Come guidare per risparmiare carburante?

Come comportarsi al volante per risparmiare carburante: molti automobilisti pensano che osservare le norme dell’ecoguida significhi soltanto procedere più lentamente. Niente di più sbagliato. Guidare in modo più economico e sicuro vuol dire semplicemente accelerare e frenare in modo più intelligente.

È opinione comune che, per risparmiare carburante, occorra accelerare, mantenendo il numero di giri più basso possibile, evitare di scalare marcia o, peggio ancora, mettere il cambio in folle. Le vere regole d’oro dell’ecoguida, da adottare sempre, sono invece ben diverse.

LE REGOLE DA SEGUIRE AL VOLANTE PER RISPARMIARE CARBURANTE

  • Ricorrere alla massima potenza disponibile per il minor tempo possibile (per esempio, solo nelle partenze da fermo, sulle salite e nei sorpassi);
  • raggiungere la velocità desiderata più rapidamente possibile, senza spingere sui rapporti corti ed eventualmente saltando alcune marce;
  • raggiunta la velocità desiderata, utilizzare il rapporto più lungo, così da mantenere il motore in regime di coppia.

Queste indicazioni devono essere osservate soltanto se le condizioni lo consentono, senza mai compromettere la sicurezza di marcia.

LA MASSIMA POTENZA DISPONIBILE

A supporto della bontà di queste semplici regole per risparmiare carburante, ricorriamo a un esempio d’immediata comprensione. Tutti abbiamo provato a pedalare, accorgendoci che il massimo della fatica fisica, salite a parte, lo facciamo quando mettiamo in azione la bicicletta e fino a quando non raggiungiamo una velocità che richiede uno sforzo minimo per l’avanzamento.

Lo stesso vale per il motore. Raggiungendo nel più breve tempo possibile il regime di coppia (che garantisce un consumo minimo in relazione alla velocità), il motore faticherà per un intervallo minore. Questo, però, si ottiene accelerando con decisione.

All’inizio della fase di accelerazione, a un basso numero di giri corrisponde un consumo elevato. Quando il motore raggiunge una certa velocità, quella dove la coppia è massima, il consumo specifico (cioè quello diviso in grammi di combustibile diviso per la potenza erogata e il tempo di funzionamento) diventa minimo. Continuando ad accelerare oltre il regime di coppia massima, il consumo specifico s’impenna.

Sulle auto è impossibile dare un’indicazione universalmente valida del massimo rendimento del motore (con l’ottimizzazione del relativo consumo in termini di chilometri per litro di carburante). Il regime di coppia varia da motore a motore. Occorre quindi scoprirlo all’interno del libretto d’uso e manutenzione che accompagna ogni veicolo.

I VALORI

In genere, quando si è alla guida di un’auto diesel  il regime di coppia massima è compreso tra i 1.500 e i 2.000 giri/minuto, mentre per un turbobenzina si va da 2.000 a 3.000 giri/minuto e per un benzina aspirato da 3.000 a 4.000 giri/minuto.

È necessario, quindi, tenere il più possibile sotto controllo la lancetta del contagiri, in modo da mantenere il motore sempre vicino al regime di coppia massima, dove si ottiene il massimo rendimento e quindi il consumo minimo.

Fondamentale l’utilizzo del cambio, per scegliere la marcia che mantiene il motore entro il regime di funzionamento ottimale. È conveniente, quindi, passare rapidamente alla marcia superiore non appena la lancetta del contagiri segna l’avvenuto ingresso in regime di coppia (nel caso del cambio automatico, da evitare il più possibile la manovra di kick-down, che si attua singendo a fondo il pedale dell’acceleratore per ottenere l’inserimento di una marcia più bassa e una pronta ripresa).

Al contrario, se manteniamo il motore sotto il regime di coppia (ovvero sotto-coppia), la potenza disponibile si riduce. Di conseguenza, il propulsore è poco pronto, quindi poco sicuro nel caso si abbia un improvviso bisogno di potenza (per esempio, in un sorpasso).

Se, viceversa, il motore viene mantenuto sopra il regime di coppia (cioè sovra-coppia), la potenza a disposizione aumenta. Sarà quindi possibile incrementare la velocità, ma il consumo salirà. È bene ricorrere al regime di sovra-coppia solo in fase di sorpasso, quando lo spazio per compiere la manovra è ridotto.

Approfondisci su fonte: Gli altri trucchi da adottare per ridurre i consumi 

Le parole chiave dell’automotive

  Quando ci facciamo fare un sito da un professionista ci chiede qualche centinaio di parole chiave con cui indicizzarlo. Ma quali sono le parole chiave o Tagkeyword che di si voglia di un sito che parla di auto?

Noi abbiamo selezionato queste. Se ne avete altre inseritele tra i commenti, le metteremo nel “lago di parole” qui sotto

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VEICOLI GRAVEMENTE INCIDENTATI E CULTURA DELLA SICUREZZA

XXXIV Convegno Nazionale AICIS      
Torino  23 – 24 ottobre 2015 

 francobollo sicurezza

Almeno il 20% circa dei veicoli che subiscono un incidente, risulta gravemente incidentato! Ed il suo proprietario non ne è neppure consapevole!

Questa la riflessione alla base del convegno dal titolo:

VEICOLI GRAVEMENTE INCIDENTATI E CULTURA DELLA SICUREZZA

Sicurezza stradale preventiva e controllo del parco circolante in seguito ad incidente stradale

Quanti veicoli vengono inviati a revisione straordinaria a seguito di un incidente stradale?

L’attuale normativa e formazione degli operatori di Polizia permette di garantire che circolino esclusivamente veicoli sicuri?

Queste le domande alle quali si propone di rispondere il XXXIV convegno dell’Associazione Italiana dei Consulenti di Infortunistica Stradale, attività per la quale, nel corso della vigente legislatura è stato presentato un Disegno di Legge per la valorizzazione delle professionalità degli Esperti di Veicoli e Danni a Cose, che potrebbero assumere un ruolo importante di garanzia sulla sicurezza di tutti i veicoli in circolazione, con responsabilità anche penali rispetto al loro operato.

Un veicolo in circolazione non  deve solo essere “bello esteticamente” ma deve essere stato riparato secondo le indicazioni previste dal costruttore e la “conformità” deve essere verificata per garantire la circolazione in sicurezza.

Oggi un veicolo che, secondo le norme del codice della strada, non dovrebbe circolare perché non adeguatamente idoneo, di fatto potrebbe essere guidato finché la revisione periodica non ne dovesse determinare la sospensione dalla circolazione. I veicoli coinvolti in gravi incidenti, ovvero con il coinvolgimento degli organi di guida, delle sospensioni, dei sistemi di sicurezza o della scocca, difficilmente vengono inviati a revisione straordinaria, se non quando completamente distrutti.

Revisione che, peraltro, ad oggi accerterebbe solo l’aspetto estetico ed il funzionamento dei vari apparati, senza approfondimenti sulla reale qualità dell’intervento riparativo effettuato. 

Ma quanti riflessi negativi, quante vite umane, quali costi sociali, quanti giorni di vita sana, e quanti di attività lavorativa vengono persi in conseguenza di riparazioni non effettuate e/o non eseguite correttamente e perfettamente? Il bilancio è certamente superiore alle centinaia di milioni di euro!

In Francia ed in Belgio, solo per citare l’Europa, la problematica è stata affrontata e le norme sul ritiro della carta di circolazione e sulle metodologie d’ispezione del mezzo “gravemente incidentato”, sono inserite nel Codice della Strada e vengono normalmente svolte nell’ambito degli accertamenti per i risarcimenti assicurativi.

L’obbligo di mantenere il veicolo in perfetta efficienza affinché possa circolare e la certezza che un veicolo con danneggiamenti importanti possa essere sospeso dalla circolazione, influisce sulla consapevolezza del pericolosità della guida  e sulla cultura della sicurezza stradale.

Per questo gli Esperti di Veicoli e Danni a Cose stanno riunendo a Torino il Direttore Generale della Motorizzazione , la rappresentanza del settore auto  dell’Associazione tra le imprese di Assicurazione, una rappresentanza nazionale dei Giudici di Pace e degli agenti di assicurazione, Avvocati civilisti e penalisti, insieme ad alcuni parlamentari ed al Segretario Generale della FIEA (la Federazione internazionale degli esperti automobilistici).

