Facile.it, arrivano i primi rincari dall’inizio della pandemia

Secondo un’analisi effettuata dal comparatore, le tariffe sarebbero in aumento per Rc auto, mutui, bollette e connessione Internet

Dopo poco più di anno di pandemia, arrivano i primi rin- cari sulle spese familiari. È quanto sostiene Facile.it, che ha recentemente pubblicato un’analisi sull’andamento delle tariffe di Rc auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti corren- ti, telefonia mobile e connessio- ne Internet per la casa.

Nel settore dell’Rc auto, nel
dettaglio, il comparatore rileva
innanzitutto che la diminuzione
delle auto in circolazione du-
rante il lockdown ha determinato un calo dei sinistri e, almeno inizialmente, un conseguente abbassamento delle tariffe assi- curative. Dopo il crollo di marzo e aprile, nonché qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno in occasione delle prime riaperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi e rimangono ancora oggi estremamente favorevoli per la clientela: stando all’osservatorio di Facile.it, lo scorso febbraio il premio medio dell’Rc auto si attestava a 464,09 euro, in calo del 13,5% rispetto a un anno prima.

Tuttavia, stando all’analisi del comparatore, i premi starebbe- ro iniziando a risalire: fra gennaio e febbraio, nello specifico, il mercato ha registrato un rincaro, seppur ancora lieve (+1,44%) della tariffa media. L’andamento futuro del premio medio di- penderà moltissimo dall’andamento della pandemia e dalle eventuali nuove restrizioni alla mobilità. Un aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, in questo senso, potrebbe comportare un aumento delle tariffe e un rapido recupero dei livelli che si registravano prima della pandemia. Viceversa, nuo- vi lockdown e restrizioni alla mobilità potrebbero mantenere il premio assicurativo su livelli bassi. Il comparatore sottolinea tut- tavia che le compagnie potrebbero anche scegliere di assorbire parte dell’eventuale aumento dei sinistri e mantenere basse le tariffe sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.

Non solo Rc auto, tuttavia: secondo Facile.it, si cominciano già a notare rincari nelle tariffe di mutui, bollette e connessione Internet per la casa.

Giacomo Corvi

Il Covid fa calare la raccolta del mercato italiano a 151 miliardi di euro

Secondo i dati Ania, nel 2020 i premi complessivi (danni e vita) delle imprese nazionali ed estere sono diminuiti del 5% rispetto al 2019

Il Covid fa calare la raccolta del mercato italiano a 151 miliardi di euro hp_wide_img
 
Nel 2020 il settore assicurativo nel nostro Paese nella sua totalità, considerando cioè tutte le sedi delle imprese (nazionali ed estere) ed entrambi i comparti (vita e danni), ha raccolto nel 2020 premi per oltre 150 miliardi (più precisamente: 151,3 miliardi),  in calo del 5% rispetto al 2019 (113 miliardi nel vita in riduzione del 5,8% e 38 miliardi nel danni, in diminuzione del 2,3%). A renderlo noto è l’Ania, che sottolinea come questi dati siano fortemente condizionati dalle conseguenze della crisi economica innescata dal Covid-19. “È proprio a causa di questo stato emergenziale – scrive l’associazione in un comunicato – che nel 2020 la raccolta premi si è ridotta fortemente durante i mesi di lockdown (da marzo a maggio) per poi recuperare gradualmente nella seconda metà dell’anno”.

Le sole imprese assicurative nazionali, hanno raccolto complessivamente un volume dei premi contabilizzati (vita e danni) di quasi 135 miliardi, chiudendo l’anno con un calo del 4% rispetto al 2019. Anche le rappresentanze di imprese europee che operano in Italia in regime di stabilimento hanno visto nel 2020 i premi ridursi significativamente e in modo più marcato (-13,9%) delle imprese nazionali; il volume premi raccolto da queste imprese ammonta a circa 7,5 miliardi. Le imprese che operano in libera prestazione di servizi (Lps), che fanno parte di gruppi assicurativi Ivass e che hanno aderito alla rilevazione (la quasi totalità in termini di volume premi), hanno contabilizzato premi per circa 9 miliardi (esclusivamente nel business vita e relativi a solo polizze linked), registrando una contrazione appena inferiore a quella delle rappresentanze europee (-12,3% rispetto al 2019).

Le famiglie italiane hanno destinato oltre 100 miliardi dei loro risparmi per l’acquisto di assicurazioni vita (-4,4% rispetto al 2019), mentre i premi corrisposti da individui e imprese per proteggere i propri beni e i propri patrimoni attraverso l’acquisto di coperture danni contro eventi avversi sono stati pari a 33,5 miliardi (-2,3% rispetto all’anno precedente).
“Si è trattata – afferma Ania – di una riduzione meno allarmante di quella che si era delineata nei primi mesi della pandemia. Nel ramo vita si è avuta un’ulteriore conferma di come le famiglie italiane continuino ad affidarsi alla solidità del comparto assicurativo per investimenti a lungo termine, in un anno caratterizzato da una fortissima crescita della propensione al risparmio delle famiglie”.

