Rc auto non utilizzate nel lockdown, le assicurazioni rimborsino i clienti di Fabrizio Massaro18 giu 2020

Il 50% in meno degli incidenti stradali: è l’effetto del blocco delle attività economiche per il lockdown. A guadagnarci sono state le compagnie assicurative, che hanno risparmiato in media 36-41 euro per polizza. Ora — sottolinea il presidente dell’Ivass, Daniele Franco (che è direttore generale della Banca d’Italia), «se i dati confermeranno la riduzione dei sinistri e, quindi, dei costi per le imprese, ci attendiamo che le misure di ristoro agli assicurati si estendano».

Cala la Rc Auto ma non per i giovani

Dalla relazione 2019 dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni emerge che nel 2019 è continuata la tendenza alla diminuzione dei prezzi della Rc auto:-2,7% a 404 euro (a dicembre 2019, da 414 euro del 2018); negli ultimi sei anni la flessione complessiva è di circa il 22% e, nel confronto internazionale, il divario è passato da oltre 200 a 90 euro, avvicinandosi a Paesi con strutture dei mercato simile all’Italia. Tuttavia — evidenzia il rapporto — in diverse aree del Paese l’offerta continua a registrare prezzi elevati, soprattutto per i contraenti più giovani. I sinistri sono il 6,4% delle polizze, con un costo medio pari a 4.186 euro.

Per i ciclomotori e motocicli, il premio medio Rc ammonta a 271 euro (+2% rispetto al 2018). I sinistri sono il 3,5% delle polizze, con un costo medio pari a 6.302 euro.

I rischi di sottoassicurazione

La pandemia ha portato all’attenzione i rischi della sottoassicurazione, dice Franco: «L’emersione di bisogni diffusi di protezione deve essere rapidamente accompagnata da un’azione di educazione assicurativa che metta in grado i consumatori di valutare quali prodotti possano rispondere alle proprie specifiche necessità e quali operatori possano legittimamente fornirli». In questo contesto «alle compagnie chiediamo di definire prodotti chiari in ciò che offrono e non offrono, scevri da eccessive complessità e non impoveriti da cavilli e clausole di esclusione» .Servono anche nuovi contratti che tengano conto degli impatti della tecnologia e del cambiamento nelle abitudini sulla mobilità.

Nuove regole

L’Ivass ritiene non più procrastinabile un riordino della normativa del settore ed è pronto a fornire il proprio contributo tecnico al fine di accrescere l’efficienza del mercato e promuovere una riduzione dei prezzi meglio distribuita, una migliore qualità dell’offerta e una maggiore tempestività dei risarcimenti.

L’azione di vigilanza

La vigilanza di condotta fa capo in primis agli operatori del settore. L’intervento dell’Ivass non sostituisce i doveri di diligenza di operatori e intermediari ma interviene per ribadire il principio di centralità del cliente. Abbiamo dato attenzione al modo con cui vengono definiti e gestiti i prodotti delle compagnie di assicurazione e la correttezza dei comportamenti nella fasi di distribuzione. La nostra attenzione si concentrerà nella «fase assuntiva»,cioè il momento in cui un’assicurazione viene sottoscritta, faremo in modo che possa emergere la comparazione tra le polizze ma anche alla correttezza nella fase di liquidazione del sinistro.

Il ruolo dell’Arbitro assicurativo

Proseguono le attività per l’avvio dell’Arbitro assicurativo. «Puntiamo a creare uno strumento agile, rapido ed economico, con accesso online e velocità di accesso per consumatori e operatori». È uno strumento che può portare a una tutela rapida ed economica e allo sviluppo della fiducia verso il sistema assicurativo e a una deflazione dei tribunali, dove oggi sono pendenti oltre 300 mila cause pendenti in materia assicurativa.