Il legislatore, attraverso il coinvolgimento degli organismi tecnici del MIT dovrebbe promuovere una innovazione delle norme, finalizzata alla costante verifica della conformità della circolazione al codice della strada e della conformità delle riparazioni alle prescrizioni dei costruttori, questo l’auspicio di AICIS

Referenti Stampa Marco Mambretti    Andrea Olivieri    

Auto: focus su innovazione e tecnologia

ACI Global supercar Nei giorni dal 10 al 12 ottobre si è svolta alla Fiera di Roma l’evento automobilistico “SUPERCAR”focalizzato sulle eccellenze del mondo delle auto. L’evento ha ospitato auto non convenzionali (da competizione, sportive, esclusive, artigianali, personalizzate); grandi ospiti, tra cui Giancarlo Fisichella ex pilota di Formula Uno, attualmente impegnato nel Mondiale Endurance e Tony Elias,  pilota spagnolo protagonista del mondiale Superbike; iniziative spettacolari e sorprendenti per una inedita full immersion di tre giorni nel mondo dei motori.

All’interno della Manifestazione una sezione interamente dedicata alla mobilità sostenibile e alle nuove tecnologie: “EcoTech Mobility”, organizzata in partnership con MES – FIERA ROMA – Polo Innovativo Mobilità e Sicurezza Stradale e con il patrocinio di Roma Capitale, Regione Lazio, ACI,  ACI Consult e Camera di Commercio di Roma. Un’area polifunzionale dove momenti di informazione e formazione alla Sicurezza Stradale, si sono alternati a spazi espositivi per le innovazioni Tecnologiche dedicate alla mobilità sostenibile, sistemi di ricarica elettrici, biocarburanti, carburanti e combustibili che riducono le emissioni nocive in atmosfera, veicoli alimentati a GPL e metano, veicoli elettrici, ibridi e veicoli da competizione ad energie alternative.

In questo contesto si inserisce ACI Global, già fornitrice di assistenza a veicoli elettrici (dal 2013 è Provider di Assistenza in Italia di TESLA Motor, la più sportiva tra le auto elettriche) e a idrogeno (da quest’anno è Assistance Partner del progetto HyFIVE, la più importante iniziativa europea che ha portato 110 automobili a idrogeno sulle strade di tutta Europa) che dimostra ancora una volta il proprio impegno e la capacità di agire in prima fila per sostenere lo sviluppo di mobilità innovativa ed eco-sostenibile.

Una nota infine sui 3.000 metri quadrati allestiti nell’area esterna ai padiglioni, con piste riservate alle competizioni e alle esibizioni mozzafiato di drifting e di  stuntman. Velocità, quindi, ma anche sicurezza stradale: spazio ha avuto infatti anche ACI Vallelunga, che per l’occasione ha messo in palio decine di corsi di Guida Sicura, da svolgersi presso il Centro ACI-Sara attiguo al circuito romano Piero Taruffi.

Riportiamo per concludere le parole di Marco Ferrari, di ACI CSAI che a proposito di questa partnership ha dichiarato: “Il nostro impegno è quello di offrire un vero e proprio spettacolo sul mondo delle auto e di trasmettere ai visitatori quell’adrenalina che li inviterà a tornare alla prossima edizione e a fare diSupercar Roma Auto Show un importante appuntamento dell’anno”.

Per approfondimenti:

www.supercarshow.it

Dal 1954 ACI Global garantisce sicurezza a chi si muove, sempre e dovunque.

7 giorni su 7 – 24 ore su 24

AICIS al Senato

 

 

Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo Aicis Lazio di Facebook

albo periti

albo periti 2

Disegno di Legge

ALBO PERITI
(Albo Nazionale degli Esperti di Veicoli e Danni a Cose)
Giovedì 3 luglio 2014
Incontro in Senato
a Roma Lunedì 7 luglio 2014
Riunione dei Periti
in varie città d’Italia
La costituzione di un ALBO PERITI è un significativo momento di svolta a garanzia della collettività per la trasparenza di indennizzi e risarcimenti conseguenti a qualsiasi tipo di evento dannoso. Attraverso l’istituzione dell’Albo degli Esperti di Veicoli e danni a cose, il Perito diventa una reale figura di garanzia, terza rispetto agli interessi delle parti, con le tutele, gli obblighi e le responsabilità derivanti dalla qualifica di incaricato di pubblico servizio.
Per poter concretizzare le garanzie che le attività peritali sono in grado di offrire alla collettività, occorre una disciplina che renda possibile armonizzare il modus operandi degli esperti, garantendo al tempo stesso al Perito la possibilità di respingere ogni forma di condizionamento esterno, attraverso la previsione di sanzioni nei confronti dei committenti che provino a violare l’indipendenza ed oggettività di giudizio del tecnico iscritto all’Albo.Il mercato ha bisogno di professionisti che garantiscano la sicurezza e la conformità di ogni tipo di ripristino dei danneggiamenti subiti da beni mobili o immobili, registrati e non.
Le linee guida dell’etica e deontologia professionale devono essere dettate dagli operatori di settore, secondo le normative internazioni sulla libera prestazione dei servizi in ambito comunitario e verificate puntualmente dall’Albo, con poteri di richiamo e sanzionatori nei confronti degli iscritti. Terzietà, professionalità, oggettività ed equidistanza devono essere le caratteristiche della quotidiana operatività di ogni iscritto all’Albo, indipendentemente dal committente.

Trasparenza e dialogo tecnico costruttivo con le parti, i riparatori ed i colleghi, secondo i criteri di conformità dettati dai produttori di veicoli e cose, al fine di garantire la sicurezza di ogni bene che abbia subito danni, devono essere le caratteristiche operative di ogni specialista.
La denuncia di ogni tentativo di condizionamento, l’aggiornamento permanente ed il rispetto del codice etico e deontologico sono gli strumenti attraverso i quali realizzare il servizio alla collettività, svolto attraverso l’attività professionale di ogni iscritto all’Albo.

 

Incontro in Senato Giovedì 3.7.2014
Il 3 luglio prossimo, AICIS sarà in un’aula del SENATO per illustrare il progetto di legge che è stato presentato con l’intento di avvicinare la professione dell’esperto di veicoli e danni a cose alle reali necessità ed ai diritti del cittadino. Ciò garantirà, attraverso professionalità ed oggettività di giudizio, tutte le parti coinvolte in un evento dannoso, così come quelle che pur non avendo subito alcun sinistro, ma godendo di garanzie assicurative, hanno interesse all’assenza di speculazioni e frodi, che si ripercuotono negativamente sui premi assicurativi.

 

Riunioni di Periti in varie città d’Italia Lunedì 7.7.2014

Il primo attore che deve maturare consapevolezza sul proprio modo di operare ed agire deve essere il PERITO , il quale è invitato a valutare ed intervenire il 7 luglio 2014 in incontri organizzati simultaneamente su tutto il territorio italiano con un collegamento in diretta.

Stop incidenti, a Torino flash mob sulla sicurezza

incidente-moto1 Il 31 maggio prossimo, la città di Torino sarà teatro dell’ evento che punta a richiamare l’attenzione sulle vittime delle due ruote. Appuntamento in via Roma.

l prossimo 31 maggio via Roma sarà invasa da un migliaio di persone, tutte aderenti al flash mob organizzato dall’associazione Tre Merli Sotto Shock e da Panathlon Club Torino.

  • Sensibilizzare ed informare

Lo scopo degli organizzatori è, ovviamente, quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza stradale, oltre a nutrire la speranza che, anche ai “piani alti”, ci si rimbocchi le maniche per operare al meglio per far si che gli incidenti, soprattutto per ciò che concerne le due ruote, siano il più possibile evitati.

Dalle 14 alle 18 verranno simulati alcuni incidenti stradali in moto, con tanto di comparse che si fingeranno ferite e decedute e un’ambulanza vera.

Siamo da sempre sensibili al tema degli incidenti stradali, soprattutto quando rimane coinvolto un motociclista” le parole di Nico Marinelli, presidente dell’associazione Tre Merli Sotto Shock. ”Con il flash mob vogliamo portare all’attenzione della gente ciò che purtroppo avviene ancora troppo spesso sulle strade di Torino. Sperando che serva a sensibilizzare anche l’amministrazione sul tema”.

