Riparazione a regola d’arte: c’è l’accordo per le linee guida, ma è polemica

   Varate le linee guida per le riparazioni a regola d’arte tra ANIA, Confartigianato, CNA e alcune organizzazioni dei consumatori. Le Associazioni dei Consumatori e degli Utenti del CNCU, tra cui Assoutenti, non ci stanno. Vediamo cosa è successo e il punto di vista dei protagonisti di questa vicenda.

In un incontro al Cnel ieri è stato formalizzato un accordo per varare le linee guida per le riparazioni a regola d’arte tra l’ANIA, Confartigianato, CNA, Casartigiani e altre organizzazioni dei consumatori. Una notizia che ha creato del clamore e altrettante polemiche. Ma andiamo con ordine.

La posizione di Confartigianato e CNA

Raggiunto da noi telefonicamente, Franco Mingozzi, presidente nazionale di CNA, ci ha poi raccontato che questo “accordo” vuole mettere uno “stop ai reclami e alle perdite di tempo”. Gli autoriparatori, i consumatori e le assicurazioni devono avere un obiettivo: collaborare per garantire riparazioni a regola d’arte, effettuate in tempi certi e con costi chiari. Il tutto operando sempre in conformità alle specifiche dei costruttori auto”.

Mingozzi ha poi dichiarato: “Al giorno d’oggi ci vuole buon senso: queste linee guida a mio giudizio sono di buon senso. Tutti noi abbiamo il diritto di poter riparare il veicolo dove vogliamo (anche io sono un automobilista), non vogliamo imporre niente a nessuno. Chiediamo però che tutti facciano la loro parte e che agiscano con buon senso, appunto, e con trasparenza”. Il presidente di CNA ha poi sottolineato che al tavolo non è potuta esserci Maria Bianca Farina di ANIA, ma un altro rappresentante dell’Associazione insieme a compagnie di assicurazione e una decina di sigle di consumatori.

Confartigianato, invece, fa sapere che le linee guida “puntano a offrire a chi ha subìto un sinistro auto servizi di riparazione qualificati e trasparenti, eseguiti sulla base di precise procedure di intervento in officina e fondati su chiare regole di rendicontazione e di liquidazione del danno”.

Le imprese di autoriparazione che aderiscono all’accordo si impegnano ad effettuare la riparazione del veicolo incidentato seguendo una serie di regole codificate, in relazione alla qualificazione e all’aggiornamento dell’autoriparatore, alla qualità e alla sicurezza del ripristino del mezzo, ai materiali e ai ricambi, in conformità alle specifiche tecniche delle case costruttrici, al preventivo, al contratto, alla fatturazione, alla riconsegna del veicolo fino alla tracciabilità dell’intervento di riparazione. Tutto questo è finalizzato ad avere in circolazione veicoli sicuri e, quindi, ad accrescere il livello di sicurezza stradale.

Le linee guida – continua la nota –  prevedono anche una semplificazione delle modalità per ottenere il risarcimento. “Il danneggiato potrà, infatti, far riparare il veicolo dal proprio autoriparatore di fiducia, senza anticipare la spesa. La compagnia assicuratrice, se accertata la responsabilità del sinistro, procederà al pagamento diretto all’autoriparatore entro 15 giorni dalla ricezione della cessione del credito e della documentazione fiscale che attesta l’intervento di riparazione. Le linee guida saranno comunicate al Ministero dello Sviluppo economico e le carrozzerie che aderiscono all’intesa saranno consultabili attraverso un’App”, conclude il documento ufficiale.

Assoutenti non ci sta

Dopo la nota ufficiale che abbiamo pubblicato lo scorso marzo, che recitava “basta con gli inciuci tra ANIA e la triplice artigiana” in merito alla riparazione dei veicoli a regola d’arteAssoutenti rilancia e fa sentire ancora la sua voce.

L’Associazione Nazionale Utenti Servizi Pubblici, che è nata per tutelare e promuovere i diritti fondamentali dei consumatori, fa sapere di aver fatto recapitare una lettera ai Vicepremier Di Maio e Salvini e al Viceministro dello Sviluppo Economico Galli, al Ministro dell’Ambiente Lorenzo Costa e al Presidente del CNEL Tiziano Treu.

Ma perché? L’Associazione, che si è espressa già da tempo sul tema RC Auto e che non ha nessuna intenzione di firmare un accordo contro assicurati, carrozzieri indipendenti, vittime della strada e autoriparatori, non ci sta che le compagnie assicurative “provano ancora a risparmiare sui danni alla luce dell’accordo con CNA, Confartigianato e altre per realizzare una sorta di convenzionamento di massa degli autoriparatori”.

Come riporta anche il sito di Confartigianato, infatti, ieri sono state varate le linee guida per le riparazioni a regola d’arte dall’ANIA, dalle Associazioni degli Autoriparatori di Confartigianato, di Cna, di Casartigiani e dalle seguenti Organizzazioni dei Consumatori: Adiconsum, Adoc, Associazione Utenti Servizi Radio Televisivi, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Federconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino, U.di.con.

Tramite la lettera inviata ieri 16 maggio, dunque, Assoutenti insieme alle Associazioni dei Consumatori e degli utenti del CNCU, scrivono che “il documento nulla ha a che vedere con le riparazioni a regola d’arte, non contiene alcun elemento oggettivo e riscontrabile e adotta formulazioni che saranno senza indugi sottoposte, nel caso lo stesso sia firmato, alla attenzione della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”.

