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Flavia Adamo
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Genova, truffa alle compagnie assicurative: scoperti almeno 270 falsi incidenti. Scattano 12 misure cautelari

Genova – Sono oltre 270 i falsi incidenti scoperti dalla polizia municipale che hanno portato a 12 misure cautelari. Il capo dell’organizzazione era Giuseppe Tacchella, titolare della carrozzeria Parodi di via Monte Cengio, a Genova. Secondo quanto ricostruito, l’uomo aveva messo in piedi una vera e propria organizzazione attraverso la quale truffava le assicurazioni. I suoi uomini danneggiavano le auto, mettevano insieme falsi testimoni, tutti istruiti su quanto dire in sede di denuncia o davanti agli investigatori dall’avvocato Roberto Mucciolo, finito ai domiciliari.

Un secondo avvocato, Luca Zanin, è stato sospeso dalla professione per sei mesi. La municipale, guidata dal comandante Gianluca Giurato, ha scoperto che Tacchella aveva uno stile di vita ben superiore rispetto a quanto poteva permettere la dichiarazione dei redditi. Aveva una villa con tanto di campo da calcio a Savignone e centinaia di migliaia di euro a disposizione. Alle indagini hanno collaborato anche gli uomini della guardia di finanza.

Per almeno dieci anni hanno organizzato falsi incidenti per truffare le Assicurazioni coinvolgendo decine di persone e facendo guidare un porsche Cayenne ad una 93enne deceduta.
Dalle prime ore dell’alba, è in corso un’estesa e complessa operazione condotta dalla Polizia Locale di Genova nel capoluogo e in alcuni comuni della città metropolitana. L’operazione è coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova.
La Polizia Locale ha messo in campo 150 uomini: tutti quelli del reparto Giudiziaria

Infortunistica che ha svolto le indagini e a cui si aggiungono gli operatori dei reparti
Sicurezza Urbana e Pronto Intervento e dei 9 Distretti Territoriali e, a Recco, operatori
del locale comando di Polizia Locale.
All’operazione hanno collaborato il Comando Provinciale di Genova della Guardia di Finanza, la Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato dell’Aliquota presso il Tribunale e il Commissariato di Polizia di Stato della Foce.
Ben 12 le misure cautelari personali eseguite in diversi quartieri di Genova e nei comuni di Savignone, Santa Margherita, Crocefieschi, Vobbia, Recco e Casella – disposte dal G.I.P. presso il Tribunale di Genova, Riccardo Ghio, nei confronti di altrettanti soggetti considerati parte integrante del sodalizio criminale venuto alla luce nel corso delle indagini (in particolare: una custodia cautelare in carcere, 9 arresti domiciliari, un obbligo di firma e una misura interdittiva della professione di avvocato per mesi 6), nonché il sequestro preventivo di beni per 7 milioni e 200 mila euro oltre che di tutti i veicoli coinvolti nella vicenda.

I reati contestati sono relativi ad un’associazione per delinquere al fine di commettere
truffe ai danni delle compagnie assicurative, simulazioni di reati, danneggiamento per
atti vandalici e false testimonianze, oltre al reato di riciclaggio.

Addio al collega Luciano Butini

  Si è spento a Genova il collega perito Butini. Aveva 80 anni e dopo una vita dedicata alla professione ed alla famiglia si era ritirato nella sua casa sulle alture di Genova.

Negli anni 80-90 era stato uno dei periti più apprezzati ed ha lavorato praticamente per tutte le compaghie assicurative di allora, quando erano tante. Ha lavorato spesso per il Tribunale e quando si leggeva di un incidente grave era poi quasi sempre affidata a lui la ricostruzione o la perizia. Solo o in associazione con altri colleghi ha sempre lavorato con passione e abnegazione. Dava preziosi consigli ai più giovani ed era sempre di buon umore e disponibile per tutti._______________________

Il Rosario di Luciano sarà oggi alle ore 18.00 presso la chiesa di San Pietro di Fontanegli, i funerali sempre presso la stessa chiesa nella giornata di domani Martedi 23 Giugno alle ore 15.30. Un ringraziamento a chi vorrà e potrà essere presente alla cerimonia. (il figlio Alberto su FB)

Rc auto non utilizzate nel lockdown, le assicurazioni rimborsino i clienti di Fabrizio Massaro18 giu 2020

Il 50% in meno degli incidenti stradali: è l’effetto del blocco delle attività economiche per il lockdown. A guadagnarci sono state le compagnie assicurative, che hanno risparmiato in media 36-41 euro per polizza. Ora — sottolinea il presidente dell’Ivass, Daniele Franco (che è direttore generale della Banca d’Italia), «se i dati confermeranno la riduzione dei sinistri e, quindi, dei costi per le imprese, ci attendiamo che le misure di ristoro agli assicurati si estendano».

