Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada, Assoutenti: DDL Concorrenza, la Commissione Finanza e Attività produttive dice sì al carrozziere di fiducia e alle Tabelle di Milano

Le compagnie assicuratrici nonostante sei miliardi di utili in tasca non ci stanno e annunciano rincari e tagli sui risarcimenti

FEDERCARROZZIERIassoutentiassociazione vittime della strada 2
Sono significative le ultime modifiche del Disegno di Legge sulla concorrenza nel campo Rc Auto, in particolare la Commissione Finanza e Attività produttive in un emendamento dichiara: «Resta ferma la facoltà per l’assicurato di ottenere l’integrale risarcimento per la riparazione a regola d’arte del veicolo danneggiato avvalendosi di imprese di autoriparazione di propria fiducia», dunque non si parla più di carrozzerie convenzionate con le Assicurazioni. Questa modifica insieme alla conferma da parte della Commissione di ritenere validi i valori delle Tabelle di Milano per il risarcimento dei danneggiati, ha fatto indispettire le Compagnie Assicurative che ora annunciano rincari e tagli sui risarcimenti.
La risposta di Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada e Assoutenti:
&La posizione delle Compagnie Assicurative stupisce: mentre il Paese ha timidi segnali di ripresa dopo una lunga recessione, le Assicurazioni sfondano il muro dei due miliardi di euro di profitti nel solo ramo Rc auto nel 2014 e oltre sei miliardi negli ultimi tre anni. Come se non bastasse il Presidente Ania, Aldo Minucci ha di recente attaccato le modifiche al disegno legge concorrenza: &Comporterebbero un aumento del costo dei risarcimenti Rc auto con un inevitabile aumento del prezzo delle polizze&. A prendere le difese dei poteri forti scendono in campo sul Corriere della Sera anche due economisti che dovrebbero essere campioni di liberalismo quali Giavazzi e Alesina i quali dimostrano come le lezioni di Einaudi siano andate; infatti, il DDL, così com’era, avrebbe integrato verticalmente il settore della riparazione, composto da migliaia di artigiani che operano in libera concorrenza, in un oligopolio di compagnie assicuratrici creando una situazione conclamata di abuso di posizione dominante come peraltro confermato più volte dall’Antitrust prima dell’avvento di Pitruzzella, dal Comitato Economico e Sociale dell’Unione Europea e come sancito dalla legge Francese sulla tutela dei Consumatori.
L’impianto del disegno legge non aumenta i risarcimenti ma li àncora solo all’esistente. Sull’esistente le compagnie, con grande beneficio sociale, risarciscono, a partire dal 2000, un numero di sinistri che è calato da 3.700.000 a 1.800.000 (dati Ania). I morti sulle strade sono passati da oltre 6.000 a poco più di 3.000 (dati Ania): numero sempre drammatico e molto rilevante, ma che dimostra la tendenza costante ad una riduzione. I feriti, tra lievi e gravi, sono passati da 380.000 del 2000 a meno di 180.000 (dati Ania). Con tali presupposti, c’è spazio per significativi e sostanziosi e immediati ribassi tariffari in tutta Italia.
In realtà, l’attuale ddl concorrenza è un primo passo per la tutela dei diritti dei cittadini, dei danneggiati, degli automobilisti, degli assicurati e delle vittime della strada. Il presidente Ania dovrebbe sapere che il business assicurativo è anticiclico e i tempi di crisi prolungata hanno, nel settore danni, creato un gigantesco surplus di utili: questi non si sono tradotti in consistenti riduzioni dei premi a causa della struttura non concorrenziale e oligopolistica del mercato. Gli assicurati hanno, infatti, raccolto solo le briciole. Se vi sarà poi la ripresa, questa, oltre ad essere purtroppo tendenzialmente modesta, si aggancerà comunque a un nuovo modo con cui gli italiani concepiscono la mobilità, la cui riduzione è da ritenersi ormai strutturale per una serie di fattori.
Stupisce quindi la presa di posizione dell’Ania, che si spinge a parlare di &posizioni demagogiche e interessate&. È assurdo che un’associazione il cui scopo precipuo è fare lobby e pressione sui vari governi parli in modo così azzardato. Quella stessa associazione, l’Ania, che bussa alle porte di tutti gli esecutivi per strappare regole a suo esclusivo vantaggio e il cui fine è solo di accrescere gli utili. In base a ciò che è stato approvato dalle commissioni un danneggiato può banalmente rivolgersi, domani come oggi, al carrozziere di fiducia; e le vittime della strada che hanno subito lesioni gravissime saranno, domani come oggi, risarcite sulla base delle tabelle di Milano. Si tratta di misure di buon senso ispirate alla libertà e alla tutela dei diritti di soggetti deboli. Sono peraltro destituite di ogni fondamento le statistiche (pagate dall’Ania) secondo cui le vittime della strada italiane sono risarcite più che all’estero: le audizioni nelle commissioni hanno ampiamente smentito i loro dati, portando alla luce studi della Commissione europea e di altre entità indipendenti.
Adesso, la palla passa prima all’aula e poi al Senato. Tant’è vero che i tentativi di pressione si stanno intensificando attraverso i mass media: l’Ania vuole mettere le mani (ancora più di quanto avvenga oggi) sul mercato della riparazione Rca e tagliare i risarcimenti. Federcarrozzieri, Associazione familiari vittime della strada e Assoutenti auspicano che il ddl concorrenza non sia modificato in peggio con colpi di mano dell’ultima ora; e che semmai vi sia un ulteriore afflato liberale con l’approvazione della portabilità delle polizze assicurative (misura adottata in Francia) e di altri provvedimenti di buon senso. Il nostro compito sarà di vigilare attentamente sui lavori della Camera e sulle pressioni dell’Ania, di alcuni ambienti governativi, così come dell’Ivass e dell’Antitrust: due autorità che hanno proposto un impianto originario del provvedimento sfacciatamente filo-assicurativo. Sul sistema del controllo e della vigilanza urge una riforma radicale dei criteri di nomina dei vertici, che devono essere indipendenti dal potere politico, dell’accesso agli atti, del controllo da parte degli stakeholder per salvaguardare il mercato interno ed evitare che sia messo in mano a pochi gruppi concentrati. Per una volta il gioco della democrazia ha vinto, pur parzialmente, sui poteri forti e questo è un segnale importante su cui lavorare per produrre una buona legge. Da elogiare l’operato delle Commissioni e della relatrice Silvia Fregolent, che in larga maggioranza e in modo trasversale hanno difeso i diritti dei cittadini, dei danneggiati, degli automobilisti, degli assicurati e delle vittime della strada.
Furio Truzzi, Rete Consumatori Italia (Assoutenti, Codici e Casa del Consumatore)
Davide Galli, Federcarrozzieri
Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, Familiari Vittime della Strada