L’andamento dei rami danni
 
Nel comparto motor si è registrata una contrazione dei premi per l’Rc auto del 5,7%, una delle più elevate di tutti i rami danni, con un volume di 12,5 miliardi e una crescita dell’1% nel ramo Corpi veicoli terrestri (per un ammontare di 3,1 miliardi).

“Sulla base della rilevazione trimestrale dei premi medi effettuata dall’Ivass per le autovetture a uso privato – evidenzia l’Ania – si può stimare che, per il totale dei veicoli, la riduzione del premio medio della copertura Rc auto nel 2020 sia nell’ordine del -5% / -6%”. Si tratta, per questo ramo, dell’ottava variazione negativa consecutiva del premio medio praticato: dal 2012 al 2020 i premi medi Rc auto sono diminuiti di quasi il 32% Anche nel 2021 i primi dati dell’Istat evidenziano ulteriori riduzioni nel prezzo della copertura. “Le iniziative a favore dei propri assicurati – osserva Ania – non si sono, quindi, esaurite nell’anno più acuto della crisi economica-finanziaria dovuta dal Covid-19 e gli effetti complessivi continueranno a manifestarsi anche nel corso dell’anno corrente”.
 
Nel complesso, il comparto degli altri rami danni non auto è riuscito gradualmente a recuperare i forti cali dei mesi di lockdown raggiungendo a fine anno lo stesso volume premi del 2019. I rami che nonostante le eccezionali difficoltà del periodo dovute alla pandemia, hanno registrato una variazione positiva sono stati i seguenti: Altri danni ai beni (+1,8%), Assistenza e Incendio (+2,0%), Rc generale (+2,3%), Cauzione (+2,4%), Tutela legale (+6,4%), Credito (+6,7%), Corpi veicoli marittimi (+8,8%), Rc aeromobili (+10,5%) e Corpi veicoli aerei (+13,1%). Hanno mostrato, invece, tassi di variazione negativi i rami: Infortuni (-2,2%), Malattia (-2,3%), Corpi veicoli ferroviari (-2,9%), Merci trasportate (-5,7%) e Perdite pecuniarie (-23,9%).
 
L’andamento dei rami vita
 
Un’analisi del business vita per ramo di attività dimostra come l’impatto negativo della crisi pandemica si sia concentrato prevalentemente nelle polizze di tipo tradizionale, a vantaggio delle polizze linked, “favorite da tassi di interesse particolarmente bassi e ancora in una fase discendente”, spiega l’Ania. 
 
Nel 2020 hanno registrato una lieve crescita i prodotti multiramo. Da altre statistiche associative, precisa Ania, “risulta infatti che i premi raccolti per questi prodotti (pari a 37,4 miliardi, il 37% del totale dei premi) sono aumentati nel 2020 dell’1,1%”. Oltre il 90% dei prodotti multiramo complessivi è costituito dai cosiddetti prodotti multiramo puri  (esclusi quelli previdenziali e Pir) che hanno registrato nel 2020 un volume premi pari a 34,2 miliardi: prevale ancora la quota (64%) di premi afferenti al ramo I (21,7 miliardi, il 33% del totale premi di ramo I), mentre la restante quota del 36% è costituita da premi di ramo III (12,5 miliardi, il 42% del totale premi di ramo III).
 
Nel 2020, l’incidenza della raccolta danni sul Prodotto interno lordo italiano è stata pari al 2,0%, in linea con l’anno precedente, mentre quella della raccolta vita è stata pari al 6,2%.
 
👤Autore: B.M.

Fonte: https://www.insurancetrade.it/insurance/contenuti/mercato/11369/il-covid-fa-calare-la-raccolta-del-mercato-italiano-a-151-miliardi-di-euro?https://www.insurancereview.it/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=2021-04-01

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UN PRIMO VERO APPROFONDIMENTO GIURIDICO SULLA VIDEO PERIZIA

Nel mese di marzo dello scorso anno, in pieno lockdown, tutti i professionisti del nostro bel Paese e non solo, si son ritrovati ad affrontare oltre agli innumerevoli problemi legati alla estemporaneità dell’evento pandemico, anche una attenta ricerca di soluzioni per il lavoro a distanza. In tanti si sono così avvicinati per la prima volta ad applicazioni del tipo Teamviewer, Skype o Zoom, facendo scorgere dietro alla drammatica disavventura della Covid-19, anche qualche piccola ma interessante, nuova prospettiva di lavoro.

