Incidenti stradali: le soluzioni di Fabio Bergamo giungono alla Commissione Trasporti della Camera

Indicatore di tenuta del margine destro, un segnale orizzontale proposto da Fabio Bergamo per innalzare la sicurezza

 

GLI INCIDENTI STRADALI NEL MONDO

Secondo i dati rilevati dalla indagine “Global status report on road safety 2015” realizzata dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ogni anno nel Mondo perdono la vita in strada a causa degli incidenti, oltre 1.250.000 persone.

Dal suo studio l’ OMS rileva anche che gli incidenti causano il 90% dei morti nei paesi a basso e medio reddito, anche se in questi paesi circola solamente il 54% dei veicoli.

L’Europa ha il più basso numero di incidenti per abitante (9,3 ogni 100.000) mentre l’Africa ha il più alto (26,6). In Medio Oriente il 19,9, nell’area del Pacifico il 17,5, nel Sud Est Asiatico il 17 e nelle Americhe il 15,9. Le categorie più a rischio sono i motociclisti, (23% delle morti), i pedoni (22%), ed i ciclisti (4%). Un altro dato interessante è che il 48% delle persone morte hanno un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Il 73%, ovvero i tre quarti dei casi di incidenti mortali hanno interessato uomini; ed i giovani di sesso maschile sotto i 25 anni hanno una probabilità di rischio che supera di tre volte quella delle giovani donne. Dall’indagine risulta che negli ultimi tre anni, il numero delle morti per incidente stradale è cresciuto in 68 paesi, ed è diminuito invece in 79 di essi.

GLI INCIDENTI STRADALI IN ITALIA

Nel primo semestre del 2016, sulla base dei dati ISTAT, gli incidenti con lesioni a persone, sono stati 83.549. I morti entro il trentesimo giorno, sono stati 1.466, i feriti 118.349. In confronto ai dati dello stesso periodo dell’anno 2015, le stime mostrano una riduzione dello 0,8% dei sinistri con lesioni a persone, del 4,7% delle vittime e dello 0,5% delle persone ferite. Pur col netto calo della mortalità rispetto al periodo gennaio-giugno 2015, il livello resta alto e non in linea con l’obiettivo europeo del 2020 (dimezzamento del numero di vittime). Nel primo semestre 2016 il numero di vittime sulle autostrade si riduce del 15% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per le strade urbane/extraurbane la diminuzione è invece compresa tra il 2 e il 5%. Nei primi sei mesi dell’anno le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per uso del cellulare alla guida e per eccesso di velocità sono cresciute rispettivamente del 25% e del 22%. (DATI ISTAT). A determinare gli incidenti sono: la distrazione del conducente, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza; la velocità troppo elevata; il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per i bambini; l’uso del cellulare nonché la guida sotto gli effetti dell’alcool o droghe.

Secondo le stime dell’ Istituto Superiore della Sanità gli accessi al pronto soccorso, a causa degli incidenti stradali, con conseguenti interventi del personale medico ed infermieristico, sono stati in Italia, nel 2014, circa 900.000. 

IN PARLAMENTO UN PACCHETTO DI PROPOSTE PER RIDURRE LE VITTIME

Le proposte di FABIO BERGAMO, che da anni porta avanti la sua battaglia a favore della sicurezza stradale, dopo essere state apprezzate dalle Forze dell’ Ordine (Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri), dall’ASAPS Polizia Stradale, oltre che dal Ministero dei Trasporti, ecc.., sono giunte alla Camera dei Deputati, grazie all’interessamento dell’ On. PAOLO RUSSO e dell’On. ANDREA COLLETTI, e saranno discusse alla COMMISSIONE TRASPORTI, appena inizieranno i lavori relativi alla riforma del CdS, attesa da tempo, sul capitolo sicurezza stradale. Esse sono:

  • lo Stop Avanzato che perfeziona la disciplina dello stop;
  • l’indicatore di tenuta del margine destro per guidare vicino al margine destro della corsia allo scopo di ricordare di mantenere la distanza di sicurezza evitando così sorpassi pericolosi;
  • l’indice di pericolosità stradale (IPS) che con due livelli informa della gravità del pericolo (col primo si guiderà in base alle norme del CdS, col secondo si guiderà adottando la massima prudenza, pensiamo le curve, le gallerie, i viadotti, le confluenze;
  • il DAS che con due delineatori posti a diverse distanze del semaforo facilita l’attraversamento all’incrocio evitando di passare col rosso (il primo destinato alle auto ferme al semaforo, il secondo, più distante da esso, per le auto in movimento);
  • il limite di velocità di 40 Km/h sulle strade a doppio senso, lasciando quello di 50 km/h sulle strade a senso unico ed ha coniato il nuovo termine di “limite di transito” nei confronti dei pedoni, più che di limite di velocità destinato esclusivamente ai veicoli, e quello del “dovere di antecedenza” per i conducenti che hanno il dovere di dare ai pedoni la precedenza, quando essi, avendolo segnalato per tempo, attraversano, nei centri abitati, fuori delle strisce;
  • la validità giuridica del sorpasso a destra in autostrada, per l’uso corretto delle tre corsie definendole per il loro uso (corsia di marcia normale o di primo superamento per la corsia di destra; corsia di primo sorpasso o di secondo superamento per la centrale; corsia di secondo sorpasso o di terzo superamento per quella di sinistra);
  • nelle rotatorie il limite generale di 40 Km/h e di 30 km/h quando in esse sono presenti dei ciclisti.
  • la definizione di “segnale stradale” e “incidente stradale” non presenti nell’art. 3 del CdS;
  • per la RC Auto ha pensato alla clausola per il “beneficio delle piccole riparazioni” atta alla revisione periodica della carrozzeria a vantaggio dei conducenti virtuosi.
  • per i bambini ha realizzato l’album “Guido anch’io”; per le autoscuole il libretto sugli utenti deboli, dal titolo “Fenomenologia del pedone”.
  • ha proposto a Federauto, di includere di serie nell’acquisto delle auto nuove, il seggiolino per la ritenuta dei bambini per le famiglie che hanno un figlio per il quale vige l’obbligo del suo utilizzo, come prevede il CdS all’art. 172, e per le mamme che sono in dolce attesa.
  • la poesia “L’Abbraccio Materno della Legge” per l’educazione alla legalità, degli alunni delle scuole elementari e medie.

