eCall, dal 2015 tutte le auto connesse. Ecco perché Vodafone vuole comprare Cobra

Borsa Italiana ha comunicato che, nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto lanciata da Vodafone Group su Cobra Automotive, nella seduta del 31 luglio scorso sono state consegnate 839.403 azioni. Fino a oggi sono state portate in adesione 92.464.667 azioni, pari al 95,264224% dell’ammontare dei titoli oggetto dell’offerta. L’operazione è partita il 7 luglio 2014 ed è terminata il 1° agosto 2014. …

Tra gli articoli che spiegano la strategia abbiamo scelto quello de Il Fatto Quotidiano del
18 giugno 2014 – 10:38

Auto - Tecnologia - Connected Cars ImcIl colosso delle telecomunicazioni ha fiutato un nuovo business: quello delle auto dotate di Sim card per effettuare automaticamente la chiamata d’emergenza in caso d’incidente. Fra un anno e mezzo il dispositivo eCall sarà probabilmente obbligatorio su tutte le macchine nuove vendute nel Continente, un affare da milioni di euro

La Vodafone vuole comprare l’italiana Cobra, azienda che fornisce servizi telematici e di geo-localizzazione a case automobilistiche e assicurazioni: l’operatore telefonico lancerà un’offerta pubblica di acquisto da 145 milioni di euro (1,49 euro ad azione) nelle prossime settimane alla Borsa di Milano, dove la Cobra Automotive Technologies è quotata. L’obiettivo? “Creare un nuovo provider di servizi per le automobili connesse”, ha dichiarato Erik Brenneis, direttore della sezione M2M (machine-to-machine) della Vodafone. “Prevediamo di investire per offrire ai nostri clienti dell’automotive e delle assicurazioni una gamma completa di servizi telematici”.

Nel concreto, questo significa che la Vodafone si sta preparando a soddisfare le richieste dei costruttori che, dall’ottobre 2015, saranno obbligati a immettere sul mercato europeo milioni di “auto connesse”. Vale a dire che, se il Consiglio approverà com’è probabile la legge votata dal Parlamento Europeo lo scorso febbraio, tutte le nuove auto saranno dotate di Sim card per la chiamata d’emergenza: nel caso in cui un veicolo sia coinvolto in un incidente grave, l’auto chiama automaticamente il numero 112 (valido in tutta Europa) e comunica la posizione del veicolo. Secondo la Commissione Europa, si tratta di un dispositivo di basso costo – l’installazione dovrebbe costare meno di 100 euro per auto, comunque a carico dell’acquirente – che permetterà di accelerare del 40% gli interventi dei soccorsi in città e del 50% nelle aree extraurbane. Nel 2012, sulle strade europee sono stati registrati 1,1 milioni di incidenti e 28.000 morti, che sono costati alla società 130 miliardi di euro. Quando il sistema sarà pienamente operativo, secondo la Commissione Europea, si potranno salvare fino a 2.500 vite l’anno. A chi teme che l’eCall violi la privacy, la Commissione risponde che il veicolo non è costantemente tracciato perché il sistema è “dormiente”, vale a dire che si attiva soltanto quando si verifica un incidente o se lo si aziona manualmente per parlare con gli operatori del 112.

Certo è che si apre un enorme business per le compagnie telefoniche: oggi meno del 10% delle auto che circolano in Europa sono connesse, ma secondo gli analisti di Machina Research saranno il 90% entro il 2020. Uno studio della Pyramid Research, invece, prevede che il giro d’affari del settore, in Europa, crescerà dai 226 milioni di euro del 2012 a 1,3 miliardi di euro nel 2018, ed è una stima cautelativa, in un mercato da 12 milioni di auto l’anno. Anche perché ai dispositivi obbligatori per legge si potranno aggiungere altre funzioni: la stessa Commissione Europea scrive che “si prevede che le capacità della piattaforma tecnologica eCall potrebbero essere usate per servizi addizionali, come servizi assicurativi avanzati, rintracciamento dei veicoli rubati, eccetera”. Già oggi alcuni costruttori (come BMW, Mini, Volvo e Audi) offrono dispositivi che, grazie alla Sim card dedicata alla vettura, permettono di ascoltare musica in streaming, navigare sul Web, ottenere informazioni sul traffico in tempo reale e controllare da remoto la posizione dell’auto.