In Italia, nel frattempo, le Imprese assicurative, tramite l’ANIA, ovvero l’associazione che le rappresenta nella quasi totalità, hanno diramato una direttiva che invitava le reti fiduciarie a utilizzare lo strumento della video perizia al fine di limitare i contatti con i danneggiati e quindi i potenziali contagi, adempiendo quanto più possibile alle prescrizioni dei vari DPCM che di lì a poco si andavano susseguendo sotto il Governo Conte 2. La direttiva, invero, invitava a utilizzare tale strumento di perizia in remoto anche al termine dell’emergenza sanitaria, delineando così una prospettiva per il futuro che la vedrebbe preponderante, se non addirittura sostitutiva, rispetto alla classica ispezione diretta dei danni alla quale siamo stati, talvolta anche con intimidazione, abituati a operare per anni.

Il significativo cambiamento di questo paradigma non poteva che portare a una minima riflessione in più rispetto a quanto deliberato sotto la sola spinta emotiva dell’emergenza sanitaria, pertanto con alcuni illustri colleghi della città di Latina, abbiamo deciso di avviare una serie di appuntamenti via Skype. Ne è nato un interessante dibattito che con il prosieguo degli incontri ha fatto emergere numerose criticità. Tra queste, però, ve ne erano alcune che richiedevano assolutamente il supporto di un esperto del settore sotto il profilo giuridico, e quindi, vista la mia conoscenza diretta con l’Avvocato Annunziata Candida Fusco, che è sicuramente la più formata in Italia in materia di Periti assicurativi, abbiamo deciso di commissionare a lei un lavoro di ricerca, il cui risultato viene allegato a questa e-mail. Possiamo definire tale interessantissima relazione tecnica il primo vero punto di partenza di un dibattito finora mai seriamente affrontato, ma assolutamente pertinente e necessario. Al termine della lettura di questo prezioso lavoro vi domanderete anche voi con molte probabilità, quanto la “perizia da remoto” sia per la nostra professione veramente efficace e funzionale oppure, viceversa, pericolosa o, addirittura, non aderente al nostro sistema normativo.

L’obiettivo, tuttavia, è quello di arricchire e completare la ricerca in maniera imparziale, con il contributo di tutti i colleghi, anche di aree geografiche diverse, tramite testimonianze e discussioni, che portino poi l’intero comparto assicurativo a riconfigurare queste nuove procedure di lavoro, in un nuovo quadro operativo, e facendone così un uso più pertinente e conforme alle leggi vigenti.

A tal proposito, quindi, vi invito a partecipare tutti, nessuno escluso, a questo importante dibattito, per arricchirlo oppure solo per informarvi in maniera corretta ed esaustiva.

Confidando in una tua fattiva partecipazione, con il gruppo di Periti che ha dato il via a questa importante ricerca, abbiamo creato una apposita casella di posta elettronica, verso la quale potrai indirizzare le tue testimonianze o solo manifestare il tuo interesse. Ti ricordo che questo confronto tra tutte le parti interessate (invero anche i consumatori lo sono) è assolutamente necessario per evitare che tali procedure vengano adottate erroneamente in maniera definitiva, quindi non perdere l’attimo e partecipa a tutte le iniziative che intraprenderemo su questo delicato tema.

Email per partecipare al dibattito: incontri.videoperizia@gmail.com

Buona lettura
Un cordiale saluto

Massimiliano Panecaldo
Perito Assicurativo e
Consulente Tecnico del Tribunale Civile di Roma

 

 

  Avv. Annunziata Candida Fusco

Avvocato e insegnante di Diritto, la sua sede operativa è a Bergamo. Da anni collabora, oltre ad altre, anche con la rivista giuridica “La Tribuna”, sulla quale sono stati pubblicati molti importanti articoli a sua firma inerenti lo specifico tema della professione del Perito Assicurativo.  avvocatofusco.com

Scarica il pdf: PERIZIA-DA REMOTO-26-feb2021

fonte: https://www.effettivisivistudio.com/video-perizia/home.html?fbclid=IwAR2ymoZXvAMTqyETlMVMYj9vUR0IaZQoAzP2jfYmhCWA9Q0SwpiBBFS9yw4

Roma, falsi certificati medico-legali Anche di morte. Sospesi funzionari Asl

I carabinieri del Nas hanno effettuato lunedì mattina 33 perquisizioni domiciliari e in uffici, anche di agenzie funebri. Fino ad ora sequestrata documentazione relativa a oltre 400 posizioni. Il sospetto che alcuni decessi siano stati anche per Covid

Roma, falsi certificati medico-legali Anche di morte. Sospesi funzionari Asl
Oltre 400 certificati per false visite medico legali su cadavere, mai eseguite, per confermare il decesso e anche le cause, consegnati dietro pagamento ai responsabili di alcune agenzie funebri della Capitale. E fra questi anche decessi che si sospetta possano essere avvenuti per Covid, comunque non per cause legate a reati. È solo una parte dell’immensa mole di documentazione contraffatta che il Nas dei carabinieri di Roma ha scoperto nel corso di un’indagine che lunedì mattina ha portato a trentatré perquisizioni di abitazioni e uffici e alla notifica del provvedimento di sospensione dal pubblico servizio per sei mesi nei confronti di due funzionari di una Asl capitolina che lavorano presso il Dipartimento di medicina legale.