Sito internet di Fabio Bergamo: www.fabiobergamo.it

My Canary: la app che di dice se sei in grado di guidare

Bevuto o “fumato” troppo? Con 4 test puoi sapere se sei troppo fuori per metterti al volante
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Secondo le stime della Commissione europea, ogni anno in Europa si registrano almeno 10.000 morti in incidenti stradali dovuti alla guida in stato di ebbrezza. Maggiormente a rischio di comportamenti errati sono i giovani: si calcola che il 25% degli incidenti che coinvolgono ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni sono attribuibili all’alcol.

Il problema non è meno grave in Italia, dove, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, gli incidenti stradali alcol correlati sono pari al 30-35% del totale. Da un’analisi condotta nel 2012 nell’ambito del XX Rapporto ACI-CENSIS su consumo di alcolici e comportamenti alla guida, emergeva che il 13,8% dei guidatori non si astiene dal consumare alcol anche quando sa di doversi mettere al volante. Tra questi, l’8,2% lo fa perché si fida della propria capacità di “reggere” l’alcol oppure perché pensa che in fondo l’alcol non sia un problema per la propria condotta di guida.

Niente di più sbagliato, ovviamente. Ma come faccio davvero a capire se sono o meno in grado di guidare? Se in alcuni casi lo stato di ebbrezza è ovvio e quindi non richiede ulteriori verifiche, in altri il guidatore potrebbe sopravvalutare le proprie capacità. Una app può venire in aiuto a quanti decidono di farsi lo scrupolo (per chi si mette alla guida anche sapendo di essere ubriaco marcio, purtroppo non c’è rimedio). Si chiama My Canary e con 4 semplici test consente di mettere velocemente alla prova la propria memoria, i tempi di reazione, la percezione del tempo e l’equilibrio.

Il suo creatore Marc Silverman l’ha messa a punto avendo in mente la marijuana più che l’alcol, dal momento che nel suo stato, il Colorado, l’uso della sostanza è stato liberalizzato per fini ricreativi e molti temono che questo possa contribuire a causare incidenti. My Canary comunque promette di funzionare ugualmente bene per l’alcol e per altri tipi di droghe, perché le abilità che verifica sono quelle che vengono ostacolate dal consumo di tutte queste sostanze.

L’importante è stabilire prima di tutto un modello con il quale confrontare i risultati dei test svolti prima di guidare. Occorre quindi eseguire prima di tutto un test da sobri, per stabilire la soglia di normalità rispetto alla quale i risultati di tutti i test succesivi saranno confrontati. Dopo di ché ogni volta che completa i 4 test l’utente riceve un semaforo verde se le sue abilità sembrano in linea con le sue prestazioni da sobrio, giallo per segnalare che potrebbe non essere saggio mettersi alla guida, rosso se la persona non è abbastanza in sé per guidare.

Marta Buonadonna

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Google Car, un sito pubblicherà i rapporti degli incidenti

Google lancia una pagina web che pubblicherà mensilmente un rapporto sulle proprie self driving car

La richiesta di maggior trasparenza da parte di alcune organizzazioni per la difesa del consumatore ha convinto Google a creare un sito dedicato alle proprie auto senza pilota. Sulla nuova pagina web mensilmente verrà pubblicato un resoconto dettagliato, che comprenderà anche gli eventuali incidenti subiti o provocati dalle Google Car, le auto senza conducente sviluppate a Mountain View.

Il primo rapporto di Google relativo al progetto delle self driving car risale al maggio scorso e comprende informazioni sul progetto fin dal suo debutto nel 2009. Da quel rapporto è possibile evincere che le auto della casa di Mountain View hanno percorso a tutt’oggi più di un milione 800mila miglia, restando coinvolte in12 incidenti stradali di lieve entità, nessuno dei quali causato dai mezzi senza pilota.

Oltre che ha rendere disponibile un rapporto mensile sul progetto, il nuovo sito fornisce una visione generale del programma che sta sviluppando Google, includendo informazioni relative all’adattamento necessario per adeguarsi alle esigenze del traffico cittadino.

Un passo quello dell’azienda di Mountain View quasi dovuto in vista anche la intenzione di provare i propri prototipi sulle strade pubbliche della California questa estate. Un dato curioso, relativo agli incidenti subiti della auto autonome di Google è che su 12 riportati 8 sono stati tamponamenti ai danni delle auto senza pilota. Troppa foga dei conducenti umani o eccessiva prudenza del pilota automatico?

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Giorgio Baratto

Incidenti stradali: calo del 6% nel 2014, morti -3,6%

INCIDENTE SUV

I dati rilevati da polizia stradale e carabinieri.  Le infrazioni al codice della strada accertate nell’anno appena trascorso sono state 1.849.219

ROMA – Nel 2014 gli incidenti rilevati dalla polizia stradale e dai carabinieri sono diminuiti del 6% (73.688 contro i 78.359 dell’anno precedente, 4.671 in meno). In calo anche le persone che hanno perso la vita (-3,6%, con 64 persone “salvate”) e i feriti (-6%). Sono questi i dati resi noti dal dipartimento della pubblica sicurezza aggiornati al 21 dicembre. Le infrazioni al codice della strada accertate nell’anno appena trascorso sono state 1.849.219 , una media di 5.066 al giorno: ritirate 60.830 patenti di guida e 61.641 carte di circolazione, mentre i punti complessivamente decurtati sono stati 2.047.081. Le pattuglie impiegate sono state 4.254.070. Si tratta tuttavia di un quadro parziale, perché mancano le rilevazioni dei vigili stradali.

