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Sempre più spesso per incarichi urgenti e specifici, i Periti Auto registrati vengono contattati da privati e società per fare perizie di ogni tipo, ovviamente quelli che hanno lasciato i recapiti.

Ora stiamo ultimando la copertura territoriale per la verbalizzazione del sinistro appena successo. La copertura è sufficiente per garantire un intervento in tempi accettabili, ma lo standard deve essere uguale a quello del soccorso stradale per cui 23 minuti di media con tolleranza sino a 40 minuti.

app periti auto PAI

Per questo obbiettivo ci servono altri nominativi.

VI INVITIAMO A DARCI LA VOSTRA DISPONIBILITA’.  LA TARIFFA PER ORA E’ LIBERA!

 

Ovviamente sono privilegiati i PAI più efficaci, economici e vicini al luogo del sinistro.

In collaborazione con ACI Global, Assicure, Rentek e Security Group  abbiamo realizzato il programma illustrato qui  https://peritiauto.wordpress.com/2014/03/30/in-arrivo-la-app-di-periti-auto/  e la pagina www.peritiauto.it/pai da cui registrarsi.

Dall’ Apple Store e da Google Play si può già scaricare la App che serve ad individuare il luogo del sinistro e le persone che chiedono assistenza.

Se vi eravate già registrati ma non avevate ricevuto la scheda di conferma, vi invitiamo  a ripetere l’operazione dopo esservi iscritti al sito.

Per maggiori informazioni info@peritiauto.it

Bravi (I promessi sposi) e Bravi Periti

liberamente tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera.   
I bravi aspettano don Abbondio
« a prima vista si davano a conoscere per individui della specie de’ bravi. »
(Alessandro ManzoniI promessi sposi capitolo I)

Per bravi si intende la soldataglia al servizio dei signorotti di campagna, che comandavano nell’Italia settentrionale del Cinquecento e Seicento. De facto braccio armato e spesso prepotente del potere locale, avevano il compito di garantire nel contado di spettanza del padrone (riconoscibile per l’appellativo don, che nell’intera penisola era riservato ai personaggi di una certa importanza oltre che ai membri del clero) che il volere di chi comandava fosse rispettato, con le buone o con le cattive.

La loro fama è dovuta alla loro presenza nel romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni, dove lo scrittore all’inizio dell’opera ne fa un’ampia descrizione e dove appaiono come sgherri di Don Rodrigo e dell’Innominato. In particolare il Manzoni specifica precise date nella quale osserva il manifestarsi del fenomeno dei bravi. Citando delle gride locali, scrive come nel 1583 la loro presenza sul suolo italiana sia non solo accertata, ma anche condannata. La data tuttavia più importante risulta essere quella della grida del 1632: essa serve al Manzoni per testimoniare storicamente che, nel periodo in cui si svolgono i fatti dei promessi sposi, i bravi fossero ancora presenti.

Un altro bravo famoso, personaggio di fantasia come quelli manzoniani è Sparafucile, presente nel Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Per assimilazione esistono i Bravi Periti.  Si intende la manovalanza al servizio delle compagnie multinazionali, che comandano nell’Italia intera dei giorni nostri. De facto braccio armato di fotocamera e spesso prepotenti del potere assicurativo, hanno il compito di garantire nel contado di spettanza del padrone (riconoscibile con l’appellativo di dott. liquidatore, che nell’intera penisola era riservato ai personaggi di una certa importanza oltre che ai membri del PD) che il volere di chi comandava fosse rispettato, con le buone o con le cattive.

