Chi giudica le riparazioni a regola d’arte?

Il 22 ottobre c’è stato il primo incontro tra i Carrozzieri di Confartigianato, Ania e Consumatori sulle linee guida delle riparazioni a regola d’arte.

Nell’ambito dell’incontro si è deciso di proseguire il confronto sempre e strettamente trilaterale approfondendo alcuni temi necessari per mettere a punto le regole condivise dai tre schieramenti senza periti, finalizzate a migliorare i servizi di riparazione, tutelare gli utenti e garantire la sicurezza stradale, rimuovere le attuali distorsioni del mercato che penalizzano gli autoriparatori, assicurare la corretta e trasparente informazione dei consumatori su diritti e tutele in materia di qualità del servizio di riparazione dei veicoli. Fregandosene di quanto possano dire i periti, del contributo che dovranno per legge dare su tutto quanto discusso e sulle regole non condivise ancorché condivisibili.

Gli aspetti che saranno oggetto della prossima riunione alla quale ad oggi non mi risulta siano state invitate associazioni di periti è fissata per il 20 novembre.

Si legge nel comunicato di Confartigianato che il prossimo incontro riguarderà le riparazioni a regola d’arte secondo gli standard delle case automobilistiche eseguite solo da aziende abilitate in base alla legge n. 122 del 1992 e successive modifiche, per continuare con gli aspetti dell’innovazione tecnologica dei sistemi e degli strumenti riparativi e con la formazione continua per l’aggiornamento costante delle competenze, in linea con l’evoluzione in campo automobilistico. Di questo ai periti non deve interessare nulla, sono solo dei addetti alle operazioni ausiliarie del traffico che compilano un moduletto di perizia e poi quel che capita non deve interessare loro.

Altri temi che saranno esaminati nel prossimo incontro del 20 novembre riguardano la tracciabilità dell’intervento ripartivo e la carta d’identità dell’automobile e l’uso di componenti, materiali di consumo e ricambi conformi alle normative vigenti.

Chiedo a Confartigianato, Ania ed Associazioni dei Consumatori che partecipano agli incontri di invitare anche le associazioni dei Periti Assicurativi, non per dar loro un contentino, ma per attingere dalla loro professionalità e competenza e per coinvolgerli sin da subito un un’evoluzione che comunque li vedrà coinvolti.

 

 

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DDL CONCORRENZA E RC AUTO : IL DANNEGGIATO HA DIRITTO ALL’INTEGRALE RISARCIMENTO

BOLOGNA, 2 AGOSTO 2017 – Il ddl Concorrenza è legge, a due anni e mezzo dalla sua nascita: il provvedimento interessa diversi settori, inclusa la Rc auto.

“Nel complesso, il giudizio è positivo”, commentano gli esponenti della Carta di Bologna, gruppo che riunisce diverse associazioni in difesa dei danneggiati, degli automobilisti e del libero mercato.

“Per iniziare, la legge Concorrenza ribadisce con forza la libertà dell’assicurato danneggiato che abbia subito un incidente di rivolgersi al carrozziere indipendente”. Resta ferma, dice la normativa approvata definitivamente oggi, la facoltà di ottenere l’integrale risarcimento per la riparazione a regola d’arte del veicolo danneggiato, avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia.

“Una vittoria – evidenzia Federcarrozzieri che della Carta di Bologna fa parte – per i consumatori e gli automobilisti e una sconfitta per chi da anni spinge verso logiche di convenzionamento al risparmio senza riguardo per sicurezza e qualità”. Inoltre, una eventuale norma che obbliga il danneggiato a far riparare il mezzo dall’artigiano imposto dall’assicuratore “sarebbe anticoncorrenziale e illiberale, e avrebbe dato il totale controllo del mercato della riparazione ai gruppi assicurativi”.

Le nuove regole, sottolineano le associazioni della Carta di Bologna, “rappresentano un propellente straordinario per i carrozzieri indipendenti: per loro, la legge Concorrenza è un’opportunità da cogliere, un seme prezioso da coltivare e far crescere, a tutela degli interessi del consumatore e del libero mercato”. Infatti, prosegue la Carta di Bologna, “l’articolo che tutela la libera scelta è una pietra tombale sulle aspirazioni delle lobby che volevano monopolizzare il mercato”.
Con la legge Concorrenza, “viene inoltre garantito il sacrosanto diritto a un pieno ed equo risarcimento delle vittime della strada e dei loro familiari: il danno biologico va rimborsato in pieno, seguendo i corretti parametri imposti dalle tabelle del Tribunale di Milano, e fallisce il tentativo di eliminare il danno morale. Una seconda sconfitta delle lobby, che volevano (e vogliono) dimezzare i risarcimenti solo per incrementare i loro già giganteschi profitti”, spiega la Carta di Bologna.

Non mancano “punti i oscuri nella legge Concorrenza: riguardano i testimoni, la possibilità di fare causa, i presunti sconti per chi ha la scatola nera e per i guidatori virtuosi del Sud Italia – fa notare la Carta di Bologna -. Ma ci sarà tempo e modo per parlare con la buona politica per arrivare a soluzioni favorevoli per il consumatore”.

Carta di Bologna

Evento 9 aprile

Più Concorrenza Più Diritti – Verso una riforma della RC Auto

Mercoledi 9 aprile dalle 10 alle 13.
Roma – Auletta dei gruppi parlamentari
Via di Campo Marzio 74 – Roma

Organizzazioni promotrici:

Mobast
Federcarrozzieri
Associazione Familiari Vittime Strada
Assoutenti
CUPSIT
Associazione Valore Uomo
OUA – Commissione Resposabilità Civile
UNARCA
SISMLA

La manifestazione di gennaio a Bologna e quella di febbraio a Genova, con l’ulteriore tappa di Torino del 29 marzo, sono stati un prezioso tassello per consolidare un movimento composto da artigiani, consumatori, Vittime della Strada e professionisti che si battono per un mercato assicurativo concorrenziale e in grado di garantire le opportunità di scelta del danneggiato di scegliere il proprio medico e il proprio riparatore e di ottenere un giusto ed equo risarcimento.

