Incidenti stradali: le soluzioni di Fabio Bergamo giungono alla Commissione Trasporti della Camera

Indicatore di tenuta del margine destro, un segnale orizzontale proposto da Fabio Bergamo per innalzare la sicurezza

 

GLI INCIDENTI STRADALI NEL MONDO

Secondo i dati rilevati dalla indagine “Global status report on road safety 2015” realizzata dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ogni anno nel Mondo perdono la vita in strada a causa degli incidenti, oltre 1.250.000 persone.

Dal suo studio l’ OMS rileva anche che gli incidenti causano il 90% dei morti nei paesi a basso e medio reddito, anche se in questi paesi circola solamente il 54% dei veicoli.

L’Europa ha il più basso numero di incidenti per abitante (9,3 ogni 100.000) mentre l’Africa ha il più alto (26,6). In Medio Oriente il 19,9, nell’area del Pacifico il 17,5, nel Sud Est Asiatico il 17 e nelle Americhe il 15,9. Le categorie più a rischio sono i motociclisti, (23% delle morti), i pedoni (22%), ed i ciclisti (4%). Un altro dato interessante è che il 48% delle persone morte hanno un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Il 73%, ovvero i tre quarti dei casi di incidenti mortali hanno interessato uomini; ed i giovani di sesso maschile sotto i 25 anni hanno una probabilità di rischio che supera di tre volte quella delle giovani donne. Dall’indagine risulta che negli ultimi tre anni, il numero delle morti per incidente stradale è cresciuto in 68 paesi, ed è diminuito invece in 79 di essi.

GLI INCIDENTI STRADALI IN ITALIA

Nel primo semestre del 2016, sulla base dei dati ISTAT, gli incidenti con lesioni a persone, sono stati 83.549. I morti entro il trentesimo giorno, sono stati 1.466, i feriti 118.349. In confronto ai dati dello stesso periodo dell’anno 2015, le stime mostrano una riduzione dello 0,8% dei sinistri con lesioni a persone, del 4,7% delle vittime e dello 0,5% delle persone ferite. Pur col netto calo della mortalità rispetto al periodo gennaio-giugno 2015, il livello resta alto e non in linea con l’obiettivo europeo del 2020 (dimezzamento del numero di vittime). Nel primo semestre 2016 il numero di vittime sulle autostrade si riduce del 15% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per le strade urbane/extraurbane la diminuzione è invece compresa tra il 2 e il 5%. Nei primi sei mesi dell’anno le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per uso del cellulare alla guida e per eccesso di velocità sono cresciute rispettivamente del 25% e del 22%. (DATI ISTAT). A determinare gli incidenti sono: la distrazione del conducente, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza; la velocità troppo elevata; il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per i bambini; l’uso del cellulare nonché la guida sotto gli effetti dell’alcool o droghe.

Secondo le stime dell’ Istituto Superiore della Sanità gli accessi al pronto soccorso, a causa degli incidenti stradali, con conseguenti interventi del personale medico ed infermieristico, sono stati in Italia, nel 2014, circa 900.000. 

IN PARLAMENTO UN PACCHETTO DI PROPOSTE PER RIDURRE LE VITTIME

Le proposte di FABIO BERGAMO, che da anni porta avanti la sua battaglia a favore della sicurezza stradale, dopo essere state apprezzate dalle Forze dell’ Ordine (Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri), dall’ASAPS Polizia Stradale, oltre che dal Ministero dei Trasporti, ecc.., sono giunte alla Camera dei Deputati, grazie all’interessamento dell’ On. PAOLO RUSSO e dell’On. ANDREA COLLETTI, e saranno discusse alla COMMISSIONE TRASPORTI, appena inizieranno i lavori relativi alla riforma del CdS, attesa da tempo, sul capitolo sicurezza stradale. Esse sono:

  • lo Stop Avanzato che perfeziona la disciplina dello stop;
  • l’indicatore di tenuta del margine destro per guidare vicino al margine destro della corsia allo scopo di ricordare di mantenere la distanza di sicurezza evitando così sorpassi pericolosi;
  • l’indice di pericolosità stradale (IPS) che con due livelli informa della gravità del pericolo (col primo si guiderà in base alle norme del CdS, col secondo si guiderà adottando la massima prudenza, pensiamo le curve, le gallerie, i viadotti, le confluenze;
  • il DAS che con due delineatori posti a diverse distanze del semaforo facilita l’attraversamento all’incrocio evitando di passare col rosso (il primo destinato alle auto ferme al semaforo, il secondo, più distante da esso, per le auto in movimento);
  • il limite di velocità di 40 Km/h sulle strade a doppio senso, lasciando quello di 50 km/h sulle strade a senso unico ed ha coniato il nuovo termine di “limite di transito” nei confronti dei pedoni, più che di limite di velocità destinato esclusivamente ai veicoli, e quello del “dovere di antecedenza” per i conducenti che hanno il dovere di dare ai pedoni la precedenza, quando essi, avendolo segnalato per tempo, attraversano, nei centri abitati, fuori delle strisce;
  • la validità giuridica del sorpasso a destra in autostrada, per l’uso corretto delle tre corsie definendole per il loro uso (corsia di marcia normale o di primo superamento per la corsia di destra; corsia di primo sorpasso o di secondo superamento per la centrale; corsia di secondo sorpasso o di terzo superamento per quella di sinistra);
  • nelle rotatorie il limite generale di 40 Km/h e di 30 km/h quando in esse sono presenti dei ciclisti.
  • la definizione di “segnale stradale” e “incidente stradale” non presenti nell’art. 3 del CdS;
  • per la RC Auto ha pensato alla clausola per il “beneficio delle piccole riparazioni” atta alla revisione periodica della carrozzeria a vantaggio dei conducenti virtuosi.
  • per i bambini ha realizzato l’album “Guido anch’io”; per le autoscuole il libretto sugli utenti deboli, dal titolo “Fenomenologia del pedone”.
  • ha proposto a Federauto, di includere di serie nell’acquisto delle auto nuove, il seggiolino per la ritenuta dei bambini per le famiglie che hanno un figlio per il quale vige l’obbligo del suo utilizzo, come prevede il CdS all’art. 172, e per le mamme che sono in dolce attesa.
  • la poesia “L’Abbraccio Materno della Legge” per l’educazione alla legalità, degli alunni delle scuole elementari e medie.

Sito internet di Fabio Bergamo: www.fabiobergamo.it

Manifestazione carrozzieri del 15 gennaio: scoppia la polemica

parlamento

A far discutere la serie di emendamenti proposti da Rete Imprese Italia presso le Commissioni riunite VI Finanze e X Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati

Il testo integrale dell’audizione di Rete Imprese Italia, (allegato) riporta le richieste di emendamento del decreto Destinazione Italia in materia di RC Auto. A far scoppiare la polemica, rilanciata in rete dal Blog de “Il Carrozziere” è in particolare il terzo emendamento in cui si dichiara che: “La cessione del credito derivante dal diritto al risarcimento del danno causato dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non può comportare un aggravamento della prestazione cui è tenuta la parte obbligata. In presenza di cessione del credito, la somma da corrispondersi a titolo di rimborso delle spese di riparazione dei veicoli danneggiati è versata direttamente all’imprenditore che ha eseguito le riparazioni, previa presentazione di fattura corrispondente alla valutazione preventiva congiunta e condivisa tra l’impresa di assicurazione e l’impresa di autoriparazione”.

Stizzita la replica di Galli, di Federcarrozzieri che pure aderisce alla protesta: “Uno scandalocon gli emendamenti proposti CNA, Confartigianato e Casa Artigiani invece di difendere i loro associati riparatori li costringono a concordare il valore di un danno con la compagnia di assicurazione. Siamo ancora più indignati in quanto tali organizzazioni da una parte vorrebbero difendere gli interessi degli artigiani, ma dall’altra li consegnano ad un mercato dove un piccolo carrozziere non può certo avere potere contrattuale di fronte allo strapotere di un oligopolio assicurativo. Domani sollecitiamo gli artigiani che parteciperanno mobilitazione dei carrozzieri a Roma, organizzata dalla confederazioni e ormai segnata da un velo di ipocrisia, a protestare contro tali vergognosi emendamenti e seguire le iniziative sul nostro blog e su quelle del sito http://www.mobilitazionedecretorcauto.it”.