Autore: Claire Bal – Il Fatto Quotidiano (Articolo originale)

Auto: Parlamento Ue, dispositivo e-Call obbligatorio da 2015

Heero(ASCA) – Roma, 26 feb 2014 – I dispositivi di chiamata di emergenza che allertano automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidenti stradali dovranno essere installati su tutti i nuovi modelli di auto e furgoni leggeri entro ottobre 2015. Lo prevede un disegno di legge approvato oggi dal Parlamento europeo, che indica ai fabbricanti di autoveicoli il mese di ottobre del prossimo anno come termine ultimo per installare i dispositivi ”eCall” su tutti i nuovi modelli. Tuttavia, per soddisfare la richiesta delle industrie di concedere piu’ tempo per sviluppare e testare il sistema, i deputati hanno concesso la possibilita’ di posticipare il termine stabilito. In caso di incidenti stradali gravi, il sistema ”eCall” di bordo utilizza il numero telefonico 112 per allertare automaticamente i servizi di emergenza, indicando la posizione esatta per permettere di raggiungere piu’ rapidamente il luogo dell’incidente, salvare vite umane e ridurre la gravita’ delle lesioni. Nel 2012, sono stati registrati 28.000 vittime e un milione e mezzo di feriti a causa di incidenti stradali avvenuti nell’UE. red-uda/

Incidenti, niente paura da oggi arriva l’eCall

Incidenti, niente paura da oggi arriva l’eCall

 Il dispositivo è capace di avvertire automaticamente i soccorsi in caso di sinistro stradale, ed è sul punto di diventare legge. Dall’ottobre 2015 ogni autovettura dovrà averne uno all’uscita dalla catena di montaggio.

L’idea è stata partorita dalla Commissione Mercato Interno del Parlamento Europeo, che il 12 febbraio 2014 ha votato una modifica al progetto legislativo da tempo era all’ordine del giorno. La risoluzione è stata approvata con 34 voti favorevoli, due contrari e un’astensione e sarà ora sottoposta all’approvazione dell’aula parlamentare a Strasburgo nel corso dei lavori nell’ultima settimana di febbraio. Nel frattempo, la Commissione studierà la possibilità di estendere l’obbligo d’istallazione dell’eCall ad altre categorie di veicoli, come gli autobus e i mezzi commerciali.

Superato quest’utimo step, tutto sarà pronto, e le nostre strade saranno senz’altro più sicure. Sì perché, se l’iter andrà come previsto, dall’ottobre 2015 ogni autovettura dovrà essere obbligatoriamente dotata di un dispositivo eCall, capace di avvertire automaticamente i soccorsi in caso di incidente stradale. Verrà installato automaticamente su ogni vettura all’uscita dalla catena di montaggio e rappresenterà una vera e propria rivoluzione per il settore automotive, e anche per la sicurezza della società in generale.

Il sistema si attiva quando il sensore d’impatto dell’airbag entra in funzione e genera una chiamata al numero 112, comunicando l’esatta posizione del veicolo e del passeggero, eventualmente ferito, grazie al sistema di geolocalizzazione satellitare Galileo (GNSS),

il cosiddetto GPS europeo. Ma non è tutto. Il dispositivo può essere attivato anche manualmente, tramite un apposito pulsante, quando ad esempio si assiste a un incidente, senza restarne necessariamente coinvolti: la comunicazione con la centrale di soccorso può avvenire sia attraverso un mero scambio di dati, sia mediante una connessione vocale, che consentirà a un qualsiasi passeggero del veicolo di rispondere a domande sul proprio stato di salute, su quello degli altri passeggeri o di fornire dettagli sull’evento.

“Ho piena fiducia che a partire dall’ottobre 2015, tutti i nuovi modelli di auto disporranno del sistema – ha detto la relatrice del disegno di legge europeo Olga Sehnalova, parlamentare della Repubblica Ceca – che si stima possa contribuire a salvare migliaia di vite ogni anno”.