Rivolgendosi poi al Ministero dello Sviluppo Economico, la lettera riporta quanto segue: “Chiediamo pertanto al Ministero dello Sviluppo Economico di intervenire con urgenza per avvisare le parti che tale disegno è al di fuori dal campo di applicazione della norma, convocarle presso il MISE per un chiarimento e invitare i soggetti ad annullare il loro consesso autoreferenziale presso il CNEL. In ogni caso chiediamo che il CNCU, da Ella presieduta, certificato il frutto fallimentare dei lavori delle associazioni che hanno preferito travestire da “linee guida” un accordo commerciale fortemente limitativo della concorrenza sul mercato, riprenda con urgenza i lavori così come erano stati iniziati e che, in ogni caso, non recepisca il documento delle Confederazioni Artigiane e dell’ANIA”.

Assoutenti, inoltre, fa sapere che “il 12 maggio alla riunione presso il CNEL convocata dalle associazioni degli autoriparatori di Confartigianato e CNA insieme all’ANIA (l’associazione delle imprese assicuratrici), dove erano alla firma i presunti accordi sulle riparazioni a regola d’arte dei carrozzieri, la maggioranza delle associazioni del CNCU non ha firmato. Non firmatarie sono state infatti 13 associazioni su 20, tra cui Assoutenti, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Assoconsum, ACU, Casa – chi presente personalmente chi con delega – le quali hanno tentato di far verbalizzare il loro aperto dissenso, ma in un clima puramente antidemocratico non è stata permessa loro alcuna verbalizzazione né scandalosamente è stato concesso il diritto di parola da parte degli artigiani”.

Secondo Assoutenti, di conseguenza, il testo proposto “è totalmente vuoto di contenuti e senza allegati tecnici sui materiali e le modalità delle riparazioni, non contiene nulla su: procedure della riparazione, qualità dei ricambi, attrezzature, tecnologie e nuovi strumenti di riparazione”.

Per leggere il testo della lettera clicca qui.

 

FONTE

Addio a Nicola Pugliese, il primo Carrozziere di Genova

  Ricevuta la notizia della morte di Nicola Pugliese non posso fare a meno di fermarmi a pensare a lui. Gli occhi si inumidiscono e la mente rincorre i momenti in ci siamo incontrati.

Nicola era un carrozziere già quando avevo 14 anni nel ’71ed era il mio carrozziere, come di tutti noi ragazzi del quartiere in San Fruttuoso. Mi ha sempre trattato con affetto, così come faceva con tutti, grandi e piccini, dando importanza alla persona che aveva di fronte a prescindere dall’età e dal ceto sociale.

Quando poi ho cominciato a frequentarlo per motivi di lavoro, ho trovato un amico che sapeva consigliare sempre nella maniera più saggia. Se ho avuto bisogno di una mano per qualcosa è sempre stato disponibile, come lo era per tutti. Oltre al lato umano bisogna riconoscergli il talento professionale. Una memoria di ferro che quando non c’erano i computer era l’unica arma per trovare le pratiche velocemente in base a degli elementi che non erano quelli con i quali erano state messe sul registro.

Ha inventato, primo in Italia, il metodo poi seguito da tutti della cessione del credito e riparava il veicolo aspettando lui i soldi dalle assicurazioni quando gli altri ancora consegnavano l’auto a fronte di contanti o assegni. Ha aiutato molti facendo prendere dei soldi che sono serviti a tanti ad andare avanti invece che riparare il mezzo danneggiato.

Ma a parte tutto, io che ho avuto la fortuna di frequentarlo anche fuori dagli ambienti di lavoro posso dire che è sempre stato l’uomo che ho ammirato per il suo carisma ed intelligenza, capacità e intraprendenza ma soprattutto per questo suo senso paternalistico che infondeva sulle persone che mi ha fatto usare il suo riferimento quando dovevo decidere qualcosa e pensavo: come farebbe Nicola?

Questo non gliel’ho mai detto e non l’ho mai ringraziato. Lo faccio ora augurandogli un Riposa in Pace e se è vero che i morti ci vedono gli auguro che possa vedere i suoi cari beneficiare e godere in serenità di tutto quello che ha costruito in vita.

Nicola Pugliese è morto. Il rosario per salutare Nicola si terrà domenica 19 maggio 2019 alle ore 18 nella chiesa di Santa Zita in corso Buenos Aires e il funerale lunedì 20 maggio alle 10 sempre a Santa Zita

Rapporto Aniasa 2019: crescono i privati, nuovi record per il noleggio auto

Il Rapporto Aniasa 2019 testimonia che, nonostante il calo dello scorso autunno, il noleggio ha vissuto un altro anno da record. La smart mobility si fa strada, crescono noleggio ai privati e car sharing. In termini di alimentazioni, il diesel conferma la sua leadership, anche se le motorizzazioni alternative aumentano le loro quote.

Noleggio ai privatiMobility as a Service, crescita della sharing mobility e delle alimentazioni alternative: sono i principali trend che emergono dal Rapporto Aniasa 2019, presentato questa mattina a Milano.

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SETTIMANA PROSSIMA TUTTI AL DEALER DAY

Come tradizione ormai, ogni anno gli operatori del settore automotive si ritrovano a maggio a Verona per il Dealer Day, evento fieristico di Quintegia, che quest’anno conta più di 60 appuntamenti congressuali, formativi, ricreativi e soprattutto di networking ed incontro tra gli operatori delle vendite, dei noleggi, delle assicurazioni, dei servizi e di tutte le attività legate al mondo dell’auto.

