Scoperto sito truffa per verificare l’autenticità delle polizze rca

Il sito veniva impiegato per attestare falsamente l’autenticità di polizze contraffatte. E il fenomeno delle false polizze Rc auto dilaga, con 12 siti truffa scovati dall’IVASS nel solo mese di gennaio

Il fenomeno dei siti che propongono false assicurazioni auto, generalmente temporanee, sta dilagando. Da inizio anno, e quindi da meno di un mese, l’IVASS ha scovato sul web ben 12 siti di intermediari assicurativi falsi che spacciano polizze rca che non hanno nessun valore – in quanto non riconducibili a intermediari iscritti al Registro Unico degli Intermediari Assicurativi (RUI) – e che lasciano totalmente scoperto l’automobilista. Ma la truffa ha fatto anche un “salto” di qualità. L’IVASS ha infatti scovato anche il sito http://www.coperturaveicolo.it, utilizzato per attestare falsamente l’autenticità di polizze contraffatte promosse e commercializzate tramite falsi siti internet In pratica l’automobilista che incappava in questo sito il per verificare l’autenticità di una polizza “sospetta” veniva a sua imbrogliato da questo sito che ne certificava l’autencità. Per avvalorare le informazioni nell’home page del sito appare un presunto copyright “ANIA Italia”. L’ANIA – Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici ha formalmente disconosciuto la titolarità del sito.

Riportiamo la “lista nera” dei siti truffa identitifcati a gennaio:

www.ferrariassicurazioni.it

www.bolognesiassicurazioni.it

www.coperturaveicolo.it

www.assicurazioniriccio.com

www.europeaassicurazioni.it

www.assicurazionimonte.it

www.serenaassicurazioni.com

www.polizzetemporanee.it

www.piottibroker.it

www.barattiniassicurazioni.it

www.landiassicura.it

www.martiniassicura.it

FONTE CAR CARROZZERIA

L’auto da un taglio alle «carte»

Assicurazioni-Dematerializzazione-Imc

Tutte le novità su assicurazioni e pratiche automobilistiche, all’insegna della digitalizzazione. Da domenica cadrà l’obbligo di esporre il tagliando Rc. Dematerializzato il certificato di proprietà. Ma per ora restano vietati i controlli automatici contro le false polizze

Da domenica prossima non sarà più obbligatorio esporre sul parabrezza il tagliando dell’assicurazione Rc auto. Ma ciò non implica l’avvio dei controlli automatici per stanare quei quasi quattro milioni di veicoli che si stima circolino senza copertura: se tutto andrà bene, occorrerà attendere che diventi legge il Ddl concorrenza, che contiene anche numerose altre novità in campo assicurativo. È invece già operativa da una settimana la dematerializzazione del certificato di proprietà.

Il tagliando

Il 18 ottobre scatta la dematerializzazione del cosiddetto contrassegno della Re auto, cioè il tagliandino che oggi va esposto sul parabrezza o comunque nella parte anteriore dei veicoli (su motocicli e ciclomotori, invece, va solo portato con sé). Con la dematerializzazione, il contrassegno cartaceo perde valore: per i controlli, le forze dell’ordine dovranno consultare la banca dati delle polizze (Sita), messa in piedi dalla Motorizzazione con dati forniti dall’Ania (l’associazione delle compagnie).

La novità serve per rendere definitivamente inutile la falsificazione del tagliandino (sempre più praticata da quando la crisi ha aumentato il tasso di evasione dell’obbligo assicurativo) e per tagliare le gambe ai truffatori che finora hanno approfittato del contrassegno per chiedere il risarcimento di falsi incidenti (bastava avvicinarsi a un qualsiasi veicolo in sosta, annotare il nome della compagnia che lo copre e spedire a quest’ultima una denuncia per un presunto sinistro avvenuto in zona in quel momento).

Una controindicazione è nel rischio che, non vedendo più il contrassegno, ci si dimentichi della scadenza dell’assicurazione. Ma va detto che si riceve un avviso dalla compagnia e si potrà sempre verificare la propria posizione su «iPatente», la app della Motorizzazione.

Si è letto che con la dematerializzazione partono anche i controlli automatici, perché gli apparecchi di rilevazione di altre infrazioni che siano in grado di leggere le targhe, se connessi col Sita, possono capire se un veicolo in transito è assicurato o no. Tecnicamente è vero, giuridicamente non ancora. La soluzione sta in un emendamento al Ddl concorrenza votato dalla Camera, che ora è tornato al Senato.

Attenzione: resta in vigore l’obbligo di tenere a bordo il certificato di assicurazione. Serve per consentire di compilare il modulo blu in caso d’incidente e per dimostrare di essere assicurati anche quando la propria polizza non risulta nel Sita. Chi circola senza il certificato continuerà dunque a rischiare una multa di 41 euro e a vedersi richiesto di esibire il documento entro un termine indicato dagli agenti.

Le altre novità Rc auto

Il Ddl concorrenza, nel suo passaggio alla Camera, è stato molto modificato rispetto alla sua versione di partenza, scritta dal Governo a febbraio. Tra le tante modifiche, l’“equiparazione” di chi monta la scatola nera e non causa sinistri da almeno cinque anni ai migliori assicurati anche se abita in zone (come il Sud) che hanno tariffe alte, l’eliminazione dei tagli ai risarcimenti sui danni a persone e delle disposizioni che penalizzavano gli autoriparatori, come il divieto di cessione del credito da parte del danneggiato e gli “incentivi” a far effettuare le riparazioni in officine convenzionate con le compagnie. Ma per ora si tratta solo di novità “futuribili”, che attendono il vaglio del Senato.

Il certificato di proprietà

Lunedì 5 ottobre è scattata la dematerializzazione dei certificati di proprietà: tutti i veicoli nuovi e quelli usati su cui sarà annotata una variazione nei dati relativi alla proprietà non hanno più il documento cartaceo e fanno fede i dati contenuti nell’archivio Pra, che resta invariato così come le tariffe a carico degli utenti e tutte le norme su compravendite, ipoteche eccetera. I vantaggi sono che il Pra risparmia costi e il cittadino non rischia più di smarrire il certificato.