Cala la Rc Auto ma non per i giovani

Dalla relazione 2019 dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni emerge che nel 2019 è continuata la tendenza alla diminuzione dei prezzi della Rc auto:-2,7% a 404 euro (a dicembre 2019, da 414 euro del 2018); negli ultimi sei anni la flessione complessiva è di circa il 22% e, nel confronto internazionale, il divario è passato da oltre 200 a 90 euro, avvicinandosi a Paesi con strutture dei mercato simile all’Italia. Tuttavia — evidenzia il rapporto — in diverse aree del Paese l’offerta continua a registrare prezzi elevati, soprattutto per i contraenti più giovani. I sinistri sono il 6,4% delle polizze, con un costo medio pari a 4.186 euro.

Per i ciclomotori e motocicli, il premio medio Rc ammonta a 271 euro (+2% rispetto al 2018). I sinistri sono il 3,5% delle polizze, con un costo medio pari a 6.302 euro.

I rischi di sottoassicurazione

La pandemia ha portato all’attenzione i rischi della sottoassicurazione, dice Franco: «L’emersione di bisogni diffusi di protezione deve essere rapidamente accompagnata da un’azione di educazione assicurativa che metta in grado i consumatori di valutare quali prodotti possano rispondere alle proprie specifiche necessità e quali operatori possano legittimamente fornirli». In questo contesto «alle compagnie chiediamo di definire prodotti chiari in ciò che offrono e non offrono, scevri da eccessive complessità e non impoveriti da cavilli e clausole di esclusione» .Servono anche nuovi contratti che tengano conto degli impatti della tecnologia e del cambiamento nelle abitudini sulla mobilità.

Nuove regole

L’Ivass ritiene non più procrastinabile un riordino della normativa del settore ed è pronto a fornire il proprio contributo tecnico al fine di accrescere l’efficienza del mercato e promuovere una riduzione dei prezzi meglio distribuita, una migliore qualità dell’offerta e una maggiore tempestività dei risarcimenti.

L’azione di vigilanza

La vigilanza di condotta fa capo in primis agli operatori del settore. L’intervento dell’Ivass non sostituisce i doveri di diligenza di operatori e intermediari ma interviene per ribadire il principio di centralità del cliente. Abbiamo dato attenzione al modo con cui vengono definiti e gestiti i prodotti delle compagnie di assicurazione e la correttezza dei comportamenti nella fasi di distribuzione. La nostra attenzione si concentrerà nella «fase assuntiva»,cioè il momento in cui un’assicurazione viene sottoscritta, faremo in modo che possa emergere la comparazione tra le polizze ma anche alla correttezza nella fase di liquidazione del sinistro.

Il ruolo dell’Arbitro assicurativo

Proseguono le attività per l’avvio dell’Arbitro assicurativo. «Puntiamo a creare uno strumento agile, rapido ed economico, con accesso online e velocità di accesso per consumatori e operatori». È uno strumento che può portare a una tutela rapida ed economica e allo sviluppo della fiducia verso il sistema assicurativo e a una deflazione dei tribunali, dove oggi sono pendenti oltre 300 mila cause pendenti in materia assicurativa.

Le lezioni della crisi

Nuove esigenze di tutela del consumatore sono emerse in una situazione di pandemia, come il temporaneo mancato godimento del contratto, la scarsa protezione del reddito o l’esclusione degli eventi catastrofali, come appunto le pandemie. Una polizza a copertura del reddito avrebbe per esempio potuto fornire un ampio sostegno e rapido sostegno a una ampia platea di contribuenti, sostiene l’Ivass. Secondo l’Istituto vanno esplorate nuove vie che prevedano la cooperazione pubblico-privato per la protezione contro calamità naturali e fenomeni pandemici. «Oggi in Europa non esiste un mercato in grado di coprire i rischi di sospensione del mercato in una fase di pandemia», spiega Franco. Per questo si può individuare anche un ruolo per le istituzioni pubbliche europee. Un modello del genere potrebbe estendersi dalle pandemie ai rischi cibernetici, che non sono di per sé facilmente assicurabili dal settore assicurativo tradizionale. Una collaborazione pubblico-privato sarebbe utile anche nella sanità integrativa. Le assicurazioni possono giocare un ruolo fondamentale nel «green deal» che l’Europa vuole portare avanti e che può fare leva sulla «capacità di investitore di lungo periodo delle assicurazioni», che investono per 11 mila miliardi di euro in Europa, e di questi 950 miliardi vengono da imprese italiane: «Sono masse enormi di risparmio il cui convogliamento può sostenere lo sviluppo di molte attività».