Toccherà ai carabinieri, ora, capire dove possibile le cause esatte dei decessi, anche perché in molti casi le tumulazioni sono già avvenute. E anzi sembra proprio che il giro di falsi certificati, firmati a nome dei medici incaricati (da capire se alcuni di loro fossero consapevoli o ignari che il loro nome era finito su quei documenti), servisse proprio per accelerare pratiche che altrimenti, visto il periodo di emergenza coronavirus, avrebbero avuto un iter più lento. E l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato annuncia: «La vicenda oltre che essere grave, mette in cattiva luce lo sforzo che tutta la sanità regionale sta compiendo nel contrasto alla pandemia. I dipendenti Asl infedeli saranno immediatamente sospesi e avviate le procedure per il licenziamento. Le mele marce vanno allontanate e la Regione si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento».

I militari dell’Arma contestano ai due funzionari di Asl centrali della Capitale e ad altri indagati, a vario titolo, i reati di corruzione, falsità ideologica e materiale, truffa aggravata ai danni dello Stato. In particolare è stata accertata l’esistenza di una vera e propria banda che dietro pagamento di somme di denaro rilasciava anche falsi certificati a persone che volevano ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile oppure un aggravamento di una condizione già presente, con l’aumento delle percentuali, in modo di ottenere le relative pensioni. I certificati in questione riguardavano anche il riconoscimento della 104 per l’assistenza di familiari invalidi o gravemente malati. Ma dopo che le indagini sono cominciate proprio per scoprire il traffico di questo genere di certificati rilasciati nel corso del 2020, ecco che i carabinieri hanno scoperto il secondo filone, quello legato ai decessi.

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Frodi assicurative in penisola sorrentina e Rolex da 100mila euro: la vicenda su “Metropolis” e “Il Mattino” – Positanonews

La notizia ripresa anche da quotidiani regionali e locali, tra cui Il Mattino con Dario Sautto e Metropolis, che parlano di un Rolex da 100mila euro nella mega collezione che i finanzieri hanno sequestrato all’imprenditore Gianluca Izzo, accusato di una serie di truffe assicurative portate avanti anche con falsi incidenti utilizzando la sua Ferrari California bianca. Ieri mattina i finanzieri del gruppo di Torre Annunziata, a chiusura di indagini condotte dalla tenenza di Massa Lubrense e coordinate dalla Procura oplontina, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, emesso dal gip proprio su richiesta degli uffici inquirenti. Lo scorso 6 ottobre Izzo era finito ai domiciliari insieme a Giovanni Pane, 45enne avvocato civilista con studio a Meta, Vincenzo Polito, 52enne perito di Castellammare residente a Casola e il medico legale Giuseppe Luigi Arpaia, 70enne di Pompei. Durante la perquisizione nell’abitazione del 45enne di Vico Equense, frequentatore degli ambienti della Sorrento «bene», era spuntata l’incredibile collezione di orologi: in totale 33 (di cui 32 Rolex), tra cui un modello da 100mila euro. In garage, poi, accanto alla Ferrari California intestata a un trust straniero erano parcheggiati altri otto veicoli d’epoca (un’auto e sette moto), mentre sempre in casa sono stati sequestrati 10mila euro in contanti. Dopo una perizia accurata, è stato stabilito il valore totale del sequestro eseguito ieri che ammonta a 585mila euro, di cui 537mila euro solo in orologi.
Il sequestro chiude la prima parte dell’inchiesta che ha scosso la penisola sorrentina. La maxi truffa si è concretizzata all’interno dell’ufficio del giudice di pace di Sorrento grazie a due cause di risarcimento per incidenti mai avvenuti, una delle quali proprio utilizzando la Ferrari. I quattro arrestati, insieme ad altre 6 persone indagate a piede libero, sono accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari, falsa perizia, falsa testimonianza e frode alle assicurazioni. Dopo i ricorsi al Riesame, le accuse hanno retto e i quattro restano tuttora ai domiciliari. Le successive indagini patrimoniali hanno permesso ai finanzieri anche di ricostruire la sproporzione tra i redditi dichiarati da Izzo e la reale disponibilità di beni. I racconti sorrentini parlano del 45enne che, tutti i giorni, sfoggiava due Rolex ai polsi. Le indagini hanno fatto emergere un inquietante quadro di connivenza da tra alcuni professionisti della penisola sorrentina e una serie di consulenti, nominati di volta in volta dai giudici di pace a cui venivano assegnate le cause per i falsi incidenti. Se il medico legale aveva attestato una finta lesione permanente facendosi pagare un certificato appena 200 euro, il perito assicurativo – intercettato – avrebbe anche dato consigli a Izzo e Pane su come far salire il risarcimento per il finto incidente della Ferrari, incassando 1500 euro per la perizia fasulla. Gli stessi Izzo e Pane avrebbero commentato la nomina del dottor Arpaia «che una volta, per un colpo di frusta, mi ha fatto prendere 18mila euro».

