 g/km. Con il cambio PDK, si perdono 2 km/h, ma si guadagnano 2 decimi nello “0-100”, ma soprattutto crollano i consumi e le emissioni con 10,8 litri/100 km (-13,6%) e 253 g/km (-11,9%). Sulla Panamera 4S con trazione integrale e cambio PDK, la velocità scende di un km/h, ma le tre cifre sul tachimetro vengono raggiunte da fermo in 5 secondi netti mentre i consumi salgono a 11,1 litri/100 km (+2,7%) e le emissioni di CO2 e 260 g/km (+0,8%). La Panamera Turbo ha 500 CV a 6.500 giri/min e 700 Nm tra 2.250 e 4.500 giri/min, raggiunge i 303 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi consumando 12,2 km/litro e con emissioni di CO2 pari a 286 g/km. Si tratta di dati davvero eccellenti. Con il launch control compreso nel pacchetto Chrono Sport Plus, grazie alla gestione ottimale del cambio, i tempi di accelerazione vengono limitati di altri due decimi e la Turbo arriva dunque alla fatidica soglia dei 4 secondi nello “0-100 km/h”. AUTOTELAIO E SOSPENSIONI Le sospensioni della Panamera sfruttano lo schema a quadrilateri sovrapposti all’avantreno e multi-link al retrotreno, in entrambi i casi sono tutte in alluminio e montate su sottotelai anch’essi in lega leggera. Gli ammortizzatori sono a controllo elettronico dello smorzamento della ZF-Sachs: dietro sono separati dalle molle, davanti invece sono coassiali e collegati al braccio inferiore tramite una forcella per far passare il semiasse e contemporaneamente agire il più vicino al centro della ruota, dove si sviluppano le forze e le oscillazioni maggiori. In entrambi i casi, l’ancoraggio dei montanti superiori è in Cellasto, un materiale che assicura elevata resistenza e anche isolamento acustico. A richiesta si possono avere molle pneumatiche a doppia camera (da 2,2 litri anteriori e 2,5 litri posteriori) sviluppate dalla Continental in abbinamento alle barre antirollio attive. Grazie alle prime, la vettura mantiene costante il proprio assetto indipendentemente dal carico, si solleva di 20 mm sotto i 30 km/h, per affrontare meglio lo sconnesso e affrontare scalini e caditoie che spesso si trovano sulla soglia dei garage, ma si abbassa anche di 25 mm quando viene impostata la modalità Sport Plus. Gli ammortizzatori assumono invece una curva di smorzamento più frenata già nella modalità Sport. Anche le barre antirollio attive sono della ZF-Sachs e sono in pratica due semibarre che vengono lasciate disaccoppiate e libere di muoversi nella marcia rettilinea per aumentare l’indipendenza di ogni ruota, ma si irrigidiscono progressivamente grazie all’azione di un motore elettrico centrale per annullare il rollio. Questi accorgimenti aumentano dell’8% le accelerazioni trasversali che la Panamera può affrontare. STERZO Lo sterzo è del tipo a cremagliera con servo assistenza elettroidraulica a portata variabile per diminuire l’assorbimento di energia ed è a rapporto variabile: da 17,11:1 nella parte centrale fino a 14,76:1 per offrire un feeling morbido in rettilineo e una maggiore prontezza nelle correzioni. Ci vogliono 2,62 giri di volante da una parte all’altra. FRENI L’impianto frenante, come da tradizione, è particolarmente curato attraverso un massacrante capitolato di prove e vede l’adozione di dischi compound ovvero con rotori in ghisa grigia, metallo che offre le migliori prestazioni in termini di resistenza termica e di attrito volvente, montati su tazze in lega leggera forate radialmente in modo da ridurre le masse non sospese. segue Segue, Porsche Panamera per una Porsche, ma probabilmente per tutto il panorama automobilistico. La filosofia fondamentalmente può essere riassunta in tre elementi: ridurre il peso, abbassare il baricentro e concentrare le masse all’interno del passo per diminuire i momenti polari di imbardata, ovvero le forze che ogni volta