Idrogeno quale additivo? Scoperto dalle Iene forse ora parte.

Da anni sul web si parla del sistema di produzione a bordo dell’idrogeno da usare come additivo di benzina o gasolio per far risparmiare carburanti ed abbattere l’inquinamento fino al 90%.

idrogeno Noi ne avevamo parlato nel luglio 2013 con questo articolo  ed avevamo collezionato poco più di un migliaio di visualizzazioni.

Facemmo anche una verifica filmata visibile qui

Due giorni fa c’è stato un servizio di Viviani delle Iene su Mediaset. Il link del sito ha già raccolto ad ora oltre 200.000 visualizzazioni. Forse qualcosa si muove?

 

Scusi, mi fa il pieno d’acqua? Impazza sul web il kit per trasformare l’auto a idrogeno HHO

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Utilizzare free energy per alimentare un motore a scoppio, senza inquinare, dimezzando il consumo di carburante e abbattendo persino i costi della manutenzione del motore. Energia gratuita e svincolata dalle lobbies. È davvero possibile? Secondo qualcuno sì. E sarebbe una grande rivoluzione. Ma secondo tanti altri si tratta dell’ennesima bufala.

Tutto ruota intorno a un kit che porta la produzione dell’idrogeno direttamente nelle automobili. Funziona più o meno così: da una parte entra l’acqua distillata contenuta in serbatoio tipo quello del lavavetri, liquido che rientra attraverso un circuito chiuso. Da un’altra apertura esce invece l’idrogeno che va ha combinarsi attraverso la normale presa d’aria con la miscela di aria e carburante permettendo subito il risparmio energetico e delle tasche.

Ecco perché, spinto dalla impennata del prezzo della benzina e dallo spirito di inventiva degli americani, c’è un interesse sempre maggiore, qui in Italia come all’estero, sulle fantastiche propietà del gas HHO, noto anche come HOH, Gas di Brown, idrossile o ossidrica, che viene utilizzato come additivo della benzina o, in alcuni casi, da solo. Stiamo parlando, infatti, di un sistema di produzione di ossigeno e idrogeno installato a bordo dei veicoli.

La produzione dei 2 gas avviene dall’acqua e verrebbe generata al momento dell’accensione del motore o qualche secondo prima. Ossigeno e idrogeno diventano gas che restano mescolati insieme, ma non si ricombinano, fin quando non entrano nei cilindri ed avviene l’accensione tramite la scintilla della candela o la compressione. Le celle HHO prendono il nome proprio dalla miscela stechiometrica di idrogeno e ossigeno, un composto molto infiammabile che potrebbe essere aggiunto anche al normale combustibile, riducendo così drasticamente i consumi.

Insomma, con queste celle, che non sono altro che dei generatori di idrogeno portatili, con 2, 3 litri d’acqua sarebbe possibile produrre idrogeno già miscelato con il suo comburente nel giusto rapporto, con un consumo elettrico simile a quello di un normale stereo. Ci sarebbe quindi la possibilità di iniettare il gas HHO nel nostro motore, senza che esso modifichi la carburazione. Come? Ce lo spiega in uno video caricato su youtube un meccanico di Nettuno, nei pressi di Roma, che dichiara di essere in grado di montare nel motore dell’auto un Kit che la trasforma in una vettura ecologica ad idrogeno. Il tutto per la modica cifra di 500€ circa, compreso il montaggio. Una spesa irrisoria se si considera l’enorme ritorno in termini ambientali e di risparmio, visto che, a detta del meccanico, così si possono risparmiare fino al 70% dei consumi in carburante, che si tratti di benzina, di diesel o di gpl.

E facendo una rapida ricerca online ci si imbatte in moltissimi tutorial, soprattutto in inglese, che spiegano come realizzare  dei kit HHO artigianali, ci sono siti e persino una pagina facebook  dedicati interamente a loro. Ma si trovano anche molte aziende che li commercializzano, come la HHO Plus  , che promette 1 Litro al minuto con assorbimento di 12 Ampere, o Grisù , un generatore di idrogeno per auto, camper, motori termici che fa risparmiare carburante minimo del 20%, installabile e trasportabile su qualsiasi tipo di veicolo.

