Il collega Francesco Balzaretti alle Iene di Italia Uno #morireperundifettodifabbrica

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Ieri sera su Italia Uno è andato in onda un servizio di Matteo Viviani sulla storia di un uomo di 40 anni che è morto per un incidente d’auto accaduto in autonomia. Secondo i verbalizzanti per responsabilità della vittima, ma questo è tutto da verificare.

Il collega Balzaretti * di Como che ho incontrato nel corso di un’altra CTU è stato chiamato dal padre della vittima a far luce sulla vera dinamica dell’incidente. La causa è ancora in corso, ma la vicenda è molto interessante.  Capita durante la carriera di un perito automobilistico di incontrare storie particolari, quasi sempre legate a fatti gravi come questo.

*Numero Iscrizione
P000004758
Nominativo
BALZARETTI FRANCESCO
Data Iscrizione
04/01/2008
Luogo Nascita
COMO
Data di Nascita
10/07/1968
Codice Fiscale
BLZFNC68L10C933T
Sede Operativa 1
VIA SOMALVICO, 9 22100 COMO (CO)

Guardate il video clickando sull’immagine Non mancheremo di seguire la vicenda e di raccontarvi il finale. Iscrivetevi al sito.

Autodromo di Monza “e-Vehicles Fleet Day ” by FLEET magazine e Alphabet

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La Citroen DS 4×4 Diesel Hybrid nella parabolica

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Circuito di Monza: Fangio, campione del mondo F1 degli anni “50

È sempre affascinante tornare al Circuito di Monza.  E questo è uno di quegli eventi ai quali particolare tanto per l’argomento che per la location. Il circuito lo conoscono in tutto il mondo.  L’argomento dell’incontro è la mobilità compatibile. Compatibile con che?  Con l’ambiente! Quindi elettrico ed ibrido.
Le auto elettriche esistono da sempre, “da prima del motore” , ma mai come in questi ultimi anni sono state attuali.
Tanto da “accendere” gli interessati degli utenti professional e di conseguenza dei noleggiatori.

Già altri quali Arval ed ALD hanno investito in promozione della green mobility. Ora è la volta di Alphabet, che accogliendo nel parco circolante la nuova nata di famiglia, la BMW I3, ha di fatto aperto all’elettrico ed all’ibrido di tutte le marche.

E’ nato il reparto specializzato ed allora le auto offerte sono tutte quelle presenti sul mercato, dalla Birò alla Tesla. Ed oggi c’erano tutte, a disposizione degli ospiti, per poterle ammirare e provare tra i birilli del piazzale ed in pista, nella parabolica e nel rettilineo di uscita dove si sono potuti toccare e superare i 200 km/h.
Le abbiamo provate tutte! Tutte quelle che non avevamo avuto ancora modo di provare almeno.  Oggi è stata la volta della Tesla appunto, no il Birò no. “Emu za detu” come dicono a Genova. Poi Peugeot 508 Diesel + elettrico 4×4, 2 modelli Lexus e 2 Infinity, Toyota Auris e Yaris Hybrid, BMW I3, Hyundai ix35 Hybrid, Opel Ampera,  Audi A3 Ibrida, Citroen DS 4×4 Diesel Hybrid, Ma c’erano proprio tutte, dalla Ford Focus, alla Vw Up e poi  Renault Zoe e Twizy e tutte le altre,
In aula si è parlato di come sceglierle e come gestirle in modo …olistico.
Mi è piaciuta molto la Infiniti Q70 ma è un 3500 a benzina. La Opel Ampera, ma costa 44.000 €. La BMW i3, ne costa 39.
Oggi avrei scelto la Toyota Auris Starion Wagon, un buon compromesso di velocità, scatto, economia, e prezzo (26.000 €).  Molto maneggevole e son convinto che è quella che terrà anche il prezzo oltre la media.
Una bella giornata e quando si è tornati alla propria vettura per tornare a casa, anche se recente, è sembrato di tornare al passato ascoltando il “rombo” del proprio motore.
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Via dal parabrezza il contrassegno dell’assicurazione

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Tra due anni niente più contrassegno dell’assicurazione Rc auto. Non si dovrà più esporre: durante i controlli su strada le forze di polizia faranno riferimento a una banca dati centralizzata delle polizze, aggiornata finalmente in tempo reale. Un aggiornamento che, oltre a mettere fuori gioco chi falsifica i contrassegni, dovrebbe consentire anche di effettuare controlli automatici, con apparecchi (di cui proprio in queste settimane vengono presentati alla stampa alcuni modelli) che leggono la targa e verificano se i veicoli in circolazione su un determinato tratto sono tutti in regola con l’assicurazione obbligatoria.

È lo scenario disegnato nel gennaio 2012 dal decreto liberalizzazioni (Dl 1/2012) e ora reso più vicino, col varo della norma attuativa: il decreto del ministero dello Sviluppo economico n.110 del 9 agosto scorso, pubblicato ieri sera sulla Gazzetta Ufficiale e destinato ad entrare in vigore il 18 ottobre prossimo. Da quel giorno scatterà il conto dei due anni dopo i quali i contrassegni cartacei usciranno di scena e di alcune tappe intermedie:
• 30 giorni perché la Motorizzazione renda operativa la struttura informatica del database;
• 60 per popolare il database con le informazioni già presenti nella banca dati dell’Ania (l’associazione delle compagnie);
• un anno per avviare le connessioni informatiche con cittadini e compagnie;
• 18 mesi per predisporre il database a collegarsi in tempo reale con le apparecchiature per i controlli automatici che dovrebbero essere utilizzate dalle forze dell’ordine.
Il Dm arriva con oltre un anno di ritardo rispetto a quanto prevedeva il Dl. La causa principale è stata proprio la difficoltà di organizzare una banca dati delle polizze più affidabile di quella attuale, già attiva da anni presso l’Ania, l’associazione delle compagnie.

In sostanza, ora il Dm 110 dà alle compagnie la responsabilità di aggiornare in tempo reale la situazione di ciascuna polizza Rc auto, dalla sua accensione fino alla scadenza. Compito non facile: le reti delle compagnie sono piuttosto ramificate, perché le agenzie presenti nei principali centri operano sul territorio anche attraverso subagenzie che operano nei piccoli centri.
Le compagnie risponderanno sempre della «veridicità, tempestività e validità» delle informazioni presenti in banca dati. Ferma restando questa loro responsabilità, potranno affidare il materiale aggiornamento del database anche agli intermediari «che ne hanno rappresentanza», quindi agli agenti cui conferiscono il mandato agenziale.
Le informazioni sulla copertura Rc auto dei singoli veicoli saranno consultabili gratuitamente online «da parte di chiunque ne abbia interesse».

di Maurizio Caprino
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