ABI, Associazione degli assicuratori inglesi, mette in guardia sulle auto senza pilota, potrebbero causare più incidenti

google car    La tecnologia della guida automatica può dare ai consumatori un “falso senso di sicurezza”, che porta ad un aumento del numero di incidenti a breve termine, così ha sentenziato l’associazione degli assicuratori inglesi ABI.

L’avvertimento dalla Association of British Insurers nel settore automobilistico va contro la comune convinzione che le automobili a guida automatica porterà ad un minor numero di collisioni perché le macchine non subiscono le distrazioni dei conducenti.

James Dalton, un direttore ABI, ha avvertito che c’è un pericolo: “alcuni incidenti potrebbero essere causati da automobilisti che pensano di poter smettere di prestare attenzione alla strada prima che la tecnologia sia sufficientemente avanzata”.

La tecnologia delle auto senza conducente è da poco uscita in via sperimentale. La legislazione del Regno Unito prevede che permetterà di guidare le auto autonome sulle autostrade nel 2018, mentre la piena autonomia potrebbe essere consentito già nel 2021 nel Regno Unito e altre parti d’Europa.

Dalton sostiene che le auto senza conducente dovrebbero dare una massiccia riduzione degli incidenti stradali, che porterà a un minor numero di morti e feriti sulle nostre strade, ma egli avvisa che “la crescita delle caratteristiche moderne delle auto, come i sistemi di assistenza alla frenata automatica e di controllo della corsia può dare agli automobilisti un falso senso di sicurezza che si rilassano, mentre la loro auto si prende cura di loro”.

Håkan Samuelsson, amministratore delegato di Volvo, lo ha dichiarato in una recente conferenza  che la tecnologia delle auto senza conducente costringerà le compagnie di assicurazione a ripensare i loro modelli di business a causa di una drammatica diminuzione del numero di incidenti stradali nel lungo periodo.

Come faranno i robot a cambiare veramente il nostro mondo? In questo senso, il Financial Times scopre che le persone parlano con i robot e già vivono e lavorano con loro. Sulla base di questo ci chiediamo: sono robot che sono un bene o un male per l’umanità?

Il numero di incidenti stradali è previsto in calo dell’ 80 per cento entro il 2035,  perché le auto autonome non hanno distrazioni, secondo la ricerca negli Stati Uniti.

Il riassicuratore Swiss Re e la società di revisione Here hanno stimato  che la diminuzione dei premi assicurativi sarà di 20 miliardi di dollari quale conseguenza della diminuzione degli incidenti. L’ auto a guida autonoma è il più importante progresso nella sicurezza automobilistica  in questi ultimi anni,  ha detto Håkan Samuelsson di Volvo. “Il settore assicurativo non avrà altra scelta che reagire a queste sfide sismiche al modello di business esistente.”

Volvo ha fissato un obiettivo che nessuno sarà ucciso o gravemente ferito in uno dei suoi veicoli entro il 2020. La tecnologia driverless sarà uno “strumento chiave” nel raggiungimento di questo obiettivo, ha aggiunto.

Dalton ha cercato di minimizzare i rischi per ABI e per le sue aziende associate, dicendo che le case automobilistiche “si trovano ad affrontare le minacce al loro modello di business da giganti della tecnologia come Google e Apple e hanno bisogno di muoversi velocemente per tenere il passo.” Egli ha aggiunto che “ci sarà sempre la necessità dell’assicurazione”.

Peter Shaw di Thatcham Research, che cura i crash test per conto del settore assicurativo, ha dichiarato: “Il pericolo è che la tecnologia si sviluppa, e i driver che diventano più sicuri inizieranno a utilizzarla nelle condizioni non previste. “Il nostro messaggio chiaro è che fino al 2021, i conducenti devono rimanere concentrati e rispettare le regole della strada.”

Testo Originale

Driverless car technology may give consumers a “false sense of security” that leads to an increase in the number of accidents in the short term, a leading insurance trade body has cautioned.

The warning from the Association of British Insurers goes against conventional wisdom in the car industry that self-driving cars will lead to fewer collisions because the cars do not get distracted.

James Dalton, an ABI director, said there “is a danger some accidents could be caused by motorists thinking they can stop paying attention to the road before the technology is sufficiently advanced”.

Driverless car technology is being rolled out in stages. UK legislation is planned that will allow cars to drive themselves on motorways in 2018, while full autonomy could be permitted as early as 2021 in the UK and parts of Europe.

