L’officina? È un buco nero

Sempre più dilatati i tempi di riconsegna delle auto in manutenzione, con disagi per i driver
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Benché la rapidità e la qualità abbiano un forte impatto sulla soddisfazione del cliente, è il prezzo il vero driver delle scelte dei dei noleggiatori. I quali ora preferiscono le officine indipendenti a quelle delle Case, salvo le poche vetture di alta gamma. Non solo perché le prime offrono tariffe di manodopera più convenienti ma, soprattutto, per la possibilità di imporre agli indipendenti la fornitura diretta di molti ricambi (magari di qualità equivalente agli originali, meno cari); cosa impossibile con le officine autorizzate perché ostacolata dalle Case.

Ogni vettura noleggiata effettua almeno due ingressi all’anno in officina, con una spesa media complessiva non inferiore a 550 euro a carico del noleggiatore. Il dato è confermato da Arval (il più grosso operatore in Italia), che dichiara 330mila interventi annui su un parco di 150mila auto. Proiettando il dato su un totale di auto del noleggio a lungo termine di 546mila unità (fonte Aniasa), si può stimare che le due soste producano un costo complessivo a carico delle società Nlt di circa 300 milioni di euro (45% manodopera e 55% ricambi).

Un risparmio solo del 10% produrrebbe un vantaggio economico pari a 30 milioni di euro, per i noleggiatori. Un tesoretto di non poco interesse. Il complesso mondo dei servizi automobilistici costituisce infatti un mercato ricco, vasto e frammentato, il cui valore in Italia ammonta a oltre 20 miliardi di euro annui ripartito per il 55% tra le officine indipendenti e per il rimanente 45% tra quelle ufficiali delle Case auto.

Questo spiega perché da qualche anno i noleggiatori (almeno i più grandi) sono passati in molti casi alla fornitura diretta dei ricambi e all’applicazione di tariffe orarie scontate di manodopera, analogamente a quanto sperimentato anni prima dalle compagnie di assicurazioni nonostante la dura opposizione dei carrozzieri. Le reazioni delle officine di riparazione convenzionate non si sono fatte attendere. La fornitura diretta dei ricambi sottrae loro di fatto un margine medio tra il 25 e il 40%, per non parlare dello sconto sulla manodopera che riduce margini già modesti (in Italia il costo orario della manodopera è il più basso d’Europa).

Alle proteste, però, le società di noleggio hanno resistito. Ma le polemiche affiorano di continuo anche da parte dei clienti. Perché quando i ricambi per il completamento del lavoro (e la riconsegna della vettura) tardano ad arrivare, spesso le officine dicono di protestare presso i noleggiatori per il sistema da loro creato. Non sempre, inoltre, il driver è coperto da auto sostitutiva (dipende dalla policy aziendale e da altri fattori). Sulle storture e gli inconvenienti del sistema, i rappresentanti delle società di noleggio si giustificano dichiarando che la fornitura diretta dei ricambi è stata introdotta non per ingiusto arricchimento a spese delle officine ma, piuttosto, per tenere sotto controllo la spesa e la qualità della manutenzione e della riparazione del parco (che rischiava di sfuggire di mano anche per l’allungamento della durata media dei contratti di noleggio). Senza un calmiere sui prezzi e un controllo sulla qualità dei ricambi impiegati, la maggiore spesa si sarebbe inevitabilmente ribaltata sui canoni mensili, rendendo il noleggio a lungo termine meno conveniente rispetto all’acquisto della vettura.

Quanto poi ai ritardi e alle forniture diretta dei ricambi, i noleggiatori riferiscono che sono stati introdotti alcuni correttivi. Come nel caso ormai classico del cambio di lampadine ma anche di pneumatici, di lubrificanti, di vernici (per le carrozzerie), per i quali molti noleggiatori ormai autorizzano il riparatore a prelevarli dal proprio stock o ad acquistarli localmente dal proprio fornitore per fatturazione successiva al noleggiatore a condizioni concordate, assicurando al riparatore un adeguato margine. Le società di noleggio confidano che la situazione verrà semplificata grazie alle tecnologie, che ormai bussano anche alle loro porte, perché permetteranno un maggior controllo dell’attività e sui costi delle officine convenzionate. Di certo, la matassa è difficile da sbrogliare (per questo le dichiarazioni dei noleggiatori sono state raccolte in forma riservata).

Nel frattempo, è arrivata sul mercato una new entry del noleggio, Sifà (Società italiana flotte aziendali) guidata da Paolo Ghinolfi e partecipata al 35% da Bper Banca che, in controtendenza, afferma di voler far svolgere la manutenzione presso le reti delle Case per tutte le vetture del suo parco «allo scopo di offrire un migliore servizio alla clientela».

Sarà interessante vedere come andrà a finire. Nel frattempo i noleggiatori potrebbero magari risparmiare riparazioni a pagamento fornendo ai driver maggiori dettagli sulle modalità della garanzia: sarebbe sufficiente rammentarne la data di scadenza per evitare di lasciarla decadere senza aver effettuato il programma di revisione . Magari un semplice messaggio di posta elettronica, qualche settimana prima della scadenza, aiuterebbe.

di Nicola Giardino

Noleggio e pmi: il punto di Fabrizio Ruggiero (Aniasa)

Le piccole e medie aziende costituiscono un target più che appetibile per il noleggio. Lo sottolinea il nuovo presidente di Aniasa, Fabrizio Ruggiero, che, di fronte alle telecamere di Fleet Magazine, proietta lo sguardo al prossimo futuro del nostro comparto di riferimento. Tante aziende di renting a breve e a lungo termine, non  a caso, hanno ormai creato prodotti e servizi dedicati a questa tipologia di clientela, che da qualche anno si sta progressivamente avvicinando al concetto di “possesso”, abbandonando quello di proprietà. La vera sfida , oggi, secondo Ruggiero, è far avvicinare al noleggio anche i professionisti. Si tratta di fatto di “clienti singoli, per i quali la complessità della normativa crea un contesto di competizione difficile anche per le aziende di autonoleggio”.

 

VIDEO: INTERVISTA A FABRIZIO RUGGIERO, PRESIDENTE DI ANIASA

 

OBIETTIVO DEL MANDATO – Ruggiero, per il suo mandato,  si propone due obiettivi principali: il primo è “consolidare quanto fatto dagli ultimi presidenti, in particolare Paolo Ghinolfi, ma in precedenza anche da Roberto Lucchini e da Gianluca Soma, ovvero consolidare il ruolo di Aniasa all’interno del dialogo con le istituzioni”. Il secondo, invece, consiste nel “capire come costruire il futuro dell’associazione, considerando che il mercato dei servizi di autonoleggio e di mobilità sta cambiando parecchio”.

 

NUMERO UNO DI ANIASA – Fabrizio Ruggiero è presidente di Aniasa dal gennaio di quest’anno. Ha raccolto il testimone di Paolo Ghinolfi, con un incarico triennale. Alle spalle ha una lunga esperienza in Leasys e attualmente è amministratore delegato e direttore generale di Europcar. Il settore del noleggio auto, nel 2013, ha rappresentato il 18,6% dell’immatricolato nazionale e ha chiuso l’anno con un fatturato superiore ai 5 miliardi di euro e con una flotta circolante di 680.000 unità.