Cara auto, quanto mi costi? Italia ed Europa, fiscalità a confronto

LeasePlan

Rivedere la fiscalità sull’auto aziendale in Italia, con l’obiettivo di raggiungere uniformità a livello europeo. E’ questo l’obiettivo alla base dell’analisi condotta da LeasePlan – operatore attivo nel noleggio a lungo termine e nella gestione delle flotte aziendali – che prende in esame le differenze del settore e mette in luce gli aspetti che indeboliscono il nostro paese.

La componente imposte

In Italia la principale causa di penalizzazione del settore è rappresentata dal costo del carburante, nettamente più elevato rispetto ad altri paesi vicini in virtù del valore variabile delle accise che, insieme al costo industriale e all’IVA, costituiscono le componenti di determinazione del prezzo al consumo.

Un recente  studio  della  Federazione  Italiana  Gestori  Impianti  Stradali  Carburanti  (FIGISC),  ha  messo  infatti in evidenza il trend negativo dell’incremento della componente imposte nel prezzo al consumo della benzina nel periodo 2005 – 2014. In particolare:

– se la media UE ha registrato una riduzione della pressione fiscale di circa 5 punti, l’Italia ha invece visto un aumento di circa 3 punti;

– se in Italia i fattori di aumento del prezzo al consumo del carburante  sono stati per il 49% le imposte e per il 51% il prezzo industriale, nella media UE l’incremento delle imposte ha avuto un peso del 36%.

La deducibilità

Secondo fattore di analisi è rappresentato dalla tassazione ai fini delle imposte dirette e dell’IVA, ossia quando e quanto si può dedurre dal reddito imponibile per IRPEF o IRES o quanto si può detrarre di IVA. Anche in questo caso l’Italia arranca.

Le ragioni vanno viste nel nostro sistema tributario che risulta essere più rigido e più improntato a criteri di presunzione relativa. In Italia, quanto e quando si può dedurre o detrarre, dipende dalla risposta a due domande fondamentali: se il veicolo acquisito è o meno inerente all’attività di impresa ed in quale forma giuridica è svolta l’attività da parte del contribuente.

Nella maggior parte dei paesi europei, invece, i fattori determinanti le misure di deducibilità o detraibilità di oneri e di IVA sono l’inerenza all’attività di impresa e il livello di emissioni di CO2 godendo, i veicoli meno inquinanti, di maggiori agevolazioni fiscali.

In conclusione, nonostante il regime fiscale per le auto aziendali attualmente in vigore in Italia presenti numerosi aspetti critici, il settore del noleggio a lungo termine si sta affermando come modalità preferita dal business, sia grandi aziende, professionisti che PMI.

“Non solo grandi clienti, già da alcuni anni stiamo esplorando anche il canale dello small business e i risultati si vedono, siamo fiduciosi di poter continuare su questa strada. Certo, occorre prima di tutto un cambiamento culturale, poiché  in Italia le piccole aziende sono ancora molto legate al concetto di proprietà e, in secondo luogo, necessitano di maggior  conoscenza del prodotto di noleggio a lungo termine e dei benefici ad esso legati. Un adeguato supporto dal punto di vista della fiscalità potrà sicuramente essere da impulso all’intero settore” commenta Alfonso Martinez, Amministratore Delegato LeasePlan Italia.

ALLEGATI

1) Comparazione detraibilità IVA

Allegato 1

 

2) Comparazione deducibilità oneri di gestione ai fini delle imposte sul reddito

 

Allegato 2

– See more at: http://www.fleetblog.it/2015/03/06/cara-auto-quanto-mi-costi-italia-ed-europa-fiscalita-a-confronto/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+fleetblogNoleggioALungoTermineLeasingAutoNoleggioLungoTermine+%28FLEETBLOG+-+RSS+2%29#sthash.KUTDlcKt.dpuf

