Riforma Rca: per il risarcimento servirà la fattura del carrozziere

CARROZZIERE FEDERCARROZZIERI    Tra le novità del Ddl Concorrenza, che in questi giorni inzia il suo iter alla Camera, sbuca l’obbligo di mostrare la fattura del carrozziere per ottenere il risarcimento. L’automobilista viene spinto ad affidarsi al “risarcimento per equivalente”

Tra le norme del Ddl Concorrenza, che in questi giorni sta per iniziare il suo iter alla Camera, sbuca l’obbligo di mostrare la fattura del carrozziere per ottenere il risarcimento dell’incidente stradale.
In pratica le compagnie assicurative, per evitare che un automobilista incidentato presenti preventivi gonfiati, subordineranno il pagamento del danno alla presentazione del relativo documento fiscale.I preventivi, da quanto sembra di capire, sarebbero quindi “banditi”, con le conseguenze che ciò comporta. Nel caso (legittimo) in cui il carrozziere non voglia rilasciare la fattura prima di aver ricevuto il pagamento per la riparazione effettuata, il danneggiato sarà infatti costretto ad anticipare l’esborso ancor prima di ottenere il risarcimento dell’assicurazione, con il rischio tra l’altro di non vedersi risarcita tutta la somma versata

La normativa stabilisce inoltre che anche in caso di cessione del credito per l’importo dovuto per la riparazione del mezzo incidentato, la liquidazione del danno sarà comunque condizionata dalla presentazione della fattura emessa dal riparatore. Il che mette dunque forti ostacoli allo strumento della cessione del credito al carrozzerie.

L’automobilista viene invece spinto a sottoscrivere una polizza aggiuntiva che contenga l’obbligo, in caso di incidente, di affidarsi al cosiddetto “risarcimento per equivalente”, che viene effettuato da tecnici fiduciari della compagnia qualora il costo di riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del bene danneggiato. Lo sottoscrizione di tale polizza determina uno sconto sul premio annuale.

ww.carrozzeria.it

Negoziazione assistita per i sinistri stradali. Chi paga le spese legali

Entrata in vigore da febbraio 2015, la conciliazione assistita già pone dei dubbi

Negoziazione assistita per i sinistri stradali. Chi paga le spese legali?
Dal mese di febbraio 2015, subentra l’obbligatorietà della Negoziazione Assistita prima di intraprendere una causa di risarcimento danni derivanti da sinistro stradale. L’istituto è stato introdotto con il Decreto legge 10 settembre 2014 e con la legge 10 novembre 2014 sono seguite ulteriori modifiche. La negoziazione assistita è dunque condizione di procedibilità della domanda giudiziale, nel senso che in caso di sinistro stradale, non si può andare in giudizio se prima non si avvia la negoziazione. Ma da oggi in poi chi pagherà le spese legali di questa procedura?

La risposta più ovvia è che sarà la Compagnia di assicurazione a doversi accollare tali spese. Ma il vero problema sorge nei casi di risarcimento diretto poiché la normativa di riferimento (art. 9co 2° del regolamento DPR 254/2006) stabilisce che nel caso in cui il danneggiato accetta la somma offerta dall’assicurazione, la somma erogata non comprenderà l’onorario dell’avvocato mentre se la somma viene accettata in acconto, l’onorario sarà dovuto. Dunque nulla cambia anche in caso di negoziazione assistita. E’ evidente che l’avvocato nella negoziazione tratterà il complessivo danno subito dal cliente ivi compresa la sua parcella poiché in caso contrario la negoziazione avrà esito negativo.

Ma per capire meglio come funziona la negoziazione assistita in tema di incidenti stradali, facciamo brevi cenni.Innanzitutto l’avvocato deve rivolgere alla controparte un invito sottoscritto anche dalla parte a stipulare un accordo. L’invito deve indicare l’oggetto della controversia e contenere l’avvertimento che la mancata risposta entro trenta giorni dalla ricezione o il suo rifiuto potrà essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di quanto previsto dagli artt.96 e 642, co.1, c.p.c.. L’invito ha anche lo scopo di interrompere la prescrizione. Se la controparte non risponde entro 30 giorni, o rifiuta il tentativo di conciliazione, la parte potrà adire l’autorità giudiziaria.

Il vantaggio della nuova procedura è sicuramente un maggiore coinvolgimento degli avvocati che assumono un ruolo importante nellimitare il ricorso al giudice in caso di incidenti stradali, mentre il punto debole è rappresentato dall’esistenza di una moltitudine di norme e percorsi alternativi al contenzioso che potrebbe creare maggiore confusione.

Tra l’altro, molti avvocati sono convinti che la nuova procedura sia un doppione inutile, atteso che la previgente normativa già prevedeva un iter articolato che tutelava tutte le parti. Infatti, l’assicurazione doveva formulare la propria offerta fornendo le sue motivazioni anche eventualmente di diniego, mentre il danneggiato doveva fornire una serie di documenti, mettere a disposizione i beni danneggiati e sottoporsi a visita medica in caso di lesioni. Soltanto dopo il danneggiato insoddisfatto, poteva iniziare la causa. In caso invece di accordo, le parti anche per il tramite dell’avvocato, firmavano la quietanza e la vertenza si chiudeva.

Dunque alla luce di ciò, la legge ha cambiato l’iter ma non la sostanza. Ci si augura che la nuova procedura di risarcimento danni da sinistro stradale non produca l’effetto di allungare ancor di più i tempi, poiché se così fosse il soggetto a venirne maggiormente danneggiato sarebbe proprio l’assicurato.

di Maura De Sanctis

Rc-Auto: Vicari & Renzi pro lobby assicurative

PRIMA SEDUTA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI   Tutto in un decreto nel piano Destinazione Italia.

E’ bastato togliere un avverbio dalla norma firmata da Monti per spazzare via colpo di frusta, danni psichici, ferite e lesioni non riscontrabili con radiografie. La prescrizione passa da due anni a tre mesi. UnipolSai, leader del mercato, aveva lamentato “l’impatto significativo dei sinistri sulla redditività” del gruppo. Altro elemento di battaglia dell’Ania presente nel nuovo testo è il richiamo al famigerato risarcimento in forma specifica. Il preludio affinché si possa finalmente consentire alle compagnie di determinare le modalità di riparazione e non ultimo promuovere la categoria dei carrozzieri a “terzisti di pura manovalanza”, ai quali imporre il costo orario di manodopera e la lavorazione del veicolo con ricambi triangolati direttamente dalle compagnie. Inoltre, e questo non è da poco, se nell’erogazione dell’intervento riparativo si presentano due possibili soluzioni tecniche, il carrozziere convenzionato sarà sempre costretto dalla compagnia a scegliere quello meno costoso. Ultimo elemento: la clausola contrattuale in polizza per limitare – nonostante le varie pronunce avverse sentenziate dalla Corte Suprema di Cassazione – l’utilizzo dell’istituto della cessione del credito, unica arma oggi a tutela dell’autoriparatore e dell’automobilista danneggiato, che di fatto e di diritto, dovrebbe liberamente scegliere l’autoriparatore di fiducia ed ottenere da quest’ultimo una riparazione a regola d’arte del bene danneggiato.

