BMW E DAIMLER INSIEME, NASCE IL POLO DELLA MOBILITÀ URBANA

L’iniziativa mette in evidenza BMW e Daimler come gli attori che cambiano le carte in tavola nel crescente mercato della mobilità urbana, con una visione ben precisa che si fonda su tre linee. Anzitutto una prospettiva “all electric”, in secondo luogo focalizza sull’autonomia degli utenti, infine contempla una mobilità on demand.

I cinque marchi soddisfano a livello globale già 60 milioni di clienti.

“Abbiamo raggiunto una base di utenti forte e abbiamo messo a fattor comune la forza e l’esperienza di 14 marchi di successo – commenta il presidente del Cda di Daimler e a capo di Mercedes-Benz, Dieter Zetsche -. Creando un network intelligente di joint venture siamo capaci di dare forma all’attuale e al futuro della mobilità cittadina, traendo il massimo beneficio dalla digitalizzazione e dai crescenti bisogni di servizi in condivisione delle persone. Ulteriori collaborazioni con altri fornitori, incluse partecipazioni in startup innovative nonché aziende consolidate, sono altre opzioni possibili”.

NASCE IL POLO DELLA MOBILITÀ URBANA: BMW E DAIMLER SI ALLEANO

Messaggio alquanto chiaro: non finisce qui. Il futuro è di consolidamento in un mercato che punta a grandissimi numeri. E i big data faranno il loro dovere per ingaggiare i clienti. “Stiamo creando un interlocutore globale: i 60 milioni di clienti che abbiamo beneficeranno di un ecosistema completamente integrato di car sharing, ride hailing (Uber, per intenderci), parcheggi, ricarica e trasporti multimodali. La nostra visione è precisa: i cinque servizi saranno sempre di più connessi per formare una piattaforma unica di mobilità con una flotta di veicoli completamente elettrici, con sistemi di auto-guida che si ricaricano e parcheggiano in autonomia, connessi ad altre modalità di trasporto urbano”, rincara Harald Krüger, presidente del board di Bmw. La casa tedesca aveva già chiarito la sua visione sulla “smart mobility”, come vi abbiamo spiegato in questo articolo.

I marchi riuniti in un’unica piattaforma

La collaborazione prevede la nascita di cinque joint venture tra i servizi, tutti accessibili in modalità digital:

Reach Now che ha 6,7 milioni di clienti ed è un’app che prenota auto, bici e taxi condivisi, nonché mezzi pubblici;

Charge Now ha 100mila punti di ricarica in 25 Paesi e agisce anche in modalità white label così che le case automobilistiche e le società di gestione delle flotte possano personalizzare le colonnine;

Park Now è un’app che individua i parcheggi disponibili, gestisce le soste e gli ingressi senza spreco di tempo. Considerato che la ricerca di parcheggio incide per il 30% del tempo trascorso sulla strada, si qualifica come soluzione innovativa per diminuire il traffico e, quindi, le emissioni in città; tra Europa e Stati Uniti conta 30 milioni di utilizzatori;

Free Now asserisce di avere 21 milioni di clienti e 250mila driver, comprende taxi, autisti privati, scooter elettrici: tutto a portata digital;

Share Now è un serivizo di car sharing con 20mila vetture in 31 città, in essa confluiscono car2go e DriveNow.

 

mobilità on demand

Un futuro di mobilità urbana on demand

Se da una parte BMW e Daimler rimarranno competitor nell’automotive, questo portafoglio comune di offerta sulla mobilità urbana on demand rappresenta “una logica estensione della catena del valore: vogliamo dare tutte le opportunità ai clienti per spostarsi. In breve, possono guidare, condividere o essere guidati”. E in tutto questo, la digitalizzazione è l’abilitatore.La scelta della sede di questa nuova società integrata è caduta su Berlino: hub di creatività e innovazione A livello globale, l’operazione porta alla creazione di mille nuovi posti di lavoro.

Le parole chiave dell’automotive

  Quando ci facciamo fare un sito da un professionista ci chiede qualche centinaio di parole chiave con cui indicizzarlo. Ma quali sono le parole chiave o Tagkeyword che di si voglia di un sito che parla di auto?

Noi abbiamo selezionato queste. Se ne avete altre inseritele tra i commenti, le metteremo nel “lago di parole” qui sotto

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Tutto quello che (forse) non sapete sulle auto blindate

mercedes-blindataQuello delle auto blindate è un mercato che non conosce crisi: top manager, politici, personalità di rilievo e chiunque tema per la propria incolumità hanno solo l’imbarazzo della scelta. Tra le proposte delle Case e gli allestimenti personalizzati delle carrozzerie specializzate esiste certamente la vettura adatta a ogni esigenza di sicurezza. L’auto blindata, tuttavia, non va considerata alla stregua di un carro armato: è invece un mezzo che, pur dovendo proteggere gli occupanti, ha la necessità di mantenere la stessa apparenza di uno di serie. Per questa ragione, è necessario scendere a compromessi (ma nemmeno troppo). Ecco alcuni segreti di queste vetture capaci di resistere agli attentati.

Resistenza certificata. Come si fa a stabilire se un’auto blindata è sicura oppure no? Un primo indizio lo fornisce il livello di protezione certificato. Nel corso degli anni, il progresso dei materiali e l’accuratezza dei test hanno determinato il susseguirsi di varie classificazioni, generando un po’ di confusione. Come regola generale, si tende a suddividere i livelli di sicurezza dei veicoli in base al calibro dell’arma da fuoco (corta o lunga) a cui si cerca di opporre resistenza. Al livello più basso, il primo (norme PM, VR, BR, BSW e HVN), la vettura deve resistere a colpi calibro .22 LR da 10 metri, una cartuccia in grado di imprimere alla pallottola un’energia di 168 Joule. Al quarto e quinto livello, la protezione dev’essere efficace contro i calibri .357 e .44 Magnum capaci di arrivare, rispettivamente, a 1.194 e 1.510 Joule. Per offrire un termine di paragone, le cartucce calibro 9X19 mm Parabellum in dotazione alle forze dell’ordine (e le similari 9X21 mm in vendita sul mercato civile) esprimono, con caricamenti standard, circa 518 Joule se sparate da una pistola.

