Attentato al perito assicurativo di Foggia, inflitti 6 anni a mandante ed esecutore materiale

 

Sono stati condannati a tre anni e quattro mesi e due anni e otto mesi di reclusione, i due foggiani ritenuti rispettivamente mandante ed esecutore materiale dell’attentato dell’18 Novembre scorso a Foggia è questo l’esito della sentenza del processo con rito abbreviato che si è celebrato presso il tribunale di Foggia.

I due imputati erano accusati di danneggiamento aggravato e di detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un ordigno esplosivo. Vennero arrestati la mattina del 11 marzo scorso dai carabinieri di Foggia che riuscirono a risalire alla loro identità grazie alle immagini dalle telecamere della videosorveglianza.

Secondo l’accusa il giovane voleva vendicarsi in quanto il perito non avrebbe curato la pratica relativa ad un presunto falso incidente stradale. Dalle telecamere i carabinieri sono riusciti ad identificare uno dei due che tre secondi prima che avvenisse la deflagrazione si è allontanato correndo da via Molfetta. Visionate anche i filmati delle telecamere posizionate nelle vicinanze dell’abitazione di Consalvo quando nel pomeriggio proprio De Stefano consegnò a quest’ultimo una busta contenente l’ordigno esplosivo.

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Leonforte: 49 persone a giudizio per truffa alle assicurazione, anche un medico ed un avvocato

truffa-assicurazioni  ENNA: Sono 49 le persone rinviate a giudizio con l’accusa di truffa ai danni delle compagnie di assicurazione e tra loro ci sono un medico ed un avvocato. Ieri il Gup del tribunale di Enna ha disposto il processo per 49 indagati ed il proscioglimento per altre 24 persone. tra o prosciolti ci sono un medico e 2 avvocati e per uno dei due legali prosciolti è stato lo stesso pm Fabio Scavone a chiedere l’archiviazione. Il processo per i 49 imputati si aprirà il 30 giugno prossimo dinanzi al collegio penale del tribunale di Enna, competente perché è contestata l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. L’inchiesta coordinata dal procuratore capo di Nicosia Fabio Scavone aveva inizialmente coinvolto 160 persone iscritte nel registro degli indagati. Le indagini avevano poi portato al proscioglimento in istruttoria di una novantina di persone accusate a vario titolo di avere organizzato falsi incidenti per riscuotere indebitamente i risarcimenti dalle compagnie assicurative, perché i reati contestati erano prescritti. Secondo le accuse gli indagati avrebbero, a vario titolo organizzato falsi incidenti automobilistici, con falsi danni fisici, per truffare le assicurazioni ottenendo risarcimenti per danni sia fisici sia ai mezzi. Secondo quanto emerso dalle indagini che sono state coordinate dai carabinieri della Compagnia di Enna e della stazione di Leonforte il meccanismo avrebbe coinvolto decine di persone che con la complicità dei professionisti e con l’ausilio di falsi testimoni, ottenevano i risarcimenti. Una situazione andata avanti per anni, fino a quando venne intercettata una conversazione nell’ambito di una inchiesta per traffico di stupefacenti, nella quale due giovani parlando di un debito non saldato dicevano che “avrebbero fatto un incidente”. Gli atti vennero trasmessi alla Procura di Nicosia che ha aperto le indagini. L’udienza preliminare si era aperta a gennaio. Gli imputati non hanno optato per riti alternativi, probabilmente contando sul fatto che diverse ipotesi di reato cadranno in prescrizione prima della conclusione del processo di primo grado. Alcune contestazioni riguardano fatti del 2007. Una ventina i falsi incidenti che sono contestati. Le compagnie truffate si sono costitute parte civile.

Taranto: Falsi incidenti stradali, 180 a giudizio

Schermata-12-2456277-alle-19-3.58.37-300x197  (ANSA) – TARANTO – Oltre 180 persone sono state rinviate a giudizio dal gup di Taranto Martino Rosati per truffa ai danni di società di assicurazioni. Tra gli imputati ci sono anche quattro avvocati e tre liquidatori della società Sinextra che il 14 dicembre del 2010 furono tra i 31 arrestati. Secondol’accusa, gli imputati simulavano incidenti stradali (bici tamponate o pedoni investiti) per ottenere i risarcimenti. Una truffa da un milione e 210mila euro accertata dalla Polstrada.

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