L’alcoltest è “impreciso”: il giudice ordina la perizia

Veneto: Sacile, l’automobilista aveva usato colluttorio. Le due prove diedero un esito di differenza abissale. Spilimbergo, l’ospedale non chiama l’avvocato per la prova: assolto un 32enne

E’ invece acclarato che un automobilista non può essere sottoposto ad alcoltest in ospedale, attraverso un prelievo ematico, se non informato che può avvalersi della presenza di un avvocato difensore. E, infatti, in questo caso, lo stesso giudice ha mandato assolto l’imputato, che si era opposto a decreto penale di condanna.

Il primo caso è avvenuto a Sacile, il secondo a Spilimbergo.

Era il 14 luglio 2013 quando una ventiduenne di Vigonovo di Fontanafredda, al volante della sua auto, era stata sottoposta ad alcoltest dalle forze dell’ordine: il valore riscontrato alle 2.37 fu pari a 1,72, mentre sei minuti dopo a 1,54.

Denunciata per guida in stato di ebbrezza, fu destinataria di un decreto penale di condanna pari a 15 mila 700 euro di ammenda, di cui 15 mila in sostituzione di due mesi di arresto, con la sospensione condizionale della pena e la sospensione per due anni della patente di guida.

L’avvocato Luca Donadon ha appellato il decreto davanti al giudice monocratico Eugenio Pergola, puntualizzando che la sua assistita prima di guidare aveva effettuato degli sciacqui con del colluttorio e sollevando la perplessità sulla discrepanza dei valori rilevati in soli sei minuti.

«Una strumentazione che in sei minuti passa da 1,72 a 1,54 non si ritiene possa essere definita affidabile. Gli stessi carabinieri di Sacile dovevano accorgersi che la strumentazione Alcoltest Drager MkII 7110 dava risultati assolutamente inaffidabili e contra legem in quanto la norma prevede che la rilevazione dovrà dare due determinazioni concordanti».

Il giudice ha quindi firmato un’ordinanza con la quale ha chiesto ai carabinieri di fornire indicazioni sull’apparecchiatura, sul suo collaudo e successivi controlli, sugli esiti di alcoltest precedenti e antecedenti l’episodio contestato. L’udienza è stata quindi rinviata a ottobre.

Assolto perché il fatto non sussiste, invece, un 32enne di Cosa di San Giorgio della Richinvelda, denunciato dai carabinieri di Spilimbergo per guida in stato di ebbrezza. A seguito di un incidente, il 21 luglio 2012, era stato portato all’ospedale di Spilimbergo perché ferito.

Lì fu sottoposto ad alcoltest tramite prelievo di sangue, ma non fu informato dal personale medico che poteva avvalersi della presenza di un avvocato. Anche in questo caso si trattava di appello contro un decreto penale di condanna pari a 33 mila euro.

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In arrivo la APP di Periti Auto

 mockup_2 Sono in fase avanzate le operazioni per diffondere la APP dei Periti Assicurativi. Conterrà la posizione sul territorio dei Periti Auto registrati che possono intervenire nell’immediatezza del sinistro per “cristallizzare” la situazione e la chiamata automatica di soccorso con l’invio del carro attrezzi o dell’ambulanza nel punto preciso in cui ce n’è bisogno rilevato in automatico dallo smartphone.

Ma vediamo nel dettaglio le funzionalità di questa nuova APP Android / Iphone.

In avvio l’app provvede subito a localizzare la persona, mostrando il livello di qualità di ricezione del segnale (Gps piu’ alto, Wifi medio, 3G meno preciso), anche con la precisione in metri con la quale si segnalerà la posizione dell’utente. Ci sono poi due pulsanti della stessa dimensione:

RICHIESTA INTERVENTO
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e  CHI SIAMO

premendo il pulsante “CHI SIAMO” si apre una pagina di spiegazioni sul servizio, chi ne e’ titolare, ed un disclaimer sulla privacy ed altre informazioni.

Premendo il pulsante dell’ intervento, viene richiesto all’utente se si tratta di sinistro o guasto. In caso di sinistro è data la possibilità, dopo la richiesta di soccorso se necessario, di aggiungere 4 foto georeferenziate ed inserire altre informazioni come ad esempio feriti, eventuali testimoni ecc ecc. e di chiedere se si desidera l’invio di un Perito Auto per “cristallizzare” il sinistro o semplicemente per un aiuto nella compilazione della CAI.