Falsi incidenti, 11 indagati a Messina

Messina: Sotto la lente per truffe alle assicurazioni anche due noti fiduciari delle compagnie. Scoperti falsi verbali di pronto soccorso dell’ospedale Piemonte.

Palazzo di giustizia a Messina

 Sono 11 gli indagati, e tra loro ci sono due periti, sospettati di aver truffato diverse compagnie assicurative attraverso falsi incidenti stradali.

Tutto ruota intorno alla coppia Rosaria Mazza e Francesco Patanè. I due figurano in tutti i sinistri finiti sotto la lente della Procura di Messina: per lo più investimenti di pedoni, mai avvenuti, per i quali sono state avanzate richieste di indennizzo, in alcuni casi corredati da certificati di pronto soccorso falsati. I due presentavano falsi cid anche per piccole cifre di risarcimento.

Mini truffe che non hanno peró consentito agli organizzatori di sfuggire agli investigatori, anche perché alcuni di loro erano già stati coinvolti in precedenti inchieste dello stesso tipo, in particolare in “Strike”. Tra i vari casi, anche quello, eclatante, di una ferita da colpo di pistola spacciata per lesione sa sinistro.

Insieme ai coniugi e al perito Tricomo, indagati anche Carlo Fava, Giovanni Napoli, Francesco Conti, Carlo De Salvo, Roberto Ciotto, Fabrizio Cardile, Francesco Cucinotta.