A day in the life: Vehicle inspector – Un giorno con: Il Perito Auto Ispettore

perito auto appraiser car

Dealing with drivers is a constant challenge for BCA vehicle inspector Andy Kendall, especially when it comes to signing for a repair estimate that may reach thousands of pounds.
Kendall has been with BCA for more than 16 years, originally starting his career in the bodyshop and then progressing to a vehicle inspector’s role.
He is one of BCA’s 45 field inspectors in the UK, who travel around the country assessing fleet vehicles either on-site or at one of BCA’s auction centres.
Their job is to estimate the total cost to restore and repair a vehicle which is being defleeted, either for the leasing company to use as a guide when setting recharges or for fleets prior to sending vehicles off to auction. All inspectors have a ready-made office in the boot of their car which includes a printer, hand-held devices and camera.
The inspection process
The inspectors use a grading process to assess a vehicle’s body and trim, with grade one being the best condition and grade five indicating that substantial repair work needs to be carried out.
“The whole thing about vehicles going into a bodyshop is time,” says Kendall.
“Time is money in terms of company vehicles, and the grading helps highlight to potential buyers how much work would be needed.
“This is invaluable so our clients know what it is going to cost them to be able to sell the vehicle.” The companies that commission BCA’s inspectors may also have requirements and standards they expect the vehicles to be returned in with their own damage checklist with different associated costs.
There will be slightly different views on wear and tear and damage between leasing companies and manufacturers. On the flip side, some may not charge for things others will.
For example, leasing companies differ on whether they issue a fine when a vehicle’s service history is missing. During a vehicle inspection, all damage is photographed and uploaded into BCA’s reporting system.
Natural light has to be present to be able to carry out the inspection correctly and all drivers are instructed to clean their vehicles beforehand.
If the inspector turns up and the car or van is too dirty, they can refuse to perform the inspection with the charge still payable by the company.
“Dealing with the driver is a particular challenge and getting a signature from them, especially when they are faced with a particularly high bill, can sometimes be difficult,” says Kendall.
“People will deny they have had an accident and say that damage has happened without their knowledge.”
Repair damage promptly and properly
Repair early and professionally is a key message the inspectors try and get through to drivers, stressing the extra costs associated with badly carried out smart repairs or damage that goes untreated.
“Quite often we do come across smart repairs that are not always done well, which then ends up being counter-productive because the client ends up paying more to get the work re-done,” says Kendall.
“The key thing for us in the broader scheme of things is the message to get repairs done early rather than later. In our experience, damage left untreated ends up costing more in the long run and causes more damage when left.”
Wheels, tyres and bumpers are the most common damages, while incidents of air vents damaged by phone holders are becoming more frequent.
Communication is key
“Our role is to deliver a transparent audit trail for the client’s asset so they can see the condition of the vehicle when it came from fleet and decide on how to cost the vehicles back,” says Kendall.
To keep vehicle recharges down, he urges fleet operators to keep communicating to drivers the importance of reporting damage and keeping vehicles in a good condition.
“It is down to good fleet management, monthly checks and good communication to keep the vehicles in good condition,” he said.
“Not having a blame culture is also a good thing, as this can make it easier for drivers to report any damage rather than avoid doing it.”

                                                           TRADUZIONE:

Trattare con i drivers è una sfida costante per l’ispettore di veicoli della BCA Andy Kendall, soprattutto quando si tratta di sottoscrivere  un preventivo di danno che può raggiungere migliaia di sterline.
Kendall è con BCA da oltre 16 anni, ha iniziato la sua carriera in carrozzeria e poi è diventato un Perito Auto Ispettore.
Egli è uno dei 45 ispettori in campo di BCA nel Regno Unito, che viaggiano in tutto il paese per valutare i veicoli della flotta sia presso i clienti che presso uno dei centri di vendita all’asta di BCA.
Il loro compito è quello di stimare il costo totale per ripristinare e riparare un veicolo che viene tolto dalla flotta, sia per la società di leasing per fissare il prezzo di vendita o per le flotte prima di inviare i veicoli all’asta.
Tutti gli ispettori hanno un ufficio pronto all’uso nel bagagliaio della loro auto, che comprende una stampante, dispositivi palmari e macchina fotografica.
Il processo di ispezione
Gli ispettori utilizzano un processo di classificazione da 1 a 5 per valutare la carrozzeria del veicolo e assegnare, con un valore tra 1 per la migliore condizione e il grado 5 che  indica che i lavori di riparazionecon sostituzione del ricambio deve essere effettuato.
“La cosa più importante per i veicoli che entrano in una carrozzeria è tempo”, dice Kendall.
“Il tempo è denaro per i veicoli aziendali, e la classificazione aiuta molto i potenziali acquirenti indicando quanto lavoro sarà necessario.
“Questo ha un valore inestimabile e i nostri clienti sanno cosa verrà a costare loro riparare il veicolo prima di venderlo.”
Le società forniscono agli ispettori della Commissione di BCA calibri di valutazione diversi che indicano come i veicoli devono essere restituiti e danno specifiche checklist con differenti costi da abbinare ad ogni singolo danno.
Ci saranno leggere differenze di valutazione  su usura e danni tra le società di leasing e produttori o NLT. Il rovescio della medaglia è che alcuni non pagheranno riparazioni che altri faranno.
Ad esempio, le società di leasing si differenziano se emettono una penale quando il libretto di manutenzione  di un veicolo è mancante.
Nel corso di una ispezione del veicolo, tutto il danno viene fotografato e caricato nel sistema di reporting di BCA.
La luce naturale deve essere presente per poter effettuare l’ispezione correttamente e tutti i driver sono incaricati di pulire i loro veicoli in anticipo.
Se l’ispettore vede  l’auto o il furgone ed è troppo sporco, può rifiutarsi di eseguire l’ispezione addebitando il costo dell’ispezione alla società.
“Trattare con il conducente è una sfida particolare e ottenere una firma da loro, soprattutto quando sono di fronte a un conto particolarmente elevato, a volte può essere difficile”, spiega Kendall.
“La gente nega di aver avuto un incidente e dice che il danno è avvenuto a loro insaputa.”
Riparare i danni prontamente e correttamente
Riparare presto e professionalmente è un messaggio chiave che gli ispettori cercano di dare attraverso i conducenti, sottolineando i costi aggiuntivi associati con le riparazioni  da fare  o  male effettuate.
“Molto spesso noi incontriamo riparazioni  che non sono sempre fatte bene, e poi finisce per essere controproducente perché il cliente finisce per pagare di più per un lavoro rifatto”, spiega Kendall.
“La cosa fondamentale per noi in linea di massima è il messaggio per ottenere riparazioni fatte presto e bene piuttosto che male o più tardi. Nella nostra esperienza, il danno non trattato finisce per costare di più nel lungo periodo e provoca più costi quando si ripara. “
Ruote, pneumatici e paraurti sono sede dei danni più comuni, mentre gli episodi di prese d’aria danneggiati dai titolari di telefonia sono sempre più frequenti.
La comunicazione è la chiave
“Il nostro ruolo è quello di fornire una linea di controllo trasparente per gli asset del cliente in modo che possano vedere la condizione del veicolo quando è arrivato dalla flotta e decidere come dare il veicoli indietro”, spiega Kendall.
Per mantenere il veicolo in forma, egli esorta i gestori di flotte per mantenere la comunicazione ai conducenti sull’importanza di riportare danni e mantenere i veicoli in buone condizioni.
“Per una buona gestione della flotta sono necessari controlli mensili e una buona comunicazione che obblighi i conducenti a  mantenere i veicoli in buone condizioni”, ha detto.
“Non avendo una cultura di responsabilità  è anche una buona cosa per i conducenti di segnalare prontamente eventuali danni, piuttosto che evitare di farlo.”