In caso di guasto si va direttamente all’invio di richiesta di soccorso.

La schermata della richiesta di soccorso richiederà :

nome e cognome della persona
targa del mezzo (pre-impostabili)

eventuali note descrittive (che vengono inviate al server per “apertura pratica”) ed un pulsante “invia segnalazione” alla pressione del quale è precompilato un sms da inviare ad un numero verde predefinito, con testo anch’esso predefinito, contenente i dati di localizzazione, nome cognome dell’utente e modello e targa del veicolo. Viene aggiunto anche il dato dell’ IMEI che identifica univocamente il telefonino.

In caso di sinistro, oltre all’ sms è previsto un invio al server delle foto, più i dati dell’utente, targa e tutti i dati inseriti dall’utente. In caso di mancanza di connettività, l’app sospende l’invio fino a che non sarà nuovamente disponibile una connessione ad internet.

E’ previsto, per semplificare la richiesta di soccorso in caso di emergenza,  il censimento della persona  che può inserire nome, cognome, targa del mezzo, da riproporre poi direttamente nella schermata di richiesta di soccorso.

mockup_1 Cari Colleghi Periti Auto, Investigatori, Accertatori, Ricostruttori, Avvocati, Periti R.E., Agenti di Assicurazione, Broker, Patrocinatori, Carrozzieri o di altre categorie legate al mondo dell’Infortunistica Stradale, se siete disponibili ad intervenire nell’immediatezza del sinistro per fare una rilevazione “light” (solo per sinistri senza feriti) con la compilazione della CAI, affrettatevi a registrarvi con gli orari e le zone di reperibilità e l’email, oltre al n° di telefonino ovviamente.

Scarica la App per Android https://play.google.com/store/apps/details?id=it.peritiauto.app

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Sinistri stradali, l’azione giudiziale per il risarcimento diretto elimina le alternative

Giudice di pace di Pozzuoli – Decisione 19 marzo 2014

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In caso di sinistri stradali, la facoltatività del risarcimento diretto e la sua alternatività rispetto alle altre procedure si annulla al momento in cui il danneggiato agisce in giudizio.
Diversa, invece, l’ipotesi in cui la richiesta sia avvenuta unicamente per via stragiudiziale, in questo caso, infatti, il principio della «facoltatività» non viene intaccato, come chiarito dalla Corte Costituzionale. Lo ha stabilito il Giudice di pace di Pozzuoli, con la decisione 19 marzo 2014

Truffa alle assicurazioni in aula ben 108 imputati

brindisi palazzo  BRINDISI – Un altro capitolo delle tante presunte truffe alle assicurazioni si è aperto ieri mattina nel tribunale di Brindisi. Cento e otto gli imputati, tra i quali tre avvocati. Riguarda l’operazione che il 20 luglio del 2010 fu effettuata dalla Polizia stradale di Brindisi. In carcere il presunto capo del gruppo, Angelo Balestra, un carrozziere con officina in via Aniene a Brindisi, il fratello Luciano Balestra, ex dipendente dell’ospedale Perrino, e Pancrazio Vergari, di Cellino San Marco, proprietario di un’officina sempre a Cellino. Ai domiciliari, invece, Angelo Rollo, operaio in un’autocarrozzeria nella zona industriale, Massimo Martucci, Maurizio Rillo e Gianluca Palma, tutti di Brindisi. Tutti gli altri furono denunciati a piede libero.