TEMPOSTRETTO

Il soccorso stradale contrasterà  le frodi assicurative

truffa-assicurazioni La prevenzione delle frodi assicurative inizia dal soccorso stradale. IMA Italia Assistance è il primo gruppo che si è dotato in Italia di un protocollo antifrode. «In caso d’incidente stradale, attraverso la nostra centrale operativa h24, siamo in grado di aiutare il cliente nella compilazione della constatazione amichevole, di raccogliere i dati di sintesi dell’incidente, redigere una pre-dichiarazione del sinistro ed inviarla contestualmente alla compagnia assicurativa», spiega Nicola Albarino, responsabile rete fornitori di IMA Italia. «È un servizio a supporto dell’assicurato e della compagnia per una precisa definizione del sinistro che diventa elemento strategico per combattere la possibilità di frode: in meno di 48 ore la compagnia riceve foto e rapportino descrittivo dei danni cagionati al veicolo incidentato, evitando così eventuali alterazioni del sinistro». Le compagnie assicurative hanno già messo in atto meccanismi di controllo: si stima che l’azione antifrode del 2013 possa portare ad un risparmio di 180 milioni di euro; adesso anche i soccorritori stradali scendono in campo. Secondo le prime rilevazioni Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) sul 2013, nonostante i sinistri denunciati siano diminuiti del 6,5% circa rispetto all’anno precedente, è aumentato il numero dei sinistri individuati dalle compagnie assicurative come esposti a rischio frode: da 400mila circa del 2012 sono passati a 460mila, portando il tasso dei sinistri a rischio frode al 16,4%; la regione con il tasso più alto è la Campania (39,3), quelle con il valore più basso la Valle d’Aosta (8,3) e il Veneto (9,7). Il costo medio di una frode è stimato in 3.330 euro, per un giro d’affari complessivo stimato intorno al miliardo e mezzo di euro. «A conferma dell’illegalità diffusa, c’è da dire che nel nostro Paese il tasso degli incidenti stradali è pari al 7% -dal 9,3 del Lazio al 5 del Friuli Venezia Giulia-, più alto di Francia (4,4) e Germania (6,6). Ciò significa che gli automobilisti italiani o sono poco prudenti, oppure questo dato è “inquinato” proprio dalle truffe assicurative. Finti tamponamenti, colpi di frusta con persone dal rachide di cristallo, spese mediche gonfiate, incidenti fasulli, danni documentati ad arte, sono solamente alcuni esempi di frode. E la conseguenza sono i premi tra più elevati d’Europa», prosegue Albarino. Con questo nuovo servizio antifrode, il Gruppo IMA Italia rivoluziona il concetto del soccorso stradale. «Davanti ad un mercato sempre più esigente ed in profonda espansione, abbiamo predisposto un network specializzato di assistenza a 360 gradi», spiega Albarino. «Dal soccorso dedicato alle auto ibride ed elettriche all’intervento di riparazione sul posto -depannage-, quando possibile; dalla fornitura del veicolo sostitutivo al servizio di supporto per assicurato e compagnia assicurativa in caso d’incidente. Il tutto h24 sia sull’intera viabilità ordinaria, sia sulla rete autostradale». Questo nuovo concept di soccorso stradale sarà presentato alla prima convention nazionale del Gruppo. IMA Italia Assistance incontrerà infatti i suoi 560 centri nella due giorni che si terrà all’hotel Mediterraneo di Riccione il 21 e 22 novembre. «Nell’occasione – precisa Albarino – verrà illustrato al nostro network l’asset strategico per il periodo 2015-2017 che vedrà il Gruppo IMA impegnato a consolidare la propria posizione di mercato in entrambe le viabilità ordinaria ed autostradale, puntando sempre di più sulla formula “all in one”». Testimonial d’eccezione sarà l’attrice e showgirl Patrizia Pellegrino.

fonte: Ansa.it

TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI NELL’AGRO INDAGATI ANCHE A SANT’AGNELLO E VICO EQUENSE

Anteprima . La procura di Nocera Inferiore chiede il rinvio a giudizio di dodici persone in tutto l’Agro nocerino sarnese e in Penisola sorrentina , per le accuse di truffa e falso in concorso finalizzato all’ottenimento di indennizzi ai danni di compagnie assicurative, per sinistri stradali mai avvenuti o adulterati, l’inchiesta si estende da Salerno a Sorrento .  Si tratta dell’ennesimo stralcio collegato alla serie di grossi filoni investigativi nei quali carabinieri e procura inquadrano migliaia di sinistri falsificati o mai avvenuti, in questo caso specifico fuori dal regime associativo, con la sola partecipazione concorsuale dei coinvolti. In particolare rischiano il processo in attesa della fissazione dell’udienza preliminare, gli indagati Domenico Attanasio, 48 anni, di Nocera Inferiore, Salvatore Ciampa, 34, di Vico Equense, Giuseppe Cioffi, 31, di Nocera Inferiore, Sabato Cioffi, 42, di Nocera Inferiore, Carla Cuomo, 45, di Angri, Maria Cira D’Ambrosio, 57, di Poggiomarino, Enrico Iervasi, 43, di Nocera Inferiore, Giuseppina Iervasi, di Nocera Inferiore, Carmine Panariello, 35, di Pompei, Veronica Silvestri, 29, di Sant’Agnello, Anna Varone, 30, di Angri, e Pasqualina Anna Sorrentino, 44, moglie di Luigi Carpentieri, personaggio apicale non coinvolto in questo procedimento ma ritenuto promotore nell’indagine madre. Il suo nome compare come indagato e come organizzatore in particolare in un ulteriore filone che coinvolge quattordici persone, un ulteriore elenco di truffe perpetrate ai danni delle compagnie assicurative. Carpentieri, quarantaseienne di Angri, già comparso in altre inchieste analoghe, titolare della rivendita auto “AutoCar.Sorr.”, individuato quale capo promotore , fondatore ed organizzatore della compagnia criminosa, ideatore nel procedimento parallelo di 46 sinistri stradali mai avvenuti, compare nella vicenda che ricostruisce il filone dello studio Guerritore a Nocera Inferiore. Il lavoro degli investigatori ricostruì il ruolo degli studi legali, a danno delle compagnie assicurative Arca, Credem, Fondiaria, Genialloyd, Groupama,Hdi, Ina Assitalia, Liguria, Milano, Quixa, Sara, Unipol, nel periodo che è compreso tra gli anni 2008 e 2012. L’ultimo stralcio atteso dal vaglio del gup, che fisserà quindi l’udienza preliminare, è seguito dal sostituto procuratore Valeria Vinci, che ha già separato le posizioni concorsuali da quelle che vengono invece ritenute in regime associativo.