Qui il sito dell’evento dove è possibile consultare il programma, gli espositori e registrarsi https://www.dealerday.com/

Il Programma con i contenuti dell’evento in formato PDF è scaricabile cliccando qui.

Sistemi di guida autonoma. 31 maggio 2019 a Bergamo

L’aggiornamento sull’evoluzione dei sistemi tecnologici installati sui veicoli è, sempre di più, fondamentale per arricchire il bagaglio di conoscenze tecniche nell’attività peritale. 

SITI DI VENDITA AUTO ON LINE E ASTE AUTO

APAID * www.apaid.it

Le vendite di auto on line hanno preso da tempo il sopravvento su quelle fatte de visu. È comodo ed anche conveniente vedere un’auto su internet e poterla scegliere quale proprio veicolo per i prossimi anni. Ci sono tanti affari in ogni parte d’Europa, ma anche qualche fregatura. Come evitarla? È proprio questo il settore nel quale i periti auto devono investire buona parte delle proprie risorse, perché è già molto diffuso, e lo sarà sempre di più questo modo di vendere ed acquistare vetture, sia per i privati che per le società ed i commercianti.
Un modo per poter offrire il proprio servizio è quello di fare pubblicità sui siti stessi. Con    almeno 500 €, quasi ognuno di questi siti mette il banner del perito e bisogna aspettare le richieste. Oppure ci si può riunire in gruppi. Questo gruppo, il blog dei Periti Auto http://www.peritiauto.it , offre la…

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Da oggi al 29 maggio aperti i termini per le iscrizioni al Ruolo Periti Assicurativi

Consap ha indetto la prova di idoneità per la sessione 2018 con Provvedimento n. 13 del 20.12.2018 pubblicato sul sito https://www.consap.it   il 17 gennaio 2019. Clicca qui per visualizzare il bando 2018.

Informazioni per i candidati al Ruolo

REQUISITI PER L’ISCRIZIONE (ART. 158 CODICE DELLE ASSICURAZIONI E ART.7 DEL REGOLAMENTO CONSAP N.1 DEL 23 OTTOBRE 2015)

  • Aver svolto il previsto tirocinio;
  • Aver superato la prova d’idoneità;
  • Godimento dei diritti civili;
  • Possesso dei requisiti di onorabilità;
  • Possesso di un diploma di scuola media secondaria superiore o di laurea triennale;
  • Non essere iscritto nel registro degli intermediari di assicurazione e di riassicurazione;
  • Non essere pubblico dipendente;
  • Non esercitare, direttamente o indirettamente mediante partecipazioni di controllo in società ovvero esercizio di cariche sociali, l’attività di riparatore di veicoli o di natanti.

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L’ALLUMINIO NELL’EVOLUZIONE DELL’AUTOMOBILE

APAID * www.apaid.it

L’alluminio in natura è il terzo elemento più abbondante (8%) dopo l’ossigeno ed il silicio.

A distanza di oltre un secolo dal processo di estrazione più diffuso (elettrolitico) è il secondo metallo più usato al mondo…..

….Oggi sono diverse le case automobilistiche che utilizzano questo materiale….

TECNICHE DI ASSEMBLAGGIO

LAVORABILITA’ DELL’ALLUMINIO

RIPARAZIONE DEI LAMIERATI IN ALLUMINIO

LA VERNICIATURA

LEGGI TUTTO

https://peritiauto.wordpress.com/2012/09/12/i-autorizzazione/

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LA SVALUTAZIONE COMMERCIALE

APAID * www.apaid.it

07-autostima_1_7.pdfCome si calcola la svalutazione commerciale di una vettura che ha subito un incidente stradale ed è stata riparata? La formula più usata per calcolare la svalutazione commerciale di una vettura riparata è quella messa a punto negli anni 60 da perito Tornaghi. Questa utilizza i seguenti parametri:

Svalutazione commerciale = €SV; La percentuale da applicare al valore della vettura riparata = %SV; Il valore della manodopera di lattoneria e verniciatura = €MO; Percentuale del valore di manodopera (di lattoneria e verniciatura) sul valore della vettura = %MO; Numeri fissi in base ai mesi della vettura = NF: da 0 a 3 = 2, da 3 a6=3,da6a9=4,da9a12= 5,da12a24=10,da24a48= 20; Valore Antesinistro = VA avremo

(1) %SV=%MO/NF;

inoltre

(2) %MO=€MOx100/VA;

Facendo le opportune sostituzioni si ottiene

(3) %SV=€MOx100/(VAxNF);

Siccome

(4) €SV=%SVxVA/100;

quindi

(5) €SV= (€MOx100/(VAxNF))x(VA/100);

semplificando

(6) €SV=€MO/NF.

Ci si rende conto a questo punto che, anche se alcuni parametri vengono…

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Palermo, ecco il libro mastro dei falsi incidenti: i nomi degli arrestati nel blitz della polizia

Un momento della conferenza stampa tra polizia e guardia di finanza

Un libro mastro con diversi episodi di rotture di ossa provocati ad arte, nomi di vittime e località dell’incidente: è stato trovato durante le perquisizioni nell’ambito dell’indagine che ha permesso di sgominare due gruppi criminali che organizzavano truffe alle assicurazioni. Oltre 50 le vittime che, con i loro racconti, hanno consentito di avvalorare il quadro accusatorio nei confronti degli arrestati.