SimoneMassari 

Torinotoday

Sistemi di sicurezza in moto: guida al viaggio su due ruote

La sicurezza nelle strade è una tematica centrale per tutti i conducenti, in particolar modo per i centauri, che proprio in virtù della struttura del loro mezzo sono maggiormente esposti a gravi conseguenze in caso di sinistro. Attualmente i fattori che incidono di più sulla loro sicurezza sono il casco, il sistema frenante e l’abbigliamento protettivo indossato. Sebbene in alcuni casi gli incedenti non possano essere evitati, è importante prevenire eventuali danni a se stessi e ad altri veicoli scegliendo un’assicurazione adeguata alle proprie esigenze. Le compagnie online offrono tantissime agevolazioni rispetto a quelle tradizionali, e con l’aiuto dei siti comparatori online diventa semplicissimo scegliere quella più conveniente: confronta qui le migliori proposte e scegli la migliore e la più adatta assicurazione online per la tua moto.

Sovente alcune compagnie propongono dei pacchetti completi che includono polizze furto/incendio o coperture contro gli atti vandalici, ma in certi casi queste misure si rivelano inutili a seconda del contesto in cui si vive e del luogo in cui si custodisce la propria moto. Per questo e per tanti altri motivi è consigliabile appoggiarsi alle compagnie di comparazione di assicurazioni online, come ad esempio www.assicurazioniemoto.it, che consentono di risparmiare sull’assicurazione della propria moto senza intaccare la qualità del servizio offerto. Ma se i danni ai veicoli possono essere reintegrati con la stipula di una buona assicurazione quelli alle persone sono l’aspetto più temuto in caso di sinistro.

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Tra gli elementi menzionati in precedenza, il casco riveste un ruolo chiave nelle dotazioni di sicurezza che un motociclista può adottare per tutelare la sua incolumità fisica. E’ importantissimo scegliere un casco omologato e diffidare da quelli che non hanno passato i test di sicurezza: nonostante il costo ridotto possa apparire allettante bisogna sempre tenere a mente che la vita non ha prezzo. Attualmente esistono tre tipologie principali di caschi in commercio: quella integrale, quella modulare e i caschi jet o aperti. Questi ultimi sono tra i più diffusi in quanto vengono utilizzati in contesti urbani, da mezzi di piccola cilindrata e motorini. I caschi modulari sono una via di mezzo tra gli altri due modelli, dal momento che consentono al motociclista di aprire la mentoniera e adattare il casco alle esigenze di guida. La prima tipologia invece, che costituisce circa il 25% del mercato è quella dedicata ai veri e propri centauri, che utilizzano moto potenti e che non di rado vanno anche in pista.

I materiali utilizzati per il rivestimento esterno sono due: la fibra di Kevlar e Carbonio e il materiale termoplastico. Ovviamente i primi sono quelli più sicuri, vista anche la tecnologia adottata nella produzione, ciononostante anche i secondi sono in grado di fornire un’adeguata protezione in caso di impatto. L’imbottitura viene realizzata nella maggior parte dei casi in poliuretano espanso, ideale per assorbire gli urti, e viene ricoperta da tessuti in nylon e cotone, che rimangono morbidi al tatto. I caschi variano anche a seconda del metodo di chiusura adottato: attualmente i più diffusi sono due, uno rapido a scatto e uno ad anello, più complesso da allacciare ma più sicuro.

Non va sottovalutato nemmeno il sistema d’areazione, specialmente nei caschi integrali in quanto la visiera potrebbe appannarsi facilmente in inverno compromettendo la visibilità del conducente. Secondo i dati Istat nel decennio che va dal 2001 al 2010 i decessi causati da incidenti stradali sono diminuiti di oltre il 40%, ma questo soprattutto grazie ai sistemi di sicurezza installati sulle auto. Per quanto riguarda gli incidenti mortali sulle due ruote il dato non ha avuto lo stesso miglioramento, per questo motivo si stanno sperimentando nuovi sistemi di sicurezza in modo da ridurre la mortalità anche nel decennio in corso. Tra i più attenti alla questione spicca la collaborazione tra Dainese e il Trauma Team del Niguarda, che portano avanti un progetto mirato ad implementare la sicurezza dei motociclisti. Basandosi su accurate rivelazioni le due forze stanno cooperando per realizzare un sistema di air-bag (D-Air) da integrare sulle moto di nuova generazione.

La sicurezza per gli emofilici arriva dalla Formula 1

braccialetto per emofilici

FedEmo sale a bordo della Formula 1 per lanciare un importante messaggio: nel campo dell’emofilia la ricerca avviene anche grazie ai supporti tecnologici.La Federazione delle Associazioni Emofilici decide infatti di sposare “Sa.Me.Da.® Safety Medical Database”, progetto dell’ex pilota Ivan Capellipresentato a Roma in occasione della X Giornata Mondiale dell’Emofilia. Dunque, non solo farmaci long acting e terapia genica ma anche sicurezza per i pazienti che soffrono di questa rara malattia genetica (in Italia sono oltre 9.000 le persone affette da questa patologia e da altre Malattie Emorragiche Congenite MEC).

Da oggi la comunità emofilica ha a disposizione “Sa.Me.Da.® L.I.F.E.® Local Infomed For Emergency”, un supporto tecnologico in fase di sperimentazione che garantisce una maggiore sicurezza nell’emergenza/urgenza medica.

Merito di Ivan Capelli, che ha deciso di iniziare una collaborazione con FedEmo.L’attuale commentatore per la RAI del Circus è il testimonial della Giornata.

Il braccialetto “Sa.Me.Da.® L.I.F.E.® Local Infomed For Emergency” consiste inuna vera e propria chiavetta USBIl sistema è già impiegato in forma di pendaglio dai meccanici della scuderia della Toro Rosso, mentre in forma di braccialetto è in uso nella sperimentazione, definita congiuntamente con CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana), in cinque Campionati Italiani, tra cui il prestigioso Campionato Italiano Gran Turismo.

In caso di emergenza/urgenza, il sistema Sa.Me.Da.® L.I.F.E.® garantisce l’identificazione della persona da parte del personale sanitario e l’accesso ai suoi dati direttamente sul luogo del sinistrotramite smartphone o computer, evidenziando eventuali aspetti medici da tenere in considerazione nelle operazioni di primo soccorso.

 

I tanti sportivi che convivono con l’alta velocità – dichiara Ivan Capelli– evitano di pensare al pericolo: lo ignorano. Nel mio percorso da pilota automobilistico, non immune da incidenti, mi sono reso conto di quanto fosse importante poter fruire delle proprie informazioni mediche, migliorando l’intervento dei soccorritori nell’urgenza o nell’emergenza. Si tratta di un grande incremento della sicurezza personale, accessibile anche per le realtà lontane dal mondo sportivo ma vicine ad esso per necessità. Per questo motivo si è creato con FedEmo il desiderio di cominciare un progetto congiunto, sfruttando le reciproche esperienze e peculiarità.”

 

Il braccialetto sarà proposto ad alcuni Centri Emofilia pilota che lo renderanno disponibile. Sarà inizialmente utilizzato da pazienti giovani perché più pratici nell’interagire con le nuove tecnologie. Il braccialetto è la parte visibile del sistema: il software che lo supporta è in realtà un elemento altrettanto importante, poiché consente l’inserimento di dati clinici sia da parte dei professionisti del settore sanitario sia da parte dei pazienti, garantendo la gestione dei dati secondo più livelli di privacy. Una volta inseriti nel sistema Sa.Me.Da.®, i dati sono a disposizione per essere trasferiti nella memoria da 8 Giga del braccialetto che, da quel momento, è consultabile sia attraverso l’impiego di uno smartphone sia da ogni PC dotato di connessione USB. I Centri Emofilia disponibili individueranno una serie di pazienti sul quale testare il progetto, che vede i clinici parte attiva e determinante per la correttezza e la qualità dei dati che saranno inseriti nel sistema e, di conseguenza, nel braccialetto.

