Truffe alle assicurazioni, prosciolti tutti i 52 imputati

firenze_palazzo_di_giustizia_novoli6   Truffe alle assicurazioni, prosciolti tutti i 52 imputati 07 luglio 2016 19:06Cronaca Firenze Palazzo di Giustizia a Firenze (foto gonews.it) Pioggia di prescrizioni a Firenze: 52 imputati – cioè tutti – sono stati prosciolti dall’accusa di truffa alle assicurazioni realizzate col ‘classico’ metodo della simulazione di incidenti stradali. Di questi solo due andranno a processo, ma per altri reati collegati E’ quanto definito oggi al termine di una udienza preliminare-record durata circa due anni, mentre i fatti – decine di casi di sinistri inventati a Firenze – risalgono al periodo 2006, 2007 e inizio 2008. Coinvolti avvocati, medici legali, titolari di agenzie infortunistiche e personaggi che si prestavano a simulare praticamente gli incidenti attestando il falso. Parti civili, invece, tutte le compagnie assicurative più importanti. Oggi il gup Maria Dolores Limongi ha prosciolto nel merito sette imputati, medici legali, ma per tutti gli altri è scattata la prescrizione sul reato di truffa, considerato estinto per decorso del tempo. Troppo lontani i fatti. In ambiente forense si fanno rilevare alcuni fattori che avrebbero determinato la lunga durata del procedimento (apertura del fascicolo nel 2006): la quantità dei finti sinistri da ricostruire (con relative contestazioni); la complessità delle notifiche; avvicendamenti di pm titolari dell’inchiesta e dei gup; una calendarizzazione meno ‘urgente’ rispetto ad altre vicende. Tra i 52 imputati, comunque, ce ne sono due andranno a processo, ma per reati diversi dalla truffa. Sono un avvocato che esercita a Firenze e che è considerato il reale ‘promotore’ delle truffe e un uomo che lo supportava nell’attività dedicata ai falsi incidenti stradali. Insieme devono rispondere di riciclaggio, per aver impiegato soldi ottenuti dalle compagnie assicurative come risarcimenti dei danni fittizi. L’avvocato sarà anche processato per associazione a delinquere a fini di truffa alle assicurazioni, reato di rango più alto rispetto alla semplice truffa e quindi corredato da un tempo di prescrizione più alto. Per i due, l’inizio del processo è fissato il 6 giugno 2017 davanti al collegio della prima sezione penale del tribunale di Firenze. Fonte: ANSA Tutte le notizie di Firenze

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/07/07/truffe-alle-assicurazioni-52-prosciolti/
Copyright © gonews.it

Il soccorso stradale contrasterà  le frodi assicurative

truffa-assicurazioni La prevenzione delle frodi assicurative inizia dal soccorso stradale. IMA Italia Assistance è il primo gruppo che si è dotato in Italia di un protocollo antifrode. «In caso d’incidente stradale, attraverso la nostra centrale operativa h24, siamo in grado di aiutare il cliente nella compilazione della constatazione amichevole, di raccogliere i dati di sintesi dell’incidente, redigere una pre-dichiarazione del sinistro ed inviarla contestualmente alla compagnia assicurativa», spiega Nicola Albarino, responsabile rete fornitori di IMA Italia. «È un servizio a supporto dell’assicurato e della compagnia per una precisa definizione del sinistro che diventa elemento strategico per combattere la possibilità di frode: in meno di 48 ore la compagnia riceve foto e rapportino descrittivo dei danni cagionati al veicolo incidentato, evitando così eventuali alterazioni del sinistro». Le compagnie assicurative hanno già messo in atto meccanismi di controllo: si stima che l’azione antifrode del 2013 possa portare ad un risparmio di 180 milioni di euro; adesso anche i soccorritori stradali scendono in campo. Secondo le prime rilevazioni Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) sul 2013, nonostante i sinistri denunciati siano diminuiti del 6,5% circa rispetto all’anno precedente, è aumentato il numero dei sinistri individuati dalle compagnie assicurative come esposti a rischio frode: da 400mila circa del 2012 sono passati a 460mila, portando il tasso dei sinistri a rischio frode al 16,4%; la regione con il tasso più alto è la Campania (39,3), quelle con il valore più basso la Valle d’Aosta (8,3) e il Veneto (9,7). Il costo medio di una frode è stimato in 3.330 euro, per un giro d’affari complessivo stimato intorno al miliardo e mezzo di euro. «A conferma dell’illegalità diffusa, c’è da dire che nel nostro Paese il tasso degli incidenti stradali è pari al 7% -dal 9,3 del Lazio al 5 del Friuli Venezia Giulia-, più alto di Francia (4,4) e Germania (6,6). Ciò significa che gli automobilisti italiani o sono poco prudenti, oppure questo dato è “inquinato” proprio dalle truffe assicurative. Finti tamponamenti, colpi di frusta con persone dal rachide di cristallo, spese mediche gonfiate, incidenti fasulli, danni documentati ad arte, sono solamente alcuni esempi di frode. E la conseguenza sono i premi tra più elevati d’Europa», prosegue Albarino. Con questo nuovo servizio antifrode, il Gruppo IMA Italia rivoluziona il concetto del soccorso stradale. «Davanti ad un mercato sempre più esigente ed in profonda espansione, abbiamo predisposto un network specializzato di assistenza a 360 gradi», spiega Albarino. «Dal soccorso dedicato alle auto ibride ed elettriche all’intervento di riparazione sul posto -depannage-, quando possibile; dalla fornitura del veicolo sostitutivo al servizio di supporto per assicurato e compagnia assicurativa in caso d’incidente. Il tutto h24 sia sull’intera viabilità ordinaria, sia sulla rete autostradale». Questo nuovo concept di soccorso stradale sarà presentato alla prima convention nazionale del Gruppo. IMA Italia Assistance incontrerà infatti i suoi 560 centri nella due giorni che si terrà all’hotel Mediterraneo di Riccione il 21 e 22 novembre. «Nell’occasione – precisa Albarino – verrà illustrato al nostro network l’asset strategico per il periodo 2015-2017 che vedrà il Gruppo IMA impegnato a consolidare la propria posizione di mercato in entrambe le viabilità ordinaria ed autostradale, puntando sempre di più sulla formula “all in one”». Testimonial d’eccezione sarà l’attrice e showgirl Patrizia Pellegrino.