426.960 violazioni dei limiti di velocità. L’utilizzo sistematico del Tutor, articolato su 322 siti su un totale di circa 3mila km di autostrada, ha consentito di accertare, dal 1° gennaio al 30 novembre dell’anno passato, 426.960 violazioni dei limiti di velocità, con un aumento di quasi l’1% rispetto all’analogo periodo del 2013. Il sistema ha funzionato per 356.137 ore. Già presente su alcuni tratti delle strade statali SS 1 Aurelia, SS 7 quater Domitiana e SS 309 Romea, dal 16 agosto 2014 il sistema Vergilius è attivo anche sulla SS 145 variante Sorrentina.

Nei primi 11 mesi del 2014 le ore di funzionamento del sistema sulle strade statali sono aumentate, rispetto allo stesso periodo del 2013, del 77% (da 9.823 a 17.381), mentre

le violazioni dei limiti di velocità accertate (passate da 30.889 a 39.980) sono aumentate del 29,4%. Dal 18 luglio 2014 il sistema è attivo anche sui primi 50 chilometri dell’A3 Salerno – Reggio Calabria, in entrambe le direzioni di marcia. A tutto novembre le ore di funzionamento sono state 16.269 e le violazioni accertate 30.430. I conducenti controllati con etilometri, alcool test e drug test sono stati 1.569.003 – di cui 26.471 sanzionati per guida in stato di ebbrezza alcolica e 1.890 denunciati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Alcol e guida. A seguito della introduzione, con la legge 120 del 2010, del divieto assoluto di bere per talune categorie di conducenti – minori di 21 anni, neopatentati e trasportatori professionali di persone e cose – la sola Polstrada ha accertato 892 infrazioni per guida con tasso alcolemico superiore a 0 e fino a 0,5 g/l. Nelle sole notti dei fine settimana (dalla mezzanotte alle 6), polizia stradale e carabinieri hanno proceduto al sequestro, ai fini della confisca, di 815 veicoli per guida in stato di ebbrezza alcolica con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Trasporto professionale. Secondo il protocollo d’intesa tra ministro dell’Interno e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del luglio 2009, sono stati potenziati i servizi di controllo nel settore del trasporto professionale con 4.170 servizi effettuati da 31.636 operatori di polizia che hanno controllato 69.484 veicoli pesanti di cui 12.717 (pari al 18,3%) stranieri, con l’accertamento di 44.881 infrazioni, per 463 patenti e 1.101 carte di circolazione ritirate.

Se la telecamera a bordo fosse resa obbligatoria?

road scan rac
Un quarto degli automobilisti del Regno Unito pensa che le telecamere in auto debbano  essere obbligatorie Photo: RAC

Un aumento dei cosiddetti “incidenti falsi”,  le truffe alle assicurazioni ha portato ad un aumento degli automobilisti che utilizzando le telecamere in auto, con il 26% di rimborso, l’azione  per rendere obbligatoria la tecnologia che  la ricerca dal RAC (Royal Association Car) ha trovato.

Quasi il 39% dei conducenti stanno prendendo in considerazione il montaggio di una macchina fotografica in auto e il 71% degli automobilisti intervistati credono che contribuirebbero a ridurre i falsi risarcimenti delle assicurazione auto da incidenti stradali.

La pratica è diventata un’industria miliardi di sterline per i criminali d’ auto, con un aumento del 34% dei sinistri fasulli fatte lo scorso anno, secondo l’Associazione degli assicuratori britannici.

I reclami falsi aggiungono 90 £ l’anno al premio del automobilista medio.

traffico autostrada
Richieste danni per sinistri falsi  aggiungono circa 90 sterline l’anno al premio medio rc auto ‘ Credit: PA

Il capo degli affari esterni del RAC Pete Williams ha detto: “Finché sono utilizzate correttamente, le road scan  sono una preziosa testimonianza delle circostanze che si sono verificati intorno a un incidente e come tale possono contribuire a ridurre il costo dei sinistri e le  lesioni personali che, a loro volta, dovrebbe in ultima analisi, ridurre il costo di assicurazione.

“Fare diventare le telecamere in auto obbligatoria darebbe un costo iniziale, ma si potrebbe pagare con forme alternative e potrebbero tagliare i premi della nazione.”

Piacenza, truffa alle assicurazioni: “Attori simulavano incidenti stradali’

La maxi inchiesta ha visto 70 indagati e 18 persone arrestate. Secondo le ricostruzioni, avvenute anche grazie a intercettazioni, venivano assoldate finte vittime e poi con la complicità di medici e avvocati si procedeva alla richiesta del rimborso

Piacenza, truffa alle assicurazioni: “Attori simulavano incidenti stradali’
 E’ già stata ribattezzata “Sinistropoli”, la maxi inchiesta dei carabinieri della compagnia di Bobbio e della stazione di Rivergaro che, per il momento, ha visto 70 indagati e l’arresto di 18 persone con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla truffa alle compagnie assicurative. Tanto che è stata definita “una vicenda senza precedenti in Italia settentrionale” dal procuratore capo dellaprocura di Piacenza, Salvatore Cappelleri.

Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, da qualche tempo, erano finiti almeno 35 episodi già accertati, tutti riguardanti incidenti stradali simulati nell’arco temporale di circa 5 anni, in molti casi documentati con video e fotografie, il tutto corredato da intercettazioni. Ma, anche in questo caso, le indagini sono solo all’inizio e, come hanno fatto sapere gli inquirenti, i casi sono destinati a lievitare. E non vi sarebbe solo la provincia di Piacenza coinvolta, ma anche il Lodigiano e varie regioni del Nord Italia, tra le quali sicuramente la Lombardia.

Protagonisti del “sistema” erano una miriade di insospettabili professionisti, da medici a periti fino ad avvocati (in manette due legali dei fori di Piacenza e Lodi). La prima ondata di arresti e perquisizioni è partita da Rivergaro, ridente paesino sulle sponte del fiume Trebbia, nel quale nei giorni scorsi numerose persone sono state svegliate all’alba dagli uomini dell’Arma, che nell’operazione hanno utilizzato ben venti pattuglie. Prelevati, da uffici e abitazioni, anche documenti e computer, sui quali la Procura sta portando avanti rilevamenti per ricavarne nuove verifiche.

