Imperia: Scoperta dai Carabinieri una maxi truffa alle assicurazioni, in manette tre persone

 

La Legge Bersani per ridurre il premio e pagare di meno

Utilizzavano la legge Bersani, per truffare le assicurazioni. Migliaia di automobilisti coinvolti nella truffa che è stata scoperta ad Imperia dai carabinieri della Compagnia, coordinati dal maggiore David Egidi. Questa notte è scattata l’operazione “The Brokers”. Tre persone sono finite in manette, altre sei sono state denunciate in regime di correità con gli arrestati.

L’indagine è partita nel luglio scorso e ha rivelato che la banda aveva il suo cuore nel Napoletano. A seguito di accertamenti incrociati i carabinieri si sono resi conto che c’erano incongruenze circa la veridicità dei dati anagrafici ed assicurativi di alcuni soggetti occasionalmente fermati durante i servizi di controllo del territorio.

I carabinieri, in una conferenza stampa, alla presenza del Comandante Provinciale, colonnello Luciano Zarbano, e del Comandante del Reparto Operativo, Emanuele Gnoni hanno spiegato come si muoveva l’organizzazione. Il maggiore Egidi, in particolare, ha illustrato come colpivano i malviventi, accusati anche di associazione a delinquere: in particolare cinque di loro tutti residenti ed operanti nel napoletano, si procacciavano clienti offrendo loro la possibilità di assicurare la propria autovettura a prezzi certamente vantaggiosi e sicuramente “fuori mercato” se considerata l’area di provenienza.

In effetti la provincia di Napoli, a causa del tasso di incidentalità, è la più cara d’Italia in quanto a tariffe RC Auto. A quel punto raccoglievano i documenti d’identità e di circolazione per inviarli ad un intermediario imperiese, il quale con grande abilità provvedeva a “ricostruire” la storia anagrafica di ognuno, affinchè potesse beneficiare degli effetti del decreto “Bersani”, ovvero essere inserito in stati di famiglia di persone residenti in Imperia o nel basso Piemonte.

Una volta terminata tale operazione, l’intermediario imperiese, avvalendosi della collaborazione di due sodali del posto smistava i documenti a diverse agenzie assicurative presenti nel nostro territorio dove di fatto venivano istruite le pratiche ed emessi i contratti di polizza.

Va ancora aggiunto che uno dei soggetti arrestati lavorava all’interno di una di queste agenzie e che da solo aveva istruito ed emesso circa 250 pratiche. Per ogni pratica i vari soggetti componenti l’associazione trattenevano una somma tra i 120 ed i 140 euro per un giro d’affari che, prime delle operazioni di perquisizione compiute all’alba di ieri, era stimato sugli 80mila euro, somma che, alla luce degli ulteriori elementi raccolti potrebbe crescere.

Considerato invece il volume delle pratiche istruite, il danno che hanno sinora subito le Compagnie Assicurative è stimabile in circa 900mila euro di mancato guadagno. Deferiti per truffa tutti gli automobilisti assicurati.

(Fonte: Tgcom24)

Truffa alle assicurazioni, sei anni a ex maresciallo dei carabinieri

Galati Mamertino (Me) – Antonio Zurdi, comandante della stazione dei carabinieri di Galati Mamertino, avrebbe predisposto delle relazioni attestanti il verificarsi di falsi incidenti stradali che servivano poi ad ottenere dei risarcimenti non dovuti dalle compagnie assicurative.

PATTI (ME) – Il collegio del Tribunale di Patti, presidente Lazzara, a latere Molina e Rigoli, ha condannato a sei anni l’ex maresciallo dei Carabinieri di Galati Mamertino Antonio Zurdi, e a cinque anni il consulente assicurativo Carlo Raffa, residente a Sant’Agata di Militello. L’inchiesta, partita da alcuni fatti avvenuti a Messina tra il 2001 e il 2006, aveva portato alla scoperta di un giro di truffe assicurative in cui era coinvolto l’ex comandante della stazione carabinieri di Galati Mamertino.Secondo gli inquirenti, agendo con abuso di potere e in violazione dei doveri d’ufficio di comandante della stazione dei carabinieri di Galati Mamertino, avrebbe predisposto delle relazioni attestanti il verificarsi di falsi incidenti stradali che servivano poi ad ottenere dei risarcimenti non dovuti dalle compagnie assicurative, con il consulente Carlo Raffa, che avrebbe fornito il proprio apporto di esperto del settore selezionando le compagnie da truffare e mantenendo contatti con medici compiacenti per il rilascio delle certificazioni sanitarie necessarie. Ieri la sentenza di primo grado, con l’ex maresciallo ritenuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed al falso ideologico. Raffa è stato invece ritenuto colpevole del reato associativo. Inoltre, cosi come stabilito dal giudice, entrambi sono stati condannati anche a risarcire il danno nei confronti delle compagnie assicurative truffate e al pagamento delle spese processuali. Altre 27 persone, accusate a vario titolo dei reati di simulazione per aver denunciato falsi furti di auto, falso in scritture private per aver denunciato incidenti stradali inesistenti, falso ideologico e falso materiale, sono invece usciti dal processo per prescrizione o per non avere commesso il fatto.