La tenuta del sistema assicurativo e gli effetti della pandemia

Il sistema assicurativo ha comunque tenuto anche in una situazione di pandemia. A fine 2019 l’industria assicurativa italiana si presentava in buona salute: la raccolta premi superava i 140 miliardi (+4% sul 2018) raggiungendo il 7,8% del Pil, soprattutto con attenzione alle polizze di Ramo 1, ma anche una crescita delle assicurazioni danni e vita. Per quanto riguarda gli indicatori di redditività, il Roe ha raggiunto un livello molto elevato, di poco superiore al 12% (in forte crescita rispetto al 6,4% del 2018); i fondi propri – cioè il requisito patrimoniale — erano circa 2,4 volte il requisito minimo di capitale (ovvero un media al 240%). In questo scenario è intervenuto lo shock della pandemia e la recessione, che hanno fatto calare di 25 punti percentuali i patrimoni delle polizze, scesi a fine marzo di 25 punti percentuali rispetto a fine dicembre (dal 235 al 210%).

Il monitoraggio sul patrimonio delle compagnie

Da metà marzo l’Ivass a avviato un monitoraggio periodico – settimanale per i principali operatori – della situazione di solvibilità e di recente lo ha esteso alla posizione di liquidità; sono stati effettuati interventi nei confronti delle imprese che hanno evidenziato coefficiente di solvibilità inferiore al 130% (è il caso di Cattolica Assicurazioni cui l’Ivass ha chiesto un aumento di capitale da mezzo miliardo, ndr). Seguendo le raccomandazioni dell’Ivass, le compagnie non hanno distribuito o hanno rinviato o sospeso dividendi per circa 4,4 miliardi di euro.

Modernizzare la governance

Per assicurare innovazione, solidità ed efficienza nel settore assicurativo — spiega Franco — non bastano le norme ma in ciascuna compagnia sono fondamentali chiarezza strategica, forza finanziaria, robusti sistemi di governance. «Particolare rilevanza assume un assetto azionario forte e trasparente, con un’orizzonte di medio-lungo periodo, consapevole dell’esigenza di dotare le compagnie di solidi processi di governo e controllo, di consiglieri e manager dotati di adeguate professionalità, attenti all’innovazione e alla sostenibilità degli indirizzi strategici e operativi. Negli ultimi anni le compagnie hanno avviato un importante processo di rafforzamento degli assetti di governo ma restano ancora lacune nei processi di governo dei rischi».

La necessità di una riforma a livello europeo

L’Ivass è favorevole a definire in sede europea, in collaborazione con l’Eiopa (l’autorità europea del settore), un pacchetto di misure attivabili in caso di crisi generalizzata e in grado di mitigare in via transitoria i fattori di volatilità e automatismo insiti nella regolamentazione. La crisi ha infatti messo in evidenza l’inadeguato funzionamento del meccanismo di «volatility adjustment» e l’assenza di strumenti nel quadro di Solvency II in grado di fronteggiare le situazioni di emergenza in modo rapido e incisivo.

di Fabrizio Massaro

Rc auto, la scure del lockdown sui tempi di risarcimento – la Repubblica

La situazione era già difficile con 230.000 cause pendenti. E il blocco dei tribunali potrà solo peggiorare il quadro. Assoutenti: “Ora le compagnie devono fare di tutto per diminuire i premi e velocizzare le perizie”

La piena sta per arrivare. È difficile stabilirne l’entità, per ora si sa solo che arriverà. Il blocco dei tribunali dovuto al Coronavirus e durato quasi tre mesi andrà a peggiorare una situazione che per gli automobilisti coinvolti in cause assicurative era già difficile. Gli ultimi dati disponibili sono quelli del 2018 e li fornisce l’autorità di settore Ivass: già allora le cause civili e penali pendenti per rc auto erano 230.000.

Per far fronte a questa pioggia di risarcimenti, sempre nel 2018 le compagnie assicurative avevano messo a riserva sei miliardi di euro. La fotografia del 2019 verrà presentata il 18 giugno, ma si sa già che i numeri saranno un po’ più bassi. Il problema è che nel frattempo le cause penali sono rimaste al palo durante il lockdown imposto dal governo, mentre per quelle civili è andata solo un po’ meglio. Ed è certo che il 2020 farà segnare un brusco aumento di cause pendenti e risarcimenti fermi. Già normalmente, sempre secondo i dati Ivass, nel corso di un anno si conclude solo il 35% delle cause gestite, cioè quelle pendenti e quelle sorte nell’anno in corso. E per diversi automobilisti ci vogliono anche cinque o più anni per vedersi riconoscere il denaro che gli spetta.

Ad alleviare una situazione insostenibile c’è il fatto che durante il blocco delle attività il traffico su strada sia crollato e, di conseguenza, anche gli incidenti siano stati rari e le cause intentate meno ancora. Ma proprio il crollo dei sinistri, secondo Assoutenti, ha fatto sì che quello dell’rc auto sia uno dei pochi comparti ad aver beneficiato dell’emergenza Coronavirus. Se nel 2019 la raccolta premi era stata di 130 miliardi di euro, “il crollo attuale della frequenza di eventi e di prestazioni da risarcire o erogare” risulterà in un beneficio che l’associazione stima in un miliardo e mezzo di euro.

