Come si determina la responsabilitá di un sinistro stradale?

screenshot_2016-12-08-08-08-26  Secondo il codice civile, la responsabilità é concorsuale se non ci sono prove contrarie. Le varie dinamiche sono poi valutate in base al codice della strada e alla norma che si é violata che ha causato il sinistro. Ad esempio in caso di tamponamento, chi tampona non ha tenuto la debita distanza di sicurezza, chi causa l’urto ad un incrocio ha omesso la precedenza, chi invade la corsia dell’altro è il responsabile perché ha violato la norma che lo vieta. Se il danneggiato non ha violato nessuna norma avrà ragione al 100%. Se anche lui ha commesso qualche infrazione la responsabilità sarà concorsuale.
Esiste un prontuario che fu distribuito dall’ ANIA in occasione dell’approvazione della legge sull’indennizzo diretto (CID) che ancora oggi é il riferimento dei liquidatori 8delle Compagnie di assicurazione. Lo trovi qui: barem_responsscreenshot_2016-12-08-08-35-46-1

L’indennizzo è più basso per le lesioni da incidente stradale rispetto alle altre cause

Incidenti stradali: risarcimenti più bassi per i danni

L’indennizzo per i danni da sinistro stradale è più basso, per le lesioni di lieve entità fino a 9 punti percentuali, rispetto ai casi in cui lo stesso danno è stato procurato in altro modo.

Se ti fai male a causa di un incidente stradale, il risarcimento è più basso rispetto al caso in cui lo stesso infortunio te lo procuri in qualsiasi altro modo. Per esempio, per una frattura del bacino dovuta a uno scontro frontale tra veicoli ti spettano circa 15.400 euro (se hai 18 anni), mentre te ne spettano ben 26mila se il danno te lo procuri cadendo su un pavimento scivoloso di un ipermercato. Almeno per quanto riguarda il danno non patrimoniale alla salute.

Perché questa discriminazione? Perché chi è coinvolto in un sinistro stradale ha una certezza in più di ottenere i soldi del ristoro: egli può contare, infatti, sul risarcimento (più o meno certo) di un’assicurazione (o, al peggio, sul fondo di garanzia), che è un’azienda solida economicamente, sempre presente. Al contrario, per gli incidenti di altro tipo ottenere un indennizzo può essere decisamente più difficile.

Ma è legittimo questo sistema che, a prima vista, può sembrare estremamente diseguale? Sì, almeno secondo una recentissima sentenza della Corte Costituzionale [1].

Si tratta di una differenza legittima per le lesioni fino a massimo 9 punti di invalidità, che così autorizza, di fatto, soglie ridotte per i risarcimenti a chi subisce lesioni lievi in un incidente stradale. È infatti legittimo calcolare gli indennizzi in base ai valori indicati dal Codice delle assicurazioni [2], anziché applicando quelli – più generosi – elaborati dalla giurisprudenza. In pratica, la Corte ha detto che il ricorso alle tabelle, in uso presso tutti i tribunali, per la liquidazione del danno alla persona, non viola alcun principio della nostra Costituzione.

La Consulta ha ritenuto ammissibile la tabella che, pur comprimendo parzialmente il diritto risarcitorio di una parte, consente di mantenere in equilibrio il sistema assicurativo e quindi di avere un “livello accettabile e sostenibile di premi assicurativi”.

Quali sono gli effetti di questa sentenza?

Dopo la decisione della Corte costituzionale, tutti i danni alla persona che derivano da sinistro stradale, che comportino conseguenze temporanee o permanenti dall’1% al 9% di danno biologico, dovranno essere risarciti esclusivamente sulla base e nei limiti della tabella ministeriale emanata in applicazione del Codice delle assicurazione [2] (da ultimo, aggiornata con il decreto del ministro dello Sviluppo economico del 20 giugno 2014).

[1] C. Cost. sent. n. 235 del 16.10.2014.

[2] Art. 139 Dlgs 209/2005.

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“Ti rompi la gamba a calcetto? La frode può cominciare”

Businessman Crossing Fingers

Un truffatore: “Così recuperiamo i soldi delle polizze”

L’arte dell’arrangiarsi che travalica la legalità ha la fantasia napoletana di chi, come Pasquale – 28 anni, commerciante ambulante, una moglie e un figlio di tre mesi a carico – si crogiola nella massima «avimmo a tirare a campà, qualche cosa ci dobbiamo pure inventà».