 

GAS Communication

Il seggiolino diventa gonfiabile Si gonfia con lo smartphone

Pesa la metà dei modelli tradizionali ed entra dentro un borsone da viaggioProgettato dalla Volvo è fatto di un materiale speciale di derivazione militare

volvo segiolino di Elmar Burchia

Pesa meno cinque chili, si gonfia in quaranta secondi e si sgonfia automaticamente grazie a una pompa integrata (silenziosa). E infine si mette nello zaino. Misura 45 x 50 x 20 centimetri ed è dotato di una connessione Bluetooth. Cos’è? Il rivoluzionario seggiolino sviluppato da Volvo. Per la gioia di mamma e papà.
È grande come uno zaino

I genitori con figli piccoli lo sanno fin troppo bene: quanto può essere seccante, ingombrante e a volte difficoltoso montare e spostare il seggiolino in auto. La casa automobilistica svedese ha progettato il seggiolino per bambini «intelligente», ma soprattutto pratico. Per ora si tratta solo di un prototipo. Ma un prototipo davvero ingegnoso. Il seggiolino gonfiabile si monta in senso opposto alla direzione di marcia e, sottolinea il costruttore, offre lo stesso livello di sicurezza di quelli tradizionali. È pure dotato di una connessione Bluetooth: si può gonfiare e sgonfiare attraverso il pulsante o dallo smartphone, grazie all’app abbinata. Spiega Lawrence Abele, il designer dell’innovativo seggiolino: «Può risultare comodo quando il genitore (il nonno o la tata) viaggia in taxi, in un’auto a noleggio, in aereo o in autobus», tutte situazioni in cui solitamente si deve fare affidamento solo sulle misure di sicurezza disponibili. Pesa la metà di un seggiolino attuale e può essere infilato in un borsone da viaggio, insieme a tutti gli altri oggetti del bambino, o riposto nel bagagliaio. È fatto di un materiale chiamato «drop stitch», spiega Volvo, sviluppato principalmente in ambito nautico e militare. Unico neo: la casa svedese (nel frattempo finita nelle mani di un produttore di automobili cinese), non ha ancora rivelato quando (o se) arriverà in commercio.

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SICUREZZA STRADALE, PARTE IL PROGETTO FEDERTRASPORTI – FONDAZIONE ANIA CON TELECAMERE SUI MEZZI PESANTI

Autotrasporto Imc Tecnologia e sicurezza stradale. Un binomio che si fa sempre più stretto e che si conferma nella nuova iniziativa di Fondazione ANIA e del Gruppo Federtrasporti, attraverso la società Federservice (che all’interno del gruppo si occupa di servizi assicurativi, formativi, editoriali). Per contrastare incidenti e truffe assicurative – si legge in una nota – è partito un progetto pilota che prevede l’installazione su 2.000 veicoli – circa cioè il 40% del proprio parco veicolare di camion e furgoni – di una piccola telecamera (chiamataRoadscan) dotata di accelerometro e localizzatore Gps, che diventa a tutti gli effetti un testimone in grado di ricostruire un incidente in maniera oggettiva.

Con questo test, il primo del genere a essere condotto in Europa nel mondo del trasporto pesante, il Gruppo Federtrasporti reputa di ottenere “un prezioso aiuto in quel pluriennale percorso verso la riduzione degli incidenti che, a partire dal 2002, quando la frequenza sinistri dei suoi veicoli si attestava intorno al 72,8%, è arrivata nel 2013 al 33,4%“.

Un esperimento simile è stato già condotto dalla Fondazione ANIA sui bus che svolgono servizio urbano in alcune città d’Italia. L’idea del progetto sviluppato con Federtrasporti, è quella di monitorare ciò che accade anche in ambito extra urbano.

«Nel periodo in cui abbiamo monitorato i bus – spiega Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA – abbiamo rilevato delle caratteristiche ricorrenti nei sinistri che riguardano i mezzi di trasporto pubblico urbano. In molti casi, ad esempio, abbiamo rilevato che gli incidenti sono dovuti a momenti di distrazione degli autisti. Con questo esperimento, vogliamo capire quali sono le cause più ricorrenti che provocano gli incidenti stradali in cui sono coinvolti i mezzi di trasporto pesante. I roadscan, inoltre, consentono di ricostruire le dinamiche dei sinistri, attribuendo le giuste responsabilità. I dati che si ricavano da queste osservazioni, costituiscono un’ottima base per la formazione degli autisti».

Va sottolineato – prosegue la nota – che le telecamere agiscono nel totale rispetto della privacy e, oltre a garantire la ricostruzione in maniera oggettiva di un sinistro e a porre un argine alle truffe assicurative, hanno anche un’altra funzionalità. La loro collocazione in cabina “incoraggia la concentrazione dell’autista e produce un effetto deterrente rispetto a comportamenti di guida errati“. Effetto che pare confermarsi anche sul campo, visto che «nessuno dei veicoli su cui sono state installate alcuni mesi fa le prime telecamere – riscontra Valerio Baldi, Responsabile dell’Ufficio Assicurativo di Federservice – ha denunciato sinistri».

COME FUNZIONA LA ROADSCAN
Il modello di telecamera scelto da Federservice per la sperimentazione si chiama Roadscan PRO. Viene applicata sul parabrezza del veicolo e collegata al vano motore tramite una semplice installazione. A quel punto è in grado di memorizzare immagini e dati di guida verificatisi prima e dopo l’incidente, ricostruendone così l’intera dinamica. Per la precisione la telecamera registra la traccia video, un accelerometro rileva gli scostamenti di velocità lungo i tre assi (quindi anche sobbalzi o scostamenti laterali), mentre un GPS localizza posizione del veicolo, data e ora.

La registrazione avviene automaticamente quando il sistema rileva una variazione di accelerazione superiore a uno dei valori di soglia impostati e tiene in memoria il periodo precedente e quello successivo a tale variazione, così che se effettivamente questa coincide con un sinistro potrà essere utilizzata. Roadscan PRO conserva in una memoria interna oltre 60 eventi con sovrascrittura dei più remoti, ma protezione di quelli di più grave entità. Il trasferimento delle informazioni dal sistema al PC avviene tramite una semplice scheda SD, identica a quella in uso sulla fotocamere, ma può essere effettuato anche tramite wi-fi.

Intermedia Channel

Auto: Parlamento Ue, dispositivo e-Call obbligatorio da 2015

Heero(ASCA) – Roma, 26 feb 2014 – I dispositivi di chiamata di emergenza che allertano automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidenti stradali dovranno essere installati su tutti i nuovi modelli di auto e furgoni leggeri entro ottobre 2015. Lo prevede un disegno di legge approvato oggi dal Parlamento europeo, che indica ai fabbricanti di autoveicoli il mese di ottobre del prossimo anno come termine ultimo per installare i dispositivi ”eCall” su tutti i nuovi modelli. Tuttavia, per soddisfare la richiesta delle industrie di concedere piu’ tempo per sviluppare e testare il sistema, i deputati hanno concesso la possibilita’ di posticipare il termine stabilito. In caso di incidenti stradali gravi, il sistema ”eCall” di bordo utilizza il numero telefonico 112 per allertare automaticamente i servizi di emergenza, indicando la posizione esatta per permettere di raggiungere piu’ rapidamente il luogo dell’incidente, salvare vite umane e ridurre la gravita’ delle lesioni. Nel 2012, sono stati registrati 28.000 vittime e un milione e mezzo di feriti a causa di incidenti stradali avvenuti nell’UE. red-uda/

Ravenna, sicurezza stradale: avviata una serie di controlli presso i diversi “Centri Revisioni Veicoli”

La Sezione Polizia Stradale di Ravenna ha avviato controlli presso i diversi “Centri Revisioni Veicoli” della provincia di Ravenna per riscontrare la correttezza delle verifiche tecniche

Effettuare alcune verifiche tecniche determina la qualità del “parco circolante” sulle nostre strade, quindi vi è un diretto collegamento tra efficienza dei mezzi e sicurezza stradale.
Tali controlli, coordinati dalla “Squadra di Polizia Giudiziaria” della Polstrada, ed effettuati con l’ausilio delle pattuglie adibite al controllo della viabilità ordinaria,  hanno subito portato al sequestro di un autoveicolo e della relativa carta di circolazione.
Tale provvedimento si è determinato quando gli agenti hanno controllato visivamente il veicolo rilevando che aveva il gruppo ottico posteriore destro infranto, la carrozzeria aveva diversi punti di ruggine “passante” e pneumatici usurati ben oltre il limite di legge.
Controllata la data di ultima revisione si è avuta la sorpresa poiché, in data 13 febbraio 2014, non aveva superato la revisione ed aveva applicato sulla carta il “bollino adesivo” con scritto “RIPETERE MOTIVI 04/06” (ossia stato e struttura della carrozzeria IRREGOLARE, stato e colore catadiottri IRREGOLARI).
Sulla stessa carta di circolazione era però anche applicato il “bollino adesivo” datato 15 febbraio 2014, con scritto “ESITO REGOLARE” evidenziando così l’improbabile correttezza della certificata efficienza del mezzo.
Mezzo che manifestava le stesse problematiche per le quali era stato dichiarato formalmente inefficiente.
Con l’ausilio del M.C.T.C. di Ravenna venivano decodificati i codici di riferimento e quindi risaliti al “Centro Revisioni Veicoli” responsabile del “Falso ideologico”.
Al termine degli accertamenti sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Ravenna il proprietario del mezzo, il conducente e il responsabile del Centro Revisioni Veicoli.

