Maxi truffa alle assicurazioni in provincia di Siena

Maxi truffa alle assicurazioni in provincia di Siena

Da Nord a Sud, si susseguono le truffe alle Assicurazioni. In provincia di Siena è stata smantellata un’organizzazione che negli anni aveva ottenuto risarcimenti per 2 milioni di euro inscendando falsi incidenti. Coinvolti anche alcuni carrozzieri

Ancora truffe ai danni delle assicurazioni. Questa volta siamo in provincia Siena, dove i Carabinieri hanno smantellato un’organizzazione composta da carrozzerie, periti assicurativi, titolari di agenzie di pratiche automobilistiche, tre medici e un avvocato. Come da copione venivano inscenati falsi incidenti, coinvolgendo svariate persone per fare finta di aver subito danni e lesioni e chiedere i conseguenti rimborsi. Ben 250 persone sono state denunciate per truffa in concorso per avere collaborato come danneggiati negli incidenti con l’organizzazione. A questi andava una piccola percentuale dei rimborsi ottenuti, che negli anni avrebbero reso un bottino di circa 2 milioni.

Una donna, titolare di una carrozzeria di Castelfiorentino (Fi), è stata posta agli arresti domiciliari, così come un assicuratore di Colle Val d’Elsa; per un perito assicurativo di San Gimignano, per il titolare di un’agenzia di pratiche auto di San Miniato (Pisa) e per un carrozziere anch’egli di San Miniato è stato deciso l’obbligo di dimora. Obbligo di presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria per il titolare di una carrozzeria di Castelfiorentino, che è stata messa sotto sequestro preventivo. Tre medici, di cui due lavorano al policlinico di Siena come ortopedico e radiologo e un terzo in una clinica privata di Empoli, e una donna avvocato del foro di Firenze non potranno esercitare la loro attività. L’indagine è iniziata nel 2013 dopo una serie di controlli di parte dei Carabinieri che avevano notato un picco di incidenti nella zona tra Casole d’Elsa e Colle Qualche giorno fa un’altra maxi truffa alle assicurazioni era stata scoperta a Salerno,

Causavano incidenti agli autobus: risarcimenti, ci mangiavano in 31

Tre incidenti nell’estate 2012 sarebbero stati pilotati da due “registi”. L’organizzazione poteva contare anche su avvocati e medici compiacenti

Avevano indetto anche delle riunioni collettive per spiegare il copione ai loro attori. Prima lo schianto, poi il dolore simulato (o comunque ingigantito). Una truffa unica nel suo genere, se non altro per il numero di persone indagate: trentuno. Tra loro disoccupati, liberi professionisti e anche tre minorenni, portati anche loro dai genitori sull’autobus Actv che di lì a poco si sarebbe schiantato. Desiderosi magari di intascarsi qualche soldo in più. Per ora nessuna misura cautelare, ma gli accertamenti proseguono.

“ACCERTAMENTI SU ALTRI INCIDENTI” – VIDEO

I carabinieri del nucleo investigativo di Venezia, infatti, hanno ricostruito con certezza che tre incidenti nel giro di poco più di un mese tra luglio e agosto 2012 erano in verità stati pilotati. I feriti, poi, grazie a due studi medici privati compiacenti mestrini (in un caso con sede a Istrana) e a due avvocati, uno di Mestre e uno di Padova, riuscivano a dimostrare sedute di fisioterapia mai avvenute, o effettuate solo in parte. In questo modo le assicurazioni, risultate estranee alle indagini per ora, erano costrette a pagare risarcimenti ben più alti. Per i tre sinistri contestati sono stati sborsati quasi 200mila euro. Una cifra con cui hanno potuto mangiare tutti: gli ideatori del raggiro (un 44enne di Gioia del Colle che all’epoca dei fatti era domiciliato a Scorzè e un 39enne residente a Mira), gli “attori”, residenti tra Veneziano, Padovano e Trevigiano) e i professionisti.