(di Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore)

AIA, nasce l’Archivio informatico Integrato Antifrode per l’Rc Auto

L’AIA elabora, come spiegato dall’IVASS, per ciascun sinistro Rc Auto, un indicatore di potenziale rischio di frode. In una fase avanzata, servirà per monitorare l’attività antifrode svolta dalle imprese di assicurazione
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AIA – L’IVASS annuncia l’entrata in vigore dal 30 luglio di AIA, Archivio informatico Integrato Antifrode, in ambito rc-auto. Si tratta di uno strumento funzionale alla prevenzione e al contrasto delle frodi assicurative nel settore della responsabilità civile autoveicoli.

In sostanza, in base alle informazioni ricevute, l’AIA elabora, per ciascun sinistro Rc Auto, un indicatore di potenziale rischio di frode. Per ora queste informazioni riguarderanno banca dati sinistri, anagrafe testimoni e anagrafe danneggiati, banca dati dei contrassegni assicurativi, archivio nazionale dei veicoli, anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, pubblico Registro Automobilistico e Ruolo dei periti assicurativi. In una seconda fase, invece, confluiranno nell’AIA altre basi dati che renderanno disponibili infomarzioni riferite prevalentemente ai soggetti coinvolti direttamente o indirettamente nei sinistri, così ampliando la base informativa su cui elaborare l’indicatore di potenziale rischio di frode.

Ciò che è certo è che verranno sviluppate apposite funzionalità per il monitoraggio dell’attività antifrode svolta dalle imprese di assicurazione.

R.C. AUTO – Risarcimento diretto, spese legali risarcibili se sussiste un nesso causale tra sinistro e spesa

Spese legali nei sinistri       In tema di responsabilità civile automobilistica e, segnatamente, di danni consistenti in spese erogate a professionisti di cui il danneggiato si sia avvalso per ottenere il risarcimento del danno, quel che rileva, ai fini della risarcibilità, è unicamente la sussistenza di un valido e diretto nesso causale tra il sinistro e la spesa. Lo ha affermato il giudice di legittimità con sentenza del 29 maggio 2015, n. 11154 relativa ad una controversia insorta a seguito del mancato pagamento da parte dell¿assicuratore, in sede di liquidazione del danno materiale, delle spese legali sostenute dal danneggiato a fronte di un sinistro stradale nell¿ambito di una richiesta di risarcimento diretto.

Rc Auto, la scatola nera rimane senza regole

Scatola-Nera-3-Imc                       Tre milioni e mezzo di scatole nere installate sulle automobili, con l’obiettivo di ridurre il costo delle polizze Rc Auto, non hanno più regole cui fare riferimento. Il Tar del Lazio ha infatti annullato l’unico regolamento dei ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico che, con un regolamento congiunto, avevano dato attuazione al decreto liberalizzazioni emanato nel 2012 dal governo Monti. Il decreto, convertito in legge nel luglio del 2013, prevedeva sconti significativi per i clienti che decidevano di farsi montare a bordo dell’automobile dispositivi in grado di monitorarne i movimenti e stabiliva che i costi di installazione, di disinstallazione o di trasferimento sarebbero dovuti rimanere a carico delle compagnie di assicurazione. Ma allo stesso tempo prevedeva che a dare attuazione alle norme dovesse essere un decreto interministeriale, chiamato a fissare gli standard tecnici dei dispositivi.

A distanza di due anni quei meccanismi hanno avuto rapida diffusione in Italia, tanto che oggi il Paese vanta il primato europeo per la presenza di scatole nere sulle automobili. Ma nel frattempo il Tar ha stabilito che il provvedimento dei ministeri di Trasporti e Infrastrutture e dello Sviluppo Economico è da considerare nullo. Così oggi non c’è più una legge cui fare riferimento e già da domani in teoria le assicurazioni potrebbero decidere per esempio di far pagare ai clienti i costi di installazione delle scatole nere o anche di non rinnovare gli sconti applicati finora.

A ricorre al tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento del regolamento interministeriale era stata ad aprile del 2013 la Semplicemente srl, nel frattempo trasformatasi in spa e quotata al Marché Libre di Parigi. La società guidata da Ettore Sforza, produttrice di dispositivi elettronici di rilevazione delle automobili, aveva eccepito in particolare che il decreto si era limitato a disciplinare le funzioni delle sole scatole nere, tagliando fuori dal mercato tutti gli altri dispositivi similari, meno costosi e proprio per questo in grado potenzialmente di incidere di più sul calo delle tariffe Rc Auto. Posizione, tra l’altro, condivisa dalla stessa Ania, visto che l’associazione delle assicurazioni presieduta da Aldo Minucci ha nel frattempo presentato al Tribunale una propria memoria con cui ha in parte accolto la linea della Semplicemente. E alla fine il Tar del Lazio ha deciso di annullare il decreto dei ministeri per «eccesso di potere, illogicità, travisamento e carenza di istruttoria», oltre che per «violazione del principio di proporzionalità».

A questo punto, come detto, il settore resta senza regole. Visto che, tra l’altro, il disegno di legge sulla concorrenza, preparato dall’attuale governo per regolamentare l’Rc Auto (scatola nera e meccanismi equivalenti compresi), non è stato ancora votato dal Parlamento. La prossima settimana il ddl dovrebbe approdare in commissione Finanze e Attività Produttive della Camera, ma l’iter per il via libera definitivo è ancora lungo.