Vetri a prova di tutto. Salendo ancora di livello, il sesto, il settimo e l’ottavo, pur con qualche sovrapposizone tra le varie norme, certificano la resistenza ai colpi delle armi lunghe, dal calibro .223 Remington (ovvero il 5,56X45 mm adottato dalle forze Nato) al .308 Winchester (il vecchio 7,62 Nato) passando per il 7,62X39 mm del famigerato Ak-47 Kalashnikov: qui le energie in gioco vanno da 1.805 a 3.289 Joule a seconda dei caricamenti. Al top della protezione, i livelli 13 e 14 che devono opporsi ai calibri .50 (12,7X99 mm) delle mitragliatrici pesanti e ai 14,5 mm dei cannoncini automatici: in quest’ultimo caso, l’energia da stoppare è di ben 26.308 Joule. A questo punto si potrebbe pensare che, con le scocche protette, il punto debole siano i cristalli. E invece no: anche i moderni vetri blindati possono resistere con successo ai colpi d’arma da fuoco. Oltre alla collaudata tecnica a strati (cristallo+plastica), sono arrivati sul mercato nuovi materiali con una buona trasparenza in grado di elevare il livello di protezione. I vetri, dunque, non sono il tallone d’Achille delle auto blindate.

nella foto: Mercedes Classe S Guard

Blindata inarrestabile. In caso di attentato, nemmeno mirare alle gomme potrebbe fermare una di queste auto. Varie sono le tecniche per assicurare la mobilità anche con rilevanti danni alla copertura, dalle mousse interne all’uso di strutture di plastica intorno al cerchio che mantengono la luce da terra costante anche se non c’è più pressione nel pneumatico. Ai livelli di protezione più alti, le auto devono anche resistere alle esplosioni. Il test si effettua facendo brillare 6 kg di tritolo sotto le ruote. Ulteriori accorgimenti per impedire che la vettura venga bloccata consistono nell’adozione di protezioni per parti vitali della meccanica come il vano motore, le centraline, la batteria e il radiatore. Un impianto automatico, poi, provvede a estinguere gli incendi in caso di utilizzo di munizioni incendiarie. I veri punti deboli, semmai, sono le giunzioni tra porte e carrozzeria e il sottoscocca. Anche qui, tuttavia, è possibile ridurre al massimo il rischio.

Originale o aftermarket? Molte case automobilistiche offrono vetture blindate allestite direttamente in fabbrica. Il vantaggio di questa soluzione consiste nella perfetta integrazione tra il corpo vettura e le blindature, oltre alla possibilità di adottare soluzioni (e modifiche) mirate a rafforzare i punti deboli. La Mercedes ha una piccola gamma di blindate, la serie Guard: le Classi E, G, M ed S, infatti, possono essere ordinate con livelli di protezione da VR1 a VR10. Anche la BMW offre lo speciale allestimento Security su Serie 7 e X5 certificate da VR4 a VR9. Non è da meno l’Audi con l’A8 L Security, berlina di rappresentanza di livelllo VR9. Sebbene le Case offrano la possibilità di personalizzare queste auto, è opinione di molti che il lavoro delle carrozzerie specializzate, che blindano vetture di serie in aftermarket, sia altrettanto valido, con il vantaggio di una personalizzazione ancor più spinta. Insomma, anche se non siamo ai livelli dell’auto del presidente Usa (che è un vero autoblindo travestita da berlina), questi mezzi danno sicuramente filo da torcere all’industria del crimine.

Cosimo Murianni

Il Salone dell’auto torna a Torino

Pienone al parco del Valentino

Per la prima edizione della rassegna (11-14 giugno) presenti 35 marchiPV_planimetria_13_05_2015 A-kjvG-U43080786522828KJD-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443

Da giovedì 11 giugno a domenica 14 giugno, si svolgerà a Torino, il Parco Valentino Salone & Gran Premio. Non definitelo però un altro salone dell’Auto: «L’unico punto di contatto con la definizione classica di Salone è la presenza di 35 marchi con le loro novità. Tutto il resto è un format nuovo, così come è nuovo il fatto che sia gratis, all’aperto e visitabile fino a mezzanotte (ndr orario di apertura 10 – 24): è qualcosa di diverso, nato con l’obiettivo di dare all’Italia il grande festival automobilistico che mancava», spiega Andrea Levy, presidente del Comitato organizzatore della manifestazione.
Dai centri stile alle università

Lungo l’elenco, come ricordava Levy, delle Case automobilistiche presenti con le proprie pedane nel parco del Valentino, alle quali proprio nelle ultime ore si è aggiunta anche Mercedes: Abarth, Alfa Romeo, Audi, Bentley, Bmw, Ferrari, Fiat, Jaguar, Jeep, Kia, Lamborghini, Lancia, Land Rover, Lexus, Lotus, Maserati, McLaren, Mercedes, Porsche, Pagani, Subaru, Suzuki, Tesla, Toyota e Volkswagen. Alle Case si aggiungono i Centri Stile e i Carrozzieri: Centro Stile Ferrari, Fioravanti, I.DE.A Institute, IED Torino, Italdesign Giugiaro, Pininfarina, Spada, Studiotorino, Torino Design e UP Design. Per l’innovazione sarà presente il Politecnico di Torino e la B-Tron. Un interesse mostrato già nei confronti della prossima edizione: «Ci sono marchi, anche tra gli assenti di quest’anno, già prenotati per il 2016», dichiara Levy. Domenica 14 giugno è poi previsto il Gran Premio Parco Valentino (riedizione del Gran Premio che si correva negli stessi luoghi dal 1935 al 1955): auto storiche e concept moderni, vetture da competizione di Formula 1 e rally, sfileranno per le vie del centro partendo da Piazza San Carlo per arrivare fino ai giardini della Reggia di Venaria. Auto ma non solo. Gli organizzatori assicurano eventi d’intrattenimento durante tutti i 4 giorni della manifestazione e un’area dedicata allo street food.