In buona sostanza, la maxi truffa alle compagnie assicurative riguardava incidenti simulati con modalità tanto semplici quanto inquietanti per la frequenza con le quali venivano perpetrate. “L’indagine – ha voluto sottolineare il procuratore capo Cappelleri – ha individuato chi costruiva gli incidenti in modo tale da consentire di chiamare le ambulanze. Sono in corso accertamenti anche sui referti medici”. Il pm Emilio Pisante, che ha coordinato le indagini, ha invece rimarcato come “alcuni risarcimenti non avessero davvero ragione di esistere”. In Procura a Piacenza, per fare il punto sulle indagini, erano presenti il maggiore Fabio Longhi, comandante della Compagnia di Bobbio, il maresciallo Roberto Guasco, comandante della stazione di Rivergaro, oltre al maresciallo Giuseppe Di Nunno della sezione di polizia giudiziaria della Procura.

“Ha bisogno di soldi? Ci pensiamo noi a farti guadagnare qualcosa, basta fingere un incidente stradale”. Era questo il “sistema”, con i professionisti disposti, secondo quanto trapela dalle intercettazzioni, a produrre certificazioni taroccate relative a infortuni causati da incidenti stradali. E la disinvoltura nell’operare era così estesa che viene contestato anche il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

L’organizzazione, da quanto emerso, era articolata su due livelli. Quello dei professionisti, cheorganizzavano i finti incidenti, e quello di gente in cerca di denaro facile, che si sarebbe prestata a compierli in prima persona: “Uno degli indagati ha dichiarato che per fingere lesioni utilizzavano la carta vetrata sulle gambe” ha spiegato il pm Pisante. I “figuranti”, a seconda dei ruoli, venivano pagati circa mille euro e venivano assoldati un po’ ovunque, perlopiù si trattava di “sbandati” o persone con sete di denaro facile. Un giro di denaro notevole, con rimborsi che in alcuni casi sono arrivati a 30mila euro e che nel corso degli anni si sono ridotti solo per evitare di insospettire le assicurazioni. Comunque, in totale, si parla di centinaia di migliaia di euro.

L’indagine era partita da accertamenti nel mondo dello spaccio e del consumo di droga a Rivergaro e in Valtrebbia e, grazie a un’intuizione dei carabinieri, si è arrivati alla maxi operazione che ha portato in questi giorni a smascherare un giro di truffe alle assicurazioni che coinvolge avvocati, agenti di pratiche auto, medici legali, figuranti a vario titolo e anche assicuratori infedeli. Le truffe alle assicurazioni, purtroppo, non sono una novità in Italia. E non mancano casi analoghi in altre parti del Belpaese. E’ il caso di Salerno, dove la Procura locale ha emesso 30 misure cautelarisempre per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Come nel Piacentino, anche qui l’accusa è di aver falsificato resoconti di incidenti e perizie, per un danno complessivo alle compagnie assicurative di 550mila euro. Non solo, perché la Guardia di finanza, questa volta a Catanzaro, aveva già scoperto un’organizzazione accusata di aver messo in atto una truffa per oltre 5 milioni di euro ai danni delle assicurazioni, che ha portato a 20 persone arrestate e 156 denunciate.

di 

Rilevazione degli incidenti stradali con lesioni a persone: un contributo alla conoscenza del fenomeno in Umbria

perugia

Seminario

4 giugno 2014
ore 10.00-13.30
Comune di Perugia – Sala S. Anna
Perugia – Viale Roma, 15

Evento esclusivamente a inviti

Programma

Mercoledì 4 giugno alle ore 10.00, presso la Sala S. Anna del Comune di Perugia, si svolge il Seminario dal titolo “Rilevazione degli incidenti stradali con lesioni a persone: un contributo alla conoscenza del fenomeno in Umbria”.

Il Seminario, organizzato dalla sede territoriale Istat per l’Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia e il Comune di Terni, illustra ed analizza l’evoluzione dell’incidentalità stradale in Umbria dal 1998 al 2012. L’obiettivo principale è quello di promuovere presso le istituzioni, gli organi di rilevazione e gli operatori, l’utilizzo delle risultanze della rilevazione come base informativa di riferimento per le azioni di contrasto al fenomeno dell’incidentalità stradale.

All’interno dei lavori è prevista una tavola rotonda per raccogliere i contributi istituzionali dei diversi organi di rilevazione.

Per informazioni

Ufficio territoriale per l’Umbria
Info: sede.umbria@istat.it

regione:

Umbria
argomento:
Giustizia e sicurezzaSalute e sanità
tipo di documento:
Evento territoriale

Incidenti stradali creati ad arte per truffare le assicurazioni: 17 indagati in Campania

Un vasto giro di falsi incidenti stradali creati ad arte per ottenere rimborsi dalle compagnie di assicurazione. A scoprirlo, i carabineri della stazione di Pietrelcina (Benevento): 17 le persone indagate per truffa, falsità in scrittura privata, danneggiamento fraudolento dei beni assicurati e favoreggiamento personale.
L’operazione, denominata ‘Amici mieì, ha avuto inizio nel febbraio 2013 quando un operaio 53enne del luogo denunciò ai carabinieri un sinistro stradale. Nel corso degli accertamenti, i carabinieri hanno portato però alla luce l’esistenza di un gruppo composto da 17 persone, di età compresa tra i 56 e i 22 anni, tra le quali anche donne e incensurati, originari della province di Benevento e di Caserta, che avevano messo in piedi in concorso tra loro e con amici compiacenti un sistema di ricostruzione fittizia di sinistri stradali, spesso anche mai avvenuti, con lo scopo finale di truffare le compagnie di assicurazione per percepire somme di denaro a titolo risarcitorio.

I carabinieri hanno verificato che i sinistri denunciati dai soggetti erano di piccola e media entità e congegnati in modo tale da non insospettire le compagnie assicuratrici sulla genuinità dell’incidente, per poi man mano assicurarsi il risarcimento corrisposto in somme di non notevole importanza. Infatti è stato stimato che il gruppo criminale abbia potuto percepire la somma complessiva di oltre 50mila euro. Le indagini sono state svolte sotto la direzione del pm della Procura di Benevento Flavia Felaco.