Le operazioni “Tantalo bis” della Polizia, e la “Fides” della Guardia di Finanza e della Polizia penitenziaria, hanno portato all’arresto di 42 persone, ma gli indagati sono 250.

I vertici della consorteria colpita dal provvedimento di oggi sono Carlo e Gaetano Alicata, padre e figlio, Filippo Anceschi e Salvatore Arena, l’avvocato Graziano D’Agostino, il perito assicurativo Mario Fenech, (ndr: non risulta iscritto al Ruolo Consap) Gioacchino Campora, Salvatore Di Liberto, Vittorio Filippone, i fratelli Alessandro e Natale Santoro, Alfredo Santoro, Piero Orlando, Vincenzo Peduzzo, Salvatore Di Gregorio, Domenico Schillaci detto Emanuele e Giovanna Lentini. Si occupavano di finanziare le frodi per le quali anticipavano le spese e della suddivisione tra i complici delle quote che derivavano dai risarcimenti assicurativi.

Eccoo i nomi degli arrestati dalla polizia:
1. Carlo Alicata;
2. Gaetano Alicata;
3. Filippo Anceschi detto “Il nano”;
4. Salvatore Arena, detto “Mandalà”;
5. Gioacchino Campora detto Ivan;
6. Graziano D’Agostino, incensurato
7. Rita Mazzanares;
8. Salvatore Di Ggregorio detto “Salvino”;
9. Salvatore Di Liberto;
10. Giuseppe Di Maio detto “Fasulina” ;
11. Piero Orlando, detto “Piero SH” , incensurato
12. Mario Fenech, incensurato
13. Vittorio Filippone, incensurato
14. Antonino Giglio detto “Tony ‘U Pacchiune”;
15. Gesué Giglio, incensurato
16. Vincenzo Peduzzo;
17. Alessandro Santoro;
18. Alfredo Santoro detto “Lello” ;
19. Natale Santoro;
20. Antonino Saviano;
21. Letizia Silvestri;
22. Monia Camarda;
23. Vincenzo Cataldo;
24. Orazio Falliti;
25. Gaetano Girgenti;
26. Alfonso Macaluso;
27. Benedetto Mattina;
28. Giuseppe Mazzanares;
29. Maria Mazzanares detta “Mary”;
30. Salvatore Mazzanares;
31. Mario Modica;
32. Cristian Pasca;
33. Giuseppa Rosciglione;
34. Maria Silvestri

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“Mi stanno ammazzando”: i boia spaccavano le ossa nella stanza degli orrori di via Imera

I particolari agghiaccianti che emergono dall’operazione che ha portato a 42 arresti. Finti incidenti per intascare i soldi delle assicurazioni. Le vittime, reclutate nella zona della Stazione, venivano messe su un tavolo, immobilizzate con dei mattoni e poi colpite con dischi di ghisa

Mutilavano gambe e braccia per truffare assicurazioni

Nei minimi particolari gli inquirenti hanno ricostruito 76 episodi ma, sottolinea il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodolfo Ruperti, “i casi sono molti di più e l’inchiesta è molto più complessa”. Le vittime hanno raccontato che in alcuni casi gli ‘spaccaossa’ fratturavano gli arti anche a sette persone a sera. Gli inquirenti hanno posto sotto sequestro il Betaland Cafe, un’agenzia scommesse all’Albergheria dove venivano praticate alcune delle fratture.

Sono 42 le persone arrestate per avere organizzato una truffa alle assicurazioni con vittime compiacenti che si facevano fratturare gli arti in cambio di poche centinaia di euro. I boia non si fermavano davanti a nulla: “Mi state ammazzando… ammazzando… la gamba… ahi, ahi…”, gridava una delle vittime, Antonino B., in uno dei numerosi episodi di cruda violenza. Questa la risposta di Monia Camarda, arrestata oggi: “Non gridare…”. La mutilazione avveniva in via Imera, in una delle ‘stanze degli orrori’ usate dagli spaccaossa per fratturare gli arti alle vittime designate.

Un sedicenne tra le vittime

Neanche l’età delle vittime costituiva un deterrente per la banda. L’ultima, in ordine di tempo, un giovane di sedici anni, reclutato da un amico e pronto a farsi rompere gli arti in cambio della promessa di soldi che, molto probabilmente, non avrebbe mai visto.

“Solo qualche giorno fa abbiamo evitato che a un ragazzino di 16 anni gli venissero fratturate le ossa – spiega il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodelfo Ruperti -. La bravura dei nostri operatori che hanno percepito le intenzioni di due dei soggetti fermati oggi, ci ha permesso di evitare un’altra vittima”. Le vittime venivano reclutate soprattutto fra le persone in difficoltà, era questo il criterio principale. “Molti sono stati reclutati alla stazione centrale di Palermo – aggiunge – dove c’erano proprio dei reclutatori che li avvicinavano raccontandogli di conoscere delle persone, gli spaccaossa, che potevano aiutarli e che sarebbero stati in grado di farli svoltare nella loro vita”.

I numeri dell’operazione

Questi i numeri dell’operazione di oggi: 250 indagati, 159 capi di imputazione, 34 fermati dalla polizia e otto dalla guardia di finanza. “Le indagini – ha aggiunto Ruperti – hanno portato a scoprire non alcuni delitti ma una vera e propria fenomenologia che si era sviluppata sul territorio di Palermo. Determinante è stata la collaborazione di tre persone arrestate ad agosto che hanno aperto uno squarcio su un sistema diffuso con un meccanismo di reclutamento di poveri malcapitati e di arricchimento per questa associazione senza scrupoli”.