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Company Car Drive. Un sogno per gli appassionati

Circuito Internazionale di Monza

Album: Circuito Internazionale di Monza

La sensazione è quella che prova un bimbo in un negozio di giocattoli. Quando si trova libero di provare ogni tipo di novità senza la paura che la mamma gli dica:  non toccare. Può prendere, maneggiare, provare, ogni tipo di giocattolo.

Oggi è stato così! Era una sensazione che non provavo da 50 anni. Se me lo avessero detto, non ci avrei creduto.  Anche perché sono trent’anni che  frequento, partecipo, organizzo manifestazioni del settore motoristico o automotive,  ma questa è proprio la più bella, almeno per i veri appassionati.

C’erano tutti. Case automobilistiche e società che offrono servizi flotte. Lo spettacolo era per loro. I fleet manager. Quelli che decidono quali vetture inserire nel parco auto aziendale.

Kia, BMW, Audi, VW, Mercedes, Nissan, Volvo, Seat, Skoda, Ford, Mazda, Hyundai, Renault, Porsche, Maserati, Lexus, hanno dato la possibilità di provare i loro modelli nel circuito cittadino, nella pista fuoristrada o in pista. La stessa pista dove corrono le Formula 1. Due giri con ogni vettura che si desidera provare. Se ci si da da fare si riescono a provare anche 15 macchine in un giorno per oltre 30 giri. A fine giornata si è stanchi ma appagati. Si conosce la pista. Si sa come si comportano i modelli di interesse e se si aveva una mezza intenzione di cambiare auto, si decide di farlo e si punta sul modello che più è piaciuto, ma non solo esteticamente.

Se invece si deve decidere per la propria flotta aziendale si ha l’occasione per parlare coi i vari responsabili flotte delle case auto per valutare le condizioni che si riescono a spuntare in base alla consistenza ed utilizzo del proprio parco. Non mancano le società di noleggio a lungo termine quali Leaseplan, Athlon o Alphabet e le società di servizi per cui il cerchio si chiude.

Complimenti agli organizzatori per cui vi rimando al loro sito http://www.companycardrive.com 

#LAMANIFESTAZIONEMOTORISTICAPIUCOINVOLGENTE

Autodromo di Monza “e-Vehicles Fleet Day ” by FLEET magazine e Alphabet

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La Citroen DS 4×4 Diesel Hybrid nella parabolica

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Circuito di Monza: Fangio, campione del mondo F1 degli anni “50

È sempre affascinante tornare al Circuito di Monza.  E questo è uno di quegli eventi ai quali particolare tanto per l’argomento che per la location. Il circuito lo conoscono in tutto il mondo.  L’argomento dell’incontro è la mobilità compatibile. Compatibile con che?  Con l’ambiente! Quindi elettrico ed ibrido.
Le auto elettriche esistono da sempre, “da prima del motore” , ma mai come in questi ultimi anni sono state attuali.
Tanto da “accendere” gli interessati degli utenti professional e di conseguenza dei noleggiatori.

Già altri quali Arval ed ALD hanno investito in promozione della green mobility. Ora è la volta di Alphabet, che accogliendo nel parco circolante la nuova nata di famiglia, la BMW I3, ha di fatto aperto all’elettrico ed all’ibrido di tutte le marche.

E’ nato il reparto specializzato ed allora le auto offerte sono tutte quelle presenti sul mercato, dalla Birò alla Tesla. Ed oggi c’erano tutte, a disposizione degli ospiti, per poterle ammirare e provare tra i birilli del piazzale ed in pista, nella parabolica e nel rettilineo di uscita dove si sono potuti toccare e superare i 200 km/h.
Le abbiamo provate tutte! Tutte quelle che non avevamo avuto ancora modo di provare almeno.  Oggi è stata la volta della Tesla appunto, no il Birò no. “Emu za detu” come dicono a Genova. Poi Peugeot 508 Diesel + elettrico 4×4, 2 modelli Lexus e 2 Infinity, Toyota Auris e Yaris Hybrid, BMW I3, Hyundai ix35 Hybrid, Opel Ampera,  Audi A3 Ibrida, Citroen DS 4×4 Diesel Hybrid, Ma c’erano proprio tutte, dalla Ford Focus, alla Vw Up e poi  Renault Zoe e Twizy e tutte le altre,
In aula si è parlato di come sceglierle e come gestirle in modo …olistico.
Mi è piaciuta molto la Infiniti Q70 ma è un 3500 a benzina. La Opel Ampera, ma costa 44.000 €. La BMW i3, ne costa 39.
Oggi avrei scelto la Toyota Auris Starion Wagon, un buon compromesso di velocità, scatto, economia, e prezzo (26.000 €).  Molto maneggevole e son convinto che è quella che terrà anche il prezzo oltre la media.
Una bella giornata e quando si è tornati alla propria vettura per tornare a casa, anche se recente, è sembrato di tornare al passato ascoltando il “rombo” del proprio motore.
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Truffa alle assicurazioni sulle supercar: arrestati a Milano ex primario e il figlio

Coinvolti Andrea De Amicis e il padre Aldo, rispettivamente nipote e cognato del presidente della Provincia, Podestà. Lamborghini e Bentley risultavano rubate, ma in realtà venivano rivendute all’estero wpid-424360_6647_big_Polstrada5.jpg