Stop incidenti, a Torino flash mob sulla sicurezza

incidente-moto1 Il 31 maggio prossimo, la città di Torino sarà teatro dell’ evento che punta a richiamare l’attenzione sulle vittime delle due ruote. Appuntamento in via Roma.

l prossimo 31 maggio via Roma sarà invasa da un migliaio di persone, tutte aderenti al flash mob organizzato dall’associazione Tre Merli Sotto Shock e da Panathlon Club Torino.

  • Sensibilizzare ed informare

Lo scopo degli organizzatori è, ovviamente, quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza stradale, oltre a nutrire la speranza che, anche ai “piani alti”, ci si rimbocchi le maniche per operare al meglio per far si che gli incidenti, soprattutto per ciò che concerne le due ruote, siano il più possibile evitati.

Dalle 14 alle 18 verranno simulati alcuni incidenti stradali in moto, con tanto di comparse che si fingeranno ferite e decedute e un’ambulanza vera.

Siamo da sempre sensibili al tema degli incidenti stradali, soprattutto quando rimane coinvolto un motociclista” le parole di Nico Marinelli, presidente dell’associazione Tre Merli Sotto Shock. ”Con il flash mob vogliamo portare all’attenzione della gente ciò che purtroppo avviene ancora troppo spesso sulle strade di Torino. Sperando che serva a sensibilizzare anche l’amministrazione sul tema”.

SimoneMassari 

Torinotoday

Norma UNI 11472 – Rilievi degli incidenti stradali (relazione di Virginio Rivano)

Foto-per-articolo-sulla-norma-uniVirginio Rivano Presidente di EVU ITALIA sabato 15 dicembre 2012 Sala Consiliare del Comune di Scisciano (NA) ha illustrato la norma Norma UNI 11472 – Rilievi degli incidenti stradali

Questa norma emanata definitivamente nel febbraio 2013 stenta a decollare.

Siamo certi che diffondendone la conoscenza presto tutti capiranno che applicarla è una cosa che non può che essere positiva.

Ed è anche per questo motivo che abbiamo proposto una petizione che invitiamo tutti a sottoscrivere cliccando su questo link:

http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2014N46149

Chi è interessato può guardare il filmato che illustra le metodologie per applicare questa interessata norma.

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fonte:

http://www.gaetanoesposito.org/norma-uni-11472-rilievi-degli-incidenti-stradali-relazione-di-virginio-rivano/#more-2973

Incidenti stradali, nel 93% dei casi è colpa degli altri

Il dato emerge da una ricerca di Direct Line. Il 56% delle donne non ha mai avuto un sinistro, percentuale che cala al 34 per gli uomini. I guidatori più virtuosi? I veronesi

Dopo un incidente. LaPresse       Dopo un incidente. LaPresse
Gli incidenti stradali? Sempre, o quasi, colpa degli altri. E i responsabili sono maggiormente gli uomini, ben più pericolosi al volante delle donne. Sono due dei dati, o delle conferme che dir si voglia, che emergono da un sondaggio che la compagnia di assicurazioni Direct Line ha commissionato a Nexplora su un campione di 1000 persone che ha risposto ad un questionario online.
RESPONSABILE A CHI — In caso di scontro solo il 7% degli intervistati se ne assume la responsabilità affermando che le cause principali dei propri incidenti stradali sono imprudenze o errori di guida compiuti in prima persona. Più numerosi (36%) coloro che dichiarano senza dubbio di non aver mai avuto alcuna responsabilità, e coloro che ammettono di avere avuto responsabilità almeno una volta su due risultano essere il 35% degli italiani. Il 23% è invece colpevole a metà, secondo la formula del concorso di colpa. A causare più incidenti, forse a causa della poca esperienza, sembrano essere i giovani automobilisti, tra i 18 e i 24 anni: il 14% ammette infatti di essere stato dalla parte del torto in tutti gli incidenti in cui è stato coinvolto. I più attenti sono invece i 35 – 44enni, più della metà (52%) risulta non aver mai avuto responsabilità.
IL 2% OLTRE I 5 INCIDENTI — Più della metà degli automobilisti ammette infatti di essere stato coinvolto in almeno un incidente dal conseguimento della patente, con un massimo di 5 sinistri (53%), mentre il 2% ha addirittura superato i 5. Analizzando i dati per genere gli automobilisti più prudenti sono le donne che nel 56% dei casi affermano di non aver mai causato o subito incidenti, con un distacco di ben 22 punti percentuali rispetto ai colleghi uomini (34%). Da sottolineare, comunque, un dato incoraggiante: il 45% degli intervistati afferma di non essere mai incorso in un incidente stradale dal conseguimento della patente, una percentuale ancora inferiore rispetto a chi ha avuto a che fare con sinistri almeno una volta, ma comunque abbastanza consistente.
OCCHIO AI MILANESI — L’indagine di Direct Line offre inoltre uno spaccato regionale del medesimo quadro, dividendo i dati per provincia: milanesi e bresciani sono gli intervistati che collezionano maggiormente fino a un massimo di 5 incidenti (66%), mentre a sfondare il tetto dei 5 sono bolognesi e bresciani, rispettivamente con il 6 e il 7%. I più virtuosi in assoluto sono i veronesi con ben il 73% del campione che afferma di non essere mai stato vittima o causa di un incidente; a seguire, a pari merito con 46% di automobilisti indenni da sinistri, romani, fiorentini e cagliaritani.
ATTENZIONE — “Il sondaggio – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing – evidenzia che la percentuale di italiani che suo malgrado è stata coinvolta in un incidente stradale è superiore al 50%. Questo significa che l’attenzione non è mai abbastanza e che bisogna comunque tenere sempre alta la concentrazione, essere più che mai vigili e non perdere di vista la strada i veicoli o i pedoni che la condividono con noi”.