SICUREZZA STRADALE: CELLULARE ALLA GUIDA FATALE NEL 40% DEI CASI

Sicurezza & Ambiente a tutela dell’automobilista

Angelo Cacciotti, direttore generale di SA col nostro associato Pino Gallelli

Angelo Cacciotti, direttore generale di SA col nostro associato Pino Gallelli nella sede di Roma dove si assemblano i quad

Occorre prestare attenzione ed evitare assolutamente l’uso del cellulare e dello smartphone alla guida. Eppure il nostro terminale può rivelarsi prezioso “amico” in caso d’incidente grazie all’idea messa a punto da una realtà italiana dedicatasi da 7 anni al ripristino delle strade dopo un sinistro occorso.  “Nel 2013 siamo intervenuti con le nostre squadre in tutt’Italia in quasi 13mila incidenti a Roma, quasi 1900 a Torino, e oltre 1600 a Napoli – prosegue Scognamiglio, illustrando statistiche alla mano i risultati di Sicurezza e Ambiente – prestando soccorso e fotografando migliaia di scene di incidenti, prestando un servizio prezioso per le istituzioni, le compagnie d’assicurazione e i cittadini, senza aggravi di costi per questi ultimi”.

Secondo i dati Aci-Istat 2013, cala il numero di incidenti stradali in Italia. Ma sebbene si registri una diminuzione di conducenti deceduti in incidenti,per quelli di sesso maschile in età anziana, 80-84 e 85-89 anni, si rileva, invece, un aumento rispettivamente del 14 e 25%, con cifre che passano da 86 a 98 decessi nella classe 80-84 anni e da 48 a 60 decessi nella classe 85-89 anni.

USO DELLO SMARTPHONE – “Sono troppo frequenti, inoltre, i casi di incidenti in seguito a distrazioni causate dal telefonino – conclude Giovanni Scognamiglio – Secondo i dati raccolti dalle nostre squadre di intervento, nel 40% dei casi il conducente alla guida mandava messaggi, navigava su internet, ascoltava musica o aveva una chiamata in corso. L’uso degli auricolari, inoltre, non assicura una maggiore concentrazione alla guida, perché nasconde qualsiasi rumore o segnale potrebbe venire dalla strada. I più giovani, inoltre, sono del tutto impreparati alla gestione di un sinistro, da un punto di vista civico e legale. Per questa ragione chiediamo alle Istituzioni locali una opportuna campagna di informazione, che non punti soltanto a prevenire, ma che aiuti a comprendere cosa fare in caso di sinistro”.

A TUTELA DELL’AUTOMOBILISTA – Per garantire al cittadino supporto e assistenza post incidente stradale, uno strumento utile si sta rivelando la Carta Servizi SA, in un’ottica di “fare sistema” e armonizzare le diverse competenze di compagnie, cittadini, e operatori del settore. Un pacchetto di servizi capace di garantire una serie di vantaggi agli utenti della strada. Il network operativo di Sicurezza e Ambiente, capillarmente presente sull’intero territorio nazionale con oltre mille strutture operative periferiche, garantisce l’immediata assistenza all’automobilista, 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Beneficiare dei servizi è semplice: attraverso l’innovativa applicazione Servizio Trasparenza & Recorder per smartphone o mediante chiamata al numero verde 800.89.89.89. Trascorsi 60 secondi dal possibile incidente, in assenza di richiesta di intervento da parte dell’utente, l’App attiva la Centrale Operativa di Sicurezza e Ambiente per l’invio immediato di un operatore garantendo un’assistenza tempestiva.

“Una volta attivata, l’App registra fino a quando l’utente non ne decida l’arresto – spiega Angelo Cacciotti, Direttore Generale di Sicurezza e Ambiente S.p.A. – L’utente effettua chiamate, invia messaggi, utilizza altre applicazioni, inserisce lo stand by, ma l’App continua a registrare. Una garanzia per tutti coloro che guidano, per tutelare i più anziani e anche i più giovani. Ma lo smartphone, appena potete, rimettetelo a posto”.

DATI COMPLESSIVI – Nel 2012 si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone. I morti (entro il 30° giorno) sono stati 3.653, i feriti 264.716. Rispetto al 2011, gli incidenti diminuiscono del 9,2%, i feriti del 9,3% e i morti del 5,4%. Tra il 2001 e il 2012 la riduzione delle vittime della strada è stata pari al 48,5%, con una variazione del numero dei morti da 7.096 a 3.653.

Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (escluse le autostrade), dove l’indice di mortalità raggiunge il livello di 4,94 decessi ogni 100 incidenti. Sulle strade urbane si registrano 1,10 morti ogni 100 incidenti, sulle autostrade 3,51. Rispetto al 2011, l’indice di mortalità risulta in aumento per strade extraurbane e autostrade (era pari rispettivamente a 4,73 e 3,07), rimane invece stabile per le strade urbane.

I PIU’ COINVOLTI – Tra i 2.555 conducenti deceduti a seguito di incidente stradale, i più coinvolti sono individui che hanno fra i 20 e i 49 anni di età(1.321 in totale, pari al 51,7%); in particolare giovani 20-24enni e adulti tra i 40 e 44 anni. Per quanto concerne i feriti, la classe di età più colpita è quella tra 20 e 24 anni (21.126 feriti). Sale ancora la quota di conducenti di biciclette morti in incidenti stradali: +2,5% tra il 2012 e 2011, dopo il +7,2% registrato l’anno precedente. La categoria di veicolo più coinvolta in incidente stradale è quella delle autovetture (66,3%); seguono i motocicli (13,6%), gli autocarri (6,5%), le biciclette (5,2%) e i ciclomotori (5,0%).

AUMENTANO GLI ANZIANI E PEDONI – Da segnalare, infine, che, malgrado nel complesso si registri una diminuzione, rispetto al 2011, di conducenti deceduti in incidenti stradali, per quelli di sesso maschile in età anziana, 80-84 e 85-89 anni, si rileva, invece, un aumento rispettivamente del 14 e 25% (da 86 a 98 decessi nella classe 80-84 anni e da 48 a 60 decessi nella classe 85-89 anni). Il pedone è uno dei soggetti più colpiti e tra i più deboli negli incidenti stradali. Il rischio massimo si registra nella fascia di età compresa tra 80 e 84 anni per quanto riguarda i morti, mentre per i feriti (1.544) in quella tra 75 e 79 anni. Si comunica, infine, che risultano in aumento i decessi di pedoni di sesso maschile, rispetto al 2011, (da 333 a 357, pari a +6,7%) nonostante il calo complessivo dei pedoni vittime della strada (- 4,4% rispetto al 2011). Tale aumento, per gli uomini, riguarda soprattutto le classi di età 75-79 e 80-84 anni.

LE CAUSE – Il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente. I tre gruppi costituiscono complessivamente il 44,0% dei casi. Il comportamento scorretto del pedone (8.028 casi) pesa per il 3,5% sul totale delle cause di incidente. Con riferimento alla categoria della strada, la prima causa di incidente sulle strade urbane è il mancato rispetto delle regole di precedenza o semaforiche (19,0%), mentre sulle strade extraurbane è la guida distratta o l’andamento indeciso (pari al 19,2%), seguita dalla guida con velocità troppo elevata (pari al 16,6%).

Scritto da  COM/MGL
 (AGENPARL)

ANIA e PD tagliano il danno da morte e alla persona

danno da morte

A pagare i profitti delle compagnie assicurative saranno le vittime della strada e gli artigiani carrozzieri, costretti a stringere patti con le compagnie per sopravvivere.

Continua il dibattito sulla riforma delle RC Auto e sull’introduzione di nuovi parametri di riferimento per il calcolo del risarcimento in caso di sinistro stradale. Unica costante nella vicenda, però, sembra essere il tentativo di favorire la lobby delle compagnie assicurative a spese dei contribuenti e delle vittime.Il Gruppo Pd, infatti, anziché concentrarsi sui punti contenuti nella Carta di Bologna, sostenuta da oltre 30 associazioni del settore, ha deciso di sposare l’emendamento presentato in Parlamento da CNA e le Confederazioni, tramite rete Imprese Italia che obbligherà i riparatori a concordare preventivamente il costo della riparazione con il perito assicurativo.E’ stata inoltre manifestata la volontà di intervenire sulle lesioni gravi e gravissime e sul danno da morte.