Il pezzo forte era una Bentley Continental, ufficialmente superaccessoriata. Assicurata ai Loyd’s di Londra per la bella cifra di 350mila euro. Uno delle 62 fuoriserie acquistate FRA il 2008 e il 2011 dalle società Cavallino Sport e Nuova Santa Valeria dell’imprenditore Andrea De Amicis, 42 anni, nipote del presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà (estraneo a ogni accusa). De Amicis è rinchiuso in carcere al termine di un’operazione coordinata dal pm Mauro Clerici e condotta dagli investigatori della polizia stradale. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata. Le auto — si è scoperto grazie a una denuncia formalizzata dai Loyd’s — dopo l’acquisto e dopo aver ottenuto un contratto di leasing, sparivano con un furto simulato dai complici di De Amicis. Solo una tappa della destinazione finale: secondo l’accusa finivano per essere smerciate su mercati esteri. Un giro che sarebbe fruttato diversi milioni di euro a discapito di assicurazioni e società di leasing, secondo quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip Cristina Di Censo. Agli arresti domiciliari sono finiti anche l’avvocato Egidio Pastore, 78 anni, studio in via Caldare; la sua segretaria Anna Rita Greco e il padre di De Amicis, Aldo (che ha sposato la sorella di Podestà). De Amicis senior, oggi in pensione ma per anni primario del Fatebenefratelli in Ortopedia, è accusato di aver imposto ad alcuni medici del suo reparto le auto che vendeva il figlio. Apparivano come semplici intestatari di contratti che spesso non venivano nemmeno onorati. L’elenco di auto acquistate è impressionante. Porsche, Lamborghini Gallardo, Bmw X5, uno svariato numero di Bentley, versione extralusso. Acquistate, poi assicurate per cifre superiori al reale valore, «sovraffatturando il prezzo di vendita mediante l’indicazione di una falsa serie di optional e allestimenti non veritieri», avrebbero permesso a De Amicis e a Pastore di spartirsi poi il premio assicurativo e, con la complicità di alcuni indagati a piede libero, ottenere anche il prezzo di vendita all’estero. Gli arresti, leggendo l’ordinanza d’arresto, sembrano essere solo una tappa dell’indagine. Restano da scoprire anche i broker assicurativi che si sono prestati a sottoscrivere contratti di leasing palesemente gonfiati, ma anche l’iter seguito per l’immatricolazione al Pra (il registro automobilistico).

di EMILIO RANDACIO

Dopo lo xeno e i Led, ecco i fari laser. Le tedesche pioniere della nuova tecnologia

E’ la luce di domani: consuma poco ed è potentissimo. La BMW i8 in vendita a primavera sarà la prima auto di serie a proporre l’innovativa fonte d’illuminazione. Ma Audi e Mercedes si preparano a competere

Dopo lo xeno e i Led, ecco i fari laser. Le tedesche pioniere della nuova tecnologia

Quando tre costruttori, uno dopo l’altro, dicono che la nuova frontiera per l’illuminazione è quella delle luci laser, bisogna iniziare a crederci. Sopratutto se le tre in questione sono BMW, Audi e Mercedes, cioè i tre marchi tedeschi del lusso, sempre in competizione nell’adozione di nuove tecnologie. Il capitolo “laser” della storia dell’auto è iniziato nell’autunno 2011 al Salone di Francoforte, quando la BMW propose questo nuovo tipo di faro sulla concept della sportiva ibrida i8 e l’Audi mostrò un’applicazione laser per i retronebbia della concept A2. Nella primavera 2013, al Salone di Shanghai, Mercedes annunciò la presenza di fari laser sulla concept della Suv GLA.

La corsa è iniziata, tanto che l’Audi esibisce in queste ore un prototipo che il laser ce l’ha addirittura nel nome, Sport Quattro Laserligh concept car. L’occasione per il debutto la crea il sempre più seguito CES (Consumer eletronics show electronics and technology tradeshow) di Las Vegas, in tempi recenti palcoscenico ideale anche per l’industria dell’auto, sempre più impegnata sul fronte dell’integrazione dell’elettronica sui veicoli. Certo, finora non abbiamo citato che prototipi, ma le applicazioni pratiche non tarderanno ad arrivare: il primo veicolo di serie a montare luci laser (come optional) sarà la BMW i8 in vendita in primavera, e ne sarà dotata anche l’Audi R18 e-tron che correrà nella 24 Ore di Le Mans a giugno.

I vantaggi sono molteplici; sulla Laserlight concept car, per esempio, Audi ha integrato le luci a matrice di led (già disponibili sull’ammiraglia A8) con il laser: utilizzato come abbagliante, il faro di domani è in grado di illuminare a circa 500 metri di distanza, cioè il doppio di un abbagliante a led, e di triplicare la luminosità. Tutto attraverso una sorgente luminosa di appena qualche micron (cioè, qualche millesimo di millimetro), e con una resa quasi doppia rispetto ai led, oggi la tecnologia di gran lunga più efficiente sul mercato. La BMW sostiene di non avere l’intenzione di ridurre per questo le dimensioni dei gruppi ottici, che sono anche un fondamentale elemento di stile. La riduzione dell’ingombro in profondità, però, permetterà di liberare spazio nel cofano e consentirà ai designer di sbizzarrirsi nelle forme e nel posizionamento delle luci sulla carrozzeria.

Secondo la BMW, la tecnologia laser è anche sicura perché l’intensità dei fari non comporta rischi per l’occhio umano o per quello degli animali, “perché la luce non è emessa direttamente”. L’Audi entra nel dettaglio: “un fascio di luce laser blu colpisce una lente di cristallo giallo al fosforo”, trasformandosi in un fascio di luce bianca molto potente e non fastidiosa per l’occhio. Grazie all’efficacia superiore e al minore assorbimento di energia, il laser sarà utilizzato per tutte le funzioni svolte oggi dalle lampadine (dentro e fuori dal veicolo) e dai led, anche perché la compattezza della fonte e la direzionalità tipica del suo fascio luminoso si prestano ad applicazioni finora inesplorate. Per esempio, Mercedes già prevede che così si arriverà anche a proiettare sull’asfalto le indicazioni a pittogrammi del navigatore satellitare, rendendo quasi impossibile imboccare la via sbagliata.