 

Il primo incidente si verificò il 17 luglio 2012 a Marghera: si trattò di un investimento di un pedone. Il tutto architettato ad hoc all’insaputa degli autisti Actv. In quel caso furono due le persone che si fecero refertare al pronto soccorso per poi “aggravare” le proprie condizioni in un secondo momento. Lo spettacolino, poi, è continuato con una replica il 28 luglio, a undici giorni di distanza. In viale della Libertà, infatti, uno dei “promotori” della truffa tamponò un pullman Actv con la propria auto. Chi si trovava a bordo del mezzo pubblico sapeva che più o meno in quel punto si sarebbe verificato un incidente. Furono nove i feriti che “beneficiarono” del raggiro. Infine l’ultimo atto della “trilogia”: il 25 agosto uno dei due promotori (non quello del sinistro precedente) alla guida di un’auto presa a noleggio superò l’autobus di turno sul ponte della Liberta per poi rientrare subito sulla destra e frenare all’improvviso. Inevitabile per il pullman tamponare in pieno il veicolo. In quel caso (evidentemente la voce era circolata) furono ben quindici le persone che si fecero refertare per traumi come colpi di frusta o simili.  Erano gli stessi due promotori, ora indagati al pari delle altre persone coinvolte per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, a darsi da fare per fare proseliti. Incontrando sempre gente nuova pronta a intascarsi un lauto extra.

Falsi incidenti: oltre 400 indagati

Un’inchiesta in quattro tronconi che coinvolge medici, fisioterapisti e carrozzieri di tutto l’Agro

I 153 indagati nella maxi inchiesta sui sinistri fasulli dello studio Guerritore rappresentano la quinta fase in ordine di tempo di un’articolata serie di operazioni investigative coordinate dalla procura di Nocera Inferiore tra il 2009 e il 2012. I carabinieri di Angri e di Nocera Inferiore arrivarono all’attuale indagine, la più importante, dopo precedenti quattro tranches. Nel caso in questione, un intero studio legale, capeggiato dall’avvocato Raffaele Guerritore, è al centro del meccanismo truffaldino, con undici provvedimenti tra interdizioni e divieti.

Il primo gruppo di 161 indagati aveva come epicentro l’avvocato angrese G.F., promotore di ottantuno falsi sinistri, poi c’erano i “ruoli” del carrozziere Gaetano Vitolo, che rilasciava false fatture per incidenti mai avvenuti, del medici Antonio Capuozzo, di Marano, e del fisioterapistaGiovanni Cesarano, responsabili di falso. Il secondo troncone, con 105 indagati, ruotava invece intorno alla figura dell’avvocato di Sant’Egidio, Michele Avino, e con lui il carrozziere Giuseppe Desiderio, titolare di una carrozzeria inesistente utilizzata per emettere false fatturazioni, il medico ortopedico di Pagani, Franco Aufiero, ritenuto responsabile di falso, i procacciatori Memore Testa e Gennaro Sicignano e il carrozziereGaetano Vitolo. Il terzo filone comprendeva 58 indagati e verteva sulla figura dell’avvocato nocerino Pietro Coppola, ideatore dei sinistri in trenta diversi capi d’accusa, con i procacciatori Giovanni Battista BattipagliaBartolomeo Attianese e Luigi Mosca e il carrozziere Salvatore Adamo, che emetteva fatture false per simulare riparazioni in realtà mai avvenute.

Il quarto gruppo contava 135 indagati capeggiati dal pregiudicato di Angri Luigi Carpentieri, 48 anni, con precedenti specifici, residente a Rossano Calabro ma di fatto domiciliato ad Angri, ritenuto promotore del sistema, presente anche nell’inchiesta attuale; poi l’avvocato Pasquale Serafino, di Striano, anche lui ricomparso nell’affaire Guerritore, il legale Roberto Lambiase, di Roccapiemonte, e di nuovo il dottor Antonio Capuozzo.

L’ultima indagine culminata nei 153 avvisi di garanzia ricostruisce gli incidenti stradali falsi o ingigantiti per ottenere risarcimenti dalle compagnie di assicurazioni, partiti dalle perquisizione delle forze dell’ordine nel 2010 nello studio dell’avvocato Raffaele Guerritore, con il contestato ruolo del radiologo Costabile D’Agosto e dell’infermiere Saverio Croce, entrambi interdetti dalla professione per due mesi, impegnati a far risultare da falsi certificati false lesioni da ripagare a cura delle ignare compagnie assicurative.

L’indagine è rimasta sospesa dopo il trasferimento del primo pm che curò le attività investigative, dottoressaElena Guarino, ora alla procura di Salerno: quattro anni dai riscontri, due dal deposito informative. E un anno e passa per la richiesta cautelare accordata in parte dal gip Giovanna Pacifico.