che si sterza si creano per inerzia intorno all’asse verticale immaginario. Queste esigenze sono quelle tipiche di una vettura sportiva quale è la Porsche, ma la Panamera ha l’ambizione e la necessità di essere qualcosa di più, assicurando spazio e comfort, aspetti dei quali la progettazione ha dovuto tenere conto sin dall’inizio. Il 75% del peso è costituito da acciaio di vario tipo, così ripartito: 3% è del tipo inossidabile, usato in particolare per la traversa di scarico delle forze posizionata dietro la paratia tra abitacolo e motore ottenuta per idroformatura; 11% è del tipo multifase, ovvero acciai sottoposti a diversi trattamenti termici per combinare in un unico materiale diverse proprietà. Sono utilizzati nelle zone maggiormente sottoposte a torsione come il pavimento, il montante superiore del parabrezza e la zona di giunzione davanti alle ruote posteriori; 16% è acciaio legato al boro, estremamente duro in superficie e tenace, utilizzato per la sua alta resistenza (fino a 8 volte rispetto a quello dolce) in zone di alta flessione e torsione come le cinte di rinforzo per il pavimento, il tunnel centrale e le zone di giunzione tra il passaruota anteriore e il montante; 20% è del tipo a imbutitura dolce, utilizzato nelle parti superficiali della scocca dove le esigenze di forma (estetica o funzionale) sono preponderanti su quelle di resistenza ed è fondamentale un materiale facilmente stampabile. Per esempio, la parte visibile dei montanti, il parafango posteriore e il tetto sono in questo tipo di acciaio; 25 % è acciaio definito ad alta resistenza, utilizzato per la gabbia della scocca, ovvero per tutta la parte perimetrale facendo praticamente da raccordo e ossatura per tutte le altre parti delle quali la scocca stessa è composta. Va detto che per il taglio delle lamiere e la saldatura è stato fatto ampio uso del laser, massima garanzia di precisione e resistenza. Il 22% è in alluminio utilizzato per sottosistemi quali parafanghi anteriori, cofano, portellone, porte (lamiera, struttura e rinforzi), ma anche parti strutturali come i due componenti pressofusi che fungono da zona di assorbimento e duomi per i montanti delle sospensioni anteriori, e infine la traversa posteriore. Sono d’alluminio anche i telai dei due sedili posteriori individuali realizzati con lamiera e parti estruse per assicurare tutte le funzionalità di una berlina come l’abbattibilità (a filo con il piano di carico), la presenza di un condotto passante e la regolabilità elettrica. Il 3% è in magnesio che ha un peso specifico inferiore del 30% all’alluminio, utilizzato per la traversa anteriore preposta a supportare il radiatore e le cornici dei cristalli laterali. Grazie alla estrema malleabilità, è stato possibili ricavare per pressofusione profili sottilissimi e senza sbalzi esterni. In questo modo i tre cristalli laterali sembrano un corpo unico e sono perfettamente a filo sia con il profilo cromato sia con la carrozzeria per un effetto estetico finale davvero straordinario. C’è anche un 1% di materie plastiche utilizzate per la vasca sotto il piano di carico e lo spoiler a estrazione automatica (con relativo vano) posizionato al di sotto del lunotto. I tecnici Porsche affermano che la resistenza torsionale ottenuta è di 25.000 N/grado accanto a una resistenza dinamica ottimale, non solo in chiave sportiva, ma anche di trasmissione delle frequenze, per minimizzare il rumore e isolare le migliori, quelle che offrono comunque le sensazioni che una Porsche deve avere ma senza impatti traumatici sul peso. Per questo, ad esempio, all’interno delle portiere è stato utilizzata una pellicola di nuovo tipo, non bituminose, che offre isolamento termico e acustico. Anche i cristalli sono stratificati con due tre pellicole all’interno, una di