La loro fama è dovuta alla loro presenza in tutti i sinistri RC Auto e CVT, dove gli agenti, le controparti, gli assicurati ed anche i carrozzieri ne fanno un’ampia descrizione e dove appaiono come sgherri degli ispettorati. In particolare gli avvocati specificano precise date nella quale osserva il manifestarsi del fenomeno dei bravi fino al 2014, immediatamente dopo ogni sinistro auto. Citando conversazioni in carrozzeria, la loro presenza sul suolo italiana sia non solo accertata, ma anche condannata. La data tuttavia più importante risulta essere quella della grida del febbraio 2014, essa serve al Governo per introdurre l’indennizzo diretto con riparazione delle vetture presso le Carrozzerie Convenzionate che trasmettono il preventivo direttamente in Compagnia senza sottoporre il veicolo ad ispezione. Si può testimoniare storicamente che, nel periodo in cui si svolgono i fatti delle CARD (Convenzione Assicuratori Risarcimento Diretto), i bravi periti fossero ancora presenti.

Un altro bravo famoso, personaggio di fantasia come quelli menzionati è Sparafucile, presente nel Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Etimologia

Probabilmente il nome “bravo” deriva dal latino pravus che significa “cattivo, malvagio” e che si ritrova nello spagnolo bravo, con il significato di “violento”, “selvaggio” e “impetuoso”.

I bravi dei Promessi sposi

Quelli di seguito elencati sono tutti bravi alle dipendenze di Don Rodrigo, ad eccezione del Nibbio che lavora per l’Innominato, il quale ne ha sotto il suo comando molti altri di cui però non si fanno i nomi. Il Biondino e il Carlotto è possibile che siano semplici servitori piuttosto che uomini in armi.

Biondino

« Biondino! Carlotto! aiuto! son assassinato!” grida don Rodrigo; caccia una mano sotto il capezzale, …. »
(Cap. XXXIII)

Carlotto

« Carlotto! aiuto! son assassinato!” grida don Rodrigo; caccia una mano sotto il … »
(Capitolo XXXIII)

Grignapoco

Il Grignapoco, al servizio di Don Rodrigo, proviene dal contado di Bergamo, dove nel locale dialetto il verbo ridere si dice grignar, quindi il bravo è uno che ride poco. Per ingannare Agnese e sviare le indagini, era stato impartito al Grignapoco di parlare in dialetto durante il rapimento di Lucia Mondella affinché le ricerche si svolgessero a Bergamo.

Griso

Per approfondire, vedi Griso.

Il Griso è il capo dei bravi al servizio di Don Rodrigo, dal quale ha piena fiducia, complice di molti crimini e malefatte. Pur godendo della stima del padrone, non esita a tradirlo quando quest’ultimo contrae la peste; chiama i monatti perché lo portino al lazzaretto, poi lo deruba e fugge, ma avendo commesso l’imprudenza di toccare i vestiti del padrone si ammala anch’esso di peste, e muore prima di lui.

Nibbio

Per approfondire, vedi Nibbio (personaggio).

Il Nibbio è alle dipendenze dell’Innominato e sembra esserne, tra i servitori, il più fidato, l’unico che venga nominato e che ha una parte attiva nella storia.
Nel romanzo appare poche volte, ma la più significativa è nell’occasione del rapimento di Lucia, dove davanti al suo padrone appare turbato dall’umanità della protagonista femminile dell’opera. Questo episodio sembra il prologo della successiva conversione dell’Innominato.

Montanarolo

« Si levò lo schioppo, e lo consegnò al Montanarolo, come per isgravarsi d’un peso inutile… »
(Capitolo XX)

Sfregiato

« Piglia con te un paio de’ meglio lo Sfregiato, e il Tiradritto; e va di buon animo, e sii il Griso. Che diavolo! »
(Capitolo XI)

Squinternotto

« Intanto i tre bravi sopraddetti, e lo Squinternotto ch’era il quarto (oh! vedete che bei nomi, da serbarceli con tanta cura), rimasero coi tre dell’innominato… »
(Cap. XX)

Tanabuso

« Si cavò poi di tasca alcune berlinghe, e le diede al Tanabuso, dicendogli: «voi altri state ad aspettarmi; e intanto starete un po’ allegri con questa brava gente». »
(Capitolo XX)

