Invito al Convegno del 15 febbraio 2014. Associazione Carrozzieri Genova

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——Messaggio inoltrato
Da: ACpGE <segreteria@carrozzieridigenova.it>
Data: Tue, 4 Feb 2014 11:57:16 +0100
A: ACpGE <segreteria@carrozzieridigenova.it>
Oggetto: Invito al Convegno del 15 febbraio 2014

Gentili Signori,

abbiamo il piacere, con l’intento di sensibiizzarVi alle problematiche che affliggono il nostro settore, invitandoVi alla Manifestazione che in terrà a Genova il 15 febbraio 2014.

La segreteria.

N.d.r. La manifestazione è organizzata dall’Associazione fra carrozzieri della provincia di Genova, Federcarrozzieri, Associazione Artigiani Autonoma aderente Casartigiani e Assoutenti. Obiettivo principale della manifestazione quello di chiedere lo stralcio dell’art.8 del decreto “Destinazione Italia” e l’avvio di una vera riforma del settore a partire dalle proposte della Carta di Bologna. In particolare: abolizione dell’indennizzo diretto; libertà di scelta del medico e del carrozziere di fiducia; perito terzo ed imparziale; riduzione delle tariffe sulla base dei sinistri liquidati.

L’appuntamento è sabato 15 febbraio, alle 10, presso il Politeama Genovese in via Bacigalupo 2.

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Lettera del presidente

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Rc auto. I carrozzieri protestano, gli automobilisti pagano

RC-auto-carrozzieriMesso da parte lo scarso stupore nel venire a conoscenza che le polizze Rca (responsabilità civile autoveicoli) italiane costano in media 231 euro in più rispetto agli altri Paesi europei, continua il confronto/scontro tra governo e carrozzieri. A provocare lo scontento dei rappresentanti di categoria è l’articolo 8 del decreto 145 (il cosiddetto “Destinazione Italia”, entrato in vigore lo scorso 24 dicembre, ndr), in particolare la norma sul «risarcimento in forma specifica», ossia sulla facoltà della compagnia assicuratrice di offrire al danneggiato, al posto del denaro, la riparazione del veicolo al costo stabilito dall’officina convenzionata con l’impresa. Qualora l’assicurato dovesse rifiutarsi, la somma di denaro che gli spetta non potrà essere superiore alla stima fatta per la sua riparazione dalla medesima officina convenzionata. In poche parole, l’utente non avrà più la libertà di rivolgersi all’officina di fiducia e, contestualmente, per le piccole imprese artigiane di carrozzerie indipendenti – ossia non convenzionate con le compagnie – aumenta il rischio di non sopravvivere. Il deputato socialista Marco Di Lello è intervenuto sulla vicenda, facendo riferimento alla concertazione, «una buona pratica riformista, introdotta da Amato nel 1992. Una pratica divenuta purtroppo desueta».

 

DI LELLO: I SOCIALISTI DALLA PARTE DI UTENTI E ARTIGIANI – Secondo il capogruppo del Psi a Montecitorio la conseguenza «è quella di errori come l’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia” che, anziché privilegiare la liberalizzazione del mercato – consentendo ai clienti la libera scelta del proprio autoriparatore in caso di sinistro – impone obblighi dove a guadagnarci è solo il potere delle Assicurazioni». Di Lello, che ieri ha partecipato alla manifestazione nazionale dei carrozzieri organizzata dalle confederazioni artigiane a Roma ha poi aggiunto che restano «le nostre perplessità sulla “ratio” con cui è stato scritto il testo del decreto che dovrebbe liberalizzare, e invece restringe la possibilità di scelta su carrozzieri e medici legali. L’esponente socialista, dopo aver ricordato che «il dialogo tra governo e forze sociali è pratica ormai non più in uso» ha auspicato che il Parlamento apporti modifiche a questa norma «che tutela solo le lobby assicurative. I socialisti si impegneranno, certi di non restare soli in questa battaglia parlamentare».

 

LE RAGIONI DELLE ASSOCIAZIONI DEI CARROZZIERI – «Non vogliamo essere soggetti a vincoli che tra l’altro non sono previsti dal nostro ordinamento, ma dettati e imposti dalle compagnie di assicurazione, con l’aiuto delle Istituzioni». Questo è stato il commento di Mario Coltelli, presidente di Casartigiani Autoriparazione che all’Avanti! ricorda che l’Italia è «un Paese libero, dove sul mercato c’è libera concorrenza. Se dovesse passare questo concetto non saremmo più liberi di decidere il nostro futuro: nessuno ci deve imporre chi deve lavorare e chi invece deve chiudere l’attività».

 

 Siria Garneri