Idrogeno quale additivo? Scoperto dalle Iene forse ora parte.

Da anni sul web si parla del sistema di produzione a bordo dell’idrogeno da usare come additivo di benzina o gasolio per far risparmiare carburanti ed abbattere l’inquinamento fino al 90%.

idrogeno Noi ne avevamo parlato nel luglio 2013 con questo articolo  ed avevamo collezionato poco più di un migliaio di visualizzazioni.

Facemmo anche una verifica filmata visibile qui

Due giorni fa c’è stato un servizio di Viviani delle Iene su Mediaset. Il link del sito ha già raccolto ad ora oltre 200.000 visualizzazioni. Forse qualcosa si muove?

 

ACI Global e l’idrogeno: il soccorso stradale guarda al futuro

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ACI Global ha annunciato in questi giorni la firma di un contratto quadriennale con l’Istituto per le Innovazioni Tecnologiche (IIT) di Bolzano per l’assistenza stradale alle prime vetture a idrogeno in Italia che entreranno in circolazione il prossimo 29 agosto nella provincia di Bolzano.
Inoltre, ACI Global sarà per l’Italia l’Assistance Partner del progetto HyFIVE, la più importante iniziativa europea che porterà 110 automobili a idrogeno sulle strade di tutta Europa: da Londra a Stoccarda, da Bolzano a Copenaghen, passando per Monaco e Innsbruck.

“L’accordo si colloca nel contesto della nuova strategia di ACI Global che prevede un’offerta di servizi sempre più attenta alle necessità del Cliente, per anticipare l’evoluzione delle soluzioni di Mobilità, spiega Ludovico Maggiore, Amministratore Delegato di ACI Global. “Infatti, il progetto HyFIVE è innovativo non solo per l’attenzione all’ecosostenibilità, ma anche perché, nell’introdurre nuove formule di motorizzazione, propone modalità originali di utilizzo delle vetture nel medio-lungo periodo”.
Walter Huber, Presidente di IIT sottolinea: “In ACI Global abbiamo individuato un’azienda che conferisce un importante valore aggiunto al nostro progetto, grazie alla sua lunga esperienza al servizio degli automobilisti e alla sua vasta rete di partner internazionali con cui garantisce assistenza non solo in Italia, ma anche all’estero, coprendo così tutto il cosiddetto ‘corridoio verde’ tra Monaco e Modena”.

Il contratto di servizio prevede sia il soccorso stradale, con interventi di dépannage (risoluzione sul posto di eventuali piccoli guasti) o trasporto presso un’officina specializzata, sia l’assistenza al conducente che garantisce il rientro a casa in Italia e all’estero. Da agosto 2014 le vetture potranno essere noleggiate presso IIT per periodi di medio–lunga durata.
ACI Global è da sempre sinonimo di Assistenza Stradale in Italia, garanzia di tranquillità e sicurezza per gli automobilisti. Grande responsabilità per ACI Global, che quest’anno festeggia il 60° anniversario ed è ben consapevole che l’attività di assistenza – oggi più che mai – deve seguire l’evoluzione tecnologica e sociale che progressivamente modifica il nostro modo di vivere, lavorare e viaggiare. Di certo la mobilità sta cambiando e le sue nuove formule (già avviate in tante città, col sostegno delle Istituzioni) cominciano ad essere apprezzate dai cittadini e dalle aziende.
ACI Global, già da tempo fornitore di assistenza ai veicoli elettrici (dal 2013 è partner di TESLA Motor, la più sportiva delle auto elettriche, come Provider di Assistenza in Italia) è oggi protagonista di un ulteriore passaggio evolutivo: il soccorso stradale a vetture a idrogeno, a dimostrazione dell’impegno e della capacità di agire in prima fila per sostenere lo sviluppo di mobilità innovativa ed eco-sostenibile, confermando la propria leadership storica e rilanciandola verso il futuro.

http://www.aciglobal.it

 

 

Scusi, mi fa il pieno d’acqua? Impazza sul web il kit per trasformare l’auto a idrogeno HHO

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Utilizzare free energy per alimentare un motore a scoppio, senza inquinare, dimezzando il consumo di carburante e abbattendo persino i costi della manutenzione del motore. Energia gratuita e svincolata dalle lobbies. È davvero possibile? Secondo qualcuno sì. E sarebbe una grande rivoluzione. Ma secondo tanti altri si tratta dell’ennesima bufala.