Il movimento che si è creato ha sparigliato le carte di rappresentanze che ragionano con logiche ambigue o consociative. Le Compagnie assicuratrici, abituate a dialogare solo con gli anelli deboli delle categorie interessate, si sono ritrovate spiazzate. L’inedita coalizione della Carta di Bologna ha fatto comprendere al Legislatore che le proposte avanzate non erano frutto di un ragionamento corporativo ma di una elaborazione complessa e sofisticata di proposte liberali e del tutto in linea con i più recenti orientamenti giurisprudenziali e legislativi sia in Italia che all’estero.

I punti della carta di Bologna diventeranno una proposta di legge che sarà presentata a Roma il prossimo 9 aprile nell’Auletta dei Gruppi Parlamentari, il luogo più prestigioso e ampio per far percepire ai parlamentari la nostra presenza. Sarà un giorno memorabile dove la nostra protesta diventerà una proposta, dove la nostra partecipazione attiva sarà il segno del nostro interesse a proseguire uniti per una seria riforma della RC Auto.

Di seguito il programma provvisorio e il form di registrazione che dovrà essere scrupolosamente compilato per agevolare le procedure di registrazione che saranno gestite dal personale della Camera previa presentazione di un documento di identità.

IL CONVEGNO HA NATURA FORMATIVA

Considerato il luogo è consigliabile (non obbligatorio) indossare giacca e cravatta.

PROGRAMMA DRAFT

9:30 – 10:00 Registrazione
A seguire fino alle 13:00 Rappresentanti delle Associazioni PromotriciProf.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni – Presidente AIFVS Associazione Familiari Vittime della StradaDott. Furio Truzzi – Presidente AssoutentiDott. Stefano Mannacio – Presidente CUPSIT Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali ItalianiDavide Galli – Presidente FedercarrozzieriAvv. Settimio Catalisano – Coordinatore Commissione Responsabilità Civile Organismo Unitario dell’AvvocaturaAvv. Marco Bona – PEOPIL, Pan-European Organisation of Personal Injury LawyersMario De Crescenzio – Presidente MO BAST!Avv. Giuseppe Mazzucchiello – Presidente Associazione Valore UomoAvv. Francesco d’Agata – Portavoce Sportello dei Diritti

Avv. Massimo Perrini – Responsabile scientifico UNARCA

Dott. Giampaolo Bizzarri – Confederazione Libertà del Danneggiato

Prof. Dott. Raffaele Zinno – Segretario SISMLA Sindacato italiano specialisti medicina legale e delle assicurazioni

Ivano Vernazzano – Consorzio fra Carrozzieri della provincia di Genova

Dott.ssa Annamaria Gandolfi – Inretecar

Dott. Enrico Pedoja – Segretario SMLT Società Medico Legale del Triveneto

Dott. Claudio Cangialosi – Direttore SicurAUTO.it

Avv. Matteo Mion – Giornalista Quotidiano Libero

Esponenti politiciDott. Cosimo Maria Ferri – Sottosegretario Ministero GiustiziaSen. Altero Matteoli (Forza Italia) – Presidente Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni – SenatoOn. Daniele Capezzone (Forza Italia) – Presidente Commissione Finanze – CameraOn. Alessandro Bonafede (Movimento 5 Stelle) – Vice presidente Commissione Giustizia – CameraOn Antonio Boccuzzi (Partito Democratico) – Commissione Lavoro – CameraOn. Andrea Colletti (Movimento 5 Stelle) – Commissione Giustizia – CameraOn. Marco Di Stefano (Partito Democratico) – Commissione Finanze – CameraOn. Leonardo Impegno (Partito Democratico) – Commissione Attività Produttive – CameraOn. Giovanna Palma (Partito Democratico) – Commissione Agricoltura – Camera

Sen. Sergio Puglia (Movimento 5 Stelle) – Commissione Lavoro – Senato

On. Mario Sberna (Per l’Italia) – Commissione Finanze – Camera

On. Paolo Russo (Forza Italia) – Commissione Agricoltura – Camera

Moderatore: Tommaso Caravani (Car Carrozzeria)

Promotori della Carta di Bologna

partecipanti all'evento

Aderenti alla carta di Bologna

partecipanti all`evento

partecipanti all`evento

CARTA DI BOLGNA

CARTA DI BOLGNA

Le associazioni dei consumatori chiedono di poter scegliere carrozziere, perito e medico

Le associazioni dei consumatori chiedono di poter scegliere carrozziere, perito e medico       Anche UNC e Confconsumatori si schierano con Assoutenti per chiedere che venga data all’assicurato la facoltà di scegliere carrozziere, perito e medico

Le Associazioni dei consumatori si muovono finalmente nella direzione giusta, affrontando più criticamente le implicazioni che stanno dietro alla riforma della rc auto. Diverse associazioni, in questi mesi, si erano infatti concentrate quasi esclusivamente sull’abbassamento delle tariffe, senza considerare lo “scotto da pagare” per ottenerlo. Voce fuori dal coro è sempre stata quella di Assoutenti, che ha più volte evidenziato come dietro le dichiarazioni su sconti e riduzioni dei premi si nascondesse di fatto una perdita di diritti del consumatore. Portare l’auto dove decide l’assicurazione e farla riparare al prezzo imposto dalla compagnia non vale infatti qualche decina di euro di sconto sul premio. Ora anche l‘UNC (Unione Nazionale dei Consumatori) eConfcosumatori si sono avvicinate alla posizione di Assoutenti, invitando tutti i consumatori ad essere più attentirispetto ai messaggi promozionali delle compagnie assicuratrici che promuovono le loro polizze. Queste associazioni chiedono inoltre di modificare il nuovo disegno di legge sulla rca per dare la facoltà all’assicurato di scegliere, in caso di sinistro, sia il perito che il medico che il carrozziere. Le associazione dei consumatori, inoltre, indicano la principale fonte di abbattimento costi a favore degli assicurati e, cioè, il modulo Consap. Il modulo Consap consente all’assicurato che ha causato l’incidente di rivolgersi alla Consap per avere informazioni circa il pagamento del sinistro e decidere –laddove lo ritenesse opportuno- il rimborso di quanto liquidato dalla sua Compagnia, ovviando in questa maniera al perverso meccanismo del Bonus/Malus, al fine di migliorare la sua classe di merito.