 

(Autore: Anna Messia – Milano Finanza)

CNA: i carrozzieri dicono no alle convenzioni assicurative che sviliscono la categoria

CNA REGGIO EMILIA  Nel corso dell’assemblea organizzata da CNA il 6/2/15 a Reggio Emilia i carrozzieri hanno ribadito la loro opposizione alle lobby assicurative che spingono per le convenzioni

Categoria degli autoriparatori reggiani unita per contrastare le convenzioni assicurative in materia Rc Auto e difendere la libertà di scelta del consumatore, facendo valere il vantaggio della territorialità e delle riparazioni a regola d’arte. È quanto emerge dall’Assemblea pubblica promossa da CNA Servizi alla Comunità, alla quale hanno partecipato una cinquantina di carrozzerie, circa un terzo delle imprese presenti in tutta la provincia reggiana.

Al centro del dibattito la volontà delle imprese di arginare il potere delle lobby assicurative che, come spiega il Presidente provinciale CNA Servizi alla Comunità Andrea Corti: “hanno come unico obiettivo quello di massimizzare i profitti a discapito della libertà e dell’interesse del consumatore e delle imprese di riparazione, troppo spesso costrette, per sopravvivere, a subire contratti di convenzioni che mirano unicamente a risparmiare sulla riparazione del sinistro trascurando la qualità del lavoro svolto e costringendo gli autoriparatori a lavorare sottocosto. È arrivato il momento di essere uniti e di non svendere la professionalità”.
Diverse le linee d’azione che l’Associazione ha deciso di mettere in campo con l’approvazione dei partecipanti all’assemblea: “Abbiamo deciso di impostare una campagna informativa per gli automobilisti – continua il Presidente Andrea Corti – per spiegare il giusto rapporto con le assicurazioni e il ruolo delle carrozzerie, in particolare comunicando che, in caso di sinistri, non c’è l’obbligo di rivolgersi alle carrozzerie indicate dall’assicurazione, come ribadito anche dal nostro ospite l’Avv. Davide Martinelli. Inoltre, è stato deciso di non aderire al contratto Auto Presto e Bene per 4 mesi, di iniziare una raccolta dati presso le carrozzerie sulla gestione dei loro sinistri per i prossimi due mesi, per valutare al meglio e con risultati alla mano come procedere con le compagnie assicurative”.
Da CNA Servizi alla Comunità Emilia Romagna arriva poi la proposta, illustrata dal responsabile regionale dell’Unione Daniele Dondarini, di dotarsi della certificazione del costo orario aziendale per l’autoriparazione, un documento rilasciato da un ente terzo, trasparente e imparziale, che ha validità in caso di contenzioso e permette di non dover lavorare sottocosto, in quanto il costo orario è calcolato a partire dai dati di bilancio di ciascuna azienda.
La misura si rende necessaria perché uno dei punti dolenti delle convenzioni assicurative è sicuramente l’abbassamento della tariffa oraria media (come forma di risparmio dell’assicurazione, non del cittadino) al di sotto del proprio costo aziendale.
E’ un elemento molto pericoloso che CNA intende contrastare perché potrebbe favorire l’agire fuori dalle regole, con conseguenze negative in termini di sicurezza (dovuta a un’eventuale minore qualità degli interventi) e di legalità.

Renzi vuole riformare l’ Rc Auto come prova da tempo la senatrice Vicari

matteo renzi

Così Renzi vuole riformare la RcAuto

Queste le prime indicazioni contenute nel ddl Concorrenza

In rampa di lancio la riforma della Rc Auto, che riprende le novità che già l’esecutivo Letta aveva tentato di introdurre nel dicembre 2013 e stralciate a sorpresa all’ultimo minuto. Dopo poco più di un anno il governo di Matteo Renzi (nella foto) è pronto a riaprire la questione, con il chiaro obiettivo di ridurre le tariffe italiane, che restano le più care d’Europa. Nelle bozze del disegno di legge sulla Concorrenza, consultate da MF-MilanoFinanza, c’è un intero capitolo dedicato alle assicurazioni. Il provvedimento cerca di premiare con prezzi più bassi gli automobilisti più trasparenti, ma anche di soddisfare le ripetute richieste degli assicuratori, che da tempo imputano alle numerose truffe gli alti prezzi delle polizze italiane.

Tra le novità contenute nella bozza c’è la previsione di una serie di sconti obbligatori, che le imprese si impegnano a riconoscere ai clienti in determinati casi. Per esempio, quando l’automobilista rinuncia in partenza alla cedibilità del diritto al risarcimento dei danni di eventuali sinistri subiti, senza il consenso dell’assicuratore. Lo scopo è frenare l’espansione del mercato dei sinistri Rc Auto, che ha fatto lievitare i costi dei risarcimenti facendo aumentare quelli delle spese legali. Inoltre, la bozza di ddl prevede che lo stesso sconto sia riconosciuto anche a chi accetta di sottoporre il veicolo a ispezione e a quanti siano favorevoli all’installazione a bordo di scatole nere o similari. Il nuovo testo prevede che i costi di installazione siano a carico del cliente e non più della compagnia, ma anche che la riduzione di premio praticata al cliente sia superiore agli eventuali costi di installazione, funzionamento o portabilità. Insomma, alla fine, il saldo tra costi e risparmi dovrà essere favorevole all’assicurato, e la scatola nera avrà valore probatorio. Ma c’è di più.

La grande novità prevista in bozza è che lo sconto dovrà essere riconosciuto anche ai clienti che accettino il risarcimento in forma specifica, ovvero la possibilità, in caso di danno subito, di riparare l’automobile in una carrozzeria convenzionata con la compagnia. Riparazione su cui le assicurazioni dovranno riconoscere non meno di due anni di garanzia. E una riduzione di prezzo dovrà essere riconosciuta ai clienti che si impegnino a fornire, in caso di sinistro, informazioni relative al soggetto che procede alla riparazione, «stabilendo un termine massimo per consentire all’assicurazione di effettuare le opportune verifiche finalizzate alla stima del danno prima che le riparazioni siano effettuate».