Tutto ruota intorno a un kit che porta la produzione dell’idrogeno direttamente nelle automobili. Funziona più o meno così: da una parte entra l’acqua distillata contenuta in serbatoio tipo quello del lavavetri, liquido che rientra attraverso un circuito chiuso. Da un’altra apertura esce invece l’idrogeno che va ha combinarsi attraverso la normale presa d’aria con la miscela di aria e carburante permettendo subito il risparmio energetico e delle tasche.

Ecco perché, spinto dalla impennata del prezzo della benzina e dallo spirito di inventiva degli americani, c’è un interesse sempre maggiore, qui in Italia come all’estero, sulle fantastiche propietà del gas HHO, noto anche come HOH, Gas di Brown, idrossile o ossidrica, che viene utilizzato come additivo della benzina o, in alcuni casi, da solo. Stiamo parlando, infatti, di un sistema di produzione di ossigeno e idrogeno installato a bordo dei veicoli.

La produzione dei 2 gas avviene dall’acqua e verrebbe generata al momento dell’accensione del motore o qualche secondo prima. Ossigeno e idrogeno diventano gas che restano mescolati insieme, ma non si ricombinano, fin quando non entrano nei cilindri ed avviene l’accensione tramite la scintilla della candela o la compressione. Le celle HHO prendono il nome proprio dalla miscela stechiometrica di idrogeno e ossigeno, un composto molto infiammabile che potrebbe essere aggiunto anche al normale combustibile, riducendo così drasticamente i consumi.

Insomma, con queste celle, che non sono altro che dei generatori di idrogeno portatili, con 2, 3 litri d’acqua sarebbe possibile produrre idrogeno già miscelato con il suo comburente nel giusto rapporto, con un consumo elettrico simile a quello di un normale stereo. Ci sarebbe quindi la possibilità di iniettare il gas HHO nel nostro motore, senza che esso modifichi la carburazione. Come? Ce lo spiega in uno video caricato su youtube un meccanico di Nettuno, nei pressi di Roma, che dichiara di essere in grado di montare nel motore dell’auto un Kit che la trasforma in una vettura ecologica ad idrogeno. Il tutto per la modica cifra di 500€ circa, compreso il montaggio. Una spesa irrisoria se si considera l’enorme ritorno in termini ambientali e di risparmio, visto che, a detta del meccanico, così si possono risparmiare fino al 70% dei consumi in carburante, che si tratti di benzina, di diesel o di gpl.

E facendo una rapida ricerca online ci si imbatte in moltissimi tutorial, soprattutto in inglese, che spiegano come realizzare  dei kit HHO artigianali, ci sono siti e persino una pagina facebook  dedicati interamente a loro. Ma si trovano anche molte aziende che li commercializzano, come la HHO Plus  , che promette 1 Litro al minuto con assorbimento di 12 Ampere, o Grisù , un generatore di idrogeno per auto, camper, motori termici che fa risparmiare carburante minimo del 20%, installabile e trasportabile su qualsiasi tipo di veicolo.

Certo, la tecnologia del gas HHO è ancora considerata sperimentale, ma secondo molti questo additivo potrebbe davvero contribuire ad aumentare il chilometraggio e la riduzione delle emissioni nocive.

Eppure non mancano gli scettici, che fanno notare come per produrre idrogeno potrebbe servire più energia di quella che poi si genera. Come si evince dalle parole di un utente di un forum, le domande aperte sono ancora molte  : quanta acqua ti devi portare dietro? Quanta energia elettrica usi per il procedimento di elettrolisi? Da dove la prendi? Se hai dell’energia elettrica a bordo, perché invece che farci andare la cella elettrolitica non ci fai girare un motore elettrico, che costa poco? E se invece la devi produrre al momento, quell’energia lì è regalata o si sottrae a quella della detonazione? E poi c’è chi si chiede: da dove prendiamo l’acqua necessaria, bene sempre più prezioso? Insomma, ci sono ancora molte domande e poche risposte. Proprio come fu per il miraggio dell’auto ad acqua promessa a breve sul mercato.

 Roberta Ragni

http://www.greenme.it