Il tutto senza rinunciare ad un effettivo risparmio. Il progetto ‘Rc Auto, risparmiare si può’, redatto dalla tre associazioni, si pone infatti di offre una panoramica di corrette informazioni a favore dell’utenza, per aiutarla nella scelta della polizza più conveniente in base alle proprie esigenze. Il concetto è semplice: scegliendo una polizza che sia in linea con le proprie necessità si possono abbattere i costi della stessa.

Car Carrozzeria

Le 10 lezioni che ho imparato da Steve Jobs su Life &Leadership

Screenshot 2014-03-01 08.16.58  E ‘un peccato che un visionario come Steve Jobs non stia camminando in mezzo a noi . Questo ricorda veramente a tutti noi come la vita è breve e preziosa. Proprio come non ci sarà mai un altro Parks Rosa , Wayne Gretzky , Nelson Mandela , o Gandhi , non ci sarà mai un altro Steve Jobs . Qui di seguito ci sono dieci lezioni di leadership che ho imparato da Steve nel  breve tempo che abbiamo avuto insieme .

1 . semplificare

Jobs ha chiesto che l’iPod non avesse  alcun pulsante, compreso un interruttore on / off .  Questo sembrava inverosimile  per gli ingegneri che lavorano al progetto,  ma Jobs non avrebbe cambiato idea . Gli ingegneri sono stati spinti ai loro limiti e di conseguenza le loro menti si sono ispirate. Jobs indica “che è stato uno dei miei mantra/focus la semplicità. Semplice può essere più difficile che complesso: Devi lavorare duro per mantenere il pensiero pulito per renderlo semplice. Ma ne vale la pena , alla fine, perché una volta arrivati ​​lì , si possono spostare le montagne . ”

2 . Il potere del ” NO”

Jobs è stato altrettanto orgoglioso dei tanti prodotti che ha eliminato nel corso degli anni, tra quelli che erano stati successi monumentali. A un certo punto ha lavorato sodo su un dispositivo simile al Palm Pilot, ma ugualmente eliminato nel concentrarsi sul mercato della telefonia cellulare. Il risultato fu l’iPod e iPhone. Oggi , la nostra azienda crea mensilmente un elenco “progetti da non fare “.

3 . Il denaro è sopravvalutato

“Essere l’ uomo più ricco del cimitero non ‘  a me importa… andare a letto la sera dicendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso .. questo è quello che conta per me . ”

L’innovazione non ha nulla a che fare con quanti dollari avete destinato alla Ricerca e Sviluppo. Quando Apple si avvicinò con il Mac , IBM stava spendendo almeno 100 volte di più in R. e S. Non si tratta di soldi. Si tratta di persone che hai, come si sta a concentrazione, e quanto si ottiene. [ Fortune , 9 novembre 1998 ]

4 . Non è quello che dici: è come lo si dice

Jobs fu un incantatore anche nelle parole chiave e nei lanci di prodotto. Il “suo” fattore mancante è palpabile quando non è sul palco.

Non tutti i prodotti sono la sua amministrazione stati i più all’avanguardia sul mercato, ma i consumatori percepirono come se lo fossero.  Parte di questo era data dalla segretezza che Jobs pretendeva  intorno ai prodotti . Questo segreto ha alimentato i desideri dei consumatori  per i prodotti, una volta che sono stati pubblicizzati.

Questo è il punto critico – la percezione diventa realtà . Parte del successo di Jobs si è basata sul concetto che ” I vostri clienti sognano una vita più felice e migliore. Non muovere prodotti. Invece percepiscono che quel  prodotto arricchire la vita . ”

5 . Riconoscere le Buone Idee

Jobs e Apple non hanno creato il mouse del computer , il podcasting o il touch screen , ma hanno riconosciuto il loro valore e integrate queste innovazioni nei loro prodotti . A volte non si tratta di inventare la “cosa” si tratta di inventare un modo per rendere la “cosa” migliore .

6 . Evita la Maggioranza

Le azioni di Jobs hanno esemplificato il mantra “se la maggioranza avesse sempre ragione  saremmo tutti ricchi” . Come Henry Ford prima di lui ha indicato « Se chiedo al pubblico quello che vuole direbbe un cavallo più veloce “,  il gruppo di Jobs in genere lo ha evitato e ha dato al pubblico ciò che pensava avesse  bisogno . Questo ha funzionato per la maggior parte del tempo , quando non c’era un’opzione sicura prima del progetto c’erano delle  lezioni con lui .

” Ecco i pazzi , i disadattati , i ribelli , i facinorosi , i pioli rotondi in fori quadrati … perché quelli che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo , sono quelli che lo fanno. ”

7 . Mangia il Tuo Pranzo

C’è un detto nella Silicon Valley che dovete mangiare il vostro pranzo prima che qualcun altro lo faccia . Jobs ha avuto la convinzione di fare questo con l’introduzione di iPhone, ben sapendo che avrebbe come ha cannibalizzare le vendite della nave ammiraglia iPod . Lasciare la strada vecchia  per abbracciare l’ignoto è una vera prova di leadership.