Trentasei gli incidenti stradali ritenuti fasulli. Il processo è stato aggiornato dopo che il giudice ha sciolto la riserva su una eccezione sollevata dall’avv. Fabio Di Bello.
Gli imputati sono: Rocco Andriulo di Brindisi; Antonio Antico di Ceglie Messapica; Giuseppe Bagnato, di Brindisi; Angelo Balestra, di Brindisi; Luciano Balestra, di Brindisi; Andrea Barbonetti, di Brindisi; Silvia Bellino, di Brindisi; Benedetto Blasi, di Brindisi; Luigi Blasi, di Brindisi; Laerte Braga, di Brindisi; Annamaria Buccarella di Brindisi; Eupremio Canario, di Brindisi; Antonella Castellana, di Brindisi; Iordanka Keranova, bulgara residente a Bologna; Angelo Chiatante, di Brindisi; Carmelo Ciullo, di Brindisi; Stefano Ciullo, di Brindisi; Assunta Corlianò, di Brindisi; Marco D’Aversa, di Brindisi; Giovanna De Fazio, di Brindisi; Massimo De Fazio, di Brindisi; Maria De Leo, di Brindisi; Antonio De Salvo, di Brindisi; Giuseppe De Tommaso, di Brindisi; Salvatore Del Monte, di Brindisi; Francesco Della Giorgia, di Brindisi; Vincenzo D’Ignazio, di Brindisi; Francesco Elia, di Mesagne; Mario Epifani, di Brindisi; Nicola Fabrizio, di Cellino San Marco; Angelo Fortunato, di San Pietro Vernotico; Luca Fortunato, di San Pietro Vernotico; Concetta Francioso, di Brindisi; Francesco Fraticelli, di Brindisi; Barbara Fusco, di Tricase (Lecce); Domenico Gaudino, di Brindisi; Francesco Giglio, di Brindisi; Antonio Greco, di Brindisi; Roberto Greco, di Brindisi; Archimede Guadalupi, di Brindisi; Federica Guerra, di Brindisi; Carlo Landolfa, di Brindisi; Marco Lavino, di Brindisi; Sara Lazoi, di Brindisi; Luigi Leo, di Copertino, Lecce; Massimiliano Leo, di Copertino; Cosima Libardo, di Brindisi; Alessandro Licastro, di Brindisi; Roberto Licastro, di Brindisi; Angela Ligorio, di Brindisi; Sandra Litti di San Pietro Vernotico; Riccardo Lodedo, di Ostuni; Gennaro Lovecchio, di Brindisi; Alessandro Manni, di Brindisi; Angela Marra, di Cellino San Marco; Cristian Martina, di Mesagne; Massimo Martucci, di Brindisi; Giuseppe Mazza, di Brindisi; Vito Miceli, di Brindisi; Manuel Mignogna, di Alatri (Frosinone); Anna Muccio, di Brindisi; Ilaria Muccio, di Brindisi; Giovanna Murgia, di Brindisi; Damiano Napolitano, di Brindisi; Gianluca Narcisi, di Brindisi; Antonio Olimpio, di Brindisi; Vittorio Olimpio, di Brindisi; Giuseppe Ordinanza, di Brindisi; Gianluca Palma, di Brindisi; Diego Perrone, di Brindisi; Cosimo Pignataro, di Brindisi; Cristian Quarta, di Varese; Giuseppina Quarta, di Brindisi; Antonio Ragusa, di Brindisi; Mauro Rametta, di Brindisi; Pietro Randino, di Brindisi; Maurizio Rillo, di Brindisi; Antonio Rizzello, di Veglie (Lecce); Carmine Rizzello, di Lecce; Angelo Rollo, di Brindisi; Maria Rollo, di Brindisi; Giuseppina Romanelli, di Brindisi; Paola Rosa, di Brindisi; Daniela Rosafio, di Brindisi; Santino Rosafio, di Brindisi; Giuseppina Rospi, di Brindisi; Marco Rospi, di Brindisi; Federico Sarcinella, di Brindisi; Gianluca Schirinzi, di Brindisi; Luigi Salvatore Sergi, di Brindisi; Gianluca Sgura, di Brindisi; Angelo Spagnolo, di Brindisi; Filomena Turi, di Brindisi; Antonio Vergari, di Brindisi; Pancrazio Vergari, di Brindisi; Fabio Vinci, di Brindisi; Angelo Zimbari, di Cellino San Marco; Davide Zimbari, di Mesagne; Elvira Zullino, di Brindisi; Gianluca Re, di San Donaci; Silvestro Tafuro, di Brindisi; Ivano Nani, di Brindisi; Luana Curto, di Brindisi; Luca Altavilla, di Brindisi; Damiano Licciulli, di Brindisi; Roberta Lamarina, di Brindisi; Anna Manni, di Brindisi; Andrea Iunco, di Brindisi. [Pi. Arg]