Ecco dunque il decalogo per aggirare le assicurazioni. Si parte dal falso incidente. «Molti proprio non pagano l’assicurazione, ma chi come me deve usare la macchina per lavoro non può farne a meno e quindi la paga. Però i soldi s’hanno da recuperare!». E il modo per rifarsi dei denari spesi «2 mila euro all’anno per la macchina e 1.200 per lo scooter» è simulare un incidente stradale per incassare un rimborso «che poi dividi con chi si è prestato alla sceneggiata. Certo però bisogna che hai la fortuna di romperti una gamba o un braccio, che so tipo a calcetto, per giustificare i danni. Sennò, se stai in salute, è meglio che ti butti sull’acquisto della classe di merito».

Per una mente onesta, il meccanismo suona farraginoso, ma funziona così come lo spiega Pasquale: «Praticamente devi trovare un assicuratore, come capita senza troppi problemi, che ti rilascia un falso certificato e poi cambi assicurazione così passi in un attimo dalla classe quattordicesima alla prima e paghi una polizza più bassa».

In altri termini, il falso attestato di rischio per cinque anni ti apre le porte a essere ritenuto meritevole di una classe più bassa e quindi decisamente più conveniente. «Così ti ripaghi quello che hai speso prima». Tra le truffe più diffuse c’è poi anche quella di raggirare anziani automobilisti: «Vedi un nonnetto che guida, gli prendi il numero di targa e poi dici che t’ha investito, anche se di striscio, ed è scappato via. Poi lo vai a trovare, magari con un amico così quello si spaventa di più, e gli fai firmare la lettera per avere la liquidazione dell’assicurazione. Certo al liquidatore gli devi allungare almeno una mancia da mille euro, sennò certo non t’aiuta».

Ma possibile che ci siano persone disposte a commettere una truffa del genere?«Signora, quanto vi credete che guadagna un liquidatore? Quello magari non arriva a 1.500 euro e voi di certo gli fate un favore a dargli la mazzetta».

Imbarazzo, vergogna o anche solo paura della legge non sono di casa nelle parole di questo giovane ambulante. «Signora, ma voi non avete idea di com’è Napoli. Se non ti fai furbo, ti fanno fesso. Come per le multe. E chi le paga qui le multe? Solo i fessi».

E com’è possibile? Se ti arriva una contravvenzione come fai a non saldarla?«Signò, è facilissimo. Mo’ ve lo spiego io».

La parola chiave, in questo caso, è «teste di legno». Dunque, le teste di legno sono persone nullatenenti a cui si intestano le automobili o gli scooter «così quando poi arrivano le multe, loro non le possono pagare proprio perché sono nullatenenti e tu sei salvo».

Di fronte alla nostra perplessità sull’illegalità del sistema, Pasquale non batte ciglio. «Io tengo famiglia, devo lavorare. E posso mica lavorare per pagare le multe. E come me, mille altre persone. Le teste di legno sono la nostra salvezza, gli intestiamo il libretto di circolazione ed è fatta. Da loro il Comune non potrà mai incassare neppure un euro».

(Autore: Grazia Longo – La Stampa)

Incidente Montefalcione, perizia chiarirà cause della morte di Renna

* .*Avellino – Due super esperti della Procura di Avellino chiariranno le cause che hanno portato al tragico sinistro stradale che due giorni fa ha visto la morte del geometra 40enne Francesco Renna, originario di Pratola Serra. L’inchiesta dei magistrati avellinesi seguirà due strade. Dall’esame autoptico, il medico legale Pianese chiarirà le cause della morte dell’uomo. Soltanto, infatti, attraverso l’autopsia verrà fatta luce sulle condizioni psicofisiche del 40enne al momento dell’impatto contro l’altro mezzo. L’altro filone dell’inchiesta servirà invece ad accertare le responsabilità dei due conducenti coinvolti nel sinistro. Il titolare dell’inchiesta, il pm Paola Galdo, ha già chiesto la consulenza del perito Alessandro Lima, noto per aver seguito la Procura di Avellino nella delicata vicenda dell’incidente del bus sul viadotto Acqualonga sull’A/16.
Intanto è stato notificato un avviso di garanzia nei confronti del 37enne di Avellino, autista del Suv contro cui è impattato il 40enne Renna: l’ipotesi di reato sarebbe quella di omicidio colposo. Si tratta però di un atto dovuto poiché anche dai primi rilievi compiuti dalle forze dell’ordine sul luogo del sinistro, sarebbe emerso chiaramente che ad invadere la corsia opposta sarebbe stata la Fiat Panda guidata da Renna.
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A day in the life: Vehicle inspector – Un giorno con: Il Perito Auto Ispettore