Nissan, Mercedes e Volvo, sfida tra giganti per l’auto che guida da sola

Nissan, Mercedes e Volvo, sfida tra giganti per l'auto che guida da sola  Infilarsi nel parcheggio, scendere dal sedile e aspettare che la Volkswagen trovi posto. In quest’ordine. E senza conducente. I puristi del volante non gradiranno, ma i colossi delle quattro ruote stanno ingranando sull’auto che guida da sola. Apre le danze dal punto di vista commerciale Nissan, che ha già fissato per il 2020 il lancio di una gamma di vetture “autonomous driving”, a guida autonoma. Nissan si inserisce nel filone della giuda automatica, che ha destato l’interesse di case automobilistiche di prima grandezza come, ad esempio, Mercedes, Volvo, Toyota, gruppo Volkswagen e di produttori di tecnologie e componenti come Bosch ma anche di colossi dell’h-itech come Google.

 

La “macchina di Google?” C’è già
Forse non ce ne siamo accorti, ma mentre molti sognano la macchina di Google che guida tutta da sola, quella che invece si ferma senza il nostro intervento o che parcheggia autonomamente in uno spazio davvero ridotto c’è già. E non è una top car: almeno non solo può anche essere una semplice utilitaria come la Fiat 500L o la Panda equipaggiate con un dispositivo semplice ed efficace: il City brake control che riconosce la presenza di altri veicoli o di ostacoli posti di fronte alla vettura e frena automaticamente quando il guidatore non interviene. Una magia digitale ottenuta con un’intelligenza di software e silicio aiutata da occhi elettronici di un radar. Tutta roba fina che anni fa poteva essere nell’equipaggiamento solo di una superammiraglia come, la Classe S, la Bmw Serie 7 o l’Audi A6. Invece, adesso un monovolume medio come la Citroën C4 Picasso dispone del sistema che tiene d’occhio lo sconfinamento di carreggiata e soprattutto esibisce un cruise control attivo che mantiene la distanza di sicurezza.

 

Nissan, sette anni al futuro
Sette anni d’attesa. La data c’è, e l’ha fissata Nissan. La casa di produzione automobilistica numero due in Giappone ha annunciato il lancio di una serie di automobili “autonomous driving” nel 2020. L’antipasto è stato servito al «Nissan 360» di El Toro, in California, per l’ottatesimo compleanno della società. Le vettura “self-driving” potrà viaggiare in autonomia sulle corsie autostradali, restando in carreggiata e azzerando il rischio di collisioni. L’integrazione con il navigatore permetterà di individuare e seguire il tragitto prestabilito. E sempre un’integrazione, tra scanner e intelligenza artificiale, perfeziona i margini di sicurezza al volante. Lo scanner, installato sulle vetture, registra e segnala pericoli, situazioni a rischio e cartelli stradali; i sistemi di AI reagiscono di conseguenza, aggirando gli ostacoli.

 

Classe S, ammiraglia con occhio 3D
L’ammiraglia Mercedes-Benz accelera sulla guida sicura che “maneggia” code e stop and go. La Classe S, da sempre apripista delle tecnologie sulle quattro ruote, ha ottimizzato la sicurezza attiva e passiva con un sistema di telecamere stereoscopiche e sensori radar multimodali. La telecamera, con “vista” a 360 gradi, mette in allerta i freni quando individua passanti o traffico perpendicolare. E lo stop and go? Lo si intuisce dal nome: l’optional, che in Germania costa circa 2.700 euro, consente alla vettura un “governo automatico” sulle basse velocità (tetto di 60 orari). L’auto segue la vettura che la precede in corsia, accelerando e rallentando a seconda delle esigenze.

 

Da Bmw a Volvo, l’auto si parcheggia (e sterza) da sola
Addio ad ammaccature e manovre in spazi angusti? Bmw, Bosch e Volkswagen stanno lavorando su dispositivi per il “parcheggio automatico” dell’auto. La BMW progetta di includere nelle vetture Serie 5 un vero e proprio assistente di guida informatico, che sistemi l’auto negli spazi senza urti o movimenti frettolosi. La Robert Bosch ha sperimentato un meccanismo analogo nel suo quartier generale di Stoccarda. E la Audi sta sviluppando un sistema che consente di abbandonare il volante e aspettare che la quattro ruote si “accasi” dove più conviene.

Anche la Volvo si immette nella corsia dell’autonomous driving. E non solo per i sistemi di autoparcheggio. La casa automobilistica di Göteborg introdurrà una tecnologia per il freno automatico che individua ostacoli in condizioni di scarsa visibilità. Il Suv, inoltre, resta sempre in carreggiata grazie a un sistema che percepisce dove finisce l’asfalto.

Parti strutturali in carbonio nella nuova BMW i3

Parti strutturali in carbonio nella nuova BMW i3

La nuova BMW i3 sarà la prima auto prodotta in serie ad avere parti strutturali in fibra di carbonio nella carrozzeria. Per la riparazione, nella maggior parte dei casi si dovrà sostituire l’intero componente

La nuova BMW i3, che verrà lanciato entro fine anno, sarà la prima auto ad avere parti strutturali in fibra di carbonio. Questo materiale si era già visto in numerosi prototipi o in supercar, ma mai prima d’ora era entrato nella produzione di serie di un modello. Alcune parti strutturali della carrozzeria della i3 saranno dunque in fibra di carbonio, che risulta il 50% più leggera dell’acciaio tradizionale e il 30% più leggera dell’alluminio, con significativi vantaggi sia all’automobilista (un’auto più leggera ha consumi minori) che a BMW. 

Viene immediatamente da chiedersi se le parti in fibra di carbonio sono riparabili in una normale carrozzeria. Un quesito che la rivista Bodyshop ha posto a Suzanne Gray, generale manager BMW, che ha risposto: “La riparazione sarà semplice come togliere un pannello e sostituirlo. Solo in una minoranza di casi il carrozziere potrà riparare una sezione al posto di sostituire ‘intero componente”. 