8 . Tendere alla perfezione

La notte prima dell’apertura del primo negozio Apple,  a Jobs non piaceva l’aspetto delle piastrelle così le staccò tutte e le fece sostituire. Anche prima del lancio dell’ iPod ha voluto che tutti i jack per le cuffie fossero sostituiti in modo che fossero più “Cliccanti “.

9 . Piccole Squadre

Jobs non ha voluto che la sua squadra iPhone si conformasse con le nozioni preconcette di tutto il mercato della telefonia mobile e ha collocato la squadra in un edificio separato . Questo urtò alcuni dipendenti che quindi non furono  selezionati, ma i risultati sono inconfutabili .

Il team originale Macintosh aveva 100 membri . Ogni volta che ha raggiunto 101 membri avrebbero dovuto rimescolare e rimuovere qualcuno dalla squadra. la convinzione di Jobs era che lui riusciva a ricordare solo 100 nomi . [ Fonte : Leaner Kahney, The 10 Commandments of Steve,” Newsweek , pagina 35 , settembre 2011]

10 . Segui Il Tuo Cuore

“Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita , avrei voglia di fare quello che sto per fare oggi ? ” E ogni qualvolta la risposta è stata “No” per troppi giorni di seguito, so che ho bisogno di cambiare qualcosa . “E ‘ triste pensare che Jobs è morto alla giovane età di 56 . Eppure la sua eredità vive nelle lezioni che ha instillato in altri, come me .

La mia speranza è che si trovino queste lezioni utili tanto da inserirle nella vostra vita, come ho e comincio a fare io.

10 Lessons I learned from Steve Jobs on Life & Leadership

It is unfortunate visionary Steve Jobs is no longer walking among us. It truly reminds all of us how short and precious life is. Just like there will never be another Rosa Parks, Wayne Gretzky, Nelson Mandela, or Gandhi, there will never be another Steve Jobs. Below are ten leadership lessons that I learned from Steve in our short time together.

1. Simplify

Jobs demanded that the iPod not have any buttons on it; including an on/off switch. This seemed implausibility for the engineers working on the project, but Jobs wouldn’t bend. The engineers were pushed to their limits and as a result the scroll wheel was inspired. Jobs indicates “that’s been one of my mantras — focus and simplicity. Simple can be harder than complex: You have to work hard to get your thinking clean to make it simple. But it’s worth it in the end because once you get there, you can move mountains.”

2. The power of “NO”

Jobs is just as proud of the many products he killed over the years as the ones that were monumental successes. At one point he worked hard on a device similar to the Palm Pilot, but appropriately killed it to focus on the cell phone market. What resulted was the iPod and iPhone. Today, my company monthly create’s a “Don’t Do These Projects” list.

3. Money is overvalued

“Being the richest man in the cemetery doesn’t’ matter to me…Going to bed at night saying we’ve done something wonderful..that’s what matters to me.”

Innovation has nothing to do with how many R&D dollars you have. When Apple came up with the Mac, IBM was spending at least 100 times more on R&D. It’s not about money. It’s about the people you have, how you’re led, and how much you get it. [Fortune, November 9, 1998]

4. It’s not what you say; it’s how you say it

Jobs keynotes and product launches spellbound audiences. The missing “it” factor is palpable when he’s not on stage.

Not all products under Jobs were the most cutting edge on the market, however consumers perceived them to be. Part of this was Jobs overzealous demand of secrecy around products. This secrecy helped feed consumers desires for the product once they were revealed.

That is the critical point – perception becomes reality. Part of Jobs success was based on the notion that “Your customers dream of a happier and better life. Don’t move products. Instead, enrich lives.”

5. Recognize Good Ideas

Jobs and Apple did not create the computer mouse, podcasting or the touch screen, but they recognized their value and integrated these innovations into their products. Sometimes it’s not about inventing the “thing” it’s about inventing a way to make the “thing” better.

6. Shun the Majority

Jobs actions epitomized the mantra of if the majority was always right than we’d all be rich. Like Henry Ford before him who indicated “If I asked the public what they wanted they would say a faster horse,” Jobs typically eschewed focus groups and gave the public what he thought they needed. This worked the majority of the time, when it didn’t it was a chance for him to fail forward into the next project taking the lessons with him.

“Here’s to the crazy ones, the misfits, the rebels, the troublemakers, the round pegs in the square holes… because the ones who are crazy enough to think that they can change the world, are the ones who do.”

7. Eat Your Own Lunch

There is a saying in Silicon Valley that you need to eat your own lunch before someone else does. Jobs had the conviction to do this with the introduction of the iPhone, knowing full well it would and did cannibalize the sales of the flagship iPod. Letting go of the familiar and embracing the unknown is a real test of leadership.

8. Strive for perfection

The night before the opening of the first Apple store, jobs didn’t like the look of the tiles so he had them all ripped up and replaced. Right before the iPod launch job also had all the headphone jacks replaced so that they were more “clicky.”

9. Small Teams

Jobs didn’t want his iPhone team to be muddled with pre-conceived notions around the mobile market and had the team placed in a separate building. While this rubbed some employees the wrong way for not being selected, the results are irrefutable.

The original Macintosh team had 100 members. Whenever it reached 101 members they would have to reshuffle and remove someone from the team. Jobs belief was that he could only remember 100 names. [Source: Leaner Kahney, The 10 Commandments of Steve,” Newsweek, page 35, September, 2011]

10. Follow Your Heart

“If today were the last day of my life, would I want to do what I am about to do today?” And whenever the answer has been “No” for too many days in a arrow, I know I need to change something.” It’s sad to think that Jobs passed at the young age of 56. Yet his legacy lives on in the lessons he’s instilled in others, like me.

My hope is you find these lessons as helpful as I have and begin to incorporate them into your life.

Erik Q.

ANIA e PD tagliano il danno da morte e alla persona

danno da morte

A pagare i profitti delle compagnie assicurative saranno le vittime della strada e gli artigiani carrozzieri, costretti a stringere patti con le compagnie per sopravvivere.