“Questi emendamenti uccideranno un’intera categoria di artigiani, i carrozzieri, e il diritto delle vittime ad essere risarcite. – Ha commentato Stefano Mannacio, membro CUPSIT – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani. – Ora succederà ciò che è già successo per i colpi di frusta: i periti saranno istruiti dalle direzioni generali a risarcire sulla base di parametri rigorosamente stabiliti dalle compagnie. Le trattative stragiudiziali si bloccheranno. Per ottenere un risarcimento integrale bisognerà fare cause defatiganti. E, come se questo non fosse un quadro già abbastanza tragico, ben presto le compagnie avranno in pugno anche gli artigiani carrozzieri, costretti a piegarsi alle loro richieste per mantenere in vita la propria officina.”

“Stanno cercando di svendere il nostro lavoro al miglior offerente, ma Federcarrozzieri venderà cara la pelle dei propri associati! – Ha dichiarato Davide Galli, Presidente di Federcarrozzieri. – Il settore degli artigiani carrozzieri si trova in un momento di profonda difficoltà, con la più alta pressione fiscale d’Europa, che uccide ogni giorno decine di officine e limita la concorrenza, favorendo il lavoro sommerso, ingrassando le tasche di artigiani abusivi e favorendo le aziende che hanno personale a nero. Con i nuovi emendamenti saranno le Compagnie a stabilire il costo del nostro lavoro. Abbiamo incontrato tutti, dalla commissione finanza alla senatrice Vicari, ora è rimasto sola una persona da incontrare, appuntamento confermato.

Consegneremo le chiavi delle carrozzerie associate e i documenti dei consorzi che insieme a Federcarrozzieri prendono le distanze dalle confederazioni invitando i propri iscritti ad abbandonare la nave non rinnovando le
tessere confederali.”

Indignato il commento alla vicenda da parte dell’Associazione Italiana Familiari delle Vittime della Strada Onlus, che ha deciso di inviare una lettera aperta ai rappresentanti delle Istituzioni e dei Partiti presenti in parlamento. “Siete ancora in tempo per riaffermare agli occhi dei cittadini la Vostra dignità e il vostro ruolo di rappresentanza sociale, impedendo che si compia un vergognoso colpo di mano nella definizione del decreto “Destinazione Italia”, a danno delle vittime. – Scrive il Presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni. – Non possiamo accettare che addirittura la sinistra sia a favore della diminuzione dei risarcimenti alle vittime. Smettetela di raccontare la favola dei risarcimenti e delle tariffe più basse in Europa rispetto all’Italia.”

Di seguito l’elenco completo dei punti contenuti all’interno della Carta di Bologna:

1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )

2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici

3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust

4. Rottamazione risarcimento diretto

5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )

6. Libera circolazione dei diritti di credito

7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti

8. Libertà di scelta nelle cure

9. Libertà di valutazione del medico legale

10. Pene certe per i pirati della strada

11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva

12. Agenzia antifrode in campo assicurativo

La Carta di Bologna è stata promossa da: Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada

(AIFVS), il Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Assoutenti, il

Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), la Commissione RC dell’Organismo Unitario

dell’Avvocatura (OUA), l’Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), l’Associazione

Culturale Mo Bast!, l’Associazione Valore Uomo e lo Sportello dei Diritti.

Oltre alle associazioni promotrici, hanno sostenuto l’iniziativa Associazioni Carrozzieri Sardegna, Banca del

Veicolo, Consorzio Carrozzerie Artigiane, Consorzio Carrozzieri Artigiani, Consorzio Carrozzieri Bresciani,

Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio In Rete Car, Rete Amica Carrozzeria della Val d’Aosta,

Associazione Periti Campani, Consorzio Carrozzieri Trentini, Consorzio TUO Torino, Carrozzeria Aperta,

Centro Tutela Consumatori Risparmiatori, Consorzio Gruppo Carrozzieri, Evolgo! Rete Impresa Carrozzeria

Italiane, Rete Carrozzeria Trasparente, SISCESA CISL – Sindacato Italiano Consulenti ed Esperti del Settore

Assicurativo, SISPA UGL – Sindacato Italiano Periti Assicurativi, UNILPI – Unione Nazionale Italiana Liberi

Professionisti e Infortunistiche, Consorzio Carrozzerie Riunite, Associazioni Carrozzieri della Provincia di

Genova, Centro Artigiano di Revisione, Gruppo Autoriparatori Uniti e SicurAUTO.it.

Incidenti stradali: 1.791 vittime nel 2013, calo 14%

2,1 milioni infrazioni codice strada.

1,7 milioni controlli alcol e droga

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(ANSA) – ROMA, 9 GEN – Meno vittime e meno incidenti stradali rispetto al 2012, più controlli, oltre trentatremila persone sorprese alla guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti: è il bilancio di un anno di attività della polizia stradale.

INCIDENTI E VITTIME: nel 2013 gli incidenti stradali sono diminuiti del 2,4%, passando dagli 82.385 rilevati da polizia stradale e carabinieri nel 2012 agli 80.387 dell’anno appena concluso. Il calo è però maggiore se si considerano soltanto i sinistri con esisto mortale: in questo caso si è passati infatti dai 1906 del 2012 ai 1.616 del 2013, con una flessione percentuale del 15,2%. Il numero delle vittime è invece sceso del 14%: dalle 2082 del 2012 alle 1791 dell’anno scorso.

2,1 MILIONI INFRAZIONI A CODICE STRADA: Complessivamente, polizia e carabinieri hanno schierato 4.576.861 pattuglie di vigilanza stradale e contestato 2.180.825 infrazioni al codice della strada. Sono stati invece 2.354.942 i punti patente complessivamente decurtati nel 2013. Potenziati anche i controlli nel settore dell’autotrasporto con 241.024 veicoli controllati e l’accertamento di 72.418 infrazioni.

TUTOR E VERGILUS: Con 2.900 km di rete autostradale vigilata, il sistema Tutor ha funzionato per 439.725 ore e si è registrata una diminuzione del 12,43% delle violazioni accertata. Tra l’altro, nelle tratte in cui il Tutor è attivo da più tempo, la mortalità è stata abbattuta del 51% e il numero dei feriti del 27%. Il sistema Vergilus – che controlla la velocità media sulle strade statali – ha invece registrato 31.450 violazioni in 10.901 ore di funzionamento (quasi il doppio rispetto all’anno precedente), con una riduzione delle violazioni di circa il 10%.

ALCOL E DROGA: Nel 2013 sono stati controllati con etilometri e/o precursori 1.716.437 conducenti, 31.205 dei quali sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza e 2.416 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Sequestrati complessivamente 994 veicoli.

STRAGI SABATO SERA: I conducenti controllati per prevenire il fenomeno sono stati 303.464, 16.848 dei quali sono risultati in stato di ebbrezza, dato che tradotto in termini percentuali indica che circa il 6% di loro è risultato positivo all’alcoltest.

SICUREZZA ALIMENTARE: La polizia stradale ha organizzato una serie di operazioni volte a contrastare comportamenti illeciti nel trasporto di animali vivi: 770 pattuglie della Polstrada hanno controllato nel 2013 circa 2200 veicoli, portando all’accertamento di 1400 violazioni ed a 604mila euro di sanzioni amministrative.

Rete Amica Carrozzeria: “Il decreto sulle Rc auto avrà effetti devastanti”

Aosta – Rete Amica Carrozzeria ha incontrato l’assessore regionale alle Attività Produttive, Pier Luigi Marquis chiedendogli di attivarsi con il Governo nazionale per fare modificare il decreto legge in sede di conversione.

  nella foto: Carrozzeria Padovani

“Attivarsi tempestivamente nei confronti del Governo centrale e del Parlamento affinché modifichino il decreto legge in sede di conversione”. E’ la richiesta avanzata da Rete Amica Carrozzeria all’assessore regionale alle Attività Produttive, Pier Luigi Marquis. L’incontro, tenutosi ieri, era stato chiesto “per evidenziare degli effetti devastanti che il decreto legge concernente ‘disposizioni in materia di assicurazioni r.c.auto’ potrebbe avere sulle carrozzerie indipendenti valdostane“.

