Venerdì 20 febbraio, arriva il “giorno del giudizio” per la riforma rc auto

matteo renzi    Il disegno di legge sulla concorrenza annunciato dal Governo, e che contiene molti controversi punti sulla riforma rc auto, sarà discusso tra due giorni durante il Consiglio dei Ministri

Fra i vari punti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdì 20 febbraio c’è anche la riformaRC Auto. Il ddl Concorrenza prevede infatti una corposa mole di norme riferite a questo specifico argomento e se approvato il ddl andrà a impattare fortemente anche sui carrozzieri
Nelle bozze del disegno di legge sulla Concorrenza c’è infatti un intero capitolo dedicato alla riforma della rc auto. Come già si sospettava, la bozza prevede lo sconto ai clienti che accettino il risarcimento in forma specifica, portando l’auto in una carrozzeria convenzionata con la compagnia. Riparazione su cui le assicurazioni dovranno riconoscere non meno di due anni di garanzia. Una riduzione di prezzo dovrà essere riconosciuta ai clienti che si impegnino a fornire, in caso di sinistro, informazioni relative al soggetto che procede alla riparazione, «stabilendo un termine massimo per consentire all’assicurazione di effettuare le opportune verifiche finalizzate alla stima del danno prima che le riparazioni siano effettuate».

Sono previsti sconti anche quando l’automobilista rinuncia in partenza alla cedibilità del diritto al risarcimento dei danni di eventuali sinistri subiti, senza il consenso dell’assicuratore. La bozza del ddl prevede che lo stesso sconto sia riconosciuto anche a chi accetta di sottoporre il veicolo a ispezione e a quanti siano favorevoli all’installazione a bordo di scatole nere o similari. Il nuovo testo prevede che i costi di installazione siano a carico del cliente e non più della compagnia, ma anche che la riduzione di premio praticata al cliente sia superiore agli eventuali costi di installazione.

Il documento prevede anche un’altra novità a lungo attesa dalle compagnie: entro tre mesi dall’approvazione del ddl Concorrenza dovrà arrivare anche la firma del presidente della Repubblica sulla nuova tabella unica nazionale per i risarcimenti delle macrolesioni.

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Renzi vuole riformare l’ Rc Auto come prova da tempo la senatrice Vicari

matteo renzi

Così Renzi vuole riformare la RcAuto

Queste le prime indicazioni contenute nel ddl Concorrenza

In rampa di lancio la riforma della Rc Auto, che riprende le novità che già l’esecutivo Letta aveva tentato di introdurre nel dicembre 2013 e stralciate a sorpresa all’ultimo minuto. Dopo poco più di un anno il governo di Matteo Renzi (nella foto) è pronto a riaprire la questione, con il chiaro obiettivo di ridurre le tariffe italiane, che restano le più care d’Europa. Nelle bozze del disegno di legge sulla Concorrenza, consultate da MF-MilanoFinanza, c’è un intero capitolo dedicato alle assicurazioni. Il provvedimento cerca di premiare con prezzi più bassi gli automobilisti più trasparenti, ma anche di soddisfare le ripetute richieste degli assicuratori, che da tempo imputano alle numerose truffe gli alti prezzi delle polizze italiane.

Tra le novità contenute nella bozza c’è la previsione di una serie di sconti obbligatori, che le imprese si impegnano a riconoscere ai clienti in determinati casi. Per esempio, quando l’automobilista rinuncia in partenza alla cedibilità del diritto al risarcimento dei danni di eventuali sinistri subiti, senza il consenso dell’assicuratore. Lo scopo è frenare l’espansione del mercato dei sinistri Rc Auto, che ha fatto lievitare i costi dei risarcimenti facendo aumentare quelli delle spese legali. Inoltre, la bozza di ddl prevede che lo stesso sconto sia riconosciuto anche a chi accetta di sottoporre il veicolo a ispezione e a quanti siano favorevoli all’installazione a bordo di scatole nere o similari. Il nuovo testo prevede che i costi di installazione siano a carico del cliente e non più della compagnia, ma anche che la riduzione di premio praticata al cliente sia superiore agli eventuali costi di installazione, funzionamento o portabilità. Insomma, alla fine, il saldo tra costi e risparmi dovrà essere favorevole all’assicurato, e la scatola nera avrà valore probatorio. Ma c’è di più.