Inserito da:

L’ANEIS contro la scatola nera

L'ANEIS contro la scatola nera    L’ANEIS mette sotto accusa la scatola nera: “Ennesima trovata ai danni dei consumatori, violata la privacy e rischio contestazioni infondate”

L’ANEIS, l’Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, punta il dito contro la scatola nera, il dispositivo che le compagnie assicurative propongono di installare sulle auto degli assicurati (in cambio di sconti sul premio rc auto) per rilevare automaticamente i sinistri e prevenire eventuali truffe.
“Quella che apparentemente può sembrare un’iniziativa a favore dei consumatori, è in realtà l’ennesima trovata delle Assicurazioni – spiega Luigi Cipriano, Presidente ANEIS – I dati raccolti, inviati via satellite a un database che li conserva, permetterebbe alle compagnie assicurative di controllare il comportamento degli automobilisti, ma non solo, anche i percorsi, le ore, le velocità ecc. violando così quel diritto alla privacy che tutti rivendichiamo. Non servirà assolutamente a scongiurare le truffe, visto che un semplice dosso rallentatore viene segnalato come un crash per cui basterà passare in velocità ed in forte frenata sopra un dosso per simulare una bel tamponamento, altro che scongiurare le truffe. Per la imprecisione dello strumento, poi, i dati raccolti non avranno alcuna utilità per la ricostruzione del sinistro. La posizione del veicolo viene rilevata con approssimazioni che vanno, secondo la bontà del segnale che arriva al satellite, da qualche metro a venti e più metri, e questo, se si pensa ad un incrocio, è addirittura fondamentale e non consente alcuna sicura valutazione. Un effetto sicuro la scatola nera sicuramente lo avrebbe ed è quello di sentirsi contestare eccessi di velocità in caso di sinistro, con il conseguente risparmio, ma solo per le compagnie, sull’importo del risarcimento. Tutto ciò per presunti “sconti” calcolati su premi di polizze liberi e non vincolati, e quindi di nessun valore, ben potendo la compagnia alzare a piacimento il costo iniziale della polizza per poi, operato il finto sconto, tornare al premio pieno normalmente praticato. Il tutto con piena pace delle associazioni dei consumatori che di questi argomenti ben poco ne sanno. Insomma, l’ennesimo sistema inventato dalle Assicurazioni per guadagnare in generale e risparmiare sui sinistri a danno degli automobilisti”.

Falsi incidenti chiesto processo per 87 persone

procura bari BARI – La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 87 persone, tra medici, avvocati e presunte vittime di incidenti stradali, accusate di truffa ai danni di compagnie assicurative. Rischiano il processo i quattro medici Roberto Settembre, all’epoca dei fatti in servizio presso il reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Di Venere di Bari, Michele Gesmundo, Fabio Basalisco e Francesco Saponieri, periti di parte incaricati di redigere certificati medici attestanti – secondo l’accusa – false patologie derivanti dai sinistri.

Chiesto il processo per i due avvocati Michael Gisonda e Maria Schima, incaricati di curare le pratiche per il risarcimento danni. Le indagini coordinate dal pm Francesco Bretone hanno accertato oltre 40 episodi di falsi incidenti in alcuni comuni della provincia di Bari, in particolari a Binetto, Toritto, Grumo Appula e Modugno. In alcuni casi si tratta di cadute accidentali causate da buche nell’asfalto. Nel procedimento si sono costituite parti civili le 15 compagnie assicurative truffate e il Comune di Grumo Appula. L’udienza preliminare per i rinvii a giudizio si concluderà il 3 aprile.

Pacchetto Rc auto – Carrozzieri, periti e medici in rivolta, compagnie quasi. Ma per risparmiare ci vorrà ben altro

quali sono i costi del sinistroSi capiva da subito che il nuovo pacchetto di novità sulla Rc auto appena entrato in vigore col Dl Destinazione Italia avrebbe suscitato molte reazioni: il principio cui si ispira è la forfettizzazione del risarcimento, per cui di fatto mette intere categorie (carrozzieri, medici e periti) in una posizione di dipendenza dalle compagnie assicurative. E infatti, dopo i primi comunicati di protesta (non tanti quanti era lecito attendersi, per la verità), è stata indetta una giornata nazionale di mobilitazione per sabato prossimo, 11 gennaio. Sul Sole 24 Ore di oggi approfondisco un po’ i motivi della loro protesta.

Sono tutti contro le compagnie e lamentano che il pacchetto sia troppo sbilanciato verso i loro interessi. Ma anche le assicurazioni stesse hanno qualcosa da lamentare: la norma le obbliga a praticare sconti non inferiori a una certa soglia (per esempio, il 7% a chi accetta di farsi montare la scatola nera), cosa che tarpa la libertà d’impresa. Curiosamente, è la stessa cosa che dicono i carrozzieri contro il risarcimento in forma specifica, fortemente voluto dalle compagnie per tagliare i costi delle riparazioni.