Continua il dibattito sulla riforma delle RC Auto e sull’introduzione di nuovi parametri di riferimento per il calcolo del risarcimento in caso di sinistro stradale. Unica costante nella vicenda, però, sembra essere il tentativo di favorire la lobby delle compagnie assicurative a spese dei contribuenti e delle vittime.Il Gruppo Pd, infatti, anziché concentrarsi sui punti contenuti nella Carta di Bologna, sostenuta da oltre 30 associazioni del settore, ha deciso di sposare l’emendamento presentato in Parlamento da CNA e le Confederazioni, tramite rete Imprese Italia che obbligherà i riparatori a concordare preventivamente il costo della riparazione con il perito assicurativo.E’ stata inoltre manifestata la volontà di intervenire sulle lesioni gravi e gravissime e sul danno da morte.

“Questi emendamenti uccideranno un’intera categoria di artigiani, i carrozzieri, e il diritto delle vittime ad essere risarcite. – Ha commentato Stefano Mannacio, membro CUPSIT – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani. – Ora succederà ciò che è già successo per i colpi di frusta: i periti saranno istruiti dalle direzioni generali a risarcire sulla base di parametri rigorosamente stabiliti dalle compagnie. Le trattative stragiudiziali si bloccheranno. Per ottenere un risarcimento integrale bisognerà fare cause defatiganti. E, come se questo non fosse un quadro già abbastanza tragico, ben presto le compagnie avranno in pugno anche gli artigiani carrozzieri, costretti a piegarsi alle loro richieste per mantenere in vita la propria officina.”

“Stanno cercando di svendere il nostro lavoro al miglior offerente, ma Federcarrozzieri venderà cara la pelle dei propri associati! – Ha dichiarato Davide Galli, Presidente di Federcarrozzieri. – Il settore degli artigiani carrozzieri si trova in un momento di profonda difficoltà, con la più alta pressione fiscale d’Europa, che uccide ogni giorno decine di officine e limita la concorrenza, favorendo il lavoro sommerso, ingrassando le tasche di artigiani abusivi e favorendo le aziende che hanno personale a nero. Con i nuovi emendamenti saranno le Compagnie a stabilire il costo del nostro lavoro. Abbiamo incontrato tutti, dalla commissione finanza alla senatrice Vicari, ora è rimasto sola una persona da incontrare, appuntamento confermato.

Consegneremo le chiavi delle carrozzerie associate e i documenti dei consorzi che insieme a Federcarrozzieri prendono le distanze dalle confederazioni invitando i propri iscritti ad abbandonare la nave non rinnovando le
tessere confederali.”

Indignato il commento alla vicenda da parte dell’Associazione Italiana Familiari delle Vittime della Strada Onlus, che ha deciso di inviare una lettera aperta ai rappresentanti delle Istituzioni e dei Partiti presenti in parlamento. “Siete ancora in tempo per riaffermare agli occhi dei cittadini la Vostra dignità e il vostro ruolo di rappresentanza sociale, impedendo che si compia un vergognoso colpo di mano nella definizione del decreto “Destinazione Italia”, a danno delle vittime. – Scrive il Presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni. – Non possiamo accettare che addirittura la sinistra sia a favore della diminuzione dei risarcimenti alle vittime. Smettetela di raccontare la favola dei risarcimenti e delle tariffe più basse in Europa rispetto all’Italia.”

Di seguito l’elenco completo dei punti contenuti all’interno della Carta di Bologna:

1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )

2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici

3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust

4. Rottamazione risarcimento diretto

5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )

6. Libera circolazione dei diritti di credito

7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti

8. Libertà di scelta nelle cure

9. Libertà di valutazione del medico legale

10. Pene certe per i pirati della strada

11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva

12. Agenzia antifrode in campo assicurativo

La Carta di Bologna è stata promossa da: Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada

(AIFVS), il Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Assoutenti, il

Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), la Commissione RC dell’Organismo Unitario

dell’Avvocatura (OUA), l’Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), l’Associazione

Culturale Mo Bast!, l’Associazione Valore Uomo e lo Sportello dei Diritti.

Oltre alle associazioni promotrici, hanno sostenuto l’iniziativa Associazioni Carrozzieri Sardegna, Banca del

Veicolo, Consorzio Carrozzerie Artigiane, Consorzio Carrozzieri Artigiani, Consorzio Carrozzieri Bresciani,

Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio In Rete Car, Rete Amica Carrozzeria della Val d’Aosta,

Associazione Periti Campani, Consorzio Carrozzieri Trentini, Consorzio TUO Torino, Carrozzeria Aperta,

Centro Tutela Consumatori Risparmiatori, Consorzio Gruppo Carrozzieri, Evolgo! Rete Impresa Carrozzeria

Italiane, Rete Carrozzeria Trasparente, SISCESA CISL – Sindacato Italiano Consulenti ed Esperti del Settore

Assicurativo, SISPA UGL – Sindacato Italiano Periti Assicurativi, UNILPI – Unione Nazionale Italiana Liberi

Professionisti e Infortunistiche, Consorzio Carrozzerie Riunite, Associazioni Carrozzieri della Provincia di

Genova, Centro Artigiano di Revisione, Gruppo Autoriparatori Uniti e SicurAUTO.it.

Rc auto, Ivass: “Un problema sociale”. I consumatori: “Scopre l’acqua calda”

L’autorità di vigilanza sulle assicurazioni in audizione alla Camera: “Serve uno sforzo collettivo per portare i prezzi ai livelli europei”. Ma i consumatori passano all’attacco dell’istituto: “Tutela gli interessi delle compagnie”. Ed è scontro sui numeri tra imprese e utenti

Rc auto, Ivass: “Un problema sociale”. I consumatori: “Scopre l’acqua calda”

“Gli elevati livelli tariffari della Rc auto sono un vero e proprio problema sociale”. Ad affermarlo èRiccardo Cesari, consigliere di Ivass (l’autorità di vigilanza sulle assicurazioni che ha sostituito l’Isvap), ascoltato in audizione alla Camera. E ancora, serve “uno sforzo collettivo” per portare i prezzi ai livelli europei. Ma la relazione di Cesari fa scattare, immediata, la reazione delle associazioni degi utenti, che attribuiscono “precise responsabilità” all’authority. I consumatori ingaggiano anche uno scontro sui numeri con le imprese, che parlano di un calo dell’esborso per gli automobilisti nel 2013.