Truffa alle assicurazioni auto a Roma: 27 persone indagate

Coinvolti anche un avvocato e 2 medici. Creavano falsi incidenti stradali per i rimborsi

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      INFOPHOTO<br />

Roma,  (TMNews) – Creavano falsi incidenti stradali mediante la presentazione di falsa documentazione medica a carico di infortunati ed inesistenti conducenti di autoveicoli, creando un vero e proprio raggiro a danno delle compagnie assicurative. E il meccanismo per indurre in errore le assicurazioni, prevedeva svariate richieste di rimborsi di piccole somme di denaro, proprio per evitare controlli accurati.

Ma i carabinieri della Stazione di Grottaferrata e agenti della Polizia Locale di Roma Capitale U.O. di P.G. presso le Procure della Repubblica hanno interrotto questa truffa alle assicurazioni che operavano nella capitale.

In totale sono 27 le persone indagate per associazione per delinquere finalizzata alle truffe alle assicurazioni. A cinque persone, coloro i quali sono considerati i promotori dell’organizzazione, carabinieri e agenti hanno notificato misure cautelari, emesse dal Gip su richiesta della Procura di Roma. Si tratta di 2 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 3 ordinanze di sospensione dall’esercizio della professione per un avvocato e due medici (un medico legale ed un radiologo).

L’indagine, nata nell’anno 2011 in seguito alle denunce sporte da alcune compagnie assicurative ai Carabinieri ed alla Polizia Locale di Roma Capitale, ha permesso di individuare un’organizzazione criminale di professionisti (medici, avvocati e periti infortunistici) resisi responsabili della falsa certificazione di 27 sinistri stradali mai verificatisi, nonché della indebita percezione dei risarcimenti assicurativi.

L’illecita attività permetteva la riscossione del risarcimento prevalentemente di incidenti mai esistiti e, in alcuni casi, di incidenti realmente accaduti ma accompagnati dalla denuncia di lesioni false o da falsi referti medici.

Falsi incidenti chiesto processo per 87 persone

procura bari BARI – La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 87 persone, tra medici, avvocati e presunte vittime di incidenti stradali, accusate di truffa ai danni di compagnie assicurative. Rischiano il processo i quattro medici Roberto Settembre, all’epoca dei fatti in servizio presso il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Di Venere di Bari, Michele Gesmundo, Fabio Basalisco e Francesco Saponieri, periti di parte incaricati di redigere certificati medici attestanti – secondo l’accusa – false patologie derivanti dai sinistri.

Chiesto il processo per i due avvocati Michael Gisonda e Maria Schima, incaricati di curare le pratiche per il risarcimento danni. Le indagini coordinate dal pm Francesco Bretone hanno accertato oltre 40 episodi di falsi incidenti in alcuni comuni della provincia di Bari, in particolari a Binetto, Toritto, Grumo Appula e Modugno. In alcuni casi si tratta di cadute accidentali causate da buche nell’asfalto. Nel procedimento si sono costituite parti civili le 15 compagnie assicurative truffate e il Comune di Grumo Appula. L’udienza preliminare per i rinvii a giudizio si concluderà il 3 aprile.

Auto: Parlamento Ue, dispositivo e-Call obbligatorio da 2015

Heero(ASCA) – Roma, 26 feb 2014 – I dispositivi di chiamata di emergenza che allertano automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidenti stradali dovranno essere installati su tutti i nuovi modelli di auto e furgoni leggeri entro ottobre 2015. Lo prevede un disegno di legge approvato oggi dal Parlamento europeo, che indica ai fabbricanti di autoveicoli il mese di ottobre del prossimo anno come termine ultimo per installare i dispositivi ”eCall” su tutti i nuovi modelli. Tuttavia, per soddisfare la richiesta delle industrie di concedere piu’ tempo per sviluppare e testare il sistema, i deputati hanno concesso la possibilita’ di posticipare il termine stabilito. In caso di incidenti stradali gravi, il sistema ”eCall” di bordo utilizza il numero telefonico 112 per allertare automaticamente i servizi di emergenza, indicando la posizione esatta per permettere di raggiungere piu’ rapidamente il luogo dell’incidente, salvare vite umane e ridurre la gravita’ delle lesioni. Nel 2012, sono stati registrati 28.000 vittime e un milione e mezzo di feriti a causa di incidenti stradali avvenuti nell’UE. red-uda/

Gli incidenti stradali una priorità del governo

Gli incidenti stradali una priorità del governoPer la prima volta nella storia repubblicana un presidente del consiglio porta il tema fra le priorità del governo. Strada verso l’omicidio stradale è spianata 

Una cosa del genere in tutta la storia d’Italia non si era mai vista: un presidente del consiglio che mette la sicurezza stradale fra le priorità programmatiche del governo. E’ proprio questo che nei primi settanta minuti del suo discorso ha detto Matteo Renzi, ricordando Lorenzo Guarnieri, il 17enne falciato e ucciso a Firenze da un conducente ubriaco e drogato, e spiegando al Senato che la pena comminata al suo uccisore è meno rilevante di quella normalmente comminata a un ladro. Mai, fino ad oggi, la locuzione “incidenti stradali” era stata pronunciata in aula da presidente del consiglio, tantomeno il giorno del suo insediamento.

“E’ chiaro – spiega Giordano Biserni dell’Asaps – che oggi il nostro Paese si è finalmente evoluto. La violenza stradale e le dinamiche che compromettono la sicurezza della circolazione sono sempre rimaste confinate alle campagne elettorali, alle incursioni territoriali di qualche onorevole o alle audizioni presso le varie commissioni parlamentari, nelle quali – purtroppo – abbiamo spesso avuto la sensazione di sprecare fiato davanti a sedie vuote, giornali aperti o conversazioni telefoniche sottovoce”.

Non dimentichiamo che l’Italia è un Paese che paga, nelle tragedie ordinarie delle strade, oltre il 2% del PIL e un’emorragia di vite che rappresenta la prima causa di morte tra i giovani: ora la strada verso l’omicidio stradale sembra spianata.
di VINCENZO BORGOMEO 

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STATISTICA. NUOVA PAGINA WEB SU INCIDENTI STRADALI IN VENETO

Schermata 03-2456376 alle 10.11.09   C’è una nuova pagina sul sito web della Regione del Veneto, è quella dedicata al Progetto Incidenti Stradali mediante il quale è stato realizzato un sistema informativo e organizzativo inerente la rilevazione statistica sull’incidentalità stradale con lesioni a persone a titolarità ISTAT, inserita nel Programma Statistico Nazionale.