I boia parlavano così: “Ho trovato 2 fidanzati…” | Video

Cinquanta le vittime compiacenti che alla fine hanno deciso di collaborare con le forze dell’ordine. “Arrivavano alla Squadra mobile con il braccio o la gamba rotti, in alcuni casi anche entrambi – racconta Ruperti -. Storie tristi di persone che si sentivano anche in colpa per avere, in un primo momento, accettato di farsi fratturare le ossa con la promessa di soldi e rimborsi che, nella maggior parte dei casi, non hanno mai ricevuto”.

Il libro mastro con i nomi

Nulla era lasciato al caso nell’organizzazione degli ‘spaccaossa’. C’era perfino un libro ‘mastro’ in cui appuntare i nomi delle vittime, le fratture e i rimborsi da riconoscere. “Ci siamo occupati di alcuni soggetti che ricoprivano il ruolo di capo e promotori dell’attività anche per quanto riguarda il reclutamento delle vittime – ha spiegato in conferenza stampa il colonnello Cosmo Virgilio, comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo. Le indagini della guardia di finanza si sono concentrate anche sui patrimoni accumulati dai capi dell’organizzazione. In particolare “uno di loro, Domenico Schillaci, aveva un bar molto noto ‘Dolce Vita’ in via Brunelleschi, una Porsche e un gommone fuoribordo. Tutti beni che sono stati sequestrati d’urgenza”. Ad altri indagati, in particolare infermieri in servizio in alcuni ospedali di Palermo, sono stati sequestrati farmaci che dovevano essere utilizzati per le fratture.

Il finto incidente finito in tragedia

Emerge anche un tragico risvolto. Quello della morte di un tunisino, una delle vittime reclutate dal clan criminale. Dovevano ‘solo’ fratturargli le ossa, ma la tortura si è trasformata in un omicidio. “A quest’uomo gli erano state procurate delle fratture molto gravi – ha spiegato Ruperti -. Sembra che a un certo punto il tunisino volesse fermarsi per il troppo dolore, ma per continuare gli avrebbero somministrato del crack che gli avrebbe procurato un arresto cardiocircolatorio”. La morte dell’uomo non ha fatto desistere la banda ‘spaccaossa’. “Lo hanno comunque portato al bordo di una strada – sottolinea Ruperti – tentando di fingere un incidente stradale e istruire la falsa pratica assicurativa”.

Quei medici compiacenti

Le indagini, dicono gli investigatori, “hanno messo in luce uno spaccato criminale variegato, fatto di “reclutatori” che agganciavano le vittime tra le fasce più deboli della società; di “ideatori” che individuavano luoghi non vigilati da telecamere, veicoli per inscenare gli eventi e falsi testimoni; di “boia-spaccaossa” che procedevano alle materiali lesioni fisiche degli arti superiori ed inferiori (ai quali gli indagati si riferivano convenzionalmente come “primo piano e piano terra”); di “medici compiacenti” che vergavano perizie mediche di parte; di “centri fisioterapici” che attestavano cure alle vittime ma mai effettivamente somministrate; di strutture criminali più organizzate che acquistavano le “pratiche” mettendo al lavoro avvocati o sedicenti tali e studi di infortunistica stradale che gestivano poi il conseguente iter finalizzato al risarcimento”.

Nel danaroso business illecito, i vertici dei vari gruppi criminali “mantenevano rapporti di mutua assistenza e solidarietà, prestandosi – vicendevolmente – i propri “boia-spaccaossa” a seconda della impellenza del momento: le strutture delinquenziali individuate – seppur autonomamente costituite, promosse ed organizzate – operano nello stesso “settore”, senza interferire nei rispettivi affari ma dividendosi i proventi illeciti derivanti dai falsi sinistri stradali distintamente organizzati”. Altri gruppi criminali hanno invece mostrato una visione più strategica ed una vocazione marcatamente “imprenditoriale”, preferendo acquistare il “pacchetto” delle menomazioni per poi gestire la pratica sino alla liquidazione del rimborso assicurativo.

Le “vittime”, in preda a lancinanti dolori, venivano trasportati presso gli ospedali cittadini, all’interno dei quali la gestione della frode passava nelle mani di altre persone compiacenti che si facevano carico di vigilare sui ricoverati per provvedere alle loro necessità, ma ancor più per evitare che qualcuno potesse recedere dall’originario intento, magari denunciando i fatti alle forze dell’ordine. Dopo il ricovero dei fratturati, si apriva la fase amministrativa e burocratica dell’istruzione della pratica assicurativa entrando in scena i vertici dell’associazione, che curavano la presentazione delle richieste di risarcimento presso le compagnie assicurative e la successiva suddivisione delle “quote” del premio da liquidare. In questa fase peraltro poteva trovare spazio talvolta la cessione della pratica assicurativa, completa degli atti peritali e dei referti medici, ad altri soggetti ritenuti membri di vertice dell’associazione criminale, che acquistavano la pratica liquidando al “venditore” una quota, così da assumere in prima persona la gestione della fase risarcitoria.