Appalti truccati per 10 milioni di euro : il caso Kaleidos.

Pilotate» tra il 2006 e il 2012 le gare d’appalto per il noleggio auto
Alfredo Robledo, Edmondo Bruti Liberati e il Comandante Provinciale dei Carabinieri Salvatore Luongo (Fotogramma)Nella foto: Alfredo Robledo, Edmondo Bruti Liberati e il Comandante Provinciale dei Carabinieri Salvatore Luongo

MILANO – Tra il 2006 e il 2012, avrebbero «pilotato» gare d’appalto bandite per l’approvvigionamento del parco automezzi delle società di cui erano responsabili, favorendo la Compagnia delle Opere. In base a queste accuse i carabinieri hanno eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 7 in carcere e 9 agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettante persone indagate per presunti appalti truccati per 10 milioni di euro nel campo del noleggio di auto senza conducente.  Le accuse sono di turbativa d’asta e corruzione. Sono state eseguite perquisizioni nella sede dell’Aler di viale Romagna.

KALEIDOS – Al centro delle indagini la Kaleidos Srl, società con sede a Saronno, legata alla Compagnia delle Opere. Già a marzo del 2012 la procura di Milano aveva acceso un «faro» sulla Kaleidos, che offriva alle imprese associate alla CdO «condizioni particolari» per il «noleggio a lungo termine» delle vetture. La Kaleidos poteva far intervenire in suo favore anche l’ex ad di Trenord Giuseppe Biesuz, arrestato lo scorso dicembre nell’ambito di un’altra inchiesta sul fallimento della società «Urban Screen» che lo vede imputato per bancarotta.

IL SISTEMA – «Nelle parole dei due interlocutori – scrive il gip Gennari – che commentano da un lato alcune vicende giudiziarie che hanno riguardato appalti pubblici dell’Aler, dall’altro un articolo di giornale che ha raccolto indiscrezioni proprio circa la presente attività d’indagine, traspare con assoluta evidenza la consapevolezza dell’appartenenza ad un sistema che vede il suo vertice politico-istituzionale nel Presidente della Regione Lombardia (Formigoni non è indagato nell’inchiesta, ndr) e che rappresenta da anni lo strumento delle ingerenze nell’attività dell’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale».

TUTTI GLI ARRESTATI – Le persone raggiunte da una ordinanza di custodia cautelare sono Massimo Vanzulli (presidente del cda di Kaleidos), Oreste Ceriani (ad di Kaleidos), Stefano Ciafaloni (direttore commerciale di Kaleidos), Luca Viotti (direttore vendite di Kaleidos), Alessandro Moretti (agente di commercio per conto della Kaleidos), Monica Pasello (agente di commercio per conto della Kaleidos), Francesco Cristiano Lazzaro (dipendente Arval), Mara Cristina (dipendente Arval), Monica Goi (responsabile dei servizi generali di direzione dell’Aler, agenzia lombarda edilizia residenziale di Milano), Giancarlo Bortolotti (direttore del dipartimento tecnico amministrativo dell’Azienda ospedaliera istituti clinici di perfezionamento di Milano), Cristina Clementi (responsabile gestione degli approvvigionamenti dell’azienda ospedaliera di Desio e Vimercate), Gaetano Peccetti (funzionario amministrativo in Metropolitane Milanesi), Massimiliano Marzioni (dipendente Axus Italiana-Ald Automotive), Albino Pio Doniselli (dipendente Axus Italiana), Francesco Carrus (dipendente Axus Italiana), Fulvio Giuseppe Giacobbe (dipendente Axus Italiana). Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono per Vanzulli, Ceriani, Ciafaloni, Viotti, Moretti, Lazzaro e Goi, mentre quelle ai domiciliari sono per gli altri nove.

Sintesi dell’articolo del Corriere della Sera del 22/1/13