TPA – Third Party Administration (significato)

I Periti Assicurativi assolvono a varie funzioni. Oltre alle perizie di rito per conto delle compagnie di assicurazioni, effettuano perizie di parte per carrozzerie e privati o per aziende che hanno auto o altri veicoli  in circolazione. C’è poi la funzione di CTU per il giudice o quella si Stimatore per i curatori fallimentari. In molti altri ambiti è richiesta una perizia ma spesso le competenze sia ampliano dando al Perito il compito di liquidare i danni per cui si diventa liquidatori o commissari d’avaria. La figura inglese del perito è quella del Loss Adjuster che compone la vertenza tra danneggiato e civilmente responsabile applicabile in tutti gli ambiti.

Ma le funzioni complete di un esperto in danni si esplicano nella figura del TPA, un tecnico o una struttura che si occupa della gestione completa del danno da quando si mette a rischio (polizza) a quando si definisce, con la gestione completa di tutte le fasi. Un vero e proprio ufficio sinistri simile a quello delle compagnie di assicurazione.

Si concretizza con l’ esternalizzazione contrattualizzata di tutte o determinate operazioni, con la garanzia di completa terzietà, indipendenza, nessun conflitto di interessi. Curandone gli aspetti contabili, rendicontativi,  consulenziali richiesti, in forza di un mandato formale di outsourcing, condivisione dei manuali operativi, service level description, service level agreement e tutto quanto necessario per definire  gli ambiti di intervento, i tempi di esecuzione e le rispettive responsabilità.

Tale servizio si è evoluto nella formula di matrice anglosassone in outsourcing di sinistri assicurativi sopra e sotto franchigia su scala globale, divenuta ormai valida alternativa al tradizionale claims management service & outsourcing nei danni.

TPA in Italia  e all’Estero

Le società che offrono il servizio di TPA sono ormai delle multinazionali perché lavorano su un mercato su mandato di una compagnia estera e la gestione dei sinistri in outsourcing, in tutte le sue declinazioni, permette loro di collaborare con gran parte delle imprese assicurative, sia operanti da anni su un determinato  mercato, sia  sia in fase di start up o nell’ambito del processo di ristrutturazione, concentrazione e globalizzazione per fare l’esempio del mercato assicurativo domestico.

L’approccio multinazionale e multidisciplinare, che contraddistingue queste società, ha inoltre indotto a sviluppare modelli gestionali avanzati anche su sinistri riguardanti rischi sottoscritti a livello internazionale (c.d. binder) per i quali è richiesto un servizio di TPA (tipico del Mercato anglosassone).

In Italia queste società sono una decina, come ad esempio Van Ameyde, Dekra Claims, Interfides, Avus, CED, Multiserass, Intereurope, Coris, Holme & Co. solo per citare le più grosse. Esiste poi una miriade di professionisti, studi e società più o meno grandi che svolgono gli stessi incombenti in vari rami e alcune realtà specializzate in rami specifici.  

 

 

Intervista al dott. Stefano Re, nuovo direttore di UCI Ufficio Centrale Italiano (Carta Verde)

Mappa dei paesi in cui è operativo il servizio Carta Verde. Si segnala il recente ingresso del Montenegro come Bureau autonomo, la richiesta di ingresso da parte di Kazhakhstan (prevista per il 2014), di Armenia e Georgia (in fase di analisi), mentre rimane sempre sospesa la questione Kossovo, che ha tutte le carte in regola salvo il riconoscimento da parte dell’ONU quale Stato indipendente.

