Rca, Federcarrozzieri boccia il risarcimento in forma specifica

CARROZZIERE FEDERCARROZZIERI  Risarcimento in forma specifica: è l’eldorado delle Assicurazioni. Perché con questa procedura spingono l’automobilista danneggiato a far riparare la macchina in una carrozzeria convenzionata con una Compagnia, anziché in una carrozzeria indipendente. Col chiaro vantaggio di controllare il mercato della riparazione, la manodopera (tempi e costi), i pezzi di ricambio. Che cosa ci guadagnerebbero gli assicurati se questa norma un giorno dovesse diventare legge? In teoria, importanti sconti sulle tariffe Rca. Riduzioni consistenti che non sono mai arrivate nonostante le vecchie norme creare ad hoc dai vari Governi per le Assicurazioni: vedi il record europeonegativo. Ne abbiamo parlato con Davide Galli, numero uno di Federcarrozzieri (riunisce parecchi dei 17.000 carrozzieri indipendenti) e fondatore della Carta di Bologna, oppostosi alla lobby assicurativa, che spinge per introdurre il risarcimento in forma specifica. Norma non arrivata (in gran parte proprio per merito di Galli) col Governo Monti, né col Governo Renzi tramite il decreto destinazione Italia, ma che un gruppo di parlamentari intende riproporre mediante disegno legge o addirittura decreto.

OmniAuto.it: Cos’è un carrozziere?

Davide Galli: “Chi cura la riparazione dopo un sinistro riportando l’auto in sicurezza? Certo è facile, il carrozziere, ma non generalizziamo. Il carrozziere italiano è conosciuto in tutto il mondo per la realizzazione di vetture uniche nel loro design, che spesso hanno fatto la storia di alcuni marchi prestigiosi nel lusso e nelle competizioni. Il carrozziere italiano, con la professionalità tramandata attraverso l’apprendimento di modelli culturali oltre che con una manualità di livello superiore alla media, ha dovuto e potuto nel tempo modellarsi, diventando sempre più riparatore e meno creatore. Il consumismo infatti ha generato negli anni 60/70, una esponenziale crescita di modelli di auto ‘per tutti’ che hanno sensibilmente aumentato il numero degli artigiani carrozzieri riparatori, diminuendo il numero dei ‘creatori di automobili’. Anche la riparazione è un’arte, ma il committente lascia meno spazio alla creatività dell’artigiano e soprattutto meno tempo per l’esecuzione del ripristino. Le vetture, sempre più complesse, mettono a dura prova la competenza dei carrozzieri ìnel ripristinare la vettura, oltre che nella forma estetica anche in quella della piena sicurezza per chi dovrà utilizzarla dopo le riparazioni. Pure le attrezzature, in alcuni casi costosissime, strumenti per il ripristino e la saldatura dei metalli, impianti di verniciatura altamente tecnologici a basso consumo energetico e a basso impatto ambientale”.

OmniAuto.it: Ma in che consiste Federcarrozzieri?

Davide Galli: “Lo stato dell’arte della riparazione da incidente, da qualche anno, prevede alcune limitazioni nel normale andamento del mercato, fuorviando la libera concorrenza attraverso polizze che obbligano l’automobilista a recarsi presso carrozzerie convenzionate dall’assicuratore, pena, in alcuni casi la minaccia di espulsione. Ovviamente alcuni assicurati, timorosi e ignari del proprio diritto di scegliere liberamente il riparatore, diritto sancito dal buon senso prima che dalle norme giuridiche, evitano di recarsi dal proprio carrozziere che da anni offre un ottimo servizio, per favorire il riparatore della compagnia. Ma le riparazioni a prezzi decisi dalla compagnia sono fatte a regola d’arte? Federcarrozzieri è l’unico organismo senza scopo di lucro a rappresentare e tutelare le carrozzerie indipendenti dalle Compagnie, cioè quelle aziende che hanno deciso di essere fiduciarie del proprio cliente e non dell’Assicurazione. Un’associazione composta da soli carrozzieri nata nel 2012 senza scopi commerciali, giovane, snella, dinamica, che non vuole essere contro i carrozzieri fiduciari, ma dare loro la possibilità di essere rappresentati qualora volessero cambiare la loro politica aziendale e diventare indipendenti. Inoltre, gli associati sono raggruppati gratuitamente in un portale di geolocalizzazione destinato agli automobilisti chiamatoMioCarrozziere.it”.

OmniAuto.it: E la Carta di Bologna?