Il fatto è che della libertà d’impresa c’è bisogno come il pane, ma in un sistema dove il consumatore ha la possibilità di giudicare in prima persona il modo in cui ciascuna impresa lavora. Ma, nel caso di una riparazione, che cosa può giudicare un normale cittadino? Quanti sanno capire se una lamiera è stata raddrizzata bene invece di riempire le deformazioni con lo stucco? Quanti riescono a capire se i nuovi pezzi montati dal carrozziere sono davvero di qualità?

Un sistema del genere, prima ancora che di libertà d’impresa, ha bisogno di periti di qualità e fuori dai giochi per fare le valutazioni nell’interesse dei consumatori e per evitare frodi (di carrozzieri e danneggiati) da una parte e ingiustificati risparmi delle assicurazioni dei risarcimenti dall’altra.

Ma chi li pagherebbe? Per le compagnie è più comodo istituire un sistema a forfait, che marginalizza i periti, utilizzandoli solo quando serve all’assicurazione stessa, che li paga quanto vuole per far fare loro ciò che vuole. E non è detto che in queste volontà delle compagnie ci sia una riduzione delle frodi: il sistema attuale del risarcimento diretto è tale da scoraggiare l’attività antifrode sui piccoli sinistri, perché la compagnia che li liquida riceve un rimborso a forfait anche superiore a quanto paga, quindi ci guadagna. In pratica, c’è una camera di compensazione centrale che media tutto, creata su volere dell’Antitrust per incoraggiare (almeno in teoria) la concorrenza, facendo in modo che le compagnie non abbiano l’una i dati sensibili dell’altra. Per funzionare, il sistema deve prevedere il rimborso fisso, indipendente dalla cifra realmente liquidata, che deve restare segreta.

In teoria, il rimborso fisso serviva a fare in modo che la compagnia (che, nel risarcimento diretto, dà i soldi al suo cliente e quindi ha interesse ad accontentarlo, tanto poi viene rimborsata dal sistema) non largheggiasse. Ma questo vale per i sinistri con danni superiori al valore fisso del rimborso: per quelli inferiori, la compagnia incassa più del liquidato. L’esperienza ha dimostrato che quest’ultima circostanza è frequente e porta il sistema ad essere inefficiente, facendo passare qualsiasi risarcimento – anche gonfiato – sia inferiore alla soglia del rimborso fisso.

Se non si metterà mano a questo sistema, gli sconti minimi imposti dal pacchetto Rc auto del Dl Destinazione Italia rischiano di applicarsi a prezzi sempre più alti e dunque di essere inutili. Mi risulta che al ministero dello Sviluppo economico stiano già lavorando a una riforma del sistema, in gran segreto com’è giusto che sia. Non ci resta che augurare loro buon lavoro. Ce n’è bisogno, perché dovranno varare norme davvero decisive per cambiare il sistema, contrariamente a quelle contenute in Destinazione Italia.

Ce la faranno?

Maurizio Caprino

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Le novità sull’auto: Scatola nera, obbligo in stand by

408523_9698_big_Keeper_black_box_frontePremi ridotti agli assicurati che l’accetteranno, ma resta aperto il nodo dei costi

La scatola nera non è ancora pronta a diffondersi tra gli assicurati e i provvedimenti per farla decollare davvero potrebbero finire su un binario morto. Il Dl 1/12 (convertito nella legge 27/12 il 24 marzo successivo) prevede che le compagnie assicurative possano offrire ai clienti «meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo».

Il meccanismo

I loro dati possono risultare utili a ricostruire la meccanica di un incidente, a stabilire se è davvero avvenuto e dove, e contribuire a individuare eventuali guasti o malfunzionamenti del veicolo. Quindi, oltre a permettere personalizzazioni tariffaria basate sull’effettivo uso del veicolo, la scatola nera può combattere la piaga dei sinistri simulati e determinare se l’assicurato che chiede il risarcimento di un danno non abbia abitudini di guida spericolate, o se al momento del sinistro non stesse violando il Codice della Strada, per esempio guidando a velocità proibita. Dunque, il dispositivo dovrebbe essere assai gradito alle compagnie in quanto può abbattere i costi dei risarcimenti, eliminando quelli non dovuti o che nascondono illeciti. In effetti, numerose compagnie lo offrono da ben prima del decreto, con sconti sul premio a chi ne accetta l’installazione. Tuttavia, dal varo del decreto, il favore delle compagnie s’è trasformato in freddezza. Motivo: la legge accolla alle compagnie – e mai all’assicurato – i costi d’acquisto, installazione e gestione della “scatola“, e lo sconto sul premio, ora obbligatorio, deve essere “significativo” (anche se non si citano percentuali), e non più irrisorio come spesso è avvenuto finora.

