Assicurazioni professionisti, ordini in campo

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Il punto a due anni e mezzo dall’entrata in vigore della Rc professionale obbligatoria. Nuove convenzioni per garantire coperture adeguate

Ordini in campo per rendere più competitive le polizze dei professionisti. Attraverso nuove convenzioni con le compagnie di assicurazione che assicurino coperture adeguate all’attività professionale a prezzi calmierati. Sì, perché a ormai due anni e mezzo dall’entrata in vigore della Rc professionale obbligatoria, prevista dal dpr 137/2012, la principale problematica che stanno riscontrando gli ordini è la segnalazione, da parte degli iscritti, di contratti poco competitivi proposti dalle compagnie di assicurazione. Così, da ultimo, il Consiglio nazionale degli ingegneri ha rilevato, tramite un’indagine del proprio Centro studi, che un terzo dei professionisti iscritti all’albo è sprovvisto di copertura assicurativa sulla propria attività, proprio in ragione dei prezzi troppo elevati. Mentre una eventuale polizza collettiva contratta dal Cni ovvierebbe a questo tipo di problema. Allo stesso modo, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sta stipulando una nuova convenzione in sostituzione di quella sottoscritta dal Consiglio precedente, attivata da circa 30 mila commercialisti. Entro questo mese saranno emanati sia il bando per il broker sia quello per l’assicurazione. «La vecchia convenzione è stata stipulata prima dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà», spiega Antonio Repaci, consigliere Cndcec, «per cui copre l’attività di base del professionista, cioè la contabilità e la consulenza del lavoro. A queste, il commercialista può aggiungere altre attività quali la curatela o il collegio sindacale. Il nostro obiettivo è stipulare una polizza che comprenda invece tutte le attività tipiche della professione. Dal momento in cui è entrato in vigore l’obbligo, infatti, vogliamo evitare che il collega che ha stipulato la polizza e non si sia reso conto che un certo tipo di attività è rimasta scoperta, resti involontariamente sprovvisto di assicurazione». «Entro questo mese verrà avviata una gara europea», continua Repaci,«stiamo lavorando sui massimali e sulle franchigie ampliando la spaccatura dovuta alle differenze di fatturato. Per esempio, il commercialista che fattura 30 mila euro non può avere un massimale minimo di 500 mila euro perché per rischiare sanzioni di quell’importo bisogna avere clienti ben diversi». «Detto ciò», conclude Repaci,«abbiamo rilevato diverse difficoltà dall’entrata in vigore dell’obbligo, a partire dalla vicenda legata al visto di conformità. Inoltre, sono diverse le segnalazioni da parte degli iscritti di proposte di polizze non competitive».

L’Ordine dei consulenti del lavoro ha invece siglato un accordo con il broker assicurativo Marsh, cui ha affidato l’incarico di reperire sul mercato, oltre alla polizza responsabilità civile professionale per la compensazione del credito Iva, anche la polizza responsabilità civile professionale in forma completa. In particolare, il consulente può scegliere tra la polizza Rc professionale, che garantisce anche esigenze specifiche come l’attività compensazione dei crediti da imposte e credito Iva, l’assistenza fiscale con eventuale estensione ai 730, il visto pesante, il vincolo di solidarietà e così via. Stando al tariffario Marsh, si parte da un premio pari a 199 euro con fatturato fino a 20 mila euro e massimale a 250 mila euro, a 1.525 euro con fatturato compreso tra 200 e 250 mila euro e massimale a 1,5 milioni, fino a un premio di 3.450 euro con fatturato tra 450 e 500 mila euro e massimale a 2,5 milioni di euro. Il Consiglio nazionale degli ingegneri, come detto, sta lavorando a una polizza di tipo collettivo, destinata specificatamente agli ingegneri iscritti all’albo. «L’indagine del nostro Centro studi», dichiara Armando Zambrano, presidente Cni, «dimostra come persista un diffuso atteggiamento di resistenza all’assicurazione. Gli ingegneri lamentano soprattutto gli alti costi delle polizze e l’obbligo alla loro sottoscrizione è percepito come l’ennesimo balzello che grava sui liberi professionisti, già alle prese con una situazione di mercato senza precedenti. Preoccupa che circa un terzo degli interpellati abbia dichiarato di essere privo di polizza».