Il documento prevede anche un’altra novità a lungo attesa dalle compagnie: entro tre mesi dall’approvazione del ddl Concorrenza dovrà arrivare anche la firma del presidente della Repubblica sulla nuova tabella unica nazionale per i risarcimenti delle macrolesioni. Novità attesa da anni e la cui applicazione, secondo l’Ania, porterebbe a una riduzione media del prezzo delle polizze di almeno il 3%. Nella bozza è contenuta infine la revisione dell’obbligo per gli intermediari di presentare ai clienti almeno tre preventivi Rc Auto, accusato di aver fatto lievitare i costi senza dare benefici ai clienti. Secondo quanto previsto nella bozza gli intermediari dovranno mostrare ai clienti i prezzi di mercato collegandosi al sito web dell’Ivass che confronta le offerte, ma non ci sarà più obbligo di rilasciare documentazione scritta, con risparmio di costi.

(Autore: Anna Messia – Milano Finanza)

Rc Auto. Premi ridotti per chi accetta la verifica preventiva Il sistema della scatola nera

Sen. Simona Vicari SENATRICE DELLA REPUBBLICA - NUOVO CENTRODESTRA - SOTTOSEGRETARIO DI STATO AL MINISTERO PER LO SVILUPPO ECONOMICO

Simana Vicari

ROMA Sconti per gli assicurati virtuosi che sottopongano a ispezione preventiva il veicolo o installino le «scatole nere» su autovetture ma anche «due ruote».Torna la riforma della Rc Auto che era stata stralciata dal decreto Destinazione Italia dal governo Letta.

L’esecutivo Renzi potrebbe varare nel prossimo Consiglio dei ministri la nuova disciplina che è stata curata dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari (Ncd), come decreto o più probabilmente come parte del disegno di legge sulla Concorrenza.
«Va abbandonata la logica degli sconti predeterminati e dell’imposizione di fatto di alcuni strumenti su tutto il territorio nazionale che avrebbe fatto lievitare i costi del sistema» dice Vicari, che aveva messo a punto anche la precedente riforma.
Così, ad esempio, le compagnie potranno (e non dovranno) proporre agli assicurati l’ispezione preventiva del veicolo, ma se le due volontà s’incroceranno, sarà obbligatorio fare uno sconto a chi aderisce. Allo stesso modo le imprese potranno offrire l’installazione delle «scatole nere» a carico proprio, e avranno l’obbligo di ridurre il premio in misura minima prefissata e di accettare i risultati delle registrazioni come prova in giudizio. Le «black box» verranno proposte anche per le moto. Sarà data facoltà all’impresa assicurativa di avvalersi del risarcimento in «forma specifica» per i danni ai veicoli: la riparazione al posto del risarcimento pecuniario.
La stessa compagnia potrà proporre al cliente, alla stipula del contratto, il divieto di cessione del diritto di risarcimento con conseguente riduzione del premio. Nei contratti dovrà essere chiaro come cambierà il premio in caso di bonus e di malus. Salta del tutto l’obbligo, previsto nel testo del governo Letta, di proporre clausole contrattuali per l’assicurato che prevedano prestazioni di servizi medico-sanitari e che comportino riduzione del premio. Così come non è più all’esame la decadenza del diritto di risarcimento in caso di richiesta presentata oltre 90 giorni dal fatto dannoso.
Si sta lavorando infine all’aumento dei massimali minimi obbligatori per gli autobus che però, avverte Vicari, non si tradurranno in un aumento dei premi.
Secondo il sottosegretario, «è giunto il momento di dare tempi certi per l’adozione da parte del governo della tabella unica nazionale per le macrolesioni», che le compagnie attendono da anni, e la cui applicazione, secondo l’Ania, porterebbe una riduzione del prezzo delle polizze di almeno il 3% in media.
Ma mentre il governo lavora alla sua riforma Rc Auto, avanza una proposta di legge d’iniziativa popolare, promossa da alcuni deputati del Pd campano, Leonardo Impegno e Valeria Valente, che punta all’applicazione di una tariffa unica su tutto il territorio nazionale. Le imprese assicurative dovrebbero far pagare il premio più basso previsto a tutti i contraenti e assicurati che non abbiano denunciato sinistri negli ultimi cinque anni, a prescindere da dove risiedano.
L’iniziativa mira a combattere l’elevato prezzo delle polizze nei territori in cui si registra il più elevato tasso di incidentalità e di frodi assicurative. La proposta di legge, bocciata dall’Ania, viene considerata contraria ai principi comunitari dal sottosegretario Vicari.
L’idea viene promossa da Gilberto Muraro, professore emerito di Scienza delle finanze, all’Università di Padova nel sito lavoce.info .
«Oltre che più giusto — scrive Muraro —, il bonus-malus uniforme sarebbe socialmente più conveniente, sotto due profili: eliminerebbe i numerosi casi di residenze di comodo e diminuirebbe il numero degli incidenti, sostituendo un più forte incentivo individuale a quello misto dell’attuale sistema» che si basa sul bonus-malus (incentivo individuale) e le differenze territoriali (incentivo collettivo).
Antonella Baccaro

Corriere della Sera
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I carrozzieri di CNA, Confartigianato e Casartigiani a Roma per presentare la loro proposta di legge

I carrozzieri di CNA, Confartigianato e Casartigiani a Roma per presentare la loro proposta di legge

02/10/2014 | I Carrozzieri di Cna, Confartigianato e Casartigiani hanno presentato a Roma una proposta di legge per modificare le norme in materia di Rc auto. Ecco i punti principali

Carrozzieri da tutta Italia si sono ritrovati a Roma  per presentare la proposta di legge unitaria per la modifica delle norme in materia di Rc Auto.

