Il Governo rilancia la conciliazione

Mediazione - ProfessionistiOltre un milione di processi giacenti in meno. A questo punta il nutrito pacchetto di disposizioni sulla giustizia, che rappresenta uno dei cardini del decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Dove hanno trovato riscontro le anticipazioni del Sole 24 Ore e sono state inserite novità assolute come il ritorno in grande stile della conciliazione. L’insieme delle misure, ma soprattutto quelle su giudici ausiliari e mediazione, dovranno, nell’arco dei prossimi 5 anni, condurre a un aumento secco dei processi definiti dell’ordine di 957mila e a minori sopravvenienze per 200mila. Risultato, in termini di minori pendenze complessive: 1.157.000.

Dopo la sentenza della Corte costituzionale che nell’ottobre scorso ha bocciato le misure applicative sulla conciliazione obbligatoria sotto il profilo dell’eccesso di delega, il ministero della Giustizia torna alla carica prevedendo un tentativo obbligatorio di conciliazione ancora una volta come condizione di procedibilità. Un’obbligatorietà che però non fa più perno su una delega e quindi, nelle intenzioni dell’ufficio legislativo della Giustizia, non è più in conflitto con le conclusioni della Consulta.

Rispetto al vecchio assetto della conciliazione sono 8 i punti di novità che la relazione tecnica al decreto indica come qualificanti e, in gran parte, si sottolinea, in adesione alle richieste dell’avvocatura.

Nel dettaglio:
  1. Esclusione delle liti sulla responsabilità per danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti (le altre materie, dal condominio alle successioni sono confermate);
  2. Introduzione della mediazione prescritta dal giudice, fuori dei casi di obbligatorietà ex ante e sempre nell’area generale dei diritti disponibili;
  3. Integrale gratuità della mediazione, anche nel caso del punto precedente, per i soggetti che, nella corrispondente controversia giudiziaria, avrebbero avuto diritto all’ammissione al patrocinio a spese dello Stato;
  4. Previsione di un incontro preliminare, informativo e di programmazione, in cui le parti, davanti al mediatore, verificano con il professionista se sussistano effettivi spazi per procedere alla mediazione;
  5. Forfettizzazione e abbattimento dei costi della mediazione, in particolare di quella obbligatoria, attraverso la previsione di un importo contenuto, comprensivo delle spese di avvio, per l’incontro preliminare;
  6. Limite temporale della durata della mediazione in 3 mesi, invece di 4, trascorsi i quali il processo può sempre essere iniziato o proseguito;
  7. Previsione della necessità che, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, l’accordo concluso davanti al mediatore deve essere non solo omologato dal giudice, ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti;
  8. Riconoscimento di diritto, agli avvocati che esercitano la professione, della qualità di mediatori.

In particolare, sulla falsariga di quanto previsto per il processo del lavoro, il giudice civile, alla prima udienza o sino al termine dell’istruzione, formula alle parti una proposta transattiva o conciliativa. Il rifiuto della proposta senza giustificato motivo costituisce comportamento valutabile ai fini del giudizio.

Autore: Giovanni Negri – Il Sole 24 Ore (Articolo originale)

1ST COMPLEXITY MANAGEMENT SUMMER SCHOOL

25 luglio – 4 agosto 2013
Villa Agellis – SPOLETO (PG)
Villa Agellis SPOLETO (PG)
Spero di farTi cosa gradita segnalandoTi che il Complexity Institute di Genova organizza la 1St Complexity Management Summer School che si svolgerà dal 25 luglio al 04 agosto 2013 a Spoleto, nello splendido borgo di «Villa Agellis». La Summer School di alta formazione è destinata a manager e professionisti ed il Focus per il 2013 è il “Decision Making in contesti complessi”.

La complessità è un nuovo e potente punto di vista sistemico delle relazioni di business fondato sulla consapevolezza dell’interdipendenza e dell’emergenza bottom-up dei fenomeni aziendali. Il mondo degli affari è sempre più confuso ed imprevedibile. Il risultato dei comportamenti personali è sempre più incerto, soprattutto quando si fa ricorso ai tradizionali strumenti riduzionistici. Per accrescere le possibilità di assumere decisioni efficaci è essenziale per manager e professionisti comprendere e descrivere in modo puntuale le dinamiche che determinano il contesto in cui si deve decidere. Solo così si assume piena consapevolezza e responsabilità dei possibili effetti delle proprie azioni.