Alfonso T. Guerritore

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Falsi incidenti chiesto processo per 87 persone

procura bari BARI – La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 87 persone, tra medici, avvocati e presunte vittime di incidenti stradali, accusate di truffa ai danni di compagnie assicurative. Rischiano il processo i quattro medici Roberto Settembre, all’epoca dei fatti in servizio presso il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Di Venere di Bari, Michele Gesmundo, Fabio Basalisco e Francesco Saponieri, periti di parte incaricati di redigere certificati medici attestanti – secondo l’accusa – false patologie derivanti dai sinistri.

Chiesto il processo per i due avvocati Michael Gisonda e Maria Schima, incaricati di curare le pratiche per il risarcimento danni. Le indagini coordinate dal pm Francesco Bretone hanno accertato oltre 40 episodi di falsi incidenti in alcuni comuni della provincia di Bari, in particolari a Binetto, Toritto, Grumo Appula e Modugno. In alcuni casi si tratta di cadute accidentali causate da buche nell’asfalto. Nel procedimento si sono costituite parti civili le 15 compagnie assicurative truffate e il Comune di Grumo Appula. L’udienza preliminare per i rinvii a giudizio si concluderà il 3 aprile.

Truffa alle assicurazioni sulle supercar: arrestati a Milano ex primario e il figlio

Coinvolti Andrea De Amicis e il padre Aldo, rispettivamente nipote e cognato del presidente della Provincia, Podestà. Lamborghini e Bentley risultavano rubate, ma in realtà venivano rivendute all’estero wpid-424360_6647_big_Polstrada5.jpg

Il pezzo forte era una Bentley Continental, ufficialmente superaccessoriata. Assicurata ai Loyd’s di Londra per la bella cifra di 350mila euro. Uno delle 62 fuoriserie acquistate FRA il 2008 e il 2011 dalle società Cavallino Sport e Nuova Santa Valeria dell’imprenditore Andrea De Amicis, 42 anni, nipote del presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà (estraneo a ogni accusa). De Amicis è rinchiuso in carcere al termine di un’operazione coordinata dal pm Mauro Clerici e condotta dagli investigatori della polizia stradale. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata. Le auto — si è scoperto grazie a una denuncia formalizzata dai Loyd’s — dopo l’acquisto e dopo aver ottenuto un contratto di leasing, sparivano con un furto simulato dai complici di De Amicis. Solo una tappa della destinazione finale: secondo l’accusa finivano per essere smerciate su mercati esteri. Un giro che sarebbe fruttato diversi milioni di euro a discapito di assicurazioni e società di leasing, secondo quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip Cristina Di Censo. Agli arresti domiciliari sono finiti anche l’avvocato Egidio Pastore, 78 anni, studio in via Caldare; la sua segretaria Anna Rita Greco e il padre di De Amicis, Aldo (che ha sposato la sorella di Podestà). De Amicis senior, oggi in pensione ma per anni primario del Fatebenefratelli in Ortopedia, è accusato di aver imposto ad alcuni medici del suo reparto le auto che vendeva il figlio. Apparivano come semplici intestatari di contratti che spesso non venivano nemmeno onorati. L’elenco di auto acquistate è impressionante. Porsche, Lamborghini Gallardo, Bmw X5, uno svariato numero di Bentley, versione extralusso. Acquistate, poi assicurate per cifre superiori al reale valore, «sovraffatturando il prezzo di vendita mediante l’indicazione di una falsa serie di optional e allestimenti non veritieri», avrebbero permesso a De Amicis e a Pastore di spartirsi poi il premio assicurativo e, con la complicità di alcuni indagati a piede libero, ottenere anche il prezzo di vendita all’estero. Gli arresti, leggendo l’ordinanza d’arresto, sembrano essere solo una tappa dell’indagine. Restano da scoprire anche i broker assicurativi che si sono prestati a sottoscrivere contratti di leasing palesemente gonfiati, ma anche l’iter seguito per l’immatricolazione al Pra (il registro automobilistico).

di EMILIO RANDACIO

Caserta: TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI

 Il Pubblico Ministero chiede 48 rinvii a giudizio. Alcuni sono anche dell’Alto Casertano. Tra gli indagati anche un Primario dell’ospedale Civile di Caserta