Per il risarcimento del danno fisico alla persona, nel testo che dovrà essere convertito in legge entro il 21 febbraio, si stabilisce che l’infortunato “è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”. Una norma precedente, firmata dal governo Monti che già aveva aperto la strada a dubbi e contestazioni alleggerendo i costi delle compagnie (-22% la stima dell’Ivass per un risparmio di 120 milioni nel 2012) in affanno per gli effetti sulle polizze del calo delle auto in circolazione, affiancava a “strumentalmente” l’avverbio “visivamente” che l’esecutivo Letta ha invece deciso di togliere di mezzo. Addio, quindi, non solo al colpo di frusta, ma anche a danni psichici come lo stress post traumatico o a ferite e lesioni non riscontrabili via Tac e radiografia. Questo significa ammazzare per intero qualsiasi possibilità di ottenere un risarcimento per danni come per esempio il classico colpo di frusta. Quindi è una norma fatta per tagliare via tutta una serie di risarcimenti, giusti o sbagliati che siano, semplicemente per sollevare le assicurazioni. E’ rassicurante sapere che finalmente i testimoni di un sinistro, non indicati nel frettoloso e spesso incompleto rapporto della Polizia intervenuta per i rilievi, non saranno ammessi in questo modo mettendo uno stop alle testimonianze di comodo e ci regala serenità sapere che il diritto al risarcimento decadrà in caso di richiesta presentata oltre novanta giorni dal fatto e così, finalmente, le compagnie potranno archiviare il caso in modo da evitare le denunce tardive. Insomma, giustizia è fatta. Ma ci sono gli sconti per gli assicurati! Ci si chiede cosa c’entra quanto paga l’assicurato con la posizione dell’infortunato che non sempre coincidono? E poi gli sconti sono irrisori rispetto all’aumento delle polizze nell’ultimo decennio. In ogni caso il legislatore non ha bloccato i prezzi delle polizze – che non sarebbe possibile -, quindi basta aumentarli e annullare il beneficio degli sconti: non c’è alcuna garanzia su questo punto, quindi abbiamo una lesione certa dei diritti delle persone e forse degli sconticini sulle polizze ma che non si equiparano in alcun modo con quelli che sono i maggiori utili per le compagnie. Quanto ci guadagnano le assicurazioni? Difficile fare un conto preciso, ma tenendo conto che il risarcimento del colpo di frusta rappresenta tra il 60 e il 70% del risarcimento delle compagnie che quindi possono aspirare ad avere un risparmio almeno del 50% della loro esposizione complessiva sul ramo Rc Auto. Un risparmio di proporzioni enormi. Tutto all’insegna dell’incostituzionalità, ma la Corte potrebbe impiegare anni per pronunciarsi in merito. In tutto questo “teatro italico” noi tutti vorremmo capire meglio la nuova posizione assunta nel merito da Matteo Renzi, che giorno dopo giorno incarna sempre più chiaramente l’ambito ruolo a tutor dei poteri forti.

tempario.it

Rca, Federcarrozzieri boccia il risarcimento in forma specifica

CARROZZIERE FEDERCARROZZIERI  Risarcimento in forma specifica: è l’eldorado delle Assicurazioni. Perché con questa procedura spingono l’automobilista danneggiato a far riparare la macchina in una carrozzeria convenzionata con una Compagnia, anziché in una carrozzeria indipendente. Col chiaro vantaggio di controllare il mercato della riparazione, la manodopera (tempi e costi), i pezzi di ricambio. Che cosa ci guadagnerebbero gli assicurati se questa norma un giorno dovesse diventare legge? In teoria, importanti sconti sulle tariffe Rca. Riduzioni consistenti che non sono mai arrivate nonostante le vecchie norme creare ad hoc dai vari Governi per le Assicurazioni: vedi il record europeonegativo. Ne abbiamo parlato con Davide Galli, numero uno di Federcarrozzieri (riunisce parecchi dei 17.000 carrozzieri indipendenti) e fondatore della Carta di Bologna, oppostosi alla lobby assicurativa, che spinge per introdurre il risarcimento in forma specifica. Norma non arrivata (in gran parte proprio per merito di Galli) col Governo Monti, né col Governo Renzi tramite il decreto destinazione Italia, ma che un gruppo di parlamentari intende riproporre mediante disegno legge o addirittura decreto.

OmniAuto.it: Cos’è un carrozziere?

Davide Galli: “Chi cura la riparazione dopo un sinistro riportando l’auto in sicurezza? Certo è facile, il carrozziere, ma non generalizziamo. Il carrozziere italiano è conosciuto in tutto il mondo per la realizzazione di vetture uniche nel loro design, che spesso hanno fatto la storia di alcuni marchi prestigiosi nel lusso e nelle competizioni. Il carrozziere italiano, con la professionalità tramandata attraverso l’apprendimento di modelli culturali oltre che con una manualità di livello superiore alla media, ha dovuto e potuto nel tempo modellarsi, diventando sempre più riparatore e meno creatore. Il consumismo infatti ha generato negli anni 60/70, una esponenziale crescita di modelli di auto ‘per tutti’ che hanno sensibilmente aumentato il numero degli artigiani carrozzieri riparatori, diminuendo il numero dei ‘creatori di automobili’. Anche la riparazione è un’arte, ma il committente lascia meno spazio alla creatività dell’artigiano e soprattutto meno tempo per l’esecuzione del ripristino. Le vetture, sempre più complesse, mettono a dura prova la competenza dei carrozzieri ìnel ripristinare la vettura, oltre che nella forma estetica anche in quella della piena sicurezza per chi dovrà utilizzarla dopo le riparazioni. Pure le attrezzature, in alcuni casi costosissime, strumenti per il ripristino e la saldatura dei metalli, impianti di verniciatura altamente tecnologici a basso consumo energetico e a basso impatto ambientale”.

OmniAuto.it: Ma in che consiste Federcarrozzieri?