Ma nonostante le rassicurazioni delle compagnie, ben diverso è il quadro descritto dall’Ivass. Secondo Cesari, infatti, “occorre una soluzione strutturale e, soprattutto, duratura che consenta, nella salvaguardia della solvibilità delle imprese, di ricondurre le tariffe a livelli accettabili, tenuto conto anche del loro forte divario, in pejus, lamentato dall’Italia rispetto agli altri Paesi europei”. Lo sforzo collettivo, ha spiegato nel corso dell’audizione, deve essere dunque quello di “riuscire a esercitare la giusta pressione normativa sui costi, impliciti ed espliciti, del sistema Rc auto, per portare i prezzi delle polizze su un sentiero di rientro ai livelli europei”. Non a caso, l’Istituto “lavora alla costruzione di una rilevazione statistica per monitorare le effettive dinamiche tariffarie”.

Cesari ha poi aggiunto che i costi dei sinistri sono in diminuzione: per questo, l’Ivass si aspetta anche un calo dell’esborso per gli utenti. In particolare, i dati sull’attività antifrode svolta autonomamente dalle imprese indicano nel 2012 una riduzione del costo dei sinistri “nell’ordine di 166 milioni di euro”, ha spiegato. “Considerando che l’onere sinistri nel 2012 è stato di circa 13,1 miliardi e il totale dei premi di competenza ha raggiunto i 17,7 miliardi, l’incidenza è di 1,3% e 0,9% rispettivamente”.  Allo stesso tempo, gli interventi legislativi sui danni alla persona, che hanno introdotto criteri più stringenti e oggettivi contro i falsi colpi di frusta, stanno producendo “effetti positivi per il sistema”. Dopo l’introduzione di nuovi criteri, il numero dei sinistri è sceso nel 2012 rispetto al 2011 del 25%, mentre il relativo costo medio è passato da 2.056 euro a 1.603 euro (-22%).

Ma le parole di Cesari fanno scattare in piedi tutte le associazioni di consumatori. “L’Ivass ha fatto la scoperta dell’acqua calda”, è il commento ironico del Codacons. “Noi questa frase la diciamo da circa 15 anni, chiedendo interventi per ridurre i costi delle polizze e porre fine al massacro degli assicurati”, spiega il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. “Non possiamo non chiederci dove fosse l’istituto quando il Codacons denunciava a gran voce gli abnormi aumenti delle polizze Rc auto, cresciute del 250% dal 1994 ad oggi, tariffe stellari che hanno contribuito all’impoverimento generale degli italiani”, conclude Rienzi.

Ancora più dure le parole di Elio Lannutti, presidente di Adusbef. “Gli elevati livelli tariffari dell’assicurazione Rc Auto – si legge in una nota -, vero e proprio salasso che coinvolge milioni di cittadini e che ha assunto una ulteriore connotazione di urgenza nell’attuale contesto di crisi economica del Paese, sono stati generati dalla voracità delle compagnie, ma soprattutto daprecise responsabilità dell’Isvap, oggi Ivass, che ha svolto negli ultimi anni l’esclusiva funzione ditutelare gli interessi degli assicuratori i cui scippi con destrezza sono stati segnalati soltanto dall’Ivass”. Adusbef snocciola una serie di dati sugli incrementi delle polizze: in 18 anni, aumenti del 245% per le auto e del 480% per le moto, con la Rc auto “che si mangia il 6,5% dello stipendio, il doppio della media Ocse e il triplo dell’Inghilterra”.

Ma è proprio sui numeri che si gioca la battaglia tra utenti e imprese. Da una parte, ci sono i dati diFederconsumatori, secondo i quali solo quest’anno la Rc auto registra aumenti del 4-5 per cento. Inoltre, secondo l’associazione, negli ultimi anni si è fatta sempre più marcata la differenza tra i costi della Rc auto al Nord ed al Sud Italia, “aggravata dall’atteggiamento al limite della legalità adottato da molte compagnie che, soprattutto nel Sud, operano disdette strumentali, per poi riproporre una nuova polizza con prezzi elevatissimi”.

Ma a questi numeri risponde Ania, l’associazione delle imprese assicuratrici, sostenendo che nel 2013 i prezzi della rc auto hanno segnato una diminuzione di circa il 5%. “Il dato – fanno sapere le comapgnie di assicurazione -, che si riferisce ai prezzi effettivamente pagati dagli assicurati, è del resto confermato anche dall’andamento delle tariffe monitorato dall’Istat, cioè dei prezzi dei listini pubblicati dalle imprese e che non tengono conto degli sconti riconosciuti dalle compagnie né dei cambi di compagnia per pagare premi più bassi. Il dato Istat sulle tariffe mostra infatti ad ottobre 2013 una riduzione del tasso tendenziale delle tariffe rc auto pari al 2,6%”.  E attacca frontalmente le associazioni di consumatori: “Da alcuni tempi Adusbef e Federconsumatori riferiscono di aumenti generalizzati della Rc auto senza mostrare la metodologia di analisi adottata, che deve essere rigorosa e scientifica e non riferita a singole casistiche elevate a paradigma generale”.