Sorgente: Frodi assicurative in penisola sorrentina e Rolex da 100mila euro: la vicenda su “Metropolis” e “Il Mattino” – Positanonews

Falsi incidenti stradali: cade l’associazione a delinquere. Condannati in 19

Falsi incidenti stradali: cade l’associazione a delinquere. Condannati in 19

Si chiude il processo scaturito dalla clamorosa inchiesta che nel 2014 sfociò in tredici ordinanze di custodia cautelare. Non ha retto l’accusa di associazione a delinquere e in molti casi è intervenuta la prescrizione

L’ingresso dell’aula bunker del carcere di Lecce dove si è celebrato il processo

LECCE – E’ arrivato il verdetto nel processo scaturito dall’operazione “Micosca” su una serie di incidenti stradali organizzati a tavolino per ottenere i premi assicurativi. Dei 62 imputati (due dei quali nel frattempo deceduti), tra automobilisti, titolari di autocarrozzerie, medici e avvocati del foro di Lecce, coinvolti otto anni fa nell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Antonio Negro (oggi aggiunto a Brindisi), sono stati condannati in 19.

La Corte composta dal presidente Fabrizio Malagnino e dai giudici Annalisa De Benedictis e Marcello Rizzo ha preso atto che per la maggior parte degli imputati fosse intervenuta la prescrizione e ha disposto così il non doversi procedere. E’ caduto, inoltre, su richiesta della stessa pubblica accusa, l’addebito più grave, di associazione a delinquere, mosso inizialmente nell’inchiesta che, partita dalla denuncia di “Unipol Assicurazioni” riguardo a episodi avvenuti tra il 2008 e il 2010, nel 2014 sfociò in tredici ordinanze di custodia cautelare.

Le condanne

La pena più alta, a quattro anni e mezzo di reclusione, ha colpito sia l’avvocato Donato Maruccia, 44 anni, di Corigliano d’Otranto, sia il medico Claudio Girasoli, 50 anni, originario di Roma ma residente a Lecce. Raggiunge i quattro anni tondi invece la condanna inflitta a Lorenzo Micocci (già dipendente come liquidatore di Unipol Assicurazioni spa), 46, residente a Botrugno; un anno col beneficio della pena sospesa per gli altri 16 imputati: Leonardo Impero Delle Donne, 56, di Martignano; Alessandro Leucci, 31, di Botrugno; Carmelo Basile, 61, di Maglie; Luigi Campanile, 68,  a Maglie; Antonio Miccoli, 66, di Soleto; Tommaso Miccoli, 33, di Galatina; Angela Leone, 47, di Botrugno; Maria Grazia Leucci, 26, di Botrugno; Grazia Miggiano, 81, di Botrugno; Aleandro Moretti, 33, di Melpignano; Sara Moretti, 31, di Melpignano; Gianluca Toma, 43, di Cursi; Simonetta Toma, 47, di Cursi; Anna Della Stella, 34, di Maglie; Sergio De Blasi (titolare dell’omonima ditta), 39, di Martano; Salvatore De Blasi, 80, di Martano.

La sentenza, le cui motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, contempla il risarcimento del danno, in separata sede, alle parti civili: Italiana Assicurazione Spa, rappresentata dall’avvocato Andrea Starace, e Unipol Assicurazioni spa, con l’avvocato Maurizio Merlini (del foro di Bologna), nei confronti delle quali sono state disposte anche provvisionali che vanno da 2mila a 15mila euro.

Le assoluzioni

La sentenza ha accolto in buona sostanza le richieste formulate dal procuratore Negro che, il 27 gennaio scorso, al termine della requisitoria, aveva chiesto per molti degli imputati il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, ma anche che venisse “depennato” il reato associativo, “non essendo stata raggiunta la prova, al di là di ogni ragionevole dubbio, dell’esistenza del vincolo associativo dell’organizzazione imputata, tale da integrare la fattispecie di cui all’articolo 416, caratterizzata appunto dal preventivo accordo a carattere generale e continuativo tra gli imputati”.

Ci sono state anche delle assoluzioni per “non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste” e hanno riguardato, a vario titolo: Leonardo Corlianò (titolare dell’omonima ditta di autocarrozzeria), 62 anni, di Zollino; Luigi Gabriele De Giorgi, 65, di Lecce; Osvaldo Dell’Onze (perito assicurativo), 72, di Lecce; Antonio Martella (titolare dell’omonima carrozzeria), 56, di Surbo; Donatella Russo, 46, di Scorrano; Alessandro Sbocchi (titolare della Sbocchi sas), 47, di Castrignano dei Greci; Nicola Scardino (già dipendente, come liquidatore, della Unipol Assicurazioni spa); Giorgio Stomeo (perito assicurativo), 68, di Lecce; Monica Francesca Vinci (avvocato), 46 anni, residente a Lecce; Cosimo Amatulli, 41, di San Pietro Vernotico; Flavio Carrozzo (fisioterapista), 48, di Galatina; Lidia De Riccardis, 36, residente a Corigliano d’Otranto; Alessandro Bongiorno, 33 anni, di Lecce; Alessandro Gemma, 45, di Maglie; Piero Mancarella, 31, di San Donato Lecce; Carmen Maniglio, 40, di Lecce; Andrea Maniglio, 43, di Lecce; Brizio Pantaleo Mercuri, 48, di Lecce; Vincenzo Micocci, 48, di Botrugno; Francesca Plevi, 47, di Lecce; Maurizio Spedicato (avvocato del Foro di Lecce), 42, di Monteroni e Furio Rubino (medico), 60, residente a Lecce.