fonte: Ansa.it

Se la telecamera a bordo fosse resa obbligatoria?

road scan rac
Un quarto degli automobilisti del Regno Unito pensa che le telecamere in auto debbano  essere obbligatorie Photo: RAC

Un aumento dei cosiddetti “incidenti falsi”,  le truffe alle assicurazioni ha portato ad un aumento degli automobilisti che utilizzando le telecamere in auto, con il 26% di rimborso, l’azione  per rendere obbligatoria la tecnologia che  la ricerca dal RAC (Royal Association Car) ha trovato.

Quasi il 39% dei conducenti stanno prendendo in considerazione il montaggio di una macchina fotografica in auto e il 71% degli automobilisti intervistati credono che contribuirebbero a ridurre i falsi risarcimenti delle assicurazione auto da incidenti stradali.

La pratica è diventata un’industria miliardi di sterline per i criminali d’ auto, con un aumento del 34% dei sinistri fasulli fatte lo scorso anno, secondo l’Associazione degli assicuratori britannici.

I reclami falsi aggiungono 90 £ l’anno al premio del automobilista medio.

traffico autostrada
Richieste danni per sinistri falsi  aggiungono circa 90 sterline l’anno al premio medio rc auto ‘ Credit: PA

Il capo degli affari esterni del RAC Pete Williams ha detto: “Finché sono utilizzate correttamente, le road scan  sono una preziosa testimonianza delle circostanze che si sono verificati intorno a un incidente e come tale possono contribuire a ridurre il costo dei sinistri e le  lesioni personali che, a loro volta, dovrebbe in ultima analisi, ridurre il costo di assicurazione.

“Fare diventare le telecamere in auto obbligatoria darebbe un costo iniziale, ma si potrebbe pagare con forme alternative e potrebbero tagliare i premi della nazione.”

Sinistri assicurativi, l’andamento sul mercato italiano

Stando a quanto affermava l’Ivass nella sua prima relazione antifrode, in Italia nel 2012 isinistri sono stati pari a 3.008.863 unità, su 41.885.307 unità di rischio assicurate nell’anno (coincidenti, in linea di massima, con i contratti stipulati). L’ultimo numero – pur oggetto di approssimazione – non tiene conto di un dato marginale relativo alle imprese comunitarie, i cui dati sono comunque di poca consistenza.

Ebbene, dei sinistri di cui sopra, 400.901 sono stati giudicati come “esposti al rischio frode”, di ui il 34% nel Nord Italia, il 33% nel Sud Italia, il 22% nel Centro Italia e l’11% nelle Isole.

Ancora, il numero dei sinistri oggetto di azioni penali da parte delle società assicurativeè stato pari a 5.263 unità, con un indice su base nazionale dello 0,2% sui denunciati 2012 e una percentuale riferita ai sinistri oggetto di approfondimento in relazione al rischio frode pari al 2,3%.