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Dealing with drivers is a constant challenge for BCA vehicle inspector Andy Kendall, especially when it comes to signing for a repair estimate that may reach thousands of pounds.
Kendall has been with BCA for more than 16 years, originally starting his career in the bodyshop and then progressing to a vehicle inspector’s role.
He is one of BCA’s 45 field inspectors in the UK, who travel around the country assessing fleet vehicles either on-site or at one of BCA’s auction centres.
Their job is to estimate the total cost to restore and repair a vehicle which is being defleeted, either for the leasing company to use as a guide when setting recharges or for fleets prior to sending vehicles off to auction. All inspectors have a ready-made office in the boot of their car which includes a printer, hand-held devices and camera.
The inspection process
The inspectors use a grading process to assess a vehicle’s body and trim, with grade one being the best condition and grade five indicating that substantial repair work needs to be carried out.
“The whole thing about vehicles going into a bodyshop is time,” says Kendall.
“Time is money in terms of company vehicles, and the grading helps highlight to potential buyers how much work would be needed.
“This is invaluable so our clients know what it is going to cost them to be able to sell the vehicle.” The companies that commission BCA’s inspectors may also have requirements and standards they expect the vehicles to be returned in with their own damage checklist with different associated costs.
There will be slightly different views on wear and tear and damage between leasing companies and manufacturers. On the flip side, some may not charge for things others will.
For example, leasing companies differ on whether they issue a fine when a vehicle’s service history is missing. During a vehicle inspection, all damage is photographed and uploaded into BCA’s reporting system.
Natural light has to be present to be able to carry out the inspection correctly and all drivers are instructed to clean their vehicles beforehand.
If the inspector turns up and the car or van is too dirty, they can refuse to perform the inspection with the charge still payable by the company.
“Dealing with the driver is a particular challenge and getting a signature from them, especially when they are faced with a particularly high bill, can sometimes be difficult,” says Kendall.
“People will deny they have had an accident and say that damage has happened without their knowledge.”
Repair damage promptly and properly
Repair early and professionally is a key message the inspectors try and get through to drivers, stressing the extra costs associated with badly carried out smart repairs or damage that goes untreated.
“Quite often we do come across smart repairs that are not always done well, which then ends up being counter-productive because the client ends up paying more to get the work re-done,” says Kendall.
“The key thing for us in the broader scheme of things is the message to get repairs done early rather than later. In our experience, damage left untreated ends up costing more in the long run and causes more damage when left.”
Wheels, tyres and bumpers are the most common damages, while incidents of air vents damaged by phone holders are becoming more frequent.
Communication is key
“Our role is to deliver a transparent audit trail for the client’s asset so they can see the condition of the vehicle when it came from fleet and decide on how to cost the vehicles back,” says Kendall.
To keep vehicle recharges down, he urges fleet operators to keep communicating to drivers the importance of reporting damage and keeping vehicles in a good condition.
“It is down to good fleet management, monthly checks and good communication to keep the vehicles in good condition,” he said.
“Not having a blame culture is also a good thing, as this can make it easier for drivers to report any damage rather than avoid doing it.”

                                                           TRADUZIONE:

Trattare con i drivers è una sfida costante per l’ispettore di veicoli della BCA Andy Kendall, soprattutto quando si tratta di sottoscrivere  un preventivo di danno che può raggiungere migliaia di sterline.
Kendall è con BCA da oltre 16 anni, ha iniziato la sua carriera in carrozzeria e poi è diventato un Perito Auto Ispettore.
Egli è uno dei 45 ispettori in campo di BCA nel Regno Unito, che viaggiano in tutto il paese per valutare i veicoli della flotta sia presso i clienti che presso uno dei centri di vendita all’asta di BCA.
Il loro compito è quello di stimare il costo totale per ripristinare e riparare un veicolo che viene tolto dalla flotta, sia per la società di leasing per fissare il prezzo di vendita o per le flotte prima di inviare i veicoli all’asta.
Tutti gli ispettori hanno un ufficio pronto all’uso nel bagagliaio della loro auto, che comprende una stampante, dispositivi palmari e macchina fotografica.
Il processo di ispezione
Gli ispettori utilizzano un processo di classificazione da 1 a 5 per valutare la carrozzeria del veicolo e assegnare, con un valore tra 1 per la migliore condizione e il grado 5 che  indica che i lavori di riparazionecon sostituzione del ricambio deve essere effettuato.
“La cosa più importante per i veicoli che entrano in una carrozzeria è tempo”, dice Kendall.
“Il tempo è denaro per i veicoli aziendali, e la classificazione aiuta molto i potenziali acquirenti indicando quanto lavoro sarà necessario.
“Questo ha un valore inestimabile e i nostri clienti sanno cosa verrà a costare loro riparare il veicolo prima di venderlo.”
Le società forniscono agli ispettori della Commissione di BCA calibri di valutazione diversi che indicano come i veicoli devono essere restituiti e danno specifiche checklist con differenti costi da abbinare ad ogni singolo danno.
Ci saranno leggere differenze di valutazione  su usura e danni tra le società di leasing e produttori o NLT. Il rovescio della medaglia è che alcuni non pagheranno riparazioni che altri faranno.
Ad esempio, le società di leasing si differenziano se emettono una penale quando il libretto di manutenzione  di un veicolo è mancante.
Nel corso di una ispezione del veicolo, tutto il danno viene fotografato e caricato nel sistema di reporting di BCA.
La luce naturale deve essere presente per poter effettuare l’ispezione correttamente e tutti i driver sono incaricati di pulire i loro veicoli in anticipo.
Se l’ispettore vede  l’auto o il furgone ed è troppo sporco, può rifiutarsi di eseguire l’ispezione addebitando il costo dell’ispezione alla società.
“Trattare con il conducente è una sfida particolare e ottenere una firma da loro, soprattutto quando sono di fronte a un conto particolarmente elevato, a volte può essere difficile”, spiega Kendall.
“La gente nega di aver avuto un incidente e dice che il danno è avvenuto a loro insaputa.”
Riparare i danni prontamente e correttamente
Riparare presto e professionalmente è un messaggio chiave che gli ispettori cercano di dare attraverso i conducenti, sottolineando i costi aggiuntivi associati con le riparazioni  da fare  o  male effettuate.
“Molto spesso noi incontriamo riparazioni  che non sono sempre fatte bene, e poi finisce per essere controproducente perché il cliente finisce per pagare di più per un lavoro rifatto”, spiega Kendall.
“La cosa fondamentale per noi in linea di massima è il messaggio per ottenere riparazioni fatte presto e bene piuttosto che male o più tardi. Nella nostra esperienza, il danno non trattato finisce per costare di più nel lungo periodo e provoca più costi quando si ripara. “
Ruote, pneumatici e paraurti sono sede dei danni più comuni, mentre gli episodi di prese d’aria danneggiati dai titolari di telefonia sono sempre più frequenti.
La comunicazione è la chiave
“Il nostro ruolo è quello di fornire una linea di controllo trasparente per gli asset del cliente in modo che possano vedere la condizione del veicolo quando è arrivato dalla flotta e decidere come dare il veicoli indietro”, spiega Kendall.
Per mantenere il veicolo in forma, egli esorta i gestori di flotte per mantenere la comunicazione ai conducenti sull’importanza di riportare danni e mantenere i veicoli in buone condizioni.
“Per una buona gestione della flotta sono necessari controlli mensili e una buona comunicazione che obblighi i conducenti a  mantenere i veicoli in buone condizioni”, ha detto.
“Non avendo una cultura di responsabilità  è anche una buona cosa per i conducenti di segnalare prontamente eventuali danni, piuttosto che evitare di farlo.”

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Arriva l’app per constatazione amichevole su smartphone

Pochi minuti e il documento passa all’assicurazione

Arriva l'app per constatazione amichevole su smartphone Arriva l’app per constatazione amichevole su smartphone

ROMA – Tra le infinite funzioni che ogni smartphone può supportare, da oggi ci sarà anche quella che consente di compilare la constatazione amichevole. Si tratta di una ‘app’ ispirata al classico modulo cartaceo, messa a punto da Euresa, un raggruppamento di società mutualistiche e cooperative di assicurazione, che riunisce quattordici membri di nove Paesi dell’Unione Europea. È una soluzione pratica, che permetterà ai 221 milioni di automobilisti europei di semplificare e accelerare le formalità successive a un incidente.

«Dopo un incidente cerchiamo il modulo della constatazione amichevole, che eravamo sicuri essere nel vano portaoggetti. Se lo troviamo, spesso lo compiliamo appoggiati sul cofano, magari sotto la pioggia, poi siamo agitati, facciamo degli scarabocchi e non è detto che siamo capaci di disegnare il grafico per descrivere le circostanze dell’incidente – ha spiegato Thierry Jeantet, Direttore Generale di Euresa – La constatazione elettronica è la risposta a queste esigenze ed è al passo con il ruolo che il mondo digitale ha assunto nella vita quotidiana di noi tutti”.

L’utilizzo della constatazione amichevole su smartphone è semplice e intuitivo. L’assicurato deve solo scaricare l’applicazione sul proprio dispositivo, preregistrando alcuni dati come numero della patente e della polizza, per evitare di dover cercare le informazioni all’ultimo minuto. Così, in caso di incidente, verrà guidato passo a passo nella compilazione direttamente sul telefono cellulare. L’app comprende una funzione cartografica per realizzare un disegno preciso dell’incidente e dà la possibilità di allegare fotografie.