I costi

Ad agitare le acque è intervenuta anche una polemica tra l’allora Isvap (oggi Ivass, l’organo che vigila sulle assicurazioni) e l’Ania, l’associazione che le rappresenta. Interpretando il decreto, il primo organismo ha parlato di “obbligo” delle compagnie nell’offrire polizze con scatola nera inclusa, mentre l’associazione ha smentito tale lettura dichiarando che si tratta solo di una possibilità per i clienti e ha ventilato l’ipotesi di incrementi dei premi dovuti all’obbligo, per le compagnie, di sostenerne i costi. In sostanza: ben vengano i dispositivi anti-truffa, ma solo se a pagarli sono gli assicurati ai quali, paradossalmente, vengono proposti dagli assicuratori come strumenti per combattere il caro-polizza. Poiché le scatole nere devono offrire requisiti minimi elevati (ad esempio, devono disporre di un modulo Gps che rilevi la posizione dei sinistri), l’Ania sottolinea anche che nelle zone d’Italia dove il numero di incidenti è proporzionalmente più contenuto che in altre, e dove quindi i premi assicurativi costano meno, l’adozione della “scatola” potrebbe farli aumentare, il contrario cioè di quanto il decreto perseguiva.

Tasselli mancanti

Tutto ciò può forse spiegare perché, dalla sua entrata in vigore, apparentemente si è fatto molto per la diffusione delle scatole nere, mentre in realtà è vero il contrario. Il decreto, infatti, prevedeva altri tre provvedimenti: un decreto interministeriale che stabilisse i requisiti minimi dei dispositivi, un altro per gli standard dell’hardware e del software per la gestione dei dati raccolti e, infine, un regolamento studiato da Ivass, ministero per la Sviluppo economico e Garante della privacy per la definizione delle modalità di gestione dei dati e di interoperabilità dei dispositivi con gli standard di ogni compagnia, per consentire all’assicurato di poterla eventualmente cambiare dopo l’istallazione.

Il primo decreto ha visto la luce il 25 gennaio 2013, il secondo è stato soltanto notificato dal Mise alla Commissione Ue nel settembre 2012 mentre del regolamento esiste solo il testo, divulgato per pubblica consultazione lo scorso 19 marzo. Insomma, solo uno dei tre provvedimenti è in vigore. Intanto, la validità del dispositivo viene proclamata da ogni soggetto interessato e se ne auspica l’obbligatorietà su tutti i veicoli di nuova immatricolazione. Una buona idea, visto che dal 2015 è prevista anche l’adozione dell’e-call, cioè una centralina che, in caso di collisione, permetta il soccorso immediato. È superfluo sottolineare che tale funzione potrebbe tranquillamente essere implementata in una scatola nera, il che porterebbe al logico passo dell’adozione di un dispositivo unico.

Autore: Sara Visconti – Il Sole 24 Ore

Home insurance pronta al via

claimate2

Pagina a cura di Cinzia De Stefanis

Dal 1° settembre le imprese di assicurazioni dovranno obbligatoriamente attivare l’home insurance. Infatti da quella data, i consumatori che stipulano una polizza di assicurazione potranno chiedere l’attivazione, nel sito internet della compagnia, di un’area riservata a cui accedere con modalità protetta per consultare in tempo reale la propria posizione assicurativa, verificare le coperture in corso e le relative scadenze dei premi.

Conoscere il valore di riscatto della propria polizza vita o il valore delle prestazioni nel caso di prodotti assicurativi a contenuto finanziario, consultare e scaricare l’attestazione sullo stato del rischio per la polizza Rc auto e ricevere alcune comunicazioni periodiche da parte dell’assicuratore. Lo ha stabilito l’Ivass, l’Authority sulle assicurazioni, con il provvedimento del 16 luglio 2013 n. 7 sull’home insurance (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale del 25 luglio 2013 n. 173).

Il provvedimento dell’Ivass dà attuazione all’articolo 22, comma 8, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 e «mira a semplificare e velocizzare, mediante il ricorso allo strumento tecnologico, il rapporto con l’impresa di assicurazioni che diventa più immediato e trasparente, grazie anche alla possibilità di accedere alle informazioni in qualsiasi momento». La finalità della norma è quella è favorire una più efficace gestione dei rapporti assicurativi valorizzando il canale di comunicazione telematico quale strumento per accrescere la trasparenza e semplificare il rapporto impresa-assicurato.

 

Aree riservate per i clienti. Le imprese di assicurazione prevedono nei propri siti internet apposite aree riservate attraverso le quali ciascun contraente può consultare almeno:

– le coperture assicurative in essere;

– le condizioni contrattuali sottoscritte;

– lo stato dei pagamenti dei premi e le relative scadenze, per le polizze incluse le polizze unit linked e index linkede;

– per i contratti di responsabilità civile e per la circolazione dei veicoli a motore anche l’attestazione sullo stato del rischio.