Tanta grazia dev’essere però riequilibrata da pesanti interventi su tutto il settore, sostiene il presidente di Assoutenti Furio Truzzi, che auspica anzitutto una serie di misure volontarie. Ad esempio tornare ai soliti 45 giorni, anziché i 75 stabiliti in piena emergenza Covid, per rispondere ai reclami. E poi c’è la proroga, stabilita dal decreto Cura Italia, che allunga da 60 a 120 giorni i termini entro i quali le compagnie devono presentare un’offerta di risarcimento al danneggiato in assenza di Cid e da 30 a 90 in presenza di Cid.

Proroghe che secondo Assoutenti stridono con i nuovi mezzi a disposizione delle società: “Almeno per i danni lievi è possibile effettuare video perizie, o perizie su documentazione fotografica o medica. Quelle del governo sono misure ingiustificate e a tutto vantaggio delle compagnie, economicamente forti, con buona pace delle decine di migliaia di danneggiati in ansiosa attesa di ricevere un congruo risarcimento” commenta Truzzi.

L’auspicio dell’associazione è che le compagnie, in previsione dei risparmi su risarcimenti, indennizzi e prestazioni, inizino a lavorare sulla riduzione dei premi.

di FEDERICO FORMICA

Sorgente: Rc auto, la scure del lockdown sui tempi di risarcimento – la Repubblica

​Si riunisce “la Carta di Bologna” – Carrozzeria Autorizzata

A sei anni dall’incontro bolognese, che sancì l’elenco di proposte per una riforma del settore RC Auto, il prossimo mercoledì 17 giugno alle 19.30 Assoutenti, in un incontro virtuale organizzato con i protagonisti di allora, cerca di fotografare l’attuale situazione post Covid-19 e proporsi come “think tank” del settore. 

A gennaio 2014 parteciparono oltre 1.000 persone a Bologna tra artigiani, consumatori, politici e assicuratori. Eravamo in una stagione “calda” di riforme e controriforme e l’incontro portò alcuni spunti poi diventati Leggi dello Stato, come la libertà di scelta del proprio autoriparatore di fiducia sancita con la Legge annuale sulla Concorrenza del 2017.
Oggi, con il blocco economico generato dall’epidemia e la crisi di liquidità, che bussa alle porte delle famiglie italiane, i protagonisti di quella giornata tornano ad incontrarsi e lo fanno nell’unico modo ad oggi possibile: virtualmente.
Con una diretta trasmessa sulla pagina Facebook di Assoutenti, i relatori cercheranno di stigmatizzare le tante contraddizioni che ancora caratterizzano i rapporti tra automobilisti, assicurazioni e lavoratori del settore (dalle agenzie ai legali fino agli artigiani).

Dove e quando:
https://www.facebook.com/assoutenti
Mercoledì 17 giugno 2020
Ore: 19.30
Durata: un’ ora circa

Programma dell’incontro:

Apertura lavori

  • Furio Truzzi – Presidente Assoutenti

Per un rilancio della carta di Bologna

Interventi

  • Stefano Mannacio – Assoutenti

Per una riforma urgente delle autorità di controllo.
Etica professionale e qualità: rigore assoluto per la ripartenza.

  • Sonia Monteleone – Movimento Consumatori

Clausole vessatorie, pubblicità ingannevole.
Il risarcimento diretto. Le distorsioni.

  • Andrea Colletti – Deputato M5S

Un progetto di legge organico sul mondo delle assicurazioni.

  •  Davide Galli – Federcarrozzieri

No ad accordi al ribasso a discapito della qualità e sicurezza nelle riparazioni.

Modera: Tommaso Caravani – Giornalista Notiziario Motoristico – Carrozzeria Autorizzata

Sorgente: ​Si riunisce “la Carta di Bologna” – Carrozzeria Autorizzata

Incontro con Gianluca Gambirasio autore di Gestire meglio il tempo ed ampio stralcio del libro

Abbiamo incontrato l’autore del libro, anzi preferisco chiamarlo manuale “Gestire meglio il tempo, Risparmiare oltre 100 ore di lavoro l’anno ed essere più efficaci”, Gianluca Gambirasio. In questo periodo gli incontri sono virtuali ma ugualmente costruttivi.

Gianluca Gambirasio “di professione alpinista e per hobby consulente e formatore aziendale dal 1995”. (www.gianlucagambirasio.it) si è laureato con lode a 22 anni in Economia e Commercio, ha lavorato per diverse società di consulenza e formazione nazionali ed internazionali prima di fondare nel 2003 Olympos Group srl (www.olympos.it).

È intervenuto come consulente e formatore aziendale in ambito commerciale e manageriale per oltre 300 aziende tra cui Epson, Cattolica Assicurazioni, Assicom, Ansys, Mirabilandia, Manor, Banca Marche, Marsh, Schneider Electric, Bayer, Technogym, Siemens, Mapa Spontex, Barilla, Best Western, Conad e Q8. Ai suoi interventi di formazione hanno partecipato oltre 5.000 persone.

