Roma, falsi certificati medico-legali Anche di morte. Sospesi funzionari Asl

I carabinieri del Nas hanno effettuato lunedì mattina 33 perquisizioni domiciliari e in uffici, anche di agenzie funebri. Fino ad ora sequestrata documentazione relativa a oltre 400 posizioni. Il sospetto che alcuni decessi siano stati anche per Covid

Roma, falsi certificati medico-legali Anche di morte. Sospesi funzionari Asl
Oltre 400 certificati per false visite medico legali su cadavere, mai eseguite, per confermare il decesso e anche le cause, consegnati dietro pagamento ai responsabili di alcune agenzie funebri della Capitale. E fra questi anche decessi che si sospetta possano essere avvenuti per Covid, comunque non per cause legate a reati. È solo una parte dell’immensa mole di documentazione contraffatta che il Nas dei carabinieri di Roma ha scoperto nel corso di un’indagine che lunedì mattina ha portato a trentatré perquisizioni di abitazioni e uffici e alla notifica del provvedimento di sospensione dal pubblico servizio per sei mesi nei confronti di due funzionari di una Asl capitolina che lavorano presso il Dipartimento di medicina legale.

Toccherà ai carabinieri, ora, capire dove possibile le cause esatte dei decessi, anche perché in molti casi le tumulazioni sono già avvenute. E anzi sembra proprio che il giro di falsi certificati, firmati a nome dei medici incaricati (da capire se alcuni di loro fossero consapevoli o ignari che il loro nome era finito su quei documenti), servisse proprio per accelerare pratiche che altrimenti, visto il periodo di emergenza coronavirus, avrebbero avuto un iter più lento. E l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato annuncia: «La vicenda oltre che essere grave, mette in cattiva luce lo sforzo che tutta la sanità regionale sta compiendo nel contrasto alla pandemia. I dipendenti Asl infedeli saranno immediatamente sospesi e avviate le procedure per il licenziamento. Le mele marce vanno allontanate e la Regione si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento».

I militari dell’Arma contestano ai due funzionari di Asl centrali della Capitale e ad altri indagati, a vario titolo, i reati di corruzione, falsità ideologica e materiale, truffa aggravata ai danni dello Stato. In particolare è stata accertata l’esistenza di una vera e propria banda che dietro pagamento di somme di denaro rilasciava anche falsi certificati a persone che volevano ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile oppure un aggravamento di una condizione già presente, con l’aumento delle percentuali, in modo di ottenere le relative pensioni. I certificati in questione riguardavano anche il riconoscimento della 104 per l’assistenza di familiari invalidi o gravemente malati. Ma dopo che le indagini sono cominciate proprio per scoprire il traffico di questo genere di certificati rilasciati nel corso del 2020, ecco che i carabinieri hanno scoperto il secondo filone, quello legato ai decessi.

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