“Siamo perplessi “sostiene Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidentessa associazione familiari Vittime della Strada, la nostra associazione è attenta alla sicurezza della riparazione dei veicoli perché questo significa evitare incidenti stradali. E’ chiaro che se il riparatore è costretto dal giogo delle assicurazioni ad accettare di lavorare magari sottocosto questo può compromettere la qualità della riparazione. Intorno a questo decreto si stanno coagulando interessi fortissimi delle compagnie non contente forse di avere guadagnato quasi due miliardi, dal settore RC auto se è vero come è vero che corre voce l’intenzione del responsabile economico di Renzi, l’On. Gutgeld di inserire emendamenti che ammazzano i risarcimenti per le vittime della strda che hanno subito lesioni gravi e gravissime.
http://www.carrozzeria.it
“Non c’è dubbio che le compagnie ormai hanno campo aperto “aggiunge il Prof. Raffaele Zinno, presidente del Sindacato dei Medici Legali assicurativi” è talmente aperto che vogliono togliere al medico l’uso della vista per valutare i postumi di un danno, trasformandoci tutti in accertatori strumentali, quando si sa bene che le macchine non sono certo depositarie della verità.”

La mobilitazione RC auto continua a riaffermare i principi della carta di Bologna dove sono stati elaborati 12 punti di buon senso per arrivare ad un sistema rc auto dove vi siano più concorrenza e più diritti.

Comunicato Stampa: Solvibilità Unipol

OGGETTO:  Solvibilità UNIPOL e verifica del corretto risarcimento
On. Presidente del Consiglio​ dei Ministri Enrico Letta

​A tutti i Gruppi Parlamentari
​Presso Camera dei Deputati

​Senato della Repubblica
Palazzo Madama

​​Egr. Dott

Salvatore Rossi
​Presidente IVASS

​Egr. Dott.

Andrea Monorchio

Presidente CONSAP

​Spett.le
​Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

​e.p.c.

 Egr. Dott
Carlo Cimbri
​Amministratore Delegato
​UNIPOL ASSICURAZIONI

​e.p.c.  

Organi d’informazione

Riceviamo dall’insieme dei nostri iscritti che operano per UNIPOL la segnalazione che il Gruppo ha sospeso fino al nuovo anno l’emissione delle fatturazioni relative ai professionisti.

Chiediamo innanzitutto a tutte le istituzioni in indirizzo, anche in relazioni alle recenti vicissitudini economiche che hanno portato all’acquisizione di Fondiaria-Sai da parte di UNIPOL di verificare, relativamente a questa comunicazione unilaterale ed ingiustificata, da un lato la disponibilità di cassa della Compagnia e dall’altro che con tale operazione non si vadano a creare coperture di altri buchi di bilancio o a dichiarare in sede di redazione dello stesso, utili fittizi.

Con l’occasione segnaliamo una anomalia e distorsione del mercato assicurativo italiano, messa in atto da UNIPOL ma pure dalla maggior parte delle Compagnie operanti nel mercato della RCA.

In virtù della posizione di forza nel rapporto di collaborazione con la propria rete di collaboratori esterni, ai quali è demandato l’accertamento della stima dei danni derivanti dalla circolazione, oltre a tentare di condizionare l’indipendenza di giudizio e la professionalità dei Periti iscritti nel Ruolo Periti Assicurativi, UNIPOL e la quasi totalità del mercato assicurativo si arrogano il diritto di emettere, per conto dei professionisti, i cosiddetti riepiloghi delle prestazioni, che devono poi essere compilati dalprofessionista inserendo la numerazione fiscale, effettuando la relativa registrazione, e solo successivamente, con tempi che oscillano tra i 20 ed i 120 giorni, vengono poste in pagamento.

​Quando delle prestazioni non vengono inserite nei “riepiloghi” l’UNIPOL lascia trascorrere mesi o anni, prima di correggere la propria “dimenticanza”, con una incidenza pari a vari punti percentuali sul totale delle perizia effettuate.

​ Trattandosi di prestazione di servizi professionali, le norme vigenti in materia di IVA, prevedono che la fattura debba essere emessa entro e non oltre il giorno di effettuazione dell’operazione a cui si riferisce, che corrisponde al giorno di pagamento del corrispettivo.

Quindi sebbene la fattura avente per oggetto la prestazione di un servizio vada emessa al momento del suo pagamento, UNIPOL ed il mercato assicurativo impongono una sua emissione in anticipo e, attraverso il meccanismo “dell’ok” all’emissione dei riepiloghi, di fatto manovrano flussi di denaro che, anche se corrispondono solo allo 0,005% della raccolta premi (si l’investimento delle Compagnie di assicurazione a garanzia dell’equo risarcimento ammonta a solo il 5 per mille della raccolta premi), creano spesso notevoli disagi economici alle circa 25.000 famiglie che tra professioni ed indotto costituiscono i non dipendenti delle Compagnie.

Con l’occasione si richiede un incontro al Governo ed ai Gruppi Parlamentari, per rappresentare quei meccanismi e comportamenti interni al mercato assicurativo, che certamente non emergono nel corso delle audizioni parlamentari.