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COSTI STORICI DI MANODOPERA DI CARROZZERIA A GENOVA

Periodicamente l’Associazione Carrozzieri della Provincia di Genova rileva e pubblica i costi medi della manodopera di carrozzeria, espressa in €/h + IVA

Questo dato viene adottato anche in sede di CTU su esplicito quesito posto dal Giudice che chiede quale sia  il costo di una data riparazione al costo medio di piazza.

costi manodopera carrozzerie genova

Questo è solo un dato indicativo per le altre piazze, ma per Genova è il dato di riferimento.

C’è da dire che le Compagnie, in fase  stragiudiziale, offrono ai danneggiati importi più bassi, e diversi da carrozzeria a carrozzeria, in base alle indicazioni dei periti che decidono autonomamente di riconoscere un certo valore in base ad una contrattazione col singolo riparatore.

Chi volesse inviare qualcosa di simile per le altre piazze può farlo inviando a info@peritiauto.it . Si accettano contributi solo dai colleghi iscritti oppure nei commenti di questo post.

 

 

 

 

Forma specifica, cessione del credito, scatola nera: ecco cosa prevede la bozza dell’art 8 della riforma Rc auto

Forma specifica, cessione del credito, scatola nera: ecco cosa prevede la bozza dell'art 8 della riforma Rc auto

Riportiamo i punti fondamentali contenuti nella bozza dell’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia” che è entrato oggi al Consiglio dei Ministri per essere approvato
Riportiamo i principali punti sul risarcimento in “forma specifica”, sulla “cessione del credito” e sulla “scatola nera” contenuti nella bozza dell’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia” approvato oggi.

Risarcimento in forma specifica

In alternativa al risarcimento per equivalente, è facoltà delle imprese di assicurazione, in assenza di responsabilità concorsuale, risarcire in forma specifica danni a cose, fornendo idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria. L’impresa di assicurazione che intende avvalersi della facoltà di cui al primo periodo comunica all’IVASS entro il 20 dicembre di ogni anno e, per l’anno 2014, entro il 30 gennaio, l’entità della riduzione del premio prevista, in sede di prima applicazione, in misura non inferiore al cinque per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione.

Nei casi di cui al presente articolo il danneggiato, anche se diverso dall’assicurato, può comunque rifiutare il risarcimento in forma specifica da parte dell’impresa convenzionata con l’impresa di assicurazione, individuandone una diversa; la somma corrisposta a titolo di risarcimento, che non può comunque superare il costo che l’impresa di assicurazione avrebbe sostenuto provvedendo alla riparazione delle cose danneggiate mediante impresa convenzionata, è versata direttamente all’impresa che ha svolto l’attività di autoriparazione, ovvero previa presentazione di fattura. Resta comunque fermo il diritto del danneggiato al risarcimento per equivalente nell’ipotesi in cui il costo della riparazione sia pari

Divieto di cessione del diritto al risarcimento
 L’impresa di assicurazione ha la facoltà di prevedere, in deroga agli articoli contenuti nel libro quarto, titolo I, capo V, del codice civile, all’atto della stipula del contratto di assicurazione e in occasione delle scadenze successive, che il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non sia cedibile a terzi senza il consenso dell’assicuratore tenuto al risarcimento. Nei casi di cui al presente articolo, l’impresa di assicurazione applica, in sede di prima applicazione, una significativa riduzione del premio a beneficio dell’assicurato, in misura comunque non inferiore al quattro per cento dell’importo risultante dalla somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell’anno precedente divisa per il numero degli assicurati nella stessa Regione.