Certo, la tecnologia del gas HHO è ancora considerata sperimentale, ma secondo molti questo additivo potrebbe davvero contribuire ad aumentare il chilometraggio e la riduzione delle emissioni nocive.

Eppure non mancano gli scettici, che fanno notare come per produrre idrogeno potrebbe servire più energia di quella che poi si genera. Come si evince dalle parole di un utente di un forum, le domande aperte sono ancora molte  : quanta acqua ti devi portare dietro? Quanta energia elettrica usi per il procedimento di elettrolisi? Da dove la prendi? Se hai dell’energia elettrica a bordo, perché invece che farci andare la cella elettrolitica non ci fai girare un motore elettrico, che costa poco? E se invece la devi produrre al momento, quell’energia lì è regalata o si sottrae a quella della detonazione? E poi c’è chi si chiede: da dove prendiamo l’acqua necessaria, bene sempre più prezioso? Insomma, ci sono ancora molte domande e poche risposte. Proprio come fu per il miraggio dell’auto ad acqua promessa a breve sul mercato.

 Roberta Ragni

http://www.greenme.it

Carburanti, in aprile il consumo è aumentato

Il segnale è debole (+0,6%), ma non accadeva dall’agosto 2011. Quagliano: «Presto per dire se è tornata la fiducia»

Auto in coda a una stazione di servizioMILANO – Prima il segnale positivo delle immatricolazioni europee (+1,7% in aprile rispetto allo stesso mese dell’anno scorso: ), ora un altro indizio incoraggiate: per la prima volta dall’agosto 2011, i consumi di carburante crescono. «L’incremento è molto modesto (+0,6%) ed è dovuto soltanto al gasolio (+0,9%) – spiega Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor -, mentre il consumo di benzina si attesta sul livello dello stesso mese dell’anno precedente». Non è al momento possibile stabilire se si tratta di un «effetto di calendario», un rimbalzo dei consumi dopo una lunga caduta o di una inversione di tendenza.UN’INVERSIONE DI TENDENZA? Il dato comunque è coerente con altri segnali, sia pure molto deboli. Spiega Quagliano: «Innanzitutto il fatto che in Italia, in aprile, il calo delle immatricolazioni è stato più contenuto. Anzi: per la prima volta da mesi si è registrato un incremento degli ordini. Allargando l’orizzonte, c’è poi il fatto che, sempre in aprile, c’è stata una piccola crescita anche per le immatricolazioni in Europa». L’insieme di questi segnali, secondo Quagliano, fa pensare a un recupero della propensione ai consumi, causato dalla «relativa tranquillità sui mercati finanziari e, forse, anche dal ritorno alla fiducia dopo il superamento della crisi politica».VEDREMO IN MAGGIO La verifica non tarderà: vedremo se i dati sulle immatricolazioni di maggio, che saranno resi noti il 3 giugno, confermeranno o no la tendenza. Nonostante l’exploit di aprile, il consuntivo del primo quadrimestre 2013 sulla spesa e sui consumi di carburanti auto è negativo. La banca dati Promotor rileva un calo dei consumi del 3,7%, mentre la spesa ha toccato i 20,6 miliardi di euro, con un calo del 4,8% dovuto a contrazioni del gettito fiscale di 178 milioni (-1,5%) e della quota che va alle compagnie petrolifere e alla distribuzione (componente industriale) di 869 milioni (-8,7%).

Redazione Motori

20 maggio 2013

(modifica il 21 maggio 2013)

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http://motori.corriere.it/attualita/13_maggio_20/carburanti-dati-aprile_4cc8e204-c15e-11e2-9182-3948fb309202.shtml

Auto: il crollo non si ferma più A gennaio vendite a -17,5%

I RISULTATI DEL PRIMO MESE 2013

Batoste pesanti per quasi tutti i costruttori

Fiat perde meno del mercato, i coreani avanzano

 vortice auto

MILANO- L’anno dell’automobile inizia come era finito. Con un altro pesante tonfo. Le vendite a gennaio sono calate del 17,5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Quando già si era verificata una drastica contrazione del 17%. Segni di ripresa? Macché. Le auto immatricolate sono state 113.525.