Per quanto riguarda il riferimento alle condizioni contrattuali «sottoscritte», potrà essere resa disponibile l’immagine del contratto firmato dal cliente, ovvero, in alternativa, il testo delle condizioni di polizza corrispondenti a quelle che regolano il contratto sottoscritto. Per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore del provvedimento una rappresentazione sintetica delle condizioni contrattuali sottoscritte l’evidenza delle garanzie, delle esclusioni e limitazioni.

L’informativa comprende l’indicazione dei massimali, del valore del bene oggetto di copertura, la data e l’importo dei premi in scadenza, oltre ad ogni altro elemento utile a fornire al contraente un’informativa completa e personalizzata con riguardo alla sua specifica posizione assicurativa. Il contraente può in ogni caso richiedere la pubblicazione integrale delle condizioni contrattuali sottoscritte.

Le imprese di assicurazione aggiornano le informazioni contenute nelle aree riservate con una tempistica coerente con le caratteristiche della copertura assicurativa a cui si riferiscono e indicano chiaramente la data di aggiornamento. Le imprese garantiscono la correttezza, la chiarezza e la trasparenza delle informazioni contenute nelle aree riservate, mediante l’uso di un linguaggio semplice e facilmente comprensibile.

Le informazioni dovranno essere adeguatamente personalizzate, in modo da consentire al contraente di conoscere lo stato della sua posizione assicurativa, mediante l’indicazione dei massimali garantiti, del valore del bene oggetto di copertura, oltre ad ogni altro elemento utile per un’informativa calibrata sulla specifica posizione assicurativa.

Rischi particolari. Le imprese di assicurazione possono non attivare le aree riservate per le coperture relative a:

– rischi relativi a flotte di veicoli a motore o di natanti;

– grandi rischi;

– rischi agricoli stipulati ai sensi del dlgs 29 marzo 2004 n. 102 e ai relativi contratti integrativi;

– rischi connessi ad eventi specifici circoscritti in un limitato arco temporale;

– rischi accessori a un prodotto o servizio in cui l’importo dei premi complessivamente dovuti per la copertura, indipendentemente dalle modalità di rateazione, non sia superiore ai 100 euro.

– rischi assicurati con contratti collettivi stipulati «per conto di chi spetta» ai sensi dell’articolo 1891 c.c.

 

Informativa sull’attivazione del servizio. Le imprese di assicurazione rendono nota la possibilità di richiedere le credenziali di accesso all’area riservata, specificandone le modalità, mediante pubblicazione di una apposita informativa sulla home page del sito internet. L’informativa è altresì resa per iscritto in occasione della sottoscrizione del contratto di assicurazione. Per i contratti stipulati prima del 1° settembre 2013 l’informativa relativa alle aree riservate è resa in occasione della prima comunicazione da inviare in adempimento degli obblighi di informativa previsti dalla legislazione vigente o da disposizioni contrattuali.

© Riproduzione riservata

1logoitalia oggi7grande

Truffe ad assicurazioni, 115 denunce a Taranto. Indagati tre avvocati

Schermata 03-2456376 alle 10.11.09La Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Taranto, nell’ambito di una indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Filomena Di Tursi, ha denunciato, a vario titolo, 115 persone in concorso tra loro, per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle maggiori compagnie assicurative italiane, falso materiale, falso ideologico e fraudolento danneggiamento di beni assicurati.

L’operazione denominata ‘Zeta‘, in riferimento alla compagnia di assicurazioni Zurich, che nel marzo 2009 ha depositato querela riguardo una serie di 34 sinistri stradali che vedevano coinvolta sempre la stessa vettura nell’arco temporale di 9 mesi, riveste una particolare importanza per il numero delle persone coinvolte, alcune delle quali pluripregiudicati per reati specifici e già coinvolti nelle operazione Delfino e Lepro.

Si tratta di componenti di quattro diversi nuclei familiari che ormai consideravano la truffa alle assicurazioni una voce attiva del bilancio familiare. Il blitz assume una notevole importanza sociale. L’attività criminosa, infatti, ha arrecato un grave danno ai cittadini di Taranto per il rincaro delle tariffe applicato dalle società assicurative, in conseguenza dell’aumentato numero di incidenti stradali e dei conseguenti rimborsi corrisposti; l’indagine ha accertato infatti il pagamento di indennizzi per 88 falsi incidenti, tutti avvenuti tra il 2008 e la metà del 2010 per un ammontare complessivo di 400.000 euro.