Scatola nera
Se l’assicurato acconsente all’installazione dei meccanismi di cui al quarto periodo, i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione e portabilità sono a carico dell’impresa che deve applicare, all’atto della stipulazione del contratto, una riduzione significativa del premio rispetto ai premi stabiliti ai sensi del primo periodo, non inferiore al 7%


Per completezza riportiamo integralmente qui sotto tutto il testo  13-12-13-art-8-dl-sviluppo-su-r-c-auto

http://www.carrozzeria.it/News-Carrozzeria/Attualita/Forma-specifica,-cessione-del-credito,-scatola-nera–ecco-cosa-prevede-l-art-8-della-riforma-Rc-auto_20131213.aspx

Approvate misure Rc auto – DECRETO LEGGE PER LO SVILUPPO (13 DICEMBRE 2013)

Approvate misure Rc auto

E’ ufficiale, le misure Rc auto del riordino del settore assicurativo sono state approvate. Zanonato: “sconti dal 4 al 10% sulle tariffe rc auto”. Ma gli sconti, da quanto è trapelato, sono rivolti solo a chi sottoscrive la “forma specifica”

Il Consiglio dei ministri ha approvato il piano “Destinazione Italia”, che contiene anche il “pacchetto rc auto” predisposto dalla Vicari. In conferenza stampa il Cdm ha affermato: “Interveniamo con un articolo del dl che avrà come effetto il calo dei costi delle Rc auto e delle frodi. Si tratta di “un intervento significativo, una materia in cui da troppo tempo si aspettavano interventi”.

Il ministro dello sviluppo Economico Zanonato ha dichiarto che, per quanto riguarda le tariffe Rc auto, sono previsti invece sconti in media del 7%, imposti a seconda del comparto e che vanno dal 4% al 10%. “Dobbiamo rendere il più possibile corretto il comportamento degli automobilisti e ribaltare il meccanismo sullo sconto della tariffa”, ha detto il ministro. “Il meccanismo di riduzione della tariffa non è affidato al mercato, ma a un meccanismo obbligatorio. Si introduce la possibilità di avere lo sconto con una scatola nera che documenta il sinistro”.

Gli sconti a cui da riferimento Zanonato (dal 4 al 10%) dovrebbero essere quelli previsti per chi accetterà di farsi riparare il veicolo danneggiato in un`officina convenzionata con la compagnia. Pieno appoggio quindi al risarcimento in “forma specifica”, e conseguente disincentivo a rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia: se il danneggiato scegliesse il suo riparatore, riceverebbe infatti la stessa somma che la compagnia riconoscerebbe alla carrozzeria convenzionata, e dunque tariffe sempre più “ridotte all’osso”. Accettare nella polizza la clausola di risarcimento in forma specifica darebbe all’assicurato diritto a uno sconto sul premio della polizza fissato dal Governo.
Il “pacchetto rc auto” prevede inoltre che le assicurazioni non saranno più obbligate a offrire la scatola nera ai clienti, se lo faranno dovranno concedere uno sconto minimo del 10%

Questo è quanto si desume dalle prime notizie, ma rimaniamo in attesa di chiarimenti.

http://www.carrozzeria.it/News-Carrozzeria/Attualita/Approvate-misure-Rc-auto_20131213.aspx

DECRETO LEGGE PER LO SVILUPPO (13 DICEMBRE 2013)
ART. 8
(Disposizioni in materia di assicurazione r.c. auto)
1. Al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, recante il Codice delle assicurazioni private, continua…13-12-13-art-8-dl-sviluppo-su-r-c-auto

Deducibilità dei costi di manutenzione degli automezzi dell’azienda

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La CTR della Puglia ha accolto l’opposizione di una società ad un avviso di accertamento in rettifica, relativo a IRPEG e ILOR, inerente a due attività: la prima, concernente l’estrazione, frantumazione e composizione di conglomerati cementizi, e la seconda, di riparazione di autoveicoli, Quest’ultima attività, come rilevato dalla Guardia di Finanza, è stata considerata dai giudici di merito “secondaria” dal momento che riguardava gli automezzi dell’azienda. L’Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione assumendo che l’attività scoperta in relazione alla riparazione di una grande quantitativo di veicoli, è tutt’altro che secondaria: riguardava numerose imprese facente parti di un consorzio, con le quali la società aveva stipulato appositi contratti di manutenzione. La Suprema Corte – con l’ordinanza 27458/13 – ha accolto il motivo di ricorso dell’Agenzia delle Entrate affermando che “la deducibilità delle spese per la riparazione e manutenzione di automezzi destinati all’esercizio dell’impresa è subordinata alla dimostrazione, da parte del contribuente, della inerenza di tali spese a beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito stesso, il che invece non avveniva nel caso in esame, atteso che i mezzi non solo non erano individuati, ma soprattutto non venivano indicati come quelli inerenti all’attività produttiva del reddito stesso”.