Mr Dalton will tell a London conference on driverless cars on Tuesday that the “potential prize here is a massive reduction in road accidents, leading to fewer people killed and injured on our roads”.

But he will say that “the growth in features like automatic braking and lane assistance systems may give drivers a false sense of security that they can relax while their car looks after them”.

Håkan Samuelsson, Volvo chief executive, will tell the same conference that driverless car technology will force insurance companies to rethink their business models because of a dramatic fall in the number of road accidents over the long term.

How will robots really change our world? In this series, the FT finds out, meeting the robots and talking to people already living and working with them. Based on what we find, we will ask: Are robots good or bad for humanity?

The number of road collisions is predicted to fall by 80 per cent by 2035 because self-driving cars do not get distracted, according to research in the US.

Reinsurer Swiss Re and mapping company Here last month estimated that collision avoidance software would wipe $20bn off insurance premiums because of lower crashes.

“Autonomous driving cars are the single most important advance in automotive safety to be seen in recent years,” Mr Samuelsson will say.

“The insurance industry will have no choice but to react to these seismic challenges to its existing business model.”

Volvo has set a target that no one will be killed or seriously injured in one of its vehicles by 2020. Driverless technology will be a “key tool” in achieving this aim, he added.

Mr Dalton from the ABI sought to play down the risks to his industry, saying that carmakers “are facing threats to their own business model from technology giants such as google and Apple and need to move fast to keep up”.

He added that “there will always be a need for insurance”.

Peter Shaw of Thatcham Research, which does crash testing on behalf of the insurance industry, said: “The danger is that as technology develops, and drivers become more confident, they will start to use it in conditions it has not been designed for.

“Our clear message is that until 2021, drivers need to stay on the ball and observe the rules of the road.”

FONTE: Financial Times

 

Google Car, un sito pubblicherà i rapporti degli incidenti

Google lancia una pagina web che pubblicherà mensilmente un rapporto sulle proprie self driving car

La richiesta di maggior trasparenza da parte di alcune organizzazioni per la difesa del consumatore ha convinto Google a creare un sito dedicato alle proprie auto senza pilota. Sulla nuova pagina web mensilmente verrà pubblicato un resoconto dettagliato, che comprenderà anche gli eventuali incidenti subiti o provocati dalle Google Car, le auto senza conducente sviluppate a Mountain View.

Il primo rapporto di Google relativo al progetto delle self driving car risale al maggio scorso e comprende informazioni sul progetto fin dal suo debutto nel 2009. Da quel rapporto è possibile evincere che le auto della casa di Mountain View hanno percorso a tutt’oggi più di un milione 800mila miglia, restando coinvolte in12 incidenti stradali di lieve entità, nessuno dei quali causato dai mezzi senza pilota.

Oltre che ha rendere disponibile un rapporto mensile sul progetto, il nuovo sito fornisce una visione generale del programma che sta sviluppando Google, includendo informazioni relative all’adattamento necessario per adeguarsi alle esigenze del traffico cittadino.

Un passo quello dell’azienda di Mountain View quasi dovuto in vista anche la intenzione di provare i propri prototipi sulle strade pubbliche della California questa estate. Un dato curioso, relativo agli incidenti subiti della auto autonome di Google è che su 12 riportati 8 sono stati tamponamenti ai danni delle auto senza pilota. Troppa foga dei conducenti umani o eccessiva prudenza del pilota automatico?

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Giorgio Baratto

Google punta sulle assicurazioni auto

googleIl colosso informatico, secondo indiscrezioni, starebbe lavorando su un mega-sito per confrontare e acquistare polizze auto. Il servizio avrebbe già  ottenuto la licenza in 26 Stati americani

Il colosso del web Google è intenzionato a lanciarsi anche nel settore delle assicurazioni auto, attraverso un sito “comparatore” in cui i consumatori possono confrontare i prezzi e acquistare polizze. Il servizio «Google Compare Auto Insurance Services» ha ottenuto la licenza per vendere assicurazioni in 26 Stati americani a nome di sei gruppi assicurativi.

Secondo il Wall Street Journal Google sta lavorando su Comparenow.com, una divisione del gruppo assicurativo britannico Admiral Group che opera in 48 Stati e a Washington DC. Google non rilascia commenti, ma secondo indiscrezioni sarebbe da oltre due anni che il gruppo sta lavorando sul fronte assicurativo.
La strada potrebbe tuttavia essere in salita: da un lato ci sono infatti le compagnie assicurative, che non sembrano gradire l’idea di condividere con il colosso del web tutte le loro informazioni; dall’altro, le autorità competenti potrebbero frenare le mire del gruppo, soprattutto in Europa, per il pericolo di “schiacciare” tutti i rivali.