Un’associazione a delinquere smantellata tre anni orsono, scoperta da un’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il Pubblico Ministero Domenico Musto chiede il giudizio per gli indagati…
Medici, avvocati, cancellieri di tribunale, dipendenti di istituti di credito e procacciatori d’affari. Un’associazione a delinquere finalizzata alle truffe assicurative smantellata nel 2011 da un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Per 48 persone il pubblico ministero Domenico Musto ha adesso chiesto il rinvio a giudizio contestando i reati di associazione per delinquere, truffa, falso in atto pubblico e corruzione. A conclusione delle indagini la procura ha, infatti, chiesto di procedere nei confronti di Roberto Adelini, di S. Maria Capua Vetere, Carmine Angrisani , di Caserta, Gaetano Battaglia, di Poggiomarino, Concetta Becchimanzi, di San Marcellino, Giuseppe Belfiore, di Caserta, Carmine Bernardo, di Capodrise, Clara Bondetti, di Napoli, Michele Buono, di Napoli, Santino Busiello, di Aversa, Silvio Cardone, di Maddaloni, Paolo Decoro, di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Ciccarelli, di San Cipriano d’Aversa, Antonio Coppola, di S. Maria Capua Vetere, Francesco Corvino, di Casal di Principe, Luciano Curci, di Itri (Latina), Giuseppe Dalena, di S. Maria Capua vetere, Stanislao Di Bello, di Villa di Briano, Angelo Di Caterino, di Casal di Principe, Mauro Di Costanzo, di Pignataro Maggiore, Domenico Di Dona, di Villa Literno, Franco Di Fabio, di Frattamaggiore, Giancarlo Filippelli, di Sessa Aurunca, Aldo Garofalo, di San Cipriano d’Aversa, Raffaele Gentile, di Napoli, Fausto Ibello, di Trentola Ducenta, Franco Mancini, di Carinola, Armando Martucci, di Formia, Maria Migallo, di Melito di Napoli, Luigi Musto, di Trentola Ducenta, Arrigo Narducci, di San Nicola la Strada, Francesco Pacia, di Villa Literno, Francesco Panaro, di Gattarico, Giuseppe Pastore, di Sessa Aurunca, Luciano Peluso, di Sessa Aurunca, Pasquale Petrillo, di Casal di Principe, Gennaro Pizza, di Sessa Aurunca, Antonio Rossi, di Caserta, Francesco Russo, di Casal di Principe, Salvatore Russo, di Teverola, O.N.S., di Napoli, Carmine Sardaro, di Frignano, Vincenzo Scalera, di Maddaloni, Vincenzo Schiavone, di Casal di Principe, Fabrizio Sergio, di Formia, Giuseppe Sorrentino, di Carinola, Alfredo Stozzetti, di Napoli, Anna Taglierina, di Aversa, Marilù Tiseo, di Aversa, Luigi Vitale, di Sant’Arpino. L’udienza preliminare è fissata per questa estate. Nel collegio difensivo gli avvocati Nello Sgambato, Angelo Raucci, Vincenzo Guida e Guglielmo Ventrone.

Rc auto. I carrozzieri protestano, gli automobilisti pagano

RC-auto-carrozzieriMesso da parte lo scarso stupore nel venire a conoscenza che le polizze Rca (responsabilità civile autoveicoli) italiane costano in media 231 euro in più rispetto agli altri Paesi europei, continua il confronto/scontro tra governo e carrozzieri. A provocare lo scontento dei rappresentanti di categoria è l’articolo 8 del decreto 145 (il cosiddetto “Destinazione Italia”, entrato in vigore lo scorso 24 dicembre, ndr), in particolare la norma sul «risarcimento in forma specifica», ossia sulla facoltà della compagnia assicuratrice di offrire al danneggiato, al posto del denaro, la riparazione del veicolo al costo stabilito dall’officina convenzionata con l’impresa. Qualora l’assicurato dovesse rifiutarsi, la somma di denaro che gli spetta non potrà essere superiore alla stima fatta per la sua riparazione dalla medesima officina convenzionata. In poche parole, l’utente non avrà più la libertà di rivolgersi all’officina di fiducia e, contestualmente, per le piccole imprese artigiane di carrozzerie indipendenti – ossia non convenzionate con le compagnie – aumenta il rischio di non sopravvivere. Il deputato socialista Marco Di Lello è intervenuto sulla vicenda, facendo riferimento alla concertazione, «una buona pratica riformista, introdotta da Amato nel 1992. Una pratica divenuta purtroppo desueta».