Anche in questo caso – ricorda l’Ivass nella sua relazione antifrode – può agevolmente rilevarsi come il 50% del totale dei sinistri oggetto di denuncia/querela si concentri nel Sud Italia, nonostante nella stessa area territoriale siano localizzate solamente il 18,2% delle vetture assicurate in Italia ed il 18,70% dei sinistri (il tutto, a fronte di una percentuale di sinistri oggetto di denuncia-querela che nel Nord, area territoriale che raccoglie il 50,04% delle vetture assicurate a livello nazionale ed il 46,84% dei sinistri, conclude l’Ivass, arriva al 22,93% del totale).

Continueremo ad aggiornarvi sull’evoluzione del dato statistico anche nel corso dei prossimi giorni.

insurvisor

Leonforte: 49 persone a giudizio per truffa alle assicurazione, anche un medico ed un avvocato

truffa-assicurazioni  ENNA: Sono 49 le persone rinviate a giudizio con l’accusa di truffa ai danni delle compagnie di assicurazione e tra loro ci sono un medico ed un avvocato. Ieri il Gup del tribunale di Enna ha disposto il processo per 49 indagati ed il proscioglimento per altre 24 persone. tra o prosciolti ci sono un medico e 2 avvocati e per uno dei due legali prosciolti è stato lo stesso pm Fabio Scavone a chiedere l’archiviazione. Il processo per i 49 imputati si aprirà il 30 giugno prossimo dinanzi al collegio penale del tribunale di Enna, competente perché è contestata l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. L’inchiesta coordinata dal procuratore capo di Nicosia Fabio Scavone aveva inizialmente coinvolto 160 persone iscritte nel registro degli indagati. Le indagini avevano poi portato al proscioglimento in istruttoria di una novantina di persone accusate a vario titolo di avere organizzato falsi incidenti per riscuotere indebitamente i risarcimenti dalle compagnie assicurative, perché i reati contestati erano prescritti. Secondo le accuse gli indagati avrebbero, a vario titolo organizzato falsi incidenti automobilistici, con falsi danni fisici, per truffare le assicurazioni ottenendo risarcimenti per danni sia fisici sia ai mezzi. Secondo quanto emerso dalle indagini che sono state coordinate dai carabinieri della Compagnia di Enna e della stazione di Leonforte il meccanismo avrebbe coinvolto decine di persone che con la complicità dei professionisti e con l’ausilio di falsi testimoni, ottenevano i risarcimenti. Una situazione andata avanti per anni, fino a quando venne intercettata una conversazione nell’ambito di una inchiesta per traffico di stupefacenti, nella quale due giovani parlando di un debito non saldato dicevano che “avrebbero fatto un incidente”. Gli atti vennero trasmessi alla Procura di Nicosia che ha aperto le indagini. L’udienza preliminare si era aperta a gennaio. Gli imputati non hanno optato per riti alternativi, probabilmente contando sul fatto che diverse ipotesi di reato cadranno in prescrizione prima della conclusione del processo di primo grado. Alcune contestazioni riguardano fatti del 2007. Una ventina i falsi incidenti che sono contestati. Le compagnie truffate si sono costitute parte civile.

Incidenti stradali e truffe, in calo solo al sud: Liguria al secondo posto tra le Regioni del nord

assicurazione auto tagliando   Liguria. Una piaga italiana, quella delle truffe nei sinistri stradali, che resta attualissima – nonostante le numerose ed inutili riforme succedutesi negli anni, tra cui il famigerato “indennizzo diretto” – com’è possibile verificare dai dati che l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) che ha sostituito nelle funzioni l’ISVAP, elabora e pubblica ogni anno circa le statistiche con il numero dei casi accertati di frode rispetto al complesso degli incidenti denunciati.

Nel 2011 risulta che in Italia sono stati rilevati 54.502 sinistri fraudolenti, pari al 2,04% di tutti quelli accaduti e denunciati nel medesimo anno. La cifra è in calo rispetto all’anno precedente, che aveva visto 69.763 casi (il 2,3% del totale) di truffe. Il problema interessa l’intero Paese, seppur con spiccate differenze territoriali. È interessante notare che la riduzione dei casi di sinistri fraudolenti che ha caratterizzato il 2011 riguarda soprattutto le zone in cui il fenomeno ha un’incidenza più alta.