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Un kit per far guidare l’auto da sola

In California

Una start up americana mette in vendita una tecnologia a meno di 10 mila euro. Funziona soltanto sulle autostrade e su alcuni modelli Audi

kit guidare da sola

Sensori e fotocamere

Si chiama Cruise Automation, è californiana, e dal 23 giugno ha aperto i preordini per RP-1, un kit che aggiunge il pilota automatico alle vetture di serie. Come afferma la casa madre infatti, il kit è in grado di «controllare lo sterzo, l’acceleratore e il freno assicurandosi che l’auto rimanga nella sua corsia di marcia e a una distanza di sicurezza dalla macchina di fronte a voi». Il cuore della tecnologia è il Sensor Pod, un alettone tutto nero che si monta sopra al tetto, all’altezza del parabrezza. Grazie a delle telecamere combinate con dei radar, il Sensor Pod è in grado di «vedere» la strada, rilevare la segnaletica e le vetture intorno a sé, tutti dati che poi invia al computer centrale. Questa scheda di 60 centimetri di lato posta sotto il sedile analizza le rilevazioni e, grazie a un algoritmo, decide in tempo reale quale comportamento adottare, se frenare o accelerare, girare o mantenere la velocità di crociera. Grazie a dei motori infatti riesce a far girare il volante con dolcezza, permettendo quei piccoli aggiustamenti che sono fondamentali per rimanere sulla corsia, muove fisicamente acceleratore e freno mentre le mappe interne conoscono perfettamente i limiti di velocità e le asperità del terreno.

Si attiva con un tasto

Altro pezzo fondamentale è la console dei comandi che viene installata tra i due sedili, dietro al cambio: basta schiacciare il pomello argentato per inserire il pilota automatico mentre un altro tocco lo disinserisce lasciando a noi i comandi. Niente di più facile. Come sempre nel caso dell’alta tecnologia, non poteva mancare un’app per smartphone e tablet che mostra i dati di bordo. Sul display vediamo la direzione in cui stiamo andando, la velocità di crociera, le auto rilevate dal Sensor Pod, i cartelli e gli spartitraffico oltre ovviamente alla nostra presenza sulla mappa. Si monta in 24 ore Per montare il tutto bastano 24 ore e poi può essere smontato al volo senza creare problemi alla vettura, a parte i buchi necessari per fissare il Sensor.

Pod sul tetto

Questa tecnologia però ha ancora delle limitazioni. L’RP-1 al momento funziona solo sulle autostrade californiane e può essere installato solamente sulle Audi A4 e S4 realizzate a partire dal 2012. Non sono ostacoli insormontabili e potranno essere superati non appena la startup prenderà piede. Il funzionamento solo sulle autostrade infatti è dovuto al fatto che l’RP-1 ha bisogno di una mappatura del territorio precisa al centimetro, di una rilevazione delle corsie e della segnaletica che va realizzata ad hoc per ogni strada. Anche sui modelli poi si potrà lavorare in futuro: al momento dietro l’idea ci sono solo otto persone e con i primi fondi l’impresa potrà espandersi e studiare nuove automobili e mappare nuove strade. Come un videogioco L’RP-1, insomma, è più facile di un videogioco e il bello è che arriva a un prezzo stracciato e in forte anticipo sui tempi. Diecimila dollari, 7.300 euro, per il kit e l’istallazione sono una bazzecola per un dispositivo del genere. Basta pensare al costo degli optional offerti di diversi produttori per rendersene conto. A quanto pare poi bisogna anche sbrigarsi: la prima tranche di ordini è limitata a soli 50 pezzi.

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Audi porterà il sistema operativo Android sui suoi modelli

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Ces di Las Vegas: le novità dell’automobile
La sfida fra Apple e Google corre in macchina
Audi porterà il sistema operativo Android sui suoi modelli
La Ford presenta un modello a ricarica solare

Fari al laser, vetture senza pilota, sistemi operativi open-source e pannelli solari sul tetto. Al Ces di Las Vegas – al via il 6 di gennaio – l’automobile è protagonista insieme ai giganti dell’hi-tech. A dire il vero succede da un po’ di tempo che i produttori scelgano la fiera del Nevada come vetrina di inizio anno, nonostante la vicinanza con il Salone di Detroit che parte il 13.