 

DI LELLO: I SOCIALISTI DALLA PARTE DI UTENTI E ARTIGIANI – Secondo il capogruppo del Psi a Montecitorio la conseguenza «è quella di errori come l’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia” che, anziché privilegiare la liberalizzazione del mercato – consentendo ai clienti la libera scelta del proprio autoriparatore in caso di sinistro – impone obblighi dove a guadagnarci è solo il potere delle Assicurazioni». Di Lello, che ieri ha partecipato alla manifestazione nazionale dei carrozzieri organizzata dalle confederazioni artigiane a Roma ha poi aggiunto che restano «le nostre perplessità sulla “ratio” con cui è stato scritto il testo del decreto che dovrebbe liberalizzare, e invece restringe la possibilità di scelta su carrozzieri e medici legali. L’esponente socialista, dopo aver ricordato che «il dialogo tra governo e forze sociali è pratica ormai non più in uso» ha auspicato che il Parlamento apporti modifiche a questa norma «che tutela solo le lobby assicurative. I socialisti si impegneranno, certi di non restare soli in questa battaglia parlamentare».

 

LE RAGIONI DELLE ASSOCIAZIONI DEI CARROZZIERI – «Non vogliamo essere soggetti a vincoli che tra l’altro non sono previsti dal nostro ordinamento, ma dettati e imposti dalle compagnie di assicurazione, con l’aiuto delle Istituzioni». Questo è stato il commento di Mario Coltelli, presidente di Casartigiani Autoriparazione che all’Avanti! ricorda che l’Italia è «un Paese libero, dove sul mercato c’è libera concorrenza. Se dovesse passare questo concetto non saremmo più liberi di decidere il nostro futuro: nessuno ci deve imporre chi deve lavorare e chi invece deve chiudere l’attività».

 

 Siria Garneri

Il Gruppo Solera si spinge sul mercato italiano dei software peritali

IL GRUPPO SOLERA ACCELERA LA CRESCITA IN ITALIA CON L’ACQUISIZIONE DI AUTOSOFT E KROMEDA

IL GRUPPO SOLERA ACCELERA LA CRESCITA IN ITALIA CON L’ACQUISIZIONE DI AUTOSOFT E KROMEDA 

La Holding americana leader mondiale nella fornitura di software e servizi  per Compagnie di Assicurazione, Studi Peritali e Riparatori, con più di 75 mila Clienti  in oltre 60 Paesi, annuncia con soddisfazione l’acquisizione del Gruppo Autosoft in Italia, Paese ritenuto strategico per rafforzare la propria posizione nel mondo Insurance e Ricambi in Europa. 
 
Milano, 6 Gennaio 2014.  Solera Holdings inc.(Solera), fondata dall’attuale CEO Tony Aquila, che rappresenta il punto di riferimento a livello mondiale nella fornitura di software e servizi per il settore della gestione dei sinistri in ambito automobilistico, si rafforza in Italia.  
Forte della propria posizione sui mercati internazionali, Solera, quotata alla Borsa di New York (NYSE: SLH), ha voluto assicurarsi un Gruppo di successo e leader nel mercato di riferimento Italiano come AutoSoft srl (Autosoft) e la sua controllata Kromeda srl (Kromeda). 
Operativo dal 1994 nel settore del Claim / Automotive, il Gruppo di Minturno (LT), diretto da Sergio Cerro  è uno dei maggiori player attualmente presenti sul mercato italiano grazie a soluzioni software integrate rivolte a tutti gli attori del comparto. Inoltre il suo know how specifico, rafforzatosi sempre di più nel corso degli ultimi anni,  le ha consentito di realizzare soluzioni software altamente performanti e competitive, che la posizionano come partner di riferimento per oltre quindici Compagnie Assicurative ed il loro networkdi Fiduciari, società di Rent e di Servizi Assicurativi. Inoltre il Gruppo Autosoft vanta un altro fiore all’occhiello: Kromeda, società che opera nell’industria dell’automotive come fornitore di banche dati tecniche e soluzioni software fortemente profilate sulla clientela. Negli anni Kromeda ha conquistato il ruolo di partner tecnico di numerosi operatori leader di mercato con soluzioni destinate ai produttori di ricambi ed agli operatori della filiera della distribuzione indipendente fino ad arrivare ai riparatori. 
Le prospettive di rafforzamento reciproche sono evidenti, Solera grazie all’acquisizione del Gruppo Autosoft entra da protagonista nel mercato italiano, mettendo a disposizione di questa realtà di successo nazionale tutto il knowhow e i contenuti internazionali di cui è in possesso.   
L’acquisizione evidenzia una nuova attenzione di Solera verso l’intero mondo dei fiduciari e dei network riparativi delle compagnie di assicurazione e dei ricambi. Con le piattaforme informatiche web di Autosoft e di Kromeda, che gia oggi collegano e interagiscono con fiduciari Motor, Medici, Legali, Riparatori, Glasses  ecc, i clienti potranno usufruire di strumenti modulari e configurabili anche nell’ottica dell’ottimizzazione dei processi e relativi costi. 
pubblicato da aicis.it/news
 