Quanto al Notariato, infine, come è noto l’assicurazione è obbligatoria dal 2006 e la polizza collettiva stipulata dal Consiglio nazionale è stata recentemente rinnovata per il triennio 2015-2018. Tutti i notai devono essere assicurati per legge con un massimale pari ad almeno 3 milioni di euro, 1.750 notai hanno esteso l’assicurazione oltre i tre milioni e tra questi 1.100 hanno aumentato il massimale fino a 7,5 milioni di euro e 650 hanno optato per fasce di importo superiore, fino a 50 milioni di euro. La copertura comprende, oltre i danni patrimoniali provocati a terzi, anche i danni non patrimoniali.

(di Gabriele Ventura – ItaliaOggi Sette)

Alta Finance lancia la convenzione RC professionale rivolta ai Periti Assicurativi

Schermata 2014-10-06 alle 09.33.09Alta Finance, in collaborazione con PeritiAuto – Associazione di Categoria dei Periti Assicurativi iscritti al Ruolo Nazionale Periti Assicurativi R.N.P.A. tenuto da CONSAP S.p.A. in campo Automotive che si prefigge di fornire formazione ai propri associati ed informazione a tutti gli iscritti direttamente o indirettamente presso i social network collegati lancia la nuova copertura di Responsabilità Civile Professionale per il Perito Assicurativo dedicata a tutti gli Associati.

Il programma assicurativo è stato sviluppato con alcuni Syndacate Lloyd’s e prevede massimali da € 250.000 a € 1.500.000 per soddisfare le principali esigenze di copertura con premi a partire da € 150,00.

Per maggiori informazioni: convenzioneperitiauto@altafinance.eu

dal sito www.altafiance.eu

#peritiauto

#peritiassicurativi

Responsabilità Civile Professionale

Torus Insurance Il 15 agosto scorso è entrato in vigore l’obbligo di stipulare una polizza per la responsabilità civile professionale anche per i professionisti iscritti in ordini e collegi. Obbligo che, in realtà, è già vigente dall’agosto del 2012 per tutte le altre professioni regolamentate e non. Tra queste rientra la categoria dei Periti Assicurativi poiché l’attività peritale, pur essendo regolamentata dalla legge, non ha un ente esponenziale che si identifica in una delle due tipologie istituzionali.

Il differimento di un anno degli obblighi indicati dall’articolo 3, comma 5, lettera e) del D.L. n. 138/2011 n. 137, era stato approvato per dare la possibilità agli ordini professionali di agevolare i propri iscritti nella stipula di una copertura assicurativa attraverso convenzioni collettive, senza la necessità di doversi rivolgere direttamente alle imprese assicurative, la cui maggior parte non si era ancora organizzata per profilare prodotti ad hoc a costi ragionevoli.

Il decreto del fare ha visto diversi emendamenti che volevano posticipare l’obbligatoreità, ma la stesura finale approvata non ha concesso proroghe che riguardino i Periti Assicurativi.

Alcune categorie hanno avuto ancora una proroga, ma solo quelle organizzate come detto sopra, molti altri hanno già provveduto, meno della metà pare e spesso con compagnie estere. Per tutti gli altri professionisti resta l’urgenza di provvedere alla stipula considerando anche che ll’offerta di prodotti è ancora contenuta da parte delle imprese assicurative che hanno mantenuto i costi importanti dettati dai precedenti parametri di adesione.

Periti Auto ha sottoscritto una convenzione con il broker Alta Finance s.p.a. che ha ottenuto da Torus, Compagnia dei Lloyd’s di Londra condizioni molto favorevoli. Per ricevere il materiale informativo, i premi e le condizioni visita il sito http://www.altafinance.eu/servizi-brokeraggio-assicurativo/assicurazioni-professionisti.html e contatta direttamente il broker citando la convenzione Periti Auto Ass. di Cat. oppure invia una email a info@peritiauto.it comunicando i tuoi dati e riceverai tutto il materiale nella tua posta.