L’Italia settentrionale è l’area con la minore incidenza di casi di frode. Tuttavia, la maggior parte delle regioni del Nord presentano aumenti rispetto agli anni precedenti. La regione settentrionale con la maggior incidenza di frodi è il Piemonte, stabile all’1,21% dei casi di sinistri denunciati risultati fraudolenti. Seguono, in crescita, la Liguria (1,03%), l’Emilia Romagna (0,97%), la Lombardia (0,93%), il Veneto (0,72%), la Valle d’Aosta (0,66%), il Friuli Venezia Giulia (0,57%) e il Trentino Alto Adige (0,25%).

Per quanto riguarda il centro Italia, abbiamo dati perlopiù stabili. Abruzzo e Lazio segnalano l’1,42% di casi di sinistri fraudolenti, la Toscana l’1,22% e le Marche l’1,02%. L’Umbria è in aumento, con lo 0,77% dei casi.

Preoccupanti restano i dati delle regioni meridionali, seppure tutte in calo rispetto all’anno precedente: Campania (7,32% dei casi), Puglia (5,17%), Calabria (4,52%), Basilicata (2,95%) e Molise (2,61%). Per quanto riguarda le isole, la Sicilia è in calo con il 2,82% dei casi, mentre la Sardegna aumenta con lo 0,93%.

Dalla lettura dei dati in questione, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, tuttavia, emergono degli aspetti inequivocabili: da una parte, come si diceva, il fenomeno resta assai diffuso, dall’altra si evince che la riduzione in valore dei risarcimenti per le cosiddette “micropermanenti” in particolare i cosiddetti “colpi di frusta” e le numerose indagini avviate hanno comportato una contrazione del fenomeno nelle aree calde.

“Se è vero, quindi, che i sinistri fraudolenti comportino risarcimenti non previsti per le assicurazioni, con un aumento dei costi che, per il principio di mutualità su cui si basano le compagnie assicurative, viene ripartito tra i clienti andando così ad aumentare le tariffe applicate e quindi i premi delle polizze, dall’altra le recenti proposte di modifica del codice delle assicurazioni, bocciate nel famigerato Decreto “Destinazione Italia” e riproposte in un disegno di legge tuttora in piedi, non appaiono assolutamente decisive e necessarie per sradicare un fenomeno che ha radici lontane ed è diventato quasi “culturale” in alcune aree del paese dove esistono vere e proprie organizzazioni che si sono sempre più specializzate in questo specifico settore criminale”, spiega il fondatore dello sportello.

“L’idee della Carta di Bologna dell’11 gennaio scorso sottoscritte dallo Sportello dei Diritti – tra cui la creazione di un’agenzia antifrode indipendente e la ‘rottamazione dell’indennizzo diretto’ – appaiono quindi tracciare la strada più giusta e corretta per limitare le truffe senza ridurre i risarcimenti che rimangono un caposaldo dell’equa tutela dei danneggiati e delle vittime della strada, come al contrario sostiene la lobby delle compagnie assicurative che negli scorsi anni ha fattivamente lavorato nel senso opposto con il supporto di governi compiacenti ed il silenzio della quasi generalità delle associazioni dei consumatori più rappresentative”, conclude D’Agata.

Redazione Genova24

Truffa milionaria sui mutui Il pm chiude la maxi inchiesta

False perizie per «gonfiare» dei prestiti mai rimborsati Verso il rinvio a giudizio di tre immobiliaristi bresciani  Irrisolto il nodo delle presunte complicità di alto livello