Il Veneto ha infatti aderito al Protocollo d’Intesa per il coordinamento delle attività inerenti la rilevazione statistica sull’incidentalità stradale sottoscritto tra l’ISTAT, i Ministeri dell’Interno della Difesa, delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province Italiane (UPI) e l’Associazione Nazionale di Comuni Italiani (ANCI). L’attività di raccolta dati e di monitoraggio gli incidenti stradali nel Veneto è portata avanti dalla Regione con la propria Sezione Sistema Statistico Regionale in collaborazione con la Sezione Infrastrutture, Veneto Strade spa e le Prefetture del Veneto e la partecipazione della Polizia Stradale, dei Carabinieri e delle Polizie Locali.

I dati attualmente disponibili per il 2013, pur con le cautele di ordine metodologico legate alla differenza tra dati definitivi e dati provvisori, indicano una tendenza alla diminuzione sia del numero degli incidenti che di quello dei feriti e dei morti. Questa tendenza è conforme al trend consolidato che ha visto nel 2012 (anno per il quale si dispone dei dati definitivi per tutt’Italia) diminuire, rispetto all’anno precedente, del 9,2% gli incidenti, del 9,3% i feriti e del 5,4% i morti su base nazionale, mentre per lo stesso periodo su base regionale si è registrata una diminuzione del 10,1% per gli incidenti, del 9,3% per i feriti e del 0,5% per i morti.

Sulla pagina dedicata al progetto (alla voce “Statistica” nella sezione “Banche dati”) sono consultabili tutti i documenti di riferimento, la composizione e l’attività del comitato di coordinamento che segue l’applicazione dell’Accordo attuativo del Protocollo nazionale e del progetto regionale, le iniziative di formazione per le Polizie Locali al fine di migliorare la qualità della rilevazione degli incidenti stradali con lesioni a persone, i comunicati stampa sull’argomento.

Usa, con ‘auto parlanti’ calo incidenti dell’80%

Legislatori lavorano su norma che preveda chip sulle auto nuove

Iimmagine del Dipartimento dei trasporti USA  L’immagine del Dipartimento dei trasporti USA

ROMA – I legislatori degli Stati Uniti sono al lavoro su una regolamentazione che preveda l’installazione, per tutte le auto nuove, di un “chip wireless” che utilizzi le onde radio per la comunicazione tra veicoli. Un’innovazione, questa delle ‘talking car’, che secondo gli esperti potrebbe ridurre addirittura dell’80% il numero di incidenti stradali. Le nuove norme potrebbero entrare in vigore all’inizio del 2017, cioè col presidente Barack Obama ancora alla Casa Bianca.

Oltre all’aspetto sicurezza, ha detto il segretario ai Trasporti degli Stati Uniti Anthony Foxx, Foxx, “la comunicazione da veicolo a veicolo (V2V) contribuirebbe anche a ridurre il traffico congestionato e a risparmiare carburante”.

La nuova generazione di ‘auto collegate’ con chip wireless, utilizza una speciale frequenza chiamata Dedicated Short Range Communications, DSRC, da affiancare alle reti cellulari 3G e 4G già installate dai costruttori per i servizi che operano su Internet. Il sistema DSRC, sistema simile al Wi-fi utilizzato da smartphone e computer, permette di ricevere ed elaborare i segnali di altre auto con il DSRC e di rilevarne posizione, direzione e velocità, così da allertare il guidatore, fino a frenare in automatico per evitare un incidente. L’agenzia per la sicurezza NHTSA si dice fiduciosa in una tecnologia basata su prove concrete, come quelle effettuate per un anno sulle strade di Ann Arbor, nel Michigan, su circa 3.000 vetture con DSRC. Con un investimento di 25 milioni di dollari, ha detto l’U.S. Department of Transportation, ”lo studio ha permesso di provare che prodotti di costruttori e fornitori diversi possono comunicare tra loro ‘lavorando’ in ambienti del mondo reale”.

In Europa le case automobilistiche sono già impegnate nella creazione di auto connesse, con le prime previste per il 2015.

Un rapporto della società di consulenza ABI Research, con sede a Londra, prevede che la penetrazione globale della tecnologia nei veicoli nuovi crescerà del 10% nel 2018 e del 70% nel 2027. Ma c’è anche chi esprime qualche preoccupazione. Nonostante i potenziali vantaggi, la tecnologia crea infatti alcuni rischi su privacy e sicurezza, come è avvenuto con la diffusione dei telefoni cellulari.

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TED Sullo stesso argomento (imposta i sooottitoli in italiano)

http://new.ted.com/talks/jennifer_healey_if_cars_could_talk_accidents_might_be_avoidable

When we drive, we get into a glass bubble, lock the doors and press the accelerator, relying on our eyes to guide us — even though we can only see the few cars ahead of and behind us. But what if cars could share data with each other about their position and velocity, and use predictive models to calculate the safest routes for everyone on the road? Jennifer Healey imagines a world without accidents. (Filmed at TED@Intel.)

Quando guidiamo, entriamo in una bolla di vetro, chiudiamo le porte e schiacciamo l’acceleratore, facendo affidamento sui nostri occhi che ci guidano anche se possiamo vedere solo poche auto davanti e dietro di noi. Ma cosa succederebbe se le auto potessero condividere dati con le altre circa la loro posizione e velocità, e utilizzare modelli predittivi per calcolare i percorsi più sicuri per tutti sulla strada? Jennifer Healey immagina un mondo senza incidenti. (Girato a TED @ Intel.)

