Una APP calcola l’aspettativa di vita di un veicolo

Un argoritmo che calcola la vetustà di ogni veicolo messo a punto per Airvo, associazione rivenditori auto usate

Ercole Messina Presidente di AIRVO

(ANSA) – TORINO, 7 GIU – Nasce a Torino Airvo, associazione italiana rivenditori veicoli d’occasione. Il suo primo obiettivo – spiega il presidente Ercole Messina al Salone di Torino Parco del Valentino – è la divulgazione di uno strumento in grado di dare un’indicazione oggettiva sullo stato di salute di un’auto usata: è basato su un algoritmo, messo a punto dalla società torinese Movi con il Dipartimento di Ingegneria gestionale e della produzione del Politecnico di Torino, in grado di indicare la percentuale di vita residua di un veicolo usato attraverso un calcolo che tiene conto dell’utilizzo pregresso del mezzo, dell’età, dei chilometri percorsi, del prezzo di listino del nuovo e del prezzo di vendita dell’usato.

“Il nostro obiettivo è impedire ai rivenditori scorretti di fregare i consumatori ma anche tutelare chi acquista un’auto usata. Già due multinazionali Fca Bank attraverso Lysis e Ald Automotive del gruppo Société Generale utilizzano questo strumento”, spiega Messina, che è anche presidente del gruppo Movi.

Il mercato dei veicoli usati in Italia genera, secondo i dati Unrae, un giro d’affari di 34 miliardi di euro contro i 41,5 di quelli nuovi. Nel 2017 sono stati registrati 2,8 milioni di passaggi di proprietà di auto con un incremento del 4,5% rispetto al 2016. Ogni 100 auto nuove sono state acquistate 146 auto di seconda mano, uno dei valori più bassi rispetto ai maggiori mercati europei. Il prezzo medio di vendita dell’usato e di 12.000 euro, con una flessione del 2,1% rispetto al 2016.

In testa alla classifica dei brand figura la Fiat, con Punto e Panda in particolare, seguita da Ford, Alfa Romeo, Peugeot, Renault, Volkswagen, Opel, Citroen, Audi, Mercedes.(ANSA).

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Falsi incidenti, 11 indagati a Messina

Messina: Sotto la lente per truffe alle assicurazioni anche due noti fiduciari delle compagnie. Scoperti falsi verbali di pronto soccorso dell’ospedale Piemonte.

Palazzo di giustizia a Messina

 Sono 11 gli indagati, e tra loro ci sono due periti, sospettati di aver truffato diverse compagnie assicurative attraverso falsi incidenti stradali.

Tutto ruota intorno alla coppia Rosaria Mazza e Francesco Patanè. I due figurano in tutti i sinistri finiti sotto la lente della Procura di Messina: per lo più investimenti di pedoni, mai avvenuti, per i quali sono state avanzate richieste di indennizzo, in alcuni casi corredati da certificati di pronto soccorso falsati. I due presentavano falsi cid anche per piccole cifre di risarcimento.

Mini truffe che non hanno peró consentito agli organizzatori di sfuggire agli investigatori, anche perché alcuni di loro erano già stati coinvolti in precedenti inchieste dello stesso tipo, in particolare in “Strike”. Tra i vari casi, anche quello, eclatante, di una ferita da colpo di pistola spacciata per lesione sa sinistro.

Insieme ai coniugi e al perito Tricomo, indagati anche Carlo Fava, Giovanni Napoli, Francesco Conti, Carlo De Salvo, Roberto Ciotto, Fabrizio Cardile, Francesco Cucinotta.

TEMPOSTRETTO

Sequestrati a Messina parti carrozzeria di provenienza illecita

Sequestrati a Messina parti carrozzeria di provenienza illecita

Ennesimo caso di ricettazione a Messina. Scovato deposito di pezzi di carrozzeria, ricambi e motori di provenienza illecita. 

La ricettazione di parti carrozzeria e ricambi è un fenomeno esteso, soprattutto nelle regioni del Sud, e sempre nuovi episodi continuano a venire a galla.
La Squadra Mobile ha scovato in un box della zona Villaggio Cep di Messina un deposito di pezzi carrozzeria, motori e componenti di presunta provenienza illecita.
Un motore diesel Fiat ed uno Vespa Piaggio, sedili anteriori e posteriori, parti di portiera, paraurti, cruscotto nonché di cambio sono stati sequestrati per stabilirne l’esatta provenienza.
Il proprietario del box è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione.

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I FURBETTI DELLA RC AUTO

Allarmi sociali

 Allarmi sociali

Quattroruote lo dice da tempo: sono in aumento le vetture che circolano prive di assicurazione obbligatoria. L’operazione di ieri della Polizia Stradale, che ha visto il sequestro di 231 veicoli e la denuncia di 23 persone in sette regioni d’Italia, non fa altro che testimoniare la fondatezza dell’allarme lanciato. Controlli a tappeto. Gli agenti, suddivisi in 178 pattuglie, hanno passato al setaccio 3.550 veicoli nelle province di Roma, Viterbo, l’Aquila, Pescara, Napoli, Salerno, Brindisi, Lecce, Taranto, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Ragusa, Siracusa, Agrigento e Trapani. Il risultato di questi sforzi ha portato al sequestro di 231 veicoli senza copertura e la denuncia di 23 persone tra cui 13 con tagliandino fasullo. Il dato statistico ricavato è sostanzialmente in linea con quello di un’altra operazione fatta a dicembre 2012. Guai seri. Ricordiamo che circolare senza Rc auto comporta una sanzione che va da 841 a 3.366 euro, oltre al sequestro del veicolo. Inoltre chi circola con documenti alterati o contraffatti subisce la confisca dell’auto, cioè se la prende lo Stato e la vende all’asta. Cosimo Murianni

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