Questo tipo di crimine rende a tutt’oggi la provincia di Taranto una delle province di Italia con il pagamento dei più esosi premi assicurativi per singola polizza. L’indagine, particolarmente lunga e complessa, si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche durate oltre quattro mesi che hano accertato la presenza sul territorio ionico di un gruppo stabilmente dedito alle frodi assicurative, molto disinvolto. L’organizzazione si avvaleva della collaborazione di figure professionali specifiche nell’ambito dell’infortunistica stradale. In alcune circostanze la truffa è avvenuta con l’ausilio di falsa documentazione o falsificata in ogni modo, che veniva esibita alle compagnie assicuratrici per attestare la proprietà del mezzo a persone pulite e quindi non risultanti plurisinistrate; venivano infatti creati ad arte permessi provvisori di circolazione apparentemente rilasciati da diverse agenzie di pratiche automobilistiche tarantine, risultate tutte ignare dell’illecito.

Tra gli indagati figurano tre avvocati compiacenti, del foro di Taranto, di cui uno risulta coinvolto direttamente in un falso sinistro stradale mentre gli altri due hanno assunto la strumentale e consapevole difesa di soggetti coinvolti nei falsi sinistri. L’organizzazione criminale attuava la cosiddetta pratica del «parafango», limitando la denuncia dei danni patiti nei falsi sinistri stradali quasi esclusivamente a danni materiali, con l’intento di eludere o sterilizzare le attività di verifica e di indagine delle forze di polizia. Determinante per il concretizzarsi del disegno criminale appare l’operato di sette periti, che attribuivano in sede di perizia tecnica la compatibilità dei danni riscontrati sui veicoli con la dinamica denunciata nel falso sinistro stradale, inducendo di fatto in errore le compagnie assicurative, che liquidavano indennizzi per fatti mai realmente accaduti.

Tra gli indagati figura altresì il titolare di un’agenzia investigativa, della quale le Unità Antifrode delle compagnie assicurative si avvalevano per un primo accertamento riguardo la veridicità derll’evento infortunistico.

Singolare appare il coinvolgimento, in un falso sinistro stradale, di un carro funebre, fortunatamente privo di salma, che vedeva però ferito, a seguto dell’evento, il trasportato nel sedile anteriore, per il quale la compagnia liquidava (sia per danni materiali che fisici) complessivamente 13.000 euro. Anche i danni sui veicoli venivano riutilizzati per diversi sinistri, in particolare appare irreale ma effettivamente accaduto che la stessa autovettura, una Fiat Punto fosse coinvolta in venti sinistri ed il proprietario della stessa risulti essere nel contempo il conducente della vettura Lancia Y coinvolta a sua volta in altri 34 incidenti stradali.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

QUANTO VALE IL SERVIZIO ASSICURATIVO IN ITALIA?

adiconsumPresentato da Adiconsum il rapporto sulla qualità del servizio assicurativo RC Auto.

E’ stata condotta da Adiconsum un’indagine qualitativa sulla conoscenza del contenuto contrattuale, sottoponendo un questionario a neopatentati e ad automobilisti in rinnovo di patente. Dall’indagine è emerso che, sia il nord che il sud del Nostro Paese, sono accomunati dall’idea che il risparmio sia legato solo al prezzo. Purtroppo molto c’è ancora da fare sia nell’informazione che nella formazione. Sconcerta, ad esempio, il fatto che sia sconosciuta la procedura di conciliazione e che venga scambiata per la mediazione, malgrado sia in vigore da ormai 7 anni.

CONSULENZA – Ogni Associazione ha aperto uno sportello di assistenza ai consumatori in materia di RC Auto: operatori specializzati hanno fornito informazioni e consulenze sulle tariffe applicate dalle diverse compagnie assicurative, sulle condizioni contrattuali, sulle garanzie a cui il cittadino ha diritto e sulla qualità dei servizi offerti.

PREVENZIONE – E’ stata avviata una campagna di informazione sulla RC Auto e di prevenzione dei sinistri, diretta soprattutto ai giovani, messa in atto attraverso un ciclo di incontri nelle autoscuole, al fine di offrire un’adeguata formazione alle persone che sono in procinto di prendere la patente. Nel corso di ogni incontro un esperto ha risposto ai quesiti dei ragazzi, ai quali è stato distribuito materiale informativo ad hoc.

COMUNICAZIONE – Il progetto si è svolto parallelamente ad una capillare attività di informazione e sensibilizzazione attraverso i media nazionali e locali. Gli eventi e le iniziative sono state promosse online attraverso i social network e tutte le associazioni coinvolte hanno realizzato sui propri siti web una pagina dedicata al progetto, dalla quale è possibile scaricare gratuitamente il materiale prodotto.

OBIETTIVI – Il principale scopo del progetto “RC AUTO: QUANTO MI COSTI?” è stato quello di offrire ai cittadini un’informazione completa ed esaustiva in materia di assicurazioni automobilistiche, in modo che gli utenti stessi diventino consapevoli dei propri diritti, delle varie tipologie di contratto e, più in generale, di tutto quanto riguarda il settore RC auto. Le Associazioni proponenti rinnovano l’auspicio che il progetto possa gettare le basi per ulteriori attività, anche da realizzare in partnership con altri soggetti pubblici e privati.

adiconsum_rc_auto_presentazione_completa