A quando va quella causa?

Tutte le cause in un’app

Ai CTU ed agli avvocati, ma anche ai liquidatori ed alle parti in causa, può servire sapere a che punto è una causa.

L’APP consente la consultazione pubblica, in forma anonima, dei registri civili del Ministero della Giustizia per gli uffici di: Corte d’Appello, Tribunale Ordinario, Sezione distaccata, Giudice di Pace e Tribunale per i Minorenni.

Basta sapere il numero di ruolo ed inserirlo in quest’app e molto velocemente si ottengono tutte le date delle udienze passate e quelle fissate con gli incombenti assegnati ad ogni data.

Consultazione in forma anonima, vuol dire che non ci sono i nomi delle parti e degli avvocati, ma solo le iniziali, tantomeno quelle dei CTU o dei CT di parte. Ma sapere a quando è stato messo un rinvio può evitare di recarsi in cancelleria.

C’è anche la funzione agenda per cui tutte le scadenze delle cause che si seguono sono messe automaticamente in un’agenda per avere in una schermata unica tutte le prossime udienze delle procedure che si seguono.

Registri consultabili: Contenzioso Civile, Lavoro, Volontaria Giurisdizione, Procedure concorsuali, Esecuzioni Mobiliari ed Esecuzioni Immobiliari. Il servizio è distribuito gratuitamente dal Ministero della Giustizia.

ANIA e PD tagliano il danno da morte e alla persona

danno da morte

A pagare i profitti delle compagnie assicurative saranno le vittime della strada e gli artigiani carrozzieri, costretti a stringere patti con le compagnie per sopravvivere.

Continua il dibattito sulla riforma delle RC Auto e sull’introduzione di nuovi parametri di riferimento per il calcolo del risarcimento in caso di sinistro stradale. Unica costante nella vicenda, però, sembra essere il tentativo di favorire la lobby delle compagnie assicurative a spese dei contribuenti e delle vittime.Il Gruppo Pd, infatti, anziché concentrarsi sui punti contenuti nella Carta di Bologna, sostenuta da oltre 30 associazioni del settore, ha deciso di sposare l’emendamento presentato in Parlamento da CNA e le Confederazioni, tramite rete Imprese Italia che obbligherà i riparatori a concordare preventivamente il costo della riparazione con il perito assicurativo.E’ stata inoltre manifestata la volontà di intervenire sulle lesioni gravi e gravissime e sul danno da morte.

“Questi emendamenti uccideranno un’intera categoria di artigiani, i carrozzieri, e il diritto delle vittime ad essere risarcite. – Ha commentato Stefano Mannacio, membro CUPSIT – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani. – Ora succederà ciò che è già successo per i colpi di frusta: i periti saranno istruiti dalle direzioni generali a risarcire sulla base di parametri rigorosamente stabiliti dalle compagnie. Le trattative stragiudiziali si bloccheranno. Per ottenere un risarcimento integrale bisognerà fare cause defatiganti. E, come se questo non fosse un quadro già abbastanza tragico, ben presto le compagnie avranno in pugno anche gli artigiani carrozzieri, costretti a piegarsi alle loro richieste per mantenere in vita la propria officina.”

“Stanno cercando di svendere il nostro lavoro al miglior offerente, ma Federcarrozzieri venderà cara la pelle dei propri associati! – Ha dichiarato Davide Galli, Presidente di Federcarrozzieri. – Il settore degli artigiani carrozzieri si trova in un momento di profonda difficoltà, con la più alta pressione fiscale d’Europa, che uccide ogni giorno decine di officine e limita la concorrenza, favorendo il lavoro sommerso, ingrassando le tasche di artigiani abusivi e favorendo le aziende che hanno personale a nero. Con i nuovi emendamenti saranno le Compagnie a stabilire il costo del nostro lavoro. Abbiamo incontrato tutti, dalla commissione finanza alla senatrice Vicari, ora è rimasto sola una persona da incontrare, appuntamento confermato.