PVB e una di polietilene per uno spessore totale di soli 4,13 mm e caratteristiche di sicurezza paragonabili a quelle del monolastra tradizionale. Fonte Omniauto.it Anche i profili interni all’intercapedine dei dischi per la ventilazione è davvero particolare con alette a profilo alare disposti a scacchiera per avere un raffreddamento ottimale sia dal punto di vista fluidodinamico sia da quello delle deformazioni. Per le versioni aspirate i dischi anteriori hanno un diametro di 360 mm e uno spessore di 35 mm con pinze a 6 pistoncini mentre quelli posteriori misurano 330×28 mm con pinze a 4 pistoncini. Per la Turbo i rotori anteriori da 390×38 mm e quelli posteriori sono da 350×28 mm. In ogni caso le pinze (verniciate di rosso) sono a anteriori 6 pistoncini e posteriori a 4 pistoncini. A richiesta, c’è l’impianto PCCB con dischi carboceramici e pinze verniciate di giallo: per le versioni aspirate con rotori anteriori da 390 mm e posteriori da 350 mm, per la Turbo quelli anteriori sono da 410 mm. Da notare inoltre che i tecnici Porsche hanno curato anche la riduzione degli attriti residui, quelli che si originano tra pastiglie e dischi durante la marcia normale, riducendoli del 50% attraverso la messa a punto dell’impianto idraulico e una particolare strategia della centralina del controllo di stabilità che regola la distanza dei materiali di attrito a seconda delle condizioni di guida: se la vettura marcia a velocità costante, le pastiglie si allontanano, se invece ci sono frequenti cambi di andatura o per esempio il guidatore rilascia velocemente il pedale dell’acceleratore, le pastiglie di avvicinano per assicurare la massima prontezza in frenata. Secondo la Porsche, solo questa modifica comporta un risparmio di 0,15 litri/100 km. PNEUMATICI Anche gli pneumatici utilizzati, del tipo “all season”, estivi o anche invernali (codice V, fino a 240 km/h), offrono una resistenza al rotolamento inferiore del 10% rispetto al passato. Per il primo equipaggiamento sono stati omologati 7 fornitori diversi con misure che vanno da 245/50 R18 anteriori e 275/45 R18 posteriori, passando per i 255/45 R19 e 285/40 R19 fino ai 255/40 R20 e 285/35 R20. SCOCCA E PESO La scocca della Panamera è totalmente inedita per rispondere a una destinazione nuova non solo L’AUTO CHE VERRA’ 2009 LE PRINCIPALI NOVITA’ DEI PROSSIMI MESI LUGLIO Hyundai i20 3P Audi A5 Sportback Cadillac CTS SW AGOSTO Saab 9.3 X Lexus IS 250C Infinity G37 cabrio Lamborghini Murcièlago Cadillac CTS Coupè SETTEMBRE Alfa Romeo Milano BMW X1 DR dr1 Nissan Cube Skoda Yeti Honda CR-Z Ferrari F430 Audi A8 Fiat Doblò OTTOBRE Brilliance BS2 Mazda 3 MPS Seat Exeo SW Audi Q7 Kia Cee’d BMW 760i NOVEMBRE BMW x6 Active Hybrid Chevrolet Camaro Saab 9.5 Porche 911 DICEMBRE Kia Magentis OPEL Meriva Mercedes E4matic La Polo di quinta generazione Nuova versione ispirata alla semplicità della prima serie PORTO CERVO — Tra la prima e l’ultima Polo, la quinta generazione della Volkswagen Polo, in arrivo dopo l’estate, sono corsi 34 anni. La maturità ha ammorbidito gli spigoli della giovinezza (il modello del 1975, copia dell’Audi 50, a sua volta ricalcata sulla prima Golf, di Giorgetto Giugiaro, pareva essere stato disegnato con il righello), ma non ha stravolto i connotati. La neonata Polo ha la stessa «faccia» della progenitrice, lo stesso semplice frontale a tre piani: la mascherina a tutta larghezza, che integra i fari; il fascione del paraurti; il «labbro» inferiore della carrozzeria. Sottigliezze irrilevanti? Forse no, perché la fedeltà alla purezza delle origini è il tasto su cui batte il tandem italiano alla guida del design Volkswagen: Walter de’ Silva (cinquantottenne, di Lecco) e Flavio Manzoni (quarantaquattrenne, di Nuoro). Il ritorno all’identità del marchio, simboleggiato