Negli ultimi 10 anni, tra marzo 2004 e marzo 2014, in Italia, i prezzi delle assicurazioni sui mezzi di trasporto sono aumentati del 27,9%, più del doppio rispetto al 13,6% di aumento medio registrato in Europa. Per i tedeschi i rincari si sono fermati all’8% e addirittura i francesi hanno speso soltanto il 6,6% in più. A denunciare la corsa delle tariffe Rc auto sono i Carrozzieri di Cna, Confartigianato e Casartigiani che a nome delle 18.672 imprese artigiane di carrozzeria attive in Italia, hanno presentato a Roma una proposta di legge per modificare lenorme in materia di Rc auto contenute nel Codice delle assicurazioni private.

“In questi anni – hanno sottolineato i Presidenti delle tre Associazioni, Franco Mingozzi (Cna Autoriparazione), Silvano Fogarollo (Carrozzieri Confartigianato), Mario Coltelli (Casartigiani Autoriparazione) – si sono susseguiti tentativi di introdurre norme in materia di Rc auto che avrebbero leso i diritti dei consumatori e alterato le regole della libera concorrenza nel settore dell’autoriparazione. E’ ora di cambiare per ristabilire, una volta per tutte, corretti rapporti tra cittadini, assicurazioni, imprese di riparazione. Chiediamo regole chiare per raggiungere una serie di obiettivi: abbassare le tariffe Rc auto, garantire ai consumatori il diritto di scegliere il carrozziere di fiduciaper la riparazione dei danni, assicurare libertà di concorrenza nel mercato della riparazione, tutelare la qualità delle riparazioni e la sicurezza della circolazione stradale”.

Nel dettaglio, la proposta di legge di cui i Carrozzieri sollecitano la presentazione in Parlamento è composta da5 articoli che puntano a riequilibrare il rapporto tra consumatori, assicurazioni, carrozzieri. Un rapporto oggi fortemente sbilanciato a vantaggio delle Compagnie di assicurazione.

Le Associazioni dei Carrozzieri chiedono quindi che, in caso di incidente, l’assicurato sia libero di scegliere la carrozzeria cui affidare la riparazione che deve essere eseguita nel rispetto della conformità con gli standard dei costruttori. Se l’incidente ha compromesso la sicurezza del veicolo, i carrozzieri chiedono che sia prevista la revisione dell’auto riparata.

Altro punto della proposta di legge riguarda l’obbligo della fatturazione di tutti gli interventi riparativi. La fattura deve essere analitica e deve specificare tempi e modalità di riparazione e ricambi utilizzati, anche al fine di poter ‘tracciare’ l’intervento per combattere le frodi assicurative.

Inoltre, nella proposta di legge si prevede l’utilizzo pieno della cessione del credito, inteso quale diritto e opportunità previsti dalle leggi vigenti. Con la cessione del credito si permette, inoltre, all’automobilista di ricevere la riparazione in forma specifica, recandosi presso la carrozzeria che ha scelto liberamente, senza esborso anticipato di danaro.

Per difendere la concorrenza nel mercato dell’autoriparazione, le norme sollecitate dalle Associazioni dei Carrozzieri prevedono che non sia concesso alcun vantaggio alle carrozzerie convenzionate con le assicurazioni né prevista alcuna penalizzazione per i carrozzieri indipendenti.

E, ancora, gli automobilisti dovranno ricevere il risarcimento integrale dei danni subiti, compresi i servizi aggiuntivi e complementari della riparazione quali, ad esempio, il soccorso stradale e l’auto di cortesia durante il periodo della riparazione.

La proposta di legge prevede altresì l’abrogazione della disciplina del risarcimento diretto e del suo Regolamento, in coerenza con la sentenza della Corte costituzionale n° 180/2009 che ne ha decretato la facoltatività e anche in considerazione del suo fallimento in termini di riduzione dei premi assicurativi. Infine, le Associazioni dei Carrozzieri chiedono che sia garantita la terzietà e indipendenza del perito assicurativo.

Assicurazioni: arriva cervellone informatico anti-furbetti dei falsi incidenti

verniciatura all'aperto  ROMA – Assicurazioni: arriva cervellone informatico anti-furbetti dei falsi incidenti. Tempi duri, si spera, per i “furbetti” delle assicurazioni, chi ci marcia sugli incidenti finti o gli infortuni simulati: banca dati unica e incrocio intelligente delle informazioni individueranno in anticipo i soggetti a rischio, ogni sinistro sarà contrassegnato da unindicatore di anomalia. Per dire, si saprà prima quante volte un soggetto ha testimoniato in cause assicurative. In teoria, una gestione più efficiente nell’individuazione delle frodi, potrebbe portare alla diminuzione del costo delle polizze Rc Auto, visto che le compagnie assicurative hanno sempre attribuito i suoi alti costi al livello altissimo dei comportamenti fraudolenti.

Il Garante per la privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto per l’istituzione e il funzionamento dell’“archivio informatico integrato” contro le frodi assicurative. In base alla bozza di regolamento, predisposto dal ministro dello Sviluppo economico e dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il nuovo archivio – ricorda la Newsletter dell’Autorità – sarà istituito presso l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Ivass) per fornire dati alle imprese di assicurazione (per la valutazione del livello di anomalia di ogni sinistro e per la loro liquidazione) e agli altri soggetti previsti dal regolamento come autorità giudiziaria e forze di polizia (per finalità antifrode).

L’Ivass raccoglierà in un unico database le informazioni di numerose banche dati come quella dei sinistri, l’anagrafe testimoni e l’anagrafe danneggiati (già istituite presso l’Ivass), della banca dati dei contrassegni assicurativi, dell’archivio nazionale dei veicoli, dell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida e del Pra (Pubblico registro automobilistico), della banca dati contenente le informazioni relative al ruolo dei periti assicurativi. All’archivio informatico integrato confluiranno anche le informazioni sull’installazione e attivazione delle cosiddette “scatole nere”, raccolte a fini antifrode.