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“Allarme RC Auto” Campagna di sensibilizzazione degli attori del sistema assicurativo, sul problema dell’ RC Auto. Considerazioni dell’ Associazione Nazionale Periti Assicurativi Fiduciari

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE PERITI ASSICURATIVI FIDUCIARI

ANPAF – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PERITI ASSICURATIVI FIDUCIARI

Via Teseo 10 – 95126 – Catania – C.F. 93166580873 – Info: 095.496530 – Fax: 095.4032023

Web site: http://www.anpaf.it – E-mail: info@anpaf.it

Tra i tanti progetti portati avanti, non ultima la “campagna di sensibilizzazione degli attori del sistema assicurativo, sui problemi della RCA”

Analisi, presentata all’Adiconsum ed alla rivista Quattroruote

DOCUMENTO IN SINTESI

1. Premi alti ed insostenibili che hanno fatto nasecere tre fenomeni pericolosi:

– presenza di veicoli marcianti non assicurati

– risarcimento “diretto” tra le parti

– microtruffe per causa di necessità.

2. Cause del costo alto dei premi:

– corretta e trasparente concorrenza tra compagnie

– attività fraudolenta

– Risarcimento in forma specifica (senza controllo peritale)

3. Principali soluzioni avanzate dalle parti istituzionali e loro criticità

– dematerializzazione del contrassegno assicurativo ( solo una inutile spesa in quanto risolvibile con misura

SIC)

– scatola nera ( solo elemento di dissuasione)

– risarcimento in forma specifica (lasciato alla libera scelta del consumatore)

4. Soluzioni proposte dai Periti Assicurativi Fiduciari

– valorizzazione del rapporto diretto del perito assicurativo fiduciario, per rispondere alle esigenze legate al

disposto art. 9 DPR 254 /2006 “Assistenza tecnica ed informativa ai danneggiati”

– obbligatorietà di “intervento diretto” di un Perito Assicurativo Fiduciario in tutti i processi liquidativi che

riguardano l’ RCA, per controllo processi e costi

– utilizzo di moderne tecniche di rilevamento peritale per connettere la causalità delle lesioni con i danni

riportati dal veicolo

Vedi il documento

A cura del Direttivo A.N.P.A.F.

Presentata a Genova la Rete Evolgo!

 evolgo   Evolgo! Rete Impresa Carrozzerie Italia che punta a coinvolgere le circa 600 imprese sparse sul territorio ligure (con più di 2.000 occupati) e ambisce a svilupparsi anche al di fuori dei confini regionali. Obiettivo principale è di garantire uno standard qualitativo sia agli aderenti sia all’utente finale.

La mattina del 30 maggio, presso la Sala del Consiglio Provinciale del Palazzo Doria Spinola, sede della Provincia di Genova, è stato presentato di fronte a una sala gremita il progetto di evolgo!, le finalità della Rete Impresa Carrozzeria Italia, i vantaggi che questa iniziativa potrà garantire ai propri associati e la serie di servizi a prezzi convenienti di cui potrà avvantaggiarsi il pubblico.
Hanno presentato e introdotto gli obbiettivi e lo scopo del progetto i cinque fondatori e imprenditori genovesi: Massimo Tosetti – AutoService (presidente), Gian Carlo Berto – Bertocar (vice presidente), Michele Sirio – Carrozzeria 2000 (tesoriere), Enrico Morando – Carrozzeria Giardino e Giuseppe Pace – Carrozzeria Torino (consiglieri).

Dall’introduzione del presidente Massimo Tosetti e dalle parole del vice presidente Gian Carlo Berto è emerso con chiarezza che la Rete di evolgo! intende innanzitutto proteggere un contesto che coinvolge circa 600 aziende (di cui 330 a Genova e provincia) nell’ambito dell’autoriparazione, sparse sul territorio ligure con più di 2.000 occupati. In secondo luogo, la Rete ambisce a svilupparsi anche al di fuori dei confini regionali, preferibilmente nel centro / nord Italia.
La Rete d’impresa – nel nostro paese ne esistono circa 500, specialmente nel campo edile e del turismo – ha lo scopo di fornire un supporto alle imprese aderenti nei percorsi di innovazione di prodotto e di processo, per potenziarne le capacità e la competitività sul mercato. Inoltre, la Rete di evolgo! fornisce agli associati linee guida e un codice etico che, dichiaratamente contro l’abusivismo, l’inquinamento e l’illegalità, si propone di promuovere la responsabilità sociale, l’ecosostenibilità aziendale, l’ecologia, l’autocontrollo sulla sicurezza e il marchio di qualità.
L’obiettivo principale è dunque quello di garantire uno standard qualitativo sia agli aderenti – creando una massa critica che difenda, tra l’altro, i posti di lavoro –, sia all’utente finale, che potrà usufruire di servizi migliori, di agevolazioni particolari e di una certa scontistica.
“evolgo! Rete Impresa Carrozzeria Italia” nasce come un processo di “evoluzione dell’automobilista” e una sfida per contrastare i tempi di crisi con un progetto d’eccellenza

Sono intervenuti alla presentazione: Sergio Rossetti, Assessore alle Risorse finanziarie e controlli, patrimonio e amministrazione generale, istruzione, formazione, università della Regione Liguria; Renzo Guccinelli, Assessore allo Sviluppo economico, industria, commercio, commercio equo e solidale, artigianato, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione tecnologica, energia della Regione Liguria; il Cappellano del Lavoro, Mons. Luigi Molinari.

Tra i relatori presenti, l’Avv. Donato Nitti di Firenze ha illustrato le modalità di costituzione delle reti d’impresa e il Dr. Eugenio Ferrari di Modena, presidente di Assoreti PMI, ha sottolineato l’importanza della rete e i vantaggi che può comportare. La platea era composta da un pubblico selezionato, rappresentanti di Istituti di Credito e Assicurazioni, associazioni di consumatori, imprenditori, liberi professionisti e, ovviamente, esponenti delle realtà che ruotano intorno al mondo dell’automotive.