Le lezioni della crisi

Nuove esigenze di tutela del consumatore sono emerse in una situazione di pandemia, come il temporaneo mancato godimento del contratto, la scarsa protezione del reddito o l’esclusione degli eventi catastrofali, come appunto le pandemie. Una polizza a copertura del reddito avrebbe per esempio potuto fornire un ampio sostegno e rapido sostegno a una ampia platea di contribuenti, sostiene l’Ivass. Secondo l’Istituto vanno esplorate nuove vie che prevedano la cooperazione pubblico-privato per la protezione contro calamità naturali e fenomeni pandemici. «Oggi in Europa non esiste un mercato in grado di coprire i rischi di sospensione del mercato in una fase di pandemia», spiega Franco. Per questo si può individuare anche un ruolo per le istituzioni pubbliche europee. Un modello del genere potrebbe estendersi dalle pandemie ai rischi cibernetici, che non sono di per sé facilmente assicurabili dal settore assicurativo tradizionale. Una collaborazione pubblico-privato sarebbe utile anche nella sanità integrativa. Le assicurazioni possono giocare un ruolo fondamentale nel «green deal» che l’Europa vuole portare avanti e che può fare leva sulla «capacità di investitore di lungo periodo delle assicurazioni», che investono per 11 mila miliardi di euro in Europa, e di questi 950 miliardi vengono da imprese italiane: «Sono masse enormi di risparmio il cui convogliamento può sostenere lo sviluppo di molte attività».

La tenuta del sistema assicurativo e gli effetti della pandemia

Il sistema assicurativo ha comunque tenuto anche in una situazione di pandemia. A fine 2019 l’industria assicurativa italiana si presentava in buona salute: la raccolta premi superava i 140 miliardi (+4% sul 2018) raggiungendo il 7,8% del Pil, soprattutto con attenzione alle polizze di Ramo 1, ma anche una crescita delle assicurazioni danni e vita. Per quanto riguarda gli indicatori di redditività, il Roe ha raggiunto un livello molto elevato, di poco superiore al 12% (in forte crescita rispetto al 6,4% del 2018); i fondi propri – cioè il requisito patrimoniale — erano circa 2,4 volte il requisito minimo di capitale (ovvero un media al 240%). In questo scenario è intervenuto lo shock della pandemia e la recessione, che hanno fatto calare di 25 punti percentuali i patrimoni delle polizze, scesi a fine marzo di 25 punti percentuali rispetto a fine dicembre (dal 235 al 210%).

Il monitoraggio sul patrimonio delle compagnie

Da metà marzo l’Ivass a avviato un monitoraggio periodico – settimanale per i principali operatori – della situazione di solvibilità e di recente lo ha esteso alla posizione di liquidità; sono stati effettuati interventi nei confronti delle imprese che hanno evidenziato coefficiente di solvibilità inferiore al 130% (è il caso di Cattolica Assicurazioni cui l’Ivass ha chiesto un aumento di capitale da mezzo miliardo, ndr). Seguendo le raccomandazioni dell’Ivass, le compagnie non hanno distribuito o hanno rinviato o sospeso dividendi per circa 4,4 miliardi di euro.

Modernizzare la governance

Per assicurare innovazione, solidità ed efficienza nel settore assicurativo — spiega Franco — non bastano le norme ma in ciascuna compagnia sono fondamentali chiarezza strategica, forza finanziaria, robusti sistemi di governance. «Particolare rilevanza assume un assetto azionario forte e trasparente, con un’orizzonte di medio-lungo periodo, consapevole dell’esigenza di dotare le compagnie di solidi processi di governo e controllo, di consiglieri e manager dotati di adeguate professionalità, attenti all’innovazione e alla sostenibilità degli indirizzi strategici e operativi. Negli ultimi anni le compagnie hanno avviato un importante processo di rafforzamento degli assetti di governo ma restano ancora lacune nei processi di governo dei rischi».

La necessità di una riforma a livello europeo

L’Ivass è favorevole a definire in sede europea, in collaborazione con l’Eiopa (l’autorità europea del settore), un pacchetto di misure attivabili in caso di crisi generalizzata e in grado di mitigare in via transitoria i fattori di volatilità e automatismo insiti nella regolamentazione. La crisi ha infatti messo in evidenza l’inadeguato funzionamento del meccanismo di «volatility adjustment» e l’assenza di strumenti nel quadro di Solvency II in grado di fronteggiare le situazioni di emergenza in modo rapido e incisivo.

di Fabrizio Massaro

Video Perizie da remoto? Con ALLYmobile è facile e intuitivo

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Noi di allymobile.it invitiamo tutti alla responsabilità che il delicatissimo momento che stiamo
vivendo richiede e al rispetto del decreto che rende l’ Italia zona rossa.
Per sconfiggere il Covid-19 ci vuole collaborazione, buon senso e rispetto civico.
Evitiamo contatti con altre persone il più possibile, non frequentiamo luoghi affollati, rispettiamo
tutte le indicazioni dateci dal Ministero della Salute e restiamo a casa. Favoriamo la modalità di
smart working tutelando la nostra salute, quella della nostra famiglia e quella degli altri.
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disciplina le modalità di accesso all’attività peritale e lo svolgimento della stessa.
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