Incidenti stradali tra le prime cause di trauma nei bimbi

Simeup: “scorretto uso seggiolini auto principale motivo”

  seggiolini bimbo“Ogni anno nei Pronto Soccorso arrivano migliaia di vittime di incidenti stradali particolarmente concentrati nella fascia di età 15-24 anni. Frequenze non trascurabili si registrano anche per i bambini tra 0 e 9 anni”.Lo rende noto la Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica.

A rafforzare la tesi i dati Istat indicano che nel 2012 – si rende noto – sono morti 27 bambini tra 0-9 anni in seguito ad incidente stradale e oltre 6.000 sono stati i feriti nella stessa fascia d’età. “Gli incidenti stradali – spiega Antonio Urbino, Presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (SIMEUP) – sono tra le cause più frequenti di mortalità e disabilità in età pediatrica. E’ allarmante constatare che la maggior parte dei decessi nei bambini è dovuta al mancato utilizzo dei sistemi di ritenuta o al non corretto utilizzo dei seggiolini”.

In città non bisogna abbassare la guardia: “oltre il 75% degli incidenti stradali si verificano nelle strade urbane (con una mortalità che sfiora il 43% del totale)- spiega Urbino – occorre non cedere ai capricci dei bambini che in auto vanno legati secondo le norme di legge. La posizione più pericolosa in assoluto è quella del bambino in braccio al passeggero seduto a fianco del guidatore. Non è raro che questi bambini presentino gravi lesioni in seguito all’esplosione dell’airbag o nel caso di airbag disattivato perché schiacciati dai genitori stessi”.

“Purtroppo i traumi provocati nei bambini a seguito di incidenti automobilistici – conclude il Presidente della Simeup – non sono solo quelli fisici, ma anche quelli psicologici che si possono trascinare ben oltre la guarigione fisica”. (ANSA).

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Incidenti stradali Puglia in testa È boom di falsi sinistri

Spetta alla Puglia la maglia nera per il maggior numero di incidenti stradali con feriti. Lo racconta la relazione dell’associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) in una relazione pubblicata il 25 giugno 2013 sulla situazione degli ultimi anni vissuti dalle compagnie in Italia. Nella classifica nazionale sul numero di «sinistri con lesioni » avvenuti tra il 2009 e il 2011, le province pugliesi occupano addirittura le prime quattro posizioni: al vertice c’è la provincia di Taranto, seguita da quella brindisina, poi la provincia di Foggia e al quarto posto quella di Lecce. Bari si piazza al nono posto, mentre la Bat è 11esima.

Stando ai numeri si potrebbe dedurre che nelle strade pugliesi il rischio di essere coinvolti in incidenti è decisamente più alto che in altre province d’Italia. In realtà su questo dato incide pesantemente il fenomeno degli incidenti falsi. Sinistri fasulli studiati molto spesso tavolino per ottenere i rimborsi dalle compagnie. Un illecito che negli anni ha raggiunto livelli incredibili e che, soprattutto, è diventato il business preferito di vere e proprie holding del malaffare. A testimoniarlo, ad esempio, ci sono le numerose inchieste che a Taranto hanno coinvolto circa 500 persone tra automobilisti, periti, medici e avvocati. Organizzazioni, insomma, che secondo le indagini condotte dalla squadra di polizia giudiziaria della Polizia Stradale di Taranto si sono dedicate «stabilmente alle truffe ai danni delle società di assicurazioni». C’era chi reperiva le auto, chi si occupava delle pratiche legali, chi si interessava delle diagnosi e chi, infine, provvedeva a liquidare il danno.

Un sistema che, di fatto, ha messo in ginocchio le compagnie che hanno dovuto alzare i prezzi delle tariffe che nel capoluogo ionico, ad esempio, sono mediamente doppie rispetto al resto d’Italia. Dopo l’intervento della magistratura, il fenomeno, sembra decisamente in calo, ma le tariffe restano comunque alte, perché gli automobilisti meno abbienti hanno scelto di circolare senza copertura e i danni causati da veicoli non assicurati vengono risarciti dal Fondo vittime della strada che attinge a sua volta dalle compagnie che, infine, si rifanno sugli automobilisti. Un cane che si morde la coda, insomma, e alleggerisce le tasche dei cittadini onesti.

di FRANCESCO CASULA 

Roma, l’ex perito che truffava l’assicurazione con falsi incidenti

 ROMA – Truffavano l’assicurazione con falsi incidenti stradali. A capo dell’organizzazione che aveva la sua base operativa in un appartamento al Tuscolano, ci sarebbe stato, come riporta il Messaggero, Fabio Casale, 47 anni, di professione imprenditore ed ex perito assicurativo ora impegnato con alcune società di sua proprietà nello smaltimento di rifiuti speciali.

Complessivamente, secondo l’accusa, il sistema avrebbe fruttato loro almeno 300mila euro quasi tutti ai danni dell’assicuazione Uniqa di Udine.

Coinvolti anche la moglie e la sorella, una impiegata e la madre di quest’ultima oltre ad altre persone. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Filippi, si è protratta per oltre un anno di investigazioni, coordinata dal Sost. Proc. Dott.ssa P. Filippi, ed ha sgominato una associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno delle assicurazioni, ed particolare in danno della società Uniqa spa, con sede in Udine. Le indagini che si sono avvalse anche do accertamenti bancari e perquisizioni, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di altre 40 persone, coinvolte a vario titolo. La documentazione sequestrata, comprende dati, sempre relativi a sinistri stradali, che attualmente sono al vaglio degli investigatori.

Dal 2010 il gruppo, con base operativa in zona Tuscolano a Roma, aveva organizzato una serie di incidenti stradali falsi, allegando alle richieste di risarcimento documentazione artefatta, come moduli di contestazione amichevole sinistri, documentazione medica e fatture di carrozzerie. Per non presentarsi dai periti della controparte assicurativa, inoltre, più di una volta avevano denunciato il furto delle loro autovetture.

L’attività ha portato all’esecuzione, da parte dei carabinieri, di cinque provvedimenti restrittivi della libertà personale, di cui uno alla custodia cautelare degli arresti domiciliari a carico, per tutti coinvolti. Restano indagate altre 40 persone. Altri incidenti stradali sono al vaglio degli inquirenti.

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