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Contratto base RC Auto: l’IVASS incontra le associazioni dei consumatori

 

Il contratto base è “migliorabile”, specie per quanto concerne gli effetti sulla situzione delle polizze. Le associazioni consumatori puntano il dito sulla conciliazione, mentre il Cupsit parla di “boomerang micidiale”.

Contratto base RC auto, polizze connesse ai mutui, educazione assicurativa: questi i temi al centro dell’incontro tra l’IVASS e le principali associazioni di consumatori, svoltosi nell’ambito delle periodiche consultazioni tra l’autorità di vigilanza e le associazioni stesse. All’incontro hanno presenziato i rappresentanti di Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Cittadinanza Attiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori. Tra i temi trattati ci sono stati il raccordo tra l’introduzione del contratto base e l’obbligo imposto dalla legge agli intermediari di offrire almeno tre preventivi RC Auto al cliente e poi l’utilizzo del Preventivatore IVASS-MISE. Ma l’argomento più rilevante per il settore carrozzeria è sicuramente l’importanza del contratto base come strumento, insieme ad altri, per creare le condizioni che derminino un ribasso delle tariffe, riguardo al quale sia l’IVASS che le Associazioni si trovano d’accordo. Tuttavia secondo le Associazioni l’introduzione di questo strumento dovrebbe essere accompagnata da una maggiore diffusione della conciliazione paritetica che ridurrebbe ulteriormente i prezzi accelerando i tempi del contenzioso. Il contratto standard, ossia un contratto base uguale per tutte le assicurazioni per permettere al cliente di confrontare le polizze, resta però una questione molto controversa: Stefano Mannacio, esperto di RC Auto in Italia e fondatore del Cuspit, infatti, definisce questo tipo di contratto “un boomerang micidiale”. Mannacio è convinto che possa detrminarsi il “paradosso della trasparenza”, cioè che con pochi operatori e pochi price maker di riferimento sebbene il mercato tenderebbe a semplificarsi, a parità di condizioni aumenterebbero i prezzi di listino; inoltre, l’obbligo per le compagnie assicurative di pubblicare l’importo dei premi che prevedono la clausula di “riparazione in forma specifica” potrebbe creare una notevole confusione sulla natura del sinistro RC Auto. Le problematiche, oltretutto, non finiscono qua: infatti Mannacio ricorda che “l’Antitrust nel 2001 multò le compagnie per uno scambio di dati sui prezzi per 700 miliardi di lire. Con la nascita del preventivatore Isvap (ora Ivass) e del contratto base ora le Compagnie potranno fare alla luce del sole ciò che una volta era loro impedito e sanzionato. Se poi aggiungiamo che l’Antitrust ormai sulla Rc auto ha sposato di fatto le tesi delle compagnie, visti gli esiti e le proposte ai limiti dell’assurdo contenuti nella sua indagine conoscitiva, l’assicurato italiano da una parte e il danneggiato dall’altra saranno presto vittime di ennesimi rincari dei premi e ulteriori decurtazioni nei risarcimenti.” Dunque si prevede che in futuro si discuterà ancora ampiamente e animatamente su questo tipo di polizza. Nel frattempo, il prossimo incontro è stato fissato l’11 giugno e avrà per oggetto le problematiche legate alle polizze sanitarie, a forme alternative di risoluzione delle controversie in ambito assicurativo e ai costi delle polizze legate ai mutui e alla cessione del quinto.

13/03/2013 |

articolo tratto da: http://www.carrozzeria.it

QUANTO VALE IL SERVIZIO ASSICURATIVO IN ITALIA?

adiconsumPresentato da Adiconsum il rapporto sulla qualità del servizio assicurativo RC Auto.

E’ stata condotta da Adiconsum un’indagine qualitativa sulla conoscenza del contenuto contrattuale, sottoponendo un questionario a neopatentati e ad automobilisti in rinnovo di patente. Dall’indagine è emerso che, sia il nord che il sud del Nostro Paese, sono accomunati dall’idea che il risparmio sia legato solo al prezzo. Purtroppo molto c’è ancora da fare sia nell’informazione che nella formazione. Sconcerta, ad esempio, il fatto che sia sconosciuta la procedura di conciliazione e che venga scambiata per la mediazione, malgrado sia in vigore da ormai 7 anni.

CONSULENZA – Ogni Associazione ha aperto uno sportello di assistenza ai consumatori in materia di RC Auto: operatori specializzati hanno fornito informazioni e consulenze sulle tariffe applicate dalle diverse compagnie assicurative, sulle condizioni contrattuali, sulle garanzie a cui il cittadino ha diritto e sulla qualità dei servizi offerti.

PREVENZIONE – E’ stata avviata una campagna di informazione sulla RC Auto e di prevenzione dei sinistri, diretta soprattutto ai giovani, messa in atto attraverso un ciclo di incontri nelle autoscuole, al fine di offrire un’adeguata formazione alle persone che sono in procinto di prendere la patente. Nel corso di ogni incontro un esperto ha risposto ai quesiti dei ragazzi, ai quali è stato distribuito materiale informativo ad hoc.

COMUNICAZIONE – Il progetto si è svolto parallelamente ad una capillare attività di informazione e sensibilizzazione attraverso i media nazionali e locali. Gli eventi e le iniziative sono state promosse online attraverso i social network e tutte le associazioni coinvolte hanno realizzato sui propri siti web una pagina dedicata al progetto, dalla quale è possibile scaricare gratuitamente il materiale prodotto.

OBIETTIVI – Il principale scopo del progetto “RC AUTO: QUANTO MI COSTI?” è stato quello di offrire ai cittadini un’informazione completa ed esaustiva in materia di assicurazioni automobilistiche, in modo che gli utenti stessi diventino consapevoli dei propri diritti, delle varie tipologie di contratto e, più in generale, di tutto quanto riguarda il settore RC auto. Le Associazioni proponenti rinnovano l’auspicio che il progetto possa gettare le basi per ulteriori attività, anche da realizzare in partnership con altri soggetti pubblici e privati.

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