Dealer Day 2013: un successo anticrisi

volpe auto elettrica  Oggi il Dealer Day mi ha proprio impressionato. Lo seguo da vicino da quando è nato oltre 10 anni fa, ma questa edizione mi è sembrata proprio la più bella. Forse perché per la prima volta non esponevo e non avevo quindi la tensione del partecipante o più probabilmente perché quest’anno è stata proprio l’edizione più bella. Anzi è l’edizione più bella perché è ancora in corsa e se potete vi consiglio di andare alla giornata di chiusura di domani. C’erano proprio tutti, gli espositori storici e tanti marchi nuovi. E chi non esponeva era lo stesso presente con delegazioni più o meno folte. Aci Global con il nuovo amministratore Ludovico Maggiore ha avuto la stand sempre pieno, ed i dirigenti Antonella Corrado, Elio Barazza e Alessandro Bottaro sempre impegnati a far gli onori di casa. Dekra anche se quest’anno ha deciso di non avere lo stand era presente in forza con uomini di tutti i reparti. Oltre al CEO Marco Mauri c’era Andrea Da Lisca delle revisioni e Paolo Sarotto dei laboratori di Torino, Lorenzo Pighi e gli altri colleghi romani della Dekra Consulting. Poi i tanti stand dei veterani del Dealer Day: Viasat con Daniele Simonaggio; Car Full Service con Roberto Palladini, Claudio Franzone, Massimo Magistrelli e Claudio Oleari; Cobra con Roberto Moneda; Arval con Alberto Repetto; Augustra con Pietro Moro; Automobile.it con Marilda Oerimi; Car Garantie con Matteo Castellani; BMW Group Italia con Roberto Sticca; ALD con Pasquale Martorano; Tuv Italia con Luca Diamantopoulos, Simone Dore e Stefano La Fauci; DriveK con Marco Marlia; Europ Assistance e Leasys con molto personale della direzione commerciale; Mapfe col nuovo direttore Gian Paolo Aliani Soderi. Tra le novità come presenze espositive Kia con Fabrizio Falcobello Musumeci Greco, SOS Grandine con Giorgio Riso, Aral con Lorenzo Brandol, Volpe Car con Federica Benedetti che ha presentato due vetturette elettriche delle dimensioni della Twizy della Renault ma ad un prezzo molto più accessibile, Gestionaleauto.com con tante simpatiche ragazze. Ci sono stati dei momenti in cui era anche difficile passare per la massa di gente che usciva dai workshop, tanti ed interessanti. Quello a cui ha partecipato ad esempio Noris di Mediolanum è stato impossibile entrare, c’era gente in tutti gli spazi disponibili e molti altri fuori anche se la sala blu era la più grande. Tra le corsie abbiamo incontrato Gaetano Faina e Dimitri Cazzulino di Europcar, Francesco Voso e Lucio Tropea di Mercedes, Daniela Mantia di Allianz, Antonio Oriti di Si.To. Broker, Michele Montanella di Gecar, Peter Marino di Rentek, Pietro Bonino di Ubiest, Annalisa Cumer di Quattroruote, Lorenzo Perico di PR3 Consulting, Antonio Core di Star Solutions, Antonio Piscitelli di Nobis Assicurazioni, Fabrizio Di Pasquale di Clustin, Marco Biglino di Bertone Glass, Giovanni Accardo di Road 24h, e Fabio Sacchi nuovo acquisto di UPGOIN Carrozzerie Italia. Tutti soddisfatti della partecipazione e dello spirito anticrisi della manifestazione. Squisita l’ospitalità di Quintegia con gli organizzatori sempre presenti tra cui Leonardo Buzzavo, Tommaso Bortolomiol, Luca Montagner e Maurizio Sala. A domani i numeri ufficiali.

I veri prezzi delle auto usate 46/12

Prezzi sempre più bassi.
Asta per commercianti. Estratto delle vetture vendute nella settimana 46 da Autorola.it

