Parla il Presidente degli Assicuratori Gariglio: “é finito il tempo degli alibi”

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Gli assicuratori dicono la loro sulla RC Auto, con un intervento a tutto campo del Presidente UEA Filippo Gariglio. In Italia i tribuiti  incidono per quasi il 30% del premio ed è necessario un “cambio di passo.

Anche gli assicuratori dicono la loro sulla RC Auto. Riportiamo una sintesi dell’intervento del presidente dell’ Unione Europea Assicuratori (UEA) Filippo Gariglio, secondo il quale “il tempo degli alibi è finito”.

“Il problema dell’Rc auto continua ad essere un problema-Paese e mai come oggi, in politica come nel mondo assicurativo, è arrivato il momento di risolvere alla radice questioni che ci portiamo dietro da decenni. É finito il tempo degli alibi, dobbiamo avere il coraggio di dire che, se risolviamo il problema dell’Rc auto in Italia, risolviamo uno dei primari problemi dell’Italia, perché non c’è specchio più fedele e realistico della nostra società.

Quando si parla di tariffe “care” è importante ricordare la differenza tra il concetto di prezzo e quello di valore. Una maglia di cachemire non potrà confrontarsi con il prezzo di una maglia di lana eppure sempre di maglie si tratta. Non è possibile istituire confronti o elaborare studi comparati sulle tariffe europee senza tener conto dei differenti sistemi di risarcimenti e più in generale dell’impianto normativo, della rete infrastrutturale e delle abitudini di guida dei diversi paesi. Potrebbe trattarsi di correlazioni spurie tra causa ed effetto con nessuna valenza statistica, disciplina fondamentale per la materia assicurativa.

Parte del ceto politico ha sostenuto negli ultimi anni che l’aumento della concorrenza e della mobilità degli assicurati fosse condizione indispensabile per ottenere un abbattimento delle tariffe per i consumatori. Ora, queste potrebbero essere condizioni necessarie, ma di certo non sufficienti. A Londra, pur in una condizione di grande mobilità degli assicurati (il 40% cambia Compagnia ogni anno) e di concorrenza quasi perfetta, a cui possiamo aggiungere il diffuso uso del web per l’acquisto delle polizze, il costo delle coperture, in particolare per i giovani, rimane decisamente elevato.
Quando si evidenzia l’aumento delle tariffe negli anni, anche confrontandole con l’inflazione,
si omette di menzionare la pletora di interventi legislativi e fattispecie giurisprudenziali occorse in questi anni, dall’estensione al novero dei terzi ai famigliari trasportati sino alla portabilità familiare delle classi di merito, che hanno inciso notevolmente sul sistema dei risarcimenti e sul sistema bonus/malus.

La “scatola nera” individuata come elemento taumaturgico premiante per gli assicurati virtuosi permetterà a questi ultimi di pagare premi inferiori riducendo il contributo alla mutualità, concetto cardine del sistema assicurativo, e ponendo problemi di equilibrio all’intero comparto Rc auto delle Compagnie italiane rispetto al rapporto sinistri/premi. La soluzione, palliativa, potrebbe funzionare se tutte le autovetture, almeno quelle di nuova immatricolazione, montassero per legge tale dispositivo, altrimenti gli altri automobilisti, sprovvisti della suddetta apparecchiatura, si troverebbero a subire ulteriori aumenti, con la conseguenza di andare ad incrementare il numero delle autovetture prive di copertura per “stato di necessità”.
Ed a coloro che, a tal proposito, ipotizzano la creazione di una bad company, che richiama alla mente l’esperienza di “Sofigea” degli anni 70, chiedo: chi dovrebbe gestirla e chi ne sosterrebbe i costi dovuti ai sicuri disavanzi di bilancio? Non di certo lo Stato, cioè i cittadini, tramite la già insostenibile fiscalità generale, ma nemmeno il sistema assicurativo già soggetto a numerosi gravami erariali.

