Targa auto rubata cosa fare: come agire se ho un sospetto

Auto-rubataUn’auto sembra rubata: cosa fare? Come agire se ho un sospetto? Quante volte vi sarà capitato di vedere sempre quella stessa macchina parcheggiata, sempre nello stesso posto. Magari leggermente danneggiata, coperta da un bello strato spesso di polvere: è facile che si tratti di un’auto abbandonata, magari rubata. Come agire in questi casi? Il primo passo che è bene fare è sicuramente quello della visura della targa all’ACI, sempre che il veicolo abbia ancora la targa montata.

Dopo la visura della targa, vi sarà possibile risalire al proprietario per poi contattarlo e capire, quindi, se l’auto sia effettivamente abbandonata, rubata o semplicemente “dimenticata” in attesa di tempi migliori. Se non riuscite a contattare il proprietario e l’auto si trova sul suolo pubblico, a questo punto sarà meglio che vi rechiate dal Sindaco del Comune con annotati il numero di telaio e, se possibile, anche la targa del mezzo. Riguardo a questa casistica, riportiamo un articolo:

Art. 928 del Codice Civile, cose ritrovate: “il sindaco rende nota la consegna per mezzo di pubblicazione nell’albo pretorio del Comune, da farsi per due domeniche successive e da restare affissa per tre giorni ogni volta”.

Se la macchina è, invece, su suolo privato, a quel punto dovrete contattare il proprietario del terreno. Se la targa è ben visibile potete procedere come detto prima, mentre se non è visibile occhio perchè potreste rischiare una denuncia per violazione di domicilio.

La Polizia mette a disposizione un utile servizio per il controllo della targa dell’auto sospetta: CLICCA qui per inserire la targa dell’auto sospetta.

 Se risulta rubata bisogna immediatamente fare una segnalazione alle Forze dell’Ordine.

Di Alessandro Corgnati 

Dietrofront sull’ “occhio elettronico”

20141024-071546.jpg Scompare dalla Legge di Stabilità il provvedimento che prevede l’utilizzo di dispositivi elettronici ( autovelox, tutor, telecamente ztl e semaforiche) per scovare le auto senza RCA

Passo indietro del Governo sull’ “occhio elettronico”. Negli scorsi giorni la Camera aveva approvato il disegno di legge che prevede l’utilizzo di dispositivi elettronici ( autovelox, tutor, Vergilius telecamere ztl e semaforiche, ) per scovare le auto senza RCA, incrociando i dati con l’archivio centrale della motorizzazione. Ma ora, nell’ultima versione del testo della Legge di stabilità, sembrerebbe essere tutto sparito. Non sono state rese noto le motivazioni, ma parrebbe che a frenare l’iter la questione sanzioni, che sta dividendo il ministero dell’Interno e quello dei Trasporti. Non si è infatti ancora deciso se le sanzioni debbano arrivare in automatico o tramite convocazione dei proprietari dell’auto per chiedere chiarimenti (andando a evitare il rischio di una “pioggia di multe”).
Il dato di fatto è comunque che la frase che doveva essere aggiunta alla fine del comma 1 bis è stata eliminata. Essa prevedeva l’ “accertamento, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento, di cui è data informazione ai conducenti dei veicoli a motore interessati, della violazione dell’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, effettuato mediante il confronto dei dati rilevati riguardanti il luogo, il tempo e l’identificazione dei veicoli con quelli risultanti dall’elenco dei veicoli a motore che non risultano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi”
Resta da capire se si tratta di un vero e proprio dietrofront o di una impasse che può essere superata con una nuova stesura della norma.

www.carrozzeria.it

LE TARGHE NEL TEMPO

Le targhe nel tempo1 (Archivio ACI )

Nel corso degli anni le targhe auto italiane hanno cambiato più volte faccia.

Sono sparite le targhe per provincia e la numerazione unica è arrivata nel 1994. Da allora con il numero di targa italiano si riesce a capire l’età del veicolo. Ovviamente è indicativo, non tiene conto dei cambi targa, non è uguale per ogni Motorizzazione Provinciale perché non tiene conto delle giacenze e delle scorte, ma è pur sempre un modo per capire quanto è vecchia una macchina.

Le targhe nel tempo3Dalla pubblicazione annuale dell’Associazione Carrozzieri della Provincia di Genova

 

Accesso pubblico ai dati sulle copertura assicurative dei veicoli

controllo di polizia                         E’ disponibile sul sito istituzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (www.mit.gov.it) e sul portale dell’automobilista (www.ilportaledellautomobilista.it) l’applicazione per l’accesso alle informazioni sulla copertura assicurativa RCA dei veicoli.
La predetta applicazione consente di consultare i numeri di targa degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei ciclomotori immatricolati in Italia che non risultano in regola con gli obblighi assicurativi RCA.  Le informazioni sono aggiornate dalle compagnie assicuratrici con cadenza giornaliera. Coloro i quali, sapendo di avere in corso un regolare contratto di assicurazione RCA, verifichino che il proprio veicolo non risulta assicurato, sono pregati di contattare subito la propria Compagnia di assicurazione. I cittadini che, volendo utilizzare il proprio veicolo, non sono in regola con gli obblighi assicurativi, sono invitati a provvedere tempestivamente.