Davide Galli: “Lo stato dell’arte della riparazione da incidente, da qualche anno, prevede alcune limitazioni nel normale andamento del mercato, fuorviando la libera concorrenza attraverso polizze che obbligano l’automobilista a recarsi presso carrozzerie convenzionate dall’assicuratore, pena, in alcuni casi la minaccia di espulsione. Ovviamente alcuni assicurati, timorosi e ignari del proprio diritto di scegliere liberamente il riparatore, diritto sancito dal buon senso prima che dalle norme giuridiche, evitano di recarsi dal proprio carrozziere che da anni offre un ottimo servizio, per favorire il riparatore della compagnia. Ma le riparazioni a prezzi decisi dalla compagnia sono fatte a regola d’arte? Federcarrozzieri è l’unico organismo senza scopo di lucro a rappresentare e tutelare le carrozzerie indipendenti dalle Compagnie, cioè quelle aziende che hanno deciso di essere fiduciarie del proprio cliente e non dell’Assicurazione. Un’associazione composta da soli carrozzieri nata nel 2012 senza scopi commerciali, giovane, snella, dinamica, che non vuole essere contro i carrozzieri fiduciari, ma dare loro la possibilità di essere rappresentati qualora volessero cambiare la loro politica aziendale e diventare indipendenti. Inoltre, gli associati sono raggruppati gratuitamente in un portale di geolocalizzazione destinato agli automobilisti chiamatoMioCarrozziere.it”.

OmniAuto.it: E la Carta di Bologna?

Davide Galli: “Federcarrozzieri è stata coofondatrice della Carta di Bologna, il cui primo obiettivo è la difesa dei danneggiati. È stata presentata l’11 gennaio 2013, durante un convegno con oltre 700 partecipanti. E’ stata promossa da Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada (AIFVS), Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Assoutenti, Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), Commissione RC dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), Associazione Culturale Mo Bast!, Associazione Valore Uomo, Sportello dei Diritti. Mira alla portabilità delle polizze, alla riduzione del tasso concentrazione sul mercato delle Compagnie, alla reale indipendenza di Ivass e Antitrust, alla rottamazione risarcimento diretto. Vuole la libertà di scelta del riparatore, la libera circolazione dei diritti di credito, la tutela delle vittime con integrali risarcimenti, la libertà di scelta nelle cure, la libertà di valutazione del medico legale. Auspica pene certe per i pirati della strada, maggiore attenzione alla sicurezza attiva e passiva, un’agenzia antifrode in campo assicurativo, la terzietà nella valutazione del danno. I punti sono successivamente diventati una proposta di legge presentata a Roma il 9 aprile 2014 nell’Auletta dei gruppi parlamentari.

OmniAuto.it: La senatrice Vicari spinge per il risarcimento in forma specifica. Abbatterà davvero i prezzi Rca?

Davide Galli: “A nome di Federcarrozzieri, devo comunicare lo sconcerto dei miei associati sulle ventilate norme contenute nel progetto, presentato recentemente dalla senatrice Simona Vicari, progetto che vuole limitare i diritti dei danneggiati, operando confuse modifiche e obbligando il danneggiato a sottostare a una pretesa riparazione in forma specifica accettando tale forma d’indennizzo per tutti i tipi di sinistri. Per le carrozzerie indipendenti, che oggi operano in armonia con i costi e le lavorazioni a regola d’arte, diventa difficile adottare sconti tariffari e tempi di riparazione, come imposti dalle Compagnie nei contratti di fiduciariato che sottostanno al preteso risarcimento in forma specifica. Le carrozzerie indipendenti devono essere libere di esercitare la propria attività con la professionalità che le contraddistingue senza alcuna limitazione, a esclusivo vantaggio dell’automobilista. Non sono di certo i costi delle riparazioni a generare gli aumenti dei costi delle polizze, tantomeno davanti al calo vertiginoso dei sinistri, mentre rimane molto positiva la raccolta premi e l’utile delle Compagnie che in un periodo nero di crisi è lievitato per bene…”.

OmniAuto.it: La senatrice Vicari vuole abolire la cessione di credito al carrozziere indipendente: di che si tratta? Riflessi sui prezzi Rca?

Davide Galli: “Nel progetto Vicari, vorrebbero vietare un atto di autonomia contrattuale tra privati quale la cessione di credito, limitando i diritti dei danneggiati, proprio in questo momento di crisi, dove il malcapitato danneggiato oltre al danno, deve anticipare lui stesso i soldi della riparazione al carrozziere. In alcune polizze infatti, viene vietata la possibilità di cedere il credito alla carrozzeria, che è invece un metodo legale e legittimo, ampiamente utilizzato da tutti i carrozzieri, convenzionati e indipendenti, per consentire all’assicurato di non dover anticipare denaro a fronte della riparazione dell’auto, obbligando spesso l’artigiano a diventare banca della compagnia. Ogni tentativo di limitare la cessione di credito è stato ampiamente bocciato da numerose sentenze della Cassazione. Eliminare la cessione di credito consente all’assicuratore di pagare meno un sinistro: porta utile alla Compagnia, senza che ci siano necessariamente di riflesso benefici sul costo della polizza, e mette in difficoltà il consumatore”.

OmniAuto.it: Di recente l’Ania ha sostanzialmente detto che voi carrozzieri indipendenti siete responsabili di numerose frodi e di lavorare in nero: come risponde?

Davide Galli: “Federcarrozzieri respinge al mittente le gravissime insinuazioni, dichiarazioni oltretutto prive di fondamento. Non sono di certo i carrozzieri quelli noti alle cronache giudiziarie. L’imprenditore artigiano nasce indipendente e la crisi che lo ha avvicinato al fiduciariato. Essere indipendenti vole dire lavorare in armonia con i tecnici (periti) che sistematicamente controllano le lavorazioni, cosa che non avviene sempre con le carrozzerie convenzionate. Il lavoro nero inoltre non è attribuibile alle carrozzerie indipendenti, che per incassare dalle Compagnie utilizzano sistematicamente la cessione di credito, strumento che obbliga la consegna di un regolare documento fiscale a fine lavorazione. Invece, le Compagnie continuano a risarcire direttamente il privato danneggiato poco e male: questo alimenta il mercato delle riparazioni abusive e delle lavorazioni sommarie a discapito della sicurezza. Una tipologia di affari non attribuibili agli artigiani indipendenti, ma alle migliaia di aziende nel sommerso italiano che per noi sono una piaga e una minaccia. Le carrozzerie associate Federcarrozzieri, per esempio, si distinguono per una serie di metodi operativi e protocolli anglosassoni, non normati in Italia, ma che vengono adottati per migliorare gli standard riparativi e la trasparenza nella gestione dei sinistri in ambito Rca. Identificandoci attraverso il nostro codice etico, è nostra intenzione nel breve termine adottare un marchio di qualità, ma soprattutto, assieme ai consumatori adottare un metodo open-source di verifica delle carrozzerie identificate nel marchio”.

OmniAuto.it: Prezzi Rca: ma sono necessarie nuove leggi per vedere riduzioni delle tariffe?