Davide Galli: “Federcarrozzieri è stata coofondatrice della Carta di Bologna, il cui primo obiettivo è la difesa dei danneggiati. È stata presentata l’11 gennaio 2013, durante un convegno con oltre 700 partecipanti. E’ stata promossa da Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada (AIFVS), Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Assoutenti, Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), Commissione RC dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA), Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), Associazione Culturale Mo Bast!, Associazione Valore Uomo, Sportello dei Diritti. Mira alla portabilità delle polizze, alla riduzione del tasso concentrazione sul mercato delle Compagnie, alla reale indipendenza di Ivass e Antitrust, alla rottamazione risarcimento diretto. Vuole la libertà di scelta del riparatore, la libera circolazione dei diritti di credito, la tutela delle vittime con integrali risarcimenti, la libertà di scelta nelle cure, la libertà di valutazione del medico legale. Auspica pene certe per i pirati della strada, maggiore attenzione alla sicurezza attiva e passiva, un’agenzia antifrode in campo assicurativo, la terzietà nella valutazione del danno. I punti sono successivamente diventati una proposta di legge presentata a Roma il 9 aprile 2014 nell’Auletta dei gruppi parlamentari.

OmniAuto.it: La senatrice Vicari spinge per il risarcimento in forma specifica. Abbatterà davvero i prezzi Rca?

Davide Galli: “A nome di Federcarrozzieri, devo comunicare lo sconcerto dei miei associati sulle ventilate norme contenute nel progetto, presentato recentemente dalla senatrice Simona Vicari, progetto che vuole limitare i diritti dei danneggiati, operando confuse modifiche e obbligando il danneggiato a sottostare a una pretesa riparazione in forma specifica accettando tale forma d’indennizzo per tutti i tipi di sinistri. Per le carrozzerie indipendenti, che oggi operano in armonia con i costi e le lavorazioni a regola d’arte, diventa difficile adottare sconti tariffari e tempi di riparazione, come imposti dalle Compagnie nei contratti di fiduciariato che sottostanno al preteso risarcimento in forma specifica. Le carrozzerie indipendenti devono essere libere di esercitare la propria attività con la professionalità che le contraddistingue senza alcuna limitazione, a esclusivo vantaggio dell’automobilista. Non sono di certo i costi delle riparazioni a generare gli aumenti dei costi delle polizze, tantomeno davanti al calo vertiginoso dei sinistri, mentre rimane molto positiva la raccolta premi e l’utile delle Compagnie che in un periodo nero di crisi è lievitato per bene…”.

OmniAuto.it: La senatrice Vicari vuole abolire la cessione di credito al carrozziere indipendente: di che si tratta? Riflessi sui prezzi Rca?

Davide Galli: “Nel progetto Vicari, vorrebbero vietare un atto di autonomia contrattuale tra privati quale la cessione di credito, limitando i diritti dei danneggiati, proprio in questo momento di crisi, dove il malcapitato danneggiato oltre al danno, deve anticipare lui stesso i soldi della riparazione al carrozziere. In alcune polizze infatti, viene vietata la possibilità di cedere il credito alla carrozzeria, che è invece un metodo legale e legittimo, ampiamente utilizzato da tutti i carrozzieri, convenzionati e indipendenti, per consentire all’assicurato di non dover anticipare denaro a fronte della riparazione dell’auto, obbligando spesso l’artigiano a diventare banca della compagnia. Ogni tentativo di limitare la cessione di credito è stato ampiamente bocciato da numerose sentenze della Cassazione. Eliminare la cessione di credito consente all’assicuratore di pagare meno un sinistro: porta utile alla Compagnia, senza che ci siano necessariamente di riflesso benefici sul costo della polizza, e mette in difficoltà il consumatore”.

OmniAuto.it: Di recente l’Ania ha sostanzialmente detto che voi carrozzieri indipendenti siete responsabili di numerose frodi e di lavorare in nero: come risponde?