Esercizio abusivo della professione di Perito Assicurativo

Manifestazione oggi a Napoli davanti alla sede del Giudice di pace.
I  periti manifestano per le nomine di CTU date a soggetti non iscritti.
Video http://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=lKs7bCHc1Zk&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DlKs7bCHc1Zk%26feature%3Dyoutu.be

Le microlesioni: Tabelle fìsse ma il giudice può concedere di più

Colpo di frusta (2) Imc  Per situazioni particolari il risarcimento può essere alzato fino al 20%

Decenni di incertezze e polemiche, poi finalmente parametri nazionali. Così il risarcimento del danno biologico di lieve entità ha smesso di essere il principale oggetto di polemica nei dibattiti sulla Rc auto e i suoi alti costi. Resta il problema delle truffe: in questo tipo di danno rientra anche il cosiddetto colpo di frusta, diffusissimo nelle richieste di risarcimento alle assicurazioni. Perciò, dall’anno scorso è obbligatorio che il danno sia dimostrato con un «accertamento clinico strumentale obiettivo».

Il calcolo va fatto su precisi parametri tabellari, fissati dal Codice delle assicurazioni private (Digs 209/2005, articolo 139), che però salvaguarda anche la discrezionalità del giudice: gli da la possibilità di aumentare fino al 20% il risarcimento in situazioni particolari, valutando «con equo e motivato apprezzamento» le «condizioni soggettive del danneggiato».

I calcoli sulle “micropermanenti

Al danneggiato viene riconosciuto un importo che cresce – in modo più che proporzionale – in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità. Il numero di punti viene determinato dai medici in base a una tabella fissata dal Dm Salute del 3 luglio 2003, che attribuisce un punteggio a ciascun tipo di menomazione; il Codice delle assicurazioni prevede l’emanazione di un Dpr, in attesa del quale si continua ad applicare il decreto ministeriale del 2003, “figlio” della disciplina precedente (legge 57/2001).

L’importo da risarcire si calcola applicando a ciascun punto percentuale di invalidità un coefficiente stabilito dall’articolo 139 (che cresce in modo più che proporzionale rispetto ai punti d’invalidità). Al risultato, infine, si applica una riduzione tanto più alta quanto maggiore è l’età del soggetto. Il taglio è dello 0,5% per ogni anno di età a partire dall’11esimo anno di età. Il valore del primo punto è di 791,95 euro ed è soggetto ad adeguamenti annuali in base all’inflazione (variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, accertata dall’Istat). L’ultimo adeguamento è stato fissato col decreto emanato dal ministero dello Sviluppo economico il 6 giugno, che ha previsto un aumento dell’1,1% rispetto al 2012.

Il danno temporaneo

L’articolo 139 regola pure la quantificazione del danno biologico quando è temporaneo: 46,20 euro per ogni giorno di inabilità assoluta. In caso di inabilità temporanea inferiore al 100%, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno. Per esempio, qualora venisse accertata un’inabilità temporanea del 50%, il risarcimento giornaliero sarebbe di 23,10 euro (il 50% dell’importo pieno).

L’accertamento obiettivo

Da aprile 2012, con la conversione in legge del decreto liberalizzazioni (Dl 1/2012, articolo 32, comma 3-quater), il danno alla persona per lesioni di lieve entità non può essere risarcito se non viene dimostrato con un «riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione». Un tentativo di frenare le truffe, favorite del fatto che spesso queste lesioni sono riscontrabili solo con dispendio di tempo e soldi eccessivo in rapporto all’entità del risarcimento.

Secondo le prime stime dell’Ania questa stretta ha funzionato, determinando l’1,1% del ribasso tariffario del 4,5% registrato finora nel 2013 rispetto al 2012. Ma le truffe restano possibili, anche perché ci sono oggettivi problemi tecnico-giuridici nell’applicare l’obbligo di accertamento obiettivo.