In questa Summer School si applica un innovativo modello educativo di “intensive co-teaching & co-learning”. Un prestigioso team di docenti e professionisti esperti di teoria e pratiche della complessità offre ai partecipanti la possibilità di acquisire un «Complexity Skills Set » per presidiare con efficacia i mutamenti in ambienti ad elevata complessità. Laboratori interattivi e collaborativi, open mind in plenaria e dialoghi generativi permettono agli inneschi teorici di diventare con immediatezza delle buone pratiche.

Il team di docenti è composto da Alberto De Toni dell’Università di Udine, Alberto Gandolfi dell’Università di Lugano, Alessandro Cravera di Newton – Gruppo Sole 24 Ore, Marinella De Simone Presidente del Complexity Institute Aps, Dario Simoncini dell’Università di Chieti-Pescara e Valerio Eletti del Complexity Lab dell’Università Sapienza di Roma.

Se desideri avere maggiori informazioni e scaricare il Program Book visita il nostro sito

WWW.COMPLEXITYINSTITUTE.IT

Ti ringrazio di cuore per la lettura e per l’ascolto

Resto a Tua disposizione per qualsiasi ulteriore informazione desiderassi su questa iniziativa

Dario Simoncini

 

“Ogni giorno chiude una conessionaria”… e con lei anche le officine

italia politica  10/04/2013 | La crisi non accenna ad allentare la presa sulle reti vendita-assistenza italiane, con la conseguente chiusura di molte aziende, che crea “buchi” nella copertura territoriale, anche dal punto di vista dei centri di assistenza/riparazione. Vediamo, da un’indagine a campione sulle case auto più note, quali sono le regioni più colpite

A ottobre del 2012 Jaques Bousquet, presidente UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), dichiarava “Ogni giorno chiude un’autoconcessionaria”, a inizio marzo 2013 un’indagine del Sole 24 Ore conferma questa preoccupante dichiarazione.
Dallo studio fatto dal quotidiano risulta, infatti, che le concessionarie auto non sono più in grado di fronteggiare il difficile periodo attuale risultando costrette a chiudere, indipendentemente che si trovino a nord, al centro o al sud. Questa situazione, già di per sé problematica, si aggrava se si considera che i centri di assistenza autorizzati seguono a ruota le case auto nel loro declino.

La crisi del comparto non fa distinzioni di regione o di marca, si trovano costretti a chiudere sia gli showroom di grandi marchi prestigiosi, sia quelli delle più comuni citycar, l’elenco completo dei quali è stato pubblicato dal Sole 24 ore.
Questo fenomeno lascia di conseguenza il territorio nazionale sprovvisto di centri di assistenza di un brand piuttosto che un altro.
In seguito ad una ricerca dei concessionari sui siti web delle case auto, risulta che le regioni che ne pagano maggiormente le conseguenze sono fondamentalmente tre: Molise e Basilicata al centro, seguite dalla Valle d’Aosta al nord.
In  questo contesto il caso più rilevante è, comunque, il Molise, in cui è impossibile trovare concessionari autorizzati BMW, Chrysler, Citroen, Dahiatsu, KIA e Mazda. In Basilicata non esiste la Land Rover e, infine, non c’è nessuna possibilità di procurarsi né una Chrysler né una KIA in Val d’Aosta.

È evidente quale sia il danno in termini economici per i centri d’assistenza autorizzati, ma va considerato che questa situazione può giocare a vantaggio degli autoriparatori indipendenti.
La nuova BER 2012, infatti, garantisce ai proprietari di automobili nuove (dunque ancora in garanzia) di effettuare interventi di tagliando in qualunque officina a loro scelta. L’autoriparatore, di conseguenza, può scegliere autonomamente quali ricambi utilizzare, se di marca o semplicemente di qualità equivalente, e la garanzia decadrebbe unicamente se fosse dimostrato che il danno è conseguente all’intervento dell’autoriparatore o determinato da un difetto del ricambio stesso.