Davide Galli: “Il mercato italiano è nelle mani di poche compagnie che detengono una fetta notevole di mercato. La scarsa concorrenza non porta sicuramente benefici al consumatore, questo è il vero motivo che negli anni non ha generato l’abbassamento delle tariffe . Se vi fosse più concorrenza, si potrebbe godere di migliori prezzi. Sulla Carta di Bologna è stata avanzata una proposta che in Francia ha sicuramente portato benefici al consumatore: la portabilità delle polizze assicurative, possibilità per l’assicurato di confrontare in qualsiasi momento dell’anno eventuali prezzi per abbattere il costo della polizza, come per le tariffe dei cellulari. L’automobilista può disdire il contratto quando vuole. Se intendono ridurre i premi per via legislativa, potrebbero prendere spunto dalla Loi Hamon della Francia. Per quello che riguarda direttamente gli artigiani carrozzieri, i progetti di legge fino a oggi presentati hanno avuto il pretesto del risparmio sui premi assicurativi: una chimera che da oltre un decennio ha giustificato solo misure rivolte ad abbattere i risarcimenti. Sono provvedimenti che rischierebbero di affossare definitivamente il comparto dell’autoriparazione. In un sistema di libero mercato non è possibile obbligare le carrozzerie al convenzionamento di massa, modo elegante per dire con altre parole che si pretende di fare decidere alle Compagnie come e quanto pagare gli artigiani carrozzieri, facendo sì che l’ulteriore riduzione degli esigui margini d’impresa porti solo a un abbassamento degli standard di sicurezza nelle riparazioni”.

Arriva il “negoziatore”

928e7572-3fb1-4cd3-ab73-ea9a4bf4e489_290_120 La figura del negoziatore, intodotto dal decreto 132, si interporrà tra la compagnia assicuratrice e l’automobilista nel caso in cui sorgano controversie

Una delle novità in campo Rca, presente nel decreto 132 convertito con Legge n. 162/2014 del 10 novembre, è quella del “negoziatore”.

La figura del negoziatore si interporrà tra la compagnia assicuratrice e l’automobilista nel caso in cui sorgano delle controversie sull’indennizzo dopo che si è verificato un sinistro. Si tratta di un avvocato super partes che si occupa di studiare la pratica facilitando l’iter del sinistro e assicurando maggiore velocità nei pagamenti.
La negoziazione assistita viene descritta nel Decreto Legge n. 132/2014 come quella procedura mediante la quale assicurazione e assicurato converranno di operare per risolvere in via amichevole la controversia relativa ad un sinistro in ordine al risarcimento Rc auto, tramite l’assistenza di avvocati.
La negoziazione assistita sarà gestita da un avvocato che cercherà una soluzione che possa accontentare entrambe le parti. La negoziazione assistita sarà obbligatoria per l’assicurato: chi non si presenta alla negoziazione, o dichiara espressamente di non volerla effettuare, potrebbe avere pesanti risvolti a suo sfavore nel giudizio civile per il risarcimento del danno. Esiste già tra l’altro un tipo di negoziazione facoltativa, da effettuare tramite l’Ivass: il rischio è di avere troppe norme per lo stesso problema.

IVASS: risarcimento diretto, nuovi criteri di calcolo per le compensazioni tra compagnie

Rc Auto - Incidente - Risarcimento diretto Imc

L’Ivass ha pubblicato il Provvedimento recante il criterio per il calcolo dei valori dei costi e delle eventuali franchigie sulla base dei quali vengono definite le compensazioni tra imprese di assicurazione nell’ambito della procedura di risarcimento diretto. L’obiettivo è quello di individuare modalità operative che possano incentivare le imprese verso comportamenti “virtuosi”, volti alla riduzione del costo dei sinistri e all’aumento della velocità di liquidazione. Si è inteso, inoltre, disincentivare “prassi opportunistiche”, limitando l’effetto dei piccoli sinistri e contrastando le frodi

Dopo procedura di pubblica consultazione conclusasi lo scorso 31 maggio l’Ivass ha pubblicato il Provvedimento n. 18 del 5 agosto 2014 recante il criterio per il calcolo dei valori dei costi e delle eventuali franchigie sulla base dei quali vengono definite le compensazioni tra imprese di assicurazione nell’ambito della procedura di risarcimento diretto previsto dall’art. 150 del Codice delle Assicurazioni.

L’Ivass rammenta come la procedura di risarcimento diretto dei danni è stata introdotta in via obbligatoria in Italia nel 2007 (c.d. sistema CARD, Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto) e interessa circa il 79 per cento del numero dei sinistri gestiti dalle compagnie assicurative con un’incidenza, in termini di importi, di circa il 46 per cento del totale dell’onere sinistri r.c. auto.

Il focus sui sinistri nella Relazione annuale

E’ utile anche riprendere brevemente per completezza di esposizione, i richiami ai sinistri rc auto che erano contenuti nella recente Relazione annuale dell’Ivass.

Segnali positivi arrivano dalla riduzione della frequenza dei sinistri, ridottasi del 30 per cento negli ultimi quattro anni anche per la riduzione dell’uso dei veicoli privati a motore come effetto della crisi economica.

E’ aumentato però il costo medio totale di ciascun sinistro nel quadriennio in esame, da circa 3.900 euro nel 2009 a 4.700 lo scorso anno, per effetto dei più forti accantonamenti a fronte dei sinistri già denunciati ma non ancora liquidati.

L’entrata in vigore del decreto legge “Concorrenza” nel 2012, sottolinea l’Ivass, ha concorso a contenere gli esborsi.

Le nuove norme consentono il risarcimento delle cosiddette “microlesioni” solo in caso di accertamento medico-legale visivo o strumentale; una riga appena nella produzione legislativa complessiva, una rivoluzione nel sistema dei rimborsi per i sinistri RC auto, sottolinea l’Autorità di Vigilanza.

Nell’arco di pochi mesi, il livello medio dei punti d’invalidità permanente liquidati, in particolare per i “colpi di frusta”, è sceso del 20 per cento, confermando il sospetto che si annidassero in quel comparto numerose frodi, a danno della collettività.

L’altra variabile calmierante per la dinamica dei costi dei sinistri RC auto è proprio il sistema CARD.

Dal 2009, con meno sinistri, pur con un costo medio in aumento, si è ridotto il premio “puro”, teorico, cumulativamente del 16 per cento; tuttavia, il premio medio effettivo è aumentato di quasi il 6 per cento.

Nell’ultimo biennio si sono ridotti entrambi, ma il primo (-11 per cento) più del secondo (-4 per cento).

Sembra esservi, sottolinea l’Autorità di Vigilanza, una difficoltà di trasmissione delle positive dinamiche di mercato sui prezzi delle polizze.

Alla fine del 2013 secondo l’indagine dell’Ivass la distribuzione dei premi effettivamente pagati è fortemente asimmetrica; la media semplice è di oltre 500 euro con una variabilità molto elevata.

Solo il 5 per cento degli assicurati paga un premio paragonabile a quello medio europeo, intorno ai 250 euro.