Su quest’ultimo punto, proprio nel convegno Uea di Napoli si è evidenziato come i tributi erariali, i più alti d’Europa, incidano sulle polizze auto per quasi il 30% del premio, configurando situazioni di estremo disagio soprattutto nelle aree dove il trasporto pubblico è più carente e la macchina diventa “un bene di prima necessità” indispensabile per vivere e lavorare. Lo Stato potrebbe intervenire “plaffonando” i tributi erariali sui contratti Rc auto ad un importo massimo individuato sulla base di tariffe medie nazionali, alleggerendo la pressione contributiva proprio in quelle aree del paese che più sono disagiate, e non solo per il caro auto. La prospettata abolizione delle Provincie, infine, potrebbe restituire ai tartassati automobilisti italiani l’ultimo balzello del federalismo fiscale, sino al 3,5% sui premi, avvicinando la tassazione sui contratti assicurativi alla media europea.

Anche l’idea di una tariffa unica nazionale, a Cuneo come a Napoli, stabilita unicamente in funzione della classe di merito bonus/malus, pone un problema di mutualità che deve avere sì una componente nazionale, ma che è indispensabile definire principalmente per aree territoriali, omogenee per traffico e per condizioni socio- ambientali. Solo così, in un momento in cui la solidarietà è pressata dalla crisi, si può sperare di coagulare il necessario consenso intorno a tariffe gravate da contributi di mutualità.

Questa crisi, che è prima di tutto una crisi di fiducia nei confronti del prossimo e del futuro, impone la fine della stagione degli alibi e chiama tutti ad un “cambio di passo”: Organi di Vigilanza, Compagnie, intermediari, assicurati, lo Stato e la magistratura. Il Paese deve decidere che sistema di tutele e tariffe Rc auto vuole avere, senza infingimenti. Gli Italiani sono disposti a pagare costi più alti per le polizze a fronte di risarcimenti più generosi per gli sfortunati danneggiati, in particolare per i danni alla persona? Oppure, posta l’implementazione della lotta alle truffe e alle frodi, preferiscono minori tutele risarcitorie a fronte di ridotti premi di polizza?”

Da www.carrozzeria.it

Informazioni su luigimercurio

Ciao! Sono Luigi Mercurio, italiano di #Benevento dove sono nato ed ora vivo dopo essere cresciuto in un piccolo e grazioso paesino della provincia, #Buonalbergo. Ho frequentato la scuola fino alla maturità, dopodiché sono partito per il viaggio nel mondo del lavoro. Viaggio fatto di salite, discese, di curve pericolose e con una parentesi universitaria per qualche anno. Poi ho provato l’avventura nel mondo dell’infortunistica stradale. Superate le consuete difficoltà ed i mutamenti del settore sono ancora qui … Infatti nel 2005, come tante volte accade, la mia avventura ha inizio quasi per caso. Ho scoperto un mondo a me prima ignoto che, dopo un percorso formativo fatto di anni di sacrifici, dalle collaborazioni con vari professionisti del settore al continuo studio e aggiornamento, mi ha permesso di acquisire le necessarie competenze ed un buon bagaglio di esperienza. Nel 2009, nel mezzo di una crisi generale, decido di investire su me stesso e continuare la mia avventura, allestendo lo Studio Tecnico Peritale Mercurio. Nel 2012, grazie alle piattaforme web, creo il mio spazio web, fatto di un sito www.studioperitalemercurio.it e di un blog luigimercurio.wordpress.com. Perché un blog? Ho sentito l’esigenza di creare il blog per poter raccontare, condividere e mettere in luce le problematiche e le novità del mio settore lavorativo. Sottolineare i pro ed i contro della normativa vigente, delle consuetudini e prassi lavorative per contribuire a tenere viva l’attenzione su questioni che sono, comunque, di tutti. Il mio intento è collaborare, coadiuvare e stimolare i possibili e necessari miglioramenti dell’attività peritale e stragiudiziale. “Esprimere un opinione è dovere di ognuno di noi, purché diretta al confronto costruttivo, all'approfondimento tecnico anche allo scontro sano!” Io provo a farlo attraverso il blog. E' una strada nuova che mi diverte e che mi dà molte soddisfazioni. Quindi se siete arrivati fin qui, trovando la mia pagina, il mio spazio virtuale, vorrei darvi il benvenuto nel mio mondo, con la speranza di aver dato il mio contributo. Gli articoli del mio blog sono consultabili da tutti! Se volete informazioni contattatemi via mail a luigimercurio.lm@gmail.com

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