La grande novità prevista in bozza è che lo sconto dovrà essere riconosciuto anche ai clienti che accettino il risarcimento in forma specifica, ovvero la possibilità, in caso di danno subito, di riparare l’automobile in una carrozzeria convenzionata con la compagnia. Riparazione su cui le assicurazioni dovranno riconoscere non meno di due anni di garanzia. E una riduzione di prezzo dovrà essere riconosciuta ai clienti che si impegnino a fornire, in caso di sinistro, informazioni relative al soggetto che procede alla riparazione, «stabilendo un termine massimo per consentire all’assicurazione di effettuare le opportune verifiche finalizzate alla stima del danno prima che le riparazioni siano effettuate».

Il documento prevede anche un’altra novità a lungo attesa dalle compagnie: entro tre mesi dall’approvazione del ddl Concorrenza dovrà arrivare anche la firma del presidente della Repubblica sulla nuova tabella unica nazionale per i risarcimenti delle macrolesioni. Novità attesa da anni e la cui applicazione, secondo l’Ania, porterebbe a una riduzione media del prezzo delle polizze di almeno il 3%. Nella bozza è contenuta infine la revisione dell’obbligo per gli intermediari di presentare ai clienti almeno tre preventivi Rc Auto, accusato di aver fatto lievitare i costi senza dare benefici ai clienti. Secondo quanto previsto nella bozza gli intermediari dovranno mostrare ai clienti i prezzi di mercato collegandosi al sito web dell’Ivass che confronta le offerte, ma non ci sarà più obbligo di rilasciare documentazione scritta, con risparmio di costi.

(Autore: Anna Messia – Milano Finanza)

Rc-Auto: Vicari & Renzi pro lobby assicurative

PRIMA SEDUTA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI   Tutto in un decreto nel piano Destinazione Italia.

E’ bastato togliere un avverbio dalla norma firmata da Monti per spazzare via colpo di frusta, danni psichici, ferite e lesioni non riscontrabili con radiografie. La prescrizione passa da due anni a tre mesi. UnipolSai, leader del mercato, aveva lamentato “l’impatto significativo dei sinistri sulla redditività” del gruppo. Altro elemento di battaglia dell’Ania presente nel nuovo testo è il richiamo al famigerato risarcimento in forma specifica. Il preludio affinché si possa finalmente consentire alle compagnie di determinare le modalità di riparazione e non ultimo promuovere la categoria dei carrozzieri a “terzisti di pura manovalanza”, ai quali imporre il costo orario di manodopera e la lavorazione del veicolo con ricambi triangolati direttamente dalle compagnie. Inoltre, e questo non è da poco, se nell’erogazione dell’intervento riparativo si presentano due possibili soluzioni tecniche, il carrozziere convenzionato sarà sempre costretto dalla compagnia a scegliere quello meno costoso. Ultimo elemento: la clausola contrattuale in polizza per limitare – nonostante le varie pronunce avverse sentenziate dalla Corte Suprema di Cassazione – l’utilizzo dell’istituto della cessione del credito, unica arma oggi a tutela dell’autoriparatore e dell’automobilista danneggiato, che di fatto e di diritto, dovrebbe liberamente scegliere l’autoriparatore di fiducia ed ottenere da quest’ultimo una riparazione a regola d’arte del bene danneggiato.

