Usa, con ‘auto parlanti’ calo incidenti dell’80%

Legislatori lavorano su norma che preveda chip sulle auto nuove

Iimmagine del Dipartimento dei trasporti USA  L’immagine del Dipartimento dei trasporti USA

ROMA – I legislatori degli Stati Uniti sono al lavoro su una regolamentazione che preveda l’installazione, per tutte le auto nuove, di un “chip wireless” che utilizzi le onde radio per la comunicazione tra veicoli. Un’innovazione, questa delle ‘talking car’, che secondo gli esperti potrebbe ridurre addirittura dell’80% il numero di incidenti stradali. Le nuove norme potrebbero entrare in vigore all’inizio del 2017, cioè col presidente Barack Obama ancora alla Casa Bianca.

Oltre all’aspetto sicurezza, ha detto il segretario ai Trasporti degli Stati Uniti Anthony Foxx, Foxx, “la comunicazione da veicolo a veicolo (V2V) contribuirebbe anche a ridurre il traffico congestionato e a risparmiare carburante”.

La nuova generazione di ‘auto collegate’ con chip wireless, utilizza una speciale frequenza chiamata Dedicated Short Range Communications, DSRC, da affiancare alle reti cellulari 3G e 4G già installate dai costruttori per i servizi che operano su Internet. Il sistema DSRC, sistema simile al Wi-fi utilizzato da smartphone e computer, permette di ricevere ed elaborare i segnali di altre auto con il DSRC e di rilevarne posizione, direzione e velocità, così da allertare il guidatore, fino a frenare in automatico per evitare un incidente. L’agenzia per la sicurezza NHTSA si dice fiduciosa in una tecnologia basata su prove concrete, come quelle effettuate per un anno sulle strade di Ann Arbor, nel Michigan, su circa 3.000 vetture con DSRC. Con un investimento di 25 milioni di dollari, ha detto l’U.S. Department of Transportation, ”lo studio ha permesso di provare che prodotti di costruttori e fornitori diversi possono comunicare tra loro ‘lavorando’ in ambienti del mondo reale”.

In Europa le case automobilistiche sono già impegnate nella creazione di auto connesse, con le prime previste per il 2015.

Un rapporto della società di consulenza ABI Research, con sede a Londra, prevede che la penetrazione globale della tecnologia nei veicoli nuovi crescerà del 10% nel 2018 e del 70% nel 2027. Ma c’è anche chi esprime qualche preoccupazione. Nonostante i potenziali vantaggi, la tecnologia crea infatti alcuni rischi su privacy e sicurezza, come è avvenuto con la diffusione dei telefoni cellulari.

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TED Sullo stesso argomento (imposta i sooottitoli in italiano)

http://new.ted.com/talks/jennifer_healey_if_cars_could_talk_accidents_might_be_avoidable

When we drive, we get into a glass bubble, lock the doors and press the accelerator, relying on our eyes to guide us — even though we can only see the few cars ahead of and behind us. But what if cars could share data with each other about their position and velocity, and use predictive models to calculate the safest routes for everyone on the road? Jennifer Healey imagines a world without accidents. (Filmed at TED@Intel.)

Quando guidiamo, entriamo in una bolla di vetro, chiudiamo le porte e schiacciamo l’acceleratore, facendo affidamento sui nostri occhi che ci guidano anche se possiamo vedere solo poche auto davanti e dietro di noi. Ma cosa succederebbe se le auto potessero condividere dati con le altre circa la loro posizione e velocità, e utilizzare modelli predittivi per calcolare i percorsi più sicuri per tutti sulla strada? Jennifer Healey immagina un mondo senza incidenti. (Girato a TED @ Intel.)