da quel muso orizzontale e inconfondibile, è stato proclamato l’anno scorso con il lancio a raffica di Scirocco, Golf VI e Golf Plus, oggi viene confermato con la Polo e sta per essere trasferito al resto della gamma. Ma la Polo rappresenta anche un confine, essendo il primo progetto al 100% de’ Silva- Manzoni, mentre sulle precedenti «cugine» del nuovo corso i designer italiani hanno messo le mani a sviluppo cominciato. Gli ordini raccolti quasi alla cieca, nel mondo, per la nuova Polo sono già 14mila: interessante dimostrazione di fiducia, basata su una prevedibilità di cui, al quartier generale di Wolfsburg, vanno fieri. Eppure, rispetto alla serie precedente, la Polo di oggi è tutt’altro che «continuista »: allungata di 5 cm, allargata di 3 cm e abbassata di 1 cm, la carrozzeria è più filante ed equilibrata. Più giovane. Il posteriore largo, con i passaruota sporgenti e il lunotto avvolgente, esprime solidità. Che si tratti di un modello radicalmente nuovo è testimoniato anche da altri «ritocchi»: le carreggiate più larghe; il passo più lungo; gli sbalzi anteriore e posteriore aumentati. Il lancio, in settembre, avverrà con la cinque porte, ma nel giro di un mese arriverà anche la tre porte, seguita dalla grintosa Gti e dalla rustica Cross. Perché la Polo deve avere una gamma articolata: è da sempre uno dei suoi punti di forza. Tre motori a benzina e altrettanti a gasolio. Quanto ai primi, ci sono i 1.2 da 60 e 70 cavalli, abbinati al cambio manuale a 5 marce, e il 1.4 da 85 cavalli, che di serie monta un 5 marce, ma viene proposto anche con il cambio a doppia frizione Dsg a 7 rapporti. I turbodiesel common-rail, tutti nuovi, sono «millesei» con tre diversi livelli di potenza: 75, 90 e 105 cavalli. Anche qui, cambio manuale a 5 marce, con l’opzione del Dsg a 7 rapporti per il 90 cavalli. A fine anno entrerà in listino la 1.2 Tsi da 105 cavalli, con il cambio manuale a 6 marce. Nella primavera del 2010 sarà la volta della 1.2 Tsi con il Dsg e della 1.6 Tdi Dpf Cr BlueMotion da 90 cavalli, con cambio manuale a 5 marce. Importante: tutti i motori sono Euro 5 e nella dotazione di serie, anche per la «base», c’è l’Esp, il controllo elettronico di stabilità. Al momento i prezzi sono indicativi: per la Polo a 3 porte, a benzina, si dovrebbe partire da 12.500 euro, mentre per la variante a gasolio il minimo dovrebbe alzarsi a 14.750 euro. Di certo si sa che il passaggio alla più pratica Polo a 5 porte comporta un rincaro di 550 euro fonte corriere.it VISITA http://altagroupspa.blogspot.com NE RIMARRAI SORPRESO Alta Group s.p.a. IL PORTAFOGLIO DELLE IDEE Notizie dall’ LE NOVITA’ ED I PROGETTI DEL GRUPPO EASYCOM GROUP Un’incredibile opportunità per i Soci di Alta Group In prima pagina potrete leggere l’intervista al presidente di questa nuova Società che ci illustra il progetto “EasyService” ovvero un servizio di Economy Management riservato alle aziende. Se non fossero sufficientemente chiare le incredibili opportunità che questo progetto può offrire, sia in qualità di Partners che di semplici clienti di Easycom Group, riassumiamo qui i vantaggi e le modalità di adesione al servizio. PERCHE’ EASYSERVICE Nei mercati maturi e fortemente competitivi il cliente diviene l’elemento determinante del successo di qualsiasi azienda. E’ chiaro che in questi casi solo l’azienda in grado di soddisfare in senso ampio i bisogni della propria clientela è destinata a vincere le sfide competitive. Diventa quindi indispensabile modificare l’approccio al mercato innovando il servizio e rivoluzionando tutti gli aspetti commerciali correlati. Riteniamo che oggi situazioni più tradizionali come la pubblicità siano relativamente poco efficaci sia per la vastità dell’offerta che per il consistente livello di informazioni di cui dispongono i