Inoltre, se entrambi gli automobilisti coinvolti la utilizzano, i dati potranno essere scambiati e validati direttamente dai rispettivi smartphone. L’intero procedimento dura meno di dieci minuti, poi la constatazione viene inviata automaticamente via mail alla compagnia di assicurazione e l’utente riceve subito una copia via mail.

Dopo due anni di sviluppo e lavoro congiunto il prototipo è a disposizione delle società europee di assicurazione tramite le rispettive federazioni e associazioni nazionali, che potranno utilizzarlo adattandolo alle peculiarità del paese. Questa soluzione è stata già adottata in Francia, in Grecia e in Italia, dove l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici sta realizzando una versione semplificata dell’applicazione. A questi stati si potrebbe presto aggiungere il Belgio.

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Un altro guard-rail che non ha retto…

Ancora un incidente che ha le barriere come protagoniste. Ma gli investimenti per la manutenzione dove vanno?

Un altro guard-rail che non ha retto…

È successo qualche giorno fa sull’autostrada A14, al chilometro 103, tra i Comuni di Francavilla e Ortona (Chieti, Abruzzo): un’auto (una Golf grigia) ha – probabilmente – preso una curva a velocità eccessiva, schizzando contro il guardrail… che non ha retto. Risultato: la macchina è finita giù dal ponte. Sessanta metri di caduti libera per andarsi a schiantare sul terreno. Emanuela M., 39 anni, e la sua bambina Vittoria di 10, muoiono sul colpo. Gravissime invece le condizioni del capofamiglia, Angelo A., di quarant’anni, impiegato di banca a Villamagna, ricoverato all’ospedale di Pescara in coma.

Ovviamente, si devono attendere le perizie per capirci qualcosa di più. A che cosa è dovuto? A imperizia del conducente? A un guasto del veicolo? Il guardrail, privo di base di cemento, agli urti si sarebbe piegato: e così, quella che dovrebbe in teoria essere una barriera di adeguato contenimento, non sempre svolge la propria funzione. La memoria va anzitutto alla più grave strage stradale dell’Italia, i 40 morti del viadotto di Acqualonga (Avellino) del luglio 2013. Ma non solo. Viene immediato pensare a tutti i sinistri con i guardrail che finiscono nel mirino della magistratura: in genere, a essere coinvolti sono i motociclisti. Guardrail ghigliottina, guardrail che decapitano anziché limitare le conseguenze del sinistro. E a nulla vale che il guidatore abbia compiuto una manovra azzardata, o che il mezzo non fosse del tutto in ordine: il guardrail deve aiutare a non aggravare le conseguenze dell’incidente, a prescindere dalle circostanze.

A questo proposito, nel 2011, il presidente di Confindustria Ancma, Corrado Capelli, aveva proposto una ricetta per cominciare a limitare i danni dei guardrail: ricoprire i paletti di sostegno delle barriere con bande di materiale plastico o metallico, che prevengano l’impatto del motociclista contro strutture rigide. Ma non se n’è fatto nulla. E con la crisi, il timore è che si investa ancora meno in manutenzione…

 

In arrivo la APP di Periti Auto

 mockup_2 Sono in fase avanzate le operazioni per diffondere la APP dei Periti Assicurativi. Conterrà la posizione sul territorio dei Periti Auto registrati che possono intervenire nell’immediatezza del sinistro per “cristallizzare” la situazione e la chiamata automatica di soccorso con l’invio del carro attrezzi o dell’ambulanza nel punto preciso in cui ce n’è bisogno rilevato in automatico dallo smartphone.

Ma vediamo nel dettaglio le funzionalità di questa nuova APP Android / Iphone.

In avvio l’app provvede subito a localizzare la persona, mostrando il livello di qualità di ricezione del segnale (Gps piu’ alto, Wifi medio, 3G meno preciso), anche con la precisione in metri con la quale si segnalerà la posizione dell’utente. Ci sono poi due pulsanti della stessa dimensione:

RICHIESTA INTERVENTO
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e  CHI SIAMO

premendo il pulsante “CHI SIAMO” si apre una pagina di spiegazioni sul servizio, chi ne e’ titolare, ed un disclaimer sulla privacy ed altre informazioni.

Premendo il pulsante dell’ intervento, viene richiesto all’utente se si tratta di sinistro o guasto. In caso di sinistro è data la possibilità, dopo la richiesta di soccorso se necessario, di aggiungere 4 foto georeferenziate ed inserire altre informazioni come ad esempio feriti, eventuali testimoni ecc ecc. e di chiedere se si desidera l’invio di un Perito Auto per “cristallizzare” il sinistro o semplicemente per un aiuto nella compilazione della CAI.