Il dott. Silvio Lovetti, da molti anni Direttore dell’UCI, Ufficio Centrale Italiano, ha terminato l’attività ed il dott. Stefano Re, funzionario dello stesso ente, ne ha assunto le mansioni.
Cos’è l’UCI è la prima domanda che nasce spontanea.
L’UCI è un ente nazionale che opera dal 1953 quale ufficio italiano per la gestione della Carta Verde. Le sue attività sono disciplinate per legge in concerto con gli altri uffici nazionali europei ed extraeuropei detti Bureaux.
L’ Ufficio Centrale Italiano, UCI, è l’Ufficio Nazionale di Assicurazione per l’Italia per i veicoli a motore in circolazione internazionale.
Costituito nel 1953, opera come Bureau per l’Italia nell’ambito del sistema della Carta Verde istituito in Europa dal Sottocomitato dei Trasporti su strada della Commissione per l’Europa dell’ONU.
L’attività dell’UCI è disciplinata dagli articoli 125 e 126 del decreto legislativo 7 settembre 2005, numero 209 (Codice delle assicurazioni private ).
L’UCI si occupa principalmente di gestire le problematiche relative al risarcimento dei danni causati sul territorio italiano da veicoli immatricolati o registrati in Stati esteri che circolano temporaneamente in Italia. L’UCI è anche responsabile degli incidenti provocati all’estero da veicoli italiani, in relazione ai quali è tenuto a rimborsare gli omologhi uffici esteri.
Tutto questo avviene appunto sulla base di convenzioni stipulate con gli omologhi Uffici Nazionali di Assicurazione (Bureaux) costituiti negli altri paesi aderenti al sistema della Carta Verde.
L’UCI è abilitato a provvedere al risarcimento dei danni causati da veicoli esteri che temporaneamente si trovano sul territorio italiano, nella Repubblica di San Marino e nella Città del Vaticano.
L’impegno comporta per l’UCI l’obbligo di liquidare i danni e di pagare agli aventi diritto i relativi risarcimenti. Ha sede a Milano ed occupa circa 30 persone.
Chi sono i soci di UCI?
Sono le compagnie di assicurazione che esercitano il ramo auto in Italia, sia Italiane che estere, purché autorizzate. Quelle che lo sono da anni e quelle che vogliono entrare nel mercato che chiedono di essere soci provvisori per un anno, sottoscrivendo 1000 quote per 510 €, sino al perfezionamento della pratica, dopo l’autorizzazione diventano di diritto soci di UCI.
Con tutti questi soci, alle riunioni ci sarà un sacco di gente?
Una volta era così, oggi con 7 gruppi assicurativi che coprono il 92% del mercato, non c’è neanche bisogno che andiamo a fare le riunioni in un altro locale.
Quanti sinistri gestisce UCI ogni anno?
Sono circa 50.000, affidati alle varie compagnie o società mandatarie delle compagnie estere. Solo circa 3.000 sono gestiti direttamente da UCI e sono quelli che hanno alcune problematiche di gestione. O sono causati da veicoli esteri non assicurati o sono stati restituiti dalle varie società mandatarie.
Come si diventa società mandataria di una compagnia estera?
Anzitutto è necessario sottoscrivere una convenzione con l’UCI, impegnandosi a rispettare le norme a cui è sottoposto l’UCI e fornendo delle qualifiche e garanzie. Va poi contattata direttamente una compagnia estera non rappresentata per proporre la propria candidatura e sottoscrivere con essa un contratto per la gestione dei sinistri avvenuti in Italia con tale compagnia estera non rappresentata. Poiché il mandatario dovrà anticipare i risarcimenti ai danneggiati per conto della Compagnia estera, il contratto dovrà prevedere delle garanzie di ritorno dei capitali.
Ottenuto il mandato di una compagnia estera, questa segnalerà al proprio Bureau nazionale l’intenzione di nominare un mandatario in Italia. Tale richiesta nomina verrà comunicata ad UCI, dopodiché si sottoscrive un accordo con UCI per accettare le regole della procedura ed UCI a quel punto accetterà la nomina dandone conferma al Bureau estero.
Inoltre, ma qui l’UCI non è coinvolto, si può diventare mandatari anche per i sinistri occorsi ad un assicurato italiano con una compagnia estera avvenuta all’estero. Questi ultimi sono i sinistri regolati dalla IV direttiva Auto della Comunità Europea.
Quali sono i paesi che riconoscono la Carta Verde sono scritti sulle varie carte verdi presenti in ognuna delle nostre auto. Ma i confini sono stabili?
No, si era partiti negli anni 60 con alcune delle nazioni europee e ora siamo arrivati a tutto il continente. Le nuove frontiere sono quelle dei paesi dell’ex Unione Sovietica e dei Balcani. Nel 2009 quando è entrata la Russia pensavamo che avendo oltre 150.000 di veicoli avremmo avuto un forte impatto. Fortunatamente l’incremento è stato solo di 2000 sinistri.
Qual è il corrispettivo che una compagnia paga per la gestione di un sinistro?
La tariffa è del 15% del valore liquidato con un minimo di 200 € ed un massimo di 3.500. Ma è possibile, in base ai volumi gestiti o altri parametri di valutazione, che le società mandatarie e le compagnie estere si accordino diversamente.
Date anche un servizio di informazione all’utenza?
Questa attività era demandata per legge all’ISVAP che con le nuove regolamentazioni sta cedendo l’incarico alla CONSAP che è diventato organismo di indennizzo per tutti i sinistri. Noi diamo informazioni solo per i sinistri che derivano dalla gestione della Carta Verde. Non dimentichiamo che il servizio Carta Verde è nato come servizio privato e non pubblico. Anche dopo il 69 con l’RCA obbligatoria, la Carta Verde era facoltativa. Veniva venduta solo in alcune agenzia convenzionate ed ai posti di frontiera. Poi è stato fatto un accordo con le associazioni delle compagnie ed infine è stato regolamentato per legge.
Sul nostro sito è possibile trovare ulteriori informazioni sull’UCI: www.ucimi.it