Tiradritto

« Piglia con te un paio de’ meglio… lo Sfregiato, e il Tiradritto; e va di buon animo, e sii il Griso. Che diavolo! »
(Capitolo XI)
« Don Rodrigo […] smontò da cavallo, e buttò la briglia al Tiradritto, uno del suo seguito. »
(Capitolo XX)

L’Aci Cuneo invita le amministrazioni pubbliche a investire in sicurezza stradale

Brunello Olivero: “Serve un percorso di formazione continua che parta dalle scuole”

Brunello Olivero: “Serve un percorso di formazione continua che parta dalle scuole”

Un dossier per sensibilizzare l’Amministrazione provinciale, le più importanti Amministrazioni comunali della provincia, le Istituzioni e le Forze dell’ordine in materia di viabilità, con il fine di approntare interventi di prevenzione contro gli incidenti stradali. È quanto ha predisposto l’Automobile Club di Cuneo, su iniziativa del presidente Brunello Olivero, che nei giorni scorsi ha inviato, registrati in un cd-rom, i dati riepilogativi elaborati da Aci-Istat relativi agli incidenti stradali verificatisi in Italia nel 2012, con un focus sulla provincia di Cuneo. Brunello Olivero: “Abbiamo spedito questo dossier perché siamo convinti che, anche a posteriori, essere a conoscenza del numero, della localizzazione e della tipologia e natura degli incidenti che avvengono sul nostro territorio, sia utile per approntare interventi mirati di prevenzione”.

“Continueremo a pagare con il sangue la domanda di mobilità del Paese finché non si attuerà una riforma del sistema educativo dei conducenti – prosegue Brunello Olivero -. Serve un percorso di formazione continua che parta dalle scuole, si consolidi nelle autoscuole e si aggiorni periodicamente con i corsi di guida sicura, prevedendo abilitazioni progressive per auto più potenti”.

Secondo i dati Aci-Istat nella Granda nel 2012 si sono verificati 1317 incidenti, con 49 morti e 1979 feriti. I pedoni coinvolti sono stati 152 (con 5 casi mortali). La provincia di Cuneo a livello regionale si è posizionata al terzo posto per numero di sinistri dietro a Torino e Alessandria, al secondo per numero di decessi. Il tasso di mortalità sulle strade della Granda è stato del 37,2%. A novembre 2013, il numero dei decessi sulle strade provinciali è pari a 44. Cuneo si conferma centro con il maggior numero di incidenti (224), davanti a Bra (106) e Alba (101). Tra le strade, quelle provinciali, regionali e statali fuori dai centri abitati hanno registrato il maggior numero di incidenti (481) con il più alto tasso di mortalità (77%). Il più elevato numero di incidenti si è toccato nel mese di luglio 2012 (135), mentre quello con il maggior numero di morti è stato marzo (8). La maggior parte degli incidenti stradali si è verificato a seguito di scontri frontali-laterali (194), principale causa anche dei decessi in auto. Il maggior numero di impatti si è riscontrato sui rettilinei (1197), seguono le uscite di strada in curva (363). Al primo posto tra le circostanze di impatto spicca il mancato rispetto dei segnali stradali (296 incidenti, 4 dei quali mortali), la guida distratta (278 incidenti, 15 dei quali mortali) e l’alta velocità (229 incidenti, 10 dei quali mortali). I veicoli coinvolti sono soprattutto automobili private, quindi i mezzi commerciali-industriali. Venerdì è risultato il giorno in cui si sono verificati più incidenti (205 su 1317 totali), mentre la fascia oraria in cui si sono registrati più sinistri è stata quella compresa tra le 10 e le 13 (361). La classe di età più coinvolta è quella compresa tra i 30 e i 54 anni (19 morti e 821 feriti).