I DATI MARCA PER MARCA

PERDONO TUTTI-Il gruppo Fiat apre il 2013 con 34.160 vetture, il 15,8 in meno di gennaio 2012, ma aumenta leggermente la quota di mercato superando i 30 punti percentuali e registra un buon successo per 500L con oltre 34 mila ordini raccolti. Batoste pesanti anche per Volkswagen, Psa Peugeot Citroen, Gm tiene un po’ meglio degli altri, Ford perde addirittura il 44%. Fra i pochi a crescere i coreani: Kia avanza del 30% superando le 3 mila unità.

«ACCANIMENTO FISCALE» Fra gli operatori di settore un grido comune: «Il mercato è schiacciato dalle tasse». Per Federauto, l’associazione dei concessionari, «solo con la manovra «Salva Italia» del 2012 gli autoveicoli hanno “donato” all’Erario oltre 5 miliardi di euro, fra aumenti di accise, superbollo e Iva». Aumenti che vanno cumulati a quelli del 2011, ricorda il presidente Filippo Pavan Bernacchi per il quale «i numeri di oggi sono il risultato dell’accanimento fiscale». Jacques Bousquet, presidente dell’ Unrae prevede il peggio: «Gennaio vale storicamente il 10% dell’immatricolato dell’anno, il consuntivo di questo mese proietterebbe a fine anno un risultato che non voglio nemmeno immaginare». «Non poteva essere diversamente» aggiunge poi «in assenza di interventi di alleggerimento dell’enorme pressione fiscale sulle famiglie e del credito alle imprese». Perché la crisi delle automobili -secondo un’analisi del Centro Studi Promotor- è persino peggiore di quella dell’economia reale: «Il livello di tassazione è ormai controproducente pure per il fisco», sostiene Gian Primo Quagliano spiegando che «gli ultimi dati sui consumi di carburante rivelano che nel dicembre scorso vi è stato un calo delle vendite di benzina e gasolio alle pompe di ben il 13,5% e questo andamento ha per la prima volta prodotto il cosiddetto effetto Laffer: il fortissimo rincaro della tassazione ha avuto infatti un impatto così negativo sui consumi che il gettito fiscale di dicembre, invece di aumentare, è calato di ben il 7,2% con una perdita secca per l’Erario di 229 milioni».

Daniele Sparisci
danielesparisci

1 febbraio 2013 | 19:10

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Corriere della Sera

La scheda carburante va in pensione

Come già anticipato nel corso del 2012, che il DL 70/2011
ha dato la possibilità (facoltà) a chi intenda dedursi il
carburante su autovetture e automezzi in regime di impresa o di
lavoro autonomo, di farlo non più attraverso la SCHEDA CARBURANTE
istituita dalla L. 31/77 (con tutte le problematiche connesse alla
compilazione e conservazione, non ultime quelle costituite dai
riflessi penali della cosiddette “false” schede carburante di cui
alla “sciagurata” sentenza n. 912/12 di Corte di Cassazione) bensì
tramite mezzi alternativi, ovvero: · Tramite bancomat; · Tramite
carte credito; · Tramite carte prepagate; Segnalo che, in
particolare, la Circolare AE 42/2012 ha precisato che l’utilizzo di
tali sistemi alternativi deve essere ESCLUSIVO per il soggetto
passivo d’imposta, e quindi per poter usufruire dei benefici della
detraibilità iva e deduzione del costo senza carta carburante è
necessario che PER L’INTERO ANNO D’IMPOSTA (quindi il 2013 è il
primo anno) il contribuente utilizzi esclusivamente uno dei metodi
di pagamento sopra elencati. INOLTRE La carta elettronica DEVE
essere intestata al soggetto che esercita l’attività (ancorchè non
necessariamente dedicata all’acquisto di carburante). L’Estratto
conto della carta elettronica deve evidenziare, per ogni
transazione di acquisto carburante, SEMPRE: · La data; · Il
Distributore presso il quale è stato effettuato il rifornimento; ·
L’ammontare del corrispettivo In tal modo, a meno che l’Agenzie
delle Entrate non cambi orientamento, viene omessa legittimamente
l’informativa circa la Targa dell’auto (o il numero di telaio), i
chilometri percorsi, la firma dell’esercente, l’ubicazione del
distributore. Guido Ruggieri http://www.studiodottcomm.com