Dai dati raccolti, l’Ivass sarà in grado di calcolare per ogni sinistro un cosiddetto “indicatore di anomalia” sul rischio di fenomeni fraudolenti, per poi comunicarlo alle imprese di assicurazione coinvolte. L’Autorità, prima del via libera, considerando i potenziali rischi per la privacy di un progetto così ampio, ha indicato agli uffici competenti adeguate tutele poi inserite nella bozza di decreto. In particolare il Garante ha richiesto che vengano utilizzati solo dati pertinenti e non eccedenti, oltre che espressamente individuati, rispetto alle specifiche finalità perseguite dall’Ivass con questa iniziativa. Dovranno inoltre essere individuati con precisione tempi e modalità di conservazione dei dati. Particolari misure, infine, dovranno essere adottate per garantire la sicurezza dei dati, anche in fase di trasmissione e conservazione.

Frodi, incidenti, tasse: ecco perché l’Rc auto in Italia è più cara che nel resto d’Europa

l’Rc auto in Italia è più cara che nel resto d’Europa Le polizze assicurative per auto e moto in Italia sono le più care d’Europa. A mostrarlo è uno studio del Boston Consulting Group in collaborazione con Ania, che rivela come i prezzi dell’assicurazione Rc Auto in Italia siano mediamente superiori agli altri principali Paesi europei di 213 euro.

cache_2428433169   Caro Rc auto – Confronto sul mercato RCA in Europa Il nostro Paese si caratterizza per la frequenza di incidenti e il costo medio di risarcimento più elevati tra i principali Paesi europei. In particolare, la frequenza di sinistri in Italia è del 7,9% contro il 6,6% della media europea. I dati evidenziano che questa voce determina più della metà dello spread tra il costo medio assicurativo in Italia e quello europeo.

Valentina Brini

Vedi il report: RCA-in-Europa

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Il pacchetto Rc auto scompare durante l’iter parlamentare

Commissione Finanze Camera Imc  Marcia indietro alla Camera

È rimasta nel titolo del provvedimento, ma è la grande assente: la «riduzione dei premi Rc auto» era una delle parti di maggior impatto popolare e mediatico del decreto legge Destinazione Italia, ma è stata stralciata (cancellando l’articolo 8) in commissione Finanze della Camera (nella foto) perché conteneva misure tanto contestate da mettere a rischio la conversione in legge dell’intero decreto legge. Così, per i veicoli, in Destinazione Italia sono rimaste solo due novità minori: la “legalizzazione” dell’uso saltuario su strada dei carrelli elevatori e la possibilità di svolgere attività di noleggio con conducente anche con risciò a pedali (un’iniziativa che dovrebbe decollare a Milano per Expo 2015).

Sulla Rc auto, dopo lo stralcio, regna l’incertezza. Lo pensano tutti i protagonisti dello scontro che ha affossato il pacchetto di Destinazione Italia. Ma da questo si dovrà partire per il prossimo intervento in materia, che appare inevitabile: il caro-polizze è il motivo principale che porta 3,8 milioni di veicoli (circa il 10% del parco circolante italiano effettivo, anche se la cifra va depurata almeno dai motocicli non utilizzati in inverno) a non essere assicurati. Il pacchetto prevedeva sconti minimi obbligatori a chi avesse accettato di far montare la scatola nera a bordo (7%), di far riparare il veicolo incidentato a un’officina convenzionata con la compagnia (5%), di rinunciare a cedere al riparatore il credito vantato verso la compagnia per il risarcimento (4%) e a farsi curare le lesioni riportate in un incidente da medici di fiducia dell’assicurazione (7%). Misure oggetto di critiche (alcune giuridicamente fondate) per la lesione di diritti del danneggiato e interessi di tutti gli operatori del mondo che ruota attorno all’Rc auto (compagnie, riparatori, avvocati, periti, patrocinatori, medici) e perché difficilmente non bastano a tagliare i costi di risarcimento (che fanno aumentare le tariffe, quindi gli sconti diventano poco utili).

Perplessità anche su altre novità come la stretta antifrode che taglia va da due anni a 90 giorni il tempo per chiedere il risarcimento, escludeva le testimonianze di persone non identificate al momento del sinistro, costringeva i giudici a segnalare ai pm i “testimoni abituali” e dava piena prova ai dati della scatola nera. Ma accanto a queste misure ce n’erano due certamente utili: il raddoppio (da cinque a io milioni di euro) del massimale minimo obbligatorio per il quale vanno assicurati i bus (autoveicoli con più di nove posti) e l’inserimento della mancata copertura copertura Rc auto tra le infrazioni accertabili pure da remoto (controlli automatici già previsti, per esempio, dall’articolo 201 del Codice della strada per eccesso di velocità, passaggio col rosso, transiti abusivi in Ztl e corsie preferenziali).

Ciò ritarda l’approvazione degli apparecchi di controllo da parte del ministero delle Infrastrutture (saranno in buona parte quelli stessi già usati per le altre infrazioni) e fa sì che le black list dei veicoli non assicurati siano utilizzabili solo come “precursori“: le forze dell’ordine possono solo usare comuni lettori di targhe che s’interfacciano con la lista e segnalano a una pattuglia ap postata a valle il transito di un veicolo compreso in essa. Gli agenti provvederanno alla classica contestazione controllando direttamente i documenti. Il 16 febbraio la Motorizzazione ha diramato alle forze dell’ordine per la prima volta la lista, come prevedeva il Dl 1/2012. L’elenco sarà aggiornato mensilmente. Il giorno 1 di ogni mese partirà una lettera a chi risulta non assicurato avvertendolo che, se non prowederà il giorno 15, verrà aggiunto o mantenuto nella prossima lista. Ciò non comporta conseguenze immediate, per cui chi non circola non ha nulla da temere. Ricordiamo, però, che è circolazione anche il tenere il veicolo parcheggiato in strada, quindi occorre tenerlo in un’area privata.