Auto Incl. IVA non detraibile
MARCA, MODELLO E VERSIONE ANNO KM PREZZO D’ASTA EUR
Aston Martin V8 Vantage 4.3 Cabrio, 2porte, Auto, Benzina 2007 35.540 50.000
BMW Serie 7 (F01/02/04) * 730d Eletta, 2porte, Auto, Diesel 2009 101.631 28.200
BMW X5 (E70) * X5 xDrive30d Futura, 5porte, Auto, Diesel 2009 61.960 28.000
BMW m3 4.2 coupe, 2puertas, 6marchas, Gasolina, Uso particular 2008 90.000 27.300
Bentley CONTINENTAL GT 6.0, 2porte, Auto, Benzina, Piccolo trasporter 2005 77.955 46.000
Bentley Continental * Continental GT, 2porte, Auto, Benzina 2006 87.365 47.000
Porsche 997 Turbo Coupè Tiptronic 3.6, 2porte, Auto, Benzina 2007 41.899 47.500
VW Passat 2.0 Variant 2.0 TDI 140pk, 5-deurs, Automatisch, Diesel, Stationcar 2006 178.300 5.400
Auto Excl. IVA
MARCA, MODELLO E VERSIONE ANNO KM PREZZO D’ASTA EUR
AUDI Q7 3.0 TDI V6 Quattro 3.0 Q7 3.0 TDI V6 Quattro, Diesel 2008 139.575 16.750
Audi A4 2.0 TDI DPF Ambiente, Xenon plus, Audi Sound System, 4-türig, Manuell, Diesel 2009 89.401 14.000
Audi A4 Avant 3.0 TDi V6 Quattro DPF Tiptronic, 5-deurs, Auto, Diesel, Stationcar 2008 72.401 19.200
Audi A5 2.0 TDI Quattro Ambition, 3porte, Manuale, Diesel 2011 52.500 22.900
Audi A5 2.7 TDi DPF, 2-deurs, 6versn., Diesel, Coupé 2009 109.478 16.200
Audi A5 Sportback 2.0 TDI DPF, 4-deurs, 6versn., Diesel 2009 132.587 15.300
Audi A6 AVANT 3.0 3.0 TFSI QUATTRO TIPTRONIC, 5-türig, Automatik, Benzin, Kombi 2009 68.100 12.800
Audi A8 3.0 TDI DPF quattro lang, Leder, Navi/TV, Schiebedach, Standheizung, Dienstwagen Santander-Bank, Auto, Diesel 2008 92.486 26.100
Audi A8 3.0 TDI Quattro Tiptronic, 4porte, Auto, Diesel 2008 84.832 17.600
Audi Q5 2.0 TDi DPF, 5-deurs, 6versn., Diesel, SUV 2009 169.461 17.400
Audi Q5 2.0 TDi Quattro DPF S Tronic, 5-deurs, Auto, Diesel, SUV 2009 75.962 21.000
Audi Q5 3.0 TDI quattro S tronic, Auto, Diesel 2010 190.787 26.181
Audi Q7 3.0 3.0 tdi, 4porte, Auto, Diesel, SUV 2010 58.285 31.500
Audi Q7 3.0 TDI DPF quattro tiptronic, Navi, Xenon, Schiebedach, AAC, PDC, AHK, 5-türig, Auto, Diesel 2009 142.013 34.100
Audi Q7 4.2 TDI Quattro Tiptronic, 5porte, Auto, Diesel 2008 106.105 21.400
Audi S6 Avant 5.2 FSI V10 Quattro Tiptronic, 5porte, Auto, Benzina 2008 120.213 16.500
BMW 3-serie 2.0 316d High Executive, 4-deurs, 6versn., Diesel 2012 10.531 31.000
BMW 320d coupe, manuelt, Diesel 2009 90.734 12.600
BMW 320d touring, manuelt, Diesel 2010 48.640 13.400
BMW 520 2.0 D, 5-deurs, Auto, Diesel, Combi 2012 17.400 23.450
BMW SERIE 5 535d Msport Touring autom. wagon 300CV 5P automatico, 5-türig, Automatik, Diesel 2011 83.751 35.500
BMW Serie 3 (E90/E91) * 330d cat Futura, 4porte, Auto, Diesel 2008 130.260 12.800
BMW Serie 5 525XD TOURING FUTURA, Diesel 2009 44.856 14.250
BMW Serie 5 530XD TOURING FUTURA, Diesel 2009 65.022 14.000
BMW Serie 5 Gran Turismo 530d GT xDrive Futura, 4porte, Auto, Diesel 2010 64.755 26.950
BMW X1 xDrive23d Aut., Automatik, Diesel 2012 15.000 25.500
Chevrolet Captiva 2.2 D 4WD LT+, AC, Leder, AHK, Diesel 2011 52.056 18.430
Chrysler Grand Voyager 2.8 CRD LX Auto, Diesel 2011 12,823 14,950
Ford Kuga 2.5 4×4, AAC, Navi, Leder, Xenon, Panoramadach, AHK, Auto, Benzin 2009 33.445 16.800
MERCEDES CLASSE M ML 280 CDI V6 sports utility vehicle 190CV 5P automatico, 5-türig, Automatik, Diesel 2009 75.880 20.800
MERCEDES ML 320 CDI “Sport” Aut 3.0 ML 320 CDI “Sport” Aut, Diesel 2007 69.094 17.250
MERCEDES S350 CDI 4MATIC BlueEFF.Avant.MY800 3.0 S350 CDI 4MATIC BlueEFF.Avant.MY800, Diesel 2010 69.523 32.750
MERCEDES-BENZ E 250 CDI BlueEff. Avantgarde, 5-drzwiowy, Automat, Diesel 2011 58 376 26 793
MINI MINI Mini 1.6 Cooper S 184cv Roadster, Benzina 2012 12 17.000
Mercedes CLASSE E E200 CDI BlueEFF Avantgarde wagon 136CV 5P automatic, 5-türig, Automatik, Diesel 2011 26.403 21.600
Mercedes-Benz C220 Break 2.2 CDi BlueEfficiency Avantgarde, 5-deurs, 6versn., Diesel, Stationcar 2009 61.059 17.000
Mercedes-Benz ML-Klasse 3.0 ML 320 CDI, Navi, Leder, Xenon, Schiebedach, AHK, Diesel 2009 47.370 32.522
Mercedes-Benz R – Klasse 3.0 320 CDI, 5-deurs, Auto, Diesel, SUV 2006 161.500 13.300
Peugeot 508 2.0 Active, 4-deurs, 6versn., Diesel 2012 10 15.000
Peugeot 508 2.0 active, 4-deurs, 6versn., Diesel 2012 10 15.200
Saab 9.5 2.0 TiD Vector, 4-deurs, 6versn., Diesel 2011 32.462 17.000
Toyota Avensis Wagon 1.8 VVTi Sol Multidrive S, 5-deurs, Auto, Benzine, Stationcar 2010 35.523 13.100
Toyota Prius 1.8 CVT HSD Sol, 5-deurs, Auto, Benzine, Hatchback 2009 46.843 13.350
Toyota Prius 1.8 CVT HSD Sol, 5-deurs, Auto, Benzine, Hatchback 2009 56.664 12.650
Toyota Prius 1.8 CVT HSD Sol, 5-deurs, Auto, Benzine, Hatchback 2011 8.517 15.000
Toyota RAV4 2.0 VVT-i 4×2 VX, 5-deurs, 6versn., Benzine, SUV 2010 59.341 12.800
Toyota Rav4 2.2 D-4D DPF 4×4 VX, 5-deurs, 6versn., Diesel, SUV 2011 22.470 18.850
VOLKSWAGEN TOUAREG 2.5 R5 TDI Tiptronic DPF Exclusive sports utility vehicle 174CV 5P automatico, 5-türig, Automatik, Diesel 2009 114.933 15.450
VOLKSWAGEN TOUAREG 3.0 V6 TDI Tiptronic DPF Executive sports utility vehicle 240CV 5P automatico, 5-türig, Automatik, Diesel 2008 72.597 16.100
VW Beetle 1.2 Tsi Design Comfort+ NEW, 3d, 6speed, Gasoline, Hatchback 2012 16 13,000
VW Tiguan 2.0 CR TDi 4Motion Sport & Style, 5-deurs, 6versn., Diesel, SUV 2008 90.095 14.300
VW Tiguan 2.0 TDI DPF Sport & Style, Navi, Panorama, Winterpaket, Diesel 2009 100.094 16.053
Volkswagen Crafter Furgone 35 PM 2.0 TDI 163cv, 4porte, Manuale, Diesel 2011 6.936 16.000
Volkswagen GOLF CAB 1.6 TDI 105 FAP CARAT, 2portes, Diesel 2012 18 17 150
Volkswagen PASSAT 1.6 TDI 105 CR FAP BLUEMOTION CONFORTLINE, 4portes, Diesel 2011 19 193 12 600
Volkswagen Tiguan 2.0 TDI Track & Field 4Motion DSG, 5porte, Auto, Diesel 2011 34.444 18.600
Volvo XC 60 AWD 2.4 D5 MOMENTUM GEARTRONIC, 5-türig, Automatik, Diesel, SUV 2009 136.000 15.000
Škoda Superb Combi 2.0 TDI Elegance Navi/DSG NEW, 5d, Auto, Diesel, Estate 2012 16 23,700
Auto Incl. IVA detraibile
MARCA, MODELLO E VERSIONE ANNO KM PREZZO D’ASTA EUR
BMW Serie 5 525D, 4puertas, Diésel 2008 84.150 17.000
Chrysler Grand Voyager 2.8 CRD Limited, Auto, Diésel 2008 104.251 18.000
Mercedes Clase C CDI C-220 Avantgarde, 5puertas, Diésel 2008 77.360 16.500
Mercedes Clase C CDI C-220 Avantgarde, Auto, Diésel 2008 168.498 14.600
Volvo XC70 D5 Momentum Auto, Diésel 2008 116.573 19.000
Volvo XC90 2.4 D5 Summum, Diésel 2008 157.307 14.200
Furgoni Excl. IVA
MARCA, MODELLO E VERSIONE ANNO KM PREZZO D’ASTA EUR
Knaus Sun Traveller 3.0 650 DKG Alkoven, Fiat Ducato 160 Multijet , AC, Halbautomatik, Diesel 2009 34.632 33.200
Mercedes SPRINTER CCB 513 CDI 43, Diesel 2011 85 780 17 450
Mercedes VITO 113 CDI 32 L, Diesel 2011 31 333 13 150
Mercedes VITO 113 CDI 32 L, Diesel 2011 38 031 13 200
Mercedes VITO 113 CDI 32 L, Diesel 2011 41 426 13 250
Mercedes VITO 113 CDI 32 L, Diesel 2011 44 442 12 450
Opel Movano B 2.3 CDTI 150 Hochraumkastenwagen, AC, AHK, Diesel 2012 4.205 18.100
Volvo FH12 12.0 4X2T X LOW Decker- I-shift Globetrotter, 2-deurs, 5versn., Diesel, Truck 2005 951.601 15.128