False perizie e stime «gonfiate»: era un giro milionario

False perizie e stime «gonfiate»: era un giro milionario

Perizie compiacenti avevano trasformato dei ruderi in case di lusso gonfiando in modo fraudolento il valore degli immobili. Attraverso acquirenti di comodo, riuscirono a ottenere dalle banche mutui rimborsati poi solo in minima parte. In questo modo truffarono dieci istituti di credito e riuscirono ad intascare cinque milioni di euro attraverso 42 raggiri messi a segno nel Cremonese e nel Bresciano dal giugno del 2006 fino all’estate del 2011.
Ora la procura ha chiuso l’indagine nei confronti di settanta indagati, tra cui cinque professionisti finiti un anno fa in manette nell’ambito dell’inchiesta «Domus» della Guardia di finanza di Cremona, coordinata dal sostituto procuratore Fabio Saponara. Fra i presunti registi della truffa figurano un immobiliarista di Rovato e due di Manerbio. Per loro e altre 67 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, si va verso la richiesta di rinvio a giudizio. Dieci venditori degli immobili al centro della truffa – uno residente in Franciacorta e tre nella Bassa – sono usciti dall’inchiesta. Assistiti dall’avvocato Paolo Carletti, hanno dimostrato di essere stati vittime e non complici del raggiro, ha detto l’avvocato Paolo Carletti. Il blitz scattò nel maggio del 2013, quando furono arrestati Cristian S. e la sua compagna Simona D., entrambi residenti a Ostiano. In cella finirono anche i titolari di tre agenzie immobiliari: Stefano B. e Mario S. di Manerbio e Pierluigi T. di Rovato. Tutti sono attualmente in libertà.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il meccanismo della truffa era semplice «ma – si leggeva nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip, Guido Salvini -, seriale e portata avanti con grande capacità organizzativa in un momento in cui era facile accendere mutui». Individuate le case da acquistare, generalmente immobili fatiscenti, i titolari delle agenzie stilavano false perizie di stima. Poi assoldavano i compratori fittizi, pregiudicati o sinti reclutati nei campi nomadi di Pavia, come Athos, 30 anni, nipote di Mafalda, «la regina dei rom» morta nel ’77. Contraffatte erano anche le attestazioni di reddito degli acquirenti di comodo.
OTTENUTO IL MUTUO, gli immobiliaristi intascavano la differenza fra il prezzo reale e quello gonfiato, ne consegnavano una parte ai complici neointestatari della casa che nel frattempo si erano resi irreperibili, interrompendo il rimborso del prestito fondiario. Quarantatre gli episodi contestati: fra questi compravendite ad Alfianello, Cerveno, San Gervasio, Urago d’Oglio, Verolanuova, Pontevico, Seniga, Borgo San Giacomo, Gambara, Milzano, Comezzano-Cizzato, Rovato e Palazzolo.
Nell’indagine restano alcuni punti oscuri. «Non vi è dubbio alcuno che gli indagati, per portare a compimento la truffa – ha scritto fra l’altro il Gip -, potevano contare stabilmente su non ancora individute complicità di funzionari di banca, promotori finanziari, professionisti incaricati della stima degli immobili nonchè sui notai incaricati di redigere i contratti».

R.PR.

Caserta: TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI

 Il Pubblico Ministero chiede 48 rinvii a giudizio. Alcuni sono anche dell’Alto Casertano. Tra gli indagati anche un Primario dell’ospedale Civile di Caserta

Un’associazione a delinquere smantellata tre anni orsono, scoperta da un’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il Pubblico Ministero Domenico Musto chiede il giudizio per gli indagati…
Medici, avvocati, cancellieri di tribunale, dipendenti di istituti di credito e procacciatori d’affari. Un’associazione a delinquere finalizzata alle truffe assicurative smantellata nel 2011 da un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Per 48 persone il pubblico ministero Domenico Musto ha adesso chiesto il rinvio a giudizio contestando i reati di associazione per delinquere, truffa, falso in atto pubblico e corruzione. A conclusione delle indagini la procura ha, infatti, chiesto di procedere nei confronti di Roberto Adelini, di S. Maria Capua Vetere, Carmine Angrisani , di Caserta, Gaetano Battaglia, di Poggiomarino, Concetta Becchimanzi, di San Marcellino, Giuseppe Belfiore, di Caserta, Carmine Bernardo, di Capodrise, Clara Bondetti, di Napoli, Michele Buono, di Napoli, Santino Busiello, di Aversa, Silvio Cardone, di Maddaloni, Paolo Decoro, di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Ciccarelli, di San Cipriano d’Aversa, Antonio Coppola, di S. Maria Capua Vetere, Francesco Corvino, di Casal di Principe, Luciano Curci, di Itri (Latina), Giuseppe Dalena, di S. Maria Capua vetere, Stanislao Di Bello, di Villa di Briano, Angelo Di Caterino, di Casal di Principe, Mauro Di Costanzo, di Pignataro Maggiore, Domenico Di Dona, di Villa Literno, Franco Di Fabio, di Frattamaggiore, Giancarlo Filippelli, di Sessa Aurunca, Aldo Garofalo, di San Cipriano d’Aversa, Raffaele Gentile, di Napoli, Fausto Ibello, di Trentola Ducenta, Franco Mancini, di Carinola, Armando Martucci, di Formia, Maria Migallo, di Melito di Napoli, Luigi Musto, di Trentola Ducenta, Arrigo Narducci, di San Nicola la Strada, Francesco Pacia, di Villa Literno, Francesco Panaro, di Gattarico, Giuseppe Pastore, di Sessa Aurunca, Luciano Peluso, di Sessa Aurunca, Pasquale Petrillo, di Casal di Principe, Gennaro Pizza, di Sessa Aurunca, Antonio Rossi, di Caserta, Francesco Russo, di Casal di Principe, Salvatore Russo, di Teverola, O.N.S., di Napoli, Carmine Sardaro, di Frignano, Vincenzo Scalera, di Maddaloni, Vincenzo Schiavone, di Casal di Principe, Fabrizio Sergio, di Formia, Giuseppe Sorrentino, di Carinola, Alfredo Stozzetti, di Napoli, Anna Taglierina, di Aversa, Marilù Tiseo, di Aversa, Luigi Vitale, di Sant’Arpino. L’udienza preliminare è fissata per questa estate. Nel collegio difensivo gli avvocati Nello Sgambato, Angelo Raucci, Vincenzo Guida e Guglielmo Ventrone.

