Le Automobili autonome stanno arrivando – e guidano meglio di te.

Chris Gerdes rivela come lui e il suo team stanno sviluppando macchine da corsa robotiche che possono guidare a 240 Km/h, evitando ogni possibile incidente. E tuttavia, nello studio delle onde cerebrali di piloti professionisti, Gerdes dice che ha guadagnato un nuovo apprezzamento per gli istinti di piloti professionisti. (Girato a TEDxStanford.)
Chris Gerdes
ingegnere meccanico

Una macchina autonoma può sembrare una cosa del lontano futuro, ma ingegnere meccanico Chris Gerdes  corre per renderlo una realtà di oggi.

Autonomous cars are coming — and they’re going to drive better than you. Chris Gerdes reveals how he and his team are developing robotic race cars that can drive at 150 mph while avoiding every possible accident. And yet, in studying the brainwaves of professional racing drivers, Gerdes says he has gained a new appreciation for the instincts of professional drivers. (Filmed at TEDxStanford.)

Chris Gerdes
Mechanical engineer
An autonomous car may seem like a thing of the distant future, but mechanical engineer Chris Gerdes is racing to make it a reality today.

PREVISIONI PER IL 2020? ZERO INCIDENTI

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Primo Ministro Giapponese Shinzo Abe su Nissan Leaf con guida autonoma

Ce la stanno mettendo tutta per azzerare il rischio incidenti. Dagli occhiali Nissan per guidare, fino all’auto che guida direttamente da sola. Dove andremo a finire? Gli esperti annunciano che il vero anno di svolta sarà il 2020 ma sarà vero?

Tutto ha avuto inizio parecchi anni fa con l’introduzione dell’ABS sulle vetture che ha fatto diminuire drasticamente il numero di incidenti e di conseguenza salvato la vita a decine di migliaia di automobilisti. Qualche anno dopo, l’avvento dei sensori di parcheggio, ha causato il calo in termini di quantità delle classiche “bottarelle e strusciatine” da manovra.

Successivamente, si parla del 2009 circa, si è cominciato a pronosticare sulle automobili veggenti che vedono e prevedono l’incidente e, quando non sono in grado di evitarlo, cercano per lo meno di limitarne i danni.

Tutte queste innovazioni rivoluzionarie sono state da sempre spinte dai grandi della componentistica che hanno compiuto passi da gigante per quanto riguarda sia la sicurezza attiva (scongiurare collisioni) sia quella passiva (ridurre le conseguenze).

Si può affermare che la causa principale della diminuzione dei sinistri stradali sia stata la sempre maggiore presenza di elettronica e di tecnologie sulle vetture. Il paragone alla Formula 1 sorge quindi spontaneo. In molti infatti sostengono che negli ultimi anni le gare siano molto meno avvincenti e seducenti, si evince quindi che questo sia stato lo scotto da pagare per avere una maggiore sicurezza. Il parallelismo lo si può fare anche per i veicoli che utilizziamo tutti i giorni, maggiore sicurezza si traduce quindi in minore piacere di guida.

L’evoluzione del modo di concepire l’automobile sta avendo il suo apice. Nissan presenterà infatti al Motor Show giapponese il prototipo degli occhiali 3E, risposta dell’industria automobilistica ai Google Glass. Tramite questi occhiali sarà infatti possibile seguire la navigazione senza distogliere lo sguardo dalla strada e, rimanere connessi con il mondo che c’è intorno via telefono, sms, email, twitter, whatsapp, il tutto attraverso comandi vocali o semplici movimenti della testa.

Questi prototipi tecnologici stanno puntando sempre più all’eliminazione delle distrazioni dell’automobilista, una vasta percentuale dei sinistri stradali sono infatti imputabili alla mancanza di attenzione del guidatore che si deconcentra dalla guida guardando il telefonino o chi per esso. Ecco questi incidenti con questi nuovi accessori saranno limitati o addirittura azzerati nel futuro.

La vera rivoluzione avverrà quando e se sul mercato verrà introdotta la vettura presentata sempre da Nissan che guida in maniera autonoma. Si tratta dell’ultramoderna Nissan Leaf, che ha di recente fatto la prima apparizione sul suolo pubblico giapponese con a bordo il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe. La vettura è al 100% elettrica e sarà utilizzata come modello base da cui partire per lo sviluppo della tecnologia di guida autonoma. Che da una parte azzererà il rischio incidente dall’altra ridurrà notevolmente anche il problema inquinamento grazie all’uso di tecnologie green.

Si può tranquillamente affermare che siamo in una fase di transizione, e come avviene tutti in passaggi generazionali che si rispettino c’è una grande incertezza. Gli esperti anticipano che tutte queste tecnologie entreranno, a pieno regime, a far parte della vita quotidiana nel giro di una ventina d’anni. Noi riteniamo che dovrà passare più tempo e che non sia così improvvisa la rivoluzione. Soprattutto perché bisognerebbe cominciare a pensare seriamente a quale sia il destino delle automobili del presente.

articolo originale: http://www.carrozzeria.it/News-Carrozzeria/Attualita/Previsioni-per-il-2020–Zero-incidenti_20131115.aspx?feed=articles

Il mondo dei periti e della riparazione può dunque dormire sonni tranquilli? Difficile dirlo, quello che è certo è che nessuno sa ancora nulla e che le previsioni di eventi probabili ed eventuali lasciano un po’ il tempo che trovano.

Guarda il video in pista

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Auto - Guida autonoma Imc

Toyota: GUIDA AUTONOMA IN AUTOSTRADA NEL 2015

Toyota

Il sistema Advanced Highway Driving Assistant nelle ultime fasi di collaudo. Debutto previsto nel 2015.

 

È praticamente pronto e debutterà nel 2015, il sistema di supporto alla guida messo a punto dalla Toyota. Battezzato Automated Highway Driving Assist, il dispositivo della Casa giapponese promette di incrementare drasticamente la sicurezza di marcia nei contesti autostradali.

La collaborazione di due sistemi. L’Ahda, in sostanza, funziona mettendo in collaborazione il Cooperative-adaptive Cruise Control, che mantiene la distanza di sicurezza col veicolo che precede, accelerando e frenando da solo, e il Lane Trace Control, che interviene sullo sterzo per mantnere la carreggiata su cui l’auto sta viaggiando. La Casa esporrà il nuovo dispositivo all’Intelligent Transport Systems World Congress di Tokyo, che sarà inaugurato il 14 ottobre.

Il Cooperative-adaptive Cruise Control. A differenza dei cruise control attuali, che sfruttano onde radar di lunghezza millimetrica, il Cooperative-adaptive Cruise Control lavora su una frequenza di 700 MHz per rilevare le accelerazioni e le frenate del veicolo che precede, permettendo così di mantenere con maggiore precisione la distanza di sicurezza. Riducendo le variazioni di velocità al minimo, l’Ahda permette anche di tagliare il consumo di carburante e rendere più regolare il flusso del traffico autostradale.

Il Lane Trace Control. Il Lane Trace Control invece, lavora sfruttando le informazioni raccolte da telecamere e sensori radar, elaborate dai software di bordo, per mantenere la traiettoria corretta a tutte le velocità. L’elettronica, dunque, interviene momento per momento sull’angolo di sterzo e sugli altri comandi in maniera completamente autonoma dal guidatore, che può comunque riprendere il controllo personale del veicolo in qualunque momento lo desideri.

Fabio Sciarra