AICIS Notizie

Rc professionale obbligatoria: La recita è ancora a soggetto

Mancano due mesi all’obbligo, ma il mercato non si muove. Dal 15 agosto necessaria la polizza a tutela dei clienti Medici e notai già coperti, ingegneri e architetti «freddi»

Nel testo di riforma delle professioni ordinistiche, un punto chiave era dedicato all’istituzione dell’assicurazione professionale obbligatoria. Per rendere il vincolo ancora più stretto si pensò di far sì che, in caso di richiesta di preventivo, non si potessero rilasciare documenti senza indicare il numero della propria polizza professionale.

Professionisti (2) Imc

I vecchi e nuovi clienti

L’obbligatorietà è stata poi procrastinata e oggi siamo di nuovo alla vigilia dell’entrata in vigore. Dal prossimo 15 agosto, infatti, tutti i professionisti appartenenti a un Ordine dovranno dotarsi di una polizza di responsabilità civile che li metta al riparo contro danni arrecati a terzi nell’esercizio delle proprie funzioni.

Malgrado l’entrata in vigore della copertura obbligatoria sia ormai alle porte, risulta essere davvero ridotta la percentuale di professionisti che hanno sottoscritta una copertura assicurativa. «Sul tema però andrebbero fatti alcuni distinguo — spiega Gianni Turci, presidente diMarsh, società di intermediazione assicurativa e consulenza sui rischi —. I dati raccolti dicono che ci sono alcune categorie che da sempre sono sensibili alla copertura assicurativa: è il caso di medici, notai e commercialisti. I medici per l’alto rischio delle loro attività, i notai perché è prassi ormai consolidata e i commercialisti perché sono sempre maggiori i rischi di errori in tema di fisco che permettono ai clienti di rifarsi sul professionista».

Molto meno propense altre categorie che pure corrono rischi legati alla loro attività: è il caso di avvocati, geometri, architetti. «Si tratta di categorie — continua Turci — nelle quali non abbiamo rilevato alcun aumento delle polizze dopo l’entrata in vigore della legge e l’avvicinarsi della scadenza. Non bisogna dimenticare, infatti, che l’assicurazione obbligatoria di responsabilità civile nasce per tutelare il professionista da eventuali azioni legali contro di lui, ma anche per offrire una strada di rimborso ai clienti che risultassero danneggiati da errori dovuti a colpa o colpa grave del proprio professionista. Giusto per dare un’idea, tra i geometri risulta assicurato appena il 10/15 per cento, stessa quota vale per gli architetti e appena il 22 per cento per gli ingegneri».

Avvocati e scadenze

Discorso a parte meritano gli avvocati: una buona metà è già coperta. «Si tratta di un numero accettabile — conferma il presidente di Marsh — perché molti di loro non svolgono la professione a tempo pieno e molti altri lavorano presso grandi studi legali che si dotano di un’assicurazione per tutti i componenti dello staff. Per tutti però si avvicina il momento dell’obbligatorietà della copertura e solo allora potremo avere un quadro davvero completo». Probabilmente dopo l’entrata in vigore della norma si potrà sapere anche l’esatta diffusione delle polizze professionali e magari pensare a formule mirate.

«Sicuramente — concorda Turci — quando potremo avere uno screening completo della nuova platea sarà possibile pensare a coperture adeguate in base al rischio. Un meccanismo che già oggi accade con le categorie più esposte, quelle dell’area sanitaria: l’ortopedia, la ginecologia e la chirurgia. Naturalmente l’attuale ritrosia dei professionisti si spiega con i costi che le polizze comportano, ma siamo convinti che la creazione dei prodotti nati per coprire i rischi più specifici di ciascuna categoria potrà portare a soluzioni davvero su misura».

Autore: Isidoro Trovato – CorrierEconomia