La scheda carburante va in pensione

Come già anticipato nel corso del 2012, che il DL 70/2011
ha dato la possibilità (facoltà) a chi intenda dedursi il
carburante su autovetture e automezzi in regime di impresa o di
lavoro autonomo, di farlo non più attraverso la SCHEDA CARBURANTE
istituita dalla L. 31/77 (con tutte le problematiche connesse alla
compilazione e conservazione, non ultime quelle costituite dai
riflessi penali della cosiddette “false” schede carburante di cui
alla “sciagurata” sentenza n. 912/12 di Corte di Cassazione) bensì
tramite mezzi alternativi, ovvero: · Tramite bancomat; · Tramite
carte credito; · Tramite carte prepagate; Segnalo che, in
particolare, la Circolare AE 42/2012 ha precisato che l’utilizzo di
tali sistemi alternativi deve essere ESCLUSIVO per il soggetto
passivo d’imposta, e quindi per poter usufruire dei benefici della
detraibilità iva e deduzione del costo senza carta carburante è
necessario che PER L’INTERO ANNO D’IMPOSTA (quindi il 2013 è il
primo anno) il contribuente utilizzi esclusivamente uno dei metodi
di pagamento sopra elencati. INOLTRE La carta elettronica DEVE
essere intestata al soggetto che esercita l’attività (ancorchè non
necessariamente dedicata all’acquisto di carburante). L’Estratto
conto della carta elettronica deve evidenziare, per ogni
transazione di acquisto carburante, SEMPRE: · La data; · Il
Distributore presso il quale è stato effettuato il rifornimento; ·
L’ammontare del corrispettivo In tal modo, a meno che l’Agenzie
delle Entrate non cambi orientamento, viene omessa legittimamente
l’informativa circa la Targa dell’auto (o il numero di telaio), i
chilometri percorsi, la firma dell’esercente, l’ubicazione del
distributore. Guido Ruggieri http://www.studiodottcomm.com