Davide Galli: “Federcarrozzieri respinge al mittente le gravissime insinuazioni, dichiarazioni oltretutto prive di fondamento. Non sono di certo i carrozzieri quelli noti alle cronache giudiziarie. L’imprenditore artigiano nasce indipendente e la crisi che lo ha avvicinato al fiduciariato. Essere indipendenti vole dire lavorare in armonia con i tecnici (periti) che sistematicamente controllano le lavorazioni, cosa che non avviene sempre con le carrozzerie convenzionate. Il lavoro nero inoltre non è attribuibile alle carrozzerie indipendenti, che per incassare dalle Compagnie utilizzano sistematicamente la cessione di credito, strumento che obbliga la consegna di un regolare documento fiscale a fine lavorazione. Invece, le Compagnie continuano a risarcire direttamente il privato danneggiato poco e male: questo alimenta il mercato delle riparazioni abusive e delle lavorazioni sommarie a discapito della sicurezza. Una tipologia di affari non attribuibili agli artigiani indipendenti, ma alle migliaia di aziende nel sommerso italiano che per noi sono una piaga e una minaccia. Le carrozzerie associate Federcarrozzieri, per esempio, si distinguono per una serie di metodi operativi e protocolli anglosassoni, non normati in Italia, ma che vengono adottati per migliorare gli standard riparativi e la trasparenza nella gestione dei sinistri in ambito Rca. Identificandoci attraverso il nostro codice etico, è nostra intenzione nel breve termine adottare un marchio di qualità, ma soprattutto, assieme ai consumatori adottare un metodo open-source di verifica delle carrozzerie identificate nel marchio”.

OmniAuto.it: Prezzi Rca: ma sono necessarie nuove leggi per vedere riduzioni delle tariffe?

Davide Galli: “Il mercato italiano è nelle mani di poche compagnie che detengono una fetta notevole di mercato. La scarsa concorrenza non porta sicuramente benefici al consumatore, questo è il vero motivo che negli anni non ha generato l’abbassamento delle tariffe . Se vi fosse più concorrenza, si potrebbe godere di migliori prezzi. Sulla Carta di Bologna è stata avanzata una proposta che in Francia ha sicuramente portato benefici al consumatore: la portabilità delle polizze assicurative, possibilità per l’assicurato di confrontare in qualsiasi momento dell’anno eventuali prezzi per abbattere il costo della polizza, come per le tariffe dei cellulari. L’automobilista può disdire il contratto quando vuole. Se intendono ridurre i premi per via legislativa, potrebbero prendere spunto dalla Loi Hamon della Francia. Per quello che riguarda direttamente gli artigiani carrozzieri, i progetti di legge fino a oggi presentati hanno avuto il pretesto del risparmio sui premi assicurativi: una chimera che da oltre un decennio ha giustificato solo misure rivolte ad abbattere i risarcimenti. Sono provvedimenti che rischierebbero di affossare definitivamente il comparto dell’autoriparazione. In un sistema di libero mercato non è possibile obbligare le carrozzerie al convenzionamento di massa, modo elegante per dire con altre parole che si pretende di fare decidere alle Compagnie come e quanto pagare gli artigiani carrozzieri, facendo sì che l’ulteriore riduzione degli esigui margini d’impresa porti solo a un abbassamento degli standard di sicurezza nelle riparazioni”.

Riforma Rc auto: protesta carrozzieri a Roma il 15 gennaio

Per protestare contro la riforma assicurativa, Federcarrozzieri si mobilita. E svela a SicurAUTO.it una ricetta vincente per la Rca

 
carrozziere

Chi ha seguito SicurAUTO.it negli scorsi mesi, lo sa bene: il settore Rca sta per essere rivoluzionato. E contro la riforma voluta dal Governo Letta, attraverso il decreto Destinazione Italia, uno dei più tenaci oppositori (così come lo fu, con successo, contro l’Esecutivo Monti), è Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri. Che giudica “terribilmente negativa per automobilisti e riparatori la riforma Rc auto voluta dal Governo Letta. Dietro la pressione dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni), il ministero dello Sviluppo economico vuole a tutti i costi che questo decreto diventi realtà, e venga poi approvato dal Parlamento“. Stando a Galli, “il decreto mette l’automobilista, vittima di un incidente stradale, nelle mani dell’Assicurazione. Che stabilisce come quando quanto dove e perché risarcire il proprio cliente“.