Ecco tutti i nomi degli altri imputati per i quali è stata disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione: Rosanna Mangia, 61, di Soleto; Vincenzo Angelini, 46, di Surbo; Fabrizio Brindisino (fisioterapista), 36, di Lequile; Fabio Coluccia, 30, residente a Bagnolo del Salento; Anna Francesca De Giuseppe, 50, di Uggiano La Chiesa; Francesco Luigi Dell’Anna, 42, di Martignano; Giovanni De Matteis, 37, di Surbo; Juan Pablo Ferrari, 41 anni, residente a Roma; Pietro Mancarella, 64, di Lecce; Raffaele Mancarella, 36, di Surbo; Ivano Marchello (medico specialista in medicina legale), 63, residente a Lecce; Giuseppe Mele, 65, di Castrignano dei Greci; Matteo Micocci, 42 anni, di Botrugno; Simone Moschettini, 27, di Martano; Rosaria Margherita Placì, 95, di Lecce; Gaetano Rubrichi, 55, di Uggiano La Chiesa; Anastasia Schito, 35, di Lecce; Sofia Zecca, 62, di Lecce; Vincenza Zecca, 66, residente a Lecce;

La sentenza è stata di non doversi procedere anche nei riguardi di Alfonso Giulio De Carlo (medico specialista in ortopedia e traumatologia), di Monteroni, e Giuseppe Calogiuri (medico specialista in ortopedia e traumatologia), di Lizzanello, che nel frattempo sono deceduti.

Tra gli avvocati che hanno sostenuto la difesa: Giuseppe Corleto, Stefano Pati, Roberto Rella, Giancarlo Dei Lazzaretti, Luigi Corvaglia, Giampiero Tramacere, Vincenzo Blandolino.

Sorgente: Falsi incidenti stradali: cade l’associazione a delinquere. Condannati in 19

Nuove opportunità di lavoro in ATM con diploma e laurea 

L’azienda di trasporto ATM ha nuove opportunità di lavoro. I profili ricercati prevedono come titolo di studio il diploma o la laurea. Il Gruppo offre periodicamente opportunità lavorative per giovani alla prima esperienza, con assunzioni e stage, e per coloro che intendono fare carriera. Le figure che supereranno la selezione dovranno lavorare nel territorio di Milano e provincia. Ecco le nuove opportunità di lavoro in ATM con diploma e laurea.

Posizioni aperte

Le figure ricercate attualmente con il diploma sono:

  • macchinisti metropolitana: richiesta la patente di categoria B e il diploma con indirizzo tecnico;
  • perito assicurativo iscritto al ruolo dei periti CONSAP: diploma con indirizzo scientifico e almeno due anni di pratica;
  • conducenti di linea: richiesto il diploma e la patente di categoria DE e il CQC – Carta di qualificazione del conducente per il trasporto di persone. Esperienza pluriennale maturata in società del Gran Turismo o TPL. I candidati devono essere disponibili a lavorare su turni rotativi, che comprendono i notturni e festivi. Inoltre, è richiesta la conoscenza della lingua inglese;
  • tecnici per impianti di segnalamento ferroviario: richiesto il diploma di perito elettrico o elettromeccanico. I candidati hanno una buona conoscenza dell’utilizzo delle strumentazioni dei sistemi digitali e analogici. Conoscono la lingua inglese e sono disponibili  a lavorare a turni (compresi notturni e festivi). Inoltre, devono essere in possesso della patente B e preferibile la categoria C;
  • saldatore e operatore di armamento tranviario: richiesto diploma con indirizzo meccanico, il candidato deve essere in possesso della patente C. È richiesta esperienza di tre anni come saldatore in aziende metalmeccaniche. Inoltre, il candidato deve essere in possesso del patentino di saldatura elettrica.

Nuove opportunità di lavoro ATM con diploma e laurea

Figure ricercate attualmente con la laurea:

  • stagista area ingegneria rotabili: nei requisiti richiesta la laurea di Ingegneria Elettrica. Inoltre, è richiesta una specializzazione sistemi di trasporti elettrici;
  • praticante avvocato: richiesta laurea magistrale in Giurisprudenza, e master di diritto societario. Inoltre, è preferibile che il candidato sia iscritto al registro praticanti abilitati.