Fonte: http://fiscopiu.it/news/deducibilit-dei-costi-di-manutenzione-degli-automezzi-dell-azienda

Reti di impresa alla Borsa Mercoledì 11

Mercoledì 11 Dicembre 2013 al Palazzo della Borsa di Genova convegno sulle Reti d’Impresa a cura di “evolgo! – Rete impresa carrozzeria Italia”. Le storie degli imprenditori che hanno deciso di collaborare per resistere alla crisi

Evolgo: Il consigliere Enrico Morando ed il presidente Massimo Tosetti

Evolgo: Il consigliere Enrico Morando ed il presidente Massimo Tosetti

Resistere alla crisi, svilupparsi, trovare nuovi metodi di business e risultare vincenti. Di questo e di tanti altri temi si parlerà al convegno “Una rete tra le reti”Mercoledì 11 Dicembre 2013, dalle ore 10 in poi, presso la Sala delle Grida del Palazzo della Borsa di Genova (Via XX Settembre 44). L’importante appuntamento è organizzato da “evolgo!”, la rete di imprese di carrozzerie che è nata negli scorsi mesi e che già rappresenta un punto di riferimento in Italia, in quanto prima rete di imprese a livello nazionale in ambito Automotive. L’evento è in collaborazione con Assoretipmi, l’Associazione di Reti delle Piccole e Medie Imprese, e ha il patrocinio della Camera di Commercio di Genova, della Regione Liguria, del Comune di Genova e della Provincia di Genova. La partecipazione al convegno è gratuita ma è indispensabile la pre-registrazione.
 Occorre dare cortese riscontro alla Segreteria Organizzativa via telefono al numero 010 255825 oppure tramite e-mail all’indirizzo info@ddkpbridge.it entro e non oltre Lunedì 9 Dicembre 2013.

«Obiettivo del convegno – spiegano gli organizzatori – è quello di incrociare le esperienze delle Reti di Impresa già costituite, ma anche di quelle costituende, per raccogliere spunti utili a migliorare i percorsi di realizzazione, a favorirne lo sviluppo, ad evitare barriere e difficoltà che ne ostacolano crescita e consolidamento». Le istituzioni politico economiche, infatti, hanno individuato le Reti di Impresa come uno strumento che può dare un notevole impulso alla ripresa dell’economia del nostro Paese. Le Reti di Impresa hanno, quindi, i riflettori puntati e le attenzioni anche degli amministratori. In molte regioni sono anche usciti bandi che includono risorse importanti a favore delle Reti di Impresa e della loro crescita. «E’ importante far emergere – proseguono gli organizzatori – quali sono le criticità che incontrano gli imprenditori che si cimentano nella realizzazione di una Rete di Imprese;  come, ad esempio, quelle relative all’accesso al credito,  per evitare di tarpare le ali di quel tiepido entusiasmo che avvolge questi progetti». Durante il convegno, i cinque fondatori di “evolgo!” (Internet: http://www.evolgo.it), Massimo Tosetti – AutoService (presidente),
 Gian Carlo Berto – 
Bertocar (vice presidente),
 Michele Sirio – Carrozzeria 2000 (tesoriere),
 Enrico Morando – Carrozzeria Giardino
 e Giuseppe Pace – Carrozzeria Torino (consiglieri) – racconteranno la loro esperienza, per dare poi spazio a quella di molti altri imprenditori che hanno deciso di collaborare fra loro. Tra le Reti Impresa invitate, e che racconteranno la loro esperienza, ci sono Il Chinotto in Rete di SavonaQui Laigueglia, E-Plus Genova e Ribes, realtà interregionale la cui capofila è Esaote. «Le nostre aziende – dicono i fondatori di “evolgo!” – rappresentano l’essenza della professionalità, dell’esperienza, della storia e della tradizione genovese nell’ambito dell’autoriparazione e ciò che, con questa iniziativa, intendiamo proteggere e sviluppare è un contesto che coinvolge circa 600 aziende sul territorio regionale con più di 2000 occupati». Ma il progetto è ambizioso e i soci prevedono di espandersi anche al di fuori dei confini regionali. “evolgo!” nasce infatti come una vera e propria sfida e vuole contrastare le congiunture negative dell’attuale crisi economica. Gli appartenenti alla Rete vogliono essere protagonisti e non subire passivamente le leggi del mercato.