Ha scritto e pubblicato con FrancoAngeli: “Il venditore etico”, “Più risultati in meno tempo”, “Formazione Formatori”, “La montagna: una scuola di management”, “Telemarketing: telefonare per fissare un appuntamento” e “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo”. E’ autore degli ebook: “1000 aforismi e citazioni ad uso aziendale e non solo” e “Partecipare ad un corso di formazione” e del libro in auto “Più risultati in meno tempo”.

In questo libro parla del primo argomento alla base della formazione ed evoluzione personale: la gestione del tempo. Il tempo è vita si dice per cui il manuale parla della gestione della vita.

«Parte del tempo ce lo strappano di mano, parte ce lo sottraggono e parte scivola via senza che ce ne accorgiamo». Seneca

Non ho tempo” è la constatazione da cui dobbiamo partire per costruire un’efficace gestione delle nostre attività lavorative. Sempre e comunque non abbiamo il tempo per fare tutto. È indispensabile scegliere su cosa concentrare i nostri sforzi per evitare il rischio di disperdere le nostre energie.

Se non state gestendo il vostro tempo lavorativo (atteggiamento proattivo) significa che è il tempo lavorativo che vi sta gestendo (atteggiamento reattivo). Nella gestione proattiva delle nostre attività facciamo in prevalenza quello che abbiamo deciso e quindi le cose più importanti, nella gestione reattiva facciamo quello che altri o gli eventi ci richiedono (e magari non le più importanti).

Non abbiamo bisogno di più tempo, ma di utilizzarlo nel modo migliore per dare più valore al nostro tempo e di conseguenza alla nostra Vita.

Occorre non confondere la quantità di lavoro (ore di lavoro) con la qualità del lavoro (risultati ottenuti e livello di soddisfazione personale).

Occorre passare da una gestione del tempo come “giornate di lavoro da riempire” (dedicare tutto il proprio tempo a disposizione) ad “organizzare azioni calibrate sui nostri obiettivi”.

Gianluca ci ha fatto omaggio di un ampio BOOK SUMMARY del quale è vietata ogni riproduzione e/o diffusione anche in forma parziale se non preventivamente autorizzata contattando l’autore: gianluca.gambirasio@olympos.it.

Olympos Group srl è una società di consulenza e formazione commerciale, marketing e manageriale.

Si caratterizza per un approccio pragmatico al raggiungimento degli obiettivi del Cliente sintetizzato nel payoff: “Il valore di un’idea sta nel metterla in pratica”.

(www.olympos.it).

Visualizza il profilo professionale su Linkedin e connettiti con l’autore: http://it.linkedin.com/in/gianlucagambirasio.

Scarica qui il BOOK SUMMARY gratuito  BS Gestire meglio il tempo

Webinar GRATUITO: Cenni di balistica

Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui

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Lo Studio Tecnico Gaetano Esposito & Partner, in collaborazione con l’ Ing. Alessandro Lima, ha organizzato un webinar GRATUITO che si terrà con modalità a distanza il giorno 19.06.2020 dalle ore 16,00 alle ore 17,00 in cui si parlerà di:

” C E N N I D I B A L I S T I C A “

Il seminario verrà svolto esclusivamente in modalità on line. Per iscriversi cliccate qui sotto:

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Nella pagina che si apre, cliccate su AGGIUNGI AL CARRELLO, successivamente su CONCLUDI ORDINE ed effettuate il login oppure inserite i vostri dati di fatturazione utili per il rilascio dell’attetato di partecipazione e per l’ottenimento delle credenziali di accesso al sito www.academyinfortunisticastradale.it.

N. B. per la connessione al Webinar si prega di attenersi alle istruzioni indicate nell’allegato Guida Webex pdf

Cordiali saluti Per. Ind. Gaetano Esposito

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Finti incidenti stradali a Genova: 40 indagati, tra cui i titolari di 4 carrozzerie. Un arresto

Un'auto dei carabinieri (immagine di archivio)

Gli episodi ricostruiti si sono verificati tra i mesi di giugno 2017 e agosto 201905 Giugno, 2020

Genova – Finti incidenti stradali a Genova. Procura e carabinieri della stazione di Forte San Giuliano hanno indagato 40 persone, tra cui i titolari di 4 carrozzerie genovesi, che simulavano sinistri stradali per ottenere soldi della compagnia assicurative. Nel corso dell’operazione denominata “autoscontri” è stato anche arrestato un uomo di 45 anni originario di Crotone che è ritenuta la mente del raggiro.  

https://www.ilsecoloxix.it/genova/2020/06/05/news/finti-incidenti-stradali-a-genova-40-indagati-tra-cui-i-titolari-di-4-carrozzerie-un-arresto-1.38931492

“Stangata per 34 spaccaossa” C’è chi rischia l’ergastolo – Live Sicilia

PALERMO: richieste di pena pesantissime. Sotto processo pure avvocati e periti.