Truffa alle assicurazioni, sei anni a ex maresciallo dei carabinieri

Galati Mamertino (Me) – Antonio Zurdi, comandante della stazione dei carabinieri di Galati Mamertino, avrebbe predisposto delle relazioni attestanti il verificarsi di falsi incidenti stradali che servivano poi ad ottenere dei risarcimenti non dovuti dalle compagnie assicurative.

PATTI (ME) – Il collegio del Tribunale di Patti, presidente Lazzara, a latere Molina e Rigoli, ha condannato a sei anni l’ex maresciallo dei Carabinieri di Galati Mamertino Antonio Zurdi, e a cinque anni il consulente assicurativo Carlo Raffa, residente a Sant’Agata di Militello. L’inchiesta, partita da alcuni fatti avvenuti a Messina tra il 2001 e il 2006, aveva portato alla scoperta di un giro di truffe assicurative in cui era coinvolto l’ex comandante della stazione carabinieri di Galati Mamertino.Secondo gli inquirenti, agendo con abuso di potere e in violazione dei doveri d’ufficio di comandante della stazione dei carabinieri di Galati Mamertino, avrebbe predisposto delle relazioni attestanti il verificarsi di falsi incidenti stradali che servivano poi ad ottenere dei risarcimenti non dovuti dalle compagnie assicurative, con il consulente Carlo Raffa, che avrebbe fornito il proprio apporto di esperto del settore selezionando le compagnie da truffare e mantenendo contatti con medici compiacenti per il rilascio delle certificazioni sanitarie necessarie. Ieri la sentenza di primo grado, con l’ex maresciallo ritenuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed al falso ideologico. Raffa è stato invece ritenuto colpevole del reato associativo. Inoltre, cosi come stabilito dal giudice, entrambi sono stati condannati anche a risarcire il danno nei confronti delle compagnie assicurative truffate e al pagamento delle spese processuali. Altre 27 persone, accusate a vario titolo dei reati di simulazione per aver denunciato falsi furti di auto, falso in scritture private per aver denunciato incidenti stradali inesistenti, falso ideologico e falso materiale, sono invece usciti dal processo per prescrizione o per non avere commesso il fatto.

Verdone (Ania): Il database bloccherà le truffe

Parla Vittorio Verdone (nella foto), direttore centrale auto, distribuzione e consumatori dell’Ania, che spiega cosa prevede la nuova regolamentazione entrata in vigore il 18 ottobre e che entro due anni abolirà il tagliando cartaceo per l’Rc Auto.

Vittorio Verdone IMC

I dati sulle truffe e sui veicoli che circolano privi di contrassegno sono allarmanti. Le cose cambieranno con il nuovo provvedimento che abolisce i contrassegni cartacei?

Il sistema dovrebbe annullare la falsificazione tagliandi. Non vi sarà più l’obbligo di esposizione dei certificati. Il nuovo sistema di controllo prevede infatti che entro due anni ci sarà la possibilità di incrociare il numero di targa della vettura circolante con la banca dati Ania dei veicoli assicurati aggiornata in tempo reale. Ci sono 18 mesi di tempo per completare il sistema di archivio integrato presso la motorizzazione civile. Verranno dunque effettuati controlli di massa, con tutti gli strumenti già esistenti e con altri omologati: si pensi al sistema Tutor e ad altri ausili idonei a registrare veicoli su pubblica via.

Chi farà i controlli e quali sono le sanzioni previste?

Prevalentemente la polizia locale ma anche tutte le altre forze di polizia abilitate. Si pone però un problema: se il fermo avviene subito dopo la rilevazione delle telecamere è possibile sanzionare. È ancora impossibile invece inviare la sanzione differita in quanto manca una modifica del Codice della strada. Si tratta di un dettaglio non da poco.

Ma adesso cosa accade a chi viene fermato privo di copertura? 

La sanzione applicata attualmente va da 700 euro a oltre 3mila euro. Inoltre è previsto il sequestro del veicolo. Però, e questo è un altro punto debole della nostra normativa, se chi infrange la legge si dota successivamente di una copertura Rc per un periodo di almeno sei mesi può riottenere subito il veicolo indietro.