clienti. Non di meno è fallimentare la politica della “bottega” in cui si aspetta passivamente il cliente. Il cliente va invogliato ed acquisito in maniera “aggressiva” ed altamente professionale basando il proprio Nicola Fertonani elemento di caratterizzazione contemporaneamente sulla professionalità, sulla qualità del servizio e sul prezzo. Peraltro in un momento di congiuntura economica negativa, come quello che si sta delineando, un servizio di Economy management diventerebbe focale per molte aziende che vedono la riduzione dei costi come una scelta obbligata.oltre non dover distrarre risorse operative dai propri compiti per svolgere mansioni sussidiarie, come il facility management, sicuramente rende più snella, economica ed efficiente la gestione dell’azienda stessa apportando ulteriori vantaggi. Un call center moderno e preparato è sicuramente il più importante strumento che Easycom Group può offrire, grazie alla partnership con “Icall”, azienda già operante da anni nel settore Call Center/reti vendita, che ad oggi può contare su circa 100 operatori telefonici coordinati a circa 70 venditori attivi in vari ambiti con prevalenza nel settore telefonia. Ma analizziamo i vantaggi di una collaborazione con “ICALL” 1. Possibilità di usufruire di know how specifico. Icall ha una grande esperienza in tutte le tematiche relative alla gestione dei CALL CENTER ed in particolare nell’organizzazione del personale e nel trattare con l’ispettorato del lavoro. 2. Controllo altamente qualitativo dell’intero processo; Formazione specifica degli operatori telefonici; ascolto in remoto della qualità della telefonata; verifica appuntamento con seconda telefonata; software gestionale per verifica statistiche operative; cross Check: l’operatore richiama il cliente per verificare come è stato eseguito l’appuntamento, il venditore intervista il cliente in merito all’operato del telefonista. segue http://www.altagroup.it è nato qualcosa tra noi… iscriviti al blog di Alta Group Segue EasyService 3. Costo per appuntamento molto basso e altrettanto basso numero di appuntamenti a vuoto. La procedura normale prevede che i call center ricevano una retribuzione oraria più un incentivo per appuntamento fissato. Questo causa: molti call center fissano appuntamenti lentamente per ricevere più soldi; talvolta invece vengono fissati appuntamenti o fittizi o poco probabili solo per ricevere il premio. 4. Totale elasticità per lo sviluppo futuro. Normalmente internalizzando i call center ci si trova davanti al continuo dilemma di trovare un equilibrio tra il numero di operatori telefonici e quello di venditori. In questo caso esiste la possibilità di iniziare con pochi telefonisti dedicati al servizio ma di aggiungerli proporzionalmente alle reali necessità, fino ad un numero massimo di 400 operatori; la struttura è già pronta ed organizzata non ponendo nessun limite allo sviluppo della rete vendita. DIVENTARE PARTNERS Alle aziende PARTNER viene richiesto un contributo di start up per l’implemento della rete vendita e del CALL CENTER sotto forma di anticipo provvigionale. Tale contributo da diritto all’inserimento in esclusiva nella categoria merceologica richiesta. A fronte di viene garantito il raggiungimento di un determinato budget di vendita in un lasso di tempo prestabilito. Qualora il budget non venga raggiunto entro il tempo stabilito il partner avrà facoltà di recedere e chiedere l’eventuale rimborso del proprio contributo o in alternativa, da quel momento in poi, scalare tutte le provvigioni future da quanto anticipatamente versato. Il contributo non è fondo perduto ma semplicemente aiuta ad implementare il servizio e ottenere in tempi più celeri i budget di vendita, quindi è assolutamente orientato a massimizzare il vantaggio per i