In Europa, secondo i dati del 2012, sono morte sulla strada circa 28mila persone, mentre i feriti hanno superato quota un milione e mezzo. Gli studi che hanno condotto l’eCall a divenire una priorità dell’UE, con la previsione di estenderlo in tempi brevi anche all’Islanda, alla Norvegia e alla Svizzera, prevedono che l’allertamento precoce delle autorità, relativamente a un sinistro e alla sua esatta localizzazione, consentirà di dimezzare la risposta dei servizi di emergenza nelle aree rurali e del 40% in quelle del reticolo urbano, salvando fino a 2.500 persone ogni anno e a ridurre la gravità delle ferite in decine di migliaia di casi. In caso di grave trauma, infatti, la risposta sanitaria nella prima ora, la cosiddetta golden hour (l’ora d’oro), consente di evitare la morte e di limitare enormemente i danni, offrendo migliori prospettive di recupero. Inoltre, lo scenario dell’incidente sarà ripristinato in tempi più brevi, riducendo il rischio di incidenti secondari (si pensi alle code o ai tamponamenti dovuti a curiosi) diminuendo i tempi di congestione e rallentamenti e riducendo anche il consumo di CO2. In termini finanziari, i costi economici derivanti dagli incidenti stradali ammontano a più di160 miliardi di euro ogni anno e, se tutti i veicoli fossero oggi equipaggiati con il sistema eCall, potrebbero venire risparmiati fino a 20 miliardi di euro all’anno anno.

“L’intera operazione – spiegano poi all’Asaps, associazione amici polizia stradale – non costerà ai cittadini europei nemmeno un centesimo, almeno da un punto di vista formale: il Parlamento Europeo ha infatti più volte ribadito il carattere di pubblica utilità del servizio e per questo dovrà essere accessibile gratuitamente a tutti gli automobilisti, i quali, vista la peculiarità del dispositivo, potranno contare anche su una protezione dei dati ad hoc: nessun veicolo potrà essere sottoposto a una sorveglianza costante e le informazioni inviate alla centrale 112 dovranno riguardare solo la modalità di attivazione, la categoria del veicolo da cui parte l’allarme, il tipo di carburante utilizzato, l’ora del sinistro, la sua esatta localizzazione e il senso di marcia, oltre al numero di cinture di sicurezza attivate”. di SARA FICOCELLI

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L’Europa lancia il progetto HeERO per promuovere l’eCall

Per promuovere il sistema eCall, obbligatorio dal 2015 sulle nuove auto, nove Paesi europei e 40 partner pubblici e privati hanno dato vita al progetto europeo HeERO. E l’ACI ha già presentato i risultati di un progetto pilota. Con la partecipazione del Presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, ieri alla manifestazione Smart Mobility Word tutti i protagonisti hanno illustarto quanto è stato fatto.

Roberto Maroni a Smart Mobility Word

Roberto Maroni a Smart Mobility Word

Salvare fino 2.500 vite umane ogni anno sulle strade d’Europa e risparmiare oltre 20 miliardi di euro di spesa sociale, riducendo fino al 50% i tempi di intervento dei servizi di emergenza a seguito di incidente: questi gli obiettivi del sistema eCall, obbligatorio dal 2015 su tutte le auto di nuova immatricolazione.
Per promuovere il sistema eCall e calibrarne la messa a punto, nove Paesi europei (Italia, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Grecia, Olanda, Romania e Svezia) con 40 partner pubblici e privati tra case automobilistiche, operatori automotive e operatori di telefonia mobile hanno dato vita al progetto europeo HeERO (Harmonised eCall European Pilot), cofinanziato dalla Commissione Europea.

Nel progetto HeERO sono schierati per il nostro Paese l’ACI insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per la Digitalizzazione e l’Innovazione tecnologica nella Pubblica Amministrazione), Magneti Marelli, CRF Centro Ricerche Fiat, Telecom Italia e AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza – Piemonte).

Le potenzialità di HeERO sono state illustrate ieri a Torino in occasione della prima edizione di Smart Mobility World. In questo ambito ACI ha presentato i risultati di un progetto pilota per la sperimentazione del sistema eCall nel nostro Paese, il cui obiettivo è stato quello far emergere le criticità da risolvere per lo sviluppo su tutto il territorio nazionale del sistema. Il test ha visto impegnato nelle scorse settimane un campione di soci ACI Varese, ai quali è stato fornito gratuitamente il dispositivo eCall per simulare alcune situazioni di emergenza con l’attivazione manuale o automatica delle richieste di assistenza. La sperimentazione ha avuto pieno successo: il 90% delle richieste di soccorso è andato a buon fine con un tempo medio di comunicazione centrale operativa – vettura di 15-20 secondi. A Varese ACI ha testato in anteprima nazionale anche sistemi di bCall, in grado di gestire richieste di assistenza stradale a seguito di guasto meccanico. Il 74% di queste tipologie di chiamate si è completata in soli 11 secondi.

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Heero