Dai meccanismi con i quali vengono selezionate le carrozzerie convenzionate, a quelli utilizzati per la verifica dei mezzi da assicurare, all’utilizzo delle comunicazione di sospensione dei termini di risarcimento o della negazione d’offerta, alla costante maggiore attenzione al costo contenuto e velocità di risarcimento rispetto all’approfondimento finalizzato al contrasto delle frodi, alla carente istruzione delle pratiche relative a sinistri con macro permanenti e sinistri mortali con un ammontare che nel 2012 è risultato pari a 5,6 miliardi di €.

Secondo i dati ufficiali e le proiezioni ricavabili grazie al progetto MITRIS (metodi informatici predittivi per la mitigazione del rischio di incidenti stradali), in conseguenza dell’incidentalità stradale ogni giorno in Italia si perdono 17.000 giorni di vita sana, ci sono 854 feriti, si creano 54 nuovi disabili e vi sono 12 morti sulle strade: AICIS ritiene che insieme al costo delle polizza sia necessario agire sempre più sul “rischio incidenti stradali”, attraverso costanti azioni di monitoraggio delle strade, delle autovetture, dei conducenti, ma anche di coloro che, obbligati per legge ad assicurare e risarcire danni, dovrebbero garantire adamantina trasparenza e correttezza in ogni istante del proprio operare, per non indurre ricadute negative sui complessivi costi sociali dell’incidentalità, che non sono solo quelli assicurativi.

​Con l’occasione si inviano Distinti Saluti

Marco Mambretti
Presidente AICIS

Sole 24ore: Maurizio Caprino – Servono periti bravi, ma intanto Fonsai – Unipol non li paga 

 

http://www.aicis.it/project-updates/aicis_news-131223_01#!

Parte l’invio di lettere di protesta a Deputati e Senatori

ImmagineTempario.it ha predisposto due missive che i carrozzieri potranno inviare ai deputati e senatori delle loro circoscrizioni elettorali per opporsi al decreto RC Auto

Il decreto RC-Auto – ultimamente deliberato dal Consiglio dei ministri – sarà oggetto di conversione in legge dopo il passaggio alla “X Commissione del Senato” e alla “VI della Camera dei deputati”. Con il supporto dell’ Avv. Marco Bordoni (UNARCA di Bologna), Tempario.it ha predisposto due missive a disposizione degli artigiani-carrozzieri, da inviare a deputati e senatori delle proprie circoscrizioni elettorali. I carrozzieri potranno scaricare le missive (sono uguali, l’unica sostanziale differenza è la destinazione ed il titolo), apportare i riferimenti, il luogo, la data, dopodichè dovranno cercare chi sono i parlamentari della propria circoscrizione direttamente dal sito openparlamento. Per inviare il tutto via e-mail, una volta risaliti ai nominativi ottenuti dal sito openparlamento, è possibile risalire all’indirizzo e-mail del deputato/senatore consultando gli archivi elettronici della Camera dei Deputati e del Senato

Riportimao i link per scaricare le due missive e altri importanti documenti da inviare ai deputati/senatori
 Missiva vs Deputati  Missiva vs. Senatori  Promemoria   Rapporto ANEIS

Giù le mani dalle carrozzerie: il grido dell’Assemblea regionale pubblica dei Carrozzieri liguri

Schermata 12-2456629 alle 13.52.02 Al grido simbolico di Giù le mani dalle carrozzerie, si è svolta oggi a Savona nella sede dell’Amministrazione Provinciale l’Assemblea regionale pubblica dei Carrozzieri liguri, organizzata dalla CNA Liguria con la collaborazione della CNA di Savona.

Alla presenza degliOnorevoli Cristina Bargero eFabio Lavagno, Membri della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputatiil Presidente nazionale CNA–Autoriparazioni Franco Mingozzi eil Responsabile nazionale CNA–Autoriparazioni Mario Turco hanno espresso la loro preoccupazione.

“Ho avuto oggi occasione di ribadire all’assemblea ed ai due Parlamentari della Commissione Finanza la mia apprensione per quanto sta succedendo. – ha detto Franco Mingozzi – In diversi interventi abbiamo espresso la speranza che il nostro accorato appello venga ascoltato anche dai Parlamentari direttamente interessati, primi fra tutti la senatrice Vicari. Quello che sta succedendo nel mondo dell’autoriparazione mette a rischio migliaia di aziende, e questo è un rischio che non possiamo correre.