Altro processo sugli spaccaossa, altri imputati che rischiano la condanna. Per uno di loro potrebbe essere pesantissima. L’accusa, infatti, ha chiesto l’ergastolo per Alfredo Santoro. Sarebbe il responsabile dell’omicidio, contestato con dolo eventuale, di un cittadino tunisino, Hadry Yakoub, trovato morto in strada. Per questa vicenda sono state fermate altre tre persone. All’extracomunitario, nel 2017, sarebbero state somministrate dosi di Crack per evitare che si potesse sottrarre alle lesioni. 

La morte, in un primo momento ritenuta conseguenza di un incidente stradale, in realtà, come hanno ricostruito gli agenti della Squadra mobile era stata provocata dalle fratture multiple.

In abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Giulia Malaponte i pubblici ministeri Daniele Sansone e Alfredo Gagliardi hanno chiesto le condanne per Carlo Alicata (8 anni), Gaetano Alicata (3 anni e 4 mesi), Filippo Anceschi (detto il nano, 3 anni e 8 mesi), Salvatore Arena (detto Mandalà, 8 anni), Monia Camarda (4 anni e 4 mesi), Gioacchino Campora (detto Ivan, 9 anni e 2 mesi), Vincenzo Cataldo (4 anni e 4 mesi), l’avvocato Graziano D’Agostino (8 anni), Salvatore Di Gregorio (detto Salvino, 3 anni e 8 mesi), Salvatore Di Liberto (8 anni e 4 mesi), Michele Di Lorenzo (2 anni e 6 mesi), Francesco Faija (detto Berlusconi, 15 anni), Isidoro Faija (detto Dorio, 3 anni), il perito assicurativo Mario Fenech (7 anni e 4 mesi), Vittorio Filippone (3 anni e 8 mesi), Gaetano Girgenti (3 anni e 4 mesi), Francesco La Monica (6 anni e 4 mesi), Giovanna Lentini (4 anni, 3 mesi e 10 giorni), Alfonso Macaluso 83 anni e 8 mesi), Giuseppe Mazzanares (4 anni e 8 mesi), Maria Mazzanares (detta Mary, 3 anni, 9 mesi e 10 giorni), Salvatore Mazzanares (3 anni, 9 mesi e 10 giorni), Mario Modica (10 anni e 4 mesi), Giovanni Napoli (detto fragolina, 4 anni),  Piero Orlando (detto Piero Sh, 3 anni), Cristian Pasca (6 anni e 4 mesi), Giuseppe Portanova (detto Popò, 8 anni), Giuseppa Rosciglione (4 anni), Alfredo Santoro (detto Lello, ergastolo), Antonino Saviano (4 anni e 2 mesi), Domenico Schillaci (detto Emanuele, 7 anni e 8 mesi), Letizia Silvestri (7 anni), Maria Silvestri (3 anni e 8 mesi) e Massimiliano Vultaggio (8 anni e 8 mesi).

Sorgente: “Stangata per 34 spaccaossa” C’è chi rischia l’ergastolo – Live Sicilia

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Carote in calcestruzzo, norme cogenti, norme volontarie, CTU e CTP, sentenze e regolamenti: che casino

Di recente è stata pubblicata la versione italiana della norma UNI EN 13791:2019 – Valutazione della resistenza a compressione in sito nelle strutture e nei componenti prefabbricati di calcestruzzo. Si tratta di una norma importante, visto che il tema della qualità del calcestruzzo in opera è sempre più oggetto di discussione. È una norma che modifica sostanzialmente la precedente versione del 2008, prevedendo la possibilità di effettuare carote più piccole, fissando (finalmente) un numero minimo di carote, dei criteri di valutazione dell’affidabilità dei risultati … ma in questo articolo non parlo solo di questo !!!

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Cambiano le norme sul calcestruzzo: ma si applicano le nuove norme ?

La norma, di cui abbiamo pubblicato un bell’approfondimento del dott. Roberto Marino (Cambia la valutazione della resistenza in opera di strutture in calcestruzzo: analisi della nuova norma) in cui si spiegano i passaggi più complessi, riguarda un tema importante.

E non è un semplice passaggio di metodo di prova: nell’articolo si dimostra come con il nuovo riferimento normativo la verifica della resistenza in situ diventa più severa. Nell’esempio riportato di circa un 10% delle prestazioni attese. Questo avrebbe conseguenze anche sulla progettazione del calcestruzzo da parte dei fornitori.

C’è però un problema.

La nuova norma (rev. 2019) sulle carote in calcestruzzo non è applicabile

Il problema è che le norme tecniche, le NTC 2018, citano le norme del 2008. Per quanto riguarda la gerarchia delle norme (La L.1086 e la gerarchia delle norme: una guida alla comprensione del valore delle norme) infatti prevale, di fronte a due prescrizioni normative diverse, l’indicazione delle NTC.