Consegneremo le chiavi delle carrozzerie associate e i documenti dei consorzi che insieme a Federcarrozzieri prendono le distanze dalle confederazioni invitando i propri iscritti ad abbandonare la nave non rinnovando le
tessere confederali.”

Indignato il commento alla vicenda da parte dell’Associazione Italiana Familiari delle Vittime della Strada Onlus, che ha deciso di inviare una lettera aperta ai rappresentanti delle Istituzioni e dei Partiti presenti in parlamento. “Siete ancora in tempo per riaffermare agli occhi dei cittadini la Vostra dignità e il vostro ruolo di rappresentanza sociale, impedendo che si compia un vergognoso colpo di mano nella definizione del decreto “Destinazione Italia”, a danno delle vittime. – Scrive il Presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni. – Non possiamo accettare che addirittura la sinistra sia a favore della diminuzione dei risarcimenti alle vittime. Smettetela di raccontare la favola dei risarcimenti e delle tariffe più basse in Europa rispetto all’Italia.”

Di seguito l’elenco completo dei punti contenuti all’interno della Carta di Bologna:

1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )

2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici

3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust

4. Rottamazione risarcimento diretto

5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )

6. Libera circolazione dei diritti di credito

7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti

8. Libertà di scelta nelle cure

9. Libertà di valutazione del medico legale

10. Pene certe per i pirati della strada

11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva

12. Agenzia antifrode in campo assicurativo

La Carta di Bologna è stata promossa da: Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada

(AIFVS), il Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA), Assoutenti, il

Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani (CUPSIT), la Commissione RC dell’Organismo Unitario

dell’Avvocatura (OUA), l’Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa (UNARCA), l’Associazione

Culturale Mo Bast!, l’Associazione Valore Uomo e lo Sportello dei Diritti.

Oltre alle associazioni promotrici, hanno sostenuto l’iniziativa Associazioni Carrozzieri Sardegna, Banca del

Veicolo, Consorzio Carrozzerie Artigiane, Consorzio Carrozzieri Artigiani, Consorzio Carrozzieri Bresciani,

Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio In Rete Car, Rete Amica Carrozzeria della Val d’Aosta,

Associazione Periti Campani, Consorzio Carrozzieri Trentini, Consorzio TUO Torino, Carrozzeria Aperta,

Centro Tutela Consumatori Risparmiatori, Consorzio Gruppo Carrozzieri, Evolgo! Rete Impresa Carrozzeria

Italiane, Rete Carrozzeria Trasparente, SISCESA CISL – Sindacato Italiano Consulenti ed Esperti del Settore

Assicurativo, SISPA UGL – Sindacato Italiano Periti Assicurativi, UNILPI – Unione Nazionale Italiana Liberi

Professionisti e Infortunistiche, Consorzio Carrozzerie Riunite, Associazioni Carrozzieri della Provincia di

Genova, Centro Artigiano di Revisione, Gruppo Autoriparatori Uniti e SicurAUTO.it.

Contenzioso RC Auto 2012

Contenziosi RC Auto 2012   Nel 2012, secondo la rilevazione dell’Ivass, le cause civili si sono ridotte dello 0,8% rispetto al 2011, ma l’incidenza delle cause sul numero dei sinistri è in crescita per il quarto anno consecutivo e riguarda il 21% dei sinistri. In aumento anche le cause penali

Riportiamo i risultati della rilevazione annuale dell’Ivass sui contenzionsi RC Auto riferiti all’anno 2012.
Alla fine del 2012 le cause civili pendenti, in ogni grado di giurisdizione, sono 291.504, in lieve riduzione (-0,8%) rispetto alle 293.772 cause pendenti al termine del 2011 (Allegato -Tav. 1). Tuttavia, l’incidenza delle cause sul numero dei sinistri a riserva è in crescita per il quarto anno consecutivo, attestandosi al 21% (19,3% alla fine del 2011).1---Copia.jpg