Certificati medici falsi per ottenere i risarcimenti

 Certificati medici falsi per ottenere i risarcimenti   Ennesima truffa ai danni delle Assicurazioni,
con un bottino di circa 300 mila euro ottenuti presentando “carte false”. In 32 rinviati a giudizio
dal tribunale dell’Aquila
        Certificati medici fittizi per ottenere il risarcimento di incidenti mai avvenuti, accompagnati da fatture per la riparazione delle auto sinistrate. Il copione è sempre lo stesso, e questa volta a finire nei guai è un’organizzazione di 32 persone che, secondo le indagini del Tribunale dell’Aquila, sarebbe riuscita a ottenere circa 300.000 euro ai danni delle Assicurazioni.
Dagli accertamenti eseguiti dagli inquirenti, si é appurato che l’espediente più utilizzato per ottenere i risarcimenti era il ricorso a falsi certificati medici eseguiti in ospedale, riprodotti grazie a certificati di sinistri realmente accaduti ma con generalità sostituite.
Il caso più eclatante della banda sarebbe un falso tamponamento a catena in cui sarebbero risultate coinvolte diverse macchine, in cui i soggetti coinvolti avrebbero otteuto preventivi per il pagamento dei danni, rilasciati da una carrozzeria, nonostante il parere contrario del perito, su segnalazione del liquidatore di un’assicurazione

Rc professionale obbligatoria: La recita è ancora a soggetto

Mancano due mesi all’obbligo, ma il mercato non si muove. Dal 15 agosto necessaria la polizza a tutela dei clienti Medici e notai già coperti, ingegneri e architetti «freddi»

Nel testo di riforma delle professioni ordinistiche, un punto chiave era dedicato all’istituzione dell’assicurazione professionale obbligatoria. Per rendere il vincolo ancora più stretto si pensò di far sì che, in caso di richiesta di preventivo, non si potessero rilasciare documenti senza indicare il numero della propria polizza professionale.

Professionisti (2) Imc

I vecchi e nuovi clienti

L’obbligatorietà è stata poi procrastinata e oggi siamo di nuovo alla vigilia dell’entrata in vigore. Dal prossimo 15 agosto, infatti, tutti i professionisti appartenenti a un Ordine dovranno dotarsi di una polizza di responsabilità civile che li metta al riparo contro danni arrecati a terzi nell’esercizio delle proprie funzioni.

Malgrado l’entrata in vigore della copertura obbligatoria sia ormai alle porte, risulta essere davvero ridotta la percentuale di professionisti che hanno sottoscritta una copertura assicurativa. «Sul tema però andrebbero fatti alcuni distinguo — spiega Gianni Turci, presidente diMarsh, società di intermediazione assicurativa e consulenza sui rischi —. I dati raccolti dicono che ci sono alcune categorie che da sempre sono sensibili alla copertura assicurativa: è il caso di medici, notai e commercialisti. I medici per l’alto rischio delle loro attività, i notai perché è prassi ormai consolidata e i commercialisti perché sono sempre maggiori i rischi di errori in tema di fisco che permettono ai clienti di rifarsi sul professionista».