Per il risarcimento del danno fisico alla persona, nel testo che dovrà essere convertito in legge entro il 21 febbraio, si stabilisce che l’infortunato “è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”. Una norma precedente, firmata dal governo Monti che già aveva aperto la strada a dubbi e contestazioni alleggerendo i costi delle compagnie (-22% la stima dell’Ivass per un risparmio di 120 milioni nel 2012) in affanno per gli effetti sulle polizze del calo delle auto in circolazione, affiancava a “strumentalmente” l’avverbio “visivamente” che l’esecutivo Letta ha invece deciso di togliere di mezzo. Addio, quindi, non solo al colpo di frusta, ma anche a danni psichici come lo stress post traumatico o a ferite e lesioni non riscontrabili via Tac e radiografia. Questo significa ammazzare per intero qualsiasi possibilità di ottenere un risarcimento per danni come per esempio il classico colpo di frusta. Quindi è una norma fatta per tagliare via tutta una serie di risarcimenti, giusti o sbagliati che siano, semplicemente per sollevare le assicurazioni. E’ rassicurante sapere che finalmente i testimoni di un sinistro, non indicati nel frettoloso e spesso incompleto rapporto della Polizia intervenuta per i rilievi, non saranno ammessi in questo modo mettendo uno stop alle testimonianze di comodo e ci regala serenità sapere che il diritto al risarcimento decadrà in caso di richiesta presentata oltre novanta giorni dal fatto e così, finalmente, le compagnie potranno archiviare il caso in modo da evitare le denunce tardive. Insomma, giustizia è fatta. Ma ci sono gli sconti per gli assicurati! Ci si chiede cosa c’entra quanto paga l’assicurato con la posizione dell’infortunato che non sempre coincidono? E poi gli sconti sono irrisori rispetto all’aumento delle polizze nell’ultimo decennio. In ogni caso il legislatore non ha bloccato i prezzi delle polizze – che non sarebbe possibile -, quindi basta aumentarli e annullare il beneficio degli sconti: non c’è alcuna garanzia su questo punto, quindi abbiamo una lesione certa dei diritti delle persone e forse degli sconticini sulle polizze ma che non si equiparano in alcun modo con quelli che sono i maggiori utili per le compagnie. Quanto ci guadagnano le assicurazioni? Difficile fare un conto preciso, ma tenendo conto che il risarcimento del colpo di frusta rappresenta tra il 60 e il 70% del risarcimento delle compagnie che quindi possono aspirare ad avere un risparmio almeno del 50% della loro esposizione complessiva sul ramo Rc Auto. Un risparmio di proporzioni enormi. Tutto all’insegna dell’incostituzionalità, ma la Corte potrebbe impiegare anni per pronunciarsi in merito. In tutto questo “teatro italico” noi tutti vorremmo capire meglio la nuova posizione assunta nel merito da Matteo Renzi, che giorno dopo giorno incarna sempre più chiaramente l’ambito ruolo a tutor dei poteri forti.

tempario.it

Gli incidenti stradali una priorità del governo

Gli incidenti stradali una priorità del governoPer la prima volta nella storia repubblicana un presidente del consiglio porta il tema fra le priorità del governo. Strada verso l’omicidio stradale è spianata 

Una cosa del genere in tutta la storia d’Italia non si era mai vista: un presidente del consiglio che mette la sicurezza stradale fra le priorità programmatiche del governo. E’ proprio questo che nei primi settanta minuti del suo discorso ha detto Matteo Renzi, ricordando Lorenzo Guarnieri, il 17enne falciato e ucciso a Firenze da un conducente ubriaco e drogato, e spiegando al Senato che la pena comminata al suo uccisore è meno rilevante di quella normalmente comminata a un ladro. Mai, fino ad oggi, la locuzione “incidenti stradali” era stata pronunciata in aula da presidente del consiglio, tantomeno il giorno del suo insediamento.

“E’ chiaro – spiega Giordano Biserni dell’Asaps – che oggi il nostro Paese si è finalmente evoluto. La violenza stradale e le dinamiche che compromettono la sicurezza della circolazione sono sempre rimaste confinate alle campagne elettorali, alle incursioni territoriali di qualche onorevole o alle audizioni presso le varie commissioni parlamentari, nelle quali – purtroppo – abbiamo spesso avuto la sensazione di sprecare fiato davanti a sedie vuote, giornali aperti o conversazioni telefoniche sottovoce”.

Non dimentichiamo che l’Italia è un Paese che paga, nelle tragedie ordinarie delle strade, oltre il 2% del PIL e un’emorragia di vite che rappresenta la prima causa di morte tra i giovani: ora la strada verso l’omicidio stradale sembra spianata.
di VINCENZO BORGOMEO 

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