DUE STRADE, UN OBIETTIVO – Il primo punto che Galli contesta è la Rca che prevede il risarcimento in forma specifica. L’Assicurazione che intende avvalersi del risarcimento in forma specifica comunica entro il 20 dicembre di ogni anno all’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) l’entità della riduzione del premio prevista, in misura non inferiore all’8% della tariffa applicata da quella impresa su base nazionale. Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, da adottare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della futura legge, sentito l’Ivass, sono individuate le aree territoriali nelle quali sono applicate riduzioni del premio non inferiori al 12%. Con quale criterio? Peseranno il numero dei sinistri denunciati, l’entità dei rimborsi, il numero dei casi fraudolenti riscontrati dall’autorità giudiziaria. I dati sono desumibili anche dalla Banca dati sinistri, gestita dall’Ivass. In attesa che arrivi il decreto, si applicano le riduzioni dell’8%. Il danneggiato può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica, individuando un carrozziere diverso da quello indicato dalla Compagnia. La somma corrisposta a titolo di risarcimento non può superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, ed è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Insomma, se la riparazione dal tuo carrozziere ti costa di più (ricordiamo che la manodopora, molto bassa, verrà imposta dalle Compagnie ai carrozzieri fiduciari), la differenza ce la metti tu, di tasca tua. Quindi, non un risarcimento in forma specifica obbligatorio, ma poco ci manca. “Con la conseguenza – denuncia Galli – che la vittima viene dirottata verso il carrozziere convenzionato con la Compagnia. Un riparatore costretto a lavorare con manodopera e ricambi imposti dall’Assicurazione, a discapito di qualità e sicurezza. Il secondo ‘trucchetto’ è l’abolizione della cessione del credito: l’automobilista non potrà più delegare il carrozziere a fare una battaglia legale con l’Assicurazione. Questa se la vedrà direttamente con la vittima. Che in materia di Rca e risarcimenti sa poco o nulla“. Contro un “decreto che taglia fuori i carrozzieri indipendenti, e che offende le vittime della strada“, Federcarrozzieri lancia una mobilitazione generale, sabato 11 gennaio alle ore 10, allo Zan Hotel di Bologna. Per presentare proposte di modifica al decreto di riforma Rca; e per organizzare immediate e lecite iniziative di lotta e di contrasto.

QUALI SOLUZIONI, ALLORA? – Ma SicurAUTO.it ha voluto vederci chiaro, perché spesso è facile criticare e distruggere, senza essere propositivi: abbiamo allora chiesto a Galli qualcosa di più sul settore Rca.

C’è già spazio per un forte calo delle tariffe?
Certo. Mi baso su due dati. Il primo è un dato statistico dell’Istat: nel 2012, si sono registrati in Italia 186.726 incidenti stradali con lesioni a persone. I morti (entro il 30° giorno) sono stati 3.653, i feriti 264.716. Rispetto al 2011, gli incidenti diminuiscono del 9,2%, i feriti del 9,3% e i morti del 5,4%. Tra il 2001 e il 2012 la riduzione delle vittime della strada è stata pari al 48,5%, con una variazione del numero dei morti da 7.096 a 3.653. Il secondo aspetto è che il parco circolante sta drammaticamente invecchiando: questo offre alla Compagnia la possibilità di risarcire poco. In funzione del valore della macchina: se questa costa meno, anche il rimborso è inferiore. Quelle poche vetture nuove sono tecnologicamente molto sicure, così anche i feriti sono diminuiti. Tutto questo è già più che sufficiente per far calare notevolmente il costo di una polizza. Eppure il premier Letta ha dato l’ok al decreto Destinazione Italia. Perché? Per fare un favore all’Ania, visto che la riforma Rca rispecchia le posizioni della Confindustria delle Assicurazioni“.

Ok, ma avete anche una vostra ricetta per migliorare il settore Rca, e per favorire la competitività e la trasparenza nell’àmbito riparazione auto?
Sì. Serve trasparenza con il consumatore, con l’assicuratore. L’idea è semplice: in caso di riparazione, si deve creare una cartella di rete o icloud dove inserire tutta la documentazione fruibile da tutti gli attori. Foto del danno e delle fasi della riparazione certificate e non alterabili, bolla di acquisto dei ricambi, cessione di credito, foglio firmato di noleggio, fattura analitica della riparazione, misurazione assetto pre e post, misurazione telaio pre e post, constatazione amichevole, libretto, polizza“.

Perché, a che serve?
A mettere a conoscenza tutti su tutto, senza segreti e senza inganni. La cartella rimane attiva per sempre e funge da carta d’identità della vettura: si evita l’esborso del danno più volte con una sola riparazione. La stessa cartella andrebbe creata dal carrozziere specialista anche nei casi di non riparazione e di riparazione in economia, per due motivi. Uno, per evitare che il danneggiato richieda di nuovo un risarcimento sullo stesso danno non riparato. Due, per rimettere in sicurezza vetture che normalmente non vengono riparate, ma che sono insicure per chi le guida e per chi le incontra in strada, aumentando l’esborso di danni fisici“.

di E.B.

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