In dettaglio, le cause di I grado pendenti al 31 dicembre 2012 sono 277.469 (-0,7% rispetto alla fine del 2011) e rappresentano, come nel 2011 e nel 2010, il 95,2% dei procedimenti civili in essere. Nell’ambito dei procedimenti di I grado, a fine 2012, quelli pendenti presso i Giudici di Pace sono 229.340, in calo dello 0,1% rispetto al 2011, e costituiscono l’82,7% del totale delle cause civili di I grado (82,1% nel 2011); l’incidenza sui sinistri a riserva, in linea con la tendenza dei precedenti esercizi, continua a crescere, raggiungendo il 16,5% (15,1% alla fine del 2011).
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Per quanto riguarda i procedimenti civili di II e III grado, a fine 2012 sono pendenti 14.035 cause, in calo dell’1,3% rispetto alle 14.217 in essere al termine del 2011. In particolare, registrano una riduzione sia i procedimenti innanzi i Tribunali (-2,5%, da 6.831 a fine 2011 a 6.657 a fine 2012) sia quelli in essere presso la Corte di Cassazione (-14,6%, da 543 a 518 procedimenti), mentre sono in lieve crescita quelli pendenti nelle Corti d’Appello (+0,2%, da 6.843 a 6.860 procedimenti). L’analisi della globalità delle cause civili in funzione dell’anzianità dei sinistri appostati a riserva a fine 2012, come evidenziato dal prospetto seguente, mostra un’incidenza minima delle cause per i sinistri avvenuti in tale anno (1,6%) e massima (55,6%) per i sinistri verificatisi nel 2004 e negli anni precedenti (Allegato – Tav. 4).

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Contenzioso penale
Alla fine del 2012 le cause penali pendenti nei diversi gradi di giudizio (Allegato – Tav. 5) sono 7.949, con un incremento del 5,4% rispetto alle 7.542 in essere al termine del 2011.
L’incidenza di tali procedimenti sui sinistri a riserva, pari allo 0,6%, risulta in crescita rispetto al 2011 (0,5%). La tabella e il grafico sottostanti sintetizzano l’andamento delle cause penali pendenti
rispetto ai sinistri a riserva a partire dal 2006.
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Le cause in esame risultano in trattazione, prevalentemente, presso i Tribunali, dove sono pendenti 7.247 procedimenti; davanti ai Giudici di Pace, alle Corti d’Appello e alla Cassazione sono in corso, rispettivamente, 584, 101 e 17 procedimenti.
L’analisi riferita ai sinistri a riserva a fine 2012, suddivisi per anno di accadimento, evidenzia un’incidenza percentuale minima dei procedimenti penali per i sinistri avvenuti nell’anno in esame (0,1%) e massima (2,3%) per i sinistri avvenuti nel 2006 (Tav. 6), come si evince dal seguente prospetto
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GALLERIA FOTO

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TPL car: higher and higher prices and out of control

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Policies increasingly expensive according to the latest report of “Cittadinanzattiva”, particularly in the South, where there were “borderline cases” of policy over € 9,000

For some time now we hear that the prices of the policies TPL Car sooner or later would gradually lowered. But … surely continue to increase. To confirm it is the ratio “TPL car. How much does it cost?” Cittadinanzattiva the movement of civic participation for the promotion and protection of the rights of citizens and consumers, which took over the prices charged in each region.

The prices are not at all flattering. In fact, there are 19 cities where a car driver  in the class of maximum discount pay more than 800 euro. The rate TPL car higher for a driver adult who did not cause accidents was recorded in Naples (1,737 euro per year), the cheapest in Aosta (335 euro). The capital of Valle d’Aosta, along with Bolzano and Italy, stands out nationally for amounts lower tariff.
The situation worsens significantly for young drivers, with average price of 2,828 euro to policy and some “borderline cases” with rates above the 9,000 euro. The record for a neopatentato was recorded in Italy: 9,307 Euros per year.

In general, the dear TPL car is most evident in the South (on average, a neopatentato spends 3,101 euro and 776 euro an adult), data similar to the Centre (3013 euro and 712 euro), while rates less burdensome on average are proposed in northern regions (2,532 euro for a young and € 547 for an adult).