UN BUSINESS DA 10 MILIARDI DI DOLLARI -Mai come quest’anno la presenza è così massiccia: un quarto degli espositori sviluppa software e hardware per l’industria automobilistica, spiegano gli organizzatori. Perché il giro d’affari è enorme: 11 miliardi di dollari l’anno, una percentuale che cresce di anno in anno a ritmi del 20%. La parola d’ordine è integrare: trasformare l’automobile in un centro «sempre connesso» capace di veicolare informazioni all’esterno, ad altre vetture per esempio (per segnalare una coda o un incidente) o in grado di dialogare con semafori e altre infrastrutture (per ridurre il traffico e gli incidenti).

Ces, tutte le novità delle Case automobilsitiche

LA SFIDA DEI SISTEMI OPERATIVI- Fra gli annunci più importanti di Las Vegas c’è l’accordo, anticipato dalWall Street Journal, fra Audi e e Google per portare in macchina il sistema Android. È la risposta alla Apple che ha già rapporti con diverse Case, fra le quali General Motors, Bmw e Mercedes, per rendere disponibili le app e i comandi vocali di Siri nell’abitacolo attraverso la piattaforma «iOS in the car». Che funziona con gli schermi touch o con la voce. Ma della partita è anche Microsoft, che rispetto alle concorrenti è entrata nel settore automotive molto prima. Insieme alla Ford ha realizzato «Sync» nel 2007: secondo il costruttore di Detroit entro l’anno prossimo saranno 15 milioni le vetture che ne saranno dotate.

LE NOVITA’-E sempre dalla Ford arriva un prototipo a celle fotovoltaiche montate sul tetto, capace di ricaricare le batterie in quattro ore. Mentre l’Audi, sempre al Ces, mostrerà la coupé Sport Quattro con i fari al laser. Sono più piccoli dei Led ma illuminano meglio. Una tecnologia che potrebbe debuttare presto sulle auto di serie.

02 gennaio 2014

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Corriere. It

Nissan, Mercedes e Volvo, sfida tra giganti per l’auto che guida da sola

Nissan, Mercedes e Volvo, sfida tra giganti per l'auto che guida da sola  Infilarsi nel parcheggio, scendere dal sedile e aspettare che la Volkswagen trovi posto. In quest’ordine. E senza conducente. I puristi del volante non gradiranno, ma i colossi delle quattro ruote stanno ingranando sull’auto che guida da sola. Apre le danze dal punto di vista commerciale Nissan, che ha già fissato per il 2020 il lancio di una gamma di vetture “autonomous driving”, a guida autonoma. Nissan si inserisce nel filone della giuda automatica, che ha destato l’interesse di case automobilistiche di prima grandezza come, ad esempio, Mercedes, Volvo, Toyota, gruppo Volkswagen e di produttori di tecnologie e componenti come Bosch ma anche di colossi dell’h-itech come Google.

 

La “macchina di Google?” C’è già
Forse non ce ne siamo accorti, ma mentre molti sognano la macchina di Google che guida tutta da sola, quella che invece si ferma senza il nostro intervento o che parcheggia autonomamente in uno spazio davvero ridotto c’è già. E non è una top car: almeno non solo può anche essere una semplice utilitaria come la Fiat 500L o la Panda equipaggiate con un dispositivo semplice ed efficace: il City brake control che riconosce la presenza di altri veicoli o di ostacoli posti di fronte alla vettura e frena automaticamente quando il guidatore non interviene. Una magia digitale ottenuta con un’intelligenza di software e silicio aiutata da occhi elettronici di un radar. Tutta roba fina che anni fa poteva essere nell’equipaggiamento solo di una superammiraglia come, la Classe S, la Bmw Serie 7 o l’Audi A6. Invece, adesso un monovolume medio come la Citroën C4 Picasso dispone del sistema che tiene d’occhio lo sconfinamento di carreggiata e soprattutto esibisce un cruise control attivo che mantiene la distanza di sicurezza.

 

Nissan, sette anni al futuro
Sette anni d’attesa. La data c’è, e l’ha fissata Nissan. La casa di produzione automobilistica numero due in Giappone ha annunciato il lancio di una serie di automobili “autonomous driving” nel 2020. L’antipasto è stato servito al «Nissan 360» di El Toro, in California, per l’ottatesimo compleanno della società. Le vettura “self-driving” potrà viaggiare in autonomia sulle corsie autostradali, restando in carreggiata e azzerando il rischio di collisioni. L’integrazione con il navigatore permetterà di individuare e seguire il tragitto prestabilito. E sempre un’integrazione, tra scanner e intelligenza artificiale, perfeziona i margini di sicurezza al volante. Lo scanner, installato sulle vetture, registra e segnala pericoli, situazioni a rischio e cartelli stradali; i sistemi di AI reagiscono di conseguenza, aggirando gli ostacoli.