In caso di guasto si va direttamente all’invio di richiesta di soccorso.

La schermata della richiesta di soccorso richiederà :

nome e cognome della persona
targa del mezzo (pre-impostabili)

eventuali note descrittive (che vengono inviate al server per “apertura pratica”) ed un pulsante “invia segnalazione” alla pressione del quale è precompilato un sms da inviare ad un numero verde predefinito, con testo anch’esso predefinito, contenente i dati di localizzazione, nome cognome dell’utente e modello e targa del veicolo. Viene aggiunto anche il dato dell’ IMEI che identifica univocamente il telefonino.

In caso di sinistro, oltre all’ sms è previsto un invio al server delle foto, più i dati dell’utente, targa e tutti i dati inseriti dall’utente. In caso di mancanza di connettività, l’app sospende l’invio fino a che non sarà nuovamente disponibile una connessione ad internet.

E’ previsto, per semplificare la richiesta di soccorso in caso di emergenza,  il censimento della persona  che può inserire nome, cognome, targa del mezzo, da riproporre poi direttamente nella schermata di richiesta di soccorso.

mockup_1 Cari Colleghi Periti Auto, Investigatori, Accertatori, Ricostruttori, Avvocati, Periti R.E., Agenti di Assicurazione, Broker, Patrocinatori, Carrozzieri o di altre categorie legate al mondo dell’Infortunistica Stradale, se siete disponibili ad intervenire nell’immediatezza del sinistro per fare una rilevazione “light” (solo per sinistri senza feriti) con la compilazione della CAI, affrettatevi a registrarvi con gli orari e le zone di reperibilità e l’email, oltre al n° di telefonino ovviamente.

Scarica la App per Android https://play.google.com/store/apps/details?id=it.peritiauto.app

registrazione periti periti auto

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BORDIGHERA: DETERMINATO AFFIDO SERVIZIO SGOMBERO, PULIZIA E RIPRISTINO POST INCIDENTI STRADALI

Bordighera: determinato affido servizio sgombero, pulizia e ripristino post incidenti stradali

Il Comandante della Polizia Municipale di Bordighera ha determinato di affidare, tramite contratto in forma privata, alla ditta Sicurezza & Ambiente SpA di Roma, il servizio di sgombero, bonifica, pulizia e ripristino delle condizioni di sicurezza e viabilità post incidente sulle strade di competenza del Comune di Bordighera, con le modalità e alle condizioni contenute nelle convenzione.
Convenzione inserita, con lettera A, nella determina allegata nel formato PDF.
Il servizio ha per oggetto tipologie di intervento e più precisamente:
– interento standard;
– interventi senza individuazione del veicolo responsabile;
– interventi perdita di carico.

bordighera sa

La raccolta delle prove: un compito di alta responsabilità e professionalità

logo aicis  La raccolta delle prove, in caso di incidente, è un’attività delicata che richiede non solo attenzione ai protocolli presenti sui moduli a corredo del rilevatore, ma soprattutto conoscenza di come gli elementi raccolti costituiscano prova indiziaria per poter ricostruire la meccanica di un incidente il più possibile vicina alla realtà dei fatti.

Sebbene l’immaginario comune ci porti a credere che le attività ricostruttive vengano effettuate dagli organi di polizia, va chiarito, una volta per tutte, che il compito di questi ultimi è limitato ai soli rilievi e che le attività di ricostruzione sono già da tempo demandate dall’autorità giudiziaria a professionisti capaci di valutare gli elementi raccolti, secondo precise regole e le leggi della fisica. Va da sé, che migliore sarà la raccolta delle prove nella fase dei rilievi e maggiore sarà la possibilità di dare precisione alla ricostruzione degli eventi. E’ indiscutibilmente  impossibile costruire il tetto di un fabbricato senza solide fondamenta!

In altre parole, l’attività di rilievo non può essere dissociata dalle capacità ricostruttive. Da diversi anni, Aicis non chiede di sostituire la figura del perito a quella delle autorità ma di poter affiancare le stesse nella fase dei rilievi, dando peraltro la possibilità di poter ottemperare alle diverse incombenze che gravano sulle forze dell’ordine in caso di incidente: regolamentazione e dissoluzione del traffico, coordinamento dei soccorsi, protezione delle prove sulla scena dell’incidente dalla contaminazione data dallo stesso traffico e dai dannosissimi curiosi. Anche per l’agente più attento, prestare la massima concentrazione sulla raccolta delle prove, non è compito facile.

Ognuno deve essere consapevole che, dal rilievo dell’incidente, può dipendere la giusta attribuzione dei diritti del danneggiato che spesso si ritrova a dover affrontare lunghi contenziosi, non riuscendo sempre ad ottenere quanto dovuto nella giusta misura.