Autore: Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore Supplemento

Pacchetto Rc auto – Carrozzieri, periti e medici in rivolta, compagnie quasi. Ma per risparmiare ci vorrà ben altro

quali sono i costi del sinistroSi capiva da subito che il nuovo pacchetto di novità sulla Rc auto appena entrato in vigore col Dl Destinazione Italia avrebbe suscitato molte reazioni: il principio cui si ispira è la forfettizzazione del risarcimento, per cui di fatto mette intere categorie (carrozzieri, medici e periti) in una posizione di dipendenza dalle compagnie assicurative. E infatti, dopo i primi comunicati di protesta (non tanti quanti era lecito attendersi, per la verità), è stata indetta una giornata nazionale di mobilitazione per sabato prossimo, 11 gennaio. Sul Sole 24 Ore di oggi approfondisco un po’ i motivi della loro protesta.

Sono tutti contro le compagnie e lamentano che il pacchetto sia troppo sbilanciato verso i loro interessi. Ma anche le assicurazioni stesse hanno qualcosa da lamentare: la norma le obbliga a praticare sconti non inferiori a una certa soglia (per esempio, il 7% a chi accetta di farsi montare la scatola nera), cosa che tarpa la libertà d’impresa. Curiosamente, è la stessa cosa che dicono i carrozzieri contro il risarcimento in forma specifica, fortemente voluto dalle compagnie per tagliare i costi delle riparazioni.

Il fatto è che della libertà d’impresa c’è bisogno come il pane, ma in un sistema dove il consumatore ha la possibilità di giudicare in prima persona il modo in cui ciascuna impresa lavora. Ma, nel caso di una riparazione, che cosa può giudicare un normale cittadino? Quanti sanno capire se una lamiera è stata raddrizzata bene invece di riempire le deformazioni con lo stucco? Quanti riescono a capire se i nuovi pezzi montati dal carrozziere sono davvero di qualità?

Un sistema del genere, prima ancora che di libertà d’impresa, ha bisogno di periti di qualità e fuori dai giochi per fare le valutazioni nell’interesse dei consumatori e per evitare frodi (di carrozzieri e danneggiati) da una parte e ingiustificati risparmi delle assicurazioni dei risarcimenti dall’altra.

Ma chi li pagherebbe? Per le compagnie è più comodo istituire un sistema a forfait, che marginalizza i periti, utilizzandoli solo quando serve all’assicurazione stessa, che li paga quanto vuole per far fare loro ciò che vuole. E non è detto che in queste volontà delle compagnie ci sia una riduzione delle frodi: il sistema attuale del risarcimento diretto è tale da scoraggiare l’attività antifrode sui piccoli sinistri, perché la compagnia che li liquida riceve un rimborso a forfait anche superiore a quanto paga, quindi ci guadagna. In pratica, c’è una camera di compensazione centrale che media tutto, creata su volere dell’Antitrust per incoraggiare (almeno in teoria) la concorrenza, facendo in modo che le compagnie non abbiano l’una i dati sensibili dell’altra. Per funzionare, il sistema deve prevedere il rimborso fisso, indipendente dalla cifra realmente liquidata, che deve restare segreta.

In teoria, il rimborso fisso serviva a fare in modo che la compagnia (che, nel risarcimento diretto, dà i soldi al suo cliente e quindi ha interesse ad accontentarlo, tanto poi viene rimborsata dal sistema) non largheggiasse. Ma questo vale per i sinistri con danni superiori al valore fisso del rimborso: per quelli inferiori, la compagnia incassa più del liquidato. L’esperienza ha dimostrato che quest’ultima circostanza è frequente e porta il sistema ad essere inefficiente, facendo passare qualsiasi risarcimento – anche gonfiato – sia inferiore alla soglia del rimborso fisso.

Se non si metterà mano a questo sistema, gli sconti minimi imposti dal pacchetto Rc auto del Dl Destinazione Italia rischiano di applicarsi a prezzi sempre più alti e dunque di essere inutili. Mi risulta che al ministero dello Sviluppo economico stiano già lavorando a una riforma del sistema, in gran segreto com’è giusto che sia. Non ci resta che augurare loro buon lavoro. Ce n’è bisogno, perché dovranno varare norme davvero decisive per cambiare il sistema, contrariamente a quelle contenute in Destinazione Italia.

Ce la faranno?

Maurizio Caprino

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RC AUTO: FEDERCARROZZIERI, GOVERNO METTE VITTIME DELLA STRADA IN MANO A ASSICURAZIONI

“Terribilmente negativa per automobilisti e riparatori”: così Federcarrozzieri definisce la riforma Rc auto voluta dal Governo Letta. “Sta tutto scritto – è la denuncia – nel decreto Destinazione Italia creato dal Consiglio dei ministri. Dietro la pressione dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni), il ministero dello Sviluppo economico vuole a tutti i costi che questo decreto diventi realtà, e venga poi approvato dal Parlamento”. “Il decreto – spiega Federcarrozzieri – mette l’automobilista, vittima di un incidente stradale, nelle mani dell’Assicurazione. Che stabilisce come quando quanto dove e perché risarcire il proprio cliente. Il primo ‘trucchetto’ è semplice: si chiama risarcimento in forma specifica. Con la conseguenza che la vittima viene dirottata verso il carrozziere convenzionato con la Compagnia. Un riparatore costretto a lavorare con manodopera e ricambi imposti dall’Assicurazione, a discapito di qualità e sicurezza. Il secondo ‘trucchetto’ è l’abolizione della cessione del credito: l’automobilista non potrà più delegare il carrozziere a fare una battaglia legale con l’Assicurazione. Questa se la vedrà direttamente con la vittima. Che in materia di Rca e risarcimenti sa poco o nulla”. Contro un “decreto che taglia fuori i carrozzieri indipendenti, e che offende le vittime della strada”, Federcarrozzieri lancia una mobilitazione generale, sabato 11 gennaio alle ore 10, allo Zan Hotel di Bologna. Due obiettivi: uno, presentare proposte di modifica al decreto di riforma Rca; due, organizzare immediate e lecite iniziative di lotta e di contrasto.