Nel primo trimestre di quest’anno, seguitando nella tendenza discendente, il prezzo effettivo medio e quello mediano sono scesi rispettivamente del 3,8 e del 3,4 per cento rispetto al trimestre finale del 2013.

La ratio del Provvedimento

Così come rammentato dalla Autorità di Vigilanza nella Relazione di presentazione, il Provvedimento dà attuazione all’articolo 29 del Decreto concorrenza (Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con la Legge 24 marzo 2012, n. 27).

Le nuove disposizioni si propongono di incentivare l’efficienza produttiva e, in particolare, il controllo dei costi e l’individuazione delle frodi.

La ratio delle disposizioni parte dalla considerazione per cui il sistema CARD doveva costituire uno strumento per migliorare la qualità del servizio assicurativo, riducendo i tempi di trattazione e liquidazione del danno e, soprattutto, un mezzo per incidere sui costi dei risarcimenti, contribuendo al contenimento dei livelli tariffari dell’assicurazione r.c. auto.

In effetti, osservava l’Ivass nella Relazione alla pubblica consultazione, il trend dei principali indicatori tecnici ha evidenziato che la procedura di risarcimento diretto, nel suo complesso, ha avuto un positivo effetto di contenimento dei costi dei risarcimenti.

Tuttavia l’attuale criterio di compensazione economica tra imprese, basato sul sistema dei forfait, ha evidenziato alcune carenze nel meccanismo redistributivo interaziendale degli incentivi o disincentivi e ha indotto comportamenti distorsivi arrivando, in alcuni casi, a non penalizzare o addirittura a “premiare” comportamenti “opportunistici” da parte di imprese inefficienti sotto il profilo del contenimento dei costi.

L’obiettivo che l’Autohotiry si è allora prefisso nel definire il nuovo modello dei rimborsi, è stato quello di individuare, in conformità a quanto richiesto dal legislatore, modalità operative che possano incentivare le imprese verso comportamenti “virtuosi”, volti alla riduzione del costo dei sinistri e all’aumento della velocità di liquidazione.

Si è inteso, inoltre, disincentivare “prassi opportunistiche”, limitando l’effetto dei piccoli sinistri e contrastando le frodi.

La struttura del Provvedimento

Il Provvedimento, che entrerà in vigore dall’1 gennaio 2015, si compone di 9 articoli.

Quali sono le principali previsioni?

Dopo le disposizioni di carattere generale viene stabilito il criterio di calcolo per la determinazione delle compensazioni rientranti nell’ambito della CARD-CID, riguardante la regolazione contabile dei rapporti economici per i danni al veicolo assicurato, alla persona del conducente e alle cose trasportate di proprietà del conducente o del proprietario del veicolo.

Il sistema delle compensazioni previsto dal Provvedimento per tale componente, che rappresenta circa il 90 per cento, in termini di onere sinistri, dell’intero sistema CARD, si basa, in analogia con il sistema vigente, su rimborsi forfettari all’impresa gestionaria dei sinistri liquidati per conto delle altre imprese.

Viene poi introdotto, in aggiunta al meccanismo dei forfait, un sistema di incentivi/penalizzazioni basato su un modello matematico, che tiene conto delle principali variabili del sistema rappresentative delle capacità gestionali delle compagnie con riferimento particolare all’ andamento dei costi medi della singola impresa rispetto al mercato, vista come capacità dell’impresa di contenere i propri costi rispetto alle altre compagnie, alla dinamica temporale del costo medio sinistri, intesa come capacità dell’azienda di ridurre progressivamente nel tempo i propri costi e alla velocità di liquidazione sinistri, vista come indicatore di efficienza gestionale in relazione alla liquidazione dei sinistri e nei confronti degli assicurati.

Per favorire la corretta gestione da parte delle imprese dell’attività di contrasto alle frodi, è stato inoltre previsto che il calcolo degli incentivi/penalizzazioni tenga conto anche degli indicatori dell’Archivio Integrato Antifrode (AIA), operativi non appena il sistema entrerà in vigore.

Ulteriore previsione è poi quella legata al criterio di calcolo per le compensazioni rientranti nell’ambito della CARD-CTT (pari a circa il 10 per cento in termini di onere sinistri dell’intero sistema CARD), riguardante la regolazione contabile dei rapporti economici per i danni alla persona del terzo trasportato e alle cose di sua proprietà.

Con riferimento a tale aspetto, rammenta l’Ivass, si è innovato il sistema delle compensazioni, considerata la disponibilità delle tabelle ministeriali sulle microlesioni e l’introduzione di criteri più stringenti e obiettivi per la valutazione delle lesioni personali di minore entità, prevedendo rimborsi basati sul valore reale dell’importo risarcito (c.d. piè di lista), calcolato al netto di un’eventuale franchigia assoluta e/o percentuale.

Il Provvedimento estende poi, anche alle imprese comunitarie che hanno scelto di aderire alla Convenzione CARD, l’obbligo di tenere, limitatamente ai sinistri CARD, gli appositi registri assicurativi e i dati da trasmettere all’Ivass.

Autore: Giuseppe Rocco – Ipsoa Impresa (Articolo originale)

La filiera virtuosa del sinistro. Dalla denuncia al risarcimento in forma specifica

logo UEA

Si terrà sabato 10 maggio, presso la sede dell’Università Parthenope, Villa Doria D’Angri – Via Petrarca 80, Napoli  il convegno organizzato da UEA su “La filiera virtuosa del sinistro. Dalla denuncia al risarcimento in forma specifica”. PROGRAMMA ore 9.00 Registrazione partecipanti ore 9.30 Inizio dei lavori e  saluti istituzionali Chairman, Francesco Barbieri, Direttore Attualità Uea PRIMA SESSIONE Relazione introduttiva prof. Francesco D’Innella, docente di Diritto delle assicurazioni, Università Parthenope Uea Pensiero” Alfonso Santangelo, Università Parthenope e consigliere Uea Tutela legale: il valore del servizio al cliente” Marco Rossi, direttore commerciale Das SpA Le attività di controllo tecnico nella filiera di gestione del sinistro” Higinio Silvestre Borbon, insurance specialist Asacert SpA Una modalità efficace e trasparente per contrastare le frodi assicurative” Maurizio De Dominicis, Università Parthenope e avvocato patrocinante in Cassazione ore 11.15 Coffee Break SECONDA SESSIONE “La riparazione diretta in Europa e in Italia: una nuova opportunità di servizio” Stefano Sala, amministratore delegato Per SpA “Agenti assicurativi e amministratori di condominio: un caso di successo di riparazione diretta” Armando Bianchessi, titolare di Bianchessi sas, agenzia Toro Generali Una buona pratica di assistenza in caso di sinistro: il valore della relazione” Carlo Colombo, consigliere Uea Considerazioni finali Filippo Gariglio, presidente Uea La partecipazione al convegno è gratuita. Per iscriversi è sufficiente mandare una mail con i propri dati (nome, cognome, indirizzo mail e numero di telefono) all’indirizzo: info@uea.it