La carenza di forze di polizia da impiegare sul campo, le quali potrebbero ottimizzare i tempi per poter essere maggiormente presenti sulle diverse zone di intervento, potrebbe essere alleggerita dall’ausilio dei periti assicurativi che, nel loro bagaglio di conoscenze tecniche, annoverano gli incidenti stradali al primo posto. L’esercizio di perito assicurativo, che si ricorda non essere un dipendente delle compagnie di assicurazione, poiché tale circostanza farebbe cadere in un paradossale conflitto d’interessi, è possibile dietro il superamento di un esame di stato, le cui materie sono alla base delle attività ricostruttive e dei rilievi in caso di incidente stradale.

Sulla base di tali argomenti, il presidente Aicis Marco Mambretti ha emesso il comunicato riportato di seguito affinché il legislatore penda buona nota per la composizione di una normativa che presti realmente attenzione al consumatore e alle problematiche in essere fino ad oggi sul tema degli incidenti stradali.

Ufficio di Presidenza Aicis

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Riepilogo Annuncio

Azienda
Randstad Italia
Località
San Dona’ Di Piave 30027
Settore
Altro/​Non classificato
Contratto
Full Time
Tempo determinato/​A contratto/​A progetto
Livello di Carriera
Con esperienza
Codice Riferimento
SE201303759
Contatto
UNIT1 S DONA’ DI PIAVE
Randstad Italia

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Per aziende clienti di San Dona’ di Piave e dintorni del ramo assicurativo cerchiamo liquidatori di assicurazioni; è rischiesta esperienza pregressa nella mansione, che va dall’analisi della dinamica dell¿incidente, alla valutazione entità dei danni a persone o cose assicurate, fino alla determinazione dell¿entità economica del risarcimento, convenuta in accordo con il medico legale ed i periti assicurativi. Scopo assuntivo. 

Incidenti, per diventare consulenti del giudice servirà un patentino

Incidenti, per diventare consulenti del giudice servirà un patentino

Certificazione di qualità dei tecnici per la ricostruzione e l’analisi degli incidenti stradali attraverso il rilascio di un apposito patentino rilasciato dal ministero

Certificazione di qualità dei tecnici per la ricostruzione e l'analisi degli incidenti stradali attraverso il rilascio di un apposito patentino rilasciato dal ministero

Il nuovo progetto di norma Uni sulla qualificazione dei tecnici è arrivato alla fase di inchiesta pubblica preliminare, ma ha già incassato il consenso da parte delle varie componenti interne.

La futura norma serve a completare il quadro di riferimento dell’infortunistica stradale, e a uniformare, a livello nazionale, le modalità di rilievo degli incidenti stradali, dopo la recente pubblicazione della Uni 11472 sulle modalità di esecuzione degli incidenti.
Il documento “Qualificazione dei tecnici per la ricostruzione e l’analisi degli incidenti stradali” infatti revisiona e aggiorna nei contenuti la precedente norma Uni 11294 del 2008 e fissa procedure standard per effettuare i rilievi, oltre a dettare le competenze per la qualificazione dei tecnici che effettuano la ricostruzione degli incidenti stradali, delle cause tecniche che li hanno determinati e dei comportamenti delle persone coinvolte nell’evento.
L’obiettivo è districare la giungla delle diverse metodologie di rilevazioni, che poi alimenta controversie e speculazioni, sulla pelle dei consumatori, degli automobilisti, e dei parenti delle vittime della strada.

E’ nata proprio dal mondo delle professioni regolamentate e dalle associazioni dei familiari delle vittime della strada la spinta ad una revisione della norma: “È attraverso l’esame dei rilievi – si legge nella Uni 11472 – che si possono accertare le cause che hanno prodotto un incidente, risalire ai comportamenti dei protagonisti, stabilire se, e in quale misura, questi siano stati causa (o concausa) dell’evento. È importante per chi effettua i rilievi raccogliere, nella maniera più accurata e completa possibile, gli elementi utili alla ricostruzione della dinamica dell’evento. La presente norma illustra le fasi e le operazioni necessarie per l’esecuzione del rilievo attraverso modalità che garantiscano l’acquisizione di tutti gli elementi da utilizzare nella successiva ricostruzione di incidenti stradali“.