Un po’ poco come punizione….

Sì, soprattutto se si pensa a quanto avviene nel resto d’Europa. In Francia chi circola senza polizza Rc va in prigione; in Gran Bretagna demoliscono il veicolo.

C’è chi imputa l’escalation dei tagliandi contraffatti al caro polizza. Quando avremo prezzi più in linea con l’Europa?

Quando si risolveranno i tre principali problemi del nostro mercato. I risarcimenti danni alla persona fuori controllo al di sopra media europea da 2 a 9 volte. Le frodi e la procedura d’offerta che in alcune zone si presta a speculazioni.

Autore: Federica Pezzatti – Plus24

Benvenuti nel paese dei «sinistri stradali»

Truffe alle assicurazioni, una costante. E la Campania ha il record di cause per gli incidenti, 61%, spesso inventati

Frode Assicurativa Imc «Boccaccia mia statte zitta»: la guardasigilli Anna Maria Cancellieri, davanti alla reazione degli avvocati, si sarà morsa la lingua come il pupazzo Provolino di un vecchio Carosello.

Sulle lobby professionali che ostacolano le riforme, però, ha ragioni da vendere. Basti dire che l’Italia ha il triplo degli avvocati rispetto alla media europea. E l’anomalia pesa troppo spesso, in certe aree, sulla macchina della giustizia. Un esempio? La Campania ha il 61% delle cause per sinistri stradali, spesso inventati.

Sia chiaro: guai a fare di ogni erba un fascio. C’è avvocato e avvocato, Ordine e Ordine, regione e regione. E sarebbe disonesto confondere i professionisti che fanno il loro mestiere al meglio, cercando di dare una mano per far funzionare i tribunali, con una quota di azzeccagarbugli che drogano un’enormità di cause finendo per intralciare la giustizia giusta. Lo stesso Pietro Calamandrei, del resto, in un saggio per «I quaderni della Voce» di Giuseppe Prezzolini intitolato «Troppi avvocati!», se la pigliava nel 1921 con «l’esistenza di questo proletariato forense» considerato «la sciagurata causa di tutti mali dell’avvocatura» proprio per difendere quella professione così vitale in una democrazia. E per lo stesso motivo attaccava «gli avvocati (che) riempiono le aule del Parlamento trasformandolo in Camera d’Avvocati».

Sulla base dei dati del Cepej (European Commission for the Efficiency of Justice), l’economista Leonardo d’Urso, collaboratore de «lavoce.info», ha composto una tabella che da sola dice tutto. Ogni 100.000 abitanti ci sono in Europa 127 avvocati. Bene: la media italiana è di 406. Solo la Val d’Aosta (la più virtuosa con 139) si avvicina al resto della Ue. E la sproporzione via via si accentua fino a toccare a Roma e nel Mezzogiorno numeri da brivido: 524 «toghe» nel Lazio, 586 in Puglia, 652 in Campania, 664 in Calabria. Dove c’è un legale ogni 150 abitanti contro la media continentale di uno ogni 787. Cosa vorrà mai dire: che da noi i cittadini sono molto più tutelati? Ma dai!

E sarà un caso che le regioni in cui ci sono più avvocati sono quelle in cui ci sono anche più cause? È il numero esorbitante delle cause che ha man mano fatto crescere quello dei legali o piuttosto, al contrario, è l’esubero di legali ad aver fatto crescere le cause fino a intasare i tribunali? La stessa Banca d’Italia, nello studio «La giustizia civile in Italia: i divari territoriali» di Amanda Carmignani e Silvia Giacomelli, sottolinea il parallelo: «L’effetto del numero di avvocati in rapporto alla popolazione sulla variabile dipendente risulta positivo e statisticamente significativo. In base all’evidenza empirica, le variabili che hanno maggiore impatto sul tasso di litigiosità sono il valore aggiunto pro capite e il numero di avvocati per abitante».