I rappresentanti di Rete Amica Carrozzeria – presenti all’incontro Francesco Iannizzi e Roberto Padovani, rispettivamente presidente e vice presidente di Rete Amica Carrozzeria; Pier Antonio Genestrone, Presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia Valle d’Aosta  –  hanno evidenziato all’assessore che la normativa obbligherebbe di fatto agli assicurati a far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine fiduciarie dell’assicurazione.

“Ciò – hanno spiegato Genestrone, Iannizzi e Padovani – oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, impedendo ai cittadini di esercitare l’opzione di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dalla propria officina di fiducia, impedisce di lasciare il credito di risarcimento assicurativo al proprio carrozziere affinché quest’ultimo possa effettuare la riparazione”.

Iannizzi ha evidenziato che “l’effetto del provvedimento metterebbe in grande difficoltà la maggioranza delle carrozzerie valdostane che hanno condotto negli ultimi anni una battaglia per l’indipendenza imprenditoriale, volta proprio alla tutela del cliente automobilista e alla sua sicurezza”. Secondo Genestrone “la norma, oltretutto, non incentiverebbe assolutamente le liberalizzazione perché indirizza tutto il mercato della riparazione verso le carrozzerie convenzionate abolendo di fatto la logica del libero mercato”.

Rete Amica Carrozzeria Valle d’Aosta ha annunciato la volontà inoltre di prendere parte alle due grandi manifestazioni organizzate dalle sigle sindacali e dai consorzi di carrozzieri italiani a Bologna l’11 gennaio e a Roma il 15 di gennaio.

 

di Redazione Aostasera

L’Aci Cuneo invita le amministrazioni pubbliche a investire in sicurezza stradale

Brunello Olivero: “Serve un percorso di formazione continua che parta dalle scuole”

Brunello Olivero: “Serve un percorso di formazione continua che parta dalle scuole”

Un dossier per sensibilizzare l’Amministrazione provinciale, le più importanti Amministrazioni comunali della provincia, le Istituzioni e le Forze dell’ordine in materia di viabilità, con il fine di approntare interventi di prevenzione contro gli incidenti stradali. È quanto ha predisposto l’Automobile Club di Cuneo, su iniziativa del presidente Brunello Olivero, che nei giorni scorsi ha inviato, registrati in un cd-rom, i dati riepilogativi elaborati da Aci-Istat relativi agli incidenti stradali verificatisi in Italia nel 2012, con un focus sulla provincia di Cuneo. Brunello Olivero: “Abbiamo spedito questo dossier perché siamo convinti che, anche a posteriori, essere a conoscenza del numero, della localizzazione e della tipologia e natura degli incidenti che avvengono sul nostro territorio, sia utile per approntare interventi mirati di prevenzione”.

“Continueremo a pagare con il sangue la domanda di mobilità del Paese finché non si attuerà una riforma del sistema educativo dei conducenti – prosegue Brunello Olivero -. Serve un percorso di formazione continua che parta dalle scuole, si consolidi nelle autoscuole e si aggiorni periodicamente con i corsi di guida sicura, prevedendo abilitazioni progressive per auto più potenti”.

Secondo i dati Aci-Istat nella Granda nel 2012 si sono verificati 1317 incidenti, con 49 morti e 1979 feriti. I pedoni coinvolti sono stati 152 (con 5 casi mortali). La provincia di Cuneo a livello regionale si è posizionata al terzo posto per numero di sinistri dietro a Torino e Alessandria, al secondo per numero di decessi. Il tasso di mortalità sulle strade della Granda è stato del 37,2%. A novembre 2013, il numero dei decessi sulle strade provinciali è pari a 44. Cuneo si conferma centro con il maggior numero di incidenti (224), davanti a Bra (106) e Alba (101). Tra le strade, quelle provinciali, regionali e statali fuori dai centri abitati hanno registrato il maggior numero di incidenti (481) con il più alto tasso di mortalità (77%). Il più elevato numero di incidenti si è toccato nel mese di luglio 2012 (135), mentre quello con il maggior numero di morti è stato marzo (8). La maggior parte degli incidenti stradali si è verificato a seguito di scontri frontali-laterali (194), principale causa anche dei decessi in auto. Il maggior numero di impatti si è riscontrato sui rettilinei (1197), seguono le uscite di strada in curva (363). Al primo posto tra le circostanze di impatto spicca il mancato rispetto dei segnali stradali (296 incidenti, 4 dei quali mortali), la guida distratta (278 incidenti, 15 dei quali mortali) e l’alta velocità (229 incidenti, 10 dei quali mortali). I veicoli coinvolti sono soprattutto automobili private, quindi i mezzi commerciali-industriali. Venerdì è risultato il giorno in cui si sono verificati più incidenti (205 su 1317 totali), mentre la fascia oraria in cui si sono registrati più sinistri è stata quella compresa tra le 10 e le 13 (361). La classe di età più coinvolta è quella compresa tra i 30 e i 54 anni (19 morti e 821 feriti).

CS

 

COMUNE MILANO: “UBER SI METTA IN REGOLA”

Milano

Da Palazzo Marino una doccia fredda per Uber.

Palazzo Marino “gela” Uber. Dopo larichiesta d’aiuto ai propri clienti, e lapetizione online al sindaco Pisapia, l’app che permette di prenotare berline NCC via smartphone si trova a fare i conti con le ultime dichiarazioni degli assessori Pierfrancesco Maran (Mobilità) e Marco Granelli (Sicurezza e Polizia locale), secondo i quali Uber “non garantisce le condizioni basilari del servizio di NCC”. Ma l’azienda non ci sta, e si prepara a dare battaglia.

La tegola del Comune. “Le start-up, le applicazioni che usano le nuove tecnologie sono le benvenute – scrivono i due assessori – ma devono rispettare le regole dei settori nei quali operano e non possono pensare che la soluzione sia mobilitare i loro utenti e testimonial per sanare loro eventuali violazioni. Il Comune applica le leggi nazionali che sono in vigore e agisce per farle rispettare, nessun tipo di pressione degli utenti o di alcune categorie può mutare questo approccio”. Insomma, le petizioni non servono. Ma Palazzo Marino va oltre e torna sulla legge 21/92, il grande oggetto del contendere: “Crediamo che sia possibile sviluppare applicazioni volte a incrementare il mercato NCC nel rispetto delle regole del settore, garantendo in particolare l’obbligo di partenza dell’auto dalla propria autorimessa e la stipula di un contratto preciso al momento della prenotazione. In base alle nostre verifiche – continuano Granelli e Maran – riteniamo che l’applicazione Uber non garantisca queste condizioni basilari del servizio di NCC, che ne rappresentano la distinzione dai taxi”. Questo, a detta di Palazzo Marino, sarebbe anche il “motivo” delle sanzioni, anche se “nulla vieta a Uber di mettersi rapidamente in regola, nell’interesse delle imprese e dei conducenti NCC che coinvolge. Sarebbe un’azione più saggia rispetto a mobilitare i propri utenti per chiedere al Comune di non far rispettare le leggi nazionali”. In tutto questo, c’è anche un messaggio ai tassisti: “Premesso che solo un anno fa il servizio milanese è stato giudicato il quarto migliore d’Europa – concludono Maran e Granelli – oggi serve rinnovarsi ancora e non si può avere paura delle nuove tecnologie, che sono invece una grande prospettiva di crescita economica per il mondo taxi”. La prossima settimana verranno ricevuti a Palazzo Marino sia i rappresentanti di Uber che le associazioni di categoria NCC, ma le reazioni di entrambi sono istantanee: “L’istituzione ribadisce che le leggi esistenti devono essere rispettate e che non possono essere cambiate su richiesta dei “fan” – commenta Francesco Artusa, vicepresidente FAI-Trasporto Persone – Questo per noi è un segnale importante. E comunque, se si mettono in regola per noi sono i benvenuti”. Al contrario, la società dell’app che viene dagli Usa non nasconde il suo disappunto.

La risposta di Uber. “Prima di trarre conclusioni il Comune dovrebbe fare una corretta analisi del nostro servizio, capendo la differenza tra ciò che è app e ciò che non lo è – risponde la general manager italiana Benedetta Arese Lucini – Quando incontreremo gli assessori, gliela spiegheremo. Uber non è illegale. Pensavamo che la disponibilità a incontrarci fosse un’apertura, invece questa è l’ennesima dimostrazione di quanto sia difficile innovare in Italia”. I sostenitori della petizione online in difesa dell’app hanno raggiunto quota 2.800. La vicenda non è chiusa. E dall’Italia raggiunge anche Bruxelles: proprio oggi, su Uber, l’europarlamentare Carlo Fidanza ha depositato un’interrogazione destinata alla Commissione europea, chiedendo “se intenda adottare misure per bloccare il proliferare di tali servizi”.