Evento 9 aprile

Più Concorrenza Più Diritti – Verso una riforma della RC Auto

Mercoledi 9 aprile dalle 10 alle 13.
Roma – Auletta dei gruppi parlamentari
Via di Campo Marzio 74 – Roma

Organizzazioni promotrici:

Mobast
Federcarrozzieri
Associazione Familiari Vittime Strada
Assoutenti
CUPSIT
Associazione Valore Uomo
OUA – Commissione Resposabilità Civile
UNARCA
SISMLA

La manifestazione di gennaio a Bologna e quella di febbraio a Genova, con l’ulteriore tappa di Torino del 29 marzo, sono stati un prezioso tassello per consolidare un movimento composto da artigiani, consumatori, Vittime della Strada e professionisti che si battono per un mercato assicurativo concorrenziale e in grado di garantire le opportunità di scelta del danneggiato di scegliere il proprio medico e il proprio riparatore e di ottenere un giusto ed equo risarcimento.

Il movimento che si è creato ha sparigliato le carte di rappresentanze che ragionano con logiche ambigue o consociative. Le Compagnie assicuratrici, abituate a dialogare solo con gli anelli deboli delle categorie interessate, si sono ritrovate spiazzate. L’inedita coalizione della Carta di Bologna ha fatto comprendere al Legislatore che le proposte avanzate non erano frutto di un ragionamento corporativo ma di una elaborazione complessa e sofisticata di proposte liberali e del tutto in linea con i più recenti orientamenti giurisprudenziali e legislativi sia in Italia che all’estero.

I punti della carta di Bologna diventeranno una proposta di legge che sarà presentata a Roma il prossimo 9 aprile nell’Auletta dei Gruppi Parlamentari, il luogo più prestigioso e ampio per far percepire ai parlamentari la nostra presenza. Sarà un giorno memorabile dove la nostra protesta diventerà una proposta, dove la nostra partecipazione attiva sarà il segno del nostro interesse a proseguire uniti per una seria riforma della RC Auto.

Di seguito il programma provvisorio e il form di registrazione che dovrà essere scrupolosamente compilato per agevolare le procedure di registrazione che saranno gestite dal personale della Camera previa presentazione di un documento di identità.

IL CONVEGNO HA NATURA FORMATIVA

Considerato il luogo è consigliabile (non obbligatorio) indossare giacca e cravatta.

PROGRAMMA DRAFT

9:30 – 10:00 Registrazione
A seguire fino alle 13:00 Rappresentanti delle Associazioni PromotriciProf.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni – Presidente AIFVS Associazione Familiari Vittime della StradaDott. Furio Truzzi – Presidente AssoutentiDott. Stefano Mannacio – Presidente CUPSIT Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali ItalianiDavide Galli – Presidente FedercarrozzieriAvv. Settimio Catalisano – Coordinatore Commissione Responsabilità Civile Organismo Unitario dell’AvvocaturaAvv. Marco Bona – PEOPIL, Pan-European Organisation of Personal Injury LawyersMario De Crescenzio – Presidente MO BAST!Avv. Giuseppe Mazzucchiello – Presidente Associazione Valore UomoAvv. Francesco d’Agata – Portavoce Sportello dei Diritti

Avv. Massimo Perrini – Responsabile scientifico UNARCA

Dott. Giampaolo Bizzarri – Confederazione Libertà del Danneggiato

Prof. Dott. Raffaele Zinno – Segretario SISMLA Sindacato italiano specialisti medicina legale e delle assicurazioni

Ivano Vernazzano – Consorzio fra Carrozzieri della provincia di Genova

Dott.ssa Annamaria Gandolfi – Inretecar

Dott. Enrico Pedoja – Segretario SMLT Società Medico Legale del Triveneto

Dott. Claudio Cangialosi – Direttore SicurAUTO.it

Avv. Matteo Mion – Giornalista Quotidiano Libero

Esponenti politiciDott. Cosimo Maria Ferri – Sottosegretario Ministero GiustiziaSen. Altero Matteoli (Forza Italia) – Presidente Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni – SenatoOn. Daniele Capezzone (Forza Italia) – Presidente Commissione Finanze – CameraOn. Alessandro Bonafede (Movimento 5 Stelle) – Vice presidente Commissione Giustizia – CameraOn Antonio Boccuzzi (Partito Democratico) – Commissione Lavoro – CameraOn. Andrea Colletti (Movimento 5 Stelle) – Commissione Giustizia – CameraOn. Marco Di Stefano (Partito Democratico) – Commissione Finanze – CameraOn. Leonardo Impegno (Partito Democratico) – Commissione Attività Produttive – CameraOn. Giovanna Palma (Partito Democratico) – Commissione Agricoltura – Camera

Sen. Sergio Puglia (Movimento 5 Stelle) – Commissione Lavoro – Senato

On. Mario Sberna (Per l’Italia) – Commissione Finanze – Camera

On. Paolo Russo (Forza Italia) – Commissione Agricoltura – Camera

Moderatore: Tommaso Caravani (Car Carrozzeria)

Promotori della Carta di Bologna

partecipanti all'evento

Aderenti alla carta di Bologna

partecipanti all`evento

partecipanti all`evento

CARTA DI BOLGNA

CARTA DI BOLGNA

Sinistri stradali, l’azione giudiziale per il risarcimento diretto elimina le alternative

Giudice di pace di Pozzuoli – Decisione 19 marzo 2014

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In caso di sinistri stradali, la facoltatività del risarcimento diretto e la sua alternatività rispetto alle altre procedure si annulla al momento in cui il danneggiato agisce in giudizio.
Diversa, invece, l’ipotesi in cui la richiesta sia avvenuta unicamente per via stragiudiziale, in questo caso, infatti, il principio della «facoltatività» non viene intaccato, come chiarito dalla Corte Costituzionale. Lo ha stabilito il Giudice di pace di Pozzuoli, con la decisione 19 marzo 2014

L’art.8 soppresso dalla legge di conversione del DL “Destinazione Italia”

L'art.8 soppresso dalla legge di conversione del DL    Soppresse per il momento le norme sul risarcimento in forma specifica e sul divieto di cessione del diritto al risarcimento. Passo indietro anche sulla scatola nera. Ma il nuovo il Disegno di legge è destinato a riaprire la questione

Pubblicata la legge 9/2014 di conversione del D.L. 145/2013, c.d. “Destinazione Italia” che, tra le tante cose, va a sopprimere anche il controverso Articolo 8 e le relative norme in materia di Rc auto. La soppressione colpisce dunque le norme sul risarcimento in forma specifica presso carrozzerie convenzionate, sul divieto dicessione del diritto al risarcimento e sulle prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti convenzionati con le imprese assicurative. Tali norme sono stati dunque soppresse, almeno per il momento. Ma, come è noto, incombe ancora un disegno di legge che “ricalca” nei fatti l’art.8 ed è destinato a riaprire nuovamente tutta la questione.