Giro di vite sul «leasing tedesco»

IN ALTO ADIGE

Giro di vite sul «leasing tedesco»
Maxi sequestro di supercar con targa straniera

Blitz della Guardia di Finanza contro le società che offrono servizi per sfuggire al redditometro e al Superbollo

Una delle vetture sequestrate dalla GDF    Una delle vetture sequestrate dalla GDF

MILANO- Auto di grossa cilindrata con targa straniera per eludere redditometro e superbollo. La Guardia di Finanza sferra un duro colpo contro il «leasing tedesco»:scoperta un’evasione di Iva pari a 6,7 milioni e sequestrati automobili e beni per un valore di 4 milioni di euro. Sono 120 le vetture coinvolte, fra le quali tre Ferrari, altrettante Porsche e numerose Audi, Bmw e Mercedes.

 VIDEO

UN’INDAGINE COMPLESSA-L’indagine del Comando provinciale di Bolzano è partita «dal numero di autovetture di grossa cilindrata con targa tedesca circolanti sulle strade dell’Alto Adige, utilizzate da cittadini residenti in base a contratti di noleggio a lungo termine stipulati con aziende estere». Che si promuovono sul web facendo leva sulla riservatezza e sulla difficile rintracciabilità del proprietario: in poche parole significa non fornire informazioni finanziarie a enti o registri italiani, come quello dell’Agenzia dell’Entrate. Dopo un’articolata indagine con controlli su strada, la Guardia di Finanza è arrivata a una società con sede in Germania, i cui servizi sono risultati assai diffusi in Alto Adige. Dai controlli fiscali è emerso che attraverso la stipula di contratti di noleggio, venivano simulate vere e proprie cessioni di autovetture. «A seguito della verifica la residenza fiscale della società tedesca è stata ricondotta in Italia: di qui le contestazioni in materia di IVA per 6,7 milioni di euro e la ricostruzione di un giro d’affari non dichiarato per 34 milioni di euro». Il Gip del tribunale di Bolzano accogliendo la proposta del Pubblico Ministero ha emesso il provvedimento cautelare eseguito in questi giorni dalle fiamme gialle, attraverso il sequestro, oltre che dei beni immobili e delle disponibilità bancarie dell’indagato, anche di molte delle auto con targa tedesca in circolazione sul territorio italiano oggetto dei noleggi.

D.S.

leggi lìarticolo originale del corriere.it ed i commenti dei lettori

leggi il seguito: il ricorso della società coinvolta