Traduzione: esattamente come accade nel film di Billy Wilder «Non per soldi ma per denaro», dove Walter Matthau convince il cameraman Jack Lemmon a fingersi gravemente ferito in un incidente di gioco per spillare all’assicurazione un milione di dollari, sono talvolta certi trafficoni delle aule giudiziarie a cercare i clienti e a spingerli a fare causa. E per trarne profitto è essenziale che la Giustizia funzioni peggio possibile. Per una coincidenza, mentre gli avvocati si sollevavano contro il ministro e la sua tesi sulle lobby di traverso alle riforme, l’Ania (l’associazione delle imprese assicuratrici) metteva online il suo rapporto 2012-2013. Dove si legge che «delle oltre 240 mila cause civili pendenti davanti a un giudice di pace circa 150 mila sono concentrate in Campania e, di queste, 108 mila nella sola città di Napoli. Di quelle rimanenti, altre 26 mila riguardano la Puglia, mentre 18 mila sono quelle presenti in Sicilia e quasi 10 mila in Calabria. Escludendo il Lazio (e in particolare la città di Roma), con circa 16 mila cause civili pendenti, le rimanenti regioni d’Italia si suddividono in modo uniforme appena 23 mila procedimenti». Insomma, la Campania assorbe da sola il 61% di tutti i processi per i risarcimenti danni da incidente stradale che ingombrano gli uffici dei giudici di pace. E la città capoluogo, da sola, copre il 45% più di tutto il resto d’Italia messo insieme, tolta la Campania.

Si è visto di tutto, in questi anni. Comprese, come qualche lettore ricorderà, sentenze false emesse da giudici falsi e notificate da avvocati falsi per incidenti stradali falsi. E come dimenticare Gerardo «Tapparella» Oliva, un tappezziere che in un solo anno ebbe la ventura di assistere, così disse, a 650 incidenti? Usciva di casa e vedeva un tamponamento, girava l’angolo notava un pedone finire sulle strisce sotto un motorino… È considerata praticamente un ammortizzatore sociale, qua e là, la truffa alle assicurazioni. Le quali, per carità, badano ai loro interessi e a volte fanno penare per anni dei risarcimenti sacrosanti e scaricano sui clienti rincari da brivido, ma certo devono arginare imbroglioni di ogni genere. Ecco la famigliola che in un anno denuncia 12 schianti tutti e dodici con la stessa macchina. La Lancia Y che colleziona 20 incidenti in due anni. Le cartelle cliniche false. E via così.

A volte scappa un sorriso perfino alla vittima della truffa. Come nel caso di una Suzuki 1000 che, impennandosi alla Valentino Rossi, era finita contro un’auto causando danni ingenti. Alla guida figurava una vecchia di 85 anni che non usciva di casa da tempo immemorabile. Possibile che fosse sua l’idea tentare di tirar su qualche soldo con l’assicurazione? La tradizione, del resto, è antica. Nel 1729 Montesquieu annotava già questa abbondanza esagerata di avvocati: «Non c’è un Palazzo di Giustizia in cui il chiasso dei litiganti e loro accoliti superi quello dei tribunali di Napoli. Ho sentito dire dal Viceré che ci sono a Napoli 50.000 di questi “causídici”, e vivono bene. Lì si vede la Lite calzata e vestita». Da allora son passati tre secoli…

Autore: Gian Antonio Stella – Corriere della Sera (Articolo originale)

Falsi incidenti a Perugia: carrozziere e avvocato nei guai

Falsi incidenti a Perugia: carrozziere e avvocato nei guai

Un avvocato e un carrozziere di Perugia simulavano falsi incidenti per ottenere risarcimenti gonfiati. Smascherati dalle forze dell’ordine.

Scoperta a Perugia l’ennesima truffa messa in atto da un avvocato e un carrozziere compiacente. Secondo la Procura e la Guardia di finanza la truffa era semplicissima: venivano simulati incidenti stradali per poi chiedere il rimborso delle riparazioni, oppure il risarcimento per il colpo di frusta e altre lesioni, tutte chiaramente inesistenti. I sinistri erano simulati ed erano riconducibili a tre tipologie: in un primo caso l’automobile andava a tamponare un’altra vettura ferma allo stop o al semaforo. In un altro caso l’automobilista disattento, nel fare manovra urtava un’altra vettura parcheggiata. Nel terzo caso la dinamica era quella dell’incidente con una vettura che viaggiava sulla corsia di marcia opposta; dopo l’urto la macchina del truffatore finiva contro un muro, per aumentare i danni.
Venivano quindi chiesti alle assicurazioni risarcimenti “gonfiati”, presentando perizie taroccate e spese riparative per migliaia di euro. Sull’inchiesta pesa anche l’ombra del riciclaggio di auto incidentate. Si stanno ora analizzando vari materiali sequestrati ai fini dell’indagine.
Car Carrozzeria
22/2/13

Bollettino Antifrode n. 2

Ecco il secondo numero del Bollettino Antifrode.

Bollettino_ Antifrode2

Con questo numero vogliamo augurarci che il 2013 sia finalmente un anno di inversione di tendenza per le frodi assicurative.

Giovanni Romito