Il Gruppo ATM è sempre alla ricerca di laureati in ambito scientifico, giuridico ed economico. Un requisito fondamentale è la conoscenza della lingua inglese e dei principali pacchetti Office.

Queste sono solo alcune delle nuove opportunità di lavoro in ATM con diploma e laurea, sono circa 120 le figure ricercate. È possibile consultare nella sezione ATM tutte le offerte attive e inviare il curriculum vitae.

 

L’insurtech Vts ottiene un investimento dal gruppo Vlasic & Roth

vtsscans, insurtech

 

L’insurtech Vts ottiene un investimento dal gruppo Vlasic & Roth.

La società di consulenza Vlasic & Roth ha condotto un investimento nell’insurtech Vts. La società, con sede ad Hamburg in Michigan, fornisce una suite di servizi che sfruttano la modelizzazione 3D e la tecnologia di visual capture per semplificare e ottimizzare la gestione dei sinistri ed aiutare i periti assicurativi nella stima dei danni. Il supporto di V&R consentirà a Vts di espandersi in nuovi mercati e di effettuare investimenti in in 360Consultant, le soluzioni tecnologiche di Vts per il settore assicurativo. “I dati che raccogliamo consentono agli assicuratori e ai gestori del rischio di visitare virtualmente una proprietà”, ha affermato John Chwalibog, Ceo di Vts. “L’acquisizione di dati 3D e l’accuratezza dei dati semplificano e ottimizzano il tempo di processo di un sinistro e la stima dei danni del 50% – 70%”.

Targa prova, il Parlamento “apre” alle auto usate.

In attesa che il governo approvi il regolamento predisposto nelle settimane scorse dal ministero dei Trasporti che consentirà esplicitamente l’uso della targa prova sui veicoli già targati, in parlamento si cerca di sanare l’incertezza nella quale, dopo una clamorosa sentenza della Corte di cassazione, si trovano da qualche mese concessionarie e venditori indipendenti di auto usate. Un emendamento ad hoc predisposto da Sara Moretto, deputata di Italia Viva, si propone di modificare l’articolo 98 del Codice della strada prevedendo che “la circolazione di prova per effettuare prove tecniche necessarie per individuare malfunzionamenti o per verificare l’efficienza delle riparazioni effettuate […] è consentita anche su veicoli già immatricolati”.

Tempi comunque lunghi. L’emendamento fa parte dei circa 2.500 presentati (il termine scadeva oggi alle 12) al cosiddetto decreto milleproroghe e, purtroppo, non è scontato che supererà le forche caudine di Palazzo Montecitorio. In primo luogo dovrà passare il vaglio di ammissibilità, fissato per il 3 febbraio, poi, l’indomani, ottenere la cosiddetta segnalazione da parte dei gruppi parlamentari – il criterio a cui si ricorre per sfoltire il numero degli emendamenti da votare nei casi in cui, come questo, non è possibile esaminarli tutti. Infine dovrà ottenere (non è obbligatorio ma, ovviamente, può determinarne le sorti) il parere favorevole del ministero dei Trasporti, che dovrebbe spianare definitivamente la strada alla modifica. Si capirà la prossima settimana se, finalmente, sulla telenovela della targa prova potrà calare il sipario con il decreto milleproroghe (che dopo il via libera della Camera dovrà essere approvatro dal Senato entro fine febbraio) oppure se, invece, bisognerà aspettare i tempi più lunghi richiesti dalla modifica del regolamento del 2001 che ne disciplina l’uso. Regolamento che, appunto, secondo le più recenti interpretazioni del ministero dell’Interno e della Suprema corte di Cassazione, non ne ammette l’uso sulle auto già immatricolate.

“Massaggiatori e guide rimasti senza indennizzi”

Massaggiatori, cuochi, guide turistiche, chinesiologi, artiterapeuti, wedding planer, tributaristi, periti assicurativi, fotografi e osteopati. Per loro niente ristori. Non sono iscritti ad alcun albo professionale e rappresentano solo alcune delle 39 tipologie di professionisti dimenticati dagli indennizzi per andare avanti. Nelle Marche, secondo una indagine dell’osservatorio professioni Cna, sono 9 mila, pari all’1,5 per cento degli occupati e contribuiscono al Pil regionale con 130 milioni di redditi annui complessivi. Come vanno avanti? Male. “Uno su due è stato costretto a fermarsi – afferma Gino Sabatini, presidente Cna Marche – durante la crisi pandemica. Solo uno su sei di loro ha potuto continuare a lavorare senza apportare sostanziali modifiche alla propria organizzazione”. Una situazione drammatica, specialmente tra chi presta servizi alla persona, dal fotografo al massaggiatore, dal chinesiologo all’osteopata. Complessivamente il calo del fatturato nel 2020 è stato del 41,3 per cento. Per loro non sono arrivati neanche i ristori. Secondo l’indagine della Cna, il 56,4 per cento di professionisti non iscritti agli ordini, indica come maggior problema, proprio la perdita di fatturato, seguito dalla perdita della clientela per il 35,3 per cento. Per il 47 per cento di loro, altri scogli da affrontare sono rappresentati dai costi fissi. Affitti, bollette, tributi e contributi. Si tratta di spese ricorrenti acuite dall’inattività forzata e ne mettono a rischio la sopravvivenza. “Chiediamo attenzione – dichiara Otello Gregorini, segretario Cna Marche – per queste categorie di lavoratori dimenticati, esclusi da provvedimenti in grado di garantire sostegni di ampio respiro, per non soccombere di fronte alle conseguenze economiche provocate dal Covid”.