Molto meno propense altre categorie che pure corrono rischi legati alla loro attività: è il caso di avvocati, geometri, architetti. «Si tratta di categorie — continua Turci — nelle quali non abbiamo rilevato alcun aumento delle polizze dopo l’entrata in vigore della legge e l’avvicinarsi della scadenza. Non bisogna dimenticare, infatti, che l’assicurazione obbligatoria di responsabilità civile nasce per tutelare il professionista da eventuali azioni legali contro di lui, ma anche per offrire una strada di rimborso ai clienti che risultassero danneggiati da errori dovuti a colpa o colpa grave del proprio professionista. Giusto per dare un’idea, tra i geometri risulta assicurato appena il 10/15 per cento, stessa quota vale per gli architetti e appena il 22 per cento per gli ingegneri».

Avvocati e scadenze

Discorso a parte meritano gli avvocati: una buona metà è già coperta. «Si tratta di un numero accettabile — conferma il presidente di Marsh — perché molti di loro non svolgono la professione a tempo pieno e molti altri lavorano presso grandi studi legali che si dotano di un’assicurazione per tutti i componenti dello staff. Per tutti però si avvicina il momento dell’obbligatorietà della copertura e solo allora potremo avere un quadro davvero completo». Probabilmente dopo l’entrata in vigore della norma si potrà sapere anche l’esatta diffusione delle polizze professionali e magari pensare a formule mirate.

«Sicuramente — concorda Turci — quando potremo avere uno screening completo della nuova platea sarà possibile pensare a coperture adeguate in base al rischio. Un meccanismo che già oggi accade con le categorie più esposte, quelle dell’area sanitaria: l’ortopedia, la ginecologia e la chirurgia. Naturalmente l’attuale ritrosia dei professionisti si spiega con i costi che le polizze comportano, ma siamo convinti che la creazione dei prodotti nati per coprire i rischi più specifici di ciascuna categoria potrà portare a soluzioni davvero su misura».

Autore: Isidoro Trovato – CorrierEconomia

Torino: Falsi incidenti automobilistici, truffa da 6 milioni di Euro. Chiesto rinvio a giudizio per 100 indagati

Procura Torino ImcI banali incidenti stradali che si verificavano, quasi quotidianamente e un po’ ovunque, lungo le vie del capoluogo piemontese, erano in realtà falsi sinistri. Si trattava, infatti, di incidenti provocati ad arte, causati con il chiaro intento di raggirare le agenzie assicurative. Incidenti resi possibili dalla collaborazione di un numero incredibilmente alto di personaggi via via individuati e denunciati dalle forze dell’ordine e dalla magistratura subalpina. Personaggi più o meno importanti, più o meno noti finiti tutti quanti, alla fine, nella rete della procura di Torino. Personaggi come medici, avvocati, periti, carrozzieri, titolari di scuole guida e naturalmente comuni automobilisti che si prestavano a firmare i moduli di constatazione amichevole durante quei sinistri fasulli. In tutto, 157 persone individuate e denunciate. Per cento di loro, nel frattempo, il pubblico ministero Gabriella Viglione ha chiesto il rinvio a giudizio durante l’udienza preliminare che si celebra in tribunale, a Torino, in aula 3. L’accusa, per tutti gli indagati, è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle compagnie di assicurazione. Mentre il danno alle assicurazioni, stimato dai consulenti interpellati dalla magistratura torinese, si attesterebbe attorno alla cifra di sei milioni di euro.

Nel registro degli indagati del pubblico ministero Viglione sono stati iscritti i nomi di medici accusati di aver prodotto falsi certificati, di avvocati compiacenti, di periti e carrozzieri che gonfiavano danni minimi o inesistenti, di responsabili di scuole guida e agenzie di pratiche auto. E i nomi di semplici automobilisti, comuni cittadini che avevano giocato un ruolo decisivo nella realizzazione della colossale truffa alle assicurazioni. Per la maggior parte, infatti, si tratta di persone che si prestavano a firmare i moduli di constatazione amichevole. La figura principale dell’inchiesta avviata dalla magistratura torinese è considerata quella di un personaggio ritenuto dagli inquirenti come l’uomo che coordinava il meccanismo della frode.

L’inchiesta, denominata dagli stessi inquirenti “Operazione Sistema“, nel giugno del 2010 era sfociata in venticinque ordini di custodia cautelare.

Fonte: CronacaQui Torino