PARTNER. Il contributo verrà acquisito a titolo definitivo da Easycom Group, come premio di produzione, solo nel caso venga raggiunto un OBIETTIVO EXTRA stabilito insieme al Partner. Gli apporti di capitale dei partner saranno destinati a sviluppare il CALL CENTER; implemetare la rete vendita; investire nella formazione professionale della rete vendita. L’obbiettivo in tre anni è quello di circa 200 Consulenti attivi sulla gran parte del territorio nazionale divisi in gruppi di 8/30 a seconda dell’importanza della regione. La struttura di Icall è in grado di garantire quattro appuntamenti qualitativi al giorno ai nostri consulenti. In sintesi una volta a regime la struttura operativa si prefigge di raggiungere oltre 150.000 nuovi clienti ogni anno e di consolidare il rapporto con quelli già acquisiti gestendo le ricorrenze e proponendo sempre nuovi servizi offerti dai PARTNER. Va precisato che tali numeri non sono ipotetici ma basati sull’esperienza già maturata e sui risultati conseguiti dalla struttura commerciale di Easycom oltre che sulla bontà e competitività del format di prodotti proposto. Va precisato che tali numeri non sono ipotetici ma basati sull’esperienza già maturata e sui risultati conseguiti dalla struttura commerciale di Easycom oltre che sulla bontà e competitività del format di prodotti proposto. VANTAGGI PER I PARTNER a) Inserimento in esclusiva merceologica per la categoria di prodotti nel format; b) Possibilità di raggiungere tutto il portafoglio clienti di Easycom Group attraverso tecniche di consulenza innovative volte alla fidelizzazione totale dell’utente; c) Possibilità di usufruire di un importante rete vendita indiretta in outsourcing rendendo più snella ed efficiente la gestione dei costi aziendali; d) Massima elasticità della rete vendita che oltre a non rappresentare più un costo fisso per il partner, può essere modellata a secondo delle sue esigenze operative; e) Inserimento nel catalogo prodotti e servizi che verrà fornito a cadenza periodica a tutti i clienti; f) Accesso a tutti i clienti mediante mailing list; g) Possibilità di fruire dei servizi del CALL CENTER mediante lo studio di campagne ad hoc; h) Possibilità di sfruttare l’esperienza acquisita sul campo per ottimizzare la propria offerta di prodotti; i) Workgruops finalizzati allo sviluppo di sinergie strategiche e operative; l) Accesso a condizioni agevolate a tutte le convenzioni stipulate; DIVENTARE CLIENTI Oltre ai vantaggi sopra elencati nel diventare partners, non dimentichiamo che ogni azienda potrà anche richiedere la consulenza di un “Economy Manager” ed aderire semplicemente ad EasyService ottenendo così un notevole risparmio nella gestione delle spese fisse per la propria attività. L’offerta spazia praticamente in ogni settore di servizi, dal contratto telefonico alla gestione delle flotte auto, dalle forniture per ufficio alla realizzazione di nuove sedi “chiavi in mano”, un unico interlocutore per ogni tipo di necessità, con la garanzia di ottenere sempre le migliori condizioni, sia economiche che pratiche, senza limiti di settori merceolologici, sia per quanto riguarda la richiesta che l’offerta. Per avere ulteriori informazioni e richiedere la visita di un responsabile per diventare partner, oppure di un consulente per aderire al servizio di economy Management, è sufficiente inoltrare richiesta all’indirizzo info@easycomgroup.eu o telefonando al numero 011.5536200 Invitiamo tutti i lettori a visitare il sito internet della Società che vedete illustrato in queste pagine, digitando l’indirizzo http://www.easycomgroup.eu, vetrina ufficiale in fase di ultimazione ed in continuo aggiornamento, realizzato in partnership con il “solito” team di Alta Immagine

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