I nomi degli spaccaossa

I vertici del clan sono stati individuati Carlo e Gaetano Alicata, padre e figlio, Filippo Anceschi, Salvatore Arena detto “Mandalà”, l’avvocato Graziano D’Agostino, il perito assicurativo Mario Fenech, Gioacchino Campora detto “Ivan”, Salvatore Di Liberto, Vittorio Filippone, i fratelli Alessandro e Natale Santoro, Alfredo Santoro detto “Lello”, Piero Orlando detto “SH”, Vincenzo Peduzzo, Salvatore Di Gregorio, Domenico Schillaci detto Emanuele e Giovanna Lentini. A ciascuno di loro viene riconosciuto un ruolo fondamentale: si occupavano di finanziare le frodi per le quali anticipavano le spese occorrenti e della suddivisione tra i complici delle quote derivanti dai risarcimenti assicurativi. Alla rottura delle ossa erano deputati altri complici, “specializzati” nell’infliggere le fratture alle “vittime”. Tra questi figurano Giuseppe Di Maio detto “fasulina”, Antonino Giglio detto “Tony u’ pacchiune”, Gesuè Giglio, Alfredo Santoro detto “Lello”, Cristian Pasca.

Il gruppo criminale poteva avvalersi pure dell’opera di altri complici incaricati di predisporre con cura la scena dei falsi sinistri, trovando i veicoli da utilizzare, reclutandone i conducenti, e assoldando gli eventuali testimoni. Una volta realizzata la scena del finto incidente questi si occupavano anche dell’assistenza medica delle “vittime” fratturate controllando che non si sottraessero agli impegni presi con l’associazione. Questi i loro nomi: Vincenzo Cataldo, Monia Camarda, Orazio Falliti, Gaetano Girgenti, Alfonso Macaluso, Benedetto Mattina, Giuseppe Mazzanares, Maria Mazzanares, Rita Mazzanares, Salvatore Mazzanares, Giuseppa Rosciglione, Mario Modica, Antonino Saviano, e infine le sorelle Maria e Letizia Silvestri.

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FONTE

 

Anche i driver potranno partecipare a Company Car Drive 2019

Anche i driver delle flotte aziendali, cioè le persone a cui le auto delle flotte sono affidate, potranno partecipare all’edizione 2019 di Company Car Drive che si svolgerà nel mitico Autodromo di Monza ribattezzato Monza Eni Circuit, il 22 e il 23 maggio.
Gli organizzatori dell’evento hanno preso questa decisione per venire incontro alle richieste di molti fleet manager che nelle scelte sull’auto aziendale ed in particolare nella definizione della car list si avvalgono della collaborazione di driver di particolare esperienza e ciò anche perché nell’edizione 2019 di Company Car Drive sono previste prove dinamiche anche per testare gli ADAS, cioè i nuovi dispositivi di cui sono sempre più dotate le auto per facilitare la guida e migliorare la sicurezza.

9° Summit mercato auto usate Fleet&Mobility

 

Si è appena concluso il 9° Summit dedicato al mercato delle auto usate e circolanti organizzato da Pierluigi Del Viscovo, Fondatore e Direttore del Centro Studi Fleet&Mobility.

Sotto il brand “La Capitale Automobile” ogni due o tre mesi, si incontrano i vari operatori del mercato di fleet e rent, cars, vans e trucks, mobility, moto, usato e circolante.

Oggi era il turno di usato&circolante e si è fatto il punto di tutti gli aspetti del mercato, dai numeri alle strategie possibili per svecchiare il mercato. Si è parlato dell’andamento dei vari settori, usato giovane ed ultra decennale, elettrico, benzina, diesel, metano. Poi i servizi che possono agevolare le vendite quali i trasporti, le garanzie e le ispezioni di auto lontane acquistate su internet.

Tra i relatori Toni Purcaro Head of Region Central East Europe & Middle East- Executive Vice President DEKRA Group, Ercole Messina Presidente presso AIRVO Associazione Italiana Rivenditori Veicoli d’Occasione, Massimiliano Archiapatti General Manager, Italy at Hertz, Giampiero Mosca, direttore Aon Benfield, Michele Crisci, presidente UNRAE, Adolfo Di Stefano Cosentino, presidente FEDERAUTO.

Prossimo appuntamento il 7 giugno 2019. Sarà il turno di fleet&rent.

Maggiori Informazioni 

The 9th Summit dedicated to the used and circulating car market has just concluded, organized by Pierluigi Del Viscovo, Founder and Director of the Fleet & Mobility Study Center.

Under the “La Capitale Automobile” brand every two or three months, the various operators of the fleet and rent, cars, vans and trucks, mobility, motorcycle, used and circulating market meet.

Today it was the time of: used and circulating and it took stock of all aspects of the market, from the numbers to the possible strategies for rejuvenating the market. There has been talk of the trend of the various sectors, used young and over ten years, electric, gasoline, diesel, methane. Then the services that can facilitate sales such as transport, warranties and inspections of distant cars purchased on the internet.

Speakers include Toni Purcaro Head of Region Central East Europe & Middle East- Executive Vice President DEKRA Group, Ercole Messina President at AIRVO Italian Association of Occasional Vehicle Dealers, Massimiliano Archiapatti General Manager, Italy at Hertz, Giampiero Mosca, Director Aon Benfield, Michele Crisci, president of UNRAE, Adolfo Di Stefano Cosentino, president FEDERAUTO.

Next meeting 7 June 2019. It will be the turn of fleet & rent.

