Stato dell’arte su: cessione di credito e risarcimento in forma specifica

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Cerchiamo di sapere cosa sta succedendo perché l’ignoranza non ha scuse.

Se avete perso qualche passaggio ecco un riepilogo di quello che è successo nell’ultimo mese attraverso i documenti più significativi.

Cari colleghi, solo uniti (indipendenti o fiduciari) possiamo contrastare le lobbies assicurative.

DOCUMENTI

11 settembre. L’on. Gutgeld (PD ) presenta la risoluzione 7/0070.

15 settembre. Federcarrozzieri incontra a Roma alcuni parlamentari della Commissione Finanze della Camera, successivamente vengono rilasciate le seguenti valutazioni.

20 settembre. I comunicati del Ministero dello sviluppo economico: Assicurazioni, al tavolo del Mise un pacchetto d’interventiVicari: così si punta a un salto di efficienza nel settore , e dell’IVASS che preannunciano la strategia delle compagnie assicurative, al quale rispondiamo con il memorandum indipendenza=sicurezza.

Mercoledì 25 settembre. Abolizione della cessione di credito, potenziamento del risarcimento in forma specifica. Questi i regali che il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico Simona Vicari si accinge a fare alle assicurazioni.

3 ottobre. La Cassazione ribadisce la legittimità della cessione del credito

16 ottobre. Eccellente articolo di Marco Palombi Assicurazioni: così la lobby ha vinto ampiamente commentato nel nostro blog.

EVENTI

Roma, 13 ottobre. Gli Stati Generali della carrozzeria dove incontriamo l’on. Andrea Colletti del Mov. 5 Stelle, unica controparte a darci completo appoggio.

14 ottobre. Campagna di mobilitazione fax

Cosa ci ha promesso Matteoli

Venerdì 18 ottobre. L’ex ministro dei Trasporti ci ha ascoltato e porterà le nostre ragioni all’attenzione della sua compagna di partito Simona Vicari. Ecco il comunicato.

Venerdi’ 18 ottobre. In una agenzia la senatrice Vicari dichiara di non voler penalizzare i carrozzieri.

Venerdi’ 18 ottobre, nel tardo pomeriggio il dott. Massimo Greco ci ha contattato dal Ministero dello sviluppo economico per pianificare un’incontro che si terrà presumibilmente il 23 ottobre.

 

E qualcuno aveva detto che i fax non servono a niente…

 

RcAuto, mistero sulla sorte delle scatole nere

Le buone regole di governance si vedono da ciò che accade quando non vengono applicate. È il caso del principio generale che impone ai regulator di effettuare una preventiva analisi costi-benefici delle nuove norme che intendono varare. È addirittura banale ricordarne l’importanza eppure spesso non viene rispettato. In questi giorni l’opinione pubblica è alle prese con il guazzabuglio delle “scatole nere” nella Rc auto, una norma varata dal Parlamento all’inizio del 2012 (e ancora in attesa di essere attuata), allo scopo di ridurre i costi delle coperture assicurative. Il legislatore aveva stabilito che le compagnie avrebbero dovuto praticare una «riduzione significativa» delle tariffe agli automobilisti che accettavano di installare quei dispositivi atti a controllarne lo stile di guida (e a contrastare possibili frodi). Ma non precisò se le assicurazioni dovevano obbligatoriamente offrirli ai loro clienti. È un vincolo, quest’ultimo, che stabilì invece l’Isvap (ex regulator assicurativo) intervenendo sulla questione nell’aprile dello scorso con una “lettera” al mercato. Vi era contenuta un’analisi d’impatto? Giammai. Se fosse stata condotta il regulator sarebbe giunto probabilmente alle stesse sconfortanti conclusioni di uno studio dell’Ania (associazione delle compagnie) reso noto in questi giorni: le “scatole nere” possono indurre un risparmio nelle aree dove le tariffe sono più alte e c’è maggiore rischio di frodi (ad esempio Napoli) ma altrove aumentano il costo del servizio assicurativo.

Nel recente decreto sulle “tariffe base” della Rc auto il ministero dello sviluppo economico ha implicitamente fatto proprio il punto divista della vecchia authority (quella nuova, l’Ivass, non si è ancora pronunciata) sulla obbligatorietà dell’offerta assicurativa. Se l’orientamento non cambierà c’è il rischio di un risultato paradossale. Poiché la legge impone comunque sconti per chi installa le scatole nere a pagarne il costo potrebbero essere quelli che ne sono sprovvisti, visto che le tariffe sono comunque libere. Sulla questione sta per dire la sua anche il Garante della Privacy con un parere che verrà incluso in un imminente regolamento dell’Ivass. In discussione c’è il bilanciamento tra le esigenze di privacy perché le black box non diventino eccessivamente intrusive della vita privata dei soggetti e quelle di rendere sufficientemente tracciabile (e anche registrabile) lo stile di guida degli automobilisti, diversamente quei dispositivi perderebbero qualunque utilità pratica. Incrociamo le dita.

Autore: Riccardo Sabbatini – Plus24 (Estratto articolo originale)