Riforma Rc auto: protesta carrozzieri a Roma il 15 gennaio

Per protestare contro la riforma assicurativa, Federcarrozzieri si mobilita. E svela a SicurAUTO.it una ricetta vincente per la Rca

 
carrozziere

Chi ha seguito SicurAUTO.it negli scorsi mesi, lo sa bene: il settore Rca sta per essere rivoluzionato. E contro la riforma voluta dal Governo Letta, attraverso il decreto Destinazione Italia, uno dei più tenaci oppositori (così come lo fu, con successo, contro l’Esecutivo Monti), è Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri. Che giudica “terribilmente negativa per automobilisti e riparatori la riforma Rc auto voluta dal Governo Letta. Dietro la pressione dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni), il ministero dello Sviluppo economico vuole a tutti i costi che questo decreto diventi realtà, e venga poi approvato dal Parlamento“. Stando a Galli, “il decreto mette l’automobilista, vittima di un incidente stradale, nelle mani dell’Assicurazione. Che stabilisce come quando quanto dove e perché risarcire il proprio cliente“.

DUE STRADE, UN OBIETTIVO – Il primo punto che Galli contesta è la Rca che prevede il risarcimento in forma specifica. L’Assicurazione che intende avvalersi del risarcimento in forma specifica comunica entro il 20 dicembre di ogni anno all’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) l’entità della riduzione del premio prevista, in misura non inferiore all’8% della tariffa applicata da quella impresa su base nazionale. Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della futura legge, sentito l’Ivass, sono individuate le aree territoriali nelle quali sono applicate riduzioni del premio non inferiori al 12%. Con quale criterio? Peseranno il numero dei sinistri denunciati, l’entità dei rimborsi, il numero dei casi fraudolenti riscontrati dall’autorità giudiziaria. I dati sono desumibili anche dalla Banca dati sinistri, gestita dall’Ivass. In attesa che arrivi il decreto, si applicano le riduzioni dell’8%. Il danneggiato può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica, individuando un carrozziere diverso da quello indicato dalla Compagnia. La somma corrisposta a titolo di risarcimento non può superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, ed è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Insomma, se la riparazione dal tuo carrozziere ti costa di più (ricordiamo che la manodopora, molto bassa, verrà imposta dalle Compagnie ai carrozzieri fiduciari), la differenza ce la metti tu, di tasca tua. Quindi, non un risarcimento in forma specifica obbligatorio, ma poco ci manca. “Con la conseguenza – denuncia Galli – che la vittima viene dirottata verso il carrozziere convenzionato con la Compagnia. Un riparatore costretto a lavorare con manodopera e ricambi imposti dall’Assicurazione, a discapito di qualità e sicurezza. Il secondo ‘trucchetto’ è l’abolizione della cessione del credito: l’automobilista non potrà più delegare il carrozziere a fare una battaglia legale con l’Assicurazione. Questa se la vedrà direttamente con la vittima. Che in materia di Rca e risarcimenti sa poco o nulla“. Contro un “decreto che taglia fuori i carrozzieri indipendenti, e che offende le vittime della strada“, Federcarrozzieri lancia una mobilitazione generale, sabato 11 gennaio alle ore 10, allo Zan Hotel di Bologna. Per presentare proposte di modifica al decreto di riforma Rca; e per organizzare immediate e lecite iniziative di lotta e di contrasto.

QUALI SOLUZIONI, ALLORA? – Ma SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro, perché spesso è facile criticare e distruggere, senza essere propositivi: abbiamo allora chiesto a Galli qualcosa di più sul settore Rca.

C’è già spazio per un forte calo delle tariffe?
Certo. Mi baso su due dati. Il primo è un dato statistico dell’Istat: nel 2012, si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone. I morti (entro il 30° giorno) sono stati 3.653, i feriti 264.716. Rispetto al 2011, gli incidenti diminuiscono del 9,2%, i feriti del 9,3% e i morti del 5,4%. Tra il 2001 e il 2012 la riduzione delle vittime della strada è stata pari al 48,5%, con una variazione del numero dei morti da 7.096 a 3.653. Il secondo aspetto è che il parco circolante sta drammaticamente invecchiando: questo offre alla Compagnia la possibilità di risarcire poco. In funzione del valore della macchina: se questa costa meno, anche il rimborso è inferiore. Quelle poche vetture nuove sono tecnologicamente molto sicure, così anche i feriti sono diminuiti. Tutto questo è già più che sufficiente per far calare notevolmente il costo di una polizza. Eppure il premier Letta ha dato l’ok al decreto Destinazione Italia. Perché? Per fare un favore all’Ania, visto che la riforma Rca rispecchia le posizioni della Confindustria delle Assicurazioni“.

Ok, ma avete anche una vostra ricetta per migliorare il settore Rca, e per favorire la competitività e la trasparenza nell’àmbito riparazione auto?
Sì. Serve trasparenza con il consumatore, con l’assicuratore. L’idea è semplice: in caso di riparazione, si deve creare una cartella di rete o icloud dove inserire tutta la documentazione fruibile da tutti gli attori. Foto del danno e delle fasi della riparazione certificate e non alterabili, bolla di acquisto dei ricambi, cessione di credito, foglio firmato di noleggio, fattura analitica della riparazione, misurazione assetto pre e post, misurazione telaio pre e post, constatazione amichevole, libretto, polizza“.

Perché, a che serve?
A mettere a conoscenza tutti su tutto, senza segreti e senza inganni. La cartella rimane attiva per sempre e funge da carta d’identità della vettura: si evita l’esborso del danno più volte con una sola riparazione. La stessa cartella andrebbe creata dal carrozziere specialista anche nei casi di non riparazione e di riparazione in economia, per due motivi. Uno, per evitare che il danneggiato richieda di nuovo un risarcimento sullo stesso danno non riparato. Due, per rimettere in sicurezza vetture che normalmente non vengono riparate, ma che sono insicure per chi le guida e per chi le incontra in strada, aumentando l’esborso di danni fisici“.

di E.B.

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