La maggiore novità introdotta dalla Uni 11472 stabilisce che, per una corretta riproduzione della dinamica del sinistro, i rilievi dovranno riferirsi alla segnaletica stradale esistente e non ai precedenti e tradizionali capisaldi, come edifici, alberi o altri manufatti stradali, partendo dalla posizione dei veicoli incidentati rispetto alla segnaletica orizzontale.
Il progetto di norma attualmente in inchiesta pubblica preliminare fornirà una garanzia in più stabilendo i requisiti che devono avere i tecnici professionisti che effettuano i rilevamenti.
Ora, ha spiegato Dario Vangi, il punto di riferimento del settore che ha contribuito alla nuova proposta, che sarà presentata a breve “inizia un processo di revisione della norma per adeguarsi ai criteri di qualifica di questi professionisti, in base al quadro europeo delle qualifiche sull’apprendimento permanente che specifica a quale livello devono essere possedute le varie competenze, in base alla classificazione europea di conoscenza, abilità, competenza“.

Con Evu Italia e Asais l’Uni sta ora organizzando un percorso di certificazione di “qualità” su base volontaria: dovrebbe dare garanzia delle qualità della prestazioni di un tecnico inserito in un processo di aggiornamento e formazione professionale permanente, previsto appunto e reso obbligatorio dalla nuova norma. Si tratta di una tutela in più nei confronti dei consumatori anche se non preclude l’accesso ai tecnici non certificati agli elenchi dei ctu dei tribunali. “Tuttavia – ha spiegato Vangi – con successive circolari si farà in modo di incidere sulla formazione degli elenchi“. Dà la garanzia che un tecnico professionale è inserito in un processo di formazione che ne garantisce le prestazioni.
Il passo successivo sarà una sorta di patentino che i tecnici iscritti agli elenchi dei ctu potranno ottenere dopo aver sostenuto un esame obbligatorio davanti ad una commissione ministeriale: un po’ sulla scia di quanto avviene agli ingegneri per ottenere l’abilitazione a rilasciare la certificazione energetica.

Il ministero ha dimostrato interesse, ha detto Vangi: un decreto ministeriale dovrebbe inserire la novità dell’obbligo del patentino. Ma la strada è in salita.
Intanto l’inchiesta pubblica preliminare terminerà il 28 marzo 2013, data entro la quale è possibile inviare commenti e segnalare il proprio interesse a partecipare ai lavori normativi attraverso le specifiche pagine web sul sito Uni.

LA SVALUTAZIONE COMMERCIALE

07-autostima_1_7.pdfCome si calcola la svalutazione commerciale di una vettura che ha subito un incidente stradale ed è stata riparata? La formula più usata per calcolare la svalutazione commerciale di una vettura riparata è quella messa a punto negli anni 60 da perito Tornaghi. Questa utilizza i seguenti parametri:

Svalutazione commerciale = €SV; La percentuale da applicare al valore della vettura riparata = %SV; Il valore della manodopera di lattoneria e verniciatura = €MO; Percentuale del valore di manodopera (di lattoneria e verniciatura) sul valore della vettura = %MO; Numeri fissi in base ai mesi della vettura = NF: da 0 a 3 = 2, da 3 a6=3,da6a9=4,da9a12= 5,da12a24=10,da24a48= 20; Valore Antesinistro = VA avremo

(1) %SV=%MO/NF;

inoltre

(2) %MO=€MOx100/VA;

Facendo le opportune sostituzioni si ottiene

(3) %SV=€MOx100/(VAxNF);

Siccome

(4) €SV=%SVxVA/100;

quindi

(5) €SV= (€MOx100/(VAxNF))x(VA/100);

semplificando

(6) €SV=€MO/NF.

Ci si rende conto a questo punto che, anche se alcuni parametri vengono presi in considerazione nella formula iniziale, con le semplificazioni vengono completamente trascurati. Quindi in questa formula la svalutazione commerciale, così come finora considerata, sia in via giudiziale che stragiudiziale, non tiene conto del valore antesinistro VA . Il problema è stato analizzato a fondo da vari professionisti ed associazioni professionali. La conclusione comune è stata quella di ritenere giusta l’applcazione di una percentuale invariabile di svalutazione commerciale, a parità di età della vettura e a parità di danno.

Inoltre il conteggio suesposto penalizza costi orari di manodopera più elevati favorendo quelli più economici, come si è visto (6) più alto è il costo orario più elevata è la svalutazione, come dire che più si spende per riparare l’auto, a parità di danno non altrimenti considerato, più l’auto si svaluta. L’ Associazione Periti Auto suggerisce di usare il parametro delle Ore di Manodopera OMO (lattoneria e verniciatura) dal quale dipende direttamente la percentuale di svalutazione commerciale oltre all’età della vettura espressa in mesi, parametro importante (doppio dei mesi) del quale la svalutazione è inversamente proporzionale. Quindi

(7)  %SV=OMO/(n°mesix2)

quindi

(8) €SV= OMO/(n°mesix2)x(VA/100)

MARINO

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