FONTE: https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/massaggiatori-e-guide-rimasti-senza-indennizzi-1.5940469

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CON TARGA PROVA SOVRAPPOSTA (VIETATA) VALE SEMPRE RCA DEL VEICOLO 

Ordinanza 28433 2020 Cassazione: vietato sovrapporre la targa prova ai veicoli immatricolati responsabili in caso di sinistro

Dopo le circolari del Ministero dell’Interno e dei Trasporti arriva la conferma giurisprudenziale della Cassazione ribadita dall’ordinanza n. 28433 pubblicata il 14 dicembre 2020 dalla terza sezione della Corte di Cassazione. 
L’importanza della pronuncia

Una pronuncia che chiude inequivocabilmente l’argomento stigmatizzando l’errato utilizzo della targa prova, ancora molto diffuso, sui veicoli già immatricolati che in caso di sinistro devono rispondere con la copertura assicurativa della propria targa anche se circolano momentaneamente con targa prova sovrapposta. Gli ermellini non potevano utilizzare parole più dirette per mettere ordine su un tema molto dibattuto: «E se la targa di prova presuppone l’autorizzazione ministeriale, e se quest’ultima può essere concessa solo per i veicoli privi di carta di circolazione, ne consegue che l’apposizione della targa di prova sui veicoli già targati è una prassi che non trova riscontro nella disciplina di settore». Chiarendo anche la responsabilità in caso di sinistro: «Nell’ipotesi in cui un veicolo munito di carta di circolazione, regolarmente targato e quindi coperto dalla ordinaria assicurazione della responsabilità civile, venga posto in circolazione con l’apposizione di una targa prova, sovrapposta a quella ordinaria, troverà applicazione la garanzia del veicolo».

Il caso

La causa sottoposta al giudizio della Corte riguarda un sinistro stradale in cui un meccanico, dipendente di un’officina incaricata di verificare un guasto, aveva perso il controllo della vettura, già immatricolata, dotata di carta di circolazione ed assicurata per la RCA dal proprietario, ma per l’occasione, circolante con la targa di prova sovrapposta facente capo all’officina, causando la morte del conducente del veicolo con il quale si era scontrato.

di G. Begani, M. Schiavone e MR. OLIVIERO

Sorgente: CON TARGA PROVA SOVRAPPOSTA (VIETATA) VALE SEMPRE RCA DEL VEICOLO Assinews.it

ALTRO SULLO STESSO ARGOMENTO: https://www.altalex.com/documents/news/2020/12/24/targa-prova-puo-essere-apposta-solo-su-veicoli-senza-carta-di-circolazione

 

Incentivi ed Ecobonus auto 2021: la guida. Tutte le informazioni utili

Approvata in via definitiva la legge di Bilancio, che tra le altre contiene le norme che rimodulano e rifinanziano gli incentivi per l’acquisto di auto nuove.Tutti gli importi e le modalità di erogazione

Nuovi fondi per stimolare l’acquisto di veicoli

Incentivi auto, si riparte. La legge di Bilancio ha ricevuto il via libera definitivo da parte del Senato mettendo a disposizione nuovi fondi per stimolare l’acquisto di veicoli nuovi, purché siano a basso impatto ambientale. Tra i tanti provvedimenti contenuti nel testo economico, quelli dedicati all’automotive ridefiniscono anche la logica dei bonus, che negli ultimi mesi è stata più volte modificata seguendo il corso degli eventi. Una mossa attesa ed invocata a più riprese dalla filiera dell’auto, colpita duramente dalla crisi innescata dal coronavirus. Funzionale invece allo svecchiamento del parco auto circolante, condizione necessaria per poter pensare di ridurre le emissioni, aspirando così agli ambiziosi obiettivi che l’Unione Europea si è data: il 55% entro il 2030 e la neutralità carbonica nel 2050. Ecco perché, oltre all’Ecobonus destinato all’acquisto di auto elettriche ed ibride plug-in, viene concesso un incentivo anche a chi acquista un veicolo benzina, diesel, mild o full hybrid purché con livelli di CO2 inferiori ai 135 grammi ogni chilometro, a patto di rottamare una vecchia auto… Continua su https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/03-01-2021/incentivi-ed-ecobonus-auto-2021-guida-tutto-quello-che-serve-sapere-3902093978428.shtml

 

Andrea Tartaglia@andrea_tarta

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