VALUTAZIONE STORICA DI UNA VETTURA OGGETTO DI FURTO

Spesso ci viene richiesto di valutare quanto valesse una vettura che è stata rubata.

E’ uso presso i tribunali italiani usare una pubblicazione che è di origine svizzera e non pubblica pubblicità delle case automobilistiche, per cui si ritiene per prassi che sia imparziale. Le quotazioni italiane sono curate da Sanguinetti Editore che ogni mese, in seguito ad indagini di mercato, redige le valutazioni.

Queste, come detto, sono recepite come le quotazioni ufficiali usate anche dai professionisti del settore automotive e dai commercianti per valutare i veicoli che comprano, usando il listino blu, e rivendono usando il listino giallo.

Il Blu considera vetture da ripristinare, tagliandare, collaudare se serve e garantire se vendute a privati. Il Giallo il valore corrente delle vetture in vendita ai privati. Quindi per estensione del concetto anche in proprietà dei privati. Sul nostro sito è possibile trovarne una selezione qui.

I Periti Assicurativi vengono interpellati per avere i valori di vetture su listini di mesi ed anni precedenti, non più in circolazione o di vetture fuori listino perché di anni precedenti alle ultime valutazioni. Questa relazione è un esempio di entrambe le fattispecie.VALUTAZIONE FURTO valutazione eurotax storica

 

 

l’ACI ha calcolato che solo 800 mila degli oltre 4 milioni di veicoli ultraventennali circolanti in Italia hanno valore storico

20130612-192333.jpg Benvenuti alla fiera della piccola furbizia quotidiana degli italiani per eludere le tasse sulle auto. Vessati dal fisco oppressivo e schiacciati dalla crisi che toglie soldi da dedicare alle quattro ruote, antico amore del Paese, molti hanno approfittato delle maglie larghe aperte dalla legge per far considerare auto solo «vecchie» come storiche e godere di benefifici fiscali non indifferenti. Come la riduzione del bollo che può arrivare fino al 90% dell’importo dovuto e uno sconto considerevole sull’assicurazione auto. Risultato: vincono i furbi, perde lo Stato che non incassa il dovuto e i cittadini costretti a vedere sfrecciare sulle strade macchine di vecchia generazione più inquinanti e meno sicure.

I NUMERI – A fare un conto di quanto il fenomeno sia diffuso è stata l’Automobile club d’Italia che ha calcolato che solo 800 mila degli oltre 4 milioni di veicoli ultraventennali circolanti in Italia hanno valore storico. Gli altri 3,2 milioni sono solo auto vecchie, poco sicure, che girano tutti i giorni, inquinano e vanno solo rottamate. A consentire questo fenomeno le maglie della legge troppo larghe nel concedere lo status di «storico» a un veicolo.

CHI PERDE – Il forte sconto assicurato dallo Stato alla tassa di possesso per un veicolo con più di venti anni, quando non se ne avrebbe diritto, ha comportato una riduzione di gettito per lo Stato nel solo 2013 pari a circa 130 milioni di euro. Pur salvaguardando le facilitazioni per i possessori di vere auto storiche ma con una più attenta gestione del sistema, le auto d’epoca originali avrebbero versato oltre 39 milioni di euro nel 2013 in tasse automobilistiche. L’erario avrebbe invece recuperato più di 117 milioni di euro dai veicoli ultraventennali privi di interesse storico e che per questo da assoggettare alla tassazione ordinaria. A questi vanno poi aggiunti 12,5 milioni di euro di gettito recuperabile dall’Imposta Provinciale di Trascrizione, per un totale, appunto, di quasi 130 milioni di euro.

IL VERO E IL FALSO – Tra questi 4 milioni di veicoli bisogna distinguere le auto “vecchie” da quelle di vero “interesse storico“: solo queste ultime sono meritevoli di ogni tutela giuridica, fiscale ed economica, perché trasmettono alle future generazioni un “valore” inestimabile da tramandare. Il fatto che l’80% di questi 4 milioni di veicoli valga molto meno di 10.000 euro dimostra invece che ci sono una miriade di auto obsolete, inquinanti e poco sicure che fino ad oggi sono riuscite ad approfittare della situazione legislativa. Le motivazioni di questa stortura sta soprattutto nel fatto che la legge ha delegato ad alcuni soggetti – perfino privati – il potere di riconoscere i vantaggi fiscali ai veicoli, senza però prevedere i più opportuni strumenti di controllo su come tale potere venga poi esercitato.