Davide Comunello

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SCATOLA NERA IDEATA DA TSEM

Presentato alla stampa l’innovativo sistema telematico della società padovana che non necessita di installazione grazie ad un pannello solare integrato. Tra le altre particolarità, un sofisticato sistema di misurazione del tasso alcolemico non soggetto alla volontarietà del conducente e la predisposizione per chiamata d’emergenza automatica e lettura del tagliando assicurativo elettronico

408523_9698_big_Keeper_black_box_fronte  TSEM – società italiana di ingegneria con sede a Padova che svolge attività di ricerca, progettazione, industrializzazione e produzione di tecnologie innovative nei settori Sanità, Energia e Sicurezza – ha presentato oggi alla stampa l’innovativa scatola nera Keeper, “un prodotto destinato a rivoluzionare il mondo delle polizze assicurative auto con black box“.

Keeper, si legge in una nota “è l’innovativo sistema telematico per la prevenzione degli incidenti stradali e per il monitoraggio dei parametri di guida (in completo accordo con la Legge 27/2012 e con il Decreto del Ministero dei Trasporti del 25 gennaio u.s.) che prevede l’installazione a bordo auto di meccanismi elettronici per la registrazione dell’attività del veicolo“.

La scatola nera progettata e prodotta da TSEM “coniuga le consolidate tecnologie di localizzazione satellitare del veicolo con sistemi di comunicazione GSM/GPRS e di allarme automatico in caso di incidente affiancandole con una serie di caratteristiche uniche nel suo genere“.  In particolare, Keeper è l’unica scatola nera che integra una tecnologia (proprietaria di TSEM) che garantisce “il costante monitoraggio del tasso alcolemico del guidatore tramite strumentazione sensoristica e complessi algoritmi di calcolo che non necessitano in alcun modo dell’azione del guidatore per effettuare il test“.

La scatola nera inoltre – prosegue la nota – , grazie a un pannello solare integrato e una batteria ad alte prestazioni e lunga durata rende non necessaria l’installazione dell’apparecchiatura che viene invece applicata al cristallo come un semplice Telepass. In questo modo si garantiscono “importanti risparmi tanto alle compagnie di assicurazione quanto ai loro clienti“. La soluzione di TSEM, infine, è già predisposta per la chiamata d’emergenza automatica che il Parlamento Europeo renderà obbligatoria “su tutte le vetture di nuova immatricolazione a partire dal 2015” e per la lettura automatica del tagliando assicurativo elettronico.

Antonio La Gatta, Fondatore e Presidente di TSEM – nonché ideatore di Keeper – ha dichiarato: “La nostra scatola nera oltre ad integrare tutte le funzioni previste dalla legge ed ottimizzare prestazioni e costi dell’apparecchiatura guarda al futuro prevedendo i nuovi obblighi che subentreranno nei prossimi anni quali la chiamata d’emergenza automatica e la possibilità di leggere il tagliando assicurativo elettronico. Inoltre particolare attenzione è stata prestata alla gestione dei dati e al software così da fornire alle compagnie assicurative e agli utilizzatori finali tutti gli strumenti necessari per trarre il massimo vantaggio dalla scatola nera promuovendo un reale calo del costo della RC Auto che, nel nostro Paese, è tra i più alti al mondo”.

Alina Fantozzi, Partner di IAMA Consulting, ha dichiarato a sua volta: “La scatola nera di TSEM, grazie alle peculiari funzionalità di cui è dotata, apre un mondo di servizi che le compagnie potranno erogare ai loro clienti creando la reale possibilità di incentivare i guidatori più virtuosi. Particolarmente importante la presenza di un sofisticato etilometro che potrà contribuire sensibilmente al tema della sicurezza stradale”.

Relativamente alla tecnologia, chiamata ANGEL, per la misurazione automatica del tasso alcolemico del conducente, Gianfranco Azzera, Presidente del Consorzio Veneto di Ricerca e co-ideatore della tecnologia insieme a La Gatta ha illustrato come “grazie a un sofisticato sistema di sensori e un evoluto algoritmo matematico la nostra scatola nera riesce a rilevare con grande precisione il tasso alcolemico del guidatore anche in presenza di passeggeri in stato di ebbrezza come dimostrato dai test realizzati presso la galleria del vento della FIAT sotto stretto monitoraggio da parte della Polizia Stradale”.

 

COSA SONO I CRASH TEST

I crash test eseguiti nell’ambito del programma EuroNCAP servono per valutare ancor più estesamente le prestazioni di sicurezza passiva dei veicoli omologati.
A differenza dei test eseguiti per la omologazione dei veicoli – nei quali occorre dimostrare il superamento di una “soglia” di valori di qualità per vari aspetti. Nei test Euro-NCAP, infatti, i veicoli si rivelano ben diversi tra loro: alcuni proteggono meglio di altri in caso d’urto, oppure l’abitacolo si deforma di meno rispetto ad altri.Le prove di Euro-NCAP attualmente sono quattro:
prova di impatto frontale contro ostacolo deformabile: il veicolo in prova viene spinto a 64 km/h contro un blocco fisso formato da vari strati sovrapposti di alluminio a “nido d’ape” (simula il frontale di un’altra auto), sfalsato rispetto al centro del veicolo. All’interno, debitamente allacciati alle cinture di sicurezza, sono collocati dei “manichini strumentati”, corredati cioè di strumenti che rilevano le decelerazioni in ogni istante. I valori registrati dagli strumenti, le deformazioni subite dalla carrozzeria e dai manichini e l’analisi dei fotogrammi delle riprese ad alta velocità durante l’urto consentono di attribuire le “stelle” (da una a cinque) del comportamento del veicolo e delle sue dotazioni di sicurezza (cinture, airbag) in questa situazione. Il test è più severo rispetto a quello dell’omologazione, che si svolge ad una velocità di 56 km/h.
prova di impatto laterale: contro il veicolo in prova, fermo, viene sospinto a 50 km/h un pesante carrello con un frontale deformabile (del tipo di quello della prova precedente) che lo va ad urtare in un punto preciso, all’altezza del bacino di un conducente “medio”; anche in questo caso all’interno è posizionato un “manichino strumentato”
prova di urto laterale contro un palo: il veicolo in prova viene spinto a 29 km/h lateralmente contro un palo di acciaio fissato al suolo, che lo urta nello stesso punto della prova precedente; si misura l’intrusione del palo dentro l’abitacolo e soprattutto il grado di protezione offerto alla testa del conducente
prova di impatto contro pedone: in questo caso sono degli “impattori” (tubi o calotte di materiali plastici particolari, con caratteristiche di deformazione simili a quelle del corpo umano, con inseriti degli strumenti di misura delle decelerazioni) ad essere proiettati contro vari punti della parte anteriore della carrozzeria del veicolo, simulando un investimento a 40 km/h; si misurano le decelerazioni ed il grado di “aggressività” della parte anteriore della carrozzeria nei confronti di un pedone adulto e di un bambino
Il comportamento del veicolo, nelle varie prove, viene sintetizzato con l’attribuzione delle “stelle” ed un giudizio valutativo (buono, adeguato, mediocre, scarso, insufficiente) sui singoli aspetti. Ciò consente di effettuare facilmente delle valutazioni comparative tra vari modelli; tuttavia, queste valutazioni hanno piena validità tra veicoli della stessa categoria (utilitarie, familiarie ecc.) mentre – per le modalità stesse di attribuzione delle “stelle” – possono essere inadeguate per le valutazioni tra veicoli di categorie diverse.I test Euro-NCAP sono finanziati dall’Unione Europea, con il concorso di numerosi partners:
FIA – Federation Internationale de l’Automobile
AIT – Alliance Internationale de Tourisme
Gli organismi statali per la sicurezza stradale di Germania, Francia, Regno Unito, Olanda
Gli Automobile Club di Germania, Regno Unito, Austria, Olanda
Organizzazioni di consumatori di Francia, Germania, Regno Unito
      Alfa Romeo Crash-Test Results, Alfa Romeo Safety Information, Alfa Romeo Insurance Data

Mentre la FIA ed altri enti eseguono crash test per capire il grado di pericolosità e quindi per converso di sicurezza delle vetture, il CESTAR li esegue per  verificare la danneggiabilità di una vettura a parità di forza e direzione d’impatto in un dato punto di applicazione.