Nelle NTC 2018 la resistenza caratteristica del calcestruzzo in situ va calcolata secondo quanto previsto nella norma UNI EN 13791:2008, ai §§ 7.3.2 e 7.3.3, considerando l’approccio B se il numero di carote è minore di 15, oppure l’approccio A se il numero di carote non è minore di 15, in accordo alle Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo elaborate e pubblicate dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Quindi, a norma di legge, continua ad avere efficacia la norma del 2008, ritirata però in sede UNI e CEN.

La nuova norma (rev. 2019) sulle carote in calcestruzzo è applicabile

Non è però del tutto così. Infatti le norme tecniche si applicano per i calcestruzzi strutturali. Ma nel caso di calcestruzzi non strutturali, a quale riferimento normativo mi riferisco?

Il campo di applicazione delle norme tecniche per le costruzioni lo troviamo nell’oggetto stesso del documento “Le presenti Norme tecniche per le costruzioni definiscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, e di durabilità.

Esse forniscono quindi i criteri generali di sicurezza, precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti e, più in generale, trattano gli aspetti attinenti alla sicurezza strutturale delle opere.”

Quindi, considerando i requisiti essenziali, se abbiamo un’opera in calcestruzzo che non rientra in questo oggetto delle NTC, ci troviamo in una situazione in cui non vi è la prescrizione cogente alla norma del 2008, e quindi, vale la norma del 2019.

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Quale norma applico ? Prendiamo il caso dei Pavimenti Industriali

Una delle situazioni più complesse e universalmente dibattute è quella delle pavimentazioni industriali in calcestruzzo. Un caso che ho trattato più volte su INGENIO, e di cui in questo articolo avevamo fatto un quadro piuttosto esaustivo “Lo strano caso dei pavimenti industriali in calcestruzzo” ricordando la genesi dei pareri e delle posizioni ufficiali sull’argomento, fino al parere firmato dal Consiglio Superiore dei LLPP.

Riprendendo dal punto in cui ci lascia l’articolo suddetto e applicandolo a queste riflessioni, … quindi … , se una pavimentazione industriale rientra all’interno delle fattispecie considerate dal parere del Consiglio Superiore dei LLPPallora siamo in un caso di pavimentazione industriale strutturale e … quindi … si applicano le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 e … quindi … in caso di contenzioso, le carote si fanno nel rispetto della UNI EN 13791:2008, mentre nel caso in cui la pavimentazione NON rientri nelle fattispecie di cui allo stesso parere del Consupp e quindi non sia strutturale si applica la UNI EN 13791:2019 con tutte le conseguenze del caso.

Opera strutturale o non strutturale, NTC o non NTC, norme vecchie e norme nuove … un bel casino

Se a qualcuno, per caso, la situazione sembra fino a questo momento di semplice applicazione … vorrei con un esempio spiegare perchè in realtà non lo è.

Prendiamo il caso di un’immobiliare che decide di realizzare un pavimento industriale, scollegato da strutture e fondazioni, in cui non è prevista l’installazione di scaffalature o impianti che possano portare a situazioni di pericolo. Il professionista chiamato a valutare – come il parere del CONSUPP prevede – se l’opera ricade nel concetto di struttura o meno, decide di non caratterizzarla come struttura. Si procede quindi alla realizzazione nel rispetto del DPR 380/2001 e successive integrazioni senza l’onere del progetto, della direzione lavori e collaudo. Il capannone viene acquistato dall’azienda Rossi che decide di realizzarci delle scaffalature di modesta entità. Chiede al progettista delle scaffalature di valutare se l’installazione delle stesse possa creare dei problemi in merito al requisito sulla sicurezza (Requisito 1 Allegato I del Regolamento (UE) n. 305/2011) il quale dichiara che vista la modesta entità delle scaffalature non vi è questo problema. Dopo l’installazione delle stesse, e un certo periodo di utilizzo del capanno, si creano delle fessure alla pavimentazione. Nasce un contenzioso legale, il giudice nomina un CTU il quale ritiene che il problema sia strutturale e, di conseguenza, che la pavimentazione debba intendersi come struttura. Per saggiare la qualità del calcestruzzo fa quindi delle carote.

Semplice? Provate a rispondere alle seguenti domande:

  • Quale giudizio prevale, quello del professionista iniziale, quello che ha dato l’avvallo per l’installazione delle scaffalature o quello del CTU ?
  • Le NTC si applicano?
  • Con quale norma si faranno le prove di carotatura? Quelle del 2008 o del 2019?