LE MAGLIE LARGHE – Due le criticità più evidenti dal lassismo nel settore. La prima è che i possessori di auto d’epoca debbano necessariamente associarsi a un club di auto storiche per ottenere la certificazione di storicità, pagando quindi per vedere riconosciuti diritti di legge. La seconda è la mancata attuazione dell’obbligo di redigere una lista univoca di modelli universalmente riconosciuti come storici da parte di quasi tutti i soggetti menzionati nell’articolo 60 del Codice della Strada, che elenca le strutture preposte alla certificazione dei diritti dei possessori di auto d’epoca. Solo la Federazione Motociclistica Italiana lo ha fatto. Altri soggetti come l’Automobile club Storico Italiano (Asi) sono state meno attenti. Così però si è passati dai 1.500 certificati di rilevanza storica rilasciati dall’Asi nel 2011 agli oltre 130.000 del 2012. Così riporta la Manovella, house organ dell’Associazione, nel numero dello scorso maggio. Troppe dunque.

LE ASSICURAZIONI – Teoricamente le auto d’epoca dovrebbero essere usate di rado per partecipare ad esempio a raduni. Meno percorrenza significa bassa rischiosità e comporta uno sconto fino al 30% della tariffa. Dunque l’iscrizione all’Asi serve anche a economizzare sulla Rc auto. Le compagnia hanno fiutato il pericolo e cominciano a rifiutare la polizza a veicoli non storici ma solo vecchi.

(Autore: Filippo Caleri – Il Tempo)

ACI Global è Business Partner della Mille Miglia

mille miglia

La storica gara di auto d’epoca prenderà il via 15 maggio da Brescia per farvi ritorno il 18, passando per Reggio Emilia, dopo quattro tappe con soste a Padova, Bologna e Roma.

E’ una Mille Miglia all’insegna dell’originalità, nel senso di fedeltà alle origini, sia per quanto riguarda le vetture accettate, che per quanto attiene la scelta del percorso. Quest’anno è previsto l’attraversamento di città che da molto tempo non erano state toccate: come per esempio L’Aquila, con un omaggio alla città colpita dal terremoto nel 2009.

Nell’edizione 2014 c’è – poi – l’introduzione della quarta tappa. Una novità voluta per dare più respiro ai partecipanti, che potranno così fare una sosta a Bologna prima di rientrare a Brescia, avendo l’opportunità di apprezzare ancor di più la bellezza dei territori attraversati.
L’arrivo a Brescia la domenica sarà un ulteriore motivo di festa per la Mille Miglia e per la città stessa, rispondendo all’obiettivo di rendere sempre più forte e visibile il legame tra la gara e la sua città e tra Brescia e l’Italia.

Mille Miglia infatti è un evento tutto italiano, uno dei più belli e affermati a livello mondiale!

Quest’anno saranno più di 435 gli equipaggi (per l’80% stranieri, tra cui è annoverata la presenza di personaggi famosi del calibro di Jeremy Irons e Adrien Brody) e 35 i Paesi rappresentati tra cui Stati Uniti, Russia, Giappone, Montecarlo, Germania, Regno Unito ma anche Thailandia e Hong Kong.

In strada modelli storici di Ferrari, Bugatti, Aston Martin, Bentley, Alfa Romeo, Jaguar, Porsche, Mercedes, Fiat, Lancia, Lotus, Maserati, tante altre ancora e…ACI Global!

Sarà infatti la Società controllata dell’Automobile Club Italia – scelta dall’Organizzazione come Business Partner (www.1000miglia.it) – a fornire agli equipaggi assistenza tecnica attraverso una gestione dedicata che darà un primo ausilio dalla Centrale Operativa ed invierà i mezzi di soccorso in caso di necessità.

Il tutto completato dalla presenza dell’innovativo mezzo di ACI Global, dedicato agli interventi di riparazione sul posto, “Depa Special” ACI 803.116, che presenzierà alle ultime tappe della storica Manifestazione.

Fonte: www.aciglobal.it