 

More information http://www.fleetandmobility.it/eventi/

 

Slide del convegno

Andrea Olivieri è il nuovo presidente di AICIS

Andrea Olivieri è il nuovo presidente di AICIS, l’Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale, nel cinquantesimo anno dalla sua fondazione
Andrea Olivieri, 51 anni tra qualche settimana, torinese, è il nuovo presidente AICIS per il triennio 2019-2021.
Insieme al Presidente Olivieri, farà squadra l’Ufficio di Presidenza composto da Annalisa Bianchi (presidenteLombardia), Ezio Bordonaro (presidente Lazio), Massimiliano Canellini (presidente Campania), Laura Morone (presidenteLiguria), Casimiro Pellegrino (presidente Piemonte), Marcello Pirone (consigliere regionale Campania).
Nel Consiglio di Amministrazione, oltre all’Ufficio di Presidenza, saranno presenti i consiglieri Luigi Longhitano(presidente Sicilia), Maurizio Menicucci (presidente Umbria), Fabrizio Sanna (presidente Sardegna), Paolo Valle (presidenteTrentino Alto Adige), Stefano Bianchi (Lombardia), Giovanni Lavacca (Piemonte), Felice Pastore (Campania).
Nelle prossime settimane, verrà ufficializzata la vicepresidenza.
AICIS – ha dichiarato il neo presidente – è l’associazione che, con i suoi cinquant’anni dalla sua fondazione, ha accompagnato, più a lungo di ogni altra, la figura peritale nel percorso che ha costruito una  professione essenziale per garantire le basi tecniche per un equo risarcimento. Professionalità che si estende anche al di fuori del mondo risarcitorio e che questa associazione si prefigge di valorizzare”.
Dalla redazione di Periti Auto sincere congratulazioni ed i migliori auguri di Buon Lavoro.

#CONSAP. Pronti a sfornare nuovi #PeritiAssicurativi

Blog di Luigi Mercurio

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Cantiere” Consap continua a sfornare periti assicurativi. Infatti anche quest’anno è stato pubblicato il bando della prova d’esame con provvedimento del dicembre 2018 e pubblicazione a gennaio 2019.

Mi chiedo quale sia la collocazione delle nuove unità abilitate all’accertamento ed alla stima dei danni in un mercato del lavoro in continua involuzione. Un mercato nel quale la “PERIZIA” è diventata un optional ed i “PERITI ISCRITTI A RUOLO” sempre meno utilizzati dalle COMPAGNIE ASSICURATIVE.

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Il Tribunale boccia le polizze “Auto Presto&Bene” di UnipolSai

Blog di Luigi Mercurio

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Con la recente Sentenza n. 1067/2019 del Tribunale di Torino pubblicata il 07/03/2019, viene stabilito che le polizze “Auto Presto&Bene” non godono di legittimità giuridica nella riduzione dell’indennizzo per i danni ai veicoli quando coperti da garanzia diretta (es. Atti vandalici, Kasco, ecc.) e che non vengono riparati presso “carrozzerie convenzionate” con la UnipolSai Assicurazioni.

Con questa decisione viene confermata ancora una volta la libertà di scelta del danneggiato di rivolgersi ad un “carrozziere indipendente” nel rispetto del Codice del Consumo ed in linea da quanto previsto dal recente DDL Concorrenza.

Di seguito potete scaricare la sentenza clicca qui: Tribunale-Torino-1067-2019 Auto Presto&Bene!

Per maggiori dettagli sulla vicenza vi consiglio di leggere l’articolo pubblicato dal blog Il Carrozziere.it clicando al seguente link. Buona lettura

http://www.ilcarrozziere.it/blog/2019/03/ma-siamo-sicuri-che-queste-polizze-siano-legali/

 

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Fleet Manager Academy Milano 20 marzo 2019

Per info e iscrizione clicka qui

A Fleet Manager Academy al Palazzo del Ghiaccio di Milano il 20 marzo

Lectio Magistralis del Professor Armaroli (CNR)

sulla transizione all’elettrico nella mobilità

L’81,4% dell’energia prodotta nel Mondo deriva dai combustibili fossili. L’impatto sul clima, in questa situazione, è innegabile. Dal 1979 ad oggi i ghiacci della calotta artica si sono ridotti del 35% in superficie e del 65% in volume.

Abbandonare i combustibili fossili, cioè carbone, petrolio e gas è ormai un imperativo categorico da realizzare nei tempi più brevi possibili.

L’alternativa c’è ed è ampiamente disponibile. Il Sole invia sulla Terra in un’ora una quantità di energia pari a quella che l’umanità consuma in un anno. Occorre approfittarne per potenziare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e sostituire l’energia elettrica all’energia derivante da combustibili fossili in tutte le attività in cui è possibile, compresi i trasporti.

Questo in estrema sintesi è il nucleo centrale della Lectio Magistralis che Nicola Armaroli Direttore di ricerca del CNR di Bologna terrà alla XIII edizione della Fleet Manager Academy a Milano il 20 marzo 2019. L’obiettivo è introdurre il dibattito sulla transizione all’elettrico anche nelle flotte, dibattito che avrà ampio risalto nel corso dell’Academy, che affronterà anche altri temi di grande attualità ed interesse per il mondo dell’auto aziendale.

La partecipazione all’Academy è gratuita per i fleet manager.

BMW E DAIMLER INSIEME, NASCE IL POLO DELLA MOBILITÀ URBANA

L’iniziativa mette in evidenza BMW e Daimler come gli attori che cambiano le carte in tavola nel crescente mercato della mobilità urbana, con una visione ben precisa che si fonda su tre linee. Anzitutto una prospettiva “all electric”, in secondo luogo focalizza sull’autonomia degli utenti, infine contempla una mobilità on demand.

I cinque marchi soddisfano a livello globale già 60 milioni di clienti.

