Falsi incidenti chiesto processo per 87 persone

procura bari BARI – La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 87 persone, tra medici, avvocati e presunte vittime di incidenti stradali, accusate di truffa ai danni di compagnie assicurative. Rischiano il processo i quattro medici Roberto Settembre, all’epoca dei fatti in servizio presso il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Di Venere di Bari, Michele Gesmundo, Fabio Basalisco e Francesco Saponieri, periti di parte incaricati di redigere certificati medici attestanti – secondo l’accusa – false patologie derivanti dai sinistri.

Chiesto il processo per i due avvocati Michael Gisonda e Maria Schima, incaricati di curare le pratiche per il risarcimento danni. Le indagini coordinate dal pm Francesco Bretone hanno accertato oltre 40 episodi di falsi incidenti in alcuni comuni della provincia di Bari, in particolari a Binetto, Toritto, Grumo Appula e Modugno. In alcuni casi si tratta di cadute accidentali causate da buche nell’asfalto. Nel procedimento si sono costituite parti civili le 15 compagnie assicurative truffate e il Comune di Grumo Appula. L’udienza preliminare per i rinvii a giudizio si concluderà il 3 aprile.

Certificati medici falsi per ottenere i risarcimenti

 Certificati medici falsi per ottenere i risarcimenti   Ennesima truffa ai danni delle Assicurazioni,
con un bottino di circa 300 mila euro ottenuti presentando “carte false”. In 32 rinviati a giudizio
dal tribunale dell’Aquila
        Certificati medici fittizi per ottenere il risarcimento di incidenti mai avvenuti, accompagnati da fatture per la riparazione delle auto sinistrate. Il copione è sempre lo stesso, e questa volta a finire nei guai è un’organizzazione di 32 persone che, secondo le indagini del Tribunale dell’Aquila, sarebbe riuscita a ottenere circa 300.000 euro ai danni delle Assicurazioni.
Dagli accertamenti eseguiti dagli inquirenti, si é appurato che l’espediente più utilizzato per ottenere i risarcimenti era il ricorso a falsi certificati medici eseguiti in ospedale, riprodotti grazie a certificati di sinistri realmente accaduti ma con generalità sostituite.
Il caso più eclatante della banda sarebbe un falso tamponamento a catena in cui sarebbero risultate coinvolte diverse macchine, in cui i soggetti coinvolti avrebbero otteuto preventivi per il pagamento dei danni, rilasciati da una carrozzeria, nonostante il parere contrario del perito, su segnalazione del liquidatore di un’assicurazione