Autore: Maurizio Caprino – Il Sole 24 Ore Supplemento

Come si diventa Consulenti Tecnici d’Ufficio del Giudice

COSA E’
Presso ogni Tribunale e’ istituito un albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio del Giudice (CTU): un registro nel quale sono iscritti i nomi delle persone, fornite di particolari competenze professionali e tecniche, alle quali il Giudice puo’ affidare l’incarico di effettuare consulenze, stime e valutazioni utili ai fini del giudizio. Il CTU quindi non esercita mai attività decisoria, che spetta invece esclusivamente al Giudice.

L’albo e’ tenuto dal Presidente del Tribunale e tutte le decisioni relative all’ammissione sono deliberate da un Comitato da lui presieduto e composto dal Procuratore della Repubblica, da un rappresentante dell’Ordine professionale o della Camera di Commercio per coloro che fanno parte di categorie che non sono organizzate in ordini o collegi professionali e, quindi non sono provviste di Albi professionali.

Il Presidente del Tribunale esercita l’attivita’ di vigilanza e puo’ promuovere procedimenti disciplinari (avvertimento, sospensione dall’Albo per un tempo non superiore ad un anno, cancellazione dall’Albo) nei casi in cui il Consulente non abbia adempiuto agli obblighi derivanti dagli incarichi assunti, o non abbia mantenuto una determinata condotta morale e professionale.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Artt. 13 e ss. disp. att. c.p.c.; artt. 66 e ss. disp. att. c.p.p.

CHI PUO’ RICHIEDERLO
Possono essere iscritti all’Albo coloro che sono forniti di speciale competenza tecnica in una determinata materia e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali e sono animati da spirito di correttezza e trasparenza.

COME SI RICHIEDE e DOCUMENTI NECESSARI
L’iscrizione nell’Albo dei consulenti tecnici del Giudice puo’ essere richiesta mediante domanda al Presidente del Tribunale, nella cui circoscrizione l’aspirante risiede o ha il domicilio professionale. La domanda deve contenere la dichiarazione di iscrizione all’ordine professionale o alla Camera di Commercio, l’indicazione della Categoria e della (o delle) specialita’ prescelte. Per le categorie non previste dagli albi professionali e’ necessaria la previa iscrizione nell’albo dei Periti e degli Esperti, tenuto dalla Camera di Commercio. I documenti da presentare sono:

1) domanda di iscrizione all’Albo, in bollo da € 16,00, con indicazione specifica delle materie richieste;
2) fotocopia del documento di identita’ e del codice fiscale;
3) curriculum vitae firmato (con l’indicazione della propria mail/posta elettronica certificata (PEC));
4) titoli e documenti vari per dimostrare la speciale competenza tecnica e l’esperienza professionale acquisita (titoli scolastici, attestazione di terzi, perizie stragiudiziali o consulenze di parte comprovanti lo svolgimento di attivita’ professionali di tipo valutativo, pubblicazioni).

DOVE SI RICHIEDE
Cancelleria della Volontaria Giurisdizione del Tribunale di apparteneza.
Palazzo di Giustizia
Orario di apertura: dal lunedi’ al sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.00.

QUANTO COSTA

– Marca da bollo da € 16,00 da allegare all’istanza di iscrizione

In caso di accoglimento della domanda di iscrizione, e’ dovuto il pagamento dell’importo di € 168,00 da effettuare mediante bollettino postale sul c.c. n. 8003, intestato all’Agenzia delle Entrate- Centro Operativo di Pescara- tasse di concessione governative.
Nota bene: il mancato pagamento della tassa preclude l’effettiva iscrizione all’albo dei consulenti (art. 13 del D.P.R. 26/10/1972 n.641).

TEMPI
Alcuni mesi

POSSIBILITÀ DI IMPUGNAZIONE
Si

NOTE
Non e’ possibile essere iscritti all’albo CTU di un Tribunale diverso rispetto a quello competente nel comune di residenza o del domicilio professionale.
Gli iscritti all’Albo dei Consulenti del Giudice sono tenuti a comunicare tempestivamente all’ufficio competente la cessazione dell’attivita’ professionale ed il cambiamento dell’indirizzo e del numero telefonico.

Si ricorda che ai sensi dell’art. 15 co. 2° delle disp. att. del c.p.c., NESSUNO PUO’ ESSERE ISCRITTO IN PIU’ DI UN ALBO C.T.U.

Autore: Enrico Lanfossi – Milano – Varese – Lombardia
info@ilportaledelctu.it