Faccio notare che nell’esempio ho considerato la presenza di una serie di pareri scritti dei professionisti che nella realtà quasi mai abbiamo. Quindi stiamo parlando di un esempio virtuoso, virtuosissimo. Inoltre, possiamo aggiungerne altre di domande:

  • il committente che aveva commissionato l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?
  • i professionisti che sono stati chiamati a esprimere dei pareri tecnici giudicando l’opera come non strutturale hanno delle responsabilità?
  • l’impresa che aveva realizzato l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?
  • il fornitore di calcestruzzo per l’opera come non strutturale ha delle responsabilità?

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Serve chiarezza e semplificazione

Il DPR 380 dopo vent’anni di onesta vita in servizio andrebbe aggiornato. E sappiamo che è in fase di aggiornamento. Speriamo che si operi una grande azione di semplificazione e razionalizzazione.

Occorre superare il tema del non strutturale e strutturale

Una balaustra di un terrazzo, strutturale o meno, deve essere progettata, la sua costruzione deve essere verificata da un direttore dei lavori, e compresa nel collaudo. Un controsoffitto fa male se cade sulla testa delle persone a prescindere che qualcuno lo abbia catalogato struttura o non struttura. Quando attacco una libreria – in sospensione – a un muro non dovrebbe bastare una valutazione sul costo delle viti e dei tasselli per comprendere se è un pericolo o meno per i figli che ci dovranno studiare a fianco. Occorrono norme basate sui principi, e quindi semplici, con poche differenziazioni.

Più tecnicismi inseriamo nelle norme – come ci insegnava Pozzati – e più rendiamo difficile l’applicazione della legge e la qualificazione delle costruzioni.

Il nuovo testo unico delle costruzioni (già un passaggio importante, non più testo unico della sola edilizia) dovrebbe essere davvero unico, e riguardare tutte le opere, prevedendo sempre la figura del progettista, del direttore lavori e del collaudatore in ogni costruzione, e la presenza di uno strutturista in ogni intervento di ristrutturazione.

Oggi ci sono norme e prassi, riconosciute da Accredia, che affidano il compito di verifica della sicurezza e della progettazione di un serramento a un installatore !!! Ho un caro amico che è stato fermo per tre mesi – miracolato – perchè gli è caduto un infisso in testa mentre passava sotto una palazzina.

E per quanto riguarda la normativa tecnica occorre al più presto arrivare a un riordinamento e a una semplificazione. Valore universale delle NTC, passaggio istituzionale per qualsiasi modifica di una norma richiamata, che deve essere sempre gratuita, visto che è obbligatoria.

Non è possibile che oggi un operatore del settore delle costruzioni – dal professionista all’impresario, dal tecnico all’applicatore – debba sapersi muovere in un marasma di Norme di legge, Istruzioni CNR, Linee Guida CONSUPP, Ordinanze Protezione Civile e Commissari, documenti ENEA, Circolari dell’Agenzia delle Entrate, Marcature CE europee, certificazioni volontarie, CAM EPD CVT, sentenze della Cassazione, sentenze del TAR, sentenze della Corte dei Conti, ANAC, regolamenti edilizi che cambiano all’interno dei 7.982 comuni italiani … 

Per chi in questi mesi si è incazzato solo perchè doveva cambiare l’autocertificazione ogni 20 giorni provi a pensare per un momento a povero tecnico delle costruzioni che a seconda che si chiami pergolato, pergotenda o tenda cambiano le leggi di comune in comune.

Non possiamo pensare di lavorare in un sistema delle costruzioni in cui è la rincorsa alla sentenza più favorevole, allo spostamento della responsabilità tramite asseverazione, alla gigliottina del silenzio assenso che viene affidata la gestione delle regole del buon costruire.

Occorre tirare fuori la testa dalla sabbia, e per una volta affrontare con serietà il problema. Sono partito da un semplice caso, quelle delle carote in calcestruzzo, per arrivare a un problema molto più ampio, quello della normazione del settore delle costruzioni.

Serve una grande opera di semplificazione

La legge non ammette ignoranza! Sì, ma non solo di chi le deve applicare, ma anche di chi le scrive.

Sorgente: https://www.ingenio-web.it/27149-carote-in-calcestruzzo-norme-cogenti-norme-volontarie-ctu-e-ctp-sentenze-e-regolamenti-che-casino

Progetto Asseverazione Carrozzeria

Direzione Standard & Testing <direzione@standardetesting.it>21 maggio 2020 10:12
A: direzione@standardetesting.it
Gent.mi Tutti,

consapevoli della situazione, non brillante ma in graduale ripresa per tutta la filiera dell’autoriparazione, ci fa piacere informarVi che l’attività di Asseverazione è partita con le prime Carrozzerie che hanno superato la prima fase e stanno lavorando sulla seconda (propedeutica all’Asseverazione). La prima fase è per cominciare a mettere le basi e chiederei a Tutti gli interessati di contattarci in modo da poter procedere operativamente. Ci faremo parte attiva anche noi nel contattarVi nei prossimi giorni.
 
Buona giornata e buon lavoro.


Silvano Guelfi 
Paolo Saluto 
380-3029957