CS

 

Rc auto: in arrivo la black list testimoni incidenti

Sinistri stradali: una legge potrebbe creare una lista nera di testimoni. Per combattere le truffe

rc auto incidente
 “Le serve un testimone?”. È questa la (tristissima) domanda che vi possono fare se gironzolate attorno al Tribunale di Napoli: individui che, per qualche centinaio di euro, sono disposti a mettere in piedi una frode. Fingono di avere assistito a un sinistro stradale, aiutando l’automobilista a ottenere il risarcimento Rca. Un fenomeno, quello delle frodi, che si ripercuote negativamente sulle tariffe a livello locale (a Napoli, Caserta, Foggia i prezzi sono stellari, anche per l’alto numero di incidenti) e nazionale: chiaramente, il guaio riguarda tutto lo Stivale (tamponamenti fasulli sono diffusi anche al Centro e al Nord, a macchia di leopardo). È anche vero che sono in tanti a sostenere una tesi ben precisa: le Assicurazioni utilizzano la giustificazione delle truffe per alzare di continuo le tariffe e macinare utili. Ma di sicuro è giusto che il fenomeno venga combattuto, anche per non sfigurare a livello europeo. Così, dopo la riforma del Governo Monti (le lesioni fisiche lievi vengono risarcite solo a seguito di esami strumentali), potrebbe toccare proprio ai “testimoni per professione”.

INDIVIDUATI E SCHEDATI – Secondo indiscrezioni raccolte da SicurAUTO.it, il Governo Letta (dietro spinta dell’Ania, l’Associazione delle Assicurazioni) potrebbe infatti creare una lista nera di testimoni: chi assiste troppo spesso (e qui ci sarebbero precisi parametri da fissare, non ancora noti) a incidenti stradali potrebbe essere messo in una black list. Di conseguenza, il risarcimento verrebbe bloccato in attesa di ulteriori accertamenti sul testimone, e sulle persone coinvolte nel sinistro. Va specificato che non si tratta di una persona che, per sventura, assiste a un paio di sinistri in città; ma il riferimento potrebbe essere a chi si trova “casualmente” sul teatro di un incidente una dozzina di volte in un anno. Con sinistri dalla dinamica dubbia, e in assenza di verbale delle Forze dell’ordine.

MOLTE POLEMICHE – Comunque, sulla questione, gli esperti del settore Rc auto tengono gli occhi ben aperti. A parte il fatto che, con tutte le varie norme a favore delle Assicurazioni (seppur spesso legittime, come quelle contro le frodi), ancora non si vedono i tanti sospirati significativi ribassi tariffari; c’è anche chi vuol vederci chiaro in materia di testimoni. In particolare, Giovanni D’Agata (Sportello dei diritti) già a settembre 2013 denunciava la violazione della privacy di centinaia di migliaia di cittadini con la banca dati sinistri Ivass (l’Istituto che vigila sulle Assicurazioni). Il problema è che quella la banca dati è stata implementata con le due banche dati denominate “anagrafe testimoni” e “anagrafe danneggiati”, in cui confluiscono i dati di centinaia di migliaia di persone “colpevoli” – ironizza D’Agata – di aver assistito a un incidente: “Perché forse non tutti sanno che non solo chi ha subìto o cagionato un sinistro, ma per il solo fatto di aver rilasciato una dichiarazione testimoniale a seguito di un incidente stradale, si può venire letteralmente schedati senza alcuna preventiva comunicazione“. Di qui, la recente denuncia di D’Agata al Garante per la privacy. Secondo lo Sportello, la costituzione di una banca dati contenente dati personali di soggetti (definiti dal Codice privacy quali “interessati al trattamento”) necessita di una serie di cautele e adempimenti organizzativi finalizzati alla trasparenza, in primis, e alla rigida applicazione di misure di sicurezza. Un principio cardine alla base dell’attuale normativa in materia di corretto trattamento dei dati personali prevede che qualunque trattamento di dati personali (e in questa definizione vi ricade certamente la raccolta, l’archiviazione, la conservazione e la condivisione di dati personali in banche dati gestite da privati quali le Compagnie) deve essere preceduto da un’attenta politica di trasparenza nei confronti degli interessati.

di E.B.

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