Anche la scatola nera fa un passo indietro. Sono state infatti soppresse le disposizioni che prevedevano una riduzione significativa del premio per l’assicurato che avrebbe acconsentito all’installazione di meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, oltre a rendere a carico delle compagnie icosti di installazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità.

Falsi incidenti chiesto processo per 87 persone

procura bari BARI – La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 87 persone, tra medici, avvocati e presunte vittime di incidenti stradali, accusate di truffa ai danni di compagnie assicurative. Rischiano il processo i quattro medici Roberto Settembre, all’epoca dei fatti in servizio presso il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Di Venere di Bari, Michele Gesmundo, Fabio Basalisco e Francesco Saponieri, periti di parte incaricati di redigere certificati medici attestanti – secondo l’accusa – false patologie derivanti dai sinistri.

Chiesto il processo per i due avvocati Michael Gisonda e Maria Schima, incaricati di curare le pratiche per il risarcimento danni. Le indagini coordinate dal pm Francesco Bretone hanno accertato oltre 40 episodi di falsi incidenti in alcuni comuni della provincia di Bari, in particolari a Binetto, Toritto, Grumo Appula e Modugno. In alcuni casi si tratta di cadute accidentali causate da buche nell’asfalto. Nel procedimento si sono costituite parti civili le 15 compagnie assicurative truffate e il Comune di Grumo Appula. L’udienza preliminare per i rinvii a giudizio si concluderà il 3 aprile.

BUCHE SULLE STRADE E INCIDENTI. CHI PAGA?

buche-per-strada rid   I sinistri causati dalla cattiva manutenzione stradale sono sempre di moda. Bisogna sapere che in questi casi è possibile richiedere il risarcimento del danno all’Ente proprietario del tratto di strada incriminato.

La richiesta presuppone la prova del fatto e la legittimazione passiva dell’Ente, ciò l’esistenza di un rapporto di proprietà o custodia tra l’Ente e la strada.

I casi più comuni sono quelli delle auto che a causa di una buca scoppiano una ruota o piegano il cerchio e vanno a sbattere contro ostacoli fissi o altre vetture. Oppure, più frequenti, motocicli o biciclette che cadono a terra a causa di buche o crepe. Anche le buche sui marciapiedi spesso sono fatali,  per le caviglie dei pedoni.

In questi casi la responsabilità dell’Ente proprietario o custode della strada, del marciapiede e della buca quindi, è compromessa ed il risarcimento dovuto (art. 14 C.d.S. D.Lgs. 285/92) da parte dei vari, Comuni, Provincie, ecc.

Come si richiede il risarcimento?

Innanzitutto bisogna provare il fatto, per cui l’evento va verbalizzato da parte della Polizia Locale o Stradale. Inoltre è opportuno scattare delle fotografie concomitanti della buca e del danno e meglio di ogni cosa, recuperare i riferimenti di eventuali testimoni al fatto.

Se dal fatto ne sono derivate lesioni fisiche è meglio andare al Pronto Soccorso per le medicazioni e la certificazione della prognosi. Se i danni sono solo materiali basta una perizia o un preventivo. In molti casi è meglio affidarsi ad un collega Perito Assicurativo che curi l’attivo, saprà lui qual è la migliore “strada” da intraprendere senza intoppi.

Individuato l’ente si invia la raccomandata entro il termine di decadenza di 5 anni (non è un RC Auto) e ci si informa sulla compagnia o la società che gestisce il danno per definire il risarcimento.

 

ANIA e PD tagliano il danno da morte e alla persona

danno da morte

A pagare i profitti delle compagnie assicurative saranno le vittime della strada e gli artigiani carrozzieri, costretti a stringere patti con le compagnie per sopravvivere.

Continua il dibattito sulla riforma delle RC Auto e sull’introduzione di nuovi parametri di riferimento per il calcolo del risarcimento in caso di sinistro stradale. Unica costante nella vicenda, però, sembra essere il tentativo di favorire la lobby delle compagnie assicurative a spese dei contribuenti e delle vittime.Il Gruppo Pd, infatti, anziché concentrarsi sui punti contenuti nella Carta di Bologna, sostenuta da oltre 30 associazioni del settore, ha deciso di sposare l’emendamento presentato in Parlamento da CNA e le Confederazioni, tramite rete Imprese Italia che obbligherà i riparatori a concordare preventivamente il costo della riparazione con il perito assicurativo.E’ stata inoltre manifestata la volontà di intervenire sulle lesioni gravi e gravissime e sul danno da morte.

“Questi emendamenti uccideranno un’intera categoria di artigiani, i carrozzieri, e il diritto delle vittime ad essere risarcite. – Ha commentato Stefano Mannacio, membro CUPSIT – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani. – Ora succederà ciò che è già successo per i colpi di frusta: i periti saranno istruiti dalle direzioni generali a risarcire sulla base di parametri rigorosamente stabiliti dalle compagnie. Le trattative stragiudiziali si bloccheranno. Per ottenere un risarcimento integrale bisognerà fare cause defatiganti. E, come se questo non fosse un quadro già abbastanza tragico, ben presto le compagnie avranno in pugno anche gli artigiani carrozzieri, costretti a piegarsi alle loro richieste per mantenere in vita la propria officina.”

“Stanno cercando di svendere il nostro lavoro al miglior offerente, ma Federcarrozzieri venderà cara la pelle dei propri associati! – Ha dichiarato Davide Galli, Presidente di Federcarrozzieri. – Il settore degli artigiani carrozzieri si trova in un momento di profonda difficoltà, con la più alta pressione fiscale d’Europa, che uccide ogni giorno decine di officine e limita la concorrenza, favorendo il lavoro sommerso, ingrassando le tasche di artigiani abusivi e favorendo le aziende che hanno personale a nero. Con i nuovi emendamenti saranno le Compagnie a stabilire il costo del nostro lavoro. Abbiamo incontrato tutti, dalla commissione finanza alla senatrice Vicari, ora è rimasto sola una persona da incontrare, appuntamento confermato.

Consegneremo le chiavi delle carrozzerie associate e i documenti dei consorzi che insieme a Federcarrozzieri prendono le distanze dalle confederazioni invitando i propri iscritti ad abbandonare la nave non rinnovando le
tessere confederali.”

