Come diventare investigatore privato

A molti colleghi viene chiesto, oltre alle perizie, di svolgere accertamenti antifone, attività spesso riservata agli investigatori privati. Vediamo quindi in questo articolo di FABIO ANTONIO CERRA come si diventa investigatore privato.

L’investigatore privato è forse una delle professioni tra le meno conosciute in Italia, complice anche l’aura di mistero intorno a questa figura professionale che risulta essere molto elevata. Eppure, di detective privati in Italia ce ne sono tanti, e negli ultimi anni gli uomini e le donne che si affacciano a questa professione sono in aumento. Si tratta di una lavoro che richiede sicuramente una certa dose di abilità, come anche una certa dedizione e la propensione per l’essere davvero portati a poter svolgere questo tipo di professione.

Tra le caratteristiche che un buon investigatore privato non può prescindere di avere vi sono sicuramente lo spirito di osservazione, la precisione, la giusta dose di pazienza (soprattutto durante gli appostamenti che possono durare anche molte ore) e, dulcis in fundo, una buona dose di sangue freddo.

L’investigatore privato dovrà documentare tutto con registrazioni, appostamenti, fotografie, video e pedinamenti piuttosto discreti. Dovrà, in altre parole, provvedere al reperimento dei documenti e svolgere delle vere e proprie indagini, acquisendo elementi che potranno fungere da prove anche in un eventuale processo civile/penale.

Tra gli incarichi tipici che il detective privato si troverà a svolgere soventemente, vi saranno:

  • indagini prematrimoniali;
  • procedure investigative per accertare infedeltà coniugale e violazione dei doveri coniugali;
  • bonifiche ambientali e veicolari;
  • controllo sui minori;
  • assenteismo sul lavoro.

Come si diventa investigatore privato titolare di licenza?

Il vecchio ordinamento per ottenere la licenza, risalente al 1931, è cambiato da qualche anno. Il nuovo D.M. 269/10 riconosce due figure di investigatore:

  • investigatore privato titolare di licenza;
  • agente investigativo.

Per diventare investigatore titolare di licenza, e quindi poter aprire una propria agenzia e lavorare in maniera indipendente, sarà obbligatorio possedere alternativamente:

  • una laurea in giurisprudenza;
  • una laurea in economia;
  • una laurea in scienze politiche;
  • un master in criminologia o scienza dell’investigazione;
  • aver lavorato con profitto per almeno tre anni in una agenzia investigativa;
  • aver svolto un corso di perfezionamento teorico – pratico;
  • non aver riportato condanne penali per delitti non colposi.

Una volta in possesso di questi requisiti, sarà possibile effettuare la richiesta alla prefettura territorialmente competente per ottenere la licenza. La licenza rilasciata sarà di Pubblica Sicurezza, di tipo personale e assolutamente non cedibile.

Come diventare agente investigativo?

 

Investigatore privato “sequestrato” e pestato: indagava su un finto incidente stradale

E’ quanto scoperto dagli agenti della Sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Foggia che, per il fatto, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dalla Procura di Foggia, nei confronti di due foggiani

La conferenza stampa
La conferenza stampa

Due ore da incubo. Sono quelle vissute da un investigatore privato incaricato da una agenzia assicurativa di verificare due pratiche di rimborso per altrettanti incidenti stradali ritenuti “sospetti”. Un lavoro scomodo, per il quale la vittima già si aspettava di incontrare atteggiamenti ostili o reticenti; quello che non si aspettava, invece, era di essere sostanzialmente sequestrato, colpito con calci e pugni al volto da cinque persone e rapinato di tutti i documenti che attestavano che l’incidente stradale era palesemente fasullo.

E’ quanto scoperto dagli agenti della Sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Foggia che, per il fatto, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dalla Procura di Foggia, nei confronti di due foggiani: si tratta di tratta del 35enne Giuseppe Curiello e del 48enne Matteo Petrillo, entrambi indagati per i reati di rapina aggravata in concorso, lesioni personali, minacce, sequestro di persona, simulazione di reato e tentata truffa. Altre tre persone che avrebbero preso parte al pestaggio sono ancora da identificare. I fatti risalgono allo scorso 21 ottobre. L’uomo stava effettuando degli accertamenti in merito ad un incidente stradale sospetto, denunciato nel mese di luglio.

Per verificare i vari aspetti del caso, lo stesso si era recato dai due indagati, vicini di casa tra loro. Nel primo appartamento trova la moglie che – incredula – nega la circostanza dell’avvenuto incidente; nell’altro appartamento trova il padre di uno dei due indagati con il quale prende un appuntamento per il giorno seguente. All’appuntamento, però, la vittima trova cinque persone che lo minacciano, gli sottraggono tutti i documenti raccolti sostituendoli con relazioni posticce atte ad accertare la veridicità del sinistro stradale denunciato, e lo colpiscono ripetutamente con calci e pugni al viso, procurandogli lesioni giudicate guaribili dai sanitari del pronto soccorso cittadino in 7 giorni, salvo controindicazioni.

Nonostante l’agguato subito, l’investigatore non si è dato per vinto: né si è piegato al ricatto, né ha consentito che la società assicuratrice (Ubi Assicurazioni) erogasse gli indennizzi richiesti per un incidente stradale mai avvenuto, per il quale erano stati richiesti 1000 euro per i danni ai veicoli, più il risarcimento per le lesioni subite dagli occupanti dei due mezzi, 10 in tutto. Il giorno dopo l’aggressione – con ecchimosi e lesioni ancora visibili – lo stesso ha denunciato l’accaduto alla polizia permettendo l’avvio delle indagini.