Il programma.

Apertura dei Lavori e Saluti: Felice Negri Vice Presidente Camera di Commercio e Presidente Confartigianato Ge; Massimo Tosetti, Presidente di “evolgo!”.

“Ruolo ed incentivi per le reti d’impresa nella programmazione comunitaria e regionale”, con Gabriella Drago, Dirigente Sviluppo Economico Regione Liguria

“Le Reti parlano: testimonianze dirette”, con Marco Abaton de Il Chinotto nella Rete; Paolo Buscaglia di Qui Laigueglia, Enrico Botte di Ribes e Giorgia Notari di E-Plus Genova.

“La crisi e le opportunità che essa può generare”, con Gian Carlo Berto, Vice Presidente “evolgo!”- Rete Impresa Carrozzeria Italia.

Tavola Rotonda: “Le strategie per vincere la crisi e il ruolo delle Reti di impresa”, con Renzo Guccinelli, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Liguria; Pippo Rossetti, Assessore Bilancio Regione Liguria; Luca Costi, Direttore di Confartigianato Liguria; Maurizio Scajola, Segretario Generale Unioncamere Liguria; Aldo Caruso di Studio Caruso & Vitale; Gianluca Pozzoli, Direttore BNL Area Liguria; Eugenio Ferrari, Presidente di AssoretiPMI.

A seguire, dibattito. Conclusioni a cura di Massimo Tosetti, Presidente di “evolgo!”. Al termine dell’evento, verrà offerto un aperitivo.

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Assicurazioni, l’Isvap diventa Ivass

29 Ott 16:51

(Finanza.com) Contro l’aumento dei prezzi delle tariffe Rca, arriva l’Ivass. Almeno nelle intenzioni del governo. “Ivass” non è altro che il nuovo istituto di diritto pubblico che si sostituirà ? e ingloberà ? l’Isvap, l’ente di vigilanza sulle tariffe assicurative. Il nuovo organo di vigilanza ha lo scopo di instaurare una vigilanza unica e di intensificare i controlli per abbattere i costi del settore assicurativo e, di conseguenza, delle tariffe. “C’e’ molto da fare in questo settore, perché c’è bisogno di un più attento controllo sulla stabilità finanziaria delle compagnie assicurative e sui cambiamenti di gestione e di governance”, ha affermato a Corriere Economia Fabrizio Saccomanni, direttore generale di Bankitalia e futuro presidente del nuovo ente. “Si pensa spesso che le assicurazioni non corrano rischi o comunque che ne corrano meno delle banche. Non è così, come purtroppo anche episodi recenti mostrano”. L’Ivass diverrà ufficiale il prossimo 4 novembre, data entro la quale si metterà a punto lo statuto e saranno definite le nomine, mentre la piena operatività sarà raggiunta alla fine dell’anno. Il nuovo istituto avrà ampi poteri contro le frodi e migliorerà l’efficienza dei sistemi di liquidazione dei sinistri.