“Abbiamo raggiunto una base di utenti forte e abbiamo messo a fattor comune la forza e l’esperienza di 14 marchi di successo – commenta il presidente del Cda di Daimler e a capo di Mercedes-Benz, Dieter Zetsche -. Creando un network intelligente di joint venture siamo capaci di dare forma all’attuale e al futuro della mobilità cittadina, traendo il massimo beneficio dalla digitalizzazione e dai crescenti bisogni di servizi in condivisione delle persone. Ulteriori collaborazioni con altri fornitori, incluse partecipazioni in startup innovative nonché aziende consolidate, sono altre opzioni possibili”.

NASCE IL POLO DELLA MOBILITÀ URBANA: BMW E DAIMLER SI ALLEANO

Messaggio alquanto chiaro: non finisce qui. Il futuro è di consolidamento in un mercato che punta a grandissimi numeri. E i big data faranno il loro dovere per ingaggiare i clienti. “Stiamo creando un interlocutore globale: i 60 milioni di clienti che abbiamo beneficeranno di un ecosistema completamente integrato di car sharing, ride hailing (Uber, per intenderci), parcheggi, ricarica e trasporti multimodali. La nostra visione è precisa: i cinque servizi saranno sempre di più connessi per formare una piattaforma unica di mobilità con una flotta di veicoli completamente elettrici, con sistemi di auto-guida che si ricaricano e parcheggiano in autonomia, connessi ad altre modalità di trasporto urbano”, rincara Harald Krüger, presidente del board di Bmw. La casa tedesca aveva già chiarito la sua visione sulla “smart mobility”, come vi abbiamo spiegato in questo articolo.

I marchi riuniti in un’unica piattaforma

La collaborazione prevede la nascita di cinque joint venture tra i servizi, tutti accessibili in modalità digital:

Reach Now che ha 6,7 milioni di clienti ed è un’app che prenota auto, bici e taxi condivisi, nonché mezzi pubblici;

Charge Now ha 100mila punti di ricarica in 25 Paesi e agisce anche in modalità white label così che le case automobilistiche e le società di gestione delle flotte possano personalizzare le colonnine;

Park Now è un’app che individua i parcheggi disponibili, gestisce le soste e gli ingressi senza spreco di tempo. Considerato che la ricerca di parcheggio incide per il 30% del tempo trascorso sulla strada, si qualifica come soluzione innovativa per diminuire il traffico e, quindi, le emissioni in città; tra Europa e Stati Uniti conta 30 milioni di utilizzatori;

Free Now asserisce di avere 21 milioni di clienti e 250mila driver, comprende taxi, autisti privati, scooter elettrici: tutto a portata digital;

Share Now è un serivizo di car sharing con 20mila vetture in 31 città, in essa confluiscono car2go e DriveNow.

 

mobilità on demand

Un futuro di mobilità urbana on demand

Se da una parte BMW e Daimler rimarranno competitor nell’automotive, questo portafoglio comune di offerta sulla mobilità urbana on demand rappresenta “una logica estensione della catena del valore: vogliamo dare tutte le opportunità ai clienti per spostarsi. In breve, possono guidare, condividere o essere guidati”. E in tutto questo, la digitalizzazione è l’abilitatore.La scelta della sede di questa nuova società integrata è caduta su Berlino: hub di creatività e innovazione A livello globale, l’operazione porta alla creazione di mille nuovi posti di lavoro.

NEWS DA CONSAP

Registro Generale degli Indirizzi Elettronici

Come noto, nell’ambito del Processo Civile Telematico, è stato istituito il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici – cosiddetto ReGIndE – gestito dal Ministero della Giustizia (art. 7 del D.M. 21.2.2011 n. 44).

Il ReGIndE contiene i dati identificativi nonché l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) dei soggetti abilitati esterni a dialogare ed interagire con il Tribunale, quali, tra gli altri, i consulenti del Giudice.

In sostanza, dal 30 giugno 2014, i Tribunali ricevono gli atti endoprocessuali (relazioni peritali, ecc.) non più in formato cartaceo, ma esclusivamente con trasmissione telematica attraverso la posta elettronica certificata (PEC) e comunicano con i CTU esclusivamente con lo stesso mezzo.

Pertanto i periti assicurativi che svolgono funzioni di CTU devono procedere autonomamente alla registrazione al ReGIndE (“Registrazione in proprio di un soggetto”) secondo le modalità indicate sul Portale Servizi Telematici del Ministero della Giustizia al seguente link:

http://pst.giustizia.it/PST/en/pst_1_0.wp?previousPage=pst_1_17&contentId=SPR355

Ciò premesso, su invito dei Tribunali, si sollecitano gli interessati ad effettuare la registrazione al ReGIndE nonché a comunicare l’indirizzo PEC anche a ruoloperitiassicurativi@consap.it al fine di consentire l’aggiornamento dei dati di iscrizione nel Ruolo dei periti assicurativi.

Albo CTU Telematico

AVVISO PUBBLICO DEL TRIBUNALE DI BOLOGNA

Il Tribunale di Bologna comunica che a breve verrà sottoscritto un protocollo d’intesa tra gli ordini/collegi professionali e il lo stesso Tribunale, avente ad oggetto il regolamento per l’iscrizione e la permanenza nell’Albo dei CTU e Periti.

Le domande presentate nelle forme tradizionali dovranno essere riformulate nelle modalità indicate nel prossimo protocollo.

Si prega, pertanto, di contattare la segreteria dell’Albo CTU d Bologna.