 

Classe S, ammiraglia con occhio 3D
L’ammiraglia Mercedes-Benz accelera sulla guida sicura che “maneggia” code e stop and go. La Classe S, da sempre apripista delle tecnologie sulle quattro ruote, ha ottimizzato la sicurezza attiva e passiva con un sistema di telecamere stereoscopiche e sensori radar multimodali. La telecamera, con “vista” a 360 gradi, mette in allerta i freni quando individua passanti o traffico perpendicolare. E lo stop and go? Lo si intuisce dal nome: l’optional, che in Germania costa circa 2.700 euro, consente alla vettura un “governo automatico” sulle basse velocità (tetto di 60 orari). L’auto segue la vettura che la precede in corsia, accelerando e rallentando a seconda delle esigenze.

 

Da Bmw a Volvo, l’auto si parcheggia (e sterza) da sola
Addio ad ammaccature e manovre in spazi angusti? Bmw, Bosch e Volkswagen stanno lavorando su dispositivi per il “parcheggio automatico” dell’auto. La BMW progetta di includere nelle vetture Serie 5 un vero e proprio assistente di guida informatico, che sistemi l’auto negli spazi senza urti o movimenti frettolosi. La Robert Bosch ha sperimentato un meccanismo analogo nel suo quartier generale di Stoccarda. E la Audi sta sviluppando un sistema che consente di abbandonare il volante e aspettare che la quattro ruote si “accasi” dove più conviene.

Anche la Volvo si immette nella corsia dell’autonomous driving. E non solo per i sistemi di autoparcheggio. La casa automobilistica di Göteborg introdurrà una tecnologia per il freno automatico che individua ostacoli in condizioni di scarsa visibilità. Il Suv, inoltre, resta sempre in carreggiata grazie a un sistema che percepisce dove finisce l’asfalto.

La Stella a tre punte scommette tutto su Android

Nuovi servizi Google da metà 2013 con la Digital DriveStyle App

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Ha fatto capolino anche Mercedes-Benz, e si tratta di una primizia assoluta, in occasione dell’edizione 2013 della Google I/O Conference, evento che dal 2008 raduna ogni anno a San Francisco migliaia di sviluppatori che lavorano sulla piattaforma Android. E proprio sul sistema operativo mobile del colosso di Mountain View, con la quale ha in essere da tempo una collaborazione, la casa tedesca ha puntato con decisione per aggiornare l’offerta di servizi e funzionalità contenuti nella nuova versione della Digital DriveStyle App.

A bordo delle vetture della Stella a tre punte, sin dalla prima metà del 2013, troverà infatti posto come accessorio (per quasi tutte le attuali serie di Mercedes-Benz, fra cui la sportiva SL) il Drive Kit Plus, soluzione che combina uno smartphone ed apposita applicazione per una speciale app per abilitare la completa integrazione del dispositivo mobile con il sistema di infotainment dell’auto.

Le proprietà messe a disposizione degli automobilisti dalla Digital DriveStyle App sono le seguenti: visualizzare a display funzioni dello smartphone suddivise nelle categorie “Social”, “Media” e “Luoghi” e gestirle in tutta sicurezza durante la guida attraverso il controller del sistema Comand e l’assistente personale digitale a comando vocale.
In occasione dell’evento californiano, il costruttore ha quindi messo in mostra le possibilità offerte dalle Google Places Api abbinate al concept della Digital DriveStyle App e quattro nuove funzioni di infotainment.

La prima di queste permetterà di cercare indirizzi o mete speciali in modo ancora più veloce e direttamente dal computer di bordo, grazie ad un sistema intelligente di completamento automatico delle parole. La seconda consentirà di esplorare le destinazioni di navigazione con Google Maps, sia come rappresentazione in 3D degli edifici (con Street View) che sottoforma di indicazioni cartografiche.

Le altre due opzioni che arricchiranno il carnet di servizi tecnologici “in car” di Mercedes, infine, riguardano la visualizzazione delle mete speciali con il sistema di valutazione a stelle di Google e con l’indicazione degli orari di apertura (oltre che con le immagini caricate dagli utenti) e l’integrazione di Google Traffic Map. Quest’ultima funzione indica al guidatore i dati relativi al traffico in tempo reale, segnala percorsi alternativi liberi oppure suggerisce di calcolare un eventuale ritardo a causa del traffico intenso.