Abbiamo l’impressione che chi propone iniziative come queste sappia poco della base sulla quale questi provvedimenti impattano. Richieste che penalizzano in maniera così devastante un intero comparto non dovrebbero nemmeno essere proposte. Accanto alle carrozzerie, infatti, c’è tutto il mondo delle vetture, e le ricadute sono ancora più ampie dei pur 18mila piccoli imprenditori che sono in gioco in questo settore in tutta Italia”.

“Sono molto preoccupato – ha rincarato Mingozzi – anche perché gli Onorevoli interessati al settore ci hanno confermato di non aver ancora potuto visionare il pacchetto Vicari nella sua interezza. In questo paio di mesi – da quando sono divenuto Presidente di questo comparto – avevo avuto l’impressione che tutto dovesse finire in una bolla di sapone, ma è nostro dovere tenere la guardia molto alta, perché non siamo ad oggi sicuri di nulla. Noi carrozzieri abbiamo un marea di proposte alternative al pacchetto Vicari, che semplicemente fanno già parte del nostro ordinamento: non occorre inventare nulla di nuovo, non chiediamo di stravolgere accordi ma semplicemente desideriamo quello che già c’è. La lobby delle assicurazioni cerca di impossessarsi di un mestiere che non è il suo, tagliando via dal mercato una fetta di circa 14mila imprenditori per convogliare verso i rimanenti 4mila tutti gli assicurati. Le assicurazioni intendono gestire, come un pacchetto completo, la decisione su quanto tempo serva per riparare una vettura, quanti soldi verrà a costare la riparazione, il costo orario, gestire insomma il sinistro in tutte le sue sfaccettature. Ma l’Italia ha un impianto diverso dagli altri Paesi, l’esistente è composto per lo più da piccole medie imprese che in altri paesi non sono così presenti. Noi ripetiamo quindi con forza: Ognuno badi al proprio mestiere!”

“Siamo abbastanza impensieriti a proposito di questa proposta Vicari – ha rincarato Mario Turco –  perché pare che stia per approdare a breve al Consiglio dei Ministri… Vogliamo ripetere con decisione che le nostre richieste sono circoscritte alla questione della riparazione; non vogliamo interessarci di altro: il danno fisico, le procedure… non ci riguardano! Ma vogliamo entrare, dobbiamo entrare nella questione specifica delle carrozzerie. Il pacchetto Vicari per noi significa ammazzare migliaia di imprese, e faremo battaglia per difendere la democrazia economica e di tutela del quadro giuridico normativo già esistente nel nostro paese. La filiera delle assicurazioni contribuirà ad abbassare il costo delle polizze tramite contratti capestro, con i quali costringeranno le aziende a lavorare sotto costo, chiedendo servizi aggiuntivi a titolo gratuito, senza una ricerca di qualità ma nella direzione del risparmio di chi accetta anche condizioni di sicurezza carenti. Noi che ce ne intendiamo sappiamo che non si può lavorare in sicurezza ai prezzi proposti dalle assicurazioni, 18 euro l’ora nel sud , 25 euro nel centro Italia e 28 euro l’ora nel nord!”

In entrambi i provvedimenti di cui si è discusso oggi si renderebbe di fatto obbligatorio il risarcimento ‘in forma specifica’, vale a dire far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con l’assicurazione. “In tal modo – ha ripetuto Giancarlo Micolucci Presidente della CNA-Autoriparazioni della Liguria – oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, si metterebbero in ginocchio 2/3 delle imprese di carrozzeria indipendenti che non operano in convenzione con le compagnie di assicurazione. Se non saranno ascoltati,i carrozzieri sono pronti ad occupare piazza Montecitorio”.

“Le Associazioni dei Carrozzieri – ha dichiarato infine Gino Angelo Lattanzi, dirigente del Dip.to Sindacale della CNA Liguria – hanno quindi chiesto l’eliminazione dell’obbligo del risarcimento in forma specifica dalla risoluzione Gutgeld, sottolineando che esso impedirebbe agli automobilisti di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dall’officina di fiducia del carrozziere”.

http://www.savonanews.it

 

Il Presidente dell’Ania alla Camera: Sì alla forma specifica e al divieto di cessione del credito

Il Presidente dell'Ania alla Camera: Sì alla forma specifica e al divieto di cessione del credito In un’audizione alla VI Commissione Finanze della Camera, il presidente dell’Ania Minucci ha presentato le posizioni delle Compagnie, che sono sostanzialmente in linea con quanto previsto dalla risoluzione 7-00060 Gutgeld. Pieno appoggio quindi alla forma specifica e al divieto di cessione del credito