Indignato il commento alla vicenda da parte dell’Associazione Italiana Familiari delle Vittime della Strada Onlus, che ha deciso di inviare una lettera aperta ai rappresentanti delle Istituzioni e dei Partiti presenti in parlamento. “Siete ancora in tempo per riaffermare agli occhi dei cittadini la Vostra dignità e il vostro ruolo di rappresentanza sociale, impedendo che si compia un vergognoso colpo di mano nella definizione del decreto “Destinazione Italia”, a danno delle vittime. – Scrive il Presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni. – Non possiamo accettare che addirittura la sinistra sia a favore della diminuzione dei risarcimenti alle vittime. Smettetela di raccontare la favola dei risarcimenti e delle tariffe più basse in Europa rispetto all’Italia.”

Di seguito l’elenco completo dei punti contenuti all’interno della Carta di Bologna:

1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )

2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici

3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust

4. Rottamazione risarcimento diretto

5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )

6. Libera circolazione dei diritti di credito

7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti

8. Libertà di scelta nelle cure

9. Libertà di valutazione del medico legale

10. Pene certe per i pirati della strada

11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva

12. Agenzia antifrode in campo assicurativo

La Carta di Bologna è stata promossa da: Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada

(AIFVS), il Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Assoutenti, il

Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), la Commissione RC dell’Organismo Unitario

dell’Avvocatura (OUA), l’Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), l’Associazione

Culturale Mo Bast!, l’Associazione Valore Uomo e lo Sportello dei Diritti.

Oltre alle associazioni promotrici, hanno sostenuto l’iniziativa Associazioni Carrozzieri Sardegna, Banca del

Veicolo, Consorzio Carrozzerie Artigiane, Consorzio Carrozzieri Artigiani, Consorzio Carrozzieri Bresciani,

Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio In Rete Car, Rete Amica Carrozzeria della Val d’Aosta,

Associazione Periti Campani, Consorzio Carrozzieri Trentini, Consorzio TUO Torino, Carrozzeria Aperta,

Centro Tutela Consumatori Risparmiatori, Consorzio Gruppo Carrozzieri, Evolgo! Rete Impresa Carrozzeria

Italiane, Rete Carrozzeria Trasparente, SISCESA CISL – Sindacato Italiano Consulenti ed Esperti del Settore

Assicurativo, SISPA UGL – Sindacato Italiano Periti Assicurativi, UNILPI – Unione Nazionale Italiana Liberi

Professionisti e Infortunistiche, Consorzio Carrozzerie Riunite, Associazioni Carrozzieri della Provincia di

Genova, Centro Artigiano di Revisione, Gruppo Autoriparatori Uniti e SicurAUTO.it.

Sinistri, tre mesi per chiedere i danni

Il danneggiato deve chiedere il risarcimento nei tempi ristretti, pena la perdita di ogni diritto. Il nuovo termine di decadenza non è soggetto né a interruzione né a sospensione

gazzettaLa vittima di un sinistro stradale deve chiedere senza indugio il risarcimento del danno, pena la perdita di ogni diritto a ricevere il giusto ristoro del pregiudizio subito. Questa è, in estrema sintesi, una delle principali novità in tema di diritto delle assicurazioni inserite nel decreto legge n. 145 del 23 dicembre scorso.

Modificando il secondo comma dell’articolo 2947 del codice civile, infatti, si è previsto – relativamente ai danni derivanti dalla circolazione di veicoli di ogni genere – che il danneggiato debba necessariamente presentare la richiesta del risarcimento del danno entro tre mesi dal verificarsi del fatto dannoso, pena la perdita di ogni diritto ad essere indennizzato.

Si tratta di un termine di decadenza, che va ad affiancarsi al termine di prescrizione biennale previsto dalla stessa norma del Codice civile. Un termine già breve rispetto a quelli ordinariamente previsti dal Codice, ma molto lungo se rapportato alla prassi moderna. E, soprattutto, utilizzato ad arte da chi vuol frodare le compagnie: denunciare un presunto danno a pochi giorni dalla scadenza autorizza di fatto a fornire ricostruzioni carenti, su cui la compagnia potrà effettuare pochi riscontri.

In ogni caso, se fino a pochi giorni fa la vittima di un sinistro stradale aveva, di regola, due anni di tempo per far valere i propri diritti, oggi ha l’onere di agire molto più in fretta, avendo a propria disposizione solo tre mesi per presentare la richiesta di risarcimento, salvo il caso in cui ricorra un’ipotesi di forza maggiore, come prevede espressamente il nuovo testo della norma in esame.

La differenza è più profonda di quel che sembra: il nuovo termine trimestrale, infatti, è un termine di decadenza e non di prescrizione, e come tale non è soggetto né ad interruzione né a sospensione.

Il nuovo testo normativo fa salvo il caso della forza maggiore, come, ad esempio, nell’ipotesi in cui il danneggiato versi in stato di incoscienza, e dunque nell’impossibilità di provvedere a formulare la domanda di risarcimento. Sembra di poter intendere ciò come impossibilità “assoluta“. Quindi rientrerebbe nel termine abbreviato a tre mesi, per esempio, il caso in cui la vittima sia semplicemente immobilizzata a letto da un’ingessatura agli arti superiori, posto che ciò non le impedisce di incaricare un terzo di formulare l’istanza risarcitoria.

La novità normativa è dichiaratamente rivolta a contrastare il preoccupante fenomeno delle frodi a danno delle compagnie di assicurazione nelle fasi di accertamento e di liquidazione dei sinistri stradali. È noto che, nell’area della responsabilità da fatto illecito, i danni derivanti da circolazione stradale occupano un posto di assoluto rilievo dal punto di vista economico e che il fenomeno delle frodi a danno delle compagnie altera sensibilmente il costo dei premi assicurativi.

Ciò comporta inevitabilmente un conseguente aggravio di spesa a carico di chiunque si trovi a dover assicurare un veicolo contro la responsabilità civile. Ed è bene ricordare che non di scelta si tratta, ma di obbligo che grava su chiunque intenda porre in circolazione un veicolo a motore, posto che, fin dalla fine degli anni Sessanta, il nostro ordinamento prevede tale forma di assicurazione obbligatoria.

Considerando lo scopo perseguito dal legislatore (ovvero quello di razionalizzare e rendere più efficiente la fase dell’accertamento del sinistro e della liquidazione del danno), pare potersi ritenere sufficiente una richiesta del risarcimento anche priva di una specifica quantificazione del danno subito, purché tale da consentire l’individuazione del fatto dannoso e una descrizione sufficientemente precisa dei danni subiti.

L’intervento del legislatore appare senza dubbio energico: la perentorietà del termine di decadenza non lascia altra scelta che quella di reagire con celerità per presentare la richiesta risarcitoria.

Di ciò è bene che si ricordino coloro che dovessero trovarsi ad essere vittime di un sinistro stradale, posto che la nuova normativa impone loro di richiedere la tutela dei loro diritti entro soli tre mesi dal fatto dannoso.

Autore: Emanuele Lucchini Guastalla – Il Sole 24 Ore (Articolo originale, via Quotidiano del Diritto)