Si ricorda che, a norma dell’articolo 193 del codice della strada, è vietato circolare su strada senza copertura assicurativa RCA e che è prevista la sanzione del pagamento di una somma da € 841 a € 3.366, oltre al sequestro del veicolo. Si rende noto inoltre che, a norma dell’art. 31, comma2, della legge 24 marzo 2012 n.27, i cittadini inadempienti sono tenuti a regolarizzare la propria posizione assicurativa entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del presente comunicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sul Portale dell’Automobilista, scaduti inutilmente i quali si procederà alla trasmissione delle informazioni sui casi di inadempienza al competente Ministero dell’Interno affinché ne vengano informate tutte le forze di polizia e le Prefetture competenti.

PER ANDARE SUBITO AL LINK DOVE INSERIRE LA TARGA DA CONTROLLARE  CLICKA QUI O SULLA FOTO

Trasporti, nasce il registro unico (PRA Pubblico Registro Automobilistico)

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Genova – Da una decina d’anni, ormai, non v’è differenza tra le banche dati del servizio PRA gestito dall’Aci, l’Automobile club d’Italia, e quella degli uffici della Motorizzazione, emanazione sul territorio del ministero delle Infrastrutture. Ed è la decisione di mettere mano a questa anomalia tutta italiana la principale novità del pacchetto di misure nel settore dei trasporti contenuti dalla Legge di stabilità da poco approvata dal Parla

Il Pra, nato in piena epoca fascista, con un decreto del 1927, ha resistito alle epoche e a ogni tentativo di ottimizzazione, dei quali quelli tentati dall’ex ministro Pier Luigi Bersani nel 2000 e nel 2007 – i più strutturati in un mare di progetti di legge ed emendamenti puntualmente naufragati – sono sicuro i più celebri. Perché, quindi, questa volta, dovrebbe funzionare? Quella che tecnicamente è un’unificazione di due registri gemelli – ma, a causa di altri limiti della burocrazia italiana, non sempre aggiornati con le stesse informazioni – porta con se due elementi di ottimismo. Il primo, solo di riflesso: la stretta alla finanza pubblica impone di risparmiare ogni cent, e l’assetto attuale delle banche dati automobilistiche non va in questa direzione. Secondo: la Legge di stabilità contiene stavolta una scadenza precisa.

Il tutto si annuncia molto complicato. Perché, intanto, entra in gioco il destino di circa 3 mila dipendenti – 35 nella sede di Genova – che si occupano per conto dell’Aci della gestione del Pra e che non a caso, una volta sbucato l’emendamento, hanno occupato la sede del Partito democratico a Roma. Il numero dei lavoratori negli ultimi anni è in caduta libera, ma è pur sempre un esercito che non può essere cancellato. Chi farà cosa se l’archivio sarà unico?

Una certezza c’è: l’attuale funzionamento sfiora vette di autentico delirio. E non è soltanto per la differenza tariffaria, fra Pra (l’ultimo ritocco, del 30%, invero ferme dal 1994, è della primavera scorsa ndr) e Motorizzazione, per far partire pratiche identiche. Né per l’assenza di alcune informazioni in un registro o nell’altro, un prodotto del flusso di informazioni irregolare, perché alcune modifiche – come cambi di residenza e demolizioni di veicoli – possono essere comunicati all’uno o all’altro ufficio, con (rispettivi) aggiornamenti non sempre fulminei. Le vere “perle” si celano altrove. Come giudicare ad esempio la navetta delle targhe delle auto da radiare, che i demolitori usano portare al Pra e che il Pra a sua volta trasporta, a mezzo corriere – pagando, ovvio – agli uffici della Motorizzazione di Sampierdarena? O, ancora, perché tenere in piedi una sede, quella di via Stefano Turr a Quarto – un immobile affittato da privati a prezzi di mercato – per un servizio che potrebbe essere svolto altrove, senza particolari aggravi? Non è infine del tutto vero, come sostenuto dai difensori del Pra, che si tratti di una macchina che si autosostiene. Parte degli introiti – un esempio per tutti: la funzione di “esattore” per conto delle Province dell’imposta di trascrizione, svolta dal Pra a pagamento – sono a tutti gli effetti fondi pubblici. Tutto senza calcolare il tempo che viene sprecato, facendo la spola tra un ufficio e l’altro.

Roberto Sculli

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IL SECOLO XIX