Il Presidente di Ania Aldo Minucci è stato ascoltato ieri (30 ottobre) dalla VI Commissione Finanze della Camera dei deputati in merito alla risoluzione n. 7-00060 presentata dall’Onorevole Gutgeld.
Minucci ha presentato le proposte del settore assicurativo per giungere ad una riduzione strutturale dei prezzi dell’assicurazione obbligatoria, che appaiono sostanzialmente in linea (quasi una fotocopia) con i provvedimenti contenuti nella risoluzione. Minucci, a nome del settore assicurativo, appoggia infatti pienamente l'”incentivo del risarcimento in “forma specifica”, affermando che “significativi risparmi di spesa possono essere realizzati prevedendo, in via generalizzata, la facoltà per l’impresa di offrire direttamente la riparazione dei mezzi danneggiati in alternativa al risarcimento pecuniario. In caso di rifiuto della riparazione da parte del danneggiato, il risarcimento pecuniario andrebbe limitato al costo che l’impresa avrebbe sostenuto provvedendo direttamente alla stessa riparazione”.
Pieno appoggio inoltre anche alla riduzione dei termini di richiesta di risarcimento per i danni subiti in seguito ad un incidente, che “sono attualmente troppo elevati (due anni) e sono spesso sfruttati per pratiche fraudolente, alterando i mezzi di prova ed impedendo verifiche da parte della compagnie. Un termine più ragionevole, novanta giorni (salvaguardando reali situazioni di forza maggiore), limiterebbe simili abusi e contribuirebbe ad accelerare tempi dei risarcimenti”.

L’Ania ritiene inoltre opportune alcune modifiche nelle procedure di liquidazione dei danni. In particolare si propone di ampliare da 5 a 8 giorni i termini a disposizione di una compagnia per svolgere perizie sui mezzi danneggiati; di identificare immediatamente gli eventuali testimoni dei sinistri impedendo la tardiva segnalazione di testimoni che attualmente consente pratiche scorre
tte; di ampliare da 30’ a 90 giorni i termini previsti per gli approfondimenti in caso di sospetta frode.
Ma oltre a questo l’Ania chiede di vietare la cessione del credito del diritto al risarcimento, “impiegata attualmente per aumentare il costo del sinistro a favore di intermediari professionali”.
Minucci ha anche parlato di “scatola nera”, affermando che l’Ania sottolinea che l’offerta di simili dispositivi debba essere lasciata alla facoltà delle imprese, e dell’attuazione delle nuove tabelle di risarcimento per i danni gravi alla persona. “Da queste potrebbe scaturire un abbattimento delle tariffe r.c. auto nell’ordine del 3-5%: si tratta di circa 20 euro in meno per veicolo, pari a un risparmio per gli italiani di oltre 800 milioni in ciascun anno”.

Durante l’audizione Minucci fatto inoltre riferimento alla suddivisione del costo del sinistro
“Nel 2012 il premio medio della Rc auto si attestava a 560 euro. L’80% di questa cifre era rappresentato dai costi dei risarcimenti e dagli oneri fiscali e parafiscali. I costi di gestione erano pari al 16% del prezzo finale in linea se non inferiori alla media europea. Il margine operativo ed i rendimenti finanziari pesavano per il 4%, una percentuale anch’essa comparabile con lamedia europea. Nel corso degli ultimi due anni la tassazione nel ramo della rc auto è progressivamente aumentata. Se si aggiungono gli oneri parafiscali,pari al 10,5%, si arriva ad un’aliquota complessiva prossima al 26%, superiore di circa otto punti percentuali alla media europea. L’attuale situazione dei conti pubblici rende difficile agire sul fronte fiscale. La strada maestra per realizzare una significativa riduzione della spesa è pertanto quella di incidere sul costo dei risarcimenti(12,1 miliardi nel 2012) che per il 68% del totale (8,3 miliardi) è rappresentato dal rimborso dei danni fisici subiti in conseguenza di un incidente. Il resto, (32%, pari a 3,8 miliardi) è imputabile al risarcimento dei danni a cose, relativi al costo dei ricambi ed alle spese per le riparazioni”.

Sintesi: http://www.ania.it/it/Come-ridurre-prezzi-rc-auto/Per-ridurre-i-prezzi-della-rc-